CARTA ITTICA ALLEGATO C. della provincia di lodi. Schede dei Crostacei Decapodi Censiti. Provincia di Lodi

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1 Provincia di Lodi CARTA ITTICA della provincia di lodi ALLEGATO C Schede dei Crostacei Decapodi Censiti A cura di: Simone Rossi, Andrea Modesti, Sara Filippini

2 2009 Provincia di Lodi Coordinamento: Settore Tutela Territoriale e Ambientale Servizio Fauna, Ambiente Naturale e Vigilanza Volontaria Foto di copertina: Andrea Modesti Fotografie: Simone Rossi, salvo diversa indicazione Elaborazione GIS e cartografie: Sara Filippini, Elena Ciraudo Grafica e stampa: Sollicitudo arti grafiche - Società cooperativa sociale - Lodi Citazione bibliografica consigliata: Rossi S., Modesti A, Filippini S., Carta Ittica della Provincia di Lodi. Amm.ne Prov.le di Lodi, 204 pp. + CD-Rom allegato Rossi, Simone Carta ittica della Provincia di Lodi / S. Rossi, A. Modesti, S. Filippini Lodi : Amministrazione provinciale di Lodi, p. : ill. ; 30 cm + 1 CD-Rom I. Modesti, Andrea II. Filippini, Sara 1. Pesci d acqua dolce Lodi <prov.> 2. Lodi <prov.> - Carte idrografiche (ed. 21. CDD)

3 GUIDA ALLA CONSULTAZIONE pag. 5 ELENCO DELLE SPECIE DESCRITTE pag GAMBERETTO DI FIUME pag GAMBERO DI FIUME AUTOCTONO pag GAMBERO DELLA LOUISIANA pag. 12 Indice 4. GAMBERO AMERICANO pag. 16

4 4 Carta Ittica Provinciale

5 Vengono descritte in questo documento tutte le specie di crostacei decapodi (nello specifico, gamberi e gamberetti d acqua dolce) delle quali si è riscontrata la presenza nel territorio provinciale durante il periodo di indagine; il criterio di presentazione delle specie è tassonomico. Ogni scheda è strutturata nel seguente modo: 1. nome comune e nome scientifico; 2. fotografia; 3. mappa di distribuzione nel territorio provinciale; 4. descrizione dello status e della fenologia della specie, con particolare riferimento alla situazione nel territorio lodigiano. Descrizione delle preferenze ambientali, delle dinamiche di espansione/contrazione e delle criticità legate alla diffusione (nel caso delle specie esotiche); 5. (per i due taxa esotici): grafici relativi alle frequenze di rinvenimento ed alle abbondanze relative per le differenti tipologie funzionali, di substrato, di trasparenza e di corrente. Per le specie autoctone, la mappa di distribuzione è rappresentata in toni di verde, con un colore pieno in caso di rinvenimento diretto ed in verde tenue in caso di segnalazione storica. Per le specie esotiche sono stati scelti per la mappa di distribuzione il colore rosso nel caso di specie di recente introduzione ed il colore arancione nel caso di specie di non recente introduzione; parimenti, i grafici sono in toni di bordeaux per Procambarus clarkii (recente introduzione) e di arancione per Orconectes limosus (di non recente introduzione). Guida alla Consultazione Allegato C - Schede dei crostacei decapodi censiti 5

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7 Specie autoctone Ordine: Decapodi Famiglia: Palemonidi Specie: Gamberetto di fiume Palaemonetes antennarius Ordine: Decapodi Famiglia: Astacidi Specie: Gambero di fiume autoctono Austropotamobius pallipes italicus Specie alloctone Ordine: Decapodi Famiglia: Cambaridi Specie: Gambero della Louisiana Procambarus clarkii Ordine: Decapodi Famiglia: Cambaridi Specie: Gambero americano Orconectes limosus Elenco delle specie descritte Allegato C - Schede dei crostacei decapodi censiti 7

