LA VITALITÀ ECONOMICA DELLE PROVINCE ITALIANE Seconda edizione

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1 LA VITALITÀ ECONOMICA DELLE PROVINCE ITALIANE Seconda edizione La ricerca ha l obiettivo di fornire una rappresentazione sintetica della vitalità economica dei territori italiani. Questa seconda edizione presenta un quadro arricchito di indicatori che consentono di catturare dimensioni importanti del dinamismo, della vitalità economica e della competitività dei territori italiani. DEMOGRAFIA, OCCUPAZIONE, PRODUTTIVITÀ Aggiornamento della prima edizione L analisi è condotta a livello provinciale. La costruzione dell indice di dipendenza strutturale ponderata avviene attraverso una serie di passaggi intermedi che permettono di valutare il contributo alla crescita della popolazione in età attiva e di misurare i divari in termini di occupazione e di produttività del lavoro. Questo indicatore è ottenuto come sintesi di tre variabili chiave relative alla vitalità delle province italiane e tiene conto, progressivamente, di dimensione demografica, dei tassi di occupazione e dei differenziali di produttività del lavoro. Ad ogni passaggio si individua uno dei seguenti indici: 1. Indice di dipendenza strutturale () calcolato come rapporto tra gli individui in età compresa tra 0 14 anni, 65+ anni e il totale della popolazione attiva (individui in età compresa tra 15 e 64 anni); 2. Indice di dipendenza strutturale per tasso di occupazione, calcolato correggendo il denominatore di per tener conto del tasso di occupazione (occupati interni) medio della provincia per l anno 2008; 3. Indice sintetico di dipendenza strutturale per tasso di occupazione e livello di produttività calcolato correggendo il denominatore di per il tasso di occupazione e livello di produttività delle province. Le tre rappresentazioni cartografiche riportate in Figura 1 rappresentano le diverse gradazioni di dipendenza strutturale per i tre indicatori sopra menzionati. Le gradazioni cromatiche (l intensità cromatica è proporzionale all intensità della dipendenza strutturale nelle diverse definizioni) riflettono una condizione complessiva di forte divario tra le macro aree del Paese, con un Nord mediamente più anziano del Mezzogiorno ma caratterizzato da una più forte vitalità economica complessiva. Si noti, a questo proposito, la netta inversione delle intensità cromatiche nel passaggio dalla prima alla terza rappresentazione cartografica. Se la demografia ci consegna pertanto l immagine di un Mezzogiorno relativamente più giovane rispetto al Nord e al Centro del Paese, i rapporti di dipendenza strutturale si invertono man mano che si considerano le variabili economiche. Aspen Institute Italia Interesse Nazionale La vitalità delle province italiane 1

2 Sia pure in un quadro di forte asimmetria, tuttavia, l analisi evidenzia, anche nel Mezzogiorno, un apprezzabile varietà di performance, con la presenza di territori che appaiono caratterizzati da livelli apprezzabili di vitalità economica. Le Tabelle 1 6 presentano i dati riferiti alle province italiane più vitali, considerate rispetto ai valori medi di riferimento per i diversi macro aggregati (Nord Ovest, Nord Est, Centro, Sud, Isole). Le province lombarde presentano i livelli più elevati di vitalità economica sia rispetto all aggregato di riferimento (Nord Ovest) che rispetto al dato complessivo nazionale, con un incidenza particolarmente elevata delle componenti riferiti ai tassi di occupazione e alla produttività del lavoro. La provincia di presenta i valori di produttività del lavoro più elevati a livello nazionale. Nel Nord Est si registra una variabilità degli indici relativamente contenuta, con tassi di occupazione tra i più elevati nel Paese in Emilia Romagna (Bologna 70.1%, Reggio Emilia 69.8%, Parma 69% e Modena 68.4%). Nel Centro, Roma si segnala per i valori elevati degli indici di produttività, pari al 96.5% della produttività di. Frosinone presenta un valore dell indice pari al 95% del dato di. Le province toscane si distinguono per valori relativamente elevati nei tassi di occupazione (Firenze 67.8%, Prato 65.8%, Arezzo 64.5%, Pisa 64.2%, Lucca 63.5%). Infine, si segnalano in termini di vitalità economica, specie per tassi di occupazione più elevati rispetto alla media di riferimento nel Sud, le province abruzzesi (L Aquila, Pescara, Teramo e Chieti) e Avellino. Nelle Isole, si evidenzia una migliore performance relativa delle province sarde. Figura 1 La vitalità dei territori italiani attraverso gli indici di dipendenza strutturale Indice dipendenza strutturale () corretto per il tasso di occupazione sintetico, per tassi di occupazione e produttività del lavoro Aspen Institute Italia Interesse Nazionale La vitalità delle province italiane 2

