Radiocomunicazioni in emergenza corso base per volontari di Protezione Civile dispense realizzate da dott. Ing. Paolo Lasagna - IW2NMX Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 1 di 75
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SOMMARIO 1 INTRODUZIONE 5 2 COMUNICAZIONI RADIO - PERCHÈ? 7 3 I SISTEMI DI COMUNICAZIONE 9 4 CENNI SU ONDE RADIO E SULLA PROPAGAZIONE 13 5 LE ANTENNE 16 6 ESEMPI DI CATTIVI POSIZIONAMENTI DI ANTENNE ED APPARATI 20 7 CENNI SULLE FREQUENZE RADIO 22 8 LE FREQUENZE E GLI APPARATI CHE POSSIAMO UTILIZZARE 24 8.1 Apparati CB 24 8.2 Apparati a 43 MHz 25 8.3 Apparati LPD e PMR 25 8.4 Gli apparati e le frequenze Radioamatoriali 26 8.5 Le frequenze assegnate al Dipartimento della Protezione Civile 26 9 TIPI DI APPARATI DISPONIBILI 27 9.1 Radio Portatili -Palmari 27 9.2 Radio Veicolari 28 9.3 Radio Fisse 29 10 L ORGANIZZAZIONE DELLE COMUNICAZIONI RADIO IN EMERGENZA 30 11 L OPERATORE RADIO 35 Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 3 di 75
12 LA GESTIONE DELLE INFORMAZIONI ED IL MODO DI COMUNICARE 36 13 USIAMO LA RADIO 41 13.1 Comandi operativi 13.1.1 Accensione e spegimento 41 41 13.1.2 Squelch 42 13.1.3 Regolazione del canale di lavoro 42 13.1.4 Antenna 43 13.1.5 Alimentazione degli apparati 43 13.1.6 Il comando PTT 44 13.2 Le modalità operative di comunicazione radio 45 13.2.1 Norme di comportamento 45 13.2.2 Procedure di comunicazione radio. 46 13.3 La comunicazione utilizzando i ponti radio 49 13.3.1 I ponti radio tradizionali 49 13.3.2 I ripetitori parrot 52 13.4 L alfabeto fonetico ICAO - NATO 54 13.5 Il codice Q 56 13.6 Il codice RST 58 14 I CODICI DI INTERVENTO DEL 118 60 15 IL SISTEMA APRS 63 15.1 Introduzione 63 15.2 La Storia 65 15.3 Come funziona 65 16 ESEMPI MODULISTICA 69 17 RINGRAZIAMENTI 73 18 BIBLIOGRAFIA 74 19 LICENZA CREATIVE COMMONS 75 Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 4 di 75
1 Introduzione Scopo delle dispense consegnate in questo corso è quello di introdurre a tutti i volontari presenti, il concetto di comunicazioni radio in situazioni di emergenza. Ritengo fondamentale definire gli obiettivi base: Conoscere gli apparati radio ed il loro funzionamento, con una breve introduzione alla propagazione delle onde radio ed alla radiotecnica Conoscere le gamme di frequenza ed i tipi di apparati a disposizione Conoscere quali siano le problematiche nelle comunicazioni radio in emergenza Acquisire le capacità di gestione nelle comunicazioni nella catena di comando e controllo Avere la consapevolezza di quale sia la propria funzione e di quali siano i propri compiti Avere conoscenza delle tecniche verbali di comunicazione da utilizzare Nel seguito del corso analizzeremo i vari punti, magari non proprio nell ordine sopra esposto. Farò ampio utilizzo di immagini, disegni e schemi con la speranza di alleggerire le serate e di chiarire al meglio i concetti. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 5 di 75
Una sala radio veramente professionale Una sala radio un po più spartana Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 6 di 75
2 Comunicazioni radio - Perchè? Telefonini, smartphone, Ipad, internet, wimax tutti buoni motivi per abbandonare le comunicazioni radio. Spesso la comunicazione radio viene associato con un sorriso al vecchio tasto telegrafico Del resto, pochi sanno che la prima comunicazione radio di emergenza è stata effettuata dal TITANIC In onore dei primi marconisti di radioemergenza, ritengo utile spendere un paio di righe sull argomento. Il TITANIC fu equipaggiato con uno dei sistemi radio più potenti di quell'epoca. Il trasmettitore principale fu alimentato da un motore generatore di 5 kilowatt. Tutto l'impianto fu collegato ad un sistema di antenne filari a 4 elementi sospesi ad un'altezza di 60 metri tra i due alberi principali della nave. Fu presente anche una batteria che avrebbe alimentato il trasmettitore in caso d'emergenza oltre che ad un motore generatore di scorta. L'impianto radiotelegrafico fu garantito per coprire distanze di circa 250 miglia (463 Km), ma data la particolarità della propagazione delle onde radio, le comunicazioni poterono coprire tranquillamente le 400 miglia (740 Km) di giorno e fino a 2.000 miglia (3.704 Km) di notte. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 7 di 75
Il TITANIC ebbe 2 Ufficiali marconisti, (più conosciuti ai giorni nostri come operatori in fonia ed operatori telegrafici), furono il 25enne John Jack Phillips ed il 21enne Harold Sydney Bride: tecnicamente assunti dalla compagnia Marconi, furono stipendiati però dalla White Star Line. I due rimasero in sala radio fino a quando il locale fu quasi completamente allagato e continuarono fino all'ultimo a mandare i messaggi di richiesta di soccorso, almeno finché ebbero energia per le loro radio. Con il loro operato, i due Ufficiali marconisti del TITANIC onorarono alla grande la loro professione. Jack Phillips morì di ipotermia probabilmente sopra o vicino al pieghevole B, il suo corpo non fu mai più ritrovato. Harold Bride lasciò la vita di mare dopo la 1 Guerra Mondiale: morì in Scozia nel 1956. La sala radio del TITANIC: l'operatore, ripreso di spalle, è Harold Bride Dopo questa retrospettiva sulla prima comunicazione radio di emergenza possiamo tornare ai giorni nostri. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 8 di 75
3 I sistemi di comunicazione Dopo le premesse storiche iniziamo ad entrare nel merito. Le tradizionali forme di comunicazione a noi note sono: Telefono (cablato, ovvero quello di casa) Telefonino Internet (in tutte le sue forme: cablato, wifi, UMTS, WiMax, ) Queste forme di comunicazione, pur se scontate ed ormai considerate consolidate ed iperaffidabili nel nostro immaginario collettivo, possono risentire di gravi limitazioni. Vediamo qualche esempio con l aiuto della grafica e di alcune situazioni realmente accadute (qualcuna anche a noi ) IN CASO DI EMERGENZA I SISTEMI DI COMUNICAZIONE COLLASSANO. Inizia il panico, tutti telefonano pressoché contemporaneamente ma le linee si saturano perché non hanno portata e disponibilità di risorse infinite. Spesso si hanno interruzioni di energia elettrica: dopo alcune ore il sistema si spegne In molte zone di operazione, anche in situazioni normali non c è copertura del segnale cellulare. Un esempio per tutti: la nostra area fluviale ha diverse zone con copertura assai scarsa Durante l alluvione di Alessandria nel 1994 i sistemi telefonici a filo sono stati pressoché inutilizzabili fin dalle prime fasi dell evento alluvionale. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 9 di 75
Con l avvento della telefonia mobile, di internet e della trasmissione dati in digitale, molti hanno erroneamente ritenuto che la radio fosse oramai uno strumento obsoleto ed inutile. L esperienza ha dimostrato che non è così. I sistemi di comunicazione più evoluti e tecnologici sono anche i più vulnerabili (e questo fatto vale anche e soprattutto per le radio ) I sistemi telefonici (via filo e cellulari) hanno la capacità di veicolare un certo numero, sicuramente molto elevato ma assolutamente non infinito, di comunicazioni contemporanee Raggiunto tale limite, la rete collassa e non è in grado di fornire il servizio ad ulteriori utenti Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 10 di 75
Può accadere che pur in presenza di segnale, non ci siano canali disponibili. È il classico fenomeno che si verifica, ad esempio, durante manifestazioni, concerti, calamità naturali o semplicemente in alcune località turistiche sovraffollate solo in brevi periodi dell anno Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 11 di 75
Ogni Ente coinvolto dall emergenza deve poter disporre di un sistema di radiocomunicazioni affidabile ed adeguato al tipo di intervento da svolgere Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 12 di 75
4 Cenni su onde radio e sulla propagazione Le trasmissioni radio avvengono per mezzo di onde elettromagnetiche che si propagano nello spazio. Sorvoliamo volutamente su come un segnale sostanzialmente di natura elettrica possa essere irradiato nello spazio e su come possa essere, successivamente ed in luogo diverso, captato e rivelato, ritrasformandolo in segnale elettrico (Ringraziamo comunque tante persone, fra le quali il Sig. Maxwell, il sig. Faraday, il Sig. Hertz, il Sig. Marconi e tantissimi altri che diventerebbe lungo elencare ) Apposite apparecchiature, denominate trasmettitori, provvedono a generare una corrente alternata ad alta frequenza, che rappresenta il veicolo del segnale. Per mezzo di un circuito elettronico, l antenna, le onde radio vengono diffuse nello spazio, captate da altre antenne e convogliate ad apparecchiature di elaborazione del segnale denominate ricevitori. Sicuramente le antenne rivestono una particolare importanza nel mondo delle radio comunicazioni. A tale proposito, nel seguito del corso gli dedicheremo una sezione opportuna. Nell uso comune, di tipo civile e di tipo radioamatoriale, le comunicazioni radio avvengono attraverso ricetrasmettitori Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 13 di 75
Le onde elettromagnetiche si propagano nello spazio prevalentemente in linea retta ma, in funzione della frequenza, possono anche subire delle riflessioni. Le onde corte (dette anche HF), sono riflesse dalla ionosfera. La distanza introduce sempre attenuazione nel segnale che si propaga. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 14 di 75
