RELAZIONE TECNICA ILLUSTRATIVA PREMESSA La presente relazione riguarda le opere da eseguire per la realizzazione, ai sensi della Legge 4/90 e del D.P.R. 447/91, dell impianto di pubblica illuminazione della strada di collegamento della frazione Villamena al capoluogo del comune di MINORI (SA). La strada ha una lunghezza di circa 40 m e si estende in una zona interna del comune attraverso un contesto paesaggistico particolarmente apprezzabile e ricco di agrumeti. Dopo un percorso di circa 0 m, lungo la strada in progetto, si trova la Chiesa di S. Gennaro, che, oltre ai naturali aspetti religiosi, offre contenuti storici e culturali di notevole interesse; nella zona prospiciente la Chiesa si trova un ampio piazzale fitto di alberi (platani, tigli, lecci). Il presente progetto si propone di offrire anche le indicazioni necessarie per la valorizzazione della Chiesa mediante illuminazione artificiale che ne evidenzi i contenuti e sia in grado di esaltarla nell ambito del contesto paesaggistico in cui si trova inserita. INTRODUZIONE LA FILOSOFIA DELLA LUCE Dopo il momento eclatante vissuto all'inizio del XX secolo con l'illuminazione dei grandi boulevard, il tema della luce, nel rapporto con il paesaggio urbano ed extraurbano, ritorna oggi di grande attualità. Dal forte impatto d'inizio secolo, il tema dell'illuminazione delle città e dei paesi si fa di nuovo attuale, scaturendo dal bisogno di sicurezza e dal desiderio di fruire anche emotivamente delle città in modo nuovo e non solo di giorno. Ne deriva il forte desiderio di rilettura del tessuto urbano e dei monumenti attraverso l'illuminazione artificiale che genera emozioni diverse rispetto a quelle diurne. 1
Il design degli elementi di illuminazione, ad esempio, relegato finora all'ambito domestico, viene indirizzato all'orizzonte urbano liberandolo dall'obsolescenza della tradizione formale. Le tecnologie e le filosofie progettuali, applicate alla luce e ispirate ai temi della sicurezza e del rispetto dei beni architettonici, creano nuovi paesaggi urbani. In questo scenario, per offrire una risposta tecnologicamente avanzata, funzionale ed economica all Amministrazione locale del comune di Minori, nasce il presente progetto, che si propone di offrire un sistema d'illuminazione in grado di incentivare lo sviluppo del territorio. SCOPO DEL PROGETTO Lo scopo dell'illuminazione stradale è sostanzialmente quello di permettere alla strada in progetto di avere di notte sicurezza, scorrevolezza e capacità di traffico paragonabili a quella che essa ha nelle ore diurne. L'occhio distingue un oggetto dallo sfondo solo se c'è un sufficiente contrasto tra la luminanza dell'oggetto e quella dello sfondo. In genere nell'illuminazione stradale si preferisce realizzare una elevata luminanza della pavimentazione stradale, sfruttando le sue caratteristiche di riflessione e diffusione, e far distinguere l'oggetto come sagoma scura su sfondo chiaro che non, al contrario, illuminare l'oggetto e lasciare lo sfondo scuro. Infatti, per ottenere un'elevata luminanza dell'oggetto nella direzione in cui il traffico sopraggiunge occorrerebbero fasci di luce in direzione quasi orizzontale, come nel caso dei fari delle automobile, provocando abbagliamento al traffico eventualmente proveniente nel senso opposto. Inoltre le sue caratteristiche di riflessione potrebbero essere scarse e non garantire una sufficiente