Ecolezione : a cura di Matteo Franco e Andrea Bortolotto classe 2 c IPAA G. Corazzin, ISISS Cerletti

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1 Ecolezione : a cura di Matteo Franco e Andrea Bortolotto classe 2 c IPAA G. Corazzin, ISISS Cerletti

2 Cos è la biodiversità? Il termine biodiversità è stato coniato nel 1988 dall'entomologo americano Edward O. Wilson La biodiversità può essere definita come la ricchezza di vita sulla terra: i milioni di piante, animali e microrganismi, i geni che essi contengono, i complessi ecosistemi che essi costituiscono nella biosfera. Questa varietà non si riferisce solo alla forma e alla struttura degli esseri viventi, ma include anche la diversità intesa come abbondanza, distribuzione e interazione tra le diverse componenti del sistema.. La biodiversità, quindi, esprime il numero, la varietà e la variabilità degli organismi viventi e come questi varino da un ambiente ad un altro nel corso del tempo.

3 La biodiversità in tutte le sue forme è il prodotto del processo evolutivo che si è compiuto in più di 3,5 miliardi di anni ed è fondamentale per rendere possibile la vita sul pianeta al variare delle condizioni ambientali

4 Perché è importante la biodiversità? La biodiversità rafforza la produttività di un qualsiasi ecosistema (di un suolo agricolo, di una foresta, di un lago, e via dicendo). Infatti è stato dimostrato che la perdita di biodiversità contribuisce all insicurezza alimentare ed energetica, aumenta la vulnerabilità ai disastri naturali, come inondazioni o tempeste tropicali, diminuisce il livello della salute all interno della società, riduce la disponibilità e la qualità delle risorse idriche e impoverisce le tradizioni culturali.

5 Hot spot Gli hot spot di biodiversità (o punti caldi di biodiversità) sono trentaquattro luoghi sulla Terra in cui vive la maggior parte della biodiversità Per essere qualificato come hot spot un luogo deve avere almeno 1500 vegetali endemici (0,5 del totale planetario) e deve aver subito perdite per almeno il 70% dell'habitat originario. Nei 34 punti caldi vive il 44% di tutti i vertebrati terrestri e il 35% di tutte le piante su una superficie pari ad appena l'1,4% di tutte le terre emerse.

6 Biodiversità nella regione mediterranea La regione mediterranea è considerata uno degli hot spot più ricchi del mondo per quanto concerne la biodiversità. Tutti gli studi biologici sull area mediterranea, sottolineano il numero elevato di specie endemiche, che può raggiungere e superare, il 40% in alcuni gruppi di organismi come nel caso delle piante. Le ragioni di questa elevata diversità sono: La sua geomorfologia complessa e conseguentemente la varietà del suo clima e dei suoli, che risultano in una vastità di ambienti pedoclimatici; La storia geologica e climatica che ha determinato il susseguirsi e la sovrapposizione di differenti episodi di colonizzazione da parte delle specie; La sua posizione geografica tra l area boreale eurasiatica e quella tropicale/subtropicale africana che facilita la presenza di specie originarie di quasi tutti i reami biogeografici.

7 Come si presenta la situazione della biodiversità in Italia? c sull'icona per inserire un'immagine L Italia è tra i Paesi europei più ricchi di biodiversità. La varietà di condizioni biogeografiche, geo-morfologiche e climatiche che caratterizza il suo territorio fa di essa una straordinaria area di concentrazione sia di specie, sia di habitat. In Italia sono stati identificati diversi punti ad alta densità di biodiversità di importanza planetaria (chiamati hot spot), come quelli localizzati nelle isole tirreniche, nelle Alpi Marittime e Liguri, senza contare altre aree, quale ad esempio la catena appenninica, caratterizzate da un elevato numero di specie endemiche. L Italia è il Paese europeo che in assoluto presenta il più alto numero di specie; in particolare, essa ospita circa la metà delle specie vegetali e circa un terzo di tutte le specie animali attualmente presenti in Europa.

8 Il concetto di biodiversità abbraccia tre dimensioni o livelli gerarchici: La diversità genetica o intaspecifica, si riferisce alla variazione di geni eterozigoti entro la specie; essa comprende la variabilità all interno di una popolazione e quella tra popolazioni della stessa specie. La diversità specifica, si riferisce alla variabilità ed alla varietà di specie e genotipi entro un area, una regione, ed alla relazione tra le specie. La diversità ecosistemica, si riferisce alla differenziazione di ambienti fisici, di raggruppamenti di specie di piante di animali e microrganismi e di processi ed interazioni che ristabiliscono tra loro

9 Quali sono le principali minacce alla biodiversità? Esistono diversi fattori di perdita di biodiversità. A scala globale, il principale fattore di perdita di biodiversità animale e vegetale sono la distruzione, la degradazione e la frammentazione degli habitat, a loro volta causate sia da calamità naturali (ad esempio: incendi, eruzioni vulcaniche, tsunami, alluvioni, ecc.) sia e soprattutto da profondi cambiamenti del territorio condotti ad opera dell uomo. Altri fattori sono: i cambiamenti climatici l inquinamento l introduzione di specie alloctone la caccia e pesca eccessive e indiscriminate

10 Cosa fare? Nel 1992 i rappresentanti di tutte le nazioni si sono riuniti a Rio de Janeiro per tentare di trovare un accordo per la salvaguardia della biodiversità sulla Terra. Da quell'importante consesso è nata la Convenzione sulla biodiversità, che indica le misure che ogni paese deve adottare per raggiungere questo obiettivo primario. Il principio ispiratore della Convenzione è l'uso sostenibile delle risorse da parte dell'uomo. Le popolazioni umane devono imparare a utilizzare la biodiversità che le circonda e che rappresenta l'unica garanzia di vita sul Pianeta, in modo da proteggerla e mantenerla integra per le generazioni future. Questo vuol dire che gli ambienti e gli esseri viventi che vi abitano dovranno essere conservati e utilizzati dall'uomo in modo tale da rispettarne la vita e permetterne la riproduzione.

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