RELAZIONE DI FINE TIROCINIO
|
|
|
- Cesarina Bernasconi
- 9 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 RELAZIONE DI FINE TIROCINIO Laurea magistrale in Ingegneria civile per la protezione dai rischi naturali A.A. 2014/2015 APPLICAZIONE DELLA DIGITAL IMAGE CORRELATION (DIC) ALLE PROVE SPERIMENTALI DI CARATTERIZZAZIONE MECCANICA DEI COMPOSITI A MATRICE INORGANICA PER IL RINFORZO DELLE STRUTTURE Tirocinio per Tesi Magistrale svolto presso il Laboratorio di Sperimentazione e Ricerca su materiali e strutture di Roma Tre Studente: Hamed Esmaeili Tutor universitario: Prof Gianmarco de Felice Tutor aziendale: Arch. Lorena Sguerri
2 Sommario 1. Introduzione 3 2. Funzionamento dell algoritmo DIC 5 3. Materiali scelti come oggetto di prova 6 4. Requisiti ed allestimento delle prove e dell ambiente circostante Preparazione del provino Strumentazione per l acquisizione delle immagini Calibrazione della luce ambientale Prove su tessuti secchi Prove di trazione Prove di delaminazione Conclusioni 29 2
3 1. Introduzione Negli ultimi anni, la ricerca scientifica nel campo dell ingegneria civile si è concentrata sullo studio di tecniche e materiali finalizzati al recupero ed al rinforzo di strutture edilizie già esistenti. Si è giunti, in tal modo, all impiego di materiali innovativi, quali ad esempio i materiali compositi fibrorinforzati (FRP), sempre più utilizzati ed in continua evoluzione, soprattutto nel recupero di patrimonio edilizio di interesse storico. È interesse attuale, dunque, indagare ed osservare il comportamento e le altre proprietà meccaniche di tali materiali nel lungo termine. Ciò è possibile attraverso la loro sottoposizione a test e prove, eseguite con vari strumenti di misura, ad esempio estensimetri e potenziometri. In alternativa ai metodi di misura tradizionali, negli anni 80 è stata sviluppata dai ricercatori della Università del South Carolina una tecnica nuova, consistente nella elaborazione e nel confronto tra immagini digitali, denominata Digital Image Correlation (DIC). La correlazione digitale d'immagini è un metodo ottico senza contatto per misurare lo spostamento, le deformazioni e le vibrazioni in oggetti o materiali soggetti a forze applicate. Il metodo confronta due immagini, prima e dopo la deformazione o lo spostamento, acquisite in luce bianca con una telecamera digitale (per una 2D DIC) o due telecamere digitali (per una 3D DIC) disposte ad angolo (sistema stereoscopico). A questo punto, vi è il ricorso ad un programma a propria scelta di elaborazione delle immagini. Grazie a potenti ed efficienti algoritmi di calcolo, il software 3
4 correla le due immagini e determina gli spostamenti e, quindi, le deformazioni o vibrazioni nel campo bidimensionale o tridimensionale. In questo ambito, si inserisce il mio presente lavoro, frutto di un attività di tirocinio svolta presso il Laboratorio di Sperimentazione e Ricerca su materiali e strutture del Dipartimento di Ingegneria di Roma Tre, sotto la guida e la supervisione del Prof. De Felice, dell Ing. De Santis e dell Ing. Roscini. Le mie sperimentazioni sono consistite in prove di trazione e di delaminazione su materiali compositi in fibre di vetro, acciaio, carbonio, basalto e PBO, seguite dall applicazione del metodo DIC con il ricorso a Ncorr, un programma opensource per MATLAB per la correlazione di immagini digitali 2D, e dal confronto con i risultati ottenuti con altri strumenti di misura (in particolare, LVDT, estensometri e potenziometri). L obiettivo del mio elaborato è di fornire una panoramica sull utilizzo della metodologia Digital Image Correlation (DIC), nonché delle linee guida sul suo impiego pratico, in relazione ai materiali compositi a matrice inorganica, attraverso l esposizione dei provini da me effettuati e dei risultati ottenuti. 4
5 2. Funzionamento dell algoritmo DIC Lo scopo principale della tecnica DIC è di ottenere i campi di spostamento e deformazione di una regione d interesse (abbr. ROI, da region of interest ) di un provino materiale sottoposto a deformazione. La DIC utilizza una tecnica di elaborazione di immagine nel tentativo specifico di risolvere questo problema. Fondamentalmente, le immagini del provino vengono prese mentre esso si deforma; queste immagini diventano input per un programma di DIC. L idea è di ottenere in qualche modo una corrispondenza uno-a-uno tra i punti materiali della immagine di riferimento (la foto iniziale non deformata) e la configurazione corrente (le successive foto deformate). La DIC fa ciò prendendo piccole sotto-sezioni della immagine di riferimento, chiamati subsets, e determinando le loro rispettive locazioni nella configurazione corrente. Per ogni subset, otteniamo le informazioni sullo spostamento e sulla deformazione causate dalla trasformazione e le utilizziamo per far corrispondere la posizione del subset nell attuale configurazione. Vari subset vengono selezionati nella configurazione corrente, spesso con un parametro di spaziatura per ridurre il costo computazionale (si può notare, inoltre, che i subsets finiscono di solito per sovrapporsi). Il risultato finale è una griglia contenente le informazioni di spostamento e deformazione rispetto alla configurazione di riferimento, noto anche come spostamenti/deformazioni lagrangiane. i campi di spostamento/deformazione possono essere anche ridotti o interpolati per formare un campo di spostamento/deformazione continuo. 5
