Consiglio Superiore della Magistratura
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- Viviana Di Carlo
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1 Consiglio Superiore della Magistratura Relazione al Parlamento sullo stato della giustizia «Problemi dell amministrazione della giustizia nelle regioni del sud» Ù (delibera del 27 luglio 2010)
2 SOMMARIO Premessa 1. Uffici giudiziari, popolazione residente, organici dei magistrati, avvocati 2. Uffici giudiziari e procedimenti 3. Gli uffici giudiziari: presenze effettive e scoperture A. Magistrati ordinari B. Magistrati onorari 4. La mobilità dei magistrati 5. Organizzazione degli uffici e progetti tabellari 6. Le patologie del sistema A. Le incompatibilità parentali B. Le incompatibilità ambientali e i conflitti tra uffici C. Questione deontologica e interventi disciplinari 7. Il personale amministrativo 8. Le condizioni di lavoro: in particolare l impatto dei magistrati di prima nomina Organizzazione giudiziaria e criminalità organizzata A. Considerazioni introduttive B. Rapporti delle Direzioni distrettuali antimafia con le Procure ordinarie e le Procure circondariali C. Rapporti tra Direzioni distrettuali antimafia e uffici GIP D. Indagini e intercettazioni telefoniche e ambientali E. Misure cautelari e fermi F. Misure di prevenzione G. Dichiarazioni di incompetenza H. Considerazioni finali 10. Una indicazione propositiva Allegati - Prima parte - Materiali preparatori per la relazione - Seconda parte - Risoluzioni e documenti del CSM in tema di organizzazione e coordinamento della risposta giudiziaria alla criminalità mafiosa (Proposte di interventi e iniziative del Comitato Antimafia approvate dal plenum il 14 luglio 1983 / Parere 13 dicembre 2004 della Commissione per il regolamento interno) 2
3 Premessa 1. La Relazione al Parlamento sullo stato della amministrazione della giustizia della consiliatura predisposta ai sensi dell'art. 28, comma 1, del Regolamento interno ha per oggetto «Problemi della amministrazione della giustizia nelle regioni del sud» (in particolare Campania, Puglia, Calabria e Sicilia). Le ragioni della scelta sono precisate nella delibera istitutiva del 13 dicembre 2007: La situazione di sofferenza e di difficoltà a rendere un servizio giustizia corrispondente alle attese della società è particolarmente acuta, come recenti vicende dimostrano, negli uffici del Sud (in particolare della Campania, della Puglia, della Calabria e della Sicilia). Un intervento del Consiglio teso a descrivere la situazione in atto in tali realtà, ad analizzarne le ragioni e formulare proposte migliorative appare, di conseguenza, particolarmente opportuno. Ciò si colloca, del resto, in una prospettiva già tracciata dall'organo di governo autonomo che, negli anni '80 (delibera del plenum in data 14 luglio 1983), predispose una articolata proposta di interventi, rivelatisi negli anni successivi di grande utilità sia per l'azione consiliare che per iniziative legislative e amministrative. Destinare a questa analisi la relazione al Parlamento (e non altre, pur possibili, iniziative consiliari) risponde alla percezione del carattere centrale del tema della effettività del servizio giustizia (in particolare nelle situazioni più delicate) e della necessità di affrontarlo in concreto e non solo con elaborazioni astratte. La relazione (...) dovrà, in ogni caso, comprendere tre punti fondamentali: 1) la situazione degli uffici per quanto riguarda gli organici dei magistrati nonché la mobilità e lo status degli stessi (anche con riferimento alla congruità delle scelte amministrative e legislative adottate, ai carichi di lavoro e ai tempi di definizione dei procedimenti, alle situazioni ambientali che incidono sul lavoro e sulla indipendenza di giudici e pubblici ministeri); 2) i profili organizzativi degli uffici con riferimento sia alle dotazioni amministrative e strutturali (edilizia, mezzi informatici, organici virtuali e reali del personale amministrativo, apparati di tutela dell'incolumità delle persone comunque coinvolte nella attività processuale) sia all'effettività del sistema tabellare (osservanza delle circolari, contenzioso, soluzioni adottate dai dirigenti e dai semi direttivi, distribuzione dei carichi di lavoro, utilizzazione degli uditori giudiziari, ecc.); 3) l'azione di contrasto della criminalità organizzata, con individuazione dei profili di adeguatezza e di insufficienza e con l'articolazione di opportune proposte al riguardo. Quanto al metodo di lavoro, esso si articolerà attraverso i seguenti passaggi: a) estrazione, elaborazione e analisi di dati statistici e di elementi informativi già in possesso del Csm, del Ministero della giustizia o degli uffici giudiziari interessati (compresa la Direzione nazionale antimafia); b) rilevazione diretta di elementi conoscitivi attraverso missioni sul posto (eventualmente svolte da sottocommissioni o da gruppi di lavoro composti da consiglieri, anche non esclusivamente della VI Commissione) ovvero attraverso elaborazione di questionari rivolti a magistrati e dirigenti (ed eventualmente ad altri soggetti interessati; c) analisi degli elementi informativi e individuazione dei profili di sofferenza degli uffici e dei temi sui quali è possibile e opportuno intervenire; d) elaborazione di proposte di interventi migliorativi realizzabili dal Consiglio, dal Ministero della giustizia e, soprattutto, dal Parlamento e dal Governo (attraverso l'iniziativa legislativa e l'azione amministrativa)». 2. La predisposizione della relazione è stata complessa ed articolata e, conseguentemente, i relativi tempi sono stati superiori a quelli originariamente previsti. Ciò è stato determinato da due fattori concomitanti pur tra loro eterogenei. Da un lato, nel procedere dei lavori, si è manifestata la necessità di verificare le ricadute in concreto della riforma dell'ordinamento giudiziario definitivamente messa a punto con la legge 30 luglio 2007, n. 111, che sono state di grande rilievo. Basti pensare, per limitarsi a due esempi, che il ricambio dei dirigenti tra il 1 settembre 2006 e il 31 dicembre 2009 ha riguardato, nelle regioni interessate, 117 uffici direttivi su 151 e 212 uffici semidirettivi su 342 (e cioè, rispettivamente, il 77,4% e il 61,9% degli uffici) e che le presenze effettive dei sostituti nelle procure della Repubblica di tali regioni hanno avuto, dal 31 dicembre 2006 al 31 dicembre 2009, una caduta da 643 a 537 unità. Di ciò il Consiglio si è ripetutamente occupato con specifici interventi e risoluzioni. 3
4 Per altro verso, la già ricordata scelta di coinvolgere nella analisi dei dati e nella formulazione delle proposte gli uffici e i magistrati interessati si è rivelata particolarmente impegnativa. Il coinvolgimento si è realizzato attraverso incontri di consiglieri appositamente delegati con i consigli giudiziari allargati, acquisizione di specifiche relazioni dei consigli giudiziari dei distretti interessati, somministrazione ai magistrati assegnati nei distretti del Sud negli ultimi anni di un questionario sulle condizioni di lavoro e relativi problemi, incontri seminariali presso nella sede del Consiglio con la partecipazione dei componenti la VI Commissione consiliare e di rappresentanti delle Direzioni distrettuali antimafia (nonché della Procura nazionale antimafia) e dei Tribunali e Uffici GIP dei capoluoghi di ciascun distretto (avvenuti rispettivamente il 31 luglio e il 9 ottobre 2009), un seminario interno finale per la messa a punto delle proposte. Di questo lavoro non sempre partecipato con la necessaria intensità (basti ricordare che dei 333 magistrati richiesti di dare risposta al questionario citato solo 51 vi hanno provveduto, nonostante la reiterazione della richiesta, così rendendo scarsamente significativo il relativo esito) si dà atto sia nel corpo della relazione che negli allegati. Alcuni contributi si riferiscono a situazioni in divenire e modificatesi nel corso del tempo (basti pensare alle coperture degli organici) ma si è comunque ritenuto utile riportarli (limitando gli aggiornamenti alla parte generale) anche per consentire un adeguato apprezzamento dei cambiamenti intervenuti. 3. La finalità della relazione è, istituzionalmente, quella di formulare proposte per un miglior funzionamento del servizio giustizia. A tale obiettivo è funzionale la parte ricognitiva, che non ha pretese di completezza (del resto estranee alle competenze e alle possibilità del Consiglio) ma finalità di supporto fattuale alle proposte via via formulate *. * I tempi della predisposizione della relazione hanno determinato un avvicendamento, in essa, dei consiglieri e dei magistrati segretari e componenti dell Ufficio studi che vi hanno contribuito. Il testo finale è stato elaborato nei cap. 1-7 e nel cap. 10 dal cons. Livio Pepino, nel cap. 8 dal cons. Fabio Roia, nel cap. 9 dal cons. Antonio Patrono. Hanno contribuito alla raccolta e alla elaborazione dei dati i magistrati segretari Eugenio Albamonte, Matilde Brancaccio, Massimo Forciniti, Marco Dall Olio e Ferdinando Lignola nonché il magistrato addetto all Ufficio studi e documentazione Alessandro D Andrea. Il supporto organizzativo è stato assicurato dai funzionari della VI Commissione Paola Felici e Paolo Mottironi, dalla d.ssa Silvia Dini (per l elaborazione e il controllo dei dati consiliari) e dall assistente Mauro Grande (al quale si deve anche la predisposizione delle tabelle e dei grafici). Un ringraziamento particolare, per la pronta e preziosa collaborazione, va al direttore generale della Statistica del Ministero della giustizia, dr. Fabio Bartolomeo, e al presidente del Consiglio nazionale forense, prof. Guido Alpa (nonché all avv. Ezio Germani che, per conto del CNF, ha curato la raccolta dei dati relativi alla avvocatura). 4
5 1. UFFICI GIUDIZIARI, ORGANICI, POPOLAZIONE RESIDENTE 1. In Campania, Puglia, Calabria e Sicilia risiedono complessivamente secondo dati aggiornati all'ultimo censimento abitanti, pari a poco più del 25% della intera popolazione italiana (di unità). A fronte di tale popolazione insistono sul relativo territorio 10 corti di appello (2 in Campania, 2 in Puglia, 2 in Calabria e 4 in Sicilia) più una sezione staccata (Taranto) su un totale nazionale di 26 corti e 3 sezioni staccate. Vi insistono, inoltre, 49 tribunali (senza contare quello di Giugliano, esistente solo sulla carta): 13 in Campania, 7 in Puglia, 11 in Calabria e 18 in Sicilia) a fronte di un totale nazionale di 165. A ogni tribunale corrisponde un ufficio di procura con conseguente identità di numeri assoluti, di dislocazione e di rapporti. A tali uffici sono assegnati in organico il dato è aggiornato al 31 dicembre magistrati (di cui giudici e 929 pubblici ministeri; con funzioni di primo e secondo grado e 484 con funzioni direttive o semidirettive), pari al 36,87% del totale dei magistrati indicati nelle piante organiche degli uffici giudiziari (che ammonta a ). In sostanza, nelle 4 regioni considerate (cioè nel 20% delle regioni italiane) è concentrato un organico corrispondente a circa il 37% di quello totale: in termini ulteriormente specifici ogni 10 magistrati previsti in organico, poco meno di 4 sono destinati alla Campania, alla Puglia, alla Calabria e alla Sicilia. La spiegazione sta nella considerevole ampiezza territoriale e nella densità abitativa delle stesse, ma anche nella drammatica presenza in loco di forme particolarmente agguerrite di criminalità mafiosa. 2. Si riporta di seguito il quadro analitico della situazione relativa a popolazione, uffici giudiziari, organici e relativi rapporti. A ciò è, peraltro, utile anteporre alcune considerazioni finalizzate a consentire una più attenta percezione dei dati numerici: a1) 3 distretti su 10 (Reggio Calabria, Messina e Caltanissetta) hanno una popolazione di riferimento inferiore a un milione di abitanti. Di essi, uno (Caltanissetta) ha un bacino di utenza inferiore a abitanti. Inoltre, nel distretto di Lecce c è una sezione distaccata di corte d appello (quello di Taranto), anch essa con popolazione inferiore a un milione di abitanti: a2) 6 tribunali (Ariano Irpino, S. Angelo dei Lombardi, Sala Consilina, Mistretta, Gela e Nicosia) insistono su un bacino di popolazione residente inferiore a abitanti (nel circondario di Mistretta gli abitanti sono addirittura ); 19 tribunali (Vallo della Lucania, Lucera, Locri, Palmi, Crotone, Castrovillari, Lamezia, Paola, Rossano, Vibo Valentia, Sciacca, Trapani, Barcellona Pozzo di Gotto, Patti, Caltagirone, Modica, Ragusa, Caltanissetta ed Enna) hanno una popolazione compresa tra 100 e abitanti. All estremo opposto ci sono un tribunale (Napoli) con un bacino di utenza superiore a 2 milioni di abitanti, uno (Bari) con una popolazione superiore a un milione e due (Palermo e Catania) con una popolazione prossima a un milione; a3) 6 tribunali (Ariano Irpino, S. Angelo dei Lombardi, Nicosia, Modica, Mistretta e Sciacca) hanno un organico inferiore a 10 giudici 3 ; per 14 (Sala Consilina, Vallo della Lucania, Castrovillari, Lucera, Lamezia, Paola, Rossano, Vibo Valentia, Enna, Gela, 1 Si fa riferimento, qui e nel seguito, ai dati dell ultimo censimento, risalente come noto al Mentre, infatti, esistono dati più recenti relativi alla popolazione complessiva (determinata, al 1 gennaio 2009, in unità, di cui residenti nel Mezzogiorno), non constano ripartizioni ufficiali riferite ai territori di ciascun tribunale. 2 L organico dei magistrati è un dato che, anche se può sembrare incredibile, richiede alcune spiegazioni. Secondo la tabella B allegata alla legge 13 novembre 2008, n. 181 esso è composto di unità, di cui 200 destinate a funzioni non giudiziarie. L organico dei magistrati destinati a funzioni giudiziarie è, dunque, di La somma dei magistrati previsti nelle piante organiche degli uffici (esclusi quelli di Giugliano in Campania, esistenti solo sulla carta ma mai concretamente istituiti) è, peraltro, di 9.584, con una differenza di ben 367 di cui non è prevista la collocazione (sic!). È utile, inoltre, chiarire sin d ora che il dato riportato è quello dei magistrati in organico, mentre quello dei magistrati effettivamente in servizio negli uffici è (il 15 marzo 2010) di 8.484, con una scopertura di unità. 3 Il tribunale con organico minore è quello di Mistretta per cui sono previsti 6 giudici. 5
6 Caltagirone, Ragusa, Barcellona Pozzo di Gotto e Patti) l organico previsto è inferiore a 20 unità; a4) ci sono, nell area considerata, ben 95 sezioni staccate di tribunale, di cui 25 in Campania, 33 in Puglia, 9 in Calabria e 28 in Sicilia; a5) 13 procure (Ariano Irpino, S. Angelo dei Lombardi, Sala Consilina, Vallo della Lucania, Castrovillari, Rossano, Enna, Nicosia, Caltagirone, Modica, Mistretta, Patti e Sciacca) hanno un organico pari o inferiore a 5 unità 4 e quello di altre 12 è compreso tra le 6 e le 10 unità; a6) il rapporto magistrati ordinari/abitanti 5 per quel che conta vede mediamente 1 giudice ogni abitanti circa (con gli estremi di 1 ogni nel distretto di Reggio Calabria e di 1 ogni nel distretto di Bari) e 1 pubblico ministero ogni abitanti (con gli estremi di 1 ogni nel distretto di Reggio Calabria e di 1 ogni nel distretto di Lecce). Complessivamente la media è di 1 magistrato ordinario ogni abitanti (con gli estremi di 1 ogni nel distretto di Reggio Calabria e di 1 ogni nel distretto di Bari); a7) l organico dei magistrati onorari considerato nel suo complesso in piena corrispondenza con il dato nazionale è sensibilmente superiore a quello dei magistrati ordinari. Quest ultimo è pari, con alcune oscillazioni, alla somma dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei viceprocuratori onorari; a8) il numero complessivo degli avvocati è, nelle quattro regioni considerate, di Il rapporto avvocati/abitanti 6 vede mediamente, in tali regioni, 1 avvocato ogni 176 abitanti, con una punta, nel distretto di Reggio Calabria, di 1 avvocato ogni 140 abitanti. 4 L organico più basso è quello della Procura di Mistretta per cui sono previsti 2 sostituti. 5 Tale rapporto deve essere letto tenendo conto che la popolazione di riferimento è come si è detto il precedenza quella dell ultimo censimento (risalente al 2001) ed è, dunque, inferiore a quella attuale sì che il dato indicato è, in qualche misura, errato per eccesso. 6 Nella lettura del dato occorre tener conto della avvertenza indicata nella nota precedente. 6
7 CAMPANIA * abitanti: magistrati ordinari: giudici di pace: 834 giudici onorari di tribunale: 414 viceprocuratori onorari: 263 avvocati: * I dati relativi alla popolazione sono quelli risultanti dall ultimo censimento (risalente al 2001); quelli relativi agli organici dei magistrati e al numero degli avvocati iscritti ai Consigli dell Ordine della regione sono aggiornati al febbraio
8 DISTRETTO DI NAPOLI Tribunali 1) Napoli (sedi distaccate 7: Afragola, Capri, Frattamaggiore, Ischia, Marano, Portici, Pozzuoli) 2) Ariano Irpino 3) Avellino (sedi distaccate 1: Cervinara) 4) Benevento (sedi distaccate 2: Airola, Guardia Sanframondi) 5) Nola 6) S. Angelo dei Lombardi 7) S. Maria Capua Vetere (sedi distaccate 5: Aversa, Carinola, Caserta. Marcianise, Piedimonte Matese) 8) Torre Annunziata (sedi distaccate 4: Castellammare di Stabia, Gragnano, Serrento, Torre del Greco) Totale sezioni distaccate: 19 DISTRETTO DI SALERNO Tribunali 1) Salerno (sedi distaccate 5: Amalfi, Cava de Tirreni, Eboli, Mercato S. Severino, Montecorvino Rovella) 2) Nocera Inferiore 3) Sala Consilina (sedi distaccate 1: Sapri) 4) Vallo della Lucania Totale sezioni distaccate: 6 8
9 DISTRETTO NAPOLI POPOLAZIONE Residenti Circondario Napoli Residenti Circondario Ariano Irpino Residenti Circondario Avellino Residenti Circondario Benevento Residenti Circondario Nola Residenti Circondario S.A. dei Lombardi Residenti Circondario S. Maria Capua Vetere Residenti Circondario Torre Annunziata Totale residenti Distretto Napoli abitanti abitanti abitanti abitanti abitanti abitanti abitanti abitanti abitanti ORGANICI MAGISTRATI sede ufficio giudicante organico ufficio requirente organico Napoli Corte di Appello 155 Procura Generale 26 Napoli Tribunale Minorenni 16 Procura Minorenni 10 Napoli Tribunale Sorveglianza Napoli Tribunale 348 Procura Tribunale 117 Ariano Irpino Tribunale 8 Procura Tribunale 4 Avellino Tribunale 30 Procura Tribunale 10 Benevento Tribunale 28 Procura Tribunale 11 Nola Tribunale 46 Procura Tribunale 15 Santa Maria C.V. Tribunale 92 Procura Tribunale 29 Sant'angelo dei Lombardi Tribunale 9 Procura Tribunale 3 Torre Annunziata Tribunale 49 Procura Tribunale 15 TOTALE TOTALE MAGISTRATI: 1040 TOTALE POPOLAZIONE: Media 1 magistrato ogni abitanti; 1 giudice ogni abitanti; 1 pubblico ministero ogni abitanti 9
10 ORGANICI MAGISTRATI ONORARI Giudici di pace distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze NAPOLI ,73% Giudici onorari Tribunale distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze NAPOLI ,52% Viceprocuratori onorari distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze NAPOLI ,23% Esperti dei Tribunali per i Minorenni distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze NAPOLI ,00% Esperti delle Sezioni per i minorenni delle Corti di Appello distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze NAPOLI ,00% Esperti presso i Tribunali di Sorveglianza distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze NAPOLI ,13% - Napoli: Ariano Irpino: Avellino: Benevento: Nola: S. Angelo dei Lombardi: S. Maria Capua Vetere: Torre Annunziata: = % = % = AVVOCATI ISCRITTI NEI CONSIGLI DELL ORDINE Totale: Media: 1 avvocato ogni 195 abitanti 10
11 DISTRETTO SALERNO POPOLAZIONE Residenti Circondario Salerno Residenti Circondario Nocera Inferiore Residenti Circondario Sala Consilina Residenti Circondario Vallo della Lucania Totale residenti Distretto Salerno abitanti abitanti abitanti abitanti abitanti ORGANICI MAGISTRATI sede ufficio giudicante organico ufficio requirente organico Salerno Corte di Appello 35 Procura Generale 8 Salerno Tribunale Minorenni 5 Procura Minorenni 3 Salerno Tribunale Sorveglianza Salerno Tribunale 73 Procura Tribunale 33 Nocera Inferiore Tribunale 27 Procura Tribunale 8 Sala Consilina Tribunale 11 Procura Tribunale 3 Vallo della Lucania Tribunale 12 Procura Tribunale 4 TOTALE TOTALE MAGISTRATI: 225 TOTALE POPOLAZIONE: MEDIA 1 magistrato ogni abitanti 1 giudice ogni abitanti 1 pubblico ministero ogni abitanti 11
12 ORGANICI MAGISTRATI ONORARI Giudici di pace distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze SALERNO ,08% Giudici onorari Tribunale distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze SALERNO ,52% Viceprocuratori onorari distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze SALERNO ,08% Esperti dei Tribunali per i Minorenni distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze SALERNO ,00% Esperti delle Sezioni per i minorenni delle Corti di Appello distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze SALERNO Esperti presso i Tribunali di Sorveglianza distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze SALERNO = % = % = - Salerno: Nocera Inferiore: Sala Consilina: Vallo della Lucania: 601 AVVOCATI ISCRITTI NEI CONSIGLI DELL ORDINE Totale: Media: 1 avvocato ogni 176 abitanti 12
13 PUGLIA * abitanti: magistrati ordinari: 632 giudici di pace: 342 giudici onorari di tribunale: 166 viceprocuratori onorari: 121 avvocati: * I dati relativi alla popolazione sono quelli risultanti dall ultimo censimento (risalente al 2001); quelli relativi agli organici dei magistrati e al numero degli avvocati iscritti ai Consigli dell Ordine della regione sono aggiornati al febbraio
14 DISTRETTO DI BARI Tribunali 1) Bari (sedi distaccate 7: Acquaviva delle fonti, Altamura, Bitonto, Modugno, Monopoli, Putignano, Rutigliano) 2) Foggia (sedi distaccate 4: Cerignola, Manfredonia, S. Severo, Trinitapoli) 3) Lucera (sedi distaccate 2: Apricena, Rodi Garganico) 4) Trani (sedi distaccate 5: Andria, Barletta, Canosa di Puglia, Molfetta, Ruvo di Puglia) Totale sezioni distaccate: 18 DISTRETTO DI LECCE Tribunali 1) Lecce (sedi distaccate 7: Campi Salentina, Casarano, Galatina, Gallipoli, Maglie, Nardò, Tricase) 2) Brindisi (sedi distaccate 4: Fasano, Francavilla Fontana, Mesagne, Ostuni) Totale sezioni distaccate: 11 DISTRETTO DI TARANTO Tribunali 1) Taranto (sedi distaccate 4: Ginosa, Grottaglie, Manduria, Martina Franca) Totale sezioni distaccate: 4 14
15 DISTRETTO BARI POPOLAZIONE Residenti Circondario Bari Residenti Circondario Foggia Residenti Circondario Lucera Residenti Circondario Trani Totale residenti Distretto Bari abitanti abitanti abitanti abitanti abitanti ORGANICI MAGISTRATI sede ufficio giudicante organico ufficio requirente organico Bari Corte di Appello 54 Procura Generale 11 Bari Tribunale Minorenni 9 Procura Minorenni 5 Bari Tribunale Sorveglianza Bari Tribunale 86 Procura Tribunale 32 Foggia Tribunale 48 Procura Tribunale 18 Lucera Tribunale 16 Procura Tribunale 6 Trani Tribunale 37 Procura Tribunale 12 TOTALE TOTALE MAGISTRATI: 342 TOTALE POPOLAZIONE: MEDIA 1 magistrato ogni abitanti 1 giudice ogni abitanti 1 pubblico ministero ogni abitanti 15
16 ORGANICI MAGISTRATI ONORARI Giudici di pace distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze BARI ,14% Giudici onorari Tribunale distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze BARI ,32% Viceprocuratori onorari distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze BARI ,97% Esperti dei Tribunali per i Minorenni distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze BARI Esperti delle Sezioni per i minorenni delle Corti di Appello distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze BARI Esperti presso i Tribunali di Sorveglianza distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze BARI = % = % = - Bari: Foggia: Lucera: Trani: AVVOCATI ISCRITTI NEI CONSIGLI DELL ORDINE Totale: Media: 1 avvocato ogni 184 abitanti 16
17 DISTRETTO LECCE POPOLAZIONE Residenti Circondario Lecce Residenti Circondario Brindisi Totale residenti Distretto Lecce abitanti abitanti abitanti ORGANICI MAGISTRATI sede ufficio giudicante organico ufficio requirente organico Lecce Corte di Appello 31 Procura Generale 7 Lecce Tribunale Minorenni 6 Procura Minorenni 3 Lecce Tribunale Sorveglianza Lecce Tribunale 62 Procura Tribunale 21 Brindisi Tribunale 37 Procura Tribunale 14 TOTALE TOTALE MAGISTRATI: 186 TOTALE POPOLAZIONE: MEDIA 1 magistrato ogni abitanti 1 giudice ogni abitanti 1 pubblico ministero ogni abitanti 17
18 ORGANICI MAGISTRATI ONORARI Giudici di pace distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze LECCE ,82% Giudici onorari Tribunale distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze LECCE ,91% Viceprocuratori onorari distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze LECCE ,33% Esperti dei Tribunali per i Minorenni distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze LECCE ,33% Esperti delle Sezioni per i minorenni delle Corti di Appello distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze LECCE ,33% Esperti presso i Tribunali di Sorveglianza distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze LECCE ,00% - Lecce: Brindisi: = % = % = AVVOCATI ISCRITTI NEI CONSIGLI DELL ORDINE Totale: Media: 1 avvocato ogni 196 abitanti 18
19 DISTRETTO TARANTO (sezione distaccata) POPOLAZIONE Residenti Circondario Taranto Totale residenti Distretto Taranto abitanti abitanti ORGANICI MAGISTRATI sede ufficio giudicante organico ufficio requirente organico Taranto Sezione distaccata Sezione distaccata di 12 Procura Gen. presso la Corte di Appello Corte di Appello 4 Taranto Tribunale Minorenni 4 Procura Minorenni 3 Taranto Tribunale Sorveglianza Taranto Tribunale 59 Procura Tribunale 19 TOTALE TOTALE MAGISTRATI: 104 TOTALE POPOLAZIONE: MEDIA 1 magistrato ogni abitanti 1 giudice ogni abitanti 1 pubblico ministero ogni abitanti 19
20 ORGANICI MAGISTRATI ONORARI Giudici di pace distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze TARANTO ,8% Giudici onorari distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze TARANTO ,3% Viceprocuratori onorari distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze TARANTO ,33% Esperti dei Tribunali per i Minorenni distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze TARANTO Esperti delle Sezioni per i minorenni delle Corti di Appello distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze TARANTO Esperti presso i Tribunali di Sorveglianza distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze TARANTO ,33% = % = % = - Taranto: AVVOCATI ISCRITTI NEI CONSIGLI DELL ORDINE Totale: Media: 1 avvocato ogni 205 abitanti 20
21 CALABRIA * abitanti: magistrati ordinari: 520 giudici di pace: 256 giudici onorari di tribunale: 148 viceprocuratori onorari: 122 avvocati: * I dati relativi alla popolazione sono quelli risultanti dall ultimo censimento (risalente al 2001); quelli relativi agli organici dei magistrati e al numero degli avvocati iscritti ai Consigli dell Ordine della regione sono aggiornati al febbraio
22 DISTRETTO DI CATANZARO Tribunali 1) Catanzaro (sedi distaccate 1: Chiaravalle centrale) 2) Castrovillari 3) Cosenza (sedi distaccate 2: Acri, S. Marco Argentano) 4) Crotone (sedi distaccate 1: Strongoli) 5) Lamezia Terme 6) Paola (sedi distaccate 1: Scalea) 7) Rossano 8) Vibo Valentia (sedi distaccate 1: Tropea) Totale sezioni distaccate: 6 DISTRETTO DI REGGIO CALABRIA Tribunali 1) Reggio Calabria (sedi distaccate 1: Melito di Porto Salvo) 2) Locri (sedi distaccate 1: Siderno) 3) Palmi (sedi distaccate 1: Cinquefrondi) Totale sezioni distaccate: 3 22
23 DISTRETTO CATANZARO POPOLAZIONE Residenti Circondario Catanzaro Residenti Circondario Castrovillari Residenti Circondario Cosenza Residenti Circondario Crotone Residenti Circondario Lamezia Terme Residenti Circondario Paola Residenti Circondario Rossano Residenti Circondario Vibo Valentia Totale residenti Distretto Catanzaro abitanti abitanti abitanti abitanti abitanti abitanti abitanti abitanti abitanti ORGANICI MAGISTRATI sede ufficio giudicante organico ufficio requirente organico Catanzaro Corte di Appello 42 Procura Generale 10 Catanzaro Tribunale Minorenni 5 Procura Minorenni 3 Catanzaro Tribunale Sorveglianza Catanzaro Tribunale 40 Procura Tribunale 21 Castrovillari Tribunale 15 Procura Tribunale 5 Cosenza Tribunale 36 Procura Tribunale 14 Crotone Tribunale 22 Procura Tribunale 7 Lamezia Terme Tribunale 15 Procura Tribunale 6 Paola Tribunale 17 Procura Tribunale 7 Rossano Tribunale 13 Procura Tribunale 5 Vibo Valentia Tribunale 19 Procura Tribunale 7 TOTALE TOTALE MAGISTRATI: 315 TOTALE POPOLAZIONE: MEDIA 1 magistrato ogni abitanti 1 giudice ogni abitanti 1 pubblico ministero ogni abitanti 23
24 ORGANICI MAGISTRATI ONORARI Giudici di pace distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze CATANZARO ,01% Giudici onorari Tribunale distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanzee CATANZARO ,51% Viceprocuratori onorari distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze CATANZARO ,11% Esperti dei Tribunali per i Minorenni distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze CATANZARO Esperti delle Sezioni per i minorenni delle Corti di Appello distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze CATANZARO Esperti presso i Tribunali di Sorveglianza distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze CATANZARO = % = % = - Catanzaro: Vibo Valentia: Lamezia Terme: Crotone: Cosenza: Rossano: Paola: Castrovillari: 587 AVVOCATI ISCRITTI NEI CONSIGLI DELL ORDINE Totale: Media: 1 avvocato ogni 169 abitanti 24
25 DISTRETTO REGGIO CALABRIA POPOLAZIONE Residenti Circondario Reggio Calabria Residenti Circondario Locri Residenti Circondario Palmi Totale residenti Distretto Reggio Calabria abitanti abitanti abitanti abitanti ORGANICI MAGISTRATI sede ufficio giudicante organico ufficio requirente organico Reggio Calabria Corte di Appello 33 Procura Generale 8 Reggio Calabria Tribunale Minorenni 4 Procura Minorenni 2 Reggio Calabria Tribunale Sorveglianza Reggio Calabria Tribunale 48 Procura Tribunale 28 Locri Tribunale 27 Procura Tribunale 9 Palmi Tribunale 31 Procura Tribunale 12 TOTALE TOTALE MAGISTRATI: 205 TOTALE POPOLAZIONE: MEDIA 1 magistrato ogni abitanti 1 giudice ogni abitanti 1 pubblico ministero ogni abitanti 25
26 ORGANICI MAGISTRATI ONORARI Giudici di pace distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze REGGIO CALABRIA ,50% Giudici onorari Tribunale distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze REGGIO CALABRIA ,33% Viceprocuratori onorari distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze REGGIO CALABRIA ,00% Esperti dei Tribunali per i Minorenni distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze REGGIO CALABRIA Esperti delle Sezioni per i minorenni delle Corti di Appello distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze REGGIO CALABRIA Esperti presso i Tribunali di Sorveglianza distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze REGGIO CALABRIA = % = % = - Reggio Calabria: Locri: Palmi: 866 AVVOCATI ISCRITTI NEI CONSIGLI DELL ORDINE Totale: Media: 1 avvocato ogni 140 abitanti 26
27 SICILIA * abitanti: magistrati ordinari: giudici di pace: 479 giudici onorari di tribunale: 291 viceprocuratori onorari: 273 avvocati: * I dati relativi alla popolazione sono quelli risultanti dall ultimo censimento (risalente al 2001); quelli relativi agli organici dei magistrati e al numero degli avvocati iscritti ai Consigli dell Ordine della regione sono aggiornati al febbraio
28 DISTRETTO DI CALTANISSETTA Tribunali 1) Caltanissetta 2) Enna 3) Gela 4) Nicosia Totale sezioni distaccate: -- DISTRETTO DI CATANIA Tribunali 1) Catania (sedi distaccate 7: Acireale, Adrano, Belpasso, Bronte, Giarre, Mascalucia, Paternò) 2) Caltagirone (sedi distaccate 1: Grammichele) 3) Modica 4) Ragusa (sedi distaccate 1: Vittoria) 5) Siracusa (sedi distaccate 3: Augusta, Avola, Lentini) Totale sezioni distaccate: 12 DISTRETTO DI MESSINA Tribunali 1) Messina (sedi distaccate 1: Taormina) 2) Barcellona Pozzo di Gotto (sedi distaccate 2: Lipari, Milazzo) 3) Mistretta 4) Patti (sedi distaccate 1: S. Agata di Militello) Totale sezioni distaccate: 4 DISTRETTO DI PALERMO Tribunali 1) Palermo (sedi distaccate 4: Bagheria, Carini, Monreale, Partinico) 2) Agrigento (sedi distaccate 2: Canicattì, Licata) 3) Marsala (sedi distaccate 3: Castelvetrano, Mazara del Vallo, Partanna) 4) Sciacca 5) Termini Imerese (sedi distaccate 2: Cefalù, Corleone) 6) Trapani (sedi distaccate 1: Alcamo) Totale sezioni distaccate: 12 28
29 DISTRETTO CALTANISSETTA POPOLAZIONE Residenti Circondario Caltanissetta Residenti Circondario Enna Residenti Circondario Gela Residenti Circondario Nicosia Totale residenti Distretto Caltanissetta abitanti abitanti abitanti abitanti abitanti ORGANICI MAGISTRATI sede ufficio giudicante organico ufficio requirente organico Caltanissetta Corte di Appello 17 Procura Generale 6 Caltanissetta Tribunale Minorenni 4 Procura Minorenni 2 Caltanissetta Tribunale Sorveglianza Caltanissetta Tribunale 33 Procura Tribunale 19 Enna Tribunale 11 Procura Tribunale 5 Gela Tribunale 14 Procura Tribunale 6 Nicosia Tribunale 8 Procura Tribunale 4 TOTALE TOTALE MAGISTRATI: 133 TOTALE POPOLAZIONE: MEDIA 1 magistrato ogni abitanti 1 giudice ogni abitanti 1 pubblico ministero ogni abitanti 29
30 ORGANICI MAGISTRATI ONORARI Giudici di pace distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze CALTANISSETTA ,81% Giudici onorari Tribunale distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze CALTANISSETTA ,30% Viceprocuratori onorari distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze CALTANISSETTA ,33% Esperti dei Tribunali per i Minorenni distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze CALTANISSETTA Esperti delle Sezioni per i minorenni delle Corti di Appello distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze CALTANISSETTA ,33% Esperti presso i Tribunali di Sorveglianza distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze CALTANISSETTA ,66% = % = % = - Caltanissetta: Enna: Gela: Nicosia: 193 AVVOCATI ISCRITTI NEI CONSIGLI DELL ORDINE Totale: Media: 1 avvocato ogni 324 abitanti 30
31 DISTRETTO CATANIA POPOLAZIONE Residenti Circondario Catania Residenti Circondario Caltagirone Residenti Circondario Modica Residenti Circondario Ragusa Residenti Circondario Siracusa Totale residenti Distretto Catania abitanti abitanti abitanti abitanti abitanti abitanti ORGANICI MAGISTRATI sede ufficio giudicante organico ufficio requirente organico Catania Corte di Appello 54 Procura Generale 13 Catania Tribunale Minorenni 9 Procura Minorenni 5 Catania Tribunale Sorveglianza Catania Tribunale 110 Procura Tribunale 46 Caltagirone Tribunale 13 Procura Tribunale 5 Modica Tribunale 10 Procura Tribunale 3 Ragusa Tribunale 16 Procura Tribunale 7 Siracusa Tribunale 36 Procura Tribunale 15 TOTALE TOTALE MAGISTRATI: 349 TOTALE POPOLAZIONE: MEDIA 1 magistrato ogni abitanti 1 giudice ogni abitanti 1 pubblico ministero ogni abitanti 31
32 ORGANICI MAGISTRATI ONORARI Giudici di pace distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze CATANIA ,33% Giudici onorari Tribunale distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze CATANIA ,91% Viceprocuratori onorari distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze CATANIA ,66% Esperti dei Tribunali per i Minorenni distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze CATANIA Esperti delle Sezioni per i minorenni delle Corti di Appello distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze CATANIA Esperti presso i Tribunali di Sorveglianza distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze CATANIA = % = % = AVVOCATI ISCRITTI NEI CONSIGLI DELL ORDINE - Catania: Modica: Ragusa: Siracusa: Totale: Media: 1 avvocato ogni 260 abitanti 32
33 DISTRETTO MESSINA POPOLAZIONE Residenti Circondario Messina Residenti Circondario Barcellona P.G. Residenti Circondario Mistretta Residenti Circondario Patti Totale residenti Distretto Messina abitanti abitanti abitanti abitanti abitanti ORGANICI MAGISTRATI sede ufficio giudicante organico ufficio requirente organico Messina Corte di Appello 26 Procura Generale 7 Messina Tribunale Minorenni 5 Procura Minorenni 2 Messina Tribunale Sorveglianza Messina Tribunale 48 Procura Tribunale 24 Barcellona Pozzo di Gotto Tribunale 15 Procura Tribunale 6 Mistretta Tribunale 6 Procura Tribunale 2 Patti Tribunale 13 Procura Tribunale 5 TOTALE TOTALE MAGISTRATI: 163 TOTALE POPOLAZIONE: MEDIA 1 magistrato ogni abitanti 1 giudice ogni abitanti 1 pubblico ministero ogni abitanti 33
34 ORGANICI MAGISTRATI ONORARI Giudici di pace distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze MESSINA ,10% Giudici onorari Tribunale distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze MESSINA ,52% Viceprocuratori onorari distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze MESSINA ,51% Esperti dei Tribunali per i Minorenni distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze MESSINA Esperti delle Sezioni per i minorenni delle Corti di Appello distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze MESSINA Esperti presso i Tribunali di Sorveglianza distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze MESSINA = % = % = AVVOCATI ISCRITTI NEI CONSIGLI DELL ORDINE - Messina: Barcellona Pozzo di Gotto: Mistretta: 80 - Patti: 500 Totale: Media: 1 avvocato ogni 173 abitanti 34
35 DISTRETTO PALERMO POPOLAZIONE Residenti Circondario Palermo Residenti Circondario Agrigento Residenti Circondario Marsala Residenti Circondario Sciacca Residenti Circondario Termini Imerese Residenti Circondario Trapani Totale residenti Distretto Palermo abitanti abitanti abitanti abitanti abitanti abitanti abitanti ORGANICI MAGISTRATI sede ufficio giudicante organico ufficio requirente organico Palermo Corte di Appello 63 Procura Generale 19 Palermo Tribunale Minorenni 10 Procura Minorenni 6 Palermo Tribunale Sorveglianza Palermo Tribunale 125 Procura Tribunale 72 Agrigento Tribunale 33 Procura Tribunale 15 Marsala Tribunale 25 Procura Tribunale 9 Sciacca Tribunale 10 Procura Tribunale 5 Termini Imerese Tribunale 22 Procura Tribunale 10 Trapani Tribunale 25 Procura Tribunale 13 TOTALE TOTALE MAGISTRATI: 472 TOTALE POPOLAZIONE: MEDIA 1 magistrato ogni abitanti 1 giudice ogni abitanti 1 pubblico ministero ogni abitanti 35
36 ORGANICI MAGISTRATI ONORARI Giudici di pace distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze PALERMO ,41% Giudici onorari Tribunale distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze PALERMO ,16% Viceprocuratori onorari distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze PALERMO ,60% Esperti dei Tribunali per i Minorenni distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze PALERMO ,12% Esperti delle Sezioni per i minorenni delle Corti di Appello distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze PALERMO Esperti presso i Tribunali di Sorveglianza distretto organico posti coperti posti vacanti perc. vacanze PALERMO ,00% = % = % = AVVOCATI ISCRITTI NEI CONSIGLI DELL ORDINE - Palermo: Termini Imerese: Agrigento: Sciacca: Marsala: Trapani: 586 Totale: Media: 1 avvocato ogni 261 abitanti 36
37 2. UFFICI GIUDIZIARI E PROCEDIMENTI (SOPRAVVENIENZE, DEFINIZIONI, PENDENZE) Il secondo elemento di riferimento degli uffici giudiziari dopo il cosiddetto bacino di utenza è quello del numero di procedimenti (sopravvenuti, definiti e pendenti) ad essi assegnati. Anche in questo caso è opportuno far parlare i numeri, che evidenziano situazioni assai eterogenee. 1. Nel settore civile (comprensivo anche del lavoro e della previdenza) i dati, relativi al , sono i seguenti: Movimento dei procedimenti civili di primo nei tribunali di Campania, Puglia, Calabria e Sicilia anno 2008 distretto sopravvenuti definiti pendenti Napoli Salerno Bari Lecce Taranto Catanzaro Reggio Calabria Caltanissetta Catania Messina Palermo Movimento dei procedimenti civili di appello nei distretti di Campania, Puglia, Calabria e Sicilia anno 2008 distretto sopravvenuti definiti pendenti Napoli Salerno Bari Lecce Taranto Catanzaro Reggio Calabria Caltanissetta Catania Messina Palermo Nel settore penale i movimenti dei procedimenti avanti alle procure della Repubblica ordinarie sono, nel , i seguenti: 7 Il 2008 è l ultimo anno per il quale esistono dati statistici completi (elaborati dalla apposita Direzione del Ministero della giustizia). Nelle tabelle pubblicate nel seguito possono leggersi anche i dati relativi al primo semestre del 2009 e le ripartizioni tra processi civili, di lavoro e previdenziali. 37
38 Movimenti dei procedimenti penali a carico di imputati noti avanti alle procure presso i tribunali di Campania, Puglia, Calabria e Sicilia anno 2008 Distretto sopravvenuti definiti pendenti Napoli Salerno Bari Lecce Taranto Catanzaro Reggio Calabria Caltanissetta Catania Messina Palermo I dati rilevati consentono tre rilievi di carattere generale (già noti ma che è opportuno sottolineare): a) come in gran parte degli uffici giudiziari del Paese, il problema principale, sia nel civile che nel penale, è dato dagli arretrati, mentre pur con divergenze significative tra le diverse realtà territoriali sembra essere in atto una progressiva corrispondenza tra sopravvenienze e definizioni; b) a questo trend fa eccezione l appello, nel quale, le definizioni sono inferiori (spesso in misura significativa) alle sopravvenienze (con la sola eccezione, nel civile, del distretto di Palermo che è sostanzialmente in pareggio e, nel penale, dei distretti di Caltanissetta e Reggio Calabria); c) l arretrato comincia ovunque a diventare significativo anche per il giudice di pace. 4. Come per i bacini di utenza, anche per il numero dei procedimenti non sono possibili automatismi. Tuttavia alcuni dati balzano immediatamente agli occhi: a) i distretti a maggior sofferenza nel rapporto tra sopravvenienze e definizioni sono, nel civile, quelli di Lecce, Taranto, Reggio Calabria e Catania e, nel settore penale, quelli di Salerno, Catanzaro e Palermo; b) il rapporto tra numero dei magistrati e procedimenti è possibile, con un qualche significato, solo con riferimento alla situazione delle procure mentre per i giudici le variabili sono tali e tante (ripartizione tra sezioni civili, penali e promiscue; ripartizione tra civile e lavoro; ripartizione tra primo grado e appello etc.) da rendere il rapporto privo di attendibilità. Per quanto riguarda le Procure, e con riferimento ai procedimenti penali a carico di imputati noti, il rapporto, calcolato con riferimento ai distretti, è il seguente: penali a carico di imputati noti avanti alle procure presso i tribunali di Campania, Puglia, Calabria e Sicilia: carico medio di ciascun pubblico ministero anno 2008 distretto sopravvenuti definiti pendenti 8 Anche per i procedimenti penali il 2008 è l ultimo anno per il quale esistono elaborazioni statistiche complete. I dati qui pubblicati riguardano i procedimenti a carico di imputati noti avanti alle procure ordinarie, che sono quelli maggiormente indicativi dei carichi complessivi degli uffici. Nelle tabelle analitiche riportate nel seguito sono specificati i dati relativi agli uffici giudicanti ordinari (di primo e di secondo grado) e a quelli del giudice di pace. 38
39 Napoli Salerno Bari Lecce Taranto Catanzaro Reggio Calabria Caltanissetta Catania Messina Palermo Movimento dei procedimenti civili negli uffici di corte di appello della regione Campania DETTAGLIO MATERIE. Anno 2008 e 1 semestre 2009 Regione Corte di Appello Materia Anno Semestre 2009 Sopravvenuti Definiti Pendenti finali Sopravvenuti Definiti Pendenti finali CAMPANIA Napoli Delibazioni ai sensi dell art.8 L.121/85 Delibazioni ai sensi dell art.67 L.218/95 Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Appello lavoro Appello previdenza Appello divorzi Appello separazioni Appello in materia minorile Appello agraria Appello volontaria giurisdizione Appello procedimenti relativi agli usi civici Appello controversie elettorali (elettorato passivo) Appello altri procedimenti contenziosi Esecutorietà lodi arbitrali stranieri art.839 c.p.c Impugnazione lodi arbitrali nazionali art.828 c.p.c. relativi al tribunale delle acque pubbliche Controversie elettorali (elettorato attivo)
40 Altri procedimenti contenziosi Equa riparazione per violazione del termine ragionevole del processo L.89/01 Appello Marchi e Brevetti Appello Diritto Societario rito ordinario Appello Diritto Societario camerale Totale Napoli Salerno Delibazioni ai sensi dell art.8 L.121/85 Delibazioni ai sensi dell art.67 L.218/95 Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Appello lavoro Appello previdenza Appello divorzi Appello separazioni Appello in materia minorile Appello agraria Appello volontaria giurisdizione Appello procedimenti relativi agli usi civici Appello controversie elettorali (elettorato passivo) Appello altri procedimenti contenziosi Esecutorietà lodi arbitrali stranieri art.839 c.p.c. Impugnazione lodi arbitrali nazionali art.828 c.p.c. relativi al tribunale delle acque pubbliche Controversie elettorali (elettorato attivo) Altri procedimenti contenziosi Equa riparazione per violazione del termine ragionevole del processo L.89/01 Appello Marchi e Brevetti 1 1 Appello Diritto Societario 2 2 rito ordinario Appello Diritto Societario camerale Totale Salerno
41 Movimento dei procedimenti civili negli uffici di corte di appello della regione Puglia DETTAGLIO MATERIE. Anno 2008 e 1 semestre 2009 Regione Corte di Appello Materia Anno Semestre 2009 Sopravvenuti Definiti Pendenti finali Sopravvenuti Definiti Pendenti finali PUGLIA Bari Delibazioni ai sensi dell'art.8 L.121/85 Delibazioni ai sensi dell'art.67 L.218/95 Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Appello lavoro Appello previdenza Appello divorzi Appello separazioni Appello in materia minorile Appello agraria Appello volontaria giurisdizione Appello procedimenti relativi agli usi civici Appello controversie elettorali (elettorato passivo) Appello altri procedimenti contenziosi Esecutorietà lodi arbitrali stranieri art.839 c.p.c. Impugnazione lodi arbitrali nazionali art.828 c.p.c. relativi al tribunale delle acque pubbliche Controversie elettorali (elettorato attivo) Altri procedimenti contenziosi Equa riparazione per violazione del termine ragionevole del processo L.89/01 Appello Marchi e Brevetti Appello Diritto Societario rito ordinario Appello Diritto Societario camerale Totale Bari Lecce Delibazioni ai sensi dell'art.8 L.121/85 Delibazioni ai sensi
42 dell'art.67 L.218/95 Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Appello lavoro Appello previdenza Appello divorzi Appello separazioni Appello in materia minorile Appello agraria Appello volontaria giurisdizione Appello procedimenti relativi agli usi civici Appello controversie elettorali (elettorato passivo) Appello altri procedimenti contenziosi Esecutorietà lodi arbitrali stranieri art.839 c.p.c. Impugnazione lodi arbitrali nazionali art.828 c.p.c. relativi al tribunale delle acque pubbliche Controversie elettorali (elettorato attivo) Altri procedimenti contenziosi Equa riparazione per violazione del termine ragionevole del processo L.89/01 Appello Marchi e Brevetti Appello Diritto Societario rito ordinario Appello Diritto Societario camerale Totale Lecce Taranto (sez. dist.) Delibazioni ai sensi dell'art.8 L.121/ Delibazioni ai sensi dell'art.67 L.218/ Volontaria giurisdizione 2 2 Appello cognizione ordinaria Appello lavoro Appello previdenza Appello divorzi Appello separazioni Appello in materia minorile Appello agraria Appello volontaria giurisdizione
43 Appello procedimenti relativi agli usi civici Appello controversie elettorali (elettorato passivo) Appello altri procedimenti contenziosi Esecutorietà lodi arbitrali stranieri art.839 c.p.c. Impugnazione lodi arbitrali nazionali art.828 c.p.c. relativi al tribunale delle acque pubbliche Controversie elettorali (elettorato attivo) Altri procedimenti contenziosi Equa riparazione per violazione del termine ragionevole del processo L.89/01 Appello Marchi e Brevetti Totale Taranto (sez. dist.) Movimento dei procedimenti civili negli uffici di corte di appello della regione Calabria DETTAGLIO MATERIE. Anno 2008 e 1 semestre 2009 Regione Corte di Appello Materia Anno Semestre 2009 Sopravvenuti Definiti Pendenti finali Sopravvenuti Definiti Pendenti finali CALABRIA Catanzaro Delibazioni ai sensi dell'art.8 L.121/85 Delibazioni ai sensi 2 3 dell'art.67 L.218/95 Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Appello lavoro Appello previdenza Appello divorzi Appello separazioni Appello in materia minorile Appello agraria Appello volontaria giurisdizione Appello procedimenti relativi agli usi civici Appello controversie elettorali (elettorato
44 passivo) Appello altri procedimenti contenziosi Esecutorietà lodi arbitrali stranieri art.839 c.p.c. Impugnazione lodi arbitrali nazionali art.828 c.p.c. relativi al tribunale delle acque pubbliche Controversie elettorali (elettorato attivo) Altri procedimenti contenziosi Equa riparazione per violazione del termine ragionevole del processo L.89/01 Appello Marchi e Brevetti Totale Catanzaro Reggio Calabria Delibazioni ai sensi dell'art.8 L.121/ Delibazioni ai sensi dell'art.67 L.218/95 Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Appello lavoro Appello previdenza Appello divorzi Appello separazioni Appello in materia minorile Appello agraria Appello volontaria giurisdizione Appello procedimenti relativi agli usi civici Appello controversie elettorali (elettorato passivo) Appello altri procedimenti contenziosi Esecutorietà lodi arbitrali stranieri art.839 c.p.c. Impugnazione lodi arbitrali nazionali art.828 c.p.c. relativi al tribunale delle acque pubbliche Controversie elettorali (elettorato attivo) Altri procedimenti contenziosi
45 Equa riparazione per violazione del termine ragionevole del processo L.89/01 Appello Marchi e Brevetti Appello Diritto Societario 2 2 rito ordinario Appello Diritto Societario 1 1 camerale Totale Reggio Calabria Movimento dei procedimenti civili negli uffici di corte di appello della regione Calabria DETTAGLIO MATERIE. Anno 2008 e 1 semestre 2009 Regione Corte di Appello Materia Anno Semestre 2009 Sopravvenuti Definiti Pendenti finali Sopravvenuti Definiti Pendenti finali SICILIA Caltanissetta Delibazioni ai sensi dell'art.8 L.121/85 Delibazioni ai sensi 1 2 dell'art.67 L.218/95 Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Appello lavoro Appello previdenza Appello divorzi Appello separazioni Appello in materia minorile Appello agraria Appello volontaria giurisdizione Appello procedimenti relativi agli usi civici Appello controversie elettorali (elettorato passivo) Appello altri procedimenti contenziosi Esecutorietà lodi arbitrali stranieri art.839 c.p.c. Impugnazione lodi arbitrali nazionali art.828 c.p.c. relativi al tribunale delle acque pubbliche Controversie elettorali (elettorato attivo) Altri procedimenti contenziosi
46 Equa riparazione per violazione del termine ragionevole del processo L.89/01 Appello Marchi e Brevetti Appello Diritto Societario rito ordinario Appello Diritto Societario camerale Totale Caltanissetta Catania Delibazioni ai sensi dell'art.8 L.121/85 Delibazioni ai sensi dell'art.67 L.218/95 Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Appello lavoro Appello previdenza Appello divorzi Appello separazioni Appello in materia minorile Appello agraria Appello volontaria giurisdizione Appello procedimenti relativi agli usi civici Appello controversie elettorali (elettorato passivo) Appello altri procedimenti contenziosi Esecutorietà lodi arbitrali stranieri art.839 c.p.c. Impugnazione lodi arbitrali nazionali art.828 c.p.c. relativi al tribunale delle acque pubbliche Controversie elettorali (elettorato attivo) Altri procedimenti contenziosi Equa riparazione per violazione del termine ragionevole del processo L.89/01 Appello Marchi e Brevetti Appello Diritto Societario rito ordinario Appello Diritto Societario camerale Totale Catania Messina Delibazioni ai sensi dell'art.8 L.121/85 Delibazioni ai sensi
47 dell'art.67 L.218/95 Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Appello lavoro Appello previdenza Appello divorzi Appello separazioni Appello in materia minorile Appello agraria Appello volontaria giurisdizione Appello procedimenti relativi agli usi civici Appello controversie elettorali (elettorato passivo) Appello altri procedimenti contenziosi Esecutorietà lodi arbitrali stranieri art.839 c.p.c. Impugnazione lodi arbitrali nazionali art.828 c.p.c. relativi al tribunale delle acque pubbliche Controversie elettorali (elettorato attivo) Altri procedimenti contenziosi Equa riparazione per violazione del termine ragionevole del processo L.89/01 Appello Marchi e Brevetti Appello Diritto Societario rito ordinario 2 2 Appello Diritto Societario 1 camerale Totale Messina Palermo Delibazioni ai sensi dell'art.8 L.121/85 Delibazioni ai sensi dell'art.67 L.218/95 Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Appello lavoro Appello previdenza Appello divorzi Appello separazioni Appello in materia minorile Appello agraria Appello volontaria
48 giurisdizione Appello procedimenti relativi agli usi civici Appello controversie elettorali (elettorato passivo) Appello altri procedimenti contenziosi Esecutorietà lodi arbitrali stranieri art.839 c.p.c. Impugnazione lodi arbitrali nazionali art.828 c.p.c. relativi al tribunale delle acque pubbliche Controversie elettorali (elettorato attivo) Altri procedimenti contenziosi Equa riparazione per violazione del termine ragionevole del processo L.89/01 Appello Marchi e Brevetti Appello Diritto Societario rito ordinario Appello Diritto Societario camerale Totale Palermo Movimento dei procedimenti civili nei Tribunali e relative sezioni distaccate della regione Campania DETTAGLIO MATERIE. Anno 2008 e 1 semestre 2009 Regione Distretto Circondario Ufficio Sede Materia Anno Semestre 2009 Sopravvenuti Definiti Pendenti finali Sopravvenuti Definiti Pendenti finali CAMPANIA NAPOLI ARIANO IRPINO Tribunale ARIANO IRPINO Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione
49 AVELLINO Tribunale AVELLINO Appello cognizione ordinaria Appello lavoro ARIANO IRPINO Totale Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti AVELLINO Totale Sez. distaccata CERVINAR A Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria BENEVENT O Tribunale CERVINAR A Totale BENEVENT O Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria
50 mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti BENEVEN TO Totale Sez. distaccata AIROLA Cognizione ordinaria n.d. n.d. n.d. mobiliari n.d. n.d. n.d. immobiliari n.d. n.d. n.d. speciali n.d. n.d. n.d. Volontaria giurisdizione n.d. n.d. n.d. Appello cognizione ordinaria n.d. n.d. n.d. AIROLA Totale n.d. n.d. n.d. GUARDIA SANFRAM ONDI NAPOLI Tribunale NAPOLI Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria GUARDIA SANFRAM ONDI Totale Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari
51 immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Appello lavoro Appello previdenza Diritto Societario Marchi e Brevetti NAPOLI Totale Sez. distaccata AFRAGOL A* Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria AFRAGOL A Totale CAPRI Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria CAPRI Totale CASORIA Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria CASORIA
52 Totale FRATTAM AGGIORE Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria FRATTAM AGGIORE Totale ISCHIA Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria ISCHIA Totale PORTICI Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria PORTICI Totale POZZUOLI Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione
53 NOLA Tribunale NOLA Appello cognizione ordinaria POZZUOLI Totale Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Appello lavoro Appello previdenza Diritto Societario Marchi e Brevetti NOLA Totale SANTA MARIA CAPUA VETERE Tribunale SANTA MARIA CAPUA VETERE Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e
54 Sez. distaccata Brevetti SANTA MARIA CAPUA VETERE Totale AVERSA Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria AVERSA Totale CARINOLA Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria CARINOL A Totale CASERTA Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria CASERTA Totale MARCIANI SE Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria
55 SANT'ANG ELO DEI LOMBARDI TORRE ANNUNZIA TA Tribunale Tribunale MARCIANI SE Totale PIEDIMON TE MATESE Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria PIEDIMON TE MATESE Totale SANT'ANG ELO DEI LOMBARDI Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti SANT'ANG ELO DEI LOMBARD I Totale TORRE ANNUNZIA TA Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari
56 Sez. distaccata immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti TORRE ANNUNZIA TA Totale CASTELLA MMARE DI STABIA Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria CASTELLA MMARE DI STABIA Totale GRAGNAN O** Cognizione ordinaria n.d. n.d. n.d. mobiliari n.d. n.d. n.d. immobiliari n.d. n.d. n.d. speciali n.d. n.d. n.d. Volontaria giurisdizione n.d. n.d. n.d. Appello cognizione ordinaria n.d. n.d. n.d. GRAGNAN O Totale n.d. n.d. n.d. SORRENTO Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria SORRENT O Totale TORRE DEL GRECO Cognizione ordinaria
57 mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione SALERN O NOCERA INFERIORE Tribunale Appello cognizione ordinaria TORRE DEL GRECO Totale NOCERA INFERIORE Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione SALA CONSILINA Tribunale Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti NOCERA INFERIOR E Totale SALA CONSILINA Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione
58 Sez. distaccata Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti SALA CONSILIN A Totale SAPRI SALERNO Tribunale SALERNO Sez. distaccata Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria SAPRI Totale Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Appello lavoro Appello previdenza Diritto Societario Marchi e Brevetti SALERNO Totale AMALFI Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione
59 Appello cognizione ordinaria AMALFI Totale CAVA DE' TIRRENI Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria CAVA DE' TIRRENI Totale EBOLI Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria EBOLI Totale MERCATO SAN SEVERINO Cognizione ordinaria n.d. n.d. n.d. mobiliari n.d. n.d. n.d. immobiliari n.d. n.d. n.d. speciali n.d. n.d. n.d. Volontaria giurisdizione n.d. n.d. n.d. Appello cognizione ordinaria n.d. n.d. n.d. MERCATO SAN SEVERINO Totale n.d. n.d. n.d. MONTECO RVINO ROVELLA Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria
60 VALLO DELLA LUCANIA Tribunale MONTECO RVINO ROVELLA Totale VALLO DELLA LUCANIA Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti VALLO DELLA LUCANIA Totale Movimento dei procedimenti civili nei Tribunali e relative sezioni distaccate della regione Puglia DETTAGLIO MATERIE. Anno 2008 e 1 semestre 2009 Regione Distretto Circondario Ufficio Sede Materia Anno Semestre 2009 Sopravvenuti Definiti Pendenti finali Sopravvenuti Definiti Pendenti finali PUGLIA BARI BARI Tribunale BARI Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali
61 Sez. distaccata Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Appello lavoro Appello previdenza Diritto Societario Marchi e Brevetti BARI Totale ACQUAVIV A DELLE Cognizione FONTI ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria ACQUAVI VA DELLE FONTI Totale ALTAMUR A Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria ALTAMUR A Totale BITONTO Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria BITONTO Totale MODUGNO Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari
62 speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria MODUGN O Totale MONOPOLI Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria MONOPOL I Totale PUTIGNAN O Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria PUTIGNAN O Totale RUTIGLIA NO FOGGIA Tribunale FOGGIA Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria RUTIGLIA NO Totale Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria
63 Sez. distaccata mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti FOGGIA Totale CERIGNOL A Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria CERIGNO LA Totale MANFRED ONIA Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria MANFRED ONIA Totale SAN SEVERO Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria SAN SEVERO Totale TRINITAPO LI Cognizione ordinaria mobiliari
64 LUCERA Tribunale LUCERA Sez. distaccata immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria TRINITAP OLI Totale Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti LUCERA Totale APRICENA Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria APRICENA Totale RODI GARGANIC O Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione
65 TRANI Tribunale TRANI Sez. distaccata Appello cognizione ordinaria RODI GARGANI CO Totale Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti TRANI Totale ANDRIA Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria ANDRIA Totale BARLETTA Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria BARLETT A Totale CANOSA DI PUGLIA Cognizione ordinaria
66 mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria CANOSA DI PUGLIA Totale MOLFETTA Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria MOLFETT A Totale RUVO DI PUGLIA LECCE BRINDISI Tribunale BRINDISI Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria RUVO DI PUGLIA Totale Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione
67 Sez. distaccata Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti BRINDISI Totale FASANO Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria FASANO Totale FRANCAVI LLA FONTANA Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria FRANCAVI LLA FONTANA Totale MESAGNE Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria MESAGNE Totale OSTUNI Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione
68 LECCE Tribunale LECCE Sez. distaccata Appello cognizione ordinaria OSTUNI Totale Cognizione ordinaria n.d. n.d. n.d. Lavoro n.d. n.d. n.d. Previdenza n.d. n.d. n.d. Famiglia n.d. n.d. n.d. Fallimenti n.d. n.d. n.d. Concordati preventivi e amministrazioni controllate n.d. n.d. n.d. Istanze di fallimento n.d. n.d. n.d. Agraria n.d. n.d. n.d. mobiliari n.d. n.d. n.d. immobiliari n.d. n.d. n.d. speciali n.d. n.d. n.d. Volontaria giurisdizione n.d. n.d. n.d. Appello cognizione ordinaria n.d. n.d. n.d. Diritto Societario n.d. n.d. n.d. Marchi e Brevetti n.d. n.d. n.d. LECCE Totale n.d. n.d. n.d. CAMPI SALENTIN Cognizione A ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria CAMPI SALENTIN A Totale CASARAN O Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria CASARAN O Totale GALATINA Cognizione ordinaria
69 mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria GALATINA Totale GALLIPOLI Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria GALLIPOL I Totale MAGLIE Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria MAGLIE Totale NARDO' Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria NARDO' Totale TRICASE Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali
70 TARAN TO TARANTO Tribunale TARANTO Sez. distaccata Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria TRICASE Totale Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti TARANTO Totale GINOSA Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria GINOSA Totale GROTTAGL IE Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria GROTTAG LIE Totale
71 MANDURI A Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria MANDURI A Totale MARTINA FRANCA Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria MARTINA FRANCA Totale Movimento dei procedimenti civili nei Tribunali e relative sezioni distaccate della regione Calabria DETTAGLIO MATERIE. Anno 2008 e 1 semestre 2009 Regione Distretto Circondario Ufficio Sede Materia Anno Semestre 2009 Sopravvenuti Definiti Pendenti finali Sopravvenuti Definiti Pendenti finali CALABRIA CATAN ZARO CASTROVI LLARI Tribunale CASTROVI LLARI Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Diritto Societario
72 CATANZA RO Tribunale Sez. distaccata Marchi e Brevetti CASTROVI LLARI Totale CATANZA RO COSENZA Tribunale COSENZA Cognizione ordinaria n.d. n.d. n.d. Lavoro n.d. n.d. n.d. Previdenza n.d. n.d. n.d. Famiglia n.d. n.d. n.d. Fallimenti n.d. n.d. n.d. Concordati preventivi e amministrazioni controllate n.d. n.d. n.d. Istanze di fallimento n.d. n.d. n.d. Agraria n.d. n.d. n.d. mobiliari n.d. n.d. n.d. immobiliari n.d. n.d. n.d. speciali n.d. n.d. n.d. Volontaria giurisdizione n.d. n.d. n.d. Appello cognizione ordinaria n.d. n.d. n.d. Diritto Societario n.d. n.d. n.d. Marchi e Brevetti n.d. n.d. n.d. CATANZA RO Totale n.d. n.d. n.d. CHIARAVA LLE Cognizione CENTRALE ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria CHIARAV ALLE CENTRAL E Totale Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari
73 Sez. distaccata immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Appello lavoro Appello previdenza Diritto Societario Marchi e Brevetti COSENZA Totale ACRI Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria ACRI Totale SAN MARCO ARGENTA NO CROTONE Tribunale CROTONE Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria SAN MARCO ARGENTA NO Totale Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari
74 LAMEZIA TERME Sez. distaccata Tribunale immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti CROTONE Totale STRONGOL I Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria STRONGO LI Totale LAMEZIA TERME PAOLA Tribunale PAOLA Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti LAMEZIA TERME Totale Cognizione ordinaria n.d. n.d. n.d. Lavoro n.d. n.d. n.d. Previdenza n.d. n.d. n.d. Famiglia n.d. n.d. n.d. Fallimenti n.d. n.d. n.d. 74
75 Sez. distaccata Concordati preventivi e amministrazioni controllate n.d. n.d. n.d. Istanze di fallimento n.d. n.d. n.d. Agraria n.d. n.d. n.d. mobiliari n.d. n.d. n.d. immobiliari n.d. n.d. n.d. speciali n.d. n.d. n.d. Volontaria giurisdizione n.d. n.d. n.d. Appello cognizione ordinaria n.d. n.d. n.d. Diritto Societario n.d. n.d. n.d. Marchi e Brevetti n.d. n.d. n.d. PAOLA Totale n.d. n.d. n.d. SCALEA ROSSANO Tribunale ROSSANO Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria SCALEA Totale Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti ROSSANO
76 VIBO VALENTIA Tribunale Sez. distaccata Totale VIBO VALENTIA Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti VIBO VALENTIA Totale TROPEA REGGIO CALAB RIA LOCRI Tribunale LOCRI Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria TROPEA Totale Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali
77 Sez. distaccata Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Appello lavoro Appello previdenza Diritto Societario Marchi e Brevetti LOCRI Totale SIDERNO PALMI Tribunale PALMI Sez. distaccata Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria SIDERNO Totale Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti PALMI Totale CINQUEFR ONDI Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali
78 REGGIO CALABRIA Tribunale Sez. distaccata Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria CINQUEFR ONDI Totale REGGIO CALABRIA Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti REGGIO CALABRIA Totale MELITO DI PORTO SALVO Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria MELITO DI PORTO SALVO Totale Movimento dei procedimenti civili nei Tribunali e relative sezioni distaccate della regione Sicilia. DETTAGLIO MATERIE. Anno 2008 e 1 semestre 2009 Regione Distretto Circondario Ufficio Sede Materia Anno Semestre 2009 Sopravvenuti Definiti Pendenti finali Sopravvenuti Definiti Pendenti finali 78
79 SICILIA CALTA NISSETT A CALTANIS SETTA Tribunale CALTANIS SETTA ENNA Tribunale ENNA GELA Tribunale GELA Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti CALTANIS SETTA Totale Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti ENNA Totale Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti
80 CATANI A NICOSIA Tribunale NICOSIA CALTAGIR ONE Tribunale Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti GELA Totale Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti NICOSIA Totale CALTAGIR ONE Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria
81 Sez. distaccata mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti CALTAGIR ONE Totale GRAMMIC HELE CATANIA Tribunale CATANIA Sez. distaccata Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria GRAMMIC HELE Totale Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti CATANIA Totale Cognizione ACIREALE ordinaria mobiliari
82 immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria ACIREALE Totale ADRANO Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria ADRANO Totale BELPASSO Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria BELPASSO Totale BRONTE Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria BRONTE Totale GIARRE Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione
83 Appello cognizione ordinaria GIARRE Totale MASCALU CIA Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria MASCALU CIA Totale PATERNO' MODICA Tribunale MODICA RAGUSA Tribunale RAGUSA Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria PATERNO' Totale Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti MODICA Totale Cognizione ordinaria Lavoro
84 Sez. distaccata Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti RAGUSA Totale VITTORIA SIRACUSA Tribunale SIRACUSA Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria VITTORIA Totale Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria
85 Sez. distaccata Diritto Societario Marchi e Brevetti SIRACUSA Totale AUGUSTA Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria AUGUSTA Totale AVOLA Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria AVOLA Totale LENTINI Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione MESSIN A BARCELLO NA POZZO DI GOTTO Tribunale Appello cognizione ordinaria LENTINI Totale BARCELLO NA POZZO Cognizione DI GOTTO ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari
86 Sez. distaccata immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Appello lavoro Appello previdenza Diritto Societario Marchi e Brevetti BARCELL ONA POZZO DI GOTTO Totale LIPARI* Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria LIPARI Totale MILAZZO MESSINA Tribunale MESSINA Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria MILAZZO Totale Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari
87 MISTRETT A Sez. distaccata Tribunale immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Appello lavoro Appello previdenza Diritto Societario Marchi e Brevetti MESSINA Totale TAORMINA Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria TAORMIN A Totale MISTRETT A PATTI Tribunale PATTI Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti MISTRETT A Totale Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia
88 Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Sez. distaccata Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti PATTI Totale SANT'AGA TA DI Cognizione MILITELLO ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione PALER MO AGRIGENT O Tribunale Appello cognizione ordinaria SANT'AGA TA DI MILITELL O Totale AGRIGENT O Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Diritto
89 Sez. distaccata Societario Marchi e Brevetti AGRIGEN TO Totale CANICATTI ' Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria CANICATT I' Totale LICATA MARSALA Tribunale MARSALA Sez. distaccata Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria LICATA Totale Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti MARSALA Totale CASTELVE TRANO Cognizione ordinaria
90 mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria CASTELVE TRANO Totale MAZARA DEL VALLO Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria MAZARA DEL VALLO Totale PARTANN A PALERMO Tribunale PALERMO Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria PARTANN A Totale Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali
91 Sez. distaccata Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Appello lavoro Appello previdenza Diritto Societario Marchi e Brevetti PALERMO Totale BAGHERIA Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria BAGHERI A Totale CARINI Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria CARINI Totale MONREAL E Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria MONREAL E Totale PARTINICO Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza mobiliari
92 SCIACCA Tribunale SCIACCA TERMINI IMERESE Tribunale immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria PARTINIC O Totale Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Appello lavoro Appello previdenza Diritto Societario Marchi e Brevetti SCIACCA Totale TERMINI IMERESE Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione
93 Sez. distaccata Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti TERMINI IMERESE Totale CEFALU' Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria CEFALU' Totale CORLEONE TRAPANI Tribunale TRAPANI Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria CORLEON E Totale Cognizione ordinaria Lavoro Previdenza Famiglia Fallimenti Concordati preventivi e amministrazioni controllate Istanze di fallimento Agraria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria Diritto Societario Marchi e Brevetti
94 Sez. distaccata TRAPANI Totale ALCAMO Cognizione ordinaria mobiliari immobiliari speciali Volontaria giurisdizione Appello cognizione ordinaria ALCAMO Totale n.d.: dato non disponibile in quanto l'ufficio non ha fornito i dati per il 1 semestre *L'ufficio non ha fornito i dati relativi al 2* trimestre **L'ufficio non ha fornito i dati relativi al 2 semestre 2008 e al 1 semestre N.B. Marano di Napoli, sezione distaccata del tribunale di Napoli, non ha fornito i dati per tutto il periodo in esame. Movimento dei procedimenti penali (con autore noto) nei Tribunali dei distretti di corte di appello della regione Campania, DETTAGLIO MATERIE. Anno 2008 e 1 semestre 2009 Anno semestre 2009 Regione Distretto Tribunale Materia Sopravvenuti Definiti Pendenti finali Sopravvenuti Definiti Pendenti finali CAMPANIA NAPOLI ARIANO IRPINO AVELLINO BENEVENTO NAPOLI NOLA Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Dibattimento assise Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Dibattimento assise Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale n.d. n.d. n.d. Dibattimento monocratico n.d. n.d. n.d. Dibattimento assise Indagini e udienza preliminare n.d. n.d. n.d. Dibattimento collegiale
95 SALERNO S. MARIA CAPUA VETERE S.ANGELO DEI LOMBARDI TORRE ANNUNZIATA NOCERA INFERIORE SALA CONSILINA SALERNO VALLO DELLA LUCANIA Dibattimento monocratico Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Dibattimento assise Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Dibattimento assise Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Indagini e udienza preliminare Movimento dei procedimenti penali (con autore noto) nei Tribunali dei distretti di corte di appello della regione Puglia DETTAGLIO MATERIE. Anno 2008 e 1 semestre 2009 Anno semestre 2009 Regione Distretto Tribunale Materia Sopravvenuti Definiti Pendenti finali Sopravvenuti Definiti Pendenti finali PUGLIA BARI BARI Dibattimento collegiale
96 LECCE TARANTO FOGGIA LUCERA TRANI BRINDISI LECCE TARANTO Dibattimento monocratico Dibattimento assise Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Dibattimento assise Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Dibattimento assise Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Dibattimento assise Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Dibattimento assise Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico CATANZARO CASTROVILLARI CATANZARO Dibattimento assise Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Dibattimento assise
97 COSENZA CROTONE LAMEZIA TERME PAOLA ROSSANO VIBO VALENTIA Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Dibattimento assise Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Indagini e udienza preliminare Movimento dei procedimenti penali (con autore noto) nei Tribunali dei distretti di corte di appello della regione Calabria DETTAGLIO MATERIE. Anno 2008 e 1 semestre 2009 Anno semestre 2009 Regione Distretto Tribunale Materia Sopravvenuti Definiti Pendenti finali Sopravvenuti Definiti Pendenti finali CALABRIA REGGIO CALABRIA LOCRI PALMI Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Dibattimento assise Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale
98 REGGIO CALABRIA Dibattimento monocratico Dibattimento assise Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Dibattimento assise Indagini e udienza preliminare Movimento dei procedimenti penali (con autore noto) nei Tribunali dei distretti di corte di appello della regione Sicilia DETTAGLIO MATERIE. Anno 2008 e 1 semestre 2009 Anno semestre 2009 Regione Distretto Tribunale Materia Sopravvenuti Definiti Pendenti finali Sopravvenuti Definiti Pendenti finali SICILIA CALTANISSETTA CALTANISSETTA ENNA GELA NICOSIA CATANIA CALTAGIRONE CATANIA Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Dibattimento assise Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Dibattimento assise
99 MESSINA PALERMO MODICA RAGUSA SIRACUSA BARCELLONA POZZO DI GOTTO MESSINA MISTRETTA PATTI AGRIGENTO MARSALA PALERMO Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Dibattimento assise Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Dibattimento assise Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Dibattimento assise Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale n.d. n.d. n.d. 99
100 SCIACCA TERMINI IMERESE TRAPANI Dibattimento monocratico n.d. n.d. n.d. Dibattimento assise Indagini e udienza preliminare n.d. n.d. n.d. Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Indagini e udienza preliminare Dibattimento collegiale Dibattimento monocratico Dibattimento assise Indagini e udienza preliminare N.B.: Il dato relativo al dibattimento monocratico fa riferimento sia alla sede centrale che alle relative sezioni distaccate. 100
101 3. UFFICI GIUDIZIARI: PRESENZE EFFETTIVE E SCOPERTURE A. I magistrati ordinari L organico dei magistrati in servizio in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia è come già precisato di pari al 36,87% di quello previsto nelle piante organiche di tutti gli uffici giudiziari del Paese (che ammonta a unità). Dei posti in organico nelle regioni in esame 493 (pari al 14%) sono, allo stato (31 gennaio 2010), scoperti (cfr. Tab. 1). Il dato nazionale delle scoperture è, alla stessa data, di (pari al 11%). Tab. 1 Magistrati complessivamente presenti in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia (dati al 31 gennaio 2010) Scopertura % Funzione organico vacanti Magistrati con funzioni di primo grado % Magistrati con funzioni di secondo grado ,4 % TOTALE % La ripartizione dei magistrati nelle regioni e negli uffici è riportata nelle tabelle che seguono, ma è opportuno premettere alcuni rilievi partendo dai dati generali per scendere a quelli specifici (che sono, in realtà, maggiormente significativi). 1. Le vacanze negli organici delle quattro Regioni analizzate sono pari al 14%. Si tratta di una percentuale complessivamente di poco superiore a quella nazionale. Dall'analisi particolareggiata per ogni singola regione emerge, peraltro, che, a fronte di una vacanza del 10% circa negli uffici di Campania e Puglia, le scoperture diventano drammatiche in Sicilia (17,7 %) e, soprattutto, in Calabria (20%), ove, addirittura, vi è la carenza di un magistrato ogni cinque previsti in organico. 2. Sempre in tema di analisi delle scoperture, si rileva che, con riferimento agli uffici sia di primo che di secondo grado, a circa due anni dall entrata in vigore della nuova disciplina legislativa sulla temporaneità degli incarichi direttivi e semidirettivi (artt. 45 e 46 d.lgs. n. 160 del 2006), gli indici di scopertura di tali uffici nelle regioni di interesse si sono attestati su livelli del tutto fisiologici, soprattutto in ragione del lavoro serrato operato dal CSM per le relative nomine negli anni 2008 e La vacanza negli organici è più significativa negli uffici di primo grado, in particolare in quelli requirenti (cfr. infra sub 6). Valutando complessivamente i dati relativi alle quattro regioni in esame, infatti, emerge che la vacanza globale negli organici di secondo grado è pari al 13,2% circa, mentre negli uffici di primo grado corrisponde al 14% circa. Tuttavia bisogna, anche qui, operare un distinguo tra le due regioni con situazioni più favorevoli (o meno svantaggiate) Campania e Puglia e le due regioni gravate da maggiori vuoti d organico Sicilia e Calabria. In Calabria la scopertura del primo grado è pari al 21% mentre quella relativa al secondo grado è del 18%; in Sicilia i vuoti d organico del primo grado raggiungono il 18,9% mentre per il secondo grado la percentuale di scopertura è del 15,6%. 101
102 4. Assai rilevante è la scopertura dei posti di magistrato distrettuale, sia giudicante che requirente. Nelle quattro regioni in esame il relativo esperimento si è rivelato assai deludente, posto che per i magistrati distrettuali giudicanti risulta una percentuale di scopertura superiore al 71% e per i requirenti addirittura del 75%. Dei 29 posti complessivi di magistrato distrettuale giudicante esistenti negli organici delle quattro regioni ne sono coperti solo 9, mentre dei previsti 12 posti di magistrato distrettuale requirente ne risultano coperti soltanto 3. Il dato, assai allarmante, diviene addirittura inquietante ove letto con riferimento alla realtà della Sicilia (su 10 posti giudicanti ci sono ben 8 scoperture e su 5 posti requirenti 4) o della Calabria (su 5 posti previsti di magistrato distrettuale giudicante ne sono scoperti 4, mentre entrambi i posti requirenti sono privi di copertura). La complicata realtà organizzativa e strutturale di tanti tribunali di frontiera, i considerevoli carichi di lavoro, le distanze spesso notevoli e i collegamenti non sempre favorevoli sono le principali cause che possono avere indotto tanti magistrati a non accettare questo tipo di incarico, caratterizzato da una natura itinerante. La situazione si pone in termini di poco migliori in Puglia (su 6 posti ne sono stati assegnati 2) e soprattutto in Campania (ove su 13 posti complessivi ne sono stati coperti 7). Certamente incidente in questo migliore risultato, soprattutto in Campania, è la circostanza che un elevato numero di magistrati è originario di tali regioni così che il ricorso all esercizio delle funzioni di magistrato distrettuale può essere un valido espediente per riuscire a tornare, in tempi più brevi rispetto a quelli ordinari, nella sede di provenienza. 5. Altra circostanza nota, che trova conforto dall analisi dei dati di seguito riportati, è quella per cui i magistrati, e nello specifico quelli destinati a esercitare le funzioni in Sicilia, Calabria, Puglia e Campania, preferiscono ricoprire alcuni funzioni piuttosto che altre. Alla stregua dei dati relativi alla scopertura nei singoli uffici, infatti, è agevole osservare che tralasciando le funzioni direttive e semidirettive gli uffici maggiormente appetiti sono quelli di sostituto procuratore generale presso la Corte di appello, di magistrato di sorveglianza, di giudice della Sezione lavoro (sia di primo che di secondo grado), di giudice e sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni. È evidente, dunque, che la preferenza viene accordata agli uffici di tipo specialistico. Una ulteriore riflessione è dettata dall analisi dei dati di scopertura comparati, che vede preferiti gli uffici di secondo grado (anche perché negli uffici di primo grado, in particolare in Calabria e in Sicilia, l organico è composto in prevalenza da magistrati di prima nomina non originari di quelle regioni, con conseguente tendenza al trasferimento). 6. Il dato più allarmante tra le scoperture d organico è senza dubbio quello relativo agli uffici requirenti, (in particolare calabresi e siciliani). Come per i magistrati distrettuali, anche per i sostituti procuratori il dato di Campania e Puglia è significativamente diverso e più favorevole. Le chiavi di lettura di tale fenomeno sono le stesse già ricordate, con un ulteriore risvolto: si sta realizzando un fenomeno di migrazione dei magistrati dalle sedi di Procura più piccole a quelle di maggiori dimensioni, con le ovvie conseguenze in termini di disagio per uffici che già hanno piante organiche ridotte (per i quali risultano talvolta mancare le condizioni minime di funzionamento organizzativo). Illuminanti sono le percentuali di scopertura distinte per regioni evincibili dalle tabelle che seguono. Premessa sempre la considerazione che i posti requirenti di secondo grado appaiono più ambiti e conseguentemente meno gravati da deficit di organico, per quanto concerne i posti requirenti di primo grado in Campania e Puglia le percentuali di scopertura calcolate sono assestate tra il 6% e l 8%, mentre macroscopicamente più elevata è la percentuale di Calabria (35,8%) e Sicilia (37,8%). La comparazione con il settore giudicante di primo grado (Campania 11,8% di scoperture, Puglia 8,4%, Calabria 17,4%, Sicilia 17,5%) mostra, 102
103 soprattutto per la Calabria e la Sicilia, che la situazione di sofferenza si stabilizza principalmente nelle procure (circostanza facilmente spiegabile con la considerazione che per gli uffici giudicanti è stata mantenuta la possibilità di destinare magistrati di prima nomina). Tra l altro il dato che oggi si analizza risente del recente concorso espletato per gli uffici di secondo grado che, in particolare nel settore giudicante, ha visto la copertura di molti posti di secondo grado con passaggi interni al distretto e provenienza dal primo grado. Uffici di primo grado (dati del 31 gennaio 2010) Tab. 2 Campania Funzione organico vacanti Scopertura % Presidente di Tribunale % Presidente di Sezione di Tribunale % Presidente della Sezione G.I.P % Presidente Aggiunto della Sezione G.I.P % Presidente della Sezione lavoro 6 0 0% Giudice ,5 % Giudice della Sezione lavoro % Presidente del Tribunale di Sorveglianza % Magistrato di Sorveglianza % Procuratore della Repubblica % Procuratore Aggiunto presso il Tribunale ,5 % Sostituto Procuratore della Repubblica % Presidente del Tribunale per i minorenni % Giudice del Tribunale per i minorenni % Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni % Sostituto Procuratore della Repubblica presso Tribunale minorenni % TOTALE ,5 % Tab. 3 Puglia funzione Organico vacanti scopertura Presidente di Tribunale % Presidente di Sezione di Tribunale % Presidente della Sezione G.I.P % Presidente Aggiunto della Sezione G.I.P % Presidente della Sezione lavoro % Giudice % Giudice della Sezione lavoro % Presidente del Tribunale di Sorveglianza % Magistrato di Sorveglianza % Procuratore della Repubblica % Procuratore Aggiunto presso il Tribunale % Sostituto Procuratore della Repubblica % Presidente del Tribunale per i minorenni % Giudice del Tribunale per i minorenni % Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni % Sostituto Procuratore della Repubblica presso Tribunale minorenni ,5 % 103
104 TOTALE % Tab. 4 Calabria Funzione organico vacanti Scopertura % Presidente di Tribunale % Presidente di Sezione di Tribunale % Presidente della Sezione G.I.P. 0 Presidente Aggiunto della Sezione G.I.P. 0 Presidente della Sezione lavoro 0 Giudice % Giudice della Sezione lavoro % Presidente del Tribunale di Sorveglianza % Magistrato di Sorveglianza % Procuratore della Repubblica % Procuratore Aggiunto presso il Tribunale % Sostituto Procuratore della Repubblica % Presidente del Tribunale per i minorenni % Giudice del Tribunale per i minorenni % Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni % Sostituto Procuratore della Repubblica presso Tribunale minorenni % TOTALE % Tab. 5 Sicilia Funzione organico vacanti scopertura Presidente di Tribunale % Presidente di Sezione di Tribunale ,5 % Presidente della Sezione G.I.P % Presidente Aggiunto della Sezione G.I.P % Presidente della Sezione lavoro % Giudice ,3 % Giudice della Sezione lavoro % Presidente del Tribunale di Sorveglianza % Magistrato di Sorveglianza % Procuratore della Repubblica % Procuratore Aggiunto presso il Tribunale % Sostituto Procuratore della Repubblica ,7% Presidente del Tribunale per i minorenni % Giudice del Tribunale per i minorenni % Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni % Sostituto Procuratore della Repubblica presso Tribunale minorenni % TOTALE % Tab. 6 - Totale Funzione organico vacanti Scopertura % Presidente di Tribunale % Presidente di Sezione di Tribunale % 104
105 Presidente della Sezione G.I.P % Presidente Aggiunto della Sezione G.I.P % Presidente della Sezione lavoro % Giudice ,2 % Giudice della Sezione lavoro % Presidente del Tribunale di Sorveglianza % Magistrato di Sorveglianza ,4 % Procuratore della Repubblica % Procuratore Aggiunto presso il Tribunale % Sostituto Procuratore della Repubblica % Presidente del Tribunale per i minorenni % Giudice del Tribunale per i minorenni % Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni % Sostituto Procuratore della Repubblica presso Tribunale minorenni % TOTALE % Uffici di secondo grado (dati del 31 gennaio 2010) Tab. 7 Campania funzione organico vacanti Scopertura % Presidente di Corte di Appello % Presidente di Sezione di Corte di Appello % Consigliere di Corte di Appello % Magistrato Distrettuale Giudicante % Consigliere della Sezione lavoro di Corte di Appello % Presidente della Sezione lavoro Corte di Appello % Procuratore Generale presso la Corte di Appello % Avvocato Generale presso Corte di Appello % Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Appello % Magistrato Distrettuale Requirente % TOTALE % Tab. 8 Puglia funzione organico vacanti Scopertura % Presidente di Corte di Appello % Presidente di Sezione di Corte di Appello % Consigliere di Corte di Appello % Magistrato Distrettuale Giudicante % Consigliere della Sezione lavoro di Corte di Appello % Presidente della Sezione lavoro Corte di Appello % Procuratore Generale presso la Corte di Appello % Avvocato Generale presso Corte di Appello % Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Appello % Magistrato Distrettuale Requirente % % 105
106 TOTALE Tab. 9 Calabria funzione organico vacanti Scopertura % Presidente di Corte di Appello % Presidente di Sezione di Corte di Appello % Consigliere di Corte di Appello % Magistrato Distrettuale Giudicante % Consigliere della Sezione lavoro di Corte di Appello % Presidente della Sezione lavoro Corte di Appello % Procuratore Generale presso la Corte di Appello % Avvocato Generale presso Corte di Appello % Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Appello % Magistrato Distrettuale Requirente % TOTALE % Tab. 10 Sicilia funzione organico vacanti Scoperture % Presidente di Corte di Appello % Presidente di Sezione di Corte di Appello ,8 % Consigliere di Corte di Appello ,1 % Magistrato Distrettuale Giudicante % Consigliere della Sezione lavoro di Corte di Appello ,8 % Presidente della Sezione lavoro Corte di Appello % Procuratore Generale presso la Corte di Appello % Avvocato Generale presso Corte di Appello % Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Appello % Magistrato Distrettuale Requirente % TOTALE ,6 % Tab Totale Funzione organico vacanti scopertura Presidente di Corte di Appello % Presidente di Sezione di Corte di Appello ,3 % Consigliere di Corte di Appello ,2 % Magistrato Distrettuale Giudicante ,9 % Consigliere della Sezione lavoro di Corte di Appello % Presidente della Sezione lavoro Corte di Appello % Procuratore Generale presso la Corte di Appello % Avvocato Generale presso Corte di Appello % Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Appello % Magistrato Distrettuale Requirente % 106