3 Tabella 1 Valori medi degli indici di dipendenza strutturale, macro aggregati territoriali Ripartizioni Tasso di Ocupazione per per e 1 Media Nord Ovest Media Nord Est Media Centro Media Isole Media Sud Tabella 2 L indice sintetico di dipendenza strutturale: NORD OVEST Province Tasso di per in proporzione della media per e 1 Bergamo Lecco Como Sondrio Pavia Varese Brescia Mantova Cremona Media Nord Ovest Tabella 3 L indice sintetico di dipendenza strutturale: NORD EST Province Tasso di per in proporzione della media per e 1 Bolzano Reggio Emilia Trento Padova Modena Vicenza Verona Parma Rovigo Bologna Media Nord Est Aspen Institute Italia Interesse Nazionale La vitalità delle province italiane 3

4 Tabella 4 L indice sintetico di dipendenza strutturale: CENTRO Province Tasso di per in proporzione della media per e 1 Roma Prato Pisa Frosinone Firenze Arezzo Lucca Viterbo Pistoia Livorno Media Centro Tabella 5 L indice sintetico di dipendenza strutturale: SUD Province Tasso di per In proporzione della media per e 1 L Aquila Pescara Teramo Chieti Avellino Media Sud Tabella 6 L indice sintetico di dipendenza strutturale: ISOLE Province Tasso di per In proporzione della media per e 1 Cagliari Olbia Tempio Carbonia Iglesias Nuoro Sassari Media Isole Aspen Institute Italia Interesse Nazionale La vitalità delle province italiane 4

5 NUOVI INDICATORI LA CAPACITÀ D INNOVAZIONE MISURATA DAI BREVETTI Le Tabelle 7 13 presentano i dati riferiti alle province italiane con la maggiore intensità brevettuale, considerate rispetto ai valori medi di riferimento per i diversi macro aggregati (Nord Ovest, Nord Est, Centro, Sud, Isole). Nel Nord Ovest, la provincia di si distingue per intensità brevettuale (156 brevetti per mille imprese industriali attive) sia rispetto all aggregato di riferimento che rispetto al dato complessivo nazionale. La provincia di ha il numero complessivo di brevetti più elevato a livello nazionale e, una volta normalizzato il dato per il numero delle imprese industriali, passa al secondo posto. Tra le province del Piemonte, Torino presenta il valore più elevato (59.7 brevetti per mille imprese industriali attive), mentre al terzo posto c è Aosta con 49.2 brevetti per mille imprese industriali. Nel Nord Est, si registra un valore dell indice mediamente più elevato rispetto alle altre zone del Paese: Bologna presenta il valore più elevato in assoluto dell indice con brevetti per mille imprese industriali (mentre per il numero assoluto di brevetti è al secondo posto) mentre Parma registra 79.5 brevetti per mille imprese. Nel Friuli Venezia Giulia si distinguono le posizioni di Pordenone e Trieste (81.4 e 74.4). Al Centro, le province della Toscana si segnalano per valori degli indici relativamente elevati: Siena, Lucca e Pisa presentano un valore dell indice pari, rispettivamente, a 94.5, 58 e Nelle Marche, Ancona ha un indice pari a Infine, nel Sud, buone le performance relative per la provincia di Brindisi e per le province abruzzesi (in ordine Chieti, L Aquila, Teramo). Nelle Isole, si segnala il dato di Enna, Cagliari e Sassari. Tabella 7 L indice di intensità brevettuale: Nord Ovest Torino Aosta Mantova Bergamo Media Nord Ovest Aspen Institute Italia Interesse Nazionale La vitalità delle province italiane 5

