Il Modello Senza Zaino
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- Valentina Bartolini
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1 Il Modello Senza Zaino una scuola inclusiva in quanto globale Pero (MI) 7 novembre 2015
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3 L approccio dell Universal Design per la progettazione di ambienti architettonici (equità, flessibilità, semplicità, percettibilità, tolleranza dell errore, contenimento dello sforzo fisico, misure e spazi sufficienti) La traduzione educativa in Universal Design for Learning e i suoi tre principi
4 Principio 1 Fornire un ampia varietà di mezzi di rappresentazione (il che cosa dell apprendimento). Gli studenti differiscono nei modi di recepire e comprendere l informazione. Ci sono alunni con difficoltà uditive o visive, ma ci possino essere alunni che prediligono, pur non avendo menomazioni, il canale uditivo, e così via. Pertanto l insegnante dovrebbe offrire una vasta gamma di modi di presentare, illustrare, spiegare, mostrare, dimostrare i contenuti.
5 Principio 2 Fornire una molteplicità di mezzi di azione (il come dell apprendimento). Bisogna tenere conto degli studenti che hanno handicap motori o difettano di capacità organizzative e/o sono iperattivi, quelli che si esprimono meglio per scritto o che preferiscono costruire prodotti tridimensionali: si tratta di offrire occasioni e materiali diversi che consentano l espressione a ciascun studente secondo le sue possibilità e talenti.
6 Principio 3 Fornire una serie diversificata di modi di impegnarsi (il perché dell apprendimento). Le motivazioni e gli interessi sono molteplici: si tratta di esplorare quei contorni che caratterizzano ciascuno studente per trovare la particolare via che può essere efficace (si tratta di indagare il vissuto di ciascuno e coglierne le sfaccettature e le particolarità per sviluppare l insegnamento.
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29 Per realizzare percorsi differenziati, il docente organizza, per ciascun tavolo, attività ben definite e già conosciute dagli allievi, corredate da strumenti ed istruzioni, da svolgere in autonomia. Nel frattempo, il docente lavora ad un tavolo con sei, otto alunni, realizzando in questo modo il massimo della personalizzazione. Le attività sono ben articolate in brevi step, la presenza dell insegnante al tavolo, il suo affiancamento, producono un livello di attenzione molto elevato. La contiguità fisica docente - alunni consente l accertamento immediato di eventuali difficoltà di ciascun allievo ed interventi correttivi tempestivi, molto più efficaci dei controlli successivi, quando l errore si è ormai consolidato e diventa veramente difficile eliminarlo. L affiancamento del docente risulta altamente motivante e rassicurante per tutti gli allievi. Il lavoro differenziato ai tavoli per tutti, inoltre, supera la prassi discriminatoria che solitamente vede i ragazzi disabili o con difficoltà svolgere un lavoro a parte, diverso da tutta la classe. I risultati sono notevoli sia sul piano dell apprendimento che della motivazione; l insegnante attua effettivamente una didattica personalizzata e nel piccolo gruppo, riesce ad identificare in modo preciso le difficoltà di ciascuno ed adottare le azioni adeguate per sostenere l apprendimento di tutti.
30 TUTTO QUESTO IMPLICA Diverse modalità di aggregazione (lavoro individuale, in coppia, in piccolo gruppo, nel gruppo classe, nel grande gruppo) Differenziazione dell insegnamento e attenzione alle diversità Lavoro in contemporanea Ruolo dell insegnante Progettazione delle attività con gli alunni Partecipazione degli alunni alla gestione della scuola Metodo della ricerca e problem solving Lavoro dei docenti come comunità di pratica Coinvolgimento dei genitori Apertura al territorio
31 IN SINTESI 1. Organizzare gli spazi, dotarsi di strumenti e tecnologie didattiche 2. Organizzare la classe, differenziare l insegnamento 3. Progettare, valutare e organizzare le attività didattiche 4. Gestire e sviluppare la scuola come comunità 5. Coinvolgere i genitori, aprirsi al territorio
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37 Il Modello Senza Zaino una scuola inclusiva in quanto globale Grazie per l attenzione, Iselda Barghini Gruppo Promotore di Senza zaino Coordinamento Rete Nazionale
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