ANDY WARHOL Sebastiano Giorgetti 1
ANDY WARHOL Andy Warhol, considerato a pieno titolo uno dei più grandi geni artistici del suo secolo, nasce a Pittsburgh (Pennsylvania) il 6 agosto 1928: figlio di immigrati slovacchi di etnia Rumena il suo nome vero è Andrew Warhola. Tra il 1945 e il 1949 studia al Carnegie Institute of Technology della sua città. Si trasferisce poi a New York dove lavora come grafico pubblicitario presso alcune riviste: Vogue, Harper s Bazar, Glamour. Fa anche il vetrinista e realizza le sue prime pubblicità per il calzaturificio I. Miller. Nel 1952 tiene la prima personale alla Hugo Gallery di New York. Nel 1956 espone alcuni disegni alla Bodley Gallery e presenta le sue Golden Shoes in Madison Avenue. Gli anni 60 Intorno al 1960 Warhol comincia a realizzare i primi dipinti che si rifanno a fumetti e immagini pubblicitarie. Nei suoi lavori compaiono Dick Tracy, Popeye, Superman e le prime bottiglie di Coca Cola. Negli anni successivi fonda la Factory, che può essere considerata una sorta di officina di lavoro collettivo e nel 1968 rischia la morte, all interno della fabbrica, per l attentato di una squilibrata. Gli anni 70 Nel 1969 fonda la rivista Interview, che da strumento di riflessione sul cinema amplia le sue tematiche a moda, arte, cultura e vita mondana. A partire da questa data, fino al 1972, esegue ritratti, su commissione e no. Scrive anche un libro: La filosofia di Andy Warhol (Dalla A alla B e ritorno), pubblicato nel 1975. Gli anni 80 Nel 1980 diventa produttore della Andy Warhol s TV e nel 1983 espone al Cleveland Museum of Natural History e gli viene commissionato un poster commemorativo per il centenario del Ponte di Brooklyn. Nel 1986 si dedica ai ritratti di Lenin e ad alcuni autoritratti. Negli ultimi anni si occupa anche della rivisitazione di opere dei grandi maestri del Rinascimento. Realizza anche alcune opere a più mani con Francesco Clemente e Jean-Michel Basquiat. Andy Warhol muore a New York il 22 febbraio 1987 durante una semplice operazione chirurgica. 2
L idea originale di un museo di arte moderna fu sviluppata nel 1928 principalmente da Abby Aldrich Rockefeller, Lillie P. Bliss e Mary Quinn Sullivan e lo aprirono al pubblico il 7 novembre 1929. Si trattò di uno dei primi musei statunitensi ad essere dedicato interamente all arte moderna e d avanguardia. Nel 1937 il MoMa trasferì i propri uffici e le proprie gallerie nel Time & Life Building all interno del Rockefeller Center. Si tratta della sede attuale, rinnovata e riprogettata secondo l International Style. Fu aperta al pubblico il 10 maggio 1939 e all inaugurazione parteciparono seimila invitati. Il museo aumentò la propria fama a livello internazionale con la celebre retrospettiva dell opera di Picasso del 1939-40, organizzata in collaborazione con l Art Institute of Chicago. Quando il figlio di Abby Rockefeller, Nelson, nel 1939 all età di trent anni venne scelto dal consiglio di amministrazione come presidente di rappresentanza, si mise in prima linea nel pubblicizzare e promuovere il museo, sostenendo le nuove acquisizioni. L opera di rinnovamento ha quasi raddoppiato gli ambienti a disposizione procurando quasi 58.000 m² di nuovi spazi. Alla riapertura del MoMa ci sono state polemiche a causa dell aumento del costo del biglietto d ingresso, che è passato da 12 a 20 dollari, rendendolo il più costoso museo della città; in ogni caso, grazie alla sponsorizzazione della catena di supermercati Target, il venerdì dopo le 16 l ingresso è libero per tutti. Discussioni ha suscitato anche la realizzazione dell opera di rinnovamento in sé: alcuni critici hanno sostenuto che il lavoro di Taniguchi è una splendido esempio di architettura contemporanea, mentre altri non hanno affatto gradito alcuni tratti del progetto, come la gestione degli spazi. Il numero dei visitatori del MoMa è salito fino a 2,5 milioni all anno a fronte dell 1,5 che entravano nelle sue sale prima del rinnovamento. Il direttore del museo, Glenn D. Lowry, prevede che alla fine questo numero si stabilizzi sui 2,1 milioni di visitatori l anno. 3
OPERA PIU CONOSCIUTA Andy Warhol ha spesso ribadito che i prodotti di massa rappresentano la democrazia sociale e come tali devono essere riconosciuti: anche il più povero può relazionarsi con Marilyn Monroe come il più ricco. Anche la pop art contribuisce quindi alla democrazia sociale rendendosi fruibile dalle masse. In questo senso l arte, in particolare la pop art, può assimilarsi ai mass media. I mass media infatti tendono da un lato a personificare i prodotti, conferendo lore un identità ben definita, dall altro a rendere l oggetto consumo di massa le persone umane. Non a caso Andy Warhol aveva un background di pubblicitario e quindi era esperto nell uso dei mass media. Uno, mille, centomila : nel XX secolo l uomo perde la sua individualità, diventa segmento di una collettività, una percezione mutevole, più sexus che individum Marilyn Monroe, nei dipinti di Andy Warhol, al di la della sua persona, è il risultato di una percezione di massa, proiezione di tanti stati d animo, colori ed espressioni. In questo senso il dipinto rappresenta la fungibilità della persona umana come oggetto di consumo, la perdita d identità. Si parla di post modernismo, in realtà siamo nel post umanesimo. Nella Marilyn Monroe di Warhol spariscono sia il corpo che l anima, ed anche il volto perde ogni forma di spiritualità o d identità, diventando vera proiezione di uno steriotipo di massa. Il volto di Marylin qui ripreso appartiene ad una cartella di 10 serigrafie su carta che Andy Warhol realizzò nel 1967, tutte dedicate alla diva americana e che si aggiungono ad una collezione più ampia, sempre realizzata dopo la metà degl anni 60 e che ritraeva diversi personaggi famosi, icone dell immagine del tempo. La serigrafia misura 91,5 x 91,5 cm ed è esposta alla Andy Warhol Foundation di New York. Questa serie appartiene alle prime serigrafie che Warhol realizzò e si caratterizza per una forma cromatica più intensa e per un disegno molto delineato, dove non è presente alcuna sbavatura. La sua perfezione cromatica e stilistica definisce l intensità dell opera. 4
Mao 1973 Dimensione: 60 x 80 cm Tecnica: steligrafia Museo Blue di Pisa Flowers 1970 Dimendioni: 26 x 36 cm Tecnica: steligrafia Museo Blue di Pisa Michy Mouse 1981 Dimensioni: 50 x 60 cm Tecnica: Pop Art Vared Gallery di New York 5
Coca Cola 1962 Dimensioni: 50 x 70 cm Tecnica: pop art Museo di New York Skull 1976 Dimensioni: 60 x 80 cm Tecnica: serigrafia Museo Blue di Pisa Michael Jackson 1984 DImensioni: 60 x 80 cm Tecnica: steligrafia Vared Gallery di New York 6
Campbell s Tomato 1962 Dimensioni: 60 x 80 cm Tecnica Pop Art Museo Blue di Pisa Self-Portrait 1986 Dimensioni: 86 x 88 cm Tecnica steligrafia Museo Blue di pisa Red Liz 1963 Dimensioni 50 x 70 cm Tecnica: steligrafia Museo Blue di Pisa 7
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