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STUDIO PEZZAGNO - Ingegneria civile idraulica Dott. Ing. Francesco PEZZAGNO Albo di Brescia n 960 - Dott. Ing. Paolo PEZZAGNO Albo di Brescia n 2706 Allegato n 1 Comune di Capriano del Colle Provincia di Brescia STUDIO PER LA DEFINIZIONE DEL RETICOLO IDRICO MINORE RELAZIONE ILLUSTRATIVA STUDIO PEZZAGNO Dott. Ing. Paolo Pezzagno Via Tosio, 1 Brescia C.F. P.I.: 03387320173 Albo Ingegneri di Brescia N 2706 STUDIO PEZZAGNO Dott. Ing. Francesco Pezzagno Via Tosio, 1 Brescia C.F. P.I.: 03387320173 Albo Ingegneri di Brescia N 960 Novembre 2003 _ 25121 BRESCIA via Tosio, 1 tel. +39-030-3755026 - fax +39-030-3757186 (Italy)

pag. 1 1. PREMESSA Il presente Elaborato ha lo scopo di illustrare le procedure e le valutazioni eseguite per l individuazione del reticolo idrico minore e delle fasce di rispetto, per l attribuzione delle competenze di polizia idraulica relative al reticolo idrico minore del Comune di Capriano del Colle ai sensi della D.G.R. 25 gennaio 2002, n 7/7868, come modificato dalla D.G.R. 1 agosto 2003 n 7/13950. 2. NORMATIVA E DOCUMENTAZIONE DI RIFERIMENTO Per l individuazione del reticolo idrico minore del Comune di Capriano del Colle sono stati presi a riferimento i seguenti documenti normativi: - R.D. 25 luglio 1904, n 523 Testo unico delle disposizioni di legge intorno alle opere idrauliche delle diverse categorie ; - R.D. 8 maggio 1904, n 368 Regolamento per la esecuzione del testo unico della legge 22 marzo 1900, n 195, e della legge 7 luglio 1902, n 333, sulle bonificazioni delle paludi e dei terreni paludosi ; - R.D. 11 dicembre 1933, n 1775 Approvazione del testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e sugli impianti elettrici ; - L.R. 26 novembre 1984, n 59 Riordino dei consorzi di bonifica ; - L. 5 gennaio 1994, n 36 Disposizioni in materia di risorse idriche ; - delibera del Comitato Interministeriale Ambientale 4 febbraio 1977 (G.U. 21 febbraio 1977 n 48); - L.R. 10 dicembre 1998, n 34; Disposizioni in materia di tasse sulle concessioni regionali, di tasse automobilistiche regionali, di imposta regionale sui beni del demanio e del patrimonio indisponibile dello Stato, di canoni di concessione per derivazione di acque pubbliche, nonché il riordino delle sanzioni amministrative tributarie non penali in materia di tributi regionali - D.G.R. 30 luglio 1999, n 6/44561 Direttive relative alla polizia idraulica delle opere di bonifica e modalità di rilascio delle concessioni amministrative delle stesse ; - L.R. 5 gennaio 2000, n 1 Riordino del sistema delle autonomie in Lombardia. Attuazione del D.Lgs. 31 marzo 1998, n 112 ; - Direttiva sulla piena di progetto da assumere per le progettazioni e le verifiche di compatibilità idraulica dell Autorità di Bacino del Fiume Po (D.C.I. 26/04/2001, n 18); - D.G.R. 11 dicembre 2001, n 7/7365 Attuazione del Piano Stralcio per l Assetto idrogeologico del bacino del fiume Po (P.A.I.) in campo urbanistico. Art. 17, comma 5, legge 18 maggio 1989 n 183 ; - Piano Regionale di Risanamento delle Acque: criteri di pianificazione (D.C.R. 15/01/2002, n 7/402);

pag. 2 - D.G.R. 25 gennaio 2002, n 7/7868 Determinazione del reticolo idrico principale. Trasferimento delle funzioni relative alla polizia idraulica concernenti il reticolo idrico minore come indicato dall art.3, comma 114 della L.R. 1/2000. determinazione dei canoni regionali di polizia idraulica come modificata dalla D.G.R. 01/08/2003, n 7/13950; - L.R. 16 giugno 2003, n 7 Norme in materia di bonifica e irrigazione. E stata inoltre consultata la seguente documentazione: - Mappe catastali anno 1852; - Mappe catastali anno 1880; - Mappe catastali anno 1957; - Cartografie ufficiali (IGM e CTR); - Rilievi in posto propedeutici allo studio per il piano generale per la sistemazione idraulica del Montenetto condotti dallo scrivente Studio; - Piano generale per la sistemazione idraulica del Montenetto redatto dallo scrivente Studio nel Dicembre 1995; - Opere indifferibili per la sistemazione del rivo Cava