Impianti antintrusione

Размер: px
Начинать показ со страницы:

Download "Impianti antintrusione"

Транскрипт

1 Impianti antintrusione Guida alle normative vigenti Edizione A cura di

2

3

4 2

5 Indice 1 Introduzione Pag Obiettivo della guida Pag Presentazione aziendale Pag. 7 2 Le principali linee guida per la realizzazione di un sistema antintrusione Pag Le linee guida Pag Analisi del rischio Pag Ubicazione del sito Pag Livello di prestazione o Grado di sicurezza Pag Classe ambientale Pag Fattori di influenza Pag Diagramma di flusso Pag I componenti di un sistema antintrusione Pag I principali componenti di un sistema antintrusione Pag Sistema antintrusione certificato EN Grado 2 Pag Sistema antintrusione certificato EN Grado 3 Pag I tre livelli di protezione concentrici Pag I tre livelli di protezione Pag. 25 Primo livello 4.2 Protezione volumetrica interna delle aree sensibili Pag Classe ambientale Pag Fattori di influenza Pag. 26 Secondo livello 4.5 Protezione perimetrale esterna dell edificio Pag Classe ambientale Pag Fattori di influenza Pag Sincronismo Pag Protezione volumetrica esterna dell edificio Pag Classe ambientale Pag Fattori di influenza Pag. 36 Terzo livello 4.12 Protezione perimetrale delle aree esterne al nucleo dell edificio Pag Classe ambientale Pag Fattori di influenza Pag Tecnologia RSC - (Remote Sensitivity Control) Pag Sistemi Videoalarm Pag Sistemi Videoalrm Pag Tipologie di Sistema Pag Sistemi Videoalarm CCTV - HD Pag Sistema Videoalarm IP Pag Tipologie di impianti Pag Impianti filari Pag Impianti misti filari e radio Pag. 53 3

6 7 Sistemi wireless Pag Norme CEI EN Pag Wireless Tecnoalarm Pag Protocollo Pag Protocollo Pag Programmazioni radio delle centrali Tecnoalarm Pag Perdita di collegamento periodico Pag Numero di codici Pag Rilevazioni delle interferenze Pag Requisiti e prestazioni delle apparecchiature Pag Schede di qualificazione Pag Formazione Tecnoalarm Pag Corsi formativi per tecnici e per commerciali Pag Attestato di partecipazione Pag Installatori esperti qualificati Pag Qualificazione professionale Pag Teleassistenza tecnica Pag Cavi di collegamento Pag Norme CEI e UNI Pag Norma CEI UNEL Pag Norma CEI Cavi elettrici Pag Tipologie di cavi Pag Cavi schermati e twistati Pag Dimensionamento dei cavi Pag Interconnessioni cablate dedicate Pag Fonti di alimentazione primaria e secondaria Pag Dispositivi di alimentazione Pag Sezione di alimentazione Pag Alimentazione primaria Pag Alimentazione secondaria Pag Autonomia del sistema Pag Fonte di alimentazione supplementare Pag Dimensionamento della sezione di alimentazione Pag Consegna dell impianto Pag Procedura di consegna dell impianto Pag Mantenimento dell efficienza del sistema Pag Programma di manutenzione Pag Avvisi di richiesta manutenzione Pag Contratto di manutenzione Pag Autorizzazione alla manutenzione da remoto Pag Registro di manutenzione Pag Garanzia Pag Monitoraggio e ricezione allarmi Pag Eurocontrol: centrale operativa Tecnoalarm Pag Servizi di monitoraggio Pag. 88 4

7 Indice 16 Dispositivi di notifica telefonica Pag Sezione telefonica Pag Vettori e protocolli Pag Logica di funzionamento Pag Codici di rapporto Pag Obblighi di notifica Pag Comunicatori Pag Protocolli Pag Ciclo di notifica Pag Tacitazioni Pag Il D.M. 37/2008 (ex 46/90): i punti di maggiore interesse Pag Ambito di applicazione Pag Impresa e personale tecnico Pag Lettera b Pag Abilitazione aziendale Pag Pesonale tecnico Pag Progettazione impianti Pag Obblighi del committente Pag Sportello unico per l edilizia Pag Dichiarazione di conformità Pag Le principali norme tecniche del settore antintrusione Pag Normative nazionali ed europee Pag. 101 CEI 79-3 CEI EN CEI CLC/TS CEI EN CEI Elenco normative di settore Pag Definizioni Pag Vocabolario della sicurezza antintrusione Pag Bibliografia Pag Citazione delle fonti Pag Allegati Pag Esempi di protezione di unità abitative secondo la norma CEI 79-3 Pag. 114 Unità abitativa non isolata con accessi posti ad un'altezza > 4m dal suolo Unità abitativa non isolata con accessi posti ad un'altezza < 4m dal suolo e ultimo piano Unità abitativa isolata 2 Normative d obbligo al rispetto della regola dell arte Pag Modulo verbale di presa in carico impianto Pag Informazioni da includere nell offerta di progettazione dell impianto Pag L allegato K delle norme CEI 79-3:2012 Pag Rapporto di fiducia tra installatore e committente Pag Sistema di avviso sonoro Pag

8 6

9 1 Introduzione 1.1 Obiettivo della guida La guida alle normative vigenti di Tecnoalarm ha come obiettivo quello di spiegare in forma semplice e comprensibile come identificare gli elementi principali che costituiscono un impianto antintrusione. Essa si rivolge ai committenti, progettisti ed installatori, evidenziando il quadro normativo di settore sia a livello Italiano (CEI) che Europeo (EN). 1.2 Presentazione aziendale Tecnoalarm, da oltre 40 anni presente nel comparto della sicurezza antintrusione, è oggi considerata un marchio di riferimento internazionale del settore. Tecnologia e design totalmente italiani contraddistinguono da sempre l attività aziendale. Ricerca, progettazione e produzione hanno infatti il loro centro nella sede di San Mauro Torinese, il design dei prodotti è affidato alla prestigiosa matita di Pininfarina. Tecnoalarm può contare in Italia su una rete di distribuzione che, attraverso le varie filiali, agenzie presenti sul territorio Nazionale, copre in modo capillare le esigenze delle aziende specializzate e degli installatori autorizzati. All estero è presente con sedi proprie in Spagna e Francia ed una vasta rete di distributori in Europa, Nord Africa e Medio Oriente che le hanno consentito di divenire, nel tempo, uno dei maggiori player internazionali della sicurezza. 7

10 8

11 2 Le principali linee guida per la realizzazione di un sistema antintrusione 2.1 Le linee guida La progettazione di un impianto di sicurezza nasce da un attenta valutazione del contesto applicativo. Nella fase di sopralluogo è necessario acquisire e valutare tutti i parametri oggettivi necessari per poter redigere un offerta ed un progetto appropriato. La procedura di acquisizione dei parametri necessari può essere sintetizzata in cinque punti: analisi del rischio ubicazione del sito livello di prestazione o Grado di sicurezza classe ambientale fattori di influenza 2.2 Analisi del rischio L analisi quantifica in modo oggettivo l entità del rischio in base ai seguenti parametri: destinazione d uso del sito valore dei beni da proteggere rischi e pericoli dell utenza Un attenta analisi prende in esame ogni possibile via e metodo di intrusione. L analisi classifica quattro Gradi di rischio: più elevato è il rischio, più si presume sia alta la capacità dei soggetti che tenteranno l intrusione, di utilizzare attrezzature più performanti. Grado 1 - Rischio basso Si prevede che gli intrusi o i rapinatori abbiano una scarsa conoscenza degli impianti di sicurezza e dispongano di una limitata gamma di attrezzi facilmente reperibili. Grado 2 - Rischio medio-basso Si prevede che gli intrusi abbiano una scarsa conoscenza degli impianti di sicurezza ma utilizzino una gamma generica di utensili e strumenti portatili. Grado 3 - Rischio medio-alto Si prevede che gli intrusi o i rapinatori abbiano una discreta conoscenza degli impianti di sicurezza e dispongano di una gamma completa di strumenti e di apparecchi elettronici portatili. Grado 4 - Rischio alto Si prevede che gli intrusi o i rapinatori abbiano le capacità e le risorse per pianificare in dettaglio un intrusione o una rapina e che dispongano di una gamma completa di attrezzature, compresi i mezzi di sostituzione dei componenti di un impianto antintrusione. 9

12 2 2.3 Ubicazione del sito Un altro fattore determinante, nell ambito dell analisi del rischio, è rappresentato dall ubicazione del sito da proteggere e dalla sua conformazione. In particolare è necessario valutare: se l abitazione è isolata o vicina ad altre il piano in cui è ubicata l abitazione da proteggere se l abitazione è posizionata in una via privata distante da strade ad alto scorrimento se l esterno dell abitazione, villa o condominio, è ben illuminato se l area è soggetta a lunghi periodi di nebbia i possibili varchi di accesso: porte finestre, lucernari, vani tecnici, bocche di lupo le protezioni di sicurezza passiva disponibili: serrature, blindature, grate Per quanto riguarda l ubicazione del sito la norma CEI 79-3 identifica cinque tipologie impiantistiche. Tipologie impiantistiche Unità abitativa non isolata con accessi praticabili ad un'altezza maggiore di 4m oppure Unità abitativa non isolata con accessi praticabili ad un'altezza minore di 4m e ultimo piano dell edificio (Appartamenti in condomini, ospedali, scuole, uffici, banche, negozi) Unità abitativa isolata (Ville, musei, uffici, banche, negozi) Insediamento industriale (Insediamenti industriali, centri commerciali) Locale corazzato (Caveau) Cassaforte (Locale Cassaforte, ATM) 10

13 Le principali linee guida per la realizzazione di un sistema antintrusione 2.4 Livello di prestazione o Grado di sicurezza Livello di prestazione - La norma italiana CEI 79-3 descrive i quattro livelli di prestazione dell impianto di Allarme Intrusione e Rapina. Grado di sicurezza - La norma Europea CEI EN definisce quattro gradi di sicurezza, che classificano i componenti che compongono un sistema di allarme in base alle loro preastazioni. L insieme delle apparecchiature utilizzate definisce il Grado di sicurezza dell impianto di Allarme Intrusione e Rapina. Si riportano di seguito tre esempi estratti dall ultima edizione 2012 della norma CEI Unità abitativa non isolata (accessi praticabili con h > 4m) Sottoinsieme Rivelatori Livello di prestazione 1 Livello di prestazione 2 Livello di prestazione 3 o 4 Porte e accessi perimetrali O - O + P O O Finestre Pareti Soffitti e tetti Pavimenti Locali T C T C C Oggetto (alto rischio) S Legenda O P T C S Apertura - Protezione realizzata tramite uno o più rivelatori in grado di rilevare tentativi di intrusione attraverso tutti gli accessi praticabili Penetrazione - Protezione realizzata attraverso uno o più rivelatori in grado di rilevare tentativi di effrazione portati a danno delle superfici di tutti gli accessi praticabili Trappola - Protezione realizzata tramite uno o più rivelatori, in genere volumetrici, secondo la metodologia a trappola, a protezione dei corridoi e di locali dove sono contenuti i beni di maggior valore Completa - Protezione realizzata attraverso uno o più rivelatori a protezione dei volumi di tutti gli ambienti dell unità abitativa Oggetto che richiede considerazioni particolari Nella tabella emerge che il primo livello è soddisfatto con il controllo delle porte ed accessi perimetrali ed almeno 1 rivelatore volumetrico in una zona trappola. Il secondo livello aggiunge il controllo di tutte le finestre ed aperture. Il terzo e il quarto livello richiedono una protezione completa dei volumi, delle porte e degli accessi perimetrali. Inoltre devono essere presi in considerazione particolari obbiettivi ad alto rischio quali cassaforti, armadi corazzati, ecc. ed essere quindi adeguatamente protetti con rivelatori dedicati. Fonte: CEI 79-3 (A.2.1) Unità abitativa non isolata (accessi praticabili con h < 4m o ultimo piano) Sottoinsieme Rivelatori Livello di prestazione 1 Livello di prestazione 2 Livello di prestazione 3 o 4 Porte perimetrali O - O + P O O O Finestre O - O + P O O O Altre aperture O - O + P O O O Pareti Soffitti e tetti Pavimenti Locali T C T C C C Oggetto (alto rischio) S S Legenda O P T C S Apertura - Protezione realizzata tramite uno o più rivelatori in grado di rilevare tentativi di intrusione attraverso tutti gli accessi praticabili Penetrazione - Protezione realizzata attraverso uno o più rivelatori in grado di rilevare tentativi di effrazione portati a danno delle superfici di tutti gli accessi praticabili Trappola - Protezione realizzata tramite uno o più rivelatori, in genere volumetrici, secondo la metodologia a trappola, a protezione dei corridoi e di locali dove sono contenuti i beni di maggior valore Completa - Protezione realizzata attraverso uno o più rivelatori a protezione dei volumi di tutti gli ambienti dell unità abitativa Oggetto che richiede considerazioni particolari Fonte: CEI 79-3 (A.2.2) 11

14 2 Livello di prestazione 1 Unità abitativa isolata Sottoinsieme Rivelatori Livello di prestazione 2 Livello di prestazione 3 Livello di prestazione 4 Area esterna (volumi) C C - - C C - C C C Porte perimetrali - O O O+P O O+P O+P O+P O O+P Finestre - O - O+P - O O+P O+P - O+P Altre aperture - O O O+P O O+P O+P O+P O O+P Pareti P Soffitti e tetti P Pavimenti Locali T - C T C T C T C C Oggetto (alto rischio) S S S Legenda O P T C C S Apertura - Protezione realizzata tramite uno o più rivelatori in grado di rilevare tentativi di intrusione attraverso tutte le porte e le finestre, indipendentemente dallo loro ubicazione. Penetrazione - Protezione realizzata attraverso uno o più rivelatori in grado di rilevare tentativi di effrazione portati su tutte le porte e le finestre, indipendentemente dalla loro ubicazione. Trappola - Protezione realizzata tramite uno o più rivelatori, in genere volumetrici, secondo la metodologia a trappola, a protezione dei corridoi e di locali dove sono contenuti i beni di maggior valore. Area esterna - Completa - Protezione realizzata attraverso rivelatori in grado di rilevare i tentativi di intrusione a danno dell area esterna compresa tra il perimetro esterno e l edificio. Locali - Completa - Protezione realizzata attraverso uno o più rivelatori a protezione dei volumi interni al luogo da proteggere, esclusi gli ambienti destinati ai servizi quali, per esempio, bagni, cucine, ripostigli, soffitti. Oggetto che richiede considerazioni particolari. Fonte: CEI 79-3 (A.2.3) Prescrizioni di notifica La tabella rappresenta le varie prescrizioni di apparati destinati a notificare un allarme: sirene (WD - Warning Device) avvisatori telefonici (ATS - Alarm Transmission System) secondo quanto prescritto dalle norme EN Tab.10. Le colonne A, B, C e D sono da intendersi come delle opzioni relative all utilizzo misto tra avvisatori acustici e comunicatori di differenti profili prestazionali. Legenda Apparecchiature di notifica Unità abitativa isolata Sottinsieme Apparati di allarme Livello 1 Livello 2 Livello 3 Opzioni Opzioni Opzioni A B C A B C D A B C D WD sonori con alimentazione remota 2 Op Op 2 Op Op Op 2 Op Op Op WD sonori autoalimentati Op 1 Op Op 1 Op Op Op 1 Op Op ATS principale Op Op ATS1 ATS2 ATS2 ATS2 ATS3 ATS4 ATS4 ATS4 ATS5 ATS supplementare Op Op Op Op Op ATS1 Op Op Op ATS3 Op 12 Op Opzionale ATS1 ATS2 Comunicatori con inoltro vocale. Possono essere sia con vettore PSTN che GSM ATS3 Comunicatori con messaggi cifrati. Trasmissione dati da e per centri di televigilanza ATS4 ATS5 Comunicatori con messaggi crittografati. Trasmissione dati ad alta sicurezza con chiavi di lettura. Riferimenti normativi: CEI EN NOTA 1 I numeri nelle celle indicano il numero di dispositivi di allarme sonori da includere in funzione del grado e dell opzione. NOTA 2 ATS1, ATS2, ATS3, ecc. si riferiscono ai criteri di prestazione specificati in tabella 11 della EN NOTA 3 Le celle di colore grigio indicano combinazioni che non raggiungono il livello di prestazione indicato in testa alla colonna. Fonte: CEI 79-3 (A.2.3)

15 Le principali linee guida per la realizzazione di un sistema antintrusione 2.5 Classe ambientale La classe ambientale definisce l ambito di utilizzo e le condizioni ambientali in cui i dispositivi di un sistema antintrusione devono operare. La norma Europea CEI EN definisce quattro ambiti di utilizzo in base all ubicazione (interni, esterni), alle condizioni climatiche (temperatura, umidità), alle influenze ambientali, all esposizione diretta o indiretta agli agenti atmosferici e identifica 4 classi ambientali: Classe I: installazione in interno in condizioni climatiche controllate (abitazione) Classe II: installazione in interno in condizioni climatiche non controllate (magazzino non climatizzato) Classe III: installazione in esterno ma protetto, coperto da pioggia ed intemperie Classe IV: installazione all esterno, senza protezioni aggiunte Classe ambientale I Interno Influenze ambientali normalmente presenti in ambienti chiusi, quando la temperatura è ben controllata. Esempio: in una proprietà commerciale o residenziale Classe ambientale II Interno generale Influenze ambientali normalmente presenti in ambienti chiusi, quando la temperatura non è ben controllata. Esempio: corridoi, atri o scale, aree non riscaldate, adibite a deposito o magazzini nei quali il riscaldamento è intermittente, negozi, ristoranti Classe ambientale III Esterno riparato o interno in condizioni estreme Influenze ambientali normalmente presenti all aperto, quando gli impianti antintrusione non sono completamente esposti agli agenti atmosferici o, all interno, in condizioni ambientali estreme. Esempio: rimesse, fienili, zone di carico Classe ambientale IV Esterno generale Influenze ambientali normalmente presenti all aperto, quando i componenti degli impianti antintrusione sono completamente esposti alle intemperie. Esempio: prati, giardini, aree industriali esterne 13

16 2 2.6 Fattori di influenza Nel sito di installazione è importante verificare l eventuale presenza di fattori ambientali che possono influenzare il normale funzionamento del sistema antintrusione. I fattori di influenza ambientali possono essere complessivi (influenzare il sistema nel suo complesso) oppure locali (influenzare solo alcuni dispositivi del sistema in particolare i rivelatori). Fattori di influenza ambientale di carattere complessivo possono essere disturbi elettromagnetici generati da: particolari siti industriali linee elettriche ad alta tensioni antenne di trasmissione ponti radio Fattori di influenza ambientale di carattere locale possono essere generati da: colonne di scarico acqua movimento di ascensori forti flussi di persone movimento di automezzi impianti di riscaldamento impianti di condizionamento interferenze elettromagnetiche oggetti sospesi (tende, cartelli) corpi illuminanti I fattori di disturbo elencati possono influenzare il rivelatore in base alla sua tecnologia di rilevazione, ad esempio i primi quattro punti dell elenco possono influenzare rivelatori a microonda, ma non possono influenzare rivelatori ad infrarosso. Nelle aree perimetrali esterne dell edificio la valutazione dei fattori che possono influenzare il funzionamento dei rivelatori si complica a causa delle condizioni operative: tipologia degli spazi limitrofi presenza di animali esposizione alla luce solare condizioni ambientali 14

17 Le principali linee guida per la realizzazione di un sistema antintrusione 2.7 Diagramma di flusso Per realizzare in modo accurato, un sistema di allarme antintrusione rapina, è necessario svolgere le attività illustrate nel successivo diagramma di flusso. Il diagramma indentifica singolarmente le attività e la relativa produzione di documentazione. Alcune delle attività indicate nel diagramma di flusso possono essere eseguite simultaneamente. DIAGRAMMA DI FLUSSO Progettazione dell impianto Pianificazione dell installazione Installazione dell impianto di Allarme Antintrusione Sopralluogo dell area Rischio Sopralluogo tecnico Processo di installazione Sopralluogo dell area Altri fattori di influenza Offerta di progettazione dell impianto corretta Ispezione, Prova e Messa in Servizio Offerta di progettazione dell impianto Piano di installazione Documento di descrizione Legenda PROCESSO DOCUMENTO 15

18 16

19 3 I componenti di un sistema antintrusione 3.1 I principali componenti di un sistema antintrusione La norma CEI 79-3 per poter determinare il livello di prestazione degli impianti di allarme intrusione e rapina, identifica tre sottoinsiemi. SOTTOINSIEME A - Rivelatori SOTTOINSIEME B - Apparati essenziali ed opzioni SOTTOINSIEME C - Dispositivi di allarme COMPONENTI DI UN SISTEMA ANTINTRUSIONE SOTTOINSIEME A RIVELATORI RIVELATORI DA INTERNO RIVELATORI DA ESTERNO VOLUMETRICO PERIMETRALE VOLUMETRICO PERIMETRALE CENTRALI DI CONTROLLO SOTTOINSIEME B APPARATI ESSENZIALI DISPOSITIVI DI COMANDO ORGANI DI ALIMENTAZIONE SOTTOINSIEME C DISPOSITIVI DI ALLARME DISPOSITIVI DI NOTIFICA ACUSTICA DISPOSITIVI DI NOTIFICA TELEFONICA SIRENE VETTORE PSTN VETTORI GSM-GPRS VETTORE IP 17

20 3 3.2 Sistema antintrusione certificato EN Grado 2 Il Sistema antintrusione TP10-42 EN ha ottenuto il certificato di omologazione EN Grado 2. La certificazione è stata conseguita utilizzando i dispositivi esterni indicati nella tabella Sottoinsieme B - Apparati essenziali ed opzioni ed i dispositivi di notifica telefonica indicati nella tabella Sottoinsieme C - Dispositivi di allarme. I dispositivi di notifica acustica indicati nella tabella Sottoinsieme C - Dispositivi di allarme e i rivelatori indicati nella tabella Sottoinsieme A - Rivelatori hanno ottenuto singolarmente il certificato di omologazione EN , Grado 2 o Grado 3, come rispettivamente indicato per ognuno di essi. L utilizzo combinato di queste apparecchiature con Grado di sicurezza 2, consente di realizzare impianti con Livello di prestazione 2 (come indicato dalla norma CEI 79-3). La tabella Sistema TP10-42 EN, elenca le caratteristiche tecniche salienti per il conseguimento della certificazione. Sistema TP10-42 EN Conformità Zone EN Norme EN EN EN Grado di sicurezza 2 Organismo di certificazione IMQ Zone logiche totali 42 Zone filari CPU 4 convenzionali 6 Sensor Bus Uscite Uscite CPU 6 programmabili Memoria eventi Numero di combinazioni Capacità di stoccaggio Tempo di ritenzione eventi > 10 anni Tastiera 6 cifre ( ) Codice falso Segnalato dopo 32 cifre susseguenti Chiave RFID Numero minimo 2 22 Telefonia Alimentatore Batteria Caratteristiche climatiche Trasmettitore telefonico PSTN Vettore PSTN conforme PSTN tempo trasmissione D2 PSTN tempo trasmissione M2 Trasmettitore telefonico GSM (opzionale) GSM tempo trasmissione D2 GSM tempo trasmissione M2 Trasmettitore telefonico IP (opzionale) SP2 modalità (acknowledgement) pass-through ETSI ES R&TTE Vocal mode 12 sec. Contact ID 17 sec. Vocal mode 12 sec. Contact ID 19 sec. SP3 (protocolli standard) SP5 (protocolli criptati 128 o 256bit) SIA IP DC sec. SIA IP DC sec. SP3 (protocolli standard) SP5 (protocolli criptati 128 o 256bit) Comunicatori di sistema 8 Eventi trasmissibili 157 Numeri telefonici (indirizzi IP) 8+8 da 24 caratteri Protocolli di comunicazione 216 Test ciclico server 1 Tipo A 230V AC % 50Hz Conformità EN Consumo I max 450mA AC Valori nominali 14,4V DC Corrente max. erogabile I max. 3A Alloggiamento batteria Tempo di ricarica Classe ambientale Temperatura di funzionamento 1 da 12V/12Ah 80% in circa 24 ore II -10 C +55 C umidità 95% TWINTEC 18 Rivelatore doppia tecnologia. EN Grado 2 Sottoinsieme A - Rivelatori TWINTEC BUS 18 Rivelatore doppia tecnologia. EN Grado N Contatto magnetico, doppio bilanciamento in alluminio. EN Grado 2 18

21 I componenti di un sistema antintrusione Sottoinsieme B - Apparati essenziali ed opzioni LCD300/S Console di comando LCDPROX1 Console di comando con lettore chiave integrato UTS 4.3 PROX Console di comando con lettore chiave integrato UTS C Console di comando DIGITEX Tastiera di comando TP SKN Interfaccia lettore ATPROX Lettore chiave RFID PROXKEY Chiave RFID PROXKEY HS Chiave RFID alta sicurezza ESP4-20 Modulo espansione 4 ingressi standard SPEED 4 Modulo espansione 4 ingressi standard SPEED 8 Modulo espansione 8 ingressi standard SPEED 8 PLUS Modulo espansione 8 ingressi Sensor BUS SPEED 4 PLUS Modulo espansione 4 ingressi standard + 4 ingressi Sensor BUS ESP 8RP Modulo espansione 8 uscite ESP 8RSP Modulo espansione 8 uscite ESP 4RS Modulo espansione 4 uscite SAEL 2010 LED Sirena autoalimentata per esterni EN Grado 3 Sottoinsieme C - Dispositivi di allarme Dispositivi di notifica acustica SIRTEC Sirena autoalimentata per interni EN Grado 2 SAEL 2010 BUS Sirena BUS autoalimentata per esterni EN Grado 3 SIRTEC BUS Sirena autoalimentata per interni EN Grado 3 Dispositivi di notifica telefonica ESP GSM-GPRS Modulo di comunicazione GSM-GPRS Rete cellulare 2G ESP GSM-GPRS 3G Modulo di comunicazione GSM-GPRS Rete cellulare 2G - 3G ESP LAN Modulo di comunicazione Ethernet ESP GSM-GPRS ESP GSM-GPRS ESP LAN TP10-42 EN Autonomia richiesta Autonomia del Sistema Auto-consumo CPU Batteria: 1 x 12V-12Ah Corrente per carica batteria Corrente disponibile per alimentazione dispositivi Grado 2 Sistema non televigilato 12 ore 150mA max. 850mA 850mA Tempo di ricarica batteria: ~20 ore (richiesto 80% in 24 ore per Grado 3 e in 72 ore per Grado 2) 19

22 3 Conformità alle norme EN Mezzi di notifica La tipologia ed il numero degli apparati di notifica allarme sirene (avvisatori ottici acustici) e combinatori (dispositivi di telecomunicazione) è regolamentata a livello impiantistico dalla norma italiana CEI 79-3:2012 e stabilita dalla norma EN ll Sistema TP10-42 EN omologato al Grado di sicurezza 2 deve essere corredato da mezzi di notifica indicati nella tabella Prescrizioni mezzi di notifica scegliendo una delle opzioni A, B, C, D. L ATE (Alarm Transmission Equipment) che equipaggia il Sistema TP10-42 EN è un vettore di comunicazione PSTN, ad esso è possibile affiancare i vettori opzionali ESP GSM-GPRS ed ESP LAN (modalità vocale), oppure dati. Apparecchiature di notifica Sistema TP10-42 EN - Prescrizioni mezzi di notifica Opzioni A B C D Sirena non autoalimentata (WD) 2 Op Op Op Sirena autoalimentata (WD) Op 1 Op Op Sistema supplementare Classificazione della comunicazione* di trasmissione (ATS) SP2 SP2 DP1 SP3 *Le classificazioni e le denominazioni derivano dalle norme CEI EN Requisiti generali per i sistemi di trasmissione allarmi Legenda Op Opzionale ATS Alarm Transmission System WD Warning Device (Sirena) DP Dual Path (indica che sono necessari due vettori di comunicazione). Il numero indicato classifica la prestazione secondo la norma EN SP Single Path (indica che è necessario un solo vettore di comunicazione). Il numero indicato classifica la prestazione secondo la norma EN NOTA Il numero all interno della cella indica la quantità minima di dispositivi richiesti dal grado 2 per ognuna delle 4 opzioni previste. Se si desidera ottenere prestazioni superiori è consentito aumentare il numero degli avvisatori acustici e/o degli apparati di notifica. Fonte: EN /A2 (8.6.4) Sistema TP10-42 EN - Classificazione della comunicazione VETTORE PROTOCOLLO REPORTING TIME CLASSIFICAZIONE PSTN STANDARD 25h SP2 STANDARD 30min SP3 ESP LAN* ALTA SICUREZZA 180sec SP4 90sec SP5 PSTN + ESP LAN* STANDARD 25h DP1 PSTN + ESP LAN* ALTA SICUREZZA 180sec DP3 *In luogo del dispositivo ESP LAN si può utilizzare il dispositivo ESP GSM-GPRS PROTOCOLLO REPORTING TIME I dispositivi ESP LAN e ESP GSM-GPRS possono operare utilizzando protocolli di comunicazione dati, di tipo Standard o ad Alta sicurezza Tempo massimo entro il quale deve essere effettuata una connessione verso il CRA o chiamata di test 20 CLASSIFICAZIONE DP SP Dual Path (indica che sono necessari due vettori di comunicazione). Il numero indicato classifica la prestazione secondo la norma EN Single Path (indica che è necessario un solo vettore di comunicazione). Il numero indicato classifica la prestazione secondo la norma EN

23 I componenti di un sistema antintrusione 3.3 Sistema antintrusione certificato EN Grado 3 Il Sistema antintrusione TP EN ha ottenuto il certificato di omologazione EN Grado 3. La certificazione è stata conseguita utilizzando i dispositivi esterni indicati nella tabella Sottoinsieme B - Apparati essenziali ed opzioni ed i dispositivi di notifica telefonica indicati nella tabella Sottoinsieme C - Dispositivi di allarme. I dispositivi di notifica acustica indicati nella tabella Sottoinsieme C - Apparati di allarme e i rivelatori indicati nella tabella Sottoinsieme A - Rivelatori hanno ottenuto singolarmente il certificato di omologazione EN , Grado 3 o Grado 4, come rispettivamente indicato per ognuno di essi. L utilizzo combinato di queste apparecchiature con Grado di sicurezza 3, consente di realizzare impianti con Livello di prestazione 3 (come indicato dalla norma CEI 79-3). La tabella Sistema TP EN, elenca le caratteristiche tecniche salienti necessarie per il conseguimento della certificazione. Sistema TP EN Conformità normativa Zone EN Riferimenti normativi EN EN EN Grado di sicurezza 3 Organismo di certificazione IMQ Zone logiche totali 440 Zone filari CPU 12 convenzionali 8 Sensor Bus Uscite Uscite CPU 6+1 programmabili Memoria eventi Numero di combinazioni Capacità di stoccaggio Tempo di ritenzione eventi > 10 anni Tastiera 6 cifre ( ) Codice falso Segnalato dopo 32 cifre susseguenti Chiave RFID Numero minimo 2 22 Telefonia Alimentatore Batteria Caratteristiche climatiche Trasmettitore telefonico PSTN Vettore PSTN conforme PSTN tempo trasmissione D2 PSTN tempo trasmissione M2 Trasmettitore telefonico GSM (opzionale) GSM tempo trasmissione D2 GSM tempo trasmissione M2 SP2 modalità (acknowledgement) pass-through ETSI ES R&TTE Vocal mode 12 sec. Contact ID 17 sec. Vocal mode 12 sec. Contact ID 19 sec. SP3 (protocolli standard) SP5 (protocolli criptati 128 o 256bit) SIA IP DC sec. SIA IP DC sec. SP3 (protocolli standard) Trasmettitore telefonico IP (opzionale) SP5 (protocolli criptati 128 o 256bit) Comunicatori di sistema 8 Eventi trasmissibili 1097 Numeri telefonici (indirizzi IP) 8+8 da 24 caratteri Protocolli di comunicazione 216 Test ciclico server 1 Tipo A 230V AC % 50Hz Conforme EN Consumo I max 600mA AC Valori nominali 14,4V DC Corrente max. erogabile I max. 8A Alloggiamento batteria Tempo di ricarica Classe ambientale Temperatura di funzionamento 2 da 12V/18Ah 80% in circa 24 ore II -10 C +55 C umidità 95% TWINTEC MASK 18 Rivelatore doppia tecnologia con protezione antimasking EN Grado 3 Sottoinsieme A - Rivelatori TWINTEC MASK BUS 18 Rivelatore doppia tecnologia con protezione antimasking EN Grado N Contatto magnetico, triplo bilanciamento in alluminio. EN Grado 3 21

