OSSERVATORIO NORD EST. Il Nord Est e la prostituzione

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OSSERVATORIO NORD EST Il Nord Est e la prostituzione Il Gazzettino, 26.07.2011

NOTA INFORMATIVA L'Osservatorio sul Nord Est è curato da Demos & Pi per Il Gazzettino. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 27-30 giugno 2011 e le interviste sono state realizzate con tecnica CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing) da Demetra. Il campione, di 1001 persone (rifiuti/sostituzioni: 3344), è statisticamente rappresentativo della popolazione, con 15 anni e più, in possesso di telefono fisso, residente in Veneto, in Friuli-Venezia Giulia e nella Provincia di Trento, per area geografica, sesso e fasce d'età (margine massimo di errore 3.03%). I dati fino al 2007 fanno riferimento solamente al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia. Ludovico Gardani e Natascia Porcellato hanno curato la parte metodologica, organizzativa e l'analisi dei dati. Claudio Zilio ha svolto la supervisione dell'indagine CATI. Lorenzo Bernardi ha fornito consulenza sugli aspetti metodologici. L'Osservatorio sul Nord Est è diretto da Ilvo Diamanti. Documento completo su www.agcom.it 2

IL NORDEST DICE SÌ ALLE CASE CHIUSE di Ulderico Bernardi È difficile che si raggiunga pressoché l unanimità intorno a una questione di valori. Specie nel nostro tempo. Che vive di conflitti, e dello scontro sociale sembra aver fatto la sua bandiera. Ebbene, nello scandagliare i pensieri degli italiani d oggi si possono avere delle sorprese. Lo dimostra l ultima ricerca dell Osservatorio sul Nord-Est dedicata agli atteggiamenti verso la prostituzione: maschi e femmine, giovani e anziani del Veneto e del Friuli- Venezia Giulia esprimono al 99% la volontà di punire gli sfruttatori delle prostitute. Una condivisione che è condanna totale e senza sconti per questi criminali che persistono nel turpe mercato degli schiavi. Con parziale indulgenza si guarda invece alla clientela, e con ancor maggiore clemenza per quante (o quanti) esercitano questo mestiere. Severe le donne, più tolleranti gli uomini, che poi sono nella stragrande maggioranza i fruitori. Ma il dato per qualche verso sorprendente dell indagine è quello relativo alla richiesta di un parere sull eventuale riapertura delle case di tolleranza. Tre quarti degli interpellati affermano decisi che i bordelli vanno ripristinati. Forse non tutti, è da credere, li intendono al modo antico, che l onesta e coraggiosa senatrice Lina Merlin volle tenacemente abolire. Sono passati oltre cinquant anni da quando lo Stato si ritirò da questa inaccettabile attività, ricordata nei dettagli ormai solo da chi ha superato la settantina. Qualche scrittore in vena di decadente romanticismo ha talvolta esaltato l atmosfera dei postriboli, la maitresse, la pruriginosa curiosità per il quindicinale cambio di merce umana. Sorvolando sugli squallori, le malattie e gli sprofondi di volgarità dei casini di bassa macelleria. E sui costi umani di una condizione femminile ridotta a oggetto di compravendita con il bollo dello Stato. Quel 75% di intervistati che richiedono nuovamente le persiane chiuse, mandano indubbiamente un segno forte, di quanto l opinione pubblica avverta come problema da risolvere la prostituzione vagabonda, le strade trasformate nel mercato all aperto del sesso mercenario. I due dati che emergono con evidenza, e cioè la condanna piena dello sfruttamento, e la pratica del meretricio ricondotta all interno delle residenze, messi insieme indicano la rassegnazione per la vendita del corpo e l intransigente tutela della persona-prostituta dall infame speculazione di chi ci campa sopra. Pur sempre un indice di civiltà, nell ostilità verso delinquenti che ripugnano, e nell insofferenza per lo scandalo dell esibizionismo senza pudori. La società dello spettacolo si vede opporre un preciso limite. L ammonimento che non tutto è lecito nel possibile. Resiste dunque, malgrado la sfacciataggine del costume dominante, un senso comune della dignità umana che va difesa da chi pretende di ridurre tutto a merce, comprese le relazioni tra i sessi. 3