e della fogna nera comunale redatto dallo scrivente Studio nel Dicembre 1995; - Manutenzione straordinaria danni calamità naturali: sistemazione rivo Rino (Cava) redatto dallo scrivente Studio nel Luglio 1996; - Manutenzione straordinaria danni calamità naturali: sistemazione scoli acque in località Tese e via Pascoli redatto dallo scrivente Studio nel Luglio 1996; - Opere per la formazione del fugatore nel Fiume Mella per lo smaltimento delle acque di supero della Roggia Capriana Progetto definitivo, redatto dalla scrivente Studio nel Luglio 1998; - Risanamento igienico canale di scarico ex mulino a margine della S.P. IX redatto dallo scrivente Studio nel Marzo 2001; - Sistemazione idraulica della Roggia Rabbiosa (tratto 51-55), completamento tratto B-C e manufatto di confluenza redatto dallo scrivente Studio nel Settembre 2001. 3. INQUADRAMENTO TERRITORIALE Il Comune di Capriano del Colle è situato a sud-ovest della provincia di Brescia, a circa 10 km dai sobborghi sud-occidentali della città. L area urbanizzata si sviluppa alle pendici ed ai bordi del colle Montenetto, ad una quota di 96 m s.l.m.. Il Montenetto è costituito da un elevazione sulla pianura di forma subovale (lunghezza 4 km circa larghezza 2.5 km circa), con una morfologia più netta verso occidente e degradante a oriente, per la maggior parte in Comune di Poncarale, con una pendenza molto più dolce.

pag. 3 Dalla cartografia ufficiale il punto altimetricamente più elevato del Montenetto risulta essere quota 132 m s.l.m., tra cascina Ronco ed il Roccolo. Il territorio comunale di Capriano del Colle è attraversato da un reticolato idrografico ben sviluppato, in cui il corso della Roggia Garzetta e della Roggia Capriana costituiscono gli elementi principali del sistema drenante naturale, a cui si viene ad affiancare una rete di rogge, colatori e rivi di varia importanza, con finalità irrigue, colatizie o miste. Dal punto di vista idrogeologico lo spartiacque superficiale del Montenetto delinea a settentrione una serie di rii che si dirigono verso nord (bacino della roggia Garzetta) e a meridione una serie di rii che si dirigono verso ovest e verso sud (bacino della roggia Capriana). Questo reticolo idrografico superficiale, parzialmente interrotto e modificato dall attività antropica agricola ed estrattiva, non risulta avere una chiara definizione toponomastica. Le precipitazioni meteoriche sono il principale apporto di questi rii e torrentelli, che in periodo di magra meteorica possono essere completamente asciutti per poi assumere particolare rilevanza idrologica ed idrogeologica in caso di eventi pluviometrici particolarmente intensi o di rovesci temporaleschi determinando una delicata situazione con rischio di alluvionamento. Il territorio comunale è sviluppato su due distinti nuclei urbani: la frazione di Fenili Belasi a nord e Capriano del Colle a sud-est. L abitato di Fenili Belasi, sito a nord di Capriano si trova ai piedi del versante nord/ovest del colle ed é attraversato dalla roggia Garzetta proveniente da Brescia che, lungo il percorso nell'abitato, raccoglie le acque scolanti dai pendii del colle, per poi scaricarle nel fiume Mella in corrispondenza del ponte di attraversamento sul fiume della S.P. IX per Quinzano. Da Fenili Belasi fino al centro abitato di Capriano del Colle e oltre, scorre la roggia di Capriana, che con presa di derivazione delle acque dal Mella, appena a monte dello scarico della Garzetta funziona da canale di gronda di tutto il versante ovest e sud della collina, ricevendo le acque meteoriche tramite diversi rivi che vi si immettono. La Roggia Capriana, pur avendo caratteristiche di canale irriguo (paratoie, bocche di derivazione, ecc.) di fatto funziona anche da scaricatore delle piene nel corso degli eventi di piogge intense. Tra i più importanti rivi che scaricano in Capriana le acque di scolo del Montenetto ci sono: - Rivo della cascina Braga: nasce con una serie di piccoli torrentelli, a quota 122 m s.l.m. c.a., dalla strada che conduce a cascina Belvedere.