Possiamo intuitivamente immaginare che il segnale irradiato si affievolisca e si dimezzi ad ogni raddoppio della distanza. Per i pignoli e per i matematicamente puri possiamo affermare che il segnale si attenua secondo il quadrato della distanza. La parte dell'atmosfera terrestre in cui una certa percentuale di atomi si trova sotto forma di ioni è detta Ionosfera. Le cause di questo processo di ionizzazione atomica sono imputabili ai raggi X ed ultravioletti provenienti dal sole ed ai raggi cosmici provenienti dallo spazio. Le particelle, che possiamo immaginare disposte in cerchi concentrici con il globo terrestre, formano dei veri e propri strati che riflettono le onde radio emesse dalla superficie terrestre. Gli strati principali della ionosfera sono denominati D, E, F1 ed F2 Le onde cortissime VHF, ultracorte UHF e le microonde non vengono riflesse dalla ionosfera e si propagano in linea retta. La portata della trasmissione dipende dalla curvatura della terra e quindi dalla visibilità delle antenne. Non va dimenticato che in casi molto particolari, ed in presenza di antenne molto direttive, si possono avere fenomeni di riflessione del segnale (un po come i rimbalzi di sponda a biliardo) che consentono la comunicazione anche in condizioni di non portata ottica. Sicuramente queste situazioni saranno difficilmente riscontrabili nelle nostre esercitazioni o nei nostri interventi. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 15 di 75
5 Le antenne Le antenne hanno il compito di irradiare o captare le onde elettromagnetiche prodotte da un oscillatore. Le loro dimensioni fisiche sono strettamente legate alla lunghezza dell onda e quindi alla frequenza di lavoro. L antenna rappresenta il cuore delle comunicazioni radio, in quanto funge da interfaccia fra l apparato radio ed il mezzo trasmissivo (l aria). Un antenna poco efficiente o mal posizionata può compromettere drammaticamente la riuscita di un collegamento radio. Non mi stancherò mai di ricordarvi come e quanto sia importante una buona antenna posizionata in modo corretto. Intuitivamente possiamo affermare che le antenne piccole (o meglio corte ) funzionano assolutamente peggio delle antenne lunghe. La spiegazione è molto intuitiva e facile anche per i profani. Ovviamente un antenna lunga montata su una radio portatile potrebbe essere ingombrante e poco maneggevole L antenna ha una duplice funzione: in RICEZIONE, l antenna ha il compito di captare i segnali che da altre stazioni trasmittenti vengono irradiati nell atmosfera, ed inviarli al ricevitore del nostro apparecchio affinché, dopo alcune elaborazioni, siano a noi comprensibili; in TRASMISSIONE, l antenna ha il compito di irradiare il segnale prodotto dal trasmettitore che noi abbiamo sollecitato. Queste sono le funzioni principali di un antenna; è però possibile che ci siano antenne prettamente riceventi, concepite e costruite solo ed espressamente per l attività di ricezione, ed antenne concepite per essere utilizzate sia in trasmissione che in ricezione, dette per ricetrasmissioni. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 16 di 75
A noi interessano sostanzialmente le antenne del secondo tipo, che possiamo suddividere in 4 grandi gruppi: Omnidirezionali. Sono quelle antenne che ricevono da ogni direzione, e che irradiano il segnale in tutte le direzioni. Ad esempio: le antenne dei nostri portatili sono omnidirezionali, le verticali che montiamo sui nostri mezzi sono omnidirezionali. L omnidirezionalità normalmente è riferita al piano orizzontale (quello del terreno). Sono tipicamente antenne di tipo verticale. Direttive (o direzionali). Sono quelle antenne che ricevono e trasmettono segnali da una ben precisa direzione e verso la stessa direzione. Sono normalmente orizzontali ma potrebbero essere anche di tipo verticale, a seconda del tipo di traffico radio che si vuole effettuare. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 17 di 75
Parabole ed antenne a pannello. Rientrano sostanzialmente nella categoria delle antenne direttive, ma vengono utilizzate nelle comunicazioni satellitari (parabole) o nelle comunicazioni internet wifi e wimax (pannelli). Dipoli ed antenne filari. Sono antenne costituite da due conduttori (dipoli) o da un singolo conduttore (antenna filare o long wire). Normalmente vengono utilizzate per le comunicazioni in onde corte. Sono caratterizzate da dimensioni importanti, e strettamente legate alla lunghezza d onda utilizzata. Normalmente ogni antenna ha una sua ben precisa frequenza di funzionamento. In campo radioamatoriale esistono particolari antenne di tipo bibanda e tribanda, che consentono l utilizzo contemporaneo di più frequenze. Prima di passare alla pratica del posizionamento delle antenne, vorrei chiarire un paio di concetti molto importanti e spesso trascurati: Le radiofrequenze da sole non si mescolano e non si confondono Un antenna può ricevere qualsiasi frequenza, ma con rendimenti diversi. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 18 di 75
Analizziamo le due affermazioni un po più in dettaglio. Le radiofrequenze da sole non si mescolano e non si confondono noi siamo letteralmente immersi in radiofrequenza. Provate ad immaginare ad una nostra radiolina PMR. Mentre noi riceviamo e trasmettiamo sul canale 2, esistono altre emissioni sul canale 1, sul 3, sul 4 e così via La radiofrequenza è così brava da non incasinarsi! L utilizzo di frequenze tra loro vicine dipende dalla qualità dei nostri apparati. Ovviamente apparati professionali hanno costi elevati. Un antenna può ricevere qualsiasi frequenza, ma con rendimenti diversi Le dimensioni di una antenna sono assolutamente correlate con la lunghezza d onda della frequenza da ricevere. Possiamo anche, in prima battuta, affermare che le dimensioni saranno tanto maggiori quanto più deboli saranno i segnali da ricevere. Le antenne, specialmente quelle in trasmissione, sono caratterizzate da una frequenza di risonanza alla quale si ha il massimo trasferimento di energia e quindi di segnale. Per cercare di ottimizzare il funzionamento di una antenna esistono dispositivi chiamati accordatori di antenna che ottimizzano il comportamento elettrico dell apparato trasmissivo. Chiaramente possono essere corretti solo piccoli disadattamenti senza incorrere in riduzione di prestazioni. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 19 di 75
6 Esempi di cattivi posizionamenti di antenne ed apparati Quando si utilizza un apparato ricetrasmittente (sia esso palmare o veicolare) cercare di mantenersi sempre lontani da muri, da costruzioni e da strutture in metallo. Quando si utilizzano apparati portatili con microfono esterno, non utilizzare la radio tenendola agganciata alla cintura o in una tasca della divisa. Ricordarsi di tenerla in mano in posizione verticale, o, al limite, di utlizzare imbragature da spalla. Un cattivo utilizzo può ridurre le prestazioni anche dell 80%!!! Ricordarsi inoltre di tenere l apparato radio (e quindi l antenna) in posizione verticale e non in posizione orizzontale. La distanza ottimale fra radio/microfono e bocca è di circa 10-12 centimetri. Il tono ed il volume della voce dovranno essere quelli normalmente utilizzati in una conversazione fra più persone. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 20 di 75
Gli apparati portatili non vanno utilizzati all interno di autovetture o all interno di edifici a causa delle ovvie schermature ed attenuazioni del segnale. Le antenne da campo vanno posizionate il più in alto possibile, e, quando la logistica del luogo lo consente, lontano da piante ed edifici. Una buona antenna posizionata bene consente di captare anche segnali molto deboli e può essere di aiuto in situazioni critiche!!! Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 21 di 75
7 Cenni sulle Frequenze Radio La tabella che segue rappresenta una schematizzazione proposta da ITU (International Telecommunication Unit) e riconosciuta a livello mondiale. Spesso si parla anche di lunghezza d onda. Questo parametro può sembrare a prima vista astruso, ma consente di associare una grandezza misurabile ed intuitiva al concetto di frequenza. Il parametro che lega frequenza e lunghezza d onda è la velocità della luce. Denominazione Banda Frequenza [Hz] Lunghezza d onda [m] ELF 3 30 Hz 100 000 km 10 000 km SLF 30 300 Hz 10 000 km 1000 km ULF 300 3000 Hz 1000 km 100 km VLF 3 30 khz 100 km 10 km LF 30 300 khz 10 km 1 km MF 300 3000 khz 1 km 100 m HF 3 30 MHz 100 m 10 m VHF 30 300 MHz 10 m 1 m UHF 300 3000 MHz 1 m 10 cm SHF 3 30 GHz 10 cm 1 cm EHF 30 300 GHz 1 cm 1 mm Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 22 di 75
La formula che lega la frequenza e la lunghezza d onda è la seguente: λ=c/f dove: λ c f lunghezza d onda [m] velocità della luce, pari a 3*10 8 [m/s], ovvero 300 000 km/s frequenza utilizzata [Hz] I tecnici radio parlano spesso indifferentemente in termini di frequenza o di lunghezza d onda. Può così capitare che si parli di 2 metri intendendo le frequenze attorno ai 144 MHz, di 40 metri per la banda di 7 MHz in onde corte, di 11 metri per la banda CB e così via L esperienza porta alla standardizzazione dei concetti e del lessico tecnico corrente. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 23 di 75
