Daniele Ravaglia Direttore Generale
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- Marcellino Bello
- 9 anni fa
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1 Daniele Ravaglia Direttore Generale
2 Il contesto normativo: BRRD A partire dal 1 gennaio 2016 è applicabile la direttiva BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive) recepita in Italia con i D.L a novembre Questa direttiva introduce in tutti i Paesi europei regole armonizzate per prevenire e gestire le crisi di banche e imprese di investimento, limitando la possibilità di interventi pubblici da parte delle Stato, al fine di garantirne la continuità delle funzioni essenziali. Il BAIL IN è uno degli strumenti applicabili in una procedura di risoluzione.
3 Gestione anticipata della crisi La disciplina nazionale in vigore precedentemente prevedeva di affrontare la crisi bancaria sostanzialmente con due strumenti: - l amministrazione straordinaria - la procedura di liquidazione coatta amministrativa. Tali procedure intervenivano però nel momento in cui la banca si trovava già in una situazione patologica. La BRRD ha lo scopo di anticipare la gestione dell eventuale crisi. Le banche devono infatti predisporre un piano di risanamento ( recovery plan ) individuale, contenente misure idonee a fronteggiare un eventuale deterioramento significativo della propria situazione patrimoniale e finanziaria. Ai primi segnali di deterioramento delle condizioni finanziarie o patrimoniali della banca, l Autorità di vigilanza può adottare strumenti al fine di evitare che il peggioramento della situazione sia tale da non lasciare alternative agli strumenti di risoluzione. Tali misure comprendono anche la possibilità di rimuovere i vertici della banca e di nominare amministratori straordinari.
4 Cosa succede in caso di crisi? In presenza di uno stato di dissesto, le Autorità valutano se è possibile attivare la procedura ordinaria d insolvenza o se è necessario avviare la speciale procedura di risoluzione. La sottoposizione di una banca a risoluzione implica l avvio di un processo di ristrutturazione gestito dalla Banca d Italia - che, tramite i poteri introdotti dalla BRRD, mira a evitare interruzioni nella prestazione dei servizi essenziali offerti dalla banca (ad esempio, i depositi e i servizi di pagamento), a ripristinare condizioni di sostenibilità economica della parte sana della banca e a liquidare le parti restanti. Le Autorità di risoluzione potranno: - vendere una parte dell attività ad un acquirente privato; trasferire temporaneamente le attività e passività a un entità (bridge bank) costituita e gestita dalle Autorità per proseguire le funzioni più importanti, in vista di una successiva vendita sul mercato; trasferire le attività deteriorate a un veicolo (bad bank) che ne gestisca la liquidazione in tempi ragionevoli; applicare il «bail-in», ossia svalutare azioni e crediti, convertirli in azioni per assorbire le perdite e ricapitalizzare la banca in difficoltà o una nuova entità che ne continui le funzioni essenziali.
5 Quando si applica la fase di risoluzione? Le Autorità di risoluzione possono sottoporre una banca a risoluzione se si verificano tutte le seguenti condizioni: la banca è in dissesto o a rischio di dissesto (ad esempio, quando, a causa di perdite ha azzerato o ridotto in modo significativo il proprio patrimonio); non si ritiene che misure alternative di natura privata (quali aumenti di capitale) o di vigilanza consentano di evitarne in tempi ragionevoli il dissesto; sottoporre la banca alla liquidazione ordinaria non permetterebbe di salvaguardare la stabilità sistemica, di proteggere depositanti e clienti, di assicurare la continuità dei servizi finanziari essenziali e, quindi, la risoluzione è necessaria nell'interesse pubblico.
6 Che cos è il BAIL-IN? Il bail-in (letteralmente, salvataggio interno) è uno strumento che consente di disporre, al ricorrere delle condizioni di risoluzione, la riduzione del valore delle azioni e di alcuni crediti, per assorbire le perdite e ricapitalizzare la banca in misura sufficiente a ripristinare un adeguata capitalizzazione. Si applica sulla base di una gerarchia: chi investe in strumenti finanziari più rischiosi sostiene, prima di altri soggetti, le eventuali perdite ovvero subisce la conversione in azioni. Solo dopo aver esaurito tutte le risorse della categoria più rischiosa si passa alla categoria successiva. Si passa da un sistema in cui la risoluzione delle crisi è imperniata sul ricorso ad apporti esterni, forniti dallo Stato (bail-out) ad un nuovo sistema, che ricerca all interno degli stessi intermediari le risorse necessarie tramite il coinvolgimento di azionisti e creditori (bail-in). BAIL-OUT BAIL-IN
7 La gerarchia del BAIL-IN Con il BAIL-IN si procede alla riduzione, totale o parziale, del valore nominale, fino alla concorrenza delle perdite, secondo l ordine indicato: 1. delle azioni e degli altri strumenti rappresentativi di capitale 2. delle obbligazioni subordinate 3. delle obbligazioni ordinarie e dei depositi interbancari e delle grandi imprese 4. dei depositi delle persone fisiche e piccole e medie imprese (per la parte eccedente l importo di 100 mila euro, protetto per legge dal Fondo di Garanzia dei Depositanti)
8 Quindi 1 2 Si sacrificano gli interessi dei "proprietari" della banca, ossia degli azionisti esistenti, riducendo o azzerando il valore delle loro azioni. Si interviene su alcune categorie di creditori, le cui attività possono essere trasformate in azioni - al fine di ricapitalizzare la banca - e/o ridotte nel valore, nel caso in cui l'azzeramento del valore delle azioni non risulti sufficiente a coprire le perdite. Ad esempio chi possiede un'obbligazione bancaria potrebbe veder convertito in azioni e/o ridotto il proprio credito, ma solo se le risorse degli azionisti e di coloro che hanno titoli di debito subordinati (cioè più rischiosi) si sono rivelate insufficienti a coprire le perdite e ricapitalizzare la banca.