107 TOTALE ,2 % Totale Uffici primo e secondo grado (dati del 31 gennaio 2010) Tab. 12 Campania funzione organico vacanti effettivi Magistrati con funzioni di secondo grado (8,5%) 205 Magistrati con funzioni di primo grado (10,5%) 931 TOTALE (10%) Tab. 13 Puglia funzione organico vacanti effettivi Magistrati con funzioni di secondo grado (16%) 100 Magistrati con funzioni di primo grado (9%) 468 TOTALE (10%) 568 Tab. 14 Calabria Funzione organico vacanti effettivi Magistrati con funzioni di secondo grado (17,3%) 77 Magistrati con funzioni di primo grado (20,6%) 339 TOTALE (20%) 416 Tab. 15 Sicilia Funzione organico vacanti effettivi Magistrati con funzioni di secondo grado (15,6%) 173 Magistrati con funzioni di primo grado (18%) 748 TOTALE (17,5%)
108 B. I magistrati onorari 1. I magistrati onorari sono ormai come già si è detto una realtà sempre più rilevante, quantitativamente e qualitativamente, nella giurisdizione. Le loro caratteristiche e il loro ruolo sono assai eterogenei, ma resta il fatto che la loro entità numerica, complessivamente considerata, è superiore a quella dei magistrati ordinari (giudici e pubblici ministeri). Nelle 4 regioni considerate i magistrati onorari in organico sono (a fronte di magistrati ordinari) e quelli in servizio (a fronte di 3.046). Nelle tabelle che seguono si riporta la situazione in modo più analitico. Tab Magistrati onorari in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia (31 dicembre 2009) Magistrati onorari organico posti coperti posti vacanti percentuale vacanze GDP ,95% GOT ,22% VPO ,19% Tribunali Minorenni* Totali Corti appello* ,05% 9,28% 4,70% Esperti Sorveglianza ,21% TOTALE ,25% * Vengono conteggiati tra i posti coperti, anche quelli, talora in soprannumero, corrispondenti ai giudici prorogati alla scadenza del terzo mandato ai sensi dell art. 14 decreto legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito con modifiche nella legge 28 febbraio 2008, n. 37. Ciò determina, in taluni casi, l indicazione dei posti coperti in numero maggiore di quelli in organico. Tab. 16 bis - Magistrati onorari e componenti laici (dati nazionali al 31 dicembre 2009) Magistrati onorari organico posti coperti posti vacanti percentuale vacanze GDP ,02% GOT ,40% VPO ,63% Tribunali Minorenni* Totali Corti appello* ,15% 5,17% 10,39% Esperti Sorveglianza ,69% TOTALE ,94% * Vengono conteggiati tra i posti coperti, anche quelli, talora in soprannumero, corrispondenti ai giudici prorogati alla scadenza del terzo mandato ai sensi dell art. 14 decreto legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito 108
109 con modifiche nella legge 28 febbraio 2008, n. 37. Ciò determina, in taluni casi, l indicazione dei posti coperti in numero maggiore di quelli in organico. 2. Al 31 dicembre 2009 la situazione dei giudici di pace presentava, nelle regioni in esame, una scopertura di 668 unità su 1.911, pari al 34,95% dell organico. Il dato è inferiore a quello nazionale che è di vacanze su posti previsti (con una percentuale di scopertura del 41,02%). La ragione della carenza non sta, dunque, in circostanze specifiche relative alle regioni considerate ma è diretta conseguenza del blocco delle procedure di assunzione di nuovi giudici di pace (e dunque di sostituzione di quelli cessati dall incarico per scadenza del mandato o per altra causa) in attesa della revisione dei relativi organici, operante dal 2004 a seguito della modifica dell art. 13 bis legge istitutiva disposta con il decreto legge 14 settembre 2004, n. 241, convertito con modificazioni nella legge 12 novembre 2004, n Tab Giudici di pace suddivisi per distretto (31 dicembre 2009) distretto organico posti coperti posti vacanti percentuale vacanze Catanzaro ,01% Reggio Calabria ,08% Palermo ,41% Messina ,10% Catania ,33% Caltanissetta ,81% Bari ,14% Lecce ,83% Napoli ,73% Salerno ,08% Totale ,95% 3. Per i giudici onorari di tribunale, la scopertura era, al 31 dicembre 2009, di 189 unità, pari al 19,22%, dei posti in organico (983). L indice di scopertura è sensibilmente inferiore a quella nazionale che era, alla stessa data, del 26,40% (665 vacanze a fronte di un organico di unità). Tab Giudici onorari di tribunale suddivisi per distretto (31 dicembre 2009) Distretto organico posti coperti posti vacanti Percentuale vacanze Catanzaro ,51% 109
110 Reggio Calabria ,33% Palermo ,16% Messina ,52% Catania ,91% Caltanissetta ,30% Bari ,32% Lecce ,18% Napoli ,92% Salerno ,52% Totale ,22% 4. Assai simile a quella dei giudici onorari di tribunale è la situazione dei vice procuratori onorari. Per essi solo i distretti di Salerno e Caltanissetta presentavano, il 31 dicembre 2009, scoperture superiori a quelle nazionali, mentre la scopertura media (12,9%) era esattamente corrispondente a quella nazionale (12,19%). Tab Viceprocuratori onorari suddivisi per distretto (31 dicembre 2009) Distretto organico posti coperti posti vacanti percentuale vacanze Catanzaro ,11% Reggio Calabria ,00% Palermo ,60% Messina ,51% Catania ,66% Caltanissetta ,33% Bari ,97% Lecce ,70% Napoli ,23% Salerno ,18% Totale ,19% 5. Si riportano infine, per completezza, i dati numerici relativi ai giudici onorari presso i tribunali per i minorenni, le sezioni minorenni delle corti d appello e i tribunali di sorveglianza, per i quali non vengono segnalati problemi specifici con riferimento alle regioni del Sud. 110
111 Tab Giudici onorari dei Tribunali per i Minorenni suddivisi per distretto (31 dicembre 2009) distretto Organico Posti coperti* posti vacanti Percentuale vacanze Catanzaro ,00% Reggio Calabria ,00% Palermo ,12% Messina ,00% Catania ,00% Caltanissetta ,00% Bari ,00% Lecce ,77% Napoli ,00% Salerno ,00% * Vengono conteggiati tra i posti coperti, anche quelli, talora in soprannumero, corrispondenti ai giudici prorogati alla scadenza del terzo mandato ai sensi dell art. 14 decreto legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito con modifiche nella legge 28 febbraio 2008, n. 37. Ciò determina, in taluni casi, l indicazione dei posti coperti in numero maggiore di quelli in organico. Tab. 20-bis Giudici onorari delle Sezioni per i minorenni delle Corti di Appello suddivisi per distretto (31 dicembre 2009) distretto Organico Posti coperti* posti vacanti Percentuale vacanze Catanzaro ,00% Reggio Calabria ,00% Palermo ,00% Messina ,00% Catania ,00% Caltanissetta ,33% Bari ,00% Lecce ,33% Napoli ,00% Salerno ,00% 111
112 * Vengono conteggiati tra i posti coperti, anche quelli, talora in soprannumero, corrispondenti ai giudici prorogati alla scadenza del terzo mandato ai sensi dell art. 14 decreto legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito con modifiche nella legge 28 febbraio 2008, n. 37. Ciò determina, in taluni casi, l indicazione dei posti coperti in numero maggiore di quelli in organico. Tab Esperti presso i Tribunali di Sorveglianza suddivisi per distretto (31 dicembre 2009) distretto Organico posti coperti posti vacanti Percentuale vacanze Catanzaro ,00% Reggio Calabria ,00% Palermo ,00% Messina ,00% Catania ,00% Caltanissetta ,66% Bari ,00% Lecce ,00% Napoli ,13% Salerno ,00% 112
113 4. LA MOBILITÀ DEI MAGISTRATI Per una più compiuta comprensione del fenomeno della mobilità dei magistrati occorre partire da alcuni anni addietro per cogliere gli orientamenti dei magistrati, specie di quelli di prima assegnazione. Un forte impatto sul punto hanno certamente avuto le recenti modifiche normative in tema di vincoli per i magistrati di prima nomina e di incompatibilità nel tramutamento di funzioni ma, proprio per coglierne la portata, è utile prendere le mosse da uno sguardo retrospettivo. A. Assegnazione magistrati di prima nomina (periodo e concorso DM 6 dicembre 2007) * 1. Quanto agli uditori nominati con decreto ministeriale 18 gennaio 2002, 53 sono stati assegnati a sedi calabresi (20 a uffici requirenti e 33 a uffici giudicanti); 37 a sedi campane (20 requirenti e 17 giudicanti); 25 a sedi pugliesi (9 requirenti e 16 giudicanti); 98 a sedi siciliane (50 requirenti e 48 giudicanti). Nell anno in cui gli uditori hanno preso possesso (2004) il 17,49% dei posti disponibili in Calabria è stato coperto con uditori e solo l 1,3% con trasferimenti ordinari; per la Campania le percentuali sono 5,6% uditori contro 5,3% trasferiti; per la Puglia 9,2% contro 2,9%; per la Sicilia 17,37% contro 1,4%. Gli uffici che hanno registrato l immissione del maggior numero di uditori giudiziari sono, per la Calabria, la Procura di Reggio Calabria (6 uditori su un organico complessivo di 24 unità), la Procura di Catanzaro (5 uditori su un organico complessivo di 18 unità), il Tribunale di Palmi (5 uditori su un organico complessivo di 27 unità), il Tribunale di Paola (5 uditori su un organico complessivo di 13 unità), la Procura di Locri (4 uditori su un organico complessivo di 8 unità), il Tribunale di Crotone (4 uditori su un organico complessivo di 19 unità). Sempre nel 2004 non è stato effettuato nessun trasferimento a domanda negli uffici requirenti della Calabria. In Sicilia i trasferimenti a domanda nelle procure sono stati: 1 a Caltanissetta contro 3 uditori per un organico dell ufficio di 16 unità; 1 a Palermo contro 7 uditori, organico 64; 2 a Ragusa contro 2 uditori, organico 6. In Campania, invece, le proporzioni tra i trasferimenti a domanda e le assegnazioni d ufficio degli uditori giudiziari sono più equilibrate; si sono registrati: 1 trasferimento alla Procura di Benevento contro 1 assegnazione di uditori, 6 trasferimenti alla Procura di Napoli contro 9 assegnazioni di uditori, 1 trasferimento a Nola ed 1 assegnazione di uditori, 3 trasferimenti a Salerno e 4 assegnazioni di uditori, 4 trasferimenti a domanda a Santa Maria Capua Vetere contro l assegnazione d ufficio di 3 uditori. In Puglia le proporzioni sono pure di segno positivo: 2 trasferimenti contro 1 uditore alla Procura di Foggia, 1 trasferimento contro 1 assegnazione uditori a Trani. Per gli uffici giudicanti della Calabria nello stesso anno sono stati rilevati soltanto 1 trasferimento al Tribunale di Castrovillari, al quale è stato anche assegnato 1 uditore, e 2 * Per l assegnazione dei posti agli uditori giudiziari vengono prese in esame le assegnazioni di sedi riferibili a tre distinti concorsi (contrassegnati con il rispettivo decreto ministeriale di immissione nell ordine giudiziario: decreto ministeriale 18 gennaio 2002, decreto ministeriale 19 novembre 2002, decreto ministeriale 19 ottobre 2004). Per le assegnazioni alle stesse sedi mediante tramutamento ordinario vengono presi in esame i trasferimenti effettuati nell anno in cui gli uditori giudiziari hanno preso possesso delle funzioni (rispettivamente: 2004, 2005 e 2006). 113
114 trasferimenti al Tribunale di Reggio Calabria nel quale hanno preso servizio, lo stesso anno, 2 uditori giudiziari. Per le altre sedi non sono stati effettuati trasferimenti a domanda nonostante l attribuzione dei benefici per le sedi disagiate previsti dalla legge n. 133/1998 in favore dei Tribunali di Paola e Rossano e in favore dei Tribunali di sorveglianza di Cosenza e Reggio Calabria (presso il quale sono stati assegnati rispettivamente 1 e 2 uditori giudiziari). In Campania sono stati effettuati i seguenti trasferimenti ordinari: 11 al Tribunale di Napoli (contro 2 uditori assegnati), 3 al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (contro 6 uditori assegnati), 3 al Tribunale di Torre Annunziata (a fronte di 3 uditori assegnati d ufficio). In Puglia i trasferimenti a domanda presso gli uffici giudicanti sopravanzano le assegnazioni d ufficio degli uditori: a Bari si registrano 2 trasferimenti (a fronte di 1 uditore) ed a Foggia 3 trasferimenti contro due assegnazioni di uditori. In Sicilia, con riguardo agli uffici giudicanti si registra una tendenza opposta a quella rilevata per gli uffici requirenti con una sostanziale prevalenza dei trasferimenti a domanda sulle assegnazioni degli uditori giudiziari: al Tribunale di Palermo si registrano 7 trasferimenti contro 3 assegnazioni di uditori, a Messina 3 trasferimenti e 3 assegnazioni, al Tribunale di sorveglianza di Agrigento 2 trasferimenti ed 1 assegnazione, al Tribunale di Termini Imprese 4 trasferimenti e 5 assegnazioni di uditori. 2. Non diversi sono i dati relativi al decreto ministeriale 19 novembre 2002 (presa di possesso 2005). - in Campania su 37 uditori (10% del totale ) 12 sono andati in Procura, le concentrazioni più elevate sono a Napoli (6 uditori) e a Torre Annunziata (4 uditori); nelle stesse sedi sono stati effettuati solo 3 trasferimenti ordinari alle Procure di Avellino, Napoli e Torre Annunziata. I rimanenti 25 uditori sono stati assegnati a funzioni giudicanti con una distribuzione sostanzialmente omogenea tra i diversi uffici e mai superiore alle 3 unità (Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e Tribunale di Vallo della Lucania); negli stessi uffici sono stati effettuati 19 trasferimenti ordinari. Le proporzioni tra trasferimenti e assegnazioni di uditori appaiono equilibrate (si veda, a titolo esemplificativo, Tribunale lavoro Napoli: 1 uditore e 3 trasferimenti su un organico di 48; Tribunale di Salerno: 2 uditori e 3 trasferimenti su un organico di 56; Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, 3 uditori e 2 trasferimenti su un organico di 70; Tribunale di Torre Annunziata, 1 uditore e 3 trasferimenti su un organico di 36). - in Puglia 9 uditori su 25 sono stati assegnati in Procura. Di essi ben 5 sono andati alla Procura di Foggia e 2 alla Procura di Trani. Negli stessi uffici sono stati effettuati 3 trasferimenti ordinari di cui uno solo a Foggia. Gli altri 16 sono stati assegnati a sedi giudicanti nelle quali si sono registrati anche 5 trasferimenti ordinari. Le concentrazioni maggiori di uditori sono rilevabili a Foggia (4 uditori e 2 trasferimenti su organico di 35) e a Taranto (3 uditori e nessun trasferimento su organico di 44). - in Calabria su 49 uditori (pari al 27% di tutti i vincitori del concorso) 23 sono stati assegnati in uffici di procura. Negli stessi uffici nel 2005 non sono stati effettuati trasferimento ordinari ad eccezione di Palmi (1 trasferimento contro 2 uditori su un organico di 10) e Reggio Calabria (1 trasferimento e 6 uditori su un organico di 24, nonostante che la Procura di Reggio fosse inserita nell elenco delle sedi ex legge n. 133/98). Con riguardo agli uffici giudicanti, sempre in Calabria, sono stati assegnati 26 uditori giudiziari. Il numero dei magistrati trasferiti negli stessi uffici appare però superiore a quanto rilevato per gli uffici di procura e raggiunge le 11 unità. Le sedi dove risulta maggiore la concentrazione di uditori giudiziari sono il Tribunale di Locri (7 uditori e nessun trasferimento ordinario su un organico di 21 unità), il Tribunale di Rossano (4 uditori e nessun trasferimento ordinario su un organico di 10 unità), il Tribunale di Vibo Valentia (4 uditori e 1 trasferimento ordinario su un organico di 15 unità). La maggior concentrazione di trasferimenti ordinari si è avuta, invece, 114
115 al Tribunale di Catanzaro dove sono stati trasferiti 6 magistrati ed assegnati 3 uditori su un organico di 32 unità. - in Sicilia su 95 uditori (31% del totale) 35 sono andati in Procura: 5 (su 13 unità di organico) a Agrigento, 6 (su 16) a Caltanissetta, 6 (su 40) a Catania, 6 (su 64) a Palermo, 2 (su 4) a Patti. Nello stesso anno solo a Palermo ci sono stati 6 trasferimenti ordinari in procura, mentre nelle altre procure dell isola non vi sono stati trasferimenti a domanda. Gli altri 60 uditori sono stati assegnati a posti giudicanti nei quali non si registrano altri trasferimenti ordinari ad eccezione di 5 effettuati al tribunale di Palermo. Le concentrazioni maggiori di uditori giudiziari sono rilevabili a Gela (6 uditori su organico di 12), a Marsala (5 uditori su organico di 22) e a Ragusa (4 uditori su organico di 12). 3. Questi i dati relativi al decreto ministeriale 19 ottobre 2004 (presa di possesso nel 2006): - in Campania sono stati assegnati 34 uditori di cui 9 in Procura (di cui 2 a Nola e 2 a Torre Annunziata) e 25 in uffici giudicanti; - in Puglia 23 uditori di cui 6 in Procura (ben 3 a Foggia) e 17 in uffici giudicanti; - in Calabria 68 uditori (18% del totale) che hanno coperto il 20,9% dell organico dei due distretti, mentre solo l 1,8 % dell organico è stato coperto con trasferimenti ordinari. Di questi, 22 sono stati assegnati a uffici di Procura mentre in tutta la Regione vi è stato un solo trasferimento a domanda alla Procura di Reggio Calabria; gli altri 46 uditori sono stati destinati a uffici giudicanti nei quali non si rilevano altri trasferimenti a eccezione di 2 al Tribunale di Catanzaro (contro 6 uditori, organico di 32 unità) e 2 al Tribunale di Cosenza (contro 1 solo uditore, organico 24 unità); - in Sicilia 87 uditori (23% del totale) hanno coperto il 16% dei posti in organico previsti per tutti i distretti dell isola. Lo stesso anno solo lo 0,3% dei posti in organico è stato coperto con trasferimenti. Degli 87 uditori 31 sono stati assegnati ad uffici requirenti; negli stessi uffici vi è stato un solo trasferimento a domanda alla Procura di Catania. Gli altri 56 uditori sono stati assegnati a sedi giudicanti nelle quali non sono stati effettuati altri trasferimenti ordinari. 4. In sintesi, negli ultimi tre concorsi per uditori, su un totale di magistrati reclutati, 618 sono stati destinati ad uffici giudiziari situati nelle quattro regioni del sud a maggior densità criminale (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia). Di questi, 244 sono stati destinati a uffici requirenti. In particolare negli anni che vanno dal 2004 al 2006, nei quali i predetti uditori hanno preso le funzioni, negli uffici requirenti calabresi, su un organico complessivo di 103 posti di sostituto nei due distretti (Reggio Calabria e Catanzaro), 65 posti sono stati coperti da uditori e solo 4 mediante trasferimento ordinario. Gli uffici cui è stato assegnati il maggior numero di uditori sono Reggio Calabria (13), Catanzaro (11), Cosenza (7), Locri (5), Palmi (6). Nello stesso periodo solo alla Procura di Reggio Calabria vi è stato un trasferimento a domanda. Nello stesso periodo, in Sicilia, su un organico complessivo di 231 sostituti suddiviso tra gli uffici di Procura dei quattro distretti (Palermo, Catania, Messina e Caltanissetta), 116 posti sono stati coperti da uditori e solo 11 con trasferimento ordinario. Gli uffici cui è stato assegnato il maggior numero di uditori sono Catania (16) Palermo (13), Caltanissetta (13), Agrigento (9), Siracusa (9), Trapani (8), Marsala (8), Termini Imerese (5). Nello stesso periodo i trasferimenti ordinari sono stati 1 alla Procura di Caltanissetta, 3 alla Procura di Catania e 7 alla procura di Palermo. 5. L entrata in vigore delle nuove norme ordinamentali ha comportato forti e prevedibili ripercussioni in materia di mobilità, dal momento che i magistrati di prima nomina non 115
116 possono essere assegnati a uffici requirenti e non possono svolgere funzioni giudicanti monocratiche penali. Sotto il primo profilo, nelle quattro regioni di interesse, si sono create rilevanti scoperture negli uffici di Procura, a cui si è tentato vanamente di far fronte con la modifica del regime delle sedi disagiate. Ripercussioni negative della nuova disciplina legislativa si sono avute anche nell organizzazione degli uffici giudicanti come si vedrà più avanti. I magistrati nominati con decreto ministeriale 6 dicembre 2007 sono stati i primi ad essere assegnati alle sedi sotto la vigenza delle nuove norme. La tabella che segue mostra il numero rilevante di assegnazioni nelle quattro regioni in esame. Da notare che la gran parte dei magistrati di prima nomina è stata destinata a coprire le vacanze delle sedi più piccole di ciascun distretto. Assegnazione sedi neo magistrati DM 6 dicembre 2007 Campania distretto Napoli totale posti 25 Giudice Tribunale Ariano Irpino 2 Giudice Tribunale Avellino 3 Giudice Tribunale Nola 5 Giudice lavoro Tribunale Nola 3 Giudice Tribunale S. Maria Capua Vetere 6 Giudice Tribunale S. Angelo dei Lombardi 3 Giudice Tribunale Torre Annunziata 2 Giudice lavoro Torre Annunziata 1 distretto Salerno totale posti 10 Giudice Tribunale Sala Consilina 7 Giudice Tribunale Vallo della Lucania 3 Puglia Distretto Bari totale posti 17 Giudice Tribunale minorenni Bari 1 Giudice Tribunale lavoro Bari 1 Giudice Tribunale Foggia 3 Giudice lavoro Foggia 3 Giudice Tribunale Trani 8 Giudice lavoro Trani 1 Distretto Lecce totale posti 6 Giudice Tribunale Brindisi 5 Giudice lavoro Brindisi 1 distretto Taranto totale posti 1 Giudice Tribunale Taranto 1 Calabria distretto Catanzaro totale posti 27 Giudice Tribunale Catanzaro 5 Giudice lavoro Catanzaro 1 Giudice Tribunale Crotone 6 Giudice lavoro Crotone 1 Giudice Tribunale Lamezia Terme 2 Giudice Tribunale Paola 3 Giudice lavoro Paola 1 Giudice Tribunale Vibo Valentia 8 distretto Reggio Calabria totale posti 16 Giudice Tribunale Locri 1 116
117 Giudice lavoro Locri 1 Giudice Tribunale Palmi 10 Giudice Tribunale Reggio Calabria 4 Sicilia distretto Caltanissetta totale posti 21 Giudice Tribunale Caltanissetta 12 Giudice Tribunale Enna 4 Giudice Tribunale Gela 3 Giudice Tribunale Nicosia 2 distretto Catania totale posti 9 Giudice Tribunale Caltagirone 3 Giudice Tribunale Modica 4 Giudice Tribunale Ragusa 2 distretto Messina totale posti 6 Giudice Tribunale Barcellona Pozzo di Gotto 2 Giudice Tribunale Messina 2 Giudice lavoro Messina 1 Giudice Tribunale Mistretta 1 distretto Palermo totale posti 17 Giudice Tribunale Agrigento 4 Giudice lavoro Agrigento 1 Giudice Tribunale Marsala 6 Giudice Tribunale Palermo 1 Giudice Tribunale Sciacca 1 Giudice Tribunale Termini Imerese 1 Giudice Tribunale Trapani 3 B. Sedi disagiate 1. La situazione degli organici degli uffici requirenti in generale, all esito della riforma ordinamentale che ha previsto l impossibilità di assegnare i magistrati di prima nomina agli uffici di procura, è particolarmente allarmante. In ragione di ciò il legislatore è intervenuto modificando la legge n. 133 del Le modifiche essenziali sono finalizzate a risolvere i problemi apertisi a seguito della citata modifica ordinamentale, che ha mutato radicalmente il sistema di mobilità dei magistrati con riferimento al tempo di permanenza nella prima sede (ormai dilatatosi a una media superiore ai 5 anni). Si è così puntato su incentivi di carriera ed economici per i magistrati che hanno già raggiunto la prima valutazione di professionalità. Connessa a tale ratio normativa è stata l eliminazione, tra i benefici di legge, di quello relativo alla prescelta assoluta nel successivo trasferimento dopo una permanenza quinquennale in sede disagiata. Tali modifiche, combinate con quelle ordinamentali di cui si è detto, hanno determinato numerose vacanze negli uffici di procura su tutto il territorio nazionale. Tale disagio ha ovviamente interessato con numeri ancor più allarmanti le regioni meridionali, con numerose sedi rimaste vacanti nonostante i concorsi approntati dal Consiglio negli anni Il nuovo regime giuridico delle sedi disagiate aveva come obiettivo quello di favorire anche successivamente alla introduzione del divieto di assegnazione dei magistrati di prima nomina alle Procure principalmente gli uffici requirenti delle regioni meridionali storicamente poco ambiti. 117
118 La tabella di seguito riportata, che riguarda le due pubblicazioni di sedi disagiate del maggio e del luglio 2009, mostra peraltro come tale obiettivo non è stato raggiunto. Pubblicazioni sedi disagiate (bandi 18 maggio 2009 e 24 luglio 2009) REGIONE CALABRIA REGIONE SICILIA Sede Funzioni Pubblicati Coperti Senza aspiranti o sa legittimati LOCRI S PALMI S CATANZARO S 3 3 CROTONE S 4 4 LAMEZIA TERME S 2 2 PAOLA S REGGIO CALABRIA SPM 1 1 VIBO VALENTIA S Senza aspiranti Sede Funzioni Pubblicati Coperti o sa legittimati AGRIGENTO S 1 1 BARCELLONA P.G. S 2 2 CALTANISSETTA S 4 4 CALTANISSETTA SPM 1 1 ENNA S 6 6 GELA S MARSALA S 1 1 NICOSIA S 2 2 PATTI S RAGUSA S 4 4 SCIACCA S 4 4 TERMINI IMERESE S TRAPANI S Per cercare di porre rimedio a tale situazione è, da ultimo, intervenuto il decreto legge 29 dicembre 2009, n. 193 (convertito con modifiche nella legge 18 febbraio 2010, n. 26) che ha previsto, in caso di mancata copertura dei posti nelle sedi indicate come disagiate, un meccanismo di copertura con trasferimenti di ufficio. La conseguente procedura è attualmente in corso e riguarda principalmente uffici di Procura situati in distretti del Sud. Infatti tra i primi 72 posti (64 sostituti e 8 giudici) individuati come disagiati dal Ministro con nota 17 marzo 2010, nell ambito del più ampio elenco sottopostogli dal Consiglio superiore, ben 57 si collochino nelle regioni interessate (30 sostituti + 4 giudici in Sicilia; 17 sostituti + 4 giudici in Calabria e 2 sostituti in Campania). C. Trasferimenti Si riporta qui, per mostrare la mobilità negli uffici giudiziari del Sud, il numero di magistrati trasferiti in entrata e di quelli trasferiti in uscita nonché la percentuale di ricambio nell ufficio nel periodo : 118
119 - per la Calabria l ufficio requirente con il maggior ricambio è stato quello di Rossano con il 150% (4 posti in organico, 3 entrati e 6 usciti nei sette anni), seguono Locri con 113% (organico 8, 9 entrati e 9 usciti), Palmi con 110% (organico 10, 9 entrati, 11 usciti), Paola e Vibo con il 100% (entrambe con 6 posti in organico), Catanzaro 89%, mentre gli uffici con minor ricambio sono stati Cosenza e Castrovillari che si assestano, comunque su un buon 75% di ricambio sulla pianta organica; per gli uffici giudicanti l ufficio con maggior ricambio è stato il Tribunale di Castrovillari con il 108% (14 entrati e 13 usciti su un organico di 13 unità) e il Tribunale di Lamezia Terme con il 108% (9 entrati e 13 usciti su un organico di 12); seguono Paola, Rossano e Palmi con il 100%. I Tribunali dei capoluoghi si collocano all 88% il Tribunale di Catanzaro (28 entrati, 27 usciti su un organico di 32) e al 68% il Tribunale di Reggio Calabria (24 entrati, 25 usciti su un organico di 37). L ufficio con minor ricambio è il Tribunale di Cosenza con il 58% (12 entrati e 12 usciti su un organico di 24 unità). - per la Campania le percentuali del turn over sono molto più basse anche se si registrano alcune punte: 100% ad Ariano Irpino (su un organico di 3, 6 sono entrati e 4 sono usciti), 100% a Sant Angelo dei Lombardi (organico 2), a Torre Annunziata (organico 13), a Sala Consilina (organico 2) ; - in Puglia risalta solamente il 106% di Foggia (organico 16, entrati 17, usciti 14); - in Sicilia quasi tutte la Procure si assestano tra l 80% e il 200% di turn over. Le punte sono Nicosia con 200% (organico 3, entrati 5, usciti 6; di fatto tutto l ufficio è cambiato due volte in sette anni); Caltanissetta, 138%, Modica 150%, Barcellona Pozzo di Gotto 140%. Fanno eccezione Messina, dove il ricambio è stato solo del 45% (organico 20), e Palermo, con il 64% (organico 64). 119
120 5. ORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI E TABELLE A. Le tabelle Il programma organizzativo degli uffici giudiziari, la cosiddetta tabella, ha sempre più assunto (oltre al fondamentale ruolo di attuazione del principio costituzionale dell individuazione del giudice naturale) una funzione pregnante sotto il profilo della gestione, costituendo un vero e proprio programma dettagliato, sulla base di analisi dei flussi di lavoro, con finalità tese alla migliore utilizzazione delle risorse disponibili nonché allo smaltimento degli arretrati eventualmente creati nel corso del tempo. Nel corso degli ultimi anni il Consiglio superiore ha dato sempre maggiore importanza alla materia. Sono stati, infatti, studiati e approfonditi in modo più specialistico gli istituti previsti per la gestione degli uffici, sicché la circolare, che a cadenza triennale, viene approvata per dare indicazioni cui i dirigenti degli uffici devono attenersi nel predisporre il programma organizzativo è divenuto un vero e proprio testo unico. Quanto ai programmi organizzativi delle regioni in esame, il primo elemento che balza evidente, con riferimento al triennio 2006/2008, è che l iter procedimentale, suddiviso in diverse autonome fasi, è stato particolarmente farraginoso sì da giungere alla fase finale, quella dell approvazione, a distanza di uno o due anni dalla predisposizione delle tabelle. Al proposito si ricorda che il procedimento tabellare prende impulso dall iniziativa del dirigente (il quale si avvale delle indicazioni dei magistrati dell ufficio espresse in apposite riunioni) e si traduce, poi, nella proposta del presidente della Corte di appello, comunicata a tutti i magistrati. Successivamente si apre la fase di valutazione del Consiglio giudiziario, che si conclude con la formulazione del parere, e, infine, si apre la fase conclusiva di competenza del Consiglio superiore, il quale approva o non approva la proposta tabellare. È solo l atto finale, di approvazione da parte del Consiglio Superiore, che conferisce tà al nuovo assetto organizzativo. Tale assetto è previsto per un triennio, scaduto il quale si procede all attivazione di altro procedimento teso a rinnovarlo per il successivo triennio. Qualora nel corso del triennio si manifestino esigenze che impongono modifiche (quali ad esempio quella di coprire posti vacanti o di assegnare nuovi magistrati) si procede seguendo lo stesso iter procedimentale, per poter ottenere un provvedimento finale di variazione tabellare. Il dato sopra richiamato è particolarmente rilevante se si considera che l assetto organizzativo acquista efficacia allorquando l iter procedimentale è concluso. Di talché un assetto organizzativo diviene esecutivo a distanza di circa due anni dall istruttoria effettuata. In altri termini, da una parte si è previsto l ausilio di strumenti e organi sempre più specialistici sì da acquisire e studiare dati al fine di adeguare l'organizzazione alle esigenze dell'ufficio (come la previsione delle Commissioni flussi, organo ausiliario del Consiglio giudiziario teso a raccogliere e analizzare i flussi statistici relativi alle pendenze e alla definizioni degli affari degli uffici), dall altra si adottano decisioni in un momento in cui i dati analizzati potrebbero essere anacronistici: anche alla luce della circostanza che nelle regioni esaminate le variazioni di organico sono cospicue. In diverse occasioni, poi, giunti alla fase finale quella di approvazione la pratica può avere un regresso, nel senso che il Consiglio può approvare l assetto organizzativo, ma formulando rilievi dando un termine al dirigente dell ufficio per adeguarsi. 120
121 Con le modifiche relative alla Circolare sulla formazione delle tabelle per il triennio 2009/2011 si sono snellite le procedure per ottenere più celermente interventi immediatamente e si è razionalizzata la trattazione delle pratiche, prevedendo termini di deposito del progetto organizzativo a cadenze temporali diverse in ragione della dimensione dell ufficio (termine più breve per gli uffici sotto le 10 unità; termine intermedio per gli uffici di medie dimensioni, 40 unità; termine più ampio per gli uffici di grosse dimensioni). La finalità (e la ragionevole previsione) è quella di migliorare la situazione in termini di efficienza. Ciò premesso, è utile evidenziare la tempistica dell iter procedimentale nelle singole regioni a partire dal triennio Campania Per quanto riguarda i progetti organizzativi degli uffici giudicanti del distretto di Napoli solo 1 è stato approvato in prima battuta; altri 4 hanno avuto una delibera di parziale approvazione con rinvio al dirigente dell ufficio per integrazione del progetto originario, il che ha determinato un regresso e una ripartenza dell iter procedimentale; 1 non è stato approvato; gli altri 5 sono stati definiti nel corso del successivo triennio. Per gli uffici requirenti su 10, tre sono stati approvati, gli altri sono giunti al successivo triennio. Per gli uffici giudicanti del distretto di Salerno si registra che su 7 uffici solo 1 ha avuto approvazione in prima battuta, mentre per 1 è stato necessario un regresso essendo stato approvato parzialmente e con indicazione di precisi rilievi l assetto organizzativo; per altri 2 vi è stata approvazione dopo integrazione del dirigente dell ufficio a seguito di delibera consiliare di parziale approvazione; per i rimanenti 3 la definizione si è avuta nel successivo triennio. Circa gli uffici requirenti solo 1 su 6 è stato approvato, gli altri sono giunti al successivo triennio. Puglia Per quanto riguarda i progetti organizzativi degli uffici giudicanti del distretto di Bari solo 1 è stato approvato in prima battuta; 1 ha avuto una delibera di parziale approvazione con rinvio al dirigente dell ufficio per integrazione del progetto originario, il che ha determinato un regresso ed una ripartenza dell iter procedimentale; 1 è stato approvato a seguito di integrazione. Gli altri 4 sono stati definiti nel corso del successivo triennio. Discorso analogo per i 6 uffici requirenti, solo 1 approvato. Per gli uffici giudicanti del distretto di Lecce si registra che su 9 uffici 7 hanno avuto approvazione in prima battuta, mentre per gli altri 2 è stato necessario un regresso essendo stato approvato parzialmente e con indicazione di precisi rilievi l assetto organizzativo. Circa gli uffici requirenti solo 6 su 7 sono stati approvati, l altro è giunto al successivo triennio. Calabria Per quanto riguarda i progetti organizzativi degli uffici giudicanti del distretto di Reggio solo 1 è stato approvato in prima battuta mentre gli altri 5 hanno avuto una delibera di parziale approvazione con rinvio al dirigente dell ufficio per integrazione del progetto originario, il che ha determinato un regresso ed una ripartenza dell iter procedimentale. Discorso diverso per i 5 uffici requirenti, tutti approvati. Per gli uffici giudicanti del distretto di Catanzaro si registra che su 11 uffici solo 4 hanno avuto approvazione in prima battuta, mentre per gli altri 7 è stato necessario un regresso essendo stato approvato parzialmente e con indicazione di precisi rilievi l assetto 121
122 organizzativo. In un caso (tribunale di Catanzaro), dopo ulteriore delibera con formulazione di rilievi, a seguito della proposta di integrazione (in altri termini al terzo esame) il Consiglio non ha approvato il settore penale (i rilievi hanno riguardato essenzialmente la distribuzione dell organico tra civile e penale, in tale ultimo settore tra sezione dibattimentale e sezione gip: a fronte di un calo degli affari dibattimentali e di un aumento degli affari del gip distrettuale non si è inteso adottare un assetto adeguato alle esigenze). Meno problemi per gli uffici requirenti, salvo la procura del capoluogo del distretto, che ha visto spesso magistrati avanzare osservazioni in ordine all assegnazione dei magistrati ai gruppi. Sicilia Per quanto riguarda i progetti organizzativi degli uffici giudicanti del distretto di Caltanissetta su 7, 4 sono stati approvati in prima battuta; 2 hanno avuto una delibera di parziale approvazione con rinvio al dirigente dell ufficio per integrazione del progetto originario, il che ha determinato un regresso ed una ripartenza dell iter procedimentale; 1 è stato approvato a seguito di integrazione della originaria proposta del dirigente a seguito di rilievi formulati dal Consiglio. Discorso diverso per i 6 uffici requirenti, tutti approvati. Per gli uffici giudicanti del distretto di Catania si registra che su 8 uffici 6 hanno avuto approvazione in prima battuta, mentre per gli altri 2 è stato necessario un regresso essendo stato approvato parzialmente e con indicazione di precisi rilievi l assetto organizzativo. Circa gli uffici requirenti 7 su 7 sono stati approvati. Per gli uffici giudicanti del distretto di Messina si registra che su 7 uffici 4 hanno avuto approvazione in prima battuta, per 1 è stato necessario un regresso essendo stato approvato parzialmente e con indicazione di precisi rilievi l assetto organizzativo; gli altri 2 sono stati definiti nel corso del successivo triennio. Circa gli uffici requirenti 4 su 6 sono stati approvati, mentre gli altri 2 sono giunti al successivo triennio. Per gli uffici giudicanti del distretto di Palermo si registra che su 9 uffici 5 hanno avuto approvazione in prima battuta, per 4 è stato necessario un regresso essendo stato approvato parzialmente e con indicazione di precisi rilievi l assetto organizzativo. Circa gli uffici requirenti 8 su 7 sono stati approvati, mentre 1 è è giunto al successivo triennio. B. Ripartizione organico tra civile e penale Il primo elemento contenutistico che emerge dall esame delle tabelle è relativo alla suddivisione dell'organico degli uffici giudicanti tra il settore civile e il settore penale. Nelle regioni considerate l ambito penalistico assorbe parte notevole dell organico, incidendo pesantemente sulle unità da destinare al settore civile. La circostanza è frutto di diversi ordini di fattori. Da una parte incide il regime delle incompatibilità proprie del codice di rito penale, sicché per affrontare un singolo procedimento, e le sue fasi e subfasi, è necessario predisporre unità addette all ufficio del giudice delle indagini preliminari, unità addette al dibattimento, unità addette al tribunale del riesame, unità addette al tribunale delle misure di prevenzione. Dall atra emerge che nelle regioni in questione notevoli sono i processi di criminalità organizzata, spesso riguardanti numerosi indagati per numerose e complesse imputazioni, ovvero processi di competenza della corte di assise. Tali processi, cd maxi, impegnano unità che per un lungo periodo sono totalmente assorbite da uno o più processi, magari per centinaia di udienze da trattare in tempi contingentati in conseguenza dei termini di custodia cautelare. Queste esigenze probabilmente pesano sulle unità da destinare al 122
123 settore civile e al settore lavoro e previdenza (settori che per i quali i flussi statistici evidenziano un certo affanno). Così come emerge una tendenza a sottovalutare le sezioni distaccate, che a volte producono un rilevante carico di lavoro ma a cui è assegnato un numero di magistrati, spesso in coassegnanzione con la sede centrale, non sufficiente alle necessità, in modo da consentire un utilizzo dei giudici onorari in modalità esorbitante rispetto alle previsioni di legge. La situazione nelle diverse regioni è la seguente. Campania La Corte di appello di Napoli ha in organico 67 magistrati al civile e 48 al penale; quella di Salerno 16 al civile e 11 al penale. Il tribunale di Napoli ha un organico con 152 magistrati al civile e 137 al penale (altri 50 suddivisi tra le 8 sezioni distaccate); il tribunale di Ariano Irpino 20 al settore promiscuo; il tribunale di Avellino 16 al civile e 12 al penale (altri 2 alla sezione distaccata); il tribunale di Benevento 19 al civile e 11 al penale; il tribunale di Nocera Inferiore 12 al civile e 12 al penale; il tribunale di Nola 33 al civile e 22 al penale; il tribunale di Sala Consilina 10 alla sezione promiscua; il tribunale di Salerno 28 al civile 30 al penale (19 alle sezioni distaccate); il tribunale di Santangelo dei Lombardi 7 alla sezione promiscua; il tribunale di Santa Maria Capua Vetere 32 al civile e 40 al penale (altri 20 alle sezioni distaccate); il tribunale di Torre Annunziata 18 al penale e 18 al civile (altri 11 alle sezioni distaccate); il tribunale di Vallo della Lucania 7 alla sezione promiscua. Puglia La Corte di appello di Bari ha in organico 24 magistrati al civile e 22 al penale; quella di Lecce 14 al civile, 3 al settore promiscuo e 8 al penale, mentre la Sezione distaccata di Taranto 5 al penale e 5 al civile. Il tribunale di Bari ha un organico con 36 magistrati al civile e 38 al penale (altri 10 magistrati distribuiti nelle 7 sedi distaccate); il tribunale di Brindisi 15 al civile e 16 al penale; il tribunale di Foggia 20 al civile e 19 al penale (altri 5 magistrati distribuiti nelle sedi distaccate); il tribunale di Lecce 24 al civile e 26 al penale (altri 6nelle sedi distaccate); il tribunale di Lucera 7 al civile e 2 al penale e 5 al settore promiscuo; il tribunale di Taranto 27 al civile e 23 al penale (altri 6 nelle sedi distaccate); il tribunale di Trani 9 al civile, 10 al penale e 7 al settore promiscuo (altri 8 magistrati distribuiti nelle 6 disagiate). Calabria La Corte di appello di Catanzaro ha in organico 17 magistrati al civile e 12 al penale, quella di Reggio 7 al civile e 14 al penale. Il tribunale di Catanzaro ha un organico con 17 magistrati al civile e 20 al penale (1 al civile alla sede distaccata di Chiaravalle); il tribunale di Crotone 10 al civile e 8 al penale; il tribunale di Cosenza 17 al civile e 16 al penale; il tribunale di Lamezia Terme 8 al civile e 7 al penale; il tribunale di Paola 8 al civile e 3 al penale e 6 al settore promiscuo; il tribunale di Rossano 8 al civile e 7 al penale; il tribunale di Vibo Valentia 9 al civile 6 al penale (1 alla sede distaccata d Tropea); il tribunale di Locri 12 al civile e 10 al penale; il tribunale di Palmi 13 al penale e 7 al civile. Sicilia La Corte di appello di Caltanissetta ha in organico 6 magistrati al civile e 8 al penale; quella di Catania 24 al civile e 20 al penale; quella di Messina 10 al civile e 8 al penale; quella di Palermo 25 al civile e 27 al penale. Il tribunale di Agrigento ha un organico con
124 magistrati al civile e 22 al penale (altri 15 tra le 2 sezioni distaccate); il tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto 10 al civile e 8 al penale; il tribunale di Caltagirone 10 al civile e 2 al penale; il tribunale di Caltanissetta 12 al civile e 16 al penale; il tribunale di Catania 41 al civile e 51 al penale (altri 18 tra le sezioni distaccate); il tribunale di Enna 10 al settore promiscuo; il tribunale di Gela 6 al civile e 6 al penale; il tribunale di Marsala 10 al civile 12 al penale (3 alle sedi distaccate); il tribunale di Messina 21 al civile e 26 al penale; il tribunale di Modica 8 al settore promiscuo; il tribunale di Mistretta 5 al settore promiscuo; il tribunale di Nicosia 7 al settore promiscuo; il tribunale di Palermo 43 al penale e 70 al civile (altri 18 tra le sezioni distaccate); il tribunale di Patti 4 al civile 5 al settore promiscuo 1 al penale; il tribunale di Ragusa 6 al civile, 7 al penale; il tribunale di Sciacca 9 al settore promiscuo; il tribunale di Siracusa 16 al civile 16 al penale (altri 18 tra le sezioni distaccate); il tribunale di Termini Imese 10 al civile, 8 al penale (altri 18 tra le sezioni distaccate); il tribunale di Trapani 11 al civile, 16 al penale. C. Profili critici più significativi 1. L esame delle tabelle consente anche l individuazione di alcuni punti di sofferenza emersi in specifici uffici: a) negli ultimi anni i progetti organizzativi si sono, anche grazie al lavoro svolto dai Consigli giudiziari, sempre più perfezionati nella loro struttura. Tuttavia ci sono aspetti deficitari sotto il profilo delle rimozioni delle ultradecennalità dei magistrati nei medesimi uffici. Infatti i progetti al vaglio dell organo di autogoverno hanno visto sovente, in tutte e quattro le regioni, reiterati rilievi in tal senso per la ritrosia a consentire un mutamento di posizione tabellare del magistrato, auspicata proprio al fine di consentire una formazione completa e, allo stesso tempo, per evitare sovraesposizioni. L'istituto, già disciplinato in sede di normativa secondaria, ha trovato più restrittiva disciplina nell ambito del decreto legislativo n. 160/2006. Di talché, il regolamento conseguente (approvato dall assemblea plenaria del CSM su proposta della VII Commissione), ha disciplinato l istituto con modalità più aderenti al dettato normativo primario; b) altro aspetto rilevato negli uffici delle quattro regioni attiene la situazione di organico delle sezioni distaccate, che sovente vedono un rapporto carico di lavoro / organico più gravoso rispetto alla sede centrale. Inoltre è frequente il rilievo che, nella copertura dei posti in organico, non sempre si tiene conto delle sezioni distaccate e si da prevalenza alle esigenze della sede centrale; c) collegata alla situazione delle sedi distaccate è la questione dell utilizzo dei magistrati onorari. Infatti le carenze di organico sono spesso ovviate con utilizzo dei giudici onorari di tribunale (GOT). All utilizzo dei GOT, in verità, si fa ricorso a piene mani anche nelle sedi centrali e a volte in modalità che il Consiglio superiore non ha mancato di censurare, in quanto, seppur in vigenza di un divieto di legge di ruolo autonomo del giudice onorario, questi viene utilizzato sostanzialmente a tempo pieno; d) capitolo a parte, circa l utilizzo dei giudici onorari, merita l utilizzo dei giudici onorari aggregati (GOA). Si tratta di una figura di giudice onorario prevista, in via temporanea, per smaltire l arretrato del settore civile all indomani dell introduzione del giudice unico. In sostanza sin dal 1999 sono state istituite le cd sezioni stralcio con il compito di definire le cause civili di vecchio rito. Evidentemente si tratta di cause risalenti. Ebbene oggi, specie nei tribunali delle regioni in questione, gli incarichi sono scaduti ma sono rimaste delle pendenze di questi procedimenti di vecchio rito, il che comporta scelte organizzative tese a definire un arretrato risalente senza che si possano pregiudicare altri settori, di per sé in sofferenza; 124
125 e) altro aspetto rilevante riguarda il settore penale e attiene l incremento del carico di lavoro delle sezioni dei giudici delle indagini preliminari, così come del tribunale distrettuale del riesame, cui corrisponde un decremento dell attività del dibattimento collegiale. Il dato è facilmente spiegabile atteso che le quattro regioni dispongono di procure distrettuali antimafia particolarmente impegnate, che producono non poco lavoro per il corrispondente ufficio del giudice delle indagini. Così sono in aumento le definizioni dei procedimenti dinanzi al giudice dell udienza preliminare. 2. Le problematiche emerse nelle diverse regioni sono le seguenti. Campania Quanto ai rilievi formulati in ordine agli uffici giudicanti è ricorrente la problematica derivante dalla non corretta distribuzione dell organico tra civile e penale in relazione al carico di lavoro, la carenza di criteri di assegnazione degli affari obiettivi e predeterminati riguardo alcuni circoscritti settori; la problematica della permanenza decennale negli uffici da parte dei magistrati, nonché dall utilizzo dei got in modalità corrette (spesso hanno ruoli autonomi, a volte trattano materie di esclusiva competenza dei togati). Vi è la tendenza a trascurare la copertura delle sedi distaccate di tribunale. Puglia Quanto ai rilievi formulati in ordine agli uffici giudicanti è ricorrente la problematica derivante dalla permanenza decennale negli uffici da parte dei magistrati, nonché dall utilizzo dei got in modalità corrette (spesso hanno ruoli autonomi, a volte trattano materie di esclusiva competenza dei togati). Il problema della copertura delle sedi distaccate di tribunale è particolarmente sentito essendone presenti numerose. Calabria Quanto ai rilievi formulati in ordine agli uffici giudicanti è anche qui ricorrente la problematica derivante dalla permanenza decennale negli uffici da parte dei magistrati, nonché dall'utilizzo in modalità corrette dei GOT (che spesso hanno ruoli autonomi e a volte trattano materie di esclusiva competenza dei togati). Vi è, inoltre, la tendenza a trascurare la copertura delle sedi distaccate di tribunale. Sicilia Quanto ai rilievi formulati in ordine agli uffici giudiziari giudicanti è ricorrente la problematica derivante dalla permanenza decennale negli uffici da parte dei magistrati, la carenza di criteri di assegnazione degli affari obiettivi e predeterminati riguardo alcuni circoscritti settori, il sottodimensionamento dell organico della sezione GIP rispetto alle previsioni di circolare, nonché dall utilizzo dei got in modalità corrette (spesso hanno ruoli autonomi, a volte trattano materie di esclusiva competenza dei togati). Vi è la tendenza a trascurare la copertura delle sedi distaccate di tribunale. 125
126 D. Rapporto tra Procure e Direzioni distrettuali antimafia 1. Circa le procure di queste quattro regioni merita di essere sottolineato l assorbimento di notevoli risorse da parte delle Direzioni distrettuali antimafia (DDA) che come noto sono insediate presso le procure del capoluogo del distretto. L organizzazione del lavoro delle DDA è particolare e richiede tempi più lunghi per la istruzione di procedimenti rispetto a quelli delle procure ordinarie, trattandosi di procedimenti relativi in genere a numerosi indagati per numerose imputazioni, spesso connesse. Inoltre la comprensione del fenomeno criminale, oggetto delle indagini della struttura suddetta, richiede tempi lunghi per l approfondimento delle dinamiche associative che connotano sovente l attività illecita. Per questo la struttura non è una articolazione isolata, ma è particolarmente rilevante il coordinamento con gli uffici ordinari, sancito da i protocolli di intesa tra procura ordinaria e DDA, così come il coordinamento con le DDA dei distretti limitrofi (spesso infatti sono emersi collegamenti tra diverse realtà criminali di diversi territori). Le esigenze di coordinamento sono testimoniate dalle numerose applicazioni di magistrati della procura ordinaria per singoli procedimenti (ai sensi dell art. 70 bis ordinamento giudiziario). Ulteriore aspetto relativo alle applicazioni alle DDA riguarda l utilizzo dei magistrati che hanno terminato l incarico presso la detta struttura (incarico che non può superare i 10 anni all esito delle riforme del 2006; il precedente regime prevedeva un limite di 8 anni). Negli anni presi in esame sono risultate ricorrenti le applicazioni dei magistrati che avevano terminato l incarico. La circostanza si può spiegare con la necessità di salvaguardare l esperienza e il patrimonio di conoscenze acquisite per portare a termine complesse indagini. Il nuovo regime normativo, conseguente alle recenti riforme, rende più difficile un continuativo utilizzo dei magistrati che hanno terminato l incarico, il che probabilmente consentirà di rivolgere particolare cura all inserimento nelle DDA del nuovo disegnato, magari con un affiancamento del subentrante all uscente per un congruo periodo. 2. Dall analisi dei dati emerge, con riferimento alle singole regioni, quanto segue. Campania In ordine agli uffici di procura avente sede nei capoluoghi di distretto è da osservare che rilevanti risorse di personale sono destinate alle Direzioni distrettuali antimafia. In particolare a Napoli su un organico di 117 magistrati (tra cui 1 Procuratore e 9 Aggiunti), 24 sono addetti alla DDA. A Salerno su di un organico di 33 magistrati (tra cui 1 Procuratore e 3 Aggiunti), 8 sono addetti alla DDA. In entrambe le procure si registrano applicazioni ex art. 70 bis ordinamento giudiziario di magistrati del settore ordinario o di altri circondari alla DDA relative a singoli procedimenti. Puglia 126
127 A Bari su un organico di 32 magistrati (tra cui 1 Procuratore e 3 Aggiunti), 11 sono addetti alla DDA. A Lecce su un organico di 21 magistrati (tra cui 1 Procuratore e 2 Aggiunti), 5 sono addetti alla DDA. In entrambe le procure si registrano applicazioni ex art. 70 bis ordinamento giudiziario Calabria A Reggio Calabria su un organico di 28 magistrati (tra cui 1 Procuratore e 3 Aggiunti), 10 sono addetti alla DDA. A Catanzaro su di un organico di 21 magistrati (tra cui 1 Procuratore e 2 Aggiunti), 8 sono addetti alla DDA. In entrambe le procure si registrano applicazioni alla DDA, ex art. 70 bis ordinamento giudiziario, di magistrati del settore ordinario (spesso al termine del periodo massimo di permanenza) relative a singoli procedimenti, con pesanti ricadute per la procura ordinaria (non sempre ad organico pieno). Sicilia A Caltanissetta su un organico di 19 magistrati (tra cui 1 Procuratore e 2 Aggiunti), 7 sono addetti alla DDA; a Catania su un organico di 46 magistrati (tra cui 1 Procuratore e 5 Aggiunti), 15 sono addetti alla DDA; a Messina su un organico di 24 magistrati (tra cui 1 Procuratore e 3 Aggiunti), 7 sono addetti alla DDA; a Palermo su un organico di 72 magistrati (tra cui 1 Procuratore e 7 Aggiunti), 26 sono addetti alla DDA. Si registrano anche qui applicazioni ex art. 70 bis ordinamento giudiziario. E. Il triennio I dati aggiornati relativi al triennio 2009/2011 consentono di verificare come le procedure inerenti gli uffici giudicanti si sono effettivamente velocizzate. Tuttavia il meccanismo di nuova istituzione dovrà essere ulteriormente affinato per ottenere l approvazione dei criteri organizzativi in tempi più rapidi, ossia a inizio triennio. Infatti, come risulta dai prospetti di seguito riportati, a circa un terzo del periodo di vigenza, non tutti gli uffici sono stati esaminati e valutati. Il dato non deve essere letto in chiave del tutto negativa dal momento che si deve considerare che questo è il primo triennio dopo l entrata in vigore delle riforme ordinamentali. In particolare è stato impiegato più tempo del dovuto da parte dei consigli giudiziari, che in virtù delle modifiche ordinamentali hanno dovuto modificare il proprio regolamento e hanno dovuto, nella nuova composizione, nominare le nuove Commissioni flussi. Altro aspetto che ha determinato un lieve ritardo sta nella mancanza, a inizio triennio, di dirigenti in numerosi uffici a causa della entrata in vigore della normativa sulla temporaneità delle funzioni. La normativa in realtà ha disciplinato l ipotesi, prevedendo che fosse il il vicario a provvedere in tali casi a predisporre il programma organizzativo (salva la facoltà del nuovo dirigente, nel frattempo destinato all'ufficio, di confermare o apportare variazioni in un periodo congruo), ma il dirigente perdente posto non sempre ha ottemperato nel rispetto della tempistica indicata dalla normativa secondaria. 127
128 In linea di massima le principali disfunzioni del precedente triennio sono state superate ma alcuni problemi restano aperti. In particolare: a) i rilievi circa la distribuzione dell organico tra settore civile e settore penale sono diminuiti grazie al lavoro delle Commissioni flussi (ormai operanti a regime) e al fatto che i pareri dei Consigli giudiziari, completi di relazione sui flussi e sulle pendenze, hanno per lo più indotto i dirigenti, oggetto di rilievi critici in sede locale, a modificare i propri progetti prima di chiederne l approvazione al Consiglio superiore; b) è in gran parte venuto meno, in conseguenza della modifica legislativa sul punto, il ricorrente rilievo relativo alla permanenza ultradecennale del magistrato nella medesima posizione tabellare. Inoltre la materia ha avuto una disciplina attuativa in apposito regolamento di attuazione del dettato legislativo deliberato dal Consiglio il 13 marzo 2008; c) il principale elemento da riscontrare, nella materia organizzativa, sarà quello conseguente alle modifiche legislative inerenti l assegnazione dei magistrati di nuova nomina, per quanto attiene il settore penale, a uffici giudicanti in composizione collegiale. Ciò ha creato non pochi problemi organizzativi in numerosi tribunali di piccole dimensioni delle regioni meridionali che qui interessano. Infatti alcuni uffici hanno visto una copertura dell organico pari ad oltre il 50% con magistrati di prima nomina, circostanza che in uffici con organico al di sotto delle 10 unità ha creato evidenti difficoltà nel settore penale. Un esempio significativo è quanto accaduto al tribunale di Sala Consilina che, su un organico di 11 giudici, ha avuto assegnati 6 magistrati di prima nomina. In situazioni del genere è evidente che il modello organizzativo teso a una tendenziale specializzazione, foriera di risultati anche in termini di produttività, deve lasciare il passo ad assegnazioni di tipo promiscuo; d) sempre in tale materia, alcuni rilievi sono emersi con riferimento alla assegnazione dei magistrati, specie quelli di prima nomina, a sezioni diverse da quelle competenti nel settore in base al quale era stato impostato il tirocinio del magistrato. Sul punto il Consiglio è intervenuto con tempestività al fine di ovviare alle conseguenti disfunzioni. 2. Nelle tabelle che seguono si evidenzia lo stato dell iter di approvazione dei progetti organizzativi al 31 dicembre Campania Tabelle uffici giudicanti Trasmesse dagli uffici Deliberate dal plenum Deliberate dalla Commissione All'ODG di Commissione Distretto di Napoli Distretto di Salerno Totale regione Percentuale rispetto al totale 68% 50% Puglia Tabelle uffici giudicanti Trasmesse dagli uffici Deliberate dal plenum Deliberate dalla Commissione All'ODG di Commissione 128
129 Distretto di Bari Distretto di Lecce Totale regione Percentuale rispetto al totale 60% 25% Calabria Tabelle uffici giudicanti Trasmesse dagli uffici Deliberate dal plenum Deliberate dalla Commissione All'ODG di Commissione Distretto di Reggio Calabria Distretto di Catanzaro Totale regione Percentuale rispetto al totale 67% 33% Sicilia Tabelle uffici giudicanti Trasmesse dagli uffici Deliberate dal plenum Deliberate dalla Commissione All'ODG di Commissione Distretto di Caltanissetta Distretto di Catania Distretto di Messina Distretto di Palermo Totale regione Percentuale rispetto al totale 87% 56% F. Situazione Uffici requirenti (triennio ) 129
130 Per gli uffici requirenti il triennio 2009/2011 presenta una situazione del tutto nuova sotto il profilo dell organizzazione. Infatti le modifiche ordinamentali che hanno riguardato l ufficio di procura hanno imposto una diversa disciplina sganciata dalla materia tabellare. Il procedimento è molto più snello e non necessita di approvazione da parte del Consiglio superiore, che ne prende atto e ne tiene conto ai fini della valutazione dell operato del dirigente. Già il 12 luglio 2007 il Consiglio superiore, sulla scorta di una sintetica rassegna degli interventi normativi e paranormativi, ha dettato una prima risoluzione individuando alcune linee guida e di indirizzo per gli uffici di Procura, che costituiscono soltanto alcune prime indicazioni in punto di assegnazione dei procedimenti e per il compimento di atti singoli, nonché in relazione ai poteri del Procuratore di impartire direttive e criteri ai sostituti, di revocare l assegnazione e, più in generale, in tema di passaggi e modalità procedurali attinenti alla formazione dei progetti organizzativi. Successivamente la legge 30 luglio 2007 n. 111, recante modificazioni alle norme sull ordinamento giudiziario, ha inciso ancora in maniera significativa su alcuni tratti fisionomici dell organo d accusa, coinvolgendo il ruolo del pubblico ministero nel meccanismo della temporaneità di funzioni. Nello specifico, il riferimento è al nuovo art. 19 del D.lgs n. 106 del 20 febbraio 2006, introdotto dal comma 5 dell art. 2 della legge n. 111, il quale limita la permanenza dei magistrati del pubblico ministero all interno dei gruppi di lavoro ad un periodo massimo compreso tra i cinque e i dieci anni. L innovazione ha comportato, pertanto, consequenziali proiezioni sul piano organizzativo così che il dirigente di ogni Procura, nell assetto che intende dare al proprio ufficio, deve necessariamente tenerne conto, assicurando che, alla scadenza del decennio di permanenza in un gruppo di lavoro, venga operata la migrazione del magistrato interessato con le forme e nei termini dettati dal comma 2-bis dell art. 19 del decreto legislativo n. 160 o, se del caso, dalla disciplina transitoria di cui all art. 5 del Regolamento sui termini massimi di permanenza negli incarichi. La fonte normativa primaria da cui siffatti adempimenti promanano ed il conseguente dovere per il Procuratore della Repubblica di ottemperarvi comportano che al Consiglio superiore debba riconoscersi un corrispondente potere di verifica e di eventuale indirizzo adeguativo, laddove i termini organizzativi adottati non appaiano conformi ai precetti di legge. In sostanza si è imposta una nuova risoluzione atta a disciplinare l organizzazione degli uffici di procura, intervenuta nel luglio La risoluzione rappresenta, dunque, da un lato, un secondo momento di riflessione rispetto alla prima risoluzione del luglio 2007 dal carattere ugualmente orientativo in punto di organizzazione degli uffici del pubblico ministero; dall altro, ne costituisce un integrazione anche quale necessario portato di una lettura complessiva delle nuove norme sul tema in oggetto, alla luce dei principi posti a presidio dell autonomia e dell indipendenza del singolo magistrato (art. 101 Cost.) e del trasparente e buon funzionamento degli uffici requirenti medesimi (art. 97 Cost.). È proprio alla luce dei ricordati principi costituzionali e in progressione d intenti con il primo intervento consiliare in tema di organizzazione degli uffici del pubblico ministero che il Consiglio ha offerto ulteriori linee guida ai rispettivi dirigenti, ferma restando in capo ad essi, comunque, la potestà di organizzare le strutture da loro dirette secondo le modalità ritenute più opportune, purché conformi alle prescrizioni di legge e in vista del conseguimento dei risultati che la legge stessa impone, nonché di quegli altri ritenuti meritevoli di attenzione nello specifico dei singoli uffici. Tale modifiche normative, hanno determinato un rallentamento del procedimento teso a ottenere l organizzazione dei singoli uffici. Le tabelle riassuntive di seguito riportate registrano un certo ritardo rispetto agli uffici giudicanti ma si deve tener conto che solo a luglio 2009 si è avuto un orientamento preciso circa le linee guida. 130
131 Dai primi programmi organizzativi risulta, a volte, una trattazione del punto inerente l utilizzo delle risorse disponibili non adeguatamente approfondita. Campania Progetti Organizzativi e relative modifiche Deliberate dal trasmesse dagli Uffici dopo PLENUM il decreto legislativo 106 del All'ODG di COMMISSIONE Distretto di Napoli Distretto di Salerno Totale regione Puglia Progetti Organizzativi e relative modifiche Deliberate dal trasmesse dagli Uffici dopo PLENUM il decreto legislativo 106 del All'ODG di COMMISSIONE Distretto di Bari Distretto di Lecce Totale regione Calabria Progetti Organizzativi e relative modifiche Deliberate dal trasmesse dagli Uffici dopo PLENUM il decreto legislativo 106 del All'ODG di COMMISSIONE Distretto di Reggio Calabria Distretto di Catanzaro Totale regione Sicilia Progetti Organizzativi e relative modifiche Deliberate dal trasmesse dagli Uffici dopo PLENUM il decreto legislativo 106 del All'ODG di COMMISSIONE Distretto di Caltanissetta
132 Distretto di Catania Distretto di Messina Distretto di Palermo Totale regione
133 6. LE PATOLOGIE DEL SISTEMA A. Le incompatibilità parentali Dall'esame del dato numerico relativo al monitoraggio delle possibili incompatibilità parentali ai sensi degli artt. 18 e 19 dell ordinamento giudiziario (conseguente alla delibera dell assemblea plenaria del 4 dicembre 2003) emerge un maggior numero di dichiarazioni positive nelle quattro regioni oggetto della analisi, rispetto alle restanti regioni. In altri termini i magistrati campani, pugliesi, calabresi e siciliani hanno fatto un numero di dichiarazioni positive sensibilmente maggiore di quelli delle altre regioni. Secondo le piante organiche, infatti, i magistrati delle 4 regioni in esame sono il 36,8% del totale, mentre le dichiarazioni positive ex art. 18 (potenziale incompatibilità con congiunto avvocato) sono intorno al 45,2% e quelle ex art. 19 (potenziale incompatibilità con congiunto magistrato) il 43,42% del totale. Altrettanto è a dirsi con riferimento alle aperture di pratiche di trasferimento che in 20 casi su 42 (e, dunque, nel 47,61%) riguardano magistrati in servizio in una delle quattro regioni interessate (mentre solo 2 su 6 dei magistrati trasferiti, e cioè il 33,3% operano in una di dette realtà). Il dato relativo alle regioni qui in esame, pur nella sua parziale diversità da quello nazionale, conferma il trend di un numero estremamente ridotto di situazioni di incompatibilità accertate pur a fronte di ben dichiarazioni potenzialmente positive su una platea di meno di magistrati effettivamente in servizio. Prospetto dichiarazioni di potenziale incompatibilità (periodo 1 gennaio dicembre 2009) articolo 18 articolo 19 dato nazionale Bari Caltanissetta Catania Catanzaro Lecce Messina Napoli Palemo Reggio Calabria Salerno Totale A titolo di comparazione si consideri che le dichiarazioni rese presso la Corte di appello di Roma sono rispettivamente 378 e 237, quelle di Milano 379 e 172, quelle di Brescia 64 e 53, quelle di Bologna 172 e 77, quelle di Ancona 94 e
134 Delle 42 procedure ex articolo 18 e 19 aperte nei 6 anni di riferimento, 20 riguardano magistrati operanti nelle regioni oggetto dell'analisi (2 a Caltanissetta, 5 a Napoli, 6 a Lecce, 4 a Palermo, 2 a Messina, 1 a Salerno) a fronte di 22 operanti nelle altre regioni (2 a Potenza, 2 a Perugia, 1 a Firenze, 1 a Genova, 2 a Torino, 5 a Milano, 1 a Cagliari, 1 a Bologna, 5 a Roma, 1 a Campobasso, 1 a Trento). All esito della relativa procedura sono stati disposti solo 6 trasferimenti di ufficio, mentre 28 procedure sono state archiviate * e 8 sono tuttora pendenti. Dei 6 trasferimenti disposti solo 2 riguardano magistrati operanti in realtà del Sud (1 a Lecce e 1 a Napoli). * Una parte considerevole di archiviazioni è stata disposta all esito di trasferimento a domanda del magistrato interessato o, nelle grandi sedi, di variazioni tabellari che diversificando i settori di attività dei congiunti hanno fatto venir meno la situazione di incompatibilità. 134
135 B. Le incompatibilità ambientali e i conflitti tra uffici 1. Le pratiche aperte ai sensi dell articolo 2 legge guarentigie, con contestazione formulata in ossequio al punto 3 lettera B della delibera 18 dicembre 1991 (applicazione della procedura dell art. 2 legge guarentigie), negli anni sono state 59. Di queste, 23 (38,98%) riguardano magistrati operanti in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Il dato numerico è in linea con le percentuali di organico delle 4 regioni. Tali pratiche si sono concluse in 5 casi con il trasferimento di ufficio, in 9 casi con la presa d atto dell avvenuto trasferimento preventivo a domanda dell interessato, in 5 casi con la presa d atto del collocamento a riposo a richiesta dell interessato, in 4 casi con l archiviazione (per lo più accompagnata con la trasmissione degli atti ai titolari dell azione disciplinare). Le procedure hanno riguardato in 5 casi dirigenti di uffici e in 4 casi titolari di uffici semidirettivi. Quanto alla tipologia, in 5 casi sono state contestate incapacità gestionali ai dirigenti e semidirigenti (2 archiviazioni per cessata appartenenza all ordine giudiziario, 1 archiviazione per avvenuto trasferimento in prevenzione, 2 trasferimenti); in due casi sono state contestate interferenze nei confronti di colleghi (definito con trasferimento) o comportamenti irriguardosi nei confronti delle parti (archiviato per avvenuto trasferimento in prevenzione); in 6 casi sono state contestate frequentazioni o rapporti inopportuni con indagati (2 archiviati all esito delle informazioni assunte, 1 archiviato con trasmissione atti ai titolari dell azione disciplinare, 1 archiviato per avvenuto trasferimento in prevenzione e due trasferimenti); in tre casi sono state contestate violazioni del dovere di correttezza per la gestione delle consulenze o custodie giudiziarie, in favore di determinati soggetti, in uno dei quali anche con significativi risvolti penali (1 archiviato con trasmissione degli atti ai titolari dell azione disciplinare, 1 archiviato per cessata appartenenza all ordine giudiziario e 1 trasferito); in tre casi sono state contestate prassi irritali nella redazione di sentenze seriali, consentendo una impropria ingerenza di determinati studi professionali (2 archiviati per cessata appartenenza all ordine giudiziario, 1 archiviato per avvenuto trasferimento in prevenzione); in 4 casi sono state contestate violazioni di legge penale diverse: accesso non autorizzato a sistema informatico; falso ideologico; falsi e peculato; omissione in atti d ufficio (tutti e 4 archiviati per avvenuto trasferimento in prevenzione). 2. Stando alla nuova formulazione dell art. 2 nella gran parte di questi casi come si evince agevolmente dalla tipologia non sarebbe oggi attivabile una procedura di trasferimento per incompatibilità ambientale. Dal 1 gennaio 2008 al 28 febbraio 2010 sono state aperte 17 procedure, rispetto alle quali emerge una interpretazione comunque estensiva della nuova norma. Di esse 7 sono tuttora pendenti (in 6 casi con sospensione in attesa dell esito di parallelo procedimento disciplinare) e 10 sono state definite: 2 con trasferimento di ufficio, 1 con archiviazione per cessata appartenenza all ordine giudiziario, 4 con archiviazione per avvenuto trasferimento in prevenzione, 3 con archiviazione tout court). 135
136 C. Questione deontologica e interventi disciplinari Anche l analisi dei procedimenti disciplinari aperti e dei relativi esiti non evidenzia elementi significativi rispetto al panorama nazionale. In particolare, l'esame dei procedimenti trattati dalla Sezione disciplinare nel periodo * (1140) evidenzia che, di essi, 436, pari al 38,24%, hanno riguardato magistrati delle 4 regioni meridionali. Nel dettaglio la situazione è descritta nei grafici e nelle tabelle che seguono. RILEVAZIONE PERCENTUALE PROCEDIMENTI DISCIPLINARI ANNI 2000/ GENERALE ANNO PROCEDIMENTI INCARDINATI PROCEDIMENTI AL SUD TOTALE * La rilevazione dei dati è relativa al periodo 1 gennaio dicembre Si è preferito non estenderla al 2009 non essendo, con riferimento a tale anno, esaurita le definizione dei procedimenti. 136
137 Totale Totale Sud Totale Sud Quanto alla tipologia delle incolpazioni, la casistica è la seguente: violazione dell obbligo di CORRETTEZZA: 112 casi violazione dell obbligo di DILIGENZA: 173 casi violazione dell obbligo di IMPARZIALITÀ: 11 casi violazione dell obbligo di IMPARZIALITÀ e CORRETTEZZA: 1 caso violazione dell obbligo di LABORIOSITÀ: 8 casi violazione dell obbligo di RISERBO: 12 casi REATO: 24 casi RITARDI: 88 casi Altro: 7 casi. 137
138 RILEVAZIONE PERCENTUALE PROCEDIMENTI DISCIPLINARI ANNI 2000/ REGIONI INTERESSATE - Sicilia Campania Puglia Calabria Calabria 15% Sicilia 34% Puglia 19% Campania 32% REGIONI Sicilia Campania Puglia Calabria N. PROC
139 - REGIONE SICILIA - PATTI 1% SIRACUSA 6% TRAPANI 1% BARCELLONA POZZO DI GOTTO 1% PALERMO 32% AGRIGENTO 2% CATANIA 18% GELA 3% ENNA 1% TERMINI IMERESE 1% RAGUSA 2% NICOSIA 1% MISTRETTA 1% CALTANISSETTA 8% MESSINA 21% MARSALA 1% CITTA' PROCEDIMENTI AGRIGENTO 3 BARCELLONA 2 POZZO DI GOTTO CATANIA 26 GELA 4 ENNA 1 MARSALA 1 MESSINA 30 CALTANISSETTA 12 MISTRETTA 1 NICOSIA 2 RAGUSA 3 TERMINI IMERESE 1 PALERMO 46 PATTI 2 SIRACUSA 8 TRAPANI 2 TOTALE SICILIA 144 Il riferimento è alla città nella quale ha sede l ufficio giudiziario in cui presta servizio l incolpato alla data dell avvio del procedimento presso la Sezione Disciplinare 139
140 - REGIONE PUGLIA - TRANI 7% TARANTO 27% BARI 46% LUCERA 1% LECCE 6% FOGGIA 8% BRINDISI 5% CITTA' PROCEDIMENTI BARI 38 BRINDISI 4 FOGGIA 7 LECCE 5 LUCERA 1 TARANTO 23 TRANI 6 TOTALE PUGLIA
141 - REGIONE CALABRIA - REGGIO CALABRIA 35% VIBO VALENTIA 1% CATANZARO 32% COSENZA 4% PAOLA 9% PALMI 4% LOCRI 11% CROTONE 4% CITTA' PROCEDIMENTI CATANZARO 21 COSENZA 3 CROTONE 3 LOCRI 7 PALMI 3 PAOLA 6 REGGIO CALABRIA 23 VIBO VALENTIA 1 TOTALE CALABRIA
142 - REGIONE CAMPANIA - TORRE ANNUNZIATA 4% VALLO DELLA LUCANIA 3% SALERNO 17% ARIANO IRPINO 1% AVELLINO 4% BENEVENTO 6% NOCERA INFERIORE 4% NOLA 3% SALA CONSILINA 1% SMCV 6% NAPOLI 50% SANT'ANGELO DEI LOMBARDI 1% CITTA' PROCEDIMENTI ARIANO IRPINO 1 AVELLINO 6 BENEVENTO 9 NOCERA INFERIORE 5 NOLA 4 NAPOLI 70 SANT'ANGELO DEI LOMBARDI 2 SMCV 9 SALA CONSILINA 1 SALERNO 24 VALLO DELLA LUCANIA 4 TORRE ANNUNZIATA 6 TOTALE CAMPANIA
143 RILEVAZIONE ESITI PROCEDIMENTI DISCIPLINARI ANNI 2000/2008 NELLE REGIONI DEL SUD N.Proc Assoluzioni Condanne NFL/NDP Ammonimento Censura Perd. Anzianità Rimozione Totale Non Definiti; 5 NFL/NDP; 176 Assoluzioni; 164 Condanne; 91 Assoluzioni Condanne NFL/NDP Non Definiti N.Proc Assoluzioni Condanne NFL/NDP Non Definiti
144 7. IL PERSONALE AMMINISTRATIVO 1. Con riferimento al personale amministrativo si registra negli ultimi anni, a livello nazionale, un generalizzato calo sia degli organici che delle effettive presenze, determinato dai tagli di oltre il 5% operati nelle passate leggi finanziarie [in particolare, con il decreto del presidente del Consiglio dei ministri 15 dicembre 2008 le dotazioni organiche complessive del personale amministrativo della amministrazione della giustizia sono state rideterminate passando dalle unità previste dal decreto 27 ottobre 2005 del presidente del Consiglio a unità, con un taglio di unità] e dal fatto che dal 2001 non sono state effettuate nuove assunzioni nell'amministrazione. A fronte di ciò era allo studio presso il Ministero della giustizia una soluzione sia attraverso la previsione di una stabilizzazione come lavoratori a tempo determinato di circa lavoratori socialmente utili (collocati soprattutto nei tribunali del sud) che attraverso un processo di adozione di mobilità interna riguardante complessive unità circa, a cominciare dagli stessi LSU in esubero. Come sollecitato dal CSM con delibera 13 febbraio 2008, in accordo con quanto prospettato dallo stesso Ministero, la problematica può trovare parziale soluzione distaccando personale amministrativo presso gli uffici giudiziari del territorio mediante forme di collaborazione includenti anche forme di incentivazione professionale. 2. In questo contesto generale espresso in una scopertura media nazionale del 6,66%, con punte massime in Lombardia (16,23% a Milano, 13,06% a Brescia) la situazione delle principali regioni del meridione è, nell insieme, diversa, posto che tutte le corti di appello di Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, con la sola eccezione di Taranto (9,90%), presentano indici di scopertura assai più bassi di quello medio nazionale e perfino talune situazioni di sopraorganico, come Catanzaro (- 0,95%) e Salerno (- 2,00%) o addirittura come Lecce (- 4,15 %) e Palermo (- 6,17%), dove la presenza di personale amministrativo oltre l organico è assai significativa. Tale dato si spiega soprattutto in ragione della provenienza geografica di una cospicua parte del personale amministrativo che assai spesso aspira a tornare nei i luoghi di origine. Prima di riportare nel dettaglio i dati disponibili relativi alla distribuzione del personale amministrativo nelle regioni in esame è utile prospettare alcuni rilievi di carattere generale: a) l organico totale del personale amministrativo in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia è secondo la rilevazione del novembre 2007 superiore a un terzo dell organico previsto su tutto il territorio nazionale, mentre il numero di presenze effettive è poco meno della metà del dato delle presenze nazionali. Specularmente, il numero delle vacanze è inferiore a quello medio nazionale, costituendo circa un quarto della media nazionale; b) il dato delle minori scoperture nelle quattro regioni in esame determina che il relativo indice è nettamente inferiore (nell ordine del 5% circa) rispetto a quello nazionale, e ciò sia con riferimento al dato totale che a quello valutato al netto del personale rientrante nella categoria altro personale ; c) l "altro personale" presente nelle quattro Regioni in esame costituisce complessivamente quasi la metà del dato nazionale relativo al personale comandato presso i distretti di corte di appello. Ciò conferma l'accennato trend del personale di prevalente provenienza geografica dal meridione a fare ritorno o a rimanere, anche con modalità alternative alla presenza strutturale in organico, presso le regioni di origine; 144
145 d) la presenza del cd. "altro personale" assume un rilievo particolarmente importante nella modifica del dato relativo all indice di scopertura nelle quattro regioni in oggetto. Basta osservare i relativi dati per verificare come la cospicua presenza di questo personale determini significative oscillazioni del suddetto indice: cfr., a titolo esemplificativo, Catania (da 11,71% a 2,88%), Lecce (da 4,57% a 4,15%), Palermo (da 5,62% a 6,17%) o Salerno (da 8,65% a 2,00%). A riprova di ciò, laddove gli appartenenti all altro personale sono stati inseriti in numero esiguo cfr. Sez. distaccata di Taranto ove l apporto è stato di 2 sole unità l indice di scopertura è rimasto particolarmente elevato (cfr. sempre Taranto, ove l indice è del 9,90%). Ciò significa che, in termini generali e con riguardo alle quattro regioni di interesse, deve essere salutato con favore il fenomeno della presenza di personale comandato o di personale a tempo determinato (ex LSU) per sopperire a carenze o scoperture nelle presenze del personale. 3. Si riportano di seguito una tabella riassuntiva della situazione delle corti di appello delle quattro regioni interessate aggiornata al novembre 2007 e un prospetto dettagliato della distribuzione del personale amministrativo negli uffici dei distretti anzidetti (aggiornato al 31 dicembre Tab. 1 Personale amministrativo nelle regioni interessate (dati al 20 novembre 2007)* distretto organico presenti vacanti % scopertura altro personale presenze totali % scoperture totali BA ,5 155,5 9, ,5 5,03 CL ,5 58,5 8, ,5 5,00 CT ,0 195,0 11, ,0 2,88 CZ ,0 97,0 6, ,0-0,95 LE ,5 43,5 4, ,5-4,15 ME ,5 61,5 7, ,5 1,34 NA ,5 379,5 8, ,5 1,81 PA ,5 133,5 5, ,5-6,17 RC ,5 62,5 6, ,5 1,26 SA ,0 91,0 8, ,0-2,00 TA ,0 53,0 10, ,0 9,90 Totale , ,5 7, ,5 1,26 Totale naz , ,5 12, ,5 6,66 * Per una migliore comprensione della tabella occorre tenere presente che la voce organico è comprensiva sia del personale amministrativo che del personale UNEP; la voce presenze è comprensiva sia del personale amministrativo che del personale UNEP; la voce altro personale comprende (in entrata) il personale comandato da altre amministrazioni, il personale a tempo determinato (ex LSU) e il personale comunale comandato presso gli uffici del giudice di pace, al quale, tuttavia, è stato sottratto l eventuale personale di ruolo comandato (in uscita) presso altre amministrazioni 145
146 Personale amministrativo in organico e in servizio al negli uffici giudiziari dei distretti di corte di appello delle regioni Campania, Puglia, Calabria e Sicilia Regione Distretto Ufficio Sede Organico In servizio CAMPANIA NAPOLI Corte di Appello NAPOLI Procura della Repubblica c/o Tribunale ARIANO IRPINO AVELLINO BENEVENTO GIUGLIANO IN CAMPANIA 26 0 NAPOLI NOLA SANTA MARIA CAPUA VETERE SANT'ANGELO DEI LOMBARDI TORRE ANNUNZIATA Tribunale ARIANO IRPINO AVELLINO BENEVENTO GIUGLIANO IN CAMPANIA 52 0 NAPOLI NOLA SANTA MARIA CAPUA VETERE SANT'ANGELO DEI LOMBARDI TORRE ANNUNZIATA Sezione di Tribunale AFRAGOLA 9 7 AIROLA 9 8 AVERSA CAPRI 8 3 CARINOLA CASERTA CASORIA 11 9 CASTELLAMMARE DI STABIA CERVINARA 8 8 FRATTAMAGGIORE 10 8 GRAGNANO 8 9 GUARDIA SANFRAMONDI 7 7 ISCHIA 12 8 MARANO DI NAPOLI MARCIANISE PIEDIMONTE MATESE 6 6 PORTICI POZZUOLI 9 15 SORRENTO 9 9 TORRE DEL GRECO
147 SALERNO Corte di Appello SALERNO Procura della Repubblica c/o Tribunale NOCERA INFERIORE SALA CONSILINA 13 9 SALERNO VALLO DELLA LUCANIA Tribunale NOCERA INFERIORE SALA CONSILINA SALERNO VALLO DELLA LUCANIA Sezione di Tribunale AMALFI 7 6 CAVA DE' TIRRENI 6 6 EBOLI MERCATO SAN SEVERINO 5 4 MONTECORVINO ROVELLA 5 4 SAPRI 5 4 PUGLIA BARI Corte di Appello BARI Procura della Repubblica c/o Tribunale BARI FOGGIA LUCERA TRANI Tribunale BARI FOGGIA LUCERA TRANI Sezione di Tribunale ACQUAVIVA DELLE FONTI ALTAMURA ANDRIA APRICENA 6 3 BARLETTA BITONTO CANOSA DI PUGLIA 6 3 CERIGNOLA 10 8 MANFREDONIA MODUGNO 8 8 MOLFETTA 9 10 MONOPOLI 8 9 PUTIGNANO 9 10 RODI GARGANICO 7 5 RUTIGLIANO RUVO DI PUGLIA SAN SEVERO TRINITAPOLI 7 8 LECCE Corte di Appello LECCE
148 TARANTO Procura della Repubblica c/o Tribunale BRINDISI LECCE Tribunale BRINDISI LECCE Sezione di Tribunale CAMPI SALENTINA 7 8 CASARANO 9 10 FASANO 7 7 FRANCAVILLA FONTANA GALATINA 7 7 GALLIPOLI 8 7 MAGLIE 9 12 MESAGNE 9 8 NARDO' 9 11 OSTUNI 7 8 TRICASE 8 9 Sez.dist. di Corte di Appello TARANTO Procura della Repubblica c/o Tribunale TARANTO Tribunale TARANTO Sezione di Tribunale GINOSA 6 5 GROTTAGLIE 7 7 MANDURIA 7 9 MARTINA FRANCA 8 8 CALABRIA CATANZARO Corte di Appello CATANZARO Procura della Repubblica c/o Tribunale CASTROVILLARI CATANZARO COSENZA CROTONE LAMEZIA TERME PAOLA ROSSANO VIBO VALENTIA Tribunale CASTROVILLARI CATANZARO COSENZA CROTONE LAMEZIA TERME PAOLA ROSSANO VIBO VALENTIA Sezione di Tribunale ACRI 5 4 CHIARAVALLE CENTRALE
149 SAN MARCO ARGENTANO 5 3 SCALEA 8 9 STRONGOLI 7 6 TROPEA 7 5 REGGIO CALABRIA Corte di Appello REGGIO DI CALABRIA Procura della Repubblica c/o Tribunale LOCRI PALMI REGGIO DI CALABRIA Tribunale LOCRI PALMI REGGIO DI CALABRIA Sezione di Tribunale CINQUEFRONDI MELITO DI PORTO SALVO 6 7 SIDERNO 8 10 SICILIA CALTANISSETTA Corte di Appello CALTANISSETTA Procura della Repubblica c/o Tribunale CALTANISSETTA ENNA GELA NICOSIA Tribunale CALTANISSETTA ENNA GELA NICOSIA CATANIA Corte di Appello CATANIA Procura della Repubblica c/o Tribunale CALTAGIRONE CATANIA MODICA RAGUSA SIRACUSA Tribunale CALTAGIRONE CATANIA MODICA RAGUSA SIRACUSA Sezione di Tribunale ACIREALE ADRANO 7 7 AUGUSTA 9 5 AVOLA BELPASSO 5 6 BRONTE 8 11 GIARRE
150 GRAMMICHELE 9 6 LENTINI 9 9 MASCALUCIA PATERNO' VITTORIA 9 10 MESSINA Corte di Appello MESSINA Procura della Repubblica c/o Tribunale BARCELLONA P. DI GOTTO MESSINA MISTRETTA 10 6 PATTI Tribunale BARCELLONA P. DI GOTTO MESSINA MISTRETTA PATTI Sezione di Tribunale LIPARI 6 4 MILAZZO 8 8 SANT'AGATA DI MILITELLO 8 11 TAORMINA 7 8 PALERMO Corte di Appello PALERMO Procura della Repubblica c/o Tribunale AGRIGENTO MARSALA PALERMO SCIACCA TERMINI IMERESE TRAPANI Tribunale AGRIGENTO MARSALA PALERMO SCIACCA TERMINI IMERESE TRAPANI Sezione di Tribunale ALCAMO 9 7 BAGHERIA CANICATTI' 10 7 CARINI 9 10 CASTELVETRANO 6 6 CEFALU' CORLEONE 6 5 LICATA 9 7 MAZARA DEL VALLO 6 9 MONREALE 7 6 PARTANNA 5 4 PARTINICO
151 N.B.: Tra i presenti sono considerati anche i distaccati nell'ufficio e il personale a tempo determinato. 151
152 8. LE CONDIZIONI DI LAVORO: IN PARTICOLARE L IMPATTO DEI MAGISTRATI DI PRIMA NOMINA Al fine di verificare l impatto con il nuovo ufficio e le condizioni di lavoro negli uffici delle regioni interessate dei magistrati di prima nomina è stato somministrato ai magistrati degli ultimi tre concorsi un apposito questionario. Ad esso hanno risposto 51 magistrati. Generalmente le risposte hanno rappresentato la situazione in maniera sintetica (si/no) piuttosto che analitica. Ciò è dovuto presumibilmente alle tipologie di domande somministrate caratterizzate da una sufficiente articolazione. Si analizzano di seguito le risposte per ogni singolo quesito. a) L assegnazione delle funzioni in occasione della prima destinazione è stata corrispondente a quanto comunicato dal capo dell ufficio ai fini dello svolgimento del tirocinio generico? Soltanto due magistrati su cinquantuno hanno rilevato come l assegnazione delle funzioni in occasione della prima destinazione non sia stata corrispondente a quanto comunicato precedentemente dal capo dell ufficio all esito della ultimazione del tirocinio generico. L altissimo numero di corrispondenza fra quanto rappresentato, al fine di orientare il tirocinio mirato, e quanto poi attuato sul piano dell assegnazione tabellare rappresenta un dato certamente positivo che consente di ritenere il tirocinio mirato utile e produttivo per l acquisizione di una professionalità prodromica all assunzione delle funzioni giudiziarie. b) La formazione teorica ed il tirocinio pratico effettuati nel corso dell uditorato mirato è stata sufficiente ed adeguata a fronteggiare il primo impatto con le funzioni giudiziarie? Quarantasei magistrati hanno ritenuto sufficiente ed adeguata la formazione teorica ed il tirocinio pratico effettuati prima dell assunzione delle funzioni giudiziarie. Tre lo hanno ritenuto abbastanza soddisfacente mentre soltanto in due casi la risposta è stata negativa. Il bilancio dell attuale piano formativo dei magistrati in tirocinio può pertanto ritenersi soddisfacente. c) Nel corso dell uditorato mirato sono state acquisite nozioni in tema di organizzazione del lavoro e dell ufficio?l organizzazione del lavoro nell ufficio di destinazione è stata effettivamente facilitata dalle nozioni acquisite nel corso dell uditorato? Le quaranta risposte affermative alla domande sopra formulata consentono di rafforzare la valutazione positiva della organizzazione del tirocinio mirato anche sotto il profilo della conoscenza di nozioni in tema di organizzazione del lavoro del magistrato. Le dieci risposte negative e l unica risposta intermedia appaiono infatti casi isolati riconducibili a situazioni occasionali e disomogenee nella realtà territoriale analizzata. d) L accesso ai corsi di aggiornamento (in sede centrale) nei primi due anni di funzioni è stato soddisfacente? Quarantacinque magistrati ritengono che l aggiornamento professionale svolto dal Consiglio in sede centrale sia soddisfacente. Le risposte negative (cinque) o comunque non completamente positive (una) evidenziano una ritenuta non sufficiente partecipazione personale ai corsi organizzati a livello di formazione centrale. 152
153 e) La qualità dei corsi svolti (in sede centrale) nel primo biennio di funzioni è stata adeguata alle esigenze di lavoro che dovevano essere affrontate nell esercizio concreto delle funzioni? Le quarantuno risposte affermative in merito alla qualità dei corsi svolti in sede centrale confermano la bontà dell offerta formativa proposta dal Consiglio ai magistrati in carriera nel primo biennio della loro esperienza professionale. f) La struttura di formazione decentrata, attraverso i propri incontri di formazione, ha offerto un contributo utile alla soluzione dei problemi concreti riscontrati nell esercizio delle funzioni? Trentasette magistrati hanno ritenuto che la formazione decentrata offra, attraverso la programmazione locale, un contributo utile alla soluzione dei problemi affrontati nell esercizio dell attività giudiziaria. Le risposte negative (quattordici) denunciano lacune nella rete della formazione decentrata che possono essere colmate attraverso incontri maggiormente frequenti, di taglio pratico o sicuramente agganciati, secondo la terminologia formativa, al cd pronto soccorso (incontri destinati alle novità legislative). g) L ausilio offerto dalle strutture amministrative presso l ufficio di destinazione è stato adeguato? Quarantuno magistrati hanno risposto affermativamente. Nove magistrati in maniera negativa ed uno ha ritenuto l ausilio amministrativo soltanto sufficiente. h) L organizzazione dei servizi amministrativi di supporto all esercizio delle funzioni giudiziarie era adeguata al momento dell assunzione delle funzioni? E stato necessario apportare modifiche all organizzazione dei servizi amministrativi al fine di renderli adeguati o di migliorarne la funzionalità? Le trentuno risposte affermative, a fronte delle tre intermedie (abbastanza) e delle diciassette negative, lette nel contesto delle valutazioni sub g), evidenziano complessivamente la presenza di strutture e di servizi amministrativi di supporto sufficienti. Tale dato deve essere letto alla luce di una presenza del personale amministrativo che appare maggiore nelle regioni del Sud piuttosto che in quelle del Nord. Ciò è determinato dalle regioni di provenienza del personale assunto (prevalentemente del Centro/Sud) e dai flussi di trasferimento che normalmente, una volta attivata la mobilità interna vedono lo spostamento dagli uffici giudiziari del Nord agli uffici giudiziari del Sud. i) Il ruolo dei procedimenti assunto presso l ufficio di destinazione è stato formato secondo i criteri definiti dal Consiglio? Le quarantadue risposte affermative evidenziano, tendenzialmente, il rispetto della normativa consiliare da parte dei dirigenti degli uffici giudiziari i quali, in tal modo, sembrano tenere in considerazione la necessità di avviare gradualmente i magistrati di prima nomina al circuito giudiziario. j) Il ruolo dei procedimenti assunto presso l ufficio di destinazione risultava adeguatamente curato e gestito? Trentacinque magistrati hanno trovato un ruolo adeguatamente organizzato. I rimanenti (sedici) hanno invece dovuto gestire fascicoli poco curati e molte volte nemmeno organizzati per tipologia di impegno dell affare giudiziario. Tale situazione può derivare dalla cattiva abitudine dei magistrati in fase di trasferimento di abbandonare gli affari pendenti e personalmente non definibili a causa del prossimo mutamento d ufficio. In tal senso andrebbe rafforzato il potere di vigilanza dei ruoli dirigenziali o semi dirigenziali. 153
154 k) Il capo dell ufficio ha mantenuto nel corso del primo biennio di funzioni un atteggiamento di attenzione rispetto alle esigenze professionali ed organizzative prospettate dal magistrato di prima assegnazione? Le quarantadue risposte affermative confermano il giudizio già espresso valutando le risposte alla domanda sub i. Normalmente i capi degli uffici prestano particolare attenzione all inserimento del magistrato di prima assegnazione nella giurisdizione, tentando di guidarlo nei momenti iniziali del percorso professionale. l) Sono state tenute riunioni periodiche tra i magistrati dell ufficio su temi organizzativi o giudiziari? Trentasette magistrati hanno risposto affermativamente. I restanti quattordici in maniera negativa. Il dato, anche se tendenzialmente positivo, non può ritenersi completamente soddisfacente perché le riunioni periodiche tra i magistrati dello stesso ufficio su temi organizzativi o giudiziari appaiono uno dei momenti essenziali nella formazione professionale dei magistrati di prima nomina soprattutto per uno sviluppo delle conoscenze interpersonali, del ragionamento e del confronto anche giurisprudenziale. m) È stato possibile trovare tra i magistrati di maggiore anzianità un supporto adeguato per la soluzione di problemi concreti incontrati nel corso dell attività giudiziaria? Le quarantaquattro risposte affermative rappresentano contesti lavorativi dove viene sviluppata una importante solidarietà professionale fra magistrati di maggiore esperienza e magistrati di primo impatto professionale. n) Nel corso dei primi due anni di funzioni sono state adottate modifiche all organizzazione dell ufficio che hanno imposto al magistrato di prima assegnazione il cambiamento delle funzioni? Soltanto sei magistrati hanno evidenziato il mutamento di funzioni nell ambito del primo biennio. La circostanza appare pienamente positiva posto che una stabilità nell attività giudiziaria comporta un consolidamento delle prime esperienze e l acquisizione di una maggiore sicurezza professionale. o) Nel corso dei primi due anni di funzioni sono state adottate modifiche all organizzazione dell ufficio contro le quali il magistrato di prima assegnazione abbia proposto osservazioni? Otto magistrati hanno ritenuto di proporre valutazioni in merito a modifiche organizzative adottate dal dirigente. L apparente discordanza con il dato sub n) (sei mutamenti tabellari) è spiegata dalla circostanza che le osservazioni proposte hanno riguardato posizioni non direttamente incidenti sull assegnazione del magistrato di prima nomina. p) La qualità e la quantità delle informazioni pervenute dal Consiglio Superiore e dal Consiglio Giudiziario è stata adeguata a soddisfare le esigenze del magistrato di prima assegnazione? Trentotto magistrati hanno ritenuto sufficiente l attività di informazione pervenuta dal circuito dell autogoverno centrale e distrettuale. Le otto risposte negative unitamente alle cinque segnalazioni di impossibilità di una valutazione per assenza totale di dati trasmessi impone uno sforzo maggiore sotto il profilo della scelta delle informazioni da offrire che devono essere quantitativamente e qualitativamente ponderate in relazione alle particolari esigenze dei giovani magistrati. 154