24 3 Sottoinsieme B - Apparati essenziali ed opzioni LCD300/S Console di comando LCDPROX1 Console di comando con lettore chiave integrato UTS 4.3 PROX Console di comando con lettore chiave integrato UTS C Console di comando DIGITEX Tastiera di comando TP SKN Interfaccia lettore ATPROX Lettore chiave RFID PROXKEY Chiave RFID PROXKEY HS Chiave RFID alta sicurezza ESP4-20 Modulo espansione 4 ingressi standard SPEED 4 Modulo espansione 4 ingressi standard SPEED 8 Modulo espansione 8 ingressi standard SPEED 8 PLUS Modulo espansione 8 ingressi Sensor BUS SPEED 4 PLUS Modulo espansione 4 ingressi standard + 4 ingressi Sensor BUS ESP 8RP Modulo espansione 8 uscite ESP 8RSP Modulo espansione 8 uscite ESP 4RS Modulo espansione 4 uscite SAEL 2010 LED Sirena autoalimentata per esterni EN Grado 3 Sottoinsieme C - Dispositivi di allarme SAEL 2010PRO LED Sirena autoalimentata per esterni EN Grado 4 Dispositivi di notifica acustica SAEL 2010 BUS Sirena BUS autoalimentata per esterni EN Grado 3 SAEL 2010PRO BUS Sirena BUS autoalimentata per esterni EN Grado 4 SIRTEC BUS Sirena autoalimentata per interni EN Grado 3 ESP GSM-GPRS Modulo di comunicazione GSM-GPRS Rete cellulare 2G Dispositivi di notifica telefonica ESP GSM-GPRS 3G Modulo di comunicazione GSM-GPRS Rete cellulare 2G - 3G ESP LAN Modulo di comunicazione Ethernet ESP GSM-GPRS ESP GSM-GPRS ESP LAN TP EN Autonomia richiesta Autonomia del Sistema Auto-consumo CPU Batteria: 2 x 12V - 18Ah Corrente per carica batteria Corrente disponibile per alimentazione dispositivi Grado 3 Sistema televigilato 30 ore * 190mA max. 850mA 1010mA * Richiesto dalla norma 60 ore, ma in regime di collegamento ad un centro di ricezione allarmi dedicato, il tempo viene dimezzato. 22 Tempo di ricarica batteria: ~20 ore (richiesto 80% in 24 ore per Grado 3 e in 72 ore per Grado 2)

25 I componenti di un sistema antintrusione Conformità alle norme EN Mezzi di notifica La tipologia ed il numero degli apparati di notifica allarme sirene (avvisatori ottici acustici) e combinatori (dispositivi di telecomunicazione) è regolamentata a livello impiantistico dalle norme italiane CEI 79-3:2012 e stabilita dalle EN ll Sistema TP EN omologato al Grado di sicurezza 3 deve essere corredato da mezzi di notifica indicati nella tabella Prescrizioni mezzi di notifica scegliendo una delle opzioni A, B, C, D. L ATE (Alarm Transmission Equipment) che equipaggia il Sistema TP EN è un vettore di comunicazione PSTN, ad esso è possibile affiancare i vettori opzionali ESP GSM-GPRS ed ESP LAN. Apparecchiature di notifica Sistema TP EN - Prescrizioni mezzi di notifica Opzioni A B C D Sirena non autoalimentata (WD) 2 Op Op Op Sirena autoalimentata (WD) Op 1 Op Op Sistema supplementare di trasmissione (ATS) Classificazione della comunicazione* SP3 SP3 DP3 SP4 *Le classificazioni e le denominazioni derivano dalle norme CEI EN Requisiti generali per i sistemi di trasmissione allarmi Legenda Op Opzionale ATS Alarm Transmission System WD Warning Device (Sirena) DP Dual Path (indica che sono necessari due vettori di comunicazione). Il numero indicato classifica la prestazione secondo la norma EN SP Single Path (indica che è necessario un solo vettore di comunicazione). Il numero indicato classifica la prestazione secondo la norma EN NOTA Il numero all interno della cella indica la quantità minima di dispositivi richiesti dal grado 3 per ognuna delle 4 opzioni previste. Se si desidera ottenere prestazioni superiori è consentito aumentare il numero degli avvisatori acustici e/o degli apparati di notifica. Fonte: EN /A2 (8.6.4) Sistema TP EN - Classificazione della comunicazione VETTORE PROTOCOLLO REPORTING TIME CLASSIFICAZIONE PSTN STANDARD 25h SP2 STANDARD 30min SP3 ESP LAN* ALTA SICUREZZA 180sec SP4 90sec SP5 PSTN + ESP LAN* STANDARD 25h DP1 PSTN + ESP LAN* ALTA SICUREZZA 180sec DP3 *In luogo del dispositivo ESP LAN si può utilizzare il dispositivo ESP GSM-GPRS PROTOCOLLO REPORTING TIME I dispositivi ESP LAN e ESP GSM-GPRS possono operare utilizzando protocolli di comunicazione dati, di tipo Standard o ad Alta sicurezza Tempo massimo entro il quale deve essere effettuata una connessione verso il CRA o chiamata di test CLASSIFICAZIONE DP SP Dual Path (indica che sono necessari due vettori di comunicazione). Il numero indicato classifica la prestazione secondo la norma EN Single Path (indica che è necessario un solo vettore di comunicazione). Il numero indicato classifica la prestazione secondo la norma EN

26 24

27 4 I tre livelli di protezione concentrici 4.1 I tre livelli di protezione Per meglio comprendere l utilizzo e l applicazione delle varie tipologie di rivelatori che costituiscono un sistema di allarme antintrusione, ipotizziamo il loro utilizzo in una installazione realizzata per proteggere una unità abitativa isolata. Per questa tipologia impiantistica possiamo individuare tre livelli di protezione concentriche. Primo livello protezione volumetrica interna delle aree sensibili Secondo livello protezione perimetrale e volumetrica esterna dell edificio (porte e finestre) Terzo livello protezione perimetrale delle aree esterne al nucleo dell edificio I tre livelli di protezione di fatto suddividono il sito da proteggere in tre macro aree, con caratteristiche ambientali notevolmente diverse. Per realizzare i tre livelli di protezione utilizziamo rivelatori con caratteristiche specifiche adatte all area di utilizzo. Primo livello Secondo livello Terzo livello 25

28 4 Primo livello 4.2 Protezione volumetrica interna delle aree sensibili La protezione delle aree interne dell edificio, è solitamente realizzata con rivelatori capaci di proteggere il volume degli ambienti. Per proteggere il volume degli ambienti si utilizzano, rivelatori ad infrarosso passivo, oppure, rivelatori che combinano due tecnologie di rilevazione, infrarosso passivo e microonda. Rivelatori ad infrarosso passivo I rivelatori ad infrarosso passivo, rilevano la presenza di un intruso tramite la captazione della radiazione infrarossa emessa da un corpo in movimento. Rivelatori a doppia tecnologia I rivelatori a doppia tecnologia utilizzano due modalità di rilevazione, alla già descritta tecnologia di rilevazione ad infrarosso passivo, affiancano un rivelatore a microonde, che rileva il movimento di un intruso sfruttando l effetto Doppler*. I rivelatori a doppia tecnologia possono utilizzare diverse logiche di rilevazione: AND, OR, WALK. 4.3 Classe ambientale Per questo ambito di utilizzo la norma europea EN richiede rivelatori con Classe ambientale I (Interno) o con Classe ambientale II (Interno generale). 4.4 Fattori di influenza Nelle aree interne dell edificio la valutazione dei fattori che possono influenzare il funzionamento dei rivelatori è più semplice. Se si utilizzano rivelatori ad infrarosso è bene valutare la loro posizione rispetto ad impianti di riscaldamento e condizionamento, ad oggetti sospesi come tende o cartelli, moti convettivi d aria e corpi illuminanti. Se si utilizzano rivelatori a doppia tecnologia è importante prestare attenzione anche all entità di eventuali movimenti percepibili al di là delle pareti divisorie come ad esempio forti flussi di persone, automezzi, colonne di scarico acqua, ascensori. Per la protezione volumetrica di interni, il mercato offre molte soluzioni. In quest ambito Tecnoalarm propone due famiglie di prodotti: INFROTEK - Rivelatori ad infrarossi passivi TWINTEC - Rivelatori doppia tecnologia 26 * Un sensore a microonde è un generatore di onde elettromagnetiche. Un intruso che si muove all'interno di tale campo genera una variazione della frequenza che, opportunamente elaborata, può determinare uno stato di allarme.

29 I tre livelli di protezione concentrici INFROTEK Famiglia di rivelatori volumetrici ad infrarossi per interni. Tipologia rivelatore convenzionale. Regolazione sensibilità e conta-impulsi. Portate e diagrammi di copertura differenziati in base al tipo di protezione. Modelli disponibili per le tipologie di protezione: volumetrica, lungo raggio, tenda, volumetrica immune al movimento di animali di piccola taglia. Il modello INFROTEK MASK è dotato di protezione antimascheramento. Diagrammi di copertura del modello volumetrico Confi gurazione Zone Zone - Funzioni Zone - Programmi Zone - Opzioni Tastiere Punti chiave Opzioni Uscite Sirene bus Zona 1 CAMERA 2 Modulo 1 Z1 Descrizione CAMERA 2 Messaggio vocale Copia Filtro Sensibilità Parametri programmabili Tempo minimo di apertura ingresso per accettare l allarme Regolazione della sensibilità di percezione dell infrarosso Confi gurazione zona Sensore Tipo ISTANTANEA Cicli 4 CICLI Cablaggio DOPP.BILANC Numero attivazioni in minuti Confi gurazione sensore 0 0 Tecnologia INFRAROSSI Modello INFROTEK Filtro 400 msec minore Sensibilità maggiore OK Annulla? 27

30 4 TWINTEC BUS Famiglia di rivelatori doppia tecnologia per interni. Tipologia rivelatore Sensor Bus. La sofisticata elaborazione digitale dei segnali rilevati dalle due sezioni del rivelatore infrarosso e microonda, consente la discriminazione certa degli allarmi. Le logiche di rilevazione AND e WALK, combinabili con la tecnologia RDV, sono solo alcuni dei molteplici parametri di funzionamento programmabili. Le funzioni automatiche, Self test e la compensazione della temperatura, completano una dotazione di assoluto rilievo. Il modello TWINTEC MASK BUS 18 dispone della protezione antimascheramento, a cui, in caso di necessità, si assoggetta la logica di rilevazione programmata, che diventa automaticamente WALK. Diagrammi di copertura 28 Confi gurazione Zone Zone - Funzioni Zone - Programmi Zone - Opzioni Tastiere Punti chiave Opzioni Uscite Sirene bus Zona 8 Descrizione Messaggio vocale Confi gurazione zona Numero attivazioni 0 in minuti 0 Sensibilità - Tempo di intervento 1200 msec minore Sensibilità minore Tipo ISTANTANEA Cicli 4 CICLI Cablaggio SENSOR BUS Confi gurazione sensore 7 metri maggiore maggiore S bus Modulo 1 Sensore Tecnologia BITECNOLOGIA Modello TWINTEC MASK BUS Z8 Conta impulsi 1 impulso IR Funzione RDV all. come contatto Logica di funzionamento OR Sensibilità AM poco sensibile Antimasking Disabilitata WALK Disabilitato FAIL Disabilitato LED sempre spenti Sensore attivo solo a prog. inserito Tamper Abilitato OK Annulla? Copia Sensibilità tempo Sensibilità Conta impulsi Funzione RDV Logica di funzionamento Sensibilità AM Antimasking WALK FAIL LED Sensore attivo Tamper Parametri programmabili Regolazione della sensibilità di percezione del movimento Regolazione della portata di rilevazione Programmazione del conta impulsi, di rilevazione della sezione IR Allarme come contatto, oppure modulazione RDV Programmazione della logica di rilevazione Regola la sensibilità della protezione antimascheramento Abilita o disabilita la protezione antimascheramento Funzione WALK genera allarme per doppia rilevazione della microonda. Abilita o disabilita la segnalazione di guasto Led di segnalazione attivi oppure sempre spenti Solo con il programma inserito o sempre attivo Abilita o disabilita la protezione

31 I tre livelli di protezione concentrici Coerenza hardware Consente di generare un rapporto di sistema, che identifica i dispositivi. Il rapporto contiene informazioni utili per verificare la corretta installazione Analisi colloquio L analisi del colloquio è un controllo strumentale, continuo, esercitato sui dispositivi collegati sulle linee seriali RS485: Serial Bus, Sensor Bus e Siren Bus Software RSC Foto tracciato allarme Ogni allarme rilevato dai rivelatori RSC viene digitalizzato e memorizzato nella memoria eventi, sotto forma di tracciato grafico, denominato Foto tracciato allarme Monitor funzionamento Il tool Monitor funzionamento raffigura dinamicamente lo stato funzionale, istante per istante, di tutte le funzioni del rivelatore. File registrazione eventi Il log eventi registra ogni evento relativo al funzionamento del sistema. Gli eventi registrati sequenzialmente sono corredati di data e ora Monitor Zona 60 : SBUS locale [TWINTEC MASK BUS ZONA 1] Foto Analisi colloquio Eventi Reset Sensori Videata monitor funzionamento del rivelatore TWINTEC MASK BUS MW Accesa Sensore PIR Stato Inizializzazione Manomissione Errore memoria MW Stato PIR Stato MASK Stato FAIL MW Stato FAIL PIR Stato Impulsi IR Allarme MASK FAIL Stop OK 29

32 4 Secondo livello 4.5 Protezione perimetrale esterna dell edificio La protezione perimetrale esterna dell edificio, si realizza con rivelatori capaci di proteggere tutti i possibili varchi di accesso agli ambienti interni, ovvero porte, finestre e porte finestre. Per proteggere i varchi di accesso in alternativa ai convenzionali contatti magnetici, contaimpulsi ed inerziali, si possono utilizzare barriere ad infrarosso attivo, oppure, rivelatori che combinano due tecnologie di rilevazione, infrarosso passivo e contatto perimetrale. Barriere ad infrarosso attivo Le barriere ad infrarosso attivo rilevano il passaggio di un intruso tramite l interruzione dei raggi di protezione. Le barriere sono costituite da una unità di trasmissione che emette fasci di luce infrarossa e da una unità di ricezione che li riceve. Il funzionamento sincronizzato evita il manifestarsi di disturbi reciproci, consente di realizzare tratte di protezione contigue. Rivelatori combinati I rivelatori combinati utilizzano due criteri di rilevazione, rilevano il passaggio di un intruso tramite la captazione della radiazione infrarossa emessa da un corpo in movimento, oppure, in base al tipo di contatto utilizzato rilevano: l apertura di un infisso, il sollevamento di una saracinesca, o le sollecitazioni meccaniche di un tentativo di scasso. I due criteri di rilevazione ovvero i due sensori possono funzionare come un unica entità logica, in modo coincidente AND o indipendente OR oppure funzionare come due entità logiche separate, che fanno capo a due zone del sistema. 4.6 Classe ambientale Per questo ambito di utilizzo la norma europea EN richiede rivelatori con Classe ambientale III (Esterno riparato o interno in condizioni estreme). 4.7 Fattori di influenza Nelle aree perimetrali esterne dell edificio la valutazione dei fattori che possono influenzare il funzionamento dei rivelatori si complica a causa delle condizioni operative: tipologia degli spazi limitrofi presenza di animali esposizione alla luce solare condizioni ambientali In ogni caso è bene evitare che nel raggio di rilevazione siano presenti oggetti sospesi come tende o cartelli e piante. Per la protezione perimetrale di porte e finestre, il mercato offre molte soluzioni. 30 In quest ambito Tecnoalarm propone due famiglie di prodotti: DOORBEAM/S - WINBEAM/S - Barriere ad infrarosso attivo DUALRED BUS - Rivelatore combinato (con kit di guarnizioni)

33 I tre livelli di protezione concentrici DOORBEAM/S - WINBEAM/S Famiglia di barriere seriali ad infrarossi attivi. Tipologia rivelatore Zone Bus. Una soluzione efficace per la protezione periferica dei varchi di accesso di appartamenti, case ed edifici in genere. Utilizzabili in esterni protetti o in interni, offrono una notevole resistenza alle sollecitazioni meccaniche ed agli agenti atmosferici. Si contraddistinguono per le superiori caratteristiche di flessibilità operativa e semplicità di installazione. Funzionamento asservito ad un algoritmo di sincronismo digitale, che immunizza la barriera dalle riflessioni parassite e da altri fattori di disturbo. Il numero di raggi disponibili varia in funzione dell altezza della barriera. Possibilità di programmare il tempo di intervento e la logica di rilevazione dei raggi di protezione. Configurazione di protezione Modello Raggi WINBEAM/S 60 2 WINBEAM/S 80 3 WINBEAM/S WINBEAM/S DOORBEAM/S DOORBEAM/S DOORBEAM/S Confi gurazione Zone Zone - Funzioni Zone - Programmi Zone - Opzioni Tastiere Punti chiave Opzioni Uscite Sirene bus Zona 4 Descrizione Messaggio vocale Confi gurazione zona Tipo ISTANTANEA Cicli 4 CICLI Cablaggio ZONE BUS Numero attivazioni 0 in minuti 0 Confi gurazione sensore Raggi Alto 0.2 sec Z bus 2 raggi ad. x T media Modulo 1 Sensore ZONE BUS Tecnologia Modello DOORBEAM/S 8 Posizione cavi Tempo di intervento (T) Logica di rilevazione Power Z1 Copia Raggi Posizione cavi Tempo di intervento Logica di rilevazione Power Parametri programmabili Disabilitazione o abilitazione dei raggi di protezione Definizione della posizione dei cavi per determinare la numerazione dei raggi Programmazione del tempo di intervento (tempo di interruzione dei raggi) Programmazione della logica di rilevazione Programmazione della potenza di trasmissione (determina la portata della barriera) OK Annulla? 31

34 4 4.8 Sincronismo La trasmissione dei fasci è controllata da un sincronismo che determina l accensione e lo spegnimento di un fascio per volta, in veloce sequenza (multiplexer), garantendo l unicità dell informazione di ogni TX verso il corrispettivo RX. Nella tecnologia Tecnoalarm il sincronismo è generato dal sistema di controllo e non dalla barriera stessa: una tecnica esclusiva che permette di sincronizzare tutte le barriere che compongono l impianto. Questa soluzione immunizza ogni singola barriera dai disturbi generati dalle riflessioni delle altre coppie. Z1 Z2 Z3 Z Software RSC Coerenza hardware Consente di generare un rapporto di sistema, che identifichi i dispositivi. Il rapporto contiene informazioni utili per verificare la corretta installazione File registrazione eventi Il log eventi registra ogni evento relativo al funzionamento del sistema. Gli eventi registrati sequenzialmente sono corredati di data e ora Monitor funzionamento Il tool Monitor funzionamento raffigura dinamicamente lo stato funzionale, istante per istante, di tutte le funzioni del rivelatore. Monitor Zona 60 : SBUS locale [DOORBEAM ZONA 1] Smooth scroll Videata monitor funzionamento del rivelatore DOORBEAM Tx Rx Tx 8 Rx 8 32 OK

35 I tre livelli di protezione concentrici 33

36 4 DUALRED BUS Il rivelatore DUALRED BUS è un ottima soluzione per la protezione perimetrale di porte e finestre. Integra due unità fisiche/logiche di rilevazione, costituite da un doppio infrarosso passivo ed un contatto magnetico interno, al posto del quale è possibile collegare, tramite l ingresso disponibile, un dispositivo esterno scelto tra un contatto magnetico, un contatto a fune o un inerziale. Le due unità di rilevazione possono essere programmate per funzionare in modo simbiotico, in logica AND o in logica OR, oppure possono essere programmate come due unità fisiche/logiche indipendenti che impiegano due zone di rilevazione, identificabili e gestibili singolarmente dal sistema. Diagrammi di copertura 3m 0m 2m 1m 0 1m 2m 3m 0m 0m 3 1m 76 1m 1m 62mm 2m 2m 2m 116mm 3m 3m 3m 170mm 4m 4m 4m 222mm 5m 3m 2m 1m 0 1m 2m 3m 5m 5m 276mm 34 Confi gurazione Zone Zone - Funzioni Zone - Programmi Zone - Opzioni Tastiere Punti chiave Opzioni Uscite Sirene bus Zona 8 Descrizione Messaggio vocale Confi gurazione zona Tipo ISTANTANEA Cicli 4 CICLI Cablaggio SENSOR BUS Numero attivazioni 0 in minuti 0 Confi gurazione sensore Allarme minore Antimasking IR Portata S bus Sensibilità bassa Direzione privilegiata disabilitato Conta impulsi 1 impulso IR Disabilitato Tempo di attivazione 3 secondi Sensibilità minore Centrale SBUS locale Sensore maggiore PERIMETRALE Tecnologia Modello DUALRED BUS IR Z1 Z1 Disabilitato Tipo Z1 contatto Tempo Z1 50ms Logica di rilevazione OR FAIL Disabilitato LED sempre spenti Sensore attivo solo a prog. inserito Tamper Abilitato OK Annulla? Copia Portata Sensibilità Direzione privilegiata Conta impulsi Antimasking Tempo di attivazione AM Sensibilità AM Z1 Tipo Z1 Tempo Z1 Logica di rilevazione FAIL LED Sensore attivo Tamper Parametri programmabili Regolazione della portata di rilevazione della sezione IR Regolazione della sensibilità di percezione della sezione IR Programmazione della direzione di attraversamento privilegiata Programmazione del conta impulsi, di rilevazione della sezione IR Abilita o disabilita la protezione antimascheramento Tempo minimo di mascheramento per generare l allarme masking Regola la sensibilità della protezione antimascheramento Abilitazione dell ingresso per il contatto esterno Definizione del tipo di contatto esterno Filtro tempo di rilevazione del contatto esterno Programmazione della logica di rilevazione Abilita o disabilita la segnalazione di guasto Led di segnalazione attivi oppure sempre spenti Solo con il programma inserito o sempre attivo Abilita o disabilita la protezione

37 I tre livelli di protezione concentrici Software RSC Coerenza hardware Consente di generare un rapporto di sistema che identifica i dispositivi. Il rapporto contiene informazioni utili per verificare la corretta installazione Analisi colloquio L analisi del colloquio è un controllo strumentale, continuo, esercitato sui dispositivi collegati sulle linee seriali RS485: Serial Bus, Sensor Bus e Siren Bus File registrazione eventi Il log eventi registra ogni evento relativo al funzionamento del sistema. Gli eventi registrati sequenzialmente sono corredati di data e ora Foto tracciato allarme Ogni allarme rilevato dai rivelatori RSC viene digitalizzato e memorizzato nella memoria eventi, sotto forma di tracciato grafico, denominato Foto tracciato allarme Monitor funzionamento Il tool Monitor funzionamento raffigura dinamicamente lo stato funzionale, istante per istante, di tutte le funzioni del rivelatore. Monitor Zona 60 : SBUS locale [SENSORE ZONA 1] Foto Analisi colloquio Eventi Reset Sensori Videata monitor funzionamento del rivelatore DUALRED BUS PIR 1 Stato Inizializzazione Manomissione PIR 2 Errore memoria Fail PIR Stato 1 Fail PIR Stato 2 PIR Stato 1 PIR Stato 2 Allarme IR MASK Stato Stato Z1 Stato Z2 Allarme MASK FAIL Stop OK 35

38 4 4.9 Protezione volumetrica esterna dell edificio La protezione volumetrica esterna dell edificio, si realizza con rivelatori progettati per proteggere l area prospicente il perimetro della casa, questa soluzione permette di proteggere oltre i varchi di accesso anche l area di giardini e terrazzi. Per realizzare questo tipo di protezione si utilizzano rivelatori con tecnologia di rilevazione multipoint, composti da più unità di rilevazione, questi rivelatori possono essere ad infrarosso passivo, oppure doppia tecnologia infrarosso passivo più microonda. Rivelatori infrarosso passivo multipoint I rivelatori ad infrarosso passivo con tecnologia multipoint, utilizzano tre unità di rilevazione indipendenti, con cui rilevano la presenza di un intruso tramite la captazione della radiazione infrarossa emessa da un corpo in movimento. Il rivelatore utilizza diverse logiche di rilevazione in modalità AND. Rivelatori doppia tecnologia multipoint I rivelatori a doppia tecnologia con rilevazione multipoint, utilizzano quattro unità di rilevazione indipendenti: tre unità ad infrarosso passivo e una unità a microonda. La rilevazione della microonda attiva e convalida la rilevazione delle tre unità ad infrarosso, che possono funzionare con diverse logiche di rilevazione in modalità AND Classe ambientale Per questo ambito di utilizzo la norma europea EN richiede rivelatori con Classe ambientale III (Esterno riparato o interno in condizioni estreme) Fattori di influenza Nelle aree prospicentil area esterna dell edificio la valutazione dei fattori che possono influenzare il funzionamento dei rivelatori si complica a causa delle condizioni operative: tipologia degli spazi limitrofi presenza di animali esposizione alla luce solare condizioni ambientali In ogni caso è bene evitare che nel raggio di rilevazione siano presenti oggetti sospesi come tende o cartelli e piante. Per la protezione perimetrale di porte e finestre, il mercato offre molte soluzioni. In quest ambito Tecnoalarm propone due prodotti: TRIRED BUS - Rivelatore infrarosso passivo multipoint GLOBAL SPACE BUS - Rivelatore doppia tecnologia multipoint 36

39 I tre livelli di protezione concentrici TRIRED BUS Il rivelatore TRIRED BUS adotta un'esclusiva tecnica di protezione realizzata con un triplo infrarosso passivo. Progettato per l uso in esterni, resistente agli agenti atmosferici ed alle condizioni climatiche più estreme, è la soluzione ideale per la protezione di aree perimetrali con portata fino a 30 metri, regolabile per ogni singolo fascio. Dotato di ampie possibilità di orientamento, offre soluzioni per la protezione di porte, finestre, terrazzi ed aree a ridosso di abitazioni. Tre fasci di protezione con logica di rilevazione AND (8 modalità), 3 contatori di allarme indipendenti (1 per fascio). Diagramma di copertura Confi gurazione Zone Zone - Funzioni Zone - Programmi Zone - Opzioni Tastiere Punti chiave Opzioni Uscite Sirene bus Zona 8 Descrizione Messaggio vocale Confi gurazione zona Tipo ISTANTANEA Cicli 4 CICLI Cablaggio SENSOR BUS Numero attivazioni 0 in minuti 0 Confi gurazione sensore S bus Logica di rilevazione 0 - nessuna priorità, allarme su 2 PIR qualsiasi Conta impulsi IR1 1 impulso IR2 1 impulso IR3 1 impulso minore Sensibilità Centrale SBUS locale Sensore PERIMETRALE TRIRED BUS maggiore Tecnologia Modello Antimasking disabilitato Sensibilità AM Maggiore Minore Z8 Tamper Disabilitati FAIL Disabilitato Sensore attivo Solo a prog inser Tempo di attivazione 3 secondi Copia Logica di rilevazione Conta impulsi Sensibilità Tamper Fail Sensore attivo Parametri programmabili Programmazione della logica di rilevazione Programmazione del conta impulsi, di rilevazione indipendente per ogni PIR Regolazione della portata, massima del rivelatore indipendente per ogni PIR Abilita o disabilita la protezione Abilita o disabilita la segnalazione di guasto Solo con il programma inserito o sempre attivo Abilita o disabilita la protezione Antimasking antimascheramento Tempo minimo di Tempo di mascheramento per generare attivazione AM l allarme Masking Regola la sensibilità della Sensibilità AM protezione antimascheramento OK Annulla? 37

40 4 Software RSC Coerenza hardware Consente di generare un rapporto di sistema, che identifica i dispositivi. Il rapporto contiene informazioni utili per verificare la corretta installazione Analisi colloquio L analisi del colloquio è un controllo strumentale, continuo, esercitato sui dispositivi collegati sulle linee seriali RS485: Serial Bus, Sensor Bus e Siren Bus File registrazione eventi Il log eventi registra ogni evento relativo al funzionamento del sistema. Gli eventi registrati sequenzialmente sono corredati di data e ora Foto tracciato allarme Ogni allarme rilevato dai rivelatori RSC viene digitalizzato e memorizzato nella memoria eventi, sotto forma di tracciato grafico, denominato Foto tracciato allarme Monitor funzionamento Il tool Monitor funzionamento raffigura dinamicamente lo stato funzionale, istante per istante, di tutte le funzioni del rivelatore. Monitor Zona 60 : SBUS locale [TRIRED BUS ZONA 1] PIR 1 PIR 2 Foto Analisi colloquio Eventi Reset Sensori Test OFF Stato Inizializzazione Manomissione Errore memoria Videata monitor funzionamento del rivelatore TRIRED BUS PIR 3 FAIL PIR Stato 1 FAIL PIR Stato 2 FAIL PIR Stato 3 PIR Stato 1 PIR Stato 2 PIR Stato 3 MASK Stato IR1 MASK Stato IR2 MASK Stato IR3 Allarme MASK FAIL Stop OK 38

41 I tre livelli di protezione concentrici GLOBAL SPACE BUS Rivelatore doppia tecnologia per esterno, rilevazione multipoint: triplo infrarosso e microonda. La geometria di protezione proietta, 43 zone sensibili, disposte su 5 livelli sovrapposti, conglobati nel lobo di rilevazione della microonda. Alta densità di rilevamento, capace di rispondere ai criteri di sicurezza più impegnativi, per un adeguata protezione di aree esterne. La logica di rilevazione AND caratterizzabile, prevede ampie possibilità di scelta per individuare la modalità di rilevazione, più rispondente alle caratteristiche dell area da proteggere. Diagramma di copertura 2.3m 1m 0 1m 3m 5m 7m 9m 11m 13m 15m 17m Confi gurazione Zone Zone - Funzioni Zone - Programmi Zone - Opzioni Tastiere Punti chiave Opzioni Uscite Sirene bus Zona 8 Descrizione Messaggio vocale Confi gurazione zona Tipo Cicli Cablaggio ISTANTANEA 4 CICLI SENSOR BUS Numero attivazioni 0 in minuti 0 Confi gurazione sensore IR MW Logica di rilevazione IR1 1 impulso IR2 1 impulso IR3 1 impulso Tempo di intervento Sensibilità S bus Centrale SBUS locale Sensore 1-2 PIR contigui Sensibilità min min PERIMETRALE Tecnologia Modello GLOBAL SPACE BUS max max Z1 Funzione RDV disabilitata Sensibilità AM bassa Antimasking disabilitato Tempo AM 3 secondi FAIL Disabilitato LED sempre spenti Sensore attivo solo a prog. inserito Tamper Abilitati OK Annulla? Copia Parametri programmabili Programmazione della logica di rilevazione Programmazione del conta impulsi di rilevazione indipendente per ogni PIR IR logica di rilevazione IR conta impulsi IR sensibilità Regolazione della portata massima del rivelatore indipendente per ogni PIR MW tempo di Regolazione della sensibilità intervento di percezione del movimento Regolazione della portata MW sensibilità di rilevazione Allarme come contatto, oppure Funzione RDV modulazione RDV Regola la sensibilità della Sensibilità AM protezione antimascheramento Abilita o disabilita la protezione Antimasking antimascheramento Tempo minimo di Tempo di mascheramento per generare attivazione AM l allarme Masking Abilita o disabilita la FAIL segnalazione di guasto Led di segnalazione attivi LED oppure sempre spenti Solo con il programma inserito Sensore attivo o sempre attivo Tamper Abilita o disabilita la protezione 39

42 4 Software RSC Coerenza hardware Consente di generare un rapporto di sistema che identifichi i dispositivi. Il rapporto contiene informazioni utili per verificare la corretta installazione Analisi colloquio L analisi del colloquio è un controllo strumentale, continuo, esercitato sui dispositivi collegati sulle linee seriali RS485: Serial Bus, Sensor Bus e Siren Bus Foto tracciato allarme Ogni allarme rilevato dai rivelatori RSC viene digitalizzato e memorizzato nella memoria eventi, sotto forma di tracciato grafico, denominato Foto tracciato allarme Monitor funzionamento Il tool Monitor funzionamento raffigura dinamicamente lo stato funzionale, istante per istante, di tutte le funzioni del rivelatore. File registrazione eventi Il log eventi registra ogni evento relativo al funzionamento del sistema. Gli eventi registrati sequenzialmente sono corredati di data e ora Monitor Zona 60 : SBUS locale [GLOBAL SPACE BUS ZONA 1] MW Foto Analisi colloquio Eventi Reset Sensori Videata monitor funzionamento del rivelatore GLOBAL SPACE BUS PIR 1 PIR 2 PIR 3 Stato Inizializzazione Manomissione Errore memoria FAIL PIR Stato 1 FAIL PIR Stato 2 FAIL PIR Stato 3 FAIL MW Stato PIR Stato 1 PIR Stato 2 PIR Stato 3 MW Stato MASK Stato 1 MASK Stato 2 Allarme MASK FAIL Stop OK 40

