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Sardegna NUMERO 35 MAGGIO 2005 EURO 6,20 IN ITALIA UN ISOLA PER QUATTRO STAGIONI LA PRIMAVERA DELLA NATURA L ESTATE DEL MARE L AUTUNNO DEI SAPORI L INVERNO DELLE CITTÀ EDITORIALE GIORGIO MONDADORI

Sardegna ITINERARI SPECIALI DI BELL ITALIA NUMERO 35 - MAGGIO 2005 Direttore responsabile: Luciano Di Pietro Redazione: Marco Massaia (art director) Michela Colombo (caporedattore) Daniela Bonafede, Pietro Cozzi Lara Leovino, Sandra Minute Impaginazione: Corrado Giavara, Franca Bombaci Ricerca iconografica: Susanna Scafuri (responsabile) Segreteria: Orietta Pontani (responsabile), Paola Paterlini A cura di: Aldo Brigaglia, Rita Colombi, Maria Paola Lodigiani (Studio Ready-Made, Milano) Realizzazione grafica: Monica Maltarolo (Studio Ready-Made, Milano) Hanno collaborato per la documentazione, l archivio e la redazione: Carlo Migliavacca per i testi: Walkiria Baldinelli, Aldo Brigaglia, Lello Caravano, Daniele Casale, Ornella D Alessio, Emanuele Dessì, Walter Falgio, Emiliano Farina, Laura Floris, Mario Frongia, Giovanni Antonio Lampis, Patrizia Mocci, Rafaela Solinas Cartina di: Mario Russo ALLASCOPERTADEL PIÙ BEL PAESE DEL MONDO Direttore responsabile: Luciano Di Pietro EDITORIALE GIORGIO MONDADORI S.P.A. Presidente: Urbano Cairo Amministratore Delegato: Ernesto Mauri Direttore Generale: Giuseppe Ferrauto Consiglieri: Giuseppe Ferrauto, Uberto Fornara, Antonio Guastoni, Antonio Magnocavallo, Marco Pompignoli Bell Italia Direzione, redazione ed amministrazione: corso Magenta 55, 20123 Milano, telefono 02/43.31.31. Fax 02/43.74.65. E-mail: bellitalia@edgm.it Ufficio diffusione: telefono 02/43.31.33.33 Ufficio abbonamenti: telefono 02/43.31.34.68 Ufficio pubblicità: telefono 02/74.81.31 E-mail Abbonamenti: abbonamenti@edgm.it SOMMARIO 7 UNA SARDEGNA PER QUATTRO STAGIONI 9 STORIE DI UN ISOLA 13 PRIMAVERA 14 ACQUE - L altro mare della Sardegna 20 SAGRE - Tra sacro e profano 26 MONUMENTI NATURALI - Spettacoli all aria aperta 34 GROTTE - Nelle viscere di una terra antica 38 OGLIASTRA - Dove il cielo è più limpido 44 MINIERE - Il turismo del sottosuolo 48 GASTRONOMIA - Dolci, pani e zuppe 53 ESTATE 54 SPIAGGE - Le superstar 68 FESTIVAL JAZZ - Un mare di musica 74 ALGHERO - La piccola Barcellona 83 GIROTONNO - L isola nell Isola 85 YACHT CLUB - Veleggiare in paradiso 86 SANTA TERESA GALLURA - Regina di sole e di vento 90 SAGRE - Appuntamenti con la tradizione 96 GASTRONOMIA - Delizie di mare 101 AUTUNNO 102 CASTELLI E CHIESE - Parole di pietra 112 TURISMO IN TRENO - Elogio della lentezza 118 BED & BREAKFAST - Come se foste a casa vostra 124 CANTINA DI DORGALI E VINI - Nettare degli dei di alta qualità 132 FAUNA - Un patrimonio da difendere 137 MONUMENTI ARBOREI - I patriarchi verdi 140 SAGRE - Saperi e sapori 142 TERME - Un tesoro custodito dalle fate 144 GASTRONOMIA - È tempo di formaggi 147 INVERNO 149 CAGLIARI - Itinerari novecenteschi 158 SASSARI - Una passeggiata nel Liberty 166 SAGRE - Tra natura, fede e trasgressione 172 NUORO - Piccola culla di scrittori e artisti 178 NEVE - Sul tetto della Barbagia 180 ORISTANO - Nel nome di Eleonora 184 OLBIA - Un futuro che viene da lontano 190 GASTRONOMIA - Le carni e gli aromi LA COPERTINA. La torre della Pelosa a Stintino (foto di Marco Melodia/ Il Dagherrotipo). Concessionaria esclusiva per la pubblicità CAIRO COMMUNICATION S.p.A. Centro Direzionale Tucidide Via Tucidide 56, 20134 Milano Tel. 02/748131, fax 02/76118212 FILIALI: VALLE D AOSTA, PIEMONTE, LIGURIA: Cairo Communication Spa (Filiale di Torino) Via Cosseria 1, 10131 Torino Tel. 011/6600390, fax 011/6606815 Nuova Giemme srl (Filiale di Genova) Via dei Franzone 6/1, 16145 Genova Tel. 010/3106520, fax 010/3106572 LOMBARDIA ORIENTALE: Media Nord-est Via Trainini 97, 25123 Brescia Tel. 030/2007023, fax 030/2007023 TRIVENETO: Full Time Via Cà di Cozzi 10, 37124 Verona Tel. 045/915399, fax 045/8352612 EMILIA: Cairo Communication Spa (Filiale di Bologna) Via Corte Isolani 1, 40124 Bologna Tel. 051/271261, fax 051/271356 ROMAGNA, MARCHE, ABRUZZI, RSM: INFO.CO Srl Via Marino Moretti 23, 3 piano, 47899 Serravalle (RSM) Centro Commerciale Azzurro Tel. 0549/960049, fax 0549/904892 TOSCANA, UMBRIA: Giovanni Ferrari Via Della Robbia 53, 50132 Firenze Tel. 055/5048060-055/5048356, fax 055/5536866 LAZIO: Cairo Communication Spa (Filiale di Roma) Via di Villa Emiliani 46, 00197 Roma Tel. 06/802251, fax 06/80693188 CAMPANIA: Media & Service (Filiale di Napoli) Centro Direzionale, Via G. Ponzio 4 Is. E/4, 80143 Napoli Tel. 081/5627208, fax 081/5627105 SICILIA, CALABRIA: F&B Srl Via Libertà 159, 90143 Palermo Tel. 091/346653, fax 091/346765 SARDEGNA: Olimpia Matacena Collini Via Ravenna 24, 09125 Cagliari Tel. 070/305250, fax 070/343905 2005 Editoriale Giorgio Mondadori S.p.A. Periodico associato alla FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) Pubblicazione periodica registrata presso il Tribunale di Milano il 17/04/2002, n. 236