155 9. ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA E CRIMINALITÀ ORGANIZZATA A. Considerazioni introduttive Le successive note hanno lo scopo di rappresentare, in una rapida visione d insieme, la relazione che correla la struttura organizzativa giudiziaria dei Tribunali dei distretti di Corte di Appello delle quattro Regioni del Meridione oggetto del presente studio e l imponente presenza che in esse assume, sovente in termini drammatici, il fenomeno della criminalità organizzata di stampo mafioso. Si intende osservare, in sostanza, in che termini la lotta alla mafia incida nell espletamento dell attività giudiziaria in tali Tribunali, visualizzando l adeguatezza delle relative strutture, le situazioni organizzative specifiche, le eventuali soluzioni adottate ovvero le proposte di intervento che, anche a livello legislativo, possano comunque favorire un contrasto maggiormente efficace alla criminalità mafiosa. Nel fare questo il Consiglio Superiore della Magistratura ha inteso evitare una mera rappresentazione plastica di tali realtà, fondata sulla fredda elencazione di dati statistici (pure comunque raccolti ed elaborati), ma ha preferito avere, e quindi offrire, una rappresentazione dinamica ed effettuale delle situazioni concrete, in particolare affidandosi alle risposte fornite dai dirigenti degli uffici interessati. Si è così proceduto, nella giornata del 3 luglio 2009, all audizione del Procuratore Nazionale Antimafia e dei Procuratori della Repubblica delle dieci città sede di Corte di Appello di Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, guardando, in particolare, alla veste di costoro come coordinatori delle rispettive direzioni distrettuali antimafia. Per avere, poi, una visione completa delle suddette realtà, vi è stato in data 9 ottobre 2009 un successivo incontro con i Presidenti dei Tribunali ed i Presidenti o coordinatori delle Sezioni GIP dei medesimi uffici giudiziari. Ne sono scaturite delle risultanze assolutamente di interesse e significative che è compito dell Organo di autogoverno rielaborare e riproporre, sia pure in maniera sintetica e solo con riguardo alle tematiche risultate di maggiore interesse. In termini introduttivi, deve essere evidenziato come tutti i Procuratori della Repubblica interpellati, nel raffigurare la situazione obiettiva in cui si manifesta la presenza della criminalità organizzata nel distretto di rispettiva spettanza, abbiano rappresentato delle situazioni particolarmente gravi rispetto alle quali è risultato quasi sempre sproporzionato, per difetto, il numero di personale e mezzi posti a loro disposizione per contrastare le differenti espressioni della criminalità mafiosa. A titolo esemplificativo, con riferimento alla situazione in cui opera la Procura di Salerno, è stato evidenziato come in ambito locale vi sia una presenza massiccia della criminalità organizzata di stampo mafioso, soprattutto dedita alla commissione di delitti scopo particolarmente invasivi nell economia e nel sociale, come l estorsione e l usura. Assai frequenti sono anche le infiltrazioni della camorra, per lo più proveniente dal napoletano e dal casertano, nel sistema degli appalti pubblici. Il distretto di Messina, poi, è stato descritto come zona di grande espansione del fenomeno mafioso, sempre più organizzato in maniera capillare sul modello della Cosa nostra palermitana. Soprattutto diffusa è l estorsione, con conseguente imposizione del pagamento di tangenti molto elevate, ovvero con acquisizione di proprietà immobiliari o con esercizio diretto di attività imprenditoriali, come in concreto accertato in sede di applicazione di numerose misure di prevenzione di tipo patrimoniale. Parallelamente a ciò, è stato segnalato il pericolo della mancanza 155
156 di acquisizione di un adeguata consapevolezza investigativa e giudiziaria da parte degli organi inquirenti dell entità raggiunta nella realtà locale dal fenomeno mafioso. Nel territorio catanese, invece, si registra la presenza di una criminalità organizzata in permanente espansione, che si presenta con organizzazioni molto particolareggiate, e cioè con differenti famiglie mafiose soprattutto prolifiche nel settore degli appalti di opere pubbliche ed in quelli della distribuzione (grossi centri commerciali), della ristorazione, della fornitura di materiale per l edilizia, oltre che nel tradizionale settore del traffico di droga, in cui opera in collegamento con la criminalità organizzata campana. A Lecce, poi, si è registrato nell ultimo anno una pericolosa ripresa di omicidi commessi dalla criminalità organizzata, in particolare dedita, invero in modo massiccio, al traffico di sostanze stupefacenti. Anche nella realtà del distretto di Caltanissetta si ravvisa una situazione di grande evoluzione della criminalità organizzata, che ha una struttura particolarmente composita, essendovi la contestuale presenza di una mafia tradizionale più vicina a quella palermitana e di un altra invece connotata da fattori moderni ed innovatori. Oltre ad esse, poi, vi è la presenza di una mafia locale meno organizzata, ma altrettanto cruenta, denominata Stidda. Nel distretto di Catanzaro, infine, oltre alla massiccia presenza mafiosa, di cui sono prova i frequenti provvedimenti di scioglimento delle amministrazioni comunali, vi è anche una consistente infiltrazione della criminalità organizzata proveniente dall est europeo. Orbene, a fronte di drammatiche realtà come quelle esemplificativamente rappresentate, le strutture dei Tribunali interessati non appaiono organizzate in maniera tale da poter garantire il massimo sforzo che la materia di competenza della DDA impone, sia nel corso dell espletamento delle indagini preliminari che, successivamente, nelle fasi dell udienza preliminare e del dibattimento. Rinviando ai successivi paragrafi alcune valutazioni afferenti alle tematiche singolarmente trattate, deve essere osservato come i dirigenti ascoltati, e in particolare i vari Procuratori della Repubblica, abbiano fornito alcune generiche indicazioni de iure condendo che, sia invitando ad evitare interventi legislativi già preannunciati che invocando talune specifiche modifiche normative, sono da costoro ritenute di ausilio nello svolgimento dell opera di contrasto alla criminalità organizzata. Ad esempio, numerosi Procuratori della Repubblica hanno fatto riferimento alla ricorrenza di un ottimo rapporto con i locali organi di polizia giudiziaria che, a loro dire, potrebbe essere minato qualora si dovesse provvedere a ridefinire il rapporto tra publico ministero e polizia giudiziaria, rinforzando ruolo e poteri di quest ultima a discapito dell autorità giudiziaria nel corso delle indagini preliminari (come invece previsto dal disegno di legge n. 1440/S). E stato altresì osservato al riguardo che: - l auspicio che si eviti ogni separazione normativa tra polizia giudiziaria e publico ministero é anche proprio della stessa polizia giudiziaria, ben abituata a lavorare con questo sistema di rapporti; - è indispensabile mantenere una dinamica interazione tra polizia giudiziaria e pubblico ministero, e ciò non per mantenere un particolare status di favore per i magistrati, bensì solo per garantire una maggiore efficienza nelle indagini; - sarebbe negativo allentare il vincolo funzionale tra la polizia giudiziaria dal pubblico ministero, perché, altrimenti, diverrebbe impossibile svolgere indagini in modo adeguato a causa della mancanza di un coordinamento centralizzato. Sempre a livello propositivo, poi, si è sostenuta l opportunità di inquadrare sistematicamente la figura dei Procuratori Aggiunti nelle DDA, eventualmente anche mediante un intervento di normazione secondaria da adottarsi da parte del CSM. Si è denunciato, al contempo, come sia normalmente difficoltoso provvedere alla raccolta delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia nel limitato termine di 180 giorni previsto dalla legge. E stata segnalata, poi, l esistenza di un 156
157 grosso problema organizzativo esistente presso alcuni uffici giudiziari (come ad esempio presso la Procura di Caltanissetta), derivante dal fatto che il personale amministrativo ivi presente sta invecchiando, senza che sia previsto alcun ricambio mediante l effettuazione di nuove assunzioni. Da ultimo, i dirigenti degli uffici requirenti ascoltati hanno espresso un diffuso negativo giudizio su ogni proposta di riforma che preveda la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, ritenendo che, con specifico riguardo alla lotta alla mafia, appare assai utile che uno stesso magistrato possa accumulare esperienze formative presso tutti i diversi settori professionali della carriera magistratuale. Rappresentati i superiori aspetti, dunque, appare opportuno procedere alla trattazione di alcune peculiari tematiche ed istituti processuali che, in ragione della loro particolare importanza, peraltro desunta anche dall audizione dei dirigenti degli uffici giudiziari interessati, appaiono meritevoli di un approfondimento specifico e particolareggiato. B. Rapporti delle Direzioni distrettuali antimafia le procure ordinarie e con le procure circondariali Come anticipato nelle note introduttive, il principale problema operativo che sconta la realtà organizzativa degli uffici giudiziari posti nelle quattro Regioni del Sud del Paese principalmente esposte nella lotta alla criminalità organizzata di stampo mafioso è quello della drammatica ristrettezza degli organici, che rendono invero improbo il contrasto a strutture criminose invece ben radicate e forti nel tessuto socio-economico. Tale situazione é soprattutto ricorrente presso le Procure della Repubblica, rispetto alle quali si sono pure poste in termini antitetici le più recenti riforme normative che hanno escluso la possibilità di copertura dei vuoti di organico presenti in tali uffici attraverso l assegnazione ad essi dei m.o.t.. Particolarmente preoccupanti sono le situazioni di difficoltà esistenti in talune delle suddette Procure. Così, ad esempio, è stato evidenziato come l organico della Procura della Repubblica di Reggio Calabria sia numericamente assai modesto e come diversi sostituti, tra i pochi ancora presenti, preferiscano addirittura lasciare Reggio Calabria per altre sedi calabresi disagiate, così da poter avere la possibilità di lucrare i vantaggi e gli incentivi espressamente previsti dalla legge. Ciò appare vieppiù grave tenuto conto che si tratta di un fenomeno che si verifica in un ambito territoriale in cui la criminalità è molto ben organizzata e forte (si pensi, a titolo esemplificativo, che molte amministrazioni comunali del distretto reggino sono state di recente sciolte per infiltrazioni mafiose). Del pari, presso la Procura di Messina, dove pure per anni vi era stata una buona copertura dell organico, la situazione si sta evolvendo in senso chiaramente negativo, tenuto in particolare conto che il suddetto ufficio non è considerato come sede disagiata, così scoraggiando la richiesta di trasferimento presso di essa da parte dei magistrati. Troppo sottodimensionata, pure, risulta la Procura della Repubblica di Catania, e ciò sia sotto il profilo del numero dei magistrati presenti in organico che delle scoperture del personale amministrativo. A fronte di una criminalità organizzata particolarmente incisiva e operante nel territorio del distretto, la Procura di Caltanissetta presenta una forte scopertura dell organico (superiore al 50%) oltre ad una riduzione del budget rimesso alle Forze dell ordine, il che incide pesantemente in termini concreti sulla possibilità di svolgimento delle indagini. Il principale problema di tale ufficio, in ogni modo, appare quello del reclutamento di nuovi sostituti, di fatto bloccato dalle 157
158 più recenti modifiche normative. In alcune Procure del distretto nisseno, addirittura, è ormai presente solo la persona del Procuratore, con un desolante vuoto di organico. Anche presso la Procura della Repubblica di Catanzaro la principale difficoltà operativa è da individuare nello scarso numero di magistrati presenti in organico. Soprattutto drammatica è la situazione della Procura ordinaria, in cui si sono registrati ritardi imbarazzanti perfino in fase di iscrizione delle notizie di reato, solo di recente ridotti. Anche la DDA però, per poter operare ha avuto bisogno del fondamentale supporto dei sostituti delle Procure circondariali, che, tuttavia, verrà meno con il progressivo svuotamento delle Procure. Orbene, appare evidente come la descritta carenza degli organici finisca per condizionare pesantemente le modalità di svolgimento dei rapporti della DDA con la Procura ordinaria e con le Procure circondariali presenti nel distretto. In termini di relazioni umane quasi ovunque è stata riscontrata l esistenza di rapporti ottimi tra i magistrati addetti alla DDA e gli altri colleghi dello stesso ufficio di procura, che si trasforma in un costruttivo spirito di collaborazione, determinante una fluidità di scambi tra magistrati dei due settori e frequenti applicazioni di sostituti della Procura ordinaria a processi per reati di mafia. Il fenomeno che si determina in queste realtà, però, è quello della c.d. coperta corta, per cui interventi effettuati in favore di un determinato ufficio finiscono per cagionare corrispondenti difficoltà presso altre strutture inquirenti del distretto. E stato da poco aumentato, ad esempio, il numero dei sostituti presenti nell organico della DDA di Reggio Calabria e di Napoli, soprattutto al fine di dare risposta al recente drammatico incremento dell azione della criminalità mafiosa in tali realtà, ma ciò ha inevitabilmente determinato dei negativi contraccolpi per i colleghi della Procura ordinaria. Presso la Procura di Catania un problema segnalato è rappresentato dall esuberanza dei sostituti della DDA rispetto a quelli della Procura ordinaria, con contenimento del lavoro del GIP sulle materie ex art. 51, comma 3 bis, c.p.p., perché la DDA è costretta ad aiutare la Procura ordinaria nell adempimento dei compiti di relativa spettanza. Addirittura si verificano delle situazioni in cui vengono inviate all ufficio GIP richieste di archiviazione dopo che le indagini sono già scadute da 4 o 5 anni, così, di fatto, impedendo al GIP di poter compiere alcunché, trattandosi di fattispecie di reato spesso già prescritte. Anche presso la Procura di Palermo deve ormai ravvisarsi un problema di limitatezza del numero dei sostituti presenti in organico, che logicamente non aumenteranno in futuro, che soprattutto rischia di determinare delle negative conseguenze in termini di indebolimento dell azione della DDA (anche se, a dire il vero, vi sono molte applicazioni di sostituti della Procura ordinaria a processi di competenza della DDA). I sostituti della Procura distrettuale di Salerno risultano essere spesso inviati presso le Procure del distretto per ivi provvedere a svolgere delle attività ordinarie, con conseguente discapito delle attività investigative svolte dalla DDA avverso la criminalità organizzata. Unica realtà (fortunatamente) distonica rispetto alle altre considerate appare quella della Procura di Lecce, in cui non si ravvisano problemi di scopertura di organico e risulta tranquillizzante la situazione generale della DDA, essendovi da anni una sostanziale stabilizzazione del numero dei procedimenti e delle notizie di reato sopravvenute. Ad appesantire ulteriormente la già difficoltosa situazione generale ravvisabile nei sottodimensionati uffici di Procura, si pone inoltre l elevata quantità di lavoro che su alcuni di essi grava per essere competenti, ex art. 11 c.p.p., per i procedimenti riguardanti altri magistrati appartenenti a distretti quantitativamente assai numerosi. E il caso, ad esempio, della Procura di Salerno, che disperde molte energie per la trattazione dei numerosi fascicoli riguardanti i colleghi di Catanzaro, ovvero della Procura di Reggio Calabria, competente ex art. 11 c.p.p. sui magistrati del distretto di Messina, nonché, ancora, della Procura di Catanzaro, in modo assai gravoso chiamata a trattare fascicoli riguardanti magistrati di ben due distretti di Corte di Appello (Potenza e Reggio Calabria). 158
159 Soprattutto imponente, naturalmente, è l impegno richiesto ai pochi sostituti in organico presso la Procura di Caltanissetta, obbligati, dalla competenza ex art. 11 c.p.p., ad una grande responsabilità, dovendo trattare le indagini relative alle stragi di mafia ed agli omicidi commessi in danno di colleghi palermitani. Tale impegno è recentemente perfino aumentato con le risultanze delle ultime acquisizioni probatorie determinate dalle rivelazioni dei collaboratori di giustizia. Con riguardo, poi, ai rapporti intercorrenti tra le Procure distrettuali (e relative DDA) e le Procure circondariali, il panorama degli uffici interessati offre delle situazioni assai diversificate tra loro. In alcuni di essi si registrano delle situazioni certamente non positive. E il caso, ad esempio, dei certamente migliorabili rapporti ricorrenti tra la Procura distrettuale e le Procure circondariali del distretto di Salerno. In passato risultano esservi stati taluni problemi di comunicazione, in particolare nella trasmissione delle notizie di reato provenienti da una determinata Procura circondariale, tanto da indurre alla realizzazione di apposite riunioni con i magistrati e la locale Polizia Giudiziaria. Parimenti non ottimali sono risultati i rapporti tra la Procura della Repubblica di Palermo e le relative Procure circondariali, e ciò nonostante sia stata effettuata la redazione di appositi protocolli di intesa. In genere ciò risulta avvenire per il timore degli uffici circondariali di essere espropriati di talune importanti indagini. Anche presso la Procura di Lecce sono stati sottoscritti diversi protocolli di indagine con le Procure circondariali, anche se il loro rispetto è risultato essere talora parziale, soprattutto in ragione di riscontrate difficoltà di natura comunicativa tra tali uffici. A fronte di ciò, tuttavia, si registrano alcune differenti situazioni in cui i rapporti tra Procura distrettuale e Procura circondariale sono risultati essere ottimali. E il caso, ad esempio, della Procura di Reggio Calabria, ove pure, però, la carenze degli organici delle Procure circondariali costringe molti sostituti del capoluogo calabrese a recarsi spesso presso tali sedi per consentire la celebrazione dei processi, con notevole dispendio di tempo e di energie. A Catanzaro sono frequenti le riunioni tra la Procura distrettuale e quelle circondariali per operare scambi di informazioni e per coordinare le indagini in modo da evitare duplicazioni di provvedimenti su stessi beni e persone, così da poter soprattutto adottare misure di aggressione patrimoniale effettive e diverse, che sono la principale forma di attacco alla criminalità organizzata. Talune interessanti opzioni, infine, sono state effettuate a livello organizzativo in alcune strutture di DDA. Così, ad esempio, presso la Procura di Lecce é stato creato una sorta di gruppo di lavoro cuscinetto, collocato tra la Procura ordinaria e la DDA, che si occupa di tutti i reati di criminalità organizzata diversi da quelli elencati nell art. 51, comma 3 bis, c.p.p., con previsione che un magistrato di tale gruppo possa far parte della DDA, così da svolgere un importante e specifico compito di raccordo. La DDA di Catanzaro, invece, è stata articolata in due grandi aree geografiche (quella tirrenica e quella ionica), rispettivamente affidate ad uno dei Procuratori aggiunti. C. Rapporti tra Direzioni distrettuali antimafia e uffici GIP In relazione ai rapporti intercorrenti tra gli uffici di Procura (e della DDA in particolare) con gli uffici GIP si ravvisa una sostanziale identità di giudizio nel definire tali ultimi buoni, se non addirittura ottimi, oltre che improntati a un fattivo spirito di collaborazione. 159
160 Tale armonia tra uffici si sostanzia, ad esempio, in accordi aventi ad oggetto differenti modalità operative che facilitano una migliore gestione delle funzioni giudiziarie rispettivamente rimesse alla competenza di tali uffici. A livello esemplificativo, tra tali positive prassi deve segnalarsi che: - a Catanzaro ogni tre mesi si svolge una riunione tra Procura e ufficio GIP, che ha già permesso di risolvere diversi problemi di natura organizzativa; - a Palermo, attraverso intese di fatto, la Procura è solita segnalare all ufficio GIP le situazioni di maggiore urgenza, in genere per chiedere di trattare in anticipo una richiesta di misura cautelare rispetto ad un altra; - sempre a Palermo, la DDA è solita avvertire l ufficio GIP, prima dell avviso ex art. 415 bis c.p.p., dell esistenza dei fascicoli più delicati, riguardanti persone e crimini maggiormente pericolosi, onde favorirne una trattazione adeguata e celere; - anche a Caltanissetta e Bari vengono segnalate dalla DDA le misure da trattare con urgenza, che viene poi valutata dal Presidente della Sezione GIP e dallo stesso GIP assegnatario, i quali possono decidere di disattendere l indicazione effettuata dalla Procura; - sempre a Bari, la Procura e l ufficio GIP stanno congiuntamente studiando un modello di predisposizione delle richieste cautelari che possa favorire una più rapida decisione su di esse; - a Napoli la Procura è solita evidenziare al GIP le specifiche situazioni di sofferenza. Le uniche perplessità hanno riguardato la possibilità che in taluni casi la Procura distrettuale provveda a riunire strumentalmente un procedimento ad un altro allo scopo di determinare il GIP chiamato a decidere (soprattutto ai fini dell adozione di una misura cautelare). Sono state evidenziate, poi, anche le difficoltà pratiche che vengono ingenerate presso gli uffici del GIP nei casi in cui vengano depositate richieste di rinvio a giudizio nei confronti di imputati i cui termini di durata della custodia cautelare siano prossimi alla scadenza. I più significativi problemi relazionali esistenti nei rapporti tra i due uffici, però, appaiono originati da problematiche di carattere strutturale. In molte realtà (Reggio Calabria, Bari, Caltanissetta, Palermo), infatti, è stata evidenziata la difficoltà operativa connessa alla ristrettezza di organico di cui soffre l ufficio GIP, peraltro impossibilitato ex lege a servirsi del contributo dei m.o.t., a fronte di uno sperequato numero di sostituti, ed in generale di forze e di mezzi, di cui gode la Procura, e la DDA in particolare, rispetto ad esso. Il reale problema, cioè, sembra essere l esiguità del numero dei GIP che si occupano di mafia rispetto ai pubblico ministero che compongono le DDA Ciò non toglie, tuttavia, che possano sorgere anche problemi determinati da cause di altra natura, come presso il Tribunale di Palermo, ove è presumibilmente la stessa struttura dell ufficio GIP a non apparire funzionante in modo ottimale, sussistendo ancora la distinzione di organico tra GIP e GUP (anche se le nuove tabelle, invero ancora non operative, prevedono la prossima eliminazione di tale differenziazione) ed essendovi un sistema automatico di suddivisione del lavoro forse eccessivamente rigido per cui, ad esempio, non è mai consentita la possibilità del passaggio di una richiesta cautelare da un GIP ad un altro, non prevedendosi alcuna misura di opportuno contemperamento che possa facilitare modalità operative maggiormente snelle e celeri. In generale, tuttavia, presso tutti gli uffici GIP si tendono ad adottare degli accorgimenti pratici che intendono favorire la funzionalità della struttura e tempi più celeri nella definizione delle richieste. Si provvede, così, spesso ad individuare immediatamente il futuro GUP di un determinato fascicolo, onde evitare successivi problemi di incompatibilità, ovvero, come nel caso dei Tribunali di Napoli o di Salerno, le assegnazioni vengono effettuate in ragione della complessità dei singoli fascicoli, mediante un programma di assegnazione automatico ( Aspen ) che parametra con un sistema di punteggi il peso di ciascuna procedura. 160
161 D. Indagini e intercettazioni telefoniche e ambientali L istituto delle intercettazioni è stato oggetto di particolare attenzione da parte di tutti i dirigenti ascoltati, tenuto conto dell importanza che tale strumento assume quale mezzo di ricerca della prova nello svolgimento dell attività investigativa finalizzata non solo alla repressione di delitti di criminalità comune, bensì anche di fattispecie commesse nell ambito della criminalità organizzata di stampo mafioso. Come chiarito da diversi Procuratori della Repubblica dei Tribunali oggetto di interesse in questa sede, molte notizie di reato di competenza della DDA sono acquisite per mezzo di intercettazioni disposte durante lo svolgimento di indagini riguardanti altre ipotesi di reato, ed in particolare quelle riguardanti la materia degli stupefacenti. Il principale problema concreto nella gestione delle intercettazioni è stato ravvisato nel loro costo eccessivo, soprattutto determinato dal fatto che le ditte le gestiscono autonomamente con sistema privatizzato, senza che la Polizia.Giudiziaria, al contempo, disponga di proprie tecnologie avanzate il cui utilizzo possa consentire di contrarne i costi di gestione. Allo stesso fine, é stata anche evidenziata l opportunità di adottare un unico prezziario a livello nazionale che possa favorire un abbassamento dei costi. Proprio in ragione dell importanza che hanno questi strumenti investigativi, essendo state originate numerose indagini di mafia, per l appunto, da intercettazioni disposte in procedimenti di altra natura, è stato da più parti segnalato come un indebolimento legislativo di tale mezzo di ricerca della prova possa avere conseguenze negative assai importanti per lo svolgimento dell azione di contrasto alla criminalità organizzata. Numerose considerazioni di segno negativo, pertanto, sono state espresse dai dirigenti delle diverse DDA su alcune previsioni de iure condendo contenute nel disegno di legge n del 2008, di modifica alla disciplina delle intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali disposte nel corso del procedimento penale. Oggetto di attenzione, in particolare, è stata la disposizione del disegno di legge che attribuisce la competenza ad autorizzare le operazioni di intercettazione al Tribunale distrettuale in formazione collegiale. La quasi totalità dei dirigenti interpellati, infatti, si è espressa in proposito palesando seri dubbi di percorribilità della predetta proposta legislativa. Si è osservato, in modo particolare, come la previsione della necessaria collegialità del GIP per l autorizzazione allo svolgimento delle operazioni di intercettazione potrebbe creare grossi problemi organizzativi, ovvero di natura tabellare, soprattutto insostenibili in uffici di piccole dimensioni, ove si verrebbero a creare continue situazioni di incompatibilità. Ciò avrebbe incidenza pratica ancor più negativa in quegli uffici in cui le richieste di autorizzazione sono in numero assai considerevole e sono quasi sempre avanzate in via di urgenza, con istanza di convalida del decreto emesso dal pubblico ministero, così da costringere di continuo il collegio a riunirsi per il rispetto dei termini ad horas previsti dal codice di procedura penale. E stato rilevato, ancora, come la necessità di rivolgersi per le intercettazioni ad un GIP collegiale farebbe perdere la rapidità della risposta ed apparirebbe vieppiù irrazionale rispetto ad un sistema che poi richiederebbe, per le stesse ipotesi criminose, importanti decisioni nel merito da parte di un giudice monocratico. In sostanza, quindi, all indubbio vantaggio dell aumento di garanzie connesso ad un vaglio effettuato in maniera collegiale corrisponderebbero dei rischi di dissipazione di energia che inducono ad un negativo giudizio in ordine alla previsione di affidare ad un collegio la competenza per l autorizzazione allo svolgimento delle operazioni di intercettazione. Soprattutto significative, poi, appaiono le considerazioni espresse con riguardo all esperienza napoletana, dove, in maniera unica nel panorama nazionale, è stata sperimentata l operatività di un GIP collegiale cui è stata rimessa la competenza sui crimini in materia di rifiuti. Tenuto conto della 161
162 vastità dell ufficio partenopeo si è potuta gestire la situazione, soprattutto al fine di evitare il verificarsi di successive situazioni di incompatibilità, delegando tutta la trattazione di tale tipologia di reati a tre magistrati destinati a Napoli con applicazione extradistrettuale. Simile soluzione, tuttavia, apparirebbe impraticabile per fronteggiare l eventuale generalizzata competenza del GIP collegiale in materia di intercettazioni. Si verificherebbero, pertanto, grossi problemi di organico e di impegno da parte dei GIP, con accumulo di ulteriori ritardi per l adozione dei provvedimenti di loro spettanza. In sostanza, quindi, il giudizio sull esperienza napoletana effettuata in materia di rifiuti è certamente favorevole, ma identica valutazione non può essere espressa in riferimento all ipotetico utilizzo di un GIP collegiale cui affidare i provvedimenti di autorizzazione delle intercettazioni, oltre tutto considerato che, trattandosi quasi sempre di richieste di convalida di decreti di urgenza, sarebbe ogni giorno richiesta l indispensabile presenza di numerosi magistrati in ufficio, con discapito dello svolgimento delle altre numerose incombenze rimesse alla competenza dello stesso ufficio. Con riguardo alla quantità complessiva di richieste di intercettazioni avanzate dalla Procura al GIP sono stati registrati risultati assolutamente oscillanti, che vanno da dati numerici non particolarmente cospicui, come ad esempio le circa richieste annue registratesi presso il Tribunale di Lecce, a dati assolutamente ingenti, come le circa richieste annue riscontrate a Palermo ovvero le circa registrate a Napoli. Nella valutazione di tali ultime, in ogni modo, non può non incidere la considerazione afferente alla vastità della dimensione territoriale di tali distretti, ovvero alla considerazione della presenza che in tali ambiti ha la criminalità organizzata, rispetto alla quale, come detto, lo strumento delle intercettazioni assume primaria importanza in sede investigativa. L analisi dei tempi di definizione delle richieste di intercettazione induce alla considerazione di due aspetti da essa in particolare emergenti, e cioè che tendenzialmente presso tutti gli uffici GIP delle regioni interessate si registrano tempi di reazione abbastanza celeri, e che però, al contempo, il superiore positivo dato è sovente determinato dall accelerazione imposta da parte della Procura della Repubblica che, almeno in alcune realtà, è solita avanzare la sua istanza nella forma della richiesta di convalida del decreto di autorizzazione alle operazioni di intercettazione, prevista nei casi di urgenza ai sensi dell art. 267, comma 2, c.p.p.. E stato accertato, infatti, che le richieste di autorizzazione a disporre le operazioni di intercettazione sono mediamente esitate dal GIP: - in un tempo breve di circa 48 ore (Palermo); - in genere in 24 ore (Caltanissetta); - sempre entro le 48 ore (Salerno); - in 2 o 3 giorni (Catanzaro); - tra le 48 e le 62 ore (Lecce); - in termini molto brevi in tutti i casi in cui ricorrano obiettive situazioni di urgenza, altrimenti provvedendosi in 20 giorni o 1 mese (Bari); - in termini particolarmente immediati (Messina). In taluni casi, proprio la prontezza con cui normalmente il GIP risponde alla sollecitazione della Procura induce tale ultima a non avere necessità di fare ricorso, ovvero a ridurre davvero al minimo (ad esempio al 2/3% circa presso il Tribunale di Lecce), l utilizzo dello strumento del decreto di urgenza. D altro canto, però, è stato anche accertato che presso il Tribunale di Napoli quasi tutte le richieste di intercettazione (circa l 83%) sono di convalida di decreti emessi da parte del publico ministero, con conseguente necessario rispetto dei brevissimi termini di definizione previsti dal codice di rito, mentre le restanti istanze (pari al 17% circa) sono esitate nel termine medio di 7 giorni. Allo stesso modo, presso il Tribunale di Reggio Calabria il 90% delle istanze sono di 162
163 convalida di decreto del pubblico ministero, limitando al residuo 10% la proposizione di richieste di autorizzazione di intercettazioni secondo le modalità ordinarie. E. Misure cautelari e fermi La commisurazione dei tempi di esitazione delle richieste di applicazione delle misure cautelari appare un dato dal rilievo indubbio, non solo in termini di valutazione obiettiva della velocità con cui viene fornita la risposta di giustizia, ma anche, più specificatamente, per le implicazioni che essa determina in rapporto al più o meno ampio ricorso all istituto del fermo. I tempi di definizione delle richieste di applicazione di misura cautelare, in particolare per ipotesi di reato previste dalla disposizione dell art. 51, comma 3 bis, c.p.p., sono risultati essere: - in un tempio medio tra i 15 giorni ed i 3 mesi, pur variando a seconda della struttura temporanea dell organico dell ufficio GIP, nonché dalla complessità della misura, e cioè dal numero di incolpazioni e di soggetti indagati (Palermo); - in 3 o 4 mesi (Caltanissetta); - in genere in un termine compreso tra i 2 e i 6 mesi, ma ci sono eccezioni (pari circa al 10% delle richieste) in cui si provvede anche in 1 anno, e ciò in ragione dell elevatissimo numero di richieste cautelari ordinariamente avanzate e della complessità delle stesse, solitamente riguardanti un cospicuo numero di indagati (Napoli); - in tempi ragionevolmente brevi, che spaziano da 1 settimana a 2 mesi nei casi più gravi (Lecce); - in tempi medi compresi tra i 40 e i 60 giorni, che tuttavia si allungano fino a un termine compreso tra i 6 mesi ed 1 anno nei casi di particolare lunghezza e complessità della richiesta cautelare (Catanzaro); - in un tempo di circa 6 mesi, ma solo per le richieste più difficili (Reggio Calabria); - in un tempo medio di 2 o 3 mesi (Bari); - in un tempo ordinario di 30 giorni, che diviene mediamente di circa 7/9 mesi per le misure aventi ad oggetto un elevato numero di indagati (Salerno); - in un tempo medio di circa 4 mesi (Messina); in un tempo medio di 2 o 3 mesi, anche se per le ordinanze più complesse si provvede perfino in un tempo di definizione pari ad 1 anno circa (Catania). Nella valutazione di tali termini, d altro canto, un peso non secondario lo assume anche la modalità concreta con cui la richiesta cautelare è stata predisposta da parte dalla Procura. Spesso, infatti, le richieste cautelari si limitano a riportare pedissequamente, e talora in maniera acritica, gli atti redatti dalla Polizia Giudiziaria, così imponendo la necessità di un vaglio successivo più intenso da parte del GIP, con conseguente dilatazione dei tempi di redazione del provvedimento cautelare. In altre circostanze non risultano redatte in maniera adeguata, tanto da imporre il ricorso ad un tempo maggiore da parte del GIP per provvedere a redigere l ordinanza applicativa della misura. Sicuramente positivi, ai fini del contingentamento dei tempi medi di definizione delle richieste cautelari, sono taluni accorgimenti adottati in diversi uffici giudiziari nei casi in cui si ravvisi un obiettiva situazione di difficoltà da parte del GIP. Sono stati adottati taluni adattamenti empirici o possibili deroghe ai criteri di assegnazione tabellarmente previsti allo specifico fine di snellire situazioni singole divenute obiettivamente complesse. E il caso, ad esempio, del Tribunale di Messina, ove è prevista la possibilità della riassegnazione di fascicoli con richieste cautelari già avanzate in costanza di problemi oggettivi; ovvero del Tribunale di Reggio Calabria, in cui nell effettuazione delle assegnazioni si tiene conto del carico di lavoro dei singoli giudici; nonché, 163
164 ancora, del Tribunale di Catania, dove nel caso in cui l assegnazione riguardi una misura cautelare particolarmente gravosa è prevista la possibilità che lo stesso GIP salti un turno nell assegnazione della successiva misura. Presso l ufficio GIP di Lecce, poi, è previsto un sistema di ripartizione equilibrato, per cui se due grandi richieste di misura cautelare pervengono al medesimo magistrato nell arco temporale di dieci giorni è stabilito che una delle due passi ad altro GIP, ovvero che se lo stesso giudice ha un carico eccessivo di assegnazioni, si ha il blocco delle stesse per un tempo di 1 o 2 mesi. Nel Tribunale di Napoli, invece, è previsto che a 6 mesi di ritardo nell adozione dell ordinanza cautelare è individuata una situazione di sofferenza che determina che da tale momento si cominciano ad adottare sistemi di assegnazione che concretamente incidono nell aiuto al suddetto GIP. Tutti questi interventi vengono effettuati in maniera empirica, senza la previsione di nessuna specifica soluzione tabellare riguardante l ufficio GIP, atteso che le uniche disposizioni contenute nelle tabelle sono finalizzate solo ad evitare situazioni di incompatibilità, ovvero talora a suddividere le specifiche competenze in ragione dei reati da trattare (come ad esempio previsto presso il Tribunale di Catania). Come in precedenza accennato, i tempi di esitazione delle richieste di applicazione di misure cautelari risultano inversamente proporzionali rispetto all utilizzo che nei vari Tribunali viene fatto dello strumento del fermo, il quale richiede la presenza di requisiti di legge che, a giudizio di alcuni procuratori, si attagliano perfettamente ai reati di criminalità organizzata, considerato che rispetto ad essi il fermo ha una grossa importanza strategica, consentendo alla DDA un opportuno controllo dei tempi di intervento. In genere la fattispecie di cui all art. 384 c.p.p. viene utilizzata per intervenire a fermare i fiancheggiatori di grossi latitanti di mafia, così da creare un vuoto intorno a costoro e favorirne la successiva cattura. Non è mancato, tuttavia, chi ha anche osservato come il ricorso allo strumento del fermo, oltre ad essere adottato nei casi in cui l ufficio GIP non sia nella possibilità di provvedere con la misura cautelare in tempi rapidi, viene effettuato per potersi scegliere il GIP destinatario della trattazione del fascicolo. Diverse sono le situazioni esemplificative della rappresentata correlazione esistente tra fermo e tempi di definizione delle istanza cautelari. Così, ad esempio, la circostanza che presso l ufficio GIP di Salerno vengono rese risposte alle richieste della Procura in tempi mediamente ragionevoli, sia pur con qualche singola eccezione, ha di fatto evitato l ampio uso dell istituto del fermo. Del pari, la velocità con cui i GIP di Lecce sono soliti provvedere sulle richieste di applicazione di misure cautelari rende praticamente inutile, e quindi desueto, il ricorso allo strumento del fermo. Stesso dicasi per il Tribunale di Caltanissetta, dove il GIP è normalmente tempestivo nel decidere sulle richieste di applicazione di misure cautelari. Come da taluno osservato, tuttavia, l utilizzo dell istituto del fermo rappresenta spesso una sorta di forzatura processuale, invero poco gradita dai GIP che praticamente lo subiscono, per cui sarebbe meglio valorizzare i sistemi di funzionalità dell ufficio GIP. Anche tenuto conto dei grossi problemi di organico di cui soffre l ufficio GIP di Reggio Calabria, per cui i GIP hanno perfino difficoltà oggettive a provvedere concretamente alla sua convalida, nel Tribunale reggino è stato fatto ricorso all istituto del fermo in maniera certamente non eccessiva e solo con riguardo alle situazioni considerate di maggiore importanza. Per converso, è molto elevato il numero dei fermi, con un ricorso a tale figura divenuto ultimamente perfino più frequente, presso il Tribunale di Palermo, quasi sempre allo scopo di evitare i lunghi e non preventivabili tempi di adozione delle misure cautelari, determinati dall elevato numero di richieste di solito formalizzate da parte della Procura. I fermi non sono stati praticamente mai usati, però, in pendenza di una richiesta di misura cautelare già avanzata. 164
165 La lentezza del provvedere del GIP, determinata dal grosso numero di pendenze esistenti, facilita il ricorso all istituto del fermo del pubblico ministero anche presso il Tribunale di Napoli, ove, tuttavia, il registrato recente incremento nel suo utilizzo sembra riguardare assai poco la DDA rispetto alla Procura ordinaria. Il registrato ritardo con cui l ufficio GIP provvede all adozione dei provvedimenti cautelari, in particolare determinato dalla carenza di organico di cui tale ufficio soffre, ha frequentemente indotto la Procura di Catanzaro ad utilizzare l istituto del fermo. In ogni modo, è di recente diminuito l utilizzo della figura prevista dall art. 384 c.p.p. in esito ad un intervenuta interlocuzione tra i dirigenti degli uffici del Tribunale calabrese. Parimenti, vi è stato un frequente ricorso allo strumento del fermo anche da parte della Procura di Bari, diminuito dopo un colloquio avuto con i componenti dell ufficio GIP, per cui ora viene fatto ricorso all istituto del fermo solo nei casi di emergenza effettiva e reale. Allo stesso modo, anche presso il Tribunale di Catania dopo un eccessivo uso dell istituto del fermo vi è stato lo svolgimento di una riunione tra l ufficio GIP e la Procura, per cui ora si ricorre ad esso solo in casi estremi, come ad esempio nelle situazioni in cui appare necessario per salvare la vita a delle persone. F. Misure di prevenzione Per lo stretto legame che unisce la materia delle misure di prevenzione alla criminalità organizzata, e dunque all attività repressiva di competenza della direzione distrettuale antimafia, appare interessante evidenziare anche le risultanze scaturite in materia dall attività istruttoria svolta dal Consiglio Superiore della Magistratura. Dal punto di vista dell organizzazione tabellare, sono diversificate le soluzioni adottate dagli uffici inquirenti e giudicanti nella gestione di tale particolare mezzo di contrasto alla criminalità organizzata, la cui rilevanza e capacità di incidenza è stata vieppiù esaltata dall utilizzo delle misure aggressive dei beni e dei patrimoni illecitamente accumulati dai differenti apparati mafiosi. Un po ovunque, infatti, è risultato percentualmente incrementato, e con buoni successi, il ricorso allo strumento delle misure di prevenzione del tipo patrimoniale (vd., ad esempio le più che positive esperienze realizzatesi presso i Tribunale di Messina o di Catanzaro), da più parti ritenute la principale forma di opposizione alla criminalità organizzata, quale strumento idoneo a minare le fondamenta dell organizzazione criminosa, anche e più dei provvedimenti restrittivi dei suoi partecipi, in quanto capace di ridurne le possibilità finanziarie. Solitamente negli uffici requirenti la materia è rimessa alla competenza dei sostituti della Procura ordinaria, pur tuttavia sussistendo talune realtà, come quella della Procura della Repubblica di Catania, in cui è stata istituita una Sezione specifica della DDA che espressamente si occupa delle misure di prevenzione, con l ausilio e l assistenza di tutti i componenti dell ufficio. Anche presso la Procura della Repubblica di Napoli le misure di prevenzione sono trattate all interno della DDA, ritenendosi le relative attività investigative strettamente collegate alle indagini penali sulla criminalità organizzata. Trattasi, invero, di motivazione condividibile e logica, che induce ad un giudizio favorevole in ordine alla sua estensione applicativa in tutte le realtà, come quelle in esame, in cui maggiormente estesa e prolifica è l azione della criminalità organizzata. Allo stesso modo, anche con riferimento agli uffici giudicanti deve ravvisarsi una diversificazione tra previsioni tabellari che rimettono la competenza della materia delle misure di prevenzione ad una Sezione specializzata (come è il caso dei Tribunali di Lecce, Reggio Calabria, Salerno e Catania), ed altre in cui, non esistendo una Sezione esclusivamente dedicata ad esse, la trattazione delle richieste di applicazione di tali istituto è rimessa alla competenza di una Sezione 165
166 promiscua, che, al contempo, provvede alla trattazione degli ordinari processi penali (questo è il caso, ad esempio, dei Tribunali di Palermo o di Caltanissetta). Significativamente, però, anche nei Tribunali dotati di Sezione specializzata si ravvisano alcune difficoltà operative in materia di misure di prevenzione, determinate dal consueto problema della scarsezza degli organici, e cioè dall esiguo numero di magistrati effettivamente assegnati a tale Sezione (come è il caso del Tribunale di Reggio Calabria), ovvero dalla circostanza che esse contestualmente espletano anche funzioni di Riesame (come avviene presso il Tribunale di Catania). In ogni modo, anche per gli uffici giudicanti il ricorso alla struttura specializzata appare maggiormente funzionale ed efficiente, tanto da auspicarsene l introduzione con modifica tabellare anche in realtà ove essa allo stato non sussiste. Tale modifica potrebbe anche favorire una risposta di giustizia più celere, riducendo i tempi non sempre rapidi con cui il Tribunale provvede sulle istanze di applicazione delle misure di prevenzione. Sia pur dovendosi diversificare tra le singole realtà territoriali, infatti, sono stati accertati quali termini di definizione di tali procedimenti anche medie che vanno da: - 1 anno per le misure personali e 3 anni per quelle patrimoniali (Palermo); - pochi mesi per le misure personali e circa 1 anno per quelle patrimoniali (Caltanissetta); - circa 1 o 2 anni per le nuove procedure e 4 o 5 anni per quelle più vecchie, accumulatesi in ragione di un sottodimensionamento a lungo sofferto nell organico (Napoli); - 8 mesi o 1 anno per le misure personali e circa 2 anni per quelle patrimoniali (Bari). A fronte di ciò, comunque, devono positivamente ravvisarsi altre differenti esperienze specifiche, in cui i tempi di definizione dei procedimenti aventi ad oggetto le misure di prevenzione sono decisamente più brevi, con medie pari a: - circa 3 mesi (Salerno); - circa 3 o 4 mesi (Catania); - o comunque senza ritardo (Reggio Calabria). Invero particolare, poi, è la situazione del Tribunale di Messina, dove il Collegio è risultato solito provvedere sulle richieste di misure personali in due o tre udienze, impiegando, invece, 1 anno e mezzo o 2 anni per decidere sulle richieste di misure patrimoniali. Da ultimo, piace ricordare come siano state indicate alcune proposte di riforma della normativa in materia che, a dire dei dirigenti ascoltati, ne favorirebbe una migliore applicazione pratica. Si è auspicato, in particolare, un intervento legislativo che provveda a realizzare una sorta di testo unico della disciplina dettata in tema di misure di prevenzione, atteso che l attuale panorama normativo si palesa eccessivamente frammentario, così, di fatto, riducendone la possibilità di incidenza nel contrasto alla criminalità organizzata. G. Dichiarazioni di incompetenza Un dato di interesse da registrare, anche se in maniera parziale rispetto ad altre considerazioni pure espresse dai dirigenti degli uffici consultati, è quello del verificarsi di un certo abuso nel ricorso, da parte di magistrati e dirigenti delle Procure Circondariali, ad una prassi per cui si preferisce mantenere il fascicolo di indagine in carico a tali uffici fino alla predisposizione della richiesta di applicazione di misure cautelari senza, invece, trasmettere subito per competenza l incartamento processuale alla Procura distrettuale, nella ricorrenza di una delle ipotesi delittuose di cui all art. 51, comma 3 bis, c.p.p.. Tale dato è stato soprattutto evidenziato in ragione del non esiguo numero di situazioni in cui il GIP del Tribunale non distrettuale emette l ordinanza cautelare e contestualmente si dichiara incompetente ai sensi della previsione di cui all art. 27 c.p.p.. 166
167 Tale prassi, oltre ad essere illegittima, appare foriera di non secondarie conseguenze negative, considerato che la Procura della Repubblica ed il GIP, in sede distrettuale, si vedono, rispettivamente, costretti a chiedere e ad emettere, il tutto nell esiguo termine di venti giorni dalla declaratoria di incompetenza, misure cautelari solitamente assai complesse, riguardanti indagati per mafia incolpati di numerose fattispecie criminose. Del pari, tale modus procedendi, sovente mosso da intollerabili aspirazioni di protagonismo e visibilità, appare vieppiù inopportuno sotto un profilo di coordinamento investigativo, venendo a ledere quella funzione di raccordo espressamente rimessa dalla legge alla DDA, e soprattutto a far correre rischi di discovery di specifiche risultanze investigative con tempistiche di intervento inadeguate, che determinano il fallimento di più ampie e fruttuose strategie operative, che solo una regia comune può prevedere e favorire. Per ragioni di completezza, tuttavia, appare opportuno evidenziare come gli stessi Procuratori della Repubblica distrettuali ascoltati non abbiano palesato una medesima attenzione nell evidenziare come anche presso i loro uffici si verifichino delle situazioni del tutto analoghe, trattenendosi alla cognizione della locale DDA dei procedimenti di rilievo ex art. 51, comma 3 bis, c.p.p. invece di competenza di altro Tribunale distrettuale (solitamente del Nord Italia), cui il fascicolo perviene solo dopo la declaratoria di incompetenza pronunciata dal GIP, ai sensi dell art. 27 c.p.p., contestualmente all emissione della misura cautelare. H. Considerazioni finali I dati raccolti e le opinioni espresse dai dirigenti degli uffici giudiziari consultati consentono di trarre alcune riflessioni di massima, che non possono che partire dalla necessità di evidenziare l assoluta insufficienza di mezzi (personale, organici) che costituisce dappertutto il principale ostacolo ad un ottimale amministrazione della giustizia nelle zone più interessate al fenomeno della criminalità di stampo mafioso. Oltre a ciò emergono evidenti controindicazioni a talune prospettive di riforma del sistema processuale che sono state avanzate e costituiscono tuttora materia di dibattito in sede politica, quali la riduzione della possibilità di svolgere intercettazioni telefoniche ed il ridimensionamento del ruolo del pubblico ministero nei suoi rapporti funzionali con la polizia giudiziaria nel corso delle indagini preliminari. Con riguardo, invece, alle dinamiche relative ai rapporti tra uffici, emerge con tutta evidenza la necessità di adottare moduli organizzativi razionali anche al fine di evitare forzature normative. Prova di ciò si ha con riguardo alle intercettazioni telefoniche e alle misure cautelari adottate con provvedimenti di urgenza dai pubblici ministeri, che significativamente ricorrono maggiormente laddove la risposta dell organo giudicante è più lenta a pervenire. Altro problema evidenziato è quello di indurre tutti gli uffici giudiziari a mantenersi nell ambito della propria competenza, senza indulgere a sconfinamenti dovuti a qualsiasi ragione che provocano conseguenze negative sempre difficili da rimediare. E il caso dei rapporti di competenza tra DDA e procure circondariali da un lato, e tra diverse DDA dall altro, che per essere corretti e funzionalmente più efficaci esigono che l esatta competenza per materia o territoriale siano individuate quanto prima possibile e che la trasmissione di atti per competenza avvenga con estrema tempestività. E da sottolineare, infine, che la nuova frontiera del contrasto alla criminalità organizzata è ormai da tutti individuata nell aggressione ai patrimoni mafiosi, che deve avvenire con ogni mezzo che il sistema giuridico pone a disposizione dell autorità giudiziaria. E necessario apprestare, ad esempio, moduli organizzativi interni agli uffici giudicanti che garantiscano 167
168 tempestività e specializzazione in materia di misure di prevenzione, in questa ottica vero e proprio settore cardine della giurisdizione penale. 168
169 10. UNA INDICAZIONE PROPOSITIVA 1. L'esperienza consiliare di questo quadriennio conferma l indicazione che emerge dall analisi sin qui svolta: l amministrazione della giustizia nelle regioni del Sud con elevata presenza di criminalità mafiosa presenta caratteri particolari e richiede, conseguentemente, risposte specifiche e talora diverse da quelle necessarie per gli uffici giudiziari in genere. Accade infatti che in quelle regioni, in cui si concentra il 37% dell organico dei magistrati, le scoperture siano maggiori che nel resto d Italia, che si concentrino gran parte delle sedi disagiate, che ci siano sedi di dimensioni così ridotte da superare ogni razionalità, che il tourn over dei magistrati sia in assoluto il più elevato. Ne consegue un quadro complessivo particolarmente grave in cui i tempi processuali non accennano a diminuire ed anzi tendono talora a dilatarsi ulteriormente (soprattutto in appello), l impossibilità (o la difficoltà) di adottare tempestivamente i provvedimenti urgenti (per esempio in materia cautelare) ha portato finanche a distorsioni dei ruoli processuali, alcuni dibattimenti per vicende assai delicate si prolungano per anni con effetti destabilizzanti anche in punto credibilità dei relativi esiti. Ma non c è solo questo. Sulla situazione descritta, già di per sé problematica, si innesta la necessità di dare risposte convincenti a fenomeni criminali particolarmente complessi e a situazioni sociali spesso assai pregiudicate (con evidenti ripercussioni anche sul versante giudiziario, per esempio, in materia previdenziale) Di ciò si sono mostrati consapevoli i dirigenti degli uffici coinvolti negli incontri realizzati nei diversi distretti e nei seminari appositamente organizzati dal Consiglio, che hanno sottolineato alcuni snodi di particolare rilievo: non solo l insufficienza delle risorse umane e materiali (che ostacola una razionale e adeguata resa del servizio) ma anche il deficit di organizzazione (fonte di ulteriori lentezze e, a volte, difficoltà nella proficua collaborazione tra uffici, in particolare DDA e procure ordinarie), la insufficiente percezione del ruolo strategico nell azione di contrasto della criminalità organizzata della aggressione ai patrimoni mafiosi (con notevoli diversità di interventi da sede a sede), i rischi connessi con talune prospettive di riforma del sistema processuale (quali la riduzione della possibilità di svolgere intercettazioni telefoniche e il ridimensionamento del ruolo del pubblico ministero nei suoi rapporti funzionali con la polizia giudiziaria nel corso delle indagini preliminari) e molto altro ancora. Si tratta, all evidenza, di alcuni soltanto dei molti problemi che affliggono la giustizia nelle regioni del Sud, sufficienti, peraltro, a evidenziare ulteriormente la necessità di interventi specifici soprattutto con riferimento alle necessità proprie del contrasto della criminalità mafiosa. Ciò, del resto, è emerso in diversi momenti della attività consiliare di questo quadriennio: le visite e gli incontri realizzati ad hoc da parte della I e della VII Commissione a Reggio Calabria e della VII Commissione a Napoli, gli incontri preparatori della presente relazione nelle diverse corti d appello, alcune procedure in particolare in prima Commissione in cui si sono toccate con mano la specificità e la difficoltà ambientale di affrontare in modo adeguato le sfide proposte dalla criminalità organizzata. In estrema sintesi è di tutta evidenza che la criminalità organizzata di stampo mafioso continua a rappresentare un grave pericolo per l assetto della società e per lo stesso funzionamento delle istituzioni e che la risposta giudiziaria riveste, al riguardo, un ruolo di primaria importanza. 169
170 2. Non si parte certo da zero. Negli ultimi decenni l intervento giudiziario di contrasto alle mafie ha segnato una rilevante crescita di incisività e ha conseguito significativi successi. Ma le organizzazioni mafiose dimostrano una straordinaria capacità di modernizzazione e rinnovamento e rinviano alla necessità di una azione giudiziaria sempre più determinata e con caratteristiche qualitative di eccellenza. Per questo la magistratura tutta, e il Consiglio superiore in primis, deve essere consapevole che il fenomeno mafioso costituisce una grande questione nazionale che impone una mobilitazione permanente sul piano della tensione morale, della cultura professionale e dell impegno generalizzato. Tale impegno peraltro, per quanto forte e decisa sia la determinazione del Consiglio e dei magistrati, non potrà avere risultati realmente positivi, come l esperienza giudiziaria dimostra, senza un contesto di iniziative dirette a rinnovare le strutture della giustizia e ad adeguarle alla situazione da fronteggiare. Ne viene la necessità di iniziative coordinate che chiamano in causa una pluralità di attori: il Parlamento, il Governo e il circuito di governo autonomo della magistratura, a cominciare dal Consiglio superiore. I settori di intervento sono molteplici. A mero titolo di esempio: la questione degli organici e delle modalità per assicurarne la copertura; quella delle sedi disagiate e degli strumenti per incentivare, in esse, la permanenza di magistrati motivati ed esperti; le ricadute sulla effettività del servizio giustizia dei vincoli ordinamentali in tema di assegnazione dei magistrati di prima nomina e di passaggio di funzioni; l opportunità di una revisione delle circoscrizioni giudiziarie più irrazionali (anche a prescindere da un più generale e complessivo riordino); le misure per far fronte a carenze temporanee di organico (con una rimeditazione dello strumento dei magistrati distrettuali); la politica tabellare del Consiglio; gli interventi consiliari sulle situazioni di sofferenza degli uffici (con un ripensamento dell art 2 legge guarentigie e del sistema di accertamento delle incompatibilità parentali); la strutturazione della formazione anche come veicolo di crescita organizzativa mediante la stabilizzazione dello scambio di esperienze tra uffici; i necessari aggiustamenti della normativa sostanziale e processuale di contrasto alla criminalità organizzata e via elencando. Su molti di questi temi in Consiglio è intervenuto anche nell ultimo periodo con diverse importanti risoluzioni, ma l esperienza dimostra l insufficienza di iniziative, pur in sé valide, ma disorganiche, occasionali, dettate da situazioni di sofferenza specifica. La difficoltà (spesso la drammaticità) della situazione richiede un Consiglio costantemente in prima fila nelle sue funzioni di governo dell istituzione giudiziaria, nel ruolo di riferimento culturale per i magistrati e come elemento di stimolo e interlocuzione, nel rispetto delle specifiche competenze, del Parlamento e del Governo. La vicinanza del Consiglio per dare e per ricevere degli input è stata, del resto, sollecitata in diverse occasioni dai magistrati operanti nelle realtà più difficili. Di qui la scelta di fornire a tutte le istituzioni interessate la fotografia ragionata della situazione e dei problemi su cui ci si è sin qui soffermati, accompagnata da una indicazione metodologica offerta anche alla riflessione del nuovo Consiglio su soluzioni organizzative che consentano una più continuativa e organica attenzione al tema della risposta giudiziaria alla criminalità mafiosa. 3. La ricerca di soluzioni siffatte è stata una costante nella storia del Consiglio superiore, che già nella sesta consiliatura, con delibera del 15 settembre 1982, istituì al proprio interno un Comitato antimafia che promosse, tra l altro, incontri seminariali tra i magistrati delle sedi più calde e un indagine conoscitiva, con visita di quattro delegazioni del Consiglio nei distretti interessati dal fenomeno mafioso, predisponendo all esito una relazione articolata (approvata 170
171 dal plenum il 14 luglio 1983) con proposte di straordinaria modernità, molte delle quale tradottesi, negli anni successivi, in concrete iniziative. Nelle consiliature successive come risulta dalla analitica ricostruzione effettuata nel parere 13 dicembre 2004 della Commissione per il regolamento interno sottoposta al plenum dell 8 giugno 2005 le soluzioni organizzative adottate, oggetto di specifici interventi del Capo dello Stato, sono state diverse, anche per tener conto della riduzione del numero dei consiglieri e della mutata articolazione delle commissioni referenti, ma fermo è rimasto come si legge nell oggetto di una delibera del Comitato di presidenza del 19 maggio 2004 «l impegno del Consiglio in materia di contrasto alla criminalità organizzata per l individuazione di strumenti organizzativi più adeguati per assicurare impulso e coordinamento delle diverse iniziative, anche attraverso monitoraggi e visite agli uffici giudiziari più esposti». Ciò è stato da ultimo ribadito dal vicepresidente nel plenum del 5 maggio 2010 all esito del dibattito su intimidazioni e minacce nei confronti di pubblici ministeri palermitani. La prospettiva merita di essere riproposta al termine di questa relazione, come necessario complemento della analisi ragionata della situazione e dei problemi principali che la caratterizzano. Non è questa la sede per indicazioni organizzative che saranno, casomai, di competenza del prossimo Consiglio ma va sottolineato che, alla luce dell esperienza di questi anni, un luogo di attenzione trasversale alle commissioni e con carattere di stabilità appare indispensabile al fine di contribuire a realizzare interventi tempestivi nei punti di maggior sofferenza, ad assicurare il coordinamento e la crescita professionale e culturale degli uffici interessati e a realizzare un opportuno collegamento con le altre istituzioni. 171
172 ALLEGATI PRIMA PARTE Materiali preparatori per la relazione 172
173 ALLEGATI 1. Delibera del plenum 13.XII.2007 avente ad oggetto: relazione al Parlamento Problemi della amministrazione della giustizia nelle regioni del Sud ; 2. Missiva 13.I.2009 ai Presidenti delle Corti di Appello e ai con proposta incontro preparatorio; 3. Missiva 27.II.2009 ai segretari dei Consigli Giudiziari interessati; 4. Relazione del Consiglio giudiziario di Napoli sulla situazione del distretto; 5. Relazione del Consiglio giudiziario di Salerno sulla situazione del distretto; 6. Relazione del Consiglio giudiziario di Bari sulla situazione del distretto; 7. Relazione del Consiglio giudiziario di Lecce sulla situazione del distretto; 8. Relazione del Consiglio giudiziario di Catanzaro sulla situazione del distretto; 9. Relazione del Consiglio giudiziario di Reggio Calabria sulla situazione del distretto; 10. Relazione del Consiglio giudiziario di Messina sulla situazione del distretto; 11. Relazione del Consiglio giudiziario di Catania sulla situazione del distretto; 12. Relazione del Consiglio giudiziario di Caltanissetta sulla situazione del distretto; 13. Relazione del Consiglio giudiziario di Palermo sulla situazione del distretto; 14. Questionario sulle condizioni di lavoro dei magistrati di prima nomina (invito ); 15. Lettera invito ai Procuratori della Repubblica distrettuali per seminario 3.VII.2009 (con scheda allegata); 16. Lettera invito ai Presidenti di Tribunale distrettuali e Presidenti Sezioni giudici per le indagini preliminari per seminario 9.X Nota 6.III.2010 Consiglio Nazionale Forense su numero avvocati nelle regioni interessate 173
174 1. Delibera Consiglio Superiore della Magistratura in data 13 dicembre 2007 concernente Relazione al Parlamento su Problemi della giustizia nelle regioni del Sud. Il Consiglio Superiore della Magistratura, - visto l'art 28, comma 1 del Regolamento Interno, secondo cui il Consiglio redige una relazione sullo stato della amministrazione della giustizia in conformità all'ordine del giorno approvato dal Senato della Repubblica il 29 gennaio 1969; - visto il comma 2 del medesimo articolo, secondo cui i temi della Relazione e gli eventuali gruppi di lavoro per la loro elaborazione sono deliberati dal Consiglio su proposta della Commissione per la Riforma giudiziaria e l'amministrazione della giustizia; osserva la situazione di sofferenza e di difficoltà a rendere un servizio giustizia corrispondente alle attese della società è particolarmente acuta, come recenti vicende dimostrano, negli uffici del Sud (in particolare della Campania, della Puglia, della Calabria e della Sicilia). Un intervento del Consiglio teso a descrivere la situazione in atto in tali realtà, ad analizzarne le ragioni e formulare proposte migliorative appare, di conseguenza, particolarmente opportuno. Ciò si colloca, del resto, in una prospettiva già tracciata dall'organo di governo autonomo che, negli anni '80 (delibera del plenum in data 14 luglio 1983), predispose una articolata proposta di interventi, rivelatisi negli anni successivi di grande utilità sia per l'azione consiliare che per iniziative legislative e amministrative. Destinare a questa analisi la relazione al Parlamento (e non altre, pur possibili, iniziative consiliari) risponde alla percezione del carattere centrale del tema della effettività del servizio giustizia (in particolare nelle situazioni più delicate) e della necessità di affrontarlo in concreto e non solo con elaborazioni astratte. La relazione - la cui articolazione sarà definita nei dettagli dalla competente commissione - dovrà, in ogni caso, comprendere tre punti fondamentali: 1) la situazione degli uffici per quanto riguarda gli organici dei magistrati nonché la mobilità e lo status degli stessi (anche con riferimento alla congruità delle scelte amministrative e legislative adottate, ai carichi di lavoro e ai tempi di definizione dei procedimenti, alle situazioni ambientali che incidono sul lavoro e sulla indipendenza di giudici e pubblici ministeri); 2) i profili organizzativi degli uffici con riferimento sia alle dotazioni amministrative e strutturali (edilizia, mezzi informatici, organici virtuali e reali del personale amministrativo, apparati di tutela dell'incolumità delle persone comunque coinvolte nella attività processuale) sia all'effettività del sistema tabellare (osservanza delle circolari, contenzioso, soluzioni adottate dai dirigenti e dai semi direttivi, distribuzione dei carichi di lavoro, utilizzazione degli uditori giudiziari, ecc.); 3) l'azione di contrasto della criminalità organizzata, con individuazione dei profili di adeguatezza e di insufficienza e con l'articolazione di opportune proposte al riguardo. Quanto al metodo di lavoro, esso si articolerà attraverso i seguenti passaggi: a) estrazione, elaborazione e analisi di dati statistici e di elementi informativi già in possesso del Csm, del Ministero della giustizia o degli uffici giudiziari interessati (compresa la Direzione nazionale 174
175 antimafia); b) rilevazione diretta di elementi conoscitivi attraverso missioni sul posto (eventualmente svolte da sottocommissioni o da gruppi di lavoro composti da consiglieri, anche non esclusivamente della VI Commissione) ovvero attraverso elaborazione di questionari rivolti a magistrati e dirigenti (ed eventualmente ad altri soggetti interessati; c) analisi degli elementi informativi e individuazione dei profili di sofferenza degli uffici e dei temi sui quali è possibile e opportuno intervenire; d) elaborazione di proposte di interventi migliorativi realizzabili dal Consiglio, dal Ministero della giustizia e, soprattutto, dal Parlamento e dal Governo (attraverso l'iniziativa legislativa e l'azione amministrativa). Alla stregua di quanto precede delibera A) che sia redatta una Relazione sullo stato dell'amministrazione della giustizia sul tema: Problemi della amministrazione della giustizia nelle regioni del Sud, da trasmettere al Ministero della giustizia entro il 2008; B) di dare mandato alla sesta Commissione per la Riforma giudiziaria e l'amministrazione della giustizia di provvedere alla elaborazione della proposta di Relazione con i moduli operativi e con gli strumenti che essa riterrà opportuni; C) di promuovere la partecipazione di tutti i Consiglieri all'opera di elaborazione della relazione; D) di riservare alla Sesta Commissione, ai sensi dell'art. 28 del Regolamento Interno, di valutare l'opportunità o meno di proporre al Plenum la costituzione di gruppi di lavoro aperti a tutti i Consiglieri sulla base delle disponibilità manifestate al Presidente della Sesta Commissione e delle valutazioni della Sesta Commissione.>>. 175
176 2. Missiva a Presidenti Corte Appello e Procuratori generali Consiglio Superiore della Magistratura Nell'eventuale risposta indicare il numero di protocollo di riferimento Roma, 13 gennaio 2009 Al Presidente della Corte di Appello (anche nella veste di Presidente del Consiglio giudiziario) CALTANISSETTA Al Procuratore generale presso la Corte di Appello CALTANISSETTA OGGETTO: Pratica num. 11/RP/ Relazione al Parlamento per l anno Preg.mo Presidente, preg.mo Procuratore, il Consiglio superiore ha deliberato di dedicare la Relazione al Parlamento ai problemi della amministrazione della giustizia nelle regioni del Sud a più alta densità criminale (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia). La ragione è legata, evidentemente, alla convinzione 176
177 della assoluta centralità, in particolare in tali aree, della questione giustizia e delle modalità con cui viene reso il relativo servizio. La relazione come risulta dalla delibera in data 13 dicembre 2007, che si allega sub A consterà di tre parti, la prima dedicata a una articolata descrizione della situazione (sia in termini organizzativi che in termini di risultati ), le altre dedicate alla analisi dei problemi aperti e alle proposte di interventi migliorativi da formulare al Parlamento, al Governo e alle articolazioni centrali e periferiche dell autogoverno. È ferma convinzione del Consiglio che gli ultimi profili indicati non possono essere adeguatamente affrontati senza un coinvolgimento delle realtà territoriali e senza un metodo partecipato sia nella identificazione dei problemi di maggior rilievo che nella definizione delle proposte. A questo fine il Consiglio ritiene che siano necessarie, tra l altro: - una ricognizione dei problemi più rilevanti emersi nel distretto (e delle esperienze più significative realizzate per risolverli) accompagnata da eventuali proposte sia sul piano legislativo che su quello amministrativo e organizzativo ritenute utili per un miglioramento qualitativo e quantitativo del servizio: - l acquisizione di dati specifici su situazioni particolari (a cui sono finalizzati i questionari allegati sub B e C che saranno a breve inviati ai soggetti interessati); - una serie di audizioni mirate su questioni particolari. Per organizzare questo lavoro, che, al fine di consentire la stesura della relazione nei termini previsti, dovrà svilupparsi e concludersi entro il 15 marzo prossimo, proponiamo un incontro, con Voi e con il consiglio giudiziario del distretto in composizione allargata, del cons. Fiorella Pilato (delegato a rappresentare il Consiglio alla inaugurazione del prossimo anno giudiziario) che potrebbe avere luogo in Caltanissetta nel pomeriggio del 30 gennaio. Vi sarò grato di un sollecito riscontro (o di una diretta presa di contatto con il cons. Pilato), anche al fine di determinare le modalità organizzative di tale incontro. Distinti saluti 177
178 3. Missiva a segretari Consigli Giudiziari Roma, 27 febbraio 2009 Al dr. Edorado Cilenti segretario Consiglio giudiziario Napoli Al dr. Marianna D Avino segretario Consiglio giudiziario Salerno Al dr. Ettore Cirillo segretario Consiglio giudiziario Bari Al dr. Alcide Maritati segretario Consiglio giudiziario Lecce Al dr. Eugenio Facciolla segretario Consiglio giudiziario Catanzaro Al dr. Maria Luisa Mirabda segretario Consiglio giudiziario Reggio Calabria Al dr. Massimiliano Micali segretario Consiglio giudiziario Messina Al dr. Andrea Migneco segretario Consiglio giudiziario Catania Al dr. Cesare Zucchetto segretario Consiglio giudiziario Caltanissetta Al dr. Adriano Scudieri segretario Consiglio giudiziario Palermo OGGETTO: Pratica num. 11/RP/ Relazione al Parlamento per l anno
179 All'esito degli incontri intervenuti tra i consiglieri delegati per l'inaugurazione dell'anno giudiziario e i consigli giudiziari interessati, la VI Commissione del Consiglio, tenendo doverosamente conto dei molti e interessanti stimoli raccolti, ha aggiornato e messo a punto l'impostazione della relazione al Parlamento. Ricordo, per comodità di tutti, che la struttura della relazione prevede una articolazione in tre parti: la prima dedicata a una sorta di fotografia ragionata della situazione della giustizia nelle regioni interessate (sia in termini organizzativi che in termini di risultati ); la seconda destinata alla individuazione e all'analisi dei problemi aperti con indicazione delle relative priorità; la terza tesa a formulare proposte di interventi migliorativi da prospettare al Parlamento, al Governo e alle articolazioni centrali e periferiche dell'autogoverno. Orbene, è di tutta evidenza che la completezza, la puntualità, la capacità di rappresentazione e la forza persuasiva di una relazione siffatta saranno tanto maggiori quanto più intensa sarà la partecipazione delle realtà territoriali sia nella identificazione dei problemi che nella definizione delle proposte. Di qui la sollecitazione a ciascun consiglio giudiziario di redigere, seguendo lo schema anzidetto, un proprio elaborato (corredato da opportuni dati statistici) che costituirà parte integrante della relazione finale. Per ragioni di uniformità l'elaborato di ciascun consiglio dovrà aggirarsi sulle cartelle. La relativa redazione potrà, ovviamente, avvalersi degli specifici contributi ritenuti opportuni (a cominciare da quelli di esponenti degli uffici maggiormente coinvolti nei problemi di ciascuna realtà, della Associazione nazionale magistrati e del Consiglio dell'ordine degli avvocati). Sempre al fine di garantire la maggiore omogeneità e fruibilità dei singoli contributi i relatori della VI Commissione e il magistrato segretario della stessa dr. Eugenio Albamonte sono disponibili ad ogni opportuno confronto in itinere e, ove ciò si renda utile, anche a un incontro congiunto con i segretari dei consigli giudiziari (o con chi, in ciascuna sede, seguirà questo lavoro). Il termine per l invio degli elaborati alla VI Commissione resta necessariamente fissato, al fine di consentire la approvazione della relazione nei tempi previsti, al 20 aprile. Confido nella massima collaborazione di tutti, posto che anche a questo sforzo collettivo è legata la possibilità di dare soluzione almeno ad alcuni dei gravi problemi che l'amministrazione della giustizia ha di fronte. Distinti saluti 179
180 4. Relazione del Consiglio giudiziario di Napoli sulla situazione del distretto CORTE DI APPELLO DI NAPOLI CONSIGLIO GIUDIZIARIO Oggetto: relazione al Parlamento per l anno 2008 sui problemi della giustizia nelle regioni del Sud. Pratica CSM n. 11/RP/2007. Incontro a Napoli del 30 gennaio 2009 con il Consigliere dr. Livio Pepino VI Commissione. I. La sintesi della relazione dei Presidenti delle Corti di appello dimostra senza tema di smentita che l allarme risalente dato dai Procuratori generali nella stessa occasione dell inaugurazione dell anno giudiziario era legittimo e giustificato, purtroppo inascoltato: la sintesi di quelle letture denunzia unicamente lo sfascio della Giustizia soprattutto nei territori del Sud d Italia. Di fronte a siffatta situazione, se può apparire utile e necessario conoscere le cause, è indispensabile presentare proposte la cui realizzazione disvelerà la reale volontà della Politica di avviare a soluzione l insopportabile crisi. Peraltro, è univoca la convinzione secondo cui il principale sintomo e le cause del non soddisfacente funzionamento del nostro sistema giudiziario vanno rinvenute nei tempi del processo. Invero, una riflessione sulla giustizia che ruoti sulla sua concezione come servizio e che, pertanto, si muova nella inevitabile prospettiva di verificarne l efficienza, significa innanzi tutto verificarne i tempi di realizzazione, secondo uno schema che significativamente trova oggi tutela costituzionale espressa nella nuova formulazione dell art. 111 della nostra Costituzione, ma che ha radici più profonde, costituendo, la tempestività della risposta, la ragion d essere della giurisdizione: la sua efficienza è lo strumento per la sua effettività. Peraltro, secondo un convincimento profondamente diffuso, la lentezza dei processi costituisce uno dei principali freni allo sviluppo produttivo dell Italia, generando incertezza negli scambi e scoraggiando gli investitori; laddove l attuazione e l accelerazione del cambiamento può costituire un fattore di sviluppo, di crescita e di competitività. E poi, per comprendere lo stato della giustizia nel nostro Paese sotto l indicato profilo, è fin troppo facile ricordare l elevato numero di ricorsi pendenti contro l Italia presso la Corte Europea dei Diritti dell Uomo. Basti pensare che alla data del 31 dicembre 2007 l Italia era al settimo posto della classifica dei Paesi in quella sede convenuti, con 2900 processi pendenti, così come estremamente significativo è ricordare come la gran parte di essi riguardi per l appunto la durata eccessiva dei processi, che come si è visto costituisce il sintomo primo del non soddisfacente funzionamento del nostro sistema giudiziario. Si aggiunga che la Legge Pinto non solo non ha risolto il problema, ma si è tradotta essa stessa in una causa di aggravio delle condizioni dei nostri Uffici giudiziari, oltre che delle finanze del nostro Stato, anche perché non risulta che il Governo italiano abbia mai opposto 180
181 nella sede di Strasburgo l inammissibilità della domanda, per non aver praticato, il richiedente, la procedura ivi prevista prima del ricorso alla Corte di Strasburgo. Nel solo distretto di Napoli, ora volendo molto sommariamente ricordare, accennare alle principali disfunzioni del nostro sistema giudiziario: 1. Quanto al piano legislativo, non può non farsi riferimento: a) a una produzione legislativa sempre più alluvionale, che da troppo tempo ha perso quei caratteri di sistematicità, di generalità e di astrattezza che avrebbero, invece, dovuto contraddistinguerla. Si nota, anzi, che nonostante gli annunci programmatici di una radicale semplificazione del tessuto legislativo del Paese, ci si muove sulla moltiplicazione delle leggi soprattutto nel settore penale e sulla eguale moltiplicazione dei riti, divenuti ormai privi di razionalità sistematica, sì da complicare anche sul terreno ermeneutico i percorsi giudiziari e giurisdizionali. Insomma, soprattutto nelle ultime leggi, l intenzione di accelerare i tempi del processo è compromessa dai modi con cui la si realizza nelle ormai incontrollabili leggi speciali. L eccesso di garanzie solo formali che contraddistingue il nostro sistema processuale e in special modo quello penale, nonché il profluvio di riti in materia civile, ove spesso presenta maggiore difficoltà l individuazione della procedura, non la risoluzione della questione; b) all enorme quantità di processi che quotidianamente si riversa nelle aule di giustizia, in conseguenza, sul fronte della giustizia penale, di un eccessivo ricorso alla sanzione penale e della più volte denunciata inattuazione di forme di diversion (= alternative alla giurisdizione: es. mediazione) imposte da leggi e protocolli comunitari e sul fronte della giustizia civile, di un elevata litigiosità, indotta anche dallo sproporzionato numero di avvocati, oltre che da fenomeni di vero e proprio abuso del processo; c) alle sempre più ridotte risorse economiche disponibili per le esigenze della giustizia: ad una percentuale del bilancio dello Stato destinata alla giustizia, oscillante negli anni tra l 1 e l 1,5 corrisponde negli ultimi venti anni la triplicazione delle cause civili arretrate e il raddoppio dei procedimenti penali pendenti in primo grado. 2. Quanto al piano ordinamentale, nell anno appena trascorso si sono resi evidenti alcuni prevedibili problemi applicativi della nuova normativa. I profili più rilevanti sono rappresentati dalla necessità di dare attuazione immediata alle regole in tema di decadenza dei direttivi e semidirettivi, obiettivo senz altro condivisibile ma che ha determinato talune difficoltà di collocazione dei magistrati decaduti con contenziosi di carattere amministrativo tuttora in atto. Molto più delicato, anche in visione prospettica l altro versante, quello del divieto di destinazione dei nuovi magistrati ordinari, al termine del tirocinio ed anteriormente al conseguimento della prima valutazione di professionalità (cioè prima di quattro anni dalla data di nomina), allo svolgimento di funzioni requirenti (oltre che di funzioni giudicanti monocratiche penali e di funzioni di gip-gup), che non può non destare preoccupazioni, solo quanto agli organici delle Procure della Repubblica, specie di quelle di frontiera. L approccio governativo per una soluzione del problema è stato finora quello di puntare su una serie di incentivi economici e di carriera per favorire le vocazioni a ricoprire le posizioni vacanti nelle c.d. sedi disagiate, secondo le modalità e nei termini di recente approvati con d.l. 16 settembre 2008 n. 143, convertito con legge 13 novembre 2008 n. 181, che ha rafforzato e generalizzato analoga normativa risalente al Ma, come ritenuto da più parti, forse la norma ordinamentale in questione, contenuta nel secondo comma dell art. 13 del d. lgs. n. 160 del 2006, come sostituito dalla legge n. 111 del 2007, risulta incongruamente rigida e meriterebbe la ripresa di un iniziativa legislativa che offrisse una soluzione più elastica. 3. Sul terreno organizzativo, infine, non può non richiamarsi la cattiva distribuzione dei giudici e del personale giudiziario in genere sul territorio, e più in generale la dimensione degli uffici. Sul punto va denunziato la fallacia del rapporto su cui fonda ogni riflessione e, di conseguenza, purtroppo, ogni intervento disciplinare: quello cioè di relazionare il numero dei magistrati al numero degli abitanti. Perciò si è soliti dire che i magistrati italiani sono complessivamente, tra togati e onorari (e senza contare i magistrati tributari) circa , pari a 1, 39 ogni diecimila abitanti, contro una media dello 0, 91 negli altri Paesi europei, 181
182 dove pure i processi durano molto meno. Si reputa, perciò, che il numero complessivo dei magistrati deve ritenersi adeguato alle esigenze del Paese e non suscettibile di ulteriore aumento. Il dato è totalmente deviante rispetto alla situazione del Paese: il raffronto reale, non virtuale, che rivela la causa della crisi è tra numero di magistrati ed affari pendenti. L osservazione di questo dato da la misura della vera discussione delle esigenze di copertura delle risorse e la ragione della linea politica da assumere. Sotto altro aspetto, va rivista la geografia giudiziaria del Paese, sopprimendo, almeno laddove non sussistano particolari esigenze di conformazione, uffici giudiziari che non hanno più alcuna ragione di sopravvivenza. È questo il vero nervo scoperto della Politica, perché tocca interessi la cui necessaria e legittima aspettativa è in conflitto, però, ed in modo non più rinviabile, con il profilo organizzativo di fondo del servizio. II. La specificità campana Invero, se la lettura dei testi a cui si è fatto riferimento dà indicazioni univoche sulle cause della crisi, semmai distinguendo i diversi contesti distrettuali a seconda della maggiore o minore ricorrenza di specifici settori conflittuali sia di natura civilistica (es.: volontaria giurisdizione; materia societaria; cause di lavoro; fallimenti) che penalistica (criminalità informatica; pubblica amministrazione; estorsioni e reati contro la pubblica amministrazione con particolare riferimento agli appalti: RC; omicidi, estorsioni e usura; CL; ecc.) la Corte di appello di Napoli (rectius: tribunale e Procura della Repubblica) è stata travolta, specificamente nel settore penale dalla legge 24 luglio 2008 n. 93, con la quale è stato convertito il d. l. 23 maggio 2008 n. 92 (misure urgenti in materia di sicurezza pubblica) relativamente agli aspetti concernenti la destinazione dei beni confiscati alla criminalità, riconoscendosi all autorità giudiziaria, nell ambito dell azione di contrasto patrimoniale delle organizzazioni criminali pregnanti poteri di revoca, ma anche di confisca dei beni nei confronti dei successori e venti causa dell indiziato deceduto. Ma la specificità di maggior rilievo è l effetto della legge 14 luglio 2008 (di conversione del d. l n. 90, recante misure straordinarie per fronteggiare l emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e ulteriori disposizioni in materia di protezione civile). Con essa si è prevista la competenza regionale del Procuratore della Repubblica e dell Ufficio gip presso il Tribunale di Napoli sui reati in materia di gestione dei rifiuti ed ambientali, nonché competenze collegiali stabilite presso il Tribunale di Napoli in tema di ordinanze cautelari personali e reali con conseguente restrizione dei presupposti legittimanti il sequestro preventivo dei siti di stoccaggio, l esclusione dei provvedimenti d urgenza in merito della Polizia giudiziaria e del pubblico ministero, più gravi conseguenze sanzionatorie per reati in materia commessi nella regione Campania. Tali previsioni che si spera di durata limitata hanno comportato l adozione, da parte della Presidenza del tribunale di Napoli e del Procuratore della Repubblica di straordinari provvedimenti organizzativi di particolare pregnanza che hanno accentuato le esigenze di adeguamento dell organico e di affinamento delle competenze professionali dei magistrati, presso gli uffici di Procura che presso l ufficio del gip. Siffatta specificità risulta evidente nella Relazione del Presidente della Corte, che in sintesi ha messo in luce: a) il movimento dei procedimenti civili presso la Corte di Appello di Napoli ha registrato nell anno 2008 una sopravvenienza di processi, superiore al numero, pur rilevante, di processi definiti, sicché la pendenza è passata dagli iniziali ai procedimenti finali. Tale generalizzato aumento effetto della introduzione del giudice unico di primo grado avrebbe dovuto comportare una corrispondente, adeguata revisione degli organici degli uffici giudiziari interessati, sinora rimasta inattuata; b) una riduzione della pendenza del movimento dei procedimenti civili nell anno 2008 presso i Tribunali del distretto della corte di appello di Napoli, passati dagli iniziali ai finali Il dato complessivo richiede una particolareggiata analisi in riferimento agli specifici settori della giustizia civile e, naturalmente, ai singoli tribunali del distretto, come ben rappresentato nei prospetti statistici allegati alla relazione scritta; 182
183 c) in controtendenza, nel settore del diritto di famiglia sono in aumento le controversie di separazione e divorzio sia nell ambito del Tribunale di Napoli che degli altri Tribunali del distretto, in particolare del Tribunale di S. Maria CV; d) quanto all'andamento delle procedure concorsuali, il recente susseguirsi di riforme non ha consentito di registrare effetti omogenei nelle diverse realtà. Per cui, mentre i Tribunali di Torre Annunziata, Nola e S. Maria CV evidenziano la diminuzione notevole dei fallimenti, il Tribunale di Napoli evidenzia una realtà molto più fluida. Nonostante le aumentate difficoltà risulta di grande rilievo il costante aumento della produttività dei magistrati del settore, tale da fronteggiare il pur rilevante flusso delle sopravvenienze, rispetto al quale un necessario rimedio va ricercato nell introduzione di idonei filtri preventivi, idonei ad indicare lo sbocco giurisdizionale come extrema ratio delle controversie, sbocco accompagnato dalla radicale riforma del processo civile che semplifichi le complesse formalità delle procedure nei diversi gradi di giudizio, realizzi l unificazione dei riti, elimini le diversità di disciplina degli atti introduttivi dei giudizi erenda attuabili forme differenziate di risoluzione delle controversie. Passando al settore penale, i dati statistici della criminalità nel distretto relativi al periodo 1 luglio giugno 2008 tratti dal sistema d indagine Banca dati del Ministero dell Interno evidenziano la generale diminuzione dei reati (calcolata complessivamente nella misura del 5,6%) che può apparire sorprendente solo perché non percepita nella realtà sociale, sollecitata da un costante allarme. In particolare, emerge una flessione rilevante del numero degli omicidi, calcolata nella misura del 28,5%, ancora più accentuata per quelli riconducibili alla criminalità organizzata (passati da 89 a 62), nonché un notevole decremento delle rapine (del 21, 8%), delle estorsioni (dell 11%) e dei furti (del 10%). In controtendenza emerge un incremento delle denunce per associazione per delinquere (27,7%) e specialmente di quelle per usura, aumentate del 57,1% a motivo di una maggiore fiducia nella Magistratura e nelle Forze dell Ordine che spinge le vittime a denunciare gli usurai ed anche in virtù dell introduzione di norme che le sostengono dal punto di vista economico. Permane la situazione di emergenza nel settore del ciclo dei rifiuti che evidenzia particolare criticità nelle province di Caserta e di Napoli, soprattutto perché in questo settore ha investito la camorra, esercitando la sua influenza su tutto il comune di Napoli e sul suo hinterland, sulla media e bassa provincia di Caserta, sulla parte occidentale dell avellinese ed in alcune aree limitrofe del beneventano, causando lo scioglimento, nell anno trascorso, di vari consigli comunali in provincia di Napoli e Caserta per infiltrazioni camorristiche. Sul fenomeno in generale non può non mettersi in rilievo la perdurante difficoltà dell opera di contrasto dal momento che, diversamente da altre organizzazioni criminali, la camorra si presenta con articolazioni orizzontali e con imprevedibili dinamiche tra le varie famiglie. Ciò rende complessa l opera di accertamento, rassicurante ed effettiva solo mediante l uso di attività di intercettazione e di video-ripresa. La situazione degli uffici giudiziari del distretto rivela con riferimento alla celebrazione dei processi di secondo grado che la Corte di Appello di Napoli ha confermato il dato positivo della maggiore produttività (in termini di procedimenti definiti) rispetto agli altri distretti, raggiunto l anno precedente. Ma, pur pervenendo nel 2008 al numero di procedimenti esauriti, il lavoro non è valso a ridurre la pendenza finale, passata dagli iniziali processi a , e ciò in conseguenza del flusso delle sopravvenienze attestatesi a n Perciò si richiama l attenzione sulla rilevante scopertura di organico che, come per il settore civile, incide negativamente sul funzionamento delle sezioni, che non potendo operare con doppio collegio e pur lavorando a pieno ritmo, sono costrette a ridurre il numero delle udienze quando le assenze di magistrati siano persistenti e superiori all unità, come accade attualmente per quasi tutte le sezioni penali, essendo rimasta solo una a pieno organico. Peraltro, in tutto il distretto si segnala l insoddisfacente andamento dei riti alternativi, dato grave, poiché il loro apporto deflattivo doveva costituire il necessario complemento del rito accusatorio. La elevata criticità delle condizioni in cui si amministra giustizia nei territori interessati alla presente relazione può essere colta da alcuni riferimenti numerici, che di seguito si riportano. Imponente è la mole di lavoro coordinata ed evasa in questi ultimi anni dalla Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica di Napoli, sia in riferimento all area del napoletano che a quella del casertano. L attesa di decisioni giurisdizionali in tale delicato settore è particolarmente pressante ed ha imposto soluzioni 183
