CAPITOLO I RELAZIONE TECNICA

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2 CAPITOLO I RELAZIONE TECNICA

3 1. PREMESSA DATI DI PROGETTO DATI DI CARATTERE GENERALE DATI RELATIVI ALL IMPIANTO ELETTRICO LINEE GUIDA PROGETTUALI GENERALITA CRITERI DI PROTEZIONE ELETTRICA DESCRIZIONE DELLE OPERE FORNITURA E TRASFORMAZIONE DI ENERGIA ELETTRICA IN M.T GENERAZIONE E DISTRIBUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA IN B.T IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE IMPIANTO DI TERRA ED EQUIPOTENZIALE ALLEGATI...8 A. TABELLA CARICHI...8 B. TABELLA LINEE...9 Nome file: Relazione Tecnica.doc Pagina 1 di 9

4 1. PREMESSA La presente relazione completa il progetto esecutivo degli Impianti Elettrici nell ambito dei lavori di risanamento fognario Rimini ISOLA. L intervento è finalizzato alla realizzazione di una vasca di sollevamento con adiacente locale tecnico e cabina di trasformazione. 2. DATI DI PROGETTO 2.1. DATI DI CARATTERE GENERALE - Leggi e norme tecniche di riferimento Legge 1 marzo 1968 n. 186 DPR 27 aprile 1955, n. 547 D.M. n 37 del 22 Gennaio 2008 DPR 6 dicembre 1991, n. 447 e succ. DL 19 settembre 1994, n. 626 D.Lgs. 4 dicembre 1992, n. 476 D.Lgs. 12 novembre 1996, n. 615 Norma CEI 64-8 VI ediz. Norma EN ottobre 2004 Norma UNI 9795 aprile 2005 Norme CEI EN Norme EIA TIA 2.2. DATI RELATIVI ALL IMPIANTO ELETTRICO - Tipo di intervento richiesto Nuovo impianto - Dati di alimentazione elettrica Sistema di distribuzione: TN-S Punto di consegna: cabina ENEL Tensione nominale: 15 kv Frequenza nominale: 50 Hz Potenza disponibile: 500 kw Icc presunta nel p.to consegna: 12,5 ka - Dati di autoproduzione Gruppo soccorritore statico da 2 kva - Cadute di tensione max Motori a pieno carico: 4% Motori in avviamento: 12% Nome file: Relazione Tecnica.doc Pagina 2 di 9

5 Illuminazione: 4% Altro: 4% - Sezione conduttori min Come da norme CEI - Illuminamento di esercizio Aree locali tecnici: 200 lx Aree esterne zona elettropompe: 25 lx 3. LINEE GUIDA PROGETTUALI 3.1. GENERALITA La progettazione di cui trattasi è stata sviluppata secondo i criteri generali sinteticamente riportati di seguito. Le scelte impiantistiche adottate sono tali da soddisfare le specifiche esigenze di utilizzo, secondo quanto prescritto dal Committente in merito agli impianti di sollevamento ed in conformità alla normativa vigente CRITERI DI PROTEZIONE ELETTRICA PROTEZIONE DAI SOVRACCARICHI La protezione dalle sovracorrenti sarà effettuata in ottemperanza alle prescrizioni delle norme CEI 64-8 impiegando interruttori automatici magnetotermici. Ai fini della protezione dal sovraccarico, i conduttori sono dimensionati in modo che la loro portata (I z ) sia superiore o almeno uguale alla corrente di impiego (I b ) (valore di corrente calcolato in funzione della massima potenza da trasmettere in regime permanente). Gli interruttori automatici magnetotermici e i fusibili da installare sono dimensionati in modo che la loro corrente nominale (I n ) sia compresa fra la corrente di impiego del conduttore (I b ) e la sua portata nominale (I z ) mentre la loro corrente in funzionamento (I f ) sia minore o uguale a 1,45 volte la portata (I z ). In tutti i casi saranno soddisfatte le seguenti relazioni: I b I n I z ; I f < 1,45 I z. Al fine di evitare interventi intempestivi dei dispositivi di protezione nel caso dei circuiti di sicurezza che alimentano lampade per l illuminazione di sicurezza e apparecchiature comunque attinenti alla sicurezza dell edificio e dei suoi occupanti, la protezione termica contro i sovraccarichi non sarà omessa ma le condutture soddisferanno la condizione seguente: 2I b I n I z, dove I b, I n, I z hanno i significati espressi in precedenza. Nome file: Relazione Tecnica.doc Pagina 3 di 9

6 PROTEZIONE DAI CORTOCIRCUITI Ai fini della protezione dai cortocircuiti gli interruttori automatici magnetotermici saranno scelti in modo da interrompere le correnti di corto circuito che possono verificarsi nell impianto al fine di garantire, nei conduttori protetti, il non raggiungimento di temperature pericolose secondo la relazione seguente: I 2 t Ks 2. Tali interruttori avranno infatti un potere di interruzione nominale secondo CEI 23-3 non inferiore alla corrente di corto circuito presunta nel punto di installazione. È tuttavia previsto l impiego di dispositivi di protezione con potere di interruzione inferiore coordinati con i dispositivi a monte posti in serie aventi il necessario potere di interruzione in modo che l energia specifica passante I 2 t lasciata passare dal dispositivo a monte non risulti superiore a quella che può essere sopportata senza danno dal dispositivo a valle e dalle condutture protette (protezione di back-up) PROTEZIONE DAI CONTATTI INDIRETTI Tutti i componenti elettrici saranno protetti contro il pericolo di contatto con parti metalliche accessibili normalmente non in tensione ma che potrebbero assumere un potenziale pericoloso a seguito di un guasto o di un cedimento dell isolamento. Le caratteristiche dei dispositivi di protezione scelti e le impedenze dei circuiti soddisferanno la seguente condizione: Z I a U 0 dove Z s è l impedenza dell anello di guasto, I a la corrente differenziale nominale, U 0 la tensione nominale fase-terra, considerando la tensione di contatto limite convenzionale fissata al valore di 50 V. Questa protezione sarà effettuata mediante le seguenti modalità: a) protezione mediante interruzione automatica dell alimentazione; b) protezione mediante bassissima tensione di sicurezza per circuiti ausiliari dei quadri di distribuzione e di controllo. La protezione dai contatti indiretti dei circuiti terminali mediante interruzione automatica dell alimentazione sarà realizzata facendo ricorso a dispositivi di protezione di tipo differenziale ad elevata sensibilità. 4. DESCRIZIONE DELLE OPERE 4.1. FORNITURA E TRASFORMAZIONE DI ENERGIA ELETTRICA IN M.T. In base alle valutazioni sul carico convenzionale, la consegna di energia avverrà in MT (15 kv) in locale dedicato, collocato all interno della struttura locali tecnici posto vicino alla vasca. L ubicazione è stata concordata con l Ufficio Tecnico della locale sede ENEL di Rimini. La potenza stimata richiesta necessaria per il funzionamento dell impianto ammonta a circa 102 kw, come desumibile dalla tabella di cui all allegato A. La struttura sarà realizzata come unico fabbricato costituito da quattro locali distinti: a) locale Ente erogatore; Nome file: Relazione Tecnica.doc Pagina 4 di 9

7 b) locale misure; c) locale utente per la trasformazione MT/BT d) locale quadro elettrico utente I locali di cui ai punti a) e b) saranno realizzati in accordo alle specifiche tecniche fornite dall Ente erogatore e comunque sarà garantita l accessibilità a cielo aperto a livello del piano di campagna. L impianto avrà origine dal punto di consegna energia elettrica da parte dell Ente erogatore. Il punto di consegna dell energia elettrica sarà fissato in corrispondenza del terminale del cavo di collegamento di MT, di proprietà dell Ente, all interno della cabina dell utente. Per permettere l ingresso delle linee di MT dell Ente, saranno posati cavidotti conformi alle direttive CEI EN di idonee dimensioni (De 125mm e 160 mm) e pozzetti di derivazione e/o rompitratta (dim. 120x120x120 cm) con chiusino carrabile sferoidale DN400, uno ogni 25m. L allaccio dell impianto attivo e/o passivo alla rete MT dell ente erogatore (ENEL Distribuzione S.p.a) sarà eseguito seguendo scrupolosamente i criteri da esso definiti con il DK5640 Luglio All interno della cabina, lato utente, sarà realizzata la trasformazione MT/BT da a 400 V mediante l installazione delle seguenti apparecchiature: - interruttore generale d impianto con protezione del trasformatore; - trasformatore MT/BT d utente; - quadro generale di bassa tensione. L interruttore generale con protezione del trasformatore sarà assemblato in un quadro di media tensione isolato in gas (SF6), in esecuzione con scomparti di tipo prefabbricato in lamiera componibili. Diversamente il trasformatore, per motivi di ingombro e sfilabilità delle apparecchiature, sarà protetto con carpenteria di protezione, posta in opera in accordo alle norme in merito alle distanze di rispetto e ripari. Il trasformatore trifase sarà del tipo isolato in resina, classe di isolamento F/F, classe ambientale E2, classe climatica C2, comportamento al fuoco F1, a raffreddamento naturale in aria AN per installazione all'interno. Il trasformatore avrà una potenza nominale di 160 kva. Il collegamento fra le varie apparecchiature avverrà con cavi unipolari isolati in gomma etilenpropilenica separati fra MT e BT. Sarà realizzata una rete di messa a terra del locale in accordo alle prescrizioni normative e dell Ente erogatore (DK5640); sarà inoltre realizzata una maglia equipotenziale sottopavimento ed un collettore perimetrale interno al locale GENERAZIONE E DISTRIBUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA IN B.T. La distribuzone di energia elettrica in bassa tensione prende origine dal Quadro Pompe di Sollevamento (Q.P.S.) previsto a valle dei trasformatori collocato all interno del locale utente. La distribuzione primaria sarà costituita da canalizzazioni metalliche in acciaio zincato a norme CEI 7-6 staffate a parete/soffitto; la distribuzione secondaria sarà realizzata mediante tubazione in PVC autoestinguente a vista. Nome file: Relazione Tecnica.doc Pagina 5 di 9

8 Le canalizzazioni portacavi saranno del tipo in acciaio zincato e saranno scelte tra quelle che forniscono la garanzia di continuità metallica degli elementi componenti. Saranno previsti circuiti di distribuzione distinti per ogni utilizzatore di tipo meccanico da posarsi in cavidotto sino al quadro di sezionamento. I singoli circuiti saranno terminati ai morsetti di ingresso del sezionatore posizionato all interno del quadro. Dal suddetto quadro i circuiti saranno terminati ai morsetti di ingresso delle elettropompe della vasca, attigua alla cabina di trasformazione I servizi luce e f.m. interni ai locali tecnici saranno derivati dal quadro di pompe di sollevamento. All interno del locale utente sarà installato un gruppo di continuità (UPS) atto a far funzionare i circuiti ausiliari di controllo e gestione del quadro elettrico; la stime degli assorbimenti ha portato a un dimensionamento di 2 kva ad intervento zero con batterie di accumulatori ricaricabile in 12 h per un autonomia di 1 h. La distribuzione primaria sarà realizzata a mezzo di cavi a doppio isolamento con tensione nominale 0,6/1 kv del tipo FG7(O)R con caratteristiche di non propagazione della fiamma in accordo con le norme specifiche di prodotto (CEI 20-13, CEI II, CEI 20-35, CEI 20-52); la distribuzione secondaria sarà realizzata utilizzando cavi ad isolamento in PVC del tipo N07V-K 450/750 V (CEI II, CEI 20-35, CEI 20-52). Tutti i circuiti saranno protetti dai sovraccarichi e dai cortocircuiti a mezzo di interruttori automatici magnetotermici; per la protezione dai contatti indiretti dei circuiti terminali saranno installati interruttori differenziali ad alta sensibilità IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE In relazione alla tipologia degli ambienti sarà realizzato un impianto di illuminazione a vista e tale da garantire valori di illuminamento in accordo con la UNI EN In particolare è stato fissato il seguente livello di illuminamento medio mantenuto: Spazi Tecnici 200 Lux All interno dei locali tecnici sarà prevista un impianto di illuminazione di sicurezza; i principali valori di illuminamento previsti sono (UNI-EN 1838): Illuminazione di sicurezza per l esodo 5 Lux Gli apparecchi utilizzati saranno tutti del tipo alimentati autonomamente con batterie incorporate al Ni-Cd per alta temperatura in grado di garantire 1 ora di autonomia ed entreranno in funzione automaticamente in un tempo inferiore a 0,5 s al mancare della tensione. Sarà realizzato un impianto di illuminazione delle arre di lavoro esterne comandato da interruttore crepuscolare dedicato e tale da rispettare le prescrizioni del Committente. Sarà ripristinato l impianto di illuminazione pubblica dell area esterna ricadente all interno dell intervento collegandolo al circuito luce esistente. Tutti gli impianti di illuminazione in esterno saranno conformi alla Legge Regionale Emila- Romagna n 19 del Norme in materia di r iduzione dell inquinamento luminoso e di risparmio energetico. Nome file: Relazione Tecnica.doc Pagina 6 di 9

9 4.4. IMPIANTO DI TERRA ED EQUIPOTENZIALE L impianto di terra è costituito dall insieme dei dispersori e dei conduttori atti alla messa a terra di sicurezza delle masse e masse estranee, alla messa a terra di funzionamento delle apparecchiature elettroniche ed alla realizzazione dei collegamenti equipotenziali principali e supplementari. Il sistema di dispersione sarà costituito da una rete magliata elettrosaldata 20x20 posta nella gettata del pavimento dei locali tecnici collegata ad un dispersore orizzontale in corda di rame nudo da 50 mm 2 interrata ad almeno 50 cm di profondità, integrato con dispersori verticali costituiti da tondini di rame per infissione nel terreno e da collegamenti di ferri delle armature. La rete sarà collegata alle barre colletrici mediante tondino in ferro zincato (FeZn) da 10 mm; le barre a loro volta saranno collegate al dispersore orizzontale con cavo isolato di sezione 70 mm 2,o corda di rame nudo da 50 mm 2. Le barre colletrici poste in opera saranno interconnesse tra loro ed in numero di quattro: locale cabina ente, locale misure, locale trasformazione, locale utente. La barra del locale di trasformazione costituirà il nodo principale dell impianto; ad essa faranno capo i seguenti collegamenti: a) tutte le masse di cabina e le masse estranee; b) il centro-stella del trasformatore; c) la schermatura dei cavi di alimentazione MT; d) il conduttore per la messa a terra di funzionamento (TE). La barra colletrice del locale utente raccorderà invece tutti i conduttori di protezione delle linee di alimentazione dei servizi luce-f.m., delle elettropompe nonché la messa a terra di tutte le carcasse. Le sezioni di tutti i conduttori di protezione ed equipotenziali sono state dimensionate sulla base delle prescrizioni normative riportate sulla norma CEI Il conduttore per la messa a terra di funzionamento sarà posato separatamente dalle linee di potenza evitando per quanto parallelismi e comunque mantenendo distanze tali da evitare fenomeni di interferenza. Ulteriori indicazioni sono riferite al par I conduttori di protezioni dei circuiti f.m. per l alimentazione dei quadretti prese costituiranno un sistema ad alta affidabilità poiché il nodo di terra previsto all interno degli stessi sarà collegato a due conduttori distinti, uno facente parte della conduttura di alimentazione normale di rete, l altro della conduttura di alimentazione di continuità. Ulteriori indicazioni sono riferite al par Nome file: Relazione Tecnica.doc Pagina 7 di 9

10 5. ALLEGATI A. TABELLA CARICHI Carico Pnom [kw] Ku Kc Pnetta [kw] Elettropompa Elettropompa Elettropompa Elettropompa di sentina Carico Illuminazione ,6 Carico F.M. Normale 9 0,5 0,3 4,5 TOTALE POTENZA 102 Ku = fattore di utilizzazione Kc = fattore di contemporaneità Nome file: Relazione Tecnica.doc Pagina 8 di 9

11 B. TABELLA LINEE Destinazione Linea Cavo Formazione Posa Dorsale di alimentazione FG7OR 0,6/1kV 4x1x Quadro di rifasamento FG7OR 0,6/1kV 3x1x50 13 Elettropompa 1 FG7OR 0,6/1kV 3x1x50+2x1,5 61 Elettropompa 2 FG7OR 0,6/1kV 3x1x50+2x1,5 61 Elettropompa 3 FG7OR 0,6/1kV 3x1x50+2x1,5 61 Elettropompa di sentina FG7OR 0,6/1kV 3G6+2x1,5 61 Luce esterna FG7OR 0,6/1kV 3G2,5 61 Luce locali tecnici N07V-K 450V 3x1x2.5 3 Prese CEE N07V-K 450V 5x1x6 3 FG7OR 0,6/1kV 3G6 61 Gruppo Soccorritore FG7OR 0,6/1kV 3G6 13 Misuratore di liv. FMU90 FG7OR 0,6/1kV 3G2,5 61 Il dimensionamento e la posa dei conduttori è realizzato in accordo con i dettami della norma CEI-UNEL 35024/1 basata a sua volta sul rapporto CENELEC R (1991) e che sostituisce la CEI UNEL Nome file: Relazione Tecnica.doc Pagina 9 di 9

12 CAPITOLO II RELAZIONE DI CALCOLO

13 INTRODUZIONE Il presente elaborato racchiude tutti i calcoli tecnici dimensionali di progetto suddiviso in capitoli che toccano diversi campi tra cui, una relazione di calcolo sui quadri elettrici, delle verifiche illuminotecniche e sulla resistenza di terra. Per maggiore semplicità sono stati separati in capitoli distinti per argomenti. CAPITOLO 1: In questo capitolo vengono trattate le verifiche che riguardano le cadute di tensione, i sovraccarichi e i cortocircuiti delle linee elettriche; ovvero le scelte progettuali che riguardano il dimensionamento delle linee elettriche a seconda del loro utilizzo, per garantirne il funzionamento ottimale e tutte le adeguate protezioni per le persone che devono a loro volta utilizzarle. CAPITOLO 2: In questo capitolo vengono elencati i calcoli illuminotecnici delle aree di manovra automezzi, per quanto riguarda il parcheggio al piano interrato, nonché delle aree pedonali comuni ove ad esempio lo sbarco ascensori ed i camminamenti pedonali interni ed esterni. I criteri di progettazione e scelta dei corpi illuminanti, in particolar modo per le zone esterne, sono dettati dal rispetto della legge contro l inquinamento luminoso (Norma UNI Impianti di Illuminazione Esterna ) Risparmio Energetico. I calcoli sono stati effettuati con il software Dialux versione 4.6, prendendo in esame sezioni del progetto che sono di particolare interesse per una frequenza di passaggio più elevata e per la posizione strategica. CAPITOLO 3: In questo capitolo vengono trattate le verifiche che riguardano il dimensionamento e la strutturazione dell impianto di terra, in base al valore di resistività del terreno che dipendente della sua composizione e dalla corrente di guasto.

14 CAPITOLO I Verifiche elettriche

15 Impianto di sollevamento Via Carlo Zavagli Data: 12/02/2009 ALIMENTAZIONE DATI GENERALI DI IMPIANTO Tensione Nominale [V] Sistema di Neutro Distribuzione P. Contrattuale [kw] Frequenza[Hz] 400 TNS 3 Fasi + Neutro ALIMENTAZIONE PRINCIPALE:INGRESSO LINEA I cc [ka] dv a monte [%] Cos ϕ cc Cos ϕ carico 5,6 0,0 0,50 0,74 1 / 20

16 Impianto di sollevamento Via Carlo Zavagli Data: 12/02/2009 STRUTTURA QUADRI QPS - Quadro Pompe di sollevamento 2 / 20

17 Impianto di sollevamento Via Carlo Zavagli Data: 12/02/2009 LINEE Utenza Siglatura Ph/N/PE Derivazione P [kw] Cos ϕ Tensione [V] I b [A] Quadro: [QPS] Quadro Pompe di sollevamento UPS U0.1.1 F+N+PE 1,6 0, ,7 Generale Luce F+N+PE 0,5 0, ,4 Luce esterna U0.2.1 F+N+PE 0,3 0, ,2 luce locali tecnici U0.2.2 F+N+PE 0,3 0, ,2 Prese CEE U F+N+PE 1,3 0, ,1 Ventilazione U0.1.4 F+N+PE 2 0, ,7 Resistenze U0.1.5 F+N+PE 2 0, ,7 Pompa di sentina U F+N+PE 2 0, ,2 Pompa 1 U F+N+PE 30 0, ,9 Pompa 2 U F+N+PE 30 0, ,9 Pompa 3 U F+N+PE 30 0, ,9 Rifasamento U F+N+PE 7,6 1, / 20

18 Impianto di sollevamento Via Carlo Zavagli Data: 12/02/2009 LISTA CAVI Utenza Siglatura Ph/N/PE Derivazione Quadro: [QPS] Quadro Pompe di sollevamento Interrut Generale sezione conduttori [mm 2 ] fase neutro PE tipo conduttore Lunghezza [m] Posa Isolante L1 3F+N+PE 1x120 1x120 1x 70 uni 5 13 EPR UPS L0.1.1 F+N+PE 1x 6 1x 6 1x 6 uni EPR Luce esterna L0.2.1 F+N+PE 1x 1,5 1x 1,5 1x 1,5 multi EPR luce locali tecnici L0.2.2 F+N+PE 1x 1,5 1x 1,5 1x 1,5 uni 5 3 PVC Prese CEE L F+N+PE 1x 6 1x 6 1x 6 multi EPR Ventilazione L0.1.4 F+N+PE 1x 4 1x 4 1x 4 uni 2 3 PVC Resistenze L0.1.5 F+N+PE 1x 4 1x 4 1x 4 uni 2 3 PVC Pompa di sentina L F+N+PE 1x 6 1x 6 1x 6 multi EPR Pompa 1 L F+N+PE 1x 50 1x 25 1x 25 multi EPR Pompa 2 L F+N+PE 1x 50 1x 25 1x 25 multi EPR Pompa 3 L F+N+PE 1x 50 1x 25 1x 25 multi EPR Rifasamento L F+N+PE 1x 50 1x 25 1x 25 uni 5 13 EPR 4 / 20

19 Impianto di sollevamento Via Carlo Zavagli Data: 12/02/2009 RIEPILOGO LUNGHEZZE CAVI 1,5 4 sezione conduttori [mm 2 ] Tipo Isolante Lunghezza [m] uni senza guaina uni senza guaina PVC 15 PVC 12 6 uni con guaina EPR uni con guaina EPR uni con guaina EPR uni con guaina EPR uni con guaina EPR 20 5 / 20

20 Impianto di sollevamento Via Carlo Zavagli Data: 12/02/2009 REGOLAZIONI Utenza Interruttore Poli Curva Sganciatore I n [A] I r [A] T r [s] I m [ka] I sd [ka] Siglatura T sd [s] I i [ka] I g [A] T g [s] Differenz. Classe I n [A] T n [s] Quadro: [QPS] Quadro Pompe di sollevamento Interrut Generale x1-2,5 x10 2,5 Q RH99M A UPS 2 C ,25 0,25 Q Vigi A 0,03 Sel. Generale Luce 2 C ,25 0,25 Q Vigi A 0,03 Ist. Luce esterna 1+N C 6 6-0,06 0,06 Q luce locali tecnici 1+N C 6 6-0,06 0,06 Q Prese CEE 4 C ,25 0,25 Q Vigi A 0,03 Ist. Ventilazione 2 C ,2 0,2 Q Vigi A 0,03 Ist. Resistenze 2 C ,2 0,2 Q Vigi A 0,03 Ist. Pompa di sentina 3 C ,25 0,25 Q Vigi AC 0,03 Ist. Pompa 1 3 TMD >= x0,8-1,25 1,25 Q RH99M A 0,03 Ist. Pompa 2 3 TMD >= x0,8-1,25 1,25 Q RH99M A 0,03 Ist. Pompa 3 3 TMD >= x0,8-1,25 1,25 6 / 20

21 Impianto di sollevamento Via Carlo Zavagli Data: 12/02/2009 Utenza Interruttore Poli Curva Sganciatore I n [A] I r [A] T r [s] I m [ka] I sd [ka] Siglatura T sd [s] I i [ka] I g [A] T g [s] Differenz. Classe I n [A] T n [s] Q RH99M A 0,03 Ist. Rifasamento 3 TMD >= x0,9-1,8 x10 1,8 Q RH99M A 0,03 Ist. 7 / 20

22 Impianto di sollevamento Via Carlo Zavagli Data: 12/02/2009 CALCOLI E VERIFICHE QUADRO: LINEA: [QPS] QUADRO POMPE DI SOLLEVAMENTO INTERRUT GENERALE CARATTERISTICHE GENERALI DELLA LINEA P [kw] I b [A]/I nm [A] I R [A] I S [A] I T [A] cos ϕ b K utilizzo K contemp. η 107,02 227,62 227,62 199,28 199,28 0,74 1,00 CAVO Siglatura Derivazione tipo conduttore Isolante Lungh. [m] Posa 64-8 T emp. [ C] n supp. Resistività [ K m/w] ravv. dist. altri circuiti L1 3F+N+PE uni EPR ravv. 1 1,1 K sicur. Sezione Conduttori [mm 2 ] fase neutro PE Prof. di Posa [m] R cavo [mω] X cavo [mω] R tot [mω] X tot [mω] V cavo [%] V tot [%] V max prog [%] 1x120 1x120 1x 70-0,75 0, , ,1838 0,1 0,1 4,0 I b [A] I z [A] I cc max inizio linea [ka] I cc max Fine linea [ka] I ccmin fine linea [ka] I cc Terra [ka] 227, ,6 5,5 4,42 4,37 INTERRUTTORE Utenza Interruttore Poli Curva Sganciatore I n [A] I r [A] T r [s] I m [ka] I sd [ka] Siglatura T sd [s] I i [ka] I g [A] T g [s] Differenz. Classe I n [A] T n [s] Interrut Generale NS250 N 4 STR22SE ,5 2,5 Q RH99M A VERIFICHE PROTEZIONI Sovraccarico Corto Circuito massimo Corto Circuito minimo Persone Verificata / 20

23 Impianto di sollevamento Via Carlo Zavagli Data: 12/02/2009 CALCOLI E VERIFICHE QUADRO: LINEA: [QPS] QUADRO POMPE DI SOLLEVAMENTO UPS CARATTERISTICHE GENERALI DELLA LINEA P [kw] I b [A]/I nm [A] I R [A] I S [A] I T [A] cos ϕ b K utilizzo K contemp. η 1,6 7,72 7, ,90 1,00 CAVO Siglatura Derivazione tipo conduttore Isolante Lungh. [m] Posa 64-8 T emp. [ C] n supp. Resistività [ K m/w] ravv. dist. altri circuiti L0.1.1 F+N+PE uni EPR ravv. 2 1,0 K sicur. Sezione Conduttori [mm 2 ] fase neutro PE Prof. di Posa [m] R cavo [mω] X cavo [mω] R tot [mω] X tot [mω] V cavo [%] V tot [%] V max prog [%] 1x 6 1x 6 1x 6-30,0 1,35 51, ,5338 0,23 0,33 4,0 I b [A] I z [A] I cc max inizio linea [ka] I cc max Fine linea [ka] I ccmin fine linea [ka] I cc Terra [ka] 7,7 52,5 5,5 3,63 1,69 1,68 INTERRUTTORE Utenza Interruttore Poli Curva Sganciatore I n [A] I r [A] T r [s] I m [ka] I sd [ka] Siglatura T sd [s] I i [ka] I g [A] T g [s] Differenz. Classe I n [A] T n [s] UPS C40 N 1+N C ,25 0,25 Q Vigi A 0,03 Ist. VERIFICHE PROTEZIONI Sovraccarico Corto Circuito massimo Corto Circuito minimo Persone Verificata Verificata Verificata Verificata 9 / 20