43 I tre livelli di protezione concentrici Terzo livello 4.12 Protezione perimetrale delle aree esterne al nucleo dell edificio Per la protezione perimetrale delle aree esterne al nucleo dell edificio, si utilizzano rivelatori con configurazione di protezione a barriera, con cui è possibile realizzare, un perimetro che circonda l area da proteggere. Si tratta di una protezione di tipo attivo, costituita da una coppia di dispositivi, un trasmettitore ed un ricevitore allineati otticamente. Le barriere di protezione utilizzano tecnologia ad infrarosso attivo, oppure tecnologia a microonda. Barriera ad infrarosso attivo Le barriere ad infrarosso attivo rilevano il passaggio di un intruso tramite, l interruzione dei raggi di protezione. Le barriere sono costituite da una unità di trasmissione che emette fasci di luce infrarossa e da una unita di ricezione che li riceve, il funzionamento sincronizzato evita il manifestarsi di disturbi reciproci, consente di realizzare tratte di protezione contigue. Barriera a microonde Il trasmettitore di una barriera a microonde proietta verso il proprio ricevitore, un fascio di protezione costituito da onde elettromagnetiche, il passaggio di un intruso altera il fascio di protezione, provocando una segnalazione di allarme Classe ambientale Per questo ambito di utilizzo la norma europea EN richiede rivelatori con Classe ambientale IV (Esterno generale) Fattori di influenza Nelle aree prospicenti l area esterna dell edificio la valutazione dei fattori che possono influenzare il funzionamento dei rivelatori si complica a causa delle condizioni operative: tipologia degli spazi limitrofi presenza di animali esposizione alla luce solare condizioni ambientali In ogni caso è bene evitare che nel raggio di rilevazione siano presenti piante o vegetazione. Per la protezione perimetrale delle aree esterne al nucleo dell edificio, il mercato offre molte soluzioni. In quest ambito Tecnoalarm propone due prodotti: BEAMTOWER - Barriera ad infrarossi attivi EXPLORER BUS - Barriera a microonde 41

44 4 BEAMTOWER La barriera BEAMTOWER è una protezione perimetrale ad infrarossi attivi, alloggiata in una struttura in alluminio autoportante. La sorprendente versatilità operativa della barriera BEAMTOWER, consente di realizzare, oltre alla classica protezione a barriera, anche la protezione di vasti perimetri composti da un numero di tratte di protezione contigue, sviluppati nelle configurazioni di perimetro aperto o di perimetro chiuso. Programmazione indipendente per ogni fascio di protezione. I gruppi ottici sono orientabili in modo indipendente sull asse orizzontale e sull asse verticale. La regolazione ottica dei fasci si effettua tramite due ghiere che consentono spostamenti millimetrici. Configurazioni di protezione RX TX 2 RX TX RX 3 TX RX RX TX RX 4 TX RX TX RX Protezioni perimetro aperto RX TX TX 5 RX TX RX TX RX RX RX TX TX 6 TX 7 TX RX RX RX TX RX RX TX 1 Protezione barriera TX RX RX TX RX TX 4 TX 6 RX TX RX 8 RX TX RX TX RX TX TX RX Protezioni perimetro chiuso 42 Confi gurazione Zone Zone - Funzioni Zone - Programmi Zone - Opzioni Tastiere Punti chiave Opzioni Uscite Sirene bus Zona 8 Descrizione Messaggio vocale Confi gurazione zona Tipo ISTANTANEA Cicli 4 CICLI Cablaggio SENSOR BUS Numero attivazioni in minuti 0 0 S bus Confi gurazione sensore Modalità barriera TX4 Raggi Ta RX msec 50 msec 50 msec 50 msec 50 msec 50 msec 50 msec 50 msec Modulo 1 Sensore 1 raggio Tecnologia PERIMETRALE Modello BEAMTOWER/8 Tempo di mascheramento Logica di rilevazione Potenza raggi Disqualifi ca Alimentazione Raggi Disabilitato RX AC Tempo 1 min TX AC Z1 disabilitato alta OK Annulla? Copia Configurazione sensore Raggi Ta Logica di rilevazione Tempo di mascheram. Potenza raggi Disqualifica raggi Disqualifica tempo Alimentazione RX Alimentazione TX Parametri programmabili Definizione della configurazione della protezione Disabilitazione o abilitazione dei raggi di protezione Programmazione del tempo di intervento (tempo di interruzione dei raggi) Programmazione della logica di rilevazione Tempo minimo di mascheramento per generare l allarme Masking Programmazione della potenza di trasmissione (determina la portata della barriera) Abilita o disabilita la funzione automatica di disqualifica Tempo minimo di persistenza per determinare la disqualifica Scelta del regime di alimentazione del ricevitore AC o DC Scelta del regime di alimentazione del trasmettitore AC o DC

45 I tre livelli di protezione concentrici Software RSC Coerenza hardware Consente di generare un rapporto di sistema che identifica i dispositivi. Il rapporto contiene informazioni utili per verificare la corretta installazione Allineamento Il tools di allineamento ottico della colonna visualizza i livelli di accoppiamento dei raggi di protezione tra la colonna TX e la colonna RX. Allineamento raggi Il tools di allineamento ottico del raggio visualizza nel dettaglio il livello di accoppiamento del singolo raggio ed i suoi stati funzionali. Analisi colloquio L analisi del colloquio è un controllo strumentale, continuo, esercitato sui dispositivi collegati sulle linee seriali RS485: Serial Bus, Sensor Bus e Siren Bus LOG File registrazione eventi Il log eventi registra ogni evento relativo al funzionamento del sistema. Gli eventi registrati sequenzialmente sono corredati di data e ora Foto tracciato allarme Ogni allarme rilevato dai rivelatori RSC viene digitalizzato e memorizzato nella memoria eventi sotto forma di tracciato grafico denominato Foto tracciato allarme Monitor funzionamento Il tool Monitor funzionamento raffigura dinamicamente lo stato funzionale, istante per istante, di tutte le funzioni del rivelatore. Log temperatura Il log temperatura registra l andamento delle temperature, l intervento dei riscaldatori ed i raggi disqualificati. Monitor Zona 60 : SBUS locale [BEAMTOWER ZONA 1] Legenda Presente Interrotto Eventi Foto Allineamento Videata monitor funzionamento del rivelatore BEAMTOWER 4 Accecato Squalifi cato Disabilitato Analisi colloquio Logger temperatura Reset RX3 TX3 Stato MASK Stato Stato disqualifi ca Allarme MASK Disqualifi ca Tamper Antiscavalcamento Batteria bassa Batteria scarica Rete Riscaldatore Allineamento Tamper Antiscavalcamento Batteria bassa Batteria scarica Rete Riscaldatore Presenza TX Stop 43

46 4 EXPLORER BUS La barriera a microonde Explorer BUS è frutto del know-how e dell esperienza di Tecnoalarm, nella realizzazione di protezioni perimetrali di siti ad elevato rischio di sicurezza, come grosse aree industriali, parchi fotovoltaici, depositi, aree aeroportuali ecc. La barriera realizzata con tecnologia di rilevazione a microonde, proietta lungo il perimetro da proteggere un fascio di onde elettromagnetiche, che crea una barriera invalicabile ai tentativi di intrusione. La barriera, per sue caratteristiche tecnologiche è altamente immune alle condizioni meteorologiche, alle fonti di illuminazione ed ai disturbi RFI/EMI. La gamma EXPLORER BUS è composta da 3 modelli caratterizzati da diverse capacità di copertura, che vanno dai 60 ai 220 metri. La frequenza di lavoro canalizzata è programmabile, per la realizzazione di protezioni ravvicinate esenti dai disturbi vicendevoli. Configurazioni di protezione Range 60m 120m 220m RX TX RX TX Protezione perimetrale 4 lati TX RX TX RX Confi gurazione Zone Zone - Funzioni Zone - Programmi Zone - Opzioni Tastiere Punti chiave Opzioni Uscite Sirene bus Zona 8 Modulo 1 Z8 Descrizione Messaggio vocale Confi gurazione zona Sensore Tipo ISTANTANEA Cicli 4 CICLI Cablaggio SENSOR BUS Numero attivazioni 0 in minuti 0 Confi gurazione sensore Sensibilità - Tempo minore 500 msec maggiore S bus Tecnologia PERIMETRALE Modello EXPLORERE BUS 2200 Sensibilità normale Canale TX Canale 1 FAIL Disabilitato Supervisione disabilitata Tempo di mascheramento Disabilitato Copia Sensibilità tempo Sensibilità Canale TX Fail Supervisione Tempo di mascheram. AM attivo Parametri programmabili Programmazione del tempo minimo di rilevazione movimento affinchè venga riconosciuto come allarme Regolazione del livello di sensibilità Scelta del canale di trasmissione Abilita o disabilita la segnalazione di guasto Abilitazione/disabilitazione della supervisione Tempo minimo di mascheramento per generare l allarme masking Protezione antimascheramento attiva solo a programma inserito oppure sempre spenti Antimascheramento attivo solo a prog. inserito 44 OK Annulla?

47 I tre livelli di protezione concentrici Software RSC Coerenza hardware Consente di generare un rapporto di sistema che identifica i dispositivi. Il rapporto contiene informazioni utili per verificare la corretta installazione Allineamento Il tools di allineamento consente di verificare il corretto allineamento ottico tra il trasmettitore ed il ricevitore della barriera. Test rumore Il tool Test rumore visualizza il grafico dell andamento del rumore elettrico che può perturbare la soglia di allarme della barriera Explorer Bus. Analisi colloquio L analisi del colloquio è un controllo strumentale, continuo, esercitato sui dispositivi collegati sulle linee seriali RS485: Serial Bus, Sensor Bus e Siren Bus File registrazione eventi Il log eventi registra ogni evento relativo al funzionamento del sistema. Gli eventi registrati sequenzialmente sono corredati di data e ora Foto tracciato allarme Ogni allarme rilevato dai rivelatori RSC viene digitalizzato e memorizzato nella memoria eventi, sotto forma di tracciato grafico, denominato Foto tracciato allarme Monitor funzionamento Il tool Monitor funzionamento raffigura dinamicamente lo stato funzionale, istante per istante, di tutte le funzioni del rivelatore. Monitor Zona 60 : SBUS locale [EXPLORER BUS ZONA 1] Foto Videata monitor funzionamento del rivelatore EXPLORER BUS Analisi colloquio Eventi Test rumore RX Sensore MW STATO Manomissione Batteria bassa Batteria scarica Mancanza rete Assenza TX TX TX TX TX RX RX RX RX Tamper disabilitato AGC disabilitato Radio ON Errore memoria Manca allineamento MW Stato MASK Stato FAIL Allarme MASK FAIL Stop OK 45

48 Tecnologia RSC - (Remote Sensitivity Control) La tecnologia RSC (Remote Sensitivity Control) consente il controllo remoto di ogni singolo componente del sistema antintrusione, il quale può essere raggiunto via modem dall installatore in ogni momento e da qualsiasi luogo. Configurazione sistema L unicità della tecnologia RSC (Remote Sensitivity Control) di Tecnoalarm, permette di programmare e verificare, localmente o da remoto, tutti i parametri di funzionamento dei sistemi antintrusione, con un criterio capillare, dalla centrale d allarme fino ad arrivare alle periferiche di rilevazione ed attuazione degli allarmi. I tool di analisi e diagnosi consentono di verificare lo stato elettrico funzionale ed il comportamento delle periferiche RSC in modalità on demand ogni volta che si ritiene necessario un controllo. Coerenza hardware Il tool Coerenza hardware analizza i dispositivi che compongono il sistema e genera un rapporto che elenca le informazioni che consentono di verificare lo stato funzionale dei dispositivi. Il tool identifica i singoli dispositivi, verificando la corrispondenza logica tra collegamento, indirizzamento e programmazione, verifica i valori delle tensioni di alimentazione e le temperature di esercizio. Il rapporto è un documento che comprova, con dati oggettivi, il collaudo ed il conseguente stato di efficienza del sistema. Analisi colloquio L analisi del colloquio è un controllo strumentale, continuo, esercitato sui dispositivi collegati sulle linee seriali RS485: Serial Bus, Sensor Bus e Siren Bus. Tutte le transazioni di comunicazione tra i dispositivi vengono verificate per accertare coerenza e correttezza dei dati di interscambio. L analisi dei dati accerta l entità numerica degli errori di comunicazione provocati da disturbi di natura elettrica, la percentuale di errori viene classificata e segnalata, come insignificante, trascurabile o critica. Allineamento Il tool di allineamento ottico, permette di verificare l efficienza dei raggi di protezione dei rivelatori ad infrarossi attivi. La videata mette a confronto per ogni singolo raggio di protezione i valori elettrici di allineamento istantano con i valori di riferimento (media di valori campione). I livelli di allineamento ottico dei raggi sono anche rappresentati graficamente, una scala graduata suddivisa in tre zone classifica l allineamento in: buono, critico o insufficiente. 46 OK CRITICAL KO

49 I tre livelli di protezione concentrici Monitor funzionamento Il tool Monitor funzionamento rappresenta il quadro generale del funzionamento del rivelatore, il tool visualizza, istante per istante, l efficienza di tutte le funzioni. I dati visualizzati variano in funzione del modello di rivelatore RSC sottoposto al monitoraggio. La videata rappresenta graficamente il funzionamento di fasci, raggi, lobi di protezione sotto forma di onde sinusoidali, che rispecchiano l andamento dinamico, istante per istante, dei segnali percepiti dai rivelatori RSC. Il tool visualizza anche gli stati operativi e di rilevazione degli eventuali dispositivi di protezione antimascheramento. Foto tracciato allarme Ogni allarme rilevato dai rivelatori RSC viene digitalizzato e memorizzato nel Log eventi, sotto forma di tracciato grafico, denominato Foto tracciato allarme. Il tracciato visualizza l andamento dinamico dell allarme, ed il relativo funzionamento delle componenti di rilevazione e di auto-protezione. I rivelatori RSC possono memorizzare fino a sei tracciati per ogni sessione di funzionamento. L analisi del tracciato permette di scomporre, analizzare ed approfondire l andamento dell allarme. Le foto scaricate e archiviate sul centro Tecnoalarm possono essere utilizzate per successive analisi e confronti. File registrazione eventi Nel log eventi vengono registrati tutti gli eventi relativi al funzionamento del sistema. La registrazione sequenziale, correda ogni evento di data e ora. Nel log eventi ogni zona, programma, telecomando, evento telefonico, è identificato per nome e numero, di ogni evento vengono registrati tutti i possibili stati funzionali. Con il programma Centro, è possibile consultare in qualsiasi momento, Il log eventi per ricavare informazioni ed analizzare il funzionamento del sistema. GRAPHS Supervisione dispositivo L acquisizione dati è una delle attività di primaria importanza della tecnologia RSC, in quanto rappresenta il supporto necessario per la supervisione ed il controllo. La possibilità di supervisionare gli stati generali dei dispositivi collegati sulla linea seriale del sistema, rappresenta un valido strumento di analisi preventiva, con cui valutare il quadro generale di funzionamento dei dispositivi, ed intervenire immediatamente in caso di anomalie, prima che queste possano costituire un degrado del regolare funzionamento del sistema. 47

50 48

51 5 Sistemi Videoalarm 5.1 Sistemi Videoalarm Con i Sistemi Videoalarm, Tecnoalarm ridefinisce i tradizionali concetti di videocontrollo, estendendo le funzioni dei suoi Sistemi antintrusione alla dimensione video. L integrazione dei due Sistemi è completa e sinergica ed esprime vantaggi di compattezza, funzionalità e prestazioni di assoluto rilievo, vantaggi che con i sistemi di videocontrollo convenzionali di pari livello non è possibile ottenere. Un impianto antintrusione integrato con un sistema di videocontrollo aumenta notevolmente l efficienza del sistema. 5.2 Tipologie di Sistema Sono disponibili tre Sistemi Videoalarm, ognuno di essi è specializzato per utilizzare una particolare tipologia di telecamere: convenzionali, convenzionali HD e telecamere IP. VIDEOALARM CCTV Il Sistema Videoalarm CCTV utilizza telecamere convenzionali. Il dispositivo di controllo e gestione del Sistema Videoalarm CCTV è la console UTS V. Il collegamento tra telecamere e console è di tipo analogico: interfaccia video balun con cavo doppino UTP CAT 5. VIDEOALARM HD Il Sistema Videoalarm HD utilizza telecamere in standard: SD, AHD1 e AHD2. Il dispositivo di controllo e gestione del Sistema Videoalarm HD è la console UTS VHD. Il collegamento tra telecamere e console è di tipo analogico: interfaccia video balun con cavo doppino UTP CAT 5. VIDEOALARM IP Il Sistema Videoalarm IP utilizza telecamere e dispositivi IP, l infrastruttura di collegamento del sistema è una rete Ethernet. Il dispositivo di controllo e gestione del Sistema Videoalarm IP è la console UTS E. La console può essere utilizzata con i Sistemi Tecnoalarm dotati di interfaccia IP o in abbinamento allo switch autoalimentato TECNOSWITCH. 49

52 5 5.3 Sistemi Videoalarm CCTV - HD Le console UTS V e UTS VHD consentono di integrare ai Sistemi antintrusione Tecnoalarm, dispositivi di videosorveglianza. L integrazione funzionale di rilevazione e videocontrollo, permette di realizzare sistemi sinergici, flessibili ed estremamente reattivi, capaci di trasformare il ruolo passivo della videosorveglianza in funzioni utili e dinamiche con cui l utente può interagire in modo semplice ed efficace. La visualizzazione delle telecamere può essere associata agli eventi di allarme Zona, allarme Programma, inserimento Programma ed attivazione Telecomando. Le telecamere possono essere visualizzate in modalità singola o mosaico di quattro telecamere, nelle modalità: indipendente (on-demand) o dipendente (monitor associato agli eventi). Telecamere CCTV Visualizzazione UTS V4 4 UTS V8 8 UTS V4 POWER SUPPLY POWER SUPPLY POWER SUPPLY SERIAL BUS POWER SUPPLY Control panel CCTV cameras Telecamere HD UTS VHD8 8 Visualizzazione POWER SUPPLY POWER SUPPLY BALUN BALUN UTS VHD8 POWER SUPPLY POWER SUPPLY POWER SUPPLY BALUN POWER SUPPLY POWER SUPPLY BALUN POWER SUPPLY SERIAL BUS 50 Control panel AHD CCTV cameras

53 Sistema Videoalarm 5.4 Sistema Videoalarm IP Le console polifunzionale UTS E integra le funzioni di gestione e programmazione dei Sistemi antintrusione Tecnoalarm e Videoalarm IP. L integrazione funzionale di rilevazione e videocontrollo, permette di realizzare sistemi sinergici, flessibili ed estremamente reattivi, capaci di trasformare il ruolo passivo della videosorveglianza in funzioni utili e dinamiche con cui l utente può interagire in modo semplice ed efficace. La visualizzazione delle telecamere può essere spontanea, associata agli eventi di apertura ed allarme Zona, indipendente nelle modalità monitor, oppure on-demand con visualizzazione singola o mosaico di 4 telecamere. La console può visualizzare fino a 24 telecamere e, se dotata di SD Card (opzionale), può registrare videoclip di 30sec. relativi agli eventi di 8 telecamere. Il TECNOSWITCH è uno switch PoE autoalimentato che consente di realizzare una LAN autoconfigurante, protetta, specializzata nella gestione di dispositivi IP. Firewall di protezione integrato, capace di confinare all esterno il traffico dei dati non pertinenti al sistema di videocontrollo. Il TECNOSWITCH garantisce, per la propria LAN, un alto indice di sicurezza e la massima efficienza e velocità di gestione dei dispositivi. Il TECNOSWITCH può gestire un hard disk opzionale*, per registrare videoclip di 30sec. * I videoclip possono anche essere registrati sulla memoria SD alloggiata sulla tastiera UTS E. UTS E Telecamere IP Registrazione Visualizzazione (x ogni UTS) La composizione della visualizzazione QUAD è libera, può essere composta da qualsiasi combinazione numerica di telecamere UTS E TECNOSWITCH 0 WAN CONNECTION LAN POE CONNECTION USB PORT SERIAL BUS HDD IP cameras Control panel Ethernet ETHERNET PORT SERIAL BUS 51

54 52

55 6 Tipologie di impianti 6.1 Impianti filari Tutti i componenti dell impianto d allarme sono collegati fra loro da una rete di cavi elettrici (impianti cablati). Hanno cioè un cavo che va ad ogni sensore di allarme e ad ogni dispositivo, attraverso il quale viene distribuita l alimentazione e sono rilevati i vari segnali di stato. SERIAL BUS 6.2 Impianti misti filari e radio Normalmente gli impianti misti vengono realizzati quando si devono coniugare necessità di un buon livello di sicurezza con le difficoltà oggettive di poter posare i cavi di collegamento nelle aree perimetrali più disagevoli. Tecnoalarm propone una completa gamma di centrali antintrusione a tecnologia mista. SERIAL BUS 53

56 54

57 7 Sistemi wireless 7.1 Norme CEI EN I Sistemi senza fili (wireless) sono regolamentati dalle norme CEI EN Requisiti per apparecchiature e sistemi di rilevazione e segnalazione di allarme intrusione antifurto e antiaggressione che utilizzano tecniche di radiofrequenza. La norma classifica i livelli di prestazione delle apparecchiature wireless in quattro Gradi di prestazione numerati da 1 a Wireless Tecnoalarm I dispositivi wireless Tecnoalarm si integrano ai Sistemi antintrusione in modo organico e completo. La gamma dei dispositivi disponibili consente di realizzare efficaci soluzioni di protezione, capaci di combinare semplicità di installazione ed alti standard di sicurezza. L integrazione wireless dei Sistemi Tecnoalarm si realizza con moduli di semplice ricezione (monodirezionali) o di ricetrasmissione (bidirezionali), collegati al Sistema tramite il Serial Bus. I moduli gestiscono la comunicazione in radiofrequenza con le periferiche di rilevazione, di attuazione e di comando del sistema, tramite protocolli proprietari. Il sistema wireless Tecnoalarm si articola in due famiglie di prodotti, contraddistinte dal tipo di protocollo radio utilizzato per la comunicazione: ASYNC@WL e SYNC@BWL. SERIAL BUS WIRELESS ASYNC@WL WIRELESS SYNC@BWL RX300 HS RTX500 BWL RTX500S BWL N 55

58 7 7.3 Protocollo I dispositivi wireless Tecnoalarm che utilizzano il protocollo di comunicazione proprietario si integrano ai Sistemi Tecnoalarm tramite l utilizzo del modulo di ricezione RX300 HS collegato al Sistema tramite il Serial Bus. Il controllo e la supervisione esercitati dai Sistemi Tecnoalarm, permettono di utilizzare il sistema wireless, basato sul protocollo ASYNC@WL, nelle situazioni in cui è richiesto un livello di sicurezza medio-alto. TWINBAND WL SMOKY DUALBEAM WL GLOBAL SPACE WL DRED TX310 TRIRED WL TX240-3 RX300 HS 7.4 Protocollo SYNC@BWL I dispositivi wireless, che utilizzano il protocollo di comunicazione SYNC@BWL, si integrano ai Sistemi Tecnoalarm tramite l utilizzo del Coordinatore RTX500 BWL, collegato al Sistema tramite il Serial Bus. Il Coordinatore ha il compito di coordinare e sincronizzare l interscambio dei dati in radiofrequenza dei dispositivi che utilizzano il protocollo SYNC@BWL. Il coordinatore RTX500 BWL è anche compatibile con i dispositivi monodirezionali che utilizzano il protocollo ASYNC@WL. La sicurezza intrinseca del protocollo SYNC@BWL, l ampia possibilità di programmazione, unita al controllo ed alla supervisione esercitata dai Sistemi Tecnoalarm, permettono di utilizzare il sistema wireless basato sul protocollo SYNC@BWL, anche nelle situazioni in cui è richiesto un elevato livello di sicurezza. TX500 BWL IR500 BWL CMD500 BWL TX310 TWINBAND WL SAEL 500 BWL TX240-3 RTX500 BWL 56

59 Sistemi wireless SISTEMI CON COORDINATORE RTX500 BWL - DISPOSITIVI WIRELESS GESTIBILI SISTEMA COORDINATORE DISPOSITIVI ASYNC@WL DISPOSITIVI SYNC@BWL TP8-28 TP8-28 GSM TP10-42 TP8-88 TP RTX500 BWL (MASSIMO 1) RTX500 BWL (MASSIMO 1) RTX500 BWL (MASSIMO 1) RTX500 BWL (MASSIMO 1) SIRENE 2 SIRENE ZONE 28 ZONE + RADIOCOMANDI RADIOCOMANDI 80 (bidirezionali) SIRENE 2 SIRENE ZONE 42 ZONE + RADIOCOMANDI RADIOCOMANDI 80 (bidirezionali) SIRENE 4 SIRENE ZONE 88 ZONE + RADIOCOMANDI RADIOCOMANDI 180 (bidirezionali) SIRENE 6 SIRENE ZONE 160 ZONE + RADIOCOMANDI RADIOCOMANDI 250 (bidirezionali) 7.5 Programmazioni radio nelle centrali Tecnoalarm Le centrali Tecnoalarm sono programmabili secondo i profili richiamati dalle norme CEI EN Le programmazioni hanno come fine specifico la rilevazione delle perturbazioni che influenzano negativamente le comunicazioni radio tra i dispositivi del sistema wireless. Nella videata 1 è possibile abilitare il controllo delle segnalazioni di sopravvivenza e mascheramento e per ognuna di esse, abilitare il tipo di notifica desiderata. Altresì è anche possibile attivare per queste segnalazioni le relative notifiche telefoniche (videata 3). Mascheramento Il mascheramento dei segnali radio provocato da spurie può essere generato da disturbi saltuari o essere provocato intenzionalmente, con il fine di causare deliberate azioni di sabotaggio. Nelle centrali Tecnoalarm la segnalazione di mascheramento radio può essere abilitata (videata 1) e segnalata secondo le modalità programmate (videata 2). Configurazione Zone Zone - Funzioni Zone - Programmi Zone - Opzioni Tastiere Punti chiave Opzioni Uscite Sirene bus Avvisi Sezione radio Videata 1 Configurazione Opzioni Chime ad impulso Tempo di uscita Tempo di ingresso (preallarme) Allarme Avviso fi ne parzializzazione Preavviso autoinserimento Effetti sonori Sopravvivenza Segnalazioni Sirene Mascheramento Segnalazioni Sirene Modalità radio Sistema 1 Sintesi vocale Nazionalità ITALIA Eventi Abilitazione limite registrazione Abilitazione limite notifi che Disabilitazione controllo uscita alimentazione Modifica codice da utente Inversione cifre codici di rapporto Uscite di allarme Programma Sirena 1 PGM OK Annulla? 57

60 7 7.6 Perdita di collegamento periodico Requisiti per la rilevazione della perdita di collegamento periodico (sopravvivenza). Una perdita di collegamento periodico deve essere trattata come anomalia. Comunicazioni periodiche CIE dal rivelatore CIE dal WD CIE dalla ATE ATE dalla CIE Periodi Grado min 240 min (a) 240 min (a) 240 min Grado min 120 min (a) 120 min (a) 120 min Grado s 100 s 100 s 100 s Grado 4 10 s 10 s 10 s 10 s Legenda CIE Control and Indicating Equipment (Indicazione di guasto e impedimento dell'inserimento). WD Warning Device (Sirena) ATE Alarm Transmission Equipment (inviatore di messaggi di allarme) (a) La prescrizione è facoltativa per questo grado Fonte: CEI EN (4.5.1) In caso di guasto alle comunicazioni periodiche, come definito in tabella, per le apparecchiature di Grado 1 e 2 deve essere generato un guasto o una manomissione, e per le apparechiature di Grado 3 e 4 deve essere generata una manomissione. Nei gradi 1, 2, 3, 4, deve essere impedito l inserimento quando l ultimo messaggio di comunicazione periodica da qualsiasi apparecchiatura di trasmissione supera il periodo specificato in tabella. Grado 1 Grado 2 Grado 3 Grado 4 Comunicazione periodica prima dell'inserimento Periodo 60 min 20 min 100 s 10 s Fonte: CEI EN (4.5.1) Intervallo sopravvivenza Il tempo d intervallo soppravvivenza (videata 2), abilita la centrale alla verifica della trasmissione periodica di presenza in vita inviata dai suoi nodi periferici. Nelle centrali Tecnoalarm è possibile impostare un intervallo di trasmissione del segnale di presenza in vita da un minimo di 2 ore ad un massimo di 23 ore e 59 minuti. Il Grado 1 delle norme CEI EN è rispettato se si programma un tempo minore o uguale a 4 ore, il Grado 2 se si programma il tempo minimo impostabile di 2 ore. mm ss Ritardo attivazione comunicatori 0 0 Tempi relativi a Tutti i programmi Wireless mm ss Tempo di ingresso mm ss Ritardo antimascheramento 0 10 Videata 2 Configurazione Temporizzazioni Tempo di allarme autoprotezione 3 0 Tempo di ingresso Tempo di allarme tecnico 1 0 Tempo di uscita 0 30 hh mm Tempo di allarme rapina 1 0 Ritardo conferma disinserimento 0 15 Intervallo sopravvivenza 8 0 Avviso fi ne parzializzazione 0 30 Ritardo attivazione sirene 0 0 Preavviso autoinserimento 0 30 Tempo di allarme 3 0 Ritardo allarme jammer GSM 0 10 Ritardo controllo rete hh mm 0 0 Tempo massimo di parzializzazione

61 Sistemi wireless Ritardo antimascheramento Il ritardo antimascheramento (videata 2) è programmabile con un tempo compreso tra 0 e 59 minuti, ovvero il tempo di permanenza di perturbazioni radio oltre il quale devono essere gestite le notifiche (con sirene e/o comunicatori). Le norme CEI EN prescrivono che se l interferenza rilevata è inferiore a 5 secondi nell arco di 60 secondi, non deve verificarsi alcuna indicazione o notifica. Al contrario, per i Gradi 1 e 2 una interferenza di 30 secondi su 60 deve essere rilevata e gestita generando le segnalazioni previste. Comunicatori Le anomalie rilevate dalla centrale possono essere notificate anche per mezzo dei comunicatori. In fase di programmazione la spunta nella corrispondente casella abiliterà le relative trasmissioni, (videata 3). Confi gurazione sezione telefonica Parametri telefonici GSM Credito SIM TECNOCELL Codici di rapporto Messaggio iniziale - Vocabolario Telecomandi Videata 3 Configurazione Sezione telefonica Comunicatori Comunicatore H Comunicatore G Comunicatore F Comunicatore E Comunicatore D Comunicatore C Comunicatore B Comunicatore A Fine mancanza rete Accesso falso Codice rapina Conferma rapina Panico Inizio mascheramento radio Fine mascheramento radio Inizio sopravvivenza sensori radio Fine sopravvivenza sensori radio Inizio mancanza linea telefonica Fine mancanza linea telefonica Test ciclico Timer reset Richiesta scarico eventi Codice rifi utato A B C D E F G H OK Annulla? 7.7 Numero di codici Per impedire la sostituzione intenzionale dei messaggi, ogni apparecchiatura trasmittente dovrà essere identificata come appartenente all impianto tramite un codice di identificazione. Il numero dei codici d identificazione richiesti dovrà corrispondere a quello indicato nella tabella sotto indicata. Codici identificativi Grado Grado Grado Grado Fonte: CEI EN (4.3) Tecnoalarm utilizza nei suoi apparati oltre 16 milioni di codici. 59

62 7 Sistemi wireless 7.8 Rilevazione delle interferenze Se esiste un rischio di disturbi radioelettrici che possono perturbare la comunicazione tra la centrale e le apparecchiature, occorre attivare la rilevazione di interferenza. La centrale deve indicare un elevato livello di interferenza quando questa supera la durata prevista dai tempi indicati nella tabella seguente. L interferenza deve essere trattata come un anomalia della centrale. Grado 1 Grado 2 Grado 3 Grado 4 Rilevazione dell'interferenza Somma totale di 30 s del segnale di interferenza nell'arco di 60 s Somma totale di 30 s del segnale di interferenza nell'arco di 60 s Somma totale di 10 s del segnale di interferenza nell'arco di 20 s Somma totale di 10 s del segnale di interferenza nell'arco di 20 s Fonte: CEI EN (4.5.2) Rilevazione delle interferenze per le apparecchiature Stato del sistema CIE WD ATE Rilevazione delle interferenze Grado 1 In ogni momento Obbligatorio Facoltativo (a) Facoltativo Grado 2 In ogni momento Obbligatorio Facoltativo (a) Facoltativo Grado 3 In ogni momento Obbligatorio Obbligatorio Obbligatorio Grado 4 In ogni momento Obbligatorio Obbligatorio Obbligatorio Legenda CIE WD ATE (a) Control and Indicating Equipment (Indicazione di guasto e impedimento dell'inserimento). Warning Device (Sirena) Alarm Transmission System (inviatore di messaggi di allarme) Per i dispositivi esterni, se è prevista tale funzione, il WD deve essere conforme alle prescrizioni di immunità alle interferenze definite in delle norme CEI EN Fonte: CEI EN (4.5.2) RF monitor dbm ERZIALE INERZIALE INERZIALE INERZIALE Z TASTIERA RADIO MICROCONTATTI CONTEGGIO MICROCONTATTI CONTEGGIO CONTEGGIO MICROCONTATTI MICROCONTATTI CONTEGGIO CONTEGGIO MICROCONTATTI Radio rx 1 Ch. 433 Mhz ESCLUSA Max Reset 0 Noise BAD HIGH LOW RF monitor Sistema ASYNC@WL Sec 10 5 Stop? 60