184 organizzative tese a rafforzare, nei limiti del possibile, l Ufficio GIP presso il Tribunale di Napoli ed il Tribunale per il Riesame. Basti pensare che: nell anno 2006 si sono verificati 82 omicidi di stampo camorristico tra Napoli e Caserta; nell anno 2006 la DDA ha avanzato richiesta applicativa di misura cautelare per soggetti; sempre nell anno 2006 sono stati eseguiti 97 provvedimenti di sequestro preventivo antimafia per un valore di beni superiore a 114 milioni di euro e sono stati definiti in dibattimento ben 211 processi di criminalità organizzata nel Distretto. Tutti gli Uffici Giudicanti, pertanto, sono impegnati nell arduo tentativo di offrire una risposta qualitativamente congrua rispetto ad una domanda così imponente e variegata. Per quanto riguarda, in particolare, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere appare opportuno evidenziare che, pur a fronte di un notevole impegno dei magistrati con indici di definizione in tutti i settori particolarmente elevati il contenzioso civile e penale (in un area che si estende dalle porte di Napoli sino al basso Lazio, attraversata da fenomeni criminali di interesse nazionale) è in crescita e le pendenze a fine 2008 risultano davvero preoccupanti. Il Tribunale è allo stato composto in organico da 92 magistrati (1 Presidente del Tribunale, 9 Presidenti di Sezione e 82 giudici) e registra attualmente 2 sole vacanze dopo l assegnazione di ben 7 magistrati di nuova nomina che prenderanno tuttavia effettivo possesso delle funzioni (con i limiti normativi recentemente introdotti) solo nel mese di settembre 2009, con 44 magistrati addetti alle Sezioni Civili e del Lavoro e 47 addetti al Penale (comprese le 5 Sezioni Distaccate). A mero titolo esemplificativo con riferimento ad alcuni settori va evidenziato che, al : - i 5 collegi penali attivi registravano una pendenza complessiva di 870 processi, molti dei quali di notevoli dimensioni (per reati associativi, con attività di indagine svolta dalla DDA di Napoli) e con imputati in stato di detenzione, il che determina un concreto rischio di scarcerazioni per decorrenza dei termini di custodia (come segnalato nel recente progetto tabellare dal Presidente del Tribunale dott. Andrea Della Selva) ; - i ruoli monocratici in sede centrale sono gravati da ben procedimenti ; - le tre sezioni di corte d assise vedono un carico tra i più elevati in Italia di 70 processi pendenti ; - l ufficio GIP-GUP vede una pendenza finale al di circa procedimenti nei confronti di indagati noti; - il collegio che si occupa di misure di prevenzione vede una pendenza pari a 437 procedure ; - presso la sezione lavoro (1 presidente e 13 giudici) risultavano pendenti ben procedimenti con un carico medio di quasi controversie per ogni magistrato ; - nell ambito delle pendenze della prima sezione civile (circa procedimenti) risultano pendenti in sede di espropriazioni immobiliari in vertiginosa crescita ben procedimenti (con tre magistrati addetti); - in sede fallimentare (1 pres. e 5 giudici) risultano procedimenti contenziosi e ben fallimenti in corso di gestione ; - presso le 5 sezioni distaccate risultano pendenti ben procedimenti civili e al penale. A fronte di tali dati, che rappresentano una parziale visione del reale carico di lavoro da rapportarsi anche alla qualità e delicatezza delle procedure trattate non è azzardato parlare di vera e propria emergenza per la giurisdizione, con assoluta necessità di un ripensamento della pianta organica che tenga conto delle reali esigenze del territorio. III. I rimedi Se questi sono i problemi le risposte sono prevalentemente di competenza di altre istituzioni dello Stato, e in particolare del legislatore dal quale sembra legittimo aspettarsi, diversamente da quanto verificatosi nel più recente passato, riforme specificamente mirate sul recupero di efficienza del nostro sistema giudiziario, piuttosto che su altri aspetti del nostro ordinamento. 184
185 A questo proposito, con riferimento al processo civile, non può nascondersi il massimo interesse per la discussione in corso in Senato sul disegno di legge AS 1082, nella misura in cui concretamente persegue l obiettivo di una maggiore efficienza del processo civile, mediante la semplificazione dei modelli procedimentali, la riduzione se non la eliminazione dei numerosi modelli di rito contemplati dalla legislazione speciale (primo fra tutti il c.d. rito societario), la tendenziale riserva di codice quale fonte della disciplina di tutte le procedure civili; la valorizzazione del principio di lealtà processuale; la semplificazione della decisione della lite e del procedimento di redazione della sentenza; la razionalizzazione e l accelerazione dei tempi per il compimento di singole attività processuali; la previsione di un filtro per i ricorsi in Cassazione. Eguale iniziativa si auspica per il processo penale, più di ogni altro travagliato da successivi interventi e da attuali modifiche, che rendono insoddisfacenti i progettati interventi di settore, anche se non secondari, quali l'istituto della prescrizione, il sistema delle notificazioni, l udienza preliminare, il regime dell assenza e della contumacia, la disciplina dei riti speciali al fine di accentuarne gli effetti deflativi dei carichi di lavoro. Sul terreno del contenimento della pericolosità sociale correlata alla appartenenza ad organizzazioni di stampo mafioso non appare irragionevole prevedere una estensione del potere di fermo del P.M. alle ipotesi di costatato pericolo di completamento dell azione delittuosa in corso, anche allo scopo di evitare la consumazioni di delitti di particolare gravità. Sul piano dell organizzazione e direzione degli uffici, per garantire una migliore utilizzazione delle risorse disponibili, occorre promuovere una seria cultura dell organizzazione, che sia sufficientemente attenta all analisi dei tempi e dei costi delle procedure e alla ricerca degli indicatori di efficienza degli uffici. La recente riforma dell ordinamento giudiziario, attuata tra l altro con l approvazione della legge 30 luglio 2007 n. 111, ridimensionando fortemente l anzianità nell ambito dei criteri di scelta dei nuovi capi degli Uffici, ha tracciato le linee per una svolta epocale nell organizzazione giudiziaria del Paese, che il C.S.M. ha dimostrato di voler assecondare con le risoluzioni del 21 novembre 2007 e del 10 aprile in tema di incarichi direttivi prima, e con la concreta attuazione della nuova disciplina posta in essere nell ultimo anno, che ha portato alla nomina di circa duecento dirigenti degli uffici secondo i nuovi criteri di selezione. Dunque, il momento è importante per dare un nuovo volto al nostro sistema giudiziario, soprattutto nei nostri territori ove maggiore si avverte il bisogno di recupero di fiducia e di credibilità della giurisprudenza. Assoluta priorità, ancora, va assicurata alla necessità di adeguare l organizzazione e le procedure alle nuove tecnologie disponibili, sfruttando quanto più è possibile le straordinarie potenzialità dell informatica, nella prospettiva, ormai concreta, di giungere presto a un processo telematico. In proposito sembra ragionevole ritenere che l adozione sistematica dello strumento tecnologico fornito dalla consolle del magistrato una sorte di agenda informatica contenente tutti i possibili dati utili sia per il giudice che per la cancelleria e gli avvocati potrà spiegare effetti positivi non solo sul singolo processo, ma anche sulla gestione del ruolo del giudice e sulla organizzazione del lavoro non solo delle sezioni civili, semprechè risulti ancora inattuabile la istituzione dell ufficio del processo. IV. Anche la condizione di crisi della giustizia civile nel distretto della Corte di Appello di Napoli appare sottovalutata. L attenzione è rivolta in modo quasi esclusivo ai non meno gravi problemi della giustizia penale, a causa della presenza sul territorio di numerosi gruppi di criminalità organizzata. E tuttavia, sarebbe un grave errore culturale, prima ancora che di politica giudiziaria, sottovalutare le ricadute negative sul tessuto sociale ed economico della crisi della giustizia civile. Non c è dubbio che la mancata, o comunque, insufficiente risposta alla domanda di tutela dei diritti civili (che attengono alla persona, al suo patrimonio, alla sua famiglia, alle sue libertà, al suo lavoro, alla sua salute, alla sua istruzione) contribuisce a determinare un clima di sfiducia nei confronti dell istituzione giudiziaria. Tale clima rende arduo debellare quella cultura di illegalità diffusa che costituisce il terreno di coltura delle più gravi manifestazioni di criminalità. Ciò che colpisce nell esame dei dati statistici del settore civile, segnalati da ultimo nella relazione di inaugurazione dell anno giudiziario del Presidente della Corte, è la 185
186 sproporzione tra la domanda di giustizia civile e la capacità di risposta del sistema che appare privo delle risorse che gli sarebbero necessarie per fronteggiarla. Sono inadeguate le piante organiche dei magistrati e del personale amministrativo. D altra parte, sul sistema giustizia del distretto si riverbera negativamente anche la condizione di inefficienza della P.A. che, pure quando non è direttamente coinvolta in fatti illeciti di rilievo penale e/o amministrativo, non è generalmente in grado di adempire con efficacia ai compiti a cui è istituzionalmente preposta. Il che genera un contenzioso giudiziario di proporzioni enormi. Basti pensare ad es. alle numerosissime cause intentate nei confronti delle AASSLL da farmacisti e Centri accreditati al fine di ottenere il compenso delle prestazioni erogate. In questo stesso ambito possono essere collocate anche le tante controversie nei confronti degli enti territoriali proposte per ottenere il risarcimento dei danni da lesioni riportate per infortuni causati dalla cattiva manutenzione delle strade. In questo senso deve leggersi anche l inversione di tendenza degli ultimi anni che caratterizza ampi settori di contenzioso cd. Sospetto, nei quali cioè danneggiati da fattori eziologici di dubbia individuazione preferiscono indirizzare le loro richieste anziché nei confronti del Fondo di Garanzia delle Vittime della Strada come invece avveniva in passato nei confronti degli enti locali proprietari delle strade pubbliche. Sotto diverso profilo, va evidenziato come il contenzioso civile riguardi per lo più controversie di scarso rilievo economico, situazione che rispecchia adeguatamente la profonda crisi del sistema socio-economico locale, in cui le grandi imprese sono in progressiva rarefazione, concentrandosi le controversie in generale in azioni di recupero crediti per forniture insolute overo in azioni intentate da piccole medie imprese nei confronti del ceto bancario per il recupero di somme che si assume essere state incassate indebitamente. Per ciò che concerne il settore della responsabilità civile, accanto al segnalato incremento delle controversie attinenti alla responsabilità del custode dei beni demaniali, deve evidenziarsi una parziale riduzione del contenzioso in materia di rca ( forse effetto delle recenti modifiche apportate dal codice delle assicurazioni) ma un dato numerico elevato di controversie, spesso in ambito condominiale, scaturenti da danni da infiltrazioni, il quale fotografa una situazione del parco immobiliare caratterizzato da precarie condizioni di manutenzione. La profonda crisi socio economica del distretto consente altresì di individuare alcuni dei fattori che incidono sul segnalato incremento della domanda di giustizia. In primo luogo, l assenza di liquidità, la perenne difficoltà, specie da parte delle imprese che operano con la PA (e che in Campania sono sempre in numero considerevole) di ottenere dei pagamenti tempestivi, rendono oltre modo difficile il ricorso alla strada della conciliazione, in quanto, anche a prescindere dall assenza di operatori qualificati nel settore, presuppone per la sua riuscita il possesso di disponibilità economiche da poter immediatamente offrire alla controparte. Ancora, l assenza di sbocchi occupazionali, legato anche al blocco delle assunzioni nella PA, ha fatto sì che l esercizio della professione forense sia divenuta l unica fattibile prospettiva per i giovani laureati in giurisprudenza. In tale ottica, complice anche un non del tutto adeguato sistema di selezione, il numero degli esercenti la professione forense, specialmente in ambito civile, è cresciuto in maniera esponenziale nel corso degli ultimi anni, incrementando la concorrenza nel settore, spesso a discapito della qualità, e facendo perdere all avvocato il ruolo prezioso di filtro all accesso alla giustizia, che in passato invece spesso si assumeva. Per ovviare agli inconvenienti denunciati occorre: - potenziare gli organici della magistratura e del personale amministrativo; - introdurre dei filtri all accesso mediante meccanismi di conciliazione e/o attribuzione di cause di minor rilievo a valore alla magistratura onoraria - revisione delle circoscrizioni giudiziarie - restituire efficienza alla PA - percorrere, d intesa con gli organismi rappresentativi dell Avvocatura, la strada tesa all'innalzamento della qualificazione professionale dei suoi componenti. V. 186
187 Con specifico riferimento al settore lavoro, previdenza e assistenza, come è noto dal 1 marzo 2002 è cambiata la tassazione per le spese degli atti giudiziari. E entrato in vigore, infatti, il contributo unificato di iscrizione a ruolo che sostituisce tutte le altre imposte finora versate per i procedimenti penali, civili e amministrativi. I procedimenti in materia di lavoro, previdenza e assistenza sociale sono esenti dal contributo unificato di iscrizione a ruolo. Ha generato scandalo un tentativo del Governo con il quale si è tentato di introdurre un contributo unificato fisso di 103,30 Euro per tutte le cause di lavoro, oggi gratuite. L esperienza nel settore porta ad affermare tuttavia che una fetta non insignificante di contenzioso (soprattutto seriale ) viene attivato per l ottenimento di modestissime somme di danaro, in un ordine di grandezza talora inferiore addirittura ai cinquanta euro. Viene da immaginare in siffatte evenienze che la tutela del lavoratore centri poco o nulla, e che il contenzioso sia attivato ad arte su iniziativa non della classe operaia, ma per esigenze di una certa avvocatura, sollecitata dalla gratuità del giudizio e disposta ad ogni forma di ribasso professionale pur di raggiungere una determinata soglia di reddito. Tanti avvocati, tanti processi. Questa è la formula perversa alla quale purtroppo si assiste. Quanto al settore delle invalidità civili il fenomeno appare fuori controllo. Si riporta un solo dato. Nel primo anno di informatizzazione del contenzioso del settore previdenziale ed assistenziale del Tribunale di Napoli ( ) sono state riscontrate circa cause duplicate da altre. Molteplici ragioni impongono di guardare alle controversie previdenziali e assistenziali con particolare preoccupazione, sì da richiedere terapie forti: perché esse costituiscono nel meridione più della metà delle controversie di lavoro pendenti in sede giudiziaria (circa il 60%); perché presentano la più alta percentuale di cause seriali (si pensi ad esempio alla materia di interessi e rivalutazione); perché i filtri costituiti dai procedimenti amministrativi sono letteralmente saltati, avendo l avvocatura come principale interesse quello di fare causa. La Commissione Foglia (Commissione di studio voluta dai Ministri del Lavoro e della Giustizia D.M. 24 luglio 2000 insediata il 5 ottobre 2000), indica questa categoria di controversie riguardante l invalidità civile e le prestazioni pensionistiche, come confermato dalle specifiche audizioni di esperti appositamente invitati in rappresentanza degli enti pubblici di previdenza e dell Avvocatura dello Stato, come colpita da gravissime carenze e che, anche per l incessante aumento delle pendenze, richiederebbe interventi più coraggiosi. Proposta per un intervento di razionalizzazione del contenzioso in materia di prestazioni assistenziali A) Scopo della proposta. La proposta che si illustra è diretta ad estendere all ambito delle prestazioni di assistenza obbligatoria la disposizione dettata dall'art. 11 l. 222/1984 per le prestazioni previdenziali di cui agli artt. 1 e 2 della stessa legge [art. 11 legge 222/1984: "(Limite alla presentazione di nuove domande). A decorrere dall'entrata in vigore della presente legge, l'assicurato che abbia in corso o presenti domanda intesa ad ottenere il riconoscimento del diritto all'assegno di invalidità o alla pensione di inabilità di cui agli articoli 1 e 2 non può presentare ulteriore domanda per la stessa prestazione fino a quando non sia esaurito l'iter di quella in corso in sede amministrativa o, nel caso di ricorso in sede giudiziaria, fino a quando non sia intervenuta sentenza passata in giudicato"]. Dopo l introduzione del termine di decadenza di sei mesi per la proposizione della domanda giudiziale concernente l invalidità civile, la cecità civile, il sordomutismo, l handicap e la disabilità ai fini del collocamento obbligatorio al lavoro (art. 42 co. 3 d.l. 269/2003, conv. con modif. in l. 326/2003, efficace dal 31/12/2004 ex art. 23 co. 2 d.l. 355/2003, conv. con modif. in l. 47/2004) è divenuta molto alta la percentuale di impugnazioni giurisdizionali dei provvedimenti di diniego emessi in sede amministrativa: gli interessati propongono, infatti, comunque ricorso all autorità giudiziaria, al fine di evitare il compimento del termine di decadenza, anche in assenza, al momento del ricorso, di nuovi elementi di valutazione rispetto a quelli considerati in sede amministrativa, avendo presente l obbligo di valutazione, da parte del giudice (ex art. 149 disp. att. c.p.c.), anche delle infermità sopravvenute nel corso del processo. In mancanza di una preclusione come quella sancita dall art. 11 l. 222/1984, il cittadino può, comunque, rinnovare la domanda amministrativa, ad esempio, ogni anno, con la conseguenza che, di frequente, il giudizio instaurato in relazione ad una precedente domanda amministrativa si conclude con il riconoscimento del diritto ad una prestazione assistenziale con decorrenza coincidente con quella nel frattempo già ottenuta in sede amministrativa, per 187
188 effetto di una successiva domanda: il dispendio di attività processuale e amministrativa, con i relativi costi, è evidente. L estensione proposta persegue lo scopo di evitare la duplicazione di attività ora indicata, con verosimile significativa riduzione del contenzioso (consistente, allo stato attuale, in migliaia e spesso decine di migliaia di cause ogni anno per ciascun ufficio giudiziario, soprattutto nel centro-sud) e correlativa riduzione dei costi a carico dell erario (ex art. 152 disp. att. c.p.c., ad esempio, gli oneri di C.T.U. gravano in genere sull I.N.P.S., al quale sono state trasferite dall 1/4/2007, per effetto del DPCM 30/3/2007, le funzioni già di competenza del Ministero dell Economia e delle Finanze). B) Adattamenti dell art. 11 legge 222/1984 al settore dell invalidità civile. L estensione della disposizione sopra citata alle prestazioni assistenziali richiede alcuni adattamenti, sia per la molteplicità delle provvidenze in questione (assegno di invalidità civile, pensione di inabilità civile, indennità di accompagnamento, oltre alle provvidenze per cecità e sordomutismo), sia per la distinzione tra l organo che effettua l accertamento sanitario (le commissioni mediche presso le A.S.L., a cui attualmente sono presentate le domande dagli interessati) e l ente (l I.N.P.S.) a cui fa capo la successiva fase amministrativa e che è, altresì, legittimato passivamente nel caso di ricorso in sede giudiziaria. Appare, pertanto, necessario prevedere che la provvidenza a cui l istante ha interesse sia specificata all inizio del procedimento amministrativo, per evitare che la pendenza di una domanda diretta ad ottenere, ad esempio, un solo tipo di provvidenza impedisca la presentazione di una nuova domanda per provvidenza di altro tipo, giustificata, magari, dal sopraggiungere di altra patologia. E, poi, necessario prevedere una forma di interazione iniziale tra la commissione medica A.S.L. e l I.N.P.S. ai fini della verifica circa l eventuale sussistenza di una situazione di improponibilità della domanda e al fine di evitare che la commissione medica proceda a visita anche nei casi di improponibilità. Si propongono, a tal fine, due possibili soluzioni: presentazione delle domande alla commissione medica (come già ora avviene) e comunicazione all I.N.P.S. per la verifica della proponibilità (ipotesi 1) ovvero presentazione delle domande all I.N.P.S., che trasmette alla commissione medica competente solo le domande per le quali non sussista una situazione di improponibilità. C) Articolato Art. 1 (Limite alla presentazione di nuove domande). 1. A decorrere dall entrata in vigore del regolamento di cui all articolo che segue, chi abbia in corso o presenti domanda intesa ad ottenere il riconoscimento del diritto ad una delle provvidenze economiche concernenti l invalidità civile, la cecità civile e il sordomutismo non può presentare ulteriore domanda per lo stesso beneficio fino a quando non sia esaurito l'iter di quella in corso in sede amministrativa o, nel caso di ricorso in sede giudiziaria, fino a quando non sia intervenuta sentenza passata in giudicato. Art. 2 (Disposizioni attuative e di coordinamento: Ipotesi 1). 1. Nella domanda di riconoscimento della condizione di invalidità civile, cecità civile e sordomutismo deve essere espressamente indicata, a pena di inammissibilità, la provvidenza economica richiesta (ovvero le provvidenze richieste in via cumulativa o alternativa). I modelli A e B di cui all art. 1 D.P.R. 698/1994 sono di conseguenza modificati con regolamento da emanare nel termine di novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. / 2. Le commissioni mediche A.S.L. comunicano immediatamente all I.N.P.S., per via telematica, la ricezione delle domande di cui al co. 1 ai fini della verifica della loro proponibilità. L I.N.P.S., nei successivi trenta giorni, comunica alla commissione medica e all interessato l eventuale sussistenza di una condizione di improponibilità ai sensi dell art. 1. Dopo il decorso di trenta giorni dalla comunicazione all I.N.P.S. della domanda, in assenza di segnalazioni circa l improponibilità, la commissione medica convoca il richiedente per l accertamento sanitario. Art. 2 (Disposizioni attuative e di coordinamento: Ipotesi 2). 1. La domanda di riconoscimento della condizione di invalidità civile, cecità civile e sordomutismo è presentata alla struttura territoriale dell I.N.P.S. competente per territorio e in essa deve essere espressamente indicata, a pena di inammissibilità, la provvidenza economica richiesta (ovvero le provvidenze richieste in via cumulativa o alternativa). I modelli A e B di cui all art. 1 D.P.R. 698/1994 sono di conseguenza modificati con regolamento da emanare nel termine di novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. / 2. Laddove sussista una condizione di improponibilità ai sensi dell art. 1, l I.N.P.S., entro trenta giorni dalla presentazione della domanda, lo comunica all interessato. In caso contrario, nello stesso termine l I.N.P.S. trasmette la domanda, anche per via telematica, alla commissione medica A.S.L. competente per territorio per l ulteriore corso. 188
189 5. Relazione del Consiglio giudiziario di Salerno sulla situazione del distretto CORTE DI APPELLO DI SALERNO RELAZIONE AL PARLAMENTO SULLO STATO DELLA GIUSTIZIA PER L ANNO 2008 DISTRETTO DI CORTE D APPELLO DI SALERNO La presente relazione viene redatta a seguito di richiesta del CSM ai Consigli Giudiziari di alcuni uffici del Sud - Italia, in ragione della situazione di sofferenza e di difficoltà degli stessi; con particolare riferimento, alle regioni della Campania, Puglia, Calabria e Sicilia Nella relazione verrà, quindi, seguito lo schema enunciato dal CSM nell allegato A della nota del 15/01/2009, affrontando separatamente le problematiche che presentano specifiche peculiarità per il settore penale e civile. SETTORE CIVILE 1.1 Quanto di seguito riportato tiene conto dei dati relativi al settore civile del distretto, disaggregati per tipologia d ufficio, per sede e per anno, nell ambito del triennio 2006/2008. Gli stessi sono stati esaminati dal cosiddetto cubo, database ministeriale, in cui confluiscono i dati statistici che trimestralmente gli uffici comunicano al Ministero. Esaminando il settore civile nel suo complesso si evidenzia una generale contrazione per tutte le variabili dei flussi: maggiore per le sopravvenienze e gli esaurimenti, rispettivamente del 28% e del 22% e minore per le pendenze di inizio e fine periodo, pari al 16% e 5%. Entrando più nel dettaglio si può rilevare come i flussi del II grado non hanno lo stesso trend del restante settore civile nel suo complesso, presentando una quasi stabilità per le sopravvenienze e un aumento delle pendenze iniziali; esaurimenti e pendenze finali rispettivamente del 29%, 18% e 19%. Disaggregando il II grado per materia, tra settore civile e lavoro, si può notare che quest ultimo presenta un leggero decremento delle sopravvenienze e delle pendenze finali, pari rispettivamente all 11% e al 9% ed una stabilità degli esaurimenti (-1%); al contrario, del settore civile ordinario che invece presenta tutti i valori in crescita. Gli uffici del I grado, invece, hanno flussi che rispecchiano quelli del settore nel suo complesso, presentando decrementi più o meno consistenti per tutte le variabili considerate, sia per il settore civile che per il settore lavoro. La capacità di smaltimento degli affari presenti nell ufficio, misurata con il quoziente di estinzione che si ricava rapportando il numero degli affari definiti alla somma degli affari pendenti e di quelli sopravvenuti è bassa sia per il settore nel suo complesso sia per gli uffici di II grado che per quelli di I grado (sia di Tribunali che Sezioni distaccate che Giudici di pace). Infatti, il valore del quoziente di estinzione relativo al distretto è pari 189
190 nel 2008 al 29%; per il II grado è pari al 30% (22% per il settore civile e 50% per il settore lavoro), per i Tribunali e sezioni distaccate è pari al 26% (32% per il settore civile e 19% per il settore lavoro) e per i giudici di pace è pari al 30%. Ciò evidenzia la quasi totale stabilità della capacità di smaltimento degli affari civili tra le diverse tipologie di uffici in tutti e tre gli anni considerati (il tutto come agevolmente riscontrabile dai prospetti statistici con dati numerici allegati alla presente relazione). 1.2 Ciò posto, e con specifico riguardo al primo punto della relazione, ovvero: <<La situazione degli uffici del distretto per quanto riguarda gli organici dei magistrati nonché la mobilità e gli status degli stessi (anche con riferimento alla congruità delle scelte amministrative e legislative adottate, ai carichi di lavoro e ai tempi di definizione dei procedimenti, alle situazioni ambientali che incidono sul lavoro e sulla indipendenza dei giudici e dei pubblici ministeri)>>, pur dovendosi riscontrare la copertura tranne che per i Tribunali di Vallo della Lucania e di Sala Consilina dei posti previsti in organico, deve evidenziarsi l assoluta inadeguatezza della pianta organica in relazione al carico di lavoro esistente, così come comprovato dal basso quoziente di estinzione dei procedimenti di cui innanzi si è detto, alle sopravvenienze, ai carichi esigibili, alla produttività media e ai tempi ragionevoli di definizione dei procedimenti, che ex lege 89/2001 dovrebbero essere assicurati. I prospetti statistici di cui innanzi evidenziano come i Tribunali del distretto, pur riuscendo a far fronte, in proporzione meramente numerica, alla quasi totalità delle sopravvenienze, non riescono a smaltire il carico pregresso e ne accumulano ogni anno altro, per il cronicizzarsi della situazione di inefficienza derivante dal mancato riassetto delle piante organiche e delle strutture organizzative. Presso alcuni tribunali del distretto, quale quello di Nocera Inferiore, ciascun magistrato addetto al settore civile è assegnatario di un ruolo di circa duemila cause; per cui, anche discettare dei tempi ragionevoli del processo, di carichi esigibili e di produttività media diventa oltremodo arduo; essendo ben diverso il carico esigibile da un magistrato che svolge le proprie funzioni in una zona d Italia ove è assegnatario di poche centinaia di procedimenti rispetto a quello di un magistrato destinato a svolgere le proprie funzioni in un tribunale del distretto, quale quello innanzi indicato, con competenza anche in materie di rilevante impatto sociale ove l esigenza di risposta immediata e viepiù pregnante e spesso gli interessi anche di ordine economico coinvolti sono di considerevole entità. 1.3 L inadeguatezza di cui si è testè detto deriva da un pressoché invariata tranne marginali ed occasionali interventi struttura numerica dell organico della magistratura in servizio presso gli uffici del distretto, priva della sia pure minima pianificazione che tenesse conto dell esponenziale aumento del contenzioso e dei procedimenti pendenti, negli anni in cui tale fenomeno si è verificato. E i tentativi effettuati per porvi rimedio, attraverso l assegnazione delle cause pendenti da tempo risalente e sino a una certa data alla magistratura onoraria delle cosiddette sezioni stralcio, hanno vieppiù aggravato la situazione, non avendo gli stessi quasi mai smaltito il carico avuto; ed, anzi, creandone ulteriore e copioso per le Corti d appello o rendendo necessaria la rassegnazione dopo un decennio delle medesime cause alla magistratura ordinaria, in quanto non ancora definite. 1.4 Il Tribunale di Salerno, inoltre, risente di una situazione organizzativa sicuramente grave per la esistenza ancora di sezioni distaccate di Tribunale che non avrebbero ragion d essere, sia per limitata quantità delle cause nell ultimo triennio ivi iscritte (così come agevolmente evincibile dagli allegati prospetti statistici), sia per la loro breve o nulla distanza dai centri più importanti sia, infine, per la pressante necessità di non distogliere 190
191 personale amministrativo che potrebbe essere maggiormente produttivo se utilizzato in contesti più qualificati. 1.5 Considerazioni diverse valgono per la sezione distaccata di Eboli, rispetto a cui la vastità geografica del bacino di utenza e l elevato numero di pendenze di procedimenti sia penali che civili (cfr. prospetto statistico allegato) rende necessaria la sua adeguata dotazione sia di risorse finanziarie che amministrative oltre che l ampliamento dell organico della magistratura e del personale amministrativo, eventualmente, anche considerando la sua configurazione come Tribunale autonomo. Ciò anche in considerazione del decentramento nella zona della Piana del Sele della parte più importante e florida della produzione industriale del distretto nonchè di altre importanti attività produttive, purtroppo spesso gestite dalla criminalità organizzata campana, il cui efficace contrasto deve essere obiettivo precipuo delle istituzioni; solo così potendosi assicurare un adeguato sviluppo socio - economico dell area e la fiducia nella giustizia. 1.6 Altro grave problema che affligge gli uffici del Tribunale di Salerno nonché le sezioni di Marcato San Severino e di Amalfi è l edilizia, carente sia dal punto vista degli spazi che delle strutture, a volte irrazionalmente dislocate. Infatti, le varie sedi ove si svolge l attività giudiziaria sono dislocate in vari plessi, anche distanti fra loro, malamente collegati, con conseguente necessità di trasportare fascicoli e documenti da una parte all altra. Inoltre, pur essendo in corso la costruzione della cittadella giudiziaria nella città di Salerno già da lunghissimo tempo, i relativi lavori sono attualmente fermi e non si prevede una loro ripresa in tempi brevi. 1.7 I problemi organizzativi degli uffici giudiziari del distretto sono ulteriormente aggravati dalle modifiche legislative che hanno introdotto il criterio della temporaneità degli incarichi soprattutto quelli semidirettivi avendo importato la vacanza nel posto di presidente in più di una sezione e, quindi, un vuoto organizzativo e di gestione, difficilmente efficacemente colmabile in tempi rapidi, sia per l esperienza dispersa con la decadenza dall incarico sia per la ovvia necessità dei tempi tecnici indispensabili per la sostituzione a seguito di pubblicazione del posto. 1.8 Il sistema tabellare riceve inevitabili negative ripercussioni per le continue modifiche cui deve essere sottoposto a causa della mobilità dei magistrati, soprattutto con riferimento alle piccole realtà giudiziarie del distretto. In particolare, i Tribunali di Sala Consilina e Vallo della Lucania hanno subito scoperture di organico sino al 70%. E tale problema è destinato a viepiù aggravarsi per le preclusioni alla destinazione in prima nomina dei magistrati alle funzioni requirenti e monocratiche penali, così come già più volte segnalato tanto a codesto CSM quanto a questo stesso Consiglio Giudiziario dal presidente del Tribunale di Sala Consilina. 1.9 Parimenti carente deve dirsi l organizzazione degli uffici giudiziari, per quel che attiene le dotazioni informatiche e in genere strutturali, il più delle volte scarse e poco adeguate 1.10 Ma assume senz altro precipuo rilievo nella individuazione delle cause delle disfunzioni degli uffici la scopertura degli organici del personale amministrativo. Nell analisi di tale aspetto valgono le considerazioni riportate sull argomento nella parte di relazione redatta per il settore penale, che adeguatamente fotografa lo stato degli uffici giudiziari del distretto (cfr. punto 2.10 della relazione del settore penale). SETTORE PENALE 2.1 Quanto al distretto di Salerno, la relazione, per quanto attiene al settore giudicante penale, sarà in parte qua articolata, seguendo lo schema enunciato dal CSM nell allegato 191
192 A della nota 15 gennaio 2009, su due punti essenziali: 1) la situazione degli uffici per quanto riguarda gli organici dei magistrati nonché la mobilità e lo status degli stessi (anche con riferimento alla congruità delle scelte amministrative e legislative adottate, ai carichi di lavoro e ai tempi di definizione dei procedimenti, alle situazioni ambientali che incidono sul lavoro e sulla indipendenza di giudici e pubblici ministeri); 2) i profili organizzativi degli uffici con riferimento sia alle dotazioni amministrative e strutturali (edilizia, mezzi informatici, organici virtuali e reali del personale amministrativo, apparati di tutela dell'incolumità delle persone comunque coinvolte nella attività processuale) sia all'effettività del sistema tabellare (osservanza delle circolari, contenzioso, soluzioni adottate dai dirigenti e dai semi direttivi, distribuzione dei carichi di lavoro, utilizzazione degli uditori giudiziari, ecc.) La presente relazione tiene conto dei dati relativi al settore penale per il triennio ( allegato ), che sono stati acquisiti in modo disaggregato per tipo di Ufficio ( requirente o giudicante ), per sede e per anno. E il caso tuttavia di evidenziare come i dati acquisiti risentano dei valori assoluti di riferimento relativi ad ogni singolo ufficio, laddove, quanto ad esempio per gli uffici requirenti, a pendenze e sopravvenienze della Procura Generale nell ordine di centinaia di procedimenti per anno si riscontrano pendenze e sopravvenienze delle Procure ordinarie nell ordine di migliaia di procedimenti, quanto a Vallo della Lucania e Sala Consilina, e nell ordine di decine di migliaia, per le Procure di Salerno e di Nocera Inferiore ( v. allegato ). 2.3 La Procura Generale, nel triennio considerato, ha subito un aumento delle sopravvenienze e degli esaurimenti rispettivamente del 60% e del 42%, che, associati alla diminuzione delle pendenze iniziali del 50%, hanno determinato una riduzione della pendenza finale del 54%. 2.4 Le Procure presso i Tribunali, a fronte di una quasi stabilità dei procedimenti sopravvenuti (-3%), presentano una riduzione degli esaurimenti del 16% ed un conseguente aumento delle pendenze finali, pari al 6%; la loro capacità di smaltimento degli affari appare discreta, pari al 46%. 2.5 Quanto al settore penale giudicante, è stata registrata, per tutti gli uffici considerati, una contrazione delle sopravvenienze, pari al 16% e con valori diversificati ( v. allegato). 2.6 La provincia di Salerno, che territorialmente coincide con il distretto della Corte di Appello, è stata ed è fortemente caratterizzata dalla presenza di rilevanti fenomeni delinquenziali, maggiormente dislocati nella zona della Piana del Sele e dell agro nocerino-sarnese. 2.7 Ed, infatti, è il caso di segnalare che l economia del capoluogo tende a delocalizzarsi verso i territori ( Piana del Sele ed agro nocerino ) maggiormente esposti, anche per tradizione e radicamento, al controllo camorristico, circostanza che ha un suo preciso significato se si considera, almeno per quanto attiene alla Piana del Sele, la situazione disastrosa in cui si trova la sezione distaccata di Eboli. 2.8 In questo quadro, gli uffici giudiziari si sono trovati e si trovano, ovviamente con le dovute differenziazioni, in situazioni di particolare sofferenza dovuta a congenite crisi di organico, a pendolari e cicliche scoperture di personale giudiziario ed amministrativo ed a modifiche legislative penalizzanti per la logica della ragionevole durata processo. Sotto tale ultimo profilo, appare istruttivo considerare come le modifiche ordinamentali, che impediscono ai magistrati ordinari in tirocinio di svolgere funzioni monocratiche penali e funzioni di sostituto, accrescano i fattori di crisi circa l organizzazione giudiziaria penale del distretto con particolare riferimento ai piccoli tribunali ( vedi Sala 192
193 Consilina ), dove i dirigenti vedono ristretti pesantemente gli spazi per una efficiente amministrazione della giustizia, oltre a determinare, in progressione geometrica, un impoverimento, nel tempo, degli uffici requirenti. A parte l ovvio richiamo alla modifica, ormai indifferibile, della geografia giudiziaria, la situazione della sezione distaccata di Eboli e delle sezioni distaccate nel loro complesso segnano un bilancio gravissimo in termini di prognosi di ragionevole durata della risposta giudiziaria. 2.9 Gli affari penali assegnati al giudice monocratico pendenti presso la sezione di Eboli sono superiori a quelli di ognuno dei tribunali del distretto, fatta eccezione per il tribunale di Nocera, la cui pendenza al 2008 è tuttavia superata dalle pendenze di tutte le sezioni distaccate del tribunale di Salerno. Appare evidente come una tale situazione della giustizia penale del distretto, dove per un considerevole numero di affari (spesso anche con riferimento ai cosiddetti << reati spia >> di delitti di criminalità organizzata) si profila un rassegnato esito di denegata giustizia, non possa non avere una ricaduta negativa in termini di affermazione del principio di legalità e di fiducia dei cittadini, risultando così fortemente compromessa l efficienza e l immagine dell istituzione giudiziaria. I profili organizzativi degli uffici del distretto di Salerno risentono, nel loro complesso, di quella che, in generale, è la destinazione delle risorse finanziarie al settore giustizia e dell attenzione, non correttamente convogliata, che alla stessa si ritiene di dover riservare. In particolare, è notorio a tutti che, da oltre dieci anni, non si procede ad assumere nuovo personale amministrativo ed è altrettanto notorio che, in tale arco temporale, moltissimi dipendenti hanno cessato di svolgere l attività lavorativa perché ormai in pensione; la logica conclusione cui si perviene, raccordando tali dati, è che la dotazione di personale amministrativo è in forte sofferenza perché non adeguata quantomeno a quelle che erano le originarie previsioni di pianta organica. Ma è altrettanto noto a tutti che tali sostanziali differenze numeriche sono state risolte, in una logica di riforme della giustizia a costo zero, riducendo di fatto il numero di dipendenti in servizio presso i tribunali, così da poter sostenere che il numero di dipendenti in servizio è conforme alle previsioni di organico. E il caso allora di ricordare come tale numero sia decisamente inferiore rispetto a quello ritenuto necessario in passato ( oltre dieci anni addietro), risultando ulteriormente sottodimensionato se si considerano le sopravvenienze e l aumento esponenziale della domanda di giustizia Orbene, tale tendenza ovviamente si registra, e si è registrata, anche nel Tribunale di Salerno (al pari degli altri uffici del distretto), ove il personale amministrativo, nel corso degli anni, ha subito continue e costanti riduzioni senza che mai si provvedesse alla sua sostituzione. Tutto questo ovviamente ha determinato e determina la necessità negli operatori amministrativi, specie nel settore penale ove i tempi sono cadenzati da continue deca<adenze, nullità e prescrizioni, di far fronte alla quantità di lavoro ed alle richieste continue del pubblico, facendo ricorso al prolungamento dell orario di lavoro, peraltro in molti casi non retribuito, o anche mediante il temporaneo distacco dei dipendenti presso uffici diversi da quello di effettiva destinazione. Dette scelte però costituiscono rimedi di tipo contingente, peraltro rimessi a valutazioni di tipo personale ed alla maggiore o minore sensibilità del singolo dipendente o del singolo dirigente di cancelleria, e non soluzioni logiche e coerenti con il sistema giustizia, il quale, invece, per poter funzionare a pieno regime richiede mezzi, personale e disponibilità economiche per nulla assimilabili a quelle attuali. Senza, peraltro, omettere di considerare che, in alcuni casi, tale illogica tendenza viene 193
194 assunta a parametro di riferimento anche nella gestione interna del personale in servizio presso gli uffici giudiziari, come per il Tribunale di Salerno, ove accade che - anziché procedere alla copertura della vacanza di organico venutasi a determinare presso un determinato settore per il trasferimento di un dipendente presso altra sede giudiziaria - si destina il nuovo dipendente, giunto in sostituzione del primo, ad altro settore o al compimento di affari diversi, i quali, peraltro, non rivestono neppure carattere di urgenza, privilegiandosi, ed immotivatamente, più il settore tipicamente amministrativo, pure importante, a discapito di quello più direttamente complementare al regolare esercizio della giurisdizione. Accade così che uffici già in sofferenza continuino a rimanere tali se non ad aggravare ulteriormente tale loro condizione ed in altri, invece, magari si creino le c.d. isole felici, che sono proprio quelle che danno del sistema giustizia una visione errata e che lasciano pensare ad una generale inoperosità del personale, laddove, invece, la maggior parte dei dipendenti è dotata di grande spirito di collaborazione verso i magistrati e di disponibilità verso l ufficio. E proprio grazie alla loro collaborazione che si riesce, nonostante le notevoli e quotidiane difficoltà e le già indicate carenze di organico, a svolgere con regolarità il lavoro giudiziario, a celebrare le udienze e a dare esecuzione ai provvedimenti, anche quando gli stessi vengono depositati in orari serali o addirittura notturni: senza che di tutto ciò nulla si dica o si sappia, e senza che tali attività vengano in alcun modo remunerate Presso il Tribunale di Salerno, come anche presso il Tribunale di Nocera, si celebrano procedimenti articolati e complessi a carico di esponenti di associazioni camorristiche, accusati della commissione di reati efferati, ed a volte anche in collegamento con la locale amministrazione pubblica; vicende queste che richiedono tempi di accertamento lunghi e articolati, udienze ad hoc e, quindi, celebrate spesso in aggiunta a quelle tabellari e che si protraggono per intere giornate; tutto ciò è possibile, ovviamente, non solo grazie ai magistrati, ma anche al personale di cancelleria che lo affianca, e tutto questo è ovviamente rimesso esclusivamente alla sensibilità e buona volontà dei singoli. Cionondimeno il personale amministrativo spesso lavora in uffici dotati di livelli di sicurezza minima, con attrezzature obsolete ed in numero assolutamente insufficiente, oltre che neppure adeguatamente distribuito, quantomeno in rispondenza a quella che risulta essere la sua attuale pianta organica, come già detto, di molto inferiore a quella necessaria A tutto ciò si aggiunga, poi, la notoria carenza strutturale cui sono afflitti gli uffici giudiziari del distretto, primo fra tutti il Tribunale di Salerno, ove da anni sono in corso i lavori ( allo stato sospesi per esaurimento e mancanza dei fondi ) per la realizzazione della cittadella giudiziaria, tribunale che attualmente contende i propri spazi con un istituto scolastico, e dove i magistrati del dibattimento penale non hanno neppure una stanza ed una scrivania, né un bagno personale; ove gli uffici di cancelleria sono assolutamente inadeguati e dove le aule di udienza, o che tali possono definirsi, sono in numero assolutamente insignificante, e tali rimangono anche a considerare alcuni piccoli locali pure destinati a tale uso provvisorio. Ne consegue che, oltre alla carenza dei profili di sicurezza dei luoghi di lavoro, risultano scarsi anche gli apparati di tutela dell incolumità delle persone comunque coinvolte nell attività processuale ( non di rado il palazzo di Giustizia viene evacuato per consentire i necessari controlli conseguenti a notizie, sinora rivelatasi infondate, circa la presenza di ordigni esplosivi collocati all interno della struttura giudiziaria ) Analoghe problematiche si pongono, poi, con riferimento alla dotazione organica dei magistrati, che, ancorché non registri le medesime sofferenze evidenziate per il 194
195 personale di cancelleria, come detto assolutamente irrisorio, appare comunque inadeguato rispetto al carico di lavoro che si registra presso gli uffici del distretto, carico che, però, è bene evidenziarlo, non deve essere considerato solo sotto il profilo quantitativo, pure significativo, ma soprattutto sotto il profilo qualitativo, avuto riguardo al genere di criminalità trattato ed alle numerose problematiche locali, che vanno dall inquinamento alla bancarotta, dal processo per direttissima a quello per associazione a delinquere, dall edilizia alla concussione, dagli stupefacenti agli omicidi e quant altro. In aggiunta, poi, a siffatte carenze di organico, si assiste anche, in alcuni casi e come per il personale di cancelleria, ad una non adeguata gestione del personale della magistratura, tanto che, presso il Tribunale di Salerno, si è ricorso, e si ricorre, di continuo all istituto della supplenza e/o dell applicazione per consentire la quotidiana gestione degli affari giudiziari in tutti i settori; oltre che alla necessità di far ricorso alle applicazioni infradistrettuali Il livello di informatizzazione raggiunto appare appena sufficiente solo che si consideri che in alcuni uffici del distretto il sistema di registrazione statistico non è ancora a pieno regime e che il personale spesso rappresenta difficoltà di inserimento dei dati processuali; difficoltà non dipendente da una non adeguata preparazione del personale medesimo, né dall organizzazione degli uffici, ma dal tipo di sistema informatico prescelto che non appare del tutto in linea con le necessità degli uffici giudiziari ( non consente di immettere tutti i possibili dati cui si perviene presso gli uffici giudiziari) Tutto ciò non può non incidere sulla efficienza della giustizia e sulla celerità dei procedimenti penali; specie laddove si consideri che, in caso di variazioni del collegio giudicante, il processo deve ricominciare ex novo, salvo consenso delle parti o particolari eccezioni normative, e che il nostro sistema penale prevede anche numerose nullità ( ed alcune davvero incomprensibili nell ottica di un calibrato equilibrio tra garanzie difensive ed efficienza del processo in vista della sua ragionevole durata ), soprattutto nel settore delle notifiche degli atti giudiziari, le quali ultime, spesso, sono la causa principale dei rinvii e dunque della ritardata definizione delle cause. SECONDA PARTE - SETTORE PENALE (azione di contrasto alla criminalità organizzata) Per quanto attiene all azione di contrasto alla criminalità organizzata con individuazione dei profili di adeguatezza e di insufficienza e con l articolazione di opportune proposte al riguardo, occorre premettere che le organizzazioni criminali salernitane, pur conservando la tipica natura pulviscolare delle organizzazioni camorristiche, hanno sempre goduto di una particolarissima autonomia, affermata attraverso il carisma dei capi, gelosamente custodita e difesa anche grazie ad un potente, organizzato e nutrito apparato militare, oltre che ad una spietata e crudele mentalità criminale manifestatasi attraverso tecniche cruente di sopraffazione e di ossessionante controllo del territorio, sul quale le associazioni camorristiche instaurano una vera e propria signoria. Queste caratteristiche delle organizzazioni criminali salernitane sono sopravvissute allo sgretolamento della potente organizzazione denominata <<Nuova Famiglia>> capeggiata da Carmine ALFIERI che, attraverso una tecnica tipicamente federativa, aveva tentato di unificare gruppi camorristici del salernitano e del napoletano fino a quando esigenze scissioniste provenienti proprio dalla zona dell agro nocerino - sarnese determinarono una sanguinosa guerra di camorra che diede luogo ad un conflitto armato di gigantesche proporzioni, nel corso del quale ed all esito del quale maturarono alcune importanti 195
196 collaborazioni con la giustizia di molti capi della <<Nuova Famiglia>>, provocando la frantumazione del sodalizio. L esistenza di capi irriducibili, quantunque detenuti, della <<precedente camorra>> e dinamiche territoriali e criminali specifiche hanno tuttavia comportato una riorganizzazione territoriale, che ha fatto registrare, come settore di interesse criminale, un notevole sviluppo del traffico delle sostanze stupefacenti. Le organizzazioni criminali salernitane restano, comunque, tradizionalmente dedite alla pratica estorsiva, ricorrendo principalmente e sistematicamente all usura per reinvestire i profitti illeciti, ricavati con le tangenti che tuttora vengono solitamente richieste ad imprenditori edili, conservieri e ad operatori commerciali in genere. La criminalità organizzata nel distretto di Corte di Appello di Salerno, invero, si articola in tre distinte aree : l agro nocerino sarnese, la Piana del Sele e Salerno città. Le attività privilegiate sono quelle classiche: estorsioni, traffico di stupefacenti, controllo delle aste fallimentari e relative alle procedure esecutive, condizionamento degli apparati delle pubbliche amministrazioni e conseguenti infiltrazioni, nonché controllo dei locali pubblici in genere, sia con riguardo alla installazione e gestione di apparecchi videogiochi che con riferimento al servizio di sicurezza nei detti locali pubblici, discoteche e affini. Il traffico di stupefacenti, esercitato indistintamente in tutte e tre le aree del distretto sopra indicate, risente del continuo interscambio con la criminalità organizzata partenopea. Quest ultima, infatti, ha trovato nella criminalità salernitana un fiorente mercato per canalizzare elevati quantitativi di stupefacenti (in particolare cocaina). Per altro, la segnalata assenza di referenti autorevoli, capaci di compattare gli elementi liberi delle organizzazioni criminali tuttora operanti, ha determinato il costituirsi di gruppuscoli emergenti alla ricerca di nuovi equilibri con la tendenza ad occupare gli spazi che, di volta in volta, si rendono vuoti a seguito degli interventi dell Autorità Giudiziaria. A tal fine, è il caso di segnalare, soprattutto per la città di Salerno, la esistenza di gruppi criminali costituiti da giovani che operano in maniera piuttosto incontrollata e che generano conflitti continui, spesso anche all interno degli stessi sodalizi, nell ansia da parte di ciascuno di assumere un ruolo di leader e che è causa anche degli efferati e recenti fatti di sangue. La fluidità dei gruppi associati, con elementi incoerenti e capaci di trasmigrazione da un sodalizio all altro, rende maggiormente difficoltosa l azione di contrasto. Il fenomeno criminale come sopra rappresentato necessita per la sua stessa individuazione e conseguente accertamento di indagini incisive e a volte sofisticate. Tanto più che si è rilevato che nel distretto di Salerno, e soprattutto in zone a vocazione turistica, risultano investimenti ad opera di soggetti di origine napoletana, sospettati di gravitare in ambienti del crimine organizzato partenopeo. A nulla valgono le attività investigative classiche che si fondano sulla mera osservazione o avvistamento; nessun ausilio di alcun genere proviene dalle parti offese nel caso di reati estorsivi e/o dai consumatori nel caso di traffico di stupefacenti. Le uniche investigazioni capaci di disvelare i fenomeni criminali sopra indicati rimangono le intercettazioni telefoniche e soprattutto ambientali. Tutti i procedimenti in corso presso la locale Procura distrettuale testimoniano che sopratutto le investigazioni tecniche continuano ad essere efficaci ed indispensabili per l individuazione e l accertamento dei detti fenomeni criminali. Tanto non solo con riguardo all accertamento dei reati scopo, ma anche e a maggior ragione per la individuazione e ricostruzione dell organigramma dei gruppi associati. 196
197 Tra le attività di intercettazione va detto che sicuramente e maggiormente efficaci sono ancora le intercettazioni tra presenti (ambientali), posto che anche le intercettazioni telefoniche risentono delle azioni di contrasto alle indagini che la criminalità organizzata appronta di continuo e massivamente. L adeguatezza dell azione di contrasto alla criminalità organizzata va valutata in relazione a più parametri: 1) capacità degli uffici giudiziari requirenti di avere la effettiva direzione delle indagini; 2) esistenza di servizi di polizia giudiziaria preparati, motivati e forniti dei mezzi necessari (ovvero delle risorse necessarie per eseguire le disposizioni dell AG). Il primo parametro impone che il PM addetto alla DDA, e dunque alle indagini di contrasto alla criminalità organizzata, deve potere trattare direttamente in tutte le fasi processuali le indagini seguite. Questo impone che, avuto riguardo alla delicatezza dei procedimenti, per numero di indagati/imputati, al numero di imputazioni e alle molteplicità degli interventi del PM che questo tipo di procedimenti richiede, presso uno stesso magistrato requirente si concentrino un numero limitato e ben determinato di filoni investigativi, tale da impedire la dispersione delle energie professionali che potrebbe incidere negativamente sui risultati delle singole indagini. La effettiva direzione delle indagini da parte del magistrato requirente è possibile solo allorchè è messo in condizione di seguirne ogni sviluppo investigativo e di valutare progressivamente gli interventi da approntare nell ambito della strategia investigativa. Accanto a tale necessità, è, poi, indispensabile che il PM che ha istruito un procedimento ne segua la fase del giudizio sino alla definizione: solo questo sistema può garantire la non dispersione delle conoscenze investigative e processuali nonché la corretta valutazione delle emergenze processuali da parte del giudice. Trattasi di necessità ineludibile per tutti i processi complessi e, in particolare, per quelli di criminalità organizzata. L esigenza di cui sopra può essere fronteggiata solo se vengano garantiti un numero di magistrati adeguato al carico complessivo dell Ufficio e la copertura tempestiva dei posti vacanti, al fine di evitare che una ridistribuzione del lavoro che ostacoli la pianificazione delle attività dei magistrati in servizio. Quanto al secondo profilo, va detto che l efficienza dell Ufficio del PM soprattutto nell opera di contrasto alla criminalità organizzata è condizionata dall operare della Polizia Giudiziaria. Ed, infatti, i meccanismi sofisticati con cui oggi opera la criminalità organizzata impegnata in vari settori, anche imprenditoriali e in sofisticate attività di riciclaggio dei profitti illeciti, impone che si disponga di personale di polizia qualificato e provvisto dei mezzi idonei per operare. A tal fine, si segnala che la Procura Distrettuale di Salerno di un autonoma direzione investigativa antimafia, con la quale collaborare e delegare le indagini più sensibili. Sino a quando non diventerà prassi ordinaria la specializzazione del personale di PG, mediante periodici corsi di aggiornamento e riqualificazione professionale, sino a quando la Polizia Giudiziaria non verrà fornita delle moderne attrezzature anche informatiche per operare, la efficienza della Polizia Giudiziaria sarà sempre solo una aspettativa. A tutt oggi le operazioni di intercettazione, in particolare quelle ambientali, vengono eseguite mediante il ricorso a privati che addirittura noleggiano alla AG anche i computer portatili per la trascrizione delle conversazioni intercettate che la PG deve eseguire durante le operazioni che le vengono delegate, tanto in quanto i Reparti di PG non dispongono assolutamente delle apparecchiature in questione. 197
198 E evidente che questo, oltre a ritardare, spesso, i tempi di esecuzione delle attività investigative, comporta enormi e ingiustificate spese per l Erario, atteso che si è constatato che sovente il costo del solo noleggio delle apparecchiature informatiche dette è di gran lunga superiore al prezzo di acquisto delle stesse, ove l AG o la stessa PG venissero autorizzate ad acquistarle con conseguente disponibilità futura e permanente. Sono allegati: prospetti statistici del settore penale e civile relativi all ultimo triennio Salerno, lì 20 aprile 2009 Il segretario del Consiglio Giudiziario dott.ssa Marianna D Avino Il Presidente della Corte d appello di Salerno dott. Matteo Casale 198
199 6. Relazione del Consiglio giudiziario di Bari sulla situazione del distretto Relazione al Parlamento per l anno 2008 CORTE DI APPELLO DI BARI CONSIGLIO GIUDIZIARIO L amministrazione della giustizia nelle regioni del sud a più alta densità criminale: il distretto di Bari. SOMMARIO: IL QUADRO DI RIFERIMENTO - LE RISORSE UMANE ED IL GIUSTO PROCESSO - LE CRITICITÀ DELLE SEZIONI DISTACCATE - GLI UFFICI REQUIRENTI - L ATTIVITÀ DELLA DIREZIONE DISTRETTUALE ANTIMAFIA NEL LE SITUAZIONI AMBIENTALI E LA TUTELA DEI MAGISTRATI - LA SITUAZIONE PENITENZIARIA - L EDILIZIA GIUDIZIARIA - CONCLUSIONI Il quadro di riferimento Una rassegna ragionata, e tuttavia necessariamente sintetica, degli snodi più critici nell amministrazione della giustizia nel distretto di una regione ad alta densità criminale non può prescindere, pur senza pretesa d essere esaustiva, da premesse socio-economiche delle realtà territoriali, per la loro indubbia incidenza sui flussi processuali. Non è casuale che tutti gli indicatori presenti nei vari rapporti sulla qualità di vita in Italia (es. Sole 24 Ore, Italia Oggi) mettano le città meridionali agli ultimi posti, ponendole invece ai primi posti per quel che concerne i reati 9. Ad esempio le indagini del Sole 24 Ore collocano le aree di Bari e Foggia al 93 ed al 99 posto per qualità di vita (dati 2008) 10, al 7 e al 20 posto per reati commessi (dati 2007) 11, al 9 A.N.M. BARI, Brevi note in ordine alla situazione degli uffici giudiziari del distretto di Corte di Appello di Bari nale.shtml 199
200 13 ed al 6 posto per fatti sangue (dati 2007) 12. Si tratta di delitti spesso maturati nell ambito di aggregazioni criminali e che determinano la reazione investigativa della magistratura inquirente e delle forze dell ordine, con conseguente emissione di ordinanze di custodia cautelare per rilevante numero d indagati e che poi si traducono in processi di vasta portata, sia per numero d imputati sia per numero d imputazioni 13. Di contro, le nuove forme di criminalità ed il conseguente maggior peso dei relativi procedimenti, assumendo la forma del maxiprocesso, assorbono per lunghi periodi di tempo notevoli risorse, sottratte anche al settore civile 14. Il fenomeno della criminalità organizzata nel distretto di Bari è da tempo caratterizzato dalla fisionomia funzionale di ben noti sodalizi malavitosi. Nella città di Bari, le analisi investigative evidenziano il raggiungimento d equilibri che consentono ai gruppi di criminali di operare senza la preoccupazione di dover risolvere divergenze necessariamente con la violenza armata, e ciò per la posizione di preminenza generale raggiunta da un sodalizio maggioritario e per le specifiche, e non contrastate, sfere d influenza territoriale degli altri gruppi minori su quartieri, frazioni e centri dell hinterland barese 15. Nel dettaglio, i sodalizi attivi risultano essere sette nell area metropolitana, cinque dell area murgiana, cinque nel nord, tre nel sud ed uno nel sud-est barese 16. In tale scenario, i gruppi criminali necessitano di nuove affiliazioni, fatte spesso con elementi assai giovani, anche minorenni, che, partendo dall iniziale perpetrazione di reati predatori, intraprendono un percorso di rapida evoluzione delle proprie condotte delittuose 17. Per cercare di sottrarre i minori alla cultura dell illegalità propria delle famiglie malavitose e del loro ambiente di vita si segnalano gli apprezzabili interventi per i figli minorenni di persone condannate per reati associativi di tipo mafioso, concordati dai locali Uffici Giudiziari Minorili con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari ed il Comune di Bari 18. Lo spettro dei reati-scopo delle reti associative si declina principalmente nel traffico di sostanze stupefacenti, nelle estorsioni, nell usura, nella gestione di video giochi d azzardo ed in aspetti residuali del contrabbando; accanto a queste tradizionali attività illecite ed alla sempre più diffusa prostituzione di derivazione transfrontaliera (dall Europa orientale e dalla Nigeria), emerge sempre di più il ricorso alle frodi nel settore agro-alimentare, finalizzate all indebita concessione di contributi comunitari e statali, e spesso articolate sulla gestione di 11 A.N.M. BARI, Brevi note, cit.. 12 A.N.M. BARI, Brevi note, cit.. 13 A.N.M. BARI, Brevi note, cit.. Si pensi, ad esempio, alla monumentale Operazione Dolmen: 38 omicidi, oltre 400 indagati, 101 iniziali capi d accusa contenenti ciascuno svariate imputazioni, oltre 200 imputati di cui 134 rinviati a giudizio nel novembre 1997; il processo ha avuto il suo epilogo finale solo nel dicembre 2008 con la definitività - sancita dalla S.C. - delle numerosissime condanne, tra cui 12 ergastoli, comminate nei gradi di merito (la cui fase di prime cure è durata ben nove anni dinanzi al piccolo Tribunale di Trani, messo in ginocchio da un processo esorbitante dalle sue limitate risorse). 14 PRESIDENTE DELLA CORTE DI APPELLO DI BARI, Inaugurazione dell anno giudiziario 2009: Relazione sull amministrazione della giustizia, pag. 25 e 89. Molte situazioni critiche sono già evidenziate dal C.s.m. nella Relazione sui problemi posti all'amministrazione della giustizia dalla criminalità organizzata in Puglia (delib. 22 luglio 1999). 15 Relazione del Ministro dell interno al Parlamento sull attività svolta ed i risultati conseguiti dalla D.I.A. (1 semestre 2008), pag Relazione ult. cit. pag Relazione ult. cit. pag. 243 e Nota del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Bari n. 423 del 31 marzo
201 fittizi rapporti di lavoro tra aziende agricole inesistenti e falsi braccianti. In tale humus delittuoso proliferano non solo le truffe per intercettare le pubbliche erogazioni, ma anche lo sfruttamento delle fasce più deboli della manodopera locale e straniera, il ricorso a lavori in nero, il c.d. caporalato 19. Similare è la situazione nella città di Foggia e nella sua provincia, inquinate da ben venticinque sodalizi criminali che, nonostante la detenzione dei principali esponenti, continuano a coltivare significative progettualità delittuose, sorrette dal possesso di risorse finanziarie e umane e dalla disponibilità di armi 20. In particolare, Cerignola è da tempo l area più sensibile della zona per il vasto spettro d attività illecite dei gruppi malavitosi ivi radicati (estorsioni, danneggiamenti, guardiania abusiva, ricettazione e riciclaggio, prostituzione, traffico di droga, contrabbando d alcool e sofisticazioni olearie) 21. La penetrazione criminale nel settore agro-alimentare, preoccupante per il drenaggio illecito di pubbliche contribuzioni, assume connotazioni di ulteriore allarme proprio per la contiguità con anomalie del mercato del lavoro e con il fenomeno dei flussi migratori stagionali e/o clandestini. Basso tenore e ridotta qualità di vita, anomalie del mercato del lavoro e alterazione illecita della competizione economica possono contribuire a dare spiegazione alla significativa accentuazione del divario territoriale, anche nella litigiosità del distretto rispetto a quella nazionale. In materia di lavoro e previdenza è ampiamente documentato, da uno studio della Banca d Italia, che nel distretto di Bari il quoziente di litigiosità é pari a 4,1 volte quello nazionale. Così è assolutamente preoccupante la ragguardevole concentrazione del contenzioso previdenziale, nella misura del 25% di tutto il sopravvenuto nazionale nel distretto di Bari, così come preoccupante è il radicamento geografico di quel contenzioso, concentrato in due sole regioni, la Puglia e la Campania, con il 50% per cento del contenzioso previdenziale nazionale 22. Peraltro, anche in sede di cognizione ordinaria, il tasso di litigiosità presso i Tribunali del distretto di Bari, si presenta globalmente al vertice assoluto delle statistiche nazionali e ben al di sopra dei dati relativi alle aree territoriali di Roma, Milano, Napoli, Palermo, etc. 23. Tutto ciò presenta evidenti ricadute negative sulla capacità di risposta degli Uffici Giudiziari alla domanda di giustizia, atteso - ad esempio - il dato relativo alla giacenza media nazionale nelle Corti d appello di circa tre anni, rispetto ai quattro anni e mezzo della Corte barese; lo stesso dicasi, in via esemplificativa, per i tre anni ed oltre di giacenza media, in prime cure, del contenzioso lavoristico e previdenziale ovvero di quello matrimoniale nel distretto 24. Si tratta, in sostanza, del costo pagato per ottenere il risultato d aumentare la capacità di smaltimento negli Uffici Penali di primo grado (dati sino al 30 giugno 2008), con riduzione del 9,4% delle pendenze finali, a fronte di procedimenti sopravvenuti (+6%) e di ben fascicoli definiti (+12%) 25. Di contro, in secondo grado, il sensibile aumento dei procedimenti sopravvenuti (+21,1%) non è compensato dal pur visibile incremento dei fascicoli definiti (+17,1%); sicché la capacità di smaltimento dei procedimenti penali pendenti in appello continua a scendere da 19 Relazione cit. nota 7, pag Relazione ult. cit. pag Relazione ult. cit. pag PRESIDENTE DELLA SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE, Relazione sull amministrazione della giustizia nell anno 2008, pag. 19 e 21; cfr. anche A.N.M. BARI, Brevi note, cit.. 23 PRESIDENTE DELLA SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE, Relazione cit. pag. 43 tav PRESIDENTE DELLA CORTE DI APPELLO DI BARI, Relazione cit. pag. 40 e Relazione ult. cit. pag
202 quattro anni, attestandosi al 20,5% 26. Infine, significativi sono i dati, aggiornati al marzo 2009, riguardanti il numero di detenuti: su una popolazione carceraria complessiva di 951 detenuti definitivi ristretti presso i dieci istituti di pena ubicati nel territorio del distretto della Corte d appello di Bari (esclusi i semiliberi), circa il 25% sono tossicodipendenti, il 10-12% sono extracomunitari e circa il 10% condannati per reati a sfondo sessuale. Un solo detenuto, condannato alla pena dell ergastolo, è allocato presso la C.C.le di Foggia in circuito E.I.V. (Elevato Indice Vigilanza); non vi sono detenuti sottoposti al regime di cui all art. 41 bis della legge 354/75. Le risorse umane ed il giusto processo Per quasi tutti gli Uffici del distretto l organico del personale togato e di quello amministrativo risulta inadeguato a fronteggiare l incremento della domanda di giustizia e a smaltire l arretrato. La situazione è aggravata dalle notevoli vacanze, con scoperture del 12,3% della pianta organica della magistratura professionale, del 37,8% della magistratura onoraria e del 10,4% del personale amministrativo 27. In particolare, è stata da più parti evidenziata la grave insufficienza degli organici dei giudici professionali e del personale amministrativo del Tribunale di Bari rispetto ai carichi di lavoro: organici sostanzialmente immutati dagli anni Le sopravvenienze civili nell intero circondario barese sono aumentate del 50% nel solo quadriennio , passando da a ; sicché nonostante l incremento del 40% dei procedimenti definiti, passati da a , la pendenza è comunque salita del 10%, da a Si tratta di carichi difficilmente sostenibili, disponendo la pianta organica generale del Tribunale di Bari di 27 giudici addetti al settore civile, oltre a 4 presidenti di sezione. Risulta clamorosa la situazione della Sezione Lavoro dello stesso Tribunale, il cui organico è costituito virtualmente da 14 magistrati, compreso il Presidente, che si confrontano con oltre procedimenti pendenti, nonostante fascicoli definiti a fronte di sopravvenienze (al 31 dic. 2008) 29. Si tratta, com è evidente, di ruoli abnormi e non assorbibili in tempi congrui, nonostante l impegno che ciascun giudice ripone nel proprio lavoro, e che hanno determinato, come conseguenza, un forte aumento della tutela d urgenza che, nata come eccezionale, è divenuta una forma ordinaria di ricerca di giustizia 30. La situazione descritta è oramai un caso nazionale, ripreso tanto nel rapporto della Banca d Italia e nell ultima relazione del Presidente della S.C., quanto in sedi associative e scientifiche 31. E il caso di evidenziare, in termini di doveroso confronto, che ad esempio il Tribunale di Napoli ha un organico di 48 giudici a fronte di pendenze e sopravvenienze; il Tribunale di Roma dispone di 63 giudici a fronte di pendenze e sopravvenienze, mentre il Tribunale di Torino dispone di 14 giudici a fronte di pendenze e sopravvenienze Relazione ult. cit. pag Relazione ult. cit. pag Nota del Presidente del Tribunale di Bari n del 18 marzo I dati sono desunti dai prospetti statistici allegati alla nota presidenziale sopra citata. 30 A.N.M. BARI, Brevi note, cit.. 31 La giustizia del lavoro presso il Tribunale di Bari: verso l utopia di un servizio giudiziario moderno ed efficiente?, in Foro it., 2008, V, col I dati sono desunti dai prospetti pubblicati nella rivista Questione Giustizia e si riferiscono al
203 Dinanzi a tali palesi disparità parlare, nello specifico contenzioso lavoristico e previdenziale e più in generale nella materia civile, di giusto processo di ragionevole durata appare del tutto fuor d opera, e ciò comporta l espansione del fenomeno dei c.d. processi derivati, per l effetto dello strumento riparatorio apprestato dalla legge 89/ In proposito va ricordato che l obiettivo fallito non è di mera efficienza e deflazione: è invece un obiettivo etico e civile, perchè diretto a dare concretezza alla promessa costituzionale del diritto di tutti, e soprattutto dei soggetti più deboli ed indifesi, alla propria inviolabile dignità morale e sociale. Trascurare il tema della tutela dei diritti, in uno dei distretti meridionali a più alta densità criminale, significa lasciare spazio a forme anomale di controllo sociale e territoriale rientranti nello spettro d azione delle reti associative malavitose locali e mostrare l impotenza istituzionale dinanzi a fenomeni d illegalità diffusa nella regolazione del mercato del lavoro, nella competizione imprenditoriale, nel drenaggio di risorse pubbliche e nell accesso al credito. I rilievi formulati riguardo al Tribunale di Bari valgono ovviamente anche per il Tribunale di Foggia: altro ufficio giudiziario in situazione di particolare sofferenza. Anche qui la Sezione Lavoro versa in situazione di grave emergenza per l'inconcepibile mole dei procedimenti pendenti, ben (alla data del 30 giugno 2008) con soli sei magistrati in servizio di cui uno applicato, a cui devono aggiungersi i tre m.o.t. che prenderanno servizio solo a settembre Della situazione foggiana, in generale, si è più volte occupato il Consiglio Giudiziario, evidenziando che la scopertura globale del Tribunale di Foggia, del 12,5% figurativo e del 14,6% reale, è salito spesso ad oltre il 16% per effetto di varie situazioni transitorie (maternità, astensioni obbligatorie, avvicendamenti, etc.), il che pone l esercizio della giurisdizione nel circondario dauno in condizioni di evidente difficoltà in ogni settore, ed in particolare in quelli del lavoro e penale 35. La grave situazione di sofferenza in cui versa (per mancanza di risorse umane e materiali) la giustizia penale nel circondario foggiano costituisce ragione di vivissimo e giustificato allarme sociale e mediatico, anche per recenti plurime scarcerazioni di presunti esponenti della c.d. mafia garganica (clan Libergolis), per decorrenza dei termini custodiali. Per i Tribunali di Bari e Foggia ricorre, peraltro, l evidente necessità di non alterare l assetto dei collegi soprattutto penali con soluzioni tampone, sicché sarebbe necessario reperire altrove le risorse umane, ma ciò potrebbe avvenire solo disarticolando e pregiudicando, con gravosi rinvii, i ruoli civili o quelli delle sezioni distaccate. Le criticità delle sezioni distaccate Il tema delle sezioni distaccate presenta specifiche peculiarità nel distretto barese, atteso che il Tribunale di Bari ha ben sette sezioni distaccate, cinque il Tribunale di Trani, quattro il Tribunale di Foggia, due il Tribunale di Lucera. E appena il caso di ricordare che sono sedi di sezioni distaccate città come Barletta di abitanti e Andria di abitanti, ovvero Altamura con un comprensorio di vari comuni per abitanti, Ruvo di Puglia con un comprensorio di vari comuni per abitanti, Cerignola con un comprensorio di vari comuni per abitanti. La situazione è, comunque, assolutamente endemica nei tre maggiori circondari del distretto: 33 PRESIDENTE DELLA CORTE DI APPELLO DI BARI, Relazione cit. pag A.N.M. BARI, Brevi note, cit.. 35 Verbale della seduta del Consiglio Giudiziario del 1 luglio 2008; cfr. le note del Presidente del Tribunale di Foggia n. 329 del 21 gennaio 2008, per il settore lavoro, e n del 1 aprile 2008, per il settore penale. 203
204 si consideri, a titolo esemplificativo, che Cerignola è l area più sensibile della zona foggiana per il vasto spettro d attività illecite dei gruppi malavitosi ivi radicati 36, le sezioni distaccate del Tribunale di Bari sono onerate da pendenze civili che vanno da un minimo di (Monopoli) ad un massimo di procedimenti (Altamura), Barletta è onerata da oltre pendenze civili, vi sono situazioni di seria sofferenza anche nel settore penale (es. Ruvo di Puglia, Altamura, Rutigliano) 37. Innumerevoli sono state le soluzioni tampone adottate dai Dirigenti degli Uffici, ricorrendo ai più vari strumenti: variazioni tabellari, supplenze extra tabellari, provvedimenti di coassegnazione, decreti ex art. 48 quinquies O.G. etc., tutti caratterizzati da interventi straordinari, coinvolgenti troppi magistrati, in variegati contesti talvolta non condivisi dal Consiglio Giudiziario e spesso non agevolmente decifrabili per il sovrapporsi di soluzioni estemporanee e, comunque, assolutamente emergenziali. Tutto ciò accresce il clima di precarietà ed incertezza in comparti territoriali che, per bacini demografici ed economici nonché per tassi di litigiosità giudiziaria e penetrazione malavitosa, meriterebbero ben altre risorse, così come avviene - invece - nelle cittadine del centro-nord. Il circuito della partecipazione allargata all amministrazione della giustizia ha trovato il suo compimento anche nelle procedure consultive degli Ordini forensi, nell ottica però solo di una minimale amministrazione delle scarsissime risorse. Che di questo si tratti, è reso palese dai continui aggiustamenti tabellari succedutisi negli ultimi mesi per i Tribunali di Trani e di Bari, ma il tentativo di dare una sistemazione più stabile del passato all organizzazione del lavoro giudiziario nelle macrosezioni dei circondari si è spesso scontrato con le insopprimibili esigenze delle sedi centrali, che devono garantire anche i servizi generali, l ufficio del giudice per le indagini preliminari e tutte le funzioni collegiali, civili e penali, queste ultime da esercitarsi spesso con immediatezza assoluta in materia de libertate e, comunque, di gestione carceraria. Da ultimo, e soprattutto nei circondari di Foggia e di Trani, si è reso necessario pure un serrato turnover tabellare per far posto ai magistrati ordinari in tirocinio, con le limitazioni ordinamentali che li caratterizzano. Sicché, ad esempio, l intera giustizia civile delle sezioni distaccate del Tribunale di Trani è destinata ad essere totalmente gestita da magistrati di prima nomina; analoghi riscontri di una forte presenza di giovanissimi colleghi si riscontrerà, a livello distrettuale, anche per la funzioni di giudice del lavoro e di giudice dell esecuzione 38. E legittimo ipotizzare che ciò, per ragioni di ricongiungimento familiare e d accesso alla maternità, darà luogo, soprattutto nelle disastrate sezioni distaccate, ad intensi fenomeni di mobilità già riscontrati in passato nei circondari Foggia, Lucera e Trani e talvolta tali da rendere difficoltoso persino l avvio delle procedure per la ex nomina a magistrato di tribunale ed ora per la prima valutazione di professionalità Relazione cit. nota 7, pag I dati sono desunti dai prospetti allegati alla nota del Presidente del Tribunale di Bari n del 18 marzo 2009 ed alla nota del Presidente del Tribunale di Trani n. 746 del 1 aprile Si segnala che, per garantire la continuità dei ruoli di giudice per le indagini preliminari e di giudice dell udienza preliminare e la promiscuità delle funzioni, il Consiglio Giudiziario ha considerato recentemente legittima la deroga al 39.5 della circolare tabellare, ove si tratti di magistrato che abbia già maturato la prima valutazione di professionalità con procedura in corso e ricorrano imprescindibili e gravi esigenze di servizio, che consentano di considerare operativa anche la deroga dell art. 7 bis, comma 2- quinquies, O.G. (delib. C.s.m, 21 febbraio 2008), il tutto per la situazione d estrema difficoltà del Tribunale di Trani affetto da plurimi trasferimenti ai quali far fronte solo mediante i numerosi m.o.t. assegnati (con tutte le limitazioni che caratterizzano la loro peculiare posizione) 39 Fermo restando il tema della revisione delle circoscrizioni giudiziarie, l art. 48 quinquies O.G., se correttamente adoperato per accorpare gruppi omogenei di procedimenti, é strumento col quale tentare la perequazione di carichi tra sedi centrali e sedi distaccate; sul secondo comma, come riferito ad una 204
205 Gli uffici requirenti Sul piano degli Uffici Requirenti la situazione è, in apparenza, meno drammatica, atteso che le maggiori Procure della Repubblica, quelle di Bari (6,3%) e di Foggia (11,1%), presentano percentuali virtuali di scopertura inferiori alla media distrettuale (12,3%). Ciò, tuttavia, non è affatto tranquillizzante, poiché sui sostituti baresi e foggiani (in quest ultimo caso anche per l effetto di varie situazioni transitorie, quali maternità, astensioni obbligatorie, avvicendamenti, etc.) grava un numero di procedimenti penali assai maggiore rispetto a quelli che gravano, ad esempio, sui sostituti della Procura di Lucera, che, pur vantando un maggior indice di scopertura, in realtà ha una pendenza di soli procedimenti iscritti a mod. 21 (con una sopravvenienza media annua di procedimenti) 40. Resta, però, allarmante che uno dei posti vacanti nella Procura della Repubblica di Lucera sia rimasto scoperto, perché senza aspiranti, all esito della procedura speciale indetta dal C.s.m. 41, il che costituisce indubbio indice rivelatore del fatto che anche il distretto barese, caratterizzato sinora da forti flussi di colleghi in entrata provenienti da prime esperienze extra distrettuali, sarà coinvolto dal fenomeno del progressivo decremento di aspiranti alle funzioni requirenti, già riscontratosi altrove. Desta, come si è accennato, preoccupazione la situazione della Procura della Repubblica di Foggia, ancorché nella recente relazione ispettiva si dia ampio riconoscimento del buon funzionamento dell Ufficio e dell elevato grado di produttività raggiunto 42. Le pendenze sono in genere diminuite (mod. 21): da di fine 2005 a di dicembre 2008; tale diminuzione appare ancor più significativa a fronte di sopravvenienze di fascicoli sempre in aumento (da del 2006 a nell anno 2008) 43. I carichi per i 14 sostituti attualmente in servizio appaiono comunque molto elevati, trattandosi in media di circa fascicoli. La situazione è aggravata dalla riduzione del 31,6% del personale amministrativo nel periodo e dalla prevista ulteriore riduzione del 59% del personale dell area C (posizioni C3 C2) 44. Delle criticità in questione v è riscontro nella recente relazione ispettiva ove si evidenzia che. l organico previsto, ove fosse integralmente coperto, apparirebbe appena adeguato alle esigenze dell Ufficio (pag. 145). Altrettanto preoccupante è la situazione della Procura della Repubblica di Bari, dove tra i categoria d omogeneità di procedimenti per comuni tratti sostanziali e processuali, convergono le determinazioni degli organi dell autogoverno centrale (es. delib. 31 maggio 2006) e locale (recentemente determinatosi anche nel senso che i gruppi centralizzabili possano riguardare aree territoriali limitate e corrispondenti alle circoscrizioni di singole sezioni distaccate). Va, invece, riguardato con prudenza il ricorso alle assegnazioni congiunte. Il 30.1, lett. c), ed il 19.5 della circ. 2009/2011 legittimano l'assegnazione congiunta alla sede centrale e presso una sezione distaccata, secondo criteri di funzionalità ed efficienza ( 20.1) e previa modifica della tabella ( 14-15), ma l'assegnazione dei posti, con procedura d accorpamento ( 43.2) ovvero, ricorrendone i presupposti, mediante concorso interno ( 40-41), appare incerta e macchinosa. 40 I dati sono desunti dalla relazione del Procuratore della Repubblica di Lucera per il quadriennio 2004/2008 e si riferiscono al 31 ottobre Nota del Procuratore della Repubblica di Lucera n. 131 del 26 marzo Cfr. in particolare a pag 147: (analisi dei flussi ed osservazioni di carattere generale sul lavoro svolto) dai flussi è possibile dedurre che l Ufficio fronteggia con alacrità tutte le sopravvenienze e la tendenza generale è al pareggio tra sopravvenienze ed evasioni ; ed a pagina 149:.l attività dei magistrati pare attestarsi, per produttività, sopra la media malgrado la quantità e complessità degli affari trattati, spesso relativi a delitti di criminalità organizzata. 43 Nota del Procuratore della Repubblica di Foggia n del 23 marzo Cfr. nota ult. cit.. 205
206 pubblici ministeri ve ne sono ben otto con carichi tra e fascicoli mod. 21 ed altri otto con carichi tra e fascicoli (anche per reati contro la P.A.), e così via con carichi più accettabili, anche in considerazione della diversificazione dei gruppi di lavoro 45. Ciò comporta (ed è segnalato in alcuni rapporti dirigenziali) che non è sempre possibile assumere le determinazioni conclusive del pubblico ministero entro il termine di cui all art. 405 c.p.p. e che questo è un problema che riguarda l intero Ufficio. Di diverso segno sono le indicazioni sulla Procura minorile atteso che l organico dei magistrati, Procuratore e quattro sostituti, interamente coperto, consente lo svolgimento, quasi sempre nei termini di legge, delle indagini relative ai procedimenti sopravvenuti, intorno a all anno, ed i conseguenti impegni d udienza, considerando la complessità di taluni procedimenti per reati associativi, anche di tipo mafioso, in materia di stupefacenti, rapine plurime, omicidio 46. Restano, peraltro, auspicabili iniziative sul piano degli organici per garantire una più incisiva presenza sul vastissimo territorio di competenza e per stabilire più costanti rapporti con le forze dell ordine, i servizi sociali, le realtà scolastiche e formative, le comunità d accoglienza dei minori e per dare, infine, sollecito corso ai procedimenti in materia di potestà, adozione e in genere nel settore civile, che costituiscono altro compito gravoso per l urgenza con cui la materia trattata esige che siano formulati pareri e richieste. Anche l impulso nel settore civile rientra, del resto, nell opera di contrasto dei gruppi criminali, visto che questi cercano nuove affiliazioni approfittando proprio delle situazioni di disagio minorile, il che impone di sottrarre i minori alla cultura dell illegalità (attraverso gli accennati interventi per i figli famiglie mafiose, concordati dai locali Uffici Giudiziari Minorili con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari e con il Comune di Bari) e di porre rimedio all'introduzione clandestina nello Stato di ragazze minorenni extracomunitarie al fine dello sfruttamento sessuale. Non si prospettano in questo momento problemi di mobilità per i pubblici ministeri minorili, mentre l organico virtuale del personale amministrativo è sostanzialmente adeguato, ma per i ritardi nella copertura delle vacanze, pari a oltre un quarto del totale, la funzionalità dei diversi servizi può essere assicurata solo con notevole sacrificio e grazie all elevato livello d informatizzazione del lavoro d ufficio. Su un piano di sostanziale equilibrio, tra carichi esigibili ed efficacia dell azione di contrasto alla criminalità, si muove anche la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani. I dati disponibili pongono in luce una pendenza finale di procedimenti iscritti a mod. 21, a fronte di una capacità di smaltimento di circa 7.400/7.600 fascicoli e a 7.400/8.200 nuove sopravvenienze annue; si tratta di carichi onerosi ma compatibili con i nove sostituti in servizio (oltre al Procuratore ed al Procuratore Aggiunto) 47. L attività della Direzione Distrettuale Antimafia nel 2008 Preliminarmente, con riferimento ai procedimenti iscritti (191), sopravvenuti (174) e definiti (214), si rileva il dato confortante di uno di smaltimento superiore alle sopravvenienze (+23%) I dati sono desunti dalla rilevazione del movimento dei procedimenti penali nel periodo 1 luglio 31 dicembre Nota del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Bari n. 423 del 31 marzo I dati sono desunti dai Criteri di organizzazione dell ufficio e dai prospetti per il biennio trasmessi alla Commissione per l analisi dei flussi. 48 I dati sono desunti dalla nota inviata con telefax del 14 aprile 2009 dal Procuratore aggiunto coordinatore della Direzione Distrettuale Antimafia e, quanto alle richieste ed ai procedimenti de libertate, si riferiscono a dati forniti da sette componenti della D.D.A. su otto. 206
207 Non constano significative anomalie del rapporto esistente tra provvedimenti emessi o richiesti e provvedimenti non confermati o rigettati, poiché, a fronte di 287 misure cautelari personali richieste in 61 procedimenti, si rilevano 230 misure cautelari disposte dal G.I.P.; lo scostamento del 19,8% appare del tutto fisiologico nell ambito di una normale dialettica processuale. Lo stesso dicasi per le richieste di riesame proposte (113) rispetto al numero degli accoglimenti totali (16) e parziali (4), con tasso di riforma del 17,6%. Nessuna significativa anomalia risulta circa il numero dei fermi del p.m. per reati di cui all art. 51/3 bis c.p.p. (12), dei dibattimenti per reati D.D.A. (307), delle intercettazioni telefoniche (1524) e ambientali (157); limitato è il ricorso alle misure di prevenzione (79 richieste) 49. Anche se non sono stati stipulati protocolli d intesa con le Procure Ordinarie del distretto, le fonti conoscitive attivate non evidenziano sfasature nel coordinamento investigativo e la D.D.A. si avvale anche dell apporto di pubblici ministeri degli Uffici periferici, in via di applicazione da parte della Procura Generale, il tutto con modalità tali da consentire ai sostituti applicati in fase d indagini di seguire in dibattimento i processi da loro istruiti (sia pure nei limiti temporali previsti). In merito all'applicazione di sostituti procuratori alla D.D.A., è intervenuto ripetutamente con valutazione positiva, in sede di parere previsto dalle circolari sulle tabelle, il Consiglio Giudiziario. Va, peraltro, va rappresentato come disponendo applicazioni o coassegnazioni, si possa concorrere alla formazione di professionalità in vista del necessario avvicendamento, alla scadenza definitiva dei componenti in carica, nella D.D.A.. Sul piano organizzativo, oltre alla cronica insufficienza del presidio di segreteria, emergono due altri due dati: l inidoneità dei sistemi di trasporto e comunicazione di cui si avvalgono i componenti della D.D.A. di Bari (costretti ad anticipare le spese di autostradali e di rifornimento e ad adoperare propri apparati di telefonia cellulare per le riservate comunicazioni di servizio) e l inidoneità del servizio d intercettazione telefonica attualmente fornito dalla ditta aggiudicatrice (e la necessità di un miglioramento con l utilizzazione di nuove tecnologie, già disponibili e di notevole utilità investigativa) 50. Le situazioni ambientali e la tutela dei magistrati Non emerge dalle fonti conoscitive specificamente acquisite la ricorrenza di situazioni ambientali che incidono negativamente sul lavoro e sull indipendenza di giudici e pubblici ministeri. Tuttavia, in taluni isolati casi, è stato necessario promuovere forme di tutela di magistrati, variamente articolate a seconda della rischiosità concreta della rispettiva posizione funzionale. Si segnalano in particolare i casi del presunto attentato in preparazione contro il Procuratore della Repubblica di Foggia ed un suo sostituto dello stesso Ufficio (ora pubblico ministero in Bari), e quello di una collega della D.D.A. di Bari, quest ultima destinataria d intimidazioni durante la lettura della sentenza per l omicidio Marchitelli ed oggetto, secondo un pregiudicato locale, dei preparativi di un attentato ordinato da un capo clan della città. 49 Non risultano casi di trasmissione di procedimenti ad altra D.D.A. per competenza territoriale dopo l emissione di misure cautelari personali ovvero casi in cui il p.m. abbia trasmesso il procedimento ad altra D.D.A. (dopo indagini durate almeno quattro mesi), né casi in cui il procedimento trasmesso ad altra D.D.A. sia stato restituito per diversa valutazione da parte del p.m. ricevente. Altri dati ritenuti utili nel questionario allegato alla nota del C.s.m. P-580/2009 non sono disponibili per problemi registrazione informatica (cfr. nota ult. cit.). 50 Cfr. nota D.D.A. cit.. 207