24 Impianto di sollevamento Via Carlo Zavagli Data: 12/02/2009 CALCOLI E VERIFICHE QUADRO: LINEA: [QPS] QUADRO POMPE DI SOLLEVAMENTO GENERALE LUCE CARATTERISTICHE GENERALI DELLA LINEA P [kw] I b [A]/I nm [A] I R [A] I S [A] I T [A] cos ϕ b K utilizzo K contemp. η 0,5 2,41 2, ,90 1,00 INTERRUTTORE Utenza Interruttore Poli Curva Sganciatore I n [A] I r [A] T r [s] I m [ka] I sd [ka] Siglatura T sd [s] I i [ka] I g [A] T g [s] Differenz. Classe I n [A] T n [s] Generale Luce C40 N 1+N C ,25 0,25 Q Vigi A 0,03 Ist. 10 / 20

25 Impianto di sollevamento Via Carlo Zavagli Data: 12/02/2009 CALCOLI E VERIFICHE QUADRO: LINEA: [QPS] QUADRO POMPE DI SOLLEVAMENTO LUCE ESTERNA CARATTERISTICHE GENERALI DELLA LINEA P [kw] I b [A]/I nm [A] I R [A] I S [A] I T [A] cos ϕ b K utilizzo K contemp. η 0,25 1,21 1, ,90 1,00 CAVO Siglatura Derivazione tipo conduttore Isolante Lungh. [m] Posa 64-8 T emp. [ C] n supp. Resistività [ K m/w] ravv. dist. altri circuiti L0.2.1 F+N+PE multi EPR ,06 ravv. 1 1,0 K sicur. Sezione Conduttori [mm 2 ] fase neutro PE Prof. di Posa [m] R cavo [mω] X cavo [mω] R tot [mω] X tot [mω] V cavo [%] V tot [%] V max prog [%] 1x 1,5 1x 1,5 1x 1,5 0,8 120,0 1,18 141, ,3638 0,14 0,24 4,0 I b [A] I z [A] I cc max inizio linea [ka] I cc max Fine linea [ka] I ccmin fine linea [ka] I cc Terra [ka] 1,2 19,3 5,5 1,58 0,55 0,55 INTERRUTTORE Utenza Interruttore Poli Curva Sganciatore I n [A] I r [A] T r [s] I m [ka] I sd [ka] Siglatura T sd [s] I i [ka] I g [A] T g [s] Differenz. Classe I n [A] T n [s] Luce esterna C40 N 1+N C 6 6-0,06 0,06 Q VERIFICHE PROTEZIONI Sovraccarico Corto Circuito massimo Corto Circuito minimo Persone Verificata Verificata Verificata Verificata 11 / 20

26 Impianto di sollevamento Via Carlo Zavagli Data: 12/02/2009 CALCOLI E VERIFICHE QUADRO: LINEA: [QPS] QUADRO POMPE DI SOLLEVAMENTO LUCE LOCALI TECNICI CARATTERISTICHE GENERALI DELLA LINEA P [kw] I b [A]/I nm [A] I R [A] I S [A] I T [A] cos ϕ b K utilizzo K contemp. η 0,25 1,21 1, ,90 1,00 CAVO Siglatura Derivazione tipo conduttore Isolante Lungh. [m] Posa 64-8 T emp. [ C] n supp. Resistività [ K m/w] ravv. dist. altri circuiti L0.2.2 F+N+PE uni PVC ravv. 2 1,0 K sicur. Sezione Conduttori [mm 2 ] fase neutro PE Prof. di Posa [m] R cavo [mω] X cavo [mω] R tot [mω] X tot [mω] V cavo [%] V tot [%] V max prog [%] 1x 1,5 1x 1,5 1x 1,5-60,0 0,84 81, ,0238 0,07 0,17 4,0 I b [A] I z [A] I cc max inizio linea [ka] I cc max Fine linea [ka] I ccmin fine linea [ka] I cc Terra [ka] 1,2 12,3 5,5 2,58 1,01 1,01 INTERRUTTORE Utenza Interruttore Poli Curva Sganciatore I n [A] I r [A] T r [s] I m [ka] I sd [ka] Siglatura T sd [s] I i [ka] I g [A] T g [s] Differenz. Classe I n [A] T n [s] luce locali tecnici C40 N 1+N C 6 6-0,06 0,06 Q VERIFICHE PROTEZIONI Sovraccarico Corto Circuito massimo Corto Circuito minimo Persone Verificata Verificata Verificata Verificata 12 / 20

27 Impianto di sollevamento Via Carlo Zavagli Data: 12/02/2009 CALCOLI E VERIFICHE QUADRO: LINEA: [QPS] QUADRO POMPE DI SOLLEVAMENTO PRESE CEE CARATTERISTICHE GENERALI DELLA LINEA P [kw] I b [A]/I nm [A] I R [A] I S [A] I T [A] cos ϕ b K utilizzo K contemp. η 1,32 2,12 2,12 2,12 2,12 0,90 0,33 CAVO Siglatura Derivazione tipo conduttore Isolante Lungh. [m] Posa 64-8 T emp. [ C] n supp. Resistività [ K m/w] ravv. dist. altri circuiti L F+N+PE multi EPR ,06 ravv. 2 1,0 K sicur. Sezione Conduttori [mm 2 ] fase neutro PE Prof. di Posa [m] R cavo [mω] X cavo [mω] R tot [mω] X tot [mω] V cavo [%] V tot [%] V max prog [%] 1x 6 1x 6 1x 6 0,8 45,0 1, , ,6163 0,05 0,15 4,0 I b [A] I z [A] I cc max inizio linea [ka] I cc max Fine linea [ka] I ccmin fine linea [ka] I cc Terra [ka] 2,1 30,3 5,5 3,03 1,26 1,26 INTERRUTTORE Utenza Interruttore Poli Curva Sganciatore I n [A] I r [A] T r [s] I m [ka] I sd [ka] Siglatura T sd [s] I i [ka] I g [A] T g [s] Differenz. Classe I n [A] T n [s] Prese CEE C40 N 3+N C ,25 0,25 Q Vigi A 0,03 Ist. VERIFICHE PROTEZIONI Sovraccarico Corto Circuito massimo Corto Circuito minimo Persone Verificata Verificata Verificata Verificata 13 / 20

28 Impianto di sollevamento Via Carlo Zavagli Data: 12/02/2009 CALCOLI E VERIFICHE QUADRO: LINEA: [QPS] QUADRO POMPE DI SOLLEVAMENTO VENTILAZIONE CARATTERISTICHE GENERALI DELLA LINEA P [kw] I b [A]/I nm [A] I R [A] I S [A] I T [A] cos ϕ b K utilizzo K contemp. η 2 9,66 9, ,90 1,00 CAVO Siglatura Derivazione tipo conduttore Isolante Lungh. [m] Posa 64-8 T emp. [ C] n supp. Resistività [ K m/w] ravv. dist. altri circuiti L0.1.4 F+N+PE uni PVC ravv. 1 1,0 K sicur. Sezione Conduttori [mm 2 ] fase neutro PE Prof. di Posa [m] R cavo [mω] X cavo [mω] R tot [mω] X tot [mω] V cavo [%] V tot [%] V max prog [%] 1x 4 1x 4 1x 4-9,0 0,286 30, ,4698 0,09 0,19 4,0 I b [A] I z [A] I cc max inizio linea [ka] I cc max Fine linea [ka] I ccmin fine linea [ka] I cc Terra [ka] 9,7 25,6 5,5 4,87 3,09 3,06 INTERRUTTORE Utenza Interruttore Poli Curva Sganciatore I n [A] I r [A] T r [s] I m [ka] I sd [ka] Siglatura T sd [s] I i [ka] I g [A] T g [s] Differenz. Classe I n [A] T n [s] Ventilazione C40 N 1+N C ,2 0,2 Q Vigi A 0,03 Ist. VERIFICHE PROTEZIONI Sovraccarico Corto Circuito massimo Corto Circuito minimo Persone Verificata Verificata Verificata Verificata 14 / 20

29 Impianto di sollevamento Via Carlo Zavagli Data: 12/02/2009 CALCOLI E VERIFICHE QUADRO: LINEA: [QPS] QUADRO POMPE DI SOLLEVAMENTO RESISTENZE CARATTERISTICHE GENERALI DELLA LINEA P [kw] I b [A]/I nm [A] I R [A] I S [A] I T [A] cos ϕ b K utilizzo K contemp. η 2 9,66 9, ,90 1,00 CAVO Siglatura Derivazione tipo conduttore Isolante Lungh. [m] Posa 64-8 T emp. [ C] n supp. Resistività [ K m/w] ravv. dist. altri circuiti L0.1.5 F+N+PE uni PVC ravv. 1 1,0 K sicur. Sezione Conduttori [mm 2 ] fase neutro PE Prof. di Posa [m] R cavo [mω] X cavo [mω] R tot [mω] X tot [mω] V cavo [%] V tot [%] V max prog [%] 1x 4 1x 4 1x 4-9,0 0,286 30, ,4698 0,09 0,19 4,0 I b [A] I z [A] I cc max inizio linea [ka] I cc max Fine linea [ka] I ccmin fine linea [ka] I cc Terra [ka] 9,7 25,6 5,5 4,87 3,09 3,06 INTERRUTTORE Utenza Interruttore Poli Curva Sganciatore I n [A] I r [A] T r [s] I m [ka] I sd [ka] Siglatura T sd [s] I i [ka] I g [A] T g [s] Differenz. Classe I n [A] T n [s] Resistenze C40 N 1+N C ,2 0,2 Q Vigi A 0,03 Ist. VERIFICHE PROTEZIONI Sovraccarico Corto Circuito massimo Corto Circuito minimo Persone Verificata Verificata Verificata Verificata 15 / 20

30 Impianto di sollevamento Via Carlo Zavagli Data: 12/02/2009 CALCOLI E VERIFICHE QUADRO: LINEA: [QPS] QUADRO POMPE DI SOLLEVAMENTO POMPA DI SENTINA CARATTERISTICHE GENERALI DELLA LINEA P [kw] I b [A]/I nm [A] I R [A] I S [A] I T [A] cos ϕ b K utilizzo K contemp. η 2 3,21 3,21 3,21 3,21 0,90 1,00 CAVO Siglatura Derivazione tipo conduttore Isolante Lungh. [m] Posa 64-8 T emp. [ C] n supp. Resistività [ K m/w] ravv. dist. altri circuiti L F+N+PE multi EPR ,06 ravv. 3 1,0 K sicur. Sezione Conduttori [mm 2 ] fase neutro PE Prof. di Posa [m] R cavo [mω] X cavo [mω] R tot [mω] X tot [mω] V cavo [%] V tot [%] V max prog [%] 1x 6 1x 6 1x 6 0,8 90,0 2, , ,0488 0,14 0,24 4,0 I b [A] I z [A] I cc max inizio linea [ka] I cc max Fine linea [ka] I ccmin fine linea [ka] I cc Terra [ka] 3,2 28,3 5,5 1,96 0,71 0,71 INTERRUTTORE Utenza Interruttore Poli Curva Sganciatore I n [A] I r [A] T r [s] I m [ka] I sd [ka] Siglatura T sd [s] I i [ka] I g [A] T g [s] Differenz. Classe I n [A] T n [s] Pompa di sentina C40 N 3+N C ,25 0,25 Q Vigi AC 0,03 Ist. VERIFICHE PROTEZIONI Sovraccarico Corto Circuito massimo Corto Circuito minimo Persone Verificata Verificata Verificata Verificata 16 / 20

31 Impianto di sollevamento Via Carlo Zavagli Data: 12/02/2009 CALCOLI E VERIFICHE QUADRO: LINEA: POMPA 1 [QPS] QUADRO POMPE DI SOLLEVAMENTO CARATTERISTICHE GENERALI DELLA LINEA P [kw] I b [A]/I nm [A] I R [A] I S [A] I T [A] cos ϕ b K utilizzo K contemp. η 30 61,86 61,86 61,86 61,86 0,70 1,00 CAVO Siglatura Derivazione tipo conduttore Isolante Lungh. [m] Posa 64-8 T emp. [ C] n supp. Resistività [ K m/w] ravv. dist. altri circuiti L F+N+PE multi EPR ,06 ravv. 2 1,0 K sicur. Sezione Conduttori [mm 2 ] fase neutro PE Prof. di Posa [m] R cavo [mω] X cavo [mω] R tot [mω] X tot [mω] V cavo [%] V tot [%] V max prog [%] 1x 50 1x 25 1x 25 0,8 7,2 1,558 28, ,7418 0,21 0,31 4,0 I b [A] I z [A] I cc max inizio linea [ka] I cc max Fine linea [ka] I ccmin fine linea [ka] I cc Terra [ka] 61,9 104,3 5,5 4,88 2,85 2,82 INTERRUTTORE Utenza Interruttore Poli Curva Sganciatore I n [A] I r [A] T r [s] I m [ka] I sd [ka] Siglatura T sd [s] I i [ka] I g [A] T g [s] Differenz. Classe I n [A] T n [s] Pompa 1 NS160 E 3 TMD >= ,25 1,25 Q RH99M A 0,03 Ist. VERIFICHE PROTEZIONI Sovraccarico Corto Circuito massimo Corto Circuito minimo Persone Verificata Verificata Verificata Verificata 17 / 20

32 Impianto di sollevamento Via Carlo Zavagli Data: 12/02/2009 CALCOLI E VERIFICHE QUADRO: LINEA: POMPA 2 [QPS] QUADRO POMPE DI SOLLEVAMENTO CARATTERISTICHE GENERALI DELLA LINEA P [kw] I b [A]/I nm [A] I R [A] I S [A] I T [A] cos ϕ b K utilizzo K contemp. η 30 61,86 61,86 61,86 61,86 0,70 1,00 CAVO Siglatura Derivazione tipo conduttore Isolante Lungh. [m] Posa 64-8 T emp. [ C] n supp. Resistività [ K m/w] ravv. dist. altri circuiti L F+N+PE multi EPR ,06 ravv. 2 1,0 K sicur. Sezione Conduttori [mm 2 ] fase neutro PE Prof. di Posa [m] R cavo [mω] X cavo [mω] R tot [mω] X tot [mω] V cavo [%] V tot [%] V max prog [%] 1x 50 1x 25 1x 25 0,8 9,0 1, , ,1313 0,26 0,36 4,0 I b [A] I z [A] I cc max inizio linea [ka] I cc max Fine linea [ka] I ccmin fine linea [ka] I cc Terra [ka] 61,9 104,3 5,5 4,74 2,6 2,58 INTERRUTTORE Utenza Interruttore Poli Curva Sganciatore I n [A] I r [A] T r [s] I m [ka] I sd [ka] Siglatura T sd [s] I i [ka] I g [A] T g [s] Differenz. Classe I n [A] T n [s] Pompa 2 NS160 E 3 TMD >= ,25 1,25 Q RH99M A 0,03 Ist. VERIFICHE PROTEZIONI Sovraccarico Corto Circuito massimo Corto Circuito minimo Persone Verificata Verificata Verificata Verificata 18 / 20

33 Impianto di sollevamento Via Carlo Zavagli Data: 12/02/2009 CALCOLI E VERIFICHE QUADRO: LINEA: POMPA 3 [QPS] QUADRO POMPE DI SOLLEVAMENTO CARATTERISTICHE GENERALI DELLA LINEA P [kw] I b [A]/I nm [A] I R [A] I S [A] I T [A] cos ϕ b K utilizzo K contemp. η 30 61,86 61,86 61,86 61,86 0,70 1,00 CAVO Siglatura Derivazione tipo conduttore Isolante Lungh. [m] Posa 64-8 T emp. [ C] n supp. Resistività [ K m/w] ravv. dist. altri circuiti L F+N+PE multi EPR ,06 ravv. 2 1,0 K sicur. Sezione Conduttori [mm 2 ] fase neutro PE Prof. di Posa [m] R cavo [mω] X cavo [mω] R tot [mω] X tot [mω] V cavo [%] V tot [%] V max prog [%] 1x 50 1x 25 1x 25 0,8 10,8 2,337 32, ,5208 0,32 0,42 4,0 I b [A] I z [A] I cc max inizio linea [ka] I cc max Fine linea [ka] I ccmin fine linea [ka] I cc Terra [ka] 61,9 104,3 5,5 4,6 2,38 2,36 INTERRUTTORE Utenza Interruttore Poli Curva Sganciatore I n [A] I r [A] T r [s] I m [ka] I sd [ka] Siglatura T sd [s] I i [ka] I g [A] T g [s] Differenz. Classe I n [A] T n [s] Pompa 3 NS160 E 3 TMD >= ,25 1,25 Q RH99M A 0,03 Ist. VERIFICHE PROTEZIONI Sovraccarico Corto Circuito massimo Corto Circuito minimo Persone Verificata Verificata Verificata Verificata 19 / 20

34 Impianto di sollevamento Via Carlo Zavagli Data: 12/02/2009 CALCOLI E VERIFICHE QUADRO: LINEA: [QPS] QUADRO POMPE DI SOLLEVAMENTO RIFASAMENTO CARATTERISTICHE GENERALI DELLA LINEA P [kw] I b [A]/I nm [A] I R [A] I S [A] I T [A] cos ϕ b K utilizzo K contemp. η 7,6 10,97 10,97 10,97 10,97 1,00 0,10 CAVO Siglatura Derivazione tipo conduttore Isolante Lungh. [m] Posa 64-8 T emp. [ C] n supp. Resistività [ K m/w] ravv. dist. altri circuiti L F+N+PE uni EPR ravv. 1 1,0 K sicur. Sezione Conduttori [mm 2 ] fase neutro PE Prof. di Posa [m] R cavo [mω] X cavo [mω] R tot [mω] X tot [mω] V cavo [%] V tot [%] V max prog [%] 1x 50 1x 25 1x 25-1,8 0,505 23, ,6888 0,01 0,11 4,0 I b [A] I z [A] I cc max inizio linea [ka] I cc max Fine linea [ka] I ccmin fine linea [ka] I cc Terra [ka] ,1 5,5 5,32 3,91 3,87 INTERRUTTORE Utenza Interruttore Poli Curva Sganciatore I n [A] I r [A] T r [s] I m [ka] I sd [ka] Siglatura T sd [s] I i [ka] I g [A] T g [s] Differenz. Classe I n [A] T n [s] Rifasamento NS250 N 3 TMD >= ,8 1,8 Q RH99M A 0,03 Ist. VERIFICHE PROTEZIONI Sovraccarico Corto Circuito massimo Corto Circuito minimo Persone Verificata Verificata Verificata Verificata 20 / 20

35 CAPITOLO II Verifiche illuminotecniche

36 IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO IN VIA CARLO ZAVAGLI Redattore Telefono Fax Indice IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO IN VIA CARLO ZAVAGLI Copertina progetto 1 Indice 2 Lista pezzi lampade 3 MARECO M Stud FRG ST 100W E40 Scheda tecnica apparecchio 4 MARECO M Stud FRG ST 70W E27 Scheda tecnica apparecchio 5 Scena esterna 1 Dati di pianificazione 6 Lampade (lista coordinate) 7 Superfici di calcolo (panoramica risultati) 9 Rendering 3D 10 Rendering colori sfalsati 11 Superfici esterne Pavimentazione1 Superficie 1 Isolinee (E) 12 Livelli di grigio (E) 13 Grafica dei valori (E) 14 Verde Superficie 1 Isolinee (E) 15 Livelli di grigio (E) 16 Grafica dei valori (E) 17 Area Pozzetti Isolinee (E, orizzontale) 18 Livelli di grigio (E, orizzontale) 19 Grafica dei valori (E, orizzontale) 20 Pagina 2

37 IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO IN VIA CARLO ZAVAGLI Redattore Telefono Fax IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO IN VIA CARLO ZAVAGLI / Lista pezzi lampade 4 Pezzo MARECO M Stud FRG ST 70W E27 Articolo No.: M Flusso luminoso lampade: 6500 lm Potenza lampade: 70.0 W Classificazione lampade secondo CIE: 100 CIE Flux Code: Dotazione: 1 x NAVT70 (Fattore di correzione 1.000). Per un'immagine della lampada consultare il nostro catalogo lampade. 1 Pezzo MARECO M Stud FRG ST 100W E40 Articolo No.: M Flusso luminoso lampade: lm Potenza lampade: W Classificazione lampade secondo CIE: 100 CIE Flux Code: Dotazione: 1 x NAVT100 (Fattore di correzione 1.000). Per un'immagine della lampada consultare il nostro catalogo lampade. Pagina 3

38 IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO IN VIA CARLO ZAVAGLI Redattore Telefono Fax MARECO M Stud FRG ST 100W E40 / Scheda tecnica apparecchio Emissione luminosa 1: Per un'immagine della lampada consultare il nostro catalogo lampade cd/klm η = 47% C0 - C180 C90 - C270 Classificazione lampade secondo CIE: 100 CIE Flux Code: A causa dell'assenza di simmetria, per questa lampada non è possibile rappresentare la tabella UGR. Pagina 4

39 IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO IN VIA CARLO ZAVAGLI Redattore Telefono Fax MARECO M Stud FRG ST 70W E27 / Scheda tecnica apparecchio Emissione luminosa 1: Per un'immagine della lampada consultare il nostro catalogo lampade cd/klm η = 44% C0 - C180 C90 - C270 Classificazione lampade secondo CIE: 100 CIE Flux Code: A causa dell'assenza di simmetria, per questa lampada non è possibile rappresentare la tabella UGR. Pagina 5

40 IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO IN VIA CARLO ZAVAGLI Redattore Telefono Fax Scena esterna 1 / Dati di pianificazione 8.40 m m Fattore di manutenzione: 0.80, ULR (Upward Light Ratio): 0.0% Scala 1:193 Distinta lampade No. Pezzo Denominazione (Fattore di correzione) Φ [lm] P [W] 1 4 MARECO M Stud FRG ST 70W E27 (1.000) MARECO M Stud FRG ST 100W E40 (1.000) Totale: Pagina 6

41 IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO IN VIA CARLO ZAVAGLI Redattore Telefono Fax Scena esterna 1 / Lampade (lista coordinate) MARECO M Stud FRG ST 70W E lm, 70.0 W, 1 x 1 x NAVT70 (Fattore di correzione 1.000) No. Posizione [m] Rotazione [ ] X Y Z X Y Z Pagina 7

42 IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO IN VIA CARLO ZAVAGLI Redattore Telefono Fax MARECO M Stud FRG ST 100W E lm, W, 1 x 1 x NAVT100 (Fattore di correzione 1.000). Scena esterna 1 / Lampade (lista coordinate) 1 No. Posizione [m] Rotazione [ ] X Y Z X Y Z Pagina 8

43 IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO IN VIA CARLO ZAVAGLI Redattore Telefono Fax Scena esterna 1 / Superfici di calcolo (panoramica risultati) 8.40 m m Scala 1 : 237 Elenco superfici di calcolo No. Denominazione Tipo Reticolo E m [lx] E min [lx] E max [lx] E min / E m E min / E max 1 Area Pozzetti orizzontale 16 x Pagina 9

44 IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO IN VIA CARLO ZAVAGLI Redattore Telefono Fax Scena esterna 1 / Rendering 3D Pagina 10

45 IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO IN VIA CARLO ZAVAGLI Redattore Telefono Fax Scena esterna 1 / Rendering colori sfalsati lx Pagina 11

46 IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO IN VIA CARLO ZAVAGLI Redattore Telefono Fax Scena esterna 1 / Pavimentazione1 / Superficie 1 / Isolinee (E) m Posizione della superficie nella scena esterna: Punto contrassegnato: (1.700 m, m, m) m Valori in Lux, Scala 1 : 132 Reticolo: 128 x 128 Punti E m [lx] E min [lx] E max [lx] E min / E m E min / E max Pagina 12

47 IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO IN VIA CARLO ZAVAGLI Redattore Telefono Fax Scena esterna 1 / Pavimentazione1 / Superficie 1 / Livelli di grigio (E) m m lx Posizione della superficie nella scena esterna: Punto contrassegnato: (1.700 m, m, m) Scala 1 : 132 Reticolo: 128 x 128 Punti E m [lx] E min [lx] E max [lx] E min / E m E min / E max Pagina 13

48 IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO IN VIA CARLO ZAVAGLI Redattore Telefono Fax Scena esterna 1 / Pavimentazione1 / Superficie 1 / Grafica dei valori (E) m m Impossibile visualizzare tutti i valori calcolati. Valori in Lux, Scala 1 : 132 Posizione della superficie nella scena esterna: Punto contrassegnato: (1.700 m, m, m) Reticolo: 128 x 128 Punti E m [lx] E min [lx] E max [lx] E min / E m E min / E max Pagina 14

49 IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO IN VIA CARLO ZAVAGLI Redattore Telefono Fax Scena esterna 1 / Verde / Superficie 1 / Isolinee (E) m m Posizione della superficie nella scena esterna: Punto contrassegnato: ( m, m, m) Valori in Lux, Scala 1 : 104 Reticolo: 64 x 32 Punti E m [lx] E min [lx] E max [lx] E min / E m E min / E max Pagina 15

50 IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO IN VIA CARLO ZAVAGLI Redattore Telefono Fax Scena esterna 1 / Verde / Superficie 1 / Livelli di grigio (E) 5.04 m m lx Posizione della superficie nella scena esterna: Punto contrassegnato: ( m, m, m) Scala 1 : 104 Reticolo: 64 x 32 Punti E m [lx] E min [lx] E max [lx] E min / E m E min / E max Pagina 16

51 IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO IN VIA CARLO ZAVAGLI Redattore Telefono Fax Scena esterna 1 / Verde / Superficie 1 / Grafica dei valori (E) m m Impossibile visualizzare tutti i valori calcolati. Valori in Lux, Scala 1 : 104 Posizione della superficie nella scena esterna: Punto contrassegnato: ( m, m, m) Reticolo: 64 x 32 Punti E m [lx] E min [lx] E max [lx] E min / E m E min / E max Pagina 17

52 IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO IN VIA CARLO ZAVAGLI Redattore Telefono Fax Scena esterna 1 / Area Pozzetti / Isolinee (E, orizzontale) 5.71 m m Posizione della superficie nella scena esterna: Punto contrassegnato: (1.069 m, m, m) Valori in Lux, Scala 1 : 45 Reticolo: 16 x 32 Punti E m [lx] E min [lx] E max [lx] E min / E m E min / E max Pagina 18

53 IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO IN VIA CARLO ZAVAGLI Redattore Telefono Fax Scena esterna 1 / Area Pozzetti / Livelli di grigio (E, orizzontale) 5.71 m lx m Posizione della superficie nella scena esterna: Punto contrassegnato: (1.069 m, m, m) Scala 1 : 45 Reticolo: 16 x 32 Punti E m [lx] E min [lx] E max [lx] E min / E m E min / E max Pagina 19

