SCENARIO ECONOMICO OLIVE DA TAVOLA
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- Nicolina Gentili
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1 SCENARIO ECONOMICO OLIVE DA TAVOLA
2 LO SCENARIO ECONOMICO DELLE OLIVE DA TAVOLA IL MERCATO MONDIALE... 3 LA PRODUZIONE... 3 I CONSUMI... 5 L IMPORT-EXPORT... 6 IL MERCATO DELLE OLIVE DA TAVOLA IN ITALIA... 8 LA PRODUZIONE... 8 IL MERCATO... 8 IL MERCATO INTERNAZIONALE... 9 I CONSUMI E GLI SCAMBI CON L ESTERO OLIVE DA TAVOLA DOP E IGP SWOT ANALYSIS DEL SETTORE OLIVE DA TAVOLA
3 IL MERCATO MONDIALE La produzione Per la campagna 2009/10 la produzione mondiale di olive da tavola è stimata pari a circa tonnellate. Si evidenzia una flessione del 4% circa, rispetto al livello produttivo raggiunto nella campagna precedente attestatosi su tonnellate. Tab. produzione mondiale olive da tavola (tonn.) Campagna 2008/09 Previsioni 2009/2010 Var. % 09-10/08-09 Quota% 2009/10 Ue ,97 32,47 Stati Uniti ,67 1,92 Argentina ,05 3,59 Siria ,50 6,47 Egitto ,82 14,37 Turchia ,00 18,68 Marocco ,00 5,27 Algeria ,49 4,31 Tot. Paesi prod ,35 87,07 Altri Paesi non prod ,70 12,93 Mondo ,22 100,00 Fonte: ns. elaborazioni su dati COI Per i principali Paesi produttori si segnala una contrazione del 21% in Argentina, mentre gli Stati Uniti, per la campagna 2009/10, mostrano una contrazione del 17% rispetto alla campagna precedente. Gli esiti produttivi raggiunti dalla Siria segnano un incremento del 12%, mentre per l Egitto si registra un calo del 32%. Turchia e Marocco hanno entrambe conosciuto una progressione produttiva del, rispettivamente, 30% e 10%. La Ue, con il 32% della produzione mondiale, conferma la propria posizione di leader produttivo. Le stime per la campagna 2009/10 mostrano una situazione di sostanziale stabilità. Per la Spagna si dovrebbe esitare una produzione di tonnellate, seguita dalla Grecia con tonnellate e dall Italia con tonnellate. 3
4 Fig.1 - Ripartizione % della produzione mondiale di olive da tavola Altri Paesi non prod.; 12,93 Algeria; 4,31 Ue; 32,47 Marocco; 5,27 Turchia; 18,68 Egitto; 14,37 Stati Uniti; 1,92 Argentina; 3,59 Siria; 6,47 Fonte:nostre elaborazioni su dati COI L analisi dell evoluzione della produzione mondiale nelle ultime dieci campagne rimanda l immagine di un settore con una sostanziale tendenza di crescita, caratterizzato dal fenomeno dell alternanza produttiva. Andamento che rimane di crescita consecutiva nelle due campagne 2006/07 e 2007/08. Per la campagna 2008/09, invece, si intravede una contrazione del livello produttivo, che risulta ancora più marcata per la campagna 2009/10. Fig. 2 - Evoluzione della produzione mondiale di olive da tavola (ultime dieci campagne) Fonte: nostre elaborazioni su dati COI (*) stime 4
5 I consumi L analisi dei consumi di olive da tavola mostra un andamento di progressione degli stessi. Per la campagna 2009/10 si stima un livello di consumi pari a tonnellate, evidenziando una sostanziale stabilità rispetto alla campagna precedente (- 0,4%). La Ue risulta essere l area di maggiore consumo a livello mondiale, con una quota del 26%, seguita dalla Turchia con il 15%, L Egitto con l 11% e gli Stati Uniti con il 9%. Fig.3 - Evoluzione dei consumi mondiali di olive da tavola (ultime dieci campagne) /01 01/2 02/3 03/4 04/05 05/06 06/07 07/08 08/09 09/10* Fonte:nostre elaborazioni su dati COI (*) stime La crescita del consumo di olive da tavola, registrata nelle ultime campagne, è da attribuire in misura prioritaria alle azioni di marketing poste in essere, negli ultimi anni, dalle aziende produttrici, che si sono essenzialmente concretizzate nell introduzione di nuovi prodotti (pane, snack, olive diversamente condite o ripiene, battuti, patè di olive, etc ) e nella ricerca di nuove tipologie di packaging, sempre più in grado di veicolare messaggi rassicuranti al consumatore (buste sottovuoto, cestelli) circa la salubrità degli alimenti. Gli operatori del settore, inoltre, hanno strutturato strategie di marketing diretto, all interno dei punti di vendita (maggiore presenza dei prodotti a scaffale con giusto posizionamento all interno dei reparti ortofrutta o gastronomia) per raggiungere e sensibilizzare un numero crescente di consumatori. 5