Prima pagina UN ISOLA PER TUTTE LE STAGIONI Soprattutto quando si avvicina l estate, la Sardegna è sulla bocca di tutti, e nei sogni di molti. Ciò nonostante, continua a essere una regione poco conosciuta. O meglio: conosciuta, per così dire, in modo asimmetrico. E la colpa è sua. Perché è proprio l Isola, in prima persona, ad allevarsi in seno il maggiore e più pericoloso dei concorrenti: il suo stesso mare. Il mare di Sardegna, che come vorace sirena, conscia della propria bellezza, sembra fagocitare l Isola, assorbirla, usarla a suo uso e consumo, scegliendo con abile arte di manifestarsi al grande pubblico quando è all apice del suo fascino, secondo tempi e modi che ne esaltino il fulgore. Che son poi i tempi e i modi dell estate. Sicché questa terra, agli occhi dei forestieri, sembra vivere una sola stagione. Le altre tre sono relegate all ambito di inefficaci racconti, di sterili suggestioni, di infruttuosi inviti, o di piaceri riservati: ah, se vedeste la Sardegna fiorita e lo stesso mare in primavera! E i colori e le atmosfere dell autunno! Le sue città, poi, piene di cose da vedere e da vivere nel placido inverno! Ma niente, o almeno, troppo poco. Appelli in gran parte perduti nel vuoto, consigli in gran parte inascoltati. Discorso antico, e problema di non facile e, comunque, di lenta soluzione. Un contributo prova a fornirlo anche Bell Italia con un nuovo speciale dedicato all Isola. Abbiamo scelto di dividere il fascicolo in quattro parti, quante sono le stagioni, individuando per ciascuna alcune delle peculiari caratteristiche di richiamo. Speriamo così di offrire uno spunto, pur nei limiti di un giornale, per allargare i tempi d uso della Sardegna, e per documentare, ancora una volta, quante e quali siano le sorprese ch essa riserva. In qualsiasi stagione. P.S. Preveniamo l osservazione: ma come, si giudica il mare una tirannica sirena e poi lo si mette in copertina! Certo: si sfrutta il grande motivo di richiamo nella speranza di rivolgersi a un pubblico il più vasto possibile. Per poi parlargli anche, e soprattutto, di qualcosa d altro.

SCOPRIAMO LA SARDEGNA Cartina di Mario Russo Nella cartina sono indicate le aree geografiche, i luoghi e le località toccate nelle pagine di questo speciale dedicato alle quattro stagioni sull Isola.

PRIMAVERA La rinascita della natura, le sagre, la freschezza delle acque interne... E una gita in Ogliastra Gianmario Marras L imponente torre Longosardo che domina il promontorio roccioso di Santa Teresa Gallura. 13

Acque L ALTRO MARE DELLA SARDEGNA Sono le cascate, i laghi e i fiumi: scenari sconosciuti ai visitatori occasionali, quasi ignorati dagli stessi abitanti dell Isola, assenti dal tradizionale circuito turistico che cerca soltanto i colori abbacinanti delle spiagge DI DANIELE CASALE Gianmario Marras Il salto spettacolare della cascata di Sos Molinos, tra Santu Lussurgiu e Bonarcado: le acque dell omonimo rio cadono in mezzo alla fitta vegetazione sul fondo di una forra.

PRIMAVERA ACQUE Marco Melodia/Il Dagherrotipo Daniele Pellegrini La Sardegna è sempre stata una terra assetata, ecco perché nell arco di un secolo si è cercato di rimediare dando vita a vari bacini artificiali. In diversi casi questi laghi, una decina circa, sono nati in un contesto ambientale di primitiva bellezza impreziosendo i boschi secolari e il verde della macchia mediterranea. Ma c è un eccezione, il lago Baratz. Unico lago naturale della Sardegna, vicino all insenatura di Porto Ferropoco a nord di Alghero. Le sue rive sono davvero particolari, con dune giallo oro che si inoltrano all interno di una fitta pineta. Lo specchio d acqua, 50 ettari di estensione, offre riparo a una variegata avifauna, tra cui aironi cinerini, svassi e gruccioni. Ma forse il lago più pittoresco dell Isola è quello di Gusana, stretto tra i boschi della Barbagia, a pochi chilometri dal paesino di Gavoi. Il colore blu cobalto delle sue acque contrasta con il verde delle chiome di lecci e roverelle. Il modo migliore per apprezzare le sue placide acque è salire su una canoa o su uno dei pattini che si possono noleggiare chiedendo informazioni ai tre hotel ubicati sulle sponde. Assieme ai vicini Cucchinadorza e Benzone, il lago di Gusana fa parte del grande gruppo di bacini idroelettrici del Tirso. Ai piedi del Gennargentu e vicino alle sorgenti del secondo fiume più lungo dell Isola, si trova il lago Alto del Flumendosa, così chiamato perché il sistema idrografico comprende anche il bacino Medio, creato nel 1952 per irrigare il Campidano, non distante dal piccolo lago Mulargia. Le sponde del lago Alto, che ricade in territorio di Villagrande Strisaili e Arzana, sono raggiungibili dalla statale Nuoro-Lanusei, strada che consente tra l altro di arrivare ad alcuni sentieri panoramici, tra cui quello per il torrione di Perda Liana, e di inoltrarsi nelle ultime, secolari foreste del Gennargentu. Non può mancare un accenno al bacino più grande, l Omodeo, famoso perché custodisce ancora nei suoi fondali i resti di una savana pietrificata, risalente all era miocenica. Anche in questo caso, i paesi rivieraschi (tra cui Soddì e Sorradile) si stanno attrezzando per offrire diversi servizi ai turisti, come le canoe e un piccolo battello con cui attraversare lo specchio d acqua. Le cascate nascoste L altro mare della Sardegna appare in primavera, quando la neve libera le acque intrappolate in strette e profonde gole inaccessibili agli sguardi, e prima che l estate torrida lo prosciughi. L altro mare non bagna le coste, ma gorgheggia tra vallate silenziose. Ma la bellezza ha un costo. Raggiungere una cascata, nella maggior parte dei casi, non è impresa facile. Le indicazioni poi non aiutano: dovunque assenti, se si eccettuano i sentieri nel massiccio del monte Linas, in territorio di Villaci- Sopra: le morbide insenature di sabbia giallissima incorniciate da una folta pineta movimentano il lago Baratz, a nord di Alghero. Nella pagina accanto: il lago Alto del Flumendosa, nei pressi di Villanova Strisaili, è il più scenografico dei laghi artificiali della Sardegna. Le acque del suo invaso, posto a 800 metri di quota, alimentano tre centrali idroelettriche, vengono utilizzate per l irrigazione e danno da bere ai comuni limitrofi; sotto: Sa Spendula, nei dintorni di Villacidro, è l ultimo salto del rio Coxinas verso la pianura del Campidano. dro e Gonnosfanadiga. Eppure, lo spettacolo ripaga la fatica: lo scrosciare impetuoso dell acqua fa da colonna sonora a paesaggi segreti, dove la natura è protagonista incontrastata e l uomo una fuggevole comparsa. Dal Gennargentu all Ogliastra, dal Montiferru ai monti di Villacidro, dal Limbara al Supramonte, ogni zona dell Isola ha la sua cascata. Sadali, piccolo centro della Barbagia di Seulo, è l unico paese dell Isola a ospitare un piccolo salto d acqua, la cascata di Valentino, persino tra le graziose casette del centro storico. E basta addentrarsi nel sentiero che conduce alle grotte di Is Janas (delle Fate), a pochi chilometri dal paese, per scoprire il fascino di Su stampu e su turrunu: tra i lecci e i sambuchi la rumorosa cascata si riversa in un laghetto dopo un salto di 16 metri da un foro nella roccia, scavato nel corso dei millenni dalla forza dirompente dell acqua. Lungo lo stesso sentiero, attrezzato da un corrimano d acciaio, dopo appena 300 metri di passeggiata si possono ammirare altre due cascatelle, una a fianco all altra. Altro spettacolo unico in Sardegna. Ancora in Ogliastra attraverso i tacchi e i picchi calcarei caratteristici di questa regione: a Ulassai (località Santa Barbara) vicino alle grotte di Su Marmuri, un gigantesco anfiteatro naturale incornicia la cascata di Lequarci, dove un getto d acqua salta nel vuoto da 50 metri. Chi non teme un bagno fuori stagione può provare a passare dietro la cascata: non troverà il tesoro, ma un arcobaleno multicolore catturato dalle goccioline d acqua. Un mantello di calcare caratterizza invece la cascata Middai, nel territorio di Seui. Ci si arriva comodamente grazie a un sentiero sistemato dalla Forestale, pochi minuti dopo aver parcheggiato l auto. Siamo in una delle zone più belle della Sardegna, nel Montarbu. La cascata Middai è suggestiva quando è in piena, ma anche nei periodi di secca grazie alla sua parete dai toni giallo oro con concrezioni che ricordano ampi mantelli. Lasciati i tacchi dell Ogliastra, il viaggio per cascate prosegue verso nord, sulle cime più alte dell Isola. Il versante del Gennargentu di Arzana è ricco di corsi d acqua. Nelle selvagge vallate, habitat preferito dai mufloni, i torrenti sono spesso impetuosi e la loro forza si rovescia in strette forre e in salti d acqua spettacolari molto spesso nascosti. L accesso alla gola di Pirincanes è facile, si arriva in auto percorrendo la strada che dalla Nuoro-Lanusei conduce al caratteristico tacco di Perda Liana. Una volta incontrato, sulla destra, il grande Gianmario Marras 16 17