6 Esempio di elaborazione di un immagine prima e dopo l utilizzo della DIC. 3. Materiali scelti come oggetto di prova A seconda del tipo di prova, sono stati utilizzati materiali di natura differente e con caratteristiche diverse. Nelle prove di trazione su tessuti secchi, i provini consistevano unicamente in reti di fibre di vari materiali. I materiali scelti sono stati: basalto; vetro; acciaio; PBO; carbonio. Nelle altre prove di trazione, invece, i provini consistevano in reti dei medesimi materiali, posate su malta fresca ed inglobate in essa come matrice cementizia. Per quest ultima, sono state usate in alternanza la GeoLite, la GeoCalce e cemento. 6
7 Nelle prove di delaminazione, i provini erano realizzati in reti dei suddetti materiali, in matrice cementizia, applicati su supporti in mattone e, in alternanza, tufo. Le fibre usate presentano tutte uno speciale trattamento superficiale (appretto), che ne migliora la compatibilità e l adesione al supporto e le rende ideali per l impiego con malte cementizie e in calce strutturale. La rete in fibra di basalto è una rete di rinforzo costituita da fibre prodotte dalla fusione e dalla filatura di rocce vulcaniche. Tra i suoi vantaggi, troviamo buone caratteristiche meccaniche e prestazionali, elevate resistenze chimiche e alla corrosione, nonché agli ambienti alcalini, elevata tenacità agli urti e agli impatti violenti, bassa conducibilità elettrica, elevata resistenza della fibra alle alte temperature, trasparenza alle onde elettromagnetiche, affidabilità e durabilità del sistema di rinforzo, buona resistenza del basalto in ambiente umido, peso e spessori del sistema molto ridotti, semplicità applicativa del sistema. Rete in fibra di basalto. 7
8 La rete in fibra di vetro presenta un elevato contenuto in ossido di zirconio che conferisce alla rete un elevata resistenza agli ambienti alcalini, tipici delle malte cementizie e delle calci. Rete in fibra di vetro. La rete in fibra di acciaio è una tecnologia che consente consolidamenti strutturali di murature e di elevata efficacia statica nella riqualificazione funzionale e nel miglioramento sismico delle strutture debolmente armate, dissestate e ammalorate. Tra i suoi vantaggi, troviamo un elevata resistenza a trazione e taglio, un miglioramento della duttilità della struttura; elevata resistenza ortogonale alla direzione delle fibre; possibilità di pretensione; ridotti spessori, peso ed invasività per le opere da consolidare e per gli edifici storici; possibilità di ottenere superfici rinforzate con superiore adesione, minimi spessori, elevata traspirabilità; elevata resistenza agli impatti quali urti, esplosioni, azioni 8
9 ortogonali alla direzione della fibra; applicabilità su superfici anche irregolari con ridotti oneri di livellamento con l impiego di matrici inorganiche; migliore resistenza al fuoco con l impiego di matrici inorganiche; elevata resistenza alla corrosione in ambiente alcalino. Rete in fibra di acciaio. La rete in fibra di carbonio è un sistema di rinforzo strutturale che non utilizza resine epossidiche ma una matrice costituita da un legante idraulico pozzolanico perfettamente compatibile con il supporto in muratura. 9
10 Rete in fibra di carbonio. 4. Requisiti ed allestimento delle prove e dell ambiente circostante Per il setup delle prove con DIC, è necessario che vengano predisposti in modo specifico sia il provino stesso, sia l ambiente circostante. Il grado di precisione dei risultati della tecnica DIC dipende dal concorso di diversi elementi tra loro: gli algoritmi di interpolazione, la distribuzione uniforme della luce e la qualità dello speckle pattern. Mentre il primo elemento è legato alle caratteristiche tecniche degli strumenti scelti, la luminosità e lo speckle pattern 10
11 sono direttamente controllati dall operatore. In particolare, la luce dovrebbe essere costante ed omogenea durante l intera prova; la superficie da testare, invece, deve essere preparata in modo da avere un pattern di punti casuale il più possibile non ripetitivo, isotropo e con zone a elevato contrasto cromatico. Esempio di setup di prova con tecnica DIC 4.1 Preparazione del provino Obiettivo della prova è di individuare l intero campo di spostamento superficiale, perciò è necessario che le foto acquisite presentino una altissima risoluzione. A tale scopo, la superificie del provino deve essere resa di colore il più possiible omogeneo, altrimenti si rivela difficile se non quasi impossibile distinguere gli spostamenti relativi tra i punti di superficie. 11