54 IMPIANTO DI SOLLEVAMENTO IN VIA CARLO ZAVAGLI Redattore Telefono Fax Scena esterna 1 / Area Pozzetti / Grafica dei valori (E, orizzontale) m m Impossibile visualizzare tutti i valori calcolati. Valori in Lux, Scala 1 : 45 Posizione della superficie nella scena esterna: Punto contrassegnato: (1.069 m, m, m) Reticolo: 16 x 32 Punti E m [lx] E min [lx] E max [lx] E min / E m E min / E max Pagina 20

55 CAPITOLO III Verifica dell impianto di terra

56 Sommario: o Oggetto 2 o Norme di riferimento 2 o Sistema elettrico di distribuzione 2 o Alimentazioni da fornitore energia 2 o Distribuzione primaria 3 o Distribuzione secondaria 3 o Dimensionamento del dispersore 3 o Ipotesi di progetto 3 o Geometria del dispersore 4 o Dimensionamento termico 4 o Dimensionamento meccanico 4 o Calcolo analitico della resistenza di terra 5 o Verifica della tensione di contatto limite 5

57 Oggetto Oggetto del presente elaborato è la definizione delle caratteristiche dell'impianto di messa a terra a protezione dell impianto di sollevamento denominato Rimni Isola e sito a Rimini in via Carlo Zavagli. L'impianto di terra da è da intendersi come nuovo impianto indipendente. Norme di riferimento Le principali norme di riferimento considerate sono: - CEI 11-1: Impianti elettrici con tensione superiore a 1 kv in corrente alternata. Gap. 9 - Impianti di terra, relativi allegati e variante V1 - CEI 11-37: Guida per l'esecuzione degli impianti di terra nei sistemi utilizzatori di energia alimentati a tensione maggiore di 1 kv - CEI : Guida per l'esecuzione dell'impianto di terra negli edifici per uso residenziale e terziario e variante V1 - CEI 64-8/7: Prescrizioni per la messa a terra di apparecchiature di elaborazione dati. Inoltre si ritiene necessario riferimento alle seguenti prescrizioni emanate dalle società fornitrici di energia elettrica: - ENEL DK5640 Luglio 2008 Ed. 1 2 / 37: Criteri di allacciamento di impianti attivi e passivi alla rete elettrica di media tensione di Enel Distribuzione Sistema elettrico di distribuzione La fornitura di energia elettrica asservita all impianto di sollevamento Rimini Isola è esercita dall Ente Distributore in M.T. al livello di tensione 15kV. Il sistema di distribuzione è di tipo TN-S Alimentazioni da fornitore energia Per il dimensionamento dell impianto di terra verranno considerati i seguenti valori: Tensione nominale: 15 kv± 10% Frequenza nominale: 50Hz±1% Stato del neutro: isolato Corrente simmetrica di corto circuito trifase: 12,5 ka (efficaci) Corrente di guasto a terra If: 50 A Tempo di eliminazione del guasto a terra tf: >10 s Alimentazione mediante linea non dedicata, in assenza di recloser a monte Distribuzione primaria II sistema a 15 kv comprende la distribuzione elettrica primaria dedicata all'alimentazione in M.T. delle cabine di trasformazione. Tensione nominale: 15kV Frequenza nominale: 50 Hz Stato del neutro: isolato Distribuzione: 3F senza Neutro Dimensionamento del dispersore Ipotesi di progetto

58 La resistività media del terreno è stata considerata cautelativamente per il calcolo come indicato dalla guida CEI App. D. Il valore teorico sarà comunque supportato da misure di resistività effettuate in sito. Tipologia del terreno in sito: terreni con terriccio argilloso con poca sabbia leggera, senza pietre e ghiaccio. Resistività media del terreno - ρm: 20 Ώm Geometria del dispersore La geometria del dispersore, come evincibile dall elaborato planimetrico IE-01, ha le seguenti caratteristiche: Maglia metallica 20x20 posata sotto alla cabina elettrica; corda in rame nudo connessa in più punti a picchetti verticali ispezionabili; Composizione: combinazione di elementi di fatto (plinti, platee di fondazione, paratie di contenimento) e dispersore intenzionale a piastra e a filo. Dimensionamento termico La norma CEI 11-1 all art richiede la verifica di dimensionamento al comportamento termico. Per la verifica del dimensionamento termico del conduttore di terra si fa riferimento alla formula: S = 1 K I 2 t dove: S = sezione della corda di terra in mm2 I = corrente che percorre il dispersore in Ampere t = tempo di eliminazione del guasto a terra in secondi K = coefficiente dipendente dal materiale del conduttore di terra e dalle temperature iniziali e finali ammesse La norma CEI limita la temperatura del conduttore interrato a 300C. Con temperatura iniziale assunta la temperatura ambiente di 20C e materiale in rame, il coefficiente K risulta di 226. Come tempo di eliminazione del guasto a terra si è assunto il valore indicato dall ENEL, > 10 secondi, nello specifico 30 secondi. Come corrente massima di dimensionamento si è assunto il valore massimo indicato dall'enel come corrente di guasto a terra pari a 50 A. Con le suddette considerazioni, la sezione minima del conduttore di terra di dispersione risulta: S = 1,5 mm 2 Dimensionamento meccanico La norma CEI 11-1 all art richiede la verifica di dimensionamento con riferimento alla resistenza meccanica ed alla corrosione. I dispersori, costituiti da acciaio zincato annegato nel getto della fondazione relativa al solaio sono costituiti sono in grado di sopportare la corrosione (aggressivi chimici o biologici, formazione di coppia elettrolitica, elettrolisi, ecc.). Il tondino in acciaio zincato da 10 mm di diametro è in grado di resistere alle sollecitazioni meccaniche durante la loro installazione ed a quelle che si verificano durante il servizio ordinario. Inoltre il dispersore intenzionale sarà intercollegato al dispersore di fatto costituito dal ferro della struttura in ca. di fondazione.

59 Calcolo analitico della resistenza di terra La conformazione del dispersori di fatto è costituita dalla platea di fondazione, debitamente collegata ai vari plinti, e alle paratie di contenimento. Come indicato dalla CEI art , la resistenza di terra di un dispersore di fatto può essere ricavata utilizzando la stessa formula approssimata utilizzata per il calcolo del dispersore a piastra, in quanto i vari elementi sono interconnessi a formare la maglia di cui sopra tramite un apposito tondo in acciaio zincato, debitamente crimpato sui vari elementi (rete elettrosaldata delle solette, ferri dei pilastri in c.a. ecc.) e quindi la continuità elettrica degli stessi risulta garantita; si utilizza quindi la seguente formula di calcolo: R M ρ ρ = + 4 r L 1 Dove r = raggio equivalente della piastra (4 metri) e L 1 = la lunghezza totale dei conduttori della rete magliata 20x20 cm: R M = = 1, Ω (4 4) Verifica della tensione di contatto limite Il calcolo della corrente verso terra le è dato dalla seguente formula, tratta dalla norma CEI 11-1 Fig. 2-3 e Tab. 9-1: le = r lf dove: r = fattore di riduzione (1 con linea MT aerea, 0,7 con linea MT in cavo); lf = massima corrente di guasto a terra [A]. La linea di M.T. sarà realizzata con cavi interrati; a favore della sicurezza si considera tuttavia il fattore di riduzione pari a 1: le = 1 50 = 50 A da cui: UE = le RT= 50 1,3 = 65 V Per verificare se la tensione di contatto limite è adeguata alla normativa (CEI 11-1 Fig. 9.2) deve risultare: UE < UTP dove: UTP = tensione di contatto limite ammissibile. Dato il tempo di intervento delle protezioni dell ente fornitore <10 s, si determina una UTP pari a 75 V, maggiore alla tensione totale di terra UE. Tab. C-3 della norma 11-1 Valori calcolati della tensione di contatto UTP ammissibile in funzione della durata del guasto tf.

60 Durata del guasto tf [s] tensione di contatto ammissibile UTP [V] , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,04 800

61 CAPITOLO III SPECIFICHE TECNICHE

62 CAPO I DESCRIZIONE DELLE OPERE... 3 CAPO II PRESCRIZIONI GENERALI QUALITÀ E CARATTERISTICHE DEI MATERIALI ACCETTAZIONE DEI MATERIALI OSSERVANZA DI LEGGI E REGOLAMENTI ESECUZIONE E COORDINAMENTO DEI LAVORI MODALITA PARTICOLARI DI ESECUZIONE ONERI ED OBBLIGHI A CARICO DELLA DITTA INSTALLATRICE PROGETTAZIONI E DIMENSIONAMENTI COSTRUTTIVI DI CANTIERE ONERI DI MESSA IN FUNZIONE, MESSA A PUNTO, CONDUZIONE DI PROVA DEGLI IMPIANTI ISTRUZIONE AL PERSONALE DEL COMMITTENTE ONERI RELATIVI ALLA CONSEGNA PROVVISORIA DELL IMPIANTO ONERI DI COLLAUDO ONERI DI GARANZIA CAPO III SPECIFICHE PER COMPONENTI E MONTAGGI ELETTRICI TRASFORMAZIONE DI ENERGIA ELETTRICA Trasformatore 15/0,4 kv kva, Vcc% = Contenitore per trasformatore in resina Quadri Media Tensione (QMT) Linee MT Complesso accessori di cabina GENERAZIONE DI ENERGIA ELETTRICA Gruppo statico di continuità Monofase 2kVA QUADRI ELETTRICI Quadro di distribuzione Quadro automatico di rifasamento CANALIZZAZIONI ELETTRICHE Tubazioni Passerelle portacavi FORMAZIONE DORSALI ELETTRICHE (E06-01 / E06-19) Cavi non propaganti l incendio in HEPR Cavi resistenti al fuoco: Cavi per interni e cablaggi in PVC DISTRIBUZIONE TERMINALE F.M DISTRIBUZIONE TERMINALE LUCE CAPO IV IMPIANTO DI MESSA A TERRA CAPO V SPECIFICHE PER APPARECCHI DI ILLUMINAZIONE NORME DI RIFERIMENTO Nome file: Specifiche Tecniche.doc Pagina 1 di 73

63 5.2 SPECIFICHE GENERALI SPECIFICHE PARTICOLARI PER ILLUMINAZIONE DI SICUREZZA SPECIFICHE PARTICOLARI PER ILLUMINAZIONE ESTERNA CAPO VII OPERE MURARIE ED INTERVENTI DI CANTIERE CAPO VIII ELENCO APPARECCHIATURE Nome file: Specifiche Tecniche.doc Pagina 2 di 73

64 CAPO I DESCRIZIONE DELLE OPERE Il presente elaborato riporta le prescrizioni tecniche relative alla progettazione degli impianti elettrici nell ambito dei lavori di risanamento fognario Rimini ISOLA ed in particolarmodo dell impianto di sollevamento di Via Carlo Zavagli. Le tipologie impiantistiche saranno: Trasformazione dell energia elettrica (dal locale cabina elettrica MT/BT d utente) Distribuzione dei circuiti di illuminazione e forza motrice all interno dei locali tecnici Quadro elettrico di distribuzione (con installazione di sottoquadro di sezionamento antinfortunistico in prossimità della vasca esterna) Illuminazione di sicurezza (mediante apparecchi autoalimentati) Impianto di messa a terra ed equipotenziale Impianto elettrico di alimentazione, protezione e comando delle apparecchiature elettromeccaniche relative all impianto di sollevamento Apparecchi per illuminazione generale interna ed esterna secondo tipologie predeterminate Pag. 3 di 73

65 CAPO II PRESCRIZIONI GENERALI Tutti i lavori dovranno essere eseguiti secondo le migliori regole dell arte e le prescrizioni della D.L., impiegando maestranze specializzate ed adottando ogni precauzione e diligenza in modo che gli impianti e le installazioni rispondano perfettamente alle specifiche di progetto, alle condizioni stabilite nel presente capitolato e risulti altresì assicurato il loro perfetto funzionamento nel tempo. L'esecuzione dei lavori deve essere coordinata e subordinata alle esigenze e soggezioni di qualsiasi genere che possano sorgere nell'esecuzione contemporanea di tutti i lavori necessari al completamento dell'opera ed affidati ad altre Ditte. La Ditta assuntrice è pienamente responsabile degli eventuali danni arrecati, per fatto proprio o dei propri dipendenti, alle opere dell'edificio, comprese le opere in corso di realizzazione a cura di altre Ditte QUALITÀ E CARATTERISTICHE DEI MATERIALI I materiali occorrenti per l esecuzione degli impianti in appalto, ove non espressamente indicati nella lista delle categorie e delle forniture previste per l esecuzione dell appalto stesso, proverranno da quelle ditte che l appaltatore riterrà di sua convenienza purché, ad insindacabile giudizio della Direzione dei Lavori, siano riconosciuti della migliore qualità e rispondano ai requisiti prescritti dalle norme, leggi, decreti e regolamenti vigenti nonché a quelli stabiliti nel presente Capitolato. Tutti i materiali di cui non sia stata indicata esplicitamente il tipo e la marca nella lista delle categorie e delle forniture previste per l esecuzione dell appalto, dovranno comunque essere della migliore qualità commerciale e delle migliori marche e idonei all uso ed alla funzione cui sono destinati. Questi ultimi inoltre, di qualunque natura e tipo siano, prima della loro messa in opera dovranno avere riportato il benestare della Direzione Lavori secondo le modalità previste al successivo articolo. La Committente indicherà preventivamente eventuali prove da eseguirsi in fabbrica o presso laboratori specializzati da precisarsi, su materiali da impiegarsi negli impianti oggetto dell appalto. Le spese inerenti a tali prove non faranno carico alla Committente, la quale si assumerà le sole spese per fare eventualmente assistere alle prove propri incaricati. I vari materiali dovranno soddisfare alle specifiche tecniche e/o alle caratteristiche riportate nell elenco dei materiali e sulla documentazione di progetto. I materiali e le apparecchiature dovranno soddisfare le relative norme CEI di riferimento, e le tabelle di unificazione CEI-UNEL dove queste esistono, in conformità delle norme contenute nella circolare n.85 dell 8/11/1966 del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale "Vigilanza in materia di prevenzione presso i costruttori e commercianti - materiali elettrici". Tutti i materiali dovranno inoltre essere rispondenti alla legge 791 del 18/10/1977 e dovranno essere dotati di tutti i contrassegni e i simboli previsti dalle norme CEI di riferimento che attestino l idoneità del materiale per il tipo specifico di posa. Non saranno in genere richieste prove per i materiali contrassegnati con il MARCHIO ITALIANO DI QUALITÀ (IMQ) od equivalenti, ai sensi della Legge n.791 dell Ottobre ACCETTAZIONE DEI MATERIALI Prima dell inizio dei lavori la Ditta aggiudicataria dovrà presentare alla D.L. il campionario Pag. 4 di 73

66 (intendendosi per tale anche una esauriente e specifica documentazione tecnico-illustrativa) dei materiali, delle apparecchiature e degli accessori non espressamente indicati nell allegata lista delle categorie dei lavori e delle forniture previste per l esecuzione dell appalto, che intende impiegare nella esecuzione delle opere in appalto. La D.L., esaminato tale campionario, darà il benestare alla installazione oppure potrà a suo motivato giudizio rifiutare alcuni materiali ed ordinarne la modifica o la sostituzione quando gli stessi non risultassero aderenti al presente Capitolato, non venissero ritenuti di qualità e lavorazione sufficienti, non fossero esteticamente idonei. L Impresa pertanto non potrà procedere, di sua iniziativa, alla messa in opera di materiali, manufatti, apparecchi od altro che non siano stati preventivamente autorizzati né potrà apportare modifiche non concordate a quanto previsto dal progetto e dal presente Capitolato, restando esplicitamente inteso che in tale caso l Amministrazione potrà ordinare la rimozione ed il rifacimento di quanto unilateralmente eseguito, a tutte cure e spese dell Appaltatore. A quest ultimo spetterà anche il ripristino delle opere, non comprese nell appalto, eventualmente interessate dai suddetti rifacimenti. Si stabilisce inoltre espressamente che la accettazione dei materiali e delle apparecchiature, anche se preventivamente visionati dal Direttore dei Lavori, non sarà definitiva se non dopo che essi siano stati posti in opera e ne sia stata direttamente constatata la regolarità di funzionamento. Qualora la D.L. rifiuti alcuni materiali, sebbene messi in opera, perché a suo motivato giudizio, li ritiene di qualità, lavorazione, conservazione e funzionamento non adatti alla perfetta riuscita del lavoro e quindi non accettabili, l Impresa appaltatrice dovrà sostituirli con altri che soddisfino alle condizioni prescritte, a suo completo carico anche per quanto riguarda ogni eventuale onere indiretto o conseguente OSSERVANZA DI LEGGI E REGOLAMENTI Nell esecuzione delle opere in argomento, l Impresa appaltatrice dovrà conformarsi ad ogni norma di legge e ad ogni prescrizione vigente ed applicabile al campo dei lavori in esame relativamente sia agli aspetti tecnico-attuativi che operativi (antinfortunistici, previdenziali ecc.) che ad ogni altra prescrizione nascente da particolari regolamenti locali e così via. Al proposito, e fatto salvo quanto sopra detto, si specifica che in osservanza della legge 1/3/1968 n. 186, tutti i materiali, apparecchiature, macchinari, installazioni ed impianti elettrici devono essere realizzati e costruiti con l attenta osservanza delle norme emanate dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e dal Comitato Elettrotecnico Italiano, così come risultanti dai fascicoli e successivi supplementi, varianti, appendici ed aggiornamenti. Si precisa inoltre che, qualora le indicazioni e prescrizioni del presente capitolato presentassero difformità rispetto alle norme vigenti, ovvero non ne tenessero pieno conto, è fatto obbligo all Appaltatore di dare tempestiva segnalazione di ciò all Amministrazione e di proporre le opportune variazioni ed integrazioni, in quanto a lavori ultimati l Appaltatore medesimo rimarrà pieno ed unico responsabile della rispondenza alle norme suddette delle soluzioni tecniche adottate, delle caratteristiche dei materiali installati e delle modalità della loro messa in opera. Per la definizione delle caratteristiche tecniche degli impianti previsti, oltre a quanto stabilito sopra, l Impresa dovrà anche tenere conto delle prescrizioni dettate dalle competenti autorità locali e/o nazionali quali: a) prescrizioni di autorità locali, comunali, provinciali, regionali, nazionali, comprese quelle VV.F.e ASL; b) prescrizioni e indicazioni dell azienda distributrice dell energia elettrica; c) disposizioni dell ufficio ISPESL e del presidio ARPA competente; Pag. 5 di 73

67 d) disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro ESECUZIONE E COORDINAMENTO DEI LAVORI La Ditta che si è aggiudicata l'appalto, ha la facoltà di organizzare i lavori secondo le fasi indicate nel Piano della Sicurezza, per consegnarli finiti e completati a regola d'arte, entro i termini contrattuali, purchè rispetti e non intralci i lavori delle altre Ditte che concorrono all'esecuzione dell'intero complesso. La D.L. potrà in ogni momento richiedere, quale ordine di esecuzione è stato stabilito dalla Ditta, ed a suo insindacabile giudizio prescrivere un diverso ordine di esecuzione dei lavori ed anche di sospendere temporaneamente i lavori, nell'interesse della buona riuscita e della economia dell'intero manufatto, senza che la Ditta aggiudicataria possa trarne motivo di avanzare pretese di compensi ed indennizzi di qualsiasi natura o specie. La D.L. potrà, in qualsiasi momento, richiedere in cantiere, ove lo ritenesse opportuno, la presenza di personale particolarmente specializzato, onde fornire tutte le indicazioni necessarie all'esecuzione delle varie parti costituenti l'impianto. L Impresa aggiudicataria dovrà essere sempre essere informata delle esigenze e caratteristiche degli impianti di sua competenza e sarà responsabile del controllo di tutti i dettagli, dovendo segnalare per tempo, alla D.L. eventuali osservazioni ed inconvenienti. L Impresa sarà responsabile della esecuzione e continuità dei lavori di sua competenza e dell'approvvigionamento in tempo utile di tutti i materiali. Gli oneri derivanti da inconvenienti dovuti alla mancata osservanza di quanto sopra, quali ritardi di qualunque natura, interferenze nei lavori, ecc. saranno ritenuti a suo esclusivo carico MODALITA PARTICOLARI DI ESECUZIONE Nell esecuzione delle varie categorie di impianti in appalto, oltre a tutte le disposizioni desumibili da quanto precedentemente riportato ovvero contenute nelle norme e regolamenti richiamati o, ancora, risultanti dalle voci di elenco e dai disegni di progetto, l Appaltatore dovrà altresì uniformarsi alle seguenti prescrizioni. - I conduttori dovranno essere interi (senza giunzioni di sorta) entro i tubi protettivi; le necessarie giunzioni dovranno essere fatte nelle scatole ove avverranno le derivazioni. - L esecuzione di tali giunti e delle derivazioni avverrà esclusivamente tramite morsetti singoli, morsettiere e capicorda secondo occorrenza. - I conduttori dei vari circuiti dovranno essere indipendenti nei tubi protettivi in cui sono infilati, quindi questi tubi non dovranno contenere cavi e morsetti di utilizzazione diversa (es. illuminazione, suoneria, forza motrice, TV, telefono, ecc.) a meno che siano isolati per la tensione normale del sistema a tensione più elevata. - I tubi, se a parete, dovranno essere collocati in opera fissandoli adeguatamente alle pareti, ed in maniera che i tubi stessi non subiscano deformazioni; è pertanto vietato, per il passaggio suddetto, ogni materiale o sistema che possa in qualunque modo degradare i tubi protettivi o danneggiare l intonaco e la finitura delle pareti. - Nell attraversamento di strutture in conglomerato, come solai o simili, i tubi protettivi dovranno essere posati in modo tale da permetterne l eventuale rimozione, fermo restando la protezione meccanica assicurata ai cavi posti al loro interno. - I singoli tratti dei tubi protettivi dovranno essere di un sol pezzo; sono comunque ammesse le giunzioni eseguite con i manicotti previsti dalle norme CEI 23-6, CEI 23-8 e CEI Pag. 6 di 73

68 - Facendo sempre riferimento al progetto e se non diversamente disposto, la posa in opera a parete od a soffitto di cavi con guaina in cunicoli praticabili, intercapedini, controsoffitti ecc. dovrà essere effettuata a mezzo di collocazione su ganci, grappe, staffe e simili, formati con profilati di acciaio zincato dimensionati in ragione del peso dei cavi da sostenere ed all interasse dei supporti medesimi, la cui conformazione, in ogni caso, dovrà assicurare il fissaggio senza una eccessiva pressione dei cavi e dovrà consentire la loro facile rimozione. - Il coperchio delle cassette di derivazione e simili, dovrà sopra avanzare, da ciascun lato, il filo esterno della cassetta di almeno 4 mm. e dovrà essere fissato mediante viti in ottone cromato od acciaio cadmiato da avvitarsi sulle madre-viti poste sulle cassette; non è ammessa la chiusura a pressione del coperchio sul solo bordo della cassetta né l avvitamento del coperchio sulla cassetta stessa. - Nelle cassette di derivazione non potranno prendere posto che conduttori di uno stesso impianto; quelle cassette che dovessero ospitare circuiti di impianti diversi dovranno avere diaframmi fissi ed inamovibile di separazione tra i morsetti dei vari servizi, costruiti con materiali isolanti e resistenti al fuoco. - Le passerelle ed i canali metallici dovranno essere privi di asperità e, come quelli in materiale isolante, solidamente fissati mediante staffe, barre, ecc. alla struttura edile fissa. - Le passerelle, i canali e le canalette preposte alla distribuzione delle condutture sopra al controsoffitto, non dovranno essere ancorate o appoggiate a quest ultimo; esse dovranno risultare di dimensioni tali da poter essere alloggiate nell intercapedine controsoffitto-solaio, indipendentemente dalle misure indicate nella lista delle categorie dei lavori e delle forniture previste per la esecuzione dell appalto. - La rete di messa a terra non dovrà essere interrotta al passaggio degli apparecchi di manovra e di controllo e le giunzioni dovranno essere effettuate mediante morsettiere di eventuali capicorda di sezione adeguata in bronzo fosforoso. - I conduttori facenti capo ai singoli punti di utilizzazione dovranno essere di lunghezza adeguata a consentire un facile e comodo collegamento ai comandi ed alle prese e a tutti i componenti elettrici in genere. Per quanto non espressamente riportato si rimanda alle specifiche tecniche dei singoli componenti e/o alle prescrizioni dei fornitori i singoli componenti ONERI ED OBBLIGHI A CARICO DELLA DITTA INSTALLATRICE Oltre gli oneri di cui al Capitolato Generale e gli altri specificati nel presente Capitolato Speciale, saranno a carico dell Appaltatore gli oneri ed obblighi di seguito indicati: a) L indicazione, all atto della consegna dei lavori, del nominativo del proprio Direttore dei lavori e del proprio Tecnico qualificato, che per tutta la durata ne curerà la condotta e l esecuzione nei confronti della Direzione Lavori committente, mantenendo con questa un costante collegamento, fornendo tempestivamente tutte le informazioni necessarie sullo stato di svolgimento dei lavori, interruzioni, riprese, ecc.; b) Il fornire con immediatezza e tempestività, ove non siano chiaramente rilevabili dal progetto, e dietro semplice richiesta della direzione lavori, tutte le indicazioni necessarie alla esecuzione delle opere murarie non comprese nell appalto, nonché i materiali occorrenti; c) I mezzi d opera relativi agli impianti; d) Ogni prova che Direzione Lavori, in caso di contestazioni, ordini di fare eseguire presso Pag. 7 di 73

69 gli Istituti da essa incaricati, dei materiali impiegati o da impiegarsi negli impianti in relazione alle caratteristiche prescritte dal presente Capitolato; e) L istruttoria, predisposizione e presentazione delle pratiche e della documentazione necessaria per ottenere ogni richiesto certificato od autorizzazione da parte degli organi od Enti aventi competenza sugli impianti in appalto (certificato di prevenzione incendi, denuncia impianto all Istituto Superiore per la Prevenzione e Sicurezza del Lavoro e richiesta di rilascio del libretto matricolare ecc.) nonché ogni spesa inerente e conseguente; f) Il permesso di accedere ai locali in cui si eseguono gli impianti agli operai di altre ditte che vi debbono eseguire i lavori alle medesime affidati nonché la sorveglianza per evitare danni o manomissioni ai propri materiali ed alle proprie opere tenendo sollevata l Amministrazione da qualsiasi responsabilità al riguardo. g) Il consentire l uso anticipato degli impianti prima del loro definitivo collaudo, senza perciò avere diritto a speciali compensi, previa però redazioni di apposito verbale circa lo stato degli impianti stessi a garanzia dei possibili danni che potessero ad essi derivare l uso; h) Lo sgombero, subito dopo avvenuta la ultimazione dei lavori, del locale eventualmente assegnato dalla Direzione Lavori quale deposito di materiali ed attrezzi nonché lo sgombero del cantiere dei materiali, mezzi d opera ed attrezzature di sua proprietà. i) Il fornire l adatta mano d opera, la assistenza tecnica, gli apparecchi e strumenti di controllo e misura preventivamente tarati e quanto altro occorrente per le verifiche e le prove preliminari degli impianti, le prove di collaudo nonché quelle richieste dagli Enti citati al precedente punto e). j) A fine lavori, la dichiarazione di conformità, secondo quanto previsto dal D.M. 37/08. k) Serie di elaborati grafici raffiguranti gli impianti così come sono stati eseguiti, con lo sviluppo e la denominazione delle linee, posizionamento degli utilizzatori, ecc., in tre copie su carta bianca. l) Schemi elettrici di potenza e funzionali di tutti i quadri elettrici installati, con identificazione delle apparecchiature e numerazione delle morsettiere e dei cavi in arrivo e in partenza, in tre copie su carta bianca. m) Eventuali manuali di istruzioni o di funzionamento per le apparecchiature o gli impianti per i quali è richiesta una specifica conoscenza per la conduzione, con particolare riguardo ai problemi di manutenzione ordinaria e programmata, ogni altra eventuale informazione tecnica (depliant, relazioni illustrative, ecc.) che consenta un agevole e corretta gestione degli impianti. n) Tutti questi elaborati dovranno essere realizzati con l ausilio di CAD e memorizzati su CD-ROM su file DWG, compatibili con il programma AUTOCAD nella versione in dotazione dall Ente appaltante e quindi consegnati all Ente medesimo. Si sottolinea che la mancata presentazione di tutta la documentazione, nelle forme indicate, sarà pregiudizievole per la stesura del certificato di regolare esecuzione o di quello di collaudo. o) Il provvedere alla assicurazione degli operai contro gli infortuni sul lavoro, le malattie, la disoccupazione involontaria, la invalidità e vecchiaia ecc. in conformità alle vigenti disposizioni, ed a quelle inoltre che potranno intervenire in corso di appalto. L Impresa sarà inoltre obbligata ad osservare le disposizioni vigenti per gli infortuni degli operai sul lavoro, quelle intese a tutelarne la incolumità ed a prevenire le cause degli infortuni, le leggi ed i regolamenti sul lavoro delle donne, dei fanciulli, contro la invalidità la disoccupazione e la vecchiaia, la tubercolosi ed, in genere, l assistenza e previdenza degli operai, nonché ogni disposizione relativa alla assunzione della mano d opera ed alle condizioni normative e retributive risultanti nei contratti collettivi di lavoro. Pag. 8 di 73