8 1. Gamberetto di fiume Palaemonetes antennarius 8 Allegato C - Schede dei crostacei decapodi censiti

9 Il gamberetto di fiume è una specie autoctona appartenente alla famiglia dei Palaemonidi. Tipicamente potamale, colonizza in genere i laghi ed i tratti inferiori dei fiumi. Relativamente comune in passato nella pianura padana, tanto da essere utilizzato come esca per la cattura di specie ittiche quali gli storioni, sembrerebbe oggi in forte regressione, ed è rinvenuto con certezza esclusivamente nella porzione terminale del colatore Brembiolo. Il quadro apparentemente allarmante che emerge dovrebbe fungere da monito per l avvio di ricerche specifiche volte a meglio identificare l attuale areale di distribuzione della specie e ad intraprendere contestualmente specifiche misure di salvaguardia. Allegato C - Schede dei crostacei decapodi censiti 9

10 Gambero di fiume Autoctono 2. Austropotamobius pallipes italicus 10 Allegato C - Schede dei crostacei decapodi censiti

11 Il gambero di fiume è una specie autoctona appartenente alla famiglia degli Astacidi, il cui areale di distribuzione originario comprendeva anche il territorio lodigiano. In particolare, Austropotamobius pallipes italicus era segnalato con certezza nei canali di drenaggio della Piana di San Marco (Riserva Naturale Regionale e SIC/ZPS Monticchie, Somaglia) e nella roggia Il Rio (Boffalora d Adda). In entrambi i casi la segnalazione non è stata più riconfermata in tempi recenti. La diffusa presenza del gambero della Louisiana nella Riserva Naturale di Monticchie fa presupporre anzi che la specie autoctona si sia già estinta in tale sito, in quanto Procambarus clarkii svolge il ruolo di vettore di Aphanomyces astaci, agente eziologico della peste del gambero, patologia che può comportare la scomparsa di intere popolazioni di Austropotamobius pallipes italicus. Il recente ritrovamento di un soggetto adulto di Procambarus clarkii a pochi chilometri dal punto di segnalazione storica sulla roggia Il Rio fa ritenere che anche in questo secondo sito, se ancora presente, il gambero di fiume autoctono abbia poche possibilità di sopravvivere. Sulla base di quanto affermato è da ritenere probabile l attuale estinzione di Austropotamobius pallipes italicus all interno del territorio provinciale. Allegato C - Schede dei crostacei decapodi censiti 11

12 Gambero della Louisiana 3. Procambarus clarkii 12 Allegato C - Schede dei crostacei decapodi censiti

13 Il gambero rosso delle paludi della Louisiana, appartenente alla famiglia dei Cambaridi e di provenienza americana, è stato introdotto in Europa negli anni 70 del XX secolo. La specie è presente in 42 dei 157 punti di monitoraggio (26,8% del totale). Analizzando la mappa di distribuzione lodigiana, è possibile individuare tre focolai di diffusione iniziale. Il più meridionale è legato al Po ed alla rete di bonifica della Bassa lodigiana; il secondo compare lungo il bacino del Lambro ed è probabilmente da mettere in relazione con il complesso di colature e scoli facenti capo ad una porzione territoriale dedita alla risicoltura; il terzo è legato alla zona medio-bassa della Muzza ed è probabilmente riconducibile a popolazioni introdotte accidentalmente e che hanno trovato condizioni idonee per svilupparsi ed espandersi. La specie è estremamente adattabile ed in grado di colonizzare ambienti anche molto differenti tra loro; le attuali frequenze di rinvenimento sono pertanto da considerarsi parziali e tendenzialmente in aumento. È probabile una rapida colonizzazione, nel giro di pochi anni, della gran parte dei corpi idrici del territorio lodigiano. Dal punto di vista delle preferenze ambientali, la specie sembra prediligere acque con substrati fini, a lento decorso e con acqua molto torbida, essendo tuttavia in grado di occupare anche le porzioni tranquille di altre tipologie ambientali. La presenza diffusa della specie risulta particolarmente grave, in quanto il gambero della Louisiana svolge il ruolo di vettore di Aphanomyces astaci, agente eziologico della peste del gambero, oltre che di altri patogeni di varia origine (funghi, virus, trematodi, eccetera). La sua espansione impedisce pertanto la predisposizione di futuri programmi di reintroduzione del gambero autoctono Austropotamobius pallipes italicus all interno del territorio provinciale, in quanto l astacide è particolarmente sensibile nei confronti dell afanomicosi. Frequenza di rinvenimento nelle differenti tipologie funzionali. Allegato C - Schede dei crostacei decapodi censiti 13

