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1 5773/2207; DGR-8745/2008) riguardanti le prestazioni energetiche degli edifici e degli impianti, sia nuovi (autorizzati successivamente al 1 gennaio 2010) che quelli oggetto di ristrutturazioni significative. Richiamiamo di seguito le principali ipotesi assunte, rimandando alla Tab. 4-6 il dettaglio dei valori numerici. clima: i Gradi Giorno (GG) del periodo sono assunti costanti e pari alla media dei GG effettivamente registrati nel periodo (Stazione meteo di Milano-Linate); Influenza del clima sui fabbisogni termici Si è assunto, come dimostrano rilievi sperimentali di lungo periodo, che la forzante clima esercita una azione meno che proporzionale sui fabbisogni termici per il riscaldamento degli edifici. La migliore aderenza fra risultati teorici e risultati sperimentali (beninteso, su un campione significativo di edifici) è stata ottenuta assumendo un parametro di destagionalizzazione (variazione fabbisogno / variazione GG) pari a 0,50. In termini semplici: se in un dato anno i GG subiscono un incremento del 10% rispetto all anno precedente, il fabbisogno termico per riscaldamento aumenta solo del 5%. Lo stesso vale nel caso di diminuzione dei GG. Epoca di costruzione degli edifici In funzione dell epoca di costruzione, gli edifici sono stati suddivisi in quattro categorie: a) edifici esistenti nel 2005 (anno base): mix di edifici di diverse epoche; b) edifici costruiti nel periodo (assenza, o quasi, di norme cogenti ma maggiore sensibilità dei cittadini e degli operatori del settore costruzioni); c) nuovi edifici il cui utilizzo inizierà nel periodo : rispetto dei limiti minimi imposti dalle nuove norme prima richiamate; d) nuovi edifici il cui utilizzo inizierà nel periodo : rispetto delle nuove norme e tendenza a superare le prestazioni minime imposte in quanto le prestazioni energetiche degli edifici assumono ormai valenza commerciale. Per quanto sinteticamente indicato sopra, il fabbisogno termico degli edifici è risultato decrescente negli anni, in parte per una maggiore sensibilità dei cittadini (fattore che interessa anche gli edifici esistenti) e, soprattutto per le nuove norme cogenti in materia di ristrutturazioni e nuove edificazioni. Rendimento medio stagionale dei generatori di calore E stato assunto un approccio simile a quello relativo agli edifici: si è tenuto conto dei vincoli normativi che interessano i nuovi impianti e le sostituzioni dei vecchi generatori. A titolo di esempio: si è supposto, come è ragionevole supporre, che tutti i generatori esistenti nel 2005 saranno sostituiti entro il 2020 e, di conseguenza, anche il parco generatori installati negli edifici esistenti avrà, nell orizzonte temporale del 2020 un rendimento medio stagionale decisamente elevato di quello odierno (0,90 contro l attuale 0,85). I risultati delle elaborazioni sono riportati nelle sottostanti tabelle. pag. 21/70

2 Tab. 4-6: sintesi delle ipotesi poste alla base della costruzione dello Scenario-BAU per il settore residenziale. Si evidenzia la notevole differenza fra un edificio esistente nel 2005 (fabbisogno termico 29,0 kwht/a m3; rendimento medio stagionale del generatore 0,85) e un edificio di nuova costruzione del periodo (fabbisogno termico 15,0 kwht/a m2; rendimento medio stagionale del generatore 0,93). Tab. 4-7: andamento della volumetria lorda riscaldata La volumetria lorda riscaldata passa da circa 2,26 a 2,56 milioni di m3 (+13%). Si evidenzia poi che: gli edifici di nuova edificazione successivi al 2005 sono dotati esclusivamente di impianti centralizzati; l incremento degli impianti individuali a GN è dovuto alla graduale trasformazione da GPL a gas; Impianti a gasolio e GPL dovrebbero estinguersi entro il Tab. 4-8: andamento dei fabbisogni termici degli edifici Il fabbisogno termico complessivo degli edifici passa da circa 76 a circa 80 GWht (+6%, pari alla metà dell incremento percentuale della volumetria riscaldata). Si evidenzia poi che: Il fabbisogno per cottura cibi segue fedelmente l andamento del numero delle famiglie (+25%); Il fabbisogno termico per ACS subisce un incremento consistente, superiore a quello della popolazione, per le prevedibili accresciute esigenze; a partire dal 2011 è prevista la presenza di fonti rinnovabili per la produzione di ACS negli edifici di nuova costruzione, come imposto dalle norme richiamate in premessa. Tab. 4-9: andamento dei consumi di fonti energetiche primarie Il consumo complessivo passa da circa 95,6 GWhc nel 2005 a 96,3 GWhc nel 2020, con un incremento prevedibile di solo l 1% (a fronte, ricordiamolo, di un incremento del 10% della popolazione e del 13 della volumetria riscaldata). Si evidenzia poi che nell orizzonte temporale del 2020 il settore residenziale consumerò esclusivamente gas e circa l 1,5% di fonti rinnovabili (solare termico per ACS). La scomparsa di gasolio e GPL, lo si evidenzia ancora, dovrebbe avvenire già dal Tab. 4-10: andamento delle emissioni di CO2 Le emissioni complessive di CO2 passano da t nel 2005 a t nel Con riferimento al settore del riscaldamento (78% delle emissioni), giova evidenziare una riduzione delle emissioni di ben il 5% in termini assoluti, a testimonianza del fatto che lo sviluppo edilizio e l incremento della popolazione sono più che compensati dalle migliori prestazioni energetiche degli edifici e degli impianti. Questa circostanza emerge ancora più chiaramente dalle emissioni unitarie, riferite al m3 riscaldato: da 8,6 kg CO2/m3 nel 2005 a 7,5 kg nel La riduzione è di ben il 13%. pag. 22/70