70 p) L adozione, nell esecuzione di tutti i lavori, dei procedimenti e delle cautele necessarie per garantire la vita e la incolumità degli operai, delle persone addette ai lavori pubblici e privati, osservando le disposizioni contenute nel DPR n. 164 in data 7/1/1965. q) L obbligo ad effettuare, se necessario per rispettare i tempi concordati, eventuali turni festivi o notturni di operai d intesa con le organizzazioni sindacali e nel rispetto di ogni norma da queste ultime fissata. r) Tutte le spese e le tasse, nessuna esclusa, relative all asta ed alla stipulazione del contratto ed alle spese amministrative per la tenuta della contabilità lavori. s) L obbligo della custodia, conservazione e manutenzione degli impianti eseguiti fino a collaudo ovvero, nel caso di uso anticipato degli stessi, fino alla data del verbale di presa in consegna. t) Comunicare per iscritto, prima dell inizio dei lavori, all Amministrazione ed alla Direzione Lavori, i nominativi del proprio personale che prenderà parte all esecuzione dei lavori, nonché di quello fornito da eventuale impresa subappaltatrice, espressamente autorizzata dall Amministrazione, specificandone il numero di codice INPS e INAIL. u) La formazione del cantiere attrezzato, per il personale e per il deposito dei materiali, nell area che sarà destinata dalla stazione appaltante, la sua delimitazione e pulizia, con la conservazione delle vie di transito, senza disagi o rischi per il normale servizio delle aree interessate. v) La sorveglianza, diurna e notturna, con il personale necessario del cantiere, di tutti i materiali in esso esistenti, nonché dei beni dell Amministrazione appaltante. w) La fornitura ed il collocamento, nella zona, delle tabelle e segnalazioni regolamentari e la loro manutenzione in efficienza, nonché del cartello indicativo dei lavori, avente dimensioni e diciture come richiesto dalla Direzione Lavori. x) Gli allacciamenti di acqua ed energia elettrica occorrenti per l esecuzione dei lavori. y) La perfetta pulizia finale, eseguita da ditte specializzate, di tutti i locali in cui sono stati eseguiti i lavori oggetto del presente capitolato. z) L esecuzione a proprie spese, presso gli istituti incaricati, di tutte le esperienze ed assaggi che verranno in ogni tempo ordinati dalla Direzione Lavori, sui materiali impiegati o da impiegarsi nella costruzione in relazione a quanto prescritto circa l accettazione dei materiali stessi. aa) La rimozione delle parti di impianto esistenti da sostituire, da rimuovere provvisoriamente o definitivamente, come sfilaggio conduttori, scollegamento e smontaggio organi di comando, quadri, corpi illuminanti, sostegni, tubazioni, cassette, ecc., con relativo trasporto dei materiali a pubblica discarica autorizzata. bb) Tutti gli allacciamenti volanti e temporanei si rendessero necessari in corso d opera per il mantenimento in esercizio dell impianto esistente o di parti di esso. cc) Il ripristino dell idoneo grado di resistenza al fuoco delle compartimentazioni antincendio attraversate dalle canalizzazioni degli impianti mediante adozione di malte sigillanti, sacchetti termoespandenti e quanto altro a seconda delle indicazioni della Direzione Lavori; di tali provvedimenti dovrà essere prodotta apposita certificazione da consegnare alla medesima. Si ribadisce infine espressamente che il corrispettivo per tutti gli obblighi ed oneri sopra specificati è compreso nei prezzi unitari dei lavori di cui all unita lista delle categorie. Pag. 9 di 73

71 2.7. PROGETTAZIONI E DIMENSIONAMENTI COSTRUTTIVI DI CANTIERE L Impresa dovrà eseguire la progettazione di quelle parti degli impianti che non risultino già interamente definite negli elaborati di progetto e dovrà comunque procedere alla definizione, dimensionamento, messa a punto di tutti i particolari e dettagli che siano necessari per una completa precisazione degli impianti e per una perfetta esecuzione degli stessi. In particolare l Impresa dovrà eseguire i dimensionamenti costruttivi, sottoscritti da tecnico abilitato: a) di tutte le carpenterie metalliche (sia prefabbricate, sia realizzate in officina) ed in generale dei sistemi di sospensione e di sostegno delle canalizzazioni metalliche portacavi; b) dei relativi sistemi di fissaggio alle pareti, ai soffitti ed ai pavimenti. Tali dimensionamenti dovranno essere sviluppati in funzione dei materiali scelti, in funzioni dei carichi gravanti ed in funzione della struttura a cui si intende ancorarsi e dovranno essere opportunamente coordinati anche con gli ulteriori altri impianti presenti nella zona di installazione. Nel dimensionamento costruttivo dei componenti dovranno inoltre essere presi i necessari provvedimenti in relazione a: - dilatazioni dei materiali; - presenza di giunti tecnici; - attraversamenti e ripristini delle compartimentazioni; - legislazione vigente antisismica. L'Appaltatore dovrà eseguire i disegni costruttivi di montaggio per gli impianti di sua competenza, secondo le modalità stabilite dalla D.L.; l'appaltatore dovrà, in ogni caso, eseguire tutti i disegni di montaggio necessari per una perfetta esecuzione degli impianti anche se non specificatamente richiesti dalla D.L. I disegni costruttivi di montaggio dovranno essere sottoposti per approvazione alla D.L., la quale indicherà i propri commenti e preciserà le eventuali modifiche da apportare. L'Appaltatore dovrà presentare i disegni corretti ed aggiornati: tutti i disegni costruttivi di montaggio dovranno essere accuratamente elencati, numerati e datati; precise e senza possibilità di equivoco dovranno essere le indicazioni in essi contenute. I disegni costruttivi di montaggio dovranno essere preparati in tempo utile per poter essere commentati ed approvati prima dell'inizio dei lavori relativi, ed in tempo utile per l'approvvigionamento dei materiali e delle apparecchiature. Si precisa che l'approvazione data dalla D.L. ha solo un significato d avvenuto controllo che i disegni stessi sono conformi al progetto e di approvazione all'insieme dei disegni stessi e non ad ogni singolo dato e dimensionamento indicato; l'appaltatore, cioè, rimarrà interamente responsabile di tutti i dati indicati sui disegni e del successivo funzionamento degli impianti relativi. Nota: detti disegni di montaggio, opportunamente aggiornati, dovranno poter essere successivamente utilizzati come disegni As Built ONERI DI MESSA IN FUNZIONE, MESSA A PUNTO, CONDUZIONE DI PROVA DEGLI IMPIANTI Completata l'installazione degli impianti, l'appaltatore dovrà mettere in funzione gli impianti per provarli ed eseguirne la messa a punto, sino a quando essi forniscano in modo perfetto Pag. 10 di 73

72 le prestazioni previste e richieste, e siano pronti per essere sottoposti a collaudo. Dette attività dovranno essere effettuate su tutte le singole parti e componenti degli impianti, nessuna esclusa, e sugli impianti nel loro complesso e si protrarranno per tutto il tempo necessario ad una messa a punto rigorosa e completa. La messa in funzione, le prove e la messa a punto degli impianti sono attività strettamente legate e conseguenti da un punto di vista funzionale. La messa in funzione e la prova degli impianti hanno lo scopo di verificare che gli impianti non abbiano anomalie e possano essere fatti funzionare per la messa a punto necessaria. La messa a punto ha lo scopo di verificare che gli impianti nel loro insieme ed in tutte le loro parti diano le prestazioni previste nel progetto, nelle diverse condizioni di funzionamento. Durante le attività di prova e di messa a punto, gli impianti saranno condotti e gestiti dall'appaltatore sotto la sua responsabilità; tale conduzione si effettuerà nei giorni feriali e, se necessario, anche nei giorni festivi e nelle ore serali, ed in ogni caso in modo da consentire in modo completo ed esauriente il funzionamento finale. L'Appaltatore dovrà garantire la presenza del proprio personale tecnico necessario per la conduzione, le prove e la messa a punto, nonché l'intervento di specialisti esterni per sistemi ed apparecchiature particolari (es. gruppo elettrogeno, gruppo di continuità, rivelazione fumi, sistema di regolazione, eventuali sistema di supervisione, impianto antincendio, innaffiamento, ecc.). L'Appaltatore dovrà compilare delle tabelle con i dati rilevati durante le prove, da consegnare alla D.L. e/o Collaudatore. Il manuale dovrà essere sottoposto alla D.L. per approvazione nella prima stesura con tutti i dati di progetto, tabelle, procedure ecc. Devono anche essere previste le operazioni (tabelle procedure ecc.) per le equilibrature successive invernali e/o estive. Tutti gli strumenti utilizzati saranno a carico dell appaltatore e dovranno avere il certificato di taratura emesso da laboratori riconosciuti, con data non inferiore a sei mesi dall utilizzo per le prove.. Tutte le attività di messa in funzione, messa a punto, conduzione di prova dovranno essere programmate e dovranno essere chiari e concordati i relativi periodi d intervento. Le attività di cui sopra presuppongono uno stretto coordinamento con gli Appaltatori degli altri impianti, in particolare per le parti ed attività di loro responsabilità e competenza interessanti gli impianti di condizionamento in prova. In particolare, ma non esclusivamente: - con l'appaltatore dell'impianto meccanico dovrà essere verificati gli assorbimenti di targa, le caratteristiche delle protezioni, le sequenze siano corrette ed adeguate per il funzionamento in sicurezza dell'impianto - con gli Appaltatori di tutti gli impianti dovrà essere concordato e verificato che lo svolgimento delle attività di prova e messa a punto dei vari impianti avvenga in modo coordinato e compatibile, e nel rispetto delle norme e degli opportuni criteri di sicurezza per le persone e per gli impianti Le apparecchiature con memoria elettronica possono essere soggette, in presenza di irregolarità di alimentazione elettrica tipiche del periodo di prova e messa a punto, alla cancellazione dei dati di funzionamento impostati. L'Appaltatore dovrà provvedere a proprio carico, senza ulteriori oneri per il Committente, agli interventi eventualmente necessari per la riprogrammazione delle apparecchiature stesse di propria competenza. Pag. 11 di 73

73 A titolo indicativo, si elencano di seguito le verifiche e prove preliminari principali da eseguirsi sull impianto elettrico. ESAMI A VISTA Analisi degli schemi e dei piani d installazione: accertamento dell esistenza, della corretta redazione, della completezza delle documentazioni illustrative essenziali ai fini del collaudo, della gestione e della manutenzione; Verifica della consistenza, della funzionalità e dell accessibilità degli impianti: accertamento preliminare dell esecuzione completa e funzionante di tutti gli impianti, nonché della loro rispondenza ai dati di progetto e di capitolato; Controllo degli isolanti e degli involucri: accertamento delle idoneità delle misure di sicurezza contro il pericolo dei contatori diretti con elementi in tensione; Controllo della funzionalità delle misure di protezione nei luoghi accessibili a sole persone addestrate: accertamento dell idoneità delle misure di sicurezza contro il pericolo di contatti diretti con elementi in tensione durante le operazioni riservate a personale addestrato in luoghi segregati; Verifica dell idoneità del materiale e degli apparecchi: accertamento che le apparecchiature e le macchine, se non soggette a collaudi specifici (es. I componenti dell impianto per messa a terra o per locali caldaia e bagni) abbiano caratteristiche funzionali e dimensionali conformi alle prescrizioni di capitolato; Verifica dei gradi di protezione degli involucri: accertamento che tutti i materiali, gli apparecchi e le macchine installati in ambienti speciali abbiano grado di protezione adeguato ai fini della sicurezza, della funzionalità conforme alle prescrizioni di capitolato e/o normative; Controllo preliminare dei collegamenti a terra: verifica preliminare dell esistenza, dell integrità della consistenza meccanica dell impianto di terra contro il pericolo di contatti indiretti mediante messa a terra; Verifica delle condizioni di sfilabilità dei cavi o conduttori; Verifica dell isolamento nominale dei cavi e della separazione fra condutture di sistemi a tensioni diverse; Controllo delle sezioni minime dei conduttori e dei colori distintivi; Rispondenza degli organi d interruzione e d arresto d emergenza alle norme CEI 64.8: verifica della possibilità di operare con sicurezza la manutenzione elettrica e di agire con tempestività sull alimentazione per eliminare i pericoli dipendenti dal funzionamento di apparecchi o macchine; Controllo dell idoneità e della funzionalità dei quadri: accertamento della rispondenza dei quadri ai dati di capitolato e agli schemi di progetto. Verifica del rispetto d ogni singola apparecchiatura e dell insieme alle Norme di protezione contro i contatti elettrici (es. sezionamento, segregazioni, messa a terra ecc.); Verifica dei tracciati per le condutture incassate e delle verifiche di sfilabilità dei cavi o conduttori. MISURE E PROVE STRUMENTALI Prove di continuità dei circuiti di protezione: verifica della continuità dei conduttori di protezione (PE) e dei collegamenti equipotenziali; Pag. 12 di 73

74 Prove di funzionamento alla tensione nominale: verifica che le apparecchiature, i comandi di potenza ed ausiliari, funzionino regolarmente senza anomalie, sia in fase di spunto che in funzionamento gravoso; Prova di intervento degli interruttori differenziali; Misura della resistenza di isolamento dell impianto: verifica della rispondenza ai valori normativi della resistenza d isolamento di ciascun segmento di circuito compreso tra due interruttori; Verifica dell impianto di terra, secondo la relazione RT 50 / IDN, ove: IDN = corrente differenziale del dispositivo di protezione dotato di corrente differenziale più elevata; 50 = valore della tensione totale di terra più elevato accettabile in ambienti ordinari. Misura della caduta di tensione: verifica che le cadute di tensione in un circuito luce e F.M. compreso tra il punto di consegna e il suo estremo sia contenuta nel 4%.. CALCOLI DI CONTROLLO Controllo del corretto dimensionamento dei conduttori in relazione alle correnti d impiego, alle portate dei conduttori ed ai dispositivi di protezione contro le sovracorrenti installati; Controllo del corretto dimensionamento dei conduttori in relazione alle correnti di corto circuito, integrale di joule ed alle sollecitazioni termiche ammissibili; Controllo che la selettività di intervento dei dispositivi di protezione contro le sovracorrenti sia conforme al progetto; Verifica delle sezioni del conduttore di terra e dei conduttori di protezione: controllo che le correnti di guasto a terra possano essere sopportate senza danni di natura termica dai conduttori di terra di protezione ISTRUZIONE AL PERSONALE DEL COMMITTENTE L'Appaltatore dovrà fornire al Committente e alle persone da esso indicate tutte le informazioni ed istruzioni necessarie per una corretta gestione, conduzione, manutenzione degli impianti e dovrà assicurare la presenza, dove necessaria, di specialisti delle singole apparecchiature e componenti. Il periodo di istruzione potrà, purché vi sia accordo con il Committente, essere contemporaneo alla conduzione temporanea dagli impianti; le date di inizio e termine del o dei periodi di istruzione dovranno essere concordate, verbalizzate e controfirmate dal Committente, Appaltatore, D.L. Le istruzioni al Personale consisteranno in tutto quanto necessario allo scopo ed in particolare ma non esclusivamente in: - istruzioni sulle caratteristiche dell'impianto, in generale, sulle distribuzioni, sulle posizioni delle apparecchiature, dei quadri, e sulle caratteristiche di funzionamento; - istruzioni sul funzionamento delle singole apparecchiature, con particolare riferimento ai quadri installati a bordo macchina; - istruzioni sul Sistema di regolazione e supervisione, che consentano all'operatore di consultare I valori rilevati dal Sistema, di consultare e modificare i set-points, di intervenire correttamente in caso di allarmi o di malfunzionamento sia mediante il terminale operatore che mediante il Personal computer del Sistema; Pag. 13 di 73

75 - istruzione di base per l'uso corretto del Personal computer del sistema di supervisione per quanto riguarda: i. registrazione di valori a scelta, ii. iii. salvataggi dei dati registrati, elaborazioni statistiche dei dati storici registrati. - istruzioni sugli interventi manutentivi delle singole apparecchiature ONERI RELATIVI ALLA CONSEGNA PROVVISORIA DELL IMPIANTO Per "Consegna provvisoria dell'impianto" si intende che l'impianto viene consegnato dall'appaltatore al Committente, rimanendo comunque totale la responsabilità dell'appaltatore per quanto riguarda gli oneri di garanzia e gli interventi conseguenti ad operazioni di messa a punto e di collaudo se le stesse sono effettuate dopo la consegna. La consegna provvisoria può avvenire: a completamento della messa in funzione e della messa a punto definitiva dell'impianto, a collaudo non ancora eseguito o completato; a completamento della messa in funzione e della messa a punto per la prima stagione incontrata, se l'impianto ha caratteristiche di funzionamento stagionali differenti (rimane quindi da effettuare la messa a punto per le altre stagioni). L'Appaltatore si impegna a: - fornire il personale tecnico, l'assistenza, i materiali necessari per le operazioni di messa a punto relative alle stagioni non ancora verificate; - coordinare con le esigenze gestionali del Committente la conduzione dell'impianto in questo periodo di messa a punto e di prove; - completare l'istruzione del personale del Committente per la gestione, conduzione e manutenzione dell'impianto. Le caratteristiche e le modalità della consegna saranno chiaramente concordate, in tempo utile per uno svolgimento funzionale e programmato delle operazioni, ed in modo tale che non vi siano dubbi sulle rispettive responsabilità. La consegna presuppone comunque da parte dell'appaltatore l'avvenuta fornitura di quanto segue: - istruzione alla conduzione dell'impianto al personale indicato dal Committente. - una serie definitiva di disegni su supporti magnetici elaborati con programma AutoCad e tre serie di copie degli impianti As Built cioè come risultano all'atto della consegna e quindi aggiornati con tutte le eventuali modifiche intercorse in corso d'opera, rispetto al progetto iniziale. Potranno essere utilizzati i disegni di montaggio eventualmente modificati ed aggiornati. Tutti i disegni dovranno essere elencati e numerati precisamente in modo da costituire una serie omogenea: - cataloghi e monografie con le caratteristiche delle apparecchiature, sistemi utilizzati; - i certificati di collaudo di quelle apparecchiature o parti d impianto che richiedano il collaudo da parte delle Autorità od Enti Competenti; - un fascicolo fornito d indice di riferimento, comprendente: Pag. 14 di 73

76 i. caratteristiche di funzionamento degli impianti e delle singole apparecchiature. Per ogni apparecchiatura dovrà essere indicato con precisione il modello, il costruttore il fornitore; ii. iii. iv. schemi funzionali con relative descrizioni dettagliate; schemi di regolazione con relative descrizioni dettagliate; istruzioni per il normale esercizio dell'impianto e delle singole apparecchiature con indicazione delle sequenze e degli assetti di funzionamento previsti, dei parametri da controllare, delle misure da attuare in caso di segnalazioni di allarme o anomalie e del verificarsi di guasti; v. istruzioni relative alla manutenzione degli impianti e delle singole apparecchiature, con Indicazione delle operazioni di verifica, di manutenzione, di sostituzione da effettuare sull'impianto, comprese macchine ed apparecchiature e delle relative scadenze. Saranno descritte le operazioni da effettuare, precisando l'attrezzatura necessaria. - elenco dei pezzi di ricambio forniti (se inclusi nelle forniture), elenco dei pezzi di ricambio suggeriti per la manutenzione con indicazione dei quantitativi necessari a magazzino; - pannelli indicanti gli schemi funzionali di ogni singola centrale e/o sottocentrale tecnologica, protetti con vetro ed incorniciati, che dovranno essere appesi nei locali relativi; A completamento della consegna sarà compilato un "Verbale di consegna" che dovrà essere controfirmato dal Committente, dalla D.L. e dall'appaltatore. La data del verbale servirà come data di riferimento per le scadenze di Collaudo e di garanzia. Dovendo l Appaltatore predisporre gli impianti per la consegna nelle condizioni richieste nel presente Capitolato, si precisa che Le verrà concessa la possibilità di ripetere come massimo una serie di prove, alla presenza della Direzione Lavori e/o del Collaudatore. La necessità di ulteriori verifiche derivanti da mancanze e/o inefficienze imputabili all Appaltatore comporteranno per la stessa la corresponsione di indennità a favore della Direzione dei Lavori e/o del Collaudatore, valutata caso per caso, causata dai maggior oneri a cui saranno soggetti i medesimi ONERI DI COLLAUDO Il collaudo degli impianti si svolgerà secondo le modalità sotto indicate, comunque dopo che l impianto è stato messo in funzione e provato come sopra descritto. La richiesta di collaudo dovrà essere presentata per iscritto alla Committente ed al Collaudatore che verrà eventualmente nominato. Le date e le modalità d esecuzione dovranno essere concordate. L'Appaltatore dovrà mettere a disposizione il proprio personale competente per tutto il periodo relativo alle operazioni di collaudo. L'Appaltatore, dovrà mettere a disposizione gli strumenti necessari per le misurazioni ed i rilevamenti del collaudo, richiesti dal Collaudatore. Per i tempi e le modalità dei collaudi definitivi ci si dovrà attenere alle disposizioni riportate nel Capitolato Generale d Appalto della Committente riportante le condizioni generali di fornitura. Pag. 15 di 73

77 2.12. ONERI DI GARANZIA L'Appaltatore dovrà garantire gli impianti, i materiali, le apparecchiature da lui installate o fatte installare per la durata di 12 mesi, a partire dalla data di collaudo favorevole e comunque entro 18 mesi dalla data di consegna dell'impianto. La data di collaudo sarà definita di comune accordo con la D.L. Qualora per gli impianti si svolgano collaudi definitivi successivi riferiti a parti separate, la garanzia partirà dalle date dei singoli collaudi definitivi. Durante il periodo di garanzia saranno sostituite a totale carico dell'appaltatore i materiali, le apparecchiature e parti di impianto che risultino difettosi o che non diano le prestazioni richieste. Saranno pure a carico dell'appaltatore eventuali interventi di specialisti che si rendessero necessari per il funzionamento, riparazioni e messa a punto di apparecchiature o parti di impianto. L'Appaltatore s'impegna ad accettare, se vi fosse controversia sugli interventi, le decisioni della D.L. L'Appaltatore, una volta operata la sostituzione ed il ripristino delle apparecchiature o parti di impianti, dovrà darne comunicazione scritta alla D.L. per la verifica relativa. Pag. 16 di 73

78 CAPO III SPECIFICHE PER COMPONENTI E MONTAGGI ELETTRICI 3.1 TRASFORMAZIONE DI ENERGIA ELETTRICA La presente specifica definisce le caratteristiche tecnologiche e le condizioni di installazione dei componenti elettrici dedicati alla trasformazione di energia ubicati nella cabina utente MT/BT Trasformatore 15/0,4 kv kva, Vcc% =6 Trasformatore in resina MT/BT, conforme alle norme: IEC726; CEI 14-8; VDE0532 IEC 905 HD 464 DIN HD538.1 S2 Caratteristiche: Trasformatore in resina : U.m. Valore Potenza nominale kva 160 Gruppo Dyn11 Tensione primaria V Tensione di tenuta a frequenza industriale kv 50 Tensione di tenuta ad impulso kv 95 Tensione secondaria V 400 Perdite a vuoto W 850 Perdite in corto circuito a 75 C W 2900 Perdite in corto circuito a 120 C W 3350 Tensione di corto circuito % 6 Rumorosità LpA db 55 Rumorosità LwA db 62 Lunghezza: A1 mm 1170 Profondità: B1 mm 600 Altezza: H1 mm 1110 Interasse ruote mm 520 Peso Kg 730 Trasformatore trifase 15/0,4kV isolato in resina, classe di isolamento F/F, classe ambientale E2, classe climatica C2, comportamento al fuoco F1, a raffreddamento naturale in aria (AN) per installazione all'interno. Pag. 17 di 73

79 Circuito del nucleo realizzato con lamierini magnetici a grani orientati laminati a freddo, taglio dei lamierini realizzato con il metodo " step-lap", al fine di ridurre perdite a vuoto e rumorosità. Isolamento in materiale autoestinguente e non propagante l'incendio, classe F. Durante un'eventuale combustione è impedita l'emissione di gas alogeni e fumi opachi. Avvolgimento di alta tensione realizzato in nastri di alluminio, avvolgimento di bassa tensione in unico foglio di alluminio incapsulato in materiale isolante di classe F, impermeabile all umidità. Il trasformatore presenta un livello di scariche parziali inferiori o uguali a 5pC a due volte la tensione nominale ed è sovraccaricabile secondo IEC905. E' assicurata la completa assenza di manutenzione, solo in presenza di inquinamento atmosferico sarà necessaria una periodica pulizia dei depositi di polvere ed è possibile immagazzinare il trasformatore fino a -25 C. Accessori: Le prese di regolazione, derivate dall'avvolgimento di alta tensione, per adattare il Trasformatore al valore reale della tensione di alimentazione, sono realizzate con barrette da manovrare a trasformatore disinserito. I trasformatori sono muniti dei seguenti accessori: - 4 rulli di scorrimento orientabili a 90-4 golfari di sollevamento - ganci di traino del carrello - 2 morsetti di messa a terra - targa delle caratteristiche - barre di collegamento alta tensione con forature per il fissaggio cavi - morsettiera di regolazione della tensione primaria - terminali piatti lato BT - morsettiera esterna per i sensori di temperatura - certificato di collaudo - disegno d'assieme - libretto di istruzioni - schema della morsettiera Il trasformatore nell'esecuzione standard è normalmente equipaggiato con un sistema di protezione termica formato da: - 3 sensori termometrici del tipo PT100 nell'avvolgimento BT, inseriti in tubi di posizionamento e sostituibili - 1 morsettiera per il cablaggio dei suddetti sensori - 1 relè di protezione digitale - visualizzazione della temperatura per le tre fasi e il nucleo - determinazione del "set point" di allarme e sgancio predisposizione per il controllo in automatico dei ventilatori di raffreddamento - tensione di alimentazione universale AC/DC ( V) - protezione contro i disturbi elettromagnetici CEI-EN / inserimento di sistemi di allarme e sgancio - autodiagnosi Il trasformatore può essere equipaggiato con un sistema di ventilazione completo di relè di protezione interfacciabile con il relè di controllo della temperatura, organi di comando e segnalazione. Il sistema di controllo della temperatura e di protezione/azionamento dei Ventilatori può essere integrato in un'unica cassetta da installare a parete. I trasformatori in servizio con i ventilatori possono essere sovraccaricati fino al % della potenza nominale, in servizio continuo. Pag. 18 di 73

