FUSINA S.R.L. INDAGINI NEL SOTTOSUOLO

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1 FUSINA S.R.L. INDAGINI NEL SOTTOSUOLO COMMITTENTE : M + ASSOCIATI SEREGNO (MB) 2165_15 STUDIO IDROGEOLOGICO E IDRAULICO IN SUPPORTO AL PROGETTO DI UN PERCORSO CICLOPEDONALE NEL COMUNE DI MELZO (MI), DA CASCINA SAN CARLO AL CONFINE COMUNALE CON VIGNATE (MI) MONZA, 17 NOVEMBRE 2015 Via Boccioni, Monza Tel. 039/ Fax 039/ Cell. 348/ C.F. e P.IVA R.E.A

2 1 PREMESSA INQUADRAMENTO GEOGRAFICO INQUADRAMENTO TOPOGRAFICO INQUADRAMENTO IDROGEOLOGICO PIEZOMETRIA CARTA DELLA FATTIBILITA GEOLOGICA PER LE AZIONI DI PIANO INQUADRAMENTO IDROGRAFICO STUDIO IDRAULICO VALUTAZIONE FINALE...8 ALLEGATI Tavola 1: Tavola 2: Tavola 3: Ubicazione dell area di intervento Stralcio della carta idrografica Stralcio della carta di fattibilità geologica per le azioni di piano M+ Associati 1

3 1 PREMESSA La presente relazione costituisce uno studio idrogeologico e idraulico in supporto al progetto di realizzazione di un nuovo percorso ciclopedonale nel comune di Melzo (MI), da Cascina San Carlo al confine comunale con Vignate (MI). La relazione illustrata in queste pagine è stata svolta al fine di una valutazione di compatibilità idraulica dell area in oggetto; le informazioni necessarie sono state estrapolate dallo Studio geologico e idrogeologico allegato al Piano di Governo del Territorio comunale, dallo Studio di fattibilità della sistemazione idraulica dei corsi d acqua naturali e artificiali all interno dell ambito idrografico di pianura Lambro-Olona, commissionato dall Autorità di Bacino del fiume Po, e dai dati in nostro possesso relativi a cantieri limitrofi. 2 INQUADRAMENTO GEOGRAFICO L area in oggetto si colloca nella porzione nord-occidentale del territorio comunale di Melzo, sulla sponda destra del Torrente Molgora, nella sezione a nord della linea ferroviaria Milano-Treviglio. Area di intervento Foto aerea dell area di studio. M+ Associati 2

4 3 INQUADRAMENTO TOPOGRAFICO L intero percorso ciclopedonale si svilupperà da una quota massima di 121,23 metri s.l.m. ad est, in corrispondenza del Torrente Molgora, ad una quota di 120,3 metri s.l.m. ad ovest, in corrispondenza del confine comunale. La quota minima sarà di 119,1 metri s.l.m., raggiunta in corrispondenza del cambio di direzione della Roggia Rogorone, all incirca a metà percorso. 4 INQUADRAMENTO IDROGEOLOGICO Nel sottosuolo dell area milanese e del settore mediano della pianura Padana compresa tra l Adda e il Ticino sono state individuate tre litozone sedi di importanti acquiferi. Le tre litozone hanno, dall alto verso il basso, una granulometria decrescente e la loro denominazione è la seguente: A - Litozona sabbioso ghiaiosa: Molto importante per via dell intenso sfruttamento essendo sede della falda superficiale, è in pratica l acquifero tradizionale. Questa litozona corrisponde ai depositi del livello fondamentale della pianura, ai depositi terrazzati con ferretto ed al ceppo, ovvero a le unità caratterizzate da granulometrie elevate. La granulometria è in genere decrescente da nord verso sud, sia dall alto verso il basso e sia longitudinalmente. Gli spessori di questa litozona sono molto importanti al fine di valutare anche le potenzialità idriche della regione. A tal scopo si è raccolta una notevole documentazione relativa a sondaggi effettuati nel territorio di Melzo e comuni limitrofi per cercare di ricostruire il livello base inferiore della litozona. Il livello inferiore viene identificato da tutti con la comparsa dei primi orizzonti argillosi che isolano la falda superficiale dalle falde semi-artesiane sottostanti. Dalle analisi dei dati a disposizione per l area di Melzo si è stabilito che la profondità del livello base è di metri dal piano campagna. B - Litozona sabbioso-argillosa: Contiene degli importanti acquiferi separati dal primo da alcuni livelli argillosi. L importanza è data dal fatto che nel corso degli ultimi anni per via dell inquinamento della falda superficiale in alcune zone della pianura lombarda questo acquifero è stato ricercato e sfruttato nel corso delle nuove perforazioni. Si tratta di una litozona a granulometria fine con livelli sabbiosi alternati a orizzonti argillosi che spesso isolano piccole falde all interno M+ Associati 3