visibilità. La diffusione e la riflessione della luce operate dalla superficie stradale consentono la visibilità notturna facendo risaltare eventuali ostacoli come sagome scure sulla pavimentazione illuminata ma sono un'inevitabile sorgente di illuminamento del cielo; quindi, alla luce inviata in cielo dalla superficie illuminata si aggiunge la luce dispersa nel cielo direttamente dalle sorgenti. Le caratteristiche fondamentali dell impianto di illuminazione stradale in progetto, si possono così riassumere: 2
Luminanza adeguata Uniformità della luminanza Limitazione dell abbagliamento Limitazione dell inquinamento luminoso RELAZIONE TECNICA 1. RIFERIMENTI NORMATIVI Le principali Norme C.E.I. alle quali bisogna far riferimento per la realizzazione degli impianti in oggetto sono le seguenti: CEI 0-2 Fascicolo 3157 R CEI 8- Fascicolo 3859 C CEI 11-17 Fascicolo 3407 R CEI 20-20/1 Fascicolo 599 CEI 20-20/2 Fascicolo 570 CEI 20-22/1 Fascicolo 3453 R CEI 20-22/2 Fascicolo 4991 R CEI 20-7 Fascicolo 5915 CEI EN 0188 34- Fascicolo 3774 C CEI EN 02 34-24 Fascicolo 058 CEI EN 0357 34-40 Fascicolo 055 CEI 4-7 Fascicolo 418 CEI 4-8/1 7 Fascicolo 4131 4137 CEI 4-12 Fascicolo 3 R CEI 4-15 Fascicolo 4830 CEI EN 0947-2 17-5 Fascicolo 4838 CEI EN 0947-3 17-11 Fascicolo 5755 CEI EN 0439-3 17-13/3 Fascicolo 3445 C 3
2. TIPOLOGIE DI INTERVENTO La descrizione delle opere sarà eseguita facendo riferimento alle tipologie di intervento di seguito indicate: PARTENZA LINEA (QPL) QUADRO GENERALE (QG) SOTTOQUADRO CHIESA S. GENNARO (SQ) DISTRIBUZIONE DELLE LINEE ELETTRICHE IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE STRADA IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE CHIESA S. GENNARO IMPIANTO DI MESSA A TERRA 3. PARTENZA LINEA (QPL) Immediatamente a valle del punto di consegna, sarà posto in opera un INTERRUTTORE MAGNETOTERMICO DIFFERENZIALE a protezione, contro contatti diretti ed indiretti, della linea di alimentazione derivata verso il QUADRO GENERALE; le caratteristiche tecniche saranno quelle deducibili dall allegato Schema Unifilare dei Quadri elettrici. Il suddetto interruttore dovrà essere posto in opera in un involucro in materiale plastico con grado minimo di protezione IP55. L'involucro in oggetto dovrà essere conforme a quanto previsto dalle Norme C.E.I. 23-49. Dall INTERRUTTORE MAGNETOTERMICO DIFFERENZIALE DI PARTENZA LINEA sarà derivata la linea di alimentazione verso il QUADRO GENERALE; il calcolo della sezione di detta linea è allegato alla presente relazione. La suddetta linea dovrà essere realizzata con cavo multipolare 3½ mm² provvisto di guaina protettiva e con tensione nominale 0./1 kv, del tipo N1VV-K o FG7R 0./1 kv alloggiato in tubazione Ø 100 mm (o superiore) in PVC pesante per posa interrata (profondità minima 0.80 m) provvisto di protezione meccanica (tegolo o getto in conglomerato cementizio) intervallata da pozzetti rompitratta e di derivazione prefabbricati in conglomerato cementizio di dimensioni cm 50 50 con fondo 4
