Roma, 1 dicembre 2011 Massimo Medugno, DG Assocarta
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- Roberta Carlini
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1 L EFFICIENZA ENERGETICA NEL SETTORE CARTARIO ITALIANO Roma, 1 dicembre 2011 Massimo Medugno, DG Assocarta
2 Settore cartario italiano Dati 2010 Produzione 9 milioni di tonnellate N stabilimenti 169 circa Addetti circa (lt (altrettanti tt tiindotto) Consumo Gas Naturale 2,4 miliardi di mc Consumo EnergiaElettricaElettrica 6,4 miliardi di kwh Autoproduzione (cogenerazione) oltre 60% fabbisogno Incidenza costi ENERGIA anche fino al 30 35% Imprese operanti su mercati fortemente contesi Settore tecnologicamente avanzato, elevato livello di automazione e strumentazione, personale altamentespecializzato Settore leader europeo in alcuni comparti Settore Energy Intensive 2
3 Approvvigionamento Energia Forte incidenza costi Forte controllo costi Gestione del rischio Paniere combustibili Cambio Diversificazione ifi i per riduzione i rischio Gestione portfolio Orizzontale: base load, peak, off peak, spot Verticale: mensile, annuale, pluriennale Grandi volumi Più fornitori Riduzione Rischio Forte impegno sul corretto acquisto Previsioni Bilanciamento 3
4 Elevata incidenza costi energetici Impegno su completa filiera costi Normativa Regole e Ottimizzazione acquisti Acquisti: Non solo materia prima Trasporto Dispacciamento Bilanciamento Oneri Utilizzo Continua ottimizzazione USO energia La cogenerazione come bilanciamento mercato GAS ed EE Ambiente: Kyoto Diretto + Indiretto 4
5 Evoluzione Efficienza energetica Dl1995 Dal ad oggi il miglioramento ili dell efficienza i energetica è stata pressoché continua (oltre il 20% negli ultimi li i15 anni). 5
6 Utilizzo materie energetiche pulite 6
7 Efficienza ed emissioni di CO 2 Elevata efficienza energetica raggiunta dal processo produttivo dimostrata dal confronto con le BAT. Calore Elettricità GJ/t MWh/t Valori di riferimento delle BAT al ,99 0,81 Italia ,45 0,80 Con le early action il settore evita l emissione di 1,8 milioni di tonnellate di CO 2 ANNO 2000 Situazione reale grazie alle azioni adottate dal settore Scenario ipotetico basato sulle medie nazionali n assenza di azioni Differenza Emissioni dirette Emissioni indirette Emissioni totali
8 Si può fare più efficienza? i Con interventi specifici nel processo produttivo interventi molto complessi spesso ritagliati sul singolo stabilimento Con investimenti in nuovi impianti di cogenerazione o potenziamento degli esistenti Tramite recupero energetico dagli scarti di produzione 8
9 Cogenerazione ad alto rendimento Adozione a livello ll europeo nel fbb febbraio 2004 Recepimento in Italia nel febbraio 2007 Decreto di attuazione nel settembre 2011 L attuazione in Italia della direttiva europea 2004/8/CE avviene con forte ritardo. Tuttavia costituisce un importante provvedimento per cercare di sfruttare al massimo il potenziale di sviluppo della cogenerazione e per rinnovare il parco esistente. 9
10 A volte le norme ostacolano l efficienza Protocollo della Agenzia delle Dogane del 6 settembre 2011 Nuovo meccanismo di esazione delle accise sul gas per produzione di energia elettrica che penalizza il recupero di calore Maggiore è il rilascio di calore in atmosfera migliore è il trattamento fiscale: palesemente in contrasto con indirizzi europei 10
11 A volte le norme ostacolano l efficienza i Il decreto legislativo 115/08 e s.m. prevede l applicazione degli oneri di trasporto, dispacciamento e di sistema al prelievo da rete (40 euro/mwh perclienteinmediatensione) Per essere SEU devi essere cogenerazione ad alto rendimento: supporto all efficienza energetica Ma l unità di produzione deve essere di potenza inferiore i a 20 MW: se più grande non è più efficiente? 11
12 Recupero energetico scarti industriali Se per la produzione di circa tonnellate di residui cartari annui ipotizzassimo un contenuto medio di energia di chilocalorie per chilogrammo otterremmo l equivalente di TEP, ovvero lo 0,05% del fabbisogno annuo nazionale. 12
13 Recupero energetico scarti industriali Tuttavia tale recupero nel nostro Paese incontra ancora forti ostacoli normativi e solo il 28% dei residui vengono avviati al recupero mentre la media europea è pari al 50%. 13
14 I nuovi indirizzi di Bruxelles Continuare a sostenere la cogenerazione ad alto rendimento Fondamentale la priorità ità di dispacciamentoi per la cogenerazione, necessaria per riuscire a raggiungere l alto lalto rendimento (criterio europeo molto stringente) Evitare che gli audit energetici diventino un ulteriore obbligo o adempimento per le imprese energivore (già soggette a ETS) Non porre la responsabilità finanziaria della realizzazione del teleriscaldamento sulle spalle degli utilizzatori industriali 14
15 Conclusioni Per fare più efficienza i occorre: Stabilità e certezza del quadro normativo (per es. regole certe e bancabilità degli investimenti) Coerenza delle norme: da quelle ministeriali e quelleattuative Maggiore promozione dell utilizzo dei recuperi energetici 15
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