Politiche giovanili e Piani Locali Giovani FORMAZIONE AI COORDINATORI DEI SUB PIANI LOCALI GIOVANI DELLA PROVINCIA DI TORINO MAGGIO 2010 Paolo Paroni Sussidio n. 2 Le nuove politiche per la gioventù
La strategia di Lisbona (2000-2010) Fare dell Unione Europea l'economia della conoscenza più competitiva e più dinamica del mondo entro il 2010, capace di una crescita economica sostenibile, accompagnata da un miglioramento quantitativo e qualitativo dell'occupazione e da una maggiore coesione sociale
La strategia di Lisbona un pilastro economico che deve preparare la transizione verso un economia competitiva, dinamica e fondata sulla conoscenza. L accento è posto sulla necessità di adattarsi continuamente alle evoluzioni della società dell informazione e sulle iniziative da incoraggiare in materia di ricerca e di sviluppo un pilastro sociale che deve consentire di modernizzare il modello sociale europeo grazie all'investimento nelle risorse umane e alla lotta contro l'esclusione sociale. Gli Stati membri sono invitati a investire nell'istruzione e nella formazione e a condurre una politica attiva per l'occupazione onde agevolare il passaggio all'economia della conoscenza un pilastro ambientale aggiunto in occasione del Consiglio europeo di Göteborg nel giugno 2001 e che attira l attenzione sul fatto che la crescita economica va dissociata dall utilizzazione delle risorse naturali.
La strategia di Lisbona La Strategia di Lisbona mira a garantire livelli di occupazione elevati e a realizzare un modello sociale il più possibile inclusivo e per il 2010 vuole raggiungere importanti obiettivi: tasso di crescita dell'economia pari al 3% tasso di occupazione pari al 70% della popolazione attiva tasso di partecipazione della forza lavoro femminile attiva pari al 60%
La strategia di Lisbona Sviluppare l autonomia dei giovani L autonomia è una grande rivendicazione dei giovani. Questa autonomia si basa sui mezzi che si concedono loro e in primo luogo sui mezzi materiali. A questo proposito quindi la questione del reddito è centrale. Le politiche dell occupazione, della protezione sociale, dell aiuto all inserimento, ma anche quelle degli alloggi o dei trasporti interessano la gioventù. Esse sono necessarie per permettere ai giovani di diventare autonomi prima e andrebbero sviluppate tenendo conto del loro punto di vista e dei loro interessi e attingendo al bagaglio di esperienze specifiche nel campo delle politiche della gioventù. Siccome vogliono essere attivi nella società e si sentono parte in causa nelle politiche che interessano i diversi aspetti delle loro condizioni di vita, i giovani rifiutano l idea che le politiche della gioventù vengano ristrette ad ambiti specifici. (Fonte: Libro Bianco della Commissione Europea. Un nuovo impulso per la gioventù europea, 2001)
Commissione Europea, Una strategia dell Unione europea per investire sui giovani e conferire loro maggiori responsabilità, Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento Europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni, Bruxelles 27 aprile 2009 La globalizzazione può generare crescita e occupazione, ma può anche creare difficoltà particolari per i lavoratori vulnerabili, come ad esempio i giovani ( ) Come tutto il resto della società, i giovani devono affrontare un individualismo e una pressione concorrenziale crescenti e non godono necessariamente delle stesse opportunità
Commissione Europea, Una strategia dell Unione europea per investire sui giovani e conferire loro maggiori responsabilità, Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento Europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni, Bruxelles 27 aprile 2009 Le difficoltà che si incontrano in materia di istruzione, di occupazione, di integrazione e di salute, unite ai problemi finanziari, di alloggio e di trasporto, impediscono ai giovani di divenire autonomi, di disporre delle risorse e delle aperture necessarie per gestire la propria vita, partecipare pienamente alla vita sociale e adottare decisioni indipendenti
I cambiamenti nelle politiche per la gioventù Mutare prospettiva Passaggio dalla frammentarietà degli interventi alla trasversalità delle politiche pubbliche Mutare contenuti Fare conoscere sé stessi e la società in cui si vive per abilitare all autonomia (politiche educative e della conoscenza, educazione non formale) Promozione delle opportunità di autonomia (politiche di autonomia) Mutare governance Non solo pubblico Coinvolgimento di attori inusuali: imprese, sindacati, banche, Non solo attori formali/istituzionali Partecipazione diretta dei giovani Coordinamento efficace con altri settori Politica per la gioventù può dare un contributo in settori quali la famiglia, l infanzia, l istruzione, l occupazione, l inclusione sociale, gli alloggi, la sanità e la parità uomo-donna La strategia UE per la gioventù Sviluppare l occupabilità dei giovani attraverso l animazione socioeducativa L educazione non formale come fattore di autonomia Le competenze strategiche e creative Standard di qualità su partecipazione e informazione Cooperazione tra istituzioni e organizzazioni Dialogo strutturato con i giovani E necessario trovare risposte a breve termine (3 anni) all interno di una strategia a medio-lungo termine (9 anni)
Il percorso delle nuove politiche per la gioventù Politiche giovanili innovative Diritti di Cittadinanza Politiche trasversali Politiche giovanili come investimento sociale La scala istituzionale Partecipazione Intergenerazionalità Educazione e formazione delle competenze La scala sociale/culturale
Gli APQ regionali: le misure delle politiche per la gioventù Formazione; 16 Ricerca; 6 Partecipazione; 18 Stili di vita sani; 11 Informazione; 13 Creatività; 19 Integrazione e coesione; 15 Autonomia; 13 Mobilità e scambi; 8
Gli APQ regionali: la suddivisione delle risorse delle politiche per la gioventù Bando generico 39,3% Partecipazione 29,0% Ricerca 0,5% Formazione 1,4% Stili di vita sani 4,2% Creatività 9,5% Autonomia 7,1% Informazione 2,6% Integrazione e coesione 6,1% Mobilità e scambi 0,4%
Fondo Nazionale Politiche Giovanili 130 MLN di Euro annui per 2007-2008-2009 Intesa della Conferenza Governo, Regioni e Autonomia locali per l utilizzo del Fondo nazionale delle politiche giovanili Regioni 60 MLN Comuni tramite ANCI) 12 MLN Province (tramite UPI) 3 MLN Accordi di Programma Quadro Sperimentazione PLG Bandi Sistema Informagiovani Bandi: Azione Province Giovani
Piano Locale Giovani: definizione strumento, promosso dagli Enti Locali, che rappresenta il processo di negoziazione e programmazione tra più enti, istituzioni, organizzazioni, soggetti collettivi al fine di armonizzare interessi diversi e individuare obiettivi comuni per l attuazione di politiche giovanili orientate allo sviluppo locale nel suo complesso e all aumento dell autonomia e della partecipazione dei giovani ai processi decisionali locali PARTNERSHIP OGGETTO FUNZIONI
Paolo Paroni www.inzenobia.it paolo.paroni@inzenobia.it