9 Quali rischi corre il risparmiatore? Sono soggette al BAIL IN tutte le passività, ad eccezione di alcune espressamente individuate, tra le quali: I depositi fino a euro, cioè quelli protetti dal Fondo di Garanzia dei Depositi (somme detenute sul conto corrente o in un libretto di deposito e i certificati di deposito nominativi, conti deposito). Le obbligazioni bancarie garantite (covered bond) Le passività derivanti dalla detenzione di beni della clientela o in virtù di una relazione fiduciaria (il contenuto delle cassette di sicurezza, titoli o fondi detenuti in un conto deposito, gestioni patrimoniali)
10 Quali armi di difesa ha il risparmiatore? Prima di tutto: la CONSAPEVOLEZZA Serve più informazione è cambiato il paradigma Non è più la banca che sceglie il cliente ma il cliente che sceglie la banca. O, in altre parole Non è la Banca che ha fiducia nel cliente ma il cliente che deve avere fiducia della Banca
11 Come misurare il rischio di una Banca? Banca d Italia ha identificato nei Fondi Propri (nuovo nome del Patrimonio di Vigilanza) l elemento a presidio dei rischi assunti. In pratica, più è elevato il grado di patrimonializzazione, maggiori possono essere i rischi assunti dalle banche. I Fondi propri sono costituiti da elementi di: Capitale Primario di Classe 1 (CET1); Capitale Aggiuntivo di Classe 1 (Additional TIER1 AT1); Capitale di Classe 2 (TIER2 T2)
12 Come misurare il rischio di una Banca? Il coefficiente di solvibilità delle Banche (grado di patrimonializzazione) è espresso in percentuale dalla frazione: Fondi Propri Attività di Rischio Ponderate Il CET1, pertanto, rappresenta la percentuale dei Fondi Propri costituiti soltanto da elementi di Capitale Primario di Classe 1 sulle attività di rischio ponderate. Il TIER1, pertanto, rappresenta la percentuale dei Fondi Propri costituiti da tutti gli elementi di classe 1 (primari e non) sulle attività di rischio ponderate. Il Total Capital Ratio, rappresenta la percentuale dei Fondi Propri sulle attività di rischio ponderate. Nb: i fondi propri di Emil Banca sono costituiti soltanto da elementi di Capitale Primario di Classe 1 perché non sono presenti emissioni di Prestiti Obbligazionari subordinati. I tre valori infatti non differiscono.
13 Il caso specifico delle BCC I «processi di "risoluzione" riguardano le banche di "interesse pubblico", cioè banche che, in base all applicazione di alcuni parametri di natura quantitativa e qualitativa, hanno superato uno specifico test da parte dell'autorità di risoluzione. I meccanismi di risoluzione si applicheranno quindi non a tutte le BCC ma solo a quelle il cui default possa determinare particolari effetti sul sistema bancario del territorio. Per le altre continuerà ad applicarsi il processo di liquidazione. VA DETTO CHE: Le BCC nel tempo hanno attivato meccanismi e strumenti di categoria interni per gestire le situazioni di crisi. Le crisi di BCC sono state sempre risolte attraverso l'intervento "di soccorso" di un'altra BCC o di una banca di Categoria (Banca Sviluppo Spa) costituita apposta per tutelare soci e clienti ed in generale i rapporti intrattenuti da BCC avviate alla liquidazione.
14 Il caso specifico delle BCC VA ANCHE DETTO CHE: In Italia le BCC hanno costituito un Fondo di Garanzia degli Obbligazionisti del Credito Cooperativo che prevede il diritto al pagamento, da parte del Consorzio ed in caso di insolvenza dell'emittente, dell'ammontare ,38 euro. Quindi, tecnicamente, l'obbligazionista di una Bcc potrebbe partecipare al bailin, ma può successivamente chiedere al Fondo il pagamento delle somme non rimborsate dalla Bcc.
15 La solidità di Emil Banca Quali sono i requisiti richiesti ad Emil Banca per il 2015? Gli indici espressi sono ampiamente oltre le richieste di BCE. Requisito richiesto dalle atorità di vigilanza Valore minimo normativo (con buffer prudenziale) Valore Emil Banca al 30/9/15 CET 1 Ratio 7,0% 14,04% TIER 1 Ratio 8,5% 14,04% Total Capital Ratio 10,5% 14,04% Memo: Il CET1, pertanto, rappresenta la percentuale dei Fondi Propri costituiti soltanto da elementi di Capitale Primario di Classe 1 sulle attività di rischio ponderate. Il TIER1, pertanto, rappresenta la percentuale dei Fondi Propri costituiti da tutti gli elementi di classe 1 (primari e non) sulle attività di rischio ponderate. Il Total Capital Ratio, rappresenta la percentuale dei Fondi Propri sulle attività di rischio ponderate.
16 La solidità di Emil Banca e del Sistema Bcc
17 La protezione del cliente Il cliente in Emil Banca può sentirsi sicuro. Lo sostiene un ente esterno autorizzato (certificato per la Client Protection) che ha recentemente rilasciato ad Emil Banca (unica Banca in Italia) il Rating Sociale A- (in una scala che va da minimo D ad un massimo di AA). Le valutazioni positive si riferiscono in particolare alla governance, alla trasparenza, al servizio alla clientela e alla sua protezione, ambiti nei quali, ad esempio, tutte le 4 banche oggetto del recente salvataggio evidenziavano già da tanto tempo seri problemi.
18 Nulla è scontato, tutto è opinabile
19 Daniele Ravaglia Direttore Generale Grazie per l attenzione.
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