CAMPI ELETTROMAGNETICI



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CAMPI ELETTROMAGNETICI EFFETTI SANITARI Nembro 9 ottobre 2007 Dr. Pietro Imbrogno Dr.ssa Lucia Antonioli Area Dipartimentale SALUTE E AMBIENTE

Esposizione ai campi elettromagnetici L umanità è sempre stata immersa in un "fondo" elettromagnetico naturale: producono onde elettromagnetiche il Sole, le stelle, alcuni fenomeni metereologici (scariche elettrostatiche). La Terra stessa genera un campo magnetico. A queste fonti si sono aggiunte le sorgenti artificiali, tra cui gli apparecchi televisivi, i forni a microonde, le linee dell alta tensione, gli impianti delle telecomunicazioni, i radar.

L esposizione ambientale a campi elettromagnetici di origine artificiale è costantemente aumentata a seguito della richiesta di elettricità, del continuo sviluppo delle tecnologie di comunicazione senza fili, delle modificazioni intervenute nelle pratiche lavorative e nei comportamenti sociali. Ognuno è esposto a una complessa miscela di campi elettrici e magnetici a molte frequenze diverse, sia in casa sia al lavoro.

INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO ELETTROSMOG Il fenomeno definito inquinamento elettromagnetico è legato alla generazione di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici artificiali prodotti da: impianti realizzati per trasmettere informazioni attraverso la propagazione di onde elettromagnetiche (telefonia mobile), impianti per trasporto o trasformazione dell energia elettrica (elettrodotti) nonché da tutti i dispositivi alimentati da rete elettrica (elettrodomestici)

I campi elettromagnetici (CEM) hanno origine dalle cariche elettriche e dal movimento delle cariche stesse (corrente elettrica). Infatti l oscillazione delle cariche elettriche, per esempio in un antenna o in un conduttore percorso da corrente, produce campi elettrici e magnetici che si propagano nello spazio sotto forma di onde.

Le onde elettromagnetiche sono una forma di propagazione dell energia nello spazio e, a differenza delle onde meccaniche (es. onde sonore) per le quali c è bisogno di un mezzo, si possono propagare anche nel vuoto.

La velocità di propagazione delle onde elettromagnetiche è di 300.000 km/s (chilometri al secondo). Ogni onda elettromagnetica è definita dalla sua frequenza. Questa rappresenta il numero delle oscillazioni compiute in un secondo dall onda e si misura in cicli al secondo o Hertz (Hz). Maggiore è la frequenza di un onda, maggiore è l energia che essa trasporta.

Altre unità di misura caratteristiche dell onda elettromagnetica sono quelle che misurano l intensità del campo elettrico, quella del campo magnetico, quella dell energia trasportata. L insieme di tutte le possibili onde elettromagnetiche, al variare della frequenza, viene chiamato spettro elettromagnetico.

Lo spettro delle onde elettromagnetiche comprende sia le RADIAZIONI IONIZZANTI che le RADIAZIONI NON IONIZZANTI Questa suddivisione avviene a seconda che l energia trasportata dalle onde elettromagnetiche sia o meno sufficiente a ionizzare gli atomi, cioè a strappar loro gli elettroni e quindi a rompere i legami atomici che tengono unite le molecole nelle cellule.

RADIAZIONI IONIZZANTI Radiografie TAC- Cobalto terapia Radioterapia Centrali nucleari Incidenti nucleari bombe sporche ecc.. Radiografie industriali Elevate esposizioni possono essere associate a tumori es. Leucemie

RADIAZIONI NON IONIZZANTI E alle radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti che ci si riferisce quando si parla di inquinamento elettromagnetico. A differenza delle radiazioni ionizzanti (come i raggi gamma emessi dai materiali radioattivi,i raggi cosmici ed i raggi X) i campi elettromagnetici qui considerati sono di gran lunga troppo deboli per rompere i legami che tengono unite le molecole nelle cellule e, pertanto, non possono produrre la ionizzazione. E questa la ragione per la quale questi campi elettromagnetici vengono chiamati radiazioni non ionizzanti.