208 Destinatari di gravi minacce, all esito sempre della sentenza per l omicidio Marchitelli, sono stati anche l ex Presidente della Corte d assise barese (ora in pensione) ed il giudice a latere (ora giudice del tribunale del riesame). Del tutto peculiare è la vicenda dei pacchi minatori 51 ricevuti da un giudice civile del Tribunale di Bari, addetto - tra l altro - al delicato settore delle esecuzioni immobiliari, dove il severo controllo di legalità sulla celerità e la trasparenza delle procedure può scontrarsi con talune opacità del locale sistema economico, bancario e finanziario. Quest ultimo rilievo costituisce un indubbio indice rivelatore del livello d attenzione necessario per ogni forma di giurisdizione, anche civile, nelle regioni a più alta densità criminale, atteso che la rete organizzativa del malaffare è pronta ad insinuarsi nei ritardi, nelle pigrizie e nelle inefficienze dell apparato di tutela dei diritti dei cittadini per far prevalere interessi predatori direttamente illeciti ovvero contigui alle piraterie di taluna imprenditoria senza scrupoli 52. La situazione penitenziaria Preliminarmente si evidenzia il dato, recentemente fornito dal Provveditorato dell Amministrazione Penitenziaria, secondo cui in Italia nel mese di marzo 2009 il numero della popolazione detenuta in Puglia ha superato le unità (tale dato è comprensivo dei detenuti non definitivi). L attuale quasi totale saturazione di alcuni Istituti di pena del distretto della Corte d appello di Bari 53 non è tuttavia fronteggiata con un contestuale aumento delle risorse umane, logistiche e strumentali: a) scarso è il numero degli educatori penitenziari, i quali spesso non riescono ad ultimare l attività d osservazione della personalità dei detenuti prima della scadenza della pena, con la conseguente preclusione della possibilità d accesso ai permessi premio e ad altri benefici penitenziari; b) insufficiente e spesso obsoleta è l edilizia penitenziaria (si pensi, ad esempio, alla Casa di Reclusione di Turi, allocata in un edificio risalente a due secoli fa, e all assenza di un settore per semiliberi presso la C.C.le di Bari, con la conseguenza che i condannati in semilibertà residenti nell area sud-barese sono allocati in istituti di pena, quali Altamura, Spinazzola e Trinitapoli, distanti anche più di cento chilometri dalla loro abitazione); c) problematica è l assistenza sanitaria ed infermieristica all interno degli istituti di pena, specie a seguito del passaggio al S.S.N., introdotto con la legge 244/07, di tutte le funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro del personale medico ed infermieristico, delle risorse finanziarie, delle attrezzature e dei beni strumentali afferenti la sanità penitenziaria; d) carenti, infine, sono gli interventi a sostegno dei detenuti tossicodipendenti ed extracomunitari, sia nella fase trattamentale intramuraria, sia nella fase dell esecuzione penale in esternato (si pensi, ad esempio, alla quasi totale assenza sul territorio di strutture convenzionate con gli Enti Locali, preposte all accoglienza di condannati extracomunitari non soggetti ad espulsione i quali, pur potendo in astratto accedere a misure alternative alla detenzione, in concreto non ne fruiscono, non disponendo di stabili riferimenti logistici sul 51 Si è trattato di tre involucri recapitati presso il Tribunale di Bari, a distanza di circa sei mesi l uno dall altro, e contenenti il primo sostanze piriche, il secondo una miscela esplosiva e l ultimo un rudimentale ordigno. 52 Per di più, negli ultimi mesi si sono verificati alcuni fatti degni d allarme, quali la pesante condanna penale di un giudice civile del Tribunale di Bari, l arresto ed il rinvio a giudizio di un altro giudice civile dello stesso Tribunale, le indagini della Procura leccese su diversi magistrati onorari. 53 Ad esempio, presso la C.R. di Turi sono attualmente ristretti 170 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 112 detenuti e tollerabile di 152 detenuti. 208
209 territorio) 54. Allo stato, i tempi di definizione dei procedimenti di competenza del Tribunale di Sorveglianza riguardanti i condannati c.d. liberi sospesi sono conformi al dettato normativo di cui all art. 656, comma 6, c.p.p. (che fissa il termine, seppur non perentorio, di 45 giorni tra la data del ricevimento dell istanza di sospensione dell ordine di carcerazione e quella di fissazione dell udienza); ugualmente rapidi sono i tempi di fissazione dei procedimenti riguardanti i detenuti. E tuttavia assai verosimile prevedere che, nel breve/medio termine, cessato l effetto momentaneamente deflattivo dell indulto e riscontrata l alta percentuale di recidiva successivamente alla concessione di tale beneficio, a fronte dell inevitabile aumento della popolazione carceraria si determinerà (e si sta già determinando) un considerevole incremento numerico delle relative istanze, attribuibile in parte anche alle recenti modifiche legislative degli artt. 656 c.p.p. e 4-bis della legge 354/75 e in materia di recidiva, restrittivamente orientate per l accesso ai benefici penitenziari 55. L edilizia giudiziaria I principali uffici giudiziari del distretto, nelle quattro sedi circondariali, sono ubicati in dodici edifici. La situazione dell edilizia giudiziaria nei circondari di Foggia e Lucera non presenta notazioni di rilievo. Grave è, invece, la situazione degli uffici giudiziari baresi, a cominciare dagli Uffici Minorili. L attuale sede di questi ultimi - un fabbricato con originaria destinazione abitativa, con diretto accesso dalla strada e senza ingressi alternativi - è del tutto inadeguata sotto il profilo della sicurezza, della riservatezza da garantire ai minori (indagati o imputati o semplicemente convolati in procedure a loro tutela), della sistemazione logistica del personale 56. L'aula d udienza è addirittura sistemata in una stanza al pianterreno, assolutamente insufficiente e priva del decoro di un'aula di giustizia e gravi disagi derivano dalla mancanza di un adeguata vigilanza interna ed esterna (solo di recente il Sindaco ha garantito un rafforzamento del servizio) 57. Nel palazzo sito in via Nazariantz hanno sede dal 2001 gli uffici della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari e del Tribunale Ordinario Penale, con le relative aule di udienza. Nel 2002 il palazzo fu posto sotto sequestro, con facoltà d uso, per il reato di lottizzazione 54 Le considerazioni sono desunte, in larga misura, dalla relazione del 3 aprile 2009 allegata alla nota del Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Bari n. 651 del 6 aprile La relazione sopra citata si riferisce, in particolare, alla legge 251/05, c.d. ex Cirielli, che ha limitato e/o vietato l ammissione alle misure alternative per i condannati cui sia stata applicata la recidiva reiterata ex art. 9, comma 4 c.p.; alle modifiche dell art. 656, comma 9, c.p.p., che ha introdotto delle limitazioni soggettive ed oggettive al potere del P.M. di sospensione dell ordine di carcerazione, estendendole ai condannati recidivi reiterati e ai condannati per i delitti di cui agli artt. 423-bis, 624, quando ricorrono due o più circostanze aggravanti tra quelle indicate nell art. 625, 624-bis c.p., e per i delitti in cui ricorre l aggravante di cui all art. 61, primo comma, numero 11-bis del medesimo codice ; infine, all ampliamento delle categorie dei reati rientranti nella previsione di cui all art. 4-bis della legge 354/75. La precitata Relazione evidenzia, infine, che: ultimamente sono pervenute dalle competenti Procure diverse richieste di revoca di indultino ai sensi dell art. 2 comma 5 L. n. 207/03; le misure alternative alla detenzione costituiscono invece uno strumento positivo ed efficace di esecuzione penale, essendo contenuto il numero delle revoche per fatto colpevole ; analogamente è a dirsi per i permessi-premio, rispetto ai quali risultano quasi del tutto assenti i casi di violazione delle relative prescrizioni. 56 Nota del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Bari n. 423 del 31 marzo A.N.M. BARI, Brevi note, cit.. 209
210 abusiva; con sentenza del 2006 il giudice di prime cure riconobbe la sussistenza di tale reato e dispose la confisca dell immobile. L 11 luglio 2008, con sentenza ora definitiva, la Corte territoriale ha revocato la confisca, ritenendo comunque sussistere una violazione edilizia comportante il ripristino della destinazione d uso dell immobile. Il Comune di Bari ha preannunciato l inibizione allo svolgimento d attività giudiziaria all interno dei locali di via Nazariantz e la Commissione di manutenzione ha attivato una specifica interlocuzione su compiti e prerogative comunali in materia. Di contro, l INAIL, proprietario dell immobile, si è detto indisponibile a richiedere varianti urbanistiche per regolarizzare la destinazione del fabbricato ed il contratto di locazione con il Comune scade nel dicembre Va, infine, segnalato che nel corso d altro processo penale, definito in primo grado con alcune condanne ed ora pendente in appello, è emersa l inidoneità del palazzo di via Nazariantz rispetto a parametri tecnici richiesti per gli uffici pubblici, in generale, e per quelli giudiziari, in particolare 59. La Corte di Appello, la Procura Generale, il Tribunale Civile ed il Tribunale di Sorveglianza sono sistemati nella sede storica di Piazza Enrico De Nicola, che ha oltre quaranta anni e necessita oramai d urgenti e complessi lavori per adeguare l edificio alle normative antinfortunistiche ed antincendio, nonché a minimali condizioni di sicurezza nella regolazione degli accessi. Il Ministero delle Infrastrutture ha stanziato cinque milioni di euro per una prima limitata tranche di interventi, che potrebbero però comportare rilevanti disagi se non la sospensione parziale dell attività; anche sul punto è stata attivata una specifica interlocuzione da parte della Commissione di manutenzione con gli organismi tecnici competenti. Quanto al reperimento di nuove ed idonee sedi giudiziarie, ovvero alla loro unificata edificazione ex novo, si segnala da anni una situazione d impasse, attesa la necessità di preliminari e coerenti scelte sullo sviluppo urbanistico e territoriale da parte dell amministrazione comunale di Bari e considerato anche il contenzioso giudiziario sorto attorno a talune determinazioni municipali sul punto 60. Complessa è l edilizia giudiziaria in Trani, poiché il Tribunale si articola su ben quattro distinti edifici: il palazzo storico di piazza Duomo (destinato agli uffici del Presidente del Tribunale, alle aule d udienza e alle stanze dei giudici penali ed alla Procura della Repubblica), il palazzo di piazza Battisti (separato da una strada da quello principale e destinato alle aule d udienza e alle stanze dei giudici civili), il palazzo di piazza Trieste (sito nella zona del porto e destinato ai giudici fallimentari e ai giudici dell esecuzione), il palazzo di Via Cavour (destinato tra l altro alla Sezione Lavoro). I palazzi in questione, essendo ubicati nel centro storico, sono privi di aree di parcheggio e la loro variegata dislocazione degli uffici costringe i magistrati, tanto più quando ricoprono funzioni promiscue, ed il personale di cancelleria a continui spostamenti nell arco della stessa giornata; peraltro la sicurezza è assicurata solo parzialmente nel palazzo di piazza Duomo, mentre per gli altri edifici non c è alcuna forma di controllo 61. Un ultima notazione, comune all intero distretto, va fatta ai siti ove celebrare i c.d. maxiprocessi, attesa la cronica indisponibilità di aule idonee, per dimensioni e dotazioni tecnologiche e di sicurezza. 58 A.N.M. BARI, Brevi note, cit.. 59 La nota del coordinatore della D.D.A. cit. evidenzia l inidoneità della sede che ospita la Procura e l inidoneità dei sistemi di sicurezza e controllo adottati a tutela dell Ufficio. 60 PRESIDENTE DELLA CORTE DI APPELLO DI BARI, Relazione cit. pag A.N.M. BARI, Brevi note, cit.. 210
211 La situazione, da tempo denunciata dai vari Dirigenti succedutisi al vertice del Tribunale di Bari, è negli anni addirittura peggiorata per lo smantellamento dell aula creata nella ex Manifattura dei Tabacchi (ora definitivamente destinata ad altri scopi di pubblica utilità), sicché i maxiprocessi baresi devono spesso migrare nell aula esistente presso la sezione distaccata di Bitonto, sì di grandi dimensioni ma pur sempre distante diciotto chilometri con tutte le immaginabili conseguenze in tema di trasferimento di persone ed atti e di assenza per il collegio giudicante ed il pubblico ministero di una propria e collaudata struttura ausiliaria di cancelleria e segreteria. Emblematica è stata anche l esperienza del Tribunale di Trani che, per la celebrazione dei maxiprocessi, ha dovuto far ricorso ad un aula bunker precariamente ricavata nel supercarcere di Trani, posto in aperta campagna. Conclusioni All'esito della sommaria disamina, ovviamente non esaustiva della situazione generale del distretto e dei motivi che rendono difficoltosa la risposta di legalità nell area territoriale della Corte d appello di Bari, va sottolineato che solo un impegno coordinato e convinto di tutte le istituzioni interessate, non ultimi gli enti locali responsabili dell edilizia giudiziaria ma privi della necessaria provvista finanziaria, potrà tentare di avviare a soluzione le criticità emerse da almeno un decennio 62. Relazione approvata nell adunanza plenaria del 16 aprile Molte delle attuali situazioni critiche sono già evidenziate dal C.s.m. nella Relazione sui problemi posti all'amministrazione della giustizia dalla criminalità organizzata in Puglia, di cui alla delibera del 22 luglio La presente relazione è stata redatta secondo la nota consiliare P-4976/2009 e riassume, in estrema sintesi, le questioni dibattute nell incontro, tenutosi il 30 gennaio 2009, tra il Consiglio Giudiziario, in composizione integrata, ed il Magistrato Segretario del C.s.m., delegato con nota P-580/2009, nonché le indicazioni emerse dalle fonti conoscitive acquisite (delib. C.G. 19 marzo 2009; nota di segreteria del 23 marzo 2009). 211
212 7. Relazione del Consiglio giudiziario di Lecce sulla situazione del distretto CONSIGLIO GIUDIZIARIO PRESSO LA CORTE D'APPELLO DI LECCE Relazione al Parlamento per l anno 2008 L amministrazione della giustizia nelle regioni del sud a più alta densità criminale: il distretto di LECCE. Sommario: La situazione della giustizia nel distretto di Lecce La situazione della giustizia penale - Gli Uffici Requirenti: la situazione degli organici ed i flussi dei procedimenti L attività della Direzione Distrettuale Antimafia: i fenomeni di criminalità organizzata - La situazione della giustizia civile - La giustizia del lavoro La giustizia minorile La magistratura di sorveglianza Gli Istituti Penitenziari - I tempi di definizione dei processi Informatizzazione degli uffici - L edilizia giudiziaria e le strutture logistiche - Le criticità - Conclusioni: gli interventi necessari e più urgenti. L andamento della giustizia nel distretto di Lecce Quanto alla fotografia della situazione della giustizia nel distretto di Corte di Appello di Lecce, non può che farsi riferimento a quanto contenuto, nel dettaglio, nella esaustiva e completa relazione sull amministrazione della giustizia per l anno 2008 del Presidente della Corte inviata al Presidente della Suprema Corte di Cassazione, nonché nella relazione dello stesso Presidente della Corte leccese per la inaugurazione dell anno giudiziario Con più specifico riguardo, invece, agli uffici requirenti del distretto per i dati significativi si farà riferimento alle relazioni, redatte in occasione dell inaugurazione dell anno giudiziario 2009 dal Procuratore Generale presso la Corte di Appello, dall Avvocato Generale presso la Sezione Distaccata di C.A. di Taranto, dai tre Procuratori della Repubblica di Lecce, Brindisi e Taranto, dai Procuratori della Repubblica presso i Tribunali per i Minorenni di Lecce e Taranto e dal Direttore di Cancelleria della Procura della Repubblica di Brindisi. La situazione della giustizia penale Tanto nella corte di appello (sede centrale e sede distaccata di Taranto) che nei tre tribunali del distretto si registra un costante e sensibile incremento del numero dei procedimenti penali pervenuti nel periodo di riferimento ed al tempo stesso, come conseguenza di una apprezzabile maggiore produttività in assoluto dei singoli uffici, derivante 212
213 dagli accorgimenti organizzativi adottati, un discreto aumento del numero dei procedimenti definiti. Per la corte di appello il saldo finale è stato comunque negativo poiché il numero dei procedimenti definiti è stato in ogni caso inferiore a quello dei procedimenti pervenuti e ciò ha determinato un ulteriore incremento delle pendenze finali. Anche presso gli uffici dei giudici di pace, cui solo da qualche anno è stata attribuita competenza in materia penale, si deve registrare la formazione di una pendenza in progressivo aumento che, se ancora allo stato non può definirsi patologica, ben presto lo diverrà: anche in questo caso il consistente numero dei procedimenti definiti risulta quasi sempre inferiore a quello dei procedimenti pervenuti. Il dato statistico è in proposito illuminante: nella corte di appello (compresa la sezione distaccata di Taranto) nel periodo di riferimento sono pervenuti procedimenti a fronte dei pervenuti nel periodo precedente con un incremento quindi del 13,6 per cento mentre nel 2007 si era verificato un sensibile decremento ed una riduzione del 15,8 per cento. Sempre nel periodo di riferimento sono stati definiti procedimenti a fronte dei definiti nel corrispondente periodo dell anno precedente con un incremento quindi dello 0,5 per cento. Il saldo, come si diceva, è però negativo perché a fronte dei procedimenti pendenti al la pendenza alla fine del periodo di riferimento era di procedimenti, con un aumento dell 8,9 per cento. Presso la corte di assise di appello si registra un aumento da 13 a 16 dei procedimenti pendenti essendone stati definiti 9 a fronte dei 12 pervenuti. A fronteggiare l attività giurisdizionale connessa a tali dati numerici, nell intero distretto di Corte d Appello (inclusa la sezione distaccata di Taranto) sono stati impegnati 10 consiglieri di C.A. e tre presidenti di Sezione, per un totale di dodici magistrati. Sostanzialmente stabile o anche migliorata è la situazione dei tribunali. Al Tribunale di Lecce (comprese le sezioni distaccate), nel periodo in riferimento, sono stati definiti a giudizio procedimenti a fronte dei definiti nel corrispondente periodo dell anno precedente; ne sono pervenuti a fronte dei dell anno precedente; la pendenza alla fine del periodo è di procedimenti a fronte dei della fine del periodo precedente. A fronteggiare l attività giurisdizionale connessa a tali dati numerici, nell intero circondario del Tribunale di Lecce (incluse le sezioni distaccate) sono stati impegnati 12 giudici togati e due presidenti di sezione, per un totale di quattordici magistrati togati, oltre quattro giudici onorari di tribunale. Al Tribunale di Brindisi (comprese le sezioni distaccate), nel periodo in riferimento, sono stati definiti procedimenti a fronte dei del periodo precedente; ne sono pervenuti a fronte dei del periodo precedente; alla fine del periodo i procedimenti pendenti erano a fronte dei della fine del periodo precedente: in questo caso si è verificata una sensibile riduzione della pendenza dovuta alla maggiore produzione nel periodo. A fronteggiare l attività giurisdizionale connessa a tali dati numerici, nell intero circondario del Tribunale di Brindisi (incluse le sezioni distaccate) sono stati impegnati nove giudici togati, su tredici in organico, e un presidente di sezione, per un totale di dieci magistrati togati, oltre sette giudici onorari di tribunale. Al Tribunale di Taranto (comprese le sezioni distaccate), nel periodo in riferimento, sono stati definiti procedimenti a fronte dei del periodo precedente; ne sono pervenuti a fronte dei del periodo precedente; ne risultano pendenti a fronte degli del periodo precedente con una sensibile riduzione in questo caso della pendenza finale dovuta alla maggiore produzione che ha anche compensato il maggior numero delle sopravvenienze. A fronteggiare l attività giurisdizionale connessa a tali dati numerici, nell intero circondario del Tribunale di Taranto (incluse le sezioni distaccate) sono stati 213
214 impegnati tredici giudici togati e due presidenti di sezione, per un totale di quindici magistrati togati, oltre sette giudici onorari di tribunale. Presso i Tribunali per i minorenni di Lecce e di Taranto si registra un modesto incremento delle pendenze penali; i procuratori della repubblica minorili attribuiscono questa crescita essenzialmente alla reintroduzione del reato di guida senza patente e ritengono invece che la devianza minorile sia nel distretto sostanzialmente stabile, a parte il sommerso di illeciti non scoperti o più spesso non denunciati, che certamente esiste ma non è per sua natura quantificabile. Ai due tribunali per i minorenni del distretto sono assegnati in totale nove giudici e due presidenti di tribunale, ai quali sono assegnate funzioni promiscue. Diversa è la situazione degli uffici del GIP-GUP. All ufficio Gip-Gup del Tribunale di Lecce: nel periodo di riferimento sono pervenuti procedimenti contro noti (a fronte dei 9416 del periodo precedente); ne sono stati definiti (a fronte degli del periodo precedente); alla fine del periodo vi erano pendenti n procedimenti a fronte degli del periodo precedente; in questo caso la sensibile diminuzione della pendenza è dipesa principalmente dalla riduzione del numero dei procedimenti sopravvenuti. A fronteggiare l attività giurisdizionale connessa a tali dati numerici sono stati impegnati nove giudici. Alla Sezione Gip-Gup del Tribunale di Brindisi: nel periodo di riferimento sono pervenuti n procedimenti contro noti a fronte degli del periodo precedente); ne sono stati definiti (a fronte dei del periodo precedente); la pendenza a fine periodo è stata di procedimenti (a fronte dei della fine del periodo precedente). A fronteggiare l attività giurisdizionale connessa a tali dati numerici sono stati impegnati quattro giudici ed un presidente di sezione (trasferito, però, ad altra sede a far data dal marzo 2008). Alla Sezione Gip-Gup del Tribunale di Taranto: nel periodo di riferimento sono sopravvenuti procedimenti contro noti a fronte dei del periodo precedente; ne sono stati definiti (a fronte dei del periodo precedente); a fine periodo erano pendenti n procedimenti a fronte dei del periodo precedente. A fronteggiare l attività giurisdizionale connessa a tali dati numerici sono stati impegnati sei giudici ed un presidente di sezione. In controtendenza, dunque, sul dato complessivo relativo ai procedimenti contro noti, davanti ai gip-gup si è registrata una sensibile riduzione che è del 4,5 per cento, quanto ai procedimenti sopravvenuti nel periodo (23.920), e del 10,5 per cento quanto ai procedimenti pendenti (25.127). I procedimenti contro ignoti nei tre uffici Gip-Gup sono stati, nel periodo, rispettivamente di a Lecce, a Brindisi, a Taranto con un incremento del 7,2 per cento sul dato complessivo di procedimenti a fronte dei del periodo precedente. Ai giudici di pace del distretto nel periodo di riferimento sono pervenuti a dibattimento (si omette il dato dei procedimenti definiti senza rinvio a giudizio o contro ignoti) procedimenti mentre ne sono stati definiti 3.039; a fine periodo il numero dei procedimenti pendenti era di (a fronte dei della fine del periodo precedente). Gli Uffici Requirenti: la situazione degli organici ed i flussi dei procedimenti. La valutazione circa lo stato della Giustizia negli Uffici Requirenti del Distretto della Corte d Appello di Lecce non può prescindere dalla considerazione che le più recenti innovazioni normative hanno ampliato la competenza del Tribunale capoluogo del Distretto per una serie di reati, oltre quelli tradizionali di cui all art. 51, coma terzo bis, aggiungendovi la materia del terrorismo, della prostituzione e pornografia minorili e della criminalità informatica, i reati di cui agli artt. 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quater 1, 600-quinquies, 615-ter, 615-quater, 615-quinquies, 617-bis, 617-ter, 617-quater, 617-quinquies, 617-sexies, 635-bis, 635-ter, 640-ter, 640-quinquies c.p.. Per effetto delle modifiche suddette i magistrati 214
215 della Procura Leccese sono infatti chiamati ad occuparsi in fase di indagini e di giudizio di un numero ben più elevato di reati rispetto al passato, oltre quelli di tradizionale competenza, commessi anche nei circondari di Brindisi e Taranto. Nello stesso senso depone la recente modifica, introdotta con Legge nr. 125, di conversione del Decreto Legge nr. 92, apportata al sistema delle misure di prevenzione personali e patrimoniali, con cui è stata assegnata al Procuratore della Repubblica che ha sede nel capoluogo del Distretto la competenza a procedere nei confronti dei soggetti indiziati di uno dei reati previsti dall art. 51, comma terzo bis, del codice di procedura penale che dimorino nell ambito dell intero distretto, quindi anche di coloro che dimorino nella province di Brindisi e Taranto. Si tratta, infatti, di una ingente mole di lavoro aggiuntiva che verrà a gravare esclusivamente sui magistrati del P.M. appartenenti alla Procura della Repubblica di Lecce, e che determina problemi, di immediata evidenza, di adeguatezza degli organici. Il problema dell adeguamento degli organici è d altra parte comune a tutti gli uffici di Procura del distretto, ed appare irrinunciabile a causa del costante incremento dell attività, particolarmente delle udienze dibattimentali e camerali, oltre che del numero e complessità dei procedimenti iscritti. Attualmente, il numero dei magistrati addetti alla Procura di Lecce è di ventuno unità, comprensivo oltre che del Procuratore della Repubblica, di diciotto sostituti procuratori e di due Procuratori Aggiunti. Quattordici sostituti sono addetti ai reati ordinari, quattro alla DDA. Sui primi gravano, relativamente al 2008, n sopravvenienze di procedimenti iscritti a mod. 21 (notizia di reato a carico di soggetti noti), mentre nel corso dell anno ne venivano definiti con una pendenza finale di n Quanto alle altre Procure della Repubblica, quella di Taranto ha una dotazione di diciannove magistrati, ossia il Procuratore della Repubblica, un Procuratore della Repubblica Aggiunto e diciassette sostituti procuratori. Il numero dei procedimenti penali iscritti a mod. 21 al ammonta ad , quelli definiti sono con pendenza finale a fine dello scorso anno ammontante a (a fronte dei pendenti ad inizio 2008). La Procura della Repubblica di Brindisi è composta da quattordici magistrati, nel cui numero è compreso il Procuratore della Repubblica ed un Procuratore Aggiunto. Il numero dei procedimenti penali iscritti a mod. 21 nell ultimo periodo di rilevazione ammonta a 9.180, le definizioni si sono attestate a 8.542, con conseguente sensibile incremento delle pendenze che dall inizio alla fine dell anno sono passate da a Ogni magistrato appartenente alla Procura della Repubblica Lecce (inserendo nell operazione di media anche i procuratori aggiunti ma non considerando il Procuratore della Repubblica), a prescindere dalle precedenti pendenze e dalla effettiva presenza dei relativi magistrati in organico, quindi, si è visto assegnare, nel 2008, ben 853 procedimenti, ogni magistrato della Procura di Taranto né ha ricevuti 633, mentre ai magistrati di Brindisi ne sono pervenuti 706. A tali dati vanno necessariamente aggiunti i procedimenti iscritti a mod. 21 bis (relativi ai reati di competenza dei giudici di pace) con consistenza di svariate migliaia, i procedimenti a carico di ignoti, quelli iscritti a mod. 45, le misure di prevenzione e gli anonimi, che, complessivamente considerati, solo per un fugace esame, consentono di ritenere tali numeri assolutamente sperequati rispetto ad altre parti del territorio nazionale dove gli organici dei magistrati sono stati rapportati al bacino di utenza senza, quindi, alcun reale riferimento alla concreta domanda di giustizia o alla diffusione della criminalità così pervasiva da compromettere significativamente tutti i campi della vita sociale ed economica. Nonostante il numero dei procedimenti definiti, con le pendenze in ogni caso in leggero aumento, sia pressoché pari a quello dei sopravvenuti, la impossibilità di fornire un maggior numero di definizioni, lascia ampiamente presupporre che nell immediato futuro, stando così 215
216 le cose, nulla potrà migliorare in termini di offerta del servizio giustizia che dovrà semmai provvedere esclusivamente a fronteggiare le emergenza senza possibilità di destinare risorse aggiuntive (in termini di tempo) ad una implementazione anche qualitativa del servizio. Va segnalata, inoltre, un ulteriore anomalia che va a sommarsi alle difficoltà connesse alla gestione del carico di lavoro dei magistrati e del personale amministrativo che questi coadiuvano e che riguarda, indistintamente, tutto il distretto di corte d Appello - certamente in maniera più vistosa con riferimento al circondario di Lecce che risulta caratterizzato dalla presenza di sette Sezioni Distaccate di Tribunale per il circondario di Lecce e quattro ciascuno per i circondari di Brindisi e Taranto. Tale situazione oggettiva richiede soventi spostamenti dei magistrati del P.M. per la partecipazione alle udienze, comportando, talora, situazioni di estremo disagio: e ciò, oltre che per evidenti ragioni logistiche, anche per ragioni eminentemente pratiche, quale, ad esempio, la possibilità di avere la tempestiva disponibilità dei verbali delle precedenti udienze da parte del P.M., la impossibilità di utilizzare il tempo che si dovesse rendere disponibile durante i c.d. tempi morti tra i processi oltre alla conseguente pratica difficoltà di seguire, da parte del P.M. togato, il procedimento assegnato in fase di indagine e successiva impossibilità di concentrare in una sola udienza, ai fini della ottimizzazione delle risorse delle Procure Circondariali, i relativi procedimenti che necessariamente andranno a confluire in udienza miste con la partecipazione del P.M. togato e di quello onorario. Va segnalato, infine, che, sebbene la percentuale di scopertura degli uffici di Procura non sia particolarmente elevata, non risulta, allo stato, neanche all esito della procedura di assegnazione a domanda, coperto il posto di magistrato distrettuale requirente, con conseguente impossibilità, quindi, di sopperire alle situazioni collegate alla assenza per malattia o maternità del magistrato titolare. L attività della Direzione Distrettuale Antimafia: i fenomeni di criminalità organizzata Il distretto è caratterizzato dalla presenza della associazione di tipo mafioso denominata sacra corona unita, che negli anni ha subito un forte ridimensionamento per effetto della particolare efficacia dall azione di contrasto giudiziaria. Riprova evidente di tanto è la generale riduzione delle tipologie delittuose legate alla criminalità organizzata con il progressivo calo delle iscrizioni per reati di cui all art. 51 comma terzo bis, c.p.p.. Dopo un lungo periodo, però, in cui non si sono evidenziati significativi segnali di crescita di livello delle dinamiche criminali, a decorrere dalla fine del 2007, si sono verificati tre omicidi verosimilmente inquadrabili nelle menzionate dinamiche associative, tra cui quello di Salvatore Padovano, noto esponente storico del clan che opera sul territorio di Gallipoli. In provincia di Brindisi si è registrato l omicidio verificatosi l di Cosimo Semeraro, verosimilmente legato a contrasti per la gestione dei traffici di sostanze stupefacenti. In provincia di Taranto si è registrato l omicidio, verificatosi il , del collaboratore di giustizia Osvaldo Mappa, che aveva ripreso a delinquere nel settore del traffico delle sostanza stupefacenti, entrando in contrasto con il clan capeggiato da Michele Ciaccia: alcuni degli autori dell omicidio sono stati individuati e tratti in arresto. Significativo, al riguardo, sempre nel circondario brindisino, risulta l agguato in danno di Cosimo Fina, risalente al Rimane elevato il fenomeno del traffico organizzato di sostanze stupefacenti, che si alimenta dal mercato internazionale ed i cui flussi rimangono costanti. Segnali particolarmente inquietanti emergono, inoltre, riguardo al coinvolgimento delle organizzazioni criminali di stampo mafioso, sia tradizionalmente operanti nel Distretto della Corte d Appello di Lecce, sia ad esso tradizionalmente estranee, in attività di riciclaggio e reimpiego di denaro in attività economiche, spesso illecite. Un attenta analisi delle dinamiche criminali induce a ritenere in atto una riconversione operativa delle organizzazioni delinquenziali, i cui ingenti capitali ricavati principalmente dal traffico di sostanze 216
217 stupefacenti, vengono riutilizzati in attività economiche apparentemente lecite e nell usura. Si evidenzia una ripresa in forma sotterranea del fenomeno estorsivo, con l utilizzo di subdole forme di intimidazione. Vale la pena di rammentare come lo strumento delle intercettazioni telefoniche si sia dimostrato indispensabile ai fini della efficacia della repressione penale, e come ogni indebolimento della potenzialità operative di detto strumento di acquisizione probatoria, anche se effettuato a livello circondariale, potrebbe ridurre l impatto dell azione repressiva, con conseguenze gravi, specie riguardo ai rischi di inquinamento del mercato da parte della organizzazioni criminali. In proposito, invero, si puntualizza come siano state numerose le intercettazioni attivate per reati differenti da quelli di cui all art. 51 co. 3 bis c.p.p. presso le sedi circondariali che, solo al termine delle stesse, hanno disvelato un fenomeno associativo idoneo a modificare la competenza attraendola presso la Direzione Distrettuale Antimafia. Al riguardo va segnalato come la Procura di Lecce abbia sin qui seguito un percorso particolarmente virtuoso che le consente di vantare un rapporto costi-benefici, in materia di intercettazioni telefoniche ed ambientali, di assoluto rilievo, grazie al forte contenimento dei primi favorito da accordi particolarmente vantaggiosi intercorsi con la società fornitrice delle apparecchiature per l ascolto e la registrazione delle conversazioni intercettate in relazione agli ottimi risultati conseguiti. La Procura della Repubblica di Lecce ha proceduto, inoltre, alla informatizzazione dei servizi di supporto delle intercettazioni, dando compiuta attuazione all accordo con i fornitori dei relativi sistemi informatici, e ciò ha consentito di assicurare un più rigoroso rispetto delle norma che prevede, per le operazioni di intercettazione, l installazione di impianti presso la Procura della Repubblica, senza aggravio per la polizia giudiziaria, posta nelle condizioni di remotizzare l ascolto. Si deve rilevare, infine, la assoluta marginalità nell intero distretto del fenomeno terroristico, stante il limitato numero di procedimenti per delitti oggettivamente o sostanzialmente politici. La situazione della giustizia civile Analogo e addirittura più appariscente è l andamento dei flussi con riferimento ai procedimenti in materia civile. Nel periodo di riferimento sono pervenute alla corte (il dato si riferisce ai soli procedimenti di cognizione ordinaria) n cause con un incremento rispetto al periodo precedente dell 8,4 per cento; ne sono state definite 1.953, l 1,4 per cento in più rispetto al periodo precedente ma sempre meno delle cause sopravvenute; inevitabile di conseguenza l aumento delle cause pendenti che erano a fine periodo a fronte delle pendenti alla fine del periodo precedente con un incremento del 3,8 per cento. A fronteggiare l attività giurisdizionale connessa a tali dati numerici, nell intero distretto di Corte d Appello (inclusa la sezione distaccata di Taranto) sono stati impegnati 11 consiglieri di C.A., su dodici in organico, e un presidente di Sezione, per un totale di dodici magistrati. Nello stesso periodo al Tribunale di Lecce sono pervenute cause a cognizione ordinaria; ne sono state definite (di cui con sentenza); a fine periodo il numero delle cause pendenti era pervenuto a A fronteggiare l attività giurisdizionale connessa a tali dati numerici, nell intero circondario del Tribunale di Lecce (incluse le sezioni distaccate) sono stati impegnati 10 giudici togati e due presidenti di sezione, per un totale di dodici magistrati togati, oltre undici giudici onorari di tribunale. Al Tribunale di Brindisi sono pervenute cause a cognizione ordinaria mentre ne sono state definite di cui con sentenza; la pendenza a fine periodo è stata di cause. 217
218 A fronteggiare l attività giurisdizionale connessa a tali dati numerici, nell intero circondario del Tribunale di Brindisi (incluse le sezioni distaccate) sono stati impegnati 9 giudici togati (su tredici in organico), e nessun presidente di sezione (essendo vacante il relativo posto), per un totale di nove magistrati togati, oltre sei giudici onorari di tribunale. Al Tribunale di Taranto sono pervenute cause mentre ne sono state definite di cui con sentenza; a fine periodo sono pendenti n cause a cognizione ordinaria. A fronteggiare l attività giurisdizionale connessa a tali dati numerici, nell intero circondario del Tribunale di Taranto (incluse le sezioni distaccate) sono stati impegnati 20 giudici togati e nessun presidente di sezione, per un totale di venti magistrati togati, oltre nove giudici onorari di tribunale. Per tutti gli uffici trova conferma il rilievo che il numero delle cause definite è sempre inferiore a quello delle cause sopravvenute, con l ineluttabile conseguenza dell incremento delle pendenze. Significativo è anche il fatto che meno del 50 per cento delle cause definite si siano concluse con sentenza, mentre la maggior parte si sia conclusa con modalità diverse, che per lo più presuppongono un accordo tra le parti. Il che, per certi aspetti, quando la definizione sia connessa all accordo transattivo con conseguente freno alla litigiosità, potrebbe apparire un dato positivo; molto spesso, però, all accordo transattivo si perviene solo perché non si è riposta fiducia nel servizio giustizia a causa, evidentemente, dei lunghi tempi necessari per pervenire ad una decisione nel merito. Anche per la c.d. giustizia minore, quella affidata ai giudici di pace, che in realtà non è più tale, sol che si consideri l aumentato limite della competenza per valore, si è verificata una progressiva crescita dei procedimenti sopravvenuti, un significativo aumento, rispetto al precedente periodo dei procedimenti definiti, maggiore in termini percentuali ma inferiore in termini assoluti rispetto ai procedimenti pervenuti nello stesso periodo; quindi un sensibile aumento a fine periodo dei procedimenti pendenti. Complessivamente, nel periodo di riferimento, sono pervenuti ai giudici di pace del distretto procedimenti ( a Brindisi, a Lecce, a Taranto) con un incremento rispetto al periodo precedente del 5,2 per cento; mentre ne sono stati definiti ( a Brindisi, a Lecce, a Taranto), il 6,9 per cento in più rispetto al periodo precedente molto meno però di quelli sopravvenuti; il numero di procedimenti pendenti a fine periodo era di con un incremento rispetto al precedente periodo (che registrava una pendenza di ) del 12,8 per cento. La giustizia del lavoro Assai allarmanti avuto riguardo alla specificità della materia- sono i dati relativi alla giustizia del lavoro. Particolarmente preoccupante ai fini della responsabilità dello Stato per il ritardo è il fatto che quasi di regola, nei giudizi di primo grado, la prima udienza di comparizione venga fissata ben al di là del termine stabilito dalla legge (che praticamente è impossibile rispettare) ma, spesso, anche a distanza di anni, in coda ai processi già pendenti. In conseguenza di tale prassi si verifica che il giudizio inizi a distanza di anni dall atto introduttivo. Nel periodo di riferimento sono pervenute alla Corte di appello cause (di cui 2655 in materia previdenziale, 151 in materia di pubblico impiego, 554 di lavoro privato), il 13,1 per cento in meno rispetto al periodo precedente (va rilevato che la riduzione riguarda prevalentemente il 39,6 per cento- le cause in materia di lavoro privato e molto meno il 5 per cento- la materia previdenziale); ne sono state definite 2.622, il 12,9 per cento in meno rispetto al periodo precedente; a fine periodo i procedimenti pendenti erano di a fronte dei della fine del periodo precedente, con un incremento del 15,2 per cento. A fronteggiare l attività giurisdizionale connessa a tali dati numerici, nella sede centrale della 218
219 Corte d Appello (esclusa, pertanto, la sezione distaccata di Taranto) sono stati impegnati 4 consiglieri di C.A. e un presidente di Sezione, per un totale di cinque magistrati. Nello stesso periodo alla sezione distaccata di Taranto sono pervenuti 637 procedimenti (di cui 418 in materia previdenziale); ne sono stati definiti 331, il 23,5 per cento in più rispetto al periodo precedente ma meno di quelli sopravvenuti; sicché alla fine del periodo il numero dei procedimenti pendenti è cresciuto a (a fronte dei del periodo precedente) con un incremento del 29,5 per cento. A fronteggiare l attività giurisdizionale connessa a tali dati numerici, nella sede distaccata di Taranto è stato impegnato un consigliere di C.A. che ha operato nell ambito dell unica sezione civile insieme ai due consiglieri non specializzati. Quanto ai tribunali del distretto, risultano pervenuti nel periodo di riferimento 5008 procedimenti (di cui in materia previdenziale) a Brindisi; (di cui in materia previdenziale) a Lecce (ma si tratta di un dato parziale e del tutto inaffidabile), (di cui in materia previdenziale) a Taranto. Ne sono stati definiti: a Brindisi, a Lecce, a Taranto. A fine periodo i procedimenti pendenti erano: a Brindisi, a Lecce, a Taranto, per definire i quali, tenuto conto della produttività media degli uffici e senza tener conto del presumibile incremento dei procedimenti nuovi, occorrono dai cinque ai sei anni: un periodo di tempo decisamente superiore a quella che si ritiene essere la ragionevole durata di un processo. A fronteggiare l attività giurisdizionale connessa a tali dati numerici, nell intero distretto di Corte d Appello sono stati impegnati nove giudici ed un presidente di sezione a Lecce, otto giudici ed un presidente di sezione a Taranto, e cinque giudici a Brindisi, per un totale di ventiquattro magistrati. La giustizia minorile Come posto in rilievo dai vertici degli uffici minorili del distretto, la giustizia minorile si caratterizza sempre più per la frequenza di episodi di bullismo e più in generale di violenta devianza. All origine di tali comportamenti vi è un generalizzato rifiuto di valori, mutuato probabilmente dall esempio degli adulti. Nel periodo di riferimento, secondo il Presidente del Tribunale minorile di Taranto, la tipologia ed il numero dei reati non hanno subito mutamenti sensibili rispetto agli anni precedenti ma resta preoccupante il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, ancora prevalentemente circoscritto alle droghe leggere ed alla vendita al minuto di quantità modeste, ma con allarmante progressiva estensione a quelle pesanti (cocaina in particolare) ed alla partecipazione attiva a traffici di più vasta estensione organizzati dagli adulti. Altrettanto allarmante, anche se non frequente, è la spregiudicatezza quasi adulta con la quale vengono consumate o tentate rapine all interno di esercizi commerciali. Fortunatamente ancora irrilevante è il fenomeno della criminalità di gruppo, tanto quella organizzata che quella improvvisata ed impulsiva, e ciò nonostante l aggravamento del fenomeno nelle città anche a dimensioni non metropolitane o ad alto rischio di degrado socio-ambientale. Secondo il procuratore minorile di Lecce, il lieve aumento del numero dei procedimenti iscritti così come del numero dei minori denunciati essenzialmente dipende dalla reintroduzione del reato di guida senza patente. Dal punto di vista qualitativo, in proporzione è maggiore l aumento dei delitti di lesioni personali e ciò (considerato anche il coinvolgimento di due minori rispettivamente in un omicidio e in un tentato omicidio) è indicativo di una preoccupante propensione alla violenza da parte di ragazzi e ragazze, fenomeno collegato all abuso di alcol e stupefacenti, oltre dall abitudine, in via di notevole diffusione, di portare con sé coltelli. 219
220 Nel periodo in esame non vi sono state denunce nei confronti di minori per reati associativi ma la tipologia di alcuni crimini potrebbe far pensare ad una riorganizzazione di associazioni delinquenziali comunque collegate ai gruppi della sacra corona unita con la conseguente possibilità che i delitti dei più giovani, figli o congiunti di associati storici, possano costituire i primi segnali per una ristrutturazione delle locali organizzazioni criminali. Altrettanto preoccupante, per il procuratore di Taranto, è il coinvolgimento dei minori, sia quali consumatori, sia quali parti offese, della diffusione della pedofilia informatica. Gli interventi di sostegno e recupero, previsti nei piani di zona dalle amministrazioni locali e dai servizi territoriali, d intesa con l autorità giudiziaria minorile, iniziano ad avere concreta attuazione con positivi risultati, per ora però quasi esclusivamente nei confronti di minori per i quali è stata disposta la sospensione del procedimento con la messa alla prova. Si segnala, in tale ambito, l inadeguatezza dei servizi sociali istituiti presso i comuni, specie i più piccoli, nella maggior parte dei quali manca nell organico la figura dello psicologo, quando non è assente addirittura l assistente sociale. Altamente positivo è, invece, il giudizio relativo ai Servizi Minorili dell Amministrazione della giustizia, quasi esclusivamente impegnati, però, nella elaborazione dei progetti per i minori ammessi all istituto della messa alla prova ed al controllo poi della loro applicazione. L attività dell istituto penale per i minorenni di Lecce è attualmente sospesa per lavori di ristrutturazione dello stabile con impossibilità di avere, in fase di espiazione pena o in fase cautelare, uno più stretto contatto con il nucleo familiare ai fini di un eventuale comune percorso educativo. Quanto agli aspetti di edilizia giudiziaria, si segnala come la Sezione Distaccata del Tribunale per i Minorenni di Taranto abbia sede in una struttura che presenta problemi di manutenzione aggravati a seguito dello stato di dissesto economico di quel comune, mentre la sede di Lecce, a seguito di apposita ristrutturazione, è stata recentemente inaugurata. La magistratura di sorveglianza Sotto il profilo strettamente operativo non si segnalano particolari disagi relativi all organico dei due tribunali del distretto, ad eccezione della scopertura del posto di Presidente del Tribunale di sorveglianza di Taranto, che a causa delle incompatibilità che si verificano nell ambito di quel circondario rende periodicamente necessarie applicazioni dei magistrati del corrispettivo tribunale di Lecce, con i conseguenti disagi. In entrambi gli uffici di sorveglianza di Taranto e di Lecce è cresciuto in modo rilevante il numero delle istanze di liberazione anticipata, che peraltro vengono definite in tempi ragionevolmente brevi in considerazione del fatto che gli interessati intendono conseguire, attraverso l auspicata riduzione della pena, l ulteriore concessione di misure alternative alla detenzione in carcere. Molto numerosi sono i casi di rinvio dell esecuzione della pena nei riguardi di persone affette da HIV o AIDS e tossicodipendenti, settore nel quale la legge Simeone dilata senza confini la detenzione domiciliare, atteso che i rinvii della pena prescindono dall entità della stessa pur in presenza di incertezze diagnostiche, di terapie inefficaci, di programma riabilitativi generici e mal individualizzati. Riferisce il presidente del Tribunale di sorveglianza di Lecce che è da registrare un sensibile incremento delle istanze presentate da soggetti tossicodipendenti, soprattutto da cocaina, in ordine alle quali la legge n. 46/2006 ha attribuito al magistrato di sorveglianza la facoltà di ammettere l istante in via provvisoria alla misura dell affidamento terapeutico; che in continuo aumento sono altresì le istanze di detenzione domiciliare e di differimento della esecuzione della pena per gravi motivi di salute, in dipendenza da patologie di natura sia fisica che psichica o psichiatrica, le quali interessano in particolar modo soggetti con problemi attuali o pregressi di tossicodipendenza. 220
221 Quanto ai permessi non si segnalano particolari inconvenienti anche se resta comunque alto il rischio operativo che grava sul magistrato di sorveglianza date le difficoltà di una valida prognosi sulla pericolosità esterna del detenuto e la cogenza di circostanze familiari e personali che spesso impongono la concessione del permesso. La concessione della sospensione della parte finale della pena, prevista dalla legge n. 207 del 2003, c.d. indultino, non sembra abbia comportato una significativa riduzione dei detenuti all interno degli istituti di pena perché il beneficio, concesso a causa della sua automatica applicazione in assenza di ogni verifica di meritevolezza ed opportunità, quasi sempre è stato revocato, data la incapacità del soggetto che ne aveva beneficiato di affrancarsi con i propri mezzi, in assenza di un progetto rieducativo e lavorativo, da quelle dinamiche devianti che precedentemente lo avevano portato a delinquere sicché, non appena rimesso in libertà, è portato a violare le prescrizioni connesse alla concessione della sospensione. Sono sostanzialmente queste le ragioni per le quali il Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Lecce giudica provvidenziale l intervento della Corte Costituzionale che, con sentenza n. 255 del 2006, ha dichiarato l illegittimità costituzionale dell art. 1 comma primo della legge n. 207 del 2003 nella parte in cui non prevede che il giudice di sorveglianza possa negare la sospensione condizionata dell esecuzione della pena detentiva al condannato quando ritiene che il beneficio non sia adeguato alle finalità previste dall art. 27 comma terzo della Costituzione. Gli istituti penitenziari I presidenti di entrambi i tribunali di sorveglianza del distretto segnalano la condizione di sovraffollamento degli istituti di custodia. La casa circondariale di Lecce, una delle più grandi ed importanti nel panorama nazionale, è tornata a presentare nell ultimo anno, dopo il periodo di forte calo dovuto all applicazione dell indulto (agosto 2006) il problema di sempre: il sovraffollamento. Ad oggi le presenze raggiungono, infatti, punte di 1200 detenuti, a fronte di una capienza ottimale di 550 e tollerabile di posti. Ciononostante l ordine e la sicurezza interna sono sempre stati assicurati da una valida azione direttiva che ha potuto contare sulla professionalità e lo spirito di servizio della Polizia penitenziaria e del personale civile. Molto apprezzabile anche è l azione svolta dalla Direzione finalizzata al recupero sociale dei detenuti. Fra le tante iniziative sono da segnalare il protocollo con l Università del Salento e l Amministrazione provinciale per garantire il diritto allo studio di un consistente numero di detenuti, le attività teatrali, i corsi di abilitazione informatica. I tempi di definizione dei processi Dai dati su riferiti emerge con ogni evidenza che il progressivo incremento del numero degli affari sopravvenuti, anche a fronte di una maggiore ma più contenuta produttività degli uffici, determina, specie presso la corte di appello, un allungamento dei tempi di definizione dei procedimenti che già in passato aveva raggiunto livelli impensabili ed è perciò assai preoccupante sia perché si risolve in una denegata giustizia sia per le conseguenze patrimoniali che ne derivano all erario, sia infine per le conseguenze negative e finora non sufficientemente indagate che possono derivarne sul sistema economico nazionale. Con riferimento ai giudizi di appello, va rilevato che, per i giudizi penali, la durata media è stata di giorni 438 nel 2005, 463 nel 2006, 551 nel 2007 e 521 nel 2008 (questa riduzione per l anno appena decorso è un fatto assolutamente eccezionale che trova la sua spiegazione negli effetti del recente indulto, atteso che, una volta dichiarata estinta la pena, il processo non è proseguito nei gradi ulteriori come invece sarebbe avvenuto se non si fosse potuto fare 221
222 affidamento sulla concessione del beneficio). Per i giudizi civili invece e sempre con riferimento al grado di appello la durata media è stata sempre crescente, di 818 giorni nel 2005, di 903 giorni nel 2006, di 937 giorni nel 2007, di 868 giorni nel 2008, mentre in materia di lavoro e di previdenza la durata media è stata di giorni 398 nel 2005, 401 nel 2006, 468 nel 2007, di 635 nel Il Presidente della sezione distaccata di Taranto ha sul punto rilevato che la durata dei processi civili in grado di appello, lungi dal subire l auspicata contrazione, si è fisiologicamente allungata sia per il numero e la complessità degli affari sopravvenuti sia per la endemica inadeguatezza dell organico dei magistrati ed ancor più del personale di cancelleria le cui scoperture di pianta organica incidono in maniera sempre più pesante sull andamento e la speditezza dei servizi, soprattutto se rapportati a quello dell ufficio giudiziario sott ordinato. Se si considera che in primo grado i processi hanno una durata media di gran lunga superiore e che poi bisogna aggiungere il tempo di durata dell eventuale giudizio di legittimità, non è difficile pervenire alla conclusione che la durata media dei processi sia penali che civili o di lavoro è assai superiore a quella che si ritiene la durata ragionevole di un processo. Dai dati statistici aggiornati al 2007/2008 e dal raffronto degli stessi con quelli relativi al biennio 2005/2006, si deve evidenziare con specifico riferimento, a titolo di esempio, al contenzioso ordinario del settore civile del Tribunale di Lecce in primo luogo come siano notevolmente aumentati i procedimenti definiti (che sono stati ben 4459 nell anno 2008 rispetto ai 3239 nell anno 2007) e che, ciò nonostante, pur essendo in aumento in percentuale i procedimenti definiti entro un anno dalla iscrizione a ruolo (che passano dal 5,22% del biennio 2005/2006, al 8,26% del biennio 2007/2008), sono invece in calo quelli definiti in un tempo compreso tra il I ed il II anno (che passano dal 15,13% al 12,83%), quelli definiti tra il II ed il III anno (che passano dal 14,28% al 13, 47%), quelli tra il III ed il IV anno (che passano dal 12,63 al 11,94), quelli tra il IV ed il V anno (che passano dal 12,15% al 10,24%), quelli tra il V ed il VII (che passano dal 19,39% al 16,67%), restando percentualmente stabili quelli definiti in un tempo compreso tra i sette ed i dieci anni (che passano dal 17,95% al 17,97%) ed, infine, sensibilmente aumentati quelli definiti oltre i dieci anni (che passano dal 3,25% al 8,63). Da tali dati si evince, pertanto che, con queste capacità operative (in termini di personale e strutture complessivamente intesi) e con il progressivo aumento delle pendenze, passate da alla data del 31/12/ 06 a al 31/12/ 07 ed, infine, a al 31/12/ 08 (cui segue, in proporzione non adeguata all abbattimento delle pendenze, il numero dei procedimenti definiti come sopra si è veduto), la macchina giudiziaria non appare in grado di migliorare in maniera significativa la risposta alla domanda di giustizia sotto il profilo dei tempi di attesa. Informatizzazione degli uffici Si rappresenta, riguardo al problema della informatizzazione degli uffici, strettamente connesso a quello della modernizzazione del sistema finalizzato, in ultima analisi alla maggior efficienza e rapidità del processo, che la Procura della Repubblica di Lecce è titolare di un progetto informatico pilota, finanziato dalla Regione Puglia ed attuato con l intesa della Direzione Generale per i Sistemi Informativi automatizzati del Ministero della Giustizia, finalizzato in primo luogo a realizzare un sistema informatico del tutto nuovo di creazione e gestione dei fascicoli penali, mediante creazione di un fascicolo digitale che gestisce i documenti contenuti al suo interno, riconoscendone la tipologia e consentendone la pubblicazione protetta on line; quindi a realizzare un sistema knowledge management, in grado di acquisire ed elaborare dati delle fonti più varie (registri penali, fascicoli digitalizzati, banche dati esterne ed altro) e di consentire l analisi guidata degli stessi; infine a realizzare un 222
223 portale pubblico che fornisca servizi, oltre che informazioni di carattere generale a cittadini, avvocati e magistrati, e consenta il deposito in favore dei difensori dei fascicoli processuali, previa autenticazione forte. Sempre presso la Procura della Repubblica di Lecce è stato informatizzato il registro modello 42 per la gestione dei dati relativi ai beni sequestrati. E stato inoltre creato, in collaborazione con il Tribunale, un software in grado di gestire l abbinamento tra le udienze dibattimentali e quelle davanti al Tribunale collegiale e davanti al giudice per le indagini preliminari, in modo da far confluire in ogni singola udienza solo i processi le cui indagini preliminari siano state curate dal pubblico ministero designato per quell udienza. Analogo sistema è stato creato all interno dell ufficio di Procura, per la designazione dei singoli sostituti procuratori alla udienze da celebrare innanzi al giudice monocratico. È stato altresì creato un software per la gestione locale dei singoli interventi di manutenzione e di assistenza dei singoli p.c.. Sempre la Procura della Repubblica di Lecce è stata scelta per la sperimentazione di due nuovi sistemi informatici: quello per il trasferimento di informazioni su conti e rapporti bancari da mettere a disposizione degli uffici di Procura (progetto S.I.C.R.A.); e quello finalizzato alla creazione di una banca dati centralizzata per la gestione di tutti i dati e le informazioni relative ai beni sequestrati e confiscati ne procedimento di prevenzione (progetto S.I.P.P.I.). Per il resto si segnala il progressivo invecchiamento dei supporti informatici a disposizione del personale di magistratura e di cancelleria, il cui ammodernamento, oltre ad essere parziale è anche eccessivamente lento rispetto alle esigenze, con relative ricadute negative anche sulla resa del servizio complessivo, tenuto conto in proposito della precarietà dei c.d. sistemisti (ossia del personale addetto alla manutenzione ed alla soluzione dei problemi dei sistemi e dei supporti informatici), che impedisce una assistenza ottimale. L edilizia giudiziaria e le strutture logistiche Le strutture nelle quali operano gli uffici giudiziari del capoluogo del distretto sono buone ed adeguate, specie ora che le sezioni civili e del lavoro della corte di appello sono state allocate in uno stabile di nuova costruzione di recente acquisito, sito in prossimità della sede del Tribunale civile e dell ufficio del giudice di pace, e poco distante dall attuale palazzo di giustizia di modo che la separazione degli uffici penali da quelli civili, attraverso la realizzazione di due distinti poli, non comporterà alcun disagio agli utenti né difficoltà di alcun genere. Il Tribunale per i minorenni di Lecce ha trovato una più che decorosa sistemazione nel complesso monastico Missionari di San Vincenzo dei Paoli, comunemente noto come Villa Bobò, già destinato in passato a casa penale e di recente restaurato, in vista della nuova destinazione. Anche la sezione distaccata della corte di appello in Taranto sta per trasferirsi nella sede di nuova realizzazione sicuramente adeguata e confacente mentre la Procura della Repubblica della stessa città ha sede ancora in due distinti stabili peraltro distanti fra loro, determinando disagio e difficoltà operative. Gli altri uffici del distretto hanno una buona sistemazione, salvo qualche sezione distaccata di Tribunale e qualche ufficio di giudice di pace (per esempio Nardò) che hanno bisogno di lavori di manutenzione di difficile attuazione a causa della stretta finanziaria. Qualche problema viene segnalato solo con riferimento alle strutture logistiche degli uffici requirenti ed, in particolare, la limitatezza degli spazi costituisce uno dei punti di maggiore criticità del sistema nel caso della Procura della Repubblica di Lecce, dove si assiste a situazioni di compresenza in una medesimo ufficio, spesso di limitate dimensioni, di più 223
224 operatori amministrativi. Le carenze riguardano anche la collocazione dei fascicoli da inviare in archivio, anche se è in via di soluzione. La situazione di Taranto non appare migliore perché, se da un lato ha trovato nuova collocazione la Sezione Distaccata della Procura Generale, rimane ferma la situazione critica della Procura della Repubblica, che lamenta la assoluta insufficienza dei locali. Le criticità Dalle fonti informative a disposizione (dati statistici e relazioni dei Presidenti dei Tribunali del distretto e dei Procuratori della Repubblica) balza agli occhi un dato significativo ed al contempo allarmante: dopo quello che sembrava essere un trend positivo durato qualche anno, negli ultimi due anni invece si è registrato, in pressoché tutti i settori giudiziari (con le poche eccezioni sopra poste in evidenza, certamente da attribuirsi a fenomeni e circostanze peculiari e comunque transitorie), un costante aumento delle sopravvenienze (meno evidente nel settore penale), cui non è seguito un parimente rilevante aumento delle definizioni, con la conseguente nuova impennata delle pendenze. Nonostante lo sforzo del personale di magistratura (coadiuvato del sempre meno numeroso personale amministrativo), infatti, la mole numerica dei procedimenti è ampiamente superiore alle potenzialità di smaltimento con tempi di definizione ragionevoli e non in contrasto con il diritto ad un giusto e ragionevolmente rapido processo. Tutti i capi degli uffici giudiziari del distretto hanno posto in evidenza, inoltre, i gravi disagi (con conseguenti ricadute dirette anche sulla durata dei procedimenti) che derivano dalle scoperture degli organici, che non vengono tempestivamente colmate con procedure snelle e rapide, comportando quindi lunghi periodi (anche di durata superiore all anno) di vacanze tabellari, cui si deve far fronte con provvedimenti tampone, spesso non efficaci, al fine di mantenere operativi i relativi ruoli. Analogamente unanime è la osservazione relativa alla urgente necessità di ridisegnare i ruoli organici degli uffici anche con la inevitabile ridefinizione della geografia giudiziaria. In sostanza si pone in rilievo la inutilità di alcune delle numerose sedi distaccate di tribunale (addirittura sette per il Tribunale di Lecce, quattro per quello di Brindisi e quattro per il Tribunale di Taranto), la cui soppressione consentirebbe di recuperare preziose unità di personale di magistratura e amministrativo, con la virtuosa ricaduta in termini di migliore distribuzione e perequazione dei carichi di lavoro. Si evidenzia come per alcune delle Sezioni Distaccate, proprio il carico di lavoro eccessivo (a titolo di esempio si cita la sede di Casarano, per il circondario di Lecce, quella di Francavilla Fontana per il circondario di Brindisi e quella di Manduria per quello di Taranto) ed il disagio conseguente scoraggiano la stabilità della relativa copertura, rendendo necessaria l adozione di continui (non sempre efficaci) provvedimenti tampone (sostituzioni, applicazioni anche del magistrato distrettuale, coassegnazioni, ecc.). Tutto ciò ovviamente finisce per aggravare il senso di precarietà ed incertezza in ambiti territoriali che, per gli ampi confini territoriali e demografici, per la rilevanza economica nonché per i significativi tassi di litigiosità giudiziaria, oltre che per l indubbia penetrazione malavitosa (soprattutto in questa fase congiunturale di crisi economica, che ovviamente sta rapidamente ingrossando le fila della malavita per le inevitabili scarsità di risorse disponibili in ambito di economia lecita), meriterebbero l impiego di ben maggiori risorse, al pari almeno- di quanto avviene in aree meno depresse del territorio nazionale. A proposito delle scoperture degli organici degli uffici giudiziari del distretto, si evidenzia che, oltre alla lentezza delle operazioni di assegnazione dei nuovi magistrati alle sedi scoperte (questione, ovviamente, non solo propria di questo distretto, ma dell intero territorio nazionale, e che, comunque, in sedi giudiziarie così problematiche creano 224
225 inevitabilmente maggiori disagi), particolari problemi sta creando la lentezza delle procedure di nomina e effettiva destinazione in sede dei numerosi presidenti di Tribunale e di Sezione da un lato (a mero titolo di esempio si evidenzia come il posto di Presidente di Sezione Penale del Tribunale di Brindisi è formalmente vacante dal novembre 2007 ed ad oggi non risulta ancora coperto), e Procuratori e Procuratori Aggiunti dall altro. Gli uffici giudiziari del distretto sono, infatti, per la gran parte senza gli effettivi titolari dei posti direttivi e semidirettivi, con le inevitabili ricadute negative in termini di progettualità organizzativa (anche e soprattutto in questa fase delicata di redazione dei progetti tabellari ed organizzativi degli uffici stessi). Sempre con riferimento alle criticità attinenti la situazione dell organico della magistratura, non può non rilevarsi quanto da ultimo si sta verificando, soprattutto nel circondario di Brindisi, a causa della destinazione in massa di magistrati ordinari in tirocinio (ben sei su un totale di poco più di trenta giudici), che ha reso necessario procedere a complesse modifiche tabellari che tenessero conto delle limitazioni ordinamentali che caratterizzano il profilo giuridico del magistrato di prima nomina. Il settore civile di ben tre delle quattro sezioni distaccate del Tribunale di Brindisi sarà totalmente gestito da magistrati di prima nomina. Appare assai facile prevedere che, per ragioni di legittime aspettative di ricongiungimento familiare e d accesso alla maternità, tutto ciò finirà col provocare, nelle disastrate sezioni distaccate, fenomeni di ulteriore mobilità (o, quanto meno, di lunga sostanziale scopertura per periodi di astensione) già riscontrati in passato. Alla crescita esponenziale del contenzioso corrisponde una gravissima carenza strutturale di mezzi e di risorse umane e materiali, che negli ultimi tempi ha raggiunto livelli davvero inimmaginabili, per cui l effetto sinergico dell aumento del contenzioso da una parte e della mancanza di mezzi dall altra, ha prodotto, o quanto meno rischia di produrre, una vera e propria paralisi in un settore che è nevralgico per l ordinato sviluppo della società. Deve evidenziarsi come il personale amministrativo è in costante ed inesorabile calo numerico (dovuto al maturarsi dei termini di pensione per anzianità) senza che vi sia un corrispettivo nuovo ingresso nei ruoli di personale di nuova assunzione (da ben otto anni non si svolgono nuovi concorsi). Ulteriore problema è costituito dal conseguente invecchiamento del personale stesso e nella mancanza di nuove generazioni, che determina disfunzioni, per esempio, sotto il profilo della sottoutilizzazione delle nuove (si fa per dire) tecnologie a disposizione. Con specifico riferimento agli uffici requirenti, tale punto di criticità del sistema esplica i suoi effetti negativi nell organizzazione degli uffici dei singoli sostituti procuratori, e ciò sia in ragione delle carenze organizzative conseguenti alla mancata assegnazione di tutto il personale amministrativo necessario secondo le indicazioni della pianta organica, sia alle esigenze di riqualificazione di parte di esso, sia alla inadeguatezza delle stesse piante organiche. Le carenze di personale, rispetto all organico previsto, e la non uniforme professionalità di quello in servizio (in gran parte dovuta proprio all evidenziato progressivo invecchiamento ed alla mancata riqualificazione) sono fattori che hanno inciso ed incidono fortemente anche sul funzionamento dei servizi di segreteria dei magistrati, condizionando negativamente la gestione del servizio sia in senso qualitativo, sia in relazione ai tempi di definizione dei procedimenti, non essendo generalmente in grado le segreterie, così come attualmente strutturate, di supportare tempestivamente il lavoro dei singoli magistrati (soprattutto di quelli con funzioni requirenti). Particolarmente rilevante appare il fenomeno con riferimento alla qualifica di cancelliere B3, essendo necessario, stante l esigenza, ai fini della ottimizzazione del lavoro degli uffici 225
226 dei singoli sostituti, che il loro numero coincida almeno con quello dei magistrati addetti all ufficio, mentre invece il numero di quelli attualmente in servizio, ovvero previsto in pianta organica, è di gran lunga inferiore. Notevolmente avvertito risulta il problema delle scoperture di organico presso la Procura della Repubblica di Brindisi, che lamentava nell anno 2008 la perdurante scopertura di cinque posti di cancelliere C2, di tre posti di cancelliere C1 e di due posti di operatore B3, con una scopertura, riferita all organico dell area C, di circa il 50%, essendo in servizio solo undici delle venti unità previste. Ma anche le Procure di Lecce e Taranto, nonché la Sezione Distaccata della Procura Generale della Repubblica di Taranto, lamentano inadeguatezze e carenze analoghe. Altra criticità rilevante, tipica per un distretto meridionale quale quello di Lecce che esplica i suoi effetti negativi soprattutto nell ambito del settore civile è il numero (peraltro in costante ed inarrestabile crescita) smisurato degli avvocati iscritti negli albi dei tre circondari. Appare evidente, infatti, che la eccessiva concorrenza in un campo non strettamente collegato alla economia reale ma alla difesa di diritti in sede processuale, la maggiore offerta si converte troppo spesso in strumentale ricorso alla giustizia, che incide in maniera significativa sul numero del contenzioso, con gli effetti a cascata sia sui successivi gradi di giudizio, sia in ambiti di contenzioso in materia ad esempio di gratuito patrocinio, opposizione avverso la liquidazione di parcelle, cause civili determinate dagli onorari pretesi per prestazioni difensive, ecc.. L incidenza di simili procedure sul carico di lavoro dei singoli magistrati è divenuta talmente significativa da comportarne un notevole aggravio a danno della celerità della principale domanda di giustizia, ossia di quella incidente direttamente sulla originaria tutela dei diritti. Strettamente connesso a tale caratteristica criticità appare anche la rilevante sottrazione di risorse che comporta la partecipazione (numericamente assai incidente) di magistrati alle commissioni annuali per il concorso per avvocato, trattandosi di impegno (peraltro non rinunciabile, salvo tassativi casi) assai gravoso che, inevitabilmente, finisce per avere ricadute negative sul complessivo impegno lavorativo dei componenti magistrati. Sempre con riferimento al settore civile, deve inoltre porsi in rilievo come, in una realtà che conosce da vicino forme di criminalità di tipo associato di notevole pericolosità, la lentezza e la inefficienza della risposta giudiziaria alla pretesa di tutela dei diritti, scoraggia il ricorso al giudice e invoglia i cittadini a rinunciarvi o, in alcuni casi, a cercare tutela in forme alternative. Alcuni settori quali quelli delle esecuzioni immobiliari poi attraggono (come risulta anche da indagini penali che hanno portato finanche alla esecuzione di misure cautelari personali e reali, ad esempio nella provincia di Brindisi, proc. a carico di ZURLO Vincenzo + altri, attualmente in fase dibattimentale) investimenti della stessa criminalità che con metodi chiaramente illeciti tende a riciclare ricchezza di provenienza delittuosa nell acquisto di immobili all asta, imponendo la forza (con minacce e ritorsioni anche violente) sui concorrenti, così alterando anche la regolarità degli incanti. Per quanto riguarda, poi, la materia del lavoro, deve rilevarsi, oltre ad un costante aumento del contenzioso, sia in materia di lavoro ordinario sia di previdenza ed assistenza, l impatto crescente delle norme in tema di organizzazione dei rapporti di lavoro nelle pubbliche amministrazioni ai sensi del decreto legislativo n. 80 (il riferimento è oggi al T.U. approvato con decreto legislativo n. 165 contenente norme generali sull ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche ), con un progressivo aumento delle controversie in questo settore. Inizialmente tale contenzioso si è 226
227 manifestato prevalentemente con richieste di provvedimenti cautelari; a distanza di otto anni dalla devoluzione al giudice ordinario delle controversie in questione, alle richieste in via di urgenza, che pure permangono e sono in aumento, si è aggiunto un contenzioso in sede di merito via via crescente, sia in termini numerici, sia in termini di peso percentuale sull intero volume delle controversie di competenza della sezione. Questa tendenza all aumento delle controversie appare costante e destinata a protrarsi nel tempo. Il crescente aumento della quota percentuale delle controversie in materia di lavoro nelle pubbliche amministrazioni, appare il dato (critico) statisticamente più significativo nei tre tribunali del distretto; si tratta infatti di un contenzioso interamente aggiuntivo rispetto al passato, senza che vi abbia fatto riscontro un adeguato aumento delle risorse umane, pur risultando il nuovo contenzioso particolarmente impegnativo per quantità e qualità, venendo per lo più all attenzione dei magistrati questioni giuridiche nuove e complesse, in conseguenza della profonda riforma della disciplina sostanziale e processuale intervenuta nel settore. Quanto alle problematiche legate alla giustizia minorile, si segnala l esigenza di una ottimizzazione del funzionamento dei servizi del territorio, mediante implementazione della formazione e qualificazione degli operatori, quale strumento di supporto fondamentale per l operato dei magistrati. Sempre più spesso, infatti, la necessità di risorse finanziarie circa l offerta dei servizi degli enti territoriali, si scontra con la modesta entità delle stesse non sempre reputati di primaria importanza. Anche riguardo alla istituzione delle comunità di accoglienza ed educative, si rappresenta l esigenza di un opera di controllo adeguato, incisivo e continuo da parte delle autorità comunali e dei servizi territoriali. Conclusioni: gli intereventi necessari e più urgenti All esito della disamina, ovviamente non esaustiva della situazione generale del distretto e dei motivi che rendono non agevole l amministrazione della giustizia nel territorio della Corte d appello di Lecce possono essere sinteticamente posti in evidenza, oltre agli aspetti già di volta in volta analizzati nell esame delle criticità, quelli che appaiono essere gli interventi necessari e più urgenti per migliorare la situazione. In primo luogo, come sopra evidenziato, sulla base di dati oggettivi connessi al carico di lavoro che i singoli uffici (sia quanto a risorse logistiche che del personale) e i magistrati sono costretti ad affrontare quotidianamente - con la conseguente impossibilità di riuscire solo ad immaginare un sia pur minimo futuro miglioramento - appare necessario ed imprescindibile che l ampiezza dell organico di magistratura e del personale amministrativo del distretto, sia rapportato non tanto alle pendenze o, peggio, alle lamentele personali (il che porterebbe paradossalmente a premiare proprio quegli uffici che non seguono prassi e modelli organizzativi virtuosi), quanto alle effettive rilevazioni delle sopravvenienze che da sole sono in grado di esprimere realmente (sempre che siano giustamente soppesate per tipologia di affari) la reale quantità della richiesta di giustizia e l effettivo lavoro che i magistrati ed il personale tutto devono affrontare, gestire, organizzare e definire. Appaiono ormai assolutamente sottodimensionati gli attuali organici basati quasi esclusivamente sul rapporto con il c.d. bacino di utenza che, in realtà appare parametro del tutto fuorviante in realtà come quelle del meridione, in generale, e del distretto di Lecce, in particolare, in quanto non consente affatto di tenere nella debita considerazione le peculiari ragioni che determinano una oggettiva maggiore domanda di giustizia rispetto ad altre realtà territoriali anche parimenti popolose. La riforma del giudice unico, nella realtà del distretto di Lecce, risulta, di fatto, aver avuto quale effetto la sola modifica del nome dei magistrati (da pretore a giudice unico) che si occupano della giustizia nelle sezioni distaccate ed attendono, ormai da molto tempo, di 227
228 essere ricondotte ad unità presso le rispettive sedi principali del circondario, o quantomeno ridotte. Appare, ancora, necessario mutare radicalmente tutto il sistema delle comunicazioni tra uffici giudiziari ed utenti del servizio, che dovrebbe essere improntato alla stessa speditezza ed efficienza con la quale si svolgono le comunicazioni in qualunque struttura civile moderna. Non si comprende, invero, la ragione per la quale importantissime comunicazioni tra governi, banche, società multinazionali possano giovarsi degli ordinari sistemi informatici, mentre solo la giustizia debba ancora servirsi di avvisi, notifiche e quant altro possa ritardare, confondere ed aumentare il peso della carta nei fascicoli. Sembra del tutto indifferibile il principio secondo cui, una volta che un soggetto sia informato dell inizio di un procedimento giudiziario che lo riguardi, debba assumersi l onere di informare l ufficio procedente di qualsiasi cambio di indirizzo, non solo geografico, ma anche telefonico o di posta telematica, in modo che qualunque comunicazione ne sia semplificata e resa rapida e sicura. Tale obbligo di comunicazione non sarà possibile o accettabile dal soggetto (sia esso parte privata o patrocinante) se i processi dureranno anni; diverrà, invece, accettabile da tutti solo se questo obbligo di comunicazione sia temporalmente limitato ad un ragionevole periodo di tempo. Al contrario la norma di cui all art. 157 comma 8 bis codice di procedura penale che permetteva, nella sua formulazione originaria, di eseguire tutte le notificazioni successive alla prima presso il difensore di fiducia quale domiciliatario ex lege e che garantiva una semplificazione della procedura di notificazione degli atti prevenendo comportamenti volontariamente dilatori dell imputato, in forza della modifica introdotta con la legge di conversione, consente al difensore la possibilità di dichiarare immediatamente all autorità che procede di non accettare la notificazione, e la frequenza con cui i difensori si sono avvalsi di tale facoltà ha di fatto reso nulla l operatività della norma vanificandone le finalità. Le riforme strutturali o normative, se ritenute indispensabili, dovrebbero essere attuate dotando gli uffici delle strutture necessarie, contemporaneamente alla loro entrata in vigore e non successivamente, come di solito accade, quando accade. Va tenuto conto inoltre del disagio e della perdita di tempo che talora tali riforme comportano, richiedendo la riorganizzazione dell ufficio, di talché non sempre si risolvono in un beneficio. Anche nel continuo mutamento delle norme di diritto sostanziale va ravvisata una delle cause della crisi della giustizia, comportando talora il rinnovo di buona parte degli atti dei processi in corso. L introduzione del nuovo rito societario, di cui non si sentiva affatto il bisogno, estremamente oneroso per la pletora degli scritti difensivi che consente, spesso da luogo a conflitti incidentali sull ammissibilità delle istanze relative alla fissazione dell udienza di comparizione delle parti. La soluzione dei relativi incidenti è stata devoluta inopportunamente al presidente del tribunale anziché al giudice che in caso di rigetto dell eccezione conoscerebbe del merito, con conseguente antieconomico impegno di due magistrati diversi. Auspicabile sarebbe il riordino della legislazione vigente, caratterizzata da eccessiva frammentarietà, attraverso la elaborazione del maggior numero possibile di testi unici, che, regolando organicamente le varie materie, renderebbero più agevole la ricerca della norma da applicare al caso concreto. E noto infatti che la tecnica legislativa, non sempre adeguata, talora per l omissione dei necessari raccordi con le altre norme vigenti, più spesso per il rinvio, a volte multiplo, ad altri testi normativi, rende difficile la ricerca e l interpretazione, contribuendo non poco all allungamento dei tempi della definizione dei processi, alla quale efficace rimedio potrebbe porre, ad esempio, l introduzione della così detta decisione semplificata, sperimentata favorevolmente nel processo amministrativo (art. 9 legge n. 205, almeno nella parte in cui riduce sensibilmente l obbligo della motivazione). 228
229 Altro urgente e necessario provvedimento appare quello della soppressione (o quanto meno della sospensione della efficacia) del divieto di destinazione degli uditori giudiziari con funzioni, per i primi tre anni, alla trattazione del rito monocratico penale ed alle funzioni requirenti, provvedimento che darebbe certamente fiato alle sedi ed alle funzioni maggiormente in sofferenza e consentirebbe la realizzazione di moduli organizzativi più equilibrati ed efficienti. Non va trascurato tuttavia che all origine di un così appariscente aumento del contenzioso sia civile che penale vi sono vari fattori, legati alle condizioni dell economia, all incremento degli affari ed alla complessità e rapidità di svolgimento dei rapporti economico-sociali, che hanno determinato un ampliamento impensabile degli spazi della giurisdizione, poiché oggi si richiede al giudice di intervenire in ambiti che prima gli erano preclusi ed è davvero strana questa smisurata crescita della domanda di giustizia a fronte della gravissima crisi che colpisce l organizzazione giudiziaria mentre non è possibile ridurre tutto ad un problema di giustizia perché l organizzazione giudiziaria, specie nello stato in cui si trova, non può farvi fronte da sola. In un periodo di crisi generalizzata delle realtà amministrative locali che fanno fatica ad assicurare (in alcuni casi per incapacità, in altri per assoluta materiale impossibilità) i primari servizi richiesti dai cittadini, indispensabile appare, come già avviene parzialmente per la giustizia penale minorile, costituire centri amministrativi decentrati che consentano una diretta immediata incidenza, non solo sul personale o sui mezzi, ma anche sulle strutture di edilizia giudiziaria che, specie negli ultimi tempi, sembrano relegate ad angusti quanto periferici ambiti la cui manutenzione viene spesso lasciata alla buona volontà di pochi piuttosto che all interesse fattivo di tutti. Relazione approvata nell adunanza del Consiglio Giudiziario della Corte di Appello di Lecce del 14 maggio
230 8. Relazione del Consiglio giudiziario di Catanzaro sulla situazione del distretto Corte di Appello di Catanzaro Consiglio Giudiziario Oggetto: Relazione al Parlamento per l anno 2008 Al fine di adempiere alla richiesta in oggetto si è proceduto in via preliminare ad acquisire le necessarie informazioni e proposte dai dirigenti degli uffici giudiziari del distretto di Corte di Appello, attraverso mirati incontri con gli stessi e con i rappresentanti dei Consigli dell Ordine locali nel corso dei quali è stato possibile ottenere un quadro specifico delle problematiche di ogni ufficio e le proposte per la loro risoluzione. Si è fatto pure ampio ricorso ai flussi di lavoro degli uffici e i sono acquisite pure alcune interessanti proposte concordate tra i dirigenti degli uffici e l avvocatura, in un ottica di migliore funzionalità del servizio complessivo pur in presenza di oggettive difficoltà a livello di risorse umane, strutturali e di mezzi. Il distretto di Corte di Appello di Catanzaro si compone dei Tribunali ricadenti nelle provincie di Catanzaro (Catanzaro e Lamezia Terme), Cosenza (Cosenza, Paola, Castrovillari e Rossano), Vibo Valentia, Crotone. PARTE 1: SITUAZIONE DELLA GIUSTIZIA NEL DISTRETTO DI CORTE DI APPELLO Il Distretto Giudiziario di Catanzaro si compone di 315 unità, non completamente coperte, e comunque da ritenersi insufficienti allo stato per fronteggiare i carichi di lavoro dei vari uffici. Le carenze di organico, sensibili e di grande incidenza sul funzionamento dell'organizzazione giudiziaria nel territorio, che riguardano sia gli uffici giudicanti che quelli requirenti, hanno formato oggetto nei mesi scorsi di ripetuti interventi dei Capi degli Uffici, preoccupati e condizionati nell attività dei loro uffici, al punto da sollecitare anche con iniziative pubbliche i necessari e tempestivi interventi da parte degli organi preposti. Il problema delle carenze di organico invero non riguarda soltanto la magistratura ma anche il personale amministrativo, laddove nei vari uffici le cancellerie e le segreterie risentono di tale deficit con inevitabile grande ricaduta sulla quantità dell attività svolta poi dagli stessi magistrati e quindi sulla corretta e funzionale organizzazione del servizio giustizia e mancata risposta alle aspettative dell utenza L edilizia giudiziaria in tutto il distretto versa anche questa in condizione di diffuso disagio e difficoltà, soprattutto nella sede della Corte di Appello, edificio storico risalente negli anni, ma anche nei Tribunali periferici laddove l aumento degli affari sia civili che penali e le modifiche legislative di volta in volta introdotte in materia di magistratura onoraria 230
231 e riparto di competenze, non hanno trovato corrispondenti ed adeguate soluzioni dal punto di vista dell edilizia e/o dell adeguamento dei locali. Per quanto concerne la giustizia penale occorre tenere innanzitutto presente la presenza e pervasività sul territorio di organizzazioni criminali di stampo mafioso che condizionano a tutti i livelli la società civile e che necessitano sempre più di interventi legislativi in grado di fornire strumenti più efficaci di aggressione di tali sodalizi, soprattutto per quanto concerne i patrimoni mafiosi e le nuove forme di criminalità imprenditoriale. L analisi dello stato della giustizia penale nel distretto passa inevitabilmente anche per l attività svolta con le misure di prevenzione, per la constatata grave incidenza della prescrizione sui reati, per l indispensabilità ma anche il corretto uso dello strumento di indagine delle intercettazioni, e l esigenza di un coordinamento maggiore tra e forze dell ordine e gli uffici inquirenti e tra questi e la locale D.D.A.. In tale contesto si registra l aumento del numero delle richieste di misure cautelari con un buon numero di conferma da parte del Tribunale della Libertà. Tuttavia sul punto va evidenziato pure il dato del continuo aumento dei ricorsi in materia di riparazione del danno per ingiusta detenzione con numerose pronunce di accoglimento della Corte di Appello che comportano inevitabili pesanti ricadute economiche per l entità delle somme che lo Stato deve corrispondere. Per quanto riguarda il settore civile vanno rappresentate preliminare te le analoghe problematiche in materia di organici di magistrati e di personale amministrativo, ma con buoni risultati per la produzione di sentenze e decisioni. Anche per il settore civile tuttavia vanno evidenziate le problematiche determinate dalla applicazione della legge Pinto, anche in tal caso conseguenti ricadute ulteriori dal punto di vista economico. Ulteriori problemi del servizio giustizia si registrano poi nel settore dei giudici di pace, con provvedimenti che vengono depositati spesso con grave ritardo e quindi con incidenza negativa sul funzionamento della giustizia. Si passa ora a rappresentare la situazione per singolo Ufficio evidenziando le rispettive problematiche e risultati operativi raggiunti nel corso del PARTE 2: INDIVIDUAZIONE ED ANALISI DEI PROBLEMI CON INDICAZIONE DELLE PRIORITÀ Tribunale di Catanzaro: Nel periodo risultano raggiunti confortanti risultati in alcune materie del settore civile, in particolare nella materia lavoristica e previdenziale, nelle procedure concorsuali ed esecuzioni, tutti settori nei quali si riscontra un livello di definizione dei procedimenti superiore alle sopravvenienze. Analogamente nel settore del dibattimento penale monocratico e collegiale (settore in cui le definizioni risultano in linea con le sopravvenienze). Per quanto concerne la Corte d Assise è dato rilevarsi un notevole asso di definizione (26 sentenze) superiore alle sopravvenienze. Identica la situazione della seconda sezione penale (riesame). I settori nei quali si è avuto un risultato diverso, e cioè di sopravvenienze superiore a quello dei procedimenti definiti, sono stati quelli del civile ordinari e della sezione GIP-GUP. Nel settore civile le pendenze sono in costante aumento (da 8264 del 2005 a 9711 del 231
232 2008) mentre per il secondo il carico di lavoro è passato da 985 del 2005 a 1287 del Per quanto riguarda la Sezione distaccata di Chiaravalle C.le il flusso degli affari civili ha segnato un costante aumento ed è stato compensato da un rilevante tasso definitorio. In considerazione dell unico giudice presente in Sezione con provvedimento del ex art. 47 quinquies o.g. è stato disposto il trasferimento di tutti gli appelli avverso le sentenze del giudice di pace presso la sede centrale (4500 fascicoli circa). Analogo provvedimento è stato assunto con decreto del per quanto r guarda gli affari penali non attribuibili ai GOT. Per tale settore, a fronte del modesto numero delle sopravvenienze, si è avuto un ottimo tasso di definizione sempre superi re alle sopravvenienze. Il Presidente del Tribunale di Catanzaro evidenzia che... il programma organizzativo relativo al triennio precedente... è stato attuato in modo soddisfacente, anche se parzialmente laddove le cause vengono individuate...nella perdurante mancanza dei giudici nelle due sezioni a causa dei trasferimenti, delle assenze per maternità, dei congedi parentali, ma soprattutto all aumento delle sopravvenienze, causato anche dagli appelli, destinati ad aumentare a causa dell attribuzione al Tribunale di Catanzaro, capoluogo di distretto, di tutti gli appelli avverso le sopravvenienze afferenti le sanzioni amministrative emesse dai giudici di pace del distretto a sensi dell art. 26 D. Lgs n. 26. Per quanto riguarda l Ufficio GIP/GUP si è già detto che le sopravvenienze superano i procedimenti definiti; il Presidente del Tribunale individua la causa di ciò nel fatto che... il grosso delle energie lavorative viene assorbito dai procedimenti provenienti dalla DDA, sia sotto il profilo cautelare che sotto quello del merito (la maggior parte viene definito con il rito abbreviato)... solo nell ultimo anno son stati definiti da questo Ufficio 40 procedimenti per omicidio. Le richieste di misure cautelari ed i processi provenienti dalla DDA risultano complessi e richiedono tempo per lo studio e 1 elaborazione. Con riferimento a problemi operativi di carattere generale che hanno determinato una compromissione dell efficienza dell Ufficio si annoverano l insufficienza dei locali e delle attrezzature, l insufficienza e/o la mancata copertura dell organico del personale di magistratura, l insufficienza e/o mancata copertura dell organico del personale amministrativo, il mancato completamento del sistema informatico. In merito si evidenzia che il Tribunale di Catanzaro ha registrato negli ultimi anni una scopertura del personale di magistratura del 20% circa e del personale amministrativo di circa il 3 %. Ulteriori problemi derivano poi dalla limitazione all utilizzazione dei GOT e dal sottodimensionamento dell organico di almeno tre unità. Il personale amministrativo presenta rilevanti scoperture: 1 posto dirigente amministrativo, 4 posti di cancelliere C3; 3 posti di cancelliere C2, di cui 2 presso la Sezione distaccata; 5 posti di cancelliere C1; 2 posti di cancelliere B3; 7 posti di operatore B3 di cui 1 presso la Sezione distaccata; 1 ausiliario B2; 3 operatori B2; 1 autista B1; 1 ausiliario B1 e cioè in totale 28 unità su un organico di 134, solo parzialmente compensati dalla permanenza in soprannumero di 5 operatori B1 e di 4 ausiliari A1. Procura della Repubblica: Critica è la situazione della Procura della Repubblica a causa del ostante aumento delle sopravvenienze dei procedimenti e dalle ridotte dimensioni dell organico (1 Procuratore, 2 Aggiunti, 18 Sostituti). La presenza nel territorio distrettuale di potenti ed organizzati gruppi criminali di tipo mafioso e la complessità dei procedimenti (per numero di indagati e per numero e gravità di reati) risulta difficile da fronteggiare con l attuale organico scoperto per oltre un terzo. Una condizione di difficoltà che s riflette nella fase delle indagini come nella fase del dibattimento laddove a stento si riesce ad assicurare la partecipazione del 232