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8 4-3 Settore produttivo Consumi di fonti primarie ed emissioni. Anni 2005 e 2010 Il dettaglio dei consumi di fonti primarie nel 2005, derivante dall Inventario delle emissioni di CO2 (Parte 1a del presente Report) è riportato in Tab. 4-11, che evidenzia ancora, a scopo di confronto, il peso dei restanti settori. La situazione al 2010, anche essa risultato di una indagine di dettaglio, è riportata nella successiva Tab Il confronto fra i consumi al 2005 e quelli al 2010 evidenzia quanto segue. a) nel quinquennio i consumi complessivi di combustibili fossili (non destagionalizzati) hanno subito un incremento di quasi il 9%: da 78 a 84 GWhc. b) Il GN, che nel 2005 copriva solo il 27%% dei consumi, nel 2010 ha raggiunto l 80%. c) In conseguenza di quanto sopra, le emissioni specifiche di CO2 hanno subito una consistente riduzione, sia in termini assoluti (-6%) che, soprattutto, in termini specifici (da 247 a 214 g di CO2 per ogni kwh di energia primaria). pag. 28/70

9 4-3-2 La costruzione dello Scenario-BAU Le principali ipotesi adottate per la costruzione dello Scenario-BAU relativo ai consumi di combustibili nel settore produttivo sono le seguenti: Consumi per riscaldamento Come per il settore residenziale, le ipotesi assunte sono molteplici, e riguardano l andamento climatico, i fabbisogni termici degli edifici esistenti al 2005 e quelli di nuova costruzione, l efficienza degli impianti. In particolare, si è tenuto ancora conto gli obblighi previsti dalle richiamate norme nazionali e regionali (D.Lgs-192/2005, aggiornato dal D.Lgs-311/2006; DGR- 5018/2007; DGR-5773/2207; DGR-8745/2008). Nel settore produttivo esiste, poi, un forte elemento di incertezza derivante dal fattore di utilizzo degli edifici: a differenza del settore residenziale, ove la percentuale di edifici non occupati è trascurabile, nel settore produttivo tale percentuale è strettamente connessa all andamento delle attività che in tali edifici si svolgono (a loro volta influenzate dall andamento generale dell economia locale/nazionale e della situazione dei settori produttivi specifici presenti sul territorio in esame). pag. 29/70

10 In altri termini: la conoscenza della volumetria lorda esistente, in questo settore, non fornisce, da sola, indicazioni sufficienti per la stima delle volumetrie riscaldate e, quindi dei consumi di combustibili. L approccio adottato è stato quello di stabilire una relazione non di stretta proporzionalità - fra andamento dei consumi elettrici del settore produttivo (dati coerenti con stime e previsioni TERNA, Unione Petrolifera; Ministero Sviluppo Economico; vedasi il successivo Capitolo 5) e le volumetrie riscaldate. Consumi di combustibili per usi tecnologici L andamento dei fabbisogni termici per uso tecnologico è stato ipotizzato coerente con quello dei consumi elettrici del settore produttivo (vedasi ancora il Capitolo 5). I risultati delle elaborazioni sono riportati nelle sottostanti tabelle. Tab. 4-13: andamento della volumetria lorda riscaldata La volumetria lorda riscaldata passa da circa 2,06 a 2,96 milioni di m3 (+31%). Si evidenzia poi: il forte calo della volumetria riscaldata verificatasi nell anno 2009, conseguenza, come si precisava prima, della forte contrazione dell attività produttiva; la graduale scomparsa degli edifici riscaldati a gasolio/gpl, sostituiti dal GN. Questi combustibili dovrebbero non essere più presenti a partire dal Tab. 4-14: andamento dei fabbisogni termici degli edifici Il fabbisogno termico complessivo degli edifici passa da circa 66 a circa 81 GWht (+23%). A differenza del residenziale, non si prevede la presenza di fonti rinnovabili termiche. Tab. 4-15: andamento dei consumi di fonti energetiche primarie Il consumo complessivo passa da circa 77,6 GWhc nel 2005 a 90,5 GWhc nel 2020, con un incremento prevedibile del 17%. Lo scostamento rispetto all incremento dei fabbisogni termici (+23%) indica, anche per questo settore, un incremento dell efficienza complessiva dei sistemi edificio-impianto. Tab. 4-16: andamento delle emissioni di CO2 Le emissioni complessive di CO2 passano da t nel 2005 a t nel La riduzione, chiaramente determinata dalla sostituzione del gasolio con GN, è piuttosto consistente, nonostante il prima evidenziato incremento del 31% della volumetria riscaldata. Questa circostanza emerge ancora più chiaramente dalle emissioni unitarie riferite al m3 riscaldato: da 5,7 kg CO2/m3 nel 2005 a 4,1 kg nel La riduzione è di ben il 29%. pag. 30/70