63 8 Requisiti e prestazioni delle apparecchiature 8.1 Schede di qualificazione La norma CEI 79-3 per la progettazione ed installazione degli impianti, classifica le prestazioni degli impianti in base alle caratteristiche dei prodotti utilizzati. La norma CEI 79-3 richiama le schede di qualificazione degli apparati di allarme, specificate dalla norma CEI 79-2; le schede specificano per ogni tipologia di prodotto le caratteristiche tecniche richieste per ognuno dei tre livelli di prestazione. Le nuove norme europee della serie EN riformulano la norma CEI 79-2 utilizzando in luogo dei tre livelli di prestazione, quattro gradi di protezione. Di seguito, per alcune famiglie di prodotti, presentiamo le schede di qualificazione che raffrontano i livelli enunciati dalla CEI 79-2 con i Gradi enunciati dalle norme della serie EN Esempio (parziale) di scheda di qualificazione per Rivelatori combinati. Confronto tra norme CEI ed EN Protezione contro Prova immunità Verificabilità Rivelatori combinati Livelli Norma CEI 79-2 Gradi Norme EN I II III IV Apertura involucro X X X X X X X Rimozione X X Op Op X X Manomissione con mezzi magnetici X X X X Disorientamento X X X X X X Accecamento (Mascheramento) X Op Op X X Riduzione significativa della portata X Op Op Op X Perdita totale di alimentazione X X X Op X X X Corrosione In funzione della Penetrazione di acqua classe ambientale Radiofrequenze X X X X X X X Scariche elettrostatiche X X X X X X X Impulsi di tensione ai morsetti di alimentazione X X X X X X X Funzionale di tutti gli elementi X Operativa di almeno uno degli elementi X Autodiagnosi locale Op Op X X Autodiagnosi da remoto Op Op Op X Prova di durata 1* 2* *Prove di durata (24h o 120h) alla Vnom+15% con continue rilevazioni di movimento e registrazione stati allarme-riposo Legenda Op Opzionale X Prestazione obbligatoria In funzione della classe ambientale Fonti: CEI EN

64 8 Esempio (parziale) di scheda di qualificazione per Circuiti di ricezione e notifiche allarmi. Confronto tra norme CEI ed EN Circuiti di ricezione e notifiche allarmi Caratteristiche funzionali e prescritte Prove immunità Legenda Livelli Norme CEI 79-2 Gradi Norme EN I II III IV Ingressi a variazione di stato (contatto aperto/chiuso) Si - - Non è imposta la A variazione di resistenza - Si - tecnica di notifica A variazione di resistenza variabile a caso nel tempo - - Si dello stato Segnalazione distinta tra allarme e tamper No Si Si Si Si Si Si Livelli previsti di accesso al sistema 2 (ut+inst) Numero di cifre per i codici di accesso Obbligo storico eventi No Si 1 Controllo alimentatore batteria bassa e alta L L L Op Op Si Si Blocco inserimento con guasti, o manomissioni No No No Si 2 Possibilità di forzare uno stato di blocco No No No Si 3 Protezione batterie dalle scariche profonde No No No Op Op Si Si Rilevazione guasto batteria obbligatorio - Si Si Op Op M M Va notificato un accesso a livello non autorizzato Si Sirene escludibili se notifiche anche con ATE Non previsto Previsto ATE (avvisat.telefonici) con back-up altro vettore Non previsto In funzione del grado Criteri impiantistici (numero di sirene ext, int, ATE) Non previsti Previsti Tempi di suonata WD Da 3 a 10min Da 90 a 180 sec Tempo di entrata 60 sec. Fino a 45 sec Operazioni on/off in combinazione con più utenti Non citate Previste Esclusione sensori Si No Si Si Si Isolamento sensori (allarme + tamper) Si No Si Si Si Controllo rimozione involucro - Si Si Si Controllo perforazione involucro - - Si Si Riconoscimento masking, portata ridotta sensori In funzione del grado Gestione dei processi e dei segnali Sec. procedure Controllo delle interconnessioni Si Si Si No Si Si Si Sostituzione di componenti Op Op Si Si Radiofrequenze Scariche elettrostatiche Impulsi di tensione ai morsetti di alimentazione Stessi requisiti per entrambe le norme 62 L Controllo limitato o parziale Op Opzionale ATE Alarm Transmission Equipment (inviatore di messaggi di allarme) WD Warning Device (Sirena) NOTA 1 Lo storico eventi è obbligatorio; numero e tipi di eventi (min 250) sono in funzione del grado NOTA 2 In presenza di una condizione anomala, l attivazione del sistema deve essere impedito NOTA 3 È previsto che una condizione di blocco possa essere forzata mediante apposita manovra da utente autorizzato Fonti: CEI EN

65 Requisiti e prestazioni delle apparecchiature Esempio (parziale) di scheda di qualificazione per Sirene per esterno. Confronto tra norme CEI ed EN Protezione contro Prove di Prove immunità Sirene per esterno Livelli Norme CEI 79-2 Gradi Norme EN I II III IV Apertura involucro X X X X X X X Rimozione X X X Op X X X Perforazione X Op Op Op X Vibrazioni sinusoidali X X X X X X X Caldo +55 C +60 C sec esig. Caldo umido in continuo 40 C 93% X X X X Freddo -25 C -25 C/-40 C spec. Corrosione SO2 X X X Corrosione salina X Ingresso acqua X X Impatto meccanico (grado IK) secondo EN robusta Radiofrequenze X X X X X X X Scariche elettrostatiche X X X X X X X Impulsi di tensione ai morsetti di alimentazione X X X X X X X Verificabilità Funzionale X Vedi controlli Segnalazione Controlli Tensione di guardia batteria (distinta dalle precedenti) X Sconnessione fisica della batteria scarica X X X X Monitoraggio presenza +12V di ricarica batteria X* 1 X* 1 X* 1 X* 1 Monitoraggio integrità comando di allarme Op Op X X Autotest locale Op Op X X Ingresso di test da remoto Op Op Op X Pressione acustica Almeno 100dB a 3m 100dB ad 1 metro Max tempo allarme 10 minuti 15 minuti Autonomia 24h 12h 60h Tempo ricarica batteria Massimo 80% in 20h 72h 24h Legenda Op Opzionale X Prestazione obbligatoria X* 1 La mancanza della tensione di ricarica batteria deve generare o un allarme, o un tamper, o un guasto Fonti: CEI EN Altre schede di qualificazione possono essere consultate visionando la norma CEI 79-2 (norme particolari per le apparecchiature) e le norme della serie EN

66 RX RX TX 7 TX Requisiti e prestazioni delle apparecchiature Di seguito indichiamo alcune prescrizioni per la costruzione delle apparecchiature: devono essere contenute in involucri protetti apribili con l uso di chiavi o attrezzi particolari. devono avere resistenza meccanica atta a sostenere le sollecitazioni del trasporto e dell esercizio ordinario le parti attive a tensione rete (es. i circuiti primari degli alimentatori) devono essere protette contro il contatto diretto da persone o cose attraverso un adeguato isolamento. se le apparecchiature risultano sensibili ai campi elettromagnetici, elettrici o magnetici esterni, presenti nell ambiente e/o procurati da malintenzionati, devono essere previste adeguate protezioni dal costruttore l autoprotezione dell involucro attiva un allarme, a seconda del livello di prestazione richiesto, causato dai seguenti tentativi di manomissione: - apertura - perforazione - rimozione dell intera apparecchiatura - disorientamento SIRENA Scudo anti-perforazione ALARM STANDBY Protezione anti-schiuma STANDBY Protezione anti-apertura e anti-asportazione RIVELATORE Protezione anti-asportazione Protezione anti-apertura 64

67 9 Formazione Tecnoalarm 9.1 Corsi formativi per tecnici e per commerciali La formazione tecnica rappresenta per Tecnoalarm un area di attività fondamentale rivolta a progettisti ed installatori, con l obbiettivo di accrescere e rafforzare la conoscenza dei prodotti e l applicazione delle norme UNI - EN - CEI - ISO che dettano le regole di installazione e manutenzione dei Sistemi di allarme antintrusione e anti rapina. Un offerta formativa ricca e strutturata consente di acquisire e migliorare le competenze necessarie per utilizzare al meglio i prodotti e le tecnologie Tecnoalarm. Approfonditi corsi tematici per progettisti, system integrator ed installatori offrono l opportunità di arricchire le proprie conoscenze su normative prodotti ed applicazioni. Particolare attenzione è posta all aspetto pratico: un attrezzata aula didattica offre l opportunità di effettuare reali esperienze di configurazione, programmazione e messa in servizio dei prodotti. Tecnoalarm mette a disposizione di progettisti ed installatori, supporto e soluzioni per affrontare, con professionalità e competenza, un mercato sottoposto ad una continua evoluzione degli aspetti tecnici e normativi. Tecnoalarm rende disponibile un ampio ventaglio di materiale documentale e informativo particolarmente utile per la promozione tecnica commerciale e la redazione di progetti. I corsi sono finalizzati alla formazione di profili professionali in grado di sviluppare competenze tecniche e commerciali capaci di rispondere alle crescenti esigenze del mercato. I corsi, proposti con cadenza ciclica, si svolgono presso le nostre filiali, agenzie dotate di showroom, di laboratorio didattico e presso le sedi degli importatori esteri. 9.2 Attestato di partecipazione Ai professionisti del settore che hanno partecipato con profitto ai corsi viene rilasciato un attestato a conferma delle capacità e delle qualifiche acquisite. La partecipazione ai corsi è gratuita. 65

68 66

69 10 Installatori esperti qualificati 10.1 Qualificazione professionale Come già esposto dettagliatamente nell articolo 3 del D.M. 37/2008, la legge prescrive che l installazione e la manutenzione di un impianto antintrusione siano eseguite da un impresa e da personale tecnico abilitato. Si ricorda inoltre che è un atto obbligatorio la presentazione di un progetto tecnico esecutivo controfirmato, sia dal committente per accettazione, sia dal progettista per assunzione di responsabilità. Tecnoalarm ha inserito tra i propri obiettivi strategici quello di qualificare i propri installatori al massimo livello professionale. Gli installatori Tecnoalarm si distinguono anche per l attrezzatura specialistica necessaria per la programmazione semplice ed avanzata dei sistemi e dei componenti: personal computer portatili, oscilloscopi, software di gestione, postazioni computerizzate fisse di teleassistenza, valige demo dei prodotti più significativi ad uso dimostrativo per i clienti finali Teleassistenza tecnica L installatore Tecnoalarm abilitato e dotato del Software di telegestione Centro, può fornire un servizio di manutenzione tecnicamente avanzato sia presso il cliente tramite PC portatile che da remoto, dalla propria sede operativa. Gli interventi effettuati in Teleassistenza offrono indubbi vantaggi operativi, i più significativi sono: verifica a distanza dello stato operativo del sistema antintrusione interrogazione puntuale del dispositivo RSC che ha generato una segnalazione di allarme. Sarà pertanto possibile esaminare il grafico dell allarme valutando gli stati funzionali che lo hanno provocato, per determinare il tipo di intervento tecnico, una semplice taratura effettuabile da remoto oppure un intervento tecnico sul posto. L utilizzo del Software di telegestione Centro consente di pianificare con efficacia gli interventi tecnici, valutando in base ad elementi oggettivi l urgenza e l entità dell intervento, ad esempio programmando una visita non urgente oppure gestire un urgenza ponendo temporaneamente fuori servizio un apparato guasto, senza che sia necessario recarsi immediatamente dal cliente. L analisi remota del tipo di guasto segnalato permette di valutare preventivamente l entità, i modi ed il tempo necessario per ristabilire le condizioni di normale funzionalità. Ogni intervento di teleassistenza deve essere sempre essere preventivamente autorizzato ed abilitato dal cliente. Nota: in merito all'autorizzazione della manutenzione da remoto, vedi paragrafo

70 68

71 11 Cavi di collegamento 11.1 Norme CEI e UNI L azienda installatrice deve operare nel rispetto delle norme CEI e UNI, realizzando l impianto a regola d arte. Per definizione la regola dell arte è soddisfatta quando si osservano delle norme tecniche riconosciute. È buona regola, al fine di minimizzare possibili interferenze tra i segnali, evitare che i cavi del sistema antintrusione transitino nelle stesse condutture della rete di distribuzione elettrica; se ciò non è possibile, accertarsi che i cavi dell impianto di sicurezza siano marchiati CEI UNEL 36762, per soddisfare le regole di sicurezza elettrica sulla coesistenza tra cavi di segnale e cavi con tensione di rete Norma CEI UNEL La norma CEI UNEL dà indicazioni sulla posa di cavi per sistemi di allarme (Sistemi di Categoria 0), in coesistenza in un unico condotto, senza interposizione di separatori, con cavi per sistemi con tensione nominale da 50V AC a 1000V AC (Sistemi di Categoria 1). La norma CEI UNEL specifica che un cavo per sistemi di allarme può essere posato insieme a cavi per sistemi di categoria 1 con tensioni di esercizio da 600 a 1000V AC solo se in grado di superare una prova di isolamento che sottopone il cavo immerso in acqua ad una tensione di 2000V AC per un tempo di 5 minuti. La prova verifica l isolamento tra la guaina esterna ed i conduttori e la schermatura (dove presente). Pertanto solo i cavi conformi alla norma CEI UNEL possono essere posati con cavi per sistemi di Categoria 1 con tensione di esercizio 600/1000V in un unico condotto, canale o passarella senza interposizione di separatori. La norma quindi chiarisce definitivamente l uso improprio del termine Grado classificando i cavi di segnale in Categoria 0, precisando la loro idoneità alla posa con cavi di energia di Categoria 1. La norma stabilisce i requisiti per la coesistenza indicando la capacità di isolamento, ma non dà indicazioni sul tipo di materiale isolante da usare in relazione al tipo di impiego. CEI 20-22/3 CEI 20-22/ Norma CEI Cavi elettrici La norma CEI 64-8 regola l installazione degli impianti con particolare attenzione ai cavi di collegamento. I cavi devono essere tutti di tipo antifiamma non propaganti l incendio. Il loro isolamento deve essere almeno uguale a quello dei cavi esistenti nell impianto. Per il miglior funzionamento del sistema è raccomandato l utilizzo di cavi schermati. 69

72 Tipologie di cavi I costruttori di cavi identificano tre campi di utilizzo consigliando per ognuno di essi una specifica tipologia di cavo. Ogni tipologia utilizza un materiale isolante adatto all impiego finale. Posa in ambienti interni Per la posa in ambienti interni sono indicati cavi con guaina isolante in Polivinilcloruro (PVC), la guaina in PVC conferisce al cavo maggiore flessibilità consentendo una posa più agevole. La guaina in Polivinilcloruro (PVC) è ritardante la fiamma, ma in caso d incendio rilascia acido cloridrico, un gas particolarmente tossico. Norme di riferimento: CEI 20-22/2, IEC , CEI UNEL Posa in ambienti interni, luoghi pubblici Per la posa in luoghi pubblici, con rischio di incendio ed elevata presenza di persone (teatri, banche, supermercati, scuole, hotels, aeroporti, ospedali, etc.), è obbligatorio utilizzare cavi con guaina isolante in Poliolefina esente alogeni a bassa emissione di fumi e gas tossici nocivi e corrosivi (LSZH). In caso di incendio la combustione non sviluppa fumi e gas nocivi. Norme di riferimento: CEI 20-22/3, IEC , CEI 20-37, IEC 60754, CEI Posa in ambienti esterni Per la posa in ambienti esterni particolarmente gravosi, soggetti a presenza di umidità ed acqua come pozzetti, tubazioni, cantine, etc. è indicato utilizzare un cavo con guaina in Polietilene (PE), capace di garantire l impenetrabilità dell acqua e una buona resistenza meccanica all abrasione e agli schiacciamenti. Il polietilene è un materiale non ritardante la fiamma, pertanto si sconsiglia la posa in interni. Norme di riferimento: CEI 20-22/2, IEC , CEI UNEL Cavi schermati e twistati Nell ambito dei sistemi di sicurezza si utilizzano cavi schermati e, in alcuni casi, è anche consigliato l utilizzo di cavi twistati. Cavi schermati e twistati Cavi schermati I cavi schermati con lamina d alluminio e trecciola in rame, sono costituiti da singoli conduttori protetti da una schermatura unica formata da un foglio di alluminio su cui sono intrecciati conduttori di rame. Per ottenere gli effetti di disturbo che le interferenze elettromagnetiche inducono sui segnali trasportati si raccomanda di collegare lo schermo dei cavi a terra. Cavi twistati I cavi twistati sono costituiti da almeno una coppia di conduttori intrecciati. L utilizzo della coppia twistata è consigliato per veicolare i dati di comunicazione dei canali CHA e CHB della linea seriale RS485. I cavi twistati minimizzano gli effetti di disturbo provocati dalle interferenze elettromagnetiche. 70

73 Cavi di collegamento 11.6 Dimensionamento dei cavi Può accadere che per consuetudine si utilizzino cavi di una particolare sezione senza soffermarsi sui motivi che ne dovrebbero determinare la scelta. In questo paragrafo si tralasciano i gradi di isolamento, che governano le regole di coesistenza tra cavi a bassissima tensione (12V) con quelli a tensione di rete 230V e 380V. Si affrontano invece gli aspetti legati alla scelta della sezione utile di conduzione di un cavo. È importante garantire al dispositivo utilizzatore condizioni di alimentazione (tensione e corrente), stabili, in ogni stato di funzionamento proprio o conseguente ai possibili stati di funzionamento del sistema (preallarme, allarme, ecc.). Per evitare cadute di tensione e garantire al dispositivo la necessaria stabilità di funzionamento è necessario considerare: la distanza del dispositivo dalla fonte di alimentazione (lunghezza della tratta di collegamento) la corrente assorbita dal dispositivo (valutare sempre il consumo massimo) la sezione del conduttore di alimentazione (ovvero la sua resistenza specifica espressa in Ohm/m) Rapporto tra la sezione del conduttore in mm 2 e la specifica resistenza elettrica Ohm per metro Conduttori in rame Sezione del conduttore (mm 2 ) Resistenza specifica (Ohm/m) 0,22 0,090 0,50 0,035 1,00 0,018 1,50 0,012 2,00 0,009 Alimentazione di una sirena non autoalimentata - Calcolo della caduta di tensione Lunghezza tratta di collegamento: 65m Sezione del conduttore: 0,22mm 2 Resistenza specifica: 0,090 Ohm/m Centrale Tensione di alimentazione 13,7V Sirena Assorbimento max in segnalazione 180mA Caduta di tensione = [(Resistenza specifica x Lunghezza tratta di collegamento x 2) x Assorbimento max] /1000 V = [(0,090 x 65 x 2) x 180mA]/1000 = 2,1V Reale tensione di alimentazione della sirena: (13,7V 2,1V) = 11,6V Analisi del risultato In questo esempio la caduta di tensione dovuta alla sezione ridotta del cavo è significativa (2,1V). La sirena viene alimentata a circa 11,6V. In caso di una prolungata assenza della tensione di rete (funzionamento con le batterie di back-up della centrale) potrebbe essere compromessa la sua funzionalità. Se invece fosse stato utilizzato un cavo di sezione 0,50mm² con resistenza specifica di 0,035 la caduta di tensione sarebbe risultata essere di circa 0,8V. 71

74 11 Alimentazione di un rivelatore - Calcolo della caduta di tensione Lunghezza tratta di collegamento: 50m Sezione del conduttore: 0,22mm 2 Resistenza specifica: 0,090 Ohm/m Centrale Tensione di alimentazione 13,7V Rivelatore Assorbimento max in segnalazione 17mA Caduta di tensione = [(Resistenza specifica x Lunghezza tratta di collegamento x 2) x Assorbimento max] /1000 V = [(0,090 x 50 x 2) x 170mA]/1000 = 0,153V Reale tensione di alimentazione del rivelatore: (13,7V 0,153V) = 13,547V Analisi del risultato In questo esempio la caduta di tensione dovuta alla sezione ridotta del cavo è minima (0,153V). Giocano dei ruoli fondamentali la distanza non eccessiva (50m) unita ad un assorbimento modesto del rivelatore (17mA). 72

75 Cavi di collegamento 11.7 Interconnessioni cablate dedicate Di seguito vengono esposte le caratteristiche fisiche relative alle interconnessioni cablate dedicate, in funzione del livello di prestazione. Per ciò che attiene le prestazioni funzionali delle interconnessioni si faccia riferimento a quanto esposto al paragrafo 8.8 della Norma CEI EN Gli impianti devono essere realizzati secondo le Norme CEI specifiche per l ambiente dove essi vengono ubicati, salvo quanto precisato in seguito. Il percorso di posa dei cavi deve svilupparsi preferibilmente per intero all interno della proprietà e prevalentemente in zona protetta. Comunque è ammesso anche un percorso di posa in parte o per intero all esterno della proprietà e, in questo caso, le interconnessioni devono essere dotate di idonea protezione contro le manomissioni, per es. racchiuse in condotti metallici. Le interferenze elettriche possono provocare allarmi indesiderati. In genere questo problema dovrebbe essere superato filtrando l ingresso dell alimentazione al Sistema di Allarme Intrusione (IAS). La schermatura dei cavi è raccomandata per i cavi utilizzati per segnali in bassa frequenza e in tutti gli altri casi nei quali può essere favorevolmente impiegata. Per il secondo, terzo e quarto livello di prestazione i cavi non devono essere posati nello stesso condotto assieme ad altri conduttori estranei all impianto. Così pure le scatole di giunzione non devono essere comuni con altri impianti e devono essere dotate di protezione contro l apertura in funzione del Grado di sicurezza e secondo quanto riportato nella CEI EN (dal grado 3 in su ed escludendo sistemi ad indirizzamento in grado di riconoscere la sostituzione del singolo componente). Sono ammessi setti di separazione per le canalette. È ammesso l eventuale transito in pozzetti interrati in comune con cavi di altri impianti. In tal caso i cavi dell impianto intrusione e rapina devono essere intubati in condotti separati e facilmente riconoscibili. Le scatole devono essere realizzate con materiali non ossidabili e devono essere, se richiesto dalle condizioni ambientali o dalla posizione, di tipo stagno. Tutte le giunzioni dei cablaggi di interconnessione devono essere meccanicamente ed elettricamente solide. Le dimensioni e i materiali dei cavi utilizzati per le interconnessioni cablate e per il loro isolamento devono garantire che la tensione erogata a qualsiasi componente del sistema non sia inferiore alla tensione minima di funzionamento specificata, misurata nelle condizioni di massima corrente con la minima tensione di alimentazione. Fonte: CEI 79-3:

76 74

77 12 Fonti di alimentazione primaria e secondaria 12.1 Dispositivi di alimentazione Nelle apparecchiature elettroniche, il ruolo dei dispositivi di alimentazione riveste grande importanza. Nel campo dei sistemi di sicurezza l importanza diventa enorme, la scelta ed il corretto dimensionamento dei dispositivi di alimentazione primaria (alimentatore) e secondaria (batterie di backup) determinano in grande misura le performance di stabilità ed affidabilità dei sistemi di sicurezza Sezione di alimentazione La sezione di alimentazione di una centrale antintrusione è composta da un alimentazione primaria (Alimentatore PS) ed un alimentazione secondaria (Batterie tampone SD). L alimentazione primaria è costituita da un alimentatore in grado di erogare con continuità una corrente sufficiente per alimentare tutti i dispositivi che compongono il sistema antintrusione. Una parte della corrente erogata dall alimentatore deve essere riservata alla ricarica delle batterie tampone del sistema; la corrente riservata a quest utilizzo deve garantire il rispetto del tempo di ricarica delle batterie tampone, come richiesto dalla normativa EN (ad esempio, per il Grado 2, 80% di ricarica in circa 24 ore). L alimentazione secondaria è costituita da una o più batterie di tipo e capacità indicati dal costruttore della centrale. L alimentazione secondaria deve avere una capacità di corrente adeguata per poter sostenere, in caso di mancanza dell alimentazione primaria, il funzionamento autonomo del sistema, per il numero di ore prescritte dalla norma EN 50131: 12 ore per il grado 1 e 2 60 ore per il grado 3 e 4 I Sistemi di grado 3 e 4 devono obbligatoriamente essere collegati ad un CRA (Centro Ricezione Allarmi). In questo caso le 60 ore di autonomia richieste possono essere dimezzate come citato nella norma CEI EN (9.2). CENTRALE Alimentazione primaria Alimentatore PS Alimentazione secondaria Batteria SD Scheda centrale Alimentazione dispositivi sistema D 12.3 Alimentazione primaria La fonte di alimentazione primaria del sistema deve essere conforme alla norma EN Le prescrizioni più importanti in funzione del grado di prestazione sono: verifica automatica ad intervalli, prestabiliti dal livello della tensione di uscita controllo dello stato dell efficienza della batteria (APS - alternative power supply) rilevazione del guasto della batteria segnalazione batteria bassa con vincoli di tempo (max 5 minuti) protezione della batteria dalla scarica profonda (sgancio automatico della batteria) protezione dai corto circuiti protezione dalle sovratensioni, obbligatoria solo per i gradi di prestazioni 3 e 4. D D D 75

78 Alimentazione secondaria La fonte di alimentazione secondaria deve, in caso di momentanea mancanza della alimentazione primaria, sopperire all alimentazione del sistema antintrusione, mantenendo il funzionamento del sistema per il numero di ore prescritto dalla norma EN (in base al Grado di prestazione del sistema) Autonomia del sistema La norma EN prescrive, in caso di mancanza dell alimentazione primaria, requisiti minimi di autonomia del sistema. Come già detto, le ore di autonomia richieste variano in base al Grado di sicurezza del sistema. Per calcolare l autonomia del sistema è necessario utilizzare i dati forniti dal costruttore della centrale: alimentazione secondaria - batteria - Il costruttore indica la capacità della batteria, (la capacità della batteria utilizzabile è determinata dalla corrente erogata dall alimentatore ed è definita in sede di omologazione) regime di controllo - La Norma EN determina l autonomia richiesta in base al regime di controllo utilizzato: sistema televigilato o sistema non televigilato autonomia richiesta - Il costruttore indica l autonomia richiesta in funzione del regime di controllo adottato consumo della centrale - Autoconsumo della scheda centrale corrente riservata per carica batteria - Corrente necessaria per garantire la percentuale di carica della batteria entro il tempo prescritto dalla norma corrente disponibile per alimentazione dispositivi - Corrente totale disponibile per alimentare tutti i dispositivi che compongono il Sistema (console di comando, rivelatori, sirene esterne, ecc). Il valore della somma dei consumi di corrente di tutti i dispositivi deve essere minore della corrente disponibile indicata. Esempio di una ipotetica centrale omologata Grado di sicurezza 2 - Autonomia del sistema Grado di sicurezza Sezione di alimentazione Regime di controllo Alimentazione primaria - Alimentatore da 3A Alimentazione secondaria - Batteria da 12V-12Ah (utilizzare sempre il tipo indicato) Autonomia richiesta Consumo della centrale Corrente riservata per carica batteria Corrente disponibile per alimentazione dispositivi Grado 2 Sistema non televigilato 12 ore 150mA max. 850mA 850mA Attenzione: il valore di corrente indicato per l alimentazione dei dispositivi 850mA non tiene conto della reale capacità dell alimentatore, ma bensì tiene conto della capacità della batteria di mantenere l autonomia di funzionamento richiesta dal Grado 2 (12 ore) Fonte di alimentazione supplementare Nel caso in cui il consumo energetico del sistema antintrusione vada oltre le capacità di alimentazione della centrale utilizzata, diventa necessario utilizzare una o più fonti di alimentazione supplementare. Le fonti di alimentazione supplementare, denominate Gruppi di alimentazione, permettono di aumentare la disponibilità di corrente del sistema. I Gruppi di alimentazione supplementare, come la centrale, dispongono di una fonte di alimentazione primaria ed una fonte di alimentazione secondaria, anche per i Gruppi di alimentazioni valgono le stessa regole e considerazioni utilizzate per le centrali. CENTRALE GRUPPO DI ALIMENTAZIONE SUPPLEMENTARE Alimentazione primaria Alimentatore PS Alimentazione secondaria Batteria SD Scheda centrale Alimentazione dispositivi sistema Alimentazione primaria Alimentatore PS Alimentazione secondaria Batteria SD Scheda gruppo di alimentazione Alimentazione dispositivi sistema 76 D D D D Negativo comune D D D D

79 Fonti di alimentazione primaria e secondaria 12.7 Dimensionamento della sezione di alimentazione Il dimensionamento della sezione di alimentazione di un sistema antintrusione è un aspetto particolarmente importante della progettazione. Il paragrafo illustra i metodi di calcolo per determinare le caratteristiche della sezione di alimentazione primaria (alimentatore) e dell alimentazione secondaria (batteria). Il dimensionamento si articola in tre fasi: Calcolo del consumo dei dispositivi - Determinare il consumo dei dispositivi che compongono il sistema, (normalmente i dati di consumo sono reperibili nei manuali tecnici). Dimensionamento della batteria - Con il dato del consumo in base alle ore di autonomia che si vogliono ottenere, operare la scelta della batteria della centrale. Dimensionamento dell alimentatore - In base al consumo dei dispositivi e alla corrente necessaria per ricaricare le batterie all 80% in 24 ore, dimensionare l alimentatore. Calcolo del consumo dei dispositivi Il calcolo deve determinare la corrente necessaria per mantenere, in assenza dell alimentazione primaria, il funzionamento del sistema antintrusione ad esempio per 12 ore, in questo intervallo temporale si ipotizza che debba essere notificato un allarme acustico della durata di 4 minuti. Per effettuare il calcolo è necessario determinare i seguenti consumi: consumo totale dei dispositivi che compongono il sistema: stato di riposo e stato di allarme calcolo del consumo totale nell intervallo temporale di 12 ore Dispositivi che compongono il sistema Consumo a riposo Consumo in allarme N. 1 Centrale TP mA N. 1 Console UTS 4.3 PROX (1) 80mA + 40% = 112mA (medi) 80mA + 40% = 112mA (medi) N. 3 Rivelatore TWINTEC BUS (2) 3 x 17 = 51mA 3 x 28 = 84mA N. 1 Rivelatore INFROTEK (2) 5mA 10mA N. 1 Sirena autoalimentata SAEL 2010 BUS (3) 22mA 22mA N. 2 Sirena SIREL 0mA 2 x 50 = 100mA (1) (2) (3) TOTALE ASSORBIMENTO 340mA 478mA La console nello stato di inattività ha un consumo minimo di 80mA, durante l utilizzo ha un consumo massimo di 160mA. Per il calcolo dei consumi si ipotizza un consumo medio, stimato in un incremento del 40% del consumo minimo. Per semplicità di calcolo si ipotizza che tutti i rivelatori del sistema concorrano al consumo in allarme. Considerando che la differenza di assorbimento tra lo stato di riposo e lo stato di allarme sia minima e che lo stato di allarme perduri per 4 minuti, il loro contributo è peggiorativo, ma non è rilevante. Il consumo in allarme della sirena autoalimentata non è a carico della sezione di alimentazione della centrale ma bensì a carico della propria batteria. Calcolo del consumo totale nell intervallo temporale di 12 ore Totale consumo a riposo x 12 ore Totale consumo in allarme x 4 minuti (0,066 ore) (340mA x 12h) = 4080mAh (478mA x 0,066h) = 32mAh Totale = 4112mAh 77

80 Fonti di alimentazione primaria e secondaria 12 Dimensionamento della batteria (fonte di alimentazione secondaria) Il calcolo deve determinare la scelta della batteria da utilizzare per garantire al sistema 12 ore di autonomia. Per effettuare il calcolo è necessario effettuare i passaggi elencati: calcolo per determinare la capacità reale di una batteria calcolo per determinare la capacità minima della batteria in funzione dell autonomia richiesta scelta della batteria idonea al mantenimento delle ore di autonomia richieste Calcolo per determinare la capacità reale di una batteria La capacità reale (Cr) di una batteria è uguale all 80% della capacità dichiarata dal costruttore (Cd) Cr = Cd x 0,8 Calcolo per determinare la capacità minima della batteria in funzione dell autonomia richiesta Cb = (Ir x 12 x 1,25) + (Ia x durata allarme 0,06h) Cb = 5132mAh (pari a 5,13Ah) Legenda Cb Capacità minima delle batterie in Ah Ir Assorbimento totale a riposo in ma 12 Tempo di autonomia richiesto in ore 1,25 Viene utilizzato il valore di 1,25 perchè si considera utile una maggiorazione del 25% della capacità dichiarata della batteria Ia Assorbimento totale durante l allarme in ma 0,06 È la durata d allarme programmata in ore Scelta della batteria idonea al mantenimento delle ore di autonomia richieste Capacità dichiarata Calcolo capacità reale Corrente reale disponibile 7Ah Cr = 7x0,8 = 5,6Ah I = (5,6Ah : xh) x Ah Cr= 12x0,8 = 9,6Ah I = (9,6Ah : xh) x Ah Cr= 18x0,8 = 14,4Ah I = (14,4Ah : xh) x 1000 (xh = 12h) 466mA (xh = 24h) 233mA (xh = 12h) 800mA (xh = 24h) 400mA (xh = 12h) 1200mA (xh = 24h) 600mA Dimensionamento dell alimentatore (fonte di alimentazione primaria) Il calcolo deve determinare il dimensionamento dell alimentatore da utilizzare per garantire il miglior funzionamento del sistema antintrusione. L alimentatore deve garantire in 72 ore la ricarica all 80% di tutte le batterie del sistema. Calcolo per il dimensionamento dell alimentatore Calcolo per il dimensionamento dell alimentatore Somma la capacità delle batterie utilizzate dal sistema Percentuale di ricarica in 72 ore (80%) Totale consumo a riposo Corrente fornita all'alimentatore 78 Batteria centrale + batteria sirena 80% in 72h Consumo + carica batterie 340mA 7Ah + 2Ah = 9Ah 9 : 72 x 800 = 100mA = 440mA L alimentatore per il nostro impianto dovrà quindi poter fornire con continuità almeno una corrente di 440mA per poter garantire il funzionamento dell impianto e, nel contempo, caricare correttamente le batterie.