8 Le frequenze e gli apparati che possiamo utilizzare 8.1 Apparati CB La banda CB, detta anche Banda Cittadina dall inglese Citizen Band, è stata una palestra di formazione per molti operatori radio, siano essi radioamatori oppure no. Oggi la diffusione è un po meno capillare che negli anni 80 e 90, quando era diventata uno strumento di comunicazione per eccellenza. Sono possibili sia installazioni fisse che mobili e portatili. La potenza di trasmissione è limitata per legge a 5W e non sono ammesse antenne di tipo direttivo. Le frequenze da utilizzare variano da 26.9 a 27.4 MHz. Talvolta si parla della banda 11 metri. Gli apparati da utilizzare devono obbligatoriamente essere di tipo omologato dalle autorità competenti. Possono essere equipaggiati con 23-34 o 40 canali. Il modo di emissione può essere l ampiezza modulata (AM), la modulazione di frequenza (FM) e la banda laterale unica (SSB). Una nota: la banda laterale unica (SSB) pur avendo questo nome si suddivide in due bande laterali, la USB (banda laterale superiore o Upper Side Band) e la LSB (banda laterale inferiore o Lower Side Band). Normalmente le portate utili non sono superiori a qualche chilometro. In situazioni di particolare propagazione si possono coprire distanze molto maggiori, quali il sud Italia o il nord Europa. A causa della conformazione poco professionale degli apparati, si potrebbero verificare condizioni di difficoltà di utilizzo degli apparati se in prossimità della nostra stazione ci fosse una stazione particolarmente potente o che trasmette su un canale particolarmente vicino. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 24 di 75
8.2 Apparati a 43 MHz La banda dei 43 MHz ha limitazioni abbastanza simili a quelle della banda CB: la potenza massima deve essere di 5W, non sono ammesse antenne direttive. Gli apparati devono essere di tipo omologato. La diffusione di apparati in banda 43 MHz è meno ampia di quelli in banda CB. Storicamente sono sempre stati utilizzati anche per applicazioni professionali ed aziendali. A livello operativo la banda dei 43 MHz si pone ad un livello intermedio fra le onde corte e le VHF e si comporta un po come un ibrido, mantenendo buone prestazioni delle antenne anche con dimensioni accettabili. Laa banda 43 MHz è particolarmente indicata per utilizzo in zone ad orografia mista. La portata utile è di qualche chilometro. 8.3 Apparati LPD e PMR Gli apparati LPD prendono il nome da Low Power Device, ovvero dispositivi a bassa potenza. Infatti la potenza massima ammessa è 10 mw, ovvero 0.01W. La modalità di trasmissione è la modulazione di frequenza (FM). I dispositivi LPD dispongono di 69 canali allocati fra 433 e 434 MHz. L utilizzo avviene condividendo tali frequenze con le attività radioamatoriali che ne mantengono la priorità. Gli apparati PMR prendono invece il nome da Private Mobile Radio. Utilizzano sempre la modulazione di frequenza e possono utilizzare 500 mw di potenza (ovvero 0.5W). La limitazione è data dal numero di canali pari ad otto. Le frequenze PMR sono allocate a 446 MHz con passo di canalizzazione a 6.25 khz. Entrambi i tipi di apparati dovrebbero essere equipaggiati con antenne fisse. Le portate utili sono di qualche chilometro in campo libero, e diminuiscono drasticamente in presenza di ostacoli. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 25 di 75
8.4 Gli apparati e le frequenze Radioamatoriali I radioamatori hanno accesso all utilizzo di tutte le frequenze a loro riservate dal Piano Nazionale di Ripartizione delle Frequenze Radio e dalle normative internazionali. Non sono poste limitazione ai modi di emissione, alle potenze in trasmissione (comunque limitate a 500W) ed ai tipi di antenne. L utilizzo è vincolato all ottenimento di una Autorizzazione Generale ed alla assegnazione di un Nominativo ministeriale. L Autorizzazione Generale è rilasciata a seguito del superamento di un esame presso gli Ispettorati Territoriali delle Comunicazioni del Ministero per lo Sviluppo Economico. In particolari casi si può avere l esonero dall esame, comprovando la preparazione teorica necessaria. Le bande CB e 43 MHz sono escluse da quelle assegnate ai radioamatori. Formalmente non ci sono limitazioni alle portate delle comunicazioni fra stazioni radioamatoriali, a patto di scegliere bande di frequenze idonee. 8.5 Le frequenze assegnate al Dipartimento della Protezione Civile Il Piano Nazionale di Ripartizione delle Frequenze Radio delle Frequenze assegna al Dipartimento della Protezione Civile 20 coppie di frequenze radio in banda VHF e di 4 coppie di frequenze in banda UHF. Tali frequenze sono riservate sull'intero territorio nazionale per scopi di protezione civile, a supporto dei compiti istituzionali del Dipartimento della Protezione Civile (Nota N. 85 dell allegato al P.N.R.F.). L assegnazione di coppie di frequenze è stata definita al fine di gestire ponti radio ripetitori. Attenzione: le frequenze sono assegnate al Dipartimento e possono essere utilizzate dal Dipartimento e non dalle singole associazioni di Protezione Civile. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 26 di 75
9 Tipi di apparati disponibili 9.1 Radio Portatili -Palmari Sono apparati di piccole dimensioni che contengono in un unico pezzo tutte le sezioni caratteristiche delle radio (alimentazione, microfono-altoparlante ed antenna) Sono caratterizzati da grande flessibilità e da caratteristiche operative che poco hanno da invidiare ai loro fratelli veicolari o fissi e consentono il collegamento in qualsiasi condizione di operatività Purtroppo occorre tenere in considerazione alcuni aspetti molto importanti: La potenza di trasmissione deve essere obbligatoriamente ridotta per ottimizzare la durata delle batterie. La durata delle batterie non è illimitata. Le antenne, forzatamente di dimensione ridotta limitano le prestazioni. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 27 di 75
9.2 Radio Veicolari Apparati che sono simili ad autoradio, necessitano del collegamento esterno di una fonte di corrente, di un antenna, di un microfono e spesso anche di un altoparlante. Si installano a bordo degli automezzi, ma spesso sono installati anche in sale radio con appositi alimentatori Rappresentano il miglior compromesso ai fini dell operatività: consentono elevati livelli di potenza, un ottimo audio e lo scambio dati. Gli apparati più recenti consentono anche la trasmissione audio e dati in formato digitale. Le dimensioni ridotte limitano un po l operatività dell apparato, andando a forzare più funzioni sugli stessi tasti. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 28 di 75
9.3 Radio Fisse Sono apparati che contengono all interno un alimentatore e possono essere alimentati direttamente dalla rete 220V, normalmente sono di grosse dimensioni e si utilizzano nelle sale radio Ovviamente le loro prestazioni sono al top di quanto offre la tecnica radio. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 29 di 75
10 L organizzazione delle comunicazioni radio in emergenza Fino ad ora abbiamo cercato di fornire tutti gli strumenti necessari per comprendere cosa rappresentino le comunicazioni radio in emergenza. Fra i vantaggi indiscussi del sistema di comunicazioni radio possiamo elencare: indipendenza da sistemi centrali che possono andare in avaria i terminali radio facilmente sostituibili modesti costi di realizzazione e di attivazione linea sempre aperta con l interlocutore possibilità di comunicazione circolare a più utenti condivisione delle informazioni (tutti gli utenti di una rete radio hanno accesso alle medesime informazioni) Purtroppo il rischio che vi siano delle sovra emissioni (in gergo chiamate anche sovra modulazioni), ovvero l uso simultaneo della stessa frequenza da parte di più soggetti può risultare molto elevato in assenza di regole e di formazione degli operatori. È ovvio che anche gli strumenti migliori senza le giuste ed opportune regole di utilizzo sono assolutamente inutili! Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 30 di 75
Ritengo opportuno ricordare un fatto scontato, ma sensibile. La comunicazione radio tradizionale non è considerata una comunicazione punto punto ed è assolutamente intercettabile, oltre che ascoltata da tutti i soggetti coinvolti nell emergenza. Di conseguenza occorre ricordarsi di non trasmettere dati sensibili se non assolutamente indispensabile! L organizzazione gerarchica delle comunicazioni potrebbe rispecchiare lo schema che segue: Per migliorare la comprensione dello schema sopra riportato penso sia opportuno ricordare il significato di alcuni acronimi citati (pur se dovrebbero essere chiari a tutti): Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 31 di 75
