RADIOCOMUNICAZIONI IN EMERGENZA
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- Valerio Graziano Viviani
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1 RADIOCOMUNICAZIONI IN EMERGENZA PRESENTAZIONE Corso base per volontari di Protezione Civile dott. ing. Paolo Lasagna IW2NMX EMERGENZA 1 Presentazione Paolo Lasagna: Vice Coordinatore e Responsabile Operativo del Gruppo Volontari di Protezione Civile di Sartirana Lomellina Radioamatore con nominativo IW2NMX CB fin dal lontano agosto del 1974 Autore di articoli tecnici sulla rivista CQ Elettronica Sperimentatore del sistema di radiolocalizzazione APRS fin dal 2002 Studio e realizzazione di cartografia Relatore alla 9 Digital & Radio Communication di Costalovara (BZ) sui modi di comunicazione radio digitali ed APRS matto come un cavallo (chiedete a chi lo conosce ) Una massima per cominciare Non è necessario essere pazzi per fare i radioamatori ed i volontari di protezione civile esserlo aiuta sicuramente! EMERGENZA 3 EMERGENZA 4 Gli obiettivi del corso: OBIETTIVI DEL CORSO Conoscere gli apparati radio ed il loro funzionamento, con una breve introduzione alla propagazione delle onde radio ed alla radiotecnica Conoscere le gamme di frequenza ed i tipi di apparati a disposizione Conoscere quali siano le problematiche nelle comunicazioni radio in emergenza Acquisire le capacità di gestione nelle comunicazioni nella catena di comando e controllo Avere la consapevolezza di quale sia la propria funzione e di quali siano i propri compiti Avere conoscenza delle tecniche verbali di comunicazione da utilizzare Conoscere gli sviluppi e le evoluzioni del settore EMERGENZA 6
2 Perché un corso sulla radio??? RADIO: PERCHE??? Non bastano internet ed i telefonini?? Ma le radio non sono cose vecchie?? Le radio si usano ancora?? EMERGENZA 8 Le radio in emergenza Le radio nella quotidianità e quelli che cominciano ad esserlo Quelli che sono già bravi EMERGENZA 9 EMERGENZA 10 Le radio nella quotidianità Le radio nella quotidianità EMERGENZA 11 EMERGENZA 12
3 Le radio nella quotidianità Le radio nella quotidianità EMERGENZA 13 EMERGENZA 14 La prima comunicazione di emergenza LA PRIMA EMERGENZA RADIO DELLA STORIA Naufragio del Titanic 14/04/1912 è passato ormai un secolo John Jack Philips Harold Sydney Bride La sala radio del Titanic Il servizio reso dai due Ufficiali Marconisti sicuramente ha aiutato a salvare molte vite umane nella tragedia. Philips perse la vita sul Titanic EMERGENZA 16 I sistemi di comunicazione ANALISI DEI SISTEMI DI COMUNICAZIONE ATTUALI Telefono (cablato, ovvero quello di casa) Telefonino Internet (in tutte le sue forme: cablato, wifi, UMTS, WiMax, ) IN CASO DI EMERGENZA I SISTEMI DI COMUNICAZIONE COLLASSANO. Inizia il panico, tutti telefonano pressoché contemporaneamente ma le linee si saturano Spesso si hanno interruzioni di energia elettrica: dopo alcune ore il sistema si spegne In molte zone di operazione, anche in situazioni normali non c è copertura del segnale cellulare. Un esempio per tutti: la nostra area fluviale ha diverse zone con copertura assai scarsa Durante l alluvione di Alessandria, nel novembre 1994, i sistemi telefonici a filo sono stati pressoché inutilizzabili fin dalle prime fasi dell evento alluvionale. ATTENZIONE che la tecnologia delle centrali telefoniche non è stata stravolta dal 1994 ad oggi e quindi siamo ancora soggetti agli stessi rischi EMERGENZA 18
4 I sistemi di comunicazione I sistemi di comunicazione I sistemi telefonici (via filo e cellulari) hanno la capacità di veicolare un certo numero, sicuramente molto elevato ma assolutamente non infinito, di comunicazioni contemporanee Raggiunto tale limite, la rete collassa e non è in grado di fornire il servizio ad ulteriori utenti Può accadere che pur in presenza di segnale, non ci siano canali disponibili. È il classico fenomeno che si verifica, ad esempio, durante manifestazioni, concerti, calamità naturali o semplicemente in alcune località turistiche sovraffollate solo in brevi periodi dell anno Nelle fasi immediatamente successive all ultimo terremoto in provincia di Parma è stato pressoché impossibile accedere al sito internet dell INGV per ore EMERGENZA 19 EMERGENZA 20 I sistemi di comunicazione ONDE RADIO E PROPAGAZIONE Ogni Ente coinvolto dall emergenza deve poter disporre di un sistema di radiocomunicazioni affidabile ed adeguato al tipo di intervento da svolgere EMERGENZA 21 Cenni su onde radio e propagazione Onde elettromagnetiche: Trasmettitore antenna ricevitore e viceversa in altre parole: ricetrasmettitore Cenni su onde radio e propagazione Al crescere della frequenza del segnale la propagazione è sempre più prossima ad una linea retta. Al crescere della frequenza aumenta la possibilità di riflessione del segnale da parte di oggetti. Al diminuire della frequenza aumenta la possibilità del segnale di attraversare materiali non metallici. La propagazione può essere di vari tipi: per linea diretta per onda di terra ionosferica per effetto condotto troposcatter EMERGENZA 23 EMERGENZA 24
5 Cenni su onde radio e propagazione Cenni su onde radio e propagazione Il sole genera un flusso di particelle elettriche (vento solare) che può condizionare la propagazione dei segnali normalmente fino alla banda VHF. Uno degli effetti più belli del vento solare sono le aurore boreali (o australi, a seconda dell emisfero interessato). Le aurore normalmente avvengono ai poli, a causa della particolare geometria del campo elettromagnetico terrestre. Talvolta, durante particolari perturbazioni solari, si possono avere fenomeni di aurora anche alle nostre latitudini EMERGENZA 25 EMERGENZA 26 Cenni su onde radio e propagazione Cenni su onde radio e propagazione Aurora boreale sopra al Bear Lake in Alaska Aurora australe vista dal satellite Image della NASA EMERGENZA 27 EMERGENZA 28 Cenni su onde radio e propagazione LE ANTENNE Aurora australe vista dallo Space Shuttle EMERGENZA 29