perdente e dotati di robusti chiusini in ghisa di tipo carrabile; per i percorsi si rimanda agli Schemi Topografici allegati. 4. QUADRO GENERALE (QG) Per l impianto in oggetto sarà necessario un contratto di fornitura trifase in bassa tensione (sistema TT) con l'ente Erogatrice dell'energia Elettrica, per una potenza installata pari a 10 kw. Il Quadro Generale sarà posto in opera nella posizione direttamente deducibile dagli allegati Schemi Topografici degli Impianti Elettrici, a circa 50 m dalla strada e al riparo da ogni tipo di azione meccanica accidentale. Il Quadro in oggetto conterrà le protezioni deducibili dagli allegati Schemi Unifilari dei Quadri Elettrici. Il Quadro dovrà essere dotato di terna di lampade spia di presenza rete con fusibili di protezione; tutti i componenti, fatta eccezione per l Interruttore Generale, saranno modulari per il montaggio su guida DIN; il Quadro dovrà essere corredato di apposite targhette segnaletiche delle diverse linee, l'involucro dovrà rispettare un grado di protezione minimo IP55; esso prevederà inoltre tutto quanto necessario per renderlo compatibile alla Normativa vigente e alla regola d'arte. L'involucro vuoto del quadro in oggetto sarà in resina e dovrà essere conforme a quanto previsto dalle Norme C.E.I. 23-49. Il quadro nel suo insieme dovrà essere conforme a quanto prescritto dalle Norme C.E.I. 17-13/3 (Fascicolo 3445 C) per i quadri di distribuzione ASD. Dal Quadro Generale si dipartiranno le linee per l alimentazione degli apparecchi di illuminazione previsti in progetto; il calcolo delle sezioni di dette linee è allegato alla presente relazione. 5. SOTTOQUADRO CHIESA S. GENNARO (SQ) Nei pressi della Chiesa di S. Gennaro si prevede la posa in opera di un sottoquadro derivato dal QUADRO GENERALE; esso sarà posto in opera nelle posizioni direttamente deducibili dagli allegati Schemi Topografici degli Impianti Elettrici, in ogni caso al riparo da ogni tipo di azione meccanica accidentale; il quadro conterrà le protezioni deducibili dagli allegati Schemi Unifilari dei Quadri Elettrici. 5
Il sottoquadro dovrà essere dotato di terna di lampade spia di presenza rete con fusibili di protezione, e dovrà essere corredato di apposite targhette segnaletiche delle diverse linee, l involucro sarà in PVC e dovrà rispettare un grado di protezione minimo IP55; esso prevederà inoltre tutto quanto necessario per renderlo compatibile alla Normativa vigente e alla regola d'arte. L involucro dovrà essere conforme a quanto previsto dalle Norme C.E.I. 23-49. Il sottoquadro rientra nel campo di applicazione delle Norme C.E.I. 23-51, in quanto: è adatto ad essere utilizzato a temperatura ambiente normalmente non superiore a C, ma che occasionalmente può raggi ungere i 35 C; è destinato all'uso in corrente alternata con tensione nominale non superiore a 440 V; la corrente nominale in entrata Ine non supera i 1 A; la corrente presunta di corto circuito Icp nei punti di installazione non è superiore a 10 ka. Essendo previsto, per il sottoquadro in oggetto, un involucro non metallico, esso, una volta realizzato, dovrà essere sottoposto alle seguenti verifiche e prove previste dalle Norme C.E.I. 23-51: Verifica della costruzione e della identificazione; Verifica del corretto cablaggio, del funzionamento meccanico e del funzionamento elettrico; Prova della resistenza di isolamento; Verifica dei limiti di sovratemperatura. Dal sottoquadro si dipartiranno le linee derivate verso gli apparecchi previsti per l illuminazione della Chiesa di S. Gennaro; il calcolo delle sezioni di dette linee è allegato alla presente relazione.. DISTRIBUZIONE DELLE LINEE ELETTRICHE Per consentire l alimentazione degli apparecchi di illuminazione previsti lungo la strada, saranno poste in opera, in corrispondenza dell asse mediana della strada,