12 Per questa ragione, viene utilizzato un metodo per creare il necessario contrasto disomogeneizzante tra i suddetti punti. Per avere uno speckle pattern ottimale, si utilizzano vari metodi per la sua creazione, ad esempio, si può ricorrere ad un interferometro elettronico. Esempio di speckle pattern ottenuto con interferometro elettronico. Nel mio caso, ho deciso di apporre uno strato di vernice di colore bianco, seguito dallo spruzzo di vernice nera, in modo tale da creare un pattern di macchioline scure. I due strati insieme formano quello che viene denominato speckle pattern. Bisogna fare attenzione a come viene realizzato lo speckle pattern, poiché il numero di macchioline non deve essere né eccessivo, né troppo esiguo. Altrimenti, nel primo caso, vi sarà una sovrapposizione dei subset, a causa di uno sfondo troppo scruo; nel secondo caso, invece, non sarà possibile trovare il campo di deformazione sull intera superficie. 12
13 Esempio di speckle pattern su un provino di trazione. 4.2 Strumentazione per l acquisizione delle immagini All inizio del mio tirocinio, utilizzavo come strumento di acquisizione delle immagini una una fotocamera Canon EOS 400D, sulla quale è stato montato un obiettivo con le seguenti caratteristiche tecniche: zoom ottico: 3X; apertura minima: 5.6; lunghezza focale minima: 18 mm; autofocus con distanza minima di messa a fuoco: 25 cm; stabilizzatore d immagine a 4 stop; risoluzione: 10,1 Megapixel. Fotocamera Canon EOS 400D. 13
14 Con essa, le fotografie ottenute avevano una qualità piuttosto bassa, con 2592 x 3888 pixel e 72 dpi di risoluzione. In seguito, grazie al Prof. De Felice, siamo entrati in possesso di una fotocamera Nikon Digital SLR Camera D610, una reflex con sensore FF (1.0x) da 24.3 megapixels, la cui gamma di sensibilità, inclusa estensione, è ISO e può scattare a raffica di 6.0 FPS. La qualità delle immagini è risultata nettamente più elevata, con una risoluzione di 300 dpi e 4016 x 6016 pixel. Nikon Digital SLR Camera D610 Per evitare di provocare tremolii e movimenti inopportuni, sono stati utilizzati un treppiede ed un telecomando di scatto remoto TC
15 Telecomando di scatto remoto TC-252 per Nikon D Calibrazione della luce ambientale Durante la mia attività di tirocinio, ho dovuto tener conto anche delle caratteristiche strutturali del laboratorio di prova. La presenza, infatti, di un lucernaio nel soffitto ha creato diversi problemi al fine di creare la giusta luminosità. Non solo il mutamento delle condizioni atmosferiche, ma anche durante le stesse prove, la luce ambientale rischiava di cambiare tra uno scatto e l altro, nell arco di pochi secondi. È di fondamentale importanza per la buona acquisizione delle foto che la luminosità ambientale sia omogenea. A tal fine, ho sperimentato diversi apparecchi fonti di luce. Ho stabilito, ad esempio, che i fari con luce alogena non sono adatti per il tipo di prova con la DIC, 15
16 poiché il fascio luminoso prodotto risulta essere di natura ondulatoria. Si è rivelato ottimale, invece, il ricorso ad un faro con luce al led. Esempio di faro con luce al LED. 16
17 5. Prove su tessuti secchi Lo scopo di questa prova è stabilire il rapporto migliore tra il tempo necessario per l analisi completa di un provino e la scelta del suo Subset Spacing e del suo Subset Radius. È da notare, infatti, che ad avere importanza è non solo il tempo dell analisi, bensì anche l accuratezza del calcolo e dei suoi risultati. Quindi, la scelta del Subset Spacing e del Subset Radius deve essere fatta con estrema attenzione, poiché influisce sia sul tempo impiegato, sia sulla precisione dei risultati ottenuti. Ho scelto come campione le prime 15 foto del provino GR200-B Secondo i risultati ottenuti di cui sopra è preferibile scegliere un Subset Radius del valore di 10 ed un Subset Spacing del valore di 5. Avere più punti in ROI significa, infatti, monitorare in maniera più precisa e più dettagliata il comportamento del provino quando è sottoposto a spostamenti e deformazioni. 17
18 Ora, mostrerò come esempio tre delle prove che ho eseguito durante la mia attività di tirocinio. Innanzitutto, riporto la dispersione dei dati conseguente al paragone dei risultati dei tre strumenti di misurazione in nostro possesso, ossia LVDT, estensometro e DIC, nell analisi di una serie di nove prove su tessuti in fibra di basalto. In seguito, riporto i diagrammi di Strain-Stress, ovvero l elaborazione grafica della tensione e della deformazione dei suddetti provini, dai valori dei quali può essere elaborato il modulo elastico secante con l applicazione della legge di Hooke. 18
19 Provino G-B-01 Nel primo provino, G-B-01, possiamo osservare che mostrano una rilevante vicinanza tra loro i valori ottenuti con la misurazione tramite estensometro e quella tramite DIC, mentre i risultati della misurazione con LVDT si distanziano notevolmente. 19
20 Provino G-B-02 Come si può vedere nella foto, nel provino G-B-02 la rottura è avvenuta molto vicino al marker superiore. Nell ipotesi, invece, che la rottura avvenga dietro ad uno dei due marker, si possono osservare spostamenti fuori piano del marker, cosa che non dovrebbe accadere poiché impedirebbe la rilevazione corretta dei dati da parte della DIC. Per questo motivo, ho ritenuto preferibile aggiungere un marker ulteriore sul telaio, in posizione tale che non può essere danneggiato dalla rottura e, perciò, l ho definito Safe Marker. 20
