UN FARO A SALVAGUARDIA DELL INFANZIA (Diritti dell infanzia e dell adolescenza)

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1 IO, NOI Associazione di Volontariato per la Solidarietà e l integrazione Sociale Sede legale - Sede Operativa: via delle Meduse, 63a Fiumicino Tel Fax: E.Mail: Sito Web: C.F.: UN FARO A SALVAGUARDIA DELL INFANZIA (Diritti dell infanzia e dell adolescenza) Il Progetto Un Faro a salvaguardia dell infanzia nato su iniziativa dell' Associazione Io, Noi e realizzato in collaborazione con tutti quei soggetti istituzionali e non che si renderanno disponibili, è finalizzato alla lotta contro ogni forma di maltrattamento e abuso messo in atto nei confronti dei minori, per poter prevenire i fattori di rischio sociale a cui essi sono esposti, per la salvaguardia dei diritti dell infanzia e dell adolescenza. Il progetto raccoglie l impegno e l esperienza di diverse persone, competenze e professionalità che si sono sempre impegnate per la prevenzione delle violenze sui minori, promuovendone i diritti e favorendone la tutela. Uin Faro a salvaguardia dell infanzia, rappresenta il nostro metodo di caratterizzare l impegno volontario e professionale con la Solidarietà verso i soggetti più deboli della società; significa dotare ogni realtà del territorio, istituzionale e non, in cui vi sono minori o vi è un attività rivolta ai minori, di un Faro che rappresenta: la volontà di tenere sempre accesa una luce sul fenomeno della violenza sui minori; un luogo di riferimento riconoscibile e credibile dove indirizzare le segnalazioni di casi sospetti; un orientamento per le famiglie e tutti gli operatori sensibili; la capacità di prevenire che le violenze possano concretizzarsi o che possano prolungarsi;

2 una guida multidisciplinare per tutti gli operatori che sono chiamati ad intervenire nei casi segnalati; un centro di studio e monitoraggio del fenomeno. Il progetto che si articola in una serie di attività di promozione culturale e di comunicazione sociale: 1. Campagna di sensibilizzazione e informazione; 2. Corso di formazione; 3. Biblioteca dei Diritti; 4. Pubblicazione: guida pratica per la prevenzione e il primo intervento. Attività di qualificazione e di sostegno ai progetti Attività culturali: seminari, convegni ecc.; Comunicazione sociale; Monitoraggio e Valutazione ATTIVITÀ 1 CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE La campagna di sensibilizzazione consiste in iniziative finalizzate alla conoscenza del fenomeno dei maltrattamenti e degli abusi sui minori. Si ritiene necessaria la messa in atto di attività volte, da un lato, a fornire informazioni a tutta la cittadinanza e, in particolare a tutti quegli operatori sensibili, che svolgono la loro attività professionale a contatto con i minori e, dall altro, a promuovere un ascolto attivo e diffuso sul territorio, come prerequisito di base per poter pianificare un qualsiasi intervento, e sostenere il diritto dell infanzia ad esistere nelle migliori condizioni. 2

3 In particolare: Promuovere la Conoscenza del fenomeno nelle famiglie, negli operatori sensibili e nella cittadinanza tutta, per concorrere a migliorare il riconoscimento del diritto ad un infanzia serena; La realizzare attività di sensibilizzazione e di informazione, attraverso incontri e seminari, nelle scuole e nelle altre agenzie educative; La promuovere ogni utile iniziativa di diffusione della conoscenza dei diritti dell infanzia e di miglioramento delle condizioni di reale godimento di tali diritti; Attivazione di uno sportello informativo itinerante; Attivazione di un forum informatico. ATTIVITÀ 2 FORMAZIONE PER LA PREVENZIONE DEI MALTRATTAMENTI E DEGLI ABUSI SUI MINORI Coloro che sono preposti alla tutela dei minori o che hanno delle responsabilità perché esercitano la loro attività professionale su di essi, devono porre al centro della loro attenzione la necessità di acquisire una preparazione e una competenza adeguata. E' logico presupporre che chi è impegnato nel campo dell educazione e della formazione debba possedere un profilo di notevole complessità caratterizzata da una valida sensibilità alla relazione educativa con i minori, dalla padronanza di specifiche competenze tecnico-operative di natura culturale, psicopedagogica, metodologica e organizzativa. Un errore comune e gravissimo causa di conseguenze come: le mancate rilevazioni e le mancate segnalazioni di abuso, le diagnosi scorrette e gli interventi sbagliati, è 3

4 quello di ritenere che sia sufficiente essere un bravo insegnante, un operatore attento e scrupoloso, un professionista preparato, per condurre correttamente un caso di maltrattamento o abuso sessuale ai danni di un minore. Purtroppo non è così perché sono anche richieste, nell ambito di ciascuna professionalità, una conoscenza approfondita del fenomeno nelle sue peculiarità, insieme alla capacità di dare un giusto peso a ciò che si percepisce e di integrarsi con altre professionalità. Non sapere che cosa fare, non essere capaci di districarsi nella molteplicità delle competenze, nella difficoltà di valutare le parole e di interpretare i segnali di un bambino\a: sfiducia la possibilità di intervento degli operatori sensibili. Tutti coloro che si trovano a dover affrontare un caso, o anche solo un sospetto di maltrattamento o di abuso, hanno la responsabilità e, in molti casi l obbligo, della segnalazione. Perché ci sia materia sufficiente, al di là dell evidenza del maltrattamento fisico, basta la gravità dei fatti riferiti e l evento stesso della rilevazione. Per fare ciò è fondamentale la disponibilità di concetti, strumenti mentali che permettano di vedere la violenza. ATTIVITÀ 3 E 4 BIBLIOTECA PUBBLICAZIONE: GUIDA PRATICA DI PRIMO INTERVENTO L attività prevede: 1. la realizzazione di una biblioteca composta da testi su studi scientifici, divulgativi e informativi per gli operatori ed educatori impegnati nella tutela a difesa dell infanzia e dell adolescenza e, per i genitori. La biblioteca ha, inoltre, lo scopo di favorire una visione multidisciplinare del fenomeno per gli operatori e professionisti del settore. 4

5 2. la realizzazione di una pubblicazione. Una guida pratica rispetto al fenomeno, che possa favorire elementi di conoscenza e dare indicazioni, a chiunque si trovi di fronte ad un caso sospetto, per segnalare il caso ed attivare un primo intervento. Vincenzo TAURINO Sociologo Politiche Sociali 5

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