233 PM alle udienze, soprattutto per i procedimenti della DDA per i quali spesso si ricorre all applicazione di magistrati in servizio p esso le Procure territoriali, finendo così ad incidere anche su quegli uffici che già, come si vedrà nello specifico, versano a loro volta in condizioni di grave difficoltà per la endemica carenza di magistrati aggravata in questo ultimo anno da ulteriori trasferimenti di sede o di funzioni. Inoltre preoccupa il ricorso continuo ad applicazioni di magistrati esterne alla DDA in quanto rischia di scontare mancanza di esperienza e un azione di contrasto disorganizzata. Per quanto concerne l attività di contrasto e di accertamento delle singole tipologie di reati, dalle informazioni acquisite si desume che l attenzione primaria della Procura è rivolta ai reati di stampo mafioso (con particolare riguardo a quelli di natura estorsiva e legati al traffico di stupefacenti). Il dato statistico evidenzia un aumento dei reati di omicidio, dei reati contro la P.A., dei reati di violenza sessuale, dei reati contro l incolumità pubblica e della salute dei cittadini nonché dei reati concernenti frodi comunitarie. Non si registrano emergenze per reati soggettivamente ed oggettivamente politici, per reati commessi da stranieri (che risultano in flessione) anche se in molti casi permane il collegamento con forme di sfruttamento dell immigrazione clandestina Il Consiglio dell Ordine degli Avvocati ha messo in rilievo le seguenti problematiche: 1) carenze di aule nelle quali tenere le udienze civili, con particolare riferimento all aula delle esecuzioni mobiliari ed immobiliari; 2) carenza di personale specie nelle cancellerie dell esecuzione mobiliare ed immobiliare che ha determinato la chiusura al pubblico per un intero giorno; 3) rinvio dei pignoramenti presso terzi di circa un anno rispetto all udienza di chiamata; 4) locali angusti nella cancelleria fallimentare priva di fax e stampante per il computer con ritardi nell esecuzione degli adempimenti a seguito della introduzione del sistema SIECIC; 5) cattivo funzionamento della cancelleria della sezione staccata di Chiaravalle C.le; 6) il ritardo sistematico con cui alcuni magistrati iniziano le udienze ed il ritardo anche rilevante e senza particolare ragione con il quale vengono depositati gli atti. Problematiche del tutto simili a quelle del Tribunale e della Procura della Repubblica, si riscontrano presso la Corte di Appello e la Procura Generale, con alcune importanti distinzioni: mentre l organico della Corte di Appello di recente ha raggiunto la quasi totale copertura, con aumento pure della pianta organica, la Procura Generale ha invece dovuto registrare una situazione completamente diversa. Infatti in data 5 marzo 2009 il Procuratore Generale dott. Enzo Jannelli ha evidenziato al Presidente della Corte di Appello la...situazione di estrema difficoltà per carenza di magistrati, pur previsti in organico, e per i noti e assorbenti impegni collegati alla trattazione del procedimento c. d. Why Not. per 1 imminente futuro la situazione è destinata da aggravarsi per le dimissioni già presentate dal Cons. Domenico De Lorenzo, per i trasferimenti, su domanda, della dott.ssa Cameli, e d ufficio, del Procuratore Generale e del cons. Alfredo Garbati. L Ufficio sarà quindi rappresentato dall avvocato Generale e da due sostituti procuratori generali. Conseguentemente il successivo 20 marzo del 2009 presso la Corte di Appello si è tenuta una riunione nel corso della quale, preso atto delle difficoltà della Procura Generale a garantire la presenza del PM alle udienze davanti il Tribunale di Sorveglianza e davanti la Corte di Appello e Corte di Assise di Appello, si è poi convenuto di fissare gli impegni di udienza compatibilmente alle esigenze rappresentate ed in casi straordinari il ricorso alle applicazioni di magistrati delle Procure del distretto per singole udienze per le quali è 233
234 richiesta la presenza del PG. Tribunale di Cosenza: Il Tribunale di Cosenza ha un organico composto da i presidente, 5 presi enti di sezione, 30 giudici ripartiti fra due sezioni civili, una sezione lavoro, due sezioni penali ordinarie e due Corti di Assise, una sezione GIP/GUP. Nelle previsioni tabellari per il triennio , su indicazioni del C.S.M., le due sezioni dibattimentali penali saranno accorpate e un magistrato sarà trasferito dal settore penale a quello civile (per il quale è stato recentemente disposto l aumento di organico), per cui nel settori civile opereranno oltre ai due presidenti di sezione, 13 giudici, nella sezione dibattimentale otto giudici oltre al presidente di sezione. Il Tribunale si avvale poi di 17 GOT di un GOA. L organico del Tribunale è attualmente al completo anche se nel corso dell anno i tre presidenti di sezione perdenti posto dopo la riforma verosimilmente lasceranno il servizio. Mancano invece tre presidenti di sezione su cinque ed il quarto a breve lascerà l ufficio per trasferimento in altro ufficio. Ne deriva perciò una complessa e difficile situazione organizzativa del lavoro e del controllo delle varie attività amministrative e giurisdizionali. Settori attualmente in sofferenza sono quello civile, dove al nume o delle sopravvenienze si aggiungono i tempi lunghi di definizione media delle cause, e le Corti di Assise presso le quali pendono 15 processi, alcuni dei quali particolarmente complessi, con conseguenti ricadute sull efficienza del settore penale. La Sezione GIP/GUP presenta un dato di sopravvenienze rilevante rispetto a quello dei procedimenti definiti, e stante la prossima mancanza del Presi ente di Sezione per tempi difficilmente preventivabili, si prevede che la situazione possa peggiorare. Dei due giudici delegati al fallimento solo uno dei posti risulta coperti atteso che l altro allo stato vede la presenza solo in organico del magistrato invero in applicazione extradistrettuale ormai da diversi mesi. Difficile anche la situazione del personale amministrativo con vuoti di organico in vari profili professionali. Il Presidente del Tribunale segnala poi carenze a livello di informatizzazione degli uffici (in alcuni settori ancora si opera sul cartaceo), con una dotazione informatica non soddisfacente. Pur in presenza di dette difficoltà, ed in presenza di continue compressioni di fondi a disposizione per la gestione ordinaria delle attività, risultano essere state avviate le procedure per l informatizzazione dei verbali di udienza penali in condivisione tra Tribunale, Procura della Repubblica ed avvocati, e le procedure per l instaurazione del processo civile telematico (DPR 123/01) al fine di autonomizzare i flussi informativi e documentali tra gli avvocati, i giudici e le cancellerie (c.d. fascicolo informatico) Ufficio di Sorveglianza di Cosenza: L Ufficio di Sorveglianza di Cosenza allo stato presenta un solo magistrato in servizio sui due in organico. Il magistrato in servizio segnala un complessivo aumento del carico di lavoro rispetto al 2007, con 9 udienze camerali, per applicazioni o proroghe di misure di sicurezza, remissioni del debito, modalità di esecuzione delle pene pecuniarie convertiti e reclami tipici, nel corso delle quali sono stati trattati n. 125 procedimenti e ne 2009, sino al 2 aprile, si sono 234
235 tenute quattro udienze. L analisi dei dati statistici attesta come l applicazione dell indulto di e Li alla legge 24 1/06 ha cessato di dispiegare i propri effetti, con incremento registrato da legge Simeone, liberazione anticipata, espulsione Bossi-Fini, ricoveri in luogo esterno di cura, permessi e la gestione delle misure alternative, il cui numero è più che triplicato. In sintesi si presume che l Ufficio si sta avviando velocemente a raggiungere il carico di lavoro molto elevato del periodo pre-indulto. La scopertura dell altro posto in organico (il relativo posto non è stato ancora neppure pubblicato), unitamente alle carenze nel personale amministrativo (tra i quali si annovera la scopertura del cancelliere C2, incide sul funzionamento dell ufficio con conseguenze sul carico di lavoro individuale e sul servizio all utenza. In tal se so va evidenziato che l ufficio ha giurisdizione su tutti gli Istituti penitenziari della provincia di Cosenza e provvede, inoltre, alla gestione di tutte le misure alternative alla detenzione, in un territorio vasto con particolari problematiche discendenti dall ambiente sociale caratterizzato da un alto tasso di criminalità. In tale contesto il magistrato in servizio deve garantire anche la partecipazione alle udienze collegiali presso il Tribunale di sorveglianza di Catanzaro. Procura della Repubblica: L organico dell Ufficio prevede, oltre a quello di Procuratore Capo e Procuratore Aggiunto, dodici posti di Sostituto Procuratore. Allo stato risultano vacanti tre posti. La Procura di Cosenza nel distretto di Corte di Appello è quella che presenta il minor numero di scoperture, tuttavia, per tale motivo, i magistrati in servizio oltre che a fronteggiare i propri ruoli devono far fronte alle periodiche applicazioni alla I DA ed alla Procura Generale per singole udienze, con evidente incidenza sul servizio. L analisi dei flussi di lavoro dell Ufficio consente di evidenziare la progressiva diminuzione costante dei procedimenti pendenti dovuta all aumento delle definizioni rispetto alle sopravvenienze. Il Procuratore della Repubblica ha segnalato di aver recepito le indicazioni dei CSM e le indicazioni della maggioranza dei Sostituti, istituendo la ripartizione del lavoro secondo un criterio di semi-specializzazione. Pur assicurando al momento- l esame di tutte le notizie di reato pervenute, con 1 espletamento delle indagini e la definizione dei relativi procedimenti entri tempi ragionevoli come testimoniato dal prospetto dei flussi sopra riportato - si è ritenuto di dover adottare un modulo organizzativo che tenesse conto, per un vero, dei fenomeni criminosi di maggiore allarme sociale e, per altro, delle fattispecie i reato per le quali si impone una più articolata attività di coordinamento all interno dell Ufficio, con le forze di polizia ovvero con altri Uffici inquirenti. Si è ritenuto, pertanto, di costituire quattro gruppi di lavoro di uguale consistenza e per categorie omogenee, come sotto articolati nella consapevolezza che si tratta di modulazione organizzativa necessariamente contingente, dal momento che è la dinamica delle fènomenologie criminose a dover costituire principale criterio di riferimento per l organizzazione delle risorse investigative dell Ufficio. I gruppi di lavoro sono stati distinti in modo ottimale secondo lo schema seguente: A) reati contro la P.A. e reati in materia di ambiente e territorio e di gestione dei r fiuti. B) reati contro la famiglia, del reato di cui all art.388 CP. se relativo ai rapporti di famiglia, dei reati di natura sessuale, dei reati previsti dalla legge n 164/78, dei reati di omicidio colposo e lesioni colpose se derivanti da colpa professionale o da violazioni di norme sulla sicurezza nel lavoro. C) reati relativi alla materia fiscale, fallimentare e societaria, nonché dei reati di riciclaggio, 235
236 di usura e dei reati previsti dagli artt.316 bis, 640 cpv. n 1, 640 bis C. D) reati commessi nel Circondano in danno di imprenditori, operatori economici ed amministratori di società; reati che si individuano in quelli di estorsione consumata o tentata ex art. 629 c.p., minaccia ex art. 612 c.p. comunque consumata, danneggiamento ex artt. 635 c.p., danneggiamento seguito da incendio ed incendio ex artt. 424 e 23 c.p.; nonché i procedimenti di prevenzione patrimoniale ed i provvedimenti di cui all art. 12sexies della legge 356/1992 Nell ottica di un miglioramento dell organizzazione dell Ufficio al fine di fronteggiare le situazioni problematiche del momento, merita certamente d essere segnalata l adozione da parte del Procuratore della Repubblica di c.d. prassi virtuose, quali: Circolazione - mediante posta elettronica - fra i magistrati dell Ufficio della posta certificata proveniente dal Consiglio Superiore della Magistratura, dal Ministero della Giustizia, dal Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello; nonché delle principali novità legislative, delle più rilevanti pronunce della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione; ed infine, delle best practices interne all Ufficio e dei più rilevanti precedenti giurisprudenziali degli uffici giudicanti del distretto. Attivazione di una banca dati relativa ai verbali stenotipici delle udienze dibattimentali. Attivazione di una banca dati relativa alle misure di prevenzione patrimoniali. Predisposizione delle modalità di utilizzazione dei vice procuratori onorari per l espletamento delle attività di cui agli artt. 15 e 25 del D.Lvo n.274/2000. Protocollo di gestione delle udienze penali, condiviso con il Tribunale ed il Consiglio dell Ordine degli Avvocati. Protocolli concernenti lo svolgimento delle attività di indagine, indirizzati a polizia giudiziaria ed altri soggetti della pubblica amministrazione e della società civile, relativi: - ai reati in danno di operatori commerciali, con riferimento ai quali è stata adottato un criterio di assegnazione dei procedimenti per aree geo-criminali; - ai reati in pregiudizio di minori e per gli abusi sessuali in genere; - ai maltrattamenti in famiglia; - agli infortuni sul lavoro; - alla tutela dell ambiente e del territorio. Anche per quanto concerne l organizzazione amministrativa vengono evidenziate problematiche soprattutto in ordine alle vacanze in una pianta organica sottodimensionata ed insufficiente. Mancano n.2 Cancelliere C3 ; n. 1 Cancelliere C2; n.1 Cancelliere C1; n.3 Cancelliere B3 n.4 Operatore giudiziario B3; n.2 Operatore giudiziario B2; n.1 Ausiliario B2; n.1 Ausiliario B1 (art.24 co. 1 C.C.N.L.). Tribunale di Rossano: E uno dei Tribunale periferici che nel distretto risulta versare da anni in p renne situazione di grave difficoltà operative con carichi di lavoro contraddistinti dal numero di procedimenti pendenti e sopravvenuti sempre maggiore rispetto ai procedimenti definiti. La causa principale di tale situazione è la costante carenza di magistrati in organico effettivo, per una sede molto lontana dal capoluogo di provincia e difficile da raggiungere essendo questa collegata con gli altri centri da una viabilità insufficiente ed inadeguata; l aeroporto dista 160 km la rete ferroviaria è praticamente inutilizzabile in quanto snodata per un percorso lento e tortuoso. Per tale motivo principali i posti pubblicati sono rimasti sempre scoperti per mancanza di aspiranti, sicchè l organico minimo è sempre stato garantito da uditori giudiziari di prima nomina i quali restano in sede per il tempo necessario a maturare l anzianità di trasferimento, raggiunta la quale e sommersi ormai dai carichi di lavoro 236
237 rilevanti, preferiscono all attuale collocazione un trasferimento anche in sede diversa da quella di origine ma più vicina e meglio collegata. L arretrato è notevole e, come detto, si aggrava periodicamente con le sopravvenienze. La situazione complessiva dell ufficio si è ulteriormente complicata a seguito dell entrata in vigore della riforma in materia di temporaneità di incarichi di direttivi e semidirettivi, e quindi con la decadenza del Presidente del Tribunale e del Presidente di Sezione, nonché a seguito dell applicazione di due magistrati al Tribunale di Crotone per la celebrazione di alcuni processi penali rispetto ai quali i magistrati li quel Tribunale erano divenuti incompatibili. Il rappresentante del Consiglio dell Ordine ha evidenziato in merito come e dopo diversi mesi dal verificarsi di tale situazione, si sono fatti carico di richiedere al Presidente della Corte di Appello ed al Consiglio Giudiziario di rivedere i provvedimenti di applicazione dei due magistrati stante la serie di disfunzioni nel servizio che dette applicazioni stavano comportando. Il Presidente del Tribunale nominato dal CSM si è insediato solo recentemente sicchè allo stato è ancora in fase di riorganizzazione dell Ufficio. Tuttavia a fronte delle tante difficoltà e disfunzioni e dello stato di tensione nell avvocatura degli ultimi mesi, si evidenzia positivamente la collaborazione e sinergia operativa esistente tra il Presidente del Tribunale, il Procuratore della Repubblica, i magistrati e l avvocatura, tutti in effetti impegnati nel migli rare il servizio. Procura della Repubblica: La Procura della Repubblica si compone allo stato di tre sostituti ed il Procuratore della Repubblica, essendo vacante da tempo un posto di sostituto procuratore. Il Procuratore della Repubblica di recente nomina, ha assunto servizio nel novembre del 2008, dopo una vacanza di sei mesi nel corso dei quali l Ufficio stato rappresentato solo da due magistrati (uno dei quali facente funzioni), sicché si è venuta a creare un aumento ulteriore delle pendenze e dell accumulo di arretrato. L Ufficio è stato recentemente organizzato dal dirigente anche in considerazione della legge 125/ , art. 2 bis e 2 ter, con previsione di priorità nella trattazione dei procedimenti: - di cui agli artt. 407 co. 2 lett.a) cpp; - commessi in violazione delle norme relative alla prevenzione degli infortuni e all igiene sul lavoro; - commessi in violazione delle norme in materia di circolazione stradale; - in materia di immigrazione e condizione dello straniero; - puniti con la pena della reclusione superiore nel massimo a quattro anni ovvero inferiore se: a) il relativo procedimento risulti a carico di imputato detenuto, anche per reato diverso da quello per cui si procede; b) l imputato sia stato sottoposto ad arresto o a fermo di indiziato di delitto o a misura personale cautelare; e) sia stata contestata la recidiva reiterata di cui all art. 99 co. 4 c.p.; d) si tratti di procedimenti da celebrare con rito direttissimo o giudizio immediato; - reati di cui agli artt. 644 c.p.; - reati contro la P.A:; Il personale amministrativo evidenzia datate vacanze in numero di sei unità su 22 in organico tra funzionari ed impiegati. 237
238 Tribunale di Crotone: Il Tribunale di Crotone registra la scopertura del posto di Presidente di sezione dal e scoperture di organico che, tuttavia, saranno integralmente sanate con l immissione nel ruolo dei magistrati di prima nomina già previsti nel prospetto tabellare per il triennio in misura maggiore al settore civile rispetto quello penale, stante il diverso carico pendente ed i flussi di lavoro. Il Presidente del Tribunale allo stato è impegnato nella celebrazione di processi penali (maxi processi istruiti dalla DDA e con detenuti), nella assegnazione e tra azione degli affari civili di competenza, e nelle funzioni di direzione, controllo ed organizzazione dell Ufficio. L Ufficio registra anche scoperture sensibili tra il personale amministrativo (superiore al 20%), laddove il posto di dirigente amministrativo è scoperto d molti anni, per una situazione complessiva, allo stato, di 22 magistrati e 70 impiegati. Procura della Repubblica: La Procura della Repubblica di Crotone allo stato presenta un organi ) di 6 magistrati oltre il Procuratore, ma in forza dei recenti provvedimenti di trasferimento a domanda di due magistrati è destinato a ridursi di due unità prima dell est te. La provenienza degli altri magistrati da altre zone del Paese induce a ritenere in ogni caso che nei prossimi mesi si aggiungeranno altre scoperture di organico. Il Capo dell Ufficio ha evidenziato che i problemi di organico incidono sull andamento dell ufficio, dovendo far fronte in via preliminare alle udienze preliminari e collegiali che nel corso della settimana impegnano i sostituti (2 udienze collegiali, 4 udienze monocratiche, 2 udienze preliminari). Inoltre, allo stato, un magistrato risulta applicato alla D.D.A. di Catanzaro per un maxi-processo in base di udienza preliminare, oltre che a procedimenti della D.D.A. in fase di indagini preliminari, sicché ne deriva l impossibilità di utilizzare a pieno regime l unità in organico. Lo stesso magistrato è stato inoltre per diverso tempo applicato alla Procura Generale di Catanzaro nel gruppo di lavoro per la nota indagine Why not. I dati relativi ai flussi di lavoro (pendenze,sopravvenuti,definizioni) evidenziano un incremento considerevole delle sopravvenienze che, alla luce delle considerazioni svolte in termini di organico, induce ad ulteriore preoccupazione per i tempi di trattazione e definizione dei procedimenti per il Sono state evidenziate problematiche inerenti la magistratura onoraria, invero comuni a tutti gli altri uffici del distretto. Il Procuratore della Repubblica ha evidenziato inoltre la scopertura del i pianta organica del personale amministrativo, appesantita soprattutto dalla mancanza del dirigente di cancelleria (C3) e del dirigente amministrativo (C ). Si fa risultare infine che il Capo dell Ufficio, di recente nomina ed insediatosi da circa sette mesi, ha riscontrato un arretrato in ufficio risalente al 1990 e del tutto singolare per: fatti-reato, numero, rilevanza, ed oggetto di segnalazioni agli uffici superiori. Inoltre, sono state riscontrate mancate iscrizioni al RE.GE. di notizie di reato giacenti da mesi e iscrizioni al RE.GE. avvenute con notevole ritardo rispetto alla ricezione della notizia di reato. Il Consiglio dell Ordine degli avvocati, rappresentato dal Presidente, nel corso della riunione informativa con il segretario del Consiglio Giudiziario, il Presidente del Tribunale ed il Procuratore della Repubblica, ha inteso far rilevare innanzitutto il buon rapporto di 238
239 collaborazione esistente con i magistrati dei vari uffici e che anzi, in occasione di problematiche del tutto episodiche le stesse sono state prontamente affrontate e risolte dal Presidente del Tribunale. Il Presidente del Consiglio dell Ordine dopo aver rilevato l atavica mancanza di magistrati che affligge il Tribunale di Crotone (a fronte di 22 magistrati in organico ne sono presenti solo 13), ha voluto rappresentare il disagio della classe forense per la tardività di risposte di giustizia sia in sede penale che in sede civile. Lamenta inoltre la cronica mancanza di personale amministrativo che condiziona anche il normali flusso degli avvocati nelle varie cancellerie; l insufficiente organico degli Ufficiali Giudiziari che operano su un territorio molto vasto. Tribunale di Castrovillari: Il Tribunale presenta un organico sostanzialmente coperto, con soli due posti vacanti (Presidente di Sezione ed un giudice). Le problematiche principali pertanto attengono all organizzazione amministrativa dell ufficio con la mancanza del dirigente amministrativo, di 2 cancellieri C3, di 2 cancellieri C2, di 5 cancellieri C1. L analisi dei flussi delle pendenze attesta la produttività dell Ufficio, le da garantire risposta adeguata alla domanda di giustizia, o meglio il regolare smaltimento del lavoro giudiziario in contrapposizione alla domanda dichiarata di giustizia. Nel settore penale, che negli anni ha rappresentato momenti di criticità, le pendenze hanno subito una notevole flessione con il raggiungimento di un indice di ricambio altissimo (pari a 290). Dalla documentazione acquisita si evince tuttavia come nei prossimi mesi il Tribunale sarà gravato dal pervenimento di alcuni maxi-processi istruiti dalla D.D.A. con molti imputati (in parte detenuti) e per molteplici capi di imputazione. E stata evidenziata inoltre la ricorrente incompatibilità dei due magistrati che compongono l Ufficio GIP/GUP, dovuta evidentemente alle cresciute esigenze dell ufficio posto in relazione all organico della Procura della Repubblica ed al carico di lavoro. Il tema delle incompatibilità invero contraddistingue gli uffici del distretto, soprattutto quelli periferici di piccole dimensioni, nell ambito dei quali si trovano ad operare giudici in misura decisamente sproporzionata rispetto ai componenti de li uffici inquirenti ed ai carichi di lavoro, sicché è inevitabile che vengano crearsi incompatibilità dovute alla necessità per uno dei giudici in servizio di provvedere su richieste della Procura non dilazionabili ed in periodo di assenza anche temporanea del giudice titolare del procedimento. In ogni caso, pur in presenza di oggettive difficoltà operative, si deve da e atto al Presidente del Tribunale di una buona organizzazione e gestione dell ufficio, riconosciuta anche da enti superiori in occasione proprio dell approvazione di progetti operativi. Procura della Repubblica: L ufficio allo stato presenta una sola scopertura di organico su quattro posti in organico oltre il Procuratore della Repubblica. Ulteriori scoperture si registrano tra il personale amministrativo. Le problematiche legate ai carichi di lavoro attuali, (caratterizzati anche da molti procedimenti con termini di indagini scaduti e tuttavia in fase di definizione anche a seguito di precise disposizioni adottate dal Procuratore della Repubblica), e riferiti al progressivo incremento previsto per i prossimi anni, da fronteggiare con la mancanza di unità organiche, risultano indubbiamente appesantite da quello che, a ragione, il Dirigente definisce...l aspetto maggiormente deficitario ed allo sta/o insanabile : la sede del Palazzo di Giustizia, 239
240 molto vecchia e senza manutenzione ormai da lungo tempo, senza spazi a sufficienza per i magistrati, per la polizia giudiziaria e per l utenza, con gravi ricadute sul servizio. Tribunale di Paola: Il Tribunale di Paola attualmente presenta una scopertura complessiva di giudici del 38,5%, del 50 % di giudici del lavoro e del 100% dell ufficio semidirettivo di Presidente di sezione. Le presenze effettive in ufficio tuttavia sono ancora minori, e nella specie in numero di soli 4 giudici (oltre ai 2 GIP/GUP) nella sede principale e 3 in quella distaccata di Scalea, oltre all unico giudice del lavoro non destinabile ad altre funzioni. Per quanto concerne le pendenze si evidenziano 3400 cause civili 1500 esecuzioni immobiliari, 800 esecuzioni mobiliari, 279 procedure fallimentari 3595 cause di lavoro, 813 processi al monocratico penale e 42 processi davanti il Tribunale in composizione collegiale. Presso la sede distaccata risultano pendenti 2340 cause civili e 986 procedimenti davanti il giudice monocratico penale. Così come in altri casi, la presenza di soli due GIP/GUP crea non pochi problemi di incompatibilità con frequenti sostituzioni cui si deve far ricorso attingendo a giudici di altri settori già gravemente appesantiti dai propri ruoli. A tali problematiche di organico della magistratura si aggiungono quelle relative alle scoperture tra il personale amministrativo e quelle relative alla notevole distanza tra la sede centrale e la sede distaccata di Scalea che causa problemi di natura logistica e problemi di gestione amministrativa con il personale a disposizione. Proprio la sede distaccata di Scalea ha posto nel recente passato i principali problemi di arretrato e di sopravvenienze superiori alle definizioni, e ciò a e sa della perdurante scopertura di organico che solo da poco si è riusciti a stabilizzare e n le tre unità a disposizione, ed al numero di affari complessivi nel settore civile che in un certo periodo è stato almeno pari a quello della sede centrale. Anche in questo Tribunale si è insediato solo recentemente il Presidente di nuova nomina che sta lavorando per organizzare al meglio l Ufficio nel periodo attuale con le poche unità a disposizione e poi, nel lungo periodo, con la copertura quasi totale dell organico. Il Consiglio dell Ordine degli avvocati lamenta la carenza di organico amministrativo che pone rilevanti difficoltà al corretto esercizio delle attività professionali, in particolare per gli ingiustificati e poco dignitosi tempi d attesa davanti alle Cancellerie, sia per quanto concerne ritardi nella comunicazione d notizie relative alle iscrizioni a ruolo delle cause e quant altro. Analoghe doglianze vengono mosse per le disfunzioni del Giudice di Pace di Paola, Belvedere, Scalea, disfunzioni relative a ritardi del deposito di ordinanze e sentenze, rinvii delle cause non in sintonia con il principio della celerità peci liane al procedimento innanzi al Giudice di Pace; situazione analoga a quella che si riscontra tra i GOT. Gli avvocati poi, seppure elogiando i Capi degli Uffici per gli sforzi e l impegno profuso nel tentativo di organizzare al meglio il servizio, fanno rilevare oltre alla carenza di organico sia in Tribunale che in Procura, anche la mancanza i spazi adeguati all interno della Procura della Repubblica. Procura della Repubblica La Procura della Repubblica di Paola allo stato presenta un organico di 4 magistrati presenti su 6 oltre il Procuratore della Repubblica, tuttavia a breve l ufficio perderà 2 unità a 240
241 seguito di trasferimento ordinario in altra sede di un sostituto e di trasferimento di ufficio di altro sostituto ex art. 2 R.D.L. 31 maggio 1946 n L Ufficio sta attraversando una fase di profonda riorganizzazione per mani del Procuratore della Repubblica nominato dal CSM nell estate del 2008, con emersione di problematiche relative ad un gran numero di fascicoli arretrati (parte già con termini di indagini abbondantemente scaduti, altri con reati già prescritti da tempo, ecc.) e comunque la maggior parte oggetto di iscrizioni al RE.GE. ed assegnazioni non corrette ed oggetto di segnalazioni anche agli Uffici superiori. L analisi dei flussi di lavoro e la complessità di alcune vicende giudiziarie istruite dall Ufficio attestano tuttavia come pur in presenza di oggettive difficoltà, si continua a garantire un buon livello di risposta alla domanda di giustizia. Certamente la prospettiva del breve periodo di un ufficio composto da sole due unità oltre il Procuratore è tale da creare preoccupazione ed oggettive difficoltà anche per garantire la presenza del PM nelle due udienze GUP, una collegiali, due monocratiche che settimanalmente sono previste in calendario, oltre alle attività d turno esterno (arresti,direttissime,ecc.) ed alle udienze davanti la Corte di Assise. Anche in tale ufficio permangono pesanti carenze di organico e problemi di spazi a disposizione: seppure il palazzo di giustizia sia di recente costruzione, la Procura della Repubblica occupa solo uno dei cinque piani con la conseguenza di operare in spazi limitati e stanze condivise da diversi impiegati. Non esistono spazi a disposizione degli avvocati ad esempio per l ascolto delle intercettazioni depositate o per l esame dei fascicoli ex art. 415 bis c.p.p., la polizia giudiziaria opera al di fuori della Procura, in altro stabile, con prevedibili conseguenze sulla operatività della stessa nei confronti dei sostituti, e sulla stessa sicurezza all interno dello stabile. Tribunale di Lamezia Terme: Il Tribunale di Lamezia Terme nel corso del 2009 disporrà del pieno organico dei magistrati a seguito dell inserimento di magistrati di prima nomina, in modo da superare, almeno in buona parte, le problematiche emerse nel Carenze nell organico e l applicazione protratta di un magistrato del settore GIP/GUP al a Corte di Appello di Catanzaro, hanno finito per generare ritardi nelle definizioni ed un maggior numero di pendenze accumulate dovute: alla necessità di rinnovazione di numerosi procedimenti in fase dibattimentale già avviata; l afflusso dalla sezione GIP/GUP di una gran mole di processi complessi, con pluralità di imputati e per fattispecie delittuose complesse. Procura della Repubblica L Ufficio conta allo stato 5 sostituti e nei prossimi mesi, a trasferimenti ordinari avvenuti, si ridurrà di ulteriori tre unità. L andamento dell ufficio è stato caratterizzato da momenti alternati di maggiore e minore produttività a seconda del numero di magistrati presenti in organico. Da alcuni mesi, stante l avvenuto trasferimento del Procuratore della Repubblica ad altra sede, e la mancata presa di possesso del Dirigente già nominato dal C.S.M., l Ufficio è retto dal sostituto anziano che, oltre ai normali carichi di lavoro, evidentemente deve sopperire a tutte le problematiche organizzative ed amministrative proprie della funzioni, con notevole dispendio di forze ed ore di lavoro. L analisi dei flussi di lavoro, in ogni caso, attesta una buona produttività, 241
242 Tribunale di Vibo Valentia: Il Tribunale di Vibo Valentia è stato pesantemente condizionato nell attività nel corso del 2008 da scoperture di organico parte preesistenti e parte venutesi a creare nel corso dell anno a seguito di trasferimenti ordinari. L analisi dei flussi di lavoro consente di apprezzare, nonostante i problemi di organico, lo sforzo dei componenti dell ufficio nel tentativo di eliminare l arretrato, ridurre le pendenze e gestire al meglio le sopravvenienze. Va evidenziato che nel mentre appare prevedibile il miglioramento generale dell andamento dell ufficio a seguito dell immissione in servizio di magistrati vincitori di concorso, per quanto concerne le carenze di personale amministrativo la situazione non appare destinata a migliorare, e ciò con inevitabili ricadute sul funzionamento complessivo dell ufficio. La sede dei Tribunale è risalente nel tempo e segna ormai le difficoltà di adeguamenti rispetto alle sempre più nuove esigenze del lavoro del magistrato e dell avvocatura. Le poche stanze a disposizione, i locali angusti, le stesse aule di udienza di dimensioni contenute, mal si conciliano ad esempio con le esigenze dettate dall art. 415 bis c.p.p., o in materia di intercettazioni, o per la celebrazione i maxiprocessi istruiti dalla D.D.A. con molti imputati parte dei quali in stato di detenzione. Le difficoltà di organico protrattesi per molti mesi, hanno costretto il Presidente f.f. a sopperire con continue variazioni tabellari interne motivate dalla finalità di consentire l andamento corretto dei vari settori con notevole aggravio del lavoro per i pochi magistrati effettivamente in servizio. Procura della Repubblica La Procura della Repubblica, posta in relazione agli altri uffici del distretto, allo stato risulta essere interessata solo in parte dalla scopertura di organico, tuttavia si deve evidenziare che nel breve periodo, inevitabilmente, dovrà fare i conti con il trasferimento di quei magistrati che avendo ottenuto la legittimazione immancabilmente otterranno il trasferimento nelle sedi di provenienza. Situazione che certo va tenuta in considerazione con l aumento progressivo dei carichi di lavoro e dei crescenti impegni dibattimentali. Allo stato i dati rilevabili dai flussi di lavoro consentono di attestare la produttività dell ufficio e l adeguata risposta alla domanda di giustizia; la diversa organizzazione dell Ufficio operata dal nuovo Procuratore della Repubblica dovrebbe apportare ulteriore contributo al miglioramento del servizio, tuttavia le preoccupazioni evidenziate già per tutti gli uffici di Procura del distretto, sussistono anche in questo con l ulteriore motivo dettato dalla presenza sul territorio di gruppi mafiosi trai più organizzati ed aggressivi dell intero panorama criminale del Paese, con ramifica ioni in varie regioni ed all estero. Le considerazioni svolte per il Tribunale in materia di sede giudiziaria e di mancanza di personale amministrativo valgono anche per la Procura della Repubblica, laddove si deve evidenziare che la necessità di spazi per l utenza rappresenta una esigenza sempre più avvertita invero in tutte le sedi del distretto. Sul piano generale, infine, va fatto rilevare che nel mentre in alcuni Tribunali si è registrato un diffuso malcontento per l attività svolta dai G.O.T., viceversa presso gli uffici di Procura si è accertato che i Vice Procuratori Onorari in generale hanno dato in questi ultimi 242
243 anni buona prova di sé, contribuendo seriamente a sostenere il peso sempre più gravoso del servizio giudiziario. Utilizzati inizialmente solo per le udienze, hanno avuto anche incarichi di natura istruttoria, per delega specifica da parte del Procuratore della Repubblica a su segnalazione nominativa dei Sostituti. Il loro servizio viene in genere così disciplinato: - Ai V.P.O. vengono assegnate, di regola, tutte le udienze penali a citazione diretta dinanzi al Giudice Monocratico, sia nella sede centrale dei Tribunale che nelle Sedi Distaccate, secondo le preferenze manifestate all inizio dell incarico, qualora si tratti di processi non di rilevante difficoltà. - Ai V.P.O., in materia civile, possono essere assegnate le udienze dinanzi ai Giudici Monocratici relative a cause di interdizione o inabilitazione, di opposizione a liquidazioni di onorari, di querela di falso, nonché le udienze camerali di cui all art. 127 C.P.P., per i procedimenti di esecuzione, ai fini dell intervento di cui all art.665 comma 2 C.P.P., ed i procedimenti di opposizione al decreto del pubblico ministero di liquidazione del compensi ai consulenti tecnici ai sensi dell art. 11 della legge n.3 19/90; - In materia di indagini preliminari, limitatamente ai procedimenti del Giudice di Pace, i V.P.O. collaborano con i Sostituti, sotto la diretta vigilanza degli stessi. A tal fine ogni V.P.O. è abbinato ad un Sostituto che gli affiderà un gruppo di procedimenti, indicando gli atti e le attività di indagine da compiere con specificazione scritta, in calce alla quale il Capo dell Ufficio apporrà la delega formale. L affidamento di tali compiti, previsto dall art.50, 1 co., lett. B), del D.Lvo 274/ 000, è stato approvato dal C.S.M. nella seduta del Valutazione senza alcun dubbio positiva va espressa sui primi mesi di operatività dei Capi degli Uffici di Tribunali e Procure che, sulla scorta delle recente modifiche legislative, hanno sostituto i predecessori in uffici occupati per oltre un decenni dallo stesso magistrato. Oltre ad aver constatato nuove e decisamente più funzionali organizzazioni degli uffici, si è avuto modo di registrare un vero e proprio cambiamento di atteggiamento da parte dei magistrati dei vari uffici che hanno ricevuto nuovi timoli ed incentivi. PARTE 3: PROPOSTE DI INTERVENTI MIGLIORATIVI La principale soluzione proposta dai Capi degli Uffici e rappresentanti di avvocatura è ovviamente quelle di consentire agli Uffici di realizzare l effettiva copertura dell organico dei magistrati in servizio. Oltre a ciò le proposte (o meglio, le richieste di intervento) acquisite riguardano un adeguamento della pianta organica dei magistrati ma anche (e soprattutto per le incidenze negative sul funzionamento degli uffici) del personale amministrativo, in modo da rispondere alle mutate esigenze delle strutture giudiziarie o che, in mancanza, si proceda ad una revisione della stessa riconvertendo questi posti relativi a professionalità ormai superate rispetto alle più recenti evoluzioni dei servizi giudiziari, in posti da destinare a lavoratori formati in discipline più rispondenti alle attuali esigenze, come ad esempio esperti statistici, informatici, contabili, 243
244 ecc.. Diversi Dirigenti hanno evidenziato il fatto di dover dedicare un tempo ragguardevole ai compiti di sorveglianza e controllo delle attività dei Giudici di Pace del circondano e dei servizi UNEP, tempo sottratto al controllo dei servizi del Tribunale. La complessità dell attività di direzione di un ufficio giudiziario, in uno con i doveri del dirigente anche in punto di vigilanza sui magistrati dell ufficio, così come si sono venute a delineare negli ultimi anni a seguito degli interventi delle legislature e del C.S.M., impone una attenta rivisitazione dell organizzazione degli uffici giudiziari al fine di rendere efficace ed effettiva l attività di direzione. I Dirigenti dei Tribunali periferici, alle prese con consolidati problemi di organico stante la non agevole ubicazione delle sedi di lavoro, spesso mal collegate ai centri più grandi del distretto, e con carichi di lavoro pesanti accumulatisi negli inni per il continuo andirivieni di magistrati, hanno formulato proposta di modifiche legislative in tema di permanenza minima nelle sedi, prevedendo un periodo maggiore di permanenza rispetto a quello attuale con incentivi economici e di carriera. Ulteriore intervento legislativo si propone in materia di supplenza atteso che per la mancanza di un adeguato numero di magistrati distrettuali (attualmente nel distretto solo un posto dei due magistrati distrettuali giudicanti previsti in organico è coperto, mentre è sempre rimasto scoperto quello requirente), ovvero per le analoghe difficoltà dei tribunali viciniori, la supplenza allo stato attuale di regola viene affida i quasi esclusivamente nei tribunali di modeste dimensioni ai giudici onorari, per i quali più che utile di conseguenza si appalesa ormai una nuova e diversa normativa sia in tema di compiti che di incarichi. Gli evidenziati ricorrenti problemi di organico della magistratura e del personale amministrativo, impongono la necessità di adeguare le piante organiche prevedendo meccanismi di rapida copertura. La perdurante situazione critica attuale è destinata a generare ulteriori disfunzioni e sempre più inaccettabili ritardi, con a mento della sfiducia dei cittadini nelle istituzioni e quindi anche di illegalità diffuse. Il Presidente del Tribunale di Crotone ha inteso segnalare la necessità di istituire la Sezione Civile stante il carico di lavoro che rientra nei parametri della e colare consiliare in materia, nonché per assicurare la necessaria attività di coordinamento ed indirizzo dei magistrati del settore. L istituzione della Sezione con relativo Presidente, costituirebbe un tangibile contributo al miglioramento dell organizzazione del lavoro e, quindi all andamento dell ufficio. In relazione a tale proposta, già inoltrata nelle sedi competenti, si è pronunciato positivamente il locale Consiglio dell Ordine in sede di consultazione, e la Commissione permanente per l analisi dei flussi e delle pendenze istituita presso la Corte di Appello. I problemi evidenziati in punto di organico del personale amministrativo, necessitano di interventi energici e risanatori di una situazione non più dilazionabile per le esigenze ed istanze di giustizia dei cittadini. Unanime proposta dei rappresentanti dei Consigli dell Ordine è quella di ampliamento di organico nella magistratura e nel personale amministrativo. La situazione dell organico del personale di magistratura risente della difficoltà - che accomuna tutti gli uffici requirenti dei distretti calabresi - di colmare le vacanze con trasferimenti a domanda. Ed infatti, a fronte di numerosi magistrati che hanno lasciato gli Uffici del Distretto, solo una vacanza risulta essere stata coperta. Non solo: il recente bando per la copertura dei restanti posti ha registrato l allarmante assenza di domande. 244
245 E da evidenziare che tale flusso negativo relativo all organico del personale di magistratura non può che influenzare negativamente il buon andamento degli Uffici, dal momento che la mancata copertura dei posti in organico scoperti, comportando scopertura elevate in termini percentuali, determina il conseguente aggravio d 1 carico di lavoro dei restanti magistrati. Ed il trend negativo, come sopra evidenziato, non induce ad ottimismo quanto alla possibilità che, a fronte di futuri trasferimenti di magistrati, altri possano sopraggiungere a colmarne le vacanze. E tuttavia, se, in tale situazione, si riesce comunque a mantenere i i limiti accettabili la pendenza dei procedimenti, lo si deve al grande impegno pro iso dai sostituti presenti che dimostrano giornalmente ampia disponibilità, spirito di sacrificio ed attaccamento al lavoro. In merito si deve evidenziare pure che alle carenze di organico ed alle difficoltà operative sopra diffusamente descritte, i pochi magistrati che ancora operano nelle Procure del distretto sono impegnati in continue attività di ricognizione e risposta ad esposti, richieste di avocazione, richieste di informazioni, fatte pervenire alla Procura Generale, in un crescendo di attività del tipo che rallenta fino a paralizzare il lavoro dei pochi pubblici ministeri superstiti, così costretti ad operare sotto la minaccia costante di procedimento disciplinare. Oltre a denunciare con forza i rischi che questo stato di cose comporta per il corretto funzionamento del servizio giustizia, si ritiene quanto mai necessario un intervento urgente del legislatore per consentire alle Procure della Repubblica di operare. Ossequi. Catanzaro
246 9. Relazione del Consiglio giudiziario di Reggio Calabria sulla situazione del distretto Relazione al parlamento per l anno 2008 Consiglio Giudiziario di Reggio Calabria CORTE DI APPELLO DI REGGIO CALABRIA SETTORE CIVILE La produzione dei GOA ha determinato un aumento delle sentenza di primo grado ed un corrispondente aumento dei processi di secondo grado; le modifiche del codice di procedura civile hanno determinato un acceleramento, almeno teorico, dei tempi del processo di primo grado e un corrispondente allungamento dei tempi dei processi di secondo grado; l entrata in vigore del diritto societario e le nuove competenze del Giudice di Appello (legge Pinto; appello avverso le sentenze dichiarative di fallimento; immediata appellabilità delle sentenze in materia di separazione personale e divorzio ecc.) costituiscono un notevole aggravio del lavoro del settore civile delle Corti di Appello, senza che vi sia stata alcuna revisione delle piante organiche delle stesse. Il che poi ovviamente comporta che i processi civili iscritti a ruolo nel corso dell anno 2008 saranno forse decisi nel 2015 o nel 2016 con le ricadute economiche già ricordate in base alla 246
247 c.d. Legge Pinto, e la negativa incidenza sulla stessa credibilità dello Stato, in una Regione strategica per la lotta alla criminalità organizzata. L unico dato positivo è rappresentato dal fatto che la durata media del processo civile, in appello per la prima volta dal 2003 è diminuita da 2289 a 2037 giorni (cioè da circa 6 anni e 6 mesi a 6 anni e 2 mesi) e che i processi definiti sono aumentati da 315 a 484 con una maggiore produttività di oltre il 40%, e ciò soltanto per il personale sacrificio dei colleghi addetti al settore. Ma tenuto conto del fatto che i processi sopravvenuti sono stati 685 (e quelli definiti 484), la pendenza è aumentata da 4965 a SETTORE LAVORO Dati positivi: la durata media dei processi è diminuita da 2489 a 2212 giorni, i procedimenti esauriti sono aumentati da 972 a 1347 (compresa la materia previdenziale), e per la prima volta, i processi esauriti sono più di quelli sopravvenuti. Il tutto per la personale abnegazione dei colleghi e del personale di cancelleria addetto alla sezione, certamente numericamente inadeguato attese le pendenze ben superiori a quelle degli altri settori. L enorme contenzioso che si registra nella materia previdenziale (6.258 procedimenti pendenti), innanzi tutto, dà uno spaccato della realtà socio-economica locale, caratterizzata da sempre e non dalla attuale contingente e generalizzata situazione di crisi occupazionale dalla mancanza di stabili investimenti nel territorio. E ciò a fronte di un numero di procedimenti in materia previdenziale di molto limitato (pendenza di appena il doppio: procedimenti) per il Distretto di Milano (con ben 11 Tribunali), e con una popolazione tripla rispetto a quella Calabrese. In secondo luogo, rafforza il convincimento che il numero di controversie aumenta a dismisura laddove l apparato amministrativo non è dotato di appropriate risorse. Con la conseguenza che, sovente, si riconoscono giudizialmente prestazioni, che, in minor tempo e con minore aggravio, avrebbero potuto essere riconosciute già in via amministrativa. Ma l arretrato rimane comunque elevatissimo: 1475 per la materia lavoro e 6258 per la materia previdenziale. SETTORE PENALE Un azione concreta per rendere inutili le attività delinquenziali della ndrangheta è quella diretta alla individuazione, sequestro e confisca dei patrimoni illecitamente accumulati, il che costituisce l attività giudiziaria più temuta dalla delinquenza organizzata, che vede in tal modo volatilizzare e reso inutile tutto il lavoro sporco diretto all accumulo di tali patrimoni. Tale arma si è dimostrata sul campo la più efficace contro la criminalità organizzata. Tali misure sono state poste in essere con decisione dagli Uffici Giudiziari del Distretto ed hanno avuto ad oggetto, anche all estero, beni per svariate decine di milioni di euro (immobili, aziende). Ma tali beni sono, a volte, abbandonati o non utilizzati, per la mancata sinergia tra Agenzia delle Entrate e Uffici Giudiziari. Il tempo di definizione di tali misure è inoltre abbastanza contenuto. L efficacia di tale strumento è stata evidenziata dai rapporti della Guardia di Finanza, in prima linea in tale settore e dalla stessa Prefettura. Altamente positiva poi è stata la modifica legislativa recente in materia di patteggiamento in appello. 247
248 Da questo settore emergono dati positivi: la durata media dei processi in appello è diminuita da 1042 a 872 giorni; i processi esauriti (2206) sono, per la prima volta da vari anni, più di quelli pervenuti (1762), per cui la pendenza è diminuita da 4963 a 4519, senza tener conto della Sezione Minorenni Penale e della strategica Sezione Misure di Prevenzioni anche loro con una pendenza finale in netta diminuzione, pur con organici estremamente carenti sotto il profilo numerico. Tali risultati rischiano peraltro di vanificarsi a causa della perdurante carenza di organico, e si sono realizzati per l abnegazione dei colleghi addetti a tale settore e del personale di cancelleria ad esso addetto. Anche le Sezioni di Assise di Appello hanno un trend positivo, per cui da una pendenza iniziale di 22 processi si è pervenuti ad una pendenza finale di 13 processi, con una durata media di soli 126 giorni. Le declaratorie di prescrizione sono in linea con quelle dell anno scorso (340 rispetto a 242). Ha certamente sortito effetti positivi anche l attribuzione della competenza penale al Giudice di Pace. Per quanto concerne poi l organizzazione ed il funzionamento degli Uffici di Sorveglianza, anche in questo caso, non può che sottolinearsi la assoluta carenza di magistrati addetti al settore (allo stato, oltre al Presidente che si è immesso in possesso di recente - dicembre , è presente un solo giudice di Sorveglianza, essendo stato l altro da poco trasferito al Tribunale di Nola). Vi è stato un decremento delle sopravvenienze soltanto a seguito dell applicazione dell indulto, concesso con L. 31/7/2006 n. 241, e pertanto l Ufficio ha potuto far fronte alle stesse, ma è facile prevedere un incremento, cessati i pochi benefici temporanei effetti della stessa. Recentemente è stata fatta una richiesta per l applicazione extradistrettuale di un magistrato per un periodo di un anno presso il Tribunale di sorveglianza. TRIBUNALE DI REGGIO CALABRIA Il Tribunale di Reggio Calabria ha le seguenti vacanze: 3 posti di Presidenti di Sezione su 6 e numerose vacanze di Giudici, 2 colleghe in astensione obbligatoria per maternità, un collega in esonero totale ed altro collega che dal 1 giugno al 31 dicembre 2009 sarà in esonero totale, 7 vacanze di cui 4 saranno coperti a settembre dai MOT di cui due in astensione obbligatoria da settembre SETTORE CIVILE Il comparto civile, globalmente considerato, appare sostanzialmente stabile, con un leggero incremento dei ruoli istruttori, e qualche decremento di specifici settori. Il risultato è dovuto al mantenimento di una buona produttività media, che ha consentito di far adeguatamente fronte all impennata delle nuove iscrizioni dell anno Il dato finale è tuttavia composito, e va più dettagliatamente esaminato. La prima sezione civile, pur in costanza di un sensibile aumento delle entrate, dovuto in particolare ad una vero e proprio alluvione di appelli connessi all attività di rilevamento di infrazioni stradali tramite apparecchi photored, è riuscita a mantenere carichi istruttori assai agili (gli attuali ruoli generalmente non arrivano ciascuno ad una pendenza di 300 procedimenti, malgrado la recente distribuzione sui ruoli dei due giudici della sezione istruttoria delle cause pendenti sul ruolo del Presidente di Sezione). 248
249 Importanti risultati sono stati raggiunti, poi, sia nel settore delle persone e della famiglia sia in quello della volontaria giurisdizione, i cui ruoli appaiono sufficientemente aggiornati. Fa eccezione il settore delle tutele, ormai da tantissimi anni gravato da un carico assai rilevante; anch esso tuttavia è stato, negli ultimi tempi, movimentato, ma non appare prossimo il suo aggiornamento. Positivi risultati provengono anche dal settore delle esecuzioni immobiliari, dove, malgrado un costante trend di crescita dei nuovi procedimenti, la pendenza è significativamente diminuita, e sembra ormai avviato un meccanismo virtuoso di progressiva riduzione di carichi, che pure, allo stato, appaiono rilevanti. Le esecuzioni mobiliari, invece, vedono aumentare la pendenza principalmente per un flusso assai maggiore di entrate, connesso per lo più a situazioni contingenti, ed in particolare ai problemi nei pagamenti dell ASP e dell INPS. Il settore fallimentare registra una diminuzione delle pendenze sia del numero dei procedimenti che delle istanze da evadere. Di poche decine di unità risulta ormai il ruolo della sezione agraria, grazie al fatto che le definizioni superano annualmente le ormai scarse nuove iscrizioni. Soddisfacenti appaiono i tempi di definizione tanto dei ricorsi per decreto ingiuntivo che, per quanto attiene alla fase presidenziale, di quelli per separazione e divorzi, salva, per i primi, la fase del rilascio dell tà del provvedimento, in considerazione della non sempre celere notifica di questo. La seconda sezione, pur avendo svolto un ottimo lavoro con relativa riduzione delle pendenze in tempi abbastanza celeri in ambito cautelare (compresi procedimenti possessori e di convalida di sfratto), presenta per lo più ruoli istruttori assai consistenti, con la sola eccezione del ruolo istruttorio del Presidente di Sezione, subentrato più di recente nelle funzioni. Entrambe le sezioni scontano, però, gravi disagi dovuti a carenze di organico del personale di cancelleria, che costringono funzionari e dipendenti, cui va generalmente riconosciuto un impegno straordinario, a veri e propri tours de force per far fronte alle notevoli esigenze dell utenza, ed oggi anche di personale di magistratura Solo con l utilizzazione dei gg.oo.tt. è stata possibile continuità nella gestione delle udienze e dei ruoli dei magistrati assenti od impediti, anche se la produttività si è di solito notevolmente ridotta. Continua a trovare applicazione il protocollo di udienza, elaborato in sede di Osservatorio sulla giustizia civile, che contribuisce a rendere più ordinato lo svolgimento delle udienze e ad assicurare un proficuo e sereno confronto con il Foro. La sezione lavoro incrementa leggermente le sue pendenze, pur accrescendo la produttività. Ciò è dovuto, intanto, al sensibile aumento delle sopravvenienze in materia di rapporti di lavoro e previdenziale contributivo, dunque in materie sicuramente di maggiore complessità, che spesso impongono tempi di definizione più lunghi. Inoltre, sin dal marzo 2008 un giudice risulta applicato alla locale Corte di Appello, e dunque da quell epoca la Sezione ha perso il suo contributo. Ciononostante, è aumentato il numero dei provvedimenti adottati e, grazie all efficiente sistema di organizzazione ed all impegno costante dei magistrati, i ruoli istruttori appaiono sufficientemente aggiornati e gestibili. Rimarchevole appare la riduzione al minimo dei tempi di deposito dei provvedimenti, soprattutto per il largo ricorso al modello della sentenza contestuale. La sezione stralcio riduce quasi della metà il proprio carico e, al giugno 2008, presenta una pendenza di 389 procedimenti, molti dei quali già riservati in decisione. Appare dunque verosimile che i quattro G.O.A. attualmente in servizio possano definire tutte le pendenze entro l ottobre 2009, mese di scadenza ultima del loro incarico. Infine, quanto alla Sezione Distaccata di Melito Porto Salvo, il settore civile appare gravato da molte pendenze, pur con un trend di crescita in diminuzione. 249
250 Va poi segnalato che magistrati dell intero comparto civile, compreso il settore lavoro, hanno offerto, nell anno in esame, importanti contributi di approfondimento teorico e di esperienza, quali relatori o coordinatori a corsi del C.S.M. SETTORE PENALE Il settore penale continua ad essere connotato, nelle sue varie articolazioni, dalla particolare complessità e delicatezza di molti procedimenti. Inoltre, su di esso impatta pesantemente l attività della Procura distrettuale. Non è un caso che il maggiore incremento delle sopravvenienze e/o i maggiori disagi si registrino presso gli organi che hanno una competenza sull intero territorio del distretto, come l Ufficio GIP-GUP, il Tribunale del riesame e la sezione misure di prevenzione. Malgrado ciò, l encomiabile impegno dei magistrati e del personale di cancelleria, profuso con dedizione e generosità, ha consentito di affrontare i notevoli problemi limitando al minimo le difficoltà della risposta giurisdizionale. Nel dettaglio, la sezione gip-gup è oggi particolarmente oberata. Molto rilevanti, poi, sono state nell anno in corso le richieste di provvedimenti cautelari per reati di notevolissimo allarme sociale e per consorterie criminali di grande pericolosità, e vasta eco hanno avuto nell opinione pubblica alcune misure adottate. I ruoli dei gup appaiono particolarmente gravati sia per la frequente scelta del rito abbreviato da parte degli imputati sia anche per la qualità e la complessità di molti processi trattati. Tra gli altri, sono stati definiti importanti procedimenti concernenti fatti di criminalità organizzata relativi ad alcune delle più agguerrite cosche della città e della provincia, con infiltrazioni anche nella pubblica amministrazione, nonché episodi di traffico nazionale ed internazionale di stupefacenti. La prima sezione penale registra una sensibile della riduzione delle pendenze dibattimentale del collegio, dovuto alla stabilizzazione dei suoi componenti ed al diuturno impegno degli stessi e del personale di cancelleria. Il progressivo aumento delle pendenze dei giudici monocratici appare, invece, contenuto e su di esso hanno certamente inciso anche l avvicendamento, nel periodo in esame, di alcuni magistrati e l applicazione di lunga durata di singoli componenti di altro settore. La seconda sezione penale riduce complessivamente le proprie pendenze. Pur in presenza di un incremento del numero dei procedimenti dinanzi al collegio, chiamato spesso a trattare procedimenti assai complessi che hanno richiesto una gravosissima attività dibattimentale, si registra una definizione dei procedimenti dei giudici monocratici in numero maggiore alla sopravvenienza. L impegno di entrambe le sezioni, poi, è assai evidente nel settore del riesame, atteso il notevole incremento delle entrate. E va sottolineata la dedizione di chi è costretto ad operare in un ambito che richiede spesso rapide definizioni di procedure complesse e ponderose. Le sezioni di Corte di Assise vedono le pendenze complessivamente ridotte, mantenendo un trend di costante diminuzione dei carichi, nonostante si siano dovuti affrontare dibattimenti assai impegnativi. Infine, la sezione misure di prevenzione ha ridotto progressivamente i propri carichi; ma sono notevolmente aumentati gli adempimenti connessi alla gestione di patrimoni sequestrati o confiscati, che spesso coinvolgono molti soggetti, anche terzi, ed appartengono a società o aziende anche di rilevanti dimensioni. Va segnalata l importante attività della sezione che, anche col ricorso a nuovi modelli organizzativi, ha potuto impostare un efficace attività di contrasto della criminalità organizzata, e si è segnalata per la rivitalizzazione di strumenti normativi in disuso, quali i provvedimenti provvisori ex art. 6 della legge n del 1956, e per l adozione di misure, come la sospensione temporanea dell amministrazione ai sensi dell art. 3 della legge n. 575 del 1965, che l hanno posta all attenzione nazionale. 250
251 Quanto alla sezione distaccata di Melito di Porto Salvo, le pendenze del settore penale appaiono sostanzialmente stabili e comunque contenute nel numero. Pressochè costante, poi, è stata l utilizzazione dei gg.oo.tt., anche se è stato più difficile reperire, tra quelli assegnati all Ufficio, magistrati onorari professionalmente attrezzati e disponibili alla trattazione di procedimenti penali. Infine, va rimarcato il contributo offerto, anche in questo settore, da alcuni magistrati quali relatori a corsi del C.S.M. Si impone, però a questo punto, qualche considerazione finale. L encomiabile impegno e la professionalità dei magistrati e del personale di cancelleria, che hanno finora consentito di raggiungere risultati significativi nei vari settori, non possono far dimenticare le criticità oggi esistenti. Il Tribunale di Reggio Calabria opera in un territorio che esige una forte ed adeguata risposta di legalità. La recente relazione della Commissione parlamentare antimafia, approvata all unanimità, individua la ndrangheta come l organizzazione criminale più pericolosa operante sull intero territorio nazionale. E Reggio Calabria è il capoluogo del Distretto in cui essa è sorta e trova ancora le più profonde radici. Non sorprende per nulla, allora, che il comparto penale, ed in particolare gli organi a competenza distrettuale, siano oberati di procedimenti particolarmente complessi e delicati soprattutto in materia di criminalità organizzata, ed avvertano il formidabile impatto dell attività della DDA. Parallelamente è a tutti evidente la più generale esigenza di legalità di una popolazione che avverte fortemente il bisogno di incrementare la propria qualità della vita, su cui ha una sincera incidenza l efficace esercizio della giurisdizione civile. Ciò richiederebbe un organico dei magistrati e del personale di cancelleria assolutamente adeguato alla bisogna e rapportato a quello di altri uffici giudiziari che soffrono di problemi analoghi per qualità ed impellenza. Invece, così non è; e per di più il Tribunale di Reggio Calabria deve quotidianamente sopperire alle conseguenze derivanti dalla riduzione dell organico di cancelleria, particolarmente evidente in alcune figure medio-alte, ritenute in sede ispettiva decisive per il buon funzionamento di tutta l organizzazione giudiziaria. Basti pensare che dal 2001 ad oggi vi è stato un decremento vicino al 20% sia del personale di ruolo che di quello non di ruolo o applicato da altri uffici. Se a ciò si aggiunge che frequentemente magistrati del Tribunale vengono applicati, anche per singole udienze (in particolare presso il Tribunale di sorveglianza), ad altri uffici del distretto, viene fuori un quadro tutt altro che rassicurante per il prossimo futuro, se gli organi competenti non interverranno tempestivamente a risolvere i problemi appena indicati. Si segnala, infine, che da settembre con la presa di possesso dei MOT il Tribunale di Palmi e di Locri potranno contare sulla piena copertura dell organico, mentre resteranno le 3 vacanze per il Tribunale di Reggio Calabria alle quali vanno ad aggiungersi le altre due astensioni per maternità. A subire il maggiore disagio, per tale scopertura, sarà l ufficio GIP/GUP, già da ora in grande sofferenza, in quanto il magistrato attualmente in applicazione extradistrettuale presso tale Ufficio a settembre concluderà l applicazione; altro collega usufruirà dell esonero totale per incarico riconosciuto dal CSM dal 1 giugno 2009 al 31 dicembre 2009, inoltre due dei tre posti scoperti dalla scopertura sono proprio dell Ufficio gip/gup. TRIBUNALE PER I MINORENNI DI REGGIO CALABRIA A) Situazione dell organico e dei beni strumentali 251
252 Il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria è allocato in un edificio demaniale da considerare inadeguato in termini di spazi disponibili. Infatti nello stesso stabile si trovano gli Uffici della Procura della Repubblica presso questo Tribunale, quelli delle tre Squadre di Polizia Giudiziaria, il Centro di Prima Accoglienza per gli imputati sottoposti alla misura dell arresto e la Comunità Ministeriale per Minori, in cui vengono inseriti i soggetti sottoposti alla misura restrittiva del collocamento in comunità. Tale insieme di Uffici non consente un ottimale svolgimento delle rispettive funzioni per l obiettiva insufficienza dei locali e per le diversità delle esigenze organizzative. I beni strumentali sono invece sufficienti alle esigenze, in quanto si è provveduto costantemente ad adeguare gli apparati informatici alle attuali esigenze, condizionate anche dall introduzione di più sofisticati programmi di registrazione dei procedimenti civili e penali e dei dati statistici, dopo che negli anni precedenti si era già provveduto al radicale rinnovo delle postazioni di lavoro e degli arredi destinati all attesa del pubblico. L organico del personale di magistratura, che è di 4 unità, è interamente coperto da circa un anno, consentendo così di ottimizzare l attività dell Ufficio dopo un periodo in cui si era avuta una scopertura del 50% nel 1 semestre e del 25% nel 2 semestre dell anno L entità dell organico comporta tuttavia l esigenza di applicazioni da altri Uffici allorché bisogna provvedere alla trattazione di procedimenti a carico di imputati detenuti sia nella fase del tribunale del riesame o di appello ex art. 309 e 310 c.p.p., sia in quella del dibattimento, a motivo del regime di incompatibilità che investe per tali procedimenti i due distinti magistrati togati che vengono a ricoprire le funzioni di G.I.P. e di G.U.P. nel caso dell emissione di misure cautelari nella fase delle indagini preliminari. In misura superiore all organico, che è di 12 unità, sono invece presenti quindici Giudici Onorari, i quali concorrono nell attività giurisdizionale come componenti necessari dei collegi preposti, nel settore penale, all espletamento di tutte le attività penali successive alla fase delle indagini preliminari e, nel settore civile, all effettuazione delle audizioni dei minori, dei genitori e degli operatori del servizio sociale nonché all adozione delle decisioni istruttorie e conclusive. Quanto, poi, al personale amministrativo, a fronte di un organico complessivo di 19 unità, che può reputarsi congruo rispetto alle esigenze dell Ufficio, mancano ancora in ruolo n. 1 funzionario C2, n. 1 cancelliere B3, n. 1 contabile B3 e n. 1 ausiliario B1, funzioni in atto svolte da personale inviato in posizione di comando, il che non consente di elaborare una divisione dei compiti funzionale e stabile, mentre sono state sospese le procedure di mobilità che erano state attivate con gli interpelli al personale. B) Settore Civile Nel settore della volontaria giurisdizione va evidenziato il contributo dato dai giudici onorari in forza della loro competenza ed esperienza nel campo della psicologia e dell assistenza sociale, soprattutto con riguardo alle specifiche modalità dell intervento da effettuare, all individuazione delle strutture in cui inserire minori con marcate condizioni di disagio, alla valutazione dell idoneità all adozione internazionale. Gli interventi del Tribunale si esplicano nella maggior parte dei casi mediante l applicazione di prescrizioni ai genitori, incidendo così nell ambito della potestà, o l intervento in funzione di un progetto di recupero o di sviluppo della personalità, che in molti casi richiede il collocamento dei minori in strutture comunitarie o il loro inserimento in altro nucleo familiare, fino all ipotesi limite della declaratoria di adattabilità. C) Settore Penale La situazione delle pendenze dibattimentali è allo stato normalizzata nei termini di un pieno equilibrio tra processi sopravvenuti e processi definiti, per cui i processi di non particolare 252
253 complessità possono essere di norma definiti dinanzi a questo Tribunale entro l anno dalla data della richiesta di rinvio a giudizio formulata dal P.M. Infatti l originaria pendenza di giudizi dibattimentali si è notevolmente ridotta Nel settore del G.I.P. si è notevolmente abbattuta la pendenza, così recuperando, sull arretrato che si era in precedenza verificato per la scopertura di organico, giunta fino al 50%. Si è inoltre provveduto a fronteggiare in modo ottimale le esigenze dell udienza preliminare. Per quanto concerne infine la fase dell esecuzione penale, va rilevato che l entrata in vigore della legge di concessione dell indulto ha determinato l effetto del venir meno della gran parte delle esecuzioni di pena, per cui i procedimenti in atto pendenti si sono ridotti ad uno soltanto dinanzi al collegio di sorveglianza. TRIBUNALE DI PALMI I problemi che da sempre affliggono il Tribunale di Palmi riguardano soprattutto gli organici dei giudici e la assoluta insufficienza del personale amministrativo. Quanto all organico dei magistrati, che di per sé, potrebbe ritenersi sufficiente oltre al Presidente del Tribunale, 30 magistrati (25 impegnati nella sede centrale e 5 in quella staccata di Cinquefrondi), attualmente esso risulta carente perché da tempo due posti non sono stati coperti, un altro si è reso libero in seguito a trasferimento e ben 3 sono occupati da magistrati in congedo per maternità. Inoltre da tempo accade che l organico del Tribunale viene coperto soprattutto da uditori giudiziari, i quali dopo alcuni anni rientrano nei luoghi di origine con la conseguenza di un continuo rinnovamento di magistrati, che incide particolarmente sulla organizzazione del lavoro. Peraltro adesso subentra l ulteriore problema derivante dall entrata in vigore dell art. 13 del D.Leg , il quale al c. 2 esclude che gli uditori giudiziari possano essere destinati al monocratico penale, sicchè per poter avere la copertura completa dell organico (mancano come si è detto 12 giudici, di cui 9 giudici penali) si deve disporre il tramutamento della maggior parte dei giudici civili (almeno 5). Ciò implica la perdita dell esperienza e della professionalità che alcuni giudici civili avevano acquistato nei primi anni della loro attività giurisdizionale, le difficoltà del settore penale per l introduzione di un numero così rilevante di giudici per la prima volta addetti al settore e le ulteriori difficoltà del settore civile, assegnato ad un numero eccessivo di uditori giudiziari: conseguenza quest ultima che al Tribunale di Palmi, per quel fenomeno del costante rinnovamento già messo in evidenza, si ripeterà continuamente. Quanto alla situazione del personale amministrativo, essa è altrettante più grave. I posti di dirigente e dei due cancellieri C3 previsti in organico sono scoperti da lungo tempo e dei sette posti di cancellieri C2 sono in servizio solo tre; i posti di cancellieri C1 risultano coperti solo di recente ed è ovvio un necessario periodo di ambientamento per poter acquistare un minimo di professionalità. I 25 posti di cancelliere B3, sicuramente insufficienti dato il numero di udienze, civili e penali, che si tengono, risultano formalmente tutti coperti, ma tre sono stati trasferiti e quattro sono applicati altrove in altri uffici. Ovviamente a tali carenze vanno aggiunti i distacchi sindacali, i congedi per maternità e quelli per malattia, che dovrebbero costituire normali assenze, agevolmente rimediabili, mentre invece creano ogni volta enormi difficoltà nei servizi proprio per il limitato numero di posti in organico. Per di più occorre far fronte alle pratiche attinenti al patrocinio a spese dello stato, soprattutto in materia penale, pratiche aumentate in maniera esponenziale. 253
254 Ed è anche per tali ragioni che il Tribunale non è ancora in grado di beneficiare completamente dei registri informatici; la informatizzazione infatti non è completa con riferimento ai procedimenti più datati: a mala pena si riesce a tener fronte al lavoro corrente. Attesa la situazione generale del personale amministrativo è davvero difficile prevedere e realizzare un programma di raccordo dei servizi amministrativi con gli obiettivi degli uffici giudiziari, anzi spesso sono i secondi a dover frenare perché debbono tener conto delle possibilità offerte dai primi (ad es. l accentramento della volontaria giurisdizione dalla sede staccata a quella principale, necessaria perché il numero di giudici civili in servizio in quella sede (2) è del tutto insufficiente, ha creato grosse difficoltà dal punto di vista amministrativo). Per concludere sul punto, nell attuale situazione delle cancellerie è impossibile pensare ad un programma di miglioramento dei vari settori, perché, per le ragioni prima indicate, non è possibile trasferire qualcuno da un servizio all altro; peraltro già alcuni dipendenti amministrativi, anche degli uffici dei giudici di pace, sono pronti per la pensione e allo stato ne è esclusa la sostituzione. Una parziale soluzione sarebbe quella di abolire uffici inutili: sin dal 2002 si chiedeva la chiusura degli uffici del G. di P. di Sinopoli, Oppido M. e Laureana, che gestiscono un numero di affari sia civili che penali del tutto irrilevanti. Nel settore civile la pendenza è andata diminuendo, anche se frenata dalle notevoli sopravvenienze, soprattutto in materia di esecuzioni forzate (a causa dell attuale crisi economica), di lavoro (pubblico impiego), di rapporti bancari e di controversie col rito societario e in materia di società in genere. E solo leggermente aumentata la sopravvenienza delle procedure fallimentari per effetto dell elevazione della soglia di fallibilità dell imprenditore. In forte difficoltà versa invece il settore civile della sede staccata di Cinquefrondi, ove il notevole aumento delle sopravvenienze non può essere più affrontato dai due giudici in atto addetti al settore: a tal fine è stato già disposto l accentramento nella sede principale della volontaria giurisdizione ed è in previsione nella prossima proposta tabellare un aumento di organico. Nel settore penale, nonostante le difficoltà già messe in evidenza, comprese le carenze del personale amministrativo, grazie al notevole lavoro svolto dai magistrati, la pendenza è stata sensibilmente diminuita. Particolarmente significativa è la diminuzione dell arretrato in materia collegiale ivi compresi i procedimenti dinnazi la Corte di Assise. Una sensibile diminuzione si è anche avuta nei processi monocratici, tanto che la nuova proposta tabellare prevede la diminuzione dell organico del settore monocratico penale a favore del settore civile di Cinquefrondi e dell Ufficio esecuzione di Palmi. L Ufficio GIP-GUP, a causa della mole di lavoro che ormai sopravviene quotidianamente, è stato già integrato con un altra unità, ed è adesso costituito da quattro magistrati. Si attende l arrivo dei dieci MOT che prenderanno servizio presso il Tribunale di Palmi nel settembre del TRIBUNALE DI LOCRI Il Tribunale di Locri compresa la Sezione Distaccata di Siderno ha un organico composto da n. 27 giudici togati (il Presidente, n. 3 Presidenti di Sezione, n. 23 giudici, di cui n. 3 giudici del lavoro) e da n. 7 giudici onorari di Tribunale. Alla data del 30 giugno 2008 erano vacanti n. 4 posti di giudice (di cui n. 1 giudice del lavoro). 254
255 L organico del personale di cancelleria (compresa sempre la Sezione Distaccata di Siderno) è di 84 unità e presenta una scopertura di ben 13 unità, tra cui n. 2 direttori di cancelleria C3 (su 3) e n. 5 cancellieri C2 (su 8). Le carenze sopra evidenziate di magistrati e cancellieri rispetto ad organici già di per sé insufficienti a far fronte alle necessità dell Ufficio vacanze alle quali occorre aggiungere le assenze fisiologiche (per malattia, aspettativa, ecc.) e le frequenti applicazioni in altri uffici sia di giudici sia di personale di cancelleria creano reali e seri problemi organizzativi e costituiscono la causa principale del mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati. L edilizia giudiziaria è assolutamente inadeguata. La sede centrale, che ospita l intera area penale e gli uffici di Presidenza, è allocata in un edificio di piazza Fortugno (il cui secondo piano è riservato alla Procura della Repubblica), che si trova in uno stato di evidente degrado, per mancanza di opere di ordinaria e straordinaria manutenzione. L area civile è ubicata in piazza don Bosco in un edificio originariamente destinato ad uso abitativo, i cui locali, oltre a presentare i limiti proprio derivanti dall originaria destinazione, sono insufficienti, soprattutto per ciò che concerne le aule di udienza e gli spazi destinati alle cancellerie. Gli archivi e l ufficio corpi di reato si trovano in altri edifici sparsi nel Comune di Locri. La Sezione Distaccata di Siderno è allocata in un edificio, originariamente destinato ad ospitare la Pretura Mandamentale, che è stato completamente ristrutturato in occasione della riforma del giudice unico di primo grado ed i cui locali appaiono ora confortevoli e funzionali, ma sono assolutamente insufficienti, considerato che il bacino di utenza di detta Sezione comprende anche gli ex mandamenti di Gioiosa Jonica (già accorpato a Siderno), Paulonia e Stilo (in p precedenza accorpato a Paulonia). La realizzazione del nuovo palazzo di giustizia, il cui iter tecnico-amministrativo è giunto da tempo in fase avanzata, si trova attualmente in una situazione di stallo, essendo stata annullata più di due anni or sono la gara per l aggiudicazione dei lavori e non essendo stato ancora pubblicato il nuovo bando di gara, nonostante l avocazione della Prefettura di Reggio Calabria. L inidoneità e l insufficienza dei locali che ospitano gli uffici giudiziari ed il loro dislocamento in diversi edifici rendono evidentemente ancor più difficoltoso l esercizio della giurisdizione. Per ciò che concerne la giustizia civile, pur essendosi registrata un apprezzabile riduzione delle pendenze complessive occorre sottolineare il permanere di un elevato numero di procedimenti in materia di lavoro e previdenza. Notevoli sono stati gli sforzi per azzerare l arretrato in detto settore: basti considerare che, oltre ai due giudici addetti specificamente alla trattazione di tali cause (dott.ssa Palumbo e dott.ssa Lotito) ed in attesa che il CSM designi il terzo giudice del lavoro a seguito della trasformazione di un posto di giudice civile, sono stati impegnati nella trattazione di cause previdenziali e di lavoro altri sei giudici, cinque della sezione civile (dott.ssa Cerra, dott.ssa Ciabattone, dott.ssa Gerace, dott.ssa De Tommasi e dott.ssa Reale, quest ultima a tempo pieno) ed uno della sezione penale (dott. D Agostino). I colleghi impegnati part-time, ovviamente, hanno continuato a svolgere il loro lavoro ordinario, senza alcun esonero. Tutto ciò è servito appena a mantenere invariato il numero dei procedimenti pendenti stante l eccessiva rispetto anche agli altri Tribunali del Distretto sopravvenienza annua (circa cause). Sono diminuiti i procedimenti di competenza della sezione stralcio e le procedure esecutive mentre sono state quasi completamente definite le cause vecchio rito con riserva di collegialità 255
256 Invariata è rimasta la durata media di definizione dei processi per quelli conclusi con sentenza, mentre nei procedimenti conclusi con decreto o ordinanza è di giorni dieci dal deposito dell istanza per quelli non contenziosi (decreti ingiuntivi, provvedimenti in materia di volontaria giurisdizione e di competenza del giudice tutelare) e di giorni 60 per quelli che richiedono la notificazione alla controparte (ordinanze in materia cautelare, provvedimenti presidenziali in materia di separazione dei coniugi). Il tempo medio di deposito delle sentenze è di giorni 37, mentre è di giorni 10 per il deposito di ordinanze e decreti. Non è stato ancora attivato, neppure in forma sperimentale, il processo telematico. Quanto alla giustizia penale, i procedimenti sono quasi totalmente di grande clamore sociale suscitano dai fatti oggetto di giudizio e per la specifica valenza criminale degli stessi fatti, espressione eclatante della criminalità organizzata. Sia per l Assise sia per il penale dibattimentale ordinario si è registrato un notevole aumento di processi, che complessivamente sono praticamente raddoppiati rispetto all anno precedente. Continua ad essere frequente il ricorso al procedimento speciale del giudizio abbreviato, in specie per quanto concerne i casi di omicidio volontario, con conseguente aggravio di lavoro per l Ufficio del G.U.P. Presso la Sezione Distaccata di Siderno, va segnalato il notevole aumento, rispetto all anno precedente, dei processi sia civili che penali. La causa principale di tale aumento deve ravvisarsi nel tour-over dei giudici, atteso che sono stati trasferiti due dei quattro magistrati assegnati alla sezione (dott. Miraglia e dott. De Gioia) ed i loro posti sono ancora vacanti. Si attende la presa di funzioni dei MOT destinati al tribunale di Locri nel mese di settembre PROCURA GENERALE DELLA REPUBBLICA presso la Corte di Appello di REGGIO CALABRIA Per quanto riguarda la PROCURA GENERALE di REGGIO CALABRIA, è attualmente retta dall Avvocato Generale dott. Francesco Scuderi, a seguito del pensionamento del Procuratore Generale del dr. Marletta Giovanni il ed è composta da cinque magistrati, Sostituti Procuratori Generali, di cui uno trasferito il 15 giugno 2009 ad altro distretto. Da tempo è stato segnalato il grave sottodimensionamento dell organico dei magistrati e delle strutture amministrative tanto che è stato richiesto motivatamente l aumento di altri 3 posti di Sostituto Procuratore Generale. Il Ministero ha risposto sempre negativamente sostenendo che, secondo le statistiche, la quantità di lavoro in carico a questo ufficio non consentirebbe tale ampliamento dell organico. Si è ribattuto, ma allo stato inutilmente, che il dato meramente numerico delle statistiche non può essere preso in considerazione ove si tenga conto che non tutti i processi possono essere equiparati quanto all impegno lavorativo che richiedono sol che si tenga in conto che non possono i numerosi maxi procedimenti che notoriamente gonfiano le statistiche delle Corti di Appello meridionali, e quella di Reggio Calabria in particolare, assurdamente ritenersi equiparabili ai procedimenti routinari. La situazione si è ulteriormente aggravata poiché è stato riconosciuto necessario un ampliamento dei magistrati consiglieri della Corte di appello, il che comporterà l aumento delle udienze di quell Ufficio. Appare necessario evidenziare che la Corte dispone in 256
257 organico di due sezioni di Corte di appello penali, due sezioni di Corte di assise di appello, una sezione civile ed una sezione lavoro. Le sezioni penali possono gestire contemporaneamente ciascuna più di un udienza nella stessa giornata ed le Corti di assise di appello possono tenere udienza nella medesima giornata. Le udienze delle Corti comportano udienze penali ordinarie e straordinarie, di misure di prevenzione personali e patrimoniali, di riparazione per l ingiusta detenzione, per incidenti di esecuzione, compresa la materia dell esame delle proposte di confisca avviata da questo Ufficio, della sezione della Corte per i minorenni, udienze per le convalide dei mandati di arresto europeo. Alle udienze penali cui deve partecipare il P.M., si aggiungono le udienze settimanali civili cui anche deve partecipare il P.G. (separazioni,divorzi, questioni di stato). Appare ovvio che con l ampliamento dell organico dei consiglieri della Corte, non appena la stessa andrà a pieno regime, sarà non solo gravoso, superando il carico di lavoro sostenibile, ma potrebbe essere sostanzialmente impossibile assicurare la presenza del P.G. d udienza. Una assenza per il godimento di congedo ordinario, una assenza per congedo straordinaria di uno dei magistrati, la loro partecipazione a corsi di aggiornamento o a incontri organizzati dal Ministero o dal CSM, può determinare disservizi in difetto del riconoscimento dell ampliamento dell organico anche dei magistrati della Procura Generale. Invero, già per sopperire a tali gravi carenze si è dovuto ricorrere alla ripetuta applicazione semestrale di un Sostituto Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria per tre giorni ogni settimana e si è, nel corso dell anno 2008, ottenuta l applicazione extradistrettuale di un Sostituto Procuratore della Repubblica. Per come evidenziato nella parte di questa relazione relativa ai procedimenti trattati dagli Uffici giudiziari di primo grado e di appello del distretto nell area penale, appare di tutta evidenza che l intera produzione di atti giudiziari costituita dalle sentenze, ed in parte da ordinanze e decreti ad esempio per la sorveglianza e per il giudice della esecuzione di appello, viene rimessa alla Procura Generale per il visto, che, ove non sia considerato un mero atto formale, comporta l esame di un rilevantissimo numero di atti giornaliero che nell arco di un anno ammonta a circa n atti (tra sentenze- decreti-ordinanze) n pareri, n. 18 rogatorie dall estero. La partecipazione alle udienze della Corte di appello, circa n. 300 in un anno e alla Corte di Assise di appello n. 100 l anno, comporta lo studio dei fascicoli oltre che l impegno diretto in udienza. Va qui evidenziato che mediamente ogni udienza di Corte di appello tratta tra i 20 /30 procedimenti penali. In esito al giudicato, per le ipotesi di pene eseguibili l Ufficio gestisce con assoluta tempestività, grazie all efficiente supporto di personale specializzato con competenze nei programmi informatici predisposti dal Ministero della Giustizia, il settore della esecuzione delle pene detentive in tutti i casi di riforma sostanziale della sentenza di primo grado. L esecuzione delle pene comporta ogni anno l esame di circa n. 250 posizioni sopravvenute, oltre che naturalmente la contemporanea gestione di tutte le esecuzioni pendenti, spesso soggette a modifica per i provvedimenti del giudice della esecuzione o della magistratura di sorveglianza. Allo stato vengono gestite le posizioni di oltre n. 600, di cui 400 per condannati detenuti. Si aggiunga che i magistrati della esecuzione rappresentano l Ufficio del P.M. che ha in carico i provvedimenti autorizzativi per le intercettazioni telefoniche ed ambientali dirette alla cattura dei latitanti, rivolgendosi al giudice della esecuzione per le necessarie autorizzazioni ed avvalendosi delle apparecchiature in dotazione alla Procura della Repubblica in sede. In tale materia la competenza ex art. 295 c.p.p. Del giudice della esecuzione e quindi del P.M. competente alla esecuzione pena, si coordina con quelle del P.M. di primo grado in relazione alla individuazione di ulteriori fattispecie di reati, giuste le 257
258 intese di cui al protocollo di intesa tra Procura Generale, Procura Distrettuale, Procure circondariali e Procura Nazionale Antimafia del Tanto appare necessario per evidenziare la rilevantissima quantità di procedimenti e posizioni che, a prescindere dalla rilevanza della complessità delle posizioni, questo Ufficio è tenuto a gestire con appena 5 Sostituti Procuratori, un Avvocato Generale ed il Procuratore Generale nell intero distretto, corrispondente al territorio della Provincia di Reggio Calabria. Ma la qualità del lavoro è elemento da richiamare ulteriormente, laddove si consideri il numero sempre costante di procedimenti pendenti dinanzi i giudici di primo grado e di appello per fatti riferibili alla criminalità organizzata di tipo mafioso o per illeciti traffici di stupefacenti che vedono un numero di imputati superiore alle dieci unità e con numerose imputazioni. Processi che richiedono la trattazione in più udienze e a volte la riapertura della istruttoria dibattimentale in appello. Il potenziamento degli organici dei magistrati della Corte di appello in queste condizioni non può che comportare l adeguamento di quello della Procura Generale. Va qui evidenziato l elevato numero dei procedimenti di primo grado che vengono gravati da impugnazione in appello da parte dei difensori, pari alla quasi totalità delle sentenze di condanna. Invero è innegabile che l appello nei casi di sentenza di condanna costituisce la regola per qualsiasi tipologia di reato e per qualsiasi entità di pena, che consenta normativamente l impugnazione in appello. L impugnazione diventa con elevata frequenza, piuttosto che strumento per una nuova e diversa valutazione della responsabilità o della determinazione della pena, mezzo per impedire la tà della sentenza, ovvero strumento utile per raggiungere l agognata prescrizione. Purtroppo è innegabile che tra l emissione della sentenza di primo grado e la definizione in appello del processo, i tempi siano caratterizzati, per i processi senza imputati detenuti, da una attesa prolungata, in cui il maturarsi dei tempi di prescrizione, specie per i reati contravvenzionali o per i delitti puniti con pene inferiori ai sei anni, appare di frequente realizzazione. La necessità di trattare i processi con detenuti, quelli a carico di soggetti imputati per delitti di maggior allarme sociale, quelli con soggetti che hanno subito carcerazione o abbiano in corso comunque misure cautelari, nella realtà di questo distretto, appare ampiamente motivata e corrisponde ad una scelta obbligata, che tuttavia consente di sfruttare il diritto all impugnazione per finalità strumentali che il legislatore certo non ha voluto. Una riflessione sul punto e lo studio di rimedi, quali l istituzione di alternative al rito di appello per talune condanne, quali quelle di minore rilevanza sotto il profilo sanzionatorio, potrebbe portare a tempi diversi nella trattazione dei processi, esonerando il giudicante da scelte nella fissazione dei processi in appello, sostanzialmente tutti chiamati a seguire analogo binario. Si è tralasciato il settore delle avocazioni solo per evidenziare che per quanto normativamente previsto, allo stato sostanzialmente, salvo eccezionali ipotesi risulta impraticabile, atteso che ove l Ufficio di Procura Generale dovesse procedere ad avocazioni per l ipotesi di mancata definizione del procedimento da parte del P.M. presso il Tribunale alla scadenza del termine delle indagini preliminari, si creerebbe l assoluta paralisi per tutta la restante attività di udienza dinanzi al giudice di appello. Si consideri che per qualsiasi attività da svolgere, anche per le più semplici da effettuare presso un Ufficio di Locri o Palmi, ma anche nella stessa sede del Tribunale di Reggio Calabria, posta in altro e distante edificio, il P.G. avocante per seguire un solo processo debba impegnarsi esclusivamente, anche per esigenze logistiche, al processo avocato, non essendo possibile applicare ai processi avocati un V.P.O. e, poco opportuno, applicare il P.M. di primo grado che aveva 258