6 Le antenne I tipi di antenna Sono il cuore della comunicazione radio e sono l interfaccia fra la radio ed il mezzo trasmissivo OMNIDIREZIONALI Antenne piccole funzionano meno bene che antenne grosse Un ottima radio equipaggiata con una cattiva antenna è praticamente inutile! Spendete 10 per una radio, ma spendete 100 per l antenna (e per la discesa di cavo coassiale ) EMERGENZA 31 EMERGENZA 32 I tipi di antenna I tipi di antenna DIRETTIVE PARABOLE E PANNELLI EMERGENZA 33 EMERGENZA 34 I tipi di antenna Le antenne: note operative ANTENNE FILARI E DIPOLI Le radiofrequenze da sole non si mescolano e non si confondono Un antenna può ricevere qualsiasi frequenza, ma con rendimenti diversi. EMERGENZA 35 EMERGENZA 36
7 Errori da evitare ERRORI DA EVITARE Lontano da muri, costruzioni, strutture metalliche, tralicci EMERGENZA 38 Errori da evitare Errori da evitare Mai la radio in uso appesa alla cintura o in una tasca della giacca EMERGENZA 39 Non utilizzare il portatile dentro alle autovetture o comunque all interno di luoghi chiusi EMERGENZA 40 Errori da evitare LE FREQUENZE RADIO Posizionare le antenne da campo lontano da muri, edifici, piante e comunque il più in alto possibile EMERGENZA 41
8 Cenni sulle frequenze radio Denominazione Banda Frequenza [Hz] Lunghezza d onda [m] ELF 3 30 Hz km km SLF Hz km 1000 km ULF Hz 1000 km 100 km VLF 3 30 khz 100 km 10 km LF khz 10 km 1 km MF khz 1 km 100 m HF 3 30 MHz 100 m 10 m VHF MHz 10 m 1 m UHF MHz 1 m 10 cm SHF 3 30 GHz 10 cm 1 cm EHF GHz 1 cm 1 mm Cenni sulle frequenze radio La relazione fra lunghezza d onda e frequenza è λ=c/f dove: λ lunghezza d onda [m] c velocità della luce, pari a 3*10^8 [m/s], ovvero km/s f frequenza utilizzata [Hz] Sono la stessa cosa: 144 MHz 2 metri 27 MHz 11 metri 7 MHz 40 metri EMERGENZA 43 EMERGENZA 44 Le bande di frequenza LE BANDE DI FREQUENZA CB - Banda Cittadina 5 Watt di potenza massima Apparati omologati Frequenze da 26.9 a 27.4 MHz Apparati a o 40 canali Possibilità di AM FM SSB Qualche chilometro Problema con apparati portatili (antenne, batterie, ) Problemi di perdita di sensibilità con segnali forti adiacenti No antenne direttive EMERGENZA 46 Le bande di frequenza Le bande di frequenza 43 MHz LPD e PMR 5 Watt di potenza massima Apparati omologati Utilizzati per uso professionale e/o aziendale Possibilità di AM FM Qualche chilometro Problema con apparati portatili (antenne, batterie, ) Problemi di perdita di sensibilità con segnali forti adiacenti No antenne direttive Ok in zone ad orografia mista LPD 10 mw (0.01W) PMR 500 mw (0.5W) Modulazione FM LPD 69 canali in utilizzo secondario con radioamatori (433 MHz) PMR 8 canali (446 MHz) Antenne fisse su apparati portatili Qualche chilometro in campo aperto Buona autonomia delle batterie Problema per utilizzo in ambienti chiusi o con presenza di ostacoli EMERGENZA 47 EMERGENZA 48
9 Le bande di frequenza Le bande di frequenza Frequenze assegnate al servizio di Radioamatore Frequenze assegnate al Dipartimento della Protezione Civile Tutte le frequenze assegnate dal Piano Nazionale di Ripartizione delle frequenze al servizio di radioamatore in utilizzo primario o secondario Potenza massima di 500W Nessun vincolo alle antenne Autorizzazione generale da Ministero Sviluppo Economico Dipartimento per le Comunicazioni Assegnazione di nominativo unico sul territorio nazionale Riconoscimento mondiale del nominativo No limitazioni di portata e distanza del collegamento 20 coppie di frequenze radio in banda VHF 4 coppie di frequenze in banda UHF Assegnazione nel Piano Nazionale di Ripartizione delle Frequenze (Nota N. 85 dell allegato al P.N.R.F.) L assegnazione di coppie di frequenze è stata definita al fine di gestire ponti radio ripetitori in emergenza. Attenzione: le frequenze sono assegnate al Dipartimento e possono essere utilizzate dal Dipartimento e non dalle singole associazioni di Protezione Civile. EMERGENZA 49 EMERGENZA 50 GLI APPARATI RADIO Tipi di apparati Radio Portatili Palmari PREGI Piccoli, leggeri, facilmente trasportabili, completi nelle prestazioni DIFETTI La potenza di trasmissione deve essere obbligatoriamente ridotta per ottimizzare la durata delle batterie. La durata delle batterie non è illimitata. Le antenne, forzatamente di dimensione ridotta, limitano le prestazioni. EMERGENZA 52 Tipi di apparati Tipi di apparati Radio Veicolari PREGI Elevata potenza di trasmissione Ottimo audio, possibilità di scambio dati digitali DIFETTI Pochi tasti, quindi più funzioni associate allo stesso tasto Potenziali problemi di surriscaldamento Radio Fisse PREGI Elevata potenza di trasmissione Ottimo audio, possibilità di scambio dati digitali Manovrabilità di comandi e regolazioni eccellente DIFETTI problemi per la movimentazione costo EMERGENZA 53 EMERGENZA 54