21 Provino G-B-03 Nella foto, il provino G-B-03 presenta una rottura avvenuta nella parte inferiore del tessuto. Come si può osservare, il marker inferiore è rimasto attaccato al telaio, dunque non ha subito spostamenti negativi o fuori piano. 21
22 6. Prove di trazione Tra gli scopi dell utilizzo della tecnica DIC, vi è quello di ottenere un pattern di deformazione sull intera superficie del provino. Gli strumenti tradizionali, infatti, quali estensimetri e potenziometri, forniscono misure di spostamento e di deformazione solamento rispetto ad una specifica regione della superficie del provino oppure forniscono misure medie di deformazione, elaborate dividendo lo spostamento dell estremità del provino in corrispondenza del punto di applicazione del carico per la lunghezza iniziale dello stesso. Tale elaborazione, però, impedisce di rilevare come si distribuisce il campo di deformazione sull intera superficie del provino e, perciò, non siamo in grado di riconoscerne la natura (distribuzione omogenea o non omogenea). Oltre a ciò, la DIC è una tecnica ideale per l individuazione delle fessure dell oggetto in analisi. In particolare, mediante questo metodo si può ricostruire l evolversi delle fessure durante la prova stessa, a cominciare dalla prima loro formazione, oltre a determinare il numero, l ampiezza e l ordine di formazione delle fessure. Qui di seguito mostro una sequenza di immagini sull evoluzione di una fessura. 22
23 Imm. 1 Imm
24 Imm. 28 Imm
25 Paragone tra la foto reale e la foto elaborata con DIC, in cui si può osservare l esatta posizione delle fessure. Confronto tra risultati ottenuti con DIC, LVDT ed estensometro. 25
26 7. Prove di delaminazione Anche per le prove di delaminazione, come per quelle di trazione, si è voluto studiare il campo globale di deformazione e di spostamento subito dal provino durante la prova di carico mediante tecnica DIC. Test di delaminazione 26
27 Test di delaminazione elaborato da DIC. 27
28 Risultato di slip da LVDT e DIC. 28
29 8. Conclusioni Dopo 6 mesi di lavoro in laboratorio, ho svolto più di 160 provini in tre campi: prove di trazione su tessuti secchi, prove di trazione su materiali compositi e prove di delaminazione su materiali compositi. Per le prove sui tessuti secchi, la mia esperienza può confermare il fatto che la DIC è perfettamente funzionale. Difatti, i grafici di stress - strain ottenuti con la DIC hanno lo stesso andamento con i grafici ottenuti con gli altri metodi tradizionali. Come sopra riportato, i risultati ottenuti con la DIC hanno una deviazione standard di lunga minore rispetto a quelli ottenuti con i metodi tradizionali (LVDT ed estensometro). Ho potuto osservare quale materiale ha il maggiore modulo elastico, cioè la resistenza più alta. Per le prove di trazione su materiali compositi, è stato molto utile il metodo DIC per il fatto che i metodi tradizionali non potevano osservare il campo di spostamento e quello di deformazione sull intera superficie del provino. Ho potuto osservare, infatti, la modalità di rottura tra i vari tessuti con malte cementizie differenti. Con il metodo della DIC ho potuto misurare la lunghezza delle fessure nella malta, oltre al numero stesso delle fessure, risultati che i metodi tradizionali non possono individuare. Durante il tirocinio, ho notato anche che, in alcune prove, il provino si frantumava in numerosi pezzi. In queste occasioni, l estensometro dava valori erronei, poiché esso le fessure si formavano al di sotto dei suoi punti d appoggio. Questo è un vantaggio particolare della metodologia DIC, data la sua caratteristica di essere una tecnica di misura senza contatto e, quindi, non influenzata da fattori fisici simili. 29
30 Per le prove di delaminazione, grazie alla DIC, ho potuto osservare quali prove delaminavano e quali invece avevano soltanto spostamenti e deformazioni solo dei tessuti dentro la malta. Nella mia esperienza di tirocinio, posso confermare che la tecnica della DIC si rivela di grandissima utilità per stabilire il comportamento e le caratteristiche meccaniche dei materiali compositi. 30
PLANITOP INTONACO ARMATO IL NUOVO MODO DI RINFORZARE
IL NUOVO MODO DI RINFORZARE Applicazione a spruzzo di L INNOVATIVA MALTA A MICROARMATURA DIFFUSA, TOTALMENTE ESENTE DA CEMENTO, PER IL RINFORZO DELLE MURATURE ESISTENTI SENZA L AUSILIO DI RETI. Dettaglio
Progettazione Assistita e Meccanica Sperimentale
Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica Lezioni del corso di Progettazione Assistita e Meccanica Sperimentale prof. ing. Riccardo Nobile Introduzione all analisi delle sollecitazioni 1 Definizioni
Giorgio Monti CONCETTI BASILARI DEL PROGETTO DI RINFORZO E PROBLEMATICHE SPECIALI. Capitolo 3: Università di Roma La Sapienza CNR-DT 200/2004
CNR-DT 200/2004 Istruzioni per la Progettazione, l Esecuzione ed il controllo di Interventi di Consolidamento Statico mediante l utilizzo di Compositi Fibrorinforzati Capitolo 3: CONCETTI BASILARI DEL
Dr. Geol. Francesco Rizzi. CMR SRL - Laboratorio di Analisi e Prove in Edilizia E di Diagnostica per il Restauro