5 dell acquifero. La potenzialità di questo acquifero è molto limitata per via della scarsa potenzialità laterale degli strati permeabili. Se ne raccomanda quindi un uso attento e riservato solo alle acque per uso potabile. C - Litozona argillosa: Sede degli acquiferi profondi. La litozona è composta da sedimenti di origine marina molto fini con diffuse intercalazioni limose sede dell acquifero. Le acque di questo acquifero sono generalmente sconsigliate all uso potabile per via di presenza di liquidi salati o salmastri. Le tre litozone testimoniano l evoluzione della pianura Padana avvenuta nel corso della storia geologica. La prima litozona rappresenta un ambiente di trasporto e sedimentazione ad energie elevate, continentale di ambiente fluviale e fluvioglaciale; la litozona sabbioso argillosa un ambiente di transizione tra la prima e l ultima litozona; la terza un ambiente marino di sedimentazione in acque calme. 5 PIEZOMETRIA La falda superficiale nel territorio di Melzo è una falda monostrato, divisa occasionalmente da livelli a permeabilità ridotta. La falda presenta delle ottime possibilità di ricarica sia dalle acque piovane, che si infiltrano nel terreno con facilità, sia dalle acque irrigue che soprattutto nel periodo estivo, quando l attività agricola richiede dei forti apporti idrici, permettono al livello della falda di innalzarsi decisamente con oscillazioni che raggiungono escursioni medie di diversi metri. In particolare, i valori registrati variano da 4,0 metri a 8,5 metri dal piano campagna (escursione di 4.5 metri). 6 CARTA DELLA FATTIBILITA GEOLOGICA PER LE AZIONI DI PIANO La Carta di fattibilità geologica delle azioni di piano, di cui riportiamo uno stralcio in tavola 3, rappresenta la sintesi tra valutazioni sulla pericolosità del territorio esaminato e l idoneità all urbanizzazione dello stesso. L area oggetto di intervento ricade in classe di fattibilità 4C - Fattibilità con gravi limitazioni : M+ Associati 4

6 Descrizione: Aree allagabili per eventi di piena con tempo di ritorno inferiore a 10 anni, individuate in base alle ricostruzioni storiche degli eventi di piena del Molgora ed alle caratteristiche morfologiche stazionali. La tavola 3 mostra che in prossimità dell area di intervento compaiono anche le classi 4B e 4B*, ossia le fasce di rispetto dei corsi d acqua (Torrente Molgora e canali irrigui), per le quali la fattibilità permane con gravi limitazioni. 7 INQUADRAMENTO IDROGRAFICO L idrografia principale è rappresentata, per l area in oggetto, dal Torrente Molgora, che scorre con direzione generale nord-sud. Riferendosi al lavoro Studio di fattibilità della sistemazione idraulica dei corsi d acqua naturali e artificiali all interno dell ambito idrografico di pianura Lambro-Olona, commissionato dall Autorità di Bacino del fiume Po (datato giugno 2004), per la parte inerente le esondazioni del Torrente Molgora, è possibile affermare che l area in oggetto è collocata all interno dell area a monte del ponte ferroviario sul torrente. 8 STUDIO IDRAULICO Il bacino del Torrente Molgora è suddiviso in diversi sottobacini e l area oggetto di intervento appartiene al sottobacino MOL12. Il sottobacino MOL12, afferente all asta del Molgora, ha un estensione di circa 6,54 km 2 (di cui 3,34 km 2 naturali e 3,2 km 2 urbanizzati) e comprende il territorio del comune di Melzo. Tale bacino è in parte urbanizzato, con versanti pianeggianti privi di reticolo superficiale in grado di recapitare nel Molgora le portate meteoriche, ed in parte poco urbanizzato e con versanti acclivi; pertanto il suo comportamento idrologico è sia di tipo urbano sia naturale. Considerando la curva di possibilità pluviometrica centennale relativa a tale sottobacino, l altezza di precipitazione lorda è pari a 160,4 mm, a cui corrispondono 0,51 milioni di metri cubi, considerando la sola parte urbana del bacino. M+ Associati 5