DICOMAC - DIrezione di COMAndo e Controllo: è l'organo di Coordinamento Nazionale delle strutture di Protezione Civile nell'area colpita. Viene attivato dal Dipartimento della Protezione Civile in seguito alla dichiarazione dello Stato di Emergenza CCS Centro Coordinamento Soccorsi: rappresenta uno dei Centri Operativi del Modello Integrato della Protezione Civile (Metodo Augustus) in aree di emergenza definite a rischio e preventivamente individuate nel territorio nazionale. Queste aree fanno parte integrante della pianificazione di emergenza a livello Nazionale, Regionale, Provinciale e Comunale. Al verificarsi di un evento calamitoso i Centri Operativi vengono immediatamente attivati al fine di coordinare gli interventi di tutte le componenti e le strutture operative, costituenti il Servizio Nazionale di Protezione Civile, che prendono parte alla gestione dell'emergenza. Viene costituito presso tutte le Prefetture una volta accertata la sussistenza di una situazione di pubblica calamità; insediato in una sala attrezzata con apparecchi telefonici, telematici e radio ricetrasmittenti sintonizzabili su frequenze utili, provvede alla direzione ed al coordinamento degli interventi di Protezione Civile in sede Provinciale. Il CCS fa parte dei Centri Operativi Provinciali, appunto, e coordina i COM (che operano sul territorio di più Comuni in supporto all'attività dei Sindaci) e provvede alla direzione dei soccorsi e all'assistenza della popolazione del singolo Comune con i COC (che sono presieduti dal Sindaco locale) COM Centro Operativo Misto: rappresenta uno dei Centri Operativi del Modello Integrato della Protezione Civile (Metodo Augustus) in aree di emergenza definite a rischio e preventivamente individuate nel territorio nazionale. Queste aree fanno parte integrante della pianificazione di emergenza a livello Nazionale, Regionale, Provinciale e Comunale. Al verificarsi di un evento calamitoso i Centri Operativi vengono immediatamente attivati al fine di coordinare gli interventi di tutte le componenti e le strutture operative, costituenti il Servizio Nazionale di Protezione Civile, che prendono parte alla gestione dell'emergenza. Il COM è una struttura operativa decentrata il cui responsabile dipende dal CCS; vi partecipano i rappresentanti dei Comuni e delle strutture operative. Può essere istituito presso i Comuni a cura del Prefetto competente per territorio. I compiti del COM sono quelli di favorire il coordinamento dei servizi di emergenza organizzati a livello provinciale con gli interventi dei sindaci appartenenti al COM stesso. L'ubicazione del COM deve essere baricentrica rispetto ai Comuni coordinati e localizzata in locali non vulnerabili. COC Centro Operativo Comunale: rappresenta uno dei Centri Operativi del Modello Integrato della Protezione Civile (Metodo Augustus) in aree di emergenza definite a rischio e preventivamente individuate nel territorio nazionale. Queste aree fanno parte integrante della pianificazione di emergenza a livello Nazionale, Regionale, Provinciale e Comunale. Al verificarsi di un evento calamitoso i Centri Operativi vengono immediatamente attivati al fine di coordinare gli interventi di tutte le componenti e le strutture operative, costituenti il Servizio Nazionale di Protezione Civile, che prendono parte alla gestione dell'emergenza. Il COC viene creato dal singolo Sindaco, in qualità di Autorità comunale di Protezione Civile, al verificarsi dell'emer- Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 32 di 75
genza, nell'ambito del territorio comunale. Se ne avvale per la direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione colpita. Il COC dovrà essere ubicato in un edificio non vulnerabile ed in un'area di facile accesso Nel dettaglio locale lo schema organizzativo di un campo potrebbe essere il seguente: Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 33 di 75
Durante l emergenza Abruzzo l organizzazione è stata la seguente: Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 34 di 75
11 L operatore radio Dopo questo lungo preambolo iniziamo ad occuparci della figura dell operatore radio. Ci concentreremo sull operatore radio presente sul campo, in quanto spesso gli operatori di sala operativa sono operatori più addestrati, e sovente sono radioamatori. Vediamo quali debbano essere le caratteristiche e le peculiarità di un buon operatore radio. Da un buon operatore radio possiamo aspettarci che: sappia osservare con attenzione sappia sintetizzare e trasmettere con velocità le informazioni sia in grado di cogliere gli aspetti prioritari, senza trascurarne alcuno In altre parole: possiamo definirlo l occhio del direttore dell emergenza, ma non la sua mente! Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 35 di 75
12 La gestione delle informazioni ed il modo di comunicare Tutte le informazioni relative all emergenza dovranno arrivare direttamente dal luogo dove si è verificata l emergenza. In altre parole occorre recarsi sul luogo, ma non bisogna dimenticarsi di adottare tutte le precauzioni e le cautele necessarie. In altre parole occorre mantenersi lucidi e riflessivi ed evitare gli slanci che potrebbero trasformare il soccorritore nel soggetto che necessita di soccorso La descrizione dell evento è di estrema importanza per chi dovrà gestire l emergenza. più precise, sintetiche, dettagliate, esaustive ed immediate saranno le informazioni, meglio il direttore dell emergenza avrà chiaro il quadro della situazione e potrà agire al meglio nella gestione dell emergenza! Spesso nei corsi di comunicazione verbale si parla della regola giornalistica delle 5W. Sono assolutamente convinto che con una piccola modifica possiamo adattarla anche al nostro settore: La regola delle 5 W + 1 H Inglese Italiano Utilizzo pratico della regola WHO? Chi? Chi ha causato l evento, chi è rimasto coinvolto? WHAT? Cosa? Cosa è successo? WHERE? Dove? Il posto, il luogo, la città, le coordinate? WHEN? Quando? A che ora è avvenuto il fatto? Quale è stata la durata? WHY? Perché? Perché è capitato l evento? HOW? Come? Come arrivare sul posto e far arrivare i soccorsi? Quali precauzioni adottare? Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 36 di 75
È estremamente importante ricordarsi che chi riceve il nostro messaggio: NON E SUL POSTO NON PUO VEDERE CIO CHE PER TE E SCONTATO NON PUO PERCEPIRE LE TUE SENSAZIONI In altre parole non sa se fa freddo, piove, c è odore di gas, serve più luce, il ferito perde molto sangue, i soccorritori sono stanchi, la terra sta tremando, ecc Ancora una volta pensiamo all importanza di una corretta informazione!!! Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 37 di 75
Per gestire correttamente una comunicazione di emergenza occorrono pochi fondamentali strumenti, primi fra i quali: carta e penna! Proviamo ad immaginare una sequenza logica di un emergenza e di identificare gli elementi indispensabili da comunicare. A) Giunti sul luogo del sinistro annotarsi la descrizione della zona (città, frazione, Km dell autostrada o strada statale, provinciale, comunale). Se disponibili annotare anche le coordinate geografiche. Prestare molta attenzione anche ai particolari della zona e della sede stradale (fossi, ponticelli) utili da individuare anche sulle carte topografiche. Identificare con precisione anche elementi di pericolo e disturbo per un eventuale elicottero (alberi alti, linee alta tensione, torri, campanili, linee ferroviarie). B) Descrivere il tipo di evento: terremoto scoppio, alluvione, incidente stradale, crollo etc C) Capire il numero delle vittime coinvolte, la gravità dei feriti e la loro stabilità (incastrati, immersi in acqua, ustionati, portatori di particolari patologie etc) Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 38 di 75
D) Controllare se vi sono pericoli collaterali, ad esempio: spargimento di liquido tossico-nocivo, cavi elettrici sospesi o danneggiati, materiali con etichette sostanze pericolose o pannelli di pericolo E) Pianificare il percorso per gli eventuali mezzi di soccorso. Se il luogo dell emergenza non è immediatamente visibile dalla viabilità normale, predisporre un opportuno sistema di segnalazione/guida verso il luogo coinvolto. F) Ricordarsi sempre il QUANDO, ovvero l ora di quando è avvenuto l evento Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 39 di 75
Un esempio pratico: CHI (Who) Due auto si sono tamponate con contusioni per i passeggeri, è presente sul posto la Polizia Locale COSA (What) Un autoarticolato ha perso carico di laterizi, strada interrotta nei due sensi di marcia DOVE (Were) Sartirana Lomellina, Località Moncucco direzione Valle Lomellina QUANDO (Wen) Alle 15.00 di oggi PERCHE (Why) Sull asfalto c era parte del carico perso dall autoarticolato COME (How) Deviare il traffico dalla rotonda di Sartirana in direzione Breme e successivamente Valle Lomellina Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 40 di 75
13 Usiamo la radio Una raccomandazione fondamentale prima di entrare nel dettaglio dell operatività radio: prima di iniziare qualsiasi attività con l ausilio delle radio accertarsi che gli apparati siano operativi ed in ordine. Verificare lo stato di carica delle batterie, l integrità delle antenne e la giusta regolazione del canale e degli altri parametri operativi. È obbligatoria una prova di collegamento prima di iniziare qualsiasi attività. 13.1 Comandi operativi Prima di entrare nel vivo delle spiegazioni è indispensabile dare alcune informazioni di base sui comandi degli apparati radio. 13.1.1 Accensione e spegimento Normalmente un apparato radio si accende ruotando in senso orario la manopola del volume. In posizione di riposo (la posizione che corrisponde alle ore 19 del quadrante dell orologio) spesso è indicato un puntino bianco e la scritta OFF. Nelle nuove radio è possibile che ci sia un tasto dedicato all accensione ed allo spegnimento. Il simbolo associato è tipicamente il seguente: Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 41 di 75
