La canzone che vive tre volte La prima sigaretta è la più dolce la seconda è amara come un amore la terza ti brucia le dita e la vita Il primo amore è anche l'unico Il secondo è il ricordo del primo Il terzo è solo una dolce amicizia ed è l'ultimo, l'ultima, l'ultima La prima morte è la più gelida La seconda è tiepida e dolce La terza è il fuoco che volevi La prima vita è la più sbagliata La seconda ripeti gli stessi errori La terza sai come andrà a finire una pioggia bruciante e gelida infine sulla fronte che scotta di febbre
La prima canzone vola nel cielo La seconda affonda nella terra profonda La terza è un grido, una supplica al vento La prima canzone vola nel cielo La seconda affonda nella terra profonda La terza è un grido, una supplica al vento ed è l'ultima, forse non più l'ultima? OGGI IL FUTURO TI RACCONTO Oggi è un altro giorno, figlio mio mia fragile carne che tremavi alla morte ora è la morte che trema, guardandoti e piange e piange Oggi è un altro sole, figlio mio luce di fame nuda e accecante che vola lenta fin oltre le stelle e ride e ride Oggi è un'altra vita, figlio mio la pelle calda e bagnata che ti brucia dell'impossibile possibile meraviglia di essere, di essere, di esistere Oggi il futuro ti racconto, figlio mio del tuo sbocciare lento come un fiore, ti racconto del fuoco che ti circonda, che ti brucia e che ti incendia cadendo dai fori delle stelle Oggi il futuro ti urlo, figlio mio il cielo blu infinito che ti guarda, io ti racconto la vertigine di labbra che ti sfiorano, ti soffio la vertigine di labbra che ti sfiorano, ti tocco ti racconto il brivido che sale, sale, sale, sale
la meraviglia possibile di vivere, l'impossibile che ti grido, come una nascita, ti sussurro che ti grido, come una nascita, ti regalo come un bimbo appena nato, fradicio, tremante che piange di felicità di fronte al mondo Oggi è un altro giorno, figlio mio mia fragile carne che tremavi alla morte ora è la morte che trema, guardandoti e piange e piange Oggi il futuro ti racconto, figlio mio del tuo sbocciare lento come un fiore, ti racconto del fuoco che ti circonda, che ti brucia e che ti incendia cadendo dai fori delle stelle Oggi il futuro ti urlo, figlio mio il cielo blu infinito che ti guarda, io ti racconto la vertigine di labbra che ti sfiorano, ti soffio la vertigine di labbra che ti sfiorano, ti tocco ti racconto il brivido che sale, sale, sale, sale la meraviglia possibile di vivere, l'impossibile che ti grido, come una nascita, ti sussurro che ti grido, come una nascita, ti regalo come un bimbo appena nato, fradicio, tremante che piange di felicità di fronte al mondo Forse ti ho inventato I tuoi occhi dove sono? Li cerco nel colore dell'acqua li cerco, ti cerco nei riflessi che mi hai lasciato
nel vuoto che mi hai fatto La tua pelle dove la tocco? La cerco nel calore della terra la cerco, ti cerco nei semi che mi hai piantato nell'illusione che mi hai dato Forse in una malinconica notte in un momento di dolce debolezza forse, forse ti ho inventato? Forse nel bacio del tempo assassino nella solitudine dell'infinita notte dall'argilla ti ho creato, forse? Forse nel vuoto che mi abbraccia in un momento di musica celeste mondo mio, forse ti ho inventato? Il tuo sorriso dove lo vedo? Lo cerco nelle nuvole che cambiano lo cerco, ti cerco nella pioggia che mi ha bagnato nella luce che mi ha illuminato Il tuo canto dove la sento? Lo cerco nelle voci delle strade lo cerco, ti cerco nella musica che per me hai sognato nella note che per me hai inventato Forse in una malinconica notte in un momento di dolce debolezza forse, forse ti ho inventato? Forse nel bacio del tempo assassino nella solitudine dell'infinita notte dall'argilla ti ho creato, forse? Forse nel vuoto che mi abbraccia in un momento di musica celeste mondo mio, forse ti ho inventato? Il tuo canto dove la sento?
Lo cerco nelle voci delle strade lo cerco, ti cerco nella musica che per me hai sognato nella note che per me hai inventato Ma sei? Ma eri? Mai sarai? La tua voce dove la sento? La cerco nella follia delle parole la cerco, ti cerco nei versi che per te ho respirato nei silenzi che per te ho cantato