PRIMAVERA Il culto delle acque I sardi e l acqua, un legame particolare che si perde nella notte dei tempi. Da sempre sospettosi del mare, i primi abitanti dell Isola, in età nuragica, hanno ritenuto questo elemento sacro, sia che provenisse dal cielo sia che sgorgasse dalle viscere della terra. Già dall antichità sono stati studiati dei modi per conservare la preziosa acqua piovana in cisterne naturali (sas nurras) in previsione di lunghi periodi siccitosi. Nei circa 40 templi a pozzo che si contano sparsi in tutta la Sardegna avvenivano poi i rituali cultuali e si deponevano le offerte. Uno dei meglio conservati è il pozzo di Santa Cristina a Paulilatino (Oristano), costruito circa 3.000 anni fa. Un area sacra dove ci si riuniva, anche se probabilmente solo il sacerdote poteva bagnarsi. Il pozzo di Paulilatino venne edificato tenendo conto degli equinozi: il sole ancora oggi illumina il fondo attraverso la scalinata quadrangolare, mentre ogni 18 anni, in inverno, la luna piena, da un piccolo foro sopra la cisterna, si specchia sull acqua. Altre importanti testimonianze sono quelle di Santa Vittoria a Serri (Cagliari) e il pozzo di Su Tempiesu a Orune (Nuoro), che si discosta leggermente dalla struttura classica, caratterizzata da un vano di ingresso (al livello del suolo), la scala e il vano interrato dove si trova la fonte. La volta è solitamente a cupola. In superficie, l area sacra è quasi sempre delimitata da un recinto di pietre e sorge nei pressi di una sorgente. All acqua i nuragici attribuivano inoltre poteri taumaturgici: i bagni termali rupestri di Oddini, in territorio di Orani (Nuoro) e noti ai Romani, sono frequentati ancora oggi tra la fine dell estate e l autunno dai pastori per guarire i reumatismi. Nel villaggio di Teti, in mezzo al Gennargentu, fino alla seconda metà dell Ottocento gli anziani si radunavano in periodi di siccità, convinti che, agitando i loro lunghi bastoni e percuotendoli contro le rocce, si scatenasse un temporale. Infine, l acqua è sempre stata considerata portatrice di fertilità: nell antica cerimonia nuziale ripetuta da secoli in alcuni paesi della Sardegna, la suocera gettava ai piedi della sposa dell acqua mista a grano, frumento e sale. Un mix che doveva servire a risvegliare le forze produttrici naturali e a stimolare la fecondità della donna. Sopra: il pozzo nuragico di Santa Cristina a Paulilatino risale a circa 3.000 anni fa. Gianmario Marras Sopra: il lago Omodeo, nell alto Oristanese. Formatosi dopo la costruzione della diga di Santa Chiara tra il 1919 e il 1923, posta a sbarramento del Tirso, questo bacino artificiale ridisegnò l intera vallata. masso che segnala il Gennargentu si deve percorrere la strada carrareccia che dopo pochi tornanti giunge a un leccio secolare. Lasciata l auto, si risale la sponda del rio Calaresu. Dopo un ora di cammino, in un paesaggio dominato da ginepri, piscine e archi naturali, le tre cascate del Riu e forru sono quasi una sorpresa, nascoste da un imponente costone di granito. Tre salti, uno dopo l altro, visibili solo dopo una breve ma impegnativa arrampicata. L Oristanese, ricco di pianure e poco montuoso, non delude. Il Montiferru, primigenia zona vulcanica che impressionò il geografo e storico Alberto La Marmora, custodisce l unica cascata della Sardegna che si getta in mare, dopo un salto di 40 metri. Siamo nel territorio di Cuglieri, poco dopo Santa Caterina di Pittinuri, dove alte falesie di basalto proteggono questo tratto della costa occidentale. La cascata a picco di Capo Nieddu è davvero spettacolare, specie quando soffia impetuoso il maestrale che spinge con forza l acqua indietro, dando vita a un eterna battaglia tra acqua e vento. Sul versante opposto del massiccio del Montiferru, in una valle selvaggia si trova la cascata di Sos Molinos (Santu Lussurgiu), così chiamata perché fino a pochi decenni fa erano ancora in funzione alcuni mulini. Si raggiunge lungo la provinciale che da Bonarcado arriva a Santu Lussurgiu. A Villacidro e Gonnosfanadiga le cascate sono diventate una risorsa per il turismo ambientale: ecco perché ai piedi del massiccio del monte Linas si trova una delle poche zone, dove la segnaletica biancorossa viene in aiuto di chi vuole ammirare le sei cascate del massiccio. Rio Arrusarbus, Gutturu Fenugu, Sa Spendula, Piscina Irgas, Muru Mannu, rio Linas: questi i loro nomi, perle incastonate in gole insidiose ma ricche di fascino. Marco Melodia/Il Dagherrotipo 18 19

Sagre TRA SACRO E PROFANO Dopo le suggestive ma austere celebrazioni per la Settimana Santa, una fantasmagoria di colori e di suoni per Sant Efisio a Cagliari e la Cavalcata sarda a Sassari DI ALDO BRIGAGLIA - FOTOGRAFIE DI GIANMARIO MARRAS Gianmario Marras Il Lunissanti di Castelsardo, che si svolge il lunedì della Settimana Santa, è una cerimonia molto rappresentativa per la singolarità del rito e la straordinaria intensità. Il momento più suggestivo è dopo l imbrunire, quando le vie del centro antico illuminate solo da lampade a olio vengono percorse da una processione aperta dagli apostoli incappucciati e accompagnati dalle consorelle con fiaccole.