7 L idrogramma rappresenta l onda in ingresso alla rete fognaria; esso ha una portata al colmo pari a 21,8 m 3 /s e un volume complessivo pari a circa 0,15 milioni di metri cubi, per cui il coefficiente di afflusso naturale medio è pari a circa 0,29. CRITICITA RISCONTRATE L esondazione nelle aree naturali comprese tra gli abitati di Gorgonzola e Melzo, si sviluppa per una lunghezza di circa 2,5 km ed interessa un ampia fascia dislocata soprattutto in sponda destra. Le aree interessate sono soprattutto adibite all agricoltura, hanno un estensione di circa m 2 e producono una riduzione di portata di 20 m 3 /s. L intera area di allagamento è limitata dalla presenza di infrastrutture viarie, quali la SP13, la SP103, la rete ferroviaria Milano-Melzo ed in sponda destra da un terrazzamento naturale. La presenza di limiti naturali e artificiali alla propagazione dell allagamento, la mancanza di un arginatura continua lungo le sponde del torrente nonché la particolare morfologia del territorio, non permettono l accumulo di volumi importanti capaci di ridurre il volume dell idrogramma di piena centennale; comunque la presenza di manufatti di attraversamento di limitata capacità idraulica permette una significativa laminazione del picco di portata. M+ Associati 6

8 La causa principale dell allagamento è rappresentata dall insufficienza idraulica dei ponti che attraversano il torrente, interferendo sul libero deflusso della corrente. Infatti solo un ponte, tra i cinque presenti in questo tratto, risulta essere in pressione e non scavalcato (Ponte linea ferroviaria Milano-Melzo), mentre gli altri risultano in pressione e scavalcati. L insufficienza di tali manufatti è evidenziata dalla loro limitata conducibilità idraulica che si attesta attorno a valori di m 3 /s. Inoltre, la canalizzazione dell alveo impone al torrente la sola funzione di trasporto con un aumento considerevole della velocità di deflusso della corrente e conseguente aumento delle perdite di carico al passaggio sotto le luci dei ponti ed attraverso i molteplici restringimenti d alveo che si incontrano in questo tratto. CONDIZIONI DI ALLAGAMENTO L area di intervento è descritta nelle sezioni MOL-22 e MOL- 23 dello Studio di fattibilità della sistemazione idraulica dei corsi d acqua naturali e artificiali all interno dell ambito idrografico di pianura Lambro-Olona. In rosso sono segnate le aree esondabili con evento di piena di Tr=10 anni a monte del ponte ferroviario (sezioni MO-22 e MO-23). La tabella seguente riassume tutte le caratteristiche delle due sezioni M+ Associati 7

9 T=10 T=100 T=500 T=100Pr T 100 ANNI QUOTE Sezione Progressiva Livello Rigurgito LIVELLO INTRADOSSO LIVELLO SU PIANO STRADA (cm) LIVELLO PIANO STRADA QUOTA FONDO SPONDA SX SPONDA DX m m s.m. m s.m. m s.m. m s.m. m m s.m. m s.m. m s.m. m s.m. m s.m. MO ,0 119,1 120,7 122,2 118,5 0,20 118,22 1,53 119,17 116,3 119,24 119, ,0 118,9 120,5 121,7 118,5 116,3 119,24 119,1 MO ,0 118,8 120,5 121,7 118,4 1,40 119,92-0,73 121,23 115,8 120,87 118, ,2 118,5 119,1 119,5 118,1 115,8 120,87 118,7 Prendendo in considerazione la quota topografica di riferimento, che nel nostro caso è la quota strada pari a 121,23 metri s.l.m., ossia la quota massima misurata lungo tutto il percorso della pista ciclopedonale, e considerando le piene di riferimento, si prescrive che tutte le opere di difesa e prevenzione dell area in oggetto dovranno raggiungere una quota superiore a 122,2 metri s.l.m. 9 VALUTAZIONE FINALE Alla luce di quanto sopra, viste le caratteristiche progettuali dell intervento fornite dai progettisti, si certifica la compatibilità idraulica e idrogeologica dell intervento, subordinatamente alla prescrizione di 122,2 metri s.l.m. come quota minima di elevazione. Dott. Geol. Fabio Fusina M+ Associati 8

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