259 il processo, per cui appare inevitabile che l Ufficio della P.G. debba utilizzare uno dei 5 sostituti, con le conseguenze comprensibili sulla gestione ordinaria dell Ufficio. La distribuzione degli affari avviene in parte secondo criteri automatici preordinati, previo accordo tra i magistrati, fissati annualmente ed in parte con assegnazione delle pratiche da parte del capo dell Ufficio. E prevista la paritaria presenza, salvo eccezioni dovute ad emergenze non previste, di ciascun Magistrato alle udienze penali davanti le varie Sezioni della Corte, della Corte di Assise di Appello e davanti il Tribunale di Sorveglianza, mentre la partecipazione alla celebrazione dei numerosi maxiprocessi viene distribuita in modo da rispettare una turnazione per anzianità e contemporaneamente viene compensata con un maggior carico per gli altri colleghi impegnati nell attività ordinaria. Pesante è anche la carenza di personale degli Uffici Amministrativi di questa Procura Generale la cui pianta organica è sicuramente sottodimensionata rispetto alle cresciute esigenze e competenze e, per giunta, penalizzata dalla mancanza di alcune unità nonché dall avvenuto distacco di alcuni dipendenti presso altri Uffici a seguito di autorizzazione Ministeriale. Un azione concreta per vanificare, sotto il profilo economico, e contrastare le attività delinquenziali della ndrangheta è quella diretta alla individuazione, sequestro e confisca dei patrimoni illecitamente accumulati. Tali iniziative sono particolarmente temute dalla delinquenza organizzata, in quanto possono volatilizzare e rendere inutile tutto il lavoro sporco diretto all accumulo di tali patrimoni. La Procura Generale di Reggio Calabria ha da anni dato avvio a detta azione nell ambito del Distretto.. In particolare si deve segnalare il notevolissimo contributo che questa Procura Generale dal 2000 ha dato all attuazione concreta dei sequestri preventivi finalizzati alla confisca dei beni dei mafiosi in forza dello strumento offerto dall art. 12 sexies D.L n. 396 introdotto dalla Legge n Si tratta di una attività che coinvolge numerosi soggetti, tutti condannati definitivamente per taluno dei delitti indicati dalla normativa, e per i quali nella fase del giudizio del merito non erano strati avviati accertamenti patrimoniali. In conseguenza della presa in carico per l esecuzione della pena detentiva, questo Ufficio provvede ad avviare accertamenti patrimoniali e a proporre il sequestro e la confisca al giudice della esecuzione, nella ipotesi di individuazione di beni, dei quali dispone direttamente o indirettamente il condannato, ed il cui possesso appare ingiustificato in valore rispetto al reddito dichiarato ai fini delle imposte sul reddito o alla propria attività economica. Tale settore costituisce, in un territorio caratterizzato da un numero considerevole di condannati per taluno dei reati indicati dalla detta normativa, comporta un notevole impegno, che difficilmente può ritrovarsi in altri Uffici giudiziari. Ulteriore impegno l Ufficio di Procura Generale deve garantire per il settore delle Estradizioni da e per l estero, per i Mandati di arresto Europeo, per le rogatorie internazionali, che comportano la gestione di un settore dell Ufficio rimesso a due dei Sostituti della P.G., ed infine per i rapporti con il Ministero della Giustizia ed il CSM, che vengono curati in gran parte dal Capo dell Ufficio. Per via dei trasferimenti dei magistrati attualmente in servizio, l indice medio di scopertura delle Procure presso i Tribunali della Calabria sta per toccare il 40%, con punte dell 80 % o più (Palmi, Locri, Procura per i Minorenni di Reggio Calabria). Tale situazione è effetto della recente legge sull ordinamento giudiziario che fa divieto di destinare agli uffici di procura i giovani magistrati vincitori di concorso. Ne consegue che l unica fonte di approvvigionamento degli uffici giudiziari del Sud, da sempre costituita 259
260 dall invio di magistrati vincitori di concorso destinati d ufficio, risulta, per i soli uffici di procura, del tutto inaridita. Ad eccezione della prima destinazione, infatti, i magistrati possono essere trasferiti ad altra sede soltanto a loro domanda. Le sedi di Procura tradizionalmente non ambite, perché situate in territori che non producono un numero sufficiente di magistrati tale da coprire gli organici, sono pertanto destinati a rimanere senza copertura man mano che i magistrati non del luogo, acquisito il necessario punteggio di anzianità, ottengono il trasferimento nelle sedi di loro provenienza. TAVOLA SINOTTICA CON LA SITUAZIONE DELL ORGANICO DI CIASCUNA PROCURA A TRASFERIMENTI AVVENUTI PROCURA DELLA REPUBBLICA ORGANICO DEI SOSTITUTI PROCURATORI SOSTITUTI IN SERVIZIO DOPO I TRASFERIMENTI PERCENTUALE DI SCOPERTURA LOCRI % PALMI % REGGIO CALABRIA % PROCURA PER I % MINORENNI DI REGGIO CALABRIA Si evince chiaramente dai dati su esposti che gli uffici di procura di Palmi e Locri, se il trend non si invertirà nel più breve tempo possibile, saranno posti nella condizione di non poter assicurare nemmeno i servizi essenziali, data la gravissima percentuale di scopertura nell organico. Tale situazione si viene determinando per gli effetti della nuova legge sull ordinamento giudiziario che fa divieto di destinare d ufficio agli uffici requirenti giovani magistrati dopo il tirocinio. La nuova legge prevede che agli uffici di procura possano essere destinati magistrati solo dopo il conseguimento della prima valutazione di professionalità (che si matura dopo quattro anni), così venendo a creare una lacuna nel meccanismo di indispensabile rifornimento del ruolo del pubblico ministero, al quale, si ribadisce, adesso può accedersi solo dopo quattro anni di carriera e solo a domanda. Si è creato un congegno normativo, cioè, che nei fatti recluta solo giudici e non più come accadeva prima, magistrati da destinare successivamente ai posti di PM o di giudice secondo il bisogno degli uffici. E poiché ad eccezione della prima destinazione - i magistrati non possono essere trasferiti che a loro domanda il congegno risulta del tutto insoddisfacente nella parte in cui si ribadisce non prevede come debbano essere reperiti i magistrati da destinare agli uffici di procura. Si ritiene quindi indispensabile una pronta modifica, in parte qua, della legge sull ordinamento giudiziario. Nel frattempo, occorre urgentemente dar l avvio a tutte le procedure per affrontare l emergenza dovuta ai vuoti d organico, con l attuazione della recente legge sugli incentivi per le sedi disagiate, con il ricorso alle applicazioni, ma diviene ancora più urgente la riforma delle circoscrizioni giudiziarie. PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE di REGGIO CALABRIA 260
261 La Procura della Repubblica presso il tribunale di Reggio Calabria prevede un organico complessivo di 28 Magistrati: il Procuratore Capo, tre Procuratori Aggiunti da poco nominati, 24 Sostituti Procuratori e di 127 unità di personale amministrativo. Allo stato, sono presenti n. 21 Sostituti Procuratori. Sono, altresì, in servizio n. 24 ( su un organico di 28 posti)vice Procuratori Onorari che esercitano le effettive funzioni di Pubblico Ministero. L organico del personale amministrativo è scoperto di n. 21 unità, di cui n. 2 Direttori di Cancelleria - Canc. C3, n.1 Contabile C2, n. 1 Ausiliario B3, n.4 Operatori B3, n.1 Esperto Informatico B3, n. 3 Ausiliari B2 e n. 1 Operatore B1, n. 1 Ausiliario B1 e n. 7 Ausiliari(Commessi). Le carenze sopra evidenziate determinano gravi difficoltà nel buon funzionamento dell Ufficio che, soltanto grazie al sacrificio personale ed all impegno di quanti prestano servizio, riesce a stento a mantenere una soddisfacente efficienza funzionale ed operativa. La struttura che ospita l Ufficio di Procura, palazzo CE.DIR appare ormai inadeguata. Si pensi alla difficoltà di reperire nuovi locali per gli archivi ormai insufficienti stante l enorme mole di fascicoli processuali specie, ma non solo, della DDA. Il problema si spera troverà adeguata soluzione con la costruzione del nuovo palazzo di giustizia i cui lavori stanno procedendo speditamente. I rapporti con la Dirigenza sono improntati alla collaborazione, anche se una modernizzazione del funzionamento dell Ufficio potrebbe venire dall attuazione della legge 145/02, istitutiva della Vicedirigenza, che valorizzando gli attuali funzionari e creando team di lavoro più efficienti, concorrerebbe certamente ad avvicinare gli uffici giudiziari agli attuali standards europei. In data 15 aprile 2008 ha assunto la direzione dell Ufficio il nuovo Procuratore Capo della Repubblica, Dr. Giuseppe Pignatone, successivamente sono stati nominati ed hanno preso servizio anche i tre nuovi Procuratori Aggiunti. Criminalità organizzata Caratteristiche Attività di contrasto Caratteri generali Alla luce delle più recenti indagini condotte da questa Direzione Distrettuale Antimafia, ed anche su un piano ovviamente più generale e diverso - delle conclusioni formulate nella recentissima Relazione conclusiva della Commissione Parlamentare Antimafia, si può in primo luogo ritenere che i tradizionali metodi dell agire mafioso in Calabria, il progressivo ed inarrestabile radicamento territoriale, la straordinaria capacità di alcuni capi storici di ripetere latitanze, la ricerca accurata dei patrimoni illeciti, debbano continuare ad essere oggetto fondamentale dell attività di contrasto della Direzione Distrettuale Antimafia. Inoltre, una analisi puntuale delle specificità della malavita calabrese presente nel territorio regionale consente di aggiungere che nell ultimo decennio l operatività mafiosa ha consolidato l opera di condizionamento di enti ed aziende pubbliche ed il controllo di alcune pubbliche assemblee, utilizzando anche il delitto di sangue per finalità illecite interne ed esterne all associazione. Ciò premesso, si deve aggiungere che una prima mutazione significativa della ndrangheta è senza dubbio costituita dal processo di mimetizzazione della struttura criminale e dalla progressiva assunzione delle modalità operative di una vera e propria impresa criminale. Un secondo fattore di trasformazione è sicuramente costituito dalla progressiva internazionalizzazione della mafia calabrese che per effetto dei processi di globalizzazione dei mercati e della necessità di spostare persone e merci sul territorio dell Unione Europea ha costituito basi operative e gruppi di riferimento ovunque, anche sfruttando le differenze di legislazione o la minore efficienza di alcune strutture di contrasto estere. 261
262 In proposito non può non farsi riferimento al caso Duisburg, ovvero alla scelta stragista pianificata e portata poi ad esecuzione con particolare ferocia da alcune consorterie di S. Luca in territorio tedesco, che sta determinando sia una fase di contrasto istituzionale più pressante sia forme di positiva collaborazione investigativa tra gli Stati d Europa interessati dal fenomeno della criminalità organizzata calabrese. Sotto questo profilo, come si è già detto, questa Direzione Distrettuale si è posta il problema di studiare il modo in cui affrontare le nuove sfide che la Ndrangheta sta via via proponendo, confermandosi tra le organizzazioni tradizionali quella maggiormente predisposta ad una costante e perversa evoluzione. In sintesi, se il crimine trasnazionale rappresenta il volto nuovo della malavita organizzata del terzo millennio è altrettanto vero che la stessa organizzazione criminale sta portando avanti sul territorio originario il devastante condizionamento delle principali strutture pubbliche, con particolare riguardo ai comparti della sanità, delle opere pubbliche, del commercio e del credito privato. La Direzione Distrettuale reggina deve quindi farsi carico di opporsi in modo continuativo ed efficace a tale realtà su due diversi fronti e, peraltro, tenendo ben presente che la frontiera regionale rimane quella che incide più gravemente ed emotivamente sulla società civile calabrese. E dunque evidente quanto ardua ed impegnativa appaia una azione di effettivo contrasto in tale contesto; dall altro lato, però vi sono anche degli innegabili e verificabili punti di positività di cui tenere conto per una efficace e continua azione di repressione giudiziaria. Infatti durante la metà degli anni novanta sono stati individuati, processati e condannati dai Tribunali di Reggio Calabria, Palmi e Locri per il reato di cui all art. 416 bis c.p. numerosi capi storici, luogotenenti ed affiliati di sessantacinque diverse cosche mafiose operanti nel territorio, facendo così venir meno in modo oggettivo ed indiscutibile uno dei capisaldi dell ordinamento mafioso calabrese e cioè la segretezza delle famiglie in provincia di Reggio Calabria. Ma vi è di più poiché negli stessi maxi procedimenti a fornire elementi probatori certi e circostanziati, sono stati alcuni collaboratori di giustizia in precedenza stabilmente inseriti nella Ndrangheta, a volte con responsabilità di non secondario rilievo. E stato così incrinato un secondo principio cardine della malavita reggina: quell omertà interna che aveva assicurato per decenni impenetrabilità giudiziaria al sistema criminale calabrese. Un terzo elemento di cui tener conto, che emerge da più fonti di conoscenza, e l esistenza di continue, ripetute e costanti violazioni dei patti economici che furono posti a fondamento della storica pax mafiosa sancita a Reggio Calabria nel settembre del lontano 1991; specialmente da parte di molti degli appartenenti alla ndrangheta detenuti ormai da molti anni vengono denunciate e lamentate sempre più insistentemente violazioni palesi dei patti di mutua assistenza criminale sanciti proprio alla conclusione dello scontro armato verificatosi in città e provincia. Non verrebbe quindi più garantita equità e correttezza nella spartizione dei flussi economici provenienti dalle molteplici attività illecite e ciò può incrinare, almeno in parte, il prestigio degli uomini di vertice dell organizzazione, in passato alla base della rigida disciplina criminale che l ha finora caratterizzata. Né, ancora, può essere sottovalutata l importanza, ai fini del contrasto complessivo all organizzazione criminale di questa provincia, di numerosissimi indagini espletate da questa D.D.A. nei confronti di cosche mafiose. Per altro verso, però, non si può trascurare la presenza di elementi di segno fortemente negativo. Proprio la necessità, per le organizzazioni mafiose, di creare nuove alleanze o di raggiungere nuovi equilibri può richiedere, per il loro consolidamento, l esecuzione di delitti gravi o addirittura eclatanti. 262
263 Né si può dimenticare che ormai da molti anni non vi sono collaboratori di giustizia di significativo rilievo e di sicura affidabilità. Ciò premesso e in presenza quindi di una criminalità organizzata di tale stratificata dimensione, la Direzione Distrettuale di Reggio Calabria ritiene di doversi porre come obiettivo una azione di contrasto articolata, differenziata e moderna, nella quale possono individuarsi tre principali aree tematiche. A. L adozione di strategie diversificate volte alla disarticolazione delle consorterie storiche della Ndrangheta presenti in tutta la provincia di Reggio Calabria, anche attraverso una campagna mirata alla ricerca e cattura dei principali capi-zona attualmente latitanti, vere e proprie figure carismatiche del pianeta mafioso locale, nonché mediante l individuazione di quelle famiglie ormai facenti parti con i loro rappresentanti, anche di secondo e terza generazione, della borghesia, così da potersi parlare di vere e proprie dinastie mafiose, che mirano a consolidarsi sempre più come naturale sviluppo e logica evoluzione dei precedenti modelli paramilitari, largamente seguiti negli anni 80-90; B. L individuazione e il perseguimento in sede giudiziaria di componenti significative della cosiddetta zona grigia, di esponenti cioè della politica, delle istituzioni, delle professioni, dell imprenditoria, a volte con legami massonici, che forniscono alla criminalità organizzata, ed in particolare alle dinastie mafiose di cui si è detto, occasioni di grandi arricchimenti e - a volte - garanzie di impunità; C. Il contrasto di quelle attività criminose che la Ndrangheta calabrese pianifica e porta a compimento fuori dal proprio territorio originario non potendosi di certo trascurare che attraverso tale settore operativo l organizzazione calabrese ha conquistato di recente risultati mai prima sfiorati: da un lato commettendo anche all estero reati gravissimi e dall altro raggiungendo attraverso il commercio internazionale delle sostanze stupefacenti ricchezze patrimoniali in precedenza non ipotizzabili. Al riguardo la dimensione di tale inquietante e remunerativo segmento d operatività mafiosa è reso palese dai collegamenti investigativi che il nostro Ufficio sta gestendo, da tempo con le Autorità giudiziarie e di polizia di molti paesi stranieri (Belgio, Germania, Olanda, Spagna, Svizzera, Stati Uniti, Colombia, Canada e Venezuela). Per altro verso, l organizzazione criminale calabrese, come risulta anche dalle più recenti analisi della D.N.A., manifesta in modo palese e perfino provocatorio la propria presenza in molte parti del territorio nazionale (tra cui i Distretti di Bologna, Brescia, Firenze, Genova, Milano, Potenza, Roma, Torino, Trento e Trieste). Alla luce di quanto fin qui esposto si possono così individuare, allo stato, i filoni d indagine su cui proseguiranno le indagini di questa D.D.A.: 1) Ricerca ed individuazione dei processi di mutazione e trasformazione interni dalla Ndrangheta 2) Ricerca ed individuazione delle componenti soggettive e strutturali delle cosiddette dinastie mafiose operanti attualmente in provincia di Reggio Calabria; 3) Ricerca ed individuazione delle componenti soggettive emergenti della cosiddetta zona grigia (imprenditoriale, professionale, politica ed istituzionale) legata da rapporti di contiguità con la malavita organizzata calabrese; 4) Ricerca ed individuazione delle imprese mafiose attualmente presenti ed operanti nel settore delle opere pubbliche e private in provincia di Reggio Calabria; 5) Ricerca ed individuazione delle attuali forme di riciclaggio ed indebito reinvestimento delle risorse economiche delle famiglie mafiose calabresi, anche attraverso la predisposizione di una moderna mappatura delle presenze criminali in Italia ed in Europa; 263
264 6) Ricerche finalizzate alla individuazione delle attuali forme di condizionamento ed infiltrazione mafiosa in Enti ed Aziende pubbliche, operanti in provincia di Reggio Calabria; 7) Ricerca ed individuazione di eventuali forme di cooperazione della malavita organizzata calabrese con esponenti delle logge massoniche deviate presenti in provincia di Reggio Calabria; 8) Indagini ed investigazioni attinenti alla bonifica del territorio provinciale (ricerca di latitanti, di depositi di armi da fuoco, rifugi attrezzati della disponibilità della criminalità organizzata); 9) Ricerche finalizzate all approfondimento del fenomeno della immigrazione clandestina e di eventuali forme di coinvolgimento della malavita organizzata operante in provincia di Reggio Calabria; 10) Indagini ed investigazioni riguardanti le attuali forme di acquisizione, distribuzione e commercializzazione di sostanze stupefacenti sul territorio nazionale ed all estero. Sulla base dell analisi fin qui compiuta e in conformità all opinione espressa in modo pressoché unanime dai componenti della Direzione., è apparso pertanto opportuno mantenere allo stato, ferma restando l unitarietà dell azione della D.D.A., voluta dalla legge istitutiva e di cui è garante ai sensi dell art. 70 bis Ord. Giud. il Procuratore Distrettuale, la tradizionale ripartizione in tre gruppi di lavoro (fascia tirrenica, fascia jonica, città di Reggio), e contemporaneamente creare una nuova struttura che possa sperimentare nuove forme di attività sul versante sopraindicato della internazionalizzazione della ndrangheta. Il contrasto alla criminalità organizzata e le misure di prevenzione patrimoniali. Nella Relazione sullo stato della lotta alla criminalità organizzata in Calabria approvata dalla commissione parlamentare d inchiesta sul fenomeno della mafia nel corso della XIII Legislatura (presidente on. Lumia) si legge: la ndrangheta non è stata ancora impoverita quanto sarebbe stato non solo necessario ma anche possibile da consistenti confische dei beni illecitamente o criminosamente acquisiti. C è ancora una grandissima ricchezza nascosta. C è ancora un forte scarto tra patrimoni individuati e patrimoni indagati, e una differenza altrettanto rilevante tra patrimoni e patrimoni colpiti. C è ancora un notevole divario tra sequestri e confische. Non dissimili le valutazioni espresse dalla successiva Commissione d inchiesta (presidente on. Centaro), per la quale sussiste la necessità di rendere più numerose e qualitativamente profonde le misure di prevenzione patrimoniale, in atto limitate unicamente ai beni immobili (case e terreni) degli indagati. Ancora più incisive sono poi le affermazioni dell ultima relazione dedicata proprio a questo tema nell ultima legislatura e approvate nel novembre Orbene, non v è dubbio che occorra un salto di qualità nell azione di contrasto alla economia mafiosa, che non è più quella degli anni 70, che si manifestava attraverso il tradizionale investimento in case e terreni, cioè in beni rispetto ai quali era relativamente facile utilizzare gli strumenti di aggressione/ablazione introdotti dalla legge 646/82. Oggi la ndrangheta ricava profitti enormi dal traffico della droga, i quali solo in minima parte rimangono in questa Regione. Ed in effetti è emerso in numerose indagini che gli utili ricavati dal traffico di droga, in particolare dall importazione di cocaina, acquistata direttamente nei luoghi di produzione e quindi trasportata in Europa dove viene immessa nei vari circuiti commerciali, sono investiti nel Nord-Italia e, ancor di più, all estero in attività di intermediazione e speculazione finanziaria, acquisti di immobili, catene alberghiere, grandi centri e catene di distribuzione, villaggi turistici, etc. 264
265 E necessario anzitutto fare in modo che le varie forze di polizia collaborino fra di loro, che si creino le condizioni perché ognuna di esse possa utilizzare le conoscenze dell altra, intese queste sia come dati storici spendibili nel procedimento di prevenzione, sia come specifiche capacità professionali proprie di un determinato corpo. Appare anche necessaria, al fine di rendere più incisive le iniziative nel settore delle misure di prevenzione, ed anzitutto di quelle patrimoniali, una sinergica azione di coordinamento tra Procure Ordinarie e Procura Distrettuale: in questo senso la modifica normativa del luglio 2008, che attribuisce alla Procura distrettuale la competenza in materia di misure patrimoniali per i reati di cui all art. 51 comma 3 bis c.p.p., consentirà di utilizzare al meglio le conoscenze acquisite dalla DDA con le indagini antimafia. Appare ancora indispensabile, al fine di potenziare al massimo l aggressione ai patrimoni mafiosi, che in considerazione della limitatezza delle risorse disponibili ci si indirizzi verso soggetti i quali, sulla base di quanto emerso dai procedimenti in cui sono stati coinvolti o di altri indici obiettivi, rivestano presumibilmente ruoli di un certo rilievo nell ambito delle organizzazioni criminali di appartenenza, o comunque si sospetti possano disporre di significative risorse patrimoniali. Questa Direzione Distrettuale al fine di rendere quanto più possibile efficace l azione di disvelamento dei patrimoni illecitamente accumulati ha realizzato al suo interno una struttura la quale si occupa esclusivamente di misure di prevenzione. E stato contestualmente messo a punto un meccanismo di raccordo con le indagini in corso nei procedimenti penali pendenti presso l ufficio che consentirà un più immediato e fruttuoso utilizzo in sede di procedura di prevenzione degli elementi di prova acquisiti, appunto, in quei procedimenti. Per conseguire risultati soddisfacenti appare necessario - a fronte degli accorgimenti posti in essere dagli uomini della ndrangheta per mascherare e/o giustificare le loro ricchezze, non più alla luce del sole, come apparivano negli anni immediatamente successivi alla legge Rognoni-La Torre, bensì abilmente travisate attraverso sofisticatissime procedure che interessano anche i mercati finanziari internazionali utilizzare le risultanze delle indagini eseguite nell ambito del procedimento penale, atteso che le cautele predisposte a tutela dei patrimoni mafiosi possono essere con maggiore probabilità di successo vanificate dagli strumenti offerti dal codice di procedura penale, quali intercettazioni telefoniche ed ambientali, dichiarazioni di testimoni e collaboratori di giustizia, indagini bancarie, patrimoniali, presso gli uffici della Pubblica Amministrazione, ecc. Di conseguenza si è istituito un gruppo di lavoro che cura la trattazione delle proposte per l applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali alla luce dei criteri di cui sopra e nello stesso tempo affianca con protocolli di indagine ben definiti i titolari dei procedimenti penali nei quali possono trovare attuazione anche le misure di cui all art. 12 sexies, D.L. 306/92, conv. L. 356/92. Allorquando in sede di indagini preliminari emergano elementi che facciano ragionevolmente presumere l esistenza di risorse patrimoniali e/o finanziarie illecitamente accumulate, l attività investigativa deve pertanto mirare, non soltanto ad accertare la consumazione di reati e ad individuare le relative responsabilità, ma altresì, parallelamente,a fare emergere tali ricchezze in vista del sequestro e successiva confisca in sede di misura di prevenzione, ovvero ex art. 12 sexies (il cui campo di applicazione è stato di recente esteso dalla legge 296/2006 ai delitti previsti dagli artt. 314, 316, 316 bis, 316 ter, 317, 318, 319, 319 ter, 320, 322, 322 bis, 325 del codice penale). A tal fine, a cura del titolare del procedimento penale vanno trasmesse tempestivamente le opportune informazioni al gruppo di lavoro (al più tardi contestualmente alla eventuale richiesta di misure cautelari personali), sì da consentire l avvio della procedura di prevenzione e di effettuare altresì quegli accertamenti di routine utili per le misure previste dal più volte citato articolo 12 sexies. 265
266 Procura Ordinaria Attualmente la Procura Ordinaria è coordinata dal Procuratore Aggiunto dott. Ottavio Sferlaza che cura anche l assegnazione dei procedimenti ai sostituti suddivisi in due gruppi di lavoro. Per assicurare la circolazione delle conoscenze, affinare le professionalità e garantire la continuità dell azione anche in caso di trasferimenti ad altra sede giudiziaria si è previsto il ricorso frequente allo strumento dell art. 70 bis O.G. mediante la coassegnazione di DDA ai sostituti della ordinaria. Si tengono periodiche riunioni con i magistrati dell Ufficio ed una anche con il personale di cancelleria. Procura della Repubblica Presso il Tribunale di Palmi In data 26 marzo 2009 ha assunto la direzione dell Ufficio il nuovo Procuratore della Repubblica, Dr. Giuseppe Creazzo che ha subito effettuato una rivisitazione dell assetto organizzativo dell Ufficio, emanando direttive utili a risistemare la attribuzione di competenze tra i sostituti e ad assicurare una migliore distribuzione delle presenze del P.M. togato in udienza. Ciò, in attesa di un definitivo assetto organizzativo che sarà varato non appena il Consiglio Superiore della Magistratura avrà emanato le generali indicazioni sull organizzazione degli uffici di Procura. Nel mese di luglio, poi, è previsto che prenda servizio anche il Procuratore Aggiunto recentemente nominato dal CSM, dott. Emanuele Crescenti. Per quanto riguarda l assetto dell Ufficio va innanzitutto segnalata la grave situazione relativa l organico dei Sostituti Procuratori che ne prevede 10 in pianta organica; attualmente sono in servizio solo 6 sostituti di cui 4 già trasferiti ad altro Ufficio. Pertanto la Procura della Repubblica di Palmi, se non dovesse trovare positiva risposta dalla recente pubblicazione delle sedi cd. disagiate, potrà contare sull apporto di soli 2 sostituti: il dott. Stefano Musolino e il dott. Rocco Cosentino. Inoltre, si deve rilevare la difficoltà operativa non solo dei magistrati ma anche delle strutture amministrative dell Ufficio in oggetto derivate dal fatto che i relativi organici sono rimasti immutati se non addirittura decurtati a seguito dell istituzione del giudice monocratico: ciò infatti ha comportato l inevitabile aumento esponenziale del numero delle udienze dibattimentali in quanto, soppresse le Preture Circondariali e transitate le relative risorse umane nei Tribunali, sono aumentate presso questi ultimi le udienze mentre le Procure c.d. promiscue sono rimaste nella loro originaria composizione a gestire un carico di lavoro pressoché immutato ma costrette a far fronte alle notevolmente aumentate esigenze dibattimentali. Tutto questo a fronte di un territorio caratterizzato da un inquitante tasso di criminalità organizzata e da una diffusa illegalità, che coinvolge anche le istituzioni locali. Deve infatti essere evidenziato che, nel territorio del circondario di Palmi sono ben cinque, in atto, i comuni le cui cariche rappresentative sono state sciolte per infiltrazioni mafiose e quindi sottoposti a commissariamento. Deve evidenziarsi che nel territorio di competenza della Procura di Palmi, cioè la Piana di Gioia Tauro, cui insiste tra l altro la possente struttura economica dell omonimo Porto, che è notoriamente infestato dall attività criminosa delle cosche della ndrangheta peraltro in lotta tra di loro per affermare ciascuna il loro predominio sulle rispettive zone di influenza. La presenza del detto Porto nell area in questione comporta un attività intensa di sorveglianza e di pronto intervento della Procura in questione ed il Procuratore ha già predisposto un piano di vigilanza sui traffici specie portuali (il detto Porto è spesso luogo di transito di traffici illegali per droga, armi, ricettazione di merci contraffatte od oggetto di riciclaggio, arrivo o transito di clandestini) diramato a tutte le Forze di Polizia agenti nella zona onde garantire il 266
267 massimo dell efficacia, con le opportune immediate comunicazioni, dell azione dei magistrati di turno della Procura in prima battuta e di quelli della DDA in immediato prosieguo per le competenze di quest ultima. CONDIZIONI GENERALI DEL TERRITORIO Il circondario di questa Procura è caratterizzato dalla storica presenza di numerose ed agguerrite organizzazioni malavitose, sussumibili nell'unitaria etichetta di 'ndrangheta ed operanti sul territorio secondo la tipologia fenomenica dei locali, spesso coincidenti (ma non sempre e non necessariamente) con gli ambiti territoriali dei Comuni. Trattasi di organizzazioni temibili, di ampio respiro criminale, parassitariamente aderenti ad ogni espressione economica e con addentellati operativi non solo nelle altre regioni italiane ma anche in paesi esteri. Le riferite considerazioni, ribadite da numerose vicende processuali, cristallizzano una situazione di fatto ormai del tutto pacifica e, come tale, enucleabile come dato non soltanto criminologico, ma anche sociologico, ossia quale specifica connotazione del modello di società strutturatasi su questo territorio. Anche in dipendenza di tali caratteristiche criminologico-ambientali si registra sul territorio di questo circondario una diffusa inefficienza amministrativa degli enti pubblici, territoriali e non, riconducibile genericamente al concetto di mala amministrazione ; nonché di una altrettanto diffusa pratica dell illegalità, anche negli aspetti più marginali della vita sociale. La prima, naturale filiazione -almeno in parte- del condizionamento elettorale che introduce le organizzazioni criminali direttamente nelle assemblee rappresentative e nei centri di potere amministrativo. La seconda, quale dato sovrastrutturale che riflette specularmente la prima, traducendosi in un atteggiamento insofferente verso i vincoli normativi, generalmente intesi come impaccio fortuito ed occasionale, piuttosto che come via maestra per la civile convivenza. Non si può, peraltro, fare a meno di sottolineare che, anche nell anno decorso, non sono mancati gli attentati contro Amministratori Pubblici e contro funzionari dell apparato amministrativo dei relativi enti di appartenenza. Trattasi di delitti non sempre di lettura univoca ma, in taluni casi, non pare dubbio che essi vadano ricondotti a strategie di cosche mafiose che non gradiscono il governo delle Amministrazioni secondo criteri di correttezza, trasparenza e legalità. Ciò, peraltro, non inficia -in linea generale e tendenzialmente- la considerazione già svolta in passato secondo la quale su un piano strettamente metodologico sembrerebbe affiorare, in questi ultimi anni, una diversa forma di approccio delle cosche all attività illecita: complessivamente meno cruenta, anche se ugualmente insidiosa ed allarmante e, come sempre, parassitaria e condizionante il modello di sviluppo economico. Resta, viceversa, costante l impegno delle organizzazioni criminali finalizzato al controllo violento del territorio (vedasi il persistente fenomeno di rapine, tra cui quelle ai danni di cacciatori, rei di essersi arbitrariamente introdotti in zone in cui la loro presenza non era certamente gradita) ed alla acquisizione illecita di armi da inserire nei circuiti clandestini; ed appare altresì ricorrente, in misura pressoché costante ed all incirca - corrispondente all incremento delle rapine, il fenomeno delle attività estorsive ai danni di operatori economici della zona, variamente intrecciato con l ugualmente grave attività usuraria, altrettanto presente, sia pure in forma spesso strisciante, quale naturale proiezione operativa del crimine organizzato. Ne risulta ulteriormente confermata, la strategia se così si può dire- che, senza per nulla rinunciare alla tradizionale e capillare presenza sul territorio ed al sistematico accaparramento 267
268 delle risorse economiche, mira a smussare, naturalmente quando può, i picchi di maggiore allarme sociale, gli unici che l esperienza degli ultimi anni ha dimostrato capaci di innescare meccanismi reattivi estremamente penalizzanti per le cosche mafiose. Emblematico del descritto modus operandi, ad es., l abbandono della pratica dei sequestri di persona sia a scopo estorsivo che di rapina e, per converso, il rapace approccio ai flussi di denaro pubblico che raggiungono questo circondario sotto forma di erogazioni assistenziali e previdenziali o di contributi comunitari per la produzione agrumicola. Le risultanze di pregresse attività investigative inducono sempre a ritenere che una buona parte delle erogazioni, direttamente od indirettamente, affluisce alle casse delle cosche mafiose, le quali utilizzano allo scopo tutto il proprio potenziale corruttivo nonché la strutturale (per le ragioni in precedenza espresse) fragilità degli apparati amministrativi locali. E comunque doveroso precisare che, anche nel corso degli ultimi anni, si sono registrati segnali di un più avvertito intervento nei settori di competenza sia da parte di organi amministrativi, centrali e periferici, sia di organi di polizia giudiziaria distaccati presso di loro ( ad es.,carabinieri presso il Ministero delle Politiche Agricole e Comunitarie; Guardia di finanza presso quello delle Attività Produttive) e che, grazie a questi positivi apporti investigativi, sono venute ad emersione talune truffe d importo considerevole sia in relazione ad alcune delle attività di industrializzazione del Porto di Gioia Tauro sia ad altre che vi ruotano intorno in danno non solo degli Organi Nazionali e/o Comunitari erogatori dei finanziamenti, in particolare ai sensi della legge c.d. 488/92, ma della comunità calabrese e, segnatamente di questo circondario, avuto riguardo ai livelli occupazionali previsti in dipendenza di tali iniziative ed a quelli, assai più modesti, che ne sono effettivamente conseguiti. Importante è anche il numero di procedimenti in materia di stupefacenti in ordine ai quali anche se non emergono prove certe di collegamenti con la criminalità organizzata appare evidente che non sarebbe possibile operare senza il consenso o, quanto meno, in contrasto con i sodalizi mafiosi esistenti sul territorio. Al riguardo si segnalano diverse coltivazioni di canapa indiana sui pianori aspromontani, talvolta a carico di soggetti noti colpiti da misura cautelare, e talaltra a carico di Ignoti non essendo facile venire a capo dei relativi autori anche perché allo scopo vengono utilizzati terreni demaniali di difficile accesso, spesso coperti da fitta vegetazione di alberi di alto fusto.per ciò che attiene all attività di spaccio, anche piccolo, trattasi di fenomeno abbastanza diffuso. Non di secondaria importanza i delitti dei pubblici ufficiali contro la P.A., i reati ambientali, ed altri reati delitti di criminalità comune fra i quali è opportuno segnalare, per il notevole allarme che suscitano nella collettività, le numerosissime rapine a mano armata nei confronti di sportelli pubblici o di privati cittadini. STRATEGIE OPERATIVE E RISULTATI La Procura della Repubblica di Palmi, nel tentativo di fornire una risposta coerente con l analisi della specificità criminale che caratterizza il circondario (e pur nel doveroso rispetto delle parallele competenze funzionali della D.D.A. di Reggio Calabria con la quale si rapporta in termini di collegamento operativo attuato anche con applicazioni in procedimenti nati in questa sede ma di evidente caratura mafiosa ), ha adottato quegli interventi ritenuti più idonei per avvicinare l istituzione giudiziaria alla realtà del territorio, per es. cercando di cogliere con maggiore intelligenza tutti i sintomi criminali che sistematicamente vi affiorano e che, letti in una prospettiva di assieme ed in modo diacronico, suggeriscano l insorgere o il reiterarsi di situazioni vessatorie ed estorsive. E noto che il territorio ricadente sotto la giurisdizione della Procura di Palmi è comprensorio ad alta criminalità, segnatamente di tipo mafioso, essendovi ricompresa la Piana di Gioia Tauro che storicamente rappresenta il cuore delle oltre 500 cosche operanti nella Provincia di Reggio Calabria. 268
269 Proprio a Gioia Tauro, con propaggini nei comuni limitrofi di San Ferdinando e Rosarno,è del resto - ubicato il Porto omonimo che viene comunemente classificato come il V Porto del Mediterraneo in correlazione al flusso annuo di traffici commerciali e che costituisce sicura fonte di sviluppo di tutta l area in questione,con effetti che vanno anche oltre di essa, ma,in contempo, suscita preoccupazione se non allarme potendosi i traffici illeciti mescolare agevolmente con quelli illeciti come è già accaduto in materia di stupefacenti e come ripetutamente avviene per merci ricettatte, contraffatte od oggetto di riciclaggio. L attenzione a tutte le problematiche connesse alla presenza del porto è, dunque, massima e, nei limiti della propria competenza e nella salvaguardia di quella più estesa e concorrente della Procura distrettuale, questo Ufficio ha impartito a tutte le forze di Polizia (Capitaneria di Porto- Guardia Costiera, Polizia di Frontiera,Guardia di Finanza,Commissariato della P. d. S) le opportune direttive per assicurare un costante raccordo tra loro e con l Autorità Portuale e Doganale teso a garantire massima vigilanza su tutte le operazioni commerciali che transitano per Gioia Tauro, ed, in ogni caso, su tutto ciò che ruota attorno all area portuale. Vigilanza che già ha condotto a risultati considerevoli nel blocco e sequestro di merci in transito sospette di illecita provenienza o, assai spesso, contraffatte o, comunque, non in regola con i documenti di viaggio o le necessarie autorizzazioni della competente Autorità di P.S. in materia di armi o materiale di armamento non solo terrestre. Vigilanza che si estrinseca mediante assiduo monitoraggio delle merci in transito, utilizzando anche gli apporti di attività informativa a monte e di sperimentati indici di individuazione dei carichi a rischio da sottoporre a controllo necessariamente minimi rispetto a quelli in transito (un milione circa di container all anno), e che ha consentito, per due volte, di procedere al sequestro di ingenti quantitativi di droga ( cocaina) e di individuare su territorio estero taluni dei soggetti coinvolti nel traffico anche attraverso operazioni di consegna controllata autorizzate da questa Procura. Anche le rapine, quando non tipizzate da specifiche finalità di controllo del territorio, non sono suscettibili di lettura univoca, potendosi ben proporre anche quali forme di spontaneismo criminale, connesso al diffuso disagio economico presente nel tessuto sociale del circondario. Persiste l attenzione alle indagini concernenti l accaparramento illecito dei flussi di denaro pubblico cui si è fatto cenno nel paragrafo che precede. Resta, in ogni caso, sempre attuale l obiettivo di evitare che le organizzazioni malavitose del circondario, in larga misura beneficiarie delle erogazioni comunitarie, possano continuare ad attingere impunemente a tale lucroso filone. L Ufficio, quindi, rimane vigile sulla descritta problematica, al fine di recidere gli ulteriori legami che, attraverso complessi meccanismi corruttivi e clientelari, introduce la malavita organizzata nei circuiti leciti finalizzati a supportare le iniziative economiche del territorio. Grande attenzione è dedicata altresì alla repressione dei reati ambientali ed urbanistici. Nel settore degli illeciti penali concenrneti il traffico di rifiuti e le speculazioni edilizie, sono state impartite specifiche direttive alla P.G. che stanno già producendo interessanti pe proficui risultati. Procura della Repubblica Presso Il Tribunale Di Locri (Rc) La Procura di Locri è retta dal da un Magistrato di notevole valore ed esperienza, il Dr. Giuseppe Carbone, che ha assunto con fermezza e sicurezza la guida dell Ufficio rimasto senza titolare per un notevole periodo di tempo, riuscendo ad azzerare la notevole pendenza che si era accumulata durante il periodo di mancanza di un Titolare. Ed infatti il C.S.M., nella seduta del 25 luglio 2007, ha approvato il progetto organizzativo impostato dal detto Procuratore sulla base dei criteri dettati dal D.Lvo n. 106/06 che aveva già ottenuto il parere favorevole del Consiglio Giudiziario. Il trend positivo della piena armonia esistente nei rapporti tra il Capo dell Ufficio ed i suoi sostituti ha continuato a svolgersi anche nel corso dell anno giudiziario in oggetto ed ha reso 269
270 possibile sopperire con la buona volontà di tutti alle carenze strutturali e di personale - specie amministrativo che affligge detto Ufficio. l Ufficio prosegue nella propria attività di normalizzazione dei servizi e di informatizzazione degli stessi; a tale proposito si allega breve relazione del Dirigente Amministrativo circa lo stato di informatizzazione dei servizi (all.1) Drammatica la situazione in cui si trovano gli uffici amministrativi della Procura in oggetto per i gravi vuoti che presenta in atto rispetto all organico in ruolo di 54 addetti (recentemente l organico è stato ridotto peraltro da 56 ad appunto 54) E il Procuratore Carbone che mantiene i rapporti con gli organi di informazione in ossequio a quanto previsto dall art.5 del D.L.vo citato. Con opportuna disposizione interna il Procuratore si è riservato l assenso in ordine alle misure cautelari di cui all art. 3, comma 1 e 2 del detto D.L.vo prevedendo, in caso di sua temporanea assenza, una delega per i Sostituti presenti secondo l ordine di anzianità. Ha invece escluso, ai sensi dell art. 3 comma 3 dello stesso D.L.vo, la necessità del previo assenso scritto suo o di un suo delegato per le sole misure cautelari reali se il valore del bene in questione non è rilevante o se si procede per fatti minori. La tanto desiderata totale copertura dei posti vacanti in pianta organica, che si era realizzata a far data dall ottobre 2004 è durata fino al maggio 2008, quando, a causa del trasferimento di due magistrati ad altra sede, l indice di produttività che si era notevolmente innalzato ha subito un brusco calo a causa della scopertura dell organico che si è venuta a creare e che potrebbe ulteriormente aggravarsi a fronte dei molteplici ed onerosi impegni ( udienze civili, penali presso il G.U.P. e dibattimentali, che si protraggono anche fino a tarda ora, camere di consiglio; turni esterni di servizio tra i vari magistrati sempre più ravvicinati nel tempo che comportano l espletamento di tutti gli adempimenti consequenziali; rapporti costanti con la P.G. delegata per le direttive e per il coordinamento delle indagini; interrogatori, rapporti con l utenza qualificata e non), facendo sì che si ravvisi il pericolo del ricostituirsi di un arretrato nella trattazione dei fascicoli processuali e nel carico di tutto il lavoro,un arretrato storico che questo Ufficio, negli ultimi anni, è riuscito faticosamente a smaltire. Situazione destinata a peggiorare rilevato che, dei restanti 6 sostituti oggi in servizio, 4 sono già stati trasferiti ad altro Ufficio, pertanto anche per la Procura di Locri si avrà una scopertura di organico del 75% restando in servizio solo 2 sostituti. Inoltre occorre puntualizzare che comunque l organico previsto per l Ufficio si appalesa inadeguato per poter affrontare tutti i gravosi impegni che l Ufficio stesso richiede: d altra parte già da diverso tempo qil Procuratore ha richiesto alle Autorità competenti l adeguamento della pianta organica con la conseguente istituzione del posto di Procuratore Aggiunto e, in mancanza, l applicazione extra-distrettuale di un magistrato per la durata non inferiore ad un anno. Solo così si potranno tempestivamente eliminare tutti i procedimenti pendenti e quelli in entrata, nonché si potrà operare con la necessaria tranquillità e, quindi, con maggiore efficienza. Per quanto attiene al personale amministrativo, va segnalata la carenza di unità per ribadire ancora una volta l urgente necessità della copertura dei posti vacanti previsti nella pianta organica, nonché l adeguamento della stessa. Ciò risulta assolutamente necessario affinché questa Procura possa svolgere la propria attività in modo regolare ed efficace. L attuale pianta organica, determinata con D.M , infatti, prevede 54 unità tra le varie qualifiche, con una scopertura effettiva (considerando anche i dipendenti distaccati o assegnati ad altra sede) di n. 10 unità. Circa lo stato di apprestamento delle strutture, tra le carenze dell Ufficio, infatti, è doveroso rimarcare quelle relative alla mancata previsione di incentivi per il personale meritevole, all insufficiente assegnazione di fondi necessari per le primarie attività funzionali (come il 270
271 pagamento delle spese di giustizia e le spese di ufficio) e all inadeguatezza dei locali destinati agli uffici amministrativi. Operano anche nr. 10 Vice Procuratori Onorari. Solo il Procuratore della Repubblica svolge anche funzioni in affari civili. In questo circondario la criminalità tre la sua genesi in antichi fattori ambientali, in fatti di miseria, di povertà e di mancanza di cultura e, soprattutto, nello sfrenato e smodato desiderio di arricchimento e, cosa ancora più deprecabile, per i delitti di sangue dal furore primitivo e belluino che traggono origine dalla forma mentis esistente in alcune parti del territorio, di lavare ogni offesa, reale o presunta, lieve o grave, con il sangue avversario e senza possibilità di appello. Sede di numerose e agguerrite cosche di tipo mafioso (c.d. ndrangheta), il territorio, ricadente nel Circondario del Tribunale di Locri, è da sempre teatro di scontri e guerre di mafia, che condizionano fortemente lo sviluppo civile ed economico della società di questa parte della Calabria, tanto bella quanto sfortunata. Condizionamento sociale questo fondato sia sulla forza delle armi che sul ruolo economico attualmente raggiunto attraverso il riciclaggio del denaro sporco, riciclaggio che le ha permesso di controllare ampi settori dell economia, dall impresa al commercio, all agricoltura, spesso con una forte connivenza di aree della pubblica amministrazione a livello locale e regionale. Quest ultimo costituisce il fattore determinante per la commissione di tutta una serie di delitti di tipo mafioso, che vanno dagli omicidi più efferati e crudeli, alle rapine, alle estorsioni consumate e tentate, allo spaccio, al traffico e detenzione di sostanze stupefacenti, agli attentati dinamitardi, agli appalti e subappalti illeciti, agli abusi, omissioni e rifiuti degli Amministratori degli Enti locali e territoriali, che, aggiunti ad un ininterrotta e quotidiana serie di prevaricazioni, di soprusi e di minacce, hanno reso difficile la civile convivenza nella Locride, già tristemente nota all opinione pubblica nazionale ed internazionale all epoca dei sequestri di persona. Davanti a tale allarmante e grave quadro di criminalità comune e organizzata, per fortuna in questo Circondario non sono stati commessi delitti a scopo terroristico, mentre, al contrario, sono stati commessi alcuni reati che, avendo avuto come soggetti passivi degli amministratori pubblici, soggettivamente possono essere qualificati come politici. In particolare tali reati hanno avuto luogo in diversi Comuni del Circondario e sono stati commessi mediante minacce ovvero con il danneggiamento di beni mobili ed immobili appartenenti ad amministratori comunali. Intensi sono i reati per spaccio, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti. Tale fenomeno purtroppo è venuto a diffondersi sempre più nella Locride, divenuta terra di transito e di smercio di cocaina ed eroina, nonché sede idonea per la coltivazione di canapa indiana. La gravità allarmante del fenomeno, inoltre, è accentuata da circostanze ormai pacifiche, emerse da varie indagini, e secondo le quali vari pregiudicati della Locride fanno parte di cosche internazionali dedite al traffico e allo spaccio di eroina importata dall Oriente e di cocaina importata dalla Colombia o dall America Meridionale. Tale macroscopico fenomeno non si ritiene che possa essere efficacemente contrastato dalla legge 26 giugno 1990, nr. 162, atteso che l accertamento dei relativi reati soffre delle limitazioni di ricerca della prova, imposte dal vigente codice di procedura penale. L infiltrazione mafiosa si è verificata anche in maniera allarmante in vari settori economici e, in particolare, in quelli derivanti dagli appalti e dai servizi pubblici. Emblematica di tale situazione di rischio di infiltrazione criminale, con riferimento soprattutto alla materia dei lavori pubblici, è la vicenda del costruendo nuovo Palazzo di Giustizia di Locri. Infatti, la procedura di appalto dei lavori, iniziata dal Comune di Locri nel luglio 2006, con 271
272 provvedimento del Prefetto di Reggio Calabria veniva sospesa per essere concreto il rischio di infiltrazione mafiosa. Costituisce dato altamente allarmante quello che la ndrangheta cerchi di infiltrare nelle amministrazioni locali e comunali, e nelle Aziende pubbliche, propri esponenti per tutelare così direttamente i propri interessi economici e di lucro a discapito di quelli collettivi e sociali. Emblematica a tale proposito risulta essere lo scioglimento dell ASL nr. 9 di Locri per grave infiltrazione e condizionamento mafiosi, dopo la relazione della Commissione d Accesso insediatosi all indomani dell omicidio dell On. Fortugno, Vice Presidente del Consiglio della Regione Calabria. Quando tale forma diretta di gestione di affari non viene posta in essere, anche per la resistenza dei gruppi e partiti politici in sede di esame delle candidature, le cosche attuano in danno degli amministratori tutta una serie di intimidazioni e minacce per costringerli a cedere alle loro pressioni e alle richieste illecite, che spaziano dal favoritismo agli affari più rilevanti, tra i quali vanno annoverati gli appalti di opere pubbliche e la concessione di servizi pubblici. L attuale legislazione, che prevede il divieto che nei suddetti settori si inseriscano elementi mafiosi, o che costoro ne gestiscano la relativa attività, non si ritiene sufficientemente idonea a contrastare il fenomeno, anche perché l attività imprenditoriale vietata a tali soggetti viene espletata per loro conto da prestanomi regolarmente autorizzati. Destano allarme sociale, altresì nella popolazione del Circondario, le numerose rapine consumate e tentate ai danni di privati, di Istituti bancari e di Uffici Postali. Tali delitti vengono normalmente commessi in coincidenza dei pagamenti degli stipendi e delle pensioni. Circa le estorsioni, è da ritenere che esse, nella maggior parte dei casi, non vengano denunciate dalle vittime per timore di ritorsioni o rappresaglie. In merito a tale tipo di reato devo segnalare, come già fatto negli anni precedenti con le analoghe relazioni, che purtroppo la piaga delle estorsioni in tutta la Locride ha assunto un aspetto gravemente allarmante e tale da interessare anche l ordine e la sicurezza pubblica, in quanto i commercianti e gli imprenditori, che non aderiscono alle richieste estorsive, vengono presi di mira dalla criminalità, che nelle frequenti scorribande notturne, per intimorire le vittime, fa uso di armi da fuoco contro i loro beni (serrande dei negozi, portoni di casa, automobili, ecc.) Per tali ragioni molti reati di danneggiamento con armi da fuoco o seguiti da incendi siano verosimilmente da qualificare come fatti prodromici, iniziali e preparatori a quelli di vera e propria natura estorsiva. Quello che, però, lascia maggiormente turbata e sfiduciata la popolazione è che tali gravi delitti vengono commessi dalla criminalità in pieno centro abitato e alcune volte anche alla luce del giorno, con arroganza e spavalderia come omicidi e tentati omicidi che così agisce senza alcuna remora od ostacolo e senza che poi si riesca a fare piena luce sui delitti, anche per l inesistente collaborazione fornita agli investigatori dalle stesse vittime e dalle persone informate sui fatti, intimorite da rappresaglie e vendette. Pertanto, deve essere compiuto ogni possibile sforzo perché si verifichi un inversione di tendenza, per cui occorre adoperarsi per creare una tensione morale civile idonea e necessaria per liberare la Società dall illegalità dilagante e da ogni inquinamento mafioso, mentre al contempo devono essere attuati in modo più efficace, coordinato e sistematico, il controllo del territorio, e le indagini per fare luce sui singoli episodi delittuosi, con la dotazione presso i vari Uffici Giudiziari e di Polizia e di mezzi, strumenti e uomini necessari e indispensabili per contrastare meglio la criminalità, che attualmente sono carenti. 272
273 Procura della Repubblica Presso Il Tribunale per i Minorenni Con riferimento a questo Ufficio si evidenzia che la pianta organica dei magistrati che prevede un solo sostituto procuratore, è scoperto sin dal 19 febbraio 2007, e, tenuto conto che, come è noto, per questo Ufficio non è prevista la possibilità di avvalersi di VPO, la situazione dell uffici è divenuta oltremodo difficoltosa tanto da non potersi assicurare la necessaria tempestività nella gestione dei procedimenti civili e penali che la particolare delicatezza degli stessi richiederebbe. Da sempre, l organico del Magistrati della Procura della Repubblica per i Minorenni presso il Tribunale di Reggio Calabria è sicuramente insufficiente essendo costituito dal Procuratore della Repubblica e da un solo sostituto. E infatti di palmare evidenza che basta l assenza per un qualche motivo giustificato di uno dei due detti Magistrati perché l ufficio vada in tilt. Tale situazione di difficoltà è divenuta drammatica per la Procura in oggetto fin dal quando l unico Sostituto Procuratore è stato trasferito alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e la vacanza del posto è ancora in atto e si ritiene non sarà eliminata prima del Si è provveduto ad applicazioni temporanee endodistrettuali per alcuni giorni la settimana prelevando un Sostituto, con rituali interpelli, presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria. Si è avuta l applicazione extradistrettuale semestrale di un Sostituto conclusasi il 15 marzo 2008 e, dal 2 maggio 2008, è iniziata l applicazione extradistrettuale semestrale del Dr. Andrea Esposito. Notevolmente disagiata è la situazione dell immobile in cui sono allocati gli Uffici della Giustizia Minorile sia per l insufficienza dei locali sia per le condizioni degradate non solo igienicamente e funzionalmente ma anche per la carenza di valide possibilità di difesa degli addetti nei confronti dei malintenzionati. 273
274 10. Relazione del Consiglio giudiziario di Messina sulla situazione del distretto Corte di Appello di Messina Consiglio Giudiziario Il primo aspetto è costituito senz altro dall inadeguatezza degli organici dei magistrati e del personale di cancelleria. La situazione, che non è sfuggita a suo tempo alla attenzione degli ispettori ministeriali, presenta analoghi connotati di gravità per tutti gli uffici giudiziari del distretto, specie per la Corte di Appello ed il Tribunale di Messina. Essa è stata ripetutamente segnalata in ogni sede istituzionale ed in varie occasioni dai capi degli uffici giudiziari, dagli organi rappresentativi dell Avvocatura e dalla giunta sezionale dell Associazione Nazionale Magistrati. Basti citare la relazione del Presidente della Corte per l inaugurazione dell anno giudiziario in corso, le approfondite analisi comparative tra il carico di lavoro ed il numero dei magistrati della Corte di Appello e del Tribunale di Messina e quelli di uffici omologhi viciniori (fra cui segnatamente la Corte ed il Tribunale di Reggio Calabria), da cui emerge una fortissima sperequazione ai danni degli uffici giudiziari locali; la circostanziata denuncia fatta dal presidente della giunta sezionale dell Associazione Nazionale Magistrati in occasione dell inaugurazione dell anno giudiziario 2009 (All. 1); ed infine, la forte presa di posizione, nella medesima occasione, assunta dal presidente dell Ordine degli Avvocati di Messina in segno di protesta nei confronti dell inerzia del Ministero rispetto alle reiterate richieste di adeguamento degli organici degli uffici giudiziari (All. 2). Un caso a parte è poi costituito dal Tribunale di Patti, sezione distaccata di Sant Agata Militello, che a quanto sembra presenta la peculiarità di essere l unica sezione distaccata d Italia ad avere un carico di lavoro superiore a quello della sede centrale. A quanto già osservato in tutte quelle occasioni, questo Consiglio giudiziario ritiene di dover aggiungere poche altre considerazioni. Innanzitutto, affinché possa essere correttamente apprezzata l effettiva incidenza del carico del lavoro, si deve tener conto non soltanto del dato numerico, ma anche di un profilo qualitativo, del cosiddetto peso dei processi. In particolare, va rilevato che in un territorio ad alta densità criminale sono frequenti maxiprocessi che distolgono, in modo assoluto e continuativo, un rilevante numero di magistrati dall adempimento delle funzioni ordinarie. In particolare, è possibile dire che nell ultimo decennio nel distretto di Messina vi sono stati in modo pressoché costante almeno due magistrati (se non quattro, compresi i supplenti di assise) esonerati del tutto dal lavoro ordinario per attendere alla celebrazione del primo gado di tre maxi-processi ( Mare Nostrum ; Icaro ; Romanza ). La situazione si replica ora presso la Corte d Appello. Ed è di tutta evidenza che, in presenza di un organico ridotto ai minimi termini e di per sé già insufficiente, una simile privazione aggrava notevolmente la situazione in cui versano gli 274
275 uffici giudiziari. E questa, peraltro, è solo la punta dell iceberg, in quanto è intuibile l impatto che il contrasto della criminalità organizzata mediante maxi-operazioni ha in primo luogo sugli uffici di procura e sulle sezioni g.i.p./g.u.p. e poi sul tribunale del riesame, prima ancora che sul collegio del dibattimento. Si tratta di una situazione di cui soffre l intero distretto, dato che le incompatibilità processuali non di rado hanno costretto ad applicazioni infradistrettuali. Sul versante della giustizia civile, una adeguata ponderazione dei carichi di lavoro deve tenere conto non solo dell ampiezza del bacino di utenza, ma anche del numero effettivo di controversie pendenti e della litigiosità locale. Quest ultima, senza troppi infingimenti, è in larga parte rapportabile ad un fattore culturale per il quale si predilige la decisione giudiziale alla conciliazione extra-giudiziale ed all elevatissimo numero di avvocati iscritti negli albi del distretto, certamente sproporzionato in eccesso rispetto alla cittadinanza ed alle effettive risorse economiche del territorio. Sicché si finisce con l assistere al paradosso di una società economicamente depressa che, tuttavia, genera un contenzioso civile più rilevante di quanto non ci si possa attendere. Questa situazione, complice la necessità di destinare (per le ragioni sopra esposte) gran parte delle risorse disponibili al settore penale, ha portato alla creazione di elefantiaci ruoli di cause civili che, nei Tribunali, non di rado sforano l impensabile soglia dei 2000 procedimenti pro capite e che comunque mai si attestano sotto il limite dei 1000 fascicoli. Un altro nodo di criticità è costituito dal fatto che molti degli uffici giudiziari del distretto, soprattutto le procure ed i tribunali della provincia, sono di fatto considerati territori di frontiera : le scoperture vengono usualmente coperte medianti uditori di prima nomina, i quali alla prima occasione tentano un riavvicinamento alla terra di provenienza. A prescindere dall impegno spesso encomiabile profuso dagli stessi e dalle loro mediamente elevate qualità professionali, resta il dato che il continuo avvicendamento dei magistrati determina notevoli disfunzioni, se non dei veri e propri stagnamenti, dei relativi ruoli. Il che vale tanto per il settore penale, ove non di rado si assiste a processi in cui il dibattimento viene rinnovato ripetute volte, con tute le conseguenze che ne derivano, soprattutto in termini di prescrizione; quanto per il settore civile, nel quale si fa largo ricorso ai G.O.T. che, il più delle volte, non conferiscono un adeguato contributo nella gestione e nella definizione del ruolo privo di titolare. Il fenomeno della transitorietà dei magistrati, peraltro, è aggravato dalla leggerezza con cui vengono spesso concessi anticipati possessi. In simili circostanze la scopertura generata dal trasferimento ad altra sede si prolunga nel tempo in modo così problematico da acquisire quasi caratteri di cronicità. L essere territorio di frontiera determina poi una ulteriore conseguenza operativa. La magistratura dei distretto, soprattutto quella degli uffici di primo grado, è sostanzialmente una magistratura molto giovane, in larga parte costituita da magistrati con pochi anni di servizio. Rientra, quindi, nella natura delle cose la particolare frequenza con la quale si registrano collocamenti in aspettativa per maternità. A tutti questi problemi scoperture d organico, incompatibilità, assenze occorrerebbe istituzionalmente porre rimedio mediante il ricorso alle figure dei magistrati distrettuali, sia giudicanti che requirenti. Della stessa, tuttavia, si deve registrare il sostanziale fallimento. In un distretto con elevato tasso di scopertura, è gioco forza che nessuno faccia domanda per i posti di magistrati distrettuali, ritenuti più scomodi di quelli radicati in pianta stabile presso un determinato ufficio. Il dato è eclatante: dal tempo della loro istituzione, i posti di magistrati distrettuali messinesi sono sempre rimasti vacanti. L impossibilità di coprirli mediante uditori di prima nomina, rende sostanzialmente destinata all insuccesso la figura in questione. Tutto ciò, come è ovvio, aggrava o quantomeno meno, impedisce di ovviare ai problemi strutturali dell intero distretto. 275
276 Infine, si deve rilevare una sorta di circolo vizioso. Poiché gli organici del distretto, oltre che scoperti, sono soprattutto inadeguati, pur in presenza di evidenti situazioni di criticità, non sempre è possibile accedere alle applicazioni extradistrettuali, difettando la necessaria percentuale di scopertura. Pertanto, in conclusione alle superiori considerazioni, il Consiglio giudiziario di Messina all unanimità formula le seguenti proposte operative: - disporre un immediato e rilevante incremento della pianta organica di tutti gli uffici giudiziari del distretto e, segnatamente, della Corte d Appello e dei Tribunali di Messina, Barcellona P.G. e Patti; - elevare il numero dei posti di magistrato distrettuale giudicante e requirente e prevedere che essi, ove rimasti scoperti a seguito di reiterate pubblicazioni, possano essere coperti d ufficio, anche mediante magistrati di prima nomina, pur nella limitazione delle funzioni che gli stessi potranno andare a svolgere; - abbassare le percentuali di scopertura per accedere alle applicazioni extra-distrettuali per i distretti nei quali non si riescano a coprire i posti di magistrato distrettuale; - prevedere che i trasferimenti dei magistrati in partenza da distretti a sofferenza possano avere effetto solo dopo la pubblicazione e l effettiva copertura del posto lasciato libero, fermo restando che ai fini personali del magistrato trasferito gli effetti del trasferimento (ad esempio, legittimazione interna ed esterna) hanno fittiziamente decorrenza dalla data di definitività del trasferimento; - disporre un immediato e congruo aumento della dotazione organica del personale amministrativo, anche per gli uffici del giudice di pace; - istituire il posto di Avvocato Generale dello Stato presso la Procura Generale che è tra i pochi uffici d Italia ad esserne priva. Messina, 12 febbraio
277 11. Relazione del Consiglio giudiziario di Catania sulla situazione del distretto RELAZIONE AL PARLAMENTO 2008 CONSIGLIO GIUDIZIARIO DELLA CORTE DI APPELLO DI CATANIA I. LA SITUAZIONE DELLA GIUSTIZIA NEL DISTRETTO Un problema che si trascina da tempo, e che incide in termini sicuramente negativi sul corretto ed efficiente esercizio della giurisdizione civile e penale nel territorio, consiste nella conclamata inadeguatezza degli organici dei magistrati dell ufficio del distretto. Si tratta peraltro di un aspetto organizzativo comune a molti uffici giudiziari del meridione, ma che in relazione al distretto della Corte di Appello di Catania si rileva particolarmente deficitario. L insufficienza del numero dei giudici in servizio presso i Tribunali del distretto di Catania può essere apprezzata sia con riferimento alla tipologia degli affari trattati che alla gravosa quantità degli stessi, come si evince dai dati statistici relativi alle pendenze e ai flussi delle sopravvenienze (certamente elevati sia in termini assoluti che nella comparazione con quelli riscontrabili in altre realtà geografiche giudiziarie del paese). Il problema degli organici risulta poi particolarmente accentuato dalla endemica diffusione della criminalità organizzata sull'intero territorio del distretto, così da richiedere ai magistrati requirenti e giudicanti una assoluta abnegazione ed un massimo sforzo organizzativo. Nonostante le condizioni di lavoro, spesso proibitive, nelle quali si trovano a lavorare i magistrati più impegnati nel contrasto alla criminalità organizzata di stampo mafioso, deve comunque e meritoriamente segnalarsi l'abbondanza dei risultati investigativi e processuali comunque conseguiti, come si ricava peraltro dalle relazioni ufficiali tenutesi in occasione dell'inaugurazione dell anno giudiziario L'inadeguatezza delle piante organiche degli uffici del distretto viene ulteriormente aggravata dall'elevato avvicendamento dei magistrati, fenomeno questo che determina sistematiche vacanze negli organici esistenti: ciò influisce in modo ulteriormente negativo a evidenziare un rapporto ampiamente deficitario tra le esigenze della giurisdizione nel distretto e la possibilità di farvi concretamente fronte, e incide sulle condizioni di lavoro dei singoli magistrati, giacché la frequenza delle vacanze rende i carichi di lavoro assolutamente insostenibili. La cronica insufficienza strutturale degli organici deve poi confrontarsi con le sopravvenute disposizioni in tema di ordinamento giudiziario. In tal senso, la norma ordinamentale che pone il divieto di destinare alle Procure della Repubblica e alla funzione monocratica penale i magistrati di prima nomina è del tutto irragionevole, poiché determina una conseguenza paradossale: per un verso impedisce l'utilizzazione di magistrati professionali da impiegare nelle ordinarie funzioni giurisdizionali (e ciò ad onta del fatto che il concorso per l'accesso in magistratura sia stato ormai reso di secondo grado, dovendosi dunque inferire la tendenziale completezza e idoneità della formazione professionale acquisita dal magistrato di prima nomina); per altro verso, la necessità di fronteggiare in ogni caso le quotidiane esigenze di amministrazione della giustizia comporta la necessità di destinare i vice procuratori onorari (VPO) e i giudici onorari del Tribunale (GOT), all'esercizio delle stesse funzioni vietate proprio ai suddetti magistrati professionali. 277
278 La composizione degli organici dei magistrati in servizio presso gli uffici del distretto solleva poi ulteriori considerazioni. Quanto alla ripartizione dell'organico dei magistrati tra il settore civile e il settore penale, tra le sedi distaccate e le sedi centrali di ogni ufficio giudiziario, tra le Procure della Repubblica e le Direzioni distrettuali antimafia (ripartizione da alcuni ritenuta sproporzionata a favore del settore penale, delle sedi centrali e delle DDA) deve rilevarsi che le notazioni critiche non sembrano potersi riferire alla situazione di questo distretto giudiziario. Invero, al settore civile della Corte di appello risultano assegnati più magistrati che a quello penale, mentre presso i Tribunali del distretto la ripartizione è pressoché uguale (si segnala sul punto che in atto presso il Tribunale di Catania vi sono 51 magistrati in organico presso il settore civile e 53 presso quello penale). Si ritiene inoltre che anche la ripartizione tra la sede centrale e quelle distaccate dei Tribunali sia adeguata rispetto all'organico esistente e si segnala che in atto alla DDA di Catania sono assegnati solo dieci sostituti (con esclusione degli aggiunti previsti in organico), numero obiettivamente insufficiente rispetto alle esigenze dell ufficio, ma in concreto proporzionato se si confronta tale dato con quello dell organico complessivo di 46 magistrati indicati per la Procura della Repubblica. Con particolare riferimento alla situazione operativa della Procura della Repubblica di Catania, il Consiglio giudiziario condivide e fa propria la nota illustrativa sui problemi della giustizia redatta dal Procuratore della Repubblica, soprattutto con riferimento ai problemi connessi all'azione di contrasto alla criminalità organizzata e alle notevoli difficoltà riscontrate in tale decisiva funzione, proprio in ragione delle deficienze di organico e delle disfunzioni correlate all insufficienza numerica del personale amministrativo. È opportuno sottolineare, in via preliminare, la particolare e difficile situazione che in atto caratterizza l'ufficio della Procura della Repubblica di Catania, con riguardo alle sue condizioni strutturali e alle consistenti vacanze d organico (di magistrati e di personale amministrativo) che l affliggono, e che condiziona negativamente l intera azione di contrasto alla criminalità locale, diffusa od organizzata che sia. La intervenuta applicazione del disposto dell art. 5 della L.111/07 (decadenza dalle funzioni direttive e semidirettive) ha comportato la contemporanea scopertura di tutti e cinque i posti di Procuratore aggiunto previsti dalla pianta organica dell ufficio, e di questi solo tre sono stati recentemente coperti. In conseguenza di tale situazione, essendo ciò indispensabile per il buon funzionamento dell ufficio, si è ritenuto opportuno mantenere invariate le competenze nelle precedenti tabelle attribuite ai Procuratori Aggiunti, coordinatori dei gruppi di lavoro specializzati in cui vengono ripartiti gli affari penali. La pianta organica dell ufficio prevede poi quaranta sostituti, numero certamente insufficiente a sopperire adeguatamente ai consistenti flussi di lavoro della Procura della Repubblica di Catania, tanto più se raffrontato alla dotazione organica della Procura di Palermo, che conta ben 80 sostituti, sebbene registri una sopravvenienza annua di affari penali decisamente inferiore a quella di quest ufficio, che tratta, invece, procedimenti di criminalità comune e/o organizzata, che, per numero, caratura e spessore criminale degli indagati, nonché per complessità fattuale e investigativa non risultano certamente di minore importanza per l impegno lavorativo che comportano, ovvero per la condizionante rilevanza ed interferenza negativa dai medesimi provocata nel tessuto sociale. Del sottodimensionamento dell organico dell ufficio di Catania, per altro, si ha documentale conferma consultando i dati offerti dal Ministero della Giustizia relativi al biennio , dai quali risulta infatti che la Procura di Catania, nel periodo considerato, ha iscritto un maggior numero (n 330) di fascicoli a carico di noti e ne ha inoltre definito ben 3896 in più rispetto all ufficio di Palermo, pur disponendo rispetto a quest ultimo di un 278
279 numero di magistrati per più di un terzo inferiore e di personale amministrativo pari alla metà rispetto a quello previsto dalla pianta organica per quel medesimo ufficio. Ad aggravare tale stato di cose concorre in atto, inoltre, il grande numero di vacanze, del quale si è già fatto cenno, registratosi per effetto dell avvenuto trasferimento di numerosi magistrati ad altri incarichi e/o sedi (in totale otto sostituti). Tale situazione ha reso e continua a rendere particolarmente difficile qualsiasi prospettiva organizzativa. Ed a tale carenza di organico va ad aggiungersi la necessità di sopperire parzialmente a gran parte delle incombenze già attribuite ai procuratori aggiunti impegnandovi i sostituti anziani, con conseguente ulteriore aggravio, però, del loro lavoro. L anzidetta situazione, peraltro, non pare destinata a migliorare nel breve o medio periodo perché, anche se è prevedibile la nomina di tutti i procuratori aggiunti, non appare, invece, molto probabile la copertura degli otto posti di sostituto procuratore in atto vacanti, avuto riguardo all esito negativo dell ultimo bando ed al mancato inserimento della sede di Catania nel novero delle sedi disagiate. Per non dire, infine, che permane uno stato di incertezza a causa di altri incombenti pericoli rappresentati, come accaduto di recente, dalla sempre possibile attribuzione a singoli magistrati di incarichi particolari (es. componente di commissione di concorso, di commissioni parlamentari, etc.) che azzerano o fortemente parzializzano l apporto lavorativo dei medesimi nell ufficio, ovvero rappresentati dal continuo incalzare di altri trasferimenti di magistrati. Infine, quanto all efficacia dell azione di contrasto alla criminalità organizzata, vale la pena di segnalare che a causa delle cennate scoperture di organico dei magistrati che affliggono l ufficio, recentemente è stata presa la decisione, con l accordo con tutti i colleghi, di prevedere che il turno affari urgenti per le materie cd. ordinarie sia svolto anche dai colleghi assegnati alla Direzione Distrettuale Antimafia, e che altrettanto avvenga per le udienze preliminari tenute dal GUP. Si tratta di accorgimenti che avranno inevitabili ricadute negative sul lavoro dei magistrati della DDA, ma che sono sembrati davvero ineludibili nell ottica di assicurare sempre e comunque la presenza fisica di un magistrato del Pubblico Ministero in ognuna delle numerosissime udienze che ogni giorno si celebrano negli uffici giudiziari catanesi. La massima disponibilità e professionalità offerta dai colleghi dell ufficio, unite al loro senso di sacrificio, allo stato consentono di formulare comunque un giudizio positivo sui risultati raggiunti sul versante della lotta alla criminalità organizzata (come risulta dalle più recenti statistiche), ma la situazione ordinamentale e strutturale sopra descritta se non sottoposta ad opportune revisioni e rimedi- nel prossimo futuro porterà inevitabilmente a paralizzare il funzionamento di uno dei più importanti uffici del Pubblico Ministero del Meridione d Italia. ANALISI DEI PROBLEMI E DELLE PRIORITÀ Oltre al citato problema degli organici dei magistrati in servizio nel distretto, sia per la funzione giudicante che per quella requirente, la scarsità delle dotazioni amministrative (da considerarsi un fatto notorio) rappresenta un perdurante aspetto critico, con evidenti riflessi sulla speditezza ed effettività della giurisdizione nel territorio. Prendendo a modello esplicativo le specifiche difficoltà organizzative verificatesi in seno alla Procura della Repubblica di Catania (ma tali valutazioni potrebbero estendersi al personale di ogni altro ufficio giudiziario del distretto), si osserva come il numero e la professionalità del personale amministrativo è di importanza fondamentale per il corretto ed efficiente funzionamento del sistema giustizia. 279
280 Ogni momento della vita giudiziaria di un procedimento è scandito dall intervento del personale collaboratore il quale, tra l altro, riceve fisicamente tutti gli atti che pervengono alla Procura, li distingue secondo la loro natura, fa pervenire gli atti contenenti notitiae criminis al Procuratore della Repubblica, provvede ad eseguire le disposizioni di questi in ordine all iscrizione nei registri dell ufficio, forma e fa pervenire il fascicolo al sostituto procuratore incaricato per le indagini; provvede, dando esecuzione alle disposizioni del magistrato, ad inoltrare gli atti di questi, ad indicizzare il fascicolo ed a liquidare le spese di giustizia; cura le attività connesse al deposito atti ex art. 415 bis c.p.p; provvede a dare esecuzione ai provvedimenti del magistrato nelle attività prodromiche al dibattimento (ad es. citazioni testi, reperimento di documenti, fotocopie di atti); annota le sentenze; cura il casellario etc.. L organico del personale della Procura della Repubblica di Catania, che prevedeva la presenza di 210 unità nella pianta organica approvata con DM , ha subito un drastico taglio nelle previsioni del DM , che ha ridotto l organico a 197 unità, delle quali in atto ne risultano in servizio solo 154 (alle quali vanno aggiunte 19 unità, incardinate presso altri uffici e comandate presso questo Ufficio). Si deve osservare in proposito che, di per sé, le astratte previsione del DM non sono adeguate alle necessità della Procura di Catania, che, a tacer d altro, è irragionevolmente costretta a distribuire i propri servizi su ben 13 edifici; il che impone l impiego di un numero maggiore di personale per assicurare la funzionalità minima di ciascun ufficio (per esempio le segreterie istituite presso le due sedi della Procura, quella di Piazza Verga e quella di via Crispi) e di conseguenza l abnorme, diseconomico e dispersivo utilizzo di commessi, autisti ed automezzi per trasportare quotidianamente gli atti da una sede all altra. A titolo d esempio e per soffermarsi solo ai problemi più elementari, basti pensare alla movimentazione della ingente mole di fascicoli che devono essere quotidianamente trasferiti da una sede all altra, dal momento che delle udienze dibattimentali, alcune si celebrano in aule di piazza Verga ed altre in via Crispi. Inoltre, per prelevare e restituire alla cancelleria i medesimi fascicoli, per ogni udienza, si rendono necessari due spostamenti, dei quali uno alle ore 9 del mattino e l altro a conclusione dell udienza: e ciò con un impegno di personale al quale difficilmente si può far fronte tenuto conto, in particolare, dell inadeguato numero di commessi in atto effettivamente in servizio. Si consideri, ancora, che ciascun sostituto risulta assegnato a due gruppi di lavoro mentre i procuratori aggiunti hanno i loro uffici, quanto a tre, in piazza Verga, mentre i restanti due siedono in via Crispi, con le conseguenze che tutto ciò comporta sia sulla possibilità di consultazioni tra il sostituto e l aggiunto coordinatore del gruppo di lavoro e sia con riguardo sempre alla movimentazione dei fascicoli al momento della apposizione del visto. Vale solo la pena sottolineare che per alcuni profili la situazione dei locali è stata anche di ostacolo alla compiuta omogeneizzazione degli standard lavorativi della soppressa Procura presso la Pretura con quelli della Procura presso il Tribunale. La assoluta insufficienza dell organico si coglie in tutta la sua evidenza ancora nel raffronto con la dotazione della Procura di Palermo della quale si è ritenuto adeguato e necessario, con il predetto DM del 2007, implementare la pianta organica con l attribuzione di ben 375 unità (181 in più rispetto a quelle di Catania), a fronte di un numero di sopravvenienze inferiori a quelle della Procura della Repubblica di Catania. Questione a parte, infine, e di non trascurabile importanza, è quella riguardante le qualifiche e la professionalità del personale in servizio. Basti pensare che attualmente è in servizio un solo direttore di cancelleria (assegnato in soprannumero e proveniente dall arma dei carabinieri) a fronte della previsione organica di cinque unità, dopo la quasi contemporanea cessazione dal servizio di ben sei direttori di cancelleria. 280
281 Quanto alle figure amministrative apicali, poi, deve osservarsi che l opzione per la doppia dirigenza degli uffici giudiziari potenzialmente idonea a fornire una migliore organizzazione - dovrebbe in concreto impegnare gli organi centrali del ministero nella ricerca e reclutamento di personale realmente idoneo a ricoprire tali delicati e qualificati incarichi, in possesso, cioè, di effettive attitudini e competenze manageriali, specie per ciò che riguarda la logistica nonché la gestione del personale amministrativo e delle risorse materiali, così da riservare al Procuratore solo compiti di organizzazione, direzione e vigilanza strettamente attinenti all attività giudiziaria dell ufficio. In tal senso, invece, non può assolutamente affermarsi che in questa Procura la dirigenza del personale amministrativo abbia fornito alcun serio e sostanziale contributo nell assolvere agli incombenti di propria competenza, ovvero che abbia manifestato in tale direzione grande impegno e/o effettive capacità, risultando, al contrario, gli interventi, quando effettuati, di portata limitata, non esorbitanti dalla modesta gestione, e per di più di basso profilo, dell esistente, e che si sono esauriti in buona sostanza in generiche enunciazioni di tipo programmatico, prive di contenuti concreti e non seguite da adeguate iniziative attuative. PROPOSTE DI INTERVENTO Come già evidenziato, la precaria situazione d organico in cui versano gli uffici delle Procure, e con particolare riferimento alle condizioni organizzative della Procura della Repubblica di Catania (che più di altre sconta il deficitario rapporto tra il personale attualmente in servizio e quello previsto in organico), è stato originato dalla recente introduzione del divieto per i magistrati di prima nomina di assumere le funzioni di Pubblico Ministero. A fronte delle esiziali ricadute di tale divieto sugli organici delle Procure, l unica soluzione praticabile sarebbe un intervento normativo che ripristini lo status quo ante o che preveda, per una completa formazione del magistrato, un passaggio obbligatorio da tali uffici per un tempo prestabilito nel periodo intercorrente tra la prima e la seconda valutazione. Pertanto, una delle misure più urgenti da adottare sarebbe quella di abolire il suddetto divieto, misura che consentirebbe la copertura di tutti i posti vacanti negli uffici di procura nonché nei tribunali periferici dello stesso distretto. Nell attesa, se mai verrà, dell auspicato intervento normativo, un azione mitigatrice degli effetti che la normativa in vigore determina per le Procure potrebbe essere svolta dal CSM, che temporaneamente potrebbe rimeditare i criteri che presiedono ai trasferimenti, attribuendo rilevanza alla situazione che questi determinano, se accordati, negli uffici di provenienza, prevedendo, poi, dei meccanismi compensativi e di recupero per i magistrati aventi diritto ma non trasferiti per effetto della anzidetta causale. Si ritiene inoltre opportuno segnalare alcuni profili critici ravvisabili nell attuale funzionamento dei meccanismi di organizzazione degli uffici giudiziari, anche correlati alla vigente normativa consiliare primaria e secondaria. Occorre evidenziare, in primo luogo, la particolare complessità e lunghezza dell iter procedimentale in ordine all approvazione ed alle modifiche delle tabelle di organizzazione degli uffici giudiziari, di norma definitivamente approvate e dichiarate esecutive a distanza di anni dalle iniziative dei dirigenti degli uffici e spesso quando i dati posti a fondamento di tali iniziative sono, nelle more, profondamente mutati. Non sembra andare nel senso di risolvere tali problemi la recente soluzione adottata dal C.S.M. di abolire la procedura del sistema tabellare semplificato prevista nella previgente circolare al par. 10, né le restrizioni per i dirigenti degli uffici di non potere dichiarare provvisoriamente esecutive le proposte tabellari e di poterlo fare relativamente alle proposte 281
282 di modifica tabellare solo in casi eccezionali ed in via di urgenza o - quando esse riguardino l assegnazione degli affari alle singole sezioni, ai singoli uffici e ai giudici che li compongono addirittura solo dopo il parere unanime dei componenti del Consiglio Giudiziario e sempre che non siano state presentate osservazioni dai magistrati interessati (cfr. par. 12, 14 e 15 della circolare per il triennio 2009/2001). Né tanto meno contribuisce alla razionalizzazione del sistema l attuale impossibilità per il C.S.M. di apportare direttamente modifiche ai progetti tabellari, quando esse siano possibili sulla scorta delle osservazioni proposte dai singoli magistrati e/o dei pareri formulati dai Consigli Giudiziari (con il conseguente attuale regresso della pratica, per consentire ai dirigenti di adeguarsi ai rilievi critici formulati dal C.S.M.). Appare pertanto opportuno adottare rilevanti modifiche sul punto, che consentano ai dirigenti degli uffici di fornire risposte immediate alle mutate esigenze organizzative, subordinando magari l tà dei progetti soltanto al parere espresso a maggioranza dal C.G. e fermo restando il richiamo all osservanza delle direttive del C.S.M. di cui al par. 17 della circolare ed alle conseguenti valutazioni negative per i dirigenti che non le dovessero rispettare. Secondo alcune opinioni espresse in sede di Consiglio Giudiziario, de iure condendo su questo versante si potrebbe intervenire con apposite modifiche normative (segnatamente incidenti sull attuale formulazione dell art. 43 bis ord. giud. e delle circolari del C.S.M.), al fine di consentire una più ampia utilizzazione della figura del g.o.t., applicato anche nei collegi del Tribunale. La finalità di tale proposta, che è tuttavia rimasta minoritaria in seno al Consiglio Giudiziario di questo distretto, consiste nel rendere possibile, da un lato, una maggiore utilizzazione di tale figura di magistrato onorario, con ricadute positive sul processo di formazione e sul grado di professionalità acquisita (e ciò in ragione del confronto continuo con l attività dei togati), dall altro una maggiore utilizzazione dei togati nell attività giudicante monocratica, quanto meno nel settore penale (in costante aumento, con tendenza inversa rispetto a quella collegiale) e con la conseguente riduzione dei tempi processuali. Tale proposta non appare tuttavia condivisibile, in quanto le conclamate carenze strutturali degli organici dei magistrati professionali, con le conseguenti ricadute sulla efficienza e sulla qualità del servizio giustizia, non possono essere fronteggiate con soluzioni emergenziali e transitorie, non fondate sull indispensabile centralità e rafforzamento del magistrato professionale delineato dalla nostra Carta Costituzionale. Appare poi opportuno che si definisca in maniera più chiara la disciplina dei tramutamenti dei magistrati nell ambito dello stesso ufficio, al fine di consentire la riduzione in termini fisiologici di un contenzioso che, sulla base della vigente circolare, si prevede altrimenti molto alto, soprattutto in seguito alla più rigida applicazione del divieto di permanenza ultradecennale negli uffici. Un ulteriore punto critico concerne le modalità di utilizzazione della figura del magistrato distrettuale, poiché l assenza di incentivi economici e di carriera a fronte di un impegno professionale e privato enorme, la mancata previsione di strutture a supporto (i magistrati distrettuali non hanno assegnata una vettura per raggiungere gli uffici periferici, spesso lontani, né hanno assegnata una stanza nella sede dove essi risiedono e dove normalmente lavorano nei giorni diversi da quelli in udienza), la difficoltà di gestione organizzativa dei fascicoli incamerati a fronte delle repentine assegnazioni, ne determinano una sostanziale ininfluenza (salve meritorie eccezioni) rispetto alle finalità per le quali era stato istituito. Appare pertanto urgente intervenire sul piano della normativa secondaria, al fine di dare nuovo impulso a tale figura professionale, certamente utile a sanare situazioni contingenti, purchè opportunamente rafforzata e dotata degli indispensabili supporti logistici ed organizzativi che ne assicurino il funzionamento. Con specifico riferimento al settore penale, si ribadisce la necessità che in sede di formazione tabellare si tenga in conto la proporzione tra gli organici dei singoli uffici e l afflusso degli affari trattati dagli stessi. Proprio per questo, oltre alla ravvisata esigenza di rispettare le 282
283 proporzioni dettate dalla circolare del CSM, tra gli uffici di Procura e le sezioni G.I.P.-G.U.P., appare non più dilazionabile prevedere una proporzione numerica tra l organico della sezione distrettuale del Tribunale del riesame ed i giudici per le indagini preliminari del distretto, considerato che il carico di lavoro espletato dai primi si ripercuote evidentemente (attraverso il sempre più frequente ricorso al legittimo mezzo di impugnazione) sullo stesso Tribunale del riesame distrettuale. Un ulteriore problema che andrebbe sollecitamente risolto, relativo alle disagiate modalità con le quali i magistrati esercitano in concreto le proprie funzioni, coincide con la necessità di istituire l ufficio del giudice, fornendolo di dotazioni adeguate:ciò refluirebbe positivamente sulla organizzazione del lavoro e sulla efficienza del servizio. Si pone poi con indifferibile urgenza la questione, sopra segnalata, delle deficienze degli organici degli uffici amministrativi, sia con riferimento alle Procure della Repubblica che ai Tribunali giudicanti del distretto, alcuni dei quali si trovano in evidente sofferenza organizzativa proprio a causa dell insufficiente assetto numerico del personale che vi presta servizio. In particolare occorrerebbe sollecitare, presso le competenti sedi ministeriali, un consistente potenziamento del personale amministrativo, le cui piante organiche andrebbero effettivamente riviste in relazione alle effettive esigenze di funzionamento degli uffici e dei carichi di lavoro statisticamente rilevabili. Il rafforzamento della componente umana degli uffici non può però essere disgiunto da ulteriori interventi di razionalizzazione e di potenziamento logistico degli uffici, con la formazione, presso ciascun ufficio, di strutture informatiche per la ricerca in tempi reali degli aggiornamenti giurisprudenziali e dottrinali da rendere quotidianamente disponibili ai magistrati, nonché la dotazione di impianti di video-conferenza per le aule dibattimentali del Tribunale. Il Segretario f.to Dr Andrea Migneco Il Presidente della Corte f.to Dr Guido Marletta 283