10 Le radiocomunicazioni in emergenza LE COMUNICAZIONI IN EMERGENZA VANTAGGI indipendenza da sistemi centrali che possono andare in avaria i terminali radio sono facilmente sostituibili modesti costi di realizzazione e di attivazione linea sempre aperta con l interlocutore possibilità di comunicazione circolare a più utenti condivisione delle informazioni (tutti gli utenti di una rete radio hanno accesso alle medesime informazioni) SVANTAGGI possibilità di caos in assenza di regole ed adeguata formazione degli operatori ATTENZIONE: DURANTE L EMERGENZA L IL CAOS PUO SOLTANTO PEGGIORARE LA SITUAZIONE!!! EMERGENZA 56 Le radiocomunicazioni in emergenza Le radiocomunicazioni in emergenza Una nota importante e sensibile prima di entrare nel vivo del discorso: La comunicazione radio tradizionale non è considerata una comunicazione punto punto ed è assolutamente intercettabile, oltre che ascoltata da tutti i soggetti coinvolti nell emergenza. Di conseguenza occorre ricordarsi di non trasmettere dati sensibili se non assolutamente indispensabile! EMERGENZA 57 EMERGENZA 58 Le radiocomunicazioni in emergenza La catena di comado: Le radiocomunicazioni in emergenza DICOMAC - DIrezione di COMAndo e Controllo coordina i CCS CCS Centro Coordinamento Soccorsi coordina i COM COM Centro Operativo Misto coordina i COC COC Centro Operativo Comunale EMERGENZA 59 EMERGENZA 60
11 Le radiocomunicazioni in emergenza Le radiocomunicazioni in emergenza EMERGENZA 61 EMERGENZA 62 L operatore radio L OPERATORE RADIO sa osservare con attenzione sa sintetizzare e trasmettere con velocità le informazioni è in grado di cogliere gli aspetti prioritari, senza trascurarne alcuno possiamo definirlo l occhio del direttore dell emergenza, ma non la sua mente! EMERGENZA 64 Saper comunicare SAPER COMUNICARE Tutte le informazioni relative all emergenza dovranno arrivare direttamente dal luogo dove si è verificata l emergenza. In altre parole occorre recarsi sul luogo, ma non bisogna dimenticarsi di adottare tutte le precauzioni e le cautele necessarie. In altre parole occorre mantenersi lucidi e riflessivi ed evitare gli slanci che potrebbero trasformare il soccorritore in un soggetto che necessita di soccorso La descrizione dell evento è di estrema importanza per chi dovrà gestire l emergenza. più precise, sintetiche, dettagliate, esaustive ed immediate saranno le informazioni, meglio il direttore dell emergenza avrà chiaro il quadro della situazione e più efficacemente potrà agire nella gestione dell emergenza! EMERGENZA 66
12 Saper comunicare La regola delle 5 W + 1 H Inglese Italiano Utilizzo pratico della regola Saper comunicare Chi ci sta ascoltando: NON E SUL POSTO WHO? Chi? Chi ha causato l evento, chi è rimasto coinvolto? WHAT? Cosa? Cosa è successo? WHERE? Dove? Il posto, il luogo, la città, le coordinate? NON PUO VEDERE CIO CHE PER TE E SCONTATO WHEN? Quando? A che ora è avvenuto il fatto? Quale è stata la durata? WHY? Perché? Perché è capitato l evento? HOW? Come? Come arrivare sul posto e far arrivare i soccorsi? Quali precauzioni adottare? NON PUO PERCEPIRE LE TUE SENSAZIONI In altre parole non sa se fa freddo, piove, c è odore di gas, serve più luce, il ferito perde molto sangue, i soccorritori sono stanchi, la terra sta tremando, ecc EMERGENZA 67 EMERGENZA 68 Saper comunicare Sembrerà strano, ma serve buon senso, carta e penna Vediamo allora un esempio pratico: Giunti sul luogo del sinistro annotarsi la descrizione della zona (città, frazione, Km dell autostrada o strada statale, provinciale, comunale) ed elementi di pericolo e disturbo per un eventuale elicottero (alberi alti, linee alta tensione, torri, campanili, linee ferroviarie) Descrivere il tipo di evento: terremoto scoppio, alluvione, incidente stradale, crollo etc Capire il numero delle vittime coinvolte, la gravità dei feriti e la loro stabilità (incastrati, immersi in acqua, ustionati, portatori di particolari patologie etc) Saper comunicare Un esempio pratico (continuazione): Controllare se vi sono pericoli collaterali, ad esempio: spargimento di liquido tossico-nocivo, cavi elettrici sospesi o danneggiati, materiali con etichette sostanze pericolose o pannelli di pericolo Pianificare il percorso per gli eventuali mezzi di soccorso. Se il luogo dell emergenza non è immediatamente visibile dalla viabilità normale, predisporre un opportuno sistema di segnalazione/guida verso il luogo coinvolto. Ricordarsi sempre il QUANDO, ovvero l ora di quando è avvenuto l evento EMERGENZA 69 EMERGENZA 70 Saper comunicare Ed ora un esempio locale: CHI (Who) Due auto si sono tamponate con contusioni per i passeggeri, è presente sul posto la Polizia Locale COSA (What) Un autoarticolato ha perso carico di laterizi, la strada interrotta è nei due sensi di marcia DOVE (Were) Sartirana Lomellina, Località Moncucco direzione Valle Lomellina QUANDO (Wen) Alle di oggi PERCHE (Why) Sull asfalto c era parte del carico perso dall autoarticolato COME (How) Deviare il traffico dalla rotonda di Sartirana in direzione Breme e successivamente Valle Lomellina USIAMO LA RADIO EMERGENZA 71
13 Usiamo la radio Una raccomandazione fondamentale prima di entrare nel dettaglio dell operatività radio: prima di iniziare qualsiasi attività con l ausilio delle radio accertarsi che gli apparati siano operativi ed in ordine. Verificare lo stato di carica delle batterie, l integrità delle antenne e la giusta regolazione del canale e degli altri parametri operativi. Usiamo la radio ACCENSIONE DELL APPARATO Normalmente un apparato radio si accende ruotando in senso orario la manopola del volume. In posizione di riposo (la posizione che corrisponde alle ore 19 del quadrante dell orologio) spesso è indicato un puntino bianco e la scritta OFF. Nelle radio più recenti è possibile che ci sia un tasto dedicato all accensione ed allo spegnimento. Il simbolo associato è tipicamente il seguente: È obbligatoria una prova di collegamento prima di iniziare qualsiasi attività. EMERGENZA 73 EMERGENZA 74 Usiamo la radio IL COMANDO SQUELCH E LA SUA REGOLAZIONE Lo squelch rappresenta la funzione di silenziamento dell apparato. Il silenziamento dell audio dell apparato avviene prefissando una soglia di intervento sull intensità del segnale ricevuto. Tutti i segnali di