Dr. Geol. Francesco Rizzi CMR SRL - Laboratorio di Analisi e Prove in Edilizia E di Diagnostica per il Restauro Laboratorio Accreditato ACCREDIA N 1035 Iscritto all Anagrafe Nazionale delle Ricerche del
SEMINARIO Tecniche e materiali innovativi per il rinforzo strutturale: i compositi fibrorinforzati
SEMINARIO Tecniche e materiali innovativi per il rinforzo strutturale: i compositi fibrorinforzati ing. Allen Dudine Fibre Net S.p.A. Principi progettuali a confronto: Sistemi CRM, FRCM e FRP ai sensi
MapeWall PRODOTTI PER IL CONSOLIDAMENTO E IL RINFORZO DI EDIFICI IN MURATURA
MapeWall PRODOTTI PER IL CONSOLIDAMENTO E IL RINFORZO DI EDIFICI IN MURATURA Consolidante Strutturale MapeWall è una nuova gamma di prodotti ideale per il consolidamento, il rinforzo strutturale, l intonacatura
Corso breve per ingegneri strutturisti
ORDINE DEGLI INGEGNERI DI PESCARA Corso breve per ingegneri strutturisti Il quadro normativo nazionale e le linee guida dei materiali compositi a matrice organica ed inorganica prof. ing. Luigi Ascione
INDAGINI SPERIMENTALI SULLA MURATURA:
ORDINE INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI GENOVA Commissione Attività Civili PROVE SUGLI EDIFICI ESISTENTI MODULO II INDAGINI SPERIMENTALI SULLA MURATURA: TECNICHE E PROGRAMMAZIONE DELLE PROVE Ing. Giuseppe
Prove su elementi in muratura armata mediante tessuto in acciaio da impiegare come cordoli o architravi
Prove su elementi in muratura armata mediante tessuto in acciaio da impiegare come cordoli o architravi Effettuate dal Dipartimento di ingegneria Civile, Facoltà di Ingegneria, Università di Perugia. Con
COMPOSITI CFRP PER IL CONSOLIDAMENTO DELLE STRUTTURE
1 COMPOSITI CFRP PER IL CONSOLIDAMENTO DELLE STRUTTURE CARATTERISTICHE NORMATIVE PROVE QUALIFICAZIONE - PROVE ACCETTAZIONE 2 CARATTERISTICHE DEI MATERIALI COMPOSITI HR Ordine degli Ingegneri della Provincia
Ing. Ph.D. Paolo Girardello Centro Studi Edilizia Kerakoll
Ing. Ph.D. Paolo Girardello Centro Studi Edilizia Kerakoll INTRODUZIONE SOMMARIO TRADIZIONE E INNOVAZIONE NEL CONSOLIDAMENTO STRUTTURALE I PRODOTTI E I SISTEMI KERAKOLL IL RINFORZO DELLE STRUTTURE IN C.A.
I MATERIALI INNOVATIVI NELL ADEGUAMENTO: ISTRUZIONI CNR-DT 200/2004
I MATERIALI INNOVATIVI NELL ADEGUAMENTO: ISTRUZIONI CNR-DT 200/2004 ing. Andrea Prota Ricercatore di Tecnica delle Costruzioni Dipartimento di Ingegneria Strutturale Università di Napoli Federico II [email protected]
C -MATRIX IL SISTEMA DI RINFORZO FRCM DI FIBRE NET
C -MATRIX IL SISTEMA DI RINFORZO FRCM DI FIBRE NET C-MATRIX, è il sistema di rinforzo a basso spessore per il miglioramento sismico, il consolidamento e il presidio antiribaltamento sviluppato da Fibre
UNIVERSITA DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II
UNIVERSITA DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II Facoltà di Ingegneria Corso di Laurea in Ingegneria per l Ambiente e il Territorio Dipartimento Di Ingegneria Idraulica, Geotecnica ed Ambientale Tesi di laurea
Ancona, 29 Marzo Progettare con Mapei. Ing. Lorenzo De Carli Divisione Grandi Progetti
Ancona, 29 Marzo 2017 Progettare con Mapei Ing. Lorenzo De Carli Divisione Grandi Progetti I numeri Mapei 17 linee di prodotto Offerta diversificata Organizzazione Commerciale Manuele Borghi 348 3208898
TD13SRG. Malta strutturale di rinforzo
pag. 1 di 5 DESCRIZIONE è un malta pronta strutturale, reoplastica, antiritiro, fibrorinforzata, ad alta resistenza meccanica, di calce idraulica naturale NHL5, pozzolane artificiali, additivi ed inerti
PRINCIPALI APPLICAZIONI DI MATERIALE FIBRO RINFORZATO IN CARBONIO
pull PRINCIPALI APPLICAZIONI DI MATERIALE FIBRO RINFORZATO IN CARBONIO Sistema IDES Wrap con Tessuto UNI direzionale IDES Wrap C UNI/220 IDES Wrap C UNI/320 IDES Wrap C UNI/420 Pagina 1 di 7 Sistema IDES
BETONTEX PLACCAGGIO FIBRORINFORZATO RINFORZO STRUTTURALE IN FRP
BETONTEX PLACCAGGIO FIBRORINFORZATO RINFORZO STRUTTURALE IN FRP BETONTEX PLACCAGGIO FIBRORINFORZATO RINFORZO STRUTTURALE IN FRP Rilasciato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici Certificazione di
Marco Di Ludovico
Workshop ALIG MADE EXPO 2017 I Controlli in in cantiere per la sicurezza delle costruzioni LABORATORIO DI PROVA: IL CONTROLLO DI ACCETTAZIONE DEI MATERIALI INNOVATIVI Marco Di Ludovico email: [email protected]
CASERTA, 30 MAGGIO 2017 Sistemi e soluzioni innovative per l adeguamento strutturale del patrimonio edilizio esistente
CASERTA, 30 MAGGIO 2017 Sistemi e soluzioni innovative per l adeguamento strutturale del patrimonio edilizio esistente Ing. Luca Albertario MAPEI e il rinforzo strutturale Esperienza MAPEI Sisma Assisi
H-PLANET INTONACO ARMATO CRM SISTEMA DI RINFORZO STRUTTURALE ANTIRIBALTAMENTO
H-PLANET INTONACO ARMATO CRM SISTEMA DI RINFORZO STRUTTURALE ANTIRIBALTAMENTO H-PLANET INTONACO ARMATO CRM ANTIRIBALTAMENTO Il sistema di rinforzo H-PLANET è sviluppato secondo la tecnica CRM (Composite
Indagini diagnostiche Stato di aggiornamento: Marzo 2013
Intonaci per il consolidamento di murature lesionate da eventi sismici Indagini diagnostiche Stato di aggiornamento: Marzo 2013 Data: 13/03/2013 Committente: Mgn srl Via Lago di Costanza 63 36015 Schio
di progettisti e imprese di restauro.