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14 4-4 Settore terziario Consumi di fonti primarie ed emissioni. Anni 2005 e 2010 Il dettaglio dei consumi di fonti primarie nel 2005, derivante dall Inventario delle emissioni di CO2 (Parte 1a del presente Report) è riportato in Tab. 4-17, che evidenzia ancora, a scopo di confronto, il peso dei restanti settori. La situazione al 2010, anche essa risultato di una indagine di dettaglio, è riportata nella successiva Tab Il confronto fra i consumi al 2005 e quelli al 2010 evidenzia quanto segue. pag. 34/70

15 a) Nel quinquennio i consumi complessivi di combustibili fossili (quasi esclusivamente GN) hanno subito un incremento di ben il 78%: da 15,8 a 28,1 GWhc; b) Le emissioni, stante la larga prevalenza di GN, hanno subito il medesimo incremento in valore assoluto;. c) In assenza di dinamica edilizia, di sostituzione di combustibili, e di significativa evoluzione delle tecnologie, le emissioni specifiche sono rimaste sostanzialmente invariate (da 202,7 a 202,1 g di CO2 per ogni kwh di energia primaria). pag. 35/70

16 4-4-2 La costruzione dello Scenario-BAU Le principali ipotesi adottate per la costruzione dello Scenario-BAU relativo ai consumi di combustibili per il riscaldamento ambiente nel settore terziario sono mutuate in parte dallo scenario-residenziale (clima, evoluzione delle prestazioni energetiche degli edifici e degli impianti) ed in parte dallo scenario-produttivo (trend della volumetria riscaldata). I risultati delle elaborazioni sono riportati nelle sottostanti tabelle. Tab. 4-19: andamento della volumetria lorda riscaldata La volumetria lorda riscaldata passa da a circa 1,76 milioni di m3. Si evidenzia il consistente incremento verificatori nell anno 2009, in concomitanza con una quasi riduzione verificatasi nel settore produttivo (industriale/artigianale), desunto dai consumi elettrici dei due settori. Quanto evidenziato parrebbe significare un cambiamento sostanziale intervenuto nelle attività economiche presenti sul territorio comunale. Circostanza che andrà meglio investigata nel prosieguo dell attuazione del PAES. Il trend è costruito essenzialmente sulle ipotesi dei consumi elettrici elaborate da TERNA, Unione Petrolifera, Ministero Sviluppo Economico. pag. 36/70

17 Tab. 4-20: andamento dei fabbisogni termici degli edifici Il fabbisogno termico complessivo degli edifici del settore terziario passa da circa 13,4 a circa 37,8 GWht. L incremento è inferiore a quello stimato per la volumetria riscaldata per le stesse motivazioni viste per settore residenziale: il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici che portano il fabbisogno termico da 25,0 a 21,4 kwht/a m3 (-14%). Per la sostanziale assenza di fabbisogni per ACS, anche ne settore terziario non si prevede la presenza di fonti rinnovabili termiche. Tab. 4-21: andamento dei consumi di fonti energetiche primarie Il consumo complessivo passa da circa 15,8 GWhc nel 2005 a 41,9 GWhc nel 2020, con un incremento prevedibile di 2,6 volte. Lo scostamento rispetto all incremento della volumetria riscaldata (3,28 volte) è connesso all incremento dell efficienza complessiva dei sistemi edificio-impianto: si passa da 29,4 kwhc/m2 nel 2005 a 23,8 kwhc/m3 nel 2020 (-19%). Tab. 4-22: andamento delle emissioni di CO2 Le emissioni complessive di CO2 passano da t nel 2005 a t nel In termini unitari, passano da 6,0 kg CO2/m3 (2005) a 4,8 kg CO2/m3 (2020), con una riduzione del 19%. Le emissioni unitarie riferite all energia primaria consumata non subiscono variazioni, in quanto non cambia sostanzialmente il mix di combustibili (già nel 2005 il GN soddisfa il 99% dei fabbisogni del settore). pag. 37/70

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