In relazione ai possibili effetti delle onde sugli organismi viventi, si possono suddividere le radiazioni non ionizzanti in due gruppi di frequenze: 1) Frequenze estremamente basse Frequenze estremamente basse ELF (Extremely ELF (Extremely Low Low Frequencies) Frequencies) 0 0 Hz 300 Hz Hz Linee elettriche, elettrodomestici,e tc. Linee elettriche, elettrodomestici,etc. Radiofrequenze RF 300 Hz 300 GHz Cellulari, ripetitori radiotv, forni a microonde,etc 2)Radiofrequenze RF 300 Hz 300 GHz Cellulari, ripetitori radiotv, forni a microonde,etc

Ai due gruppi di frequenze sono associati diversi meccanismi di interazione con la materia vivente I campi ad alta frequenza (RF) cedono energia ai tessuti sotto forma di riscaldamento, i campi a bassa frequenza (ELF) inducono invece delle correnti nel corpo umano.

Le sorgenti Le principali sorgenti di campi elettromagnetici che interessano gli ambienti di vita possono essere suddivise in base alle frequenze a cui operano. Generano campi a bassa frequenza : le linee di distribuzione della corrente elettrica ad alta, media e bassa tensione (elettrodotti), gli elettrodomestici e i dispositivi elettrici in genere;

Generano campi a radiofrequenza (alta frequenza): gli impianti di telecomunicazione (impianti radiotelevisivi, stazioni radio-base, telefoni cellulari.), forni a microonde, apparati per saldatura e incollaggio a microonde, etc. I campi elettromagnetici inoltre vengono usati in medicina a scopo diagnostico o terapeutico: risonanza magnetica nucleare, marconiterapia, radarterapia, magnetoterapia...

Negli ambienti di vita e di lavoro, tutti gli apparecchi alimentati con l energia elettrica sono sorgenti di campi elettrici e magnetici ELF. Il campo elettrico è sempre presente negli ambienti domestici indipendentemente dal funzionamento degli elettrodomestici. Il campo magnetico invece si produce solamente quando gli apparecchi vengono messi in funzione ed in essi circola corrente.

Valori indicativi dei campi magnetici generati da alcuni elettrodomestici a diverse distanze dal corpo (microtesla) A ridosso 10 cm 20cm 30cm Asciugacapelli 40 100 40 5 1,5 Aspiratore 2 235 20 7 3 Frullatore 50 230 14 3,5 1,5 Ventilatore 30 50 2,9 0,4 0,15 Lampada ad incandescenza 60 3,8 0,85 0,27 Radio registratore 0,3 15 2 0,8 0,4 Coperta elettrica 0,4 2,3 0,25 0,18 0,13

Televisore 14" 2 7 2,5 1 0,5 Rasoio 50 130 20 5 1,7 Lavatrice 0,1 27 12,6 10 7,2 Lavastoviglie 0,3 3,4 0,2 0,11 0,1 Frigorifero 0,5 1,7 1,5 1 0,25

EFFETTI SANITARI I potenziali effetti sanitari dei campi elettromagnetici di origine artificiale sono stati oggetto di interesse scientifico fin dalla fine del 1800 ed hanno ricevuto particolare attenzione negli ultimi 30 anni. I campi elettromagnetici possono essere sommariamente suddivisi in: campi elettrici e magnetici statici e a bassa frequenza, le cui sorgenti più comuni comprendono gli elettrodotti,gli elettrodomestici ed i computer; campi elettromagnetici ad alta frequenza o a radiofrequenza, le cui sorgenti principali sono i radar,gli impianti di telecomunicazione e di diffusione radiotelevisiva,i telefoni mobili e le loro stazioni radio base,i riscaldatori ad induzione ed i sistemi antitaccheggio.

A basse frequenze, il campo magnetico passa attraverso il corpo mentre alle radiofrequenze i campi sono parzialmente assorbiti e penetrano soltanto entro un piccolo spessore di tessuto.

c.e.m. a BASSA FREQUENZA I campi elettrici a bassa frequenza influenzano la distribuzione delle cariche elettriche sulla superficie dei tessuti conduttori e provocano un flusso di corrente elettrica nel corpo. Quasi nulla del campo elettrico penetra nel corpo umano. A intensità molto elevate, i campi elettrici possono essere percepiti attraverso la vibrazione dei peli cutanei