13.1.2 Squelch Lo squelch rappresenta la funzione di silenziamento dell apparato. Il silenziamento dell audio dell apparato avviene prefissando una soglia di intervento sull intensità del segnale ricevuto. Tutti i segnali di intensità maggiore alla soglia saranno udibili, mentre quelli inferiori non daranno alcun effetto audio. La regolazione avviene girando lentamente in senso orario la manopola dello squelch fino ad ottenere il silenziamento e quindi ruotandola di pochissimo in senso antiorario per migliorarne la sensibilità. Attenzione che uno squelch regolato su segnali troppo forti potrebbe tagliare stazioni con segnali deboli; viceversa una regolazione su segnali deboli potrebbe causare rumori indesiderati. Gli apparati più recenti sono dotati di regolazione automatica dello squelch e non sono dotati dell apposita manopola. La regolazione avviene impostando nei menu di sistema la soglia di silenziamento. 13.1.3 Regolazione del canale di lavoro La regolazione del canale di lavoro deve essere effettuata prima di iniziare l operatività. Il Coordinatore o il Responsabile Operativo forniranno indicazioni sul canale da utilizzare. Attenzione che al variare degli apparati e delle relative programmazioni (ed anche al variare delle versioni dello stesso modello, ahimé ) potrebbe accadere che si abbiano indicazioni diverse sul display o sulla manopola a scatti di selezione del canale. Prima di iniziare qualsiasi attività occorre effettuare una prova radio di collegamento con tutti gli elementi interessati all attività! Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 42 di 75
13.1.4 Antenna Gli apparati portatili più recenti potrebbero avere l antenna fissa. Le apparecchiature portatili hanno normalmente una presa di antenna di tipo SMA (lo stesso dei router wi-fi di casa). L antenna va avvitata e serrata, ricordandosi che non stiamo serrando carpenteria industriale ma sottili filetti in ottone. È importante serrarlo bene per evitare di perdere l antenna durante le operazioni. Potrebbe essere presente anche un attacco chiamato BNC. Spesso viene detto anche attacco a baionetta, in quanto ricorda le lampadine per uso automobilistico. In questo caso è sufficiente inserire l antenna e ruotare la ghiera di circa un quarto di giro, al fine di bloccarla. Apparati veicolari o fissi sono dotati di attacco di tipo N o PL-239. In entrambi i casi la ghiera esterna viene avvitata sulla presa fino alla fine del filetto. Periodicamente sarebbe bene verificarne il corretto serraggio, in quanto le vibrazioni potrebbero allentarlo. 13.1.5 Alimentazione degli apparati In caso di utilizzo di apparati portatili, prima di iniziare le operazioni, occorre verificare che le batterie abbiano la piena carica. Se è prevista un operatività prolungata conviene approvvigionarsi anche di batterie di scorta. In caso di apparati da postazione fissa, prima di accendere l apparato, occorre verificare che l alimentatore sia regolato sulla corretta tensione continua, al fine di non danneggiare l apparato. In caso di apparati veicolari, prima di procedere all installazione dell apparato occorre verificare che il mezzo disponga di tensione di alimentazione compatibile con la tensione dell apparato radio. ATTENZIONE: automobili, fuoristrada e camper sono per la quasi totalità con impianto elettrico alimentato a 12V in corrente continua con polo negativo a massa (la carcassa o la carrozzeria). La tensione di ricarica dell alternatore può tranquillamente arrivare a 14.4V, anche se la tensione nominale sarebbe di 13.8. Camion e mezzi d opera spesso sono alimentati a 24V in continua. Prestare sempre la massima attenzione!!! Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 43 di 75
13.1.6 Il comando PTT Il comando PTT o tasto PTT ci consente di portare l apparato radio in trasmissione ed inviare il nostro messaggio ai nostri corrispondenti. PTT è un acronimo che identifica le parole Push To Talk, letteralmente premi per parlare. Negli apparati portatili è normalmente posizionato nella parte sinistra della radio. Analogamente, anche nei microfoni palmari è posizionato sul lato sinistro del microfono. Per parlare occorre operare come segue: Premere il pulsante PTT ed attendere circa un secondo e mezzo prima di iniziare a parlare. Iniziare a parlare tenendo la radio (o il microfono esterno) a circa 7-10 centimetri dalla bocca (le canoniche 4 dita ). Parlare con tono e volume di voce normale evitando di urlare. Non vale la regola telefonica del parla più forte che non ti sento Terminata la nostra comunicazione, attendere circa mezzo secondo e quindi rilasciare il tasto PTT per ascoltare la risposta del corrispondente. Alla fine della risposta del nostro corrispondente, attendere 3-4 secondi prima di premere nuovamente il tasto PTT. Queste precauzioni di attesa sembrano inutili nelle comunicazioni dirette fra due o più corrispondenti, ma diventano basilari nel traffico radio utilizzando un ripetitore. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 44 di 75
13.2 Le modalità operative di comunicazione radio Nel seguito del paragrafo vedremo quali sono le modalità operative di comunicazione utilizzate in campo radio, sia in condizioni di emergenza, sia, per esempio, dai radioamatori. 13.2.1 Norme di comportamento La cosa principale in emergenza è mantenere la calma, soprattutto quando si usa la radio. Usare un tono di voce normale e costante, evitare di gridare al microfono, non si migliora la comprensibilità e spesso il corrispondente non riesca a capire. Se si fa parte di una maglia o rete radio trasmettere quando la stazione capomaglia ci chiama. Se si hanno messaggi urgenti farlo notare velocemente e quindi attendere le disposizioni della stazione capomaglia. Se si ritiene di poter essere d aiuto farlo presente velocemente ed attendere le disposizioni. Ricordarsi che è la stazione capomaglia a gestire il traffico, attenersi alle sue disposizioni. Durante le trasmissioni occorre essere concisi, evitare di parlare più a lungo del necessario, dare le informazioni dovute chiaramente e brevemente. Non tenere il canale radio occupato inutilmente, potrebbe esserci qualcuno che ha urgenza di comunicare. Un efficace ed efficiente comunicazione radio deve avvalersi di modalità standard, utilizzate da tutti allo stesso modo, affinché i messaggi pervengano dove è necessario e siano compresi. A tale fine è opportuno utilizzare determinati modi operativi, sigle o codici, conosciuti internazionalmente, la cui interpretazione sia chiara ed univoca e predefiniti precedentemente. In caso di intervento di emergenza esisterà un centro di coordinamento COM che gestisce attraverso una stazione base allestita nel luogo dell evento tutte le comunicazioni radio tra tutti gli operatori, Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 45 di 75
e provvede a stabilire una frequenza di lavoro, e ad assegnare un nominativo di riconoscimento al gruppo operante. Nel caso di servizi operativi del gruppo sul territorio comunale o circostante il coordinamento potrà essere a cura del gruppo stesso attraverso la stazione base Il nominativo assegnato serve solo per chiamare il coordinatore di un gruppo, infatti ogni gruppo avrà un solo referente in grado di rapportarsi con i vertici della sala operativa, mentre ogni singola unità userà un nominativo preventivamente definito ed opererà su canali radio dedicati. 13.2.2 Procedure di comunicazione radio. Prima di iniziare una chiamata, la stazione che intende chiamare deve osservare un periodo di ascolto sulla frequenza in uso, al fine di evitare possibili interferenze ad altre comunicazioni eventualmente in corso. Un collegamento si stabilisce chiamando la stazione voluta anteponendo il suo nominativo al proprio. In altre parole viene inizialmente pronunciato il nominativo della stazione che si vuole chiamare e successivamente il nominativo della stazione che sta chiamando. Quanto appena descritto viene tecnicamente definito protocollo chiamato chiamante. La fine del messaggio può essere terminata dalle parole passo (obsoleta) oppure cambio (da preferirsi). Esempio di chiamata: Attenzione Squadra Alfa da Base Operativa, Squadra Alfa da Base Operativa. Cambio (notare come il protocollo chiamato-chiamante è stato ripetuto due volte). Dopo che è stata effettuata una chiamata, si dovrà attendere un periodo di almeno 10 secondi prima di iniziarne eventualmente una seconda. Questo serve ad evitare inutili ripetizioni o sovrapposizioni con il corrispondente che si appresta a rispondere. Inoltre, questa attesa, consente ad altre eventuali stazioni di mettersi in contatto con noi. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 46 di 75