PRIMAVERA SAGRE Primavera, in Sardegna, è tempo di riti pasquali. Numerose, in tutta l Isola, si ripetono da secoli le rappresentazioni che rievocano il pathos della Passione e la gioia della Resurrezione. La lunga e cattolicissima dominazione spagnola (1323-1713) ha lasciato tracce indelebili nell Isola. Nelle chiese di stile gotico-aragonese o barocco coloniale i costumi delle arciconfraternite, le preghiere e i canti della Pasqua ripetono da secoli liturgie e coreografie di chiara impronta iberica. A Cagliari la Settimana Santa ha inizio il martedì con la processione dei Misteri. Rito secolare che neppure le pestilenze e le guerre hanno mai interrotto, ripercorre le stazioni della Via Crucis portando in corteo una serie di drammatiche e stupende statue lignee opera del più grande scultore sardo del Settecento, Giuseppe Antonio Lonis. Il Giovedì Santo la processione delle Sette Chiese, nel cuore del centro storico, tocca le chiese di Sant Efisio, delle Monache Cappuccine, di San Giovanni, del Santissimo Crocifisso, di Santa Rosalia, del Sepolcro e di Sant Anna. Il venerdì è interamente dedicato alla morte di Gesù. Diverse le processioni che da una chiesa all altra attraversano le principali vie cittadine, con cortei che recano le statue del Cristo Morto e della Madonna Addolorata. Il sabato le confraternite, nei loro luttuosi costumi, danno vita alla cerimonia del Su Scravamentu, cioè dello schiodamento e della deposizione di Gesù dalla croce. La domenica, giorno di gloria, le confraternite indossano i costumi della festa e partecipano numerose alle processioni del S Incontru che si svolgono nelle viuzze dei quartieri storici e hanno come protagonisti il Cristo Risorto e la Madonna. La Settimana Santa cagliaritana ha una simpatica appendice il lunedì di Pasquetta, quando in una città praticamente lasciata deserta dalle gite fuori porta uno sparuto drappello di fedeli porta la statua di sant Efisio lungo le antiche vie del Castello fino alla Cattedrale, in ricordo di un voto fatto nel 1793 in occasione dell assedio della città da parte della flotta francese. Anche nella città di Iglesias, spagnola persino nel nome, i riti pasquali sono di puro impianto iberico. Anche qui si inizia il martedì con la processione dei Misteri, con i baballotti figuranti in tuniche bianche Tra le numerose processioni della Settimana Santa a Iglesias, la più spettacolare è quella del Descenso, che si effettua la sera del venerdì con la statua del Cristo Morto portata a spalla dai baballotti, ragazzi e adolescenti in tuniche bianche con il capo coperto da sa visiera. Riccardo Bianchi In questa pagina, sotto: in onore di sant Efisio, il 1 maggio a Cagliari si svolge una grande e coloratissima festa religiosa che attira pellegrini da tutta l Isola. La statua del santo, posta in un antica carrozza a vetri scolpita e dorata, trainata da buoi addobbati, viene portata in processione, seguita da migliaia di persone nei costumi tradizionali dei propri paesi; a sinistra: nel corteo non mancano i musicanti con i loro tradizionali strumenti. che ripropongono il calvario della Passione. Il giovedì, dopo il tramonto, la processione dell Addolorata entra in tutte le chiese del centro, addobbate con is nenneris, vasi in cui si semina il grano che germoglia al buio della notte. Le campane sono legate, per cui i cortei sono accompagnati dal monotono e assordante rimbombo delle matraccas e delle raganelle. Il venerdì mattina la suggestiva processione di Gesù che porta la croce al Golgota si effettua nella parte alta della città. Ma il corteo più intenso e spettacolare è quello della sera, con le statue del Cristo Morto e dell Addolorata che percorrono il centro cittadino accompagnate da diverse compagnie di figuranti, tutti in un loro singolare abbigliamento. Ad Alghero i riti pasquali, interpretati dalle confraternite e dai fedeli che affollano le viuzze del centro con in mano i caratteristici ceri detti farols, si arricchiscono ogni anno della presenza delle germandats (confraternite) provenienti dalla Spagna, a rinsaldare un legame d origine che nella bella cittadina catalana non è venuto mai meno. A Sassari, il martedì, la processione dei Misteri vede i membri delle confraternite sfilare a passo cadenzato per le vie della città incappucciati e rinchiusi in una tonaca viola. Il momento più intenso è il venerdì sera con S Iscravamentu: la statua di Cristo viene portata giù dalla croce da figuranti vestiti in costumi giudei e deposta nel sepolcro. Di eccezionale suggestione è il Lunissanti di Castelsardo, non solo per la singolarità del rito e la sua straordinaria intensità, ma anche perché il paese, abbarbicato sulla rocca che fu dei Doria e poi degli Aragonesi, offre degli scorci mozzafiato a picco su un mare d incanto. Il lunedì è il giorno clou della settimana castellanese, con i cantori vestiti di bianco che intonano i tre cori della tradizione (il Miserere, lo Stabat Mater e lo Jesu) mentre una lunga processione di fedeli si snoda dalla cattedrale fino alla chiesetta campestre di Santa Maria di Tergu, splendido gioiello benedettino dell XI secolo. Un esplosione di colori Ma la primavera porta in Sardegna anche la sua più grande e spettacolare festa religiosa, quella che si svolge tutti gli anni, da quasi quattro secoli il 1 maggio a Cagliari in onore di Sant Efisio. Due-tremi-

SAGRE Sopra: un entusiasmante corsa al galoppo con cavalieri in costume annuncia la Cavalcata sarda di Sassari (penultima domenica di maggio), da oltre un secolo la più importante e rinomata rassegna del folclore isolano. La festa è incentrata su un imponente sfilata per le vie del centro cittadino a cui partecipano più di tremila figuranti a piedi e a cavallo nei costumi tradizionali di tutti i centri piccoli e grandi della regione. A sinistra: una vera e propria tavolozza di colori, in un alternarsi di abiti di severa semplicità o di opulenza di ornamenti. la persone nel costume tradizionale del proprio paese, provenienti da ogni parte dell Isola, danno vita a una processione fantasmagorica ed emozionante che accompagna la statua del santo un soldato romano convertitosi e martirizzato nel 333 da Cagliari a Nora, luogo del martirio. Da non perdere. Gli stessi costumi, la stessa folla, la stessa variopinta fantasia vengono riproposti la penultima domenica di maggio nella Cavalcata sarda di Sassari. Ce n è, in questo periodo, anche per chi preferisce le feste pagane. Una delle più popolari e genuine è la sagra del Torrone che si tiene nei giorni di Pasqua e Pasquetta a Tonara, villaggio della Barbagia famoso, oltre che per il torrone il migliore dell Isola, per l artigianato del legno e del ferro. È il paese dove si produce la quasi totalità dei campanacci delle pecore sarde: un bel souvenir all insegna della migliore tradizione locale. 24 25