I campi magnetici a bassa frequenza penetrano facilmente nel corpo umano, senza alcuna attenuazione apprezzabile. Inducono la circolazione di correnti all interno del corpo umano L intensità di queste correnti indotte dipende dall intensità del campo magnetico esterno e dall ampiezza del circuito entro cui la corrente fluisce. Se sufficientemente alte, queste correnti possono alterare i normali impulsi nervosi o il flusso sanguigno. Intensità così elevate non si incontrano nella vita quotidiana

c.e.m. ad ALTA FREQUENZA Alle radiofrequenze (RF), i campi penetrano soltanto per una breve profondità dentro il corpo. L energia di questi campi è trasformata in movimento delle molecole. L attrito tra le molecole in rapido movimento dà luogo ad un aumento della temperatura. Questo effetto viene sfruttato in applicazioni domestiche come il riscaldamento dei cibi nei forni a microonde, nonché in molte applicazioni industriali come la fusione della plastica o il riscaldamento dei metalli. I livelli dei campi RF ai quali siamo esposti normalmente nei nostri ambienti di vita sono più bassi di quelli richiesti per produrre un riscaldamento significativo.

Le onde elettromagnetiche possono produrre effetti biologici che, talvolta, ma non sempre, possono portare ad effetti di danno sulla salute

Effetti biologici ed effetti sanitari. Gli effetti biologici sono risposte misurabili degli organismi o delle cellule a uno stimolo o a una modificazione dell ambiente. Risposte di questo genere, come ad esempio un aumento della frequenza cardiaca dopo aver bevuto caffè o la sonnolenza in un ambiente afoso, non sono necessariamente dannosi per la salute. Le reazioni a modificazioni ambientali sono una parte normale della vita. Tuttavia, il corpo potrebbe non possedere meccanismi di compensazione adeguati per mitigare tutte le variazioni o le sollecitazioni ambientali. L esposizione prolungata ad un fattore, anche se di modesta entità, può costituire un pericolo per la salute se si traduce in stress. Nell uomo, un effetto sanitario è il risultato di un effetto biologico che provochi un danno osservabile alla salute o al benessere degli individui esposti.

Conclusioni della ricerca scientifica CAMPI A BASSA FREQUENZA Le conoscenze scientifiche sugli effetti sanitari dei campi elettromagnetici sono corpose e si basano su un gran numero di studi epidemiologici, studi su animali ed in vitro.sono stati esaminati molti effetti sanitari, da difetti nella riproduzione a malattie cardiovascolari e neurovegetative, ma le evidenze più consistenti a tutt oggi riguardano la leucemia infantile.nel 2001 un gruppo di esperti dell Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha effettuato una rassegna degli studi relativi alla cancerogenicità dei campi elettrici e magnetici statici ed a frequenza estremamente bassa (ELF).

Utilizzando la classificazione standard della IARC,per la quale si soppesano i dati degli studi sull uomo,di quelli sugli animali e delle indagini di laboratorio, i campi magnetici ELF sono stati classificati come forse cancerogeni per l uomo, sulla base di studi epidemiologici relativi alla leucemia infantile. Un esempio di agente ben noto classificato nella stessa categoria è quello del caffè, che potrebbe aumentare il rischio di cancro al rene,ma nello stesso tempo avere un effetto protettivo contro quello intestinale. Forse cancerogeno per l uomo è una classificazione usata per indicare un agente per il quale esiste una limitata evidenza di cancerogenicità nell uomo ed un evidenza meno che sufficiente di cancerogenicità negli animali da esperimento.

CAMPI AD ALTA FREQUENZA Per quanto riguarda i campi ad alta frequenza, il complesso dei dati disponibili fino ad oggi suggerisce che l esposizione a campi di bassa intensità (come quelli emessi dai telefoni mobili e dalle loro stazioni radio base) non provochi effetti dannosi per la salute. Alcuni ricercatori hanno segnalato effetti di piccola entità legati all uso del telefono mobile, tra cui cambiamenti dell attività cerebrale, dei tempi di reazione e dei ritmi del sonno. Nei limiti in cui sono stati confermati, questi effetti sembrano rientrare nei normali limiti di variabilità per l uomo.

Le attuali ricerche si concentrano sul problema se esposizioni prolungate a bassi livelli di campi a radiofrequenza, troppo bassi per provocare aumenti apprezzabili di temperatura, possano causare effetti sanitari. Di recente, diversi studi epidemiologici su utenti di telefoni mobili non hanno trovato evidenze convincenti di aumenti del rischio di tumori cerebrali.tuttavia, la tecnologia è troppo recente per escludere la possibilità di effetti a lungo termine. I telefoni mobili e le stazioni radio base presentano situazioni espositive del tutto differenti.

ASPETTI SANITARI Negli ultimi anni sono stati condotti vari studi sull esposizione della testa ai campi RF prodotti dai telefoni cellulari, e alcuni studi sono tuttora in corso. Fino ad ora i risultati indicano che tale esposizione non produce aumenti significativi di temperatura.