Se la nostra chiamata viene ricevuta, avremo il seguente messaggio di risposta: Base Operativa da Squadra Alfa in ascolto. Cambio. A questo punto verranno inviati e ricevuti i vari messaggi ed alla fine: Squadra Alfa da Base Operativa non ci sono messaggi per voi. Chiudo a cui seguirà Base Operativa da Squadra Alfa ricevuto chiudo. È buona norma dare sempre conferma di ricezione dei messaggi, questo per evitare che chi li ha inviati rimanga con il dubbio se siano stati ricevuti. Se il messaggio prevede qualche cosa di particolare e specifico oltre alla conferma di ricezione è buona norma ripeterlo a chi ce lo ha trasmesso. Così se viene richiesto l invio di un ambulanza in una determinata località si ripeterà: Ricevuto richiesta di invio di una ambulanza in località... Spesso, in caso di dubbio sulla comprensione di un messaggio, è prassi terminare la comunicazione con la parola interrogativo. Ad esempio potrebbe capitare di ascoltare: Base Operativa da Squadra Alfa. Mi confermate necessità di recarsi in località.. interrogativo? Durante la trasmissione, le parole devono essere pronunciate chiaramente e distintamente, interrompendo frequentemente per consentire eventuali inserimenti di stazioni con precedenza I numeri vanno trasmessi cifra pronunciandoli prima per intero e successivamente sillabandoli per cifra separatamente (ad esempio: altezza idrometro metri 5.24 ripeto cinque punto due quattro) La velocità di trasmissione non deve superare le 80 parole al minuto, ma se il contenuto del messaggio deve essere trascritto dal corrispondente, la velocità va ridotta a non più di 35-40 parole al minuto Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 47 di 75
Mantenere il tono e l intensità della voce costante Mantenere la bocca ad una distanza costante dal microfono Durante la trasmissione di messaggi lunghi, sospendere periodicamente l emissione per accertare che nessuna stazione abbia l urgenza di effettuare chiamate. Per facilitare al corrispondente la comprensione di parole o semplici lettere, può essere necessaria una sillabazione ottenuta assegnando ad ogni lettera dell alfabeto una determinata parola (vedi paragrafi successivi). È buona norma, per le stazioni base e fisse, ma sarebbe utile anche per quelle mobili e portatili, tenere un brogliaccio delle comunicazioni dove vengono annotate le comunicazioni ricevute e trasmesse con i dati salienti. Nel caso di comunicazioni da inoltrare ad altri è bene tenere a portata di mano anche dei moduli di radiogrammi da compilare da chi ne effettua la ricezione o da chi dispone la loro trasmissione. Esempi di modulistica sono riportati alla fine delle dispense Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 48 di 75
13.3 La comunicazione utilizzando i ponti radio Il ponte radio è un dispositivo utilizzato per interconnettere tre loro due o più postazioni radio che normalmente non sono in grado di collegarsi direttamente. Tipicamente le stazioni radio che fruiscono del ponte radio sono apparati portatili, caratterizzati da ridotte potenze di trasmissione e da antenne con guadagno non elevato. Tipicamente possiamo descrivere due diverse tipologie di ponti radio: il tradizionale ed il parrot (talvolta detto pappagallo). 13.3.1 I ponti radio tradizionali Nell immaginario collettivo il ponte radio è costituito da una postazione in un altura o in montagna, in zona di valico. Per esempio potremmo avere una situazione come indicato nella seguente immagine: Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 49 di 75
La postazione radio indicata nella fotografia precedente è sicuramente posta a servizio di un area geografica molto vasta. A titolo di esempio potrei indicarvi il ripetitore radioamatoriale R3 posizionato sull Appennino Ligure, sullo spartiacque fra Piemonte e Liguria, alla quota di 1280 metri sul livello del mare. L area di copertura del ripetitore è la seguente: Piemonte, Liguria, parte della Toscana, parte della Costa Azzurra, Lombardia Occidentale e parte della Valle d Aosta. Chiaramente vi ho indicato uno dei ripetitori con la copertura più ampia. Nella pratica la postazione del ponte radio potrebbe essere posizionata a servizio di un area più ristretta. Il dimensionamento del ponte viene proprio effettuato nell ottica dell area da servire. Nell immagine che segue vengono visualizzate le antenne a servizio del ponte radio locale presso il palazzo comunale di Sartirana. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 50 di 75
Nella pratica un ponte radio necessita sempre di due frequenze distinte per funzionare. Una frequenza viene detta di ingresso al ponte o di trasmissione, mentre l altra frequenza viene detta di uscita o di ricezione. La distanza fra le due frequenze è abbastanza standardizzata e viene detta shift. I valori di shift variano a seconda della banda utilizzata. Valori tipici sono ± 0.600 MHz e ± 1.600 MHz in banda VHF, ± 1.600 MHz, ± 4.600 MHz, ± 5.000 MHz e ± 10.000 MHz per la banda UHF. Lo shift può essere positivo o negativo, a seconda che la frequenza di ingresso sia superiore o inferiore alla frequenza di uscita. Una schematizzazione grafica potrebbe essere la seguente: Frequenza in trasmissione Frequenza in ricezione Per la realizzazione fisica di una stazione ripetitrice occorrono due apparati ricetrasmittenti, un dispositivo di controllo ed interfaccia ed un filtro a cavità. Uno dei due ricetrasmettitori presenti funziona come ricevitore ed è direttamente connesso al dispositivo di controllo ed interfaccia. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 51 di 75
Il dispositivo di controllo ed interfaccia provvede, una volta ricevuto un segnale valido, ad instradarlo al trasmettitore. Il filtro a cavità fa sì che il segnale del trasmettitore, estremamente più forte del segnale in ingresso, non vada a saturare, o meglio a desensibilizzare, gli stadi di ingresso del ricevitore. A seconda delle specifiche di installazione, il ripetitore può funzionare con una singola antenna o con antenne separate per la ricezione e la trasmissione. Tra i vantaggi possiamo elencare: apparati tipicamente professionali e con caratteristiche elevate possibilità di configurazione (toni sub-audio) possibilità di controllo remoto Viceversa tra gli svantaggi abbiamo: necessità di strumentazione professionale per la taratura del filtro a cavità costo elevato 13.3.2 I ripetitori parrot Il parrot (talvolta chiamato pappagallo con una traduzione letterale) rappresenta una versione estremamente semplificata della stazione ripetitrice. Circuitalmente è costituita da un singolo apparato ricetrasmettitore e da un registratore audio a stato solido. Il parrot riceve la comunicazione, la memorizza e la ritrasmette. Ovviamente basta una singola frequenza radio per il funzionamento. Uno schema di massima è riportato alla pagina seguente: Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 52 di 75
Frequenza unica in trasmissione e ricezione Tra i vantaggi possiamo sicuramente elencare la semplicità circuitale ed i costi contenuti. Per gli svantaggi occorre una considerazione sul funzionamento: ogni stazione dopo avere trasmesso il proprio messaggio lo riascolta e deve quindi attendere che il corrispondente trasmetta il proprio messaggio e che il ripetitore lo ritrasmetta. Potete intuire che questa tipologia di trasmissione può generare confusione fra i corrispondenti. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 53 di 75
13.4 L alfabeto fonetico ICAO - NATO L'alfabeto fonetico radiotelegrafico, chiamato spesso anche alfabeto fonetico NATO, venne sviluppato negli anni cinquanta dall'organizzazione Internazionale dell'aviazione Civile (ICAO) per essere comprensibile (e pronunciabile) per tutti i piloti e gli operatori dell'aviazione civile. Venne adottato, con piccole modifiche, dalla NATO. L'alfabeto fonetico NATO è ampiamente utilizzato negli affari e nelle telecomunicazioni, in Europa e Nord America. È stato adottato dall'unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU). Anche se è composto da parole inglesi, le lettere codificate possono essere riconosciute facilmente da persone che parlano altre lingue. L'alfabeto viene usato per scandire parti di un messaggio o di una segnalazione che sono critiche o difficili da riconoscere durante una comunicazione vocale. Ad esempio il messaggio "procedere alle coordinate DH98" può essere trasmesso come "procedere alle coordinate Delta-Hotel-Niner-Eight" e un C-130 che vola dritto di fronte a voi può essere descritto come "Charlie One Three Zero a ore dodici". Lettera Fonetico NATO A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z Alpha Bravo Charlie Delta Echo Foxtrot Golf Hotel India Juliet Kilo Lima Mike November Oscar Papa Quebec Romeo Sierra Tango Uniform Victor Whiskey X-ray Yankee Zulu Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 54 di 75
Numero Fonetico NATO 1 One / Unaone* 2 Two / Bissotwo* 3 Three / Terrathree* 4 Four / Kartefour* 5 Five / Pantafive* 6 Six / Soxisix* 7 Seven / Setteseven* 8 Eight / Oktoeight* Nine (usato Niner talvolta per non confondersi con il no in tedesco (nein) 9 che si pronuncia "nain", come 9 in inglese) / Novenine* 0 Zero / Nadazero* La scrittura di alcune lettere può variare in alcune versioni pubblicate dell'alfabeto. In particolare Alpha può essere scritto come Alfa e Juliet come Juliett. Poiché questo alfabeto è pensato per essere parlato, questo non è un problema, in quanto la pronuncia rimane invariata. Per i numeri, la convenzione ITU di Atlantic City nel 1947 ha stabilito ufficialmente la pronuncia fonetica indicata con *. Tuttavia è pratica comune pronunciare i numeri in inglese, nelle comunicazioni internazionali. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 55 di 75