81 13 Consegna dell impianto 13.1 Procedura di consegna dell impianto Ultimate le attività di installazione, iniziano le attività concernenti la consegna dell impianto. La consegna dell impianto si articola in cinque fasi: collaudo strumentale collaudo funzionale istruzione all uso periodo di prova rilascio della documentazione tecnica La consegna dell impianto è un momento fondamentale che richiede la partecipazione del cliente o del responsabile dell impianto. Durante l attività di consegna il cliente sotto la guida dell installatore potrà verificare le prestazioni dell impianto, in rapporto al progetto tecnico approvato. Collaudo strumentale Il collaudo dell impianto si articola in due fasi, la prima decisamente tecnica, consiste in una verifica strumentale effettuata con il software Centro, tramite la funzione Coerenza hardware. La funzione Coerenza hardware analizza automaticamente tutti i dispositivi che compongono il sistema. Al termine dell analisi il software genera un rapporto di sistema che elenca tutte le informazioni che consentono di verificare lo stato logico e funzionale dei dispositivi. Il tool identifica i dispositivi verificando la reciproca corrispondenza logica tra collegamento, indirizzamento e programmazione, accerta e dichiara le versioni hardware e software dei dispositivi, verifica i valori delle tensioni di alimentazione ed i valori delle temperature di esercizio. Il rapporto di sistema è un documento che comprova, con dati oggettivi, il collaudo ed il conseguente stato di efficienza del sistema. Il rapporto può essere stampato ed allegato alla documentazione dell impianto. Controllo coerenza hardware Dispositivo Centrale Ing. Z1 Ing. Z2 Ing. Z3 Ing. Z4 Ing. Z5 Ing. Z6 Ing. Z7 Ing. Z8 Ing. SBUS Z1 Ing. SBUS Z2 Ing. SBUS Z3 Ing. SBUS Z4 Ing. SBUS Z5 Ing. SBUS Z6 Ing. SBUS Z7 Ing. SBUS Z8 Modulo vocabolari Modulo espansione Ing. Z1 Ing. Z2 Ing. Z3 Start Stop Tipo Tp888P REED REED DUALRED DUALRED DUALRED DUALRED DUALRED DUALRED TWINTEK MASK BUS TWINTEK MASK BUS TWINTEK MASK BUS TWINTEK MASK BUS TWINTEK MASK BUS TWINTEK MASK BUS TWINTEK MASK BUS TWINTEK MASK BUS VOC ESP 4IN TWINTEK TWINTEK TWINTEK Solo presenti sul BUS Rigenera Hardware Controllo esclusioni Non controllare sezione radio fw hw 0.e Descrizione V:13.9 Vbat:0.4 [ITALIA] V:13.7 Temp:25 C V:13.7 Temp:25 C V:13.7 Temp:23 C V:13.7 Temp:24 C V:13.7 Temp:25 C V:13.7 Temp:25 C V:13.7 Temp:26 C V:13.7 Temp:26 C File: Arc\Txt\Hd6666.txt Salva su fi le txt Apri fi le txt Stampa File: Arc\Pdf\Hd6666.txt Salva su file PDF Coerenza con programmazione Zona 1 [PORTA INGRESSO] Zona 2 [PORTA GARAGE] Zona 3 [FINESTRA CUCINA] Zona 4 [FINESTRA SALONE] Zona 5 [FINESTRA BAGNO] Zona 6 [FINESTRA CAMERA] Zona 7 [FINESTRA CAMERA2] Zona 8 [FINESTRA BAGNO2] Zona 9 [CUCINA] Zona 10 [SALONE] Zona 11 [BAGNO] Zona 12 [CAMERA] Zona 13 [CAMERA2] Zona 14 [BAGNO2] Zona 15 [CORRIDOIO] Zona 16 [DISIMPEGNO] OK [ESP 4IN - Espansione] Zona 17 [TAVERNETTA] Zona 18 [CANTINA] Zona 19 [GARAGE] Abbandona? Salva in automatico sul file txt OK 79

82 13 Collaudo funzionale La seconda fase di collaudo è incentrata sugli aspetti funzionali. L installatore ed il cliente verificano che tutte le apparecchiature installate siano perfettamente funzionanti e tarate secondo il progetto concordato. Verifiche funzionali dei dispositivi: la funzionalità della centrale la funzionalità dei rivelatori la funzionalità dei dispositivi di comando la funzionalità dei dispositivi di notifica Funzionalità della centrale Devono essere effettuate le verifiche funzionali sulla centrale, misure di carattere elettrico, assorbimenti, controllo efficenza batterie, controllare la corretta registrazione degli eventi e l aggiornamento di data e ora. Verificare, laddove previsto, i vari livelli di abilitazione operativa, di programmazione e manutenzione da remoto. Funzionalità dei rivelatori Per la verifica della funzionalità dei rivelatori si può utilizzare il menù di test con cui si può valutare l effettiva rispondenza della centrale, alle sollecitazioni di prova a cui vengono sottoposti i rivelatori. In questa fase possono essere modificati i parametri di taratura dei rivelatori. Verificare le funzionalità accessorie dei rivelatori come l antimasking. Funzionalità dei dispositivi di comando La verifica dei dispositivi di comando è utile per definire con il cliente l interazione tra dispositivo di comando e programmi a lui assoggettati, in questa fase possono essere definiti ed affinati i ritardi di ingresso. Funzionalità dei dispositivi di notifica Con la verifica funzionale dei dispositivi di notifica, si verifica la funzionalità degli avvisatori ottico acustici e la funzionalità dei dispositivi di notifica telefonica. Istruzione all uso La formazione del cliente utilizzatore all uso del sistema deve essere fornita da personale qualificato. Al cliente vengono insegnate le modalità d uso e viene spiegato il significato delle segnalazioni degli organi di comando. Vengono chiarite le dinamiche di funzionamento del sistema a seguito di situazioni di guasto ed allarme. Un buon iter formativo deve comprendere i seguenti argomenti: dimostrazione funzionale completa di tutte le apparecchiature spiegazioni sull uso e loro corretta gestione modalità per eseguire test di prova, o parzializzazioni, esclusioni temporanee di zone, aree, ecc. istruzioni particolari per prevenire allarmi indesiderati (esempio chiusura porte, finestre, spegnimento termoconvettori che possono creare movimenti di tendaggi, ecc.) sensibilizzazione sull importanza di una corretta attività di manutenzione periodica Periodo di prova Nell ultima fase della consegna impianto si concorda con il cliente un periodo di prova, solitamente durante questo periodo si tende ad escludere dal funzionamento, gli organi di segnalazione acustica. Durante il periodo di prova si potrà testare la funzionalità dell impianto e, qualora fosse necessario, l installatore, in accordo con il cliente, potrà in regime di teleassistenza, effettuare modifiche di programmazione ed in ultima istanza, al termine del periodo di prova, attivare il funzionamento dei dispositivi di segnalazione acustica. 80 Rilascio della documentazione tecnica Al termine dei lavori l installatore dovrà consegnare al cliente un fascicolo di documentazione che racchiude: disegni di progetto, schemi di collegamento, dichiarazione di conformità, manuali d uso per l utente, annotazioni particolari, l indicazione dei periodi di manutenzione, un registro degli interventi e, se richieste, le certificazioni dei componenti.

83 Consegna dell impianto File registrazione eventi Nel log eventi della centrale, consultabile con il programma Centro, sono registrati tutti gli eventi relativi al funzionamento del sistema. La registrazione sequenziale correda ogni evento di data e ora e consente di verificare gli eventi generati nella fase di collaudo del sistema. Storico eventi n. Data - Ora /01/17 17:03:48 26/01/17 17:03:48 Inserimento Chiave 1 [prima] Programma 3 [PROG MODULO 1] Punto chiave 2 [PROXKGN - Punto chiave 2] Accesso Chiave 1 [prima] Punto chiave 2 [PROXKGN - Punto chiave 2] /01/17 17:03:48 26/01/17 16:17:11 26/01/17 16:16:59 26/01/17 16:17:42 26/01/17 16:16:40 26/01/17 16:16:39 26/01/17 16:15:30 26/01/17 16:16:02 26/01/17 16:15:42 26/01/17 16:16:02 26/01/17 16:15:42 26/01/17 16:16:02 26/01/17 16:14:39 26/01/17 16:14:38 26/01/17 16:13:01 26/01/17 16:12:07 26/01/17 16:12:07 26/01/17 16:12:07 Disinseriemento Chiave 1 [prima] Programma 2 [PROGR MOD LOCALE] Punto chiave 2 [PROXKGN - Punto chiave 2] Accesso Chiave 1 [prima] Punto chiave 2 [PROXKGN - Punto chiave 2] Inserimento Chiave 1 [prima] Programma 2 [PROGR MOD LOCALE] Punto chiave 2 [PROXKGN - Punto chiave 2] Esclusione Zona 19 [7 INGR MODULO 1] Disinseriemento Chiave 1 [prima] Programma 2 [PROGR MOD LOCALE] Punto chiave 2 [PROXKGN - Punto chiave 2] Accesso Chiave 1 [prima] Punto chiave 2 [PROXKGN - Punto chiave 2] Tempo di ingresso [preallarme] Programma 2 [PROGR MOD LOCALE] Tempo di ingresso [preallarme] Zona 19 [7 INGR MODULO 1] Inserimento Chiave 1 [prima] Programma 2 [PROGR MOD LOCALE] Punto chiave 2 [PROXKGN - Punto chiave 2] Disinseriemento Chiave 1 [prima] Programma 1 [PROGR CENTRALE] Punto chiave 2 [PROXKGN - Punto chiave 2] Accesso Chiave 1 [prima] Punto chiave 2 [PROXKGN - Punto chiave 2] Tempo di ingresso [preallarme] Programma 1 [PROGR CENTRALE] Tempo di ingresso [preallarme] Zona 18 [6 INGR MODULO 1] Inserimento Chiave 1 [prima] Programma 1 [PROGR CENTRALE] Punto chiave 2 [PROXKGN - Punto chiave 2] Accesso Chiave 1 [prima] Punto chiave 2 [PROXKGN - Punto chiave 2] Configurazione parametri Esclusione permanente Zona 1 [1 INGRESSO CENTR] Allarme manomissione Zona 1 [1 INGRESSO CENTR] Start Cancella Stop Stampa Salva su fi le txt Salva su file PDF Uscita? 81

84 82

85 14 Mantenimento dell efficienza del sistema 14.1 Programma di manutenzione I presupposti per il miglior mantenimento dell impianto antintrusione prevedono il rispetto di un programma di adeguata manutenzione. In particolare è consigliabile verificare periodicamente ogni 6 mesi circa il funzionamento di rivelatori, sirene, comunicatori telefonici e di tutti gli altri componenti dell impianto, in funzione del livello di rischio. L esperienza suggerisce di porre particolare attenzione all alimentazione ausiliaria (batterie di centrale e di tutti i dispositivi autoalimentati). È sempre auspicabile che queste operazioni vengano svolte da personale tecnico specializzato. Grazie alla tecnologia RSC, per mezzo del software Centro, è possibile ispezionare da remoto ogni singolo componente dell impianto. Con questi mezzi gli installatori autorizzati possono soddisfare in modo esaustivo, quanto previsto dalle recenti norme CEI EN e CEI 79-3, relative alla manutenzione. Le norme indicano che uno dei due controlli annuali previsti, può essere effettuato da remoto. Si ricorda che il regolamento delle ditte registrate IMQ prevede che un intervento tecnico straordinario sia effettuato entro le 24 ore successive dalla chiamata Avvisi di richiesta manutenzione Alcune volte il termine temporale di scadenza della manutenzione ordinaria periodica non viene rispettato, questo capita sopprattutto quando queste attività non sono pianificate e regolamentate da un contratto di manutenzione. La stipula di un contratto di manutenzione non può essere obbligatoria, ma è altrettanto vero che mantenere in efficienza l impianto preserva l investimento fatto. Molte volte la causa di mancanza di manutenzione è da attribuire a semplici dimenticanze. Per evitare che ciò avvenga, l installatore può programmare sul sistema, con la periodicità programmata, avvisi di richiesta manutenzione che saranno, allo scadere, visualizzati dalle console di gestione. 83

86 Contratto di manutenzione Per reciproca tutela tra le parti installatore e cliente, è buona norma stipulare un contratto di manutenzione, che esplichi con chiarezza i modi, i termini, i costi, la scadenza e quanto si ritiene necessario per regolamentare l attività di manutenzione. Vedi il successivo modulo di esempio. Proposta di manutenzione programmata Con riferimento alle intese verbali intercorse, qui di seguito Vi trascriviamo le pattuizioni che regoleranno la manutenzione degli impianti di sicurezza installati presso i Vs locali di... per i prossimi 12 mesi dalla data di decorrenza. Visite di manutenzione a) Ordinarie (n. 2 annuali) Durante le visite, saranno eseguite tutte le operazioni di controllo e prove. Tali visite saranno effettuate ad intervalli di 6 mesi (come prescritto dalle normative), con l intesa che se, nel semestre dovesse essere eseguita una visita straordinaria, questa assorbirà quella periodica ordinaria. Le apparecchiature installate sono: Nr. 01 Centrale di allarme antintrusione modello TP8-28 GSM Nr. 06 Rivelatori doppia tecnologia su bus modello TWINTEC BUS Nr. 01 Tastiera/console di comando LCDPROX1 Nr. 01 Sirena interna modello SIREL 2000 Nr. 01 Sirena da esterno modello SAEL 2010 BUS Ecc. (inserire la lista completa delle apparecchiature installate) Ciascuna visita sarà fatturata a Euro... b) Telegestione (n.1 visita in loco e n.1 da remoto tramite telecontrollo) Gli installatori che dispongono di una postazione di telecontrollo con il relativo software (Tecnoalarm), potranno sostituire una delle 2 visite di manutenzione presso il committente con un collegamento da remoto per la verifica on-line dei parametri disponibili ed effettuare dei test di controllo e di buon funzionamento del sistema antintrusione (come previsto dalla normativa CEI 79-3: 2012). c) Straordinarie Da effettuare entro le... ore (giorni festivi esclusi) dietro semplice richiesta inoltrata anche per vie brevi (telefono, fax, ecc.), aventi lo scopo di ripristinare l efficenza dell impianto. Queste visite saranno fatturate tenendo conto dei seguenti parametri: 1 - Tariffa oraria in orario normale Euro Tariffa oraria in orario straordinario Euro Costo chilometrico auto al Km Euro Diaria per fuori sede divisibile in tre parti uguali per pranzo - cena - pernottamento Euro... Le ore dedicate al viaggio saranno addebitate come indicato ai punti 1 e 2 secondo la loro effettuazione. Bollettini Al termine di ogni visita (sia ordinaria che straordinaria) sarà compilato un bollettino di intervento indicante in modo dettagliato il lavoro svolto, i materiali sostituiti, corredato dalle eventuali particolari osservazioni sullo stato dell impianto. Validità del contratto Decorrenza... Scadenza... Modalità di pagamento A ricevimento fattura Fatture A ciascuna fattura sarà allegato il bollettino tecnico firmato, comprovante l intervento in modo chiaro e preciso. 84

87 Mantenimento dell efficienza del sistema 14.4 Autorizzazione alla manutenzione da remoto L attività di manutenzione da remoto - Impianti di Allarme Intrusione e Rapina deve essere approvata dal cliente. Prima di svolgere questo tipo di attività è bene, per reciproca tutela, stipulare un accordo scritto tra la società di allarmi responsabile per la manutenzione e il cliente. Tale accordo deve illustrare chiaramente al cliente l attività di manutenzione da remoto: ogni aspetto dell attività deve essere dettagliato, partendo dalla modalità di ingaggio (tempi e modi di accesso da remoto) fino a definire le azioni da intraprendere in caso di identificazione di guasti e di tutti gli altri aspetti che si vogliano gestire. Ogni attività di accesso da remoto deve: essere registrata nel registro degli eventi dell apparato di controllo e di indicazione (CIE) essere limitata nel tempo non generare allarmi indesiderati Ogni guasto individuato durante l attività di manutenzione da remoto deve essere notificato al cliente il più presto possibile, avviando subito tutte le azioni correttive e di altro tipo, in modo conforme all accordo scritto stipulato tra la società di allarmi e cliente Registro di manutenzione È buona norma prevedere un libretto d impianto che consenta, di volta in volta, di annotare tutti gli interventi effettuati durante le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria. Vedi il successivo modulo di esempio. Registro di manutenzione Dati di riferimento... Nome e indirizzo... Responsabile... Data... Installatore del sistema di allarme intrusione... Data... Manutentore del sistema di allarme intrusione... Data... Monitorato da... Numero di telefono... Da contattare in caso di necessità Dati evento DATA ORA EVENTO AZIONE RICHIESTA DATA DI COMPLETAMENTO SIGLA 14.6 Garanzia Termini di garanzia applicati sui materiali utilizzati per la realizzazione dell impianto antintrusione. La legge Europea stabilisce che nei rapporti tra aziende il periodo di garanzia da applicare sia di 12 mesi mentre nei rapporti tra aziende e privati il periodo di garanzia deve essere esteso a 24 mesi. Tecnoalarm, certa della qualità dei propri prodotti, ha esteso autonomamente la durata a 24 mesi per tutti i suoi clienti. 85

88 86

89 15 Monitoraggio e ricezione allarmi 15.1 Eurocontrol: centrale operativa Tecnoalarm Eurocontrol è la centrale operativa di monitoraggio e ricezione allarmi di Tecnoalarm. Attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7, in via esclusiva per i clienti Tecnoalarm, la Centrale operativa è in grado di assicurare al cliente finale, anche in sua assenza, la verifica e la gestione di una segnalazione di allarme proveniente dall impianto monitorato. Il collegamento è il modo migliore per stabilire una sinergia perfetta con il Sistema di sicurezza. Gli operatori Eurocontrol gestiscono le informazioni digitali interpretandole con abilità e trasferendole con chiarezza, per assistere nell intervento le Guardie Giurate e le Forze di Polizia. Il monitoraggio costante e continuo in tempo reale consente agli operatori di analizzare la tipologia di allarme, valutarne la cause e visionare le immagini video delle eventuali telecamere installate. In presenza di un anomalia tecnica, Eurocontrol trasferisce l informazione all installatore autorizzato fornendo così al cliente un servizio personalizzato e completo. Tecnoalarm è in possesso, per la Centrale Operativa Eurocontrol, della Licenza della Prefettura di Torino n /13 per la ricezione e gestione di segnali provenienti da Sistemi di televigilanza e telesorveglianza, oltre che la gestione di interventi su allarme. Gli operatori hanno ottenuto il decreto di Guardia Particolare Giurata. Licenza aggiornata e adeguata ai requisiti richiesti dal decreto del Ministero dell Interno D.M. n. 269/

90 15 Monitoraggio e ricezione allarmi 15.2 Servizi di monitoraggio Un Sistema di allarme è ai vertici della sicurezza quando genera una reazione immediata ed efficace: ecco l origine della Centrale Operativa, attiva 24 ore su 24-7 giorni su 7, nata per offrire un monitoraggio costante, continuo e personalizzato, in tempo reale. In esclusiva per i clienti Tecnoalarm, una gestione intelligente delle informazioni digitali, prese in carico dagli operatori, interpretate con competenza e trasferite con chiarezza, per assistere nell intervento le Guardie Giurate e le Forze di Polizia. A Sistemi antintrusione con ricezione dettagliata delle segnalazioni: singola/sequenza di zone in allarme con descrizione delle aree interessate manomissione e sabotaggio del sistema taglio cavi accidentale o doloso accessi al sistema con verifica degli orari, codici errati o chiavi false parametri di funzionamento quali lo stato della batteria, della rete di alimentazione e guasti B Sistemi antirapina con ricezione dettagliata delle segnalazioni: da trasmettitori portatili, pulsanti o pedane accessi in fasce orarie non previste o disinserimenti sotto costrizione inserimenti mancati o ritardati inserimenti C Sistemi videosorveglianza D Sistemi antincendio/rilevazione gas E Sistemi di controllo tecnologici blocco o anomalie di funzionamento di ascensori, caldaie, celle frigorifere, ecc. Avvolti da una protezione totale Tecnoalarm Installatore professionale 88 Servizi della Centrale Operativa certificati

91 16 Dispositivi di notifica telefonica 16.1 Sezione telefonica I Sistemi Tecnoalarm possono gestire diversi dispositivi di notifica telefonica. Normalmente i dispositivi di notifica telefonica sono identificati in base al vettore telefonico inglobato: PSTN, GSM-GPRS, IP. La dotazione di base delle centrali Tecnoalarm prevede sempre la presenza di un vettore di comunicazione, al quale è possibile affiancare altri dispositivi/vettori opzionali. L integrazione dei vettori opzionali consente di ampliare e diversificare le possibilità di comunicazione del Sistema. COMUNICAZIONE MULTIMODALE COMMUNICATION C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C C 89

92 Vettori e protocolli Il binomio vettore/protocollo di comunicazione disciplina la trasmissione delle notifiche telefoniche, consentendo di soddisfare qualsiasi necessità o vincolo di comunicazione richiesto dai destinatari della notifica. Le richieste possono riguardare l utilizzo di particolari protocolli, il rispetto di requisiti di sicurezza della comunicazione, fino alla personalizzazione della lista dei contatti permessi (White list) e della passphrase di criptazione. I servizi telematici offerti e gestiti da Tecnoalarm accrescono ulteriormente le possibilità operative dei Sistemi, dalla gestione automatica dell indirizzo dinamico, alla gestione telematica del Sistema tramite l App mytecnoalarm Logica di funzionamento La logica di funzionamento della sezione telefonica dei Sistemi Tecnoalarm può essere così sintetizzata: gli eventi funzionali del Sistema sono notificati tramite otto canali di comunicazione anche detti comunicatori telefonici. Ai comunicatori sono associati i codici di rapporto relativi agli eventi che si vogliono notificare ed il protocollo di comunicazione da utilizzare. Il protocollo definisce automaticamente il mezzo trasmissivo, ovvero il vettore di comunicazione. L ultimo elemento di programmazione necessario per l inoltro delle notifiche è il recapito telefonico o l indirizzo IP a cui sono destinate le notifiche telefoniche. L interazione logica degli elementi descritti è schematizzata nel successivo schema a blocchi. EVENTO DA NOTIFICARE CODICI DI RAPPORTO COMUNICATORI A B C D E F G H CALL BACK PROTOCOLLI VETTORI PSTN GSM GPRS IP RECAPITI NUMERO 1 NUMERO 2 90

93 Dispositivi di notifica telefonica 16.4 Codici di rapporto La centrale notifica gli eventi del Sistema tramite l invio di codici di rapporto. I codici di rapporto raggruppano in categorie omogenee tutti gli eventi funzionali del Sistema. Le categorie di codici di rapporto possono essere liberamente associate ad uno o a più comunicatori. Ogni volta che la centrale rileva un evento relativo ad un codice di rapporto, verifica la sua associazione ai comunicatori, quindi effettua la notifica dell evento, attivando i comunicatori associati. Come già detto i codici di rapporto rispecchiano tutti gli eventi che riguardano il funzionamento della Centrale e, più in generale, del Sistema i codici di rapporto possono rilasciare informazioni riguardanti: - gli allarmi di Zone e Programmi. - attività di gestione del Sistema attivazioni, disattivazione e parzializzazione di Programmi. - le anomalie di funzionamento ed i guasti del Sistema. - segnalazioni di rapina, panico. - eventi di manomissione di mascheramento radio. - altri eventi ecc. Gli eventi elencati possono interessare solamente l utenza o il gestore del Sistema, oppure il personale di sorveglianza, oppure essere di competenza di personale tecnico. La libera ssociazione dei codici di rapporto ai comunicatori consente di suddividere e personalizzare la notifica degli eventi di Sistema per specifiche aree di competenza e responsabilità. Destinatari della notifica Vigilanza Utente Tecnico Gestore Associazioni di: - comunicatori - codici di rapporto - destinatari COMUNICATORI A B C D E F G H CODICI DI RAPPORTO Inizio Allarme Zona 12 Inserimento Programma 1 Inizio mancanza rete Confi gurazione sezione telefonica Parametri telefonici GSM Credito SIM TECNOCELL Codici di rapporto Messaggio iniziale - Vocabolario Telecomandi Programma Centro Videata associazione Codici di rapporto/comunicatori Comunicatore H Comunicatore G Comunicatore F Comunicatore E Comunicatore D Comunicatore C Comunicatore B Comunicatore A Esclusione zona Inizio Manomissione / Perdita dispositivi seriali Fine Manomissione / Perdita dispositivi seriali Inizio Anomalia dispositivi seriali Fine Anomalia dispositivi seriali Inizio Batteria bassa A B C D E F G H Sistema Tecnoalarm Associazione dei codici di rapporto ai comunicatori Colonne di associazione dei A B C D E F G H comunicatori ai codici di rapporto Elenco codici di rapporto Righe con cui associare i codici di rapporto agli otto comunicatori Fine Batteria bassa 00 Inizio Mancanza rete 00 Fine Mancanza rete 00 Accesso falso 00 Codice rapina 00 Conferma rapina 00 Panico 00 Inizio mascheramento radio 00 Fine Mascheramento radio 00 OK Annulla? 91

94 Obblighi di notifica La norma EN prescrive per alcuni eventi funzionali del Sistema l obbligo di notifica. La tabella Codici di rapporto elenca le categorie codici di rapporto gestite dai Sistemi Tecnoalarm, disponibili per la notifica telefonica, specificando le categorie di codici di rapporto soggette all obbligo di notifica. EN EN EN Inizio allarme ID Zona Fine allarme ID Zona Inizio allarme ID Programma Fine allarme ID Programma Inserimento ID Programma Disinserimento ID Programma Parzializzazione ID Programma Fine parzializzazione ID Programma Esclusione Isolamento ID Zona Inizio manomissione perdita dispositivi seriali Fine manomissione perdita dispositivi seriali EN EN EN Codici di rapporto Inizio anomalia dispositivi seriali Fine anomalia dispositivi seriali Inizio batteria bassa EN Fine batteria bassa EN Inizio mancanza rete Fine mancanza rete Accesso falso Fine mascheramento radio Inizio soppravvivenza rivelatori radio Fine soppravvivenza rivelatori radio Inizio mancanza linea telefonica Fine mancanza linea telefonica Richiesta scarico eventi Codice rifiutato EN Codice rapina Timer reset EN Conferma rapina Extra eventi Panico EN Test ciclico 1 EN Inizio mascheramento radio Test ciclico 2 EN Gli eventi contraddistinti dall etichetta EN devono essere obbligatoriamente notificati. In conformità alle norme EN è obbligatorio associare ad uno o a più Comunicatori tutti gli eventi con obbligo di notifica indicati nella tabella, i Comunicatori a loro volta devono essere rispettivamente associati ad un numero telefonico o ad un indirizzo IP Comunicatori Per l invio delle notifiche di allarme, la centrale utilizza 8 canali di comunicazione anche detti comunicatori telefonici. La modalità di funzionamento dei comunicatori telefonici è definita da due parametri di programmazione: i numeri telefonici o indirizzi IP ed il protocollo di comunicazione. La scelta del protocollo di comunicazione definisce automaticamente il vettore, il mezzo trasmissivo utilizzato per l inoltrare la notifica al destinatario. I parametri devono essere programmati in base al destinatario o alla destinazione della notifica telefonica, se il destinatario della notifica telefonica è una persona la destinazione è un recapito telefonico, il protocollo di comunicazione dovrà essere comprensibile, quindi sarà necessario utilizzare protocolli vocali o messaggi SMS. Se il destinatario della notifica è un centro di telegestione o di ricezione allarmi, la destinazione può essere, a seconda dei casi, un recapito telefonico od un indirizzo IP. In ogni caso la notifica deve essere comprensibile all apparato utilizzato per la ricezione automatica, per questi impieghi si utilizzano protocolli di comunicazione di tipo FSK, DTMF o DATI. COMUNICATORE A B C CODICE DI RAPPORTO NUMERO DI TELEFONO PROTOCOLLO-VETTORE 122 fsk sia 1 PSTN 182 Tecno GPRS-DATA GPRS 193 Vocal GSM DESTINATARIO 92

95 Dispositivi di notifica telefonica Confi gurazione sezione telefonica Parametri telefonici GSM Credito SIM TECNOCELL Codici di rapporto Messaggio iniziale - Vocabolario Telecomandi A CRA 2010 B CRA 6612 C CRA 1516 D TECNO 2 N tel N tel Protocollo 115 SIA-GPRS-T 116 C ID-GPRS-T 139 DTMF C-ID 139 DTMF C-ID E F G H TECNO 2 N tel N tel Protocollo 000 Tecno 000 Tecno 000 Tecno 000 Tecno ID Funzioni Call back N tel N tel Selezione DTMF PABX Protocollo Risposta Disabilitazione redirezionamento Numero di squilli 3 Test linea Tacitazioni Controllo tono di risposta Vocali Digitali Tecnoalarm Totale Singolo Com. Singolo Com. Singolo Com. Singolo Com. Controllo tono di centrale Messaggio iniziale Avviso errore notifi ca Programma Centro Videata programmazione comunicatori Sistema Tecnoalarm Programmazione dei comunicatori A B C D E F G H N. tel. 1 N. tel. 2 Protocollo ID Nome indentificativo del comunicatore con campo descrittivo Primo numero telefonico o indirizzo IP. Primo numero contattato nel ciclo di notifica telefonica Secondo numero telefonico o indirizzo IP. Il numero viene contattato solo se il primo numero non risponde Protocollo di comunicazione, il protocollo definisce anche il vettore di comunicazione utilizzato Campo di identificazione con cui il CRA identifica il Sistema da cui proviene la notifica OK Annulla? 16.7 Protocolli La scelta del binomio vettore/protocollo determina il livello di sicurezza della comunicazione. Utilizzando protocolli cifrati o vocali si raggiunge un livello di sicurezza Standard, utilizzando protocolli criptati AES128 o AES 256 si raggiunge un livello di Alta sicurezza. La norma EN classifica il numero dei vettori di comunicazione impiegati. I protocolli utilizzati ed il reporting time programmato, determinano la classificazione della comunicazione del Sistema. Classificazione della comunicazione VETTORE PROTOCOLLO REPORTING TIME CLASSIFICAZIONE PSTN STANDARD 25h SP2 STANDARD 30min SP3 ESP LAN* ALTA SICUREZZA 180sec SP4 90sec SP5 PSTN + ESP LAN* STANDARD 25h DP1 PSTN + ESP LAN* ALTA SICUREZZA 180sec DP3 *In luogo del dispositivo ESP LAN si può utilizzare il dispositivo ESP GSM-GPRS 93