tubazioni Ø 100 mm (o superiore) in PVC pesante per posa interrata (profondità minima 0.80 m) provviste di protezione meccanica (tegolo o getto in conglomerato cementizio) intervallate da pozzetti rompitratta e di derivazione prefabbricati in conglomerato cementizio di dimensioni cm 40 40 con fondo perdente e dotati di robusti chiusini in ghisa di tipo carrabile. Sarà previsto un pozzetto alla base di ogni palo per rendere possibile le giunzioni dei cavi e le derivazioni alla morsettiera posta alla base del palo; per i percorsi si rimanda agli Schemi Topografici allegati. 7. IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE STRADA La strada in oggetto è da considerarsi urbana, commerciale a prevalente traffico pedonale in una zona semiperiferica; la larghezza della strada è di 3 m, quindi è previsto un unico senso di percorrenza per il traffico veicolare, la lunghezza è di circa 50 m ed è priva di marciapiedi. I parametri da prendere in considerazione per la realizzazione dell impianto di illuminazione sono: il livello e l uniformità di illuminamento; la temperatura di colore e la resa cromatica. Per le strade a prevalente traffico pedonale è importante consentire il riconoscimento dell ambiente, delle persone e dare un senso di sicurezza ai passanti. Per la strada in oggetto, trattandosi di una strada inserita nel contesto urbano di un paese, si adottano i seguenti parametri: illuminamento medio illuminamento minimo E > 10 lux Emin > 4 lux Le lampade saranno a vapori di sodio ad alta pressione a luce corretta di potenza pari a 100 W, che offrono una elevata efficienza luminosa ed una buona resa cromatica. Dai calcoli illuminotecnici eseguiti con l ausilio di software tecnici adeguati, allegati alla presente relazione, si sono riscontrati valori dell illuminamento medio ampiamente superiori ai minimi di cui sopra. 7
Saranno utilizzati apparecchi per montaggio a testapalo su pali in ghisa sagomati, con caratteristiche estetiche simili a quelli già esistenti in zona per l illuminazione di altre strade; la tipologia sarà quella indicata nei grafici allegati. I pali saranno posizionati al di sopra dei muri in conglomerato cementizio presenti ai lati della strada in oggetto, oppure,nei punti in cui non sono presenti muri, su appositi basamenti in conglomerato cementizio; l altezza minima fuori terra dei centri luminosi dovrà essere non inferiore a 3.50 m. La disposizione dei centri luminosi sarà bilaterale a quinconce, essi saranno disposti ad una distanza pari a 4 volte l altezza del palo, ovvero circa 15 m, per un totale di 43 centri luminosi, così come rilevabile dagli allegati Schemi Topografici degli Impianti Elettrici. I centri luminosi, ai fini del dimensionamento delle linee di alimentazione, sono stati suddivisi in Centri di carico e sono state assunte, come distanze dal Quadro Generale, le distanze medie relative ai singoli Centri di carico. Le linee di distribuzione ai centri luminosi saranno monofasi simmetricamente distribuite sulle tre fasi, i cavi unipolari del tipo 0./1 kv; la caduta di tensione massima è stata assunta pari al 4 %. 8. IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE CHIESA S. GENNARO L illuminazione della facciata della Chiesa di S. Gennaro deve avere la funzione di valorizzarne le forme architettoniche ed evidenziarne i contenuti storici e culturali. Nel definire le caratteristiche tecniche dell impianto di illuminazione della facciata si è agito con sensibilità ed intuito scegliendo e posizionando accuratamente gli apparecchi di illuminazione e valutando opportunamente l effetto delle ombre. I valori di illuminamento da ottenere dipendono generalmente dall illuminazione dello sfondo su cui si staglia la superficie da illuminare, dal colore e dal tipo di materiale della stessa. Nel caso in oggetto la facciata da illuminare è in pietra mediamente chiara e l ambiente circostante si presenta poco illuminato, per cui il valore di illuminamento medio non dovrebbe superare i 40 50 lux. La scelta del tipo di lampade, oltre che dall efficienza luminosa, dipende dalla temperatura di colore, dalla resa cromatica e dalla tonalità del colore. Nel caso in oggetto, trovandosi la Chiesa in un contesto ambientale con prevalenza di alberi e di colore verde in genere, saranno da preferire lampade a vapori di 8
mercurio; gli apparecchi di illuminazione saranno proiettori con fascio luminoso ampio, prevedendo le sorgenti luminose a distanza relativamente breve dalla facciata da illuminare (minore di 20 m). Le lampade saranno quindi a vapori di mercurio di potenza pari a 0 W, che offrono una elevata efficienza luminosa ed una buona resa cromatica. Saranno utilizzati proiettori per montaggio a testapalo su pali in ghisa sagomati, con caratteristiche estetiche simili a quelli già esistenti in zona per l illuminazione di altre strade; la tipologia sarà quella indicata nei grafici allegati. I pali saranno posizionati in posizioni strategiche in modo da ridurre al minimo l effetto delle ombre; l altezza minima fuori terra dei centri luminosi dovrà essere non inferiore a 3.50 m. 9. IMPIANTO DI MESSA A TERRA Considerato il contesto ambientale in cui è inserita la strada oggetto del presente progetto, allo scopo di evitare ulteriori scavi longitudinali, si prevede un dispersore singolo per ogni palo. Saranno quindi posti in opera dispersori di terra non ispezionabili per ogni palo; l'impianto dovrà risultare comunque tale da ottenere un valore della resistenza globale di terra coordinato alla soglia di intervento degli interruttori differenziali previsti. Per il collegamento di terra delle masse previste nel presente impianto si prevede inoltre la posa in opera, nei pressi del Quadro Generale, di un pozzetto di terra con relativo dispersore a picchetto; esso sarà direttamente collegato ad un collettore di terra posto all interno dell involucro del Quadro Generale. Il collettore di terra consisterà in una barra in rame zincata dello spessore minimo di 8 mm recante un sufficiente numero di fori, in modo da poter accogliere tutte le derivazioni e direttamente collegata all'impianto di terra principale I conduttori di protezione delle varie utenze dovranno in ogni caso essere di sezione minima non inferiore a quelle indicate nelle allegate risultanze progettuali, conformi a quanto indicato nella tabella 54F della sezione 543.1.2 delle Norme C.E.I. 4-8 e realizzati in ogni caso mediante conduttori con guaina di colore giallo verde. I conduttori di terra, di protezione ed equipotenziali, il collettore di terra ed i collegamenti equipotenziali dovranno essere posati in maniera tale da ottemperare in ogni punto alla Normativa vigente e alla regola d'arte. 9
