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Prima edizione: giugno 2013 Impaginazione: Fabrizio Filippucci Copertina: Agnese Tomassetti Isbn: 978-88-6074-562-0 Copyright 2013 by Morlacchi Editore, Perugia. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mezzo effettuata, compresa la copia fotostatica, non autorizzata redazione@morlacchilibri.com www.morlacchilibri.com. Finito di stampare nel mese di giugno 2013 da Digital Print-Service, Segrate (MI)

Walter Cremonte Poeti a Perugia Capitini Penna Arcelli Ottaviani Pascale Morlacchi Editore

Indice Premessa 7 Un invito alla lettura di Capitini poeta 11 Sandro Penna: la forma del desiderio 31 Ilde Arcelli: meno male che c è la poesia 41 La poesia in forma di treccia di Paolo Ottaviani 45 Michelangelo Pascale e la vita in gioco 57 Notizie sui poeti 67 Indice dei nomi 71

Premessa Q uesto libro è dedicato al ricordo carissimo della poetessa Ilde Arcelli. Anzi, la ragione profonda della sua pubblicazione è proprio in questa dedica: in questo auto-inganno (benefico) di poterle ancora dedicare qualcosa che forse le avrebbe fatto piacere; ma anche nella concreta certezza di potere, in questo modo, rinominare pubblicamente Ilde e la sua poesia coraggiosa. Il testo qui presente che riguarda Ilde Arcelli è l unico che era destinato ad essere stampato, essendo una recensione al suo ultimo libro di poesia (ultimo, ahimè, in un senso così definitivo) apparsa su micropolis, il supplemento mensile umbro del quotidiano il manifesto, nel settembre del 2010; per questo tanto più breve degli altri, che sono, invece, la trascrizione di appunti per presentazioni pubbliche o conferenze. A unire in qualche modo i cinque testi c è il fatto che si riferiscono ad autori 7

Walter Cremonte (con tre sono anche stato in una relazione amicale) su cui sono di tanto in tanto tornato, e che sono, in diversa misura, tangenziali alla città nella quale vivo anch io. Da qui il titolo complessivo, Poeti a Perugia, anche se per lo meno per uno dei poeti, Sandro Penna, la preposizione a può destare qualche seria perplessità. Forse sarebbe stata preferibile, in questo caso, la preposizione di: si sa che Penna, nato a Perugia e dunque di Perugia, appena poté se ne fuggì da questa città, seguendo a Roma la madre (e la poesia) senza evidenti rimpianti né per il padre né per il natio borgo. Su Perugia tornerà in modo esplicito solo sporadicamente e senza, dobbiamo dire, una memoria molto precisa dei luoghi che pure gli sono, come afferma, tanto cari; per esempio a sentir lui il Duomo, scendendo da Porta Sole (suo luogo natale) dovrebbe trovarsi a sinistra e non, come è, a destra, mentre invece la Via Vermiglioli, dove era una casa da lui abitata, si troverebbe a destra, invece che basterebbe darle un occhiata a sinistra, percorrendo Via dei Priori in ripida discesa (vedi Un po di febbre, Garzanti, alle pagine 41-46). E chissà quante volte avrà percorso queste strade: a cosa pensava? Cosa vedeva? È in ogni caso un 8

Poeti a Perugia segno illuminante (e anche commovente) di un realismo poetico trasognato, o sognante, che ci aiuta a diffidare della realtà come ci appare: una confusione di tipo ipnotico, o febbrile, appunto, che sposta le cose di qua e di là, non le lascia come noi pretendiamo, e che forse ha anche fatto del Tevere romano del poeta adulto lo stesso fiume delle scorribande dell infanzia perugina. Tutt altro, naturalmente, sarebbe il discorso per Aldo Capitini, il figlio del campanaro di Palazzo dei Priori, che da questa città ha cominciato la sua Marcia per la pace. Ma allora forse va bene, pensando a tutte queste cose, poeti a Perugia. Presenza attiva e viva della città nella loro poesia o memoria poetica capace di ricrearla: che per un poeta è quasi la stessa cosa. D altra parte, la preposizione di si sarebbe portata dietro un equivoco: che l appartenenza a questa città abbia generato, in qualche modo, una linea, una tendenza, una poetica comune a questi autori. Nulla di più improbabile. A Perugia rivela, invece, una casualità, che merita di essere sottolineata. Una casualità di contatto con la città di Perugia, in alcuni più forte e duraturo, in altri meno: tutto qui. Ma non è neanche pochissimo. 9