6 Fig. 4 - Ripartizione % dei consumi mondiali di olive da tavola (campagna 2009/10) Altri; 26,56 Ue; 26,56 Algeria; 4,42 Stati Uniti; 9,30 Egitto; 11,16 Marocco; 1,77 Siria; 5,35 Turchia; 14,88 Fonte: nostre elaborazioni su dati COI I principali paesi consumatori a livello comunitario sono la Spagna, al primo posto con il 30% sul totale. Seguono l Italia con il 21%, la Germania e la Francia con il 9%. Fig.5 - Ripartizione % dei consumi di olive da tavola all interno della Ue (campagna 2009/10) Altri ; 16,78 Francia; 8,92 Portogallo; 2,10 Regno unito; 5,24 Grecia; 4,37 Germania; 9,09 Italia; 21,33 Spagna; 30,59 Belgio; 1,57 Fonte:nostre elaborazioni su dati COI L import-export L analisi delle esportazioni delle ultime dieci campagne evidenzia una tendenza alla crescita, riscontrabile soprattutto a partire dalla campagna 2004/05. Per la campagna in corso, si prevede un livello di stabilità (pari a tonnellate) rispetto alla campagna precedente. I principali paesi interessati sono rappresentati da 6
7 quelli appartenenti alla UE, con il 45% delle contrattazioni mondiali, seguiti da Marocco (12%), Argentina (11%) e Turchia (10%) Fig.6 - Ripartizione % delle esportazioni mondiali di olive da tavola Altri; 12,13 Egitto; 9,59 Ue; 45,48 Argentina; 10,76 Turchia; 9,63 Marocco; 12,41 Fonte:nostre elaborazioni su dati COI Le importazioni, durante le ultime dieci campagne, sono risultate pari ad una media di circa tonnellate annue mentre, per l ultima campagna analizzata, il quantitativo di prodotto importato viene stimato intorno alle tonnellate, con una progressione del 6% rispetto alla campagna precedente. I principali Paesi importatori sono rappresentati dagli Stati Uniti (26%), dalla UE (17%) e dal Brasile (12%). Fig.7 - Ripartizione % delle importazioni mondiali di olive da tavola Altri; 22,96 Ue; 17,31 Brasile; 11,99 Canada; 4,98 Stati Uniti; 26,20 Australia; 3,02 Arabia Saudita; 4,55 Russia; 8,99 Fonte: nostre elaborazioni su dati COI 7
8 Il mercato delle olive da tavola in Italia La produzione I dati Istat riportano, per il 2008 (ultimi dai disponibili), una produzione di olive da tavola pari a tonnellate. Tale quantitativo rappresenta una quota di circa il 2% della produzione nazionale di olive, livello al di sotto della media europea dei Paesi produttori, e dimostra che l Italia, pur essendo uno dei principali paesi consumatori, attribuisce al settore delle olive da tavola un ruolo piuttosto marginale. Tuttavia il nostro paese si conferma il terzo produttore in ambito UE, dopo Spagna e Grecia. Il 35% circa della produzione proviene da cultivar da tavola, la restante parte da cultivar a duplice attitudine la cui utilizzazione è estremamente variabile in dipendenza della domanda di mercato e dell andamento stagionale. Il quadro produttivo nazionale vede il ruolo di Puglia e Sicilia quali principali aree di produzione di olive da tavola. La Sicilia si attesta su una quota del 43%, mentre la Puglia rappresenta circa il 25% della produzione nazionale. Fig. 8 - Ripartizione % della produzione regionale di olive da tavola Abruzzo; 2,3 Campania; 1,5 Lazio; 6,6 Liguria; 2,7 Altre; 2,6 Sicilia; 43,4 Calabria; 9,6 Puglia; 24,7 Sardegna; 6,5 Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat Il mercato L analisi dell andamento dei prezzi all origine delle olive da tavola di pregio mostra, per l ultimo anno rilevato, una contrazione degli stessi rispetto all anno precedente. Particolarmente rilevante è la contrazione che ha interessato la nera di Gaeta (-31%), seguita dalla Bella di Cerignola (-23%). 8