intensità maggiore alla soglia saranno udibili, mentre quelli inferiori non daranno alcun effetto audio. La regolazione avviene girando lentamente in senso orario la manopola dello squelch fino ad ottenere il silenziamento e quindi ruotandola di pochissimo in senso antiorario per migliorarne la sensibilità. Gli apparati più recenti sono dotati di regolazione automatica dello squelch e non sono dotati dell apposita manopola. La regolazione avviene impostando nei menu di sistema la soglia di silenziamento. Attenzione che uno squelch regolato su segnali troppo forti potrebbe tagliare stazioni con segnali deboli; viceversa una regolazione su segnali deboli potrebbe causare continui rumori indesiderati. Usiamo la radio REGOLAZIONE DEL CANALE DI LAVORO La regolazione del canale di lavoro deve essere effettuata prima di iniziare l operatività. Il Coordinatore o il Responsabile Operativo forniranno indicazioni sul canale da utilizzare. Attenzione che al variare degli apparati e delle relative programmazioni (ed anche al variare delle versioni dello stesso modello, ahimé ) potrebbe accadere che si abbiano indicazioni diverse sul display o sulla manopola a scatti di selezione del canale. Prima di iniziare qualsiasi attività occorre effettuare una prova radio di collegamento con tutti gli elementi interessati all attività! EMERGENZA 75 EMERGENZA 76 Usiamo la radio LE ANTENNE DEGLI APPARATI Nei piccoli portatili potrebbero essere fisse. Vari tipi di connettore SMA, BNC, PL, N. Attenzione che stiamo stringendo filetti di ottone e non tubi da acqua Negli apparati veicolari controllare periodicamente il serraggio delle ghiere, in quanto le vibrazioni potrebbero giocare scherzi EMERGENZA 77 Usiamo la radio L ALIMENTAZIONE DEGLI APPARATI In caso di utilizzo di apparati portatili, prima di iniziare le operazioni, occorre verificare che le batterie abbiano la piena carica. Se è prevista un operatività prolungata conviene approvvigionarsi anche di batterie di scorta. In caso di apparati da postazione fissa, prima di accendere l apparato, occorre verificare che l alimentatore sia regolato sulla corretta tensione continua, al fine di non danneggiare l apparato. In caso di apparati veicolari, prima di procedere all installazione dell apparato occorre verificare che il mezzo disponga di tensione di alimentazione compatibile con la tensione dell apparato radio. ATTENZIONE: automobili, fuoristrada e camper sono per la quasi totalità con impianto elettrico alimentato a 12V in corrente continua con polo negativo a massa (la carcassa o la carrozzeria). La tensione di ricarica dell alternatore può tranquillamente arrivare a 14.4V, anche se la tensione nominale sarebbe di Camion e mezzi d opera spesso sono alimentati a 24V in continua. Prestare sempre la massima attenzione!!! EMERGENZA 78
14 Usiamo la radio Il COMANDO PTT PTT - Push To Talk (letteralmente premi per parlare) Negli apparati portatili è normalmente posizionato nella parte sinistra della radio. Analogamente, anche nei microfoni palmari è posizionato sul lato sinistro del microfono. Il comando PTT o tasto PTT ci consente di portare l apparato radio in trasmissione ed inviare il nostro messaggio ai nostri corrispondenti. Usiamo la radio Il COMANDO PTT (continuazione) Premere il pulsante PTT ed attendere circa un secondo e mezzo prima di iniziare a parlare. Iniziare a parlare tenendo la radio (o il microfono esterno) a circa 7-10 centimetri dalla bocca (le canoniche 4 dita ). Parlare con tono e volume di voce normale evitando di urlare. Non vale la regola telefonica del parla più forte che non ti sento Terminata la nostra comunicazione, attendere circa mezzo secondo e quindi rilasciare il tasto PTT per ascoltare la risposta del corrispondente. Alla fine della risposta del nostro corrispondente, attendere 3-4 secondi prima di premere nuovamente il tasto PTT. Queste precauzioni di attesa sembrano inutili nelle comunicazioni dirette fra due o più corrispondenti, ma diventano basilari nel traffico radio utilizzando un ripetitore. EMERGENZA 79 EMERGENZA 80 La comunicazione radio LA COMUNICAZIONE RADIO IN EMERGENZA La cosa principale in emergenza è mantenere la calma, soprattutto quando si usa la radio. Usare un tono di voce normale e costante, evitare di gridare al microfono, non si migliora la comprensibilità e spesso il corrispondente non riesca a capire. Se si fa parte di una maglia o rete radio trasmettere quando la stazione capomaglia ci chiama. Se si hanno messaggi urgenti farlo notare velocemente e quindi attendere le disposizioni della stazione capomaglia. Se si ritiene di poter essere d aiuto farlo presente velocemente ed attendere le disposizioni. Ricordarsi che è la stazione capomaglia a gestire il traffico, attenersi alle sue disposizioni. EMERGENZA 82 La comunicazione radio La comunicazione radio Un efficace ed efficiente comunicazione radio deve avvalersi di modalità standard, utilizzate da tutti allo stesso modo, affinché i messaggi pervengano dove è necessario e siano compresi. Prima di iniziare una chiamata, la stazione che intende chiamare deve osservare un periodo di ascolto sulla frequenza in uso, al fine di evitare possibili interferenze ad altre comunicazioni eventualmente in corso. A tale fine è opportuno utilizzare determinati modi operativi, sigle o codici, conosciuti internazionalmente, la cui interpretazione sia chiara ed univoca. Tutti i concetti devono essere definiti ed acquisiti precedentemente all emergenza. INIZIAMO A FAMIGLIARIZZARE CON IL CONCETTO DI: Un collegamento si stabilisce chiamando la stazione voluta anteponendo il suo nominativo al proprio. In altre parole viene inizialmente pronunciato il nominativo della stazione che si vuole chiamare e successivamente il nominativo della stazione che sta chiamando. PROTOCOLLO CHIAMATO - CHIAMANTE La fine del messaggio può essere terminata dalle parole passo (obsoleta) oppure cambio (da preferirsi). EMERGENZA 83 EMERGENZA 84