Monumenti naturali SPETTACOLI ALL ARIA APERTA Tra terra e mare, ventidue luoghi unici, che una legge della Regione tutela come vere e proprie opere d arte DI DANIELE CASALE L impressionante spaccatura della gola di Gorroppu tra il Supramonte di Orgosolo e quello di Urzulei scavata nel corso di millenni dal rio Flumineddu. Lo scenario che si gode camminando sui massi resi lisci dalla continua erosione del fiume in piena, tra pareti a strapiombo alte oltre 400 metri, è mozzafiato. Olimpio Fantuz/SIME

PRIMAVERA MONUMENTI NATURALI IL FIOR FIORE DELL ISOLA Ecco 12 esemplari della flora sarda, che esplode a primavera La splendida cala Goloritzè, incastonata nel verde della macchia tra le alte falesie del territorio di Baunei. Sovrastata da un monolite calcareo alto 143 metri, è chiusa dall omonima punta, trasformata dall azione erosiva dell acqua in un suggestivo e insolito arco. Antonio Saba Acetosella Anemone Borragine Pinnacoli che fendono il cielo slanciandosi per 150 metri a picco sul mare, tassi millenari che non hanno mai visto la scure dell uomo, sorgenti inghiottite dal calcare del Supramonte e dopo centinaia di chilometri restituite alla luce. Luoghi unici, sentieri in qualche caso ancora poco battuti racchiudono i tesori che fanno della Sardegna un isola cartolina, in Italia e nel mondo. Ventidue monumenti naturali, tra terra e mare, che la primavera fa nuovamente risplendere, dopo i rigori dell inverno e prima della calura estiva. Perché è proprio nella stagione del risveglio della natura che questa terra si scopre in tutta la sua bellezza: al di là dei quasi 1.900 chilometri di coste, che non hanno più bisogno di presentazione o pubblicità, al di là di una stagione l estate che catalizza l attenzione del turista sul mare cristallino. Ci si può immergere nella macchia mediterranea risalendo la parete della scala di San Giorgio (Osini) o ammirare articolate stalattiti della grotta di San Giovanni (Domusnovas), o ancora stupirsi dell imponenza dei faraglioni di Masua (Iglesias): sono solo alcuni dei monumenti naturali riconosciuti e tutelati da una legge della Regione Sardegna capaci di impreziosire un Isola che non finisce mai di sorprendere. L itinerario attraverso le meraviglie naturalistiche parte dai calcari del Supramonte. Sull altopiano del Golgo, a 400 metri sul livello del mare, in agro di Baunei, punto di partenza per le pittoresche cale dell Ogliastra, si trova la porta dell Inferno, s intrada de s inferru, come la chiamano i pastori del posto: è la voragine Su Sterru, un pauroso inghiottitoio a campata unica, che sprofonda per circa 300 metri. Soltanto nel 1957 l uomo, con una corda e una lampada a carburo, è riuscito a compiere un esplorazione parziale, ma ancora oggi si conosce poco della vita piante, piccoli anfibi che si sviluppa tenacemente appesa alle sue pareti riuscendo ad avere ragione del buio. Ancora sulla costa di Baunei, 40 chilometri di calcare, ginepri contorti dal vento e magnifiche insenature, si trovano altre due opere d arte della natura: la guglia di Pedra Longa, poco a nord della frazione marina di Santa Maria Navarrese, dove sono custoditi alcuni olivi millenari, altro monumento tutelato, e punta Goloritzè, che dà il nome alla celebre, candida caletta sovrastata da un pinnacolo di 100 metri. Sempre nel Supramonte, ma questa volta in territorio di Orgosolo, la depressione di Su Suercone fa pensare che da queste parti milioni di anni fa si sia schiantato un gigantesco meteorite. Lo spazio però non c entra nulla, Su Suercone è un immensa dolina carsica con 400 metri di diametro. Profonda fino a 200 metri, in tutta la circonferenza ha un solo punto di accesso. Ma la fatica della discesa è presto ripagata. Alla base un in- Fotografie di Vittorio Giannella Crucifera Ginestra Papavero Dianthus Fragolina di bosco Quittamo Ophrys tenthredinifera Orchis italica Tarassaco 28 29

MONUMENTI NATURALI Antonio Saba A sinistra: nella parte terminale della gola di Gorroppu si trovano delle pozze di corrosione che formano vere e proprie piscine naturali. Sotto: con i suoi 1.293 metri di altezza, il torrione calcareo di Perda Liana, tra i paesi di Seui, Ussassai e Gairo, è visibile da tutto il territorio del Gennargentu. Secondo antiche leggende qui si apriva la porta dell inferno; oggi, al posto di demoni e streghe, si incontra soltanto qualche muflone. Vacanza avventura Il modo migliore per capire e apprezzare fino in fondo gli angoli più segreti dell Isola e i suoi monumenti naturali, che siano in mezzo alle montagne o lungo le spiagge più inaccessibili, è indossare un paio di scarpe da trekking e mettersi in marcia. Senza fretta, facendo lunghe pause per imprimere nella mente scorci selvaggi, panorami unici. Da qualche tempo alcuni comuni (Baunei e Villacidro, per esempio) hanno deciso di puntare su questa forma di turismo, investire in sentieri attrezzati, guide dettagliate che consentono di raggiungere destinazioni lontane dai percorsi più battuti. C è ancora tanto da fare, ma la volontà sembra finalmente esserci. Chi non ama la settimana standardizzata e organizzata fino all ultimo minuto dei villaggi turistici ma pensa che la vacanza sia anche avventura, può scegliere di mangiare un maialino arrostito dal pastore a casa sua, nel suo ovile. A organizzare tutto ci pensano cooperative giovanili locali, che possono offrire anche guide escursionistiche o pacchetti tutto compreso. Oppure, si può salire su un fuoristrada e affrontare percorsi in mezzo al Supramonte per raggiungere più agevolmente e con poca fatica la destinazione. Anche in questo caso, a mettere a disposizione il veicolo ci pensano le cooperative, con le quali si concorda il prezzo in anticipo che può comprendere anche il pranzo tipico. Il prezzo medio di un escursione in fuoristrada è di 100 euro. Infine, si può scegliere di montare in sella a un cavallo e percorrere, per esempio, le codule del golfo di Orosei. Il punto di partenza, in questo caso, è l altopiano del Golgo, che sorge sopra l abitato di Baunei. Olimpio Fantuz/SIME ghiottitoio, diverse vestigia archeologiche e soprattutto vari esemplari di tassi, un piccolo bosco relitto di ere lontane, dato che l albero della morte (come viene chiamato per la sua tossicità) vegeta soltanto in ambienti freddi. Al confine tra Orgosolo e Urzulei la gola di Gorroppu, un enorme ferita nel bianco calcare del Supramonte, impressiona per le sue dimensioni. È uno dei canyon più profondi d Europa e meta ogni anno di escursionisti affascinati da quelle pareti alte 400 metri che quasi si toccano. Sotto, da milioni di anni, scorre il Flumineddu, che qui e là crea laghetti smeraldo e spumeggianti cascatelle. Il faro del Gennargentu Il torrione di Perda Liana, nel Gennargentu, 1.293 metri sul mare, è uno dei picchi più caratteristici dell Isola, visibile da grande distanza. Il geografo dell Ottocento Alberto La Marmora rimase stupito dalla sua bellezza, e lo descrisse circondato da intricati boschi e popolato solo da centinaia di mufloni. Le foreste non esistono più da due secoli, in compenso i mufloni stanno tornando all ombra delle sue pareti verticali. L itinerario dalla montagna al mare non delude mai, e ai basalti colonnari del monte Cèpera di Guspini (Medio Campidano) mancano soltanto le note, 30