9 I problemi delineati dipendono essenzialmente dalle dinamiche di mercato. Gli acquirenti finali hanno richiesto prodotto a basso costo e questo ha avuto un riflesso anche nelle fasi a monte della filiera. Il contesto che si delinea è quello di un settore con ampi margini di miglioramento anche per quanto riguarda le politiche di prezzo, che dovrebbero avere l obiettivo di premiare l eccellenza delle produzioni italiane. Fig.9 - Andamento dei prezzi all origine ( /kg) 3,00 2,50 2,00 1,50 1,00 0,50 0, Nocellara del Belice Bella di Cerignola Nera di Gaeta Tonda di Cagliari, verde Nocellara etnea Leccino nero cangiante Taggiasca nera cangiante Fonte: nostre elaborazioni su dati Ismea Il mercato internazionale Il mercato internazionale delle olive da mensa non si è discostato molto da quello italiano. Il 2009, infatti, è stato caratterizzato da flessioni piuttosto diffuse. Anche in questo caso ad influire negativamente è stata la poca dinamicità della domanda e soprattutto la corsa al ribasso da parte degli acquirenti. La crisi dei prezzi ha risparmiato solo alcune varietà della Grecia e la Picholine del Marocco. Quest ultima ha, infatti, guadagnato il 17% su base annua, mentre le olive tonde nere greche si sono posizionate poco al di sotto di 1,70 euro al chilo, il 30% in più rispetto al Anche le olive nere Kalamata hanno guadagnato qualche punto percentuale. Di contro le olive verdi hanno perso dal 13% delle tonde ad oltre il 40% delle lunghe. 9
10 Tab. - Prezzi medi internazionali all origine delle olive da tavola fresche (euro/kg) Spagna Hojblanca 0,54 0,59 0,50 0,40 Manzanilla 0,62 0,70 0,55 0,53 Gordal 0,94 1,20 1,20 1,07 Marocco Picholine 0,57 0,52 0,55 0,65 Grecia Olive verdi lunghe 0,80 1,34 1,46 0,85 Olive verdi tonde 0,47 0,78 0,61 0,53 Olive rosate 0,52 0,65 0,75 0,65 Olive nere tonde 1,05 1,75 1,29 1,68 Olive nere Kalamata 0,99 1,65 1,17 1,24 Franco azienda produttrice; Iva esclusa Fonte: Rete di Rilevazione ISMEA Tutte variazioni negative, invece, per le varietà spagnole. Le olive Gordal e Hojblanca hanno perso rispettivamente l 11 ed il 21% sul 2008, mentre la riduzione è stata più contenuta per la Manzanilla (-4%). I Consumi e gli scambi con l estero Il consumo totale, secondo i dati Coi in riferimento alle ultime dieci campagne, è stimato, per il nostro Paese, intorno ad un dato medio di tonnellate, pari a circa 2,3 Kg pro capite annui, di cui circa il 57% è costituto da olive di importazione semilavorate o già confezionate, mentre la restante parte, il 43% circa, è rappresentata da olive di produzione nazionale. Le importazioni si attestano intorno ad un dato medio di circa tonnellate, provenienti soprattutto da Spagna e Grecia, mentre le esportazioni si attestano su un livello pari a circa tonnellate. Il saldo ampiamente negativo degli scambi commerciali con l estero, in un paese come l Italia vocato all olivicoltura, evidenzia una situazione di difficoltà del settore attribuibile, nella fase agricola, alla necessità di razionalizzare e specializzare la coltivazione per ottenere produzioni rispondenti all esigenze del mercato e, nella fase industriale, alla necessità di dover concentrare l offerta per ridurre i costi di lavorazione e commercializzazione. 10
11 Olive da tavola Dop e Igp Le olive da mensa Dop e Igp riconosciute nell Unione europea all aprile 2010 sono appena 20 su un totale di 894 prodotti. In questo segmento di mercato la nazione leader continua ad essere la Grecia con dieci riconoscimenti, seguita dalla Francia con quattro, dall Italia con tre e dal Portogallo con due. Fig.10 Ripartizione % del numero di denominazioni Dop e Igp delle olive da tavola nella Ue Portogallo 10,5% Italia 15,8% Francia 21,1% Grecia 52,6% Fonte: Commissione Europea Le denominazioni relative alle olive da mensa nella Ue sono rappresentate quasi esclusivamente da Dop (vi è un solo riconoscimento Igp che riguarda la Grecia), a garanzia del forte legame col territorio di tutte le denominazioni. Le olive da mensa Dop nel nostro paese sono state riconosciute da parecchi anni e le regioni coinvolte sono la Puglia per la Dop La Bella della Daunia, la Sicilia per la Nocellara del Belice e l Abruzzo e le Marche per l Oliva ascolana del Piceno. 11
