Cendon / Book Collana diretta da Paolo Pittaro SCIENZE PENALISTICHE 06 LA DANZA DELLE CIRCOSTANZE PROFILI APPLICATIVI DEGLI ACCIDENTALIA DELICTI Giovanna Zingirian
Edizione APRILE 2015 Copyright MMXV KEY SRL VIA PALOMBO 29 03030 VICALVI (FR) P.I./C.F. 02613240601 ISBN 978-88-6959-1617 I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica, di riproduzione, di adattamento totale o parziale, con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm e le copie fotostatiche), sono riservati per tutti i Paesi.
Cendon / Book Collana diretta da Paolo Pittaro SCIENZE PENALISTICHE 06 LA DANZA DELLE CIRCOSTANZE PROFILI APPLICATIVI DEGLI ACCIDENTALIA DELICTI Giovanna Zingirian
L'autore Giovanna Zingirian si è laureata in Giurisprudenza col massimo dei voti presso l Università degli Studi di Trieste, discutendo una tesi in materia penale. Svolge la pratica forense presso uno studio legale, attivo sia nell ambito del contenzioso civile che penale. È inoltre tirocinante presso la Corte d Appello di Trieste, prima sezione penale. L Opera Con la presente opera si è cercato di mettere in luce i meccanismi del sistema di imputazione ed applicazione delle circostanze del reato, mettendo a confronto la figura del reato circostanziato con altre forme di manifestazione del reato, per comprenderne le interazioni.
INDICE Capitolo Primo IL REATO CIRCOSTANZIATO 1.0. Premessa 1.1. Definizione 1.2. Reato circostanziato e fattispecie autonoma 1.3. segue: Criteri discretivi 1.4. segue: Casistica Capitolo Secondo LA CLASSIFICAZIONE DELLE CIRCOSTANZE 2.1. Circostanze aggravanti e circostanze attenuanti 2.2. Circostanze comuni e circostanze speciali 2.3. Circostanze ad effetto comune e circostanze ad efficacia speciale 2.4. Circostanze indefinite 2.5. segue: Le circostanze attenuanti generiche. Il primo comma 2.6. segue: Modifiche normative: commi secondo e terzo 2.7. segue: Obbligo di motivazione 2.8. Circostanze oggettive e circostanze soggettive Capitolo Terzo L IMPUTABILITÀ DELLE CIRCOSTANZE 3.1. Imputazione delle circostanze. Circostanze attenuanti e circostanze putative 3.2. Imputazione soggettiva delle circostanze aggravanti 3.3. Una deroga alle regole in tema di imputazione: l art. 60 c.p. Capitolo Quarto L APPLICAZIONE DELLE CIRCOSTANZE 4.1. Commisurazione della pena e concorso di circostanze 4.2. Concorso omogeneo di circostanze 4.3. Concorso eterogeneo di circostanze. Il bilanciamento 4.4. segue: Ambito di applicazione ed effetti del giudizio di bilanciamento 4.5. segue: Deroghe al bilanciamento 4.6. La deroga generale dell art. 69 c.p., comma quarto. Pronunce di incostituzionalità 4.7. Applicazione delle circostanze: giudizio bifasico e doppia valutazione
Capitolo Quinto EFFETTI DIVERSI DALLA VARIAZIONE DI PENA 5.1. Altri effetti delle circostanze. La prescrizione 5.2. segue: La procedibilità 5.3. segue: La competenza 5.4. segue: Le misure cautelari Capitolo Sesto CIRCOSTANZE E ALTRE FORME DI MANIFESTAZIONE DEL REATO 6.1. Il tentativo, una fattispecie autonoma 6.2. segue: Il tentativo di delitto circostanziato e il tentativo circostanziato di delitto 6.3. La recidiva, una circostanza aggravante 6.4. Le circostanze nel concorso di persone nel reato 6.5. Circostanze e continuazione 6.6. Osservazioni conclusive
Capitolo Primo IL REATO CIRCOSTANZIATO SOMMARIO: 1.0. Premessa 1.1. Definizione 1.2. Reato circostanziato e fattispecie autonoma 1.3. segue: Criteri discretivi 1.4. segue: Casistica 1.0. Premessa Il sistema penale italiano si caratterizza per disciplinare diverse forme di manifestazione del reato, di talché la singola fattispecie criminosa, in astratto descritta dalla norma, può in concreto estrinsecarsi con diverse modalità. Tra le forme di manifestazione del reato rientrano anche le circostanze, ovvero quegli elementi accidentali che accedono al reato e, pur senza incidere sulla sua oggettività, ne modificano l entità. Nel nostro ordinamento, le circostanze previste sia dal codice penale che dalle leggi speciali sono numerosissime e, come vedremo, di diversa natura. Nel corso degli anni, peraltro, il numero delle circostanze del reato è andato aumentando ed, anzi, va rilevato che, a volte, il legislatore ha utilizzato proprio tale strumento per mettere mano alla disciplina di alcuni reati, puniti troppo severamente o, al contrario, in maniera eccessivamente blanda. Inoltre, la disciplina del reato circostanziato è variegata e, per alcuni aspetti, lacunosa. Infatti, da un lato il legislatore prevede tutt una serie di circostanze comuni, indica le diverse entità degli aumenti o delle diminuzioni di pena, regola dettagliatamente le diverse ipotesi di concorso tra circostanze, ma, al contempo, ad esempio, non detta dei criteri univoci per l individuazione e l applicazione delle circostanze, né regole specifiche per la loro comparazione nel giudizio di bilanciamento o, ancora, non disciplina i rapporti di tale istituto con le altre forme di manifestazione del reato. Nel sistema così delineato, al giudice spetta l arduo compito di individuare le circostanze applicabili al caso concreto, tenendo conto, ad esempio, dei diversi aumenti di pena derivanti dall applicazione delle singole circostanze che, se diversi, determinano un preciso ordine di applicazione nel concorso omogeneo; oppure verificando se tra le circostanze contestate, comuni e speciali al contempo, vi sia identità o parziale sovrapposizione, con la conseguenza, in caso affermativo, di dover stabilire quale applicare. 9