pag. 4 - Rivo Cava: nasce con due rami in prossimità delle cascine Albini e Uccellanda a quota 125 m s.l.m. circa e raggiunge il centro dell abitato in località Valle (piazza Mazzini) a quota 90 m s.l.m. scaricandosi nella roggia Capriana. - Rivo delle Tese: trova inizio poco a monte della strada per S. Bernardino, ad una quota di c.a. 116 m s.l.m. e confluisce nella roggia Capriana immediatamente a monte del Santuario della Madonna della Neve. - Rivo di cascina Feniletti: nasce a quota 121 m s.l.m. subito a sud della cascina Zani. - Rivo di cascina Colombaie. - Rivo di cascina Caselle. A sud del centro abitato di Capriano, con presa di derivazione delle acque dal Mella, ha origine la roggia Movica la quale attraversa tutto il territorio meridionale del Comune. 4. MODALITA DI INDIVIDUAZIONE DEL RETICOLO La prima individuazione del reticolo è stata condotta sulla base dei documenti cartografici a disposizione secondo i criteri dell Allegato B della DGR 7/7868 e s.m.i. classificando come reticolo minore in particolare: - vasi rappresentati come corsi d acqua nella Cartografia Tecnica Regionale; - vasi di competenza di un consorzio di bonifica; - vasi rappresentati come demaniali nelle carte catastali storiche; - vasi oggetto di interventi di sistemazione idraulica con finanziamenti pubblici. La prima rappresentazione del reticolo è stata poi aggiornata e verificata tramite: - consultazione della ulteriore documentazione disponibile presso il Comune di Capriano del Colle; - esecuzione di sopralluoghi in campagna su tutto il territorio comunale, (rif. Quaderno dei riferimenti fotografici in allegato). In particolare è stato seguito il percorso dei vasi principali (Roggia Garzetta, Roggia Rabbiosa, Roggia Capriana, Roggia Movica, Roggia Ravenola) allo scopo di individuarne con esattezza il tracciato e la tipologia di sezione (a cielo aperto o coperto) e di classificare la tipologia dei derivati; per quanto riguarda i rivi del Montenetto la situazione era ben conosciuta allo scrivente Studio che ha curato la stesura dello Piano generale per la sistemazione idraulica ; - consultazione della documentazione fornita dal Consorzio di Bonifica della Roggia Capriana;

pag. 5 - Conferenze con i responsabili dell Ufficio Tecnico Comunale arch. Alessio e geom. Zamboni. 5. ATTRIBUZIONE DELLE COMPETENZE DI POLIZIA IDRAULICA L art. 3, comma 108, lettera i, della L.R. n 1/2000 attribuisce alla Regione la competenza per l individuazione delle acque che costituiscono il reticolo idrico principale sul quale la stessa esercita le funzioni di polizia idraulica. Le funzioni relative all adozione dei provvedimenti di polizia idraulica concernenti il reticolo idrico minore sono invece trasferite ai comuni, come stabilito dall art. 3, comma 114, della L.R. n 1/2000. L allegato D della D.G.R. 25 gennaio 2002, n 7/7868, inoltre, individua i corsi d acqua che, sono gestiti e mantenuti dai Consorzi di Bonifica e per i quali i canoni di polizia idraulica devono essere calcolati e introitati dagli stessi Consorzi secondo quanto indicato nell allegato C della stessa D.G.R. 7/13950. Per quanto riguarda il reticolo idrico di Capriano del Colle, il Consorzio di Bonifica a cui competono, secondo l Allegato D, le funzioni concessorie e di polizia idraulica sulla Roggia Garzetta, Capriana, Movica e sul vaso Fiume delle Fornaci risulta essere il Consorzio Mella e dei Fontanili. Alla data attuale il Consorzio Mella e dei Fontanili risulta, di fatto, commissariato e non operativo. Fino all operatività del Consorzio Mella e dei Fontanili (comprensorio n 10), come concordato nei colloqui propedeutici presso lo S.T.A.P. della Regione Lombardia, le funzioni di polizia idraulica sono esercitate dal Consorzio di Bonifica della Roggia Capriana per la parte di territorio di competenza, dal Comune di Capriano del Colle per tutta la rimanente parte di territorio. 