14 Frequenza di rinvenimento con le differenti tipologie di substrato. Frequenza di rinvenimento in differenti condizioni di corrente. 14 Allegato C - Schede dei crostacei decapodi censiti

15 Frequenza di rinvenimento in differenti condizioni di trasparenza dell acqua. Giovane di Procambarus clarkii Allegato C - Schede dei crostacei decapodi censiti 15

16 4. Gambero Americano Orconectes limosus 16 Allegato C - Schede dei crostacei decapodi censiti

17 Il gambero americano, appartenente alla famiglia dei Cambaridi, è stato introdotto in Europa verso la fine dell Ottocento; l epoca di introduzione in Italia non è nota. Nonostante la prima segnalazione italiana sia del 1990, è presumibile che la specie fosse già presente da tempo all interno dei confini nazionali. In particolare, nel territorio lodigiano sono numerose le segnalazioni storiche (di anni fa) da parte dei pescatori dilettanti, di siti con presenza di presunti gamberi autoctoni nei quali oggi è catturabile Orconectes limosus. La specie è presente in 16 dei 157 punti di monitoraggio realizzati (10,2% del totale). Analizzando la mappa di distribuzione lodigiana, si nota come il gambero americano sia localizzato essenzialmente lungo il sistema superiore della Muzza, attraverso il quale sembrerebbe espandersi verso l Adda; sono inoltre presenti popolazioni di Orconectes limosus anche lungo il corso principale del Po; dato interessante è l occasionale simpatria con il gambero della Louisiana Procambarus clarkii. La specie, apparentemente meno invasiva e con una cinetica di espansione più lenta, è relativamente adattabile ed è in grado di colonizzare differenti tipologie ambientali; la mancata presenza in alcune di esse è da attribuirsi alla relativa lontananza dai focolai di partenza e non all avversità degli habitat. La specie sembrerebbe prediligere le acque lotiche, con velocità di corrente media e laminare, con fondo di ghiaia e sabbia (non disdegnando tuttavia i sedimenti più fini) e con leggera velatura, spesso indicatrice di un moderato carico organico veicolato. In analogia con quanto descritto per il gambero della Louisiana, la specie svolge il ruolo di vettore di Aphanomyces astaci, agente eziologico della peste del gambero. La sua espansione pertanto rende irrealistico ipotizzare futuri programmi di reintroduzione del gambero autoctono Austropotamobius pallipes italicus all interno del territorio provinciale, in quanto l astacide è particolarmente sensibile nei confronti dell afanomicosi, e gli eventuali soggetti introdotti sarebbero destinati a perire entro breve tempo. Frequenza di rinvenimento nelle differenti tipologie funzionali. Allegato C - Schede dei crostacei decapodi censiti 17

18 Frequenza di rinvenimento con le differenti tipologie di substrato. Frequenza di rinvenimento in differenti condizioni di corrente. 18 Allegato C - Schede dei crostacei decapodi censiti

19 Frequenza di rinvenimento in differenti condizioni di trasparenza dell acqua. Allegato C - Schede dei crostacei decapodi censiti 19

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