96 16 Tabella Protocolli Vettore Protocollo Descrizione Modalità Classificazione Crittografia Timestamp 119 SIA-IP 128b SIA-IP Encrypt-128 (TCP-2007) Alta sicurezza AES 128 BIT ENCRYPT 123 SIA-IP SIA-IP Reporting (TCP-2007) Standard 124 SIA-IP-T SIA-IP-T Reporting (TCP-2007) Standard 125 C.ID-IP C.ID-IP Reporting (TCP-2007) Standard 126 C.ID-IP-T C.ID-IP-T Reporting (TCP-2007) Standard 127 C.ID-IP 128b C.ID-IP Encrypt-128 (TCP-2007) Alta sicurezza AES 146 SIA-UDP-T SIA-IP (UDP-2012) Standard 147 C.ID-UDP-T CID-IP (UDP-2012) Standard 148 SIA-UDP-T 128b SIA-IP Encrypt-128 (UDP-2012) Alta sicurezza AES 149 C.ID-UDP-T 128b CID-IP Encrypt-128 (UDP-2012) Alta sicurezza AES 150 SIA-UDP 256b SIA-UDP Encrypt-256 Alta sicurezza AES 151 C.ID-UDP 256b C.ID-UDP Encrypt-256 Alta sicurezza AES 152 EMS-IP Milestone server Standard 153 EMS-IP CF Milestone server w.conf. Standard 154 SIA-IP 256b SIA-IP Encrypt-256 Alta sicurezza AES 155 C.ID-IP 256b C.ID-IP Encrypt-256 Alta sicurezza AES 192 TCPIP Tecnoalarm TCPIP Alta sicurezza AES 128 BIT ENCRYPT 128 BIT ENCRYPT 128 BIT ENCRYPT 256 BIT ENCRYPT 256 BIT ENCRYPT 256 BIT ENCRYPT 256 BIT ENCRYPT 128 BIT ENCRYPT 210 Tecno Tecnoalarm ( server) Standard 115 SIA-GPRS-T SIA-GPRS-T Reporting [TCP-2007] Standard 116 C.ID-GPRS-T C.ID-GPRS-T Reporting [TCP-2007] Standard 117 SIA-GPRS128b SIA-GPRS Encrypt 128 [TCP-2007] Alta sicurezza AES 118 C.ID-GPRS 128b C.ID-GPRS Encrypt 128 [TCP-2007] Alta sicurezza AES 156 SIA-GPRS 256b SIA-GPRS Encrypt 256 Alta sicurezza AES 157 C.ID-GPRS 256b C.ID-GPRS Encript 256 Alta sicurezza AES 182 Tecno GPRS-DATA Tecnoalarm GPRS-DATA Alta sicurezza AES La tabella elenca solo i protocolli con cui è possibile raggiungere le classificazioni di comunicazione indicate. 128 BIT ENCRYPT 128 BIT ENCRYPT 256 BIT ENCRYPT 256 BIT ENCRYPT 128 BIT ENCRYPT 94

97 Dispositivi di notifica telefonica 16.8 Ciclo di notifica Il ciclo di notifica telefonica è governato da regole funzionali che definiscono l esecuzione del ciclo di notifica, la priorità di comunicazione, la gestione della coda telefonica e il tempo massimo di esecuzione. Priorità di comunicazione Il ciclo telefonico inizia attivando il comunicatore con la priorità più alta. La priorità di trasmissione dei comunicatori è attribuita con un criterio, basato sull identificativo alfabetico, il comunicatore A ha la priorità più alta il comunicatore H ha la priorità più bassa. Di conseguenza è necessario associare le notifiche più importanti ai comunicatori con priorità più alta, privilegiati nella trasmissione. Coda telefonica Al verificarsi di un evento legato ad un codice di rapporto, la centrale controlla la sua associazione ai comunicatori, se il codice è associato, diventa un elemento della Coda telefonica. La Coda telefonica è evasa secondo le seguenti regole: - priorità del comunicatore (da A a H) - priorità del codice di rapporto (il codice Rapina ha la priorità più alta). - l ordine cronologico della coda (con priorità paritetica si evade l evento cronologicamente più vecchio). - quando accade un evento con priorità più alta, rispetto alla coda in gestione, la chiamata in corso è abortita per gestire l evento prioritario, la chiamata abortita è accodata e gestita non appena possibile. Il comunicatore invia nella stessa sessione di comunicazione, tutti gli eventi della coda a lui associati. Esecuzione del ciclo di notifica Verificata l associazione del codice di rapporto ai comunicatori, il ciclo telefonico inizia seguendo le regole di priorità. Il comunicatore contatta il suo primo recapito N. 1 (principale), se il recapito non è raggiungibile viene contattato il secondo recapito N. 2 (di riserva). Se entrambe i numeri non rispondono, subentra l eventuale successivo comunicatore. Il ciclo viene ripetuto, fino ad arrivare all ultimo comunicatore abbinato al codice di rapporto. Tempo massimo di esecuzione Il ciclo di notifica deve terminare entro un tempo massimo di esecuzione, raggiunto il quale il ciclo s interrompe. Se il ciclo telefonico si conclude senza successo (evento non notificato a tutti i recapiti telefonici associati), si attivano la segnalazioni associate. L esito della comunicazione viene sempre registrato nel log eventi della centrale Tacitazioni I destinatari delle chiamate, siano essi persone o dispositivi automatici di ricezione allarme possono, con comandi definiti, bloccare la chiamata in corso o, se previsto dalla programmazione, terminare il ciclo di notifica telefonica. I centri di ricezione allarme, al termine di una comunicazione, confermano la ricezione inviando al comunicatore il comando di tacitazione. Per i protocolli vocali l utente in linea può trasmette al comunicatore il comando di tacitazione. 95

98 96

99 17 Il D.M. 37/2008 (ex 46/90): i punti di maggiore interesse 17.1 Ambito di applicazione Il presente decreto si applica agli impianti posti al servizio degli edifici indipendentemente dalla destinazione d uso (commerciali, produttive, terziario, ecc.) Impresa e personale tecnico La legge prescrive che l installazione di un impianto antintrusione sia eseguita da un impresa e da personale tecnico abilitato (vedere D.M. 37/2008). Si precisa che è un atto obbligatorio la presentazione di un progetto tecnico esecutivo controfirmato, sia dal committente per accettazione, sia dal progettista per assunzione di responsabilità (art. 5 D.M.). Vedi allegato 4 riportante i suggerimenti e le informazioni da includere nell offerta di progettazione dell impianto Lettera b Gli impianti antintrusione sono classificati nella lettera b dell articolo 1 (impianti elettronici in genere) Abilitazione aziendale Le imprese che operano nel settore degli impianti antintrusione devono essere abilitate all esercizio delle attività come prescritto nella lettera b e devono avere un responsabile tecnico preposto con atto formale in possesso dei requisiti professionali richiesti nell articolo 4. Tali imprese hanno diritto ad un certificato di riconoscimento rilasciato dalle competenti commissioni provinciali per l artigianato o dalle competenti Camere di Commercio Personale tecnico Anche il personale tecnico operativo deve rispondere ai requisiti richiesti dall articolo Progettazione impianti Progettazione impianti art. D.M. 37/2008. La progettazione degli impianti e dei relativi ampliamenti deve essere accompagnata da un progetto redatto dal responsabile tecnico dell impresa installatrice abilitata per tutte le utenze condominiali, per le utenze domestiche di singole unità abitative, aventi potenza impegnata inferiore a 6KW, o per utenze domestiche di singole unità abitative inferiori a 400m 2. Per impianti superiori ai 400m 2 ed oltre ai 6KW, il progetto dovrà essere redatto da un professionista iscritto negli albi professionali, secondo la specifica competenza tecnica richiesta. 97

100 Obblighi del committente Obbligo del committente o proprietario è quello di affidare i lavori ad un'impresa abilitata e di seguire scrupolosamente le istruzioni per l uso ed i piani di manutenzione dell impianto e delle apparecchiature Sportello unico per l edilizia In caso di rifacimento o di installazione di nuovi impianti è obbligatorio il deposito presso lo sportello unico per l edilizia del comune dove è stato installato l impianto, dei seguenti documenti: dichiarazione di conformità disegni di progetto certificazione di collaudo La documentazione deve essere consegnata entro 30 giorni dal collaudo dell impianto, come richiesto dall articolo 11 del D.M. 37/

101 Il D.M. 37/2008 (ex 46/90): i punti di maggiore interesse 17.9 Dichiarazione di conformità L impresa installatrice dovrà rilasciare al committente la dichiarazione di conformità degli impianti realizzati nel rispetto delle norme degli articoli 6-7. Per tale dichiarazione è disponibile il modello I del D.M. 37/ Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana Serie generale - n. 161 Allegato I (di cui all articolo 7) DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ DELL IMPIANTO ALLA REGOLA DELL ARTE Il sottoscritto... titolare o legale rappresentante dell impresa (ragione sociale)... Operante nel settore... Con sede in via... n.... comune... (prov....) tel.... partita IVA... iscritta nel registro delle imprese (d.p.r , n. 581) della Camera C.I.A.A. di... iscritta all albo Provinciale delle imprese artigiane (I. 8/8/1985, n. 443) di... n... esecutrice dell impianto (descrizione schematica) Inteso come: nuovo impianto trasformazione ampliamento trasformazione straordinaria altro (1)... Nota: Per gli impianti a gas specificare il tipo di gas distribuito: canalizzato della 1ª - 2ª - 3ª famiglia - GPL da recipienti mobili - GPL da serbatoio fisso. Per gli impianti elettrici specifi care la potenza massima impegnabile. Commissionato da:... installato nei locali siti nel comune di... (prov....) Via... n... Scala... Piano... di propietà di (nome, cognome o ragione sociale e indirizzo in edifi cio adibito ad uso: Industriale Civile Commercio Altri usi DICHIARA sotto la propria personale responsabilità, che l impianto è stato realizzato in modo conforme alla "regola dell arte", secondo quanto previsto dall art. 6, tenuto conto delle condizioni di esercizio e degli usi a cui è destinato l edifi cio, avendo in particolare: rispettato il progetto redatto ai sensi dell art. 5 da (2)... seguito la norma tecnica applicabile all impiego (3)... installato componenti e materiali adatti al luogo di installazione (artt. 5 e 6) controllato l impianto ai fi ni della sicurezza e della funzionalità con esito positivo, avendo eseguito le verifi che richieste dalle norme e dalle disposizioni di legge. Allegati obbligatori: progetto ai sensi degli articoli 5 e 7 (4) relazione con tipologie dei materiali utilizzati (5) schema di impianto realizzato (6) copia del certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali attestazione di conformità per impianto realizzato con materiali o sistemi non normalizzati (8) Allegati facoltativi (9): DECLINA ogni responsabilità per sinistri a persone o a cose derivanti da manomissione dell impianto da parte di terzi ovvero da carenze di manutenzione o riparazione. Data... Il responsabile tecnico... (timbro e fi rma) Il dichiarante... (timbro e fi rma) AVVERTENZE PER IL COMMITTENTE: responsabilità del committente o del proprietario, art. 8 (10) 99

102 100

103 18 Le principali norme tecniche del settore antintrusione 18.1 Normative nazionali ed europee La Comunità Europea ha stabilito una serie di regole (direttive EN) che definiscono uno standard qualitativo per tutti i paesi membri. Le normative nazionali CEI sono valide e restano in vigore fino a quando non vi è la disponibilità di norme europee (EN), che in questo caso saranno recepite assumendo così lo status di norma nazionale CEI EN XX. L osservanza di queste regole è fondamentale ai fini della conformità all esecuzione dell impianto a regola d'arte. COMITATO ELETTROTECNICO ITALIANO Le direttive europee e nazionali si rivolgono con particolare attenzione ai seguenti aspetti: produzione degli apparati progettazione, installazione e manutenzione degli impianti La produzione degli apparati, nel rispetto delle direttive Europee, garantisce all acquirente l accesso ad uno standard minimo di qualità del prodotto. Il costruttore, dopo aver eseguito e superato positivamente i test previsti dalle norme, può applicare la marcatura CE sui propri prodotti. Per migliorare la qualità del prodotto il costruttore può eseguire ulteriori test (in conformità alle normative Nazionali e Internazionali) che garantiscono standard superiori. Tecnoalarm ha scelto da tempo di: testare i propri prodotti con il grado più alto di severità delle normative applicabili, per ottenere il massimo della affidabilità rivolgersi per buona parte dei test sui prodotti all Istituto IMQ che con il proprio marchio garantisce che le apparecchiature rispettino le normative CEI ed EN oggi in vigore. 101

104 18 CEI 79-3 Norme particolari per gli impianti antieffrazione ed antintrusione Impianti antieffrazione, antintrusione, antifurto e antiaggressione Norme per progettisti ed installatori La CEI 79-3 è una norma italiana che descrive i requisiti per un'installazione eseguita a regola d arte. Questa norma prevede che vengano utilizzati dispositivi classificati al I-II-III livello/grado, così come descritto dalla norme CEI 79-2 ed EN (componenti). Consente inoltre di calcolare oggettivamente il grado di protezione raggiunto attraverso opportune tabelle, oltre a permettere di stabilire dei criteri di progetto, di collegamento e di verifica funzionale fino ad arrivare al programma di manutenzione degli impianti. La norma CEI 79-3 si è evoluta per poter integrare i requisiti che derivano dalle norme Europee della serie EN che prevedono 4 gradi di sicurezza invece dei 3 livelli di prestazione. In relazione all importanza degli argomenti trattati è buona regola che gli installatori ne conoscano in modo dettagliato il contenuto. Nel caso in cui esista un contenzioso con Enti, Assicurazioni o Periti di parte, essi potranno verificare che l impianto sia stato eseguito in conformità alla Norma CEI Si precisa che l installatore è tenuto a rilasciare una dichiarazione di conformità alla presente norma. Questo può implicare anche una dichiarazione del costruttore che attesti che le proprie apparecchiature sono costruite in conformità alla norma CEI 79-2, meglio ancora la presenza di un marchio volontario di qualità (esempio IMQ). 102

105 Le principali norme tecniche del settore antintrusione CEI EN Prescrizioni di sistema antintrusione ed antirapina Sistemi di allarme - Sistemi di allarme antintrusione e antirapina Descrizione Le CEI EN sono norme Europee che specificano le prescrizioni per i sistemi di allarme intrusione e rapina installati in edifici con interconnessioni filari e via radio. Prevede 4 gradi di sicurezza e 4 classi ambientali. Un sistema di sicurezza dovrebbe essere integrato da idonei dispositivi e procedure per la sicurezza fisica allo scopo di aumentarne l efficacia, cosa che risulta essere molto importante per gli impianti di grado più elevato. La norma ad oggi non comprende le prescrizioni per impianti antintrusione per esterno. 103

106 18 CEI CLC/TS Guide di applicazione sistema antintrusione Sistemi di allarme - Sistemi di allarme antintrusione Guide di applicazione La CEI CLC/TS è una guida alla progettazione, pianificazione, esercizio, installazione, messa in servizio e manutenzione di sistemi di allarme installati in edifici. Questa guida applicativa si riferisce a tutte le classi e livelli di sicurezza dei sistemi di allarme intrusione di qualunque dimensione e complessità e dovrebbe essere letta unitamente alla EN CEI EN Requisiti sistema antintrusione apparati senza fili Sistemi di allarme - Sistemi di allarme antintrusione Normativa La CEI EN è una norma che si applica alle apparecchiature e sistemi di rilevazione e segnalazione d allarme intrusione, antifurto e antiaggressione che utilizzano collegamenti in radio frequenza e che vengono installati in ambienti protetti. CEI 79-2 Norme particolari per le apparecchiature antintrusione (ad uso dei costruttori) Impianti antieffrazione, antintrusione, antifurto e antiaggressione Normativa La norma CEI 79-2 è una norma italiana in vigore da molti anni. Alcune parti di essa sono state emendate progressivamente con la pubblicazione delle norme Europee della serie EN che trattano gli stessi argomenti, aggiornati alle nuove tecnologie. 104

107 Le principali norme tecniche del settore antintrusione 18.2 Elenco normative di settore Le tabelle di seguito riportate hanno l obiettivo di informare sull attuale stato dell arte delle norme in vigore nel settore antintrusione. Tali normative sono in evoluzione, pertanto lo stato aggiornato può essere verificato consultando il sito CEI Comitato Elettrotecnico Italiano all indirizzo Pubblicazione Titolo Anno IMPIANTI E SISTEMI DI ALLARME INTRUSIONE E RAPINA CEI 79-3 CEI CLC/TS CEI 79-2 CEI EN CEI EN CEI EN CEI EN CEI EN CEI EN CEI EN CEI EN CEI EN Impianti antieffrazione, antintrusione, antifurto e antiaggressione Norme particolari per gli impianti antieffrazione e antintrusione Sistemi di allarme - Sistemi di allarme antintrusione e antirapina Parte 7 Guide di applicazione APPARECCHIATURE PER SISTEMI ANTINTRUSIONE E RAPINA Impianti antieffrazione, antintrusione, antifurto e antiaggressione Norme particolari per le apparecchiature REQUISITI DI SISTEMA Sistemi di allarme - Sistemi di allarme intrusione e rapina Parte 1 Prescrizioni di sistema RIVELATORI Sistemi di allarme - Sistemi di allarme intrusione e rapina Parte 2-2 Requisiti per rivelatore a infrarosso passivo Sistemi di allarme - Sistemi di allarme intrusione e rapina Parte 2-3 Prescrizione per rivelatori a microonde Sistemi di allarme - Sistemi di allarme intrusione e rapina Parte 2-4 Prescrizioni per rivelatori combinati a infrarossi passivi e a microonde Sistemi di allarme - Sistemi di allarme intrusione e rapina Parte 2-5 Requisiti per rivelatori combinati a infrarossi passivi e a ultrasuoni Sistemi di allarme - Sistemi di allarme intrusione e rapina Parte 2-6 Prescrizione per contatti (magnetici) Sistemi di allarme - Sistemi di allarme intrusione e rapina Parte Rivelatori di intrusione - Rivelatori rottura di vetro (acustici) Sistemi di allarme - Sistemi di allarme intrusione e rapina Parte Rivelatori di intrusione - Rivelatori rottura di vetro (passivi) Sistemi di allarme - Sistemi di allarme intrusione e rapina Parte Rivelatori di intrusione - Rivelatori rottura di vetro (attivi) A1: segue > 105

108 18 Le principali norme tecniche del settore antintrusione Pubblicazione Titolo Anno CEI EN CLC/TS CEI EN CEI EN CEI EN CEI EN CEI EN APPARATI DI CONTROLLO E INDICAZIONE Sistemi di allarme - Sistemi di allarme intrusione e rapina Parte 3 Apparati di controllo e indicazione Sistemi di allarme - Sistemi di allarme combinati ed integrati Requisiti generali DISPOSITIVI DI SEGNALAZIONE Sistemi di allarme - Sistemi di allarme intrusione e rapina Parte 4 Dispositivi di segnalazione SISTEMI SENZA FILI Sistemi di allarme - Sistemi di allarme intrusione e rapina Parte 5-3 Requisiti per il collegamento di apparecchiature che utilizzano tecnologia in radiofrequenza ALIMENTATORI Sistemi di allarme - Sistemi di allarme intrusione e rapina Parte 6 Alimentatori SISTEMI DI GENERAZIONE FUMO Sistemi di allarme - Sistemi di allarme intrusione e rapina Parte 8 Generatori e sistemi di generazione di fumo per applicazioni di sicurezza GENERALE Preparazione di documenti utilizzati in elettronica Parte 1 Regole

109 19 Definizioni 19.1 Vocabolario della sicurezza antintrusione Accecamento Allarme Mascheramento, azione atta a neutralizzare il principio fisico del funzionamento del rivelatore. Allarme generato da eventi o cause che corrispondono ad un reale tentativo di intrusione. Allarme improprio Analisi del rischio Allarme generato da eventi o cause di natura fortuita che non corrispondono ad un reale tentativo di intrusione. Ad esempio, l attivazione di un sensore causata da un fenomeno fisico tipico della funzionalità del sensore stesso (irraggiamento solare, movimenti tende, animali domestici, ecc.). Attività che prende in esame le precauzioni da adottare per la difesa e la protezione dei beni e degli ambienti. Antiaccecamento Contromisura atta a contrastare il tentativo di accecamento del rivelatore. Antisabotaggio Attuatore Autoalimentazione Autonomia Centrale antintrusione Centro di ricezione allarmi Certificato di conformità dei prodotti Certificazione Chiave elettronica Coda telefonica Codici di autorizzazione Comunicatore È una zona che è sempre attiva sia ad impianto inserito che disinserito. A seguito di un'eventuale manomissione dei componenti dell impianto provocherà un allarme. Organo di comando o di segnalazione. Apparecchiatura dotata di una fonte di energia propria (batteria). Periodo di tempo nel corso del quale la sorgente di alimentazione secondaria è in grado di alimentare il sistema antintrusione. Unità intelligente che gestisce tutte le funzioni di un sistema di allarme, dove sono collegati tutti i componenti (sensori, sirene, tastiere, combinatore telefonico, ecc.). Centro costantemente presidiato al quale vengono inviate le informazioni relative allo stato di più sistemi di sicurezza. Il certificato di conformità di un prodotto è l attestazione tipicamente rilasciata da un ente terzo indipendente che comprova che un apparecchio sottoposto a verifiche tecniche risponde alle norme tecniche di riferimento. L attività di accertamento tecnico svolto da chi rilascia il certificato di conformità dei prodotti. Chiave con codice numerico di sicurezza (milioni di combinazioni) per l inserimento/ disinserimento di zone e della centrale antintrusione. È l insieme delle telefonate che la centrale deve effettuare (può essere bloccata da un utente abilitato). Chiavi logiche o fisiche che consentono l accesso alle funzioni di una centrale antintrusione. Comunicatore telefonico in grado di inviare e trasferire segnalazioni ed eventi di allarme su linea telefonica. Inoltre rende possibile, da remoto, interazione con il sistema, tramite comandi specifici. 107

110 19 Configurazione Contatto magnetico Crack Crittografia db Default (predefinito) Dichiarazione di conformità dell impianto Modifica delle prestazioni tecniche di un dispositivo o impostazione parametri funzionali per adattarlo all impiego cui è destinato.. Dispositivo di controllo apertura per porte e finestre sensibile all apertura (non autorizzata) invia un allarme alla centrale. Forzatura dei codici di sicurezza mediante loro individuazione e riconoscimento. Metodo di cifratura a codici atta a mascherare le informazioni, le informazioni sono così disponibili solo a chi è in possesso della chiave di decodifica. Abbreviazione di decibel, unità di misura logaritmica dell intensità di un suono o di una potenza elettrica. Stato o valore iniziale (valori di fabbrica) di un dispositivo prima della configurazione. Dichiarazione rilasciata dall impresa installatrice che attesta che l impianto è stato realizzato secondo la regola dell arte, così come richiesto dalle normative vigenti. Documentazione Documenti cartacei (o in altra forma) preparati durante la progettazione, installazione, messa in servizio e consegna del sistema di allarme intrusione che documentano i dettagli dello stesso. 108 Effetto Doppler Evento Falso allarme Guasto GSM Impianti a regola d arte Indirizzo Inserimento Interconnessione senza fili Interfaccia Interferenza Inviatore di messaggi su linea telefonica Manomissione Manutenzione correttiva Manutenzione preventiva Messaggio vocale Principio fisico. Quando un onda elettromagnetica si riflessa su un oggetto in movimento, la parte riflessa cambia la propria frequenza in funzione della velocità dell oggetto. Fatto che si verifica al raggiungimento di una determinata condizione. Allarme generato da un guasto dell apparecchiatura. L allarme non corrisponde un reale tentativo di intrusione. Condizione che impedisce o altera il regolare funzionamento. Il Global System for Mobile Communications (in principio la sigla GSM significava Groupe Spécial Mobile ) è attualmente lo standard di telefonia mobile più diffuso del mondo. Gli impianti sono definiti a regola d arte se realizzati in conformità alle norme emanate dall UNI, dal CEI, oppure da altra norma tecnica riconosciuta. Informazione atta a identificare in modo univoco un dispositivo del sistema. Inserire l impianto antifurto (rendere attivi i sensori). Tecnologia che consente di scambiare informazioni tra componenti di un sistema antintrusione via radio. Dispositivo che consente di collegare e far interagire tra loro dispositivi con diverse caratteristiche tecnologiche. Fattore di disturbo in grado di alterare i segnali elettrici che il sistema antintrusione utilizza per le comunicazioni tra i componenti. Apparecchiatura atta ad inoltrare un messaggio in fonia e/o pacchetti di dati in formato digitale. Azione deliberata e fraudolenta atta ad alterare il regolare funzionamento di un dispositivo. Intervento di personale specializzato atto ad eliminare guasti ed anomalie del sistema. Complesso di operazioni periodiche atte a mantenere lo stato di normale funzionamento di un impianto. Messaggio inviato dal combinatore telefonico ai recapiti telefonici memorizzati, che forniscono informazioni del tipo di allarme/guasto in corso.

111 Definizioni Monitoraggio Notifica di allarme Operatore OS5 Impianti antintrusione Password Pet immunity Protezione esterna Protezione perimetrale Processo di verifica del corretto funzionamento degli apparati del sistema. Trasferimento di una condizione di allarme a dispositivi acustici/luminosi di segnalazione e/o a sistemi di trasmissione di allarme. Persona incaricata di agire sulle apparecchiature dell impianto antintrusione per l esercizio ordinario. Nell ambito dei contratti pubblici occorre possedere l attestazione SOA che dimostra il possesso dei requisiti di qualificazione per la fornitura, montaggio, manutenzione di impianti antintrusione. Letteralmente parola d ordine, può essere una sequenza più o meno complessa di caratteri, numeri, simboli, utilizzata per accedere a informazioni o funzioni protette. Funzione studiata per eliminare i falsi allarmi generati da piccoli e medi animali domestici in movimento nell area protetta. Protezione di aree esterne, zone strategiche o perimetri completi, tramite rivelatori idonei: sensori volumetrici a barriera perimetrale (microonde), barriere infrarossi attivi e passivi, ecc. Protezione di accessi perimetrali (finestre, porte, ecc.) tramite sensori che rilevino l apertura o il passaggio di estranei. Protezione volumetrica Modalità di protezione che agisce in modo tridimensionale (altezza, larghezza e profondità) nello spazio/volume di un locale chiuso. La protezione può essere realizzata con rivelatori a microonde o ad infrarossi passivi o rivelatori che utilizzino la combinazione di entrambi. Protocollo PSTN Random Rapina RDV Registratore di eventi Riparazione Ripristino Insieme di regole che governano lo scambio o la trasmissione di segnali elettrici o dati elettronici fra dispositivi. Acronimo per Public Switched Telephone Network (rete telefonica pubblica commutata), indica la rete telefonica fissa. Generazione di un evento che si manifesta in modo casuale, evento governato da una logica inesplicabile. Sottrazione di beni attuata mediante violenza o minaccia. Tecnologia di audio verifica brevettata da Tecnoalarm. Il segnale rilevato da una microonda viene trasformato in una modulazione audio e trasmesso all utente via telefono. Dispositivo preposto a immagazzinare in modo cronologico gli stati operativi dell impianto: allarmi, guasti, sabotaggi, anomalie, ecc. Complesso delle operazioni atte ad eliminare un guasto per ristabilire lo stato di normale funzionamento di un impianto. Procedura atta ad eliminare una condizione di allarme, manomissione, guasto, ecc. per ripristinare la centrale alla normale operatività. Rivelatore a doppia tecnologia Dispositivo che racchiude due rivelatori tipicamente radar ed infrarosso. Questo dispositivo utilizza sia il principio dell Effetto Doppler per rilevare il movimento di un corpo, sia la rilevazione termica dell infrarosso per rilevare il calore emesso dal corpo umano in movimento. I rivelatori a doppia tecnologia riducono drasticamente l incidenza dei falsi allarmi dovuti ad eventuali disturbi ambientali. Rivelatore ad infrarossi (passivi) Dispositivo elettronico che utilizza la rilevazione termica dell infrarosso per rilevare il calore emesso dal corpo umano in movimento. Il dispositivo rileva la fonte di calore tramite un sensore piroelettrico ed una lente di rifrazione. Rivelatore a microonde Dispositivo elettronico che utilizza il principio dell Effetto Doppler per la rilevazione di un corpo in movimento. Il dispositivo rileva il movimento tramite l emissione e la riflessione di onde elettromagnetiche, che hanno frequenze comprese nella gamma tra i 2,5 e 10,5 GHz. 109

112 19 Definizioni Rivelatore ad ultrasuoni Dispositivo elettronico che utilizza il principio dell Effetto Doppler per la rilevazione di un corpo in movimento. Il dispositivo rileva il movimento tramite l emissione e la riflessione di onde elettromagnetiche, che hanno frequenza acustica (non udibili) nella gamma tra 22,5 e 45 KHz. Sensor bus Infrastruttura di collegamento per sensori seriali. Il Sensor Bus è costituito da una linea seriale RS485 di tipo bilanciato. L estensione massima della linea è di 1000 metri. Siren bus Infrastruttura di collegamento per sirene seriali. Il Siren Bus è costituito da una linea seriale RS485 di tipo bilanciato. L estensione massima della linea è di 1000 metri. Sicurezza attiva Si realizza tramite dispositivi elettronici ad esempio i componenti di un sistema antifurto, telecamere, ed altri apparati dotati di particolari caratteristiche deputati al controllo di attività criminose o fraudolente. Sicurezza passiva SIM Card Sistema BUS Sistema presidiato Sorgente di alimentazione secondaria Tamper Telecamera Speed Dome Telecamera all infrarosso Si realizza tramite mezzi di difesa che resistono passivamente all attacco dei malintenzionati ad esempio grate, persiane blindate, casseforti, porte blindate, armadi corazzati, vetrate antisfondamento e antiproiettile. Scheda che identifica l abbonato ad un servizio di telefonia mobile. La scheda di identificazione deve essere inserita all interno del telefono cellulare o dell apparecchi equivalente. Insieme di dispositivi e delle loro interconnessioni che comunicano tra di loro utilizzando un supporto di comunicazione comune detto BUS. Lo scambio di dati tra i dispositivi avviene secondo un protocollo di comunicazione prestabilito. Sistema vigilato nel quale il personale incaricato ad intervenire è presente. Sorgente di alimentazione che in mancanza di alimentazione da rete elettrica è in grado di erogare energia al sistema per un periodo predeterminato. Contatto di protezione anti-apertura e/o anti-distacco che protegge il dispositivo dai tentativi di manomissione. La Speed Dome è una telecamera motorizzata, controllabile da un operatore, munito di opportuna console di comando che può far ruotare in ogni direzione e zoomare la telecamera. Le telecamere Speed-Dome possono eseguire i movimenti in modo automatico in base alla sequenza di movimenti programmata. Telecamera munita di emettitori di luce infrarossa che consentono la ripresa delle immagini (visione) anche di notte. Telecontrollo Controllo di un sistema o di un dispositivo eseguito da postazione remota. Il controllo remoto consente al servizio tecnico di un'azienda di collegarsi tramite mezzi telematici al sistema o al dispositivo ed eseguire su di esso operazioni di diagnosi, assistenza, programmazione ecc. Unità abitativa isolata Unità abitativa non isolata Wireless Villa, cascina o appartamento distante dal centro abitato. Appartamento in un condominio in un centro abitato. Letteralmente senza filo (via radio), indica sistemi o dispositivi che non necessitano di cavi di collegamento per poter comunicare tra di loro. 110

113 20 Bibliografia 20.1 Citazione delle fonti Impianti di allarme intrusione - Edizione CEI CEI CLC/TS Guida applicativa per sistemi di allarme intrusione CEI 79-2 Norme particolari per le apparecchiature intrusione (uso dei produttori) CEI 79-3 Norme particolari per impianti antintrusione, criteri di progetto CEI EN Prescrizioni di sistema allarme antintrusione CEI EN Parte 2-2 Requisiti per rivelatori ad infrarosso passivo CEI EN Parte 2-3 Prescrizioni per rivelatori a microonde CEI EN Parte 2-4 Prescrizioni per rivelatori combinati a infrarossi passivi e microonde CEI EN Parte 2-5 Requisiti per rivelatori combinati ad infrarosso passivo ed ultrasuoni CEI EN Apparati di controllo e indicazione per centrali d allarme antintrusione CEI EN Alimentatori per sistemi d allarme antintrusione D.M. 37/2008 Si applica agli impianti posti al sevizio degli edifici indipendentemente dalla destinazione d uso CEI EN Requisiti sistema antintrusione apparati Senza fili 111

114 112

115 21 Allegati ALLEGATO 1 ALLEGATO 2 ALLEGATO 3 ALLEGATO 4 Esempi di protezione di unità abitative secondo la norma CEI Unità abitativa non isolata con accessi posti ad un'altezza > 4m dal suolo - Unità abitativa non isolata con accessi posti ad un'altezza < 4m dal suolo e ultimo piano - Unità abitativa isolata Normative d obbligo per il rispetto della regola dell'arte Modulo verbale di presa in carico impianto Informazioni da includere nell offerta di progettazione dell impianto ALLEGATO 5 L allegato K norme CEI 79-3:2012 ALLEGATO 6 ALLEGATO 7 Rapporto di fiducia tra installatore e committente Sistema di avviso sonoro 113