13.5 Il codice Q Il codice Q è una raccolta standardizzata di messaggi codificati di tre lettere, che iniziano tutti con la lettera Q, sviluppata inizialmente per le comunicazioni commerciali via telegrafo e successivamente adottata per altre comunicazioni via radio, in particolare dai radioamatori. Sintetizzano una domanda, quando seguite da un punto interrogativo, o una risposta dettagliata. Il significato di ogni codice deve, o può, essere ampliato o completato con l'aggiunta di nominativi di chiamata, nomi di luoghi, cifre, numeri ecc. I dati sono opzionali. Sebbene fossero stati inventati quando le comunicazioni avvenivano unicamente in codice Morse, i codici Q continuarono ad essere utilizzati anche dopo l'avvento delle trasmissioni in voce. Per evitare confusione, spesso è vietato assegnare alle stazioni di trasmissione nominativi che iniziano per Q o che contengono una sequenza di tre lettere che inizia per Q. I codici da QAA a QNZ sono riservati per uso aeronautico e sono definiti dalla International Civil Aviation Organization (ICAO). I codici da QOA a QQZ sono riservati per uso marittimo, mentre le combinazioni da QRA a QUZ sono utilizzate per tutti i tipi di comunicazioni; entrambi sono definiti dall'unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU). Di seguito si riportano le più importanti voci del codice, tra quelle usate anche dai radioamatori: Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 56 di 75
QRA QRB QRG QRH QRI QRK QRL QRM QRN QRO QRP QRQ QRS QRT QRU QRV QRW QRX D: Qual è il nome della tua stazione? D: Chi mi chiama? QRZ R: Il mio nominativo è... R: Sei chiamato da... (su... khz (o MHz)). D: A che distanza approssimativa ti trovi dalla mia stazione? D: Qual è la forza dei miei segnali (o dei segnali di...)? QSA R: La distanza tra la mia stazione e la tua è di circa... km. R: La forza dei tuoi segnali (o di quelli di...) è.... D: Qual è la mia frequenza esatta (o la frequenza di...)? D: La forza dei miei segnali varia? R: La tua frequenza esatta (o quella di...) è... khz (o MHz). QSB R: La forza dei tuoi segnali varia. D: La mia frequenza varia? D: La mia manipolazione è difettosa? QSD R: La tua frequenza varia. R: La tua manipolazione è difettosa. D: Qual è la tonalità della mia emissione? D: Mi senti? In caso affermativo posso interromperti? QSK R: La tua tonalità è.... R: Ti sento, parla pure. D: Qual è la comprensibilità dei miei segnali (o dei segnali di...)? QSL D: Puoi mandarmi la ricevuta? R: La comprensibilità dei tuoi segnali (o quelli di...) è... R: Confermo, ricevuto. D: Sei occupato? QSM D: Devo ripetere l'ultimo messaggio (o un messaggio precedente)? R: Sono occupato, questa frequenza è occupata. R: Ripeti(o) l'ultimo messaggio (o il messaggio...). D: Sei disturbato da emittenti limitrofe (interferenze)? D: Mi hai sentito (o hai sentito...) su... khz (o MHz)? QSN R: Sono disturbato da interferenze. R: Ti ho sentito (o ho sentito...) (alle ore...). D: Sei disturbato da disturbi atmosferici? D: Puoi comunicare con...? QSO R: Sono disturbato da disturbi atmosferici. R: Posso comunicare con... (tramite...) o collegamento. D: Devo aumentare la potenza di emissione? D: Puoi ritrasmettere a...? QSP R: Aumenta(o) la potenza di trasmissione. R: Avverti... della mia presenza, passa a... questo QTC. D: Devo diminuire la potenza di emissione? D: Quale frequenza di lavoro userai? QSS R: Diminuisci(o) la potenza di trasmissione. R: Userò la frequenza... khz (o MHz). D: Devo trasmettere più in fretta? Devo trasmettere o rispondere sulla frequenza attuale (o D: su khz)? QSU R: Aumenta la velocità di trasmissione. R: Trasmetterò sulla solita frequenza (o su... khz (o MHz)). D: Devo trasmettere più adagio? QSV D: Devo trasmettere una serie di V su questa frequenza (o su khz)? R: Trasmetti più adagio. R: Trasmetti una serie di V (su... khz (o MHz)). D: Devo sospendere la trasmissione? D: Vuoi stare in ascolto di... su... khz (o MHz)? QSX R: Chiudi(o) le trasmissioni. R: Resto in ascolto di... su... khz (o MHz). D: Hai qualcosa per me? D: Devo passare a trasmettere su un'altra frequenza? QSY R: Non ho niente da comunicare. R: Cambio frequenza (e vai su... khz (o MHz)). D: Sei pronto? D: Quanti messaggi hai da trasmettere? R: Sono pronto. QTC Messaggio, ho un messaggio da trasmettere (o... R: messaggi). D: Devo avvisare... che lo chiamerai su... khz (o MHz)? D: Qual è la tua posizione (latitudine e longitudine o...)? QTH R: Avvisa... che lo chiamerò su... khz (o MHz). R: La mia posizione è... D: Quando mi richiamerai? D: Qual è l'ora esatta? QTR R: Ti richiamerò alle ore... (su... khz (o MHz)). R: L'ora esatta è... Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 57 di 75
13.6 Il codice RST Un sistema di codifica spesso usato per dare dei rapporti sulla forza e qualità del segnale ricevuto, è il cosiddetto codice RST, dove R sta per Readability, ossia comprensibilità, S sta per Strenght, ossia forza, e T sta per Tone, ossia tono. La voce tono era utilizzata nelle trasmissioni telegrafiche e, pertanto, non ci interessa. In fonia vengono solo usati i primi due cioè RS. Dire al proprio corrispondente che lo riceviamo R5 S7 (spesso abbreviato in 57), significa che la sua comprensibilità è totale ed il suo segnale è abbastanza forte. Intelligibilità R (Readability) 1 Incomprensibile 2 Appena comprensibile, comprensibili alcune parole ogni tanto 3 Comprensibile con difficoltà 4 Comprensibile praticamente senza difficoltà 5 Perfettamente comprensibile Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 58 di 75
Intensità del segnale S (Signal Strength) 1 Segnale debole, appena percettibile 2 Segnale molto deboleb 3 Segnale debole 4 Segnale discreto 5 Segnale discretamente buono 6 Segnale buono 7 Segnale abbastanza forte 8 Segnale forte 9 Segnale fortissimo Una nota operativa. I portatili palmari di tipo PMR non sono dotati di strumentazione idonea ad indicare l intensità del segnale ricevuto e pertanto l indicazione del parametro S risulta molto soggettiva. Apparati di tipo professionale e radioamatoriale dispongono di uno strumento, chiamato S-meter, idoneo alla lettura dell intensità del segnale ricevuto. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 59 di 75
14 I codici di intervento del 118 Ritengo utile riportare schematicamente i codici di intervento utilizzati dai soccorritori del 118. Tali codici sono così suddivisi: Prima cifra (colore): criticità Seconda cifra: patologia Lettera: luogo Questa codifica ha diversi vantaggi, fra i quali possiamo elencare: standardizzazione, sintesi e privacy. Vediamoli nel dettaglio le codifiche. Codice di Criticità Gravità del problema 0-B (BIANCO) Non emergenza; situazione di intervento differibile e/o programmabile 1-V (VERDE) Non emergenza; situazione differibile ma prioritaria rispetto al codice zero (lesioni che non compromettono le funzioni vitali) 2-G (GIALLO) Emergenza sanitaria; situazione a rischio, intervento non differibile (funzioni vitali non direttamente compromesse, ma in stato di evoluzione) 3-R (ROSSO) Emergenza assoluta; intervento prioritario (una o più funzioni vitali assenti o compromesse) 4-N (NERO) Paziente deceduto; ovviamente viene usato solo in fase di rientro Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 60 di 75
Codice di patologia Descrizione del problema 1 Traumatica (incidente d auto, incastrato, precipitato dall alto, caduta, ustionato, annegato, ferita penetrante, ecc.) 2 Cardiocircolatorio (dolore toracico, aritmie, ecc.) 3 Respiratoria (difficoltà respiratoria da varie cause) 4 Neurologica (alterazione dello stato di coscienza e della motilità) 5 Psichiatrica 6 Neoplastica (patologie tumorali) 7 Intossicazione (sostanze stupefacenti, gas, sostanze chimiche o tossiche, farmaci, alimenti, ecc.) 8 Altra patologia (dolore addominale, vomito, problemi in gravidanza, ecc.) 9 Non identificata (quando non è possibile identificare il problema sanitario dalle informazioni ricevute) 0 Etilista (intossicazione da sostanze alcoliche) Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 61 di 75
Codice di luogo Descrizione del luogo S P Y K L Q Z Strada Luogo/esercizio pubblico Impianto sportivo Casa Lavoro Scuola Altro luogo Alcuni esempi pratici: Un insegnante di lettere di 32 anni durante le ore di lezione lamenta fame d aria, respiro affannoso, rumori sibilanti; dice di soffrire d asma ma di avere una crisi asmatica più grave del solito. Il preside allerta il 118. Codice G-3-Q Un bambino di 3 anni viene trovato dalla mamma con il contenitore dell anticalcare in mano; piange disperatamente, tossisce e respira affannosamente. La mamma allerta il 118. Codice R-1-K Scontro fra due auto su strada a scorrimento veloce; due persone incastrate fra le lamiere ma coscienti. Un automobilista che ha assistito allo scontro allerta il 118. Codice R-1-S Un operaio cade da un impalcatura di circa 5 metri e rimane sommerso da pesanti attrezzature; è incosciente e non si può valutare il respiro. I colleghi allertano il 118. Codice R-1-L Riflettete sull importanza delle 5W+1H nella telefonata di allerta alla centrale del 118 Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 62 di 75
15 Il sistema APRS 15.1 Introduzione L APRS serve a trasmettere dati di stazioni fisse, posizione di stazioni in movimento, dati meteo di stazioni meteorologiche, messaggi fra due o più stazioni, bollettini, avvisi, interrogazioni ad altre stazioni, ritrasmettere dati di altre stazioni. Lo scopo principale dell APRS è soprattutto di fornire informazioni in grandi aree locali e questo scambio di informazioni deve avvenire nel modo più affidabile possibile. L APRS non è fatto per tentare le comunicazioni a grande distanza ma per un impiego tattico locale. La sua applicazione ideale è in campo di protezione civile. Insomma, una cosa molto simile a questa: Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 63 di 75