80 Prove e collaudi Il certificato di collaudo contiene il risultato delle prove standard di accettazione previste dalle norme IEC726; CEI14-8; VDE0532 a cui sono sottoposti tutti i trasformatori. Ai fini del comportamento al fuoco, i trasformatori sono di classe F1, come definito nel documento HD464 S1 e/o VDE0532. Certificazioni I trasformatori sono di classe ambientale C2 e di classe climatica E2, come definito nel documento HD464 S1 e/o VDE0532. La temperatura ambiente minima, alla quale potranno essere immagazzinati e a partire dalla quale potranno essere direttamente messi in servizio i trasformatori è di -25 C. Il trasformatore può sopportare consistente condensa o intenso inquinamento o a una combinazione di entrambi i fenomeni Contenitore per trasformatore in resina La presente specifica definisce le caratteristiche tecnologiche e le condizioni di installazione del componente di protezione del trasformatore utente MT/BT. Contenitore Il contenitore sarà dotato di morsetti terminali per la messa a terra. La continuità elettrica tra le parti metalliche del contenitore sarà assicurata dal loro collegamento mediante speciali avvitamenti; all interno del contenitore saranno previste due staffe per il fissaggio dei cavi. Nel caso di cavi con entrata dall alto o da un lato sarà prevista idonea apertura sul tetto su una delle facciate del contenitore. Il contenitore avrà un grado di protezione IP20 Ventilazione La ventilazione all interno del contenitore è progettata in modo da creare le stesse condizioni ambientali che si avrebbero in assenza del contenitore. Il trasformatore con contenitore è quindi in grado di erogare la stessa potenza del trasformatore senza contenitore. Dati tecnici: Larghezza (mm) Profondità (mm) Altezza (mm) Quadro Media Tensione (QMT) La presente specifica tecnica si applica alla fornitura di quadri elettrici di media tensione isolati in gas costruiti secondo IEC destinati alla distribuzione d energia; alla protezione di linee, trasformatori; generatori; macchine elettriche, fino a 24kV. Pag. 19 di 73

81 Norme di riferimento Normative di riferimento Titolo Categoria di perdita della continuità d esercizio Durata meccanica Durata elettrica Interruzioni di correnti capacitive Classe Classe Classe Massima classificazione arco interno IEC Definizioni generali IEC Interruttori M1 E2 C1 IEC Sezionatori con potere di chiusura M1 E3 IEC Sezionatori con potere di chiusura in combinazione con fusibili M1 E3 IEC Quadri MT in carpenteria metallica senza fusibili Nessuna perdita (*) IAC A FLR 16 ka,1s IEC Quadri MT in carpenteria metallica con fusibili LSC2APM IAC A FLR 16 ka,1s (*) a garanzia dell assenza di manutenzione, fino al numero massimo di manovre previsto per le classi di durata elettrica e meccanica indicate in tabella, il quadro sarà completamente isolato in gas ad eccezione dei collegamenti tra i singoli pannelli e i collegamenti dei cavi che dovranno essere isolati IP65 e non presenterà nessuna perdita della continuità d esercizio. In caso di ispezione del quadro per manutenzione straordinaria la categoria di perdita della continuità d esercizio sarà LSC2BPM Caratteristiche dei componenti Quadro di media tensione isolato in gas, in esecuzione senza perdita di continuità d esercizio (*), a semplice sistema di sbarra, esente da manutenzione, insensibile alle condizioni climatiche, ermeticità garantita a vita, completamente certificato, ampliabile, nessun lavoro col gas per il montaggio e ampliamento, montaggio semplificato, allacciamento cavi MT dal fronte. Il quadro dovrà essere esente da manutenzione a vita, completamente certificato e isolato in gas SF6. Pag. 20 di 73

82 La capsula di contenimento del gas SF6 sarà completamente saldata (esente da guarnizioni) quindi ermetica secondo IEC La capsula sarà costruita in acciaio inox. Gli isolatori passanti, così come tutti gli organi di manovra, saranno saldati direttamente sulla capsula di contenimento SF6 (esenti da guarnizioni). L ermeticità del quadro sarà garantita per un periodo > di 30 anni. I pannelli singoli verranno affiancati e collegati per mezzo di sbarre omnibus isolate all esterno delle capsule di contenimento del gas SF6. Non saranno necessari lavori con il gas SF6 nella fase di montaggio, ampliamento ed esercizio del quadro. I comandi del sezionatore a 3 posizioni e dell interruttore in gas saranno posti all esterno della capsula SF6 e facilmente accessibili. I comandi, così come gli apparecchi, saranno garantiti esenti da manutenzione. Trasformatori di corrente e di tensione devono essere alloggiati all esterno della capsula in SF6. I cavi allacciati dal fronte. Interruttore secondo IEC , classe M1-E2-C1 Il quadro MT sarà equipaggiato con interruttore secondo IEC , classe M1-E2-C1, con tecnica di interruzione dell arco dotato di contatti a campo magnetico radiale. Gli interruttori sono equipaggiati con : Chiusura manuale a mezzo leva, apertura ad accumulo di energia, comandi manuali; opzionale : comando ad accumulo di energia con ricarica delle molle a motore. Sganciatore di apertura oppure opzionale : sganciatore di minima tensione Contatti aux con 2NA + 2NC + 2 scambio, opzionale 7NA + 7NC + 2 scambio. Contamanovre Indicatori meccanici di molle cariche / scariche (solo comando a motore) e interruttore aperto / chiuso. Interruttore di manovra/sezionatore a 3 posizioni secondo IEC , IEC Il sezionatore sarà secondo IEC e IEC in classe M1-E3 del tipo a tre posizioni racchiuso in un involucro in acciaio isolato in gas SF6 con possibilità di controllo della presenza del gas. Le posizioni del sezionatore sono CHIUSO SU LINEA - APERTO - CHIUSO SU TERRA con comando indipendente dall operatore. La costruzione del sezionatore impedisce la chiusura contemporanea su linea e su terra senza l uso di blocchi a chiave. Nel pannello sezionatore, il sezionatore sottocarico a 3 posizioni è a comando manuale (opzione per comando a motore). Nel pannello sezionatore con fusibili, l apertura del sezionatore a 3 posizioni è collegata ai fusibili ad alto potere di rottura ed il comando è manuale (ad accumulo di energia solo per lo sgancio). Il sezionatore sottocarico e il sezionatore di terra sono facili da manovrare e sono interbloccati meccanicamente. Il comparto fusibili così come l accesso ai cavi MT sono possibili solo a derivazione chiuso a terra. Comparto cavi L accesso cavi è accessibile dal fronte. La porta cavi MT è accessibile solo con derivazione chiusa a terra. Le terminazioni cavo sono studiate per poter accettare qualsiasi tipo di terminale a T. La prova cavi è possibile direttamente sul terminale a T senza scollegamento dei cavi stessi. Pag. 21 di 73

83 Trasformatori di corrente I trasformatori di corrente sono del tipo toroidale trifasi monoblocco. Sono montati all esterno della capsula SF6 a potenziale di terra, direttamente sugli isolatori passanti della derivazione. E possibile montare TA toroidali anche sui cavi di derivazione. Trasformatori di tensione I trasformatori di tensione sono del tipo metallicamente incapsulati. Essi sono estraibili e vengono alloggiati all esterno della capsula SF6 sia sulla derivazione che sulle sbarre omnibus. I trasformatori di corrente e tensione per le celle misura possono essere del tipo convenzionale o del tipo combinato. Segregazioni metalliche secondo IEC classe PM Il quadro sarà previsto con separazioni metalliche tipo sendzimir-galvanised in classe PM secondo IEC Sbarre Omnibus Le sbarre omnibus sono collocate all esterno della capsula SF6 e sono metallicamente segregate, in classe PM secondo IEC , dal resto del quadro. Le sbarre omnibus consistono in tondi di rame con isolamento in gomma siliconica. E possibile l ampliamento senza lavori col gas SF6. Motorizzazione scomparto LST con N L unità interruttore (LST) SIF5600 con N sarà motorizzato con tecnologia THYTRONIC per consentire l apertura/chiusura del circuito di potenza dal sistema di telecontrollo del gestore ultimo dell impianto. Carpenterie Le carpenterie sono di lamiera zenzimir zincate. Le parti frontali sono trattate con verniciatura a polvere di tonalità grigio chiaro. Per l allacciamento cavi ogni cella è munita di piastre di ancoraggio orientabili in larghezza e profondità. Fusibili Le camere portafusibili sono unipolari e collocate all esterno della capsula SF6. Le stesse sono accessibili con derivazione chiusa a terra. Lampade di presenza tensione Il quadro è provvisto di indicatori di presenza tensione Cassonetti di bassa tensione Saranno fornibili in 2 esecuzioni : h = 600 mm. (standard) h. = 900 mm (opzionale) Per tipici sezionatore, sezionatore fusibili e Misure i cassonetti B.T. sono opzionali. Pag. 22 di 73

84 Dati tecnici Tensione nominale (kv) Tensione di esercizio (kv) Tensione di prova : Lista 2 Lista 2 Ad impulso (kv) A frequenza industriale (kv) Frequenza (Hz) Corrente nominale delle sbarre Corrente nominale alimentazioni Corrente nominale cella (Linea) Corrente nominale cella (Trasformatore) Potere di stabilimento nominale (A) (A) (A) 400/ /630 (A) per derivazione linea (ka) per derivazione trasformatore (ka) per interruttore (ka) Corrente di c.to c.to per 1 sec. (ka) Isolamento SF6 < 0,5 bar Pag. 23 di 73

85 Dimensione dei pannelli Tipico Sezionatore (Linea) Sezionatore con fusibili (Trasformatore) Interruttore Misura trasformatori convenzionali trasformatori incapsulati Congiuntore con sezionatore (1 cella) : Pareti di chiusura laterali (ogni lato) Altezza senza cassonetto bt con cassonetto bt Profondità (compresa distanza da parete) Distanza minima di rispetto (retro e laterale) Larghezza 350 mm 500 mm 500 mm 850 mm 600 mm 500 mm 10 mm 1400 mm 2000 mm 780 mm 50 mm Pag. 24 di 73

86 3.1.4 Linee MT I materiali devono essere progettati, costruiti e collaudati in conformità con le norme CEI applicabili in vigore ed in particolare con le seguenti: CEI CEI CEI II/III; CEI classe 2 CEI IEC CENELEC HD 620 S1 E HD 622 S1 Tabelle UNEL applicabili. Devono anche essere considerate ed applicate tutte le norme inerenti ai componenti ed ai materiali utilizzati nonché le norme di legge per la prevenzione degli infortuni. Tutti i cavi devono essere marcati, provvisti di marchio IMQ o di contrassegno equivalente. Dati e documentazione da fornire Tabelle tecniche dimensionali e di posa, certificazioni di prove. Modalità di posa in opera I conduttori, se non diversamente specificato, devono essere in rame. Il raggio di curvatura dei cavi deve tenere conto di quanto specificato dai costruttori. La sezione dei conduttori delle linee principali e dorsali deve rimanere invariata per tutta la loro lunghezza. I cavi devono essere siglati ed identificati con fascette segnacavo come segue: - su entrambe le estremità; - ogni 20 m lungo le passerelle portacavi; - in corrispondenza di ogni cambio di percorso. Su tali fascette deve essere precisato il numero di identificazione della linea e la sigla del quadro che la alimenta. Devono essere siglati anche tutti i conduttori degli impianti ausiliari in conformità agli schemi funzionali costruttivi. Per ogni linea di potenza facente capo a morsetti entro quadri elettrici o cassette la siglatura deve essere eseguita come segue: siglatura della linea sul morsetto e sul conduttore. La fornitura si intende comprensiva del complesso teste di cavo per l innesto alle apparecchiature di media tensione. Pag. 25 di 73

87 Tipologie di cavi ammesse - RG7H1R 15/20 kv: Cavo unipolare schermato per linee di media tensione, avente le seguenti caratteristiche: conduttore in rame rosso a corda compatta, (norme CEI classe 2); isolante in mescola elastomerica HEPR di qualità G7 (CEI 20-11). Spessore isolante come da CEI 20-13; IEC 60502; strato semiconduttivo applicato in 2 strati; schermature in accordo con le norme CEI 20-13;IEC 60502; armature costituite da nastri d'acciaio zincato che avvolgono l'insieme delle tre anime cordate (norme CEI 20-13; IEC 60502); guaina esterna costituita da mescola termoplastica a base di PVC di qualità Rz di colore rosso (norme CEI 20-11) Complesso accessori di cabina Accessori per cabina elettrica comprendente: - pedana isolante a 30 kv - guanti isolanti a 30 kv - fioretti - cartelli monitori 3.2 GENERAZIONE DI ENERGIA ELETTRICA La presente specifica definisce le caratteristiche tecnologiche e le condizioni di installazione dei componenti elettrici dedicati alla generazione di energia, ubicati nella cabina utente MT/BT Gruppo statico di continuità Monofase 2kVA E prevista la fornitura e la posa in opera, completa di messa in servizio, di un gruppo di continuità (UPS) per l alimentazione di utenze privilegiate tale da consentirne l autonomia di funzionamento per almeno 60 minuti in assenza di rete, a carico nominale. L apparecchiatura deve rispondere alle seguenti normative: EN ; EN ; EN ; EN Caratteristiche Tecnologia On-Line a doppia conversione a tempo zero con filtri per garantire una tensione esente da disturbi elettrici e perfettamente sinusoidale. Protezione contro le sovratensioni in ingresso ed uscita fino a 6 kv (IEC 801-5) Software di gestione dell UPS con grafici a barre riportanti informazioni quali: tensione di ingresso e uscita, carico applicato, l autonomia residua, guasti, ecc. Pag. 26 di 73

88 Controllo digitale dell apparecchiatura per una migliore affidabilità del sistema Slot di espansione per schede di comunicazione Sistema battery saving per test periodici di verifica efficienza batterie Espansione batteria per aumentare l autonomia dell UPS Dati tecnici Tensione nominale Range accettato per non intervento batteria Monofase 220V / 230V / 240V 160V -300V (110v 300V con carico al 60%) Fattore di potenza >= 0.97 Frequenza di ingresso 50 / 60 Hz autorange Potenza nominale (kva) 2 Forma d onda sinusoidale Tolleranza tensione ± 2% Distorsione tensione <= 3% Frequenza autoapprendimento Tolleranza di frequenza ± 0.2% Fattore di cresta 3 : 1 Sovraccarico ammesso 150% In per 10 sec Tipo/Numero prese 6 x IEC A Tempo di intervento 0 ms Rendimento AC-AC 90 % Batterie + espansione Porta di comunicazione Rumorosità acustica Temperatura di funzionamento Caricabatteria Conformità di sicurezza Conformità EMC N 8+8 da 12V / 7Ah RS232, slot per NetMan 102 Plus o MultiCom 302, 352 < 45 db (A) a 1 Mt 0 40 C ottimale per batteria 15 C-25 C 1A EN e direttiva 73/23/EC, 93/68/EC EN e direttiva 2004/108/EC Pag. 27 di 73

89 3.4 QUADRI ELETTRICI La presente specifica si applica al quadro elettrico di distribuzione dell utente installato a valle delle cabina di trasformazione, in particolare: Quadro di distribuzione La presente specifica deve essere letta congiuntamente agli ulteriori elaborati tecnici che compongono il progetto esecutivo, con particolare riferimento alla tavola IE-02. Specifiche tecniche: Verranno di seguito definite le condizioni tecnico ambientali, i requisiti di progettazione e le caratteristiche tecnologiche alle quali il fornitore dovrà attenersi per la realizzazione dei quadri elettrici di distribuzione secondaria: I quadri devono essere realizzati in conformità alla presente specifica ed agli schemi elettrici riportati negli elaborati progettuali. Norme di riferimento I quadri e le apparecchiature devono essere progettate, costruite e collaudate in conformità con le norme CEI applicabili in vigore ed in particolare con le seguenti: CEI 17/3 Contattori destinati alla manovra di circuiti a tensione non superiore a 1000 V in corrente alternata ed a 1200 V in corrente continua. CEI 17-5 Apparecchiatura a bassa tensione parte II. Interruttori automatici. CEI Apparecchiatura a bassa tensione parte III. Interruttori di manovra sezionatori, interruttori dì manovra - sezionatori e unità combinate con fusibili. CEI 17-13/1 Apparecchiature assiemate di protezione e manovra per bassa tensione (quadri BT) - parte I. Apparecchiature di serie soggette a prove di tipo (AS) e apparecchiature non di serie parzialmente soggette a prove di tipo (ANS). CEI Metodo per la determinazione delle sovratemperature, mediante estrapolazione, per le apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa tensione (quadri BT) non di serie (ANS). CEI Apparecchiature a bassa tensione parte IV. Contattori e avviatori, contattori e avviatori elettromeccanici. CEI Metodo per la determinazione della tenuta al cortocircuito delle apparecchiature assiemate non di serie (ANS). Pag. 28 di 73

90 CEI 32-1 Fusibili a tensione non superiore a 1000 V per corrente alternata e a 1500 V per corrente continua parte I. Prescrizioni generali. CEI 32-4 Fusibili a tensione non superiore a 1000 V per corrente alternata e a 1500 V per corrente continua parte II. Prescrizioni supplementari per i fusibili per uso da parte di persone addestrate (fusibili principalmente per applicazioni industriali). CEI 32-5 Fusibili a tensione non superiore a 1000 V per corrente alternata e a 1500 V per corrente continua parte II. Prescrizioni supplementari per i fusibili per uso da parte di persone addestrate (fusibili principalmente per applicazioni domestiche e similari). Devono essere considerate tutte le norme inerenti i componenti ed ai materiali utilizzati nonché le norme di legge per la prevenzione degli infortuni. Dati e documentazione da fornire disegni d'assieme e d'installazione; disegni fronte quadro con distribuzione utenze e servizi; caratteristiche degli organi di manovra e protezione e dispositivi ausiliari; schemi elettrici funzionali, unifilari e fogli dati; una copia va inserita in apposita in tasca all'interno del quadro; dichiarazione di conformità delle apparecchiature fornite con i prototipi che hanno superato le prove di tipo; manuali di esercizio e manutenzione; certificati delle prove di accettazione; elenco delle parti di ricambio consigliate per la messa in servizio e per due anni di esercizio. Condizioni di installazione I quadri saranno costruiti per essere installato all'interno: Temperatura massima 40 C Temperatura minima -5 C Umidità relativa massima 90% Ambiente normale Caratteristiche elettriche generali Tensione e frequenza nominali 400/230V - 50Hz Tensione di riferimento 600 V Tensione di isolamento del quadro V Tensione di prova a frequenza industriale V Corrente ammissibile di breve durata 30 ka Pag. 29 di 73

91 Corrente nominale delle sbarre principali 1000 A Caratteristiche costruttive Il quadro di bassa tensione è destinato alle protezione delle linee di distribuzione e dovrà essere realizzato con carpenteria modulare componibile di tipo sporgente, adatto per l'installazione all'interno a pavimento, nella posizione indicata sulle piante. Il quadro dovrà essere realizzato in conformità alla presente specifica ed agli schemi elettrici riportati negli elaborati progettuali. Essi dovranno essere rispondenti alle prescrizioni di legge e conformi alle norme CEI (in particolare alle norme 17-30/80 fasc. 542) e saranno costituiti da: 1) Contenitore modulare (o eventualmente più contenitori accostati e collegati fra loro) in lamiera di acciaio di spessore non inferiore a 1,2 mm, saldata ed accuratamente verniciata a forno internamente ed esternamente con smalti a base di resine epossidiche previo trattamento antiruggine. Per consentire l'ingresso dei cavi, il contenitore sarà dotato, sui lati inferiore e superiore, di aperture chiuse con coperchio fissato con viti o di fori pretranciati. Contenitori di tipo diverso da quanto sopra descritto potranno essere adottati solo se esplicitamente indicato sui disegni o nel computo metrico, o se approvati dalla D.L. 2)Pannelli di fondo oppure intelaiatura per consentire il fissaggio degli apparecchi o delle guide profilate di tipo unificato. Il pannello di fondo sarà in lamiera di acciaio verniciata a forno o zincata e passivata, e dovrà essere regolabile in profondità. Intelaiatura sarà in lamiera zincata e passivata o in profilato di alluminio anodizzato, ed oltre alla regolazione in profondità dovrà consentire anche di variare in senso verticale la posizione di apparecchi e/o guide profilate. 3) Pannelli di chiusura frontali in lamiera di acciaio di spessore minimo 1,5 mm, ribordata e verniciata internamente ed esternamente come descritto per i contenitori. I pannelli saranno modulari, in modo da costituire una chiusura a settori del quadro. Saranno ciechi se destinati a chiudere settori non utilizzati del quadro, o settori contenenti morsettiere o altri apparecchi su cui non sia normalmente necessario agire oppure dotati di finestrature che consentano di affacciare la parte anteriore degli apparecchi fissati sulle guide o sul pannello di fondo. 4) Porte anteriori (se indicate sui disegni) in lamiera di acciaio saldata ribordata ed irrigidita e protetta con lo stesso trattamento superficiale sopra descritto. Pag. 30 di 73

92 A seconda di quanto indicato sui disegni, le porte saranno di tipo cieco o con vetro temperato. Esse dovranno comunque essere dotate di guarnizioni in gomma antinvecchiante, di maniglie in materiale isolante e di serrature con chiave. Il quadro dovrà prevedere differenti scomparti, ciascuno predisposto per una specifica funzione (porta strumenti, vano morsettiere, vano barrature, vano interruttori, etc.) e ciascuno ampliabile a più moduli base per adattarsi alle esigenze di apparecchiature di taglie differenti. I moduli base destinati agli interruttori modulari passo 17,5 mm. andranno sfruttati non totalmente, ma alternando ad un settore occupato uno libero. La profondità del quadro dovrà risultare non inferiore a 600 mm. I cablaggi dei circuiti ausiliari dovranno essere eseguiti con conduttori flessibili isolati in PVC (cavo N07VK) aventi sezioni non inferiori a 1,5 mm 2, dotati di capicorda a compressione isolati e di collari di identificazione. Essi dovranno essere disposti in maniera ordinata e, per quanto possibile, simmetrica entro canalette in PVC munite di coperchio e ampiamente dimensionate. Le canalette dovranno essere fissate al pannello di fondo mediante viti autofilettanti, o con dado o rivetti, interponendo in tutti i casi una rondella. Non è ammesso l'impiego di canalette autoadesive. Particolare cura dovrà essere osservata nell'esatta ripartizione del carico su tutte le fasi. Tutte le apparecchiature dovranno essere dotate di targhette per l'identificazione dell'utenza la dicitura riportata sulle targhette dovrà corrispondere a quella riportata sullo schema del quadro. Gli eventuali trasformatori per l'alimentazione dei circuiti ausiliari dovranno essere di sicurezza (secondo CEI 64-8) e venire installati nella parte alta del quadro e la carpenteria in tale zona dovrà prevedere una adeguata ventilazione detti trasformatori dovranno avere il neutro o la presa centrale efficacemente connessa a terra. Non sono ammessi autotrasformatori. Qualora esistano sullo stesso quadro tensioni differenti o apparecchiature che, pur avendo le stesse tensioni, appartengono a sistemi differenti (ad esempio illuminazione o servizi di sicurezza), queste dovranno risultare completamente segregate e separate dalle altre ed Pag. 31 di 73

93 alloggiate entro scomparti a loro uso esclusivo privi di comunicazioni con i restanti scomparti i percorsi dei conduttori di sistemi differenti dovranno essere effettuati con canaline o tubazioni in metallo con grado di protezione non inferiore ad IP44. Il quadro dovrà avere all'interno una tasca per il contenimento dello schema elettrico quotato ed all'esterno su una delle pareti accessibili una targa metallica pantografata indicante : - nome del costruttore - data di costruzione - numero di identificazione - grado di protezione - tensione di impiego - corrente di corto circuito presunta Gli stessi dati andranno riportati in chiaro sullo schema contenuto nella tasca interna. Interruttori automatici scatolati La presente specifica definisce le caratteristiche tecniche costruttive e d'impiego che devono possedere gli interruttori automatici di tipo scatolato ed i relativi accessori da installarsi all'interno di quadri elettrici per bassa tensione. Le apparecchiature dovranno essere conformi alla presente specifica ed allo schema elettrico riportato nella tavola progettuale. Norme di riferimento Gli interruttori automatici scatolati devono essere installati, collegati e collaudati in conformità con le norme CEI applicabili in vigore ed in particolare con le seguenti: CEI 17-5 Apparecchiatura a bassa tensione parte II. Interruttori automatici; CEI Apparecchiature a bassa tensione parte III. Interruttori di manovra - sezionatori, interruttori di manovra - sezionatori e unità combinate con fusibili; CEI 17-13/1 Apparecchiature assiemate di protezione e manovra per bassa tensione (quadri BT) - parte I. Apparecchiature di serie soggette a prove di tipo (AS) e apparecchiature non di serie parzialmente soggette a prove di tipo (ANS) Dati e documentazione da fornire Scheda tecnica dell'interruttore, dei dispositivi di protezione, di manovra e dei relativi accessori; Pag. 32 di 73

94 Manuali di esercizio e manutenzione; Elenco delle parti di ricambio consigliate per la messa in servizio e per due anni di esercizio e degli attrezzi specifici per effettuare interventi di riparazione. Condizioni di installazione L'interruttore dovrà essere installato all'interno di un quadro elettrico per bassa tensione. Le condizioni di installazione sono le seguenti: Temperatura ambiente massima 40 C Temperatura ambiente minima -5 C Umidità relativa massima 90% Caratteristiche tecniche Gli interruttori dovranno essere costruiti da una scatola isolante a struttura portante in materiale vetropoliestero o equivalente di spessore tale da garantire l'indeformabilità nelle condizioni più gravose di corto circuito. Sganciatori di massima corrente Gli sganciatori dì massima corrente del tipo elettromagnetico sono ammessi per interruttori magnetotermici con corrente nominale fino a 250A. La protezione contro il sovraccarico dovrà essere realizzata con dispositivo termico a soglia regolabile realizzato con lamina bimetallica, la protezione contro il corto circuito dovrà essere realizzata con dispositivo magnetico a soglia fissa, lo sganciatore dovrà proteggere anche il neutro. Caratteristiche elettriche: Protezione termica regolabile 0,7-1 x In Protezione magnetica fissa 5-10 x Ith Sganciatori a microprocessore Gli interruttori con corrente nominale uguale o superiore a 400A dovranno essere equipaggiati con sganciatori di massima corrente con tecnologia elettronica a microprocessore. L'alimentazione sarà fornita direttamente dai trasformatori di corrente dello sganciatore. Pag. 33 di 73