12 Classificazione delle olive da mensa Dop per regione Regione Ricon. Province Cultivar Produzione 2008 (t) Marche Oliva ascolana del Piceno* DOP AP (TE) Ascolana tenera 4,05** Abruzzo Oliva ascolana del Piceno* DOP TE (AP) Ascolana tenera n.d. Puglia La Bella della Daunia DOP FG La Bella di Cerignola 406,7 Sicilia Nocellara del Belice DOP TP Nocellara del Belice con presenza di eventuali cloni locali e di varietà 27,6 impollinatrici autoctone. * prodotto multiregionale ** dato complessivo, non è disponibile la distinzione tra le due province Fonte: Commissione Europea, Consorzi di tutela e Organismi di Controllo Le province in cui ricade l area di produzione delle tre denominazioni sono quella di Foggia, Trapani, Ascoli Piceno e Teramo. A questo ristretto gruppo di prodotti riconosciuti, per il momento non dovrebbero a breve aggiungersene altri, in quanto non risultano all aprile 2010 olive da mensa in attesa del riconoscimento comunitario. La produzione di olive da mensa Dop nel nostro paese tuttora fa registrare quantitativi certificati limitati, sia pur in crescita rispetto agli anni passati. Secondo le elaborazioni Ismea dei dati degli Organismi di Controllo, la produzione complessiva ha oltrepassato nel 2008 le 430 tonnellate, con un notevole incremento sul Nel corso degli ultimi anni si è assistito ad un rafforzamento del predominio quantitativo della Dop La Bella della Daunia, rispetto all altra oliva da tavola, la Nocellara del Belice (la prima in forte crescita, la seconda in discreto calo nel 2008). Ha invece certificato nel 2008 soltanto quattro tonnellate la Dop Oliva ascolana del Piceno. La Bella della Daunia ha realizzato nel 2008 un valore alla produzione stimato in circa 1,63 milioni di euro, con un forte incremento, superiore rispetto a quello 2007, dovuto al notevole aumento della produzione certificata. Molto più contenuto il volume d affari della Dop Nocellara del Belice, pari a 30 mila euro, con una flessione cospicua rispetto all anno precedente, dovuta al calo della produzione certificata. Si attesta invece nel 2008 sui 10 mila euro il valore all origine sviluppato dall Oliva Ascolana del Piceno. Dai pochi dati disponibili si evince inoltre che la Dop La Bella della Daunia esporta ben l 82% della propria produzione, con destinazione prevalente nei mercati extra-ue, in particolare negli Stati Uniti. 12
13 Swot analysis del settore olive da tavola PUNTI DI FORZA Presenza di un patrimonio colturale di alto valore Sistemi di lavorazione consolidati Forte legame con il territorio Possibilità di certificare un numero crescente di prodotti OPPORTUNITÀ Strutturare al meglio la filiera olive da tavola Fornire maggiore assistenza tecnica per la cura degli uliveti Favorire la filiera corta Impostare strategie di marketing premianti per il settore Sensibilizzare il consumatore nei confronti delle proprietà salutistiche delle olive da tavola PUNTI DI DEBOLEZZA Carenza di informazioni Cattiva e scarsa organizzazione mercantile Ridotta dimensione aziendale Mancata standardizzazione delle produzioni MINACCE Spiccata segmentazione dell offerta di prodotti simili Difficoltà nel posizionamento delle produzioni Complessità della comunicazione della cultura e dei valori sottostanti le diverse produzioni Problematicità nel sensibilizzare gli operatori del settore 13
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