116 21 ALLEGATO 1 - Esempi di protezione di unità abitative secondo la norma CEI 79-3 PREMESSA GENERALE La norma CEI 79-3 permette di calcolare con metodo matematico, il livello di prestazione del sistema antintrusione, attribuendo ad ogni singolo elemento un coefficente numerico con cui calcolare il livello di prestazione raggiunto. In alternativa al metodo matematico, con l'ultima edizione 2012 della norma CEI 79-3, è diventato possibile calcolare il livello di prestazione di un impianto mediante un metodo tabellare più semplice. Per i dettagli si raccomanda vivamente la consultazione della norma di cui sopra. La norma CEI EN invece prevede 4 gradi di prestazione, al posto di 3 livelli della CEI Si segnala che ad oggi le norme EN non prevedono un metodo oggettivo di calcolo. Nota: si ricorda che concorrono al calcolo diversi fattori, tra i quali il tipo di posa dei cavi, la loro ubicazione, i controlli delle interconnessioni (controlli sulle interruzioni e/o sabotaggi dei cavi) e la sostituzione intenzionale delle informazioni tra i dispositivi e la centrale (es. bilanciamenti linee, crittografie, ecc). Impianto Sottoinsieme Apparati essenziali ed opzionali Livello di prestazione 1 Livello di prestazione 2 Livello di prestazione 3 Livello di prestazione 4 Grado di sicurezza delle apparecchiature utilizzate (CIE, ACE, PS e interconnessioni) Grado di sicurezza 1 Grado di sicurezza 2 Grado di sicurezza 3 Grado di sicurezza 4 Legenda CIE Control and Indicating Equipment (apparato di controllo e di indicazione) ACE Ancillary Control Equipment (apparato di controllo ausiliare) PS Power Supply (alimentatore) Per il "sottoinsieme apparati essenziali ed opzionali" il livello di prestazione corrisponde al Grado di sicurezza delle apparecchiature utilizzate. Fonte: CEI Tipologie impiantistiche Unità abitativa non isolata con accessi praticabili ad un'altezza > 4m Unità abitativa non isolata con accessi praticabili ad un'altezza < 4m e ultimo piano Unità abitativa isolata Insediamento industriale Locale corazzato Cassaforte Esempi (non vincolanti) Appartamenti in condomini, ospedali, scuole, uffici, banche, negozi Ville, musei, uffici, banche, negozi Insediamenti industriali, centri commerciali Caveau Locale Cassaforte, ATM Fonte: CEI 79-3 (A.1.4)

117 Allegati Tipologia impiantistica Unità abitativa non isolata con accessi posti ad un'altezza > 4m dal suolo Secondo livello di prestazione Esempio riferito alla protezione di un abitazione in un contesto condominiale, al secondo livello di prestazione Secondo la norma di installazione CEI 79-3 si assume che tale unità abitativa abbia accessi praticabili posti ad un'altezza dal suolo superiore a quattro metri (h < 4m), ma non sia all ultimo piano di un edificio. Questa tipologia impiantistica esclude le unità abitative del piano terra, del primo e dell ultimo piano. Per questa tipologia impiantistica la norma prevede, per il secondo livello di prestazione, due opzioni realizzative: A e B di seguito illustrate. Opzione A - Esempio applicativo L opzione A prevede la protezione perimetrale, tramite contatto magnetico e sensore inerziale della porta d ingresso. La protezione dell unità abitativa è completata da due rivelatori volumetrici doppia tecnologia, posizionati a protezione dei corridoi e dei locali contenenti beni di maggior valore. Opzione B - Esempio applicativo L opzione B prevede la protezione perimetrale, tramite contatto magnetico e sensore inerziale della porta d ingresso. La protezione dell unità abitativa è completata da cinque rivelatori volumetrici doppia tecnologia, posizionati a protezione dei volumi di tutti gli ambienti. Opzione A K DT Elenco dispositivi Q.tà Dispositivo Simbolo N. 1 Centrale con combinatore PSTN integrato N. 1 Organo di comando tastiera K N. 1 Combinatore Inviatore di notifiche telefoniche N. 1 Sirena per esterni autoalimentata con lampeggiante N. 1 Sirena per interni N. 1 Sensore inerziale N. 1 Contatto magnetico DT N. 2 Rivelatore doppia tecnologia (IR+MW) NOTA I progetti sono effettuati sulla base dei metodi tabellari della norma CEI 79-3:2012 Paragrafo A

118 DT 21 Unità abitativa non isolata (accessi praticabili con h > 4m) Sottoinsieme Rivelatori Protezioni da considerare Livello di prestazione 2 Opzioni Legenda O Porte e accessi perimetrali O + P O Finestre - - Pareti - - Soffitti e tetti - - Pavimenti - - Locali T C Oggetto (alto rischio) - - A B P T C Apertura - Protezione realizzata tramite uno o più rivelatori in grado di rilevare tentativi di intrusione attraverso tutti gli accessi praticabili Penetrazione - Protezione realizzata attraverso uno o più rivelatori in grado di rilevare tentativi di effrazione portati a danno delle superfici di tutti gli accessi praticabili Trappola - Protezione realizzata tramite uno o più rivelatori (in genere volumetrici) secondo la metodologia a Trappola, a protezione dei corridoi ed i locali dove sono contenuti i beni di maggior valore Completa - Protezione realizzata attraverso uno o più rivelatori a protezione dei volumi di tutti gli ambienti dell unità abitativa Fonte: CEI 79-3 (A.2.1) Opzione B K DT Elenco dispositivi Q.tà Dispositivo Simbolo N. 1 Centrale con combinatore PSTN integrato N. 1 Organo di comando tastiera K N. 1 Combinatore Inviatore di notifiche telefoniche N. 1 Sirena per esterni autoalimentata con lampeggiante N. 1 Sirena per interni N. 1 Contatto magnetico N. 5 Rivelatore doppia tecnologia (IR+MW) DT NOTA I progetti sono effettuati sulla base dei metodi tabellari della norma CEI 79-3:2012 Paragrafo A Apparati di allarme La notifica degli allarmi e più in generale degli eventi del Sistema è affidata, come prescritto, ad un combinatore telefonico PSTN (avvisatore di allarme telematico) integrato nella centrale. Il combinatore notifica gli eventi utilizzando protocolli vocali o cifrati. I protocolli di notifica e l intervallo di verifica TCS (Tempo Ciclico Server massimo 24 ore), classificano il combinatore come SP1. I mezzi di notifica allarmi sono stati rafforzati mediante l aggiunta di due sirene (avvisatori ottici acustici): una posizionata all interno dell unità abitativa, l altra provvista di lampeggiante, posizionata all esterno. Al combinatore PSTN è stato affiancato un combinatore GSM-GPRS che utilizza protocolli di comunicazione crittografati ed un intervallo di verifica TCS, massimo di 3 minuti, classificando i combinatori come DP3.

119 Allegati Unità abitativa non isolata (accessi praticabili con h > 4m) Sottoinsieme Apparati di allarme Livello di prestazione 2 Legenda Op Opzionale Apparecchiature di notifica Opzioni ATS Alarm Transmission System A B C D WD Warning Device (Sirena) WD sonori I numeri nelle celle indicano il numero di dispositivi 2 Op Op Op con alimentazione remota NOTA di allarmi sonori da invludere in funzione del grado edell'opzione WD sonori Op 1 Op Op autoalimentati LIVELLO DI PRESTAZIONE Il livello di prestazione dei vettori viene attribuito in base a parametri di funzionamento propri del vettore ed in base a ATS principale ATS2 ATS2 ATS2 ATS3 parametri di funzionamento programmabili. In particolare la tipologia del protocollo di comunicazione utilizzato ATS supplementare Op Op ATS1 Op (cifrato o criptato) e l intervallo di verifica TCS (Tempo Ciclico Server) programmato. Fonte: CEI 79-3 (A.2.1) Ampliamento della protezione Le protezioni illustrate nei disegni Opzione A ed Opzione B possono essere ampliate integrando a protezione delle finestre e delle porte finestre, dei rivelatori volumetrici con doppio sensore infrarosso adatti ad essere installati in esterni protetti (non direttamente esposti agli agenti atmosferici). Con questa soluzione i varchi finestra o porta finestra sono protetti anche nel caso in cui gli infissi siano aperti. A titolo di esempio l integrazione è stata applicata all opzione A. L integrazione esemplificata non fa parte delle opzioni di protezione previste dalla tabella Sottoinsieme rivelatori della norma CEI 79-3, ma rappresenta comunque una soluzione di protezione che consolida le protezioni previste dalla norma. Opzione A ampliata K DT Elenco dispositivi aggiunti Q.tà Dispositivo Simbolo 2 IR N. 4 Rivelatore perimetrale doppio IR 2 IR 2 IR 2 IR 2 IR DT 117

120 21 Tipologia impiantistica Unità abitativa non isolata con accessi posti ad un'altezza < 4m dal suolo e ultimo piano Secondo livello di prestazione Esempio riferito alla protezione di un abitazione in un contesto condominiale, al secondo livello di prestazione. Secondo la norma di installazione CEI 79-3 si assume che tale unità abitativa abbia accessi praticabili posti ad un'altezza dal suolo inferiore a quattro metri (h < 4m), o sia l ultimo piano di un edificio. Questa tipologia impiantistica esclude tutte le unità abitative dal secondo piano al penultimo piano. Per questa tipologia impiantistica la norma prevede, per il secondo livello di prestazione, due opzioni realizzative: A e B di seguito illustrate. Opzione A esempio applicativo L opzione A prevede la protezione perimetrale, tramite contatto magnetico e sensore inerziale, di tutti i varchi di accesso dell unità abitativa che possono essere oggetto di attacchi: porta d ingresso, finestre e porte finestre. La protezione perimetrale è integrata da due rivelatori volumetrici doppia tecnologia, posizionati a protezione dei corridoi e dei locali contenenti beni di maggior valore. Opzione B esempio applicativo L opzione B prevede la protezione perimetrale, tramite contatto magnetico e sensore inerziale della porta d ingresso. La protezione dell unità abitativa è completata da cinque rivelatori volumetrici doppia tecnologia, posizionati a protezione dei volumi di tutti gli ambienti. Opzione A K Elenco dispositivi Q.tà Dispositivo Simbolo N. 1 Centrale con combinatore PSTN integrato N. 1 Organo di comando tastiera K N. 1 Combinatore Inviatore di notifiche telefoniche N. 1 Sirena per esterni autoalimentata con lampeggiante N. 1 Sirena per interni N. 5 Sensore inerziale N. 5 Contatto magnetico N. 2 Rivelatore doppia tecnologia (IR+MW) 118 NOTA I progetti sono effettuati sulla base dei metodi tabellari della norma CEI 79-3:2012 Paragrafo A.2.2.

121 DT Allegati Unità abitativa non isolata (accessi praticabili con h < 4m o ultimo piano) Sottoinsieme Rivelatori Livello di prestazione 2 Legenda Protezioni da considerare Opzioni A B Porte e accessi perimetrali O + P O Finestre O + P O Altre aperture O + P O Pareti - - Soffitti e tetti - - Pavimenti - - Locali T C Oggetto (alto rischio) - - O P T C Apertura - Protezione realizzata tramite uno o più rivelatori in grado di rilevare tentativi di intrusione attraverso tutti gli accessi praticabili Penetrazione - Protezione realizzata attraverso uno o più rivelatori in grado di rilevare tentativi di effrazione portati a danno delle superfici di tutti gli accessi praticabili Trappola - Protezione realizzata tramite uno o più rivelatori (in genere volumetrici) secondo la metodologia a Trappola, a protezione dei corridoi ed i locali dove sono contenuti i beni di maggior valore Completa - Protezione realizzata attraverso uno o più rivelatori a protezione dei volumi di tutti gli ambienti dell unità abitativa Fonte: CEI 79-3 (A.2.2) Opzione B K DT Elenco dispositivi Q.tà Dispositivo Simbolo N. 1 Centrale con combinatore PSTN integrato N. 1 Organo di comando tastiera K N. 1 Combinatore Inviatore di notifiche telefoniche N. 1 Sirena per esterni autoalimentata con lampeggiante N. 1 Sirena per interni N. 5 Contatto magnetico DT N. 5 Rivelatore doppia tecnologia (IR+MW) NOTA I progetti sono effettuati sulla base dei metodi tabellari della norma CEI 79-3:2012 Paragrafo A.2.2. Apparati di allarme La notifica degli allarmi e più in generale degli eventi del Sistema è affidata, come prescritto, ad un combinatore telefonico PSTN (avvisatore di allarme telematico) integrato nella centrale. Il combinatore notifica gli eventi utilizzando protocolli vocali o cifrati. I protocolli di notifica e l intervallo di verifica TCS (Tempo Ciclico Server massimo 24 ore), classificano il combinatore come SP1. I mezzi di notifica allarmi sono stati rafforzati mediante l aggiunta di due sirene (avvisatori ottici acustici): una posizionata all interno dell unità abitativa, l altra provvista di lampeggiante, posizionata all esterno. Al combinatore PSTN è stato affiancato un combinatore GSM-GPRS che utilizza protocolli di comunicazione crittografati ed un intervallo di verifica TCS, massimo di 3 minuti, classificando i combinatori come DP3. 119

122 21 Apparecchiature di notifica WD sonori con alimentazione remota Unità abitativa non isolata (accessi praticabili con h < 4m o ultimo piano) Sottoinsieme Apparati di allarme Livello di prestazione 2 Legenda Opzioni A B C D 2 Op Op Op Op ATS WD NOTA 1 Opzionale Alarm Transmission System Warning Device (Sirena) I numeri nelle celle indicano il numero di dispositivi di allarmi sonori da invludere in funzione del grado edell'opzione WD sonori autoalimentati Op 1 Op Op NOTA 2 Le celle di colore grigio indicano combinazioni che non raggiungono il livello di prestazione indicato in testa alla colonna ATS principale Ampliamento della protezione Le protezioni illustrate nei disegni Opzione A ed Opzione B possono essere ampliate integrando a protezione delle finestre e delle porte finestre, dei rivelatori volumetrici doppia tecnologia adatti ad essere installati in esterni non protetti (direttamente esposti agli agenti atmosferici). Con questa soluzione i varchi finestra o porta finestra sono protetti anche nel caso in cui gli infissi siano aperti. A titolo di esempio l integrazione è stata applicata all opzione A. L integrazione esemplificata non fa parte delle opzioni di protezione previste dalla tabella Sottoinsieme rivelatori della norma CEI 79-3, ma rappresenta comunque una soluzione di protezione che consolida le protezioni previste dalla norma. Opzione A ampliata ATS2 ATS2 ATS2 ATS3 ATS supplementare Op Op ATS1 Op LIVELLO DI PRESTAZIONE Il livello di prestazione dei vettori viene attribuito in base a parametri di funzionamento propri del vettore ed in base a parametri di funzionamento programmabili. In particolare la tipologia del protocollo di comunicazione utilizzato (cifrato o criptato) e l intervallo di verifica TCS (Tempo Ciclico Server) programmato. Fonte: CEI 79-3 (A.2.2) K Elenco dispositivi aggiunti Q.tà Dispositivo Simbolo N. 2 Rivelatore doppia tecnologia (IR+MW) per esterni 120

123 Allegati Tipologia impiantistica Unità abitativa isolata Secondo livello di prestazione Esempio riferito alla protezione di un abitazione isolata, al secondo livello di prestazione. Secondo le norme di installazione CEI Questa tipologia impiantistica può essere applicata in modo non vincolante, anche a ville, uffici, negozi. Per questa tipologia impiantistica la norma prevede, per il secondo livello di prestazione, tre opzioni realizzative: A, B, C. Di seguito vengono illustrate le opzioni B e C. Opzione B esempio applicativo L opzione B prevede due anelli di protezione perimetrale, il primo anello realizzato con rivelatori con triplo IR per esterni, protegge il volume dell area esterna, il secondo anello consiste di una protezione perimetrale, realizzata con contatto magnetico e sensore inerziale di tutti gli accessi: porta d ingresso, finestre e porte finestre. Opzione C esempio applicativo L opzione C prevede un anello di protezione perimetrale, realizzato con contatto magnetico e sensore inerziale installati su tutti i possibili accessi dell unità abitativa: porta d ingresso, finestre e porte finestre. La protezione è completata da sei rivelatori volumetrici doppia tecnologia, dislocati a protezione dei volumi degli ambienti prescritti. Opzione B Elenco dispositivi Q.tà Dispositivo Simbolo N. 1 Centrale con combinatore PSTN integrato K N. 1 Organo di comando tastiera K N. 1 Combinatore Inviatore di notifiche telefoniche N. 1 Sirena per esterni autoalimentata con lampeggiante N. 1 Sirena per interni N. 1 Sensore inerziale N. 11 Contatto magnetico N. 2 Rivelatore doppia tecnologia (IR+MW) DT N. 4 Rivelatore triplo IR per esterni NOTA I progetti sono effettuati sulla base dei metodi tabellari della norma CEI 79-3:2012 Paragrafo A

124 21 Unità abitativa isolata Sottoinsieme Rivelatori Protezioni da considerare Livello di prestazione 2 Opzioni Legenda O A B C Area esterna (volumi) C C - P Porte perimetrali O O + P O + P Finestre - O O + P Altre aperture O O + P O + P T Pareti Soffitti e tetti C Pavimenti Locali C T C C Oggetto (alto rischio) Opzione C Apertura - Protezione realizzata tramite uno o più rivelatori in grado di rilevare tentativi di intrusione attraverso tutti gli accessi praticabili Penetrazione - Protezione realizzata attraverso uno o più rivelatori in grado di rilevare tentativi di effrazione portati a danno delle superfici di tutti gli accessi praticabili Trappola - Protezione realizzata tramite uno o più rivelatori (in genere volumetrici) secondo la metodologia a Trappola, a protezione dei corridoi ed i locali dove sono contenuti i beni di maggior valore Area esterna - Completa - Protezione realizzata attraverso rivelatori in grado di rilevare i tentativi di intrusione a danno dell area esterna compresa tra il perimetro esterno e l edificio Locali - Completa - Protezione realizzata attraverso uno o più rivelatori a protezione dei volumi al luogo da proteggere, esclusi gli ambienti destinati ai servizi quali, per esempio, bagni cucine ripostigli, soffitti Fonte: CEI 79-3 (A.2.3) Elenco dispositivi Q.tà Dispositivo Simbolo K N. 1 Centrale con combinatore PSTN integrato N. 1 Organo di comando tastiera K N. 1 Combinatore Inviatore di notifiche telefoniche N. 1 Sirena per esterni autoalimentata con lampeggiante N. 1 Sirena per interni N. 11 Sensore inerziale N. 11 Contatto magnetico N. 6 Rivelatore doppia tecnologia (IR+MW) DT NOTA I progetti sono effettuati sulla base dei metodi tabellari della norma CEI 79-3:2012 Paragrafo A Apparati di allarme La notifica degli allarmi e più in generale degli eventi del Sistema è affidata, come prescritto, ad un combinatore telefonico PSTN (avvisatore di allarme telematico) integrato nella centrale. Il combinatore notifica gli eventi utilizzando protocolli vocali o cifrati. I protocolli di notifica e l intervallo di verifica TCS (Tempo Ciclico Server massimo 24 ore), classificano il combinatore come SP1. I mezzi di notifica allarmi sono stati rafforzati mediante l aggiunta di due sirene (avvisatori ottici acustici): una posizionata all interno dell unità abitativa, l altra provvista di lampeggiante, posizionata all esterno. Al combinatore PSTN è stato affiancato un combinatore GSM-GPRS che utilizza protocolli di comunicazione crittografati ed un intervallo di verifica TCS, massimo di 3 minuti, classificando i combinatori come DP3.

125 Allegati Apparecchiature di notifica WD sonori con alimentazione remota WD sonori autoalimentati ATS principale ATS supplementare Unità abitativa isolata Sottoinsieme Apparati di allarme Livello di prestazione 2 Legenda Opzioni A B C D 2 Op Op Op Op 1 Op Op ATS2 ATS2 ATS2 ATS3 Op Op ATS1 Op Op Opzionale ATS Alarm Transmission System WD Warning Device (Sirena) I numeri nelle celle indicano il numero di dispositivi NOTA 1 di allarmi sonori da invludere in funzione del grado edell'opzione Le celle di colore grigio indicano combinazioni che non NOTA 2 raggiungono il livello di prestazione indicato in testa alla colonna LIVELLO DI PRESTAZIONE Il livello di prestazione dei vettori viene attribuito in base a parametri di funzionamento propri del vettore ed in base a parametri di funzionamento programmabili. In particolare la tipologia del protocollo di comunicazione utilizzato (cifrato o criptato) e l intervallo di verifica TCS (Tempo Ciclico Server) programmato. Fonte: CEI 79-3 (A.2.3) Ampliamento della protezione Le protezioni illustrate nei disegni Opzione B ed Opzione C possono essere ampliate integrando a protezione delle finestre e delle porte finestre, dei rivelatori volumetrici con doppio sensore infrarosso adatti ad essere installati in esterni protetti (non direttamente esposti agli agenti atmosferici). Con questa soluzione i varchi finestra o porta finestra sono protetti anche nel caso in cui gli infissi siano aperti. A titolo di esempio l integrazione è stata applicata all opzione C. L integrazione esemplificata non fa parte delle opzioni di protezione previste dalla tabella Sottoinsieme rivelatori della norma CEI 79-3, ma rappresenta comunque una soluzione di protezione che consolida le protezioni previste dalla norma. Opzione C ampliata Elenco dispositivi aggiunti 2 IR 2 IR 2 IR Q.tà Dispositivo Simbolo K 2 IR N. 10 Rivelatore perimetrale doppio IR 2 IR 2 IR 2 IR 2 IR 2 IR DT 2 IR 2 IR 123

126 21 ALLEGATO 2 - Normative d obbligo per il rispetto della regola dell'arte Codice Civile - Responsabilità civile verso terzi" ex Art. (es. condotte omissive dei dipendenti e/o preposti della società installatrice di cui questa deve rispondere ex Art e/o 2049, per inadempimento contrattuale ma pure per responsabilità aquiliana ex Art. 2043); Art quater: Il venditore è responsabile nei confronti del consumatore per qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene... Art risarcimento del danno..." In ogni caso il venditore è tenuto verso il compratore al risarcimento del danno (ex Art. 1223), se non prova di avere ignorato senza colpa i vizi della cosa. Il venditore deve altresì risarcire al compratore i danni derivati dai vizi della cosa. L Art sexies ha modificato il periodo di prescrizione, per la cosa acquistata nel negozio del venditore, che era stato stabilito in 8 gg. (ex Art. 1495) fino a 2 anni. D.P.R. n 224 del 24/05/ Attuazione della direttiva CEE n. 85/374 relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri in materia di responsabilità per danno da prodotti difettosi, ai sensi dell Art. 15 della legge 16 aprile 1987, n. 183 (Suppl. Ord. G.U. n. 146 del 23/06/1988). D.Lgs. n. 172 del 21/05/ Attuazione della direttiva n. 2001/95/CE relativa alla sicurezza generale dei prodotti. Legge 31 luglio 2005, n Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, recante misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale ex Art. 7 bis - Sicurezza Telematica... e Art. 9 bis - Prevenzione antiterrorismo negli aeroporti.... D.M. 37 del 22/01/ Regolamento concernente l attuazione dell articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all interno degli edifici. "Responsabilità dell installatore" ex Art. 6 Realizzazione e installazione degli impianti e Art. 7 Dichiarazione di conformità. D.Lgs. 81 del 9/04/2008 e s.m.i. - Attuazione dell articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (Testo Unico sulla sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro); V. anche Art. 23 Obblighi dei fabbricanti e fornitori Art. 24 Obblighi degli installatori e Art. 30 che richiama il D.Lgs. 231/2001 sulla Responsabilità degli amministratori della società (es. Sentenza Tribunale Torino VS. Thyssen Krupp del 2011). D.M. 19/05/ Modifica degli allegati al decreto 22 gennaio 2008, n. 37, concernente il regolamento in materia di attività di installazione degli impianti all interno degli edifici. Le principali disposizioni vigenti in materia di Privacy: codice Penale: Interferenze illecite nella vita privata ex Art. 615 bis C.P. legge n. 300/1970 Statuto dei lavoratori, ex Art. 4 Ministero dell Interno - Dip. Pubblica Sicurezza - Circolare n.558/a/421.2/70/456 del 8/02/2005: Sistemi di videosorveglianza. Definizione di linee guida in materia. 124

127 Allegati ALLEGATO 3 - Modulo verbale di presa in carico impianto Spett.le/egr. sig In data... presso (azienda o privato)... Indirizzo... Città... alla presenza dei sottoelencati rappresentanti del committente e della ditta installatrice, si è proceduto al collaudo dell impianto (antintrusione, rapina, ecc.)... posto a protezione del Si è constatato la rispondenza sia numerica che qualitativa delle apparecchiature fornite secondo quanto previsto nel preventivo/ordine accettato dal committente (nr....del.../.../...) Gli intervenuti al collaudo: Per il Commitente:... Per la Azienda installatrice:... ALLEGATO 4 - Informazioni da includere nell offerta di progettazione dell impianto 1 - Dati del cliente 2 - Dati dei locali protetti 3 - Grado del livello di prestazione 4 - Grado di sicurezza 5 - Classe ambientale 6 - Distinta apparecchiature 7 - Configurazione del sistema 8 - Progetto 9 - Manutenzione 125

128 21 ALLEGATO 5 - L allegato K delle norme CEI 79-3:2012 L obiettivo dell allegato K è quello di definire le competenze dei soggetti che operano a vario titolo nell ambito della fornitura dei servizi per impianti di allarme intrusione e rapina. La norma specifica con chiarezza le competenze che deve possedere un esperto in progettazione impianti, installazioni e manutenzioni, nonché la formazione e requisiti tecnici richiesti per esercitare tali professioni. Per quanto riguarda l organizzazione aziendale la normativa prevede che gli addetti siano anche in possesso di capacità amministrative e legali riguardanti la materia. L allegato K prevede inoltre il costante aggiornamento professionale che deve essere effettuato periodicamente e comunque ad intervalli non superiori a 5 anni. I concetti sopra espressi non si intendono applicabili esclusivamente al personale tecnico ma devono essere estesi a tutta l organizzazione aziendale. ALLEGATO 6 - Rapporto di fiducia tra installatore e committente Occorre prestare attenzione ed agire secondo la diligenza del buon padre di famiglia sin dal primo approccio con il Cliente. Innanzitutto occorre valutare se sono rispettati tutti i requisiti richiamati nel D.M. n. 37 del 22/01/2008. Laddove è richiesto un progetto, questo deve essere redatto nei modi e nelle forme previste dalle normative vigenti. Se sono richieste funzioni particolari, queste vanno richiamate e se possono assumere aspetti vincolanti, vanno evidenziate. È bene che all atto della presentazione di un offerta, questa venga controfirmata per accettazione. Occorre ricordare che l installatore (o l impresa di installazioni) è sempre ritenuta responsabile per tutti gli aspetti cogenti (ovvero che sono obbligatori) nel rispetto delle norme relative a: a) Sicurezza elettrica b) Sicurezza dell impianto offerto (sufficiente difesa dagli attacchi) c) Ottimizzazione delle prestazioni del sistema proposto (CEI 79-3: 2012) d) Utilizzo dei prodotti specificati in offerta Sotto il profilo giuridico, l installatore è la parte esperta mentre il cliente rappresenta la figura debole che richiede la prestazione al sistema elettronico di sorveglianza, confidando sull esperienza e sulla professionalità dell installatore che lo propone. Per quanto riguarda i prodotti, la legge nr. 186 del 1 marzo 1968 stabilisce che i materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici realizzati secondo le norme del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI) si considerano costruiti a regola d arte. 126 Sarà quindi facile, se si utilizzano per lo più prodotti conformi alle norme CEI, o muniti di marchi di qualità volontari (tipo IMQ), dimostrare di aver utilizzato materiali idonei in quanto a sicurezza e prestazioni.

129 Allegati ALLEGATO 7 - Sistema di avviso sonoro Quando un sistema di allarme antintrusione (a norma cioè progettato e realizzato a regola d arte ) scende sotto il livello 1 di prestazione, si declassa diventa un sistema di avviso sonoro. Un sistema di allarme intrusione è utilizzato per definire i sistemi che tutti noi nel quotidiano trattiamo, è invece un termine semplificativo che definisce un sistema progettato e realizzato a regola d arte, dai componenti, alle soluzioni impiantistiche, alla gestione. Nel proporre soluzioni troppo economiche, dobbiamo far riflettere il cliente che tali soluzioni vanno a discapito della prestazione del sistema che potrebbe scendere a livelli di compromesso non più accettabili (non più a norme di progetto ed eseguito non più a regola d arte ). Si ricorda che in caso di contestazione, il giudice definisce tale impianto declassato ad un sistema di avviso sonoro. Pertanto l installatore nel consegnare l impianto al cliente dovrà specificare nel documento dichiarazione di conformità che il sistema installato non è stato eseguito a regola d arte, pertanto declassato ad un sistema di avviso sonoro. Si ricorda che sotto l aspetto giuridico l installatore è parte esperta mentre il cliente è la figura debole che confida sull esperienza e sulla professionalità dell installatore. 127

130 128 NOTE

131 I contenuti e le immagini riportate in questa pubblicazione edita da Tecnoalarm sono da considerarsi esclusivamente a scopo illustrativo e coperti da copyright. Ne è vietata la riproduzione e la divulgazione, in qualsiasi forma, salvo espressa autorizzazione scritta. Tecnoalarm non potrà essere ritenuta responsabile per informazioni inesatte, errori di stampa o caratteristiche tecniche diverse dalla realtà riportate nella presente pubblicazione.

132 21ISTR08139 Via Ciriè, San Mauro T.se Torino (Italy) tel fax [email protected] , Rue Antoine Pinay Genas - Lyon (France) tél fax [email protected] Agence de Paris: 125, Rue Louis Roche Gennevilliers c/vapor 18 (Pol. Ind. El Regas) Gavá - Barcelona (España) tel [email protected]

Le principali linee guida per la realizzazione di un sistema antintrusione

Le principali linee guida per la realizzazione di un sistema antintrusione Le principali linee guida per la realizzazione di un sistema antintrusione.1 Le linee guida La progettazione di un impianto di sicurezza nasce da un attenta valutazione del contesto applicativo. Nella

Подробнее

Sistema di allarme ad architettura Bus. Espandibile da 10 fino a 42 zone. Tele-programmabile e tele-gestibile.

Sistema di allarme ad architettura Bus. Espandibile da 10 fino a 42 zone. Tele-programmabile e tele-gestibile. TP10-42 TP10-42 TP10-42 TP10-42 TP10-42 TP10-42 TP10-42 TP10-42 TP10-42 Sistema di allarme ad architettura Bus. Espandibile da 10 fino a 42 zone. Tele-programmabile e tele-gestibile. 40 A. 90mm A. 309mm

Подробнее

Winbeam/s Doorbeam/s Barriere infrarosso seriali per protezione varchi

Winbeam/s Doorbeam/s Barriere infrarosso seriali per protezione varchi Winbeam/s Doorbeam/s Barriere infrarosso seriali per protezione varchi Winbeam/s e Doorbeam/s rappresentano la soluzione ideale per la protezione di porte e finestre in ambito civile ed industriale. L

Подробнее

EN TP8-88 EN e TP EN. Meeting formativi. Tecnoalarm scende in campo N /03/2017

EN TP8-88 EN e TP EN. Meeting formativi. Tecnoalarm scende in campo N /03/2017 N. 11 31/03/2017 EN 50131 TP8-88 EN e TP20-440 EN L attenzione alle norme di settore spinge i Sistemi Tecnoalarm verso una continua innovazione. Le centrali di nuova generazione sono certificate EN 50131.

Подробнее

Seguici su. Linea SSP. Barriere antintrusione a singola/doppia tecnologia a lunga portata ANTINTRUSIONE

Seguici su. Linea SSP. Barriere antintrusione a singola/doppia tecnologia a lunga portata ANTINTRUSIONE Seguici su Linea SSP Barriere antintrusione a singola/doppia tecnologia a lunga portata ANTINTRUSIONE Sistemi di sicurezza perimetrale: Linea SSP La linea IESS di barriere per la protezione esterna perimetrale

Подробнее

DAL BREVETTO AXETA ALLA NUOVA FRONTIERA DELLE CENTRALI WIRELESS

DAL BREVETTO AXETA ALLA NUOVA FRONTIERA DELLE CENTRALI WIRELESS DAL BREVETTO AXETA ALLA NUOVA FRONTIERA DELLE CENTRALI WIRELESS Centrale dalle dimensioni compatte, ideale per piccoli spazi, con un cuore generoso per prestazioni e robustezza. APPARTAMENTO E una unità

Подробнее

1/6 KIT ANTI-INTRUSIONE CON CENTRALE VEDO 10 KIT ANTINTRUSIONE OVERVIEW KITVEDO10EN

1/6 KIT ANTI-INTRUSIONE CON CENTRALE VEDO 10 KIT ANTINTRUSIONE OVERVIEW KITVEDO10EN 1/6 OVERVIEW VEDO10EN ANTI-INTRUSIONE CON CENTRALE VEDO 10 ANTI-INTRUSIONE CON CENTRALE VEDO 10 n 1 art. VEDO10 - CENTRALE VEDO 10, BOX PLASTICO, ALIMENTATORE DA 1,5A n 1 art. SIR300AW - SIRENA AUTOALIMENTATA

Подробнее

TP4-20 TP4-20 GSM. Sistema Bus ad architettura espandibile da 4 a 20 zone. Tele-programmabile e tele-gestibile.