OMS-ISS l OMS ha concluso che sulla base della letteratura attuale non c è evidenza convincente che l esposizione a campi elettromagnetici a radiofrequenza abbrevi la durata della vita, né che induca o favorisca il cancro (Prof. Paolo Vecchia Laboratorio di Fisica Istituto Superiore di Sanità);

Si propende pertanto allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, per una non pericolosità delle emissioni prodotte da tali impianti, sempre che sia verificato, da parte del soggetto competente (ARPA) il puntuale e continuo rispetto dei limiti stabiliti (Quelli Italiani sono i più rigorosi e restrittivi in Europa).

In ogni caso è opportuno ricordare alcune semplici misure cautelative : usare l auricolare evitare le conversazioni prolungate e alternare l orecchio

Un aspetto da ricordare è la possibile interferenza dei campi elettromagnetici prodotti dall uso del telefono cellulare con altre apparecchiature elettroniche. Questo risulta particolarmente pericoloso in alcune situazioni, per cui è bene che: le persone portatrici di pacemaker portino il loro cellulare alla cintura e non, ad esempio, nel taschino della camicia o comunque lo tengano ad almeno 15 cm di distanza dal pacemaker; in ambienti quali ospedali oppure a bordo di aeromobili, si tenga il telefono spento onde evitare possibili malfunzionamenti di apparecchiature ospedaliere o della strumentazione di bordo.

Aree Rurali Elettrosmog: Al Telefonino piu' 'Onde' in campagna che in citta' studio pubblicato sulla rivista 'Occupational and Enviromental medicine', che sottolinea come l'energia richiesta da un telefono mobile nelle aree rurali, dove i ripetitori sono lontani, sia significativamente più alta rispetto alle zone urbane, dove questi sono abbondanti.

Secondo studi, che però devono essere approfonditi, i telefonini possono provocare tumori. In attesa di certezze scientifiche, meglio evitarne l uso alle fasce più a rischio, «dal momento che non possiamo escludere la pericolosità». ISS: «Non ci sono ricerche sui bambini - dice Alessandro Polichetti, esperto di radiazioni non ionizzanti e di campi elettromagnetici dell Istituto superiore di sanità -.

Ente governativo britannico: effetti da provare ma suggeriamo precauzioni «Niente cellulare fino a 8 anni In Italia il 56% dei bambini delle elementari ha il telefonino

Le prove sugli animali e l epidemiologia finora non hanno messo in risalto effetti cancerogeni e sul Dna. L ultimo rapporto europeo, chiamato Reflex, ipotizza che potrebbero verificarsi alcune modificazioni biologiche. Al momento non ci sono elementi di cui preoccuparsi. Però sarebbe meglio risparmiare i giovanissimi».

Secondo Polichetti anche gli adulti dovrebbero adottare qualche minima precauzione: auricolari, tenere l apparecchio lontano dal corpo.

CNR Maggiore cautela, invece, nell'uso dei cellulari da parte dei giovani e dei bambini: "Il livello di assorbimento è infatti legato alle dimensioni della testa e gli studi attuali puntano dunque a indagare proprio l'assorbimento di energia elettromagnetica, il cosiddetto indice Sar - ha concluso Bernardi - nelle teste più piccole, vale a dire soprattutto quelle dei giovani".

CNR-ENEA i cellulari attualmente in commercio dunque, concordano gli esperti avanzando una tesi in controtendenza rispetto a vari studi già effettuati sull'argomento, "non sono dannosi".

CNR "si è visto che gli aumenti di temperatura indotti all'interno della testa e nel cervello, dopo circa 20 minuti di uso del cellulare, sono assolutamente trascurabili, essendo inferiori a un decimo di grado centigrado.

«I cellulari riducono la fertilità maschile?» Studio ungherese: il rischio se si porta il telefonino in tasca il prof. Imre Fejes, dell'universita' ungherese di Szeged, il prolungato uso di telefoni cellulari puo' portare ad una diminuzione della spermatogenesi, della fertilita' maschile e colpire sia la quantita' che la mobilita degli spermatozoi

Aldo Isidori, direttore della cattedra di Andrologia all università La Sapienza, fa notare che questi particolari effetti non sono stati mai dimostrati neppure per le radiazioni magnetiche in generale

GRAZIE PER L ATTENZIONE