15 La comunicazione radio La comunicazione radio Esempio di chiamata: Esempio di messaggio di risposta: Attenzione Squadra Alfa da Base Operativa, Squadra Alfa da Base Operativa. Cambio (notare come il protocollo chiamato-chiamante è stato ripetuto due volte). (E la Base Operativa che sta chiamando) Dopo che è stata effettuata una chiamata, si dovrà attendere un periodo di almeno 10 secondi prima di iniziarne eventualmente una seconda. Questo serve ad evitare inutili ripetizioni o sovrapposizioni con il corrispondente che si appresta a rispondere. Inoltre, questa attesa, consente ad altre eventuali stazioni di mettersi in contatto con noi. Base Operativa da Squadra Alfa in ascolto. Cambio. (E la Squadra Alfa che sta parlando) A questo punto verranno inviati e ricevuti i vari messaggi ed alla fine: Squadra Alfa da Base Operativa non ci sono messaggi per voi. Chiudo (E la Base Operativa che sta parlando) a cui seguirà Base Operativa da Squadra Alfa ricevuto. Chiudo. (E la Squadra Alfa che sta parlando) EMERGENZA 85 EMERGENZA 86 La comunicazione radio La comunicazione radio È buona norma dare sempre conferma di ricezione dei messaggi, questo per evitare che chi li ha inviati rimanga con il dubbio se siano stati ricevuti. Se il messaggio prevede qualche cosa di particolare e specifico oltre alla conferma di ricezione è buona norma ripeterlo a chi ce lo ha trasmesso. Ricevuto richiesta di invio di una ambulanza in località... Durante la trasmissione, le parole devono essere pronunciate chiaramente e distintamente, interrompendo frequentemente per consentire eventuali inserimenti di stazioni con precedenza I numeri vanno trasmessi cifra pronunciandoli prima per intero e successivamente sillabandoli per cifra separatamente Ad esempio: altezza idrometro metri 5.24 ripeto cinque punto due quattro Spesso, in caso di dubbio sulla comprensione di un messaggio, è prassi terminare la comunicazione con la parola interrogativo. Ad esempio potrebbe capitare di ascoltare: Base Operativa da Squadra Alfa. Mi confermate necessità di recarsi in località.. interrogativo? La velocità di trasmissione non deve superare le 80 parole al minuto, ma se il contenuto del messaggio deve essere trascritto dal corrispondente, la velocità va ridotta a non più di parole al minuto EMERGENZA 87 EMERGENZA 88 La comunicazione radio Mantenere il tono e l intensità della voce costante Mantenere la bocca ad una distanza costante dal microfono Durante la trasmissione di messaggi lunghi, sospendere periodicamente l emissione per accertare che nessuna stazione abbia l urgenza di effettuare chiamate. Per facilitare al corrispondente la comprensione di parole o semplici lettere, può essere necessaria una sillabazione ottenuta assegnando ad ogni lettera dell alfabeto una determinata parola (Codice ICAO - NATO). È buona norma, per le stazioni base e fisse, ma sarebbe utile anche per quelle mobili e portatili, tenere un brogliaccio delle comunicazioni dove vengono annotate le comunicazioni ricevute e trasmesse con i dati salienti. Nel caso di comunicazioni da inoltrare ad altri è bene tenere a portata di mano anche dei moduli di radiogrammi da compilare da chi ne effettua la ricezione o da chi dispone la loro trasmissione. I PONTI RADIO EMERGENZA 89
16 I ponti radio I ponti radio Nell immaginario collettivo il ponte radio è costituito da una postazione in un altura o in montagna, in zona di valico. Per esempio potremmo avere una situazione come indicato nella seguente immagine: Nella pratica un ponte radio necessita sempre di due frequenze distinte per funzionare. Una frequenza viene detta di ingresso al ponte o di trasmissione, mentre l altra frequenza viene detta di uscita o di ricezione. La distanza fra le due frequenze è abbastanza standardizzata e viene detta shift. I valori di shift variano a seconda della banda utilizzata. Valori tipici sono: ± MHz e ± MHz in banda VHF, ± MHz, ± MHz, ± MHz e ± MHz per la banda UHF. Lo shift può essere positivo o negativo, a seconda che la frequenza di ingresso sia superiore o inferiore alla frequenza di uscita. EMERGENZA 91 EMERGENZA 92 I ponti radio I ponti radio Per la realizzazione fisica di una stazione ripetitrice occorrono due apparati ricetrasmittenti, un dispositivo di controllo ed interfaccia ed un filtro a cavità. Uno dei due ricetrasmettitori presenti funziona come ricevitore ed è direttamente connesso al dispositivo di controllo ed interfaccia. Il dispositivo di controllo ed interfaccia provvede, una volta ricevuto un segnale valido, ad instradarlo al trasmettitore. Il filtro a cavità fa sì che il segnale del trasmettitore, estremamente più forte del segnale in ingresso, non vada a saturare, o meglio a desensibilizzare, gli stadi di ingresso del ricevitore. A seconda delle specifiche di installazione, il ripetitore può funzionare con una singola antenna o con antenne separate per la ricezione e la trasmissione. Vantaggi apparati tipicamente professionali e con caratteristiche elevate possibilità di configurazione (toni sub-audio) possibilità di controllo remoto Svantaggi necessità di strumentazione professionale per la taratura del filtro a cavità costo elevato EMERGENZA 93 EMERGENZA 94 I ponti radio Il parrot (talvolta chiamato pappagallo con una traduzione letterale) rappresenta una versione estremamente semplificata della stazione ripetitrice. I ponti radio Lo schema di un parrot è il seguente: Circuitalmente è costituita da un singolo apparato ricetrasmettitore e da un registratore audio a stato solido. Il parrot riceve la comunicazione, la memorizza e la ritrasmette. Ovviamente basta una singola frequenza radio per il funzionamento. Vantaggi: semplicità circuitale costi contenuti. Svantaggi: una considerazione sul funzionamento: ogni stazione dopo avere trasmesso il proprio messaggio lo riascolta e deve quindi attendere che il corrispondente trasmetta il proprio messaggio e che il ripetitore lo ritrasmetta. Potete intuire che questa tipologia di trasmissione può generare confusione fra i corrispondenti. EMERGENZA 95 EMERGENZA 96