PRODUCTS GUIDE HD SYSTEM opera nel settore del restauro d eccellenza e dell edilizia naturale producendo e progettando quotidianamente prodotti di calce idraulica naturale. La costante ricerca di laboratorio
Progetto di strutture in zona sismica con contenimento del potenziale danneggiamento sarà l ingegneria sismica del futuro?
Progetto di strutture in zona sismica con contenimento del potenziale danneggiamento sarà l ingegneria sismica del futuro? Prof. Ing. Nicola Buratti DICAM Università di Bologna Connettori dissipativi per
FABBRICATO DI CIVILE ABITAZIONE - PIANOLA, L AQUILA
Principali interventi a seguito degli eventi sismici del 6 aprile 2009 in Abruzzo, aggiornati al 2015 FABBRICATO DI CIVILE ABITAZIONE - PIANOLA, L AQUILA Riparazione delle parti comuni e private di un
Corso di Laurea in Ingegneria Edile
Dip. di Ingegneria Chimica, dei Materiali e della Produzione Industriale Università Federico II di Napoli Corso di Laurea in Ingegneria Edile Corso di Tecnologia dei Materiali e Chimica Applicata (Prof.
Ing. Carlo LUISI. Rinforzi strutturali antisismici. Milano, 9 marzo In collaborazione con
Ing. Carlo LUISI Rinforzi strutturali antisismici Milano, 9 marzo 2017 In collaborazione con RINFORZI STRUTTURALI MATERIALI COMPOSITI ANTISFONDELLAMENTO BETONCINI ARMATI Materiali compositi Con fibre ad
Gli effetti delle alte temperature sulla risposta sismica degli edifici in muratura
Gli effetti delle alte temperature sulla risposta sismica degli edifici in muratura AUTORI: Antonio Formisano, Ricercatore Università di Napoli Federico II Francesco Fabbrocino, Ricercatore Università
Gli effetti delle alte temperature sulla risposta sismica degli edifici in muratura
Gli effetti delle alte temperature sulla risposta sismica degli edifici in muratura Antonio Formisano, Ricercatore Università di Napoli Federico II Francesco Fabbrocino, Ricercatore Università Telematica
OLY TEX CARBO 400 UNI-AX HR
OLY TEX CARBO 400 UNI-AX HR Tessuto unidirezionale a 0 da 400 g/m 2 in fibra di carbonio ad alta resistenza OLY TEX CARBO 400 UNI-AX HR (alta resistenza) è un tessuto unidirezionale in fibra di carbonio
02.ANALISI DEL DANNO SUI SOLAI
01.PREMESSA Il giorno 03 aprile 2017, la sottoscritta Marconi Ing. Marianna, in qualità di tecnico già consulente del Comune di Castagneto Carducci (LI), è stata contattata dal Geom. Moreno Fusi, responsabile
Università degli Studi di Napoli Federico II Scuola Politecnica e delle Scienze di Base Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile ed Ambientale
Università degli Studi di Napoli Federico II Scuola Politecnica e delle Scienze di Base Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile ed Ambientale Corso di Laurea Triennale in INGEGNERIA PER L AMBIENTE E IL
COMUNE DI MINERBIO LAVORI DI MITIGAZIONE DEL RISCHIO SISMICO DEL CIMITERO DI CA' DE' FABBRI
COMUNE DI MINERBIO LAVORI DI MITIGAZIONE DEL RISCHIO SISMICO DEL CIMITERO DI CA' DE' FABBRI Descrizione Opere complementari al posizionamento dei profilati metallici con il taglio di tubazione del'mpianto
THERMALPANEL. 9 mm BASSO SPESSORE PANNELLO ISOLANTE NATURALE TRASPIRANTE ED INCOMBUSTIBILE
BASSO SPESSORE 9 mm PANNELLO ISOLANTE NATURALE TRASPIRANTE ED INCOMBUSTIBILE Prodotto naturale in basso spessore da 9mm e 3mm, che migliora il comfort abitativo interno sia invernale che estivo. Particolarmente
RELAZIONE DI FINE TIROCINIO
FACOLTA DI INGEGNERIA CIVILE Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Civile per la protezione dai rischi naturali. Anno Accademico 2016/2017 RELAZIONE DI FINE TIROCINIO Realizzazione di un modello agli
NUOVE SCHIUME POLIURETANICHE CONTENENTI NANO PARTICELLE CON MIGLIORATE PROPRIETA COIBENTANTI. Ing. Paolo Maria Congedo, Ing.