MONUMENTI NATURALI Riccardo Spila/SIME Riccardo Bianchi Sopra: un tempo noto come Concali su Terraini, l imponente scoglio granitico che si staglia di fronte a Porto Flavia, nel territorio di Masua, fu ribattezzato alla fine del Settecento Pan di Zucchero perché ricorda il più noto Pao de Azucar di Rio de Janeiro. In questo straordinario faraglione alto 133 metri, il più grande d Europa, si aprono due grandi grotte marine dove si può transitare anche in barca. Sotto: bellezza da cartolina per S Archittu, lo spettacolare arco naturale scavato dal mare lungo le candide scogliere di Santa Caterina di Pittinuri (Cuglieri). perché sembrano davvero le canne di un gigantesco organo, immerse tra cespugli di mirto e lentisco. Un orso sorveglia la Sardegna, pensava il geografo greco Tolomeo nel II secolo. Una creatura che intimoriva i naviganti, che pensavano che quell imponente roccia fosse un gigantesco plantigrado di guardia dal promontorio di Palau. Oggi è uno dei siti più famosi e visitati della Sardegna. Altrettanto immortalato è l arco che buca le scogliere bianchissime di Santa Caterina di Pittinuri (Cuglieri): sotto un mare cobalto e pescosissimo, dove ogni anno si tengono gare internazionali di tuffi. S Archittu è il relitto di un antica grotta, letteralmente sfondata dalle onde del mare in tempesta. Nel Sulcis-Iglesiente, i grigi faraglioni di Carloforte, le Colonne, non fanno che impreziosire l isola di San Pietro, già ricca di calette, falesie e promontori suggestivi. Ancora più spettacolare il Pan di Zucchero, poco più a nord in territorio di Iglesias-Masua, così chiamato (già dalla fine del Settecento) per l impressionante somiglianza con il Pao de Azucar di Rio de Janeiro. È uno degli ultimi rifugi del falco della regina, che sulle sue impervie falesie (più di 130 metri sul mare) riesce a nidificare. Di fronte, la miniera di Porto Flavia, gioiello dell archeologia mineraria e oggi l attrattiva principale del Parco geominerario della Sardegna. Il viaggio è finito, ma forse questo è solo l inizio perché l Isola al centro del Mediterraneo ha ancora tante, forse infinite, bellezze da disvelare. 32 33

Una delle due gallerie principali della grotta del Fico, aperta al pubblico nel 2003, con le suggestive formazioni di stalattiti, stalagmiti e colonne, a volte filiformi. L ingresso della cavità, che si apre direttamente sopra il mare a 7 metri di altezza nella straordinaria muraglia calcarea del golfo di Orosei, è raggiungibile con il servizio di imbarcazioni in partenza da Santa Maria Navarrese. Grotte Un momento della serata conclusiva della scorsa edizione del Festival internazionale Calagonone Jazz con il gruppo Timeline guidato dalla pianista americana Geri Allen. NELLE VISCERE DI UNA TERRA ANTICA Tre itinerari attraverso il Supramonte di Baunei fino alla costa dell Ogliastra e nel Parco minerario del Sulcis-Iglesiente alla scoperta delle cavità naturali aperte recentemente ai visitatori DI WALTER FALGIO Come tutti i tesori sono stupefacenti e nascosti da tempi remotissimi. Un lento motore della natura le ha modellate, imprigionandole per sempre nel buio più profondo. Ma a volte può capitare che si disvelino restituendo una bellezza prodigiosa. Le grotte della Sardegna hanno atteso ere geologiche prima che l uomo ci mettesse piede. E continuano a suscitare emozione e sorpresa. Tra le numerose cavità visitabili nell Isola, si segnalano quelle che sono state attrezzate negli ultimi due anni. Tre itinerari inseriti in un contesto ambientale favoloso. Si comincia dalla grotta de Su Meraculu nel comune di Baunei (http://web.tiscali.it/sume- RACULU, info: Vincenzo Incollu, tel. 0782/61.53.26, cell. 339/52.69.54). L escursione, della durata di un giorno, può partire anche da Santa Maria Navarrese. Raggiunto l altopiano del Golgo, a 13 chilometri dal paese di Baunei, si devono seguire le indicazioni per Cala Sisine, oltre la settecentesca chiesa campestre di San Pietro. La sterrata si interrompe a 15 minuti dalla spiaggia. Raggiunto il mare a piedi, è necessario risalire il costone roccioso su un sentiero per almeno un ora. La spettacolare imboccatura calcarea semicircolare è a 300 metri di altitudine. La visita, tra bizzarre colonne e luminose stalattiti, dura 45 minuti e comprende anche il pranzo a Sisine (30 euro a persona). Si resta in Ogliastra e nel territorio di Baunei ma si lascia la piana basaltica per solcare il mare. Alla grotta del Fico, per il momento, si arriva solo dall acqua (www.grottadelfico.it, info: Claudio Calzoni, cell. 349/14.63.802, ingresso 6 euro). Una cinquantina di minuti sui barconi che partono da Santa Maria Navar- La visita della grotta del Fico si svolge percorrendo una serie di agevoli passerelle. Queste costeggiano il letto fossile dell antico fiume sotterraneo che ha dato origine alla cavità. Un lungo sifone, meta preferita degli speleosub, collega l interno della grotta al mare aperto, da cui in passato accedeva la rarissima foca monaca. Gli ultimi esemplari sono stati avvistati una ventina di anni fa. Fotografie di Gianmario Marras 35