17 L alfabeto fonetico ICAO - NATO L ALFABETO FONETICO ICAO - NATO L'alfabeto fonetico radiotelegrafico, chiamato spesso anche alfabeto fonetico NATO, venne sviluppato negli anni cinquanta dall'organizzazione Internazionale dell'aviazione Civile (ICAO) per essere comprensibile (e pronunciabile) per tutti i piloti e gli operatori dell'aviazione civile. Venne adottato, con piccole modifiche, dalla NATO. L'alfabeto fonetico NATO è ampiamente utilizzato negli affari e nelle telecomunicazioni, in Europa e Nord America. È stato adottato dall'unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU). Anche se è composto da parole inglesi, le lettere codificate possono essere riconosciute facilmente da persone che parlano altre lingue. EMERGENZA 98 L alfabeto fonetico ICAO - NATO L alfabeto fonetico ICAO - NATO Lettera Fonetico NATO Lettera Fonetico NATO A Alpha N November B Bravo O Oscar C Charlie P Papa D Delta Q Quebec E Echo R Romeo F Foxtrot S Sierra G Golf T Tango H Hotel U Uniform I India V Victor J Juliet W Whiskey K Kilo X X-ray L Lima Y Yankee M Mike Z Zulu La scrittura di alcune lettere può variare in alcune versioni pubblicate dell'alfabeto. In particolare Alpha può essere scritto come Alfa e Juliet come Juliett. Poiché questo alfabeto è pensato per essere parlato, questo non è un problema, in quanto la pronuncia rimane invariata. EMERGENZA 99 Numero Fonetico NATO 1 One / Unaone* 2 Two / Bissotwo* 3 Three / Terrathree* 4 Four / Kartefour* 5 Five / Pantafive* 6 Six / Soxisix* 7 Seven / Setteseven* 8 Eight / Oktoeight* Nine (usato Niner talvolta per non confondersi con il no in tedesco (nein) 9 che si pronuncia "nain", come 9 in inglese) / Novenine* 0 Zero / Nadazero* Per i numeri, la convenzione ITU di Atlantic City nel 1947 ha stabilito ufficialmente la pronuncia fonetica indicata con *. Tuttavia è pratica comune pronunciare i numeri in inglese, nelle comunicazioni internazionali. EMERGENZA 100 Il codice Q IL CODICE Q Il codice Q è una raccolta standardizzata di messaggi codificati di tre lettere, che iniziano tutti con la lettera Q, sviluppata inizialmente per le comunicazioni commerciali via telegrafo e successivamente adottata per altre comunicazioni via radio, in particolare dai radioamatori. Sintetizzano una domanda, quando seguite da un punto interrogativo, o una risposta dettagliata. Il significato di ogni codice deve, o può, essere ampliato o completato con l'aggiunta di nominativi di chiamata, nomi di luoghi, cifre, numeri ecc. I dati sono opzionali. Sebbene fossero stati inventati quando le comunicazioni avvenivano unicamente in codice Morse, i codici Q continuarono ad essere utilizzati anche dopo l'avvento delle trasmissioni in voce. I codici da QAA a QNZ sono riservati per uso aeronautico. I codici da QOA a QQZ sono riservati per uso marittimo, mentre le combinazioni da QRA a QUZ sono utilizzate per tutti i tipi di comunicazioni. EMERGENZA 102
18 Il codice Q D: Qual è il nome della tua stazione? D: Chi mi chiama? QRA QRZ R: Il mio nominativo è... R: Sei chiamato da... (su... khz (o MHz)). D: A che distanza approssimativa ti trovi dalla mia stazione? D: Qual è la forza dei miei segnali (o dei segnali di...)? QRB QSA R: La distanza tra la mia stazione e la tua è di circa... km. R: La forza dei tuoi segnali (o di quelli di...) è.... D: Qual è la mia frequenza esatta (o la frequenza di...)? D: La forza dei miei segnali varia? QRG QSB R: La tua frequenza esatta (o quella di...) è... khz (o MHz). R: La forza dei tuoi segnali varia. D: La mia frequenza varia? D: La mia manipolazione è difettosa? QRH QSD R: La tua frequenza varia. R: La tua manipolazione è difettosa. D: Qual è la tonalità della mia emissione? D: Mi senti? In caso affermativo posso interromperti? QRI QSK R: La tua tonalità è.... R: Ti sento, parla pure. D: Qual è la comprensibilità dei miei segnali (o dei segnali D: Puoi mandarmi la ricevuta? QRK QSL di...)? R: La comprensibilità dei tuoi segnali (o quelli di...) è... R: Confermo, ricevuto. D: Sei occupato? D: Devo ripetere l'ultimo messaggio (o un messaggio QRL QSM precedente)? R: Sono occupato, questa frequenza è occupata. R: Ripeti(o) l'ultimo messaggio (o il messaggio...). D: Sei disturbato da emittenti limitrofe (interferenze)? D: Mi hai sentito (o hai sentito...) su... khz (o MHz)? QRM QSN R: Sono disturbato da interferenze. R: Ti ho sentito (o ho sentito...) (alle ore...). D: Sei disturbato da disturbi atmosferici? D: Puoi comunicare con...? QRN QSO R: Sono disturbato da disturbi atmosferici. R: Posso comunicare con... (tramite...) o collegamento. D: Devo aumentare la potenza di emissione? D: Puoi ritrasmettere a...? QRO QSP R: Aumenta(o) la potenza di trasmissione. R: Avverti... della mia presenza, passa a... questo QTC. D: Devo diminuire la potenza di emissione? D: Quale frequenza di lavoro userai? QRP QSS R: Diminuisci(o) la potenza di trasmissione. R: Userò la frequenza... khz (o MHz). D: Devo trasmettere più in fretta? D: Devo trasmettere o rispondere sulla frequenza attuale (o su khz)? QRQ QSU R: Aumenta la velocità di trasmissione. R: Trasmetterò sulla solita frequenza (o su... khz (o MHz)). IL CODICE RST QRS QRT QRU QRV QRW QRX Devo trasmettere una serie di V su questa frequenza (o D: Devo trasmettere più adagio? D: QSV su khz)? R: Trasmetti più adagio. R: Trasmetti una serie di V (su... khz (o MHz)). D: Devo sospendere la trasmissione? D: Vuoi stare in ascolto di... su... khz (o MHz)? QSX R: Chiudi(o) le trasmissioni. R: Resto in ascolto di... su... khz (o MHz). D: Hai qualcosa per me? D: Devo passare a trasmettere su un'altra frequenza? QSY R: Non ho niente da comunicare. R: Cambio frequenza (e vai su... khz (o MHz)). D: Sei pronto? D: Quanti messaggi hai da trasmettere? QTC Messaggio, ho un messaggio da trasmettere (o... R: Sono pronto. R: messaggi). D: Devo avvisare... che lo chiamerai su... khz (o MHz)? D: Qual è la tua posizione (latitudine e longitudine o...)? QTH R: Avvisa... che lo chiamerò su... khz (o MHz). R: La mia posizione è... D: Quando mi richiamerai? D: Qual è l'ora esatta? QTR R: Ti richiamerò alle ore... (su... khz (o MHz)). R: L'ora esatta è... EMERGENZA 103 Il codice RST Il codice RST Un sistema di codifica spesso usato per dare dei rapporti sulla forza e qualità del segnale ricevuto, è il cosiddetto codice RST, dove R sta per Readability, ossia comprensibilità, S sta per Strenght, ossia forza, e T sta per Tone, ossia tono. La voce tono era utilizzata nelle trasmissioni telegrafiche e, pertanto, non ci interessa. In fonia vengono solo usati i primi due cioè RS. Dire al proprio corrispondente che lo riceviamo R5 S7 (spesso abbreviato in 57), significa che la sua comprensibilità è totale ed il suo segnale è abbastanza forte. Una nota operativa. I portatili palmari di tipo PMR non sono dotati di strumentazione idonea ad indicare l intensità del segnale ricevuto e pertanto l indicazione del parametro S risulta molto soggettiva. Apparati di tipo professionale e radioamatoriale dispongono di uno strumento, chiamato S- meter, idoneo alla lettura dell intensità del segnale ricevuto. Intelligibilità R (Readability) 1 Incomprensibile 2 Appena comprensibile, comprensibili alcune parole ogni tanto 3 Comprensibile con difficoltà 4 Comprensibile praticamente senza difficoltà 5 Perfettamente comprensibile Intensità del segnale S (Signal Strength) 1 Segnale debole, appena percettibile 2 Segnale molto deboleb 3 Segnale debole 4 Segnale discreto 5 Segnale discretamente buono 6 Segnale buono 7 Segnale abbastanza forte 8 Segnale forte 9 Segnale fortissimo EMERGENZA 105 EMERGENZA 106 I codici di intervento del 118 I CODICI DI INTERVENTO DEL 118 Ritengo utile riportare schematicamente i codici di intervento utilizzati dai soccorritori del 118. Tali codici sono così suddivisi: Prima cifra (colore): Seconda cifra: Lettera: criticità patologia luogo Questa codifica ha diversi vantaggi, fra i quali possiamo elencare: standardizzazione sintesi privacy Vediamoli nel dettaglio le codifiche. EMERGENZA 108
19 I codici di intervento del 118 I codici di intervento del 118 Codice di patologia Descrizione del problema Codice di Criticità Gravità del problema 1 Traumatica (incidente d auto, incastrato, precipitato dall alto, caduta, ustionato, annegato, ferita penetrante, ecc.) 0-B (BIANCO) Non emergenza; situazione di intervento differibile e/o programmabile 1-V (VERDE) Non emergenza; situazione differibile ma prioritaria rispetto al codice zero (lesioni che non compromettono le funzioni vitali) 2-G (GIALLO) Emergenza sanitaria; situazione a rischio, intervento non differibile (funzioni vitali non direttamente compromesse, ma in stato di evoluzione) 3-R (ROSSO) Emergenza assoluta; intervento prioritario (una o più funzioni vitali assenti o compromesse) 4-N (NERO) Paziente deceduto; ovviamente viene usato solo in fase di rientro 2 Cardiocircolatorio (dolore toracico, aritmie, ecc.) 3 Respiratoria (difficoltà respiratoria da varie cause) 4 Neurologica (alterazione dello stato di coscienza e della motilità) 5 Psichiatrica 6 Neoplastica (patologie tumorali) 7 Intossicazione (sostanze stupefacenti, gas, sostanze chimiche o tossiche, farmaci, alimenti, ecc.) 8 Altra patologia (dolore addominale, vomito, problemi in gravidanza, ecc.) 9 Non identificata (quando non è possibile identificare il problema sanitario dalle informazioni ricevute) 0 Etilista (intossicazione da sostanze alcoliche) EMERGENZA 109 EMERGENZA 110 I codici di intervento del 118 I codici di intervento del 118 Codice di luogo S P Y K L Q Z Descrizione del luogo Strada Luogo/esercizio pubblico Impianto sportivo Casa Lavoro Scuola Altro luogo EMERGENZA 111 Alcuni esempi pratici: Un insegnante di lettere di 32 anni durante le ore di lezione lamenta fame d aria, respiro affannoso, rumori sibilanti; dice di soffrire d asma ma di avere una crisi asmatica più grave del solito. Il preside allerta il 118. Codice G-3-Q Un bambino di 3 anni viene trovato dalla mamma con il contenitore dell anticalcare in mano; piange disperatamente, tossisce e respira affannosamente. La mamma allerta il 118. Codice R-1-K Scontro fra due auto su strada a scorrimento veloce; due persone incastrate fra le lamiere ma coscienti. Un automobilista che ha assistito allo scontro allerta il 118. Codice R-1-S Un operaio cade da un impalcatura di circa 5 metri e rimane sommerso da pesanti attrezzature; è incosciente e non si può valutare il respiro. I colleghi allertano il 118. Codice R-1-L Riflettete sull importanza delle 5W+1H nella telefonata di allerta alla centrale del 118 EMERGENZA 112 Il sistema APRS IL SISTEMA APRS EMERGENZA 114
20 Il sistema APRS Il sistema APRS EMERGENZA 115 EMERGENZA 116 Il sistema APRS Il sistema APRS L APRS serve a trasmettere dati di stazioni fisse, posizione di stazioni in movimento, dati meteo di stazioni meteorologiche, messaggi fra due o più stazioni, bollettini, avvisi, interrogazioni ad altre stazioni, ritrasmettere dati di altre stazioni. Lo scopo principale dell APRS è soprattutto di fornire informazioni in grandi aree locali e questo scambio di informazioni deve avvenire nel modo più affidabile possibile. L APRS non è fatto per tentare le comunicazioni a grande distanza ma per un impiego tattico locale. La sua applicazione ideale è in campo di protezione civile. Insomma, una cosa molto simile a questa: I dati, in formato AX.25, sono normalmente trasmessi via radio sulla frequenza MHz con portante FM e modulazione AFSK 1200 baud, il cosiddetto packet radio (Bell 103), ma in modalità non connessa e quindi senza la certezza che il destinatario riceva correttamente ciò che è stato trasmesso; proprio per questo motivo si ha la diffusione su vasta scala del segnale, il cosiddetto broadcast. Più precisamente si tratta di pacchetti UI (Unnumbered Information) da qui il nome del programma più usato per l APRS: UI-View. L APRS serve a trasmettere dati di stazioni fisse, posizione di stazioni in movimento, dati meteo di stazioni meteorologiche, messaggi fra due o più stazioni, bollettini, avvisi, interrogazioni ad altre stazioni, ritrasmettere dati di altre stazioni. EMERGENZA 117 EMERGENZA 118 Il sistema APRS Il sistema APRS Le migliori peculiarità del sistema APRS utilizzato in Protezione Civile sono le seguenti: Sistema semplice concettualmente e tecnicamente: si utilizza una tecnologia nota ed assodata, già ampiamente sperimentata dalla comunità radioamatoriale Sistema radio analogico: bastano apparati radio anche datati e di modeste caratteristiche Utilizzo di una singola frequenza radio senza la necessità di stazioni ripetitrici (almeno in aree locali senza particolari problemi orografici) Economicità delle apparecchiature di localizzazione: il kit GPS + TinyTrack ha un costo ampiamente inferiore ai 200 Euro Grande flessibilità nella realizzazione di cartografia personalizzata: l autore di queste dispense dispone di una grande quantità di mappe realizzate a partire dalle fonti più disparate (I.G.M., foto aeree, Istituto Geografico De Agostini, CTR e così via ). Per l utilizzo in Protezione Civile la cartografia CTR (edita da Regione Lombardia e scaricabile da internet) è senza dubbio la più completa e dettagliata. EMERGENZA 119 EMERGENZA 120
21 Il sistema APRS Gli sviluppi del sistema Ad oggi il sistema APRS lavora alla velocità di 1200 baud, ovvero 1200 bit al secondo. LA MODULISTICA I più tecnologici di voi si renderanno immediatamente conto che la velocità è estremamente bassa, ma come già accennato, consente di utilizzare apparati radio anche obsoleti o dimessi da enti. Il futuro del sistema APRS e le sperimentazioni in corso (anche da parte dello scrivente) vanno nella direzione di un aumento della velocità trasmissiva, passando da 1200 baud a 9600 baud, incrementando la velocità di ben 8 volte. Questo aumento della velocità, con il conseguente aumento della quantità di informazioni disponibili, richiede, però, apparti specifici che consentano la modulazione a 9600 baud. EMERGENZA 121 Modulistica Modulistica EMERGENZA 123 EMERGENZA 124 Ringraziamenti RINGRAZIAMENTI Con grande spirito di collaborazione i volontari del Gruppo di Sartirana hanno letto e riletto le bozze, le hanno corrette ed hanno fornito diversi spunti per miglioramenti ed ampliamenti. Un particolare ringraziamento va a (rigorosamente in ordine alfabetico): Davide, Devis, Erika, Matteo, Veronica. Un ringraziamento agli amici radioamatori IK1WNQ Gimmi, IZ1GJK Maurizio e IZ1UWP Giovanni (anche loro rigorosamente in ordine alfabetico di nominativo) per il continuo e proficuo scambio di idee e per la documentazione scambiata. Infine, devo anche fare un caloroso ringraziamento all Amministrazione Comunale che ha sostenuto il Gruppo in questa fase di crescita e di formazione e che ha messo a disposizione le risorse per la realizzazione delle dispense, oltre ai locali ed alle apparecchiature per la realizzazione del corso. EMERGENZA 126
22 Bibliografia BIBLIOGRAFIA Le seguenti dispense sono state realizzate con la collaborazione di alcuni dei volontari del Gruppo di Protezione Civile di Sartirana e grazie alle conoscenze ed alle competenze tecniche nel settore radio di Paolo Lasagna. Di grande importanza sono state le esercitazioni sul campo, effettuate dal nostro gruppo insieme ai gruppi della Lomellina e del Monferrato. Altre fonti (in ordine sparso) sono state: TITANIC di Claudio Bossi - Le Comunicazioni Radio di Francesco Carbone - Comitato di Coordinamento Organizzazioni di Volontariato della Provincia di Milano ARI RE Lombardia (Associazione Radioamatori Italiani Radiocomunicazioni Emergenza Regione Lombardia) - MANUALE DA CAMPO Protezione Civile Regione Lombardia Giovanni Filippi IZ1UWP - Appunti di radiocomunicazioni in emergenza Manuale Formativo Soccorritori 118 Regione Piemonte Marco Bombelli IK2CHZ - Introduzione al sistema APRS Wikipedia varie voci. EMERGENZA 128 Domande e risposte DOMANDE E RISPOSTE Dopo i ringraziamenti ufficiali ad amici, colleghi ed amministratori, desidero ringraziare VOI che mi avete ascoltato con interresse e partecipazione per due sere e che soprattutto mi avete sopportato, dopo una giornata di lavoro Non ho parole, semplicemente: GRAZIE!!! EMERGENZA 130 Domande e risposte Ed ora, a voi la parola EMERGENZA 131
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