Oppure di molto simile a questo: Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 64 di 75
15.2 La Storia I primi esperimenti sono dei primi anni 80 con computer come lo Z80 od il Commodore 64 in cui tutto consisteva nell introdurre a mano le coordinate geografiche ricavate da una mappa in base alle posizioni comunicate via voce dalle stazioni. Il computer semplicemente le ordinava. Poi apparvero i primi GPS e quindi le stazioni comunicavano direttamente le coordinate. In seguito, con l avvento del PC in DOS grazie alla potenza di calcolo ed alla capacità grafiche, si incominciò a proiettare la posizione delle stazioni sul mappe molto grezze dove a malapena erano tracciati i confini dello stato, le autostrade e le statali. Con l escalation nell informatica è arrivato tutto il resto. L APRS è stato presentato ufficialmente per la prima volta alla Conferenza sulle Comunicazioni Digitali della TAPR/ARRL (Tucson Amateur Packet Radio e Amateur Radio Relay Legue) nel 1992. L APRS è un sistema trasversale a tutte le tecnologie radioamatoriali che consente un efficace scambio di informazioni a livello locale. 15.3 Come funziona E un sistema di comunicazione che si basa sulla trasmissione di dati digitali che trasportano varie informazioni. I dati, in formato AX.25, sono normalmente trasmessi via radio sulla frequenza 144.800 MHz con portante FM e modulazione AFSK 1200 baud, il cosiddetto packet radio (Bell 103), ma in modalità non connessa e quindi senza la certezza che il destinatario riceva correttamente ciò che è stato trasmesso; proprio per questo motivo si ha la diffusione su vasta scala del segnale, il cosiddetto broadcast. Più precisamente si tratta di pacchetti UI (Unnumbered Information) da qui il nome del programma più usato per l APRS: UI-View. L APRS serve a trasmettere dati di stazioni fisse, posizione di stazioni in movimento, dati meteo di stazioni meteorologiche, messaggi fra due o più stazioni, bollettini, avvisi, interrogazioni ad altre stazioni, ritrasmettere dati di altre stazioni. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 65 di 75
Tutte queste informazioni sono visualizzabili su mappe geografiche o programmi cartografici permettendo così l immediata visualizzazione della posizione delle stazioni. Lo scopo principale dell APRS è soprattutto quello di fornire informazioni in grandi aree locali e questo scambio di informazioni deve avvenire nel modo più affidabile possibile. Citando l inventore dell APRS Bob Bruninga APRS is a real-time tactical digital communications protocol for exchanging information between a large number of stations covering a large (local) area. As a multi-user data network, it is quite different from conventional packet radio. Di seguito riporto una schermata di UI-View, il software principalmente usato: Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 66 di 75
15.4 Gli utilizzi in Protezione Civile del sistema APRS Le migliori peculiarità del sistema APRS utilizzato in Protezione Civile sono le seguenti: Sistema semplice concettualmente e tecnicamente: si utilizza una tecnologia nota ed assodata, già ampiamente sperimentata dalla comunità radioamatoriale Sistema radio analogico: bastano apparati radio anche datati e di modeste caratteristiche Utilizzo di una singola frequenza radio senza la necessità di stazioni ripetitrici (almeno in aree locali senza particolari problemi orografici) Economicità delle apparecchiature di localizzazione: il kit GPS + TinyTrack (l interfaccia fra GPS e ricetrasmittente) ha un costo ampiamente inferiore ai 200 Euro Grande flessibilità nella realizzazione di cartografia personalizzata: l autore di queste dispense dispone di una grande quantità di mappe realizzate a partire dalle fonti più disparate (I.G.M., foto aeree, Istituto Geografico De Agostini, CTR e così via ). Per l utilizzo in Protezione Civile la cartografia CTR (edita da Regione Lombardia e scaricabile da internet) è senza dubbio la più completa e dettagliata. Il volontariato di Protezione Civile potrebbe avvantaggiarsi moltissimo da questo sistema trasmissivo per la radiolocalizzazione. Installando una piccola rete di 3-4 ripetitori digitali (in gergo digipeater) si potrebbe avere una copertura di tutta la provincia. I volontari del Gruppo di Sartirana hanno già più volte sperimentato il sistema APRS e sempre con risultati soddisfacenti. Non va poi dimenticato che utilizzando apparati marcati Kenwood si ha anche la possibilità di scambiare messaggi di testo fra le varie stazioni in collegamento, in analogia agli SMS telefonici, senza però appoggiarsi alla rete di telefonia mobile. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 67 di 75
15.5 Gli sviluppi del sistema Ad oggi il sistema APRS lavora alla velocità di 1200 baud, ovvero 1200 bit al secondo. I più tecnologici di voi si renderanno immediatamente conto che la velocità è estremamente bassa, ma come già accennato, consente di utilizzare apparati radio anche obsoleti o dimessi da enti. Il futuro del sistema APRS e le sperimentazioni in corso (anche da parte dello scrivente) vanno nella direzione di un aumento della velocità trasmissiva, passando da 1200 baud a 9600 baud, incrementando la velocità di ben 8 volte. Questo aumento della velocità, con il conseguente aumento della quantità di informazioni disponibili, richiede, però, apparti specifici che consentano la modulazione a 9600 baud. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 68 di 75
16 Esempi modulistica Nelle pagine che seguono vengono riportati nell ordine: Un modulo messaggio per comunicazioni ricevute o trasmesse Il frontespizio di un registro di stazione (log) Una pagina interna del registro di stazione (log) Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 69 di 75
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17 Ringraziamenti Queste dispense sono nate quasi per scherzo durante gli incontri con i Volontari del Gruppo di Protezione Civile di Sartirana. Con grande spirito di collaborazione i volontari hanno letto e riletto le bozze, le hanno corrette ed hanno fornito diversi spunti per miglioramenti ed ampliamenti. Un particolare ringraziamento va a (rigorosamente in ordine alfabetico): Davide Erika Matteo Veronica Devo anche fare un caloroso ringraziamento all Amministrazione Comunale che ha sostenuto il Gruppo in questa fase di crescita e di formazione e che ha messo a disposizione le risorse per la realizzazione delle dispense, oltre ai locali ed alle apparecchiature per la realizzazione del corso. Infine un ringraziamento agli amici radioamatori IK1WNQ Gimmi, IZ1GJK Maurizio e IZ1UWP Giovanni (anche loro rigorosamente in ordine alfabetico di nominativo) per il continuo e proficuo scambio di idee e per la documentazione scambiata. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 73 di 75
18 Bibliografia Le seguenti dispense sono state realizzate con la collaborazione di alcuni dei volontari del Gruppo di Protezione Civile di Sartirana e grazie alle conoscenze ed alle competenze tecniche nel settore radio di Paolo Lasagna. Di grande importanza sono state le esercitazioni sul campo, effettuate dal nostro gruppo insieme ai gruppi della Lomellina e del Monferrato. Altre fonti (in ordine sparso) sono state: TITANIC di Claudio Bossi - http://www.titanicdiclaudiobossi.com/ Le Comunicazioni Radio di Francesco Carbone - Comitato di Coordinamento Organizzazioni di Volontariato della Provincia di Milano ARI RE Lombardia (Associazione Radioamatori Italiani Radiocomunicazioni Emergenza Regione Lombardia) - http://www.arirelombardia.it/ MANUALE DA CAMPO Protezione Civile Regione Lombardia Giovanni Filippi IZ1UWP - Appunti di radiocomunicazioni in emergenza Manuale Formativo Soccorritori 118 Regione Piemonte Marco Bombelli IK2CHZ - Introduzione al sistema APRS Wikipedia varie voci. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 74 di 75
19 Licenza Creative Commons Questa opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia. Tu sei libero: di riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare quest opera di modificare quest opera di usare quest opera per fini commerciali Alle seguenti condizioni: Attribuzione Devi attribuire la paternità dell'opera nei modi indicati dall'autore o da chi ti ha dato l'opera in licenza e in modo tale da non suggerire che essi avallino te o il modo in cui tu usi l'opera. Prendendo atto che: Rinuncia E' possibile rinunciare a qualunque delle condizioni sopra descritte se ottieni l'autorizzazione dal detentore dei diritti. Pubblico Dominio Nel caso in cui l'opera o qualunque delle sue componenti siano nel pubblico dominio secondo la legge vigente, tale condizione non è in alcun modo modificata dalla licenza. Altri Diritti La licenza non ha effetto in nessun modo sui seguenti diritti: Le eccezioni, libere utilizzazioni e le altre utilizzazioni consentite dalla legge sul diritto d'autore; I diritti morali dell'autore; Diritti che altre persone possono avere sia sull'opera stessa che su come l'opera viene utilizzata, come il diritto all'immagine o alla tutela dei dati personali. Nota Ogni volta che usi o distribuisci quest'opera, devi farlo secondo i termini di questa licenza, che va comunicata con chiarezza. Versione 1.2.1 del Novembre 2012 Pagina 75 di 75