PRIMAVERA GROTTE DOVE MANGIARE Baunei Ristorante tipico Il Rifugio, loc. Golgo, vicino alla chiesa di San Pietro, tel. 0782/61.05.99, cell. 368/70.28.980, www.coopgoloritze.com. I culurgiones ogliastrini, tradizionali ravioli di formaggio, il prosciutto crudo locale, la capra o il maialetto arrosto, sono prelibatezze alle quali non si deve rinunciare. Menu, tutto compreso, 27 euro. Apertura stagionale da aprile a ottobre. Nebida Pan di Zucchero, via Centrale 365, tel. 0781/47.114, http://web.tiscali.it/albergopandizucchero/. Il panorama sullo scoglio di Pan di Zucchero è stupefacente. Il locale meriterebbe una visita solo per questo. Cucina a base di pesce fresco di giornata, ottimi gli spaghetti ai ricci, menu 30 euro. Chiuso il lunedì. Tortolì Da Lenin, via San Gemiliano 19, tel. 0782/62.44.22. Ristorante di buon livello. Specialità di pesce e paste fresche: ravioli di carciofi alla bottarga e ravioli di pesce, straccetti al ragù di gamberi, tagliolini neri al ragù di scorfano. Sempre scorfano in bianco con le patate e vari piatti di pesce povero. Pasto completo bevande escluse, 30 euro. Chiuso la domenica. rese ed ecco a 7 metri d altezza la cavità che prende il nome da un grande albero che si trovava nelle vicinanze. Nascosto in questi anfratti rocciosi lo speleologo gesuita Antonio Furreddu negli anni Sessanta studiò le foche monache, assidue frequentatrici della zona, oggi a rischio di estinzione. Tutta la cavità è stata modellata dalle risorgenze carsiche e all interno è possibile distinguere diversi rami di un fiume sotterraneo. La grotta è collegata al mare da un lungo sifone, meta prediletta degli speleosub. Oltre alla visita turistica che dura 45 minuti è possibile effettuare un percorso speleologico più impegnativo sino ai rifugi segreti della foca (in questo caso il costo è 20 euro). Il tesoro scoperto dai minatori Dall Ogliastra al Sulcis-Iglesiente, regione più antica della Sardegna, tra le prime terre emerse d Europa. In questo territorio, secolare bacino metallifero, si osservano formazioni risalenti al Cambrico, ovvero 500 milioni di anni or sono. Nella miniera di San Giovanni, a Fotografie di Vittorio Giannella DOVE DORMIRE Baunei Il Rifugio (vedi box alla pagina precedente) dispone di 6 camere con bagno. La struttura è gestita dalla cooperativa Goloritzè che organizza escursioni per una giornata sino a un intera settimana, a piedi o a cavallo. Singola con prima colazione 35 euro, la doppia 47 euro. Gonnesa Piedra Del Sol, statale 126 (Iglesias-Carbonia) km 26,800, tel. 0781/36.394, cell. 333/10.90.884, www.piedradelsol.net. Alloggio agrituristico e ristorante tipico sardo. 8 camere climatizzate con bagno, a 2 chilometri dal mare e 10 chilometri da Iglesias. Singola da 33 euro a 55 euro, doppia da 56 euro a 90 euro ad agosto. Al ristorante si può gustare la fregola ai frutti di mare e il maialetto di proprietà. Menu turistico solo a pranzo, esclusi festivi, da 8 euro a 13 euro. La cena, 22 euro in media. Chiuso domenica sera. Nebida Albergo Pan di Zucchero (vedi box alla pagina precedente), singola 40 euro da giugno a ottobre, 30 euro il resto dell anno. Chiuso a dicembre. Santa Maria Navarrese Albergo Santa Maria, viale Plammas 30, tel. 0782/61.53.15, www.albergosantamaria.it. A pochi metri dal mare, con giardino e spiaggia in concessione. L hotel organizza anche un escursione nel Supramonte con cena tipica in un ovile. Le tariffe, a persona, vanno da 46 euro in bassa stagione a 78 euro in altissima stagione. Sopra: uno scorcio del gigantesco antro della grotta di Santa Barbara, scoperta nel 1952 da Francesco Salis (sotto) durante gli scavi delle gallerie della miniera di San Giovanni, a metà strada tra Iglesias e la costa di Funtanamare. Con i suoi 500 milioni di anni è una delle più antiche conosciute, ma la particolarità che la rende unica al mondo sono i cristalli di barite bruno-scura alle pareti, su cui spiccano (pagina accanto) spettacolari cascate di calcite bianca. 5 chilometri da Iglesias, sulla strada per Carbonia (statale 126), si trova la grotta di Santa Barbara (tel. 0781/49.13.00, cell. 348/15.49.556, www.igeaminiere.it, ingresso 12 euro). Per arrivarci si deve attraversare una galleria a bordo di un trenino elettrico, risalire sull ascensore e percorrere una scala a chiocciola. La visita guidata da ex minatori e da geologi dura un ora e mezzo e si effettua il martedì, il giovedì e il fine settimana. Scoperto casualmente nel 1952 da Francesco Salis, il geode è uno dei gioielli del Parco geominerario della Sardegna. I cristalli di barite costituiscono la scura tappezzeria di roccia della grande stanza, caratteristica unica e singolare. Una visita a Santa Barbara non può che essere anche un omaggio al lavoro dei minatori, senza il quale oggi la grotta sarebbe ancora un tesoro nel buio. 36 37

Ogliastra DOVE IL CIELO È PIÙ LIMPIDO Supramonte e Mediterraneo si incontrano regalando scenari unici di giorno, e stellate incredibili di notte, in un grande osservatorio naturale DI LELLO CARAVANO - FOTOGRAFIE DI GIANMARIO MARRAS Il centro agricolo di Jerzu, noto per la produzione vinicola del Cannonau, è un ampia terrazza affacciata sul mare, posta sotto le cime dentellate dei tacchi di Porcu e Ludu e Triscu.

PRIMAVERA Marco Melodia/Il Dagherrotipo le montagne arrivano a lambire il litorale nella fantastica insenatura sabbiosa di Cala Luna. Qui c è solo l imbarazzo della scelta: godersi l acqua cristallina a nuoto o facendo escursioni in barca, oppure, se si è esperti climber, arrampicarsi sulla falesia calcarea. C è un cielo, sopra l Ogliastra, che brilla di galassie e ammassi stellari e che stupisce per- Sopra: sino gli astronomi per la sua trasparenza e nitidezza. Non c è inquinamento luminoso, né di altro tipo. A giudizio degli esperti, il cielo visto da qui è uno dei più limpidi d Italia. Ecco perché migliaia di appassionati salgono sulla cima del monte Armidda, dove cresce abbondante il timo serpillo (s armidda, appunto), per viaggiare tra gli astri scrutando lo spazio dall Osservatorio astronomico sotto la guida dell Associazione ogliastrina di astronomia. Restano tutti sbalorditi, esperti e semplici appassionati, quando si trovano davanti a un cielo che mostra il doppio delle stelle delle altre località, dice Carlo Dessì, presidente dell associazione, ma la sorpresa è ancora maggiore nell osservazione a occhio nudo nelle notti senza luna. Giunone, Saturno, la galassia di Andromeda sembrano non avere segreti da questa montagna-osservatorio che tocca i 1.150 metri. Con una particolarità: il telescopio è a controllo remoto, cioè può essere comandato grazie a un semplice computer da tutta Italia (visite il lunedì e venerdì dalle 21, cell. 349/15.33.468-328/56.04.152). Forse è per l aria così tersa, forse per la mano creativa della natura che da Perda Liana alle rocce rosse di Arbatax non si è risparmiata, ma certo i panorami ogliastrini hanno un inconfondibile marchio di qualità. Dal mare, dalle splendide calette di Baunei o dalle lunghe e placide spiagge del litorale fra Tortolì e Barisardo, si abbraccia con lo sguardo il grande palcoscenico degli altipiani di calcare che si perdono nell acqua cristallina. Visti dal mare, i rilievi della terra degli olivastri sembrano una gigantesca quinta di verde (lecci e ginepri dominano il paesaggio) e rocce, talvolta incombenti sui turisti che assaporano una giornata in solitudine sulle lingue di sabbia. È inconfondibile la sensazione che si prova nelle escursioni in barca lungo la costa tra capo Bellavista e Cala Luna, quando si sfiorano le alte pareti di capo Monte Santo o le guglie di Pedra Longa o di punta Caroddi, eden degli arrampicatori. Il mare visto dalla montagna Ancora meglio, per penetrare nel cuore dell Ogliastra, è ammirare il mare dalla montagna. Si può toccare con mano l unicità di una terra che si appresta a staccarsi da Nuoro e diventare provincia autonoma (23 paesi, appe- Le pareti a strapiombo del massiccio tacco che sovrasta l abitato di Ulassai. Queste formazioni calcaree, caratteristiche della zona, si stagliano isolate su un paesaggio alpestre, tra rocce a picco, profonde gole, boschi e macchia mediterranea. 40