PROSTITUZIONE. PIÙ MULTE MA CASE CHIUSE DA RIAPRIRE di Natascia Porcellato Più severità verso clienti e prostitute, mentre l idea di riaprire i casini continua a raccogliere ampi consensi. Questi sembrano essere gli orientamenti principali che emergono dai dati raccolti da Demos per Il Gazzettino e presentati oggi all interno dell Osservatorio sul Nord Est. Dato per acquisito che devono essere puniti gli sfruttatori (lo ritiene il 99% degli intervistati), secondo sette nordestini su dieci devono subire una condanna anche i clienti. È una minoranza, invece, a puntare il dito contro le prostitute (34%), ma il dato segnala un aumento di quasi 13 punti percentuali rispetto al 2001. Quale soluzione per questo problema? L idea di riaprire le case chiuse dalla Legge Merlin del 1958 è giudicata positivamente dal 75% degli intervistati. Pur rimanendo un orientamento largamente maggioritario, però, osserviamo come il trend segni un calo di circa 9 punti percentuali negli ultimi quattro anni. Dopo la chiusura delle case di tolleranza, la guerra alla prostituzione di strada, le raccolte-firme dei vicini per quella in appartamento, assistiamo oggi all affermarsi della prostituzione virtuale. Il caleidoscopio di siti e annunci, che spuntano anche consultando la propria posta elettronica, offrono l idea che sia disponibile alla consultazione un intero catalogo di carne umana. Donne o uomini, gay o trans, escort o massaggiatrici, masochisti o dominatori, amanti di oggetti specifici o interessati a pratiche estreme: tutto sembra essere possibile (e disponibile) sotto il cielo di Internet. Il volto più duro del fenomeno, però, probabilmente rimane quello che si può vedere tornando a casa una sera tardi, percorrendo in auto una statale o un viale, passando di fronte a decine di uomini e donne in attesa che un mezzo si fermi. È da questa visione che, con tutta probabilità, nasce la convinzione unanime (99%) che debbano essere perseguiti i protettori e la sempre più ampia intolleranza verso i clienti. I frequentatori delle prostitute, infatti, secondo il 70% dei nordestini andrebbero puniti, e il dato segna un aumento di oltre 15 punti percentuali rispetto al 2001. A mostrarsi maggiormente intolleranti con i clienti sono le donne, i giovani con meno di 34 anni e quanti frequentano assiduamente i riti religiosi. Una minoranza, ma che è cresciuta costantemente nel corso del tempo, ritiene che andrebbero condannate le prostitute stesse: se dieci anni fa era il 21% a pensare che 4

anche loro andassero punite, oggi il dato è salito fino al 34%. Anche in questo caso, la maggiore condanna arriva dalle donne e da coloro che frequentano assiduamente i riti religiosi, mentre, guardando al fattore anagrafico, si distinguono le classi d età adulte (45-54 anni) o anziane (oltre 65 anni). Permettere la riapertura delle case chiuse è una soluzione condivisa dal 75% dei nordestini. Dal 2007 ad oggi, però, il gradimento verso questo tipo di soluzione sembra essere diminuito: il calo, infatti, è di circa 9 punti percentuali. In questo caso, i settori sociali che più di altri si mostrano favorevoli alla riapertura dei vecchi casini tratteggiano il profilo di persone di genere maschile, dall età compresa tra i 25 e i 64 anni e che frequentano i riti religiosi in modo saltuario. 5

PROSTITUZIONE: CHI PUNIRE? Si discute su come la legge dovrebbe trattare il tema della prostituzione. Secondo lei la legge dovrebbe punire (valori percentuali di coloro che rispondono affermativamente Serie Storica Nord Est) le prostitute i clienti delle prostitute i protettori (sfruttatori) 98.4 95.2 94.4 98.6 69.5 54.3 58.2 57.0 21.2 25.0 29.8 34.0 giu-01 lug-07 gen-09 giu-11 Fonte: Demos, Osservatorio sul Nord Est, Giugno 2011 (Base: 1000 casi) 6

RIAPRIRE LE CASE CHIUSE? Sempre in tema di prostituzione, lei sarebbe favorevole o contrario alla riapertura delle cosiddette case chiuse o case di tolleranza? (valori percentuali Serie Storica Nord Est) giu-11 75.0 19.5 5.5 gen-09 76.6 18.6 4.8 lug-07 83.9 12.4 3.8 Favorevole Contrario Non sa, non risponde Fonte: Demos, Osservatorio sul Nord Est, Giugno 2011 (Base: 1000 casi) 7

DONNE E UOMINI Valori percentuali in base al genere Punirebbero le prostitute 29.0 34.0 38.9 Punirebbero i clienti delle prostitute 59.5 69.5 79.3 Punirebbero i protettori (sfruttatori) 98.8 98.5 98.6 Sono favorevoli alla riapertura delle case chiuse 70.0 75.0 80.4 Uomini Donne Tutti Fonte: Demos, Osservatorio sul Nord Est, Giugno 2011 (Base: 1000 casi) 8

IL FATTORE ETÀ Valori percentuali in base alla classe d età 15-24 anni 25-34 anni 35-44 anni 45-54 anni 55-64 anni 65 anni e più TUTTI Punirebbero le prostitute 34.5 33.6 25.5 38.9 25.7 46.1 34.0 Punirebbero i clienti delle prostitute 79.5 77.3 58.1 71.7 69.4 72.6 69.5 Punirebbero i protettori (sfruttatori) 97.0 99.1 100.0 97.7 99.3 98.1 98.6 Sono favorevoli alla riapertura delle case chiuse 58.9 77.9 78.3 77.7 84.5 73.7 75.0 Fonte: Demos, Osservatorio sul Nord Est, Giugno 2011 (Base: 1000 casi) 9

L INFLUENZA DELLA RELIGIONE Valori percentuali in base alla pratica religiosa Non praticanti Saltuari Assidui TUTTI Punirebbero le prostitute 21.1 31.8 42.5 34.0 Punirebbero i clienti delle prostitute 58.0 66.3 78.3 69.5 Punirebbero i protettori (sfruttatori) 98.4 98.3 99.0 98.6 Sono favorevoli alla riapertura delle case chiuse 76.7 77.8 71.6 75.0 Fonte: Demos, Osservatorio sul Nord Est, Giugno 2011 (Base: 1000 casi) 10