TP4-20 TP4-20 GSM. Sistema Bus ad architettura espandibile da 4 a 20 zone. Tele-programmabile e tele-gestibile. Sistema Bus ad architettura espandibile da 4 a 20 zone. Tele-programmabile e tele-gestibile. Ingressi CONVENTIONAL* ZONE BUS CPU 4 No ESP4-20 4 di cui 2 Zone Bus 8 STD 4 Configurazione di sistema 8 No

Подробнее

SPEED 4-8 P3A: compatibilità

SPEED 4-8 P3A: compatibilità N. 19 31/05/2018 SPEED 4-8 P3A: compatibilità SPEED 4-8 P3A F101SPEED48P3A Il modulo di espansione SPEED 4-8 P3A è utilizzabile con le centrali di nuova generazione TP10-42, TP8-88, TP20-440, comprese

Подробнее

1 PRINCIPI FONDAMENTALI DI BASE PER ESEGUIRE IMPIANTI DI COMUNICAZIONE SU RETE DI TIPO BUS SERIALE: RS-485

1 PRINCIPI FONDAMENTALI DI BASE PER ESEGUIRE IMPIANTI DI COMUNICAZIONE SU RETE DI TIPO BUS SERIALE: RS-485 1 PRINCIPI FONDAMENTALI DI BASE PER ESEGUIRE IMPIANTI DI COMUNICAZIONE SU RETE DI TIPO BUS SERIALE: RS-485 2 SOFTWARE DI PROGRAMMAZIONE: TECNOLOGIA RSC, SENSORI RSC, STRUMENTI DI DIAGNOSTICA 3 SISTEMI

Подробнее

TP8-88. Sistema Bus ad architettura espandibile da 8 a 88 zone. Tele-programmabile e tele-gestibile.

TP8-88. Sistema Bus ad architettura espandibile da 8 a 88 zone. Tele-programmabile e tele-gestibile. Sistema Bus ad architettura espandibile da 8 a 88 zone. Tele-programmabile e tele-gestibile. Ingressi CONVENTIONAL* ZONE BUS SENSOR BUS CPU 8 No ESP 4IN 4 8 STD 8 No 4 8 ALM8 4 PLUS Configurazione di sistema

Подробнее

Sistemi antintrusione ad alta tecnologia

Sistemi antintrusione ad alta tecnologia Sistemi antintrusione ad alta tecnologia Nata nel 1977, motivata da una forte passione per la sicurezza, Tecnoalarm ha immediatamente orientato le proprie risorse verso la ricerca tecnologica avanzata

Подробнее

Procedura per la corretta individuazione dell operatore

Procedura per la corretta individuazione dell operatore N. 12 12/04/2018 Procedura per la corretta individuazione dell operatore L info tecnica è un utile contributo per la corretta individuazione dell operatore di rete. Il documento descrive i passi dal menù

Подробнее

CATALOGO GENERALE 2015/2016 INTEGRAZIONE AUTOMATION BUILDING ANTINTRUSIONE FILARE ANTINTRUSIONE WIRELESS ANTINCENDIO DIGITALE CONVENZIONALE

CATALOGO GENERALE 2015/2016 INTEGRAZIONE AUTOMATION BUILDING ANTINTRUSIONE FILARE ANTINTRUSIONE WIRELESS ANTINCENDIO DIGITALE CONVENZIONALE C A T A L O G O G E N E R A L E 402 ACCESSORI TRASMISSIONI VIDEO HD-SDI AHD IP RILEVAZIONE GAS INTRODUZIONE ALLA COASSIALE STAND ALONE CONVENZIONALE DIGITALE FILARE INTEGRAZIONE BUILDING AUTOMATION KIT

Подробнее

MANA Nuova barriera, singola e/o doppia tecnologia, lunga portata

MANA Nuova barriera, singola e/o doppia tecnologia, lunga portata MANA Nuova barriera, singola e/o doppia tecnologia, lunga portata MANA SMA La nuova barriera concepita per la protezione esterna di grandi siti. MANA infatti, può essere composta e configurata in base

Подробнее

1/6 KIT ANTI-INTRUSIONE CON CENTRALE VEDO 34 KIT ANTINTRUSIONE OVERVIEW KITVEDO34EN

1/6 KIT ANTI-INTRUSIONE CON CENTRALE VEDO 34 KIT ANTINTRUSIONE OVERVIEW KITVEDO34EN 1/6 OVERVIEW VEDO34EN ANTI-INTRUSIONE CON CENTRALE VEDO 34 ANTI-INTRUSIONE CON CENTRALE VEDO 34 n 1 art. VEDO34 - CENTRALE VEDO 34, BOX PLASTICO, ALIMENTATORE DA 1,5A n 1 art. SIR300AW - SIRENA AUTOALIMENTATA

Подробнее

XDL12TT-AM Altezza d installazione 1.2m SAP CODE: XXXXXXXXXXXXXXXXX

XDL12TT-AM Altezza d installazione 1.2m SAP CODE: XXXXXXXXXXXXXXXXX XDL12TT-AM Altezza d installazione 1.2m SAP CODE: XXXXXXXXXXXXXXXXX XDL12TT-AM Caratteristiche Nuovo design per una facile installazione Protezione Anti-mask e anti blocking Grado di protezione IP55 Tripla

Подробнее

INDICE. Sistemi p. 10. Servizi telematici e App p. 12. Videoalarm p. 68. Console e dispositivi di comando p. 76. Moduli di espansione p.

INDICE. Sistemi p. 10. Servizi telematici e App p. 12. Videoalarm p. 68. Console e dispositivi di comando p. 76. Moduli di espansione p. INDICE INDICE Sistemi p. 10 Servizi telematici e App p. 12 Videoalarm p. 68 Console e dispositivi di comando p. 76 Moduli di espansione p. 88 Tecnologia RSC p. 94 Wireless p. 120 Rivelatori p. 134 Sirene

Подробнее

GLOB500 BWL: inizializzazione funzione antimascheramento

GLOB500 BWL: inizializzazione funzione antimascheramento N. 27 26/07/2018 GLOB500 BWL: inizializzazione funzione antimascheramento Come altri dispositivi di rilevazione Tecnoalarm, GLOB500 BWL dispone della funzione ANTIMASKING. Il mascheramento viene rilevato

Подробнее

INTERFACCIA DI COMUNICAZIONE MULTIMODALE

INTERFACCIA DI COMUNICAZIONE MULTIMODALE INTERFACCIA DI COMUNICAZIONE MULTIMODALE Modalità di collegamento Il può essere collegato alla centrale in modo tradizionale tramite Serial Bus RS485 Oppure Il può essere collegato alla centrale tramite

Подробнее

Il talento ti fa vincere una partita. L intelligenza ed il lavoro di squadra ti fanno vincere il campionato. Michael Jordan.

Il talento ti fa vincere una partita. L intelligenza ed il lavoro di squadra ti fanno vincere il campionato. Michael Jordan. Il talento ti fa vincere una partita. L intelligenza ed il lavoro di squadra ti fanno vincere il campionato Michael Jordan Novità 2017 versione 1.6 del 01/04/2017 Novità Aprile 2017 Integrazione Sensori

Подробнее

CENTRALI ADATTE PER OGNI EDIFICIO PENSATE PER CRESCERE INSIEME ALLE ESIGENZE DELL UTENTE

CENTRALI ADATTE PER OGNI EDIFICIO PENSATE PER CRESCERE INSIEME ALLE ESIGENZE DELL UTENTE L edificio io da un altro punto di vista CENTRALI ADATTE PER OGNI EDIFICIO PENSATE PER CRESCERE INSIEME ALLE ESIGENZE DELL UTENTE Sistema di centrali a, e 160 zone studiate per gestire Confort, Sicurezza,

Подробнее

MANUALE DI ISTALLAZIONE

MANUALE DI ISTALLAZIONE ELETTRONICA PADOVA I ELETTRONICA PADOVA I ELETTRONICA PADOVA I S E R A I DIVISIONE SICUREZZA MANUALE DI ISTALLAZIONE CA/05 A (SR 82.05 A) CENTRALE ANTINCENDIO CONVENZIONALE A 16 ZONE! ATTENZIONE: LEGGERE

Подробнее

DIGITEX: connessione a terra

DIGITEX: connessione a terra N. 1 23/05/2019 DIGITEX: connessione a terra Una delle maggiori insidie per i componenti elettronici sono le scariche elettrostatiche. Si tratta di impulsi di tensione dell'ordine delle migliaia di Volt

Подробнее

MANUALE TECNICO ANTINTRUSIONE

MANUALE TECNICO ANTINTRUSIONE MANUALE TECNICO ANTINTRUSIONE http://www.urmetdomus.com e-mail: [email protected] MT112-001G (Rev. Settembre 2011) Questo manuale è stato realizzato da ST/UTI (Ufficio Tecnico Impiantistica) di Urmet

Подробнее

velum wls DATASHEET Rilevatore di Movimento Doppia Tecnologia a Tenda per esterno con antimascheramento Wireless 868 Mhz Bi-Direzionale KSI5402010.

velum wls DATASHEET Rilevatore di Movimento Doppia Tecnologia a Tenda per esterno con antimascheramento Wireless 868 Mhz Bi-Direzionale KSI5402010. velum wls Rilevatore di Movimento Doppia Tecnologia a Tenda per esterno con antimascheramento Wireless 868 Mhz Bi-Direzionale KSI540200.303 CARATTERISTICHE PRINCIPALI I I rilevatori di movimento velum

Подробнее

Ministero per i beni e le attività culturali Biblioteca Universitaria Alessandrina Roma

Ministero per i beni e le attività culturali Biblioteca Universitaria Alessandrina Roma Roma CAPITOLATO SPECIALE D APPALTO PER L AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI MANUTENZIONE ORDINARIA E STRAORDINARIA DEGLI IMPIANTI DI RILEVAZIONE INCENDI E ANTINTRUSIONE INSTALLATI NELLE AREE DELLA BIBLIOTECA

Подробнее

TP8-88. Sistema d allarme con architettura BUS espandibile

TP8-88. Sistema d allarme con architettura BUS espandibile Sistema d allarme con architettura BUS espandibile A. 90mm Ingressi CPU ESP 4IN 8 STD 4 8 ALM8 4 PLUS 8 PLUS ALM8 PLUS CONVENZIONALI* 8 8 4 ZONE BUS No No 4 8 8 4 No No Configurazione di sistema A. 445mm

Подробнее

DS9370 INSTALLAZIONE ISTRUZIONI

DS9370 INSTALLAZIONE ISTRUZIONI DS9370 IT INSTALLAZIONE ISTRUZIONI DS9370 INSTALLAZIONE IT 2 Specifiche DS9370 Dimensioni: 8,9 cm X 17,8 cm. Alimentazione del rilevatore: da 9 a 15 V ; 29 ma @ + 12 V (39 ma con il Led abilitato, massimo

Подробнее

TECNOCELL 3: registrazione messaggio telefonico iniziale

TECNOCELL 3: registrazione messaggio telefonico iniziale N. 37 31/10/2018 TECNOCELL 3: registrazione messaggio telefonico iniziale L info tecnica descrive le tre tecniche di registrazione messaggio telefonico iniziale e gli step necessari al caricamento: - registrazione

Подробнее

J-SYS 614. Contenuta e potente, comunicativa ed efficiente J-SYS 614. la centrale amica.

J-SYS 614. Contenuta e potente, comunicativa ed efficiente J-SYS 614. la centrale amica. J-SYS 614 Contenuta e potente, comunicativa ed efficiente J-SYS 614 la centrale amica. Una ampia fascia del mercato della sicurezza è costituita da installazioni in ambienti contenuti. In questo contesto

Подробнее

Barriera ottica autoalimentata ad infrarossi attivi BIWB. Manuale di posa e installazione

Barriera ottica autoalimentata ad infrarossi attivi BIWB. Manuale di posa e installazione Barriera ottica autoalimentata ad infrarossi attivi Manuale di posa e installazione 24804740/12-11-2014 1. CARATTERISTICHE Ogni singolo fascio va ad impattare su due lenti ricevitori distanti 4 cm, questo

Подробнее

Guida alla tecnologia RSC. Remote Sensitivity Control

Guida alla tecnologia RSC. Remote Sensitivity Control Guida alla tecnologia RSC Remote Sensitivity Control TECNOALARM IL LEADER INTERNAZIONALE DELLA SICUREZZA Una storia italiana Oltre trentacinque anni di ricerca e incessante innovazione tecnologica nel

Подробнее

leader nel settore wireless con la più ampia gamma di accessori

leader nel settore wireless con la più ampia gamma di accessori leader nel settore wireless con la più ampia gamma di accessori Distribuito da CENTRALI VIA RADIO NUMERO ZONE VIA RADIO 28 28 30 64 64 SPECIFICHE NUMERO ZONE CABLATE 1 2 1 1 2 optional 1 8 optional NUMERO

Подробнее

Date il benvenuto alla sicurezza per la vostra casa con Home Lock, l allarme senza fili!

Date il benvenuto alla sicurezza per la vostra casa con Home Lock, l allarme senza fili! ANTIFURTO SENZA FILI Date il benvenuto alla sicurezza per la vostra casa con Home Lock, l allarme senza fili! Perché scegliere Home Lock Nessun falso allarme Il sistema d allarme Wireless Home Lock è

Подробнее

SPARKLE INNOVATIVA FAMIGLIA DI CENTRALI PER LA SICUREZZA E L AUTOMAZIONE DEGLI EDIFICI. I nuovi orizzonti

SPARKLE INNOVATIVA FAMIGLIA DI CENTRALI PER LA SICUREZZA E L AUTOMAZIONE DEGLI EDIFICI. I nuovi orizzonti SPARKLE INNOVATIVA FAMIGLIA DI CENTRALI PER LA SICUREZZA E L AUTOMAZIONE DEGLI EDIFICI I nuovi orizzonti Sparkle è la piattaforma innovativa alla base di varie unità di controllo dove si fondono sicurezza

Подробнее

BARRIERE & SENSORI BARRIERE & SENSORI

BARRIERE & SENSORI BARRIERE & SENSORI BARRIERE & SENSORI BARRIERE & SENSORI Italian Engineering Catalogo 2016 E INNOVAZIONE E SICUREZZA Mitech produce una gamma completa di barriere perimetrali antintrusione di difesa di aree sensibili. Mitech

Подробнее

G-SIM Modulo GSM per centrale Infinity 6

G-SIM Modulo GSM per centrale Infinity 6 K10001 Infinity 6 Centrale allarme 6 zone non espandibili - Rapida Programmazione tramite dip switch - 2 Parziali indipendenti - Gestione contatti veloci - Attivazione tramite TAG ed inseritore remoto

Подробнее

Rivelatori Pyronix. Pyronix Ltd. Secure House Braithwell Way, Hellaby, Rotherham, S66 8QY, UK

Rivelatori Pyronix. Pyronix Ltd. Secure House Braithwell Way, Hellaby, Rotherham, S66 8QY, UK Pyronix Ltd. Secure House Braithwell Way, Hellaby, Rotherham, S66 8QY, UK T +44 1709 700 100 F +44 1709 701 042 E [email protected] Rivelatori Pyronix Un unica famiglia per tutte le necessità di

Подробнее

Axtra è il sistema di centrali di gestione con le più alte caratteristiche di flessibilità, espandibilità, multifunzionalità e connettività con il

Axtra è il sistema di centrali di gestione con le più alte caratteristiche di flessibilità, espandibilità, multifunzionalità e connettività con il Axtra è il sistema di centrali di gestione con le più alte caratteristiche di flessibilità, espandibilità, multifunzionalità e connettività con il mondo esterno COMMERCIALE La serie di unità di controllo

Подробнее

Dichiarazione di conformità dell impianto di allarme antintrusione alle norme CEI 79-3

Dichiarazione di conformità dell impianto di allarme antintrusione alle norme CEI 79-3 Dichiarazione di conformità dell impianto di allarme antintrusione alle norme CEI 79-3 Commissionato da Installato a protezione dei locali siti nel comune di via n. scala piano interno Sottosistema Apparati

Подробнее

T-300S Unità Integrata di telemetria GSM/GPRS dotata di pannello solare

T-300S Unità Integrata di telemetria GSM/GPRS dotata di pannello solare T-300S Unità Integrata di telemetria GSM/GPRS dotata di pannello solare Dispositivo autonomo di acquisizione dati, monitoraggio e automazione remoti provvisto di batterie ricaricabili e di pannello solare

Подробнее

Sistema antintrusione Vimar

Sistema antintrusione Vimar 24 V 1 2 3 12 V 12 V 230 V 10 12 16887 PRI 230 V 50 Hz SEC 12-12 - 24 V 18-18 - 24 VA ta 25 C IP40 F Microfono SISTEMA ANTINTRUSIONE 32 Idea Sistema antintrusione Vimar Prodotti al microscopio di Francesco

Подробнее

1/5 KIT VEDO FULL RADIO, C RFPIRP RFMAGW RFREMOTE4 OVERVIEW C

1/5 KIT VEDO FULL RADIO, C RFPIRP RFMAGW RFREMOTE4 OVERVIEW C 1/5 OVERVIEW KIT VEDO FULL RADIO con GSM n 1 art. 30001901C - CENTRALE VEDO FULL RADIO CON TASTIERA, 32 ZONE, RFID, LAN, GSM, SIRENA INTERNA n 1 art. RFMAGW - SENSORE A CONTATTO MAGNETICO CON RICETRASMETTITORE

Подробнее

INDICE. 1. Caratteristiche tecniche 4

INDICE. 1. Caratteristiche tecniche 4 INDICE 1. Caratteristiche tecniche 4 1.1 Modulo KITPTTECH 4 1.1.1 Funzionalità 4 1.1.2 Dati tecnici 4 1.1.3 Ingressi e uscite 5 1.1.4 Consumi 5 1.1.5 Condizioni di esercizio 5 2. Installazione 6 2.1 Fissaggio

Подробнее

BARRIERE A RAGGI INFRAROSSI IPS PERIMETER

BARRIERE A RAGGI INFRAROSSI IPS PERIMETER BARRIERE A RAGGI INFRAROSSI IPS IPS barriere perimetrali a RAGGI INFRAROSSI IPS è una protezione perimetrale a struttura autoportante che utilizza la tecnologia dei raggi infrarossi. Il sistema IPS viene

Подробнее

MULTI-LINK. Interfaccia Lan/Gprs

MULTI-LINK. Interfaccia Lan/Gprs MULTI-LINK Interfaccia Lan/Gprs MULTI-LINK: interfaccia Lan/Gprs Multi-Link è un dispositivo multivettore ad 8 ingressi - 8 uscite espandibile a 32 In/Out con schede opzionali BT-EX8/2, collegabile a qualsiasi

Подробнее

SISTEMA DI ALLARME EKSELANS

SISTEMA DI ALLARME EKSELANS SISTEMA DI ALLARME EKSELANS GSM -1 ART. 35/07000-00 SISTEMA DI ALLARME La nuova centrale d allarme GSM-1 di Ekselans by ITS le consentirà di proteggere in qualsiasi momento la sua casa o la sua attività,

Подробнее

Art. BEAMRF10SB BEAMRF15SB BEAMRF20SB BEAMRF25SB MINIBARRIERA RADIO AD INFRAROSSO

Art. BEAMRF10SB BEAMRF15SB BEAMRF20SB BEAMRF25SB MINIBARRIERA RADIO AD INFRAROSSO Art. BEAMRF10SB BEAMRF15SB BEAMRF20SB BEAMRF25SB MINIBARRIERA RADIO AD INFRAROSSO Alimentata con batterie di tipo AA ( 3,6 V 2,7 mah) interne alla colonna. Ogni singolo fascio va ad impattare su due lenti

Подробнее

Rivelatore per esterno/interno a tenuta d acqua e antimascheramento. Istruzioni d installazione

Rivelatore per esterno/interno a tenuta d acqua e antimascheramento. Istruzioni d installazione (cod. PR14G-B) Rivelatore per esterno/interno a tenuta d acqua e antimascheramento Istruzioni d installazione PRESTAZIONI Due sensori passivi d infrarossi + 1 sensore a microonde Resistente alle intemperie

Подробнее

NUOVA APP RYNO GSM, CONTROLLA LA TUA CENTRALE RYNO SECURITY CON LA COMODA APP PER ANDROID

NUOVA APP RYNO GSM, CONTROLLA LA TUA CENTRALE RYNO SECURITY CON LA COMODA APP PER ANDROID NUOVA APP RYNO GSM, CONTROLLA LA TUA CENTRALE RYNO SECURITY CON LA COMODA APP PER ANDROID NUOVA APPLICAZIONE RYNO APP, COLLEGA LA TUA CENTRALE 128 RYNO SECURITY ALLA TUA LINEA INTERNET DI CASA O UFFICIO

Подробнее

SCUOLA GUICCIARDINI LAVORI DI COMPLETAMENTO NUOVO AUDITORIUM. Relazione Tecnica Specialistica Impianti Elettrici e Speciali

SCUOLA GUICCIARDINI LAVORI DI COMPLETAMENTO NUOVO AUDITORIUM. Relazione Tecnica Specialistica Impianti Elettrici e Speciali COMUNE DI FIRENZE DIREZIONE SERVIZI TECNICI - P.O. Impianti Elettrici e Speciali Sistemi Telematici SCUOLA GUICCIARDINI LAVORI DI COMPLETAMENTO NUOVO AUDITORIUM Relazione Tecnica Specialistica Impianti

Подробнее

Convertitore fibra ottica: sincronismo BEAMTOWER

Convertitore fibra ottica: sincronismo BEAMTOWER N. 13 18/04/2019 Convertitore fibra ottica: sincronismo BEAMTOWER L info tecnica espone il modo corretto per effettuare la programmazione dei dip switch dei convertitori fibra ottica RS485. La configurazione

Подробнее

Cavi CPR EU Meeting normativo

Cavi CPR EU Meeting normativo N. 31 20/09/2018 Cavi CPR EU 305 2011 Per ogni ambito di utilizzo, il regolamento europeo CPR attribuisce un livello di rischio. Ad ognuno dei quattro livelli di rischio è associata una classe di reazione

Подробнее

Automazione porte, cancelli, basculanti e finestre Impianti di allarme e sicurezza

Automazione porte, cancelli, basculanti e finestre Impianti di allarme e sicurezza Automazione porte, cancelli, basculanti e finestre Impianti di allarme e sicurezza Domotica per la casa, l ufficio e le aziende Quadri di comando, automazione industriale «Condurre un azienda è un po come

Подробнее

RILEVATORE DI FIAMMA MOD. GL 91A/µp/M

RILEVATORE DI FIAMMA MOD. GL 91A/µp/M RILEVATORE DI FIAMMA MOD. GL 91A/µp/M Manuale-GL91A_mp-R4.doc pag.1 di 10 . Specifica rivelatore di fiamma GL91A/µP INDICE 1. Scopo pag. 3 2. Costruzione pag. 3 2.1 Meccanica 2.2 Elettronica pag. 4 3.

Подробнее

Manuale di posa e installazione WSE WSI

Manuale di posa e installazione WSE WSI Manuale di posa e installazione WSE WSI 1. CARATTERISTICHE Sono disponibili due versioni della SADRIN WS: WSE batteria (3,6 V 19 Ah) in un apposito contenitore incluso posizionato all esterno della colonna;

Подробнее

RELAZIONE TECNICA IMPIANTO RIVELAZIONE INCENDI

RELAZIONE TECNICA IMPIANTO RIVELAZIONE INCENDI RELAZIONE TECNICA IMPIANTO RIVELAZIONE INCENDI Committente: OPERA PIA Officina Operaia G.O. Bufalini Ubicazione : Via S.Bartolomeo Città di Castello (PG) OGGETTO : RELAZIONE GENERALE PROGETTO DI ADEGUAMENTO

Подробнее

RILEVATORE DA ESTERNO DOPPIA TECNOLOGIA CON COPERTURA A TENDA, UNIVERSALE A BASSO CONSUMO

RILEVATORE DA ESTERNO DOPPIA TECNOLOGIA CON COPERTURA A TENDA, UNIVERSALE A BASSO CONSUMO RILEVATORE DA ESTERNO DOPPIA TECNOLOGIA CON COPERTURA A TENDA, UNIVERSALE A BASSO CONSUMO MANUALE ISTRUZIONI Rev.2016 Complimenti per aver acquistato 9456-57 U, l unico sensore a tenda doppia tecnologia

Подробнее

TERMINALE DI PESATURA VEGA BOX

TERMINALE DI PESATURA VEGA BOX TERMINALE DI PESATURA VEGA BOX 1. TIPO DEL DISPOSITIVO Il dispositivo è un trasmettitore / indicatore elettronico di pesatura, denominato VEGABOX. 2. DESCRIZIONE DELLE CARATTERISTICHE FUNZIONALI Vega Box

Подробнее

Sistema SRT - Unita centrale di raccolta dati

Sistema SRT - Unita centrale di raccolta dati Sistema SRT - Unita centrale di raccolta dati L unità di ricezione dati da antenne remote permette di raccogliere i dati letti da tali antenne. È possibile collegare fino 16 antenne poste ad una distanza

Подробнее

UN CONCENTRATO DI SICUREZZA ALLA PORTATA DI TUTTI T

UN CONCENTRATO DI SICUREZZA ALLA PORTATA DI TUTTI T UN CONCENTRATO DI SICUREZZA ALLA PORTATA DI TUTTI T Esclusivo sistema Wireless 868 Mhz bidirezionale a ricerca automatica del canale (AFS -Automatic Frequency Skip) Centrale via radio 16 zone ideale per

Подробнее

STRUMENTO ELETTRONICO DI PESATURA

STRUMENTO ELETTRONICO DI PESATURA STRUMENTO ELETTRONICO DI PESATURA WST MANUALE D INSTALLAZIONE.Pag. 2 MANUALE OPERATIVO.Pag. 10 CODICE SOFTWARE: PWST01 VERSIONE: Rev.0.7 Alimentazione Assorbimento Isolamento Categoria d installazione

Подробнее

Barriera a Infrarosso per protezione perimetrale a lunga portata. Manuale di Installazione.

Barriera a Infrarosso per protezione perimetrale a lunga portata. Manuale di Installazione. Barriera a Infrarosso per protezione perimetrale a lunga portata. Manuale di Installazione. POLITEC s.r.l. Indice Elenco principali componenti Pag. 3 Allineamento colonne Pag. 4 Regolazione verticale dello

Подробнее

EP200/8Z EP200/4Z CONCENTRATORI PARALLELI IS0090-AF

EP200/8Z EP200/4Z CONCENTRATORI PARALLELI IS0090-AF 45678904567890456789012456789045678904567890124 45678904567890456789012456789045678904567890124 EP200/8Z CONCENTRATORI PARALLELI IS0090-AF 01.2003 EP200/4Z Caratteristiche Generali I concentratori paralleli

Подробнее

TP4-20 - TP4-20 GSM Centrali seriali espandibili

TP4-20 - TP4-20 GSM Centrali seriali espandibili TP4-20 - TP4-20 GSM Centrali seriali espandibili design by TP4-20- TP4-20 GSM Le centrali I componenti del sistema: Contatti magnetici radio Rilevatori infrarosso Rilevatori doppia tecnologia Sirene per

Подробнее

CENTRALE TP 8-64 Centrale seriale espandibile da 8 a 64 ingressi a filo/radio + 1 ingresso autoprotezione. Versione base a 8 ingressi.

CENTRALE TP 8-64 Centrale seriale espandibile da 8 a 64 ingressi a filo/radio + 1 ingresso autoprotezione. Versione base a 8 ingressi. CENTRALE TP 8-64 Centrale seriale espandibile da 8 a 64 ingressi a filo/radio + 1 ingresso autoprotezione. Versione base a 8 ingressi. Vocabolario messaggi vocali incluso Consolle di comando a LCD. Da

Подробнее

DT9. SENSORE DOPPIA TECNOLOGIA a TENDA da ESTERNO. Manuale di installazione ed uso. Versione 3.1

DT9. SENSORE DOPPIA TECNOLOGIA a TENDA da ESTERNO. Manuale di installazione ed uso. Versione 3.1 DT9 SENSORE DOPPIA TECNOLOGIA a TENDA da ESTERNO Manuale di installazione ed uso Versione 3.1 Questo apparecchio elettronico è conforme ai requisiti delle direttive R&TTE (Unione Europea) DESCRIZIONE Il

Подробнее

SAEL 2010 LED SAEL 2010PRO LED Sirene per esterno

SAEL 2010 LED SAEL 2010PRO LED Sirene per esterno SAEL 2010PRO LED Sirene per esterno Tecnoalarm presenta il più alto livello prestazionale nell ambito degli avvisatori acustici per esterno. Le SAEL 2010 sono concepite per soddisfare le più sofisticate

Подробнее

LISTINO PREZZI GENNAIO 2011

LISTINO PREZZI GENNAIO 2011 LISTINO PREZZI GENNAIO 2011 COD. DESCRIZIONE PREZZO IVA esclusa CENTRALE VIDEOALARM RADIO/FILO/VIDEO DUALBAND 433-868MHz Euro TOTALIA CENTRALE DI ALLARME MISTA RADIO/FILARE, DUAL BAND FSK, DISPLAY A COLORI

Подробнее

Dove ha inizio la tua sicurezza? La tua sicurezza inizia dall esterno

Dove ha inizio la tua sicurezza? La tua sicurezza inizia dall esterno La tua sicurezza inizia dall esterno Dove ha inizio la tua sicurezza? Estendere la sicurezza è un nostro imperativo per garantire un livello sempre più elevato al tuo vivere in benessere. Per la sicurezza

Подробнее

E-WALL. SENSORE DOPPIA TECNOLOGIA a TENDA da ESTERNO SENSORE DOPPIO INFRAROSSO a TENDA da ESTERNO. Manuale di installazione ed uso. Versione 1.

E-WALL. SENSORE DOPPIA TECNOLOGIA a TENDA da ESTERNO SENSORE DOPPIO INFRAROSSO a TENDA da ESTERNO. Manuale di installazione ed uso. Versione 1. E-WALL SENSORE DOPPIA TECNOLOGIA a TENDA da ESTERNO SENSORE DOPPIO INFRAROSSO a TENDA da ESTERNO Manuale di installazione ed uso Versione 1.3 Questo apparecchio elettronico è conforme ai requisiti delle

Подробнее

UNI 9795 ED CENTRALE, ALIMENTAZIONE, PULSANTI, CONNESSIONI 1

UNI 9795 ED CENTRALE, ALIMENTAZIONE, PULSANTI, CONNESSIONI 1 franco zecchini (iosolo35) UNI 9795 ED.2013 - CENTRALE, ALIMENTAZIONE, PULSANTI, CONNESSIONI 27 February 2015 In questo articolo tratterò un tema molto importante e tante volte presoda parte di progettisti

Подробнее

Rivelatore elettronico CINEM5

Rivelatore elettronico CINEM5 N. 23 28/06/2018 Rivelatore elettronico CINEM5 CINEM5 F106CINEM5 CINEM5M F106CINEM5M Il rivelatore elettronico CINEM5, trasduttore piezoelettrico di rilevazione e alimentazione, è capace di rilevare urti

Подробнее

1/5 CENTRALE ANTINCENDIO ATENA INDIRIZZATA ESPANDIBILE CENTRALI ANTINCENDIO OVERVIEW 41CPE014

1/5 CENTRALE ANTINCENDIO ATENA INDIRIZZATA ESPANDIBILE CENTRALI ANTINCENDIO OVERVIEW 41CPE014 1/5 OVERVIEW La Centrale antincendio indirizzata ATENA è fornita di serie con un loop ed è espandibile con un massimo di altri 3 loop aggiuntivi mediante la scheda di espansione ad un loop 41ECL020. A

Подробнее

La soluzione innovativa CONSUMI IN TEMPO REALE SU CLOUD SEMPLICE E VELOCE DA INSTALLARE PER TUTTI I TIPI DI CONTATORE BASSO COSTO

La soluzione innovativa CONSUMI IN TEMPO REALE SU CLOUD SEMPLICE E VELOCE DA INSTALLARE PER TUTTI I TIPI DI CONTATORE BASSO COSTO NEW Gestione illuminazione pubblica da remoto e La soluzione innovativa CONSUMI IN TEMPO REALE SU CLOUD SEMPLICE E VELOCE DA INSTALLARE PER TUTTI I TIPI DI CONTATORE BASSO COSTO per controllare i consumi

Подробнее

1/5 KIT VEDO FULL RADIO, C RFPIRP RFMAGW RFREMOTE4

1/5 KIT VEDO FULL RADIO, C RFPIRP RFMAGW RFREMOTE4 1/5 OVERVIEW VEDO FULL RADIO con GSM n 1 art. 30001901C - CENTRALE VEDO FULL RADIO CON TASTIERA, 32 ZONE, RFID, LAN, GSM, SIRENA INTERNA n 1 art. RFMAGW - SENSORE A CONTATTO MAGNETICO CON RICETRASMETTITORE

Подробнее

ABB i-bus EIB. Attuatore tapparelle, 4 canali, 230 V AC Tipo: RA/S , EC 087 3

ABB i-bus EIB. Attuatore tapparelle, 4 canali, 230 V AC Tipo: RA/S , EC 087 3 Tipo:, EC 087 3 2CDC 071 240 F0003 attuatore si utilizza per il controllo di quattro meccanismi di comando indipendenti a 230 V AC per il posizionamento di veneziane, tapparelle e tende nonchè per il controllo

Подробнее