95 Caratteristiche elettriche: Protezione contro il sovraccarico: ritardato a tempo a tempo lungo inverso e caratteristica di intervento a tempo dipendente: 0,4 1 ln, t= 3-18s Protezione neutro: 50% di In Protezione contro il cortocircuito: intervento istantaneo regolabile: 1,5-12 ln, t=istantaneo Sganciatori differenziali Gli sganciatori differenziali, per interruttori con correnti nominali fino a 250A, dovranno essere montati sugli interruttori automatici in modo tale da abbinare in un unico apparecchio la funzione differenziale e la funzione di protezione contro le sovracorrenti. Gli sganciatori dovranno essere realizzati con tecnologia elettronica analogica, saranno alimentati direttamente dalla rete e la funzionalità dovrà essere garantita anche con una sola fase in tensione e in presenza di correnti unidirezionali pulsanti con componenti continue. Si dovrà controllare costantemente le condizioni di funzionamento dell'apparecchio mediante pulsante di prova del circuito elettronico ed indicatore magnetico di intervento differenziale. Gli sganciatori dovranno essere realizzati in conformità a: IEC appendice B; IEC e EEC 1000 per la protezione contro gli sganci intempestivi; IEC 755 per l'insensibilità alle componenti continue. Caratteristiche elettriche: Tensione primaria di funzionamento V Soglie di intervento 0,03-0,1-0,3-0,5-3 A Tolleranza per Idn +0, -20 % Tempi di intervento 0-0,1-0,25-0,5-1-1,5 s Tolleranza sui tempi di intervento ± 20 % Segnalazione di intervento X Auto alimentazione X Ingresso per apertura a distanza X Tipo sganciatori di emerg. min. tensione Montaggio sottoposto Pag. 34 di 73

96 Contatti ausiliari I contatti ausiliari dovranno realizzare la segnalazione elettrica dello stato di funzionamento dell'interruttore: Aperto/chiuso dovrà indicare la posizione dei contatti dell'interruttore; Intervento sganciatore dovrà segnalare l'apertura dell'interruttore per intervento di una protezione (massima corrente o differenziale); Tensione nominale 125Vdc-0,3A, 400Vac-3 Interruttori automatici modulari La presente specifica definisce le caratteristiche tecniche costruttive e d'impiego che devono possedere gli interruttori automatici modulari ed i relativi accessori da installarsi all'interno di quadri elettrici per bassa tensione. Le apparecchiature dovranno essere conformi alla presente specifica ed allo schema elettrico riportato nella tavola di progetto. Norme di riferimento Gli interruttori automatici scatolati devono essere installati, collegati e collaudati in conformità con le norme CEI applicabili in vigore ed in particolare con le seguenti: CEI 23-3 Interruttori automatici di sovracorrente per usi domestici e similari per tensione nominale superiore a 415V in corrente alternata. CEI 17-5 Apparecchiatura a bassa tensione parte 2^ - interruttori automatici. CEI Apparecchiature a bassa tensione parte 3^ - interruttori di manovra, sezionatori, interruttori di manovra - sezionatori e unità combinate con fusibili. CEI 17-13/1 Apparecchiature assiemate di protezione e manovra per bassa tensione (quadri BT) - parte 1^ - apparecchiature di serie soggette a prove di tipo (AS) e apparecchiature non di serie parzialmente soggette a prove di tipo (ANS) Dati e documentazione da fornire Scheda tecnica dell'interruttore, dei dispositivi di protezione, di manovra e dei relativi accessori; Manuali di esercizio e manutenzione; Elenco delle parti di ricambio consigliate per la messa in servizio e per due anni di esercizio e degli attrezzi specifici per effettuare interventi di riparazione. Pag. 35 di 73

97 Condizioni di installazione L'interruttore dovrà essere installato all'interno di un quadro elettrico per bassa tensione. Le condizioni di installazione sono le seguenti: Temperatura ambiente massima 40 C Temperatura ambiente minima -5 C Umidità relativa massima 90% Caratteristiche tecniche Gli interruttori dovranno essere costruiti da un involucro auto estinguente ed atossico realizzato per stampaggio di resina termoindurente, parte meccanica del tipo autoportante senza vincoli meccanici specifici con l'involucro. Secondo l'impiego specifico a cui sono destinati i relè termici ed elettromagnetici dovranno avere caratteristiche d'intervento corrente/tempo appropriate. Le caratteristiche ammesse sono le seguenti: caratteristica B: comando e protezione di circuito ohmici (illuminazione, prese di corrente, riscaldamento, elettrodomestici) caratteristica C: comando e protezione di circuiti ohmico induttivi (illuminazione, riscaldamento, piccoli motori) caratteristica D: comando e protezione di circuiti fortemente induttivi (trasformatori, motori, ecc) Blocchi differenziali Dovrà essere possibile realizzare interruttori automatici differenziali attraverso l'assemblaggio di un interruttore automatico e di un blocco differenziale in grado di rilevare le correnti differenziali e comandare l'apertura dell'interruttore. La gamma di blocchi differenziali dovrà essere completa: 1) blocchi per correnti alternate; 2) blocchi per correnti alternate pulsanti e componenti continue; 3) blocchi selettivi per correnti alternate pulsanti e componenti continue. Tipo Tensione nominale V 230/ / /400 Tensione di esercizio V Tenuta alla tensione ad impulso V Tenuta alla tensione a freq. industriale V Pag. 36 di 73

98 Campo di intervento - corrente alternata 0,5-1 0,5-1 0,5-1 - corrente pulsante 0,11-1,4 0,11-1,4 Tempo d'intervento a Idn ms <200 <200 <500 Durata meccanica Durata elettrica Dovranno, inoltre essere dotati di dispositivi per la segnalazione di intervento, il ripristino e la prova di funzionamento. Contatti ausiliari L'interruttore potrà essere equipaggiato con un blocchetto di contatti ausiliari per segnalare la posizione dei contatti dell'interruttore. Tensione nominale 240 V Portata 6 A Tipo di contatto 1 NA + 1 NC Apparecchiature ausiliarie Fusibili I fusibili saranno conformi alla Pubblicazione IEC per installazioni industriali. I fusibili sui circuiti di distribuzione energia elettrica saranno dei tipi Ig o IIg. I fusibili sui circuiti di alimentazione motori potranno essere IG, IIG, am; quelli di corrente nominale superiore a 63 A saranno preferiti del tipo am. a) I fusibili a tappo avranno un potere di interruzione di: - 50 ka (r.m.s.) a 380 V ka (r.m.s.) a 500 V. Quelli per i circuiti di controllo potranno avere filettatura E16 oppure E27. Quelli per i circuiti di potenza potranno avere filettatura E27 oppure E33. b) I fusibili a coltello (HRC) avranno un potere di interruzione di 100 ka (r.m.s.) fino a 500V. Essi avranno dimensioni quanto più possibile uguali per le diverse correnti nominali, compatibilmente con gli standard costruttivi. Teleruttori I teleruttori da impiegarsi dovranno avere le seguenti caratteristiche: esecuzione compatta su guida DIN grado protezione morsetti IP20 Pag. 37 di 73

99 tensione di alimentazione bobina come da circuiti aux di comando tensione di isolamento 660 V categoria di impiego AC2 - AC3 categoria di impiego contatti ausiliari AC11 Relè ausiliari I relè ausiliari da impiegarsi dovranno avere le seguenti caratteristiche: tensione di isolamento 660 V categoria di impiego AC11 esecuzione su zoccolo per guida DIN grado protezione morsetti IP20 tensione di alimentazione bobina come da circuiti aux di comando Per i relè, le correnti nominali di impiego (Ie) si intendono riferite ad un servizio a carico di 120 cicli ora; se non diversamente indicato la classe di durata meccanica sarà 1 (in milioni di cicli di manovra a vuoto). Relè termici diretti I relè termici diretti di sovraccarico saranno bimetallici, tripolari, provvisti di protezione contro la mancanza di fase ed a ripristino manuale. Essi saranno regolabili mediante un dispositivo graduato ed opereranno almeno su un contatto in scambio. Salvo diversamente richiesto i relè termici saranno compensati rispetto alla temperatura dell aria ambiente per variazioni da - 5 C a + 50 C ed avranno caratteristiche come indicato nella Tabella VII della Pubblicazione IEC con le seguenti precisazioni per temperatura dell aria ambiente di + 50 C: Tipo 1 A = 1,00 B = 1,15 Nei relè per avviamento "normale", per un valore di corrente pari a 6 volte il valore di regolazione, non si avrà l intervento dei relè in meno di 5 secondi considerando gli stessi a una temperatura iniziale pari alla temperatura ambiente di + 40 C. Nei relè per avviamento "pesante", per un valore di corrente pari a 6 volte il valore di regolazione, non si avrà l intervento dei relè in meno di 12 secondi considerando gli stessi a una temperatura iniziale pari alla temperatura ambiente di + 40 C. L intervento a regime termico (a caldo) avverrà approssimativamente per valori di corrente maggiori o uguali a 1/4 del corrispondente valore di intervento a freddo, cioè con relè alla temperatura ambiente. Pag. 38 di 73

100 Salvamotori Si dovranno impiegare idonei salvamotori con sganciatori termici ritardati, uno per ogni fase, del tipo regolabile e sganciatori elettromagnetici fissi istantanei. Il comando sarà del tipo a pulsante fino ad una corrente di impiego di 12A, del tipo a levetta per correnti superiori. Dovranno inoltre rispondere ai seguenti requisiti: tensione di isolamento 660 V tensione nominale 660 V temperatura ammissibile -20 C +55 C potere di interruzione minimo senza fusibili 10KA Tutti i salvamotori, infine, dovranno essere dotati di contatti ausiliari. Trasformatori di tensione per circuiti BT I trasformatori di tensione per il comando degli ausiliari dovranno avere le seguenti caratteristiche: a) Comando apparecchiature ausiliarie in genere tensione primaria 220/380; tensione secondaria V oppure V; isolamento conduttori classe B; tensione di prova 4 kv per 1 ; isolamento con resina poliestere. I trasformatori di alimentazione di più circuiti, saranno dimensionati in modo che: - con il contatore o interruttore a più elevato assorbimento, in chiusura, - con tutti gli altri contatori o interruttori chiusi e le relative lampade di segnalazione accese. La tensione disponibile sul secondario non sia inferiore al 95 % della tensione nominale. Nei casi particolari in cui sia prevista la richiusura contemporanea di più circuiti, saranno considerati in chiusura tutti i contatori o interruttori del gruppo di circuiti più gravoso. I trasformatori monofasi saranno previsti per l allacciamento primario tra fase e fase. b) Alimentazione apparecchiature con necessità integrale di isolamento dal restante impianto. Caratteristiche analoghe a quelle precedentemente descritte eccezion fatta per la tensione Pag. 39 di 73

101 secondaria, che dovrà essere uguale a quella normalizzata per gli utensili elettrici in uso nei reparti di lavorazione (comunque inferiore ai 50V) e i due avvolgimenti dovranno essere comunque separati elettricamente da una parte metallica connessa all impianto di terra, che in caso di guasto impedisca il loro collegamento. Nel caso a) la presa di 0, centro dell avvolgimento secondario, dovrà essere messa a terra. Nel caso b) dovrà essere collegato a terra lo schermo metallico interposto tra i due avvolgimenti; qualora nel caso b) trattasi di trasformatori non omologati come trasformatori di sicurezza, anche in tale caso una presa dell avvolgimento secondario dovrà essere collegata a terra. Detti trasformatori saranno del tipo ad avvolgimento separato, il grado minimo di protezione sarà IP20. Trasformatori amperometrici circuiti BT Dovranno rispondere ai seguenti requisiti: tensione massima di riferimento isolamento 0,6 kv tensione di prova 3 kv a 50 Hz per 1 corrente nominale secondaria 5 A. Le correnti nominali termiche di corto circuito per i tipi superiori a 1000 A potranno essere comprese tra 80 e 100 Ipn. Manipolatori, selettori e pulsanti Tutti i manipolatori, i pulsanti e le spie di segnalazione dovranno essere del tipo modulare, adatti per il posizionamento ed il fissaggio su guida DIN; le categorie di impiego dei manipolatori e dei pulsanti è AC11 con tensione di isolamento 230 V c.a. Le correnti nominali di impiego (Ie) saranno almeno di 1 A a 120 V c.c. o 5 A a 220 V c.a. e comunque adatti alle caratteristiche di impiego; i pulsanti saranno posizionati e colorati in relazione alla loro funzione. Salvo diversamente indicato di volta in volta o nelle norme di riferimento, saranno usati i seguenti colori in conformità con la pubblicazione IEC 73: - ROSSO: arresto normale o arresto di emergenza in questo secondo caso con bottone a fungo. - VERDE: marcia o chiusura. I colori grigio e nero potranno essere usati per altri scopi. Le lampade di segnalazione dovranno funzionare con tensione di alimentazione pari a quella Pag. 40 di 73

102 utilizzata per i circuiti ausiliari di comando, ma la loro tensione nominale dovrà essere superiore onde allungarne notevolmente la durata di funzionamento. Tutte le lampade di segnalazione di un quadro saranno in un unico tipo e caratteristiche. Salvo diversamente indicato di volta in volta o nelle norme di riferimento, saranno usati i seguenti colori in conformità con la Pubblicazione IEC 73. Nel caso di impiego di segnalazioni luminose realizzate con diodi LED, i colori dovranno essere il più possibile riconducibili a quelli qui di seguito elencati: - lampada BIANCA: interruttore o contattore chiuso (in posizione di servizio); - lampada ROSSA: interruttore o contattore aperto per intervento protezioni e bloccato; - lampada VERDE: interruttore o contatore aperto pronto per la chiusura utilizzabile anche per indicare condizioni normali di esercizio); - lampada GIALLA: preallarme od indicazione anormale di funzionamento; - lampada BLU: richiesta intervento operatore. La lampada rossa sarà azionata dai relè di protezione o dai relè di blocco che, quando ripristinati, faranno spegnere la lampada rossa ed accendere quella verde. Morsetti di giunzione Tutti i morsetti combinabili dovranno possedere le seguenti caratteristiche: tipo con attacchi a vite su entrambi i lati; provvisti di identificazione alfanumerica del circuito asservito; adatti per il fissaggio su barre DIN ; serraggio con piastrina serrafilo; viti di serraggio accessibili solo con cacciavite; corpo isolante in melanina od altro materiale avente medesimi requisiti d isolamento; corpo conduttore in lega rame-zinco con trattamento di nichelatura; tensione nominale 750 V; tensione di prova 3000 V. I morsetti di connessione sia principali che ausiliari saranno adatti per il tipo ed il materiale dei conduttori previsti. I morsetti non facenti parte delle singole apparecchiature, saranno di tipo ad elementi componibili montati su profilati standard e raggruppati in morsettiere identificate con un codice riportato su una apposita targhetta. La composizione delle morsettiere per le connessioni esterne sarà studiata in relazione alla funzione dei collegamenti ed in modo da realizzare connessioni il più possibile adiacenti dei conduttori di uno stesso cavo. L isolante dei morsetti sarà in melamina od altra plastica ad alta densità. Pag. 41 di 73

103 La massa di stampaggio non conterrà sostanze organiche. Le morsettiere saranno ubicate in modo da garantire un sufficiente spazio per l esecuzione delle terminazioni dei cavi e del loro fissaggio, un facile accesso alle terminazioni ed una agevole lettura dei collari di identificazione. Saranno previsti morsetti di riserva nelle morsettiere per le connessioni esterne, nella quantità di almeno il 10 %. I morsetti dei circuiti amperometrici tra i TA ed i dispositivi di protezione e controllo e tutti i morsetti amperometrici delle morsettiere per le connessioni esterne, saranno di tipo cortocircuitabile, sezionabile e con presa a spina per i puntali di strumenti portatili. I secondari dei TA non utilizzati e le eventuali prese di rapporto addizionali saranno connessi alla morsettiera di uscita. I morsetti amperometrici non utilizzati saranno chiusi in corto circuito. I morsetti dei circuiti voltmetrici tra i TV ed i dispositivi di protezione e controllo e tutti i morsetti delle morsettiere per le connessioni esterne, saranno di tipo sezionabile. Tutti i morsetti relativi ai circuiti di comando e segnalazione saranno singolarmente numerati con numeri progressivi; i morsetti di potenza, quelli per le voltmetriche e le amperometriche saranno contrassegnati come previsto nelle norme di riferimento. Barrature in rame Tutte le barrature in rame dei vari quadri dovranno essere del tipo a spigoli arrotondati, stagnate nei punti di collegamento, corredate di ammaraggi e protezioni isolanti sulle parti normalmente in tensione, sostenute da portasbarre in resarm o sicodur. Tutte le bullonature di giunzione e di derivazione di dette sbarre dovranno essere del tipo zincocadmiate con rondelle antisvitamento, dadi e bulloni a testa esagonale. Capicorda Si dovranno adottare esclusivamente capicorda del tipo pinzabile a pressione, preisolati per le sezioni inferiori o uguali a 6 mm2, rivestiti di isolante, autostringenti per quelli di sezione superiore. Non sono ammessi capicorda con serraggio a bulloni. Ad ogni capocorda dovrà corrispondere un solo conduttore. Pag. 42 di 73

104 Ispezioni e collaudi Generalità E' facoltà della Committente procedere all'attività di ispezione presso l'officina del Fornitore durante il processo produttivo allo scopo di monitorare il progredire dei lavori e la qualità della fornitura, prima di procedere al collaudo. Il collaudo preliminare, sempre in accordo a quanto previsto dalle Normative, sarà eseguito presso l'officina del fornitore, mentre il collaudo finale sarà eseguito ad installazione ultimata in sito. I certificati di collaudo sono parte integrante della fornitura. Prove di accettazione Sulle apparecchiature e relativi componenti e materiali saranno eseguite presso le officine del costruttore e/o dei suoi sub fornitori tutti i controlli e le prove atte a verificare la rispondenza della fornitura alle prescrizioni della presente specifica ed alle Norme in essa citati. In particolare sui componenti le forniture saranno eseguite le prove nel seguito elencate : controllo a vista; controllo elettrico e funzionale dei circuiti principali ed ausiliari. verifica dell'efficienza del funzionamento meccanico ed elettrico prova di tensione a frequenza industriale dei circuiti principali ed ausiliari Prove di tipo Le prove di tipo, previste dalle norme per i quadri secondari di reparto, se richieste, dovranno essere eseguite su un prototipo da un Ente autorizzato che rilascerà i relativi certificati di collaudo. Ripetizione delle prove e relativi oneri Se una prova deve essere ripetuta a seguito di modifiche imposte da deficienze imputabili al costruttore del quadro, qualunque sia il tipo di prova, tutti gli oneri saranno a carico del costruttore ivi comprese la spesa di viaggio e di soggiorno degli incaricati del committente. Qualora la fornitura presenti dei difetti di costruzione oppure non risulti rispondente ai requisiti ed alle tolleranze specificati, il fornitore dovrà provvedere a tutte le modifiche necessario che saranno a suo carico insieme alle spese di una sua eventuale rispedizione e della serie di prove da ripetersi dopo le modifiche effettuate. Le prove di collaudo saranno a cura e spese del Costruttore / Fornitore, sia che vengano Pag. 43 di 73

105 effettuate presso le proprie officine, sia che vengano effettuate in cantiere o in altri luoghi Prima di eseguire il collaudo la fornitura sarà completata di tutte le parti, degli ausiliari e degli accessori previsti (dispositivi di controllo, targhe, ecc.) e verniciato secondo le modalità prescritte. Il costruttore fornirà attrezzature, strumenti e cavi per collegamenti provvisori. Prove in opera II fornitore dovrà eseguire in opera, a montaggio ultimato, tutte quelle prove che risultano necessario per verificare il corretto funzionamento e la corretta installazione delle parti costituenti la fornitura. In particolare saranno effettuate le seguenti prove : controllo a vista controllo dell'integrale corrispondenza tra installazione e disegni, compresi i collegamenti dei cavi e dei cavetti; controllo della presenza di tutte le targhette; controllo del serraggio dei morsetti; misura di isolamento sia tra i conduttori sia verso terra di tutti i circuiti; verifica del funzionamento elettrico delle apparecchiature; verifica del corretto funzionamento di tutte le azioni che provocano comandi; verifica del corretto intervento di tutte le azioni di consenso e/o interdizione; Quadro automatico di rifasamento La presente specifica definisce le caratteristiche tecnologiche e le condizioni di posa alle quali l'installatore dovrà attenersi per la fornitura e posa in opera del quadro automatico di rifasamento. Norme di riferimento I materiali devono essere progettati, costruiti e collaudati in conformità con le norme CEI applicabili in vigore ed in particolare con le seguenti: Direttiva B.T. 73/23 CEE (93/68) Condensatori CEI EN /2 Quadro CEI EN Devono altresì essere considerate ed applicate tutte le norme di legge per la prevenzione degli infortuni. I materiali devono essere provvisti di marchio IMQ. Pag. 44 di 73

106 Dati e documentazione da fornire Cataloghi, tabelle tecniche dimensionali e di posa, certificati di prova. Caratteristiche tecniche Il quadro automatico di rifasamento impiegato nella realizzazione del progetto dovrà avere le seguenti caratteristiche tecniche: 400 Vac 50 Hz Condensatori VRC 550 Vac THDImax< 50% THDIalarm 85% Tensione nominale 400 V c.a. sovratensione max 1,1 Un sovracorrente max 1,3 In Frequenza nominale 50 Hz (60 Hz su richiesta) Tensione circuiti ausiliari 110 Vc.a. alimentato mediante trasformatore monofase Intervallo temperatura di lavoro Carpenteria -25 C / +50 C In lamiera 20/10 mm protetta contro la corrosione mediante trattamento di fosfatazione e successiva verniciatura a polveri epossidiche colore grigio RAL 7032 (altre a richiesta) Grado di protezione esterno IP30 Chiusura a vite Ventilazione Forzata Sezionatore Tripolare sottocarico con bloccoporta 250A Alimentazione Cablaggio Ingresso cavi dall alto I cavi di collegamento interno sono antifiamma del tipo N07VK CEI I circuiti ausiliari sono identificati come da schemi elettrici Pag. 45 di 73

107 Teleruttori Fusibili Ogni batteria è controllata da un contattore tripolare. La limitazione dei picchi di corrente è ottenuta tramite l impiego di resistenze di precarica. Le bobine sono a 110 Vac 50 Hz. Le batterie capacitive sono protette da terne di fusibili. Il sistema di protezione sia dei circuiti di potenza (NH00) che di quelli ausiliari prevede l impiego di fusibili ad alto potere d interruzione. Condensatori Condensatori monofasi in polipropilene metallizzato autorigenerabile, con dispositivo antiscoppio e resistenza di scarica, omologati IMQ. Il riempitivo è biodegradabile e sono esenti da PCB. Collegamento a triangolo. Serie VRC 550 Vac Regolatore Varianti Tolleranza sulla capacità:-5%+10% Perdite nel dielettrico: <0,3 W/kvar Classe di temperatura: -25/D(55 C) Sistema di misura varmetrico a mezzo T.A.(secondario 5A) Strumento di protezione contro sovratensioni e sovracorrenti armoniche SPC2 Grado di protezione: IP54 Potenza a 400 Vac 50 Hz 76 kvar Batterie Elementari Gradini 4,5 9-13, ,5 kvar n 17 Potenza a 415 Vac 50 Hz 82 kvar Pag. 46 di 73

108 3.5 CANALIZZAZIONI ELETTRICHE Tubazioni La presente specifica definisce le caratteristiche tecnologiche e le condizioni di posa alle quali l'installatore dovrà attenersi per la fornitura e posa in opera delle tubazioni protettive incassate e/o in vista. Norme di riferimento I materiali devono essere progettati, costruiti e collaudati in conformità con le norme CEI/UNEL applicabili in vigore ed in particolare con le seguenti: CEI EN (CEI 23-39) Prescrizioni generali CEI EN (CEI 23-54) Prescrizioni particolari per sistemi di tubi rigidi e accessori CEI EN (CEI 23-55) Prescrizioni particolari per sistemi di tubi pieghevoli e autorinvenenti e accessori CEI EN (CEI 23-56) Prescrizioni particolari per sistemi di tubi flessibili e accessori CEI EN (CEI 23-46) Prescrizioni particolari per sistemi di tubi interrati CEI Canali in materiale plastico e loro accessori ad uso battiscopa Devono altresì essere considerate ed applicate tutte le norme di legge per la prevenzione degli infortuni. I materiali devono essere provvisti di marchio IMQ. Dati e documentazione da fornire Cataloghi, tabelle tecniche dimensionali e di posa, certificati di prova. Caratteristiche tecniche Le tubazioni isolanti impiegate nella realizzazione dell'impianto dovranno essere certificate per le seguenti prove: resistenza alla compressione: 750 N resistenza all'urto: 2 Kg da 100 mm temperatura di applicazione permanente e di installazione minima -5 C temperatura di applicazione permanente e di installazione massima +60 C curvatura a freddo (-5 C): eseguita con molla pie gatubo in acciaio resistenza alla temperatura: mediante pressione di una sfera per 1 ora a +60 C resistenza di isolamento: > 1 MOhm a 500V per 1 ' rigidità dielettrica: > 2000 V, 50 Hz, per 15' resistenza alla fiamma secondo CEI EN 50086: autoestinguente in meno di 30 secondi Pag. 47 di 73

109 Condutture in vista Per la realizzazione degli impianti a vista all interno di ambienti o locali in cui non vi siano problemi di possibili danneggiamenti meccanici, saranno utilizzate canalizzazioni in tubo a vista di pvc autoestinguente di tipo rigido con eventuali raccordi in guaina flessibile del medesimo materiale, corredato di cassette di derivazione apribili con attrezzo e custodie di apparecchiature per installazione a parete, anch esse realizzate in materiale autoestinguente e certificate dal costruttore per la resistenza alla prova con filo incandescente a 850 C. Per la separazione dei circuiti di potenza dagli impianti complementari (segnalazioni, illuminazione di sicurezza, illuminazione ordinaria, diffusione sonora, ecc.), dovranno essere realizzate canalizzazioni separate ed esclusive per ogni tipo di impianto. Le tubazioni saranno fissate a parete od a soffitto con appositi supporti a scatto o a collare ad intervalli non superiori a 50 cm; nelle variazioni di direzione o nel raccordo con custodie per apparecchiature e cassette di derivazione, dovranno essere impiegati unicamente accessori certificati dal costruttore per l ottenimento del grado di protezione necessario alle condizioni d installazione; non è ammessa la successione di più curve (max 180 ) senza l interposizione di scatole di derivazione. Il diametro interno dei tubi dovrà essere pari ad almeno 1.3 volte il diametro del cerchio circoscritto al fascio dei conduttori in esso contenuti. Negli attraversamenti di pareti e solai con particolare grado di resistenza al fuoco (REI) dovranno essere impiegati dei prodotti di riempimento con pari caratteristiche di resistenza. Negli attraversamenti di pareti e solai ordinari dovrà essere assicurata la continuità della canalizzazione; l attraversamento di una parete interposta a cassette di derivazione o a scatole porta frutti, dovrà essere realizzato con tubi murati che assicurino la separazione dei circuiti ed il grado di protezione dai contatti diretti richiesto. Modalità di posa Le tubazioni isolanti dovranno essere posate nel rispetto delle seguenti condizioni: -percorsi in vista; fissati con gli appositi supporti ad evitare formazioni di anse; supporto fissato alle strutture con tasselli metallici; -ingresso nelle cassette: eseguito con appositi raccordi ed adattatori, realizzando il grado di protezione meccanica previsto; filo pilota: infilato in ogni tubazione non utilizzata. Collaudi a) Verifica di conformità alle norme b) Verifica dei dati dimensionali Cassette di derivazione Caratteristiche costruttive Le scatole di derivazione impiegate in modalità di posa a vista sporgente dovranno avere le seguenti caratteristiche: - Forma quadrata o rettangolare. - Utilizzo della cassetta: ad ogni derivazione/smistamento di conduttori; Pag. 48 di 73