PRIMAVERA Sopra: la strada tra Perdasdefogu e Ulassai, su cui vigilano i maestosi tacchi, è tra quelle più panoramiche dell Isola. na 60 mila residenti, una densità di 32 abitanti per chilometro quadrato). Gli scorci regalano emozioni senza fine: attraversano vallate e pianure fino a perdersi nel verde cristallino del mare. Qui la natura è superba e selvaggia. Lanusei è una terrazza naturale sul golfo di Arbatax: sulla costa si aprono le spiagge di Tortolì e Barisardo, i due poli turistici più importanti, con alberghi e ristoranti che offrono i prelibati e genuini piatti della tradizione ogliastrina. Alberghi per buongustai Anche dall altopiano di Tecu si domina il litorale lungo e sabbioso: è qui che i nuragici lavoravano la pietra di basalto scuro per ricavarne macine per il grano. Dallo stesso monte Armidda il colpo d occhio è straordinario: i grandiosi torrioni di calcare ( tacchi ) di Jerzu, Osìni e Gairo, il Supramonte di Baunei, il Gennargentu, e dall altra parte il mare fino a Tertenia con la sua originale spiaggia di ciottoli colorati e levigati dal mare, Coccorocci. Da non perdere la salita in auto sui Tra Tortolì e Barisardo, i due poli turistici più importanti dell Ogliastra, gli alberghi stanno investendo molto su ristoranti con una gastronomia di ottimo livello, dove i piatti a base di pesce (zuppe, carpacci, bottarga...) convivono a fianco delle schiette produzioni di carne e primi di terra (dalla capra ai culurgionis, alle minestre con finocchietto e formaggio in salamoia). Ad Arbatax, frazione marinara di Tortolì, da segnalare La Bitta (0782/ 66.70.80), nella baia di Porto Frailis, 4 stelle, oasi benessere con talassoterapia, ristorante con vista sul mare. Punta con successo sulla gastronomia anche l hotel Arbatasar (0782/65.18.00), 4 stelle, vicino allo scalo marittimo di Arbatax, immerso nel verde. Indicato in particolare per famiglie e bambini, il Villaggio Saraceno (0782/66.73.18), sulla baia di San Gemiliano: 3 stelle, piscina, animazione, corsi di vela e surf, immersioni subacquee. Sempre ad Arbatax, il residence Verde Mare, appartamenti da 4-6-8 posti letto nella macchia mediterranea di San Gemiliano, a 400 metri dal mare (0782/66.43.66). L hotel Victoria, nel centro di Tortolì (0782/62.34.57), 4 stelle completamente rinnovato, è uno dei primi alberghi ogliastrini (è nato 40 anni fa): piscina e ristorazione particolarmente curata. Si punta molto sulla ristorazione anche a Barisardo. L hotel La Torre (0782/2.80.30), 4 stelle, sulla spiaggia della Torre, è una garanzia per i buongustai con la cucina di Gisella Tascedda. Riscoperta dei piatti tradizionali anche nell ultimo nato tra gli alberghi ogliastrini (apertura in maggio), Silimbas (sa silimba è il carrubo), 4 stelle, a 400 metri dal mare, in bella posizione appartata sulla marina di Barisardo e la spiaggia della Torre, con due piscine (0782/7.01.00). Da segnalare un albergo di Girasole, il Birdèsu, 3 stelle, specializzato nella cucina ogliastrina dell interno (0782/66.96.22). Nel cuore di Santa Maria Navarrese, l hotel Santa Maria (0782615395), 3 stelle, è un punto di appoggio per gli amanti del trekking. tornanti fino alla Scala di San Giorgio, imponente bastione di roccia che sovrasta Osìni. Un breve percorso a piedi porta alla sommità del tacco, dove si apre un altro scenario, che abbraccia la valle del Pardu e, in lontananza, ancora il mare. È la terra del Cannonau, vino simbolo dell enologia sarda. Sono soprattutto i vigneti coltivati negli spazi strappati alla montagna o nelle vallette riparate dal vento a caratterizzare il paesaggio. Jerzu è la capitale del rosso per eccellenza, con il partenone di monte Corongiu, baluardo di calcare dove fu scoperta una delle prime zecche nuragiche. Tra queste valli e questi pascoli nascono le materie prime della gastronomia: carni, latte, formaggi, patate e spezie. Dalla tradizione dei pastori e delle nonne nascono i culurgionis, sa coccoi prena (piccola focaccia farcita con patate, cipolla, formaggio e menta fresca), su civarxeddu prenu (tipico di Seui), su casu axedu (letteralmente, formaggio acido), preparato aggiungendo al latte appena munto il quaglio del capretto. Trekking e prodotti tipici Poi, quanto a panorami, c è il trekking Selvaggio Blu. Si percorrono le vecchie mulattiere e i sentieri dei caprari e dei carbonai, tra aquile, falchi e capre selvatiche e si può pernottare negli ovili di ginepro stagionato. Un itinerario originale, quello inventato da Giampiero Carta, baunese: Si passa dalla montagna al mare tra fantastici panorami, di notte si fa tappa negli ovili da oltre 200 anni di proprietà della mia famiglia, Màrgine Isbidòzili e Dologàcoro, si scende al mare, si mangiano i nostri prodotti, culurgionis, quaglio, casu axedu, tutta roba di prima qualità.... Indimenticabili gli scorci da punta Giradili verso Pedra Longa o dall arco di Lupiru che domina Cala Gonone: roba da naufraghi nell isola deserta (tel. 0782/61.07.78, www. miticoselvaggio.com). Grande osservatorio naturale, la terra degli olivastri. È qui che si incontrano cielo, mare e montagna. 42