Dovranno essere effettuati i collegamenti equipotenziali principali, afferenti alle tubazioni metalliche relative alle condutture idriche; essi faranno capo ad. In particolare nei locali W.C. dovrà essere attuato il collegamento equipotenziale a terra almeno in corrispondenza delle entrate o uscite di ogni tubazione metallica. Bisognerà inoltre collegare al collettore di terra tutte le parti metalliche fisse (masse estranee) presenti nell ambito dell impianto, non in tensione ma che possono assumere tensioni pericolose in seguito a guasti (in particolare i canali metallici e relativi coperchi) mediante derivazioni di sezione non inferiore a mm², tra loro parallelabili e facenti capo ad un conduttore equipotenziale di sezione pari a mm² da collegare al collettore di terra. CONCLUSIONI Il presente progetto si compone di n 3 tavole, ovv ero: Tavola n 1 Tavola n 2 Tavola n 3 RELAZIONE ILLUSTRATIVA E CALCOLI SCHEMI UNIFILARI DEI QUADRI ELETTRICI SCHEMI TOPOGRAFICI DEGLI IMPIANTI ELETTRICI Le tre Tavole forniscono le indicazioni necessarie per la realizzazione dell impianto di pubblica illuminazione della strada di collegamento della frazione Villamena al capoluogo del comune di MINORI (SA). I sottoscritti declinano ogni responsabilità per il verificarsi di danni a persone o cose derivanti da futuri ampliamenti o manomissioni degli impianti elettrici in oggetto. Nocera Inferiore lì.05.2004 I TECNICI (in rappresentanza delle classi coinvolte) 10
Progetto : PROGETTO ILLUMINAZ. PUBBLICA STRADA VILLAMENA Disegnato : Coordinato : Quadro : 2 - QUADRO GENERALE 1 2 9 Tipo involucro : Quadro MD IP55 P =215 mm Ingombro totale [mm] : 5 7 8 4 700 x 700 x 215 Tipo porta : Cristallo Tipo fondo : Chiuso Tipo laterale : Chiuso Data : 23/10/2007 11
Progetto : PROGETTO ILLUMINAZ. PUBBLICA STRADA VILLAMENA Disegnato : Coordinato : Quadro : - SOTTOQUADRO CHIESA S. GENNARO Tipo involucro : Quadro MD IP55 P =215 mm 1 2 Ingombro totale [mm] : 500 x 500 x 215 Tipo porta : Cristallo 5 7 4 Tipo fondo : Chiuso Tipo laterale : Chiuso Data : 23/10/2007 12
Progetto : PROGETTO ILLUMINAZ. PUBBLICA STRADA VILLAMENA QUADRO DI PARTENZA LINEA Disegnato : Coordinato : 1 QUADRO GENERALE SOTTOQUADRO CHIESA S. GENNARO Tensione di Esercizio : 400 / 230 [V] Sistema di distribuzione : TT 2 CENTRI DI CARICO CENTRI DI CARICO CENTRI DI CARICO C1 - C4 C2 - C5 C3 - C Data : 23/10/2007 3 4 5 QUADRO DI PARTENZA QUADRO GENERALE SOTTOQUADRO CHIESA CENTRI DI CARICO CENTRI DI CARICO CENTRI DI CARICO Nome quadro LINEA S. GENNARO C1 - C4 C2 - C5 C3 - C Alimentazione - Sezione di fase [mm²] 10 Alimentazione - Sezione di neutro [mm²] 10 Alimentazione - Sezione di PE [mm²] 10 Icc massima ai morsetti di entrata 5.893 2.84 0.192 0.48 0.347 0.339 Corrente fase L1 [A] 9.18 9.18.7 Corrente fase L2 [A] 9.18 9.18.7 Corrente fase L3 [A] 9. 9. 7.24 Corrente fase N [A] 0.48 0.48 0.00.7.7 7.24 Potere di interruzione (PI) Icn/Icu Icn/Icu Icn/Icu Icn/Icu Icn/Icu Icn/Icu PI dei Btdin secondo norma CEI EN 0898 CEI EN 0898 CEI EN 0898 CEI EN 0898 CEI EN 0898 CEI EN 0898 13