110 - Normativa: CEI C IEC 670; - Grado di protezione: IP 55; - Realizzate in materiale plastico resistente agli urti e autoestinguente per la connessione con tubi in PVC. Imbocchi completi di pressacavo materiale isolante; - Gamma di temperatura durante l'installazione: -15 C / +60 C; - Dimensioni indicative (LxHxP in mm.): 100x100x50-120x80x50-150x110x70-190x140x70-240x190x90-300x220x x300x x380x120; - Coperchio fissato con viti in acciaio; - Fissaggio delle cassette mediante tasselli ad espansione (non in materiale plastico) o su supporti compatibilmente con le strutture di supporto stesse - Imbocchi attuabili con passacavi e gradino facilmente sostituibili con pressatubi, o pressacavi, o raccordi filettati conformemente al tipo di collegamento e la grado di protezione IP richiesto. - Accessoriabili in relazione alle dimensioni con piastre di fondo fissate con viti. - Complete di morsetti antialtettanti, in numero e sezione adeguati ai cavi o conduttori che vi fanno capo e (se richiesto) di morsetto esterno/interno di terra. Modalità di posa Utilizzazione delle cassette: ogni volta che deve essere eseguita una derivazione o uno smistamento dei conduttori, o che lo richiedano le dimensioni, o la lunghezza di un tratto di tubazione, affinché i conduttori contenuti nella tubazione siano agevolmente sfìlabili. Utilizzazione delle cassette in corrispondenza degli attraversamenti di pareti nel caso di installazioni in vista. Conduttori all'interno delle cassette: legati e disposti in modo ordinato; se interrotti, essi devono essere collegati alle morsettiere IP20. Tutte le cassette vanno contrassegnate sul coperchio con apposita sigla per individuare il servizio di appartenenza; non è ammesso far transitare dalla stessa cassetta conduttori appartenenti ad impianti o servizi diversi, salvo i casi in cui siano presenti i separatori. Inoltre: -Non è ammesso il passaggio all'interno della stessa cassetta di conduttori a tensione differente o comunque appartenenti ad impianti non omogenei; -Tutte le viterie, bullonerie ed accessori metallici dovranno essere in acciaio inox; -Ogni connessione elettrica sarà effettuata in modo da assicurare un contatto stabile e meccanicamente solido, pertanto viene raccomandato l'uso di connettori a compressione; -I morsetti dovranno essere dimensionati in funzione delle correnti in transito; -II fissaggio del conduttore al morsetto deve essere garantito mediante serraggio di vite non direttamente premente sullo stesso. Collaudi Per tutte le cassette deve essere accertata: a) la conformità con le norme applicabili e con le prescrizioni di posa; b) la presenza dei contrassegni prescritti; Pag. 49 di 73

111 c) i dati dimensionali Passerelle portacavi La presente specifica definisce le caratteristiche tecnologiche e le condizioni di posa alle quali l'installatore dovrà attenersi per la fornitura e posa in opera delle passerelle portacavi. Norme di riferimento I materiali devono essere progettati, costruiti e collaudati in conformità con le norme CEI/UNEL applicabili in vigore ed in particolare con le seguenti: CEI EN (CEI 23-39) Prescrizioni generali CEI EN (CEI23-58) Sistemi di canali e di condotti per installazioni elettriche CEI Sistemi di canali metallici e loro accessori ad uso portacavi e portapparecchi CEI Sistemi di canali di materiale plastico isolante e loro accessori ad uso portacavi e portapparecchi per soffitto e parete CEI EN Sistemi di passerelle portacavi Devono altresì essere considerate ed applicate tutte le norme di legge per la prevenzione degli infortuni. I materiali devono essere provvisti, ove applicabile, di marchio IMQ. Dati e documentazione da fornire Cataloghi, dati tecnici, dati dimensionali ed eventuale certificazione di prove particolari. Tipologie di passerelle Passerelle portacavi asolate Le passerelle portacavi, conformi a CEI 23-31, saranno in lamiera zincata con zincatura SENDZIMIR ottenuta per immersione della lamiera in bagno di zinco fuso prima della lavorazione secondo UNI EN 10142, dotate di marchio IMQ, complete di dispositivo di messa a terra per la continuità elettrica con piastrina di rame, prive di superfici abrasive e taglienti. Inoltre: -fianchi anche per i pezzi speciali di raccordo; -asole 25x7 mm per la ventilazione dei cavi, sul piano di base; -coperchi con bordatura sui fianchi per l'assemblaggio con la passerella e con i pezzi speciali ad incastro "autoreggente" senza ausilio di clips o viteria, rimovibile con attrezzo; -giunzioni di testa sui pezzi rettilinei e sui raccordi, del tipo ad incastro maschio-femmina, come pure per i coperchi; utilizzo di giunti rettilinei solo nel caso di accoppiamento maschio-maschio, -area anulare a rilievo appositamente forata o provvista di nottolino filettato M5 (a seconda se si tratti del giunto maschio o del giunto femmina), sia per passerelle sia per i coperchi e pezzi speciali, per la corretta connessione elettrica di messa a terra. Pag. 50 di 73

112 Le passerelle saranno disposte in vista a parete ed a plafone con percorsi paralleli o complanari. È ammesso il taglio a misura dei tratti rettilinei con ripristino della zincatura. Tutti i pezzi speciali (curve, incroci, derivazioni, riduzioni, setti separatori, ecc.) devono essere di tipo prefabbricato con le stesse caratteristiche dei tratti rettilinei. Le passerelle dovranno essere assiemate in modo tale da permettere una facile posa e rimozione dei cavi. Nel caso di montaggio di passerelle sovrapposte, si dovrà rispettare la distanza minima di 250 mm tra i fondi delle passerelle stesse. Particolare attenzione deve essere posta nella realizzazione della curvatura delle passerelle, che non deve comunque mai avere raggio inferiore a 10 volte il diametro della sezione del cavo maggiore. Deve essere garantita la continuità elettrica delle passerelle metalliche. II collegamento alla rete di terra sarà realizzato con ponticelli equipotenziali, all'inizio e alla fine del tratto di passerella in uscita dai quadri. Accessori a completamento montaggio: -Le passerelle dovranno essere assiepate mediante bulloni (non è ammessa la saldatura e impiego di rivetti); -La serie di passerelle comprenderà tutti gli accessori quali curve, giunti, incroci, ecc. già prefabbricati tali da rendere agevole l'installazione; -Supporti/staffature a muro/plafone/trapezio tali da garantire un carico di 100 kg/m ed un carico concentrato accidentale di 80 kg nel punto mediano fra i supporti/staffature e comunque tali da supportare le passerelle con il massimo carico possibile; -Supporti (in lamiera zincata) consisteranno in elementi verticali ed orizzontali con possibilità di essere fissati a parete, plafone e strutture metalliche. Ogni 20 m., tutte le passerelle dovranno riportare una etichetta di identificazione che ne dichiari il contenuto. Le passerelle di potenza saranno comunque distinte per tipologia di cavo trasportato: potenza (correnti forti) e impianti speciali (correnti deboli). Normalmente le passerelle non saranno munite di coperchio ad eccezione di quei tratti ove potrebbero verificarsi danneggiamenti meccanici. Il materiale di tali coperchi sarà di acciaio zincato (stesso materiale delle passerelle); le dimensioni compatibili con quelle delle passerelle. L'assiemaggio dei coperchi dovrà essere eseguito in modo tale da non impedire la naturale ventilazione dei cavi. Le passerelle dovranno essere assiemate in modo tale da permettere una facile posa e rimozione dei cavi. Nel caso di montaggio di passerelle sovrapposte, si dovrà rispettare la distanza minima di 250 mm tra i fondi delle passerelle stesse. Ogni 20 m, tutte le passerelle dovranno riportare una etichetta di identificazione che ne dichiari il contenuto. Le passerelle di potenza saranno comunque distinte per tipologia di cavo trasportato: potenza (correnti forti) e impianti speciali (correnti deboli). Modalità di posa La funzione fondamentale di una passerella è quella di reggere, contenere e proteggere i cavi nel tempo. La modalità di posa incide in maniera determinante nella scelta delle caratteristiche di resistenza agli urti, agli agenti chimici e atmosferici; il numero di cavi presente all interno dei canali e delle passerelle incide sulle sollecitazioni meccaniche sugli elementi e sulle staffe o mensole di sostegno. Pag. 51 di 73

113 La scelta delle caratteristiche meccaniche e di protezione degli agenti chimici e atmosferici deve essere verificate quindi dall appaltatore in funzione delle condizioni reali di posa. Le passerelle devono essere adatte per fissaggio a parete o soffitto a mezzo di supporti (staffe o mensole) in acciaio zincato, comprese nella fornitura; i supporti non devono mai essere ancorati al controsoffitto. Le dimensioni delle staffe e delle mensole devono essere tali da garantire un fissaggio robusto e sicuro. I supporti devono essere fissati secondo quanto previsto dai costruttori in base al carico lineare presente, e comunque ad una distanza massima di 2 m uno dall'altro. Il collegamento tra supporti e passerelle/canali deve essere realizzato con viti e dadi; non sono in generale accettate saldature. Qualora fosse indispensabile effettuare saldature, queste devono essere ricoperte con due mani di vernice antiruggine. I supporti possono essere fissati con chiodi sparati o tasselli metallici ad espansione, in corrispondenza del cemento armato oppure essere murate nelle strutture in laterizio oppure saldate o avvitate ai profilati di strutture in ferro. Dopo eventuali asportazioni della zincatura per lavorazioni eseguite in cantiere, si dovrà ripristinare l'escoriazione tramite verniciatura utilizzando vernici a forte concentrazione di zinco organico. Devono essere adottati opportuni accorgimenti atti a garantire l'assorbimento delle eventuali dilatazioni lineari. Devono essere adottati opportuni accorgimenti negli attraversamenti zone con presenza di giunti di dilatazione. E' ammesso il taglio a misura degli elementi rettilinei con ripristino della zincatura a freddo o verniciatura sulle superfici del taglio. Gli eventuali spigoli vivi devono essere smussati o protetti in modo da evitare di danneggiare le guaine dei cavi, in particolare durante la posa. Devono essere evitati cambi di direzione ad angolo retto. Se installati sotto pavimento galleggiante, le passerelle devono essere distanziati dal pavimento grezzo di almeno 30 mm. I collegamenti tra i vari elementi devono essere realizzati con giunti fissati con viti; non sono accettate saldature. Le passerelle devono essere posate in posizione tale da assicurare comunque la sfilabilità dei cavi e l'accessibilità agli stessi (ad esclusione di particolari situazioni espressamente indicate negli elaborati grafici di progetto), e tale da evitare che la prossimità di altri componenti impiantistici possa portare ad un declassamento delle caratteristiche nominali. In generale le passerelle non saranno dotate di coperchio fatto salvo le seguenti eccezioni: a) passerelle installate in zone di passaggio ad altezza inferiore ai 3 m b) in tutti i casi indicati sugli altri elaborati di progetto (per es. nelle autorimesse). Dove si rendano necessarie più passerelle, nella loro posa in opera si deve rispondere a particolari requisiti tecnici, quali la distanza tra loro, la possibilità di posa di nuovi conduttori, il collegamento alla rete di terra. Le passerelle devono essere siglate e identificate con targhette indicanti la tipologia di impianto (energia normale, energia di sicurezza, energia MT, impianti ausiliari,ecc..) come segue: - ogni 20 m nei tratti rettilinei; - in corrispondenza di ogni cambio di percorso. Pag. 52 di 73

114 Nel caso in cui si installino canalizzazioni in edifici e/o zone ove sia richiesta la protezione sismica, lo staffaggio deve essere eseguito in conformità con quanto richiesto dalle Leggi e dalle Norme Tecniche specifiche. Al fine di garantire l integrità dell isolamento dei cavi da eventuali abrasioni derivanti da adattamenti o tagli realizzati in opera, tutte le lamiere devono essere opportunamente sbavate o ribordate; in qualsiasi caso non sono ammessi cambiamenti di direzione o di piano con angoli vivi di curvatura a 90 gradi. Nei tratti verticali delle canalizzazioni, tutti i cavi devono essere ammarati con fascette in materiale termoplastico anti allentamento in modo da scongiurare eventuali tensioni od allentamenti delle condutture; tutte le canalizzazioni devono essere corredate di coperchio di protezione. Devono essere previsti i necessari collegamenti di terra ed equipotenziali. Negli attraversamenti di pareti e solai con particolare grado di resistenza al fuoco (REI), devono essere impiegati dei prodotti di riempimento con pari caratteristiche di resistenza. La posa in opera delle condutture all interno delle canalizzazioni dovrà avvenire con un certo ordine, evitando accavallamenti ed giri tortuosi del conduttore, salvaguardando il coefficiente di stipamento previsto nell elaborato specifico di calcolo. All interno di canalizzazioni metalliche devono essere posate unicamente delle condutture a doppio isolamento 0.6/1 kv (ex grado 4), ad eccezione dei cavi GV in N07V-K. All interno delle canalizzazioni metalliche, non è ammessa alcun tipo di derivazione delle condutture. L uscita del cavo deve essere realizzata anch essa a mezzo pressacavi, per salvaguardare l integrità dell isolamento da possibili danneggiamenti od incisioni. Non è ammessa la derivazione singola dalla canalizzazione di conduttori unipolari ma unicamente raggruppati agli altri conduttori dello stesso circuito; in caso di necessità di tale realizzazione ed in caso di condutture con sezioni superiori ai 16 mm², occorre predisporre una flangia di materiale isolante completa di pressacavi da fissare sulla canalizzazione, dopo averne predisposto l asolatura. Collaudi a) Verifica di conformità alle norme b) Verifica dei dati dimensionali Pag. 53 di 73

115 3.6 FORMAZIONE DORSALI ELETTRICHE La presente specifica definisce le caratteristiche tecnologiche e le condizioni di posa alle quali l'installatore dovrà attenersi per la fornitura e posa in opera dei cavi elettrici. Norme di riferimento I materiali devono essere progettati, costruiti e collaudati in conformità con le norme CEI applicabili in vigore ed in particolare con le seguenti; CEI Cavi isolati con polivinilcloruro con tensione nominale non superiore a 450/750V CEI Calcolo delle portate dei cavi elettrici parte 1^ in regime permanente (fattore di carico 100%) CEI 20-22/1 Prove d'incendio su cavi elettrici parte 1^: generalità e scopo CEI 20-22/2 Prove d'incendio su cavi elettrici parte 2^; prova di non propagazione dell'incendio CEI 20-22/3 Prove d'incendio su cavi elettrici parte 3^: prove su fili o cavi disposti a fascio CEI Giunzioni e terminazioni per cavi d'energia CEI Cavi per energia e per segnalamento - sistema di designazione CEI Connettori per cavi di energia CEI Conduttori per cavi isolati : CEI Cavi isolati con polietilene reticolato per linee aeree a corrente alternata con tensione nominale non superiore a 1 Kv CEI Giunzioni e terminazioni per cavi d'energia a tensione Uo/U non superiore a 600/1.000 V in corrente alternata e 750 V in corrente continua CEI Metodi di prova per isolanti e guaina dei cavi elettrici rigidi e flessibili (mescole elastomeriche e termoplastiche). CEI Prova di resistenza al fuoco dei cavi elettrici Tabelle UNEL applicabili. Devono anche essere considerate ed applicate tutte le norme inerenti ai componenti ed ai materiali utilizzati nonché le norme di legge per la prevenzione degli infortuni. Tutti i cavi devono essere marcati, provvisti di marchio IMQ o di contrassegno equivalente. Dati e documentazione da fornire Tabelle tecniche dimensionali e di posa, certificazioni di prove. Modalità di posa in opera I conduttori, se non diversamente specificato, devono essere in rame. I conduttori impiegati nell esecuzione degli impianti devono essere contraddistinti dalle Pag. 54 di 73

116 colorazioni previste dalle vigenti normative, con particolare riferimento a quanto indicato dal Comitato Tecnico CEI 16 e dalle tabelle CEI UNEL I colori normalizzati previsti dalle norme CEI per la distinzione dei singoli conduttori saranno: - giallo/verde per il conduttore di terra e di protezione; - blu chiaro per il conduttore di neutro; - nero, grigio, marrone per i conduttori attivi di fase a 230/400V. Non è ammesso l'uso dei colori azzurro e giallo verde per nessun altro servizio, nemmeno per gli impianti ausiliari. I cavi possono essere installati secondo le modalità di posa previste dalla norma CEI In particolare deve essere rispettato quanto segue: a) per posa su passerelle o canali, i cavi devono essere posati in modo ordinato; b) nei tratti verticali, i cavi devono essere fissati alle passerelle o ai canali con collari atti a sostenerne il peso; i collari devono essere installati ogni metro di lunghezza del cavo oppure di più cavi se appartenenti alla stessa linea. Le sezioni minime dei conduttori dei circuiti di potenza saranno 2,5 mmq, mentre per i circuiti ausiliari di comando e segnalazione dovranno essere utilizzate condutture con sezioni non inferiori a 1,5 mmq. Il dimensionamento dei cavi, oltre a quanto detto precedentemente, deve essere eseguito in virtù anche della massima c.d.t. ammessa dalle norme CEI, nonché della massima portata in regime permanente in relazione alle rispettive condizioni di posa ed in virtù della classificazione dell ambiente. In particolare dovranno essere rispettati i seguenti valori massimi ai fini della valutazione della c.d.t.: 4% per i circuiti di forza motrice; 4% per i circuiti di illuminazione. Tutte le connessioni dei vari circuiti dovranno essere eseguite all interno delle apposite cassette di derivazione con morsetti trasparenti del tipo a vite unica conformi alle norme CEI ed in grado di assicurare un idonea protezione dai contatti diretti in caso di manutenzione all interno della scatola stessa; i circuiti solamente in transito all interno delle scatole, dovranno essere privi di morsetti di collegamento. Non sono accettate giunzioni nelle passerelle portacavi. Le connessioni dell impianto di dispersione di terra, dovranno essere eseguite con appositi capicorda a pressione meccanica imbullonati e protetti contro la corrosione; le derivazioni dal conduttore principale di protezione dovranno essere eseguite con morsetti del tipo passante. La sezione occupata dai cavi non deve superare il 50% della sezione utile della passerella o canale. Il rapporto tra il diametro interno del tubo (in cui sono posati i cavi) e il diametro del cerchio circoscritto ai cavi contenuti deve essere almeno 1,3 volte (minimo 10mm) negli ambienti ordinari; Il raggio di curvatura dei cavi deve tenere conto di quanto specificato dai costruttori. La sezione dei conduttori delle linee principali e dorsali deve rimanere invariata per tutta la loro lunghezza. I cavi devono essere siglati ed identificati con fascette segnacavo come segue: - su entrambe le estremità; Pag. 55 di 73

117 - in corrispondenza di ogni cassetta di derivazione; - ogni 20 m lungo le passerelle portacavi; - in corrispondenza di ogni cambio di percorso. Su tali fascette deve essere precisato il numero di identificazione della linea e la sigla del quadro che la alimenta. Devono essere siglati anche tutti i conduttori degli impianti ausiliari in conformità agli schemi funzionali costruttivi. Per ogni linea di potenza facente capo a morsetti entro quadri elettrici o cassette la siglatura deve essere eseguita come segue: siglatura della linea sul morsetto e sul conduttore (E06-01 / E06-19) Cavi non propaganti l incendio in HEPR Tipologie ammesse: FG7R 0,6/1 kv (unipolare) e FG7OR 0,6/1 kv (multipolare) Conforme alle norme CEI 20-13, CEI 20-22/2, CEI e parti successive, CEI 20-37/0 e parti successive, CEI Linea in cavo unipolare/multipolare flessibile in rame nazionale rosso ricotto, tipo FG7-R conforme alle prescrizioni CEI 20-13, 0.6/1kV, isolato in gomma etilenpropilenica HEPR ad alto modulo di qualità G7, con guaina esterna in PVC di qualità RZ, non propagante la fiamma (CEI 20-35), non propagante l'incendio (CEI III edizione), con elevate caratteristiche elettriche, meccaniche e termiche (CEI e CEI 20-34), per posa fissa in idonea tubazione e/o canale. Stampigliatura ad inchiostro con marchio IMQ Cavi resistenti al fuoco: Sono cavi che, in caso di combustione, assicurano per un determinato tempo il loro normale funzionamento; inoltre durante la combustione emettono ridottissima quantità di fumi opachi e di gas tossici, senza emissione di gas corrosivi. Tipologie ammesse: FTG10M1 0,6/1 kv (unipolare) e FTG10OM1 0,6/1 kv (multipolare) Linee elettriche in cavo resistente al fuoco secondo CEI e CEI 20-36, a ridotta quantità di fumi opachi e di gas tossici, senza emissione di gas corrosivi. Conforme alle norme CEI 20-45, CEI 20-36/1 e parti successive, 20-22/3 e parti successive, CEI 20-35/1 e parti successive, CEI 20-37/0 e parti successive, CEI 20-38/1 e parti successive. Linea in cavo unipolare/multipolare flessibile in rame nazionale rosso ricotto, tipo FTG10-M1 conforme alle prescrizioni CEI 20-13, 0.6/1kV, isolato in gomma etilenpropilenica HEPR ad alto modulo con guaina esterna in materiale termoplastico, colore grigio, non propagante la fiamma (CEI 20-35), non propagante l'incendio (CEI III edizione), a ridottissimo sviluppo di fumi opachi e gas tossici con assenza totale di gas corrosivi (CEI 20-37; 20-38; 20-45), con elevate caratteristiche elettriche, meccaniche e termiche (CEI e CEI 20-34), resistente al fuoco (CEI 20-36) per posa fissa in idonea tubazione e/o canale. Stampigliatura ad inchiostro con marchio IMQ. Pag. 56 di 73

118 3.6.3 Cavi per interni e cablaggi in PVC Tipologie ammesse: N07V-K 450/750V Conforme alle norme CEI 20-22/2, CEI 20-35/1 e parti successive, CEI e parti successive. Linea in cavo unipolare flessibile in rame nazionale rosso stagnato, tipo N07V-K conforme alle prescrizioni CEI 20-20, 450/750V, isolato in PVC di qualità R2, non propagante l'incendio (CEI III edizione), con elevate caratteristi che elettriche, meccaniche e termiche (CEI e CEI 20-34), non propagante la fiamma (CEI 20-35), temperatura caratteristica pari a 70 C, per posa fissa in idonea tubazione e/o canale. Stampigliatura ad inchiostro con marchio IMQ. Collaudi II collaudo sarà effettuato a posa ultimata e consiste nelle prove di accettazione previste dalle norme CEI. 3.7 DISTRIBUZIONE TERMINALE F.M. La presente specifica definisce le caratteristiche tecnologiche alle quali l'installatore dovrà attenersi per la fornitura e posa in opera degli apparecchi terminali di forza motrice. Norme di riferimento Gli apparecchi vanno progettati, costruiti e collaudati in conformità con le norme CEI o con altre norme specifiche applicabili in vigore e in particolare con: -CEI "Prese a spina di tipi complementari per usi domestici e similari" -CEI "Prese a spina per usi industriali" Tutti gli apparecchi devono essere marcati IMQ o con contrassegno equivalente. Dati e documentazione da fornire Cataloghi, dati tecnici, dati dimensionali ed eventuali certificati di prova. Caratteristiche dei materiali Per il tipo sporgente per usi industriali, interbloccate, vale quanto segue: a) norme specifiche di riferimento: CEI Prese a spina per usi industriali; b) ogni presa deve essere di tipo bipolare o tripolare più polo di terra, con portate nominali di corrente riferite alle tensioni di 230 V (colore blu), 400 V (colore rosso) e 24 V (colore viola) secondo quanto specificato negli altri elaborati di progetto; c) ogni presa deve essere completa di interruttore di blocco, atto a permettere l'inserimento/disinserimento della spina solo a circuito aperto; Pag. 57 di 73

119 d) la protezione può essere costituita da interruttore magnetotermico o da fusibili; e) le prese a 24 V devono risultare complete di trasformatore 220/24 V di sicurezza. Modalità di posa Postazioni F.M. con prese industriali Viene definita postazione F.M. il quadro elettrico contenente prese industriali dìtipo CEE. La postazione F.M. comprende: -n 1 presa CEE tipo industriale 3P+Nx16A; -n 1 presa CEE tipo industriale 1P+Nx16A; -materiale di consumo per il cablaggio del quadro. Il punto presa si intende comprensivo di: a) spina di derivazione monofase completa di fusibili a corrente nominale non inferiore a 16 in derivazione da condotto sbarra di forza motr ice continuità; b) spina di derivazione trifase completa di fusibili a corrente nominale non inferiore a 16 in derivazione da condotto sbarra di forza motrice energia normale; c) quota parte derivazioni in cavo dalle spine al quadro terminale, secondo la tipologia indicata negli elaborati di progetto, d) quota parte tubazioni in acciaio zincato e/o guaine metalliche, raccordi tubo/scatola fino all innesto con il quadro terminale. Caratteristiche costruttive Prese a spina IEC309 per usi industriali -involucro in resina di forte resistenza al calore ed agli agenti corrosivi -tipologia apparecchi: presa interbloccata con fusibili -n poli: 2P+T / 3P+T / 3P+N+T -tensione: 220 VI 380 V -frequenza: 50 Hz -corrente nominale: 16 A colore blu per 2P+T 16 A colore rosso per 3P+T -grado di protezione meccanica minimo IP 55 -accessori di installazione -base singola per presa -base doppia per 2 prese - base tripla per 3 prese. Apparecchi di comando per uso industriale Apparecchi modulari inseriti in scatole di PVC rinforzato per montaggio sporgente a parete. Pag. 58 di 73

120 Le scatole vanno dotate di sportelli di chiusura per ottenere il grado di protezione minimo IP 55. Gli imbocchi devono essere filettati per raccordo a tubi oppure provvisti di pressatubi. Collaudi a) Verifica qualitativa e quantitativa b) Prove in tensione e verifica del senso rotazione fasi c) Controllo degli interblocchi e verifica caratteristiche delle protezioni d) Controllo sezione del cavo di connessione e del conduttore di terra Pag. 59 di 73

