Servizio Civile Nazionale COMUNE DI CASALVECCHIO SICULO INTourAct
San Carlo è una piccola frazione del Comune di Casalvecchio Siculo, sita a circa 3km dal Comune, sorge in una roccia maestosa che schiude una vista panoramica quasi divina. La borgata di San Carlo conta circa un centinaio di abitanti. L aria che si respira in questo piccolo borgo è simile ad una boccata di genuinità, tipica di quei paesini dove ancora il rispetto e le tradizioni sono alla base della vita degli abitanti. Cultura e rispetto delle tradizioni rappresentano il territorio in cui viviamo o da cui veniamo, legame vivo e prezioso con le nostre radici; è un bene ricco di valori emotivi ed evocativi, per cui non va disperso, va recuperato, catalogato, salvaguardato e valorizzato. val Al riguardo si riporta un aforisma di Euripide: chi perde il passato è morto per il futuro. Costituito dalle tradizioni, feste, manifestazioni, dall insieme di saperi, delle espressioni linguistiche e artistiche che si manifestano nel teatro e nella musica, dalle celebrazioni religiose e dai riti, dalle tecniche tradizionali di artigianato e di arti varie, il
patrimonio culturale, immateriale e il riflesso della vitalità dei popoli. Non importa quanto piccolo sia un borgo ma grande è la storia che oggi lo ha reso tale tramandando culture e tradizioni anche ai più giovani. Come la forte devozione quasi filiale che San Carlo ha nei confronti della S.S. Madonna del Tindari. Purtroppo ad oggi gli abitanti di San Carlo non possono celebrare in modo solenne la loro Madre Nera a causa di motivi tecnici che hanno impoverito la borgata della chiesetta, ma davanti alla sua sessantenaria Icona, cona, donata dalla maestra Cisca nel 1957, ogni anno tutti gli abitanti si ritrovano puntuali per affrontare a piedi e con i cavalli il lungo pellegrinaggio che li condurrà al Santuario di Tindari. Ogni pellegrinaggio costituisce un alta espressione di pietà: p per le motivazioni che ne sono all origine; per la spiritualità che lo anima;
per la preghiera che ne segna i momenti momenti fondamentali: la partenza, il cammino, l arrivo, il ritorno. ritorno Il viaggio alla Signora Nera, Nera i genitori l hanno hanno tramandato ai figli che sin da bambini vengono a incontrare l amore amore e la fede della Madonna, i mezzi sono cambiati, prima i muli ora le auto, ma la passione verso Colei che tutto può è rimasta immutata. Il pellegrinaggio ha rappresentato nel corso degli degli anni un momento di profondo raccoglimento spirituale per tutta la comunità. La storia del pellegrinaggio è molto antica e le fonti quasi assenti. Gli anziani credono in un origine o uno stretto legame con gli abitanti di Patti; luogo vicino al Santuario, Santuario, altre fonti raccontano di un amicizia di due compari mercanti uno di Misserio e l altro di Mandanici che
avendo visto il Santuario 100 e più anni fa diedero inizio al pellegrinaggio. In base alle notizie certe risulta che i pellegrini di Mandanici, almeno 2 secoli prima del 1896 vi si recavano come risulta dalle carte ritrovate e che i pellegrini di Savoca si recavano a Tindari insieme a quelli di Mandanici, come pure quelli di Pagliara e San Carlo fino al 1926, anno in cui hanno deciso di organizzare organizzar un loro autonomo pellegrinaggio. Abbiamo finalmente la certezza che alla fine del XVII i nostri antenati si recavano ano in pellegrinaggio a Tindari. Tindari. Da allora il pellegrinaggio di certo è cambiato adeguandosi ai tempi e ai mezzi a disposizione; tuttavia si si è cercato di mantenere fedelmente la sua struttura. Nel corso del lungo tragitto come per tradizione, i canti sono accompagnati da una piccola banda musicale che intona l inno alla Madonna. Durante il percorso i pellegrini attraversano luoghi ormai divenuti nuti mitici quali: GHIANU I MAGGI, A NCHIANATA I SIORU, FIMMINA MOTTA, RUTTA CAMPANA, GIBBIAZZI, ETC.
Una particolare atmosfera si crea la sera durante dura la sosta, quando si cantano le canzoni dedicate alla Madonna e si recita il rosario in siciliano. Venerdì sera intorno alle 20.00 dopo un giorno di lungo cammino, i pellegrini giungono ai piedi della Madonna. Sabato mattina i numerosi pellegrini dopo aver partecipato alla Santa Messa, si fermano a Tindari per la pausa pranzo e nel pomeriggio, intorno a alle 14.00, ripartono per far ritorno al proprio paese. Una caratteristica di questo pellegrinaggio è la presenza di numerosi fedeli a cavallo, che formano uno scenario che ci riporta nei tempi passati anche se a governare erano più i muli visto la loro attitudine titudine al trasporto. Ancora oggi dopo tanti anni, il pellegrinaggio viene effettuato, pur con qualche modifica conservando l organizzazione generale e la forte devozione verso la Madonna del Tindari. Giusy Chillemi, Catena Veneranda Finocchio, Cristina Maimone, Salvatore Timarchi e Simone Santoro