6. DEFINIZIONE DELLE FASCE DI RISPETTO Per ogni corso d acqua sono state definite le fasce di rispetto all interno delle quali dovrà essere applicato quanto riportato nel Regolamento Normativo allegato. Per l individuazione delle fasce le distanze dai corsi d acqua sono intese misurate dal piede arginale esterno o, in assenza di argini in rilevato, dalla sommità della sponda incisa. I criteri di applicati per la determinazione delle fasce di rispetto sono i seguenti: - In via ordinaria, fascia di 10m per parte lungo i corsi d acqua principali a cielo aperto sia all interno sia all esterno dei centri abitati; - Riduzione a 4m per parte per i corsi d acqua principali per i quali è documentato il corretto dimensionamento idraulico;

pag. 6 - Riduzione a 4m per parte per i corsi d acqua intubati o coperti nonché per i corsi d acqua secondari; - Riduzione a 1m per parte lungo i corsi d acqua intubati o coperti di cui è documentato il corretto dimensionamento idraulico. Si evidenzia che negli allegati cartografici, la rappresentazione grafica delle fasce di rispetto del reticolo idrico minore ha un valore puramente indicativo; la distanza dal corso d acqua dovrà essere in tutti i casi determinata sulla base di misure dirette in situ secondo le modalità sopra descritte. In diversi punti del territorio comunale si verifica la presenza di opere, all interno delle fasce di rispetto, nel Regolamento Normativo allegato, è stato introdotto apposito capitolo del regolamento di polizia idraulica per la disciplina della situazione. In ogni caso le distanze sopra riportate potranno essere puntualmente ridotte sulla base di approfondimenti idraulici opportunamente condotti da figure tecniche competenti di adeguata professionalità. Dovranno comunque essere tali da garantire le operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria dei corsi d acqua relativi. 7. ZONE A RISCHIO DI ESONDAZIONE Ai sensi dell Allegato B della D.G.R. 7/13950 le fasce di rispetto devono tenere conto delle aree storicamente soggette ad esondazioni e delle aree interessabili da fenomeni erosivi e di divagazione dell alveo. Le aree interessate da fenomeni erosivi, già definite in apposito studio geologico e relative principalmente al Montenetto, sono state inglobate nelle fasce di rispetto di cui al capitolo precedente. Si è invece stabilito di individuare autonomamente le aree a rischio di esondazione che saranno poi oggetto di specifica regolamentazione. Queste sono: 1. Fiume Mella Fasce A,B,C di cui al Piano stralcio per l assetto idrogeologico P.A.I: fanno riferimento le prescrizioni di cui alle N.T.A del P.A.I. stesso con la precisazione che è in corso di definizione la regolamentazione da parte del comune delle attività consentite, dei limiti e dei divieti per i territori ricadenti nella Fascia C. 2. Zona a rischio di esondazione della Roggia Garzetta: individuata in zona Fenili Belasi sulla base dei dati idraulici a disposizione relativi all onda di piena della Roggia Garzetta e sulla base dell orografia e urbanizzazione locale.