121 3.8 DISTRIBUZIONE TERMINALE LUCE La presente specifica definisce le caratteristiche tecnologiche alle quali l'installatore dovrà attenersi per la fornitura e posa in opera degli apparecchi di comando Gli apparecchi di comando da installare dovranno essere di tipo a modulo largo, con placca di copertura, fissata a scatto, in tecnopolimero nei colori scelti dalla D.L.. La forma ed i colori saranno scelti dalla D.L. a seguito di opportuna campionatura da parte della Ditta esecutrice prima della loro posa in opera. Norme di riferimento Gli apparecchi vanno progettati, costruiti e collaudati in conformità con le norme CEI o con altre norme specifiche applicabili in vigore e in particolare con: -CEI 23.9 "Apparecchi di comando non automatici per installazione fissa per uso domestico e similare" Tutti gli apparecchi devono essere marcati IMQ o con contrassegno equivalente. Dati e documentazione da fornire Cataloghi, dati tecnici, dati dimensionali ed eventuali certificati di prova. Caratteristiche dei materiali Il punto luce comprende: a1) la tubazione (in vista) a partire dalla dorsale per i punti luce nei locali tecnici. b) il cavo (del tipo indicato) c) la scatola terminale (se richiesta). La portata nominale minima degli apparecchi di comando deve essere di 10 A in c.a., con isolamento 250 Vac. Devono essere conformi alle prescrizioni della norma CEI Gli interruttori devono essere adatti a sopportare le sovracorrenti di chiusura e di apertura sui carichi induttivi (lampade a fluorescenza). Nella scelta degli interruttori si deve tenere conto del declassamento dovuto al tipo di carico alimentato. Il punto di comando comprende: a1) la tubazione in vista dalla dorsale all interruttore per le accensioni nei locali tecnici b) le scatole di derivazione c) il cavo (del tipo indicato) d) le scatole portafrutto, i frutti, le placche, (se necessarie o richieste, i pressacavi e le portelle protettive), placche IP55 Pag. 60 di 73

122 Modalità di posa I punti luce devono essere realizzati in maniera diversa a seconda del tipo di apparecchio illuminante utilizzato, in conformità a quanto indicato negli altri elaborati di progetto. Tutti i punti luce hanno origine da una cassetta di derivazione e terminare ai morsetti dell'apparecchio. Negli impianti totalmente in vista le scatole terminali vengono fissate alla struttura dell'edificio. Gli apparecchi di comando a vista devono essere fissati con viti sulla struttura dell edificio Il conduttore di terra deve essere portato anche ai supporti ed alle protezioni metalliche degli organi di comando (placche, cestelli, ecc.), ad esclusione degli apparecchi certificati in Classe II (doppio isolamento) o Classe III (bassissima tensione di sicurezza). Apparecchi di comando per uso industriale Apparecchi modulari inseriti in scatole di PVC rinforzato per montaggio sporgente a parete. Le scatole vanno dotate di sportelli di chiusura per ottenere il grado di protezione minimo IP 55. Gli imbocchi devono essere filettati per raccordo a tubi oppure provvisti di pressatubi. Collaudi a) Verifica qualitativa e quantitativa b) Prove in tensione e verifica del senso rotazione fasi c) Controllo degli interblocchi e verifica caratteristiche delle protezioni d) Controllo sezione del cavo di connessione e del conduttore di terra Pag. 61 di 73

123 CAPO IV IMPIANTO DI MESSA A TERRA L'impianto di terra sarà costituito dall'insieme di dispersori intenzionali e di fatto, conduttori di terra e di protezione, collettori di terra e giunzioni, installati e collegati con le seguenti finalità: - limitare i valori delle tensioni di passo e contatto, entro valori previsti dalle norme CEI; - egualizzare i potenziali delle masse e delle masse estranee; - assicurare il corretto intervento delle protezioni dai contatti indiretti: messa a terra di protezione di tutte le parti di impianto e di funzionamento dei circuiti e degli apparecchi utilizzatori, degli involucri metallici delle apparecchiature che, in caso di guasto, potrebbero trovarsi in tensione con conseguente pericolo di contatti indiretti. L'impianto di terra dovrà soddisfare i requisiti stabiliti dalle normative applicabili, in particolare dalle norme CEI 11-37, 11-1, 64-12, 64-8 nonché dalle regole tecniche di connessione di impianti di utente alla rete elettrica di distribuzione in media tensione di ENEL Distribuzione S.p.a. (DK5640). Collettori di terra II dispersore di terra esterno risulterà collegato, in più punti, ai collettori di terra, situati nei locali tecnici della struttura. I collettori di terra principali saranno collegati in più punti al dispersore ed alle armature dei pilastri in cemento armato o delle strutture in ferro, con apposito piatto in rame. Ai collettori di terra principali saranno attestati i seguenti conduttori: - collegamenti a terra della rete di distribuzione principale di dorsale di allacciamento equipotenziale dei collettori di terra distribuiti nei vari locali tecnici della struttura; - collegamenti a terra di tutte le masse metalliche estranee presenti all'interno dei locali. I collettori di terra saranno costituiti da sbarre in rame accessibili, di dimensioni sufficienti a consentire il collegamento di tutti i conduttori di terra previsti. Le dimensioni minime dei dispersori sono desunte dalle norme CEI 11-1 e CEI Ai collettori di terra saranno collegati anche i conduttori di protezione PE dei cavi di alimentazione dei rispettivi quadri elettrici di piano ed i conduttori di protezione PE dei cavi di distribuzione derivati dagli stessi quadri. In generale, tutte le derivazioni saranno realizzate con morsetti a pettine per conduttori nudi o con morsettiere unipolari a più vie se si utilizzeranno conduttori isolati, in modo da poter disconnettere le derivazioni senza interrompere la dorsale. La sezione del conduttore di protezione principale sarà invariata per tutta la lunghezza del collegamento. Gli elementi metallici (per esempio armadi, involucri, racks) ed il conduttore di protezione (PE) dell impianto interno devono essere connessi alla rete di interconnessione equipotenziale realizzando una configurazione a stella (vds. CEI EN Fig. 9). I collettori equipotenziali devono essere installati per connettere: il conduttore di protezione PE, gli elementi metallici degli impianti interni (per esempio armadi, involucri, racks), Per realizzare una efficace equipotenzializzazione occorre rispettare i seguenti criteri: Pag. 62 di 73

124 interconnettere i collettori equipotenziali al sistema di dispersori con percorsi per quanto possibile brevi; usare materiali e dimensioni dei collettori equipotenziali conformi alle prescrizioni della CEI Art. 5.5; I materiali, le dimensioni e le condizioni d impiego dei componenti delle interconnessioni equipotenziali devono essere conformi alla CEI EN ed alle specifiche del presente documento. La minima sezione delle interconnessioni equipotenziali deve essere conforme alla Tab. 1 della medesima norma. Conduttori di terra e di protezione Compito di questi conduttori sarà quello di collegare i collettori principali di messa a terra con le apparecchiature, le strutture metalliche ed i nodi equipotenziali di terra previsti all'interno dei quadri elettrici. I conduttori di terra e di protezione avranno una sezione adeguata a sopportare le eventuali sollecitazioni meccaniche alle quali potrebbero essere sottoposti in caso di guasti, calcolata e/o dimensionata secondo quanto stabilito dalle norme CEI. In particolare, per le caratteristiche ed il dimensionamento dei conduttori di protezione PE, si farà riferimento alla documentazione esecutiva relativa agli impianti di distribuzione illuminazione e forza motrice. La sezione dei conduttori di terra e di protezione, cioè dei conduttori che collegano all impianto di terra le parti da proteggere contro i contatti indiretti, non deve essere inferiore a quella indicata nella tabella; se dall applicazione della tabella risulta una sezione non unificata deve essere adottata la sezione unificata immediatamente superiore al valore calcolato. S 16 Sp = S 16 < S 35 Sp = 16 S > 35 Sp = S/2 S: sezione del conduttore di fase Sp: sezione minima del corrispondente conduttore di protezione Quando un unico conduttore di protezione deve servire più circuiti utilizzatori, la tabella si applica con riferimento al conduttore di fase di sezione più elevata; le grandezze sono espresse in mm². I valori della tabella sono validi solo se il conduttore di protezione è costituito dallo stesso materiale dei conduttori di fase. Quando il conduttore di protezione non è parte integrante dello stesso cavo di alimentazione o della stessa tubazione contenente i conduttori di fase, la sua sezione non sarà mai inferiore a 2,5 mm² e corredata di protezione meccanica. Collegamenti equipotenziali Tutte le masse estranee e le tubazioni metalliche accessibili destinati ad adduzione, distribuzione e scarico delle acque, i canali di condizionamento, ecc. esistenti nell'area dell'impianto elettrico utilizzatore saranno collegate all'impianto di terra. Pag. 63 di 73

125 I morsetti di collegamento alle masse estranee ed alle tubazioni assicureranno un contatto sicuro nel tempo. In particolare saranno eseguiti i collegamenti equipotenziali, con connessione all'impianto di terra, per: a) massa del trasformatore; b) schermatura dei cavi MT trasformatore c) box trasformatore d) sistemi di canalizzazioni portacavi metallici. La sezione minima dei conduttori equipotenziali di terra per le masse estranee non sarà mai inferiore a 16 mm² e sarà sempre corredata di protezione meccanica. La sezione dei conduttori equipotenziali principali non sarà inferiore a 25 mm². Il collegamento equipotenziale supplementare può essere assicurato da masse estranee, purché soddisfino le condizioni specificate dall art della norma CEI Giunzioni Le giunzioni saranno in genere eseguite con appositi morsetti a bulloni serrati con chiavi dinamometriche o mediante saldatura autogena o alluminotermica. Esse dovranno garantire: - bassa resistenza di contatto; - elevata resistenza meccanica; - elevata resistenza alla corrosione. Gli accorgimenti da adottare per evitare le corrosioni di natura chimica ed elettrochimica saranno i seguenti: - utilizzare come dispersori materiali metallici omogenei; - per connettere metalli diversi, utilizzare morsetti in materiali speciali che riducono le coppie elettrochimiche e proteggere la giunzione con nastratura autovulcanizzante o similare; - evitare l interramento di corde e picchetti di rame nelle immediate vicinanze di strutture interrate di ferro o acciaio. Nelle cassette di derivazione, o dove il conduttore di protezione presenta un andamento a rimbalzo, deve essere impiegato un unico morsetto o capocorda a pressione (sono esclusi i morsetti con serraggio a vite) che raggruppi tutti i conduttori derivati. Pag. 64 di 73

126 CAPO V SPECIFICHE PER APPARECCHI DI ILLUMINAZIONE 5.1. NORME DI RIFERIMENTO Si richiamano qui di seguito le principali norme che si applicano alla presente specifica: -CEI 34-21, 34-22, 34-23: "Apparecchi illuminanti: Parte 1ª - Prescrizioni generali e prove; Parte 2ª - Prescrizioni particolari. Apparecchi di emergenza; Parte 3ª - Prescrizioni particolari- Apparecchi fissi per uso generale" -CEI "Apparecchi di illuminazione. Prescrizioni particolari. Apparecchi con trasformatore incorporato per lampade ad incandescenza" -CEI "Apparecchi di illuminazione. Prescrizioni particolari. Proiettori" -CEI "Apparecchi di illuminazione. Prescrizioni particolari. Apparecchi da incasso" -CEI "Apparecchi di illuminazione. Prescrizioni particolari. Apparecchi a circolazione d'aria (Prescrizioni di sicurezza)" -CEI "Apparecchi di illuminazione. Prescrizioni particolari. Apparecchi di illuminazione stradale" -CEI "Apparecchi di illuminazione. Prescrizioni particolari. Apparecchi per piscine e usi similari" -EN 55015: "Limiti e metodi di misura delle caratteristiche delle lampade a fluorescenza e degli apparecchi di illuminazione relative ai radiodisturbi" -EN 60555: "Disturbi nelle reti di alimentazione prodotti da apparecchi elettrodomestici e da equipaggiamenti elettrici simili" -EN (fascicoli vari) "Apparecchi di illuminazione". - Regione Emilia-Romagna. Legge Regionale n 19 del : Norme in materia di riduzione dell inquinamento luminoso e di risparmio energetico 5.2 SPECIFICHE GENERALI Nella fornitura in opera degli apparecchi illuminanti si considerano sempre inclusi: a) gli oneri derivanti dalla installazione; b) le connessioni elettriche; c) la messa a punto dell'apparecchio completo. Tutti gli apparecchi impiegati devono essere adatti all'ambiente in cui sono installati e devono avere caratteristiche tali da resistere alle azioni meccaniche, corrosive, termiche o dovute all umidità alle quali possono essere esposti durante l'esercizio. I materiali e le apparecchiature devono essere corredate del marchio di qualità IMQ e corrispondenti alle specifiche costruttive delle norme CEI nonché essere dotate di marcatura CE relativa alla normalizzazione europea. Ciascun apparecchio dovrà essere completo e funzionante in ogni sua parte, caratterizzato da robustezza, precisione di lavorazione e accuratezza di finitura, esente da vibrazioni e rumori dovuti a reattori. Sarà anche equipaggiato con lampade e integralmente cablato, provvisto di morsettiera sia per i collegamenti interni che per il collegamento ai punti luce predisposti. Pag. 65 di 73

127 I tubi fluorescenti lineari saranno ad accensione normale, avranno diametro di 16 mm, saranno caratterizzati da alta efficienza luminosa e da elevata resa cromatica, con temperatura di colore K o altra a scelta della D.L. Gli involucri metallici e le parti metalliche internamente accessibili per la manutenzione dovranno essere collegati in modo permanente e sicuro a un morsetto di terra. Il conduttore di protezione non avrà sezione inferiore a 1,5 mmq e sarà contraddistinto da rivestimento isolante giallo-verde. Tutte le apparecchiature accessorie contenute nell'apparecchio illuminante, quali accenditore, condensatore, reattore, zoccoli e relativi elementi per l'innesto e l'interconnessione dovranno risultare facilmente smontabili e sostituibili: l'uso di rivettature o "pinzature" e' esplicitamente vietato. Tali apparecchiature, ove indicato, saranno nel numero secondo la tipologia dell'apparecchio illuminante. I cablaggi interni dovranno essere realizzati con conduttori in rame, aventi sezione non inferiore a 1 mmq. Il cassonetto metallico o in resina, costituente il corpo dell'apparecchio illuminante, deve essere corredato di guarnizione elastica, di materiale antinvecchiante, posta in adeguata sede, coerentemente al grado di protezione IP prescritto per ciascun tipo di apparecchio. Anche l'entrata del cavo di alimentazione dovrà corrispondere al grado di protezione IP prescritto. I cassonetti metallici devono essere realizzati con lamiera di acciaio, trattata e preparata, verniciata a fuoco o con altro procedimento di pari efficacia, con tinta grigia o nera o altra da definirsi in sede contrattuale. I cassonetti in resina devono essere realizzati con l'impiego di resina poliestere rinforzata da fibre di vetro autoestinguente. L'alimentatore (reattore), convenzionale o elettronico, dovrà essere costruito in conformità alle norme vigenti e dovrà portare, fra l'altro, l'indicazione della massima temperatura raggiungibile in condizioni normali e della sovratemperatura che può verificarsi in condizioni anormali di esercizio (cortocircuito sullo starter, mancanza del tubo fluorescente, interruzione di un elettrodo, mancato innesco della scarica) Tutti gli impianti elettrici ed ausiliari devono essere realizzati a "regola d arte" in conformità alla legge 186/68 ed alla legge DM 37/08; inoltre devono essere osservate tutte le disposizioni del presente progetto e della direzione lavori. L Impresa Installatrice dovrà anche prevedere quanto altro non espressamente specificato ma necessario alla buona riuscita dei lavori conformemente alle prescrizioni di legge. Modalità di posa in opera Per la posa in opera degli apparecchi illuminanti risultano a carico dell'appaltatore i materiali e le opere accessorie necessarie per una corretta installazione di quanto specificato nel seguito. In particolare, a puro titolo indicativo, si ricordano: - staffaggi e strutture varie di supporto; - materiali di consumo; - pulizia accurata degli schermi e dei riflettori prima della messa in servizio. Pag. 66 di 73

128 Dati e documentazione da fornire Cataloghi, dati tecnici, dati dimensionali ed eventuali campionature. Garanzie Dovrà essere garantito il corretto dimensionamento e le prestazioni di tutte le forniture alle condizioni di funzionamento previste nei documenti contrattuali. Dovrà inoltre essere garantita la buona qualità e costruzione dei materiali; si dovranno sostituire o riparare durante il periodo sopraccitato gratuitamente nel più breve tempo possibile quelle parti che per cattiva qualità di materiale, per difetto di lavorazione o per imperfetto montaggio si dimostrassero difettose. Tali lavori dovranno essere eseguiti presso le officine del costruttore oppure sul luogo di installazione. La messa in servizio sarà a carico del Fornitore, che si renderà garante e responsabile dei lavori da eseguirsi e del personale che interverrà. Nel periodo di garanzia la manutenzione preventiva sarà a carico della Ditta, limitatamente alle parti di sua fornitura. Il Fornitore dovrà indicare il proprio centro di assistenza più vicino all'indirizzo di installazione dell'impianto oggetto della fornitura. Il centro di assistenza tecnica dovrà essere in grado di garantire servizi di manutenzione e di pronto intervento nei tempi richiesti dal Committente. Spedizioni II Costruttore/fornitore dovrà adottare tutte le misure atte ad evitare rischi di danneggiamento o deterioramento durante il trasporto. In ogni caso dovrà tener conto sia della permanenza in ambienti umidi e polverosi, sia del carico e scarico anche in condizione di pioggia. I componenti e le apparecchiature dovranno essere fissati e bloccati in modo da sopportare le vibrazioni e gli urti dovuti al trasporto ed alle necessario azioni di movimentazione con mezzi di sollevamento per il carico, lo scarico e l'installazione SPECIFICHE PARTICOLARI PER ILLUMINAZIONE DI SICUREZZA L illuminazione di sicurezza ha il compito di garantire la sicurezza delle persone nel caso in cui venga a mancare l illuminazione ordinaria in modo da poter: - prevenire il pericolo derivante dalla mancanza di luce ordinaria nei luoghi di lavoro; - evitare il panico; - permettere l esodo. E prevista la realizzazione di un impianto di illuminazione di sicurezza mediante l adozione di apparecchi autonomi e apparecchi funzionanti in regime ordinario alimentati mediante sorgente di sicurezza centralizzata e condutture resistenti all incendio. Apparecchi autonomi Apparecchio per l'illuminazione di sicurezza predisposto al funzionamento non permanente, costruito in materiale plastico autoestinguente resistente alla fiamma, conforme alle norme CEI 34-21, CEI EN , adatto alla posa a parete, a soffitto, ad incasso (con accessorio a parte) o a sospensione, con le seguenti caratteristiche: Pag. 67 di 73

129 - grado di protezione IP65; - accumulatori ermetici ricaricabili al Ni-Cd per alta temperatura; - autonomia minima di 1 ora; - ricarica completa in 12 ore; - morsetteria di alimentazione 230V-50Hz; - classe di temperatura T3, apparecchio in AD-FT, classe 2; - modo di riposo dell'emergenza conforme alle norme CEI EN ; - flusso in emergenza secondo la norma CEI EN ; - equipaggiato di circuito elettronico ausiliario, dotato di un fotodiodo per il riconoscimento della lampada guasta e di due commutatori decimali in grado di impostare il numero di identificazione dell apparecchio autoalimentato; - dispositivo di autotest per la carica\scarica automatica e programmata delle batterie Distribuzione dei circuiti di sicurezza I circuiti di sicurezza saranno indipendenti dagli altri circuiti, in modo che guasti, o interventi, sui circuiti ordinari non compromettano il corretto funzionamento dei circuiti di sicurezza. La separazione dei circuiti deve essere assicurata nelle cassette di derivazione. Non è richiesta la separazione fra più circuiti di sicurezza SPECIFICHE PARTICOLARI PER ILLUMINAZIONE ESTERNA E prevista la realizzazione di un impianto di illuminazione esterna mediante l adozione di apparecchi con palo aventi le seguenti caratteristiche tecniche: - Apparecchio con palo per utilizzo interrato (h=5300 mm) - Corpo in alluminio pressofuso - Colore antracite - Riflettore in alluminio presso fuso - Diffusore in acrilico trasparente - Ottica frangiluce in alluminio speculare brillantato - Cappello di chiusura in termoindurente - Chiave apertura/chiusura portello morsettiera con sistema no tensione di rete all apertura dello stesso - Portello di chiusura e portacablaggio in termoindurente - Viterie in acciaio inox - Conforme alle leggi contro l inquinamento luminoso - Flangia 250x250 mm spessore 10 mm in acciaio zincato a caldo - Palo De 102 mm a norme DIN in acciaio zincato a caldo (UNI 5745/75) - Asola e morsettiera 4x16 mmq CLII con portafusibile e portello di chiusura Pag. 68 di 73

130 Modalità di posa in opera Per la posa in opera degli apparecchi illuminanti esterni risultano a carico dell'appaltatore i materiali e le opere accessorie necessarie per una corretta installazione di quanto specificato nel seguito. In particolare, a puro titolo indicativo, si ricordano: - interramento palo; - pozzetti di derivazione; - materiali di consumo; - derivazione di derivazione - guaina elastomerica impermeabilizzante - pulizia accurata degli schermi e dei riflettori prima della messa in servizio. Pag. 69 di 73

131 CAPO VII OPERE MURARIE ED INTERVENTI DI CANTIERE Generalità Come "opere murarie ed interventi di cantiere" si intende tutta una serie di interventi, prestazioni e realizzazioni di lavori che sono collegati agli impianti per la loro esecuzione. Esse sono così suddivise: opere per sostegni e staffaggi vari opere murarie di assistenza opere murarie in genere Opere per sostegni e staffaggi vari Si considerano le opere relative a: - fissaggio di mensole e staffe a pareti o solai in cls, compresi tasselli, pezzi speciali, profilati in acciaio aggiuntivi, ecc. - fissaggio di apparecchiature e attrezzature varie a pareti e/o solai in cls - fissaggio di apparecchiature e attrezzature varie a pareti in cartongesso e/o in laterizio - staffaggi per tubazioni, canalizzazioni, organi di intercettazione e similari nelle centrali e nei cavedi e nei cunicoli tecnici, comprendendo l'esecuzione di eventuali strutture metalliche di supporto fissate alle pareti, a pavimento o ai solai. Sono compresi elementi di ancoraggio, pezzi speciali, profilati in acciaio aggiuntivi, ecc. - staffaggi per le sospensioni degli organi terminali (apparecchi di illuminazione, sensori, ecc.) nelle posizioni definite nei disegni di progetto. - fori da realizzare con trapano su murature e pareti di qualsiasi tipo per fissaggio di tappi ad espansione, bulloni, tasselli, chiodi sparati, ecc.. Sulle strutture in acciaio in sostituzione dei fori devono essere usate apposite cravatte, morsetti e simili - saldature per fissaggi vari - trabattelli fino a 3 m di altezza - manovalanza per la movimentazione di cantiere - trasporto alla discarica dei materiali di imballaggio e di risulta delle lavorazioni. Si precisa che le sospensioni devono risultare indipendenti dalla struttura portante del controsoffit-to e non devono andare in appoggio su di esso. Le quotazioni di queste opere sono comprese nei singoli prezzi unitari. Opere murarie di assistenza Sono comprese in tale sezione le opere inerenti alla posa di reti e di apparecchiature ovunque nel fabbricato per consentire l'installazione degli impianti. In particolare si comprendono: - fori di qualunque forma e dimensione (oltre a quelli già previsti nel progetto architettonico e strutturale) nei solai o pareti di qualunque tipo e loro chiusura (nel calcestruzzo, tradizionale o cartongesso). Sono fori da realizzare con trapano, carotatrice o altro mezzo, comprendendo anche le forniture accessorie per tali macchine e la pulizia dell'area dopo l'intervento Pag. 70 di 73

132 - tracce su tavolati e simili in laterizio, blocchi, cartongesso, ecc. e relativa chiusura da realizza-re con personale e mezzi idonei - opere di protezione di reti posate a pavimento, mediante l utilizzo di strutture rigide resistenti al passaggio di persone e/o mezzi - smontaggio e rimontaggio di controsoffitti e/o pavimenti galleggianti per interventi impianti-stici e per le opere di finitura, di collaudi, ecc. - fissaggio di profilati metallici, tubazioni, canalizzazioni e apparecchiature su strutture in carpenteria metallica, su pareti, soffitti o pavimento mediante chiodi sparati, tasselli, bulloni, tappi ad espansione, morsetti e simili - trabattelli e ponteggi sino a qualunque altezza - sollevamenti, tiri in alto e posizionamento di tutte le macchine ed apparecchiature ovunque queste vadano installate - pulizia accurata, ripristino di eventuali piccoli danni e rimessa in ordine delle reti a pavimento (canalizzazioni, tubazioni, cassette, ecc.), prima dell esecuzione dei pavimenti sopraelevati. Per tutte le opere e prestazioni precedenti l'appaltatore deve fornire i disegni dimensionali costrut-tivi prima della loro realizzazione. Una volta realizzate tali opere l Appaltatore deve provvedere allo sgombero dei materiali, al loro allontanamento ed alla pulizia completa della zona interessata. Le quotazioni di queste opere sono comprese nei singoli prezzi unitari. Opere murarie in genere Sono opere murarie di carattere generale, escluse dal presente progetto. Ci si riferisce in particolare a: - fori di grandi dimensioni da prevedere nei solai, nelle pareti in cls ed in genere nelle pareti di qualunque tipo per il passaggio degli impianti. Questi fori sono in genere previsti nel progetto strutturale ed architettonico; qualora ne servissero degli altri questi devono essere realizzati prima dell'esecuzione delle opere - grigliati tecnici e cunicoli nelle centrali e all'esterno del fabbricato, se non previsti nel presente progetto - cunicoli e cavedi tecnici - scavi, reinterri, pozzetti, scavo, basamenti. - insonorizzazioni delle centrali e della zona tecnica esterna (gruppi frigo, elettrogeni, ecc.) - ripristino di impermeabilizzazioni per il passaggio degli impianti - basamenti per le apparecchiature impiantistiche - fori nei controsoffitti e nei pavimenti Pag. 71 di 73

133 CAPO VIII ELENCO APPARECCHIATURE L elenco delle marche sotto riportate ha lo scopo di identificare il livello qualitativo dei materiali e delle apparecchiature proposti; all interno di tale elenco, eventualmente ampliabile con altre marche che l impresa esecutrice intenda proporre sulla base di adeguate motivazioni e documentazioni tecniche, è facoltà della D.L. procedere alla scelta. Descrizione Interruttori magnetotermici scatolati Interruttori magnetotermici modulari Relè differenziali con toroide Sezionatori in cassetta stagna Contattori e salvamotori Strumenti di misura Cassette in resina da esterno Apparecchi serie civile Prese industriali Morsetti passanti e/o componibili Pulsanti, selettori, borchie luminose Cavi per energia e ausiliari Marca SIEMENS SCHNEIDER BTICINO ABB SIEMENS SCHNEIDER ABB BTICINO THYTRONIC DOSSENA SIEMENS SCHNEIDER PALAZZOLI GEWISS ABB SCHNEIDER SIEMENS EL CONTROL HONEYWELL PALAZZOLI GEWISS BTICINO GEWISS BTICINO VIMAR GEWISS BTICINO PALAZZOLI CABUR ELECO WEIDMULLER ILME SIEMENS PALAZZOLI PRYSMIAN GENERAL CAVI BELDEN ICET Pag. 72 di 73

134 Materiali per impianto di terra Tubi protettivi isolanti Passerelle/canali in acciaio zincato Passerelle/canali in materiale plastico Gruppi di continuità/soccorritori Apparecchi e sistemi di illuminazione Lampade DEHN CARPANETO SATI GEWISS INSET SCAME CABLOFIL RTGAMMA CANALPLAST BOCCHIOTTI AROS SIEL OVA come da indicazioni in EPU o equivalenti PHILIPS OSRAM Pag. 73 di 73

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