Ing. R. Frola - Ing. A: Giordano Q 1 I 1 C.o V. Emanuele 20 Nocera Inf (SA) Progetto : PROGETTO ILLUMINAZ. PUBBLICA STRADA VILLAMENA Disegnato : 1 x3 Coordinato : N di Disegno : 2 3 4 Id 9 Tensione di Esercizio : 400 / 230 [V] Quadro : 5 2 - QUADRO GENERALE Back Up No Potere di interruzione (PI) Icn/Icu Id Id 7 Id 8 Data : 23/10/2007 Q 3 I 1 Q 4 I 1 Q 5 I 1 Q I 1 GENERALE TERNA INTERRUTTORE CONTATTORE GENERALE CENTRI DI CENTRI DI CENTRI DI PROTEZIONE QUADRO LAMPADE CREPUSCOLARE ACCENSIONE IMPIANTO CARICO C1 - C4 CARICO C2 - C5 CARICO C3 - C LINEA Descrizione linea PRESENZA RETE IMPIANTO ILLUMINAZIONE SOTTOQUADRO ILLUMINAZ. STRADA STRADA Fasi della linea L1 L2 L3 N L1 L2 L3 N L1 L2 L3 N L1 L2 L3 N L1 N L2 N L3 N L1 L2 L3 N Codice articolo F84/ 3xSPIE R CREPUSC. FC4A2/230 F84/20 F82A/ F82A/ F82A/ T7014A4/ Modulo differenziale FUSIBILI CREPUSC. G23/32AC G23/32AC G23/32AC T7042/3 Corrente regolata Ir [A] 1 " In = 1 " In = 1 " In = 10 1 " In = 20 1 " In = 1 " In = 1 " In = 1 " In = Idiff [A] / Tdiff [s] 0.03 / 0.00 0.03 / 0.00 0.03 / 0.00 0.10 / 0.00 Potere d'interruzione [KA].0.0 4.5 4.5 4.5.0 Potenza totale 5.800 kw 4.300 kw 4.300 kw 1.400 kw 1.400 kw 1.500 kw 1.500 kw Ku / Kc CosØ linea Potenza effettiva 5.800 kw 4.300 kw 4.300 kw 1.400 kw 1.400 kw 1.500 kw 1.500 kw Corrente di impiego Ib [A] 9. 7.24 7.24.7.7 7.24 Sezione fase [mm²] 10 Sezione neutro [mm²] 10 Sezione PE [mm²] 10 Portata fase [A] 5 5 5 47 1 78 27 Lunghezza linea [m] C.d.T. linea / C.d.T. totale 1.0 0.0 % / 0.2 % 1.0 0.0 % / 0.2 % 1.0 0.0 % / 0.2 % 3.0 0.8 % / 0.9 % 8.0 1.3 % / 1.5 % 273.0 1.4 % / 1. % 300.0 1.1 % / 1.3 % 14 Sigla cavo
Progetto : PROGETTO ILLUMINAZ. PUBBLICA STRADA VILLAMENA Disegnato : Q 2 I 9 1 Coordinato : Tensione di Esercizio : 400 / 230 [V] x3 2 3 4 Quadro : - SOTTOQUADRO CHIESA S. GENNARO Id 5 Id Id 7 Back Up No Potere di interruzione (PI) Icn/Icu Data : 23/10/2007 GENERALE TERNA INTERRUTTORE CONTATTORE LINEA LINEA LINEA SOTTOQUADRO LAMPADE CREPUSCOLARE ACCENSIONE PROIETTORI 1-2 PROIETTORI 3-4 PROIETTORI 5- Descrizione linea PRESENZA RETE IMPIANTO ILLUMINAZIONE Fasi della linea L1 L2 L3 N L1 L2 L3 N L1 L2 L3 N L1 N L2 N L3 N Codice articolo F84A/10 3xSPIE R CREPUSC. FC4A2/230 F82A/ F82A/ F82A/ Modulo differenziale FUSIBILI CREPUSC. G23/32AC G23/32AC G23/32AC Corrente regolata Ir [A] 1 " In = 10 1 " In = 1 " In = 10 1 " In = 1 " In = 1 " In = Idiff [A] / Tdiff [s] 0.03 / 0.00 0.03 / 0.00 0.03 / 0.00 Potere d'interruzione [KA] 4.5 4.5 4.5 4.5 Potenza totale 1.500 kw 1.500 kw 0.500 kw 0.500 kw 0.500 kw Ku / Kc CosØ linea Potenza effettiva 1.500 kw 1.500 kw 0.500 kw 0.500 kw 0.500 kw Corrente di impiego Ib [A] Sezione fase [mm²] Sezione neutro [mm²] Sezione PE [mm²] Portata fase [A] 3 5 21 21 21 Lunghezza linea [m] 1.0 1.0 20.0.0 30.0 C.d.T. linea / C.d.T. totale Sigla cavo 0.0 % / 1.3 % 0.0 % / 1.3 % 0.3 % / 1. % 0.4 % / 1.7 % 0.5 % / 1.8 % 15
PARTICOLARE DELLE CARATTERISTICHE ESTETICHE DI PALI E APPARECCHI DI ILLUMINAZIONE SCALA 1:20 A4-20 3.50
SCHEMA TOPOGRAFICO DEGLI IMPIANTI ELETTRICI SCALA 1:1000 QPL kwh 1(4 )Ø100 QG CENTRI DI CARICO 1 CENTRO APPARECCHI DI ILLUMINAZIONE C1 1-2 - 3-4 - 5 - - 7 C2 8-9 - 10-11 - 12-13 - 14 C3 15 - - 17-18 - 19-20 - 21 L media TRATTI in metri 3 105 105 9 8 7 5 3 4 2 C4 22-23 - 24 - - 2-27 - 28 C5 29-30 - 31-32 - 33-34 - 35 105 105 11 10 1(2 10)+1(2 )+1(2 )+1(4 )Ø100 C 3-37 - 38-39 - 40-41 - 42-43 105 13 12 15 14 1(2 10)+1(2 )+1(2 )+1(4 )Ø100 SQ 17 18 42 43 41 1(2 )Ø100 37 35 3 34 33 32 31 29 30 27 28 1(4 )Ø50 19 20 2 23 24 21 22 1(2 10)+1(2 )+1(2 )Ø100 1(2 10)+1(2 )+1(2 )Ø100 kwh QPL QG SQ LEGENDA CONTATORE ENEL PARTENZA LINEA QUADRO GENERALE SOTTOQUADRO CHIESA S. GENNARO POZZETTO 50 50 cm POZZETTO 40 40 cm CENTRO LUMINOSO CON LAMPADA VAPORI SODIO 100 W CONDUTTURA INTERRATA IN TUBAZIONE PVC 40 39 38 1(2 10)+1(2 )Ø100 17