NUOVE SCHIUME POLIURETANICHE CONTENENTI NANO PARTICELLE CON MIGLIORATE PROPRIETA COIBENTANTI Ing. Paolo Maria Congedo, Ing. Caterina Lorusso INDICE Introduzione Uilizzi poliuretano Metodi di studio: Approccio
UNIVERSITA DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II
UNIVERSITA DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II Corso di laurea magistrale in INGEGNERIA PER L AMBIENTE E IL TERRITORIO DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA CIVILE, EDILE E AMBIENTALE SINTESI DELL ELABORATO DI LAUREA
studio di ingegneria civile giovanni nociti ingegnere via san remo, torino tel. / fax
studio di ingegneria civile giovanni nociti ingegnere via san remo, 35-10137 torino tel. / fax +39.011.590866 e-mail: [email protected] Analisi Aggiunti Premessa Per le forniture e le opere compiute
Il consolidamento statico e sismico di un ponte degli anni Cinquanta
Il consolidamento statico e sismico di un ponte degli anni Cinquanta Nella località di Urbania, a pochi chilometri di distanza da Urbino, è stato realizzato un intervento particolarmente significativo
Nuove metodologie di rinforzo di edifici in muratura e struttura mista con 3DMacro. 17 Gennaio 2018
Nuove metodologie di rinforzo di edifici in muratura e struttura mista con 3DMacro 17 Gennaio 2018 Tipologia Rinforzi per pannelli in muratura: Metodologie di rinforzo pannelli in muratura in 3DMacro Nastri
Università della Calabria Dipartimento di Strutture Rende (Cosenza) RINFORZO ESTERNO DI ELEMENTI IN C.A. MEDIANTE COMPOSITI IN FIBRE DI CARBONIO
Università della Calabria Dipartimento di Strutture Rende (Cosenza) RINFORZO ESTERNO DI ELEMENTI IN C.A. MEDIANTE COMPOSITI IN FIBRE DI CARBONIO G. Spadea,, V. Colotti,, N. Totaro, F. Bencardino 1 NECESSITA
PROGETTO DI RICERCA SPERIMENTALE RELATIVA ALL IMPIEGO DEL GASBETON IN ZONA SISMICA
PROGETTO DI RICERCA SPERIMENTALE RELATIVA ALL IMPIEGO DEL GASBETON IN ZONA SISMICA PREMESSA L Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003 regolamenta in modo organico
I differenti materiali differiscono per le caratteristiche meccaniche e fisiche.
MATERIALI COMPOSITI I differenti materiali differiscono per le caratteristiche meccaniche e fisiche. I METALLI hanno forma cristallina e forti legami molecolari (legame metallico), che danno loro resistenza
5.4 Caratterizzazione in regime quasi statico e ad elevata velocità di deformazione di un acciaio per applicazione Oil and Gas
5.4 Caratterizzazione in regime quasi statico e ad elevata velocità di deformazione di un acciaio per applicazione Oil and Gas Si riportano in questa sezione i risultati relativi ai test sperimentali effettuati
LE NTC E GLI EDIFICI ESISTENTI Le indagini
Michela Monaco Dipartimento di Cultura del Progetto Seconda Università degli Studi di Napoli LE NTC E GLI EDIFICI ESISTENTI Le indagini Le NTC ed il controllo dei Materiali: tecnica, professione e adempimenti
Prodotti a base CALCE per TUTTE LE MURATURE. MapeWall
Prodotti a base CALCE per TUTTE LE MURATURE MapeWall MapeWall Linea di prodotti traspiranti, a base di calce idraulica naturale e composti reattivi inorganici, per il recupero, consolidamento, rinforzo
COPERTURA IN LEGNO CASTELLO DI XXXXXXX
COPERTURA IN LEGNO CASTELLO DI XXXXXXX RILIEVO - INDAGINI DI LABORATORIO - VERIFICHE STRUTTURALI PROVA N. 3541 / GE Committente: Tecnico Comunale: Consulenti: Relatori: Comune di XXXXXX arch. XXXXXXXX
INDICE INDICE 1 RELAZIONE SUI MATERIALI E DOSATURE 2
COMUNE DI SAN FELICE SUL PANARO Progetto strutturale per il ripristino dell agibilità della Chiesa della Natività di Maria Santissima danneggiata dal sisma del Maggio 2012 Committente: Curia Arcivescovile
RINFORZO SISMICO EDIFICI IN MURATURA. CORDOLATURA DI PIANO CON TESSUTO IN FIBRA IN CARBONIO O BASALTO
RINFORZO SISMICO EDIFICI IN MURATURA. CORDOLATURA DI PIANO CON TESSUTO IN FIBRA IN CARBONIO O BASALTO Descrizione modalità di crisi Crisi per disarticolazione elementi/ribaltamento dovuta a: 1) carenza
RETI IN FIBRA DI VETRO
RETI IN FIBRA DI VETRO R01 Glass 160 Edinet d isolamento a cappotto (ETICS) come armatura dello strato di rasatura del pannello isolante. L utilizzo della rete permette di distribuire in modo uniforme
ETAG 001: LINEA GUIDA PER LA VALUTAZIONE TECNICA EUROPEA (ETA) DEGLIA ANCORANTI METALLICI PER USO NEL CALCESTRUZZO. Istituto Giordano S.p.A.
