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Passerò davanti a te, ti mostrerò il mio amore, ma il mio volto non lo potrai vedere ; abbiamo udito queste parole all'inizio del testo dell'esodo e parola che hanno una densità, un fascino, una bellezza davvero grandi e uno potrebbe dire: rinuncio, non ce la faccio. Tu, Signore, mi dici non potrai vedere il mio volto, mi potrai vedere solo di spalle. Eppure una parola così avrebbe messo nel cuore di uomini e di donne lungo la storia, lungo il cammino, oggi ancora, il desiderio di dire io ti cerco, Signore, perché io non mi rassegno a non vedere il tuo volto. Io ti cerco, Signore, in quel salmo, canto, molto bello all'inizio dell'eucarestia. Questa è una festa che è augurio per i cercatori di Dio, e in un gruppo così iscriviamoci, non occorre altro se non il desiderio. Signore, io non ti voglio conoscere per sentito dire, io ho voglio di avvicinarmi, Signore, e di vederti più da vicino, Signore. Del resto ad incoraggiare tutto questo sarebbe stato, tanto tempo dopo, Gesù stesso. Quando preparavo e pregavo questi testi di oggi non riuscivo a far venire in evidenza quell'espressione di Gesù che dice a Filippo, uno dei dodici, che gli chiede: Ma noi non sappiamo dove vai, e come facciamo poi a conoscere il Padre se dici che vai al Padre, non sappiamo neppure la via? Filippo da tanto tempo sono con te, non mi conosci? Chi conosce me, conosce il Padre. Questa è un'indicazione importante, per chi dopo diventa cercatore di Dio, se guardassimo da vicino allora il volto di Gesù, le parole di Gesù, i gesti di Gesù, il vangelo di Gesù allora questo è passo concreto per conoscere il volto di Dio, il volto del Padre. E questo ci è dato, no? Anche perché noi sappiamo molto bene quanto valgano i gesti, i segni, i passi concreti per comprendere quanto ha in cuore, e io sto cercando molto di più delle parole. Se dopo lo vedessimo Gesù ad accogliere i più lontani, i più poveri, i più piccoli, la gente fatta fuori, la gente emarginata, se lo vedessimo restituire la pace e la gioia a chi pensava di essere fallito nella vita, altro che se riesco a vedere e benissimo il volto del Padre. Allora questo capitolo iniziale dell'esodo non è per scoraggiare la ricerca, ma semmai per dire metticela tutta per intraprendere questa ricerca, adesso ti dico non puoi vedermi se non di spalle, ma dopo ti avrei fatto il dono del mio Figlio e lì conoscerai il mio volto. Questo è un augurio a viverlo così il rapporto con il vangelo, ad ascoltare così le pagine del vangelo, cercatori di Dio. Anche perché nella seconda parte, e non vi sarà sfuggita questa cosa,