6 Tabella 8 L indice di intensità brevettuale: Nord Est 1 Bologna Pordenone Parma Modena Trieste Media Nord Est Tabella 9 L indice di intensità brevettuale: Centro 1 Siena Lucca Ancona Pisa Massa Carrara Media Centro Tabella 10 L indice di intensità brevettuale: Sud 1 Brindisi Chieti LʹAquila Cosenza Teramo Media Sud Tabella 11 L indice di intensità brevettuale: Isole 1 Enna Cagliari Sassari Ragusa Palermo Media Isole Aspen Institute Italia Interesse Nazionale La vitalità delle province italiane 6

7 Tabella 12 L indice di intensità brevettuale: Centro con Abruzzo 1 Siena Lucca Ancona Pisa Chieti Media Centro Tabella 13 L indice di intensità brevettuale: Sud senza Abruzzo 1 Brindisi Cosenza Foggia Taranto Bari Media Sud LA CREAZIONE D IMPRESE Le Tabella 14 riporta i dati riferiti alle province italiane che si sono distinte per la dinamica nella creazione d impresa nei settori ad alta tecnologia. Tra il 2006 e il 2009, quasi tutti i territori e i settori hanno risentito della crisi finanziaria internazionale, con un impatto negativo sui principali indicatori di demografia d impresa. Nel Nord Ovest tutte le province hanno registrato una dinamica negativa della demografia d impresa, con un numero di cancellazioni di imprese che, nei settori a maggiore intensità tecnologica, superano le iscrizioni. Nel Nord Est, solo la provincia autonoma di Bolzano presenta un lieve saldo positivo +0.1%. Il Centro presenta il maggior numero di province con una dinamica d impresa in attivo: le province di Grosseto e Prato hanno registrato rispettivamente +1.2% e +0.9%. Gli andamenti dei territori del Sud e delle Isole sono in linea con il trend nazionale. Si segnalano i saldi positivi di Matera, Campobasso, Sassari e Teramo. Aspen Institute Italia Interesse Nazionale La vitalità delle province italiane 7

8 Tabella 14 La demografia d impresa nei settori hi tech. Anni Nord ovest 1 Imperia 0.1% 2 Aosta 0.4% 3 Bergamo 0.7% 4 Cuneo 0.7% 5 Torino 0.8% Media Nord Ovest 1.3% Nord Est 1 Bolzano 0.1% 2 Padova 0.01% 3 Pordenone 0.9% 4 Modena 0.9% 5 Trento 0.9% Media Nord Est 1.1% Centro 1 Grosseto 1.2% 2 Prato 0.6% 3 Arezzo 0.0% 4 Massa Carrara 0.4% 5 Pistoia 0.5% Media Centro 0.9% Sud 1 Matera 0.2% 2 Campobasso 0.07% 3 Teramo 0.01% 4 Pescara 0.05% 5 Chieti 0.1% Media Sud 1.1% Isole 1 Sassari 0.04% 2 Siracusa 0.2% 3 Cagliari 0.4% 4 Enna 0.6% 5 Ragusa 0.8% Media Isole 1.1% Media Italia 1.13% Aspen Institute Italia Interesse Nazionale La vitalità delle province italiane 8

9 La classifica generale Le Tabelle riportano le classifiche nazionali per ciascuno dei 3 indicatori. Dalla classifica nazionale complessiva (Tabella 18) si evidenzia che 8 province eccellenti su 15 si situano nel Nord Est, in particolare a fronte di un maggiore dinamismo in termini di attività brevettuale. Si segnala la presenza fra le migliori province di un outsider: Grosseto, che si distingue per il miglior saldo positivo tra entrate e uscite di imprese e per un indice OP piuttosto favorevole. Tabella 15 Le eccellenze territoriali italiane: indice sintetico di dipendenza strutturale. Province Tasso di occupazione per per e Ranking 1 Bergamo Lecco Como Sondrio Pavia Varese Brescia Mantova Bolzano Tabella 16 Le eccellenze territoriali italiane: indice di intensità brevettuale Province Brevetti Numero imprese industriali attive Indice di intensità Brevettuale (IIB) Ranking 1 Bologna Siena Pordenone Parma Modena Trieste Vicenza Torino Lucca Aspen Institute Italia Interesse Nazionale La vitalità delle province italiane 9

10 Tabella 17 Le eccellenze italiane: la demografia d impresa nei settori hi tech. Anni Province Saldo Ranking 1 Grosseto 1.17% Prato 0.56% Matera 0.23% Bolzano/Bozen 0.10% Campobasso 0.07% Teramo 0.01% Arezzo 0.00% Padova 0.01% Sassari 0.04% Pescara 0.05% 0.69 Tabella 18 Le eccellenze territoriali italiane Province Tasso di occupazione per Produttivià per e Indice di Intensità Brevettuale (IIB) Brevetti su 1000 imprese industriali Tasso creazione nuove imprese hi tech (TDI) Ranking % Bologna % Padova % Modena % Grosseto % Pordenone % Bolzano % Bergamo % Prato % Parma % Aosta % Trento % Lucca % Siena % Vicenza % 0.56 Aspen Institute Italia Interesse Nazionale La vitalità delle province italiane 10

11 METODOLOGIA DELLA RICERCA Analisi degli indicatori già presenti nella prima edizione Il primo indicatore ricomprende tre dimensioni indicative della capacità economica dei territori: quella demografica, analizzando l incidenza della popolazione in età attiva, quella occupazionale, misurando i tassi di occupazione, quella riferita ai livelli di produttività del lavoro. La dimensione demografica è catturata calcolando un indice di dipendenza strutturale, che considera, per ogni territorio, il rapporto tra popolazione in età non attiva (0 14 anni, 65+ anni) e popolazione in età attiva (15 64 anni). I differenziali nei tassi di occupazione riflettono le diverse intensità della partecipazione al lavoro di uomini e donne nelle diverse fasce di età. Infine, i valori della produttività del lavoro catturano i differenziali di competitività e di innovazione tecnologica e organizzativa del tessuto industriale di riferimento per ciascun territorio. La combinazione dei tre indicatori in un indice sintetico di dipendenza strutturale ponderata consente di ottenere una rappresentazione compatta e al tempo stesso robusta e indicativa, del potenziale di crescita dei diversi territori del Paese. Nuovi indicatori In aggiunta agli indicatori introdotti nella prima edizione della ricerca, viene preso in considerazione un indice d intensità brevettuale: questo indicatore, indice sintetico dell innovazione, è definito, per ogni provincia, come il rapporto tra il numero di brevetti industriali, europei e statunitensi, assegnati nel triennio , e il numero medio delle imprese industriali x1000. Infine è stato definito un indicatore High tech companies, che esprime una misura normalizzata dell incidenza locale di attività di ricerca industriale nei comparti high tech, misurata attraverso il tasso delle iscrizioni e cancellazioni registrate dalla Camera di commercio nei settori manifatturieri Scale intensive, Science based e Specialised supplier, individuati secondo la tassonomia di Pavitt. La graduatoria finale La classifica finale si ottiene componendo con una media semplice le graduatorie riferite all indicatore di dipendenza strutturale ponderata per tassi di occupazione e produttività e ai due indicatori di intensità brevettuale e di natalità d imprese. Questa scelta consente di cogliere e di valorizzare elementi di vitalità anche in territori che non si distinguono ancora per valori particolarmente elevati dei valori di occupazione e produttività del lavoro. Si precisa che sia nelle classifiche per singolo indicatore che nella graduatoria finale, sono state omesse le province di Latina e Lodi, in quanto le loro performance molto buone in alcuni indicatori riflettono con molta probabilità un effetto indotto dovuto alla vicinanza rispettivamente a Roma e a. Aspen Institute Italia Interesse Nazionale La vitalità delle province italiane 11

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