pag. 7 Si tratta di una zona determinata tenendo conto dell attuale capacità di trasporto della Roggia Garzetta; il risezionamento del vaso di cui all Accordo di programma per la realizzazione di interventi sul regime delle acque nella zona posta a Sud Ovest di Brescia sottoscritto dai Comuni di Brescia, Capriano del Colle, Castelmella e Flero in data 18/12/2002, porterà a ridurre l estensione dell area e il livello di rischio. 3. Zona a rischio di esondazione Roggia Capriana: individuata nell abitato di Capriano sulla base dei dati idraulici a disposizione relativi alla roggia Capriana (Studio Generale del Montenetto) e sulla base dell orografia e urbanizzazione locale. Anche in questo caso l area di rischio è conseguente all attuale capacità di trasporto della Roggia Capriana; la realizzazione del canale già previsto nel progetto definitivo delle Opere per la formazione del fugatore nel Fiume Mella per lo smaltimento delle acque di supero della Roggia Capriana redatto dalla scrivente Studio nel Luglio 1998 nonché il completamento delle opere di cui al Piano generale per la sistemazione idraulica del Montenetto redatto dallo scrivente Studio nel Dicembre 1995 porterà a ridurre l estensione dell area e il livello di rischio. 8. CONCLUSIONI Come indicato dalla D.G.R. 25 gennaio 2002, n 7/7868 modificata secondo la D.G.R. 1 agosto 2003 n 7/13950, l elaborato di cui al presente documento, comprensivo della parte cartografica e di quella normativa, dovrà essere oggetto di apposita variante allo strumento urbanistico. Tale elaborato dovrà essere preventivamente sottoposto alla Sede Territoriale Regionale competente, per l espressione di parere tecnico vincolante sullo stesso. Eventuali modifiche dovranno essere approvate con la medesima procedura. La D.G.R. 25 gennaio 2002, n 7/7868, modificata dalla D.G.R. 1 agosto 2003 n 7/13950 dispone che per tutte le pratiche di polizia idraulica, per le quali nel 2001, non è stato determinato il canone, si dovranno applicare i canoni regionali di polizia idraulica di cui all allegato C ; l Amministrazione Comunale dovrà quindi provvedere al calcolo e alla riscossione di tali canoni relativamente ai vasi di sua competenza. Si dovranno poi censire lungo tutto il reticolo idrico minore di competenza comunale, le opere esistenti, soggette a canone di polizia idraulica ai sensi dell allegato C della D.G.R. ma per le quali non c è riscontro di autorizzazione e di proventi da introito di canoni. Questa operazione riveste particolare importanza considerato che i proventi dall introito dei canoni dovrebbero contribuire al finanziamento delle opere di manutenzione per tutto il reticolo minore di competenza comunale.

pag. 8 Per quanto riguarda il pronto intervento le procedure sono regolamentate dalla Regione Lombardia con D.D.U.O. 8/05/2002 n. 7745 del 08/05/2002 che fornisce le linee guida per le procedure di urgenza e di somma urgenza. STUDIO PEZZAGNO Dott. Ing. Paolo Pezzagno Via Tosio, 1 Brescia C.F. P.I.: 03387320173 Albo Ingegneri di Brescia N 2706 STUDIO PEZZAGNO Dott. Ing. Francesco Pezzagno Via Tosio, 1 Brescia C.F. P.I.: 03387320173 Albo Ingegneri di Brescia N 960