ETAG 001: LINEA GUIDA PER LA VALUTAZIONE TECNICA EUROPEA (ETA) DEGLIA ANCORANTI METALLICI PER USO NEL CALCESTRUZZO Istituto Giordano S.p.A. SCOPO L ETAG 001 Ancoranti metallici per uso nel calcestruzzo
pag. 1 Num.Ord. TARIFFA E DEGLI Quantità R. E L E M E N T I unitario TOTALE R I P O R T O ANALISI DEI PREZZI
pag. 1 Nr. 1 Sovrapprezzo per l'impiego di tessuto unidirezionale in carbonio avente grammatura pari a 600 g/mq. NP.ST01 (L) Tessuto in fibra di carbonio gr. 600 g/mq (differenza rispetto a tessuto in
SISTEMI E SOLUZIONI INNOVATIVE PER L ADEGUAMENTO STRUTTURALE DEL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE
SISTEMI E SOLUZIONI INNOVATIVE PER L ADEGUAMENTO STRUTTURALE DEL PATRIMONIO EDILIZIO ESISTENTE Il rinforzo di pareti in muratura con materiali e sistemi innovativi Alberto Balsamo Università degli Studi
S.T.A. DATA srl - C.so Raffaello, Torino fax n. verde
S.T.A. DATA srl - C.so Raffaello, 12 10126 Torino 011 6699345 fax 011 6699375 n. verde 800 236 245 Indice Caratteristiche di 3Muri Smart... 3 Confronto 3Muri Smart e 3Muri Professional... 4 Premessa...
MATERIALI STRUTTURALI PER L EDILIZIA: ACCIAIO, LATERIZIO E VETRO STRUTTURALE
MATERIALI PER L EDILIZIA Prof. L. Coppola MATERIALI STRUTTURALI PER L EDILIZIA: ACCIAIO, LATERIZIO E VETRO STRUTTURALE Coffetti Denny PhD Candidate Dipartimento di Ingegneria e Scienze Applicate Università
REALIZZAZIONE INTONACO ARMATO CON RETE IN FIBRA DI VETRO A.R. + SISTEMA DI CONNESSIONE
REALIZZAZIONE INTONACO ARMATO CON RETE IN FIBRA DI VETRO A.R. + SISTEMA DI CONNESSIONE Kimia INTONACO ARMATO CON RETE IN FIBRA DI VETRO A.R. I sistemi di rinforzo strutturale FRCM (Fiber Reinforced Cementitious
Corso di Laurea in Ingegneria Edile
Dip. di Ingegneria Chimica, dei Materiali e della Produzione Industriale Università Federico II di Napoli Corso di Laurea in Ingegneria Edile Corso di Tecnologia dei Materiali e Chimica Applicata (Prof.
ISTRUZIONI PER LA PREPARAZIONE DI CAMPIONI DI ACCETTAZIONE DI
ISTRUZIONI PER LA PREPARAZIONE DI CAMPIONI DI ACCETTAZIONE DI MATERIALI FIBROPRINFORZATI PER IL RINFORZO STRUTTURALE COMPOSITE KIT TEST (COKIT 2017) Sistema per la preparazione di campioni per prove di
Sistema di misurazione distanza ed anticollisione
Sistema di misurazione distanza ed anticollisione LPR-1DP/2 LPR-1DP Area virtuale di stop Area virtuale di stop LPR-1DXi Regolatore e sensore di distanza semplice e veloce misurazione della posizione misurazione
Francesca Berardi. Classe IV MONTESSORI. Una ricerca. La fotografia
Francesca Berardi Classe IV MONTESSORI Una ricerca La fotografia Per scattare una buona foto, occorre molto più che premere un pulsante. Bisogna imparare ad usare la macchina fotografica e a gestire la
Università degli Studi di Napoli Federico II
Università degli Studi di Napoli Federico II Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Analisi e Progettazione Strutturale TESI DI LAUREA ANALISI TEORICO SPERIMENTALE DI ELEMENTI MURARI RINFORZATI CON FRP:
SOLUZIONE ESERCIZIO 1.1
SOLUZIONE ESERCIZIO 1.1 La temperatura di fusione ed il coefficiente di espansione termica di alcuni metalli sono riportati nella tabella e nel diagramma sottostante: Metallo Temperatura di fusione [ C]
INGEGNERIA SPERIMENTALE
INGEGNERIA SPERIMENTALE www.sgmlaboratorio.com PROFILO AZIENDALE SGM Ingegneria Sperimentale opera dal 1985 come società specializzata nel settore dei servizi innovativi per la diagnostica strutturale
Principi di Estensimetria. parte 1
Principi di Estensimetria parte 1 Generalità Un estensimetro elettrico è un dispositivo che misura una variazione di lunghezza traducendola in una deformazione. Tale misura avviene attraverso una misura