anzi, nella seconda parte di questo piccolo testo, in realtà Dio comunque il suo nome ce lo dice e dirci il nome non è poco, se pensiamo cosa vuol dire che da un rapporto anonimo, occasionale che può capitare nella vita, tu adagio adagio impari il nome dell'altro, dell'altra, il nome è una porta aperta, il nome sta all'inizio di una possibile relazione vera, di una conoscenza reale, di una condivisione sincera. E allora non puoi vedere il mio volto però ci dice come si chiama, vi dico le parole esatte: Passò davanti a Mosè proclamando: il Signore, il Signore Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di amore e di fedeltà, eccolo qua il nome di Dio! Questa frase impariamola a memoria, è facile, questa è una delle preghiere più belle e dopo la puoi dire quando non hai il libro scritto, perché è una frasetta. Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di amore e di fedeltà, tu ti chiami così e il nome dice molto del volto che ha. Facciamola nascere da qui dopo la nostra esperienza di preghiera e a questo volto di Dio affidiamo attese, speranze, implorazioni sincere, Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di amore e di fedeltà, questo è il nome di Dio. E allora ci pare davvero che le distanze si assottigliano molto, quello che sembrava essere un'indicazione per dire: Mosè, non mi puoi vedere, adesso diventa un invito ad avvicinarti, impara a guardarmi da vicino, ti metto sulle labbra perfino il mio nome, chiamami! E questo vuol dire qualcosa di veramente grande, profondo. Questa è una strada bella per riuscire ad entrare un poco nel mistero di Dio e a riuscire a capire chi sei, Signore, e questo chi sei l'abbiamo compreso non per un cumulo di ragionamenti, ma perché abbiamo sentito, toccato con mano, sperimentato un tuo farti vicino, ha preso il volto di Gesù, i tratti di Gesù, il linguaggio del vangelo di Gesù, lo stile della vita di Gesù e allora abbiamo imparato a conoscerti o Dio. Per questo auguro di diventare tutti, tanto, tanto, uomini e donne che cercano Dio e che lo cercano invocandolo con queste parole, penso che davvero proprio perché ci sono uomini e donne che cercano Dio invocandolo così che oggi può rimanere nel mondo la fede e la speranza di un Dio che è buono. Anche in un mondo che ha visto i campi di concentramento, le decapitazioni, il morire in una stiva della nave, l'uccidere i bambini, il disprezzo per le donne, anche in un mondo che vive e sente questo, fin che ci sono i cercatori di Dio la speranza rimane, perché Dio è più grande, e qui c'è un orizzonte di futuro e di speranza in questa fede in Dio. Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di amore e di fedeltà, questa è la nostra preghiera di oggi, facciamo così la domenica che celebra la festa della Trinità e lo facciamo con gratitudine, lo facciamo con fede sincera, Signore. Santissima Trinita - Solennità del Signore 31.05.2015 I Domenica dopo Pentecoste Solennità del Signore LETTURA Lettura del libro dell Esodo 33, 18-23; 34, 5-7a

In quei giorni. Mosè disse al Signore: «Mostrami la tua gloria!». Rispose: «Farò passare davanti a te tutta la mia bontà e proclamerò il mio nome, Signore, davanti a te. A chi vorrò far grazia farò grazia e di chi vorrò aver misericordia avrò misericordia». Soggiunse: «Ma tu non potrai vedere il mio volto, perché nessun uomo può vedermi e restare vivo». Aggiunse il Signore: «Ecco un luogo vicino a me. Tu starai sopra la rupe: quando passerà la mia gloria, io ti porrò nella cavità della rupe e ti coprirò con la mano, finché non sarò passato. Poi toglierò la mano e vedrai le mie spalle, ma il mio volto non si può vedere». Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui, proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all ira e ricco di amore e di fedeltà, che conserva il suo amore per mille generazioni». SALMO Sal 62 (63) Ti ho cercato, Signore, per contemplare la tua gloria. O Dio, tu sei il mio Dio, dall aurora io ti cerco, ha sete di te l anima mia, desidera te la mia carne in terra arida, assetata, senz acqua. Così nel santuario ti ho contemplato, guardando la tua potenza e la tua gloria. Poiché il tuo amore vale più della vita, le mie labbra canteranno la tua lode. Così ti benedirò per tutta la vita: nel tuo nome alzerò le mie mani. Come saziato dai cibi migliori, con labbra gioiose ti loderà la mia bocca.

Quando nel mio letto di te mi ricordo e penso a te nelle veglie notturne, a te che sei stato il mio aiuto, esulto di gioia all ombra delle tue ali. EPISTOLA Lettera di san Paolo apostolo ai Romani 8, 1-9b Fratelli, non c è nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù. Perché la legge dello Spirito, che dà vita in Cristo Gesù, ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte. Infatti ciò che era impossibile alla Legge, resa impotente a causa della carne, Dio lo ha reso possibile: mandando il proprio Figlio in una carne simile a quella del peccato e a motivo del peccato, egli ha condannato il peccato nella carne, perché la giustizia della Legge fosse compiuta in noi, che camminiamo non secondo la carne ma secondo lo Spirito. Quelli infatti che vivono secondo la carne, tendono verso ciò che è carnale; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, tendono verso ciò che è spirituale. Ora, la carne tende alla morte, mentre lo Spirito tende alla vita e alla pace. Ciò a cui tende la carne è contrario a Dio, perché non si sottomette alla legge di Dio, e neanche lo potrebbe. Quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. VANGELO Lettura del Vangelo secondo Giovanni 15, 24-27 In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se non avessi compiuto in mezzo a loro opere che nessun altro ha mai compiuto, non avrebbero alcun peccato; ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio. Ma questo, perché si compisse la parola che sta scritta nella loro Legge: Mi hanno odiato senza ragione.

Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio».