DGR 1118 del
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- Marcellina Valli
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1 DM
2 DGR 1118 del
3 Cos è l inquinamento atmosferico?
4 L inquinamento atmosferico è definito come presenza nell aria di determinate sostanze a livelli tali da provocare effetti negativi sulla salute umana, sull ambiente e sul nostro patrimonio culturale. Gli inquinanti che si trovano nell aria possono essere divisi in inquinanti primari, emessi direttamente dalle fonti naturali o dalle attivita umane, e inquinanti secondari che si trasformano g in atmosfera in seguito a trasformazioni chimiche
5 Le condizioni meteorologiche giocano un ruolo fondamentale nel trasporto e nell accumulo in atmosfera e quindi sui livelli di concentrazione degli inquinanti. La pianura padana ha caratteristiche fisiche che la rendono una delle aree europee più svantaggiateper t la qualitàdell aria ll i acausa dei venti deboli e della frequente stabilità dell atmosfera.
6 Attualmente nella nostra regione non sono piu registrati superamenti dei limiti di legge per biossido di zolfo, monossido di carbonio e benzene. Mentre non rispetta il limite di legge per quanto riguarda il benzo(a)pirene.
7 Il benzo(a)pirene e un inquinante di origine primaria prodotto in gran parte dalla combustione di biomasse legnose, la cui importanza e emersa solo negli ultimi anni. Il limite di legge e rispettato per la città di Milano ma non nelle aree più direttamente interessate dalle attività di combustione di legna ( Brianza,vallate alpine e prealpine).
8 Divieto di utilizzo, solo se sono disponibili altri sistemi di riscaldamento,di impianti domestici alimentati a biomassa legnosa aventi un rendimento inferiore al 63 % dal 15 Ottobre al 15 Aprile di ogni anno in tutti i comuni di fascia 1 e nei comuni al di sotto dei 300 m di altitudine. 8
9 PRIA Piano Regionale degli Interventi per la qualità dell Aria Il PRIA ha individuato nuove misure per la riduzione delle emissioni prodotte dagli apparecchi domestici alimentati a legna. Misura E R2 "Regolamentazione impianti di riscaldamento domestico a biomasse", la cui attuazione concorre al raggiungimento g degli obiettivi di miglioramento della qualità dell'aria; 9
10 La delibera e il recepimento di alcuni contenuti del DPR 74/2013 e per dare attuazione alla misura ER 2 del PRIA. Gli impianti a legna sono equiparati dalla delibera e dal PRIA agli impianti termici alimentati a metano o gasolio e quindi: 10
11 Nuove installazioni devono essere eseguite da personale abilitato secondo il D.M. 37/2008; Obbligo di manutenzione per gli apparecchi, come indicato dal DPR 74/2013 e dalla norma UNI 10683/2012; Controlli e ispezioni come gli altri impianti termici; Censimento degli apparecchi a legna nel Catasto Regionale degli Impianti Termici ( CURIT ): Introduzione di un rendimento energetico minimo per i nuovi impianti da installare. Dal 15 Ottobre 2014 gli apparecchi a legna (caminetti e stufe) dovranno essere installati da soggetti certificati, sottoposti a manutenzione periodica e saranno censiti nel catasto regionale degli impianti. 11
12 D.P.R. 74/2013 IMPIANTI TERMICI 12
13 (( l tricies) "impianto termico": impiantotecnologico tecnologico destinato aiservizi di: climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi it idi produzione, distribuzione ib i e utilizzazione i dl del calore nonche' gli organi di regolarizzazione e controllo. Sono compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento. a) non ci sono limiti sulla potenza; b) non dipende dal vettore energetico; c) può essere con o senza produzione di acqua calda sanitaria; d) non sono indispensabili gli organi di distribuzione,utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e controllo; e) sono compresi gli impianti termici individuali. 13
14 (( l tricies) "impianto termico :. Non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, apparecchi di riscaldamento localizzato ad energia radiante; tali apparecchi, se fissi, sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unita immobiliare e' maggiore o uguale a 5 kw. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unita' immobiliari ad uso residenziale ed assimilate».
15 Sono considerati IMPIANTI TERMICI
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19 Libretto di impianto Impianti di : Climatizzazione invernale Climatizzazione estiva senza limite di potenza Produzione di acqua calda sanitaria (diversi da quelli al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale i ed assimilate) il 19
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25 posticipato p al 1 Ottobre
26 La norma UNI 10683:2012 obbliga comunque in ogni caso, ad eseguire la manutenzione su TUTTI gli impianti alimentati a LEGNA o altri BIOCOMBUSTIBILI SOLIDI
27 Non e previsto il MODELLO DI RAPPORTO DI EFFICIENZA ENERGETICA ma..sempre secondo la norma UNI 10683:2012 punto 8.5 Al termine delle operazioni di controllo e manutenzione deve essere redatto dtt un rapporto da rilasciare i al proprietario. 27
28 La norma UNI 10683:2012 prescrive la periodicita delle manutenzioni 28
29 AGGIORNAMENTO DELLE DISPOSIZIONI PER L ESERCIZIO, IL CONTROLLO, LA MANUTENZIONE E L ISPEZIONE DEGLI IMPIANTI TERMICI 29
30 SONO ESCLUSI DALL AMBITO DI APPLICAZIONE DEL PRESENTE DISPOSITIVO: O Impianti per la climatizzazione invernale degli ambienti e/o la produzione di acqua calda sanitaria costituiti esclusivamente da pompe di calore/ collettori solare termici la cui somma delle potenze termiche utili sia inferiore a 12 kw. + + = < 12 kw 30
31 SONO ESCLUSI DALL AMBITO DI APPLICAZIONE DEL PRESENTE DISPOSITIVO: O Gli impianti per la climatizzazione estiva composti da una o più macchine frigorifere la cui somma delle potenze termiche utili sia inferiore a 12 kw + = < 12 kw 31
32 SONO ESCLUSI DALL AMBITO DI APPLICAZIONE DEL PRESENTE DISPOSITIVO: I I radiatori i individuali, id le cucine economiche, le termocucine e i caminetti aperti di qualsiasi potenza termica = NO 32
33 SONO ESCLUSI DALL AMBITO DI APPLICAZIONE DEL PRESENTE DISPOSITIVO: Impianti I i coinvolti in cicli produttivi i 33
34 GLI IMPIANTI SARANNO TUTTI TARGATI CON UN CODICE UNIVOCO CHE CONSENTIRA L IDENTIFICAZIONE DELL IMPIANTO Al momento dell installazione Alla prima manutenzione utile 34
35 I generatori che sono al servizio di un unico sistema di distribuzione operano come un unico impianto termico e devono essere censiti attraverso un unica targa impianto, pur se alimentati da generatori e vettori energetici differenti. UNICA TARGA UNICO LIBRETTO 35
36 Gli apparecchi preposti alla climatizzazione di singoli locali o parti limitate di un unita immobiliare, come ad esempio le stufe, costituiscono un impianto separato rispetto all impianto termico che garantisce il servizio all intera unità immobiliare o all intero edificio, in caso di impianto centralizzato. LIBRETTO E TARGA DIFFERENTI 36
37 RIASSUMIAMO: Impianto A, libretto e targa unico impianto, unico libretto e targa Impianto B, libretto e targa 37
38 Impianti a biomassa Non e previsto rapporto di controllo efficienza energetica E previsto rapporto di controllo efficienza energetica (allegato 3/B) 38
39 ATTENZIONE!!! NON CONFONDIAMO LA DEFINIZIONE DI IMPIANTO TERMICO CON LA DESCRIZIONE DELLA PROCEDURA DI TARGATURA Estratto della definizione di impianto termico: L impianto tecnologico destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, i indipendentemente d t dal vettore energetico utilizzato, t comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonche gli organi di regolazione e controllo. Estratto della descrizione di targatura di Regione Lombardia: I generatori che sono al servizio di un unico sistema di distribuzione operano come un unico impianto termico e devono essere censiti attraverso un unica targa impianto, pur se alimentati da generatori e vettori energetici i differenti. Allo stesso modo,sono considerati un unico impianto i termico generatori a servizio della medesima unità immobiliare per cui non è prevista alcuna rete di distribuzione, come, ad esempio, apparecchi singoli ad energia radiante o aerotermi. Anche in questi casi verrà attribuita un unica Targa Impianto. 39
40 I modelli pubblicati dal D.M. 10 febbraio 2014 G.U. nr.55 del Allegato I : Modello libretto d impianto ( a schede) Allegato II : Rapporto di controllo di efficienza energetica tipo 1 (gruppi termici) Allegato III : Rapporto di controllo di efficienza energetica tipo 2 (gruppi frigo) Allegato IV : Rapporto di controllo di efficienza energetica tipo 3 (scambiatori) Allegato V : Rapporto di controllo di efficienza energetica tipo 4 (cogeneratori) 40
41 I modelli pubblicati dalle Disposizioni approvate con Delibera Regionale n. X/1118 del 20 dicembre 2013 Allegato II : Modello libretto d impianto ( a schede) Allegato 3A : Rapporto di controllo di efficienza energetica (gruppi termici) Allegato 3B : Rapporto di controllo di efficienza energetica (gruppi termici a biomassa) Allegato 3C : Rapporto di controllo di efficienza energetica (gruppi frigo) Allegato 3 D : Rapporto di controllo di efficienza energetica (scambiatori) Allegato 3 E : Rapporto di controllo di efficienza energetica (cogeneratori) 41
42 Modello 3B ESCLUSIVO per Regione Lombardia 42
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45 Vedi UNI
46 Vedi UNI Modello 3B 46
47 UNI * * * * Esclusi dal DGR regione Lombardia * Con cadenza annuale secondo DGR regione Lombardia * Con cadenza biennale secondo DGR regione Lombardia 47
48 Esempi di compilazione libretto di impianto e allegato di controllo efficienza energetica di tipo 3B 48
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50 grazie per l attenzione P.I. Marco Martinetto 50
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