284 12. Relazione del Consiglio giudiziario di Caltanissetta sulla situazione del distretto CONSIGLIO GIUDIZIARIO PRESSO LA CORTE DI APPELLO DI CALTANISSETTA RELAZIONE A) Fotografia ragionata della situazione, sia in termini organizzativi che in termini di risultati Uffici giudicanti. - Corte di Appello Nel periodo in esame l organico dell ufficio risulta mancante di un Presidente di Sezione, di un Consigliere e di un Magistrato Distrettuale. In ordine al personale amministrativo, il Presidente segnala l inadeguatezza della pianta organica (64 unità previste) e le seguenti scoperture: N. 2 Cancellieri C2 dei 3 previsti, N. 1 Contabile C3, N. 1 Comunicatore C3, N. 1 Formatore C3, N. 2 Contabili C2, N. 1 Contabile B3, N. 1 Operatore Giudiziario B3, N. 4 Esperti Informatici B3, N. 2 Ausiliari Autisti B1. Si è potuto far fronte al notevole aumento dei carichi di lavoro con l applicazione di personale di altri uffici giudiziari in numero appena sufficiente al raggiungimento delle unità previste dalla pianta organica. In tal modo si sono potuti organizzare alcuni servizi di competenza della Corte quali: informatizzazione dei servizi di protocollo, gestione delle presenze del personale amministrativo, registro misure di prevenzione, registro delle spese di giustizia, servizio redazione schede per il casellario, servizio patrimoniale, servizi contabili; formazione del personale amministrativo; esami avvocato; attività connesse ai concorsi per giudici onorari; formazione dei magistrati; 231 udienze nel settore penale e 144 nel settore civile. Nel periodo in esame il saldo statistico dei processi penali definiti rispetto ai sopravvenuti può considerarsi positivo. Infatti, l indice di ricambio degli appelli penali, nonostante l aumento dei sopravvenuti, è risultato pari al 127,1%. Inoltre, è stata ridotta la pendenza: l indice di variazione percentuale della pendenza è risultato pari a 18% e si è passati da numero 1818 procedimenti pendenti al a numero 1490 pendenti al Va poi sottolineata la diminuzione dei tempi di durata dei processi, passata dai 21 mesi del 2007 ai 15 mesi del Quanto al settore civile, i procedimenti pendenti sono aumentati, passando da 2424 a 3348 (+ 38,1%), e ciò perché i procedimenti sopravvenuti sono stati di numero superiore rispetto all anno precedente (+ 74,7%), essendo stati registrati nell anno 2007 n procedimenti e nell anno 2008 n procedimenti. Pertanto, l indice di ricambio degli appelli civili è risultato pari al 59,6% e cioè il 38,1% in meno rispetto all anno precedente. Ciò è stato dovuto all aumento notevole della sopravvenienza sia in materia di lavoro, previdenza ed assistenza obbligatoria (+20% da 719 procedimenti a 868) che in materia di equa riparazione ex lege 89/2001 (+ 355% da 203 a 923). Tuttavia, la capacità produttiva della Sezione Unica Civile è stata notevole perché il numero dei procedimenti definiti è aumentato del 17,4% passando da n del 2007 a n nel 2008, con un aumento del 44% per gli affari 284
285 riguardanti la materia di lavoro e previdenza (da n. 501 a n. 719). E diminuita la durata media dei processi civili, passata da giorni 1061 nel 2007 a giorni 789 nel Tribunale di Caltanissetta La pianta organica del Tribunale si compone di n. 33 magistrati e specificamente di un Presidente, cinque Presidenti di Sezione e 27 giudici. Essa appare adeguata alle esigenze dell'ufficio ed al suo conveniente funzionamento. Va però evidenziato che allo stato e da tempo risultano ampie scoperture, pari al 50% dell'organico, con inevitabili gravi ricadute sul servizio alle cui esigenze solo in parte si è potuto e si può ancora ovviare grazie allo spirito di sacrificio e all'impegno dei magistrati del Tribunale, il cui carico di lavoro è divenuto arduo gestire convenientemente. E ancora scoperto il posto di Presidente della Sezione Gip - Gup, benché la pubblicazione della vacanza risalga al Maggio 2008, mentre sono attualmente in servizio presso il Tribunale, n. 17 magistrati, per due dei quali però è stato adottato provvedimento di trasferimento per altri Uffici, di talché la consistenza numerica del personale si ridurrà ben presto di due unità. Va inoltre aggiunto che un magistrato è in congedo straordinario per malattia e altro magistrato in congedo parentale per maternità. Può dunque contarsi in concreto sull'impegno di n. 13 giudici sui 27 previsti in organico, almeno sino alla cessazione delle menzionate cause di congedo dei magistrati sopramenzionati. In tali condizioni l'ufficio può garantire solo lo smaltimento del lavoro ordinario ed urgente, mentre una fattiva ripresa della attività sottesa anche a realizzare i programmi di velocizzazione dei processi e di smaltimento dell'arretrato dovrà essere rinviata a tempi futuri e specificamente successivi alla immissione in possesso dei magistrati in tirocinio destinati al Tribunale in numero di 12, prevista per il mese di settembre La delineata situazione ha nel corso degli anni assunto caratteri di ciclicità, stante che i magistrati di nuova nomina via, via destinati al Tribunale, una volta raggiunta la legittimazione al trasferimento, hanno ottenuto nuove destinazioni, determinando così il progressivo svuotamento dell'organico ricostituito solo a distanza di molto tempo per l'immissione nei ruoli di magistrati di nuova nomina vincitori di concorsi espletati successivamente nel tempo. In termini di organizzazione il Tribunale consta di una Sezione Unica Civile, con destinazione di tre magistrati in via esclusiva alla trattazione delle controversie di lavoro e previdenziali, una Sezione Unica Penale, una Sezione Gip - Gup, una Sezione Riesame, due Sezioni di Corte di Assise, un Collegio per le Misure di Prevenzione. Nella prospettiva della destinazione al Tribunale dei 12 magistrati di nuova nomina che, sulla base delle vigenti disposizioni, non potranno essere assegnati a svolgere funzioni monocratiche penali, né di Gip - Gup, si è riorganizzato l'ufficio in modo tale da rendere disponibili ai magistrati predetti, posti dagli stessi ricopribili. Il risultato è stato conseguito operando taluni trasferimenti interni di magistrati, passati a domanda, alla Sezione Penale e disponendo due trasferimenti d'ufficio di magistrati assegnati alla Sezione Gip - Gup. Dalle indicazioni dei prospetti statistici appare comunque soddisfacente il risultato conseguito dal Tribunale nonostante la rilevata carenza del personale, sinteticamente rilevandosi: nel settore civile si apprezza un incremento delle pendenze, specie con riguardo agli affari relativi alla famiglia (separazione e divorzi) e ai procedimenti speciali e di volontaria giurisdizione; nel settore penale dibattimentale si apprezza un aumento delle pendenze per il corrispondente aumento degli affari sopravvenuti; analogamente è a dirsi con riguardo alla Corte di Assise che ha registrato un sopravvenienza di ben 17 procedimenti nell'anno 2008; 285
286 costante il dato concernente il settore Misure di prevenzione e del Riesame; i dati relativi alla Sezione Gip - Gup registrano un decremento delle pendenze, grazie all'ottimo rendimento dei magistrati, anche se appare marcato l'aumento delle richieste di provvedimenti interlocutori in materia di intercettazioni telefoniche e di proroga di indagini, nonché dei provvedimenti de libertate. Va poi sottolineato come la pianta organica del personale di cancelleria sia inadeguata per difetto a fronteggiare il carico di lavoro e le esigenze del tribunale. Allo stato, ad esempio, non è possibile garantire la presenza del cancelliere per le udienze civili, tranne le collegiali. - Tribunale di Gela Alla data del si registra la presenza nell ufficio di n. 10 giudici, sui 14 della pianta organica, per una scopertura del 38%. Quanto al personale amministrativo, su un totale, in pianta organica, di n. 46 unità, si ha la presenza in servizio di n. 38 unità, con personale amministrativo distaccato presso altri uffici giudiziari con provvedimento del Ministero e del Presidente della Corte di Appello per n. 4 unità, di personale dell'amministrazione Giudiziaria qui comandato per n. 1 unità e di personale amministrativo comandato da altre amministrazioni per n. 2 unità. Il Capo dell ufficio segnala che gli uffici del Tribunale dispongono di spazi insufficienti per lo svolgimento di tutte le attività lavorative sia per numero complessivo di stanze che per aule di udienza ed archivi. E' in via di completamento il nuovo Palazzo di giustizia che dovrebbe essere consegnato entro la fine del corrente anno 2009 anche se successivamente dovranno essere completati gli arredi e i servizi interni di sicurezza ed informatici. Si rileva infine che per gran parte del 2009 permarrà una forte scopertura (3 unità) dell'organico dei magistrati, posto che la presa di possesso dei nuovi giudici ordinari in tirocinio è prevista per il prossimo e la loro utilizzazione sarà necessariamente limitata alle funzioni civili e collegiali penali. I risultati conseguiti nell'anno 2008 possono essere valutati come positivi. Nell'ambito del settore penale il carico del tribunale in composizione collegiale - pur in sé non altissimo: 47 procedimenti- continua ad essere costituito, per una parte significativa, da complessi procedimenti cumulativi aventi per oggetto fatti di criminalità mafiosa che richiedono per la loro natura tempi di definizione lunghi e dibattimenti particolarmente complessi con ricadute pesanti sul funzionamento dell'ufficio. In ulteriore significativa riduzione il carico penale monocratico (1078 procedimenti al a fronte di 1202 del ) che negli anni appena immediatamente precedenti ha sfiorato le duemila unità e che nell'ultimo biennio ha impegnato al limite del possibile le varie strutture dell'ufficio. Nel 2008 la Sezione Penale ha emesso 863 sentenze e tenuto 322 udienze di cui 85 collegiali, ed ha celebrato 77 udienze camerali con un consistente incremento complessivo rispetto ai dati del precedente anno 2007 che ha visto la pronuncia di 762 sentenze. Nel 2008 la Sezione GIP/GUP ha esaurito 1146 procedimenti, ha celebrato 117 udienze ed emesso 98 sentenze, con una pendenza al di 368 procedimenti a fronte dei 307 procedimenti pendenti al Nel settore civile si registra un aumento del 4,4% della pendenza complessiva (n procedimenti al a fronte di n procedimenti al ), sostanzialmente dovuta ad un aumento della sopravvenienza. - Tribunale di Nicosia La pianta organica, formata da sette magistrati oltre al presidente, appare in astratto pienamente adeguata ai carichi di lavoro del circondario, ma risulta concretamente insufficiente a causa delle cicliche scoperture dovute prevalentemente al trasferimento di 286
287 magistrati in altre sedi giudiziarie. Nel corso del periodo di riferimento si è registrata la scopertura di due giudici sui sette previsti in organico. Più allarmante appare la situazione dell'organico del personale amministrativo, risultando in atto scoperti un posto di cancelliere C3, due posti di cancelliere C2, due posti di cancelliere C1, un posto di operatore B2 ed un posto di conducente di automezzi speciali, ma la situazione in concreto risulta ancora più grave poiché un cancelliere B3 è stato distaccato al Tribunale di Siracusa ed appare ragionevole prevedere l'imminente trasferimento di un altro operatore B2 presso il Tribunale di Milano. In tale contesto è particolarmente grave la mancanza, che si protrae ormai da molti anni, delle figure apicali di cancelliere C3 e C2, poiché non consente all'ufficio di contare su una dirigenza amministrativa distinta da quella giurisdizionale. Piuttosto elevato risulta il numero delle assenze del personale amministrativo per malattia e congedo parentale, per cui appare auspicabile un tempestivo intervento per integrare i ruoli del personale amministrativo. I risultati conseguiti nell'anno 2008 dal Tribunale sono positivi sia sotto il profilo della produttività che dei tempi medi di definizione dei processi pendenti, nonostante le ricordate carenze nell'organico. Grazie alla tempestiva eliminazione dell'arretrato, realizzata nel periodo in cui il Tribunale ha potuto contare su un pieno organico, è stato possibile affrontare il lungo periodo intercorrente fino alla copertura delle attuali vacanze con i magistrati di prima nomina che è prevista per il mese di settembre del corrente anno. Nel settore penale si registra, complessivamente, una pendenza al di n. 609 procedimenti (n. 494 al ); nel settore GIP-GUP una pendenza, per i procedimenti contro noti, al di n. 246 procedimenti (n. 207 al ), mentre non risulta pendenza nei procedimenti contro ignoti. Nel settore civile risulta una pendenza complessiva, al , di n procedimenti (n al ). La durata media di definizione dei processi civili si attesta, allo stato, dai quattro ai cinque anni, sempre prevalentemente a causa dell'avvicendarsi dei giudici assegnati a detto settore. Nel settore penale sono stati mantenuti in limiti assai ristretti i tempi di definizione dei processi, infatti la media per i processi del monocratico penale è di 483 giorni (i processi di durata superiore ai due anni rappresentano una percentuale trascurabile, giustificata dalla loro complessità), mentre la media per i processi innanzi al collegio penale è, invece, attualmente stimabile in 332 giorni. Avanti il G.I.P. - G.U.P. la durata media dei procedimenti è stata di 97 giorni. - Tribunale di Enna La pianta organica dell ufficio prevede il presidente e n. 10 giudici. Allo stato, risulta scoperta nel numero di 4 giudici. La strutturazione dell ufficio prevede un unica sezione promiscua formata da sette giudici, oltre al presidente, la destinazione di n. 2 magistrati a funzioni esclusive di GIP-GUP e di un magistrato a funzioni di giudice del lavoro. Il Capo dell ufficio rileva che il funzionamento del settore penale può essere considerato soddisfacente: non si sono mai verificati congelamenti di ruoli e le udienze sono state regolarmente tenute. Non altrettanto per il settore civile, atteso che, in ragione delle carenze d organico, il personale di magistratura, come pure di quello di cancelleria, è stato impiegato nel settore penale, assegnando magistrati onorari al settore civile. Parimenti, mentre i servizi di cancelleria del settore penale possono essere considerati soddisfacenti, disservizi si sono riscontrati nel settore civile, dove presta servizio quasi esclusivamente personale applicato da altri uffici. Rappresenta, al riguardo, il Presidente che il personale di cancelleria è inadeguato ai carichi di lavoro dell ufficio. Particolarmente grave risulta l insufficiente numero di cancellieri con qualifica B3, il che comporta l impossibilità di aumentare il numero delle udienze penali del giudice monocratico. 287
288 - Tribunale per i Minorenni di Caltanissetta La pianta organica dell ufficio prevede il presidente e n. 3 giudici. L organico è totalmente coperto, ma, come ben noto, l attuale pianta organica risulta del tutto inadeguata alle esigenze processuali che le recenti modifiche legislative hanno determinato, con particolare riferimento alle norme relative al "giusto processo" ed al tribunale del riesame, che comportano una serie di incompatibilità a cascata cui si pone rimedio con continue richieste di applicazioni di magistrati provenienti da altri uffici del Distretto. I giudici onorari in servizio, nominati per il triennio 2008/2010, sono sedici. Essi svolgono, tra l altro, su delega del collegio, attività istruttoria civile, mentre un gruppo formato da sei unità compone il gruppo specializzato nelle adozioni, occupandosi della audizione dei minori adottabili, delle domande di disponibilità all'adozione nazionale ed internazionale, dell'abbinamento dei medesimi con le coppie adottive e della vigilanza sugli affidamenti preadottivi. Il contributo dei giudici onorari risulta fondamentale per il buon andamento del funzionamento dell'ufficio. E invece drammatica, come segnala il Capo dell ufficio, la situazione di organico del personale di cancelleria, a seguito del pensionamento di due cancellieri, un B3 ed un C1, e del trasferimento di un cancelliere C1. Attualmente operano presso l'ufficio n. 13 unità di ruolo, comprese tre unità distaccate da altri uffici, a fronte di una pianta organica di n. 17 unità, pertanto, con una scopertura pari al 24%. Le figure professionali mancanti per il completamento dell'organico sono: n. 1 unità C3 Direttore di Cancelleria; n. 2 unità C2 Cancelliere (n. 1 unità applicata in corte di appello); n. 1 unità Cl Cancelliere; n. 1 unità B3 Operatore Giudiziario; n. 1 unità B3 Contabile. Dette carenze, che colpiscono in particolare la fascia elevata delle qualifiche funzionali (ben quattro assenze nell'area funzionale C) determinano una condizione operativa estremamente gravosa per le poche unità presenti. In particolare, appare in grave difficoltà la situazione della cancelleria civile che per numero di procedimenti, delicatezza delle questioni trattate, consistente attività dei magistrati, necessiterebbe dello sdoppiamento in cancelleria civile adozioni e contenziosi e cancelleria civile volontaria giurisdizione, con conseguente raddoppio del personale addetto. La cosa risulta allo stato impensabile tenuto conto delle attuali, minime, risorse personali disponibili. Ugualmente allarmante appare la situazione delle cancellerie penali, con particolare riferimento alla cancelleria Gip-Gup, che necessita di particolare sollecitudine e reattività operativa. Anche in questo caso sarebbe necessario, ad avviso del capo dell ufficio, separare la cancelleria Gip da quella Gup, potendo disporre di un numero di unità almeno doppio rispetto a quello attualmente presente in ufficio. A ciò deve aggiungersi che l'unico cancelliere C1 presente e uno dei due ausiliari Al hanno presentato entrambi domanda di pensionamento a far data dal Sulla scorta di simili limitatissime risorse personali appare impensabile un miglioramento del livello quantitativo dell'efficienza dell'ufficio. Il dato statistico dell anno 2008 evidenzia quanto segue: - materia civile procedimenti ex artt. 333/336 c.c.: pendenti al n. 748, sopravv. n. 262, esauriti n. 304, pendenti al n. 706; - procedimenti ex art. 317 bis c.c.: pendenti al n. 24, sopravv. n. 18, esauriti n. 1, pendenti al n. 41; - procedimenti ex art. 84 c.c.: pendenti al n. 2, sopravv. n. 2, esauriti n. 3, pendenti al n. 1; - procedimenti ex art. 262 c.c.: pendenti al n. 5, sopravv. N. 25, esauriti n. 19, pendenti al n. 11; 288
289 - procedimenti ex art. 25 R.D. 1404/34: pendenti al n. 32, sopravv. n. 3, esauriti n. 16, pendenti al n. 19; - procedimenti per l'eventuale dichiarazione dello stato di adottabilità: pendenti al n. 94, sopravv. n. 122, esauriti n. 45, pendenti al n. 171; - adozione internazionale: pendenti al n. 41, sopravv. n. 58, esauriti n. 58, pendenti al n. 41; - adozione nazionale: pendenti al n. 1002, sopravv. n. 220, esauriti n. 187, pendenti al n. 25; - procedimenti contenziosi: pendenti al n. 7, sopravv. n. 6, esauriti n. 6, pendenti al n. 7 Materia penale. Ufficio GIP: pendenti al n. 183, sopravvenuti n. 471, esauriti n. 632, pendenti al n. 22; Ufficio GUP: pendenti al n. 172, sopravvenuti n. 236, esauriti n. 152, pendenti al n. 256; dibattimento penale: pendenti al n. 105, sopravvenuti n. 57, esauriti n. 56, pendenti al n Uffici requirenti e tribunale di sorveglianza - Procura Generale delle Repubblica presso la Corte di Appello di Caltanissetta La pianta organica dell ufficio prevede n. 6 magistrati, di cui n. 1 con funzioni di procuratore generale, n. 4 di sostituto e n. 1 di magistrato distrettuale requirente. Attualmente sono vacanti n. 1 posto di sostituto ed il posto di magistrato distrettuale requirente. Nonostante l organico dell ufficio registri una scopertura media del 25%, ha tenuto il passo rispetto alla capacità definitoria e di smaltimento della Corte d Appello, che è risultata la prima del Paese per smaltimento di processi nel settore penale con una percentuale del 187,8% nel 2006 e del 142,8% nel Nel 2008, rispetto all anno precedente, si è verificato un amento della partecipazione alle udienze da parte dei sostituti, passando da una media di 20 ad una di 30. La pianta organica del personale amministrativo è stabile da circa 10 anni. Molte unità hanno lasciato l ufficio determinando un turn over anticipato e solo parzialmente compensato da personale avventizio e temporaneo. - Procura della Repubblica di Caltanissetta La pianta organica della Procura della Repubblica di Caltanissetta prevede la presenza di n. 19 unità di personale di magistratura: il procuratore della Repubblica, due procuratori aggiunti e 16 sostituti procuratore. Oltre ai magistrati togati, l'organico comprende 19 vice procuratori onorari. L'organico di fatto, alla data del , comprende il procuratore della repubblica, due procuratori aggiunti e 9 sostituti, di cui tre addetti alla D.D.A. La scopertura tra i sostituti è pertanto del 44%. La situazione dell organico è stata comunque critica per tutto l anno 2008, alla quale si è potuto sopperire, ma solo fino alla metà di luglio 2008, con l ottenimento del posticipato possesso per quattro dei cinque sostituti in fase di trasferimento, dopo di che tutti e cinque i sostituti ed il procuratore aggiunto sono stati trasferiti nell'arco di tempo di due mesi e mezzo. A decorrere dal mese di ottobre e fino alla fine dell'anno 2008, l ufficio ha attraversato un momento di oggettiva difficoltà a causa della grave scopertura dell'organico e della concomitante necessità di dovere fornire ausilio ad uffici giudiziari requirenti del distretto afflitti da notevolissime scoperture dell'organico dei magistrati (in particolare la Procura 289
290 della Repubblica di Enna e la Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Caltanissetta). Tale ausilio è stato fornito, con atteggiamento costantemente ispirato a piena collaborazione, non soltanto mediante l'applicazione di sostituti dell ufficio a processi in fase dibattimentale, ma anche per lo svolgimento di attività di turno per gli affari urgenti, se non addirittura per reggere un ufficio giudiziario (si fa riferimento alla Procura per i minorenni di Caltanissetta) il cui organico soffre di frequenti totali scoperture di fatto dell'organico. In talune occasioni, infine, i sostituti procuratore dell ufficio sono stati applicati per lo svolgimento di udienze presso la Procura Generale di Caltanissetta. Nonostante tutto, le varie emergenze sono state fronteggiate con successo grazie allo spirito di servizio ed alla abnegazione dei magistrati. Nel mese di gennaio 2009 la situazione è relativamente migliorata con il rientro in servizio di n. 1 sostituto, in precedenza assente per maternità, ed essendo stato coperto il posto di procuratore aggiunto rimasto vacante. Tuttavia, tale pur parziale miglioramento della situazione dell'organico non durerà più di qualche mese, in quanto a breve sarà deliberato il trasferimento di un sostituto presso la Procura Generale della Repubblica di Caltanissetta, mentre è altamente probabile che un altro sostituto venga trasferito presso la Procura della Repubblica di Catania. In conclusione, alla data odierna, sono scoperti sette posti (sui sedici di pianta organica) di sostituto procuratore e sette (sui diciannove di pianta organica) di vice procuratore onorario. L'apporto dei vice procuratori onorari si è rivelato di fondamentale importanza per rappresentare l'accusa dinanzi al tribunale in composizione monocratica -nei casi in cui non sia stato possibile designare i magistrati togati- nonché innanzi al giudice di pace ed al giudice civile. I V.P.O. nel 2008 hanno rappresentato l'ufficio in n. 702 udienze evidenziando, come rileva il Capo dell ufficio, buoni doti di preparazione e laboriosità oltre che notevole disponibilità alle esigenze dell'ufficio. In considerazione dell'importanza del ruolo rivestito dalla magistratura onoraria per l ufficio, sarebbe altamente auspicabile che l'organico dei V.P.O. venisse ulteriormente implementato. La pianta organica del personale amministrativo prevede la presenza di 96 unità divise tra le varie qualifiche; ma attualmente sono formalmente coperti soltanto i posti relativi ad 86 unità, di cui quattro distaccate. Pertanto, l'ufficio dispone effettivamente di un organico di 82 unità di personale, con un fisiologico indice di scopertura "di fatto" dovuto ad assenze per maternità e malattia (queste ultime di recente aumentate). Con riferimento alle dieci unità di scopertura (anche se, tenuto conto del personale distaccato, la scopertura effettiva è di 14 unità) si rileva che: è completamente scoperto l organico di due direttori di cancelleria C3; è scoperto un posto, sui sei di organico, di cancelliere C2; altre scoperture riguardano profili professionali di altre qualifiche di livello inferiore. Una ulteriore circostanza pregiudizievole è costituita dall avvenuto trasferimento presso il tribunale di Catania -nel mese di giugno del del dirigente amministrativo. A causa di ciò, il Procuratore è stato costretto a subentrare nel gravoso onere di svolgere i compiti spettanti al dirigente amministrativo, sottraendo tempo prezioso alle attività giudiziarie proprie del ruolo. Tale situazione è parzialmente migliorata nel gennaio del 2009 a seguito dell'applicazione, per due giorni la settimana, del dirigente amministrativo della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'appello di Caltanissetta. Il Procuratore segnala che il personale amministrativo in servizio consente comunque di sopperire alle sempre crescenti esigenze connesse alle molteplici attività demandate all Ufficio. Il merito va ascritto anche al lodevole spirito di servizio ed alla professionalità con cui il personale ha svolto la propria attività, pur nella assoluta carenza di mezzi e di materiale e malgrado le notevolissime difficoltà dovute alla dislocazione degli uffici della procura ordinaria in locali diversi siti a Piazza Iacono, a distanza di circa 2 Km da quelli del 290
291 palazzo di giustizia di Via Libertà. A tale inconveniente il procuratore ha cercato di porre rimedio con alcune iniziative di "pronto intervento": - un progetto di "terminal service", fondato sull'allocazione di due personal computer presso la sala CED del IV piano del palazzo di giustizia che interfacciano con il "server" del registro generale della Procura al quale sono state collegate due postazioni di lavoro (sempre tramite personal computer) ubicate negli uffici di piazza Iacono; in tal modo è stato finalmente possibile consentire al personale della procura ordinaria di potersi collegare rapidamente al registro generale mentre in precedenza i collegamenti si protraevano per un tempo insopportabile causando lo scontento oltre che del personale e dei magistrati anche dell'utenza; - allo scopo di evitare il continuo trasferimento di innumerevoli quantità di fascicoli dai locali di Piazza Iacono a quelli del Palazzo di giustizia e di favorire i rapporti della dirigenza con il personale ed i magistrati della sede distaccata medesima, è previsto che settimanalmente i procuratori aggiunti, a turno, si rechino nei locali di Piazza Iacono per incontrarsi con il personale ed i magistrati per svolgere le ordinarie attività di verifica ed impulso relative ai procedimenti di tipo seriale o comunque caratterizzati da maggiore semplicità di disamina. Il Capo dell ufficio rileva, ancora, che il personale di P.G. completo nell organico ed in parte utilizzato per sopperire alle carenze dell organico del personale di segreteria si trova allocato presso una struttura che dista oltre 3 km dal palazzo di giustizia e ciò comporta intuibili disservizi. Quanto ai risultati conseguiti va, in sintesi, segnalato quanto segue: a) contro noti. Negli anni 2007 e 2008 sono sopravvenuti rispettivamente n e n procedimenti nei confronti di indagati noti (Registro Mod. 21) di competenza della Procura "ordinaria" e ne sono stati definiti n per il 2007 e n per il La pendenza alla fine dell'anno 2007 era di n procedimenti e alla fine dell'anno 2008 di n b) contro ignoti Negli anni 2007 e 2008 sono sopravvenuti rispettivamente n e n procedimenti contro ignoti di competenza della Procura "ordinaria" e sono stati definiti rispettivamente n 5614 e n 4915 procedimenti. La pendenza alla fine dell'anno 2007 era di n procedimenti, alla fine dell'anno 2008 di n 1296 procedimenti. c) per fatti non costituenti reato Negli anni 2007 e 2008 sono sopravvenuti rispettivamente n 2664 e n 2931 procedimenti per fatti non costituenti reato, iscritti nel Registro Mod. 45. La pendenza alla fine dell'anno 2007 era di n 1490 procedimenti, alla fine dell'anno 2008 di n 1739 procedimenti. d) Esposti anonimi Negli anni 2007 e 2008 sono sopravvenuti rispettivamente n 253 e n 206 procedimenti nati da esposti anonimi, iscritti nel Registro Mod. 46. La pendenza alla fine dell'anno 2007 era di n 161 procedimenti ed alla fine dell'anno 2008 di n 208 procedimenti. e) di competenza del Giudice di Pace Per quanto concerne i procedimenti a carico di indagati noti di competenza del giudice di pace (reg. mod. 21 bis), nell'anno 2007 sono sopravvenuti n 671 procedimenti e nell'anno 2008 n 793 procedimenti. La pendenza alla fine del 2007 era di n 197 procedimenti, alla fine del 2008 di n 299 procedimenti. f) di competenza della d.d.a. 291
292 Con riferimento alla Direzione Distrettuale Antimafia, nell'anno 2007, sono sopravvenuti n 183 procedimenti a carico di indagati noti e nell'anno 2008 n 157 procedimenti. Sono stati definiti, rispettivamente, n 190 procedimenti nell'anno 2007 e n 128 procedimenti nell'anno Tali procedimenti sono complessivamente caratterizzati dalla iscrizione di numerosi indagati e dalla formulazione di imputazioni di rilevante gravità. Alla fine dell'anno 2007 erano pendenti n 151 procedimenti a carico di noti e, alla fine dell'anno 2008, n 186 procedimenti. Sempre con riferimento alla Direzione Distrettuale Antimafia negli anni 2007 e 2008 sono sopravvenuti rispettivamente n 133 e n 77 procedimenti contro ignoti. La pendenza alla fine dell'anno 2007 era di n 63 procedimenti, alla fine dell'anno 2008 di n 59 procedimenti. Nel periodo / l ufficio ha inoltrato complessivamente n. 109 richieste di misure cautelari nei confronti di 408 indagati e n. 76 richieste di misure cautelari reali. Le percentuali di accoglimento risultano molto elevate; infatti sono state accolte 98 richieste di misure cautelari personali e 67 richieste di misure cautelari reali. I magistrati togati hanno complessivamente rappresentato l'accusa in n udienze che si sono aggiunte alle 702 udienze (giudice di pace, giudice monocratico ed udienze civili) in cui l ufficio è stato rappresentato dai vice procuratori onorari. Con riferimento al medesimo periodo, si osserva che la durata media delle indagini è stata di 226 giorni, dunque inferiore ad un anno. - Procura della Repubblica di Nicosia Nel corso del 2008 l'organico dei magistrati di tre sostituti, oltre al procuratore - che risulta adeguato alle esigenze dell'ufficio, è rimasto scoperto, dapprima di una unità e poi, dal mese di giugno, di una seconda unità, sicché restano in servizio presso l ufficio il procuratore ed un solo sostituto, con una percentuale di scopertura di due terzi dell'organico dei sostituti. Attesa tale situazione di organico, il Procuratore segue settimanalmente una udienza del G.I.P. ed una del G.U.P. e l'altro magistrato tratta le udienze collegiali, che si succedono con cadenza settimanale. Nello stesso arco temporale sono previste anche tre udienze settimanali del giudice monocratico, cui sono, di necessità, destinati dei magistrati onorari per non pregiudicare la rapida definizione delle indagini preliminari. Allo stato, l'impegno dei magistrati in servizio ed i criteri organizzativi già da alcuni anni adottati per il monitoraggio con cadenza settimanale delle pendenze dei procedimenti assegnati ai singoli magistrati e della durata dei procedimenti medesimi, nonché le iniziative poste in essere laddove sono stati verificati dei ritardi nell'espletamento delle indagini delegate, hanno consentito, nonostante le carenze di organico summenzionate, un'ulteriore riduzione dell'arretrato per il settimo anno consecutivo. Per l anno 2008 risulta infatti: - quanto ai procedimenti con autore identificato (reg. mod. 21), una pendenza all inizio del periodo di n. 328 procedimenti, una sopravvenienza di n procedimenti, una definizione di n procedimenti, per una pendenza, alla fine del periodo, di n. 371 procedimenti; - quanto ai procedimenti con autore ignoto (reg. mod. 44), una pendenza all inizio del periodo di n. 110 procedimenti, una sopravvenienza di n procedimenti, una definizione di n procedimenti, per una pendenza, alla fine del periodo, di n. 77 procedimenti; - quanto agli atti non costituenti notizia di reato (reg. mod. 45), una pendenza all inizio del periodo di n. 176 procedimenti, una sopravvenienza di n procedimenti, una definizione di n procedimenti, per una pendenza, alla fine del periodo, di n. 278 procedimenti; 292
293 - quanto ai procedimenti avanti ai giudici di pace, una pendenza all inizio del periodo di n. 79 procedimenti, una sopravvenienza di n. 293 procedimenti, una definizione di n. 226 procedimenti, per una pendenza, alla fine del periodo, di n. 146 procedimenti. La durata media dei procedimenti avanti il tribunale è pari a novantacinque giorni, ed è di 116 giorni avanti il giudice di pace. Va evidenziata la grave scopertura dell'organico dei personale di segreteria che continua ad affliggere l ufficio, impedendo l'adozione di più efficaci criteri organizzativi e creando anzi il rischio, nonostante l'encomiabile impegno del personale in servizio, del verificarsi di disservizi in settori assai delicati anche se non direttamente attinenti allo svolgimento dell'attività requirente, come ad esempio quelli del casellario giudiziale, dell'esecuzione e della liquidazione dei mandati, della corretta registrazione e conservazione degli atti di archivio. Tale rischio è tanto più concreto in quanto la scopertura colpisce proprio le aree professionali di vertice e, quindi, il personale maggiormente qualificato, atteso che restano vacanti: l'unico posto di cancelliere C3, due posti di cancelliere C2, uno di cancelliere C1, sicché dei dieci cancellieri (compresi quelli di area B) previsti in organico ne sono presenti soltanto sei, di cui tre soli di area C. Tale situazione ha, tra l'altro, imposto al Capo dell ufficio di riservarsi il compito specifico del cancelliere dirigente, posto questo rimasto scoperto, con le conseguenti incombenze che si aggiungono a quelle proprie del ruolo. La detta carenza del personale di segreteria e le indifferibili esigenze di ufficio hanno inevitabilmente comportato un rilevante superamento dei limiti quantitativi indicati per la prestazione di lavoro straordinario. Ai quattro vice procuratori onorari assegnati all ufficio (di cui tre in regime di prorogatio) è delegata la funzione di pubblico ministero nelle udienze civili, in quelle innanzi al giudice di pace e da ultimo, per le ragioni sopra evidenziate, anche quelle innanzi al Giudice monocratico, salvo che per i processi di maggiore gravità. - Procura della Repubblica di Enna La pianta organica dell ufficio, costituita dal procuratore e da quattro sostituti, non risulta coperta nel numero di tre sostituti, con un indice di scopertura, pertanto, del 75%. L organico previsto, quando completo, può ritenersi adeguato alle esigenze dell ufficio, ma, allo stato, con la presenza del procuratore e di un solo sostituto, non è più in grado, come rilevato dal Capo dell ufficio, di assicurare la normale funzionalità. Risulta altresì insufficiente, come segnala il Procuratore, l organico dei vice procuratori onorari, di fronte al continuo proliferare delle udienze avanti i giudici di pace ed al tribunale, e ciò anche in seguito all entrata in vigore del D.L. n. 144/2005, conv. in L. n. 155/2005, che non consente più la delega delle funzioni di p.m. nelle udienze dibattimentali agli ufficiali di p.g. in servizio. L organico dei vice procuratori onorari risulta scoperto in numero di due unità. Per quanto concerne il personale amministrativo, risulta scoperto un posto di cancelliere C3 ed un posto di operatore giudiziario B2. Il Procuratore segnala, altresì, che la sede del palazzo di giustizia presenta gravi carenze strutturali, funzionali e di sicurezza, già più volte segnalate agli organi competenti e finora irrisolte. Risulta pure insufficiente la dotazione di strutture e di apparecchiature informatizzate e di altra natura, non essendo stati da tempo sostituiti alcuni computers ormai obsoleti e data la mancanza di forniture di alcune apparecchiature tecnologiche indispensabili per assicurare la migliore funzionalità ed efficienza dell'ufficio. In tale situazione, il Procuratore evidenzia che il funzionamento della giustizia penale, nel periodo di riferimento, può considerarsi nel complesso insoddisfacente, nonostante il contenuto indice di criminalità, globalmente considerato, e la abbastanza sollecita definizione dei procedimenti nella fase delle indagini preliminari. La situazione di criticità 293
294 riguarda la fase successiva al promuovimento dell'azione penale ed in particolare quella della udienza preliminare davanti al G.U.P. e quella dibattimentale davanti al Tribunale, in cui si è accumulato un notevole arretrato. La durata dei processi è eccessiva. Innumerevoli sono stati i procedimenti definiti con sentenza di prescrizione. Il numero delle pendenze dei procedimenti presso l ufficio è stato finora contenuto entro limiti accettabili, anche in virtù di un costante impegno dei magistrati e del personale amministrativo. Appare peraltro prevedibile che, perdurando l attuale scopertura di organico, la formazione di arretrato sarà inevitabile. Si è reso necessario, d altra parte, sul piano organizzativo, stabilire, a seconda della gravità dei reati, criteri di priorità nella trattazione degli affari, al di là di quelli codificati dal D.L n. 92. La presenza del p.m. alle udienze è stata necessariamente limitata a quelle in cui la stessa sia obbligatoria. Il dato statistico per l anno 2008 evidenzia: - quanto ai procedimenti con autore identificato (reg. mod. 21), una pendenza all inizio del periodo di n procedimenti, una sopravvenienza di n procedimenti, una definizione di n procedimenti, per una pendenza, alla fine del periodo, di n procedimenti; - quanto ai procedimenti con autore ignoto (reg. mod. 44), una pendenza all inizio del periodo di n. 519 procedimenti, una sopravvenienza di n procedimenti, una definizione di n procedimenti, per una pendenza, alla fine del periodo, di n. 509 procedimenti; - quanto agli atti non costituenti notizia di reato (reg. mod. 45), una pendenza all inizio del periodo di n. 366 procedimenti, una sopravvenienza di n procedimenti, una definizione di n procedimenti, per una pendenza, alla fine del periodo, di n. 252 procedimenti. - quanto ai procedimenti avanti ai giudici di pace, una pendenza all inizio del periodo di n. 94 procedimenti, una sopravvenienza di n. 377 procedimenti, una definizione di n. 334 procedimenti, per una pendenza, alla fine del periodo, di n. 137 procedimenti. La durata media dei procedimenti avanti il tribunali è di 136 giorni, avanti il giudice di pace è di 91 giorni. - Procura della Repubblica di Gela La Procura della Repubblica di Gela, quanto all assetto dell organico dei magistrati, ha subito un drastico ridimensionamento essendosi determinata una scopertura pari al 80% (presente un sostituto sui cinque previsti). La situazione è temporaneamente arginata grazie ai due provvedimenti di applicazione extradistrettuale deliberati dal CSM e al posticipato possesso ottenuto per un altro sostituto. In mancanza di trasferimenti o nuove applicazioni si stima che potrebbe determinarsi il sostanziale blocco dell attività a decorrere dall ottobre prossimo. E scoperto del 50% l organico dei vice procuratori onorari. Il Capo dell ufficio segnala altresì l insufficienza della dotazione organica della Sezione di P.G. (solo n. 12 unità) e la scopertura (oltre 18%) negli organici del personale amministrativo e comunque la grave insufficienza numerica di questo rispetto ai compiti demandati, insufficienza non destinata peraltro ad essere sanata, tenuto conto del prospettato ridimensionamento delle piante organiche degli uffici giudiziari, evento che renderebbe di fatto intangibile la situazione attuale. I provvedimenti sinora adottati per arginare le scoperture ed il massimo impegno profuso dai magistrati e dal personale tutto hanno tuttavia consentito di garantire un andamento fisiologico dell attività dell ufficio e di fornire un servizio efficiente sia in termini quantitativi che qualitativi. Inoltre, i provvedimenti di riorganizzazione relativi ai flussi di lavoro ed ai criteri di assegnazione hanno permesso di ridimensionare i carichi dei magistrati, di evitare l accumulo di arretrato (attualmente non 294
295 presente) e di garantire ai sostituti di riservare maggiori tempi di lavoro alle indagini più impegnative, esigenza questa particolarmente sentita nel territorio gelese, ancora gravato da fenomeni criminosi diffusi ed insidiosi. Per quanto concerne i flussi di lavoro dell ufficio, il dato statistico evidenzia un totale di n procedimenti pendenti al (a fronte di n procedimenti pendenti al ), di cui n con autore identificato (n al ) e n. 588 con autore ignoto (n al ). E riscontrabile, pertanto, un miglioramento complessivo delle pendenze dell ufficio. La durata media del totale dei procedimenti è di giorni 260; più della metà dei procedimenti viene definita nei sei mesi ed entro l anno viene esercitata l azione penale per la maggior parte dei procedimenti; le richieste di proroga - nei procedimenti a Mod. 21 si sono attestate nel numero contenuto di 170. Nel periodo sono state tenute n. 340 udienze (44 preliminari, 14 convalida GIP, 51 collegiali, 112 monocratiche, 16 C. Assise, 90 civili, 13 camerali). Attesa la carenza di organico dei V.P.O. i P.M. togati hanno coperto anche buona parte delle udienze davanti al Tribunale in composizione monocratica. Il quadro complessivo sulla produttività dell ufficio appare dunque positivo ed il servizio viene svolto in modo sostanzialmente fisiologico, nonostante le segnalate difficoltà operative. - Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Caltanissetta L ufficio, la cui pianta organica prevede il procuratore e un solo sostituto, è scoperto nel posto di sostituto fin dal mese di settembre 2007, a causa del trasferimento ad altra sede del precedente titolare del posto. In seguito alla vacanza determinatasi l ufficio ha vissuto, dall ultimo quadrimestre del 2007 e fino all'8.2.08, un periodo di estrema difficoltà, che è stato possibile arginare unicamente ricorrendo all'attivazione della procedura di applicazione extradistrettuale, ai sensi dell'art. 110 Ord. Giud., anche a causa della cronica carenza di organico della magistratura nel distretto di Caltanissetta. Soltanto grazie alla presenza del sostituto, applicato dall' al , è stato possibile svolgere regolarmente l'attività di udienza e affrontare con efficienza e tempestività l'intera domanda di giustizia che quotidianamente giunge agli uffici della Procura minorile, peraltro notevolmente aumentata dopo l'entrata in vigore, in data 1 luglio 2007, delle modifiche procedurali apportate dalla legge 149/2001, che ha individuato il pubblico ministero minorile quale titolare unico del ricorso per la dichiarazione dello stato di adottabilità del minore, nonché punto di riferimento per l'intero territorio del distretto di tutte le notizie di natura civile suscettibili di determinare l'apertura di procedimenti mirati a limitare la potestà genitoriale. Tale situazione di regolare, seppure difficoltosa, gestione dell'ufficio ha subito un tracollo con il cessare, alla data del , dell'applicazione extradistrettuale del sostituto. Dal è presente in ufficio soltanto il Procuratore che si trova, pertanto, ad affrontare da solo tutto il carico giudiziario dell ufficio. I dati statistici del 2008 confermano che, nonostante la suindicata situazione, è stato possibile esaurire quanto più rapidamente possibile, e comunque nei termini previsti dall'art. 405 co. 2 c.p.p., buona parte delle indagini preliminari. Soltanto in caso di reati particolarmente gravi o di indagini di maggiore complessità (generalmente collegate a procedimenti pendenti presso le altre Procure del Distretto nei confronti di coindagati maggiorenni) si è reso necessario chiedere la proroga del termine di scadenza delle indagini, ai sensi dell'art. 406 c.p.p., e comunque per un numero di casi veramente esiguo. Anche l'attività di udienza penale si è rivelata particolarmente impegnativa a causa della trattazione di processi gravi e complessi, relativi a criminalità organizzata di tipo anche 295
296 mafioso, che richiedono la predisposizione di video conferenze per l'audizione dei collaboratori di giustizia. Tali udienze, spesso anche straordinarie, si sono sommate alle udienze preliminari, civili e di sorveglianza, comportando spesso la celebrazione di quattro udienze alla settimana. Con riferimento agli affari civili il carico di lavoro ha subito significative variazioni non solo da un punto di vista numerico, ma anche da un punto di vista qualitativo, registrandosi un notevole incremento di attività di accertamento preliminare mirato ad una migliore individuazione della tipologia di richiesta civile a tutela del minore da inoltrare al Tribunale per i Minorenni. Inoltre, la presentazione dei ricorsi in materia di procedimento di adottabilità che, in base alla recente entrata in vigore della riforma legislativa si conclude adesso con sentenza, ha richiesto una più precisa e puntuale indicazione dei motivi per i quali viene richiesto il più grave e definitivo provvedimento ablativo della potestà genitoriale. Invero la riforma ha reso necessario un maggiore lavoro di approfondimento preliminare all'inoltro del ricorso introduttivo, anche tenuto conto del fatto che la trattazione di tali procedimenti avviene in udienze particolarmente delicate e impegnative. - Tribunale di sorveglianza. L organico del Tribunale prevede un Presidente e n. 12 esperti. Allo stato, il posto di Presidente è occupato in regime di prorogatio, essendo decorso, il 30 marzo scorso, il periodo massimo di otto anni dell attuale titolare. Si registra anche la vacanza di n. 2 posti di esperto. Quanto all Ufficio di sorveglianza, si registra, allo stato, la vacanza di n. 1 magistrato sui tre in pianta organica, cui supplisce il Presidente. L ufficio non ha arretrato. B) Individuazione ed analisi dei problemi aperti con indicazione delle relative priorità. Indubbiamente, il problema più rilevante ed urgente, generalizzato presso tutti gli uffici del distretto, è quello della carenza di organico, sia del personale di magistratura che di quello amministrativo. Quanto al primo aspetto, mentre per gli uffici giudicanti sembra che esso possa giungere a soluzione (quanto meno parziale vd. più oltre) con l arrivo dei magistrati di prima nomina vincitori dell ultimo concorso espletato, previsto per il prossimo mese di settembre, per gli uffici requirenti, invece, esso è destinato a persistere,in ragione dell impossibilità di assegnare a tali uffici i neo-magistrati, per le note preclusioni di legge. Va ulteriormente rilevato che i magistrati di prima nomina non possono essere assegnatari neppure di funzioni monocratiche penali e di GIP. Può così accadere, specie negli uffici giudicanti di piccole dimensioni e caratterizzati da elevato turn over, che neppure tra i magistrati già in servizio presso l ufficio vi sia personale in possesso dei requisiti necessari per ricoprire tali funzioni. Una formale copertura di organico potrebbe pertanto non essere sufficiente a garantire l assolvimento delle funzioni giudicanti suindicate. Si indicano, di seguito, i rilievi sollevati dai capi degli uffici del distretto, per un migliore apprezzamento delle problematiche rilevanti e delle loro conseguenze sulla funzionalità dei singoli uffici. Uffici giudicanti. - Tribunale di Caltanissetta Il Presidente del tribunale segnala l'urgenza di conseguire la copertura dei posto di Presidente della Sezione Gip-Gup la cui vacanza si protrae da circa un anno, stante la necessità di assicurare ad un Ufficio di assoluta centralità, anche tenuto conto della forte presenza nel territorio del Distretto del diffuso fenomeno della criminalità organizzata, un'adeguata 296
297 direzione ed un coordinamento essenziale ai fini della migliore efficienza del servizio, che condiziona il funzionamento di tutti gli Uffici del settore penale. Va risolto inoltre, conseguita l'auspicabile reintegrazione della pianta organica dei magistrati del Tribunale, il problema concernente l'eliminazione dell'arretrato considerato che, nel settore civile, risultano pendenti oltre il triennio n procedimenti relativi al contenzioso civile, n. 313 a quello delle controversie di lavoro, n. 301 al settore fallimentare, n. 123 a quello delle esecuzioni mobiliari e n. 723 a quello delle esecuzioni immobiliari. Analogamente è a dirsi per il settore penale dibattimentale nel quale figurano pendenti oltre il triennio n. 451 procedimenti penali di competenza del giudice monocratico e n. 5 di competenza del Collegio. Notevole disagio arreca poi la frequente applicazione di magistrati addetti al settore civile del Tribunale, ad altri Uffici del Distretto (Tribunale per i Minori, Tribunale di Nicosia, Tribunale di Sorveglianza) che, per ovviare a permanenti scoperture dell'organico di quegli Uffici, vengono distolti da quelli di appartenenza, con pesanti ricadute negative sull'andamento del servizio. Va ancora curata l informatizzazione dei servizi in taluni settori come quelli concernenti gli affari della Sezione del Riesame e delle esecuzioni mobiliari ed immobiliari, non ancora conseguita anche per gli ostacoli nascenti da impostazioni culturali inattuali di parte del personale di cancelleria o da insufficiente opera di aggiornamento e preparazione da parte degli organismi competenti. La pianta organica del personale di Cancelleria è inadeguata per difetto a fronteggiare il carico di lavoro e le esigenze del Tribunale e ne è auspicabile un significativo incremento. Allo stato, ad esempio, non è possibile garantire la presenza del cancelliere per le udienze civili, tranne le collegiali, con conseguente grave disagio per l'ordinato svolgimento delle attività di udienza, per le quali la presenza del cancelliere assume anche funzione di garanzia. Va segnalata la necessità di recuperare tutto il personale attualmente applicato da troppo tempo ad altri Uffici, stante le preminenti esigenze del Tribunale e la natura stessa dei provvedimenti di applicazione - previsti per ovviare a indifferibili esigenze, in via del tutto temporanea ed eccezionale, degli uffici diversi da quelli di appartenenza e stante che la continuativa proroga dei provvedimenti di applicazione si sostanzierebbe in un vero e proprio trasferimento da un Ufficio all'altro, surrettiziamente conseguito. E necessario rivedere, coinvolgendo personale di tutti gli Uffici giudiziari, l'attuale assetto dell'ufficio U.R.P., destinato a rendere un servizio a vantaggio di tutti gli Uffici dei Palazzo di Giustizia (Corte di Appello, Procura Generale, Tribunale, Procura della Repubblica), ma composto esclusivamente da personale appartenente al Tribunale, con ulteriore decremento delle unità operative disponibili. - Tribunale di Gela Il Presidente del tribunale evidenzia quanto segue: Persiste la forte scopertura dell'organico del personale giudiziario, già tante volte segnalata e diventata oramai cronica: continuano a mancare oggi ben 3 degli 8 Cancellieri C1 in organico (e peraltro tre posti sono stati coperti da appena qualche mese) e mancano pure 2 dei 3 Cancellieri C2 con le intuibili gravi ricadute sul l'organizzazione dei servizi di cancelleria e sulla direzione delle 3 macrocancellerie nelle quali il Tribunale è strutturato. Sono altresì assenti dall'ufficio 2 cancellieri B3, di cui 1 applicato alla Procura Generale di Caltanissetta e 1 in distacco sindacale al Tribunale di Palermo. Soltanto la contrastata applicazione di 1 Cancelliere B3 dal distretto di Milano ha consentito di continuare a celebrare un numero soddisfacente di udienze penali dibattimentali e di udienze del Giudice per le indagini preliminari. 297
298 Per quanto concerne le scoperture dell'organico dei magistrati si farà fronte per tutto l'anno 2009 agli istituti delle applicazioni ed alla adozione di moduli organizzativi che prevedono l'attribuzione ai giudici di funzioni promiscue civili e penali. - Tribunale di Nicosia Il Presidente del Tribunale evidenzia che la recente legge di riforma dell'ordinamento giudiziario, nel prevedere per legge ulteriori limitazioni nella utilizzazione di magistrati di prima nomina in talune funzioni, quale quelle di GIP, di GUP e di monocratico penale, pone gravissimi problemi per i ruoli organici dei piccoli Tribunali, come quello di Nicosia, abitualmente coperti con magistrati di prima nomina che permangono nella sede il tempo strettamente necessario per maturare l'anzianità sufficiente per ottenere il trasferimento ad altre più ambite sedi giudiziarie. Infatti non appare improbabile che possa in concreto verifìcarsi che nessuno dei giudici in servizio abbia maturato l'anzianità per la prima valutazione di professionalità richiesta per l'esercizio delle funzioni penali sopra richiamate, per cui, anche in situazione di organico interamente coperto, potrebbe non risultare possibile assicurare l'espletamento delle funzioni GIP, GUP e di monocratico penale, non essendo neppure prevista per legge la clausola di salvaguardia delle inderogabili esigenze di ufficio che sinora ha consentito di assicurare un minimo di funzionalità all'attività giurisdizionale. Peraltro, anche nell'ipotesi in cui un numero sufficiente di giudici in servizio avesse la suddetta anzianità, si dovrebbe giungere al paradosso di dovere, ad ogni immissione in servizio di magistrati di prima nomina, sacrificare la professionalità maturata nel delicato settore civile dai giudici più anziani spostandoli tutti alle funzioni penali sopra indicate per assegnare i nuovi arrivati a funzioni civili, notoriamente di elevata difficoltà tecnica, senza neppure potere contare sulla guida di alcuni magistrati dotati di maggiore esperienza, finendo così per incidere pesantemente sulla complessiva professionalità dell'ufficio giudiziario in un settore, come quello civile, che forse comporta nell'immediato scelte meno "drammatiche" sotto il profilo umano, non involgendo decisioni sullo status libertatis degli individui, ma che appare comunque estremamente delicato per le esigenze di giustizia della collettività. Nel settore civile una problematica sentita un po da tutti gli operatori giudiziari è rappresentata dalla proliferazione di riti profondamente diversi per numerose controversie che spesso generano confusione e non sempre giovano alla rapidità ed efficacia dell'azione giudiziaria. Per quanto attiene al settore penale, il Presidente segnala i numerosi problemi legati alle notifiche degli atti giudiziali che rallentano fortemente i tempi di definizione dei processi. Invero nel vigente sistema processuale, in cui si è praticamente esclusa la possibilità di utilizzo della polizia giudiziaria ed in cui si è privilegiata la notifica a mezzo del servizio postale, si assiste ogni giorno al rinvio di numerosi processi per la mancata o irregolare esecuzione delle notifiche da parte del servizio postale con gravissime conseguenze sui tempi della giustizia penale che costituiscono un punto essenziale per l'attuazione del giusto processo previsto dalla Costituzione. - Tribunale di Enna Il Presidente del Tribunale evidenzia il consueto problema dato dalla forte mobilità dei magistrati che, terminato il periodo minimo di permanenza nell ufficio, ritornano nei luoghi d origine. L ufficio è pertanto soggetto a ricorrente scopertura nel periodo tra il trasferimento del magistrato e la sua sostituzione. Evidenzia, altresì, l assoluta inadeguatezza dell organico del personale amministrativo. Uffici requirenti - Procura della Repubblica di Caltanissetta 298
299 Anche il Procuratore di Caltanisetta ribadisce che costituisce fatto notorio che la principale causa di disservizio per questa Procura, come del resto per tutte le restanti Procure del Distretto di Corte d'appello di Caltanissetta, è costituita dalla endemica situazione di carenza dell'organico dei magistrati. Per di più, l'organico di fatto è soggetto ad un frequente "turn over" che, salvo casi eccezionali, impedisce, specie con riferimento alla D.D.A., la conservazione della cd. "memoria storica" degli assetti criminali mafiosi che interessano l'intero Distretto e, di conseguenza, la possibilità di ottimizzare la resa dell'ufficio sul piano investigativo. Tale situazione si è andata progressivamente aggravando ed attualmente su sedici sostituti previsti dalla pianta organica ne sono presenti soltanto nove, uno di quali prossimo ad essere trasferito presso la Procura Generale di Caltanissetta. Ad oggi, pertanto, il livello di scopertura dell'organico dei sostituti è attualmente pari al 50% (8 sostituti sui 16 previsti). In particolare, il settore della D.D.A. -il cui organico prevede sette sostituti- rischia la paralisi essendo presenti soltanto tre sostituti, uno dei quali, peraltro, potrebbe essere trasferito presso altro ufficio nei prossimi mesi. Con riferimento alla procura ordinaria la situazione è migliore (cinque sostituti su nove) ma non può sottacersi quanto sia divenuto difficile svolgere le indagini nei termini di legge, dato che ciascun sostituto è chiamato a svolgere le funzioni di P.M. in media per 14 udienze la settimana (oltre che a fornire supporto per le udienze ed i turni della Procura per i minorenni di Caltanissetta rimasta ad operare soltanto con il Procuratore della Repubblica). Ed è bene evidenziare che le udienze che vedono impegnati i magistrati della procura ordinaria sono soltanto 14 al mese, unicamente perché l'onere di rappresentare l'ufficio -oltre che dinnanzi ai Giudice di Pace- dinanzi al Giudice Monocratico di Tribunale è stato attribuito quasi esclusivamente ai V.P.O., altrimenti il numero delle udienze cui assicurare la presenza di un P.M. togato sarebbe senz'altro superiore. Stando così le cose, se si volesse assimilare la situazione del mio ufficio a quella di una imbarcazione che naviga con una falla nella chiglia, è evidente che il problema principale da affrontare è quello di evitarne l'affondamento. Traducendo questa metafora nel quotidiano agire di questa Procura, posso affermare, in altri termini, che attualmente, costituisce già un successo evitare scarcerazioni per decorrenza di termini, garantire lo svolgimento dei turni per gli affari urgenti e la presenza dei P.M. per tutte le udienze. Mentre risulta una impresa a dir poco ardua riuscire a raccogliere con la necessaria tranquillità le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia nel termine dei 180 giorni. Quanto al tempo da dedicare allo sviluppo delle indagini ed alla elaborazione di richieste di misure cautelari, non resta che fare affidamento nel tempo libero dei giorni festivi e nello straordinario spirito di servizio e nella abnegazione dei magistrati del mio ufficio alcuni dei quali, peraltro, sono assiduamente impegnati in articolate e complesse indagini correlate alle stragi palermitane del 1992 che richiederebbero ben altro tempo e ben altre risorse. - Procura della Repubblica di Nicosia Il Procuratore della Repubblica evidenzia che, allo stato, vi è una scopertura nell ufficio pari a due terzi dell organico dei sostituti. Tale situazione è tanto più grave in quanto le vacanze dell'ufficio sono state nel passato coperte solo con uditori giudiziari di prima nomina per mancanza di domande di magistrati più anziani, ma la riforma dell'ordinamento giudiziario preclude per il futuro la destinazione ad uffici requirenti di uditori giudiziari, sicché la vacanza di organico è destinata a protrarsi per un tempo indefinito e la concomitante grave carenza di tutti gli uffici requirenti di primo grado del distretto rende inattuabile un'applicazione distrettuale per periodi di tempo significativi, unica possibilità allo stato apparendo quella del ricorso all'applicazione extradistrettuale. Il Capo dell ufficio auspica 299
300 che venga attivato tale istituto. In caso contrario, non sarebbe possibile destinare magistrati togati a tutte le udienze del Tribunale, atteso che già settimanalmente il Procuratore segue una udienza del G.I.P. ed una del G.U.P. e l'altro magistrato tratta le udienze collegiali che si succedono con cadenza settimanale, mentre nello stesso arco temporale sono previste anche tre udienze settimanali del giudice monocratico, cui devono essere, quindi, destinati dei magistrati onorari per non pregiudicare la rapida definizione delle indagini preliminari. Il Procuratore rileva, ancora, che non ritiene probabile che la prossima pubblicazione dei posti vacanti con gli incentivi previsti per le sedi disagiate, possa risolvere il predetto problema, tenuto conto delle numerose sedi disagiate di Procura che in Sicilia risultano ugualmente scoperte persino presso le Procure distrettuali, presso le quali prevedibilmente si indirizzerà la maggior parte delle eventuali domande. - Procura della Repubblica di Enna Anche il Procuratore della Repubblica di Enna evidenzia la grave scopertura di organico, rilevando al riguardo che: con la imminente scadenza - il 26 aprile della applicazione extradistrettuale del dottor Alessandro Severi, magistrato proveniente dalla Procura della Repubblica di Vicenza, riprenderà a gravare su questo Ufficio la annosa scopertura di tre posti di sostituto procuratore, sui quattro previsti in organico (scopertura quindi pari al 75%, tra le più alte a livello nazionale), con la conseguenza che, con un solo sostituto in servizio, non sarà più materialmente possibile garantire la funzionalità dell'ufficio, anche a fronte della imminente trattazione di complessi procedimenti, per gravi fatti di sangue, nella fase dibattimentale e della udienza preliminare. Poiché anche la recente pubblicazione di tali scoperture di posti sul Boll. del CSM n. 844 del l6 gennaio 2009, è rimasta priva di aspiranti, per la terza volta consecutiva e non appare neppure praticabile la applicazione endodistrettuale di magistrati di altre procure, anche esse gravemente penalizzate da vistosi vuoti di organico, la situazione dell'ufficio si prospetta molto critica ed è motivo di forte preoccupazione, oltre che per i magistrati, anche per la categoria forense e per gli utenti della giustizia in genere. Non può non prendersi atto, con un certa delusione, che, a distanza di oltre sei mesi dall'approvazione del decreto-legge 16 settembre 2008 n. 142, recante interventi urgenti in materia di funzionalità del sistema giudiziario, che prevedeva i trasferimenti di ufficio dei magistrati nelle sedi disagiate a "copertura immediata", la normativa non ha ancora avuto attuazione, non essendo state in atto neppure individuate tali sedi. La attuale scopertura di due posti di vice procuratore onorario, sui sette previsti in organico, contribuisce ad aggravare la situazione generale di funzionalità dell'ufficio. Tale situazione renderà inevitabile la formazione di arretrato. - Procura della Repubblica di Gela Il Capo dell ufficio evidenzia la drammaticità della situazione di scopertura dell organico dei magistrati, pari all 80% che, se dovesse perdurare, porterebbe alla paralisi dell ufficio. - Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Caltanissetta Evidenzia il Capo dell ufficio la drammaticità della situazione, stante la perdurante, mancata copertura dell unico posto di sostituto in pianta organica. Rileva infatti che dal è presente in ufficio soltanto il Procuratore che si è trovato, pertanto, ad affrontare da solo tutto il carico penale, civile, amministrativo, tutte le udienze - ad eccezione delle dibattimentali per le quali usufruisce dell'applicazione di un magistrato della procura ordinaria di Caltanissetta, ufficio il cui organico è, parimenti, pesantemente ridotto la reperibilità continua nel turno esterno, con conseguente, ed evidente, estremo logorio, fisico e mentale, e con pregiudizio dell attività di collegamento con la rete di servizi che a vario titolo operano 300
301 nel territorio - il cui coordinamento con l'autorità giudiziaria minorile è fondamentale nell'ottica di prevenzione della devianza minorile e dell attività di controllo e di ispezione delle strutture che ricoverano minori esistenti nel distretto che di fatto non può essere svolta se non nel caso di straordinaria ed eccezionale necessità. Per ben tre volte il posto di sostituto messo a disposizione per i tramutamenti è rimasto privo di aspiranti, e neppure le due procedure di applicazione extradistrettuale non hanno avuto alcun esito positivo. Ne è in corso una terza i cui termini per le domande scadono in questi giorni. La situazione è e perdurerà nell'essere drammatica se non verranno adottati immediati e tempestivi rimedi. C) Proposte di interventi migliorativi Appare generalizzato, tra i capi degli uffici, un certo scetticismo in ordine al buon esito della novella normativa di incentivazione al trasferimento in sedi disagiate. Si rileva, peraltro, che il provvedimento non appare idoneo per una risoluzione definitiva del problema, sia per i limiti quantitativi di personale previsti, sia perchè, introducendo, di fatto, disparità di trattamento tra magistrati che esercitano le stesse funzioni nello stesso ufficio, conseguirebbe l effetto indotto di sollecitare al trasferimento chi nell ufficio disagiato già opera e non gode dello stesso trattamento economico. Si ravvisa, comunque, l opportunità della modifica della norma che vieta ai magistrati di prima nomina di assumere funzioni monocratiche penali, quantomeno prevedendone dei temperamenti o la possibilità di deroghe. Si esprime anche l opportunità di una rivisitazione, da parte dell organo di autogoverno, delle limitazioni poste all istituto dell applicazione extradistrettuale. Si sollecita l entrata a regime dell informatizzazione del processo, l eliminazione della pluralità dei riti civili, la revisione del sistema delle notificazioni nel processo penale, l adozione di procedure più snelle e meno vincolate al consenso dell interessato per ottenere il distacco e/o il trasferimento di personale amministrativo, eventualmente collegandolo ad un sistema di incentivi. Si paventano, sul piano dell opportunità, dell efficacia della risposta giudiziaria, delle ricadute sotto il profilo organizzativo, le conseguenze di un allargamento della competenza della corte d assise. Si espongono, di seguito, i rilievi e le proposte formulate dai capi degli uffici, anche ai fini dell evidenziazione delle specifiche problematiche connesse ai singoli uffici e delle prospettazioni risolutive. Il Presidente della Corte di Appello, sulla considerazione che il livello operativo che una struttura giudiziaria può raggiungere è legato necessariamente alla condizione che sia assicurata la costante copertura dei posti previsti nella pianta organica dei magistrati, auspica l adozione di uno strumento ordinamentale che subordini l operatività del trasferimento del magistrato ad altra sede alla contestuale copertura del posto, già lasciato libero, da parte di altro magistrato che vi aspiri. In tal modo, pur non frustrando il diritto del magistrato alla mobilità, si eviterebbe di privare la sede di partenza di energie professionali indispensabili per il regolare e produttivo funzionamento dell ufficio. Sottolinea notevoli perplessità in ordine al progettato aumento della competenza della Corte d Assise, rilevando, da un lato, che non si comprende la ragione dell ulteriore limitazione della cognizione del Tribunale collegiale che già è chiamato a decidere su un numero molto ristretto di reati, dall altro, che va scongiurata l eventualità che delitti di riconosciuto allarme sociale, i quali richiedono un elevato profilo professionale e particolari cognizioni tecniche, quali ad esempio il reato p. e p. dall art. 416 bis c.p. ed il reato p. e p. dall art. 74 D.P.R. 309/1990, siano attribuiti alla cognizione di un collegio atipico quale è la Corte di Assise. Non va poi sottaciuto il pericolo, più volte concretamente manifestatosi in passato, che 301
302 gruppi criminali, radicati sul territorio e dotati di capacità di intimidazione, possano, al fine di ottenere una decisione favorevole, fare indebite pressioni sulla giuria popolare, che è numericamente maggioritaria rispetto ai giudici togati. Nell ottica di accelerazione e semplificazione del processo penale, il Legislatore dovrebbe prevedere l utilizzo di strumenti informatici anche per quanto riguarda il sistema delle notifiche di comunicazioni e provvedimenti alle parti interessate, in uno alla previsione normativa dell obbligatorietà dell elezione di domicilio presso il difensore il quale dovrebbe divenire, per tutte le fasi del procedimento, l unico terminale di tutte le comunicazioni riguardanti il processo. Sempre in ottica acceleratoria del rito, auspica una modifica legislativa dell art. 584 c.p.p., in modo da eliminare la previsione della notifica dell atto di impugnazione proposto da un imputato alle altre parti private. Tale modifica, oltre ad eliminare i dubbi interpretativi esistenti circa la reale portata dell art. 584 c.p.p. e che suggeriscono spesso alle cancellerie un applicazione estensiva del precetto medesimo, sgraverebbe l ufficio, specialmente per i processi con un numero considerevole di imputati, da tutte quelle incombenze legate alla notifica dei vari appelli proposti e ridurrebbe di molto i tempi di trasmissione del fascicolo all autorità superiore chiamata ad esaminare l impugnazione. Sollecita la rivisitazione della competenza per materia del giudice chiamato a concludere il procedimento penale con il rito abbreviato, manifestando perplessità in ordine alla potestà attualmente riconosciuta al giudice monocratico (GUP) di deliberare in ordine ad imputazioni che, secondo le comuni regole, sono di competenza di un giudice collegiale qualificato, come il Tribunale o la Corte di Assise, al quale quindi dovrebbe essere restituito il potere decisionale, anche se sulla base dei risultati delle indagini preliminari. Ritiene che debba essere riconosciuta al rappresentante della Pubblica Accusa la facoltà di appellare senza le limitazioni di cui all art. 443 c.p.p. la sentenza emessa dal Giudice dell Udienza Preliminare, in attuazione del principio della parità processuale delle parti e per consentire al giudice del grado superiore iniziative dirette all effettivo adeguamento della pena al caso concreto. Quanto al settore civile, richiede di valutare l opportunità di aumentare l organico dei consiglieri della Corte di Appello di Caltanissetta quanto meno di una unità, tenuto conto che gli indici di pendenza e di sopravvenienza (+ 866 procedimenti in materia di lavoro e previdenza, procedimenti in materia di equa riparazione, rispetto al 2007) dei procedimenti di lavoro e previdenza e di equa riparazione, suggeriscono l istituzione di una autonoma sezione lavoro e di equa riparazione, con un presidente, diverso da quello della sezione civile, famiglia e minori, ed un congruo numero di consiglieri (tre anziché gli attuali due). Rileva, infine, che, sulla base della vigente normativa, la Corte di Appello di Caltanissetta è competente per i procedimenti di equa riparazione che concernono i procedimenti trattati nel distretto della Corte di Appello di Palermo ed i provvedimenti adottati dai magistrati ivi in servizio. La evidente sproporzione tra il numero di magistrati che operano nelle due Corti di Appello e degli affari civili e penali pendenti o esauriti è di tutta evidenza e consiglierebbe una revisione del sistema, ad esempio attraverso la suddivisione delle varie Corti in più fasce omogenee, sulla falsariga di quanto già avviene con l abbinamento dei distretti di Corte ai fini della correzione, negli esami di avvocato, degli elaborati scritti, così consentendo una riduzione dei tempi di fissazione (e conseguente definizione) di quegli stessi procedimenti. Il Presidente del Tribunale di Caltanissetta osserva come vada prioritariamente rivisto il sistema di destinazione dei magistrati di nuova nomina, che inibisce il loro utilizzo negli uffici del P.M., del Gip-Gup e del giudice penale monocratico, che arreca grave pregiudizio all'amministrazione della giustizia, non essendo facilmente risolvibile il problema delle scoperture di organico che sta paralizzando taluni Uffici di Procura e che implica gravi 302
303 problemi organizzativi anche per il Tribunale. Rileva, al riguardo, che la qualificazione del concorso per magistratura quale concorso di secondo grado e la più articolata e puntuale esperienza maturata dai magistrati di nuova nomina nella fase del tirocinio, ormai organizzato in modo da garantire concreti approfondimenti teorici e di pratica giudiziaria, rendono non più sussistente il "pericolo"di una gestione processuale da parte di "giudici ragazzini", essendo invece i magistrati di nuova nomina ben più attrezzati a fronteggiare l'esperienza giurisdizionale, rispetto a quelli di un tempo, che pure, nella generalità dei casi, hanno garantito apprezzabilmente il funzionamento della macchina giudiziaria. Evidenzia che l'attuale normativa presenta aspetti del tutto singolari, stante che consente ai G.O.T. l'esercizio di funzioni monocratiche penali, inibite invece ai magistrati di nuova nomina, paradossalmente qualificando i primi come più affidabili e professionalmente adeguati dei secondi, approdati all'esercizio delle funzioni giurisdizionali dopo il superamento di un difficile concorso e lo svolgimento di un serio e lungo tirocinio. Contraddittoriamente, la norma inibisce l'utilizzo dei G.O.T. per la composizione del Collegio, il cui giudizio è frutto di un confronto con magistrati di carriera e di sicura esperienza, consentendolo solo ai magistrali di nuova nomina. Appare auspicabile comunque, pur con le attuali limitazioni relative alle competenze, consentire l impiego dei magistrati onorari anche al di fuori dei casi di temporanea supplenza per l'assenza o l'impedimento del magistrato professionale, onde consentire anche un'azione di supporto in settori ove si registrino criticità anche per motivi transitori, con positive ricadute sul servizio. Anche il Presidente del Tribunale, così come il Presidente della Corte di Appello, esprime gravi riserve con riguardo al proposto ampliamento delle competenze della Corte di Assise, con inclusione di numerosi reati, finora affidati alla cognizione del Tribunale in sede collegiale, che convenientemente ed adeguatamente gestisce i relativi procedimenti e con riferimento anche alla fase dei processi in abbreviato, fin qui trattati del G.U.P.. Rimarca, al riguardo, che la Corte di Assise è organo a gestione particolarmente complessa per la presenza dei giudici popolari di varia estrazione, anche culturale, avvezzi a conoscere del processo nello sviluppo progressivo della istruzione dibattimentale, che in quanto tali, a differenza da quelli professionali, appaiono inadatti ai fini di una completa conoscenza di tutti i dati raccolti durante le indagini preliminari dal P.M, di problematica lettura e che, per il rito abbreviato, debbono formare oggetto di specifica e approfondita valutazione ai fini della decisione. L'attuazione della preannunciata riforma appesantirebbe, comunque, il funzionamento, già abbastanza complesso, delle Corti di Assise e renderebbe necessaria l'istituzione di altre sezioni con gravi problemi organizzativi, specie per uffici già sguarniti di adeguato personale di magistratura e di cancelleria. Con riguardo alla organizzazione dei servizi dell'ufficio giudiziario, il Presidente ravvisa una tendenza alla eccessiva burocratizzazione degli stessi, connessa agli indirizzi, sempre più rigidi e formali indicati con copiose e spesso complesse circolari, dall'organo di autogoverno, per qualsiasi attività di gestione, da programmare in estremo dettaglio, con eliminazione di una pur minima discrezionalità dei Capi degli uffici, a suo parere non sempre rispondente ai fini del migliore risultato conseguibile. Il Presidente del Tribunale di Gela rileva che, per quanto concerne il personale della magistratura, in considerazione dei noti limiti posti alla utilizzazione dei magistrati ordinari di prima nomina e della oggettiva situazione del Tribunale di Gela, caratterizzata da alto indice di avvicendamento, sarebbe necessario prevedere sia incentivi professionali per chi decidesse di rimanere per un certo numero di anni nella stessa sede, pur avendo maturato il diritto ad essere trasferito, sia moderne forme di trasferimento a tempo con pari incentivi professionali per chi decidesse di prestare il proprio ufficio in sedi caratterizzate da forti scoperture di organico. 303
304 Evidenzia che appare non più rinviabile la riforma inerente l'informatizzazione del processo civile e penale. Ritiene, altresì, indispensabile operare la riqualificazione del personale amministrativo, con particolare riguardo alle esigenze inerenti alla gestione delle udienze civili e penali che attualmente devono essere limitate nel loro numero per la mancanza della necessaria assistenza al magistrato. Considera altresì che andrebbe incrementato l'istituto del comando di personale dalle amministrazioni locali a quella della giustizia con indennità giudiziaria da porre a carico di quest'ultima, con notevole risparmio di spesa e di incremento massimo dei risultati ottenibili. Quanto alla concreta attuazione della legislazione regionale che prevede il distacco del personale in soprannumero presso gli uffici giudiziari, sarebbe opportuno prevedere la possibilità del distacco senza il consenso da parte dell'interessato, ma con attribuzione di un significativo vantaggio professionale, il che renderebbe obbligatorio ma appetibile l'eventualità del passaggio alla amministrazione giudiziaria del personale predetto. Il Presidente del Tribunale di Nicosia rileva che sarebbero opportune norme dirette ad assicurare adeguata funzionalità anche agli uffici giudiziari di minori dimensioni attraverso opportuni adeguamenti di organico, attraverso la previsione di ponderate eccezioni al generale divieto per magistrati di prima nomina di svolgere determinate funzioni in materia penale o, ancora, attraverso la possibilità di utilizzazione nella formazione dei collegi civili e penali di magistrati onorari che già esercitano funzioni giurisdizionali monocratiche. In materia civile sarebbe certamente auspicabile una tendenziale unificazione e semplificazione legislativa dei numerosi riti processuali, diretta a contenere i tempi giudiziari e ad assicurare ai cittadini un accesso più immediato alla giustizia civile. Nel settore penale, infine, parrebbe estremamente opportuna una modifica legislativa dell'intero sistema delle notifiche degli atti specie nei confronti dell'imputato, fondata magari sulla possibilità di eseguire la prima notifica attraverso mezzi più efficaci e diretti del servizio postale, per rendere certa e tempestiva l'informazione all'imputato del processo a suo carico, e sulla possibilità di eseguire le notifiche successive al solo difensore nominato, eventualmente anche con strumenti telematici, allo scopo di velocizzare al massimo le fasi processuali che portano alla pronuncia giurisdizionale. Il Presidente del Tribunale per i minorenni segnala che occorre concretamente valutare l opportunità di aumentare l organico dei magistrati togati del suo ufficio di almeno due unità. Ciò consentirebbe di far fronte a tutte le esigenze processuali in piena autonomia, liberando gli altri magistrati del distretto dall onere di vedersi frequentemente applicati. Per altro, la competenza distrettuale del Tribunale per i minorenni ben giustificherebbe l implementazione della pianta organica al fine di rendere ancora più efficace la risposta dell ufficio alle esigenze della cittadinanza e del territorio. Sollecita, per quanto riguarda il personale di cancelleria, di procedere alla immediata copertura di tutte le scoperture di organico attualmente presenti al fine di garantire la piena efficienza operativa del servizio, notando che l eventuale ed auspicato incremento del numero dei magistrati togati dovrà prevedere anche il conseguente adeguamento del numero di unità del personale di cancelleria. Il Procuratore della Repubblica di Caltanissetta rappresenta la difficoltà di proporre interventi migliorativi, in quanto nessuna iniziativa, per quanto lodevole, può essere avviata se mancano le risorse umane minimali che ne possano garantire la realizzazione. Afferma che va preso atto che è venuto meno il sistema di destinazione dei magistrati alle sedi con elevati indici di scopertura, fino a poco tempo addietro efficacemente assicurato 304
305 dalla destinazione d'ufficio dei magistrati vincitori di concorso, e che occorre individuare con urgenza un sistema normativo che, una volta per tutte, possa garantire la copertura degli organici degli uffici che costituiscono sedi disagiate. Nella incertezza se il provvedimento normativo che attribuisce incentivi -anche economici- ai magistrati disponibili al trasferimento d'ufficio presso le sedi disagiate sortirà gli effetti sperati, esprime la considerazione che si tratta, comunque, di un provvedimento "tampone", limitato a cento unità di personale di magistratura, che inevitabilmente causerà scoperture degli organici di altri uffici requirenti (verosimilmente tra quelli siti nell'ambito della stessa Regione ad oltre cento chilometri di distanza dalla sede disagiata) ed esaurirà i suoi effetti in breve tempo. Considera, altresì, che nell'ambito degli stessi uffici giudiziari cd. "'disagiati" si determineranno sostanziose disparità di trattamento economico tra magistrati che svolgono le medesime funzioni, il che, a ben vedere, certamente non gioverà al buon andamento degli uffici e potrebbe spingere i magistrati che non godono dei medesimi benefici dei nuovi arrivati a chiedere il trasferimento presso altri uffici giudiziali. Occorre, a suo avviso, un intervento di sistema destinato ad operare in maniera stabile per garantire la coperture delle sedi requirenti cd. "disagiate", senza creare disparità di trattamento economico tra i magistrati che svolgono medesime funzioni e semmai assicurando a tutti coloro i quali garantiscono la presenza presso le sedi disagiate i medesimi benefici. Su altro versante, il Procuratore evidenzia altresì, sollecitando un intervento normativo al riguardo, la problematica connessa alle attribuzioni delle Procure, distrettuali ed ordinarie, in materia di misure di prevenzione ed alle conseguenze derivanti dalla mancata coincidenza tra gli ambiti territoriali dei distretti giudiziari di Messina, Catania e Caltanissetta con quelli delle relative Province. Infatti, l art. 2 della Legge , n. 575 (come modif. dal D.L n. 92, conv. in L n. 125) attribuisce al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale del capoluogo del Distretto di Corte d'appello ove la persona dimora la competenza a proporre le misure di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza e dell'obbligo di soggiorno nei confronti delle persone indiziate di appartenere ad associazioni ai tipo mafioso. Parimenti, il comma terzo dell articolo 2 citato attribuisce l'esercizio delle funzioni di pubblico ministero allo stesso Ufficio distrettuale. Occorre tuttavia considerare che l'articolo 4, comma II, legge , n. 1423, dispone che la proposta dell'ufficio della Procura della Repubblica (Distrettuale) deve essere presentata al Tribunale avente sede nel capoluogo della Provincia in cui la persona dimora. Può così accadere, in considerazione della non coincidenza dell ambito territoriale del distretto giudiziario con quello della Provincia, che una misura proposta per fatti di pericolosità sociale occorsi nel circondario del Comune di Nicosia, il quale fa capo al distretto di Corte d'appello di Caltanissetta, determinino la competenza giurisdizionale del Tribunale di Messina, se realizzati nell'ambito territoriale della relativa Provincia. Inversamente, ma analogamente, si verifica con riferimento agli indiziati mafiosi operanti nella città di Niscemi (che fa parte del distretto giudiziario di Catania, ma della Provincia di Caltanissetta), dato che la competenza ad attivare le misure di prevenzione dianzi al Tribunale di Caltanissetta (che costituisce il capoluogo di provincia competente) spetta, nell'ambito della magistratura, alla D.D.A. di Catania (ed alla Procura di Caltagirone per le misure di prevenzione ordinarie). De iure condendo, sarebbe - pertanto - auspicabile un intervento del Legislatore che modifichi i criteri di competenza territoriale del Tribunale a cui può essere presentata la proposta motivata per 1 applicazione della misura di prevenzione, così da portarlo a coincidere con l'ambito territoriale della Procura Distrettuale investita della legittimazione attiva ai sensi del novellato articolo 2 legge , n. 575, ovvero, in alternativa, un intervento normativo che faccia coincidere il territorio delle Province con quello dei distretti giudiziari. 305
306 Altri profili suggeriscono, come sollecita il Procuratore, uno spostamento della collocazione del Comune di Niscemi, che fa parte della provincia di Caltanissetta, dal distretto giudiziario di Catania (circondario di Caltagirone) a quello di Caltanissetta. Innanzitutto, dal punto di vista della collocazione geografico-mafiosa, la famiglia di "cosa nostra" di Niscemi è da sempre strettamente collegata a quella di Gela, tanto che entrambe sono inserite nel mandamento mafioso di Gela; analoga è la situazione dei collegamenti mafiosi tra le famiglie della cd. "stidda" operanti sul territorio dei due centri urbani in parola. Stando così le cose, la Procura distrettuale antimafia di Caltanissetta incontra notevoli difficoltà a svolgere non poche indagini a carico di mafiosi operanti sul territorio di Gela in quanto, molto più spesso di quanto non si creda, in esse sono coinvolti soggetti di Niscemi. Analoghe difficoltà sono incontrate dagli organismi investigativi dei Carabinieri e della Polizia. A titolo esemplificativo, la Questura di Caltanissetta comprende i Commissariati di P.S. di Gela e Niscemi, le cui rispettive giurisdizioni si sviluppano in un territorio piuttosto esteso e storicamente contrassegnato da una forte presenza mafiosa. Orbene, nonostante una palese contiguità geografica oltre che mafiosa tra i due Centri urbani, permane l'applicazione di due distinti criteri ai fini della competenza territoriale e per materia dei relativi Uffici Giudiziari. Più precisamente, il Commissariato di Gela riferisce normalmente al Tribunale di Gela ed alla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltanissetta per le materie di rispettiva competenza, mentre il Commissariato di Niscemi ha tutt altra serie di referenti: la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Caltagirone (CT) per i reati ordinari, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania per i reati "distrettuali" ed il Tribunale di Caltanissetta per le misure di prevenzione. Ne consegue una inevitabile frammentazione delle attività investigative con evidenti riflessi negativi sotto il profilo temporale e sostanziale: da un lato, infatti, sono agevolmente intuibili le difficoltà di ordine logistico ed organizzativo che scaturiscono dalla ragguardevole distanza che separa Niscemi da Catania e dalla frequente impossibilità di esperire taluni atti con la tempestività che la materia richiede; non meno evidente, dall'altro, appare il rischio di disperdere notizie o dati riguardanti i collegamenti che la mafia gelese e quella niscemese hanno storicamente evidenziato e manifestano a tutt'oggi. L'anomalia, riferisce il Procuratore, è stata recentemente rappresentata dal Questore di Caltanissetta a qualificati esponenti del Ministero dell'interno, della Commissione Parlamentare Antimafia, dell'autorità Giudiziaria locale e non, i quali hanno concordemente sottolineato la necessità di proporre una revisione dei criteri di assegnazione di tali competenze. Appare pertanto del tutto opportuno attrarre il Comune di Niscemi nell'attribuzione della D.D.A.. di Caltanissetta, obiettivo da ottenersi con una modifica dei confini dei Circondari, cioè attraverso una Legge che modifichi la tabella A annessa al R.D. del 30 gennaio 1941 n. 12, come sostituita dalla tabella A annessa alla Legge 1 febbraio 1989 n. 30, recante "costituzione delle preture circondariali e nuove norme relative alle sezioni distaccate", nonché la tabella A annessa al Decreto Legislativo n. 51 dei 1998 concernente i Tribunali. Da ciò conseguirebbe, anzitutto, l'affermazione della competenza dei Tribunali di Gela e Caltanissetta (e quindi della D.D.A. di Caltanissetta per i reati di cui all'art. 51 comma tre bis c.p.p. e per le misure di prevenzione antimafia), palesemente più razionale e meno dispersiva, anche rispetto alle attività del Commissariato di Niscemi e sulla base di un criterio di omogeneità alla normativa che disciplina le attività del Commissariato di Gela, oltre che dei paralleli organismi investigativi dell'arma dei Carabinieri e della Guardia di finanza. Sarebbe inoltre scongiurato il rischio di una elaborazione tardiva delle acquisizioni investigative, con particolare riguardo alle indagini concernenti reati associativi, pressoché continue in questa provincia, segnatamente nei territori di Gela e Niscemi. Ne deriverebbe, infine, una evidente e cospicua razionalizzazione di risorse umane, materiali e finanziarie, ove si consideri la 306
307 necessità di frequenti spostamenti da una provincia all'altra, con inevitabili ritardi investigativi ed ineluttabili lungaggini processuali. Il Procuratore della Repubblica di Nicosia rappresenta che, ove dovessero risultare ancora vacanze negli organici delle Procure pur dopo il ricorso alla procedura connessa agli incentivi di ultima introduzione, sarebbe necessario ripristinare l accesso alle Procure dei magistrati di prima nomina, magari prevedendo che gli stessi possano essere destinatari di deleghe alla trattazione di procedimenti solo in coassegnazione con magistrati più anziani. Anche il Procuratore della Repubblica di Enna palesa timori circa l'efficacia della normativa sui trasferimenti di ufficio nelle sedi disagiate, ritenendo necessaria la modifica della disposizione di legge che preclude ai magistrati di prima nomina la destinazione ai posti negli uffici di procura, rendendo quanto meno flessibile la relativa normativa. Evidenzia, per altro aspetto, che alcuni uffici di Giudici di Pace del circondario hanno un indice di lavoro assolutamente modesto per numero di udienze penali (per l'anno 2008: n. 9 Giudice di Pace di Centuripe, n. 15 Giudice di Pace di Villarosa, n. 17 Giudice di Pace di Aidone, n. 8 Giudice di Pace di Barrafranca) e per numero altrettanto esiguo di sentenze. Ciò comporta una notevole dispersione di risorse, con pesanti ricadute anche sull'ufficio di procura, che deve assicurare la presenza del p.m. anche in località difficilmente raggiungibili, per la trattazione talvolta di un paio di procedimenti. Suggerisce pertanto (analogo suggerimento è proposto dal Procuratore Generale) una riduzione ed un accorpamento degli uffici del Giudice di Pace, da un lato al fine di evitare inutili appesantimenti di lavoro ai giudici requirenti, dall altro al fine di recuperare personale amministrativo agli uffici che presentano sofferenze più evidenti. Propone, altresì, di ampliare la competenza per materia del Giudice di Pace, in un ottica di sgravio del lavoro dei tribunali, oberati anche dalla trattazione di reati contravvenzionali di scarsa rilevanza sociale. Propone la modifica della norma che ha precluso agli ufficiali di p.g. in servizio di assolvere alle funzioni di p.m. di udienza, nel senso che a tali funzioni possano essere delegati quanto meno gli ufficiali di p.g. addetti alle dipendenti sezioni di p.g. e che la delega sia almeno consentita per le udienze davanti al Giudice di Pace, in maniera da recuperare i vice procuratori onorari per l'attività di udienza davanti al Tribunale. Il Procuratore della Repubblica di Gela suggerisce una modifica della norma dell art. 110 O.G., estendendo la possibilità di applicazione negli uffici di Procura anche ai magistrati addetti a funzioni giudicanti. Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Caltanissetta sollecita una particolare attenzione del CSM alle esigenze dell ufficio, suggerendo un interpretazione meno restrittiva della circolare in materia di applicazioni extradistrettuali nei confronti dei magistrati con funzioni requirenti, che vieta l applicazione a chi è stato già applicato nel medesimo ufficio da meno di due anni. Si allegano (dati della direzione generale di statistica del Ministero): prospetto statistico riassuntivo del settore civile della Corte d Appello; prospetto statistico riassuntivo del settore penale della Corte d Appello; prospetto statistico riassuntivo della Procura Generale della Repubblica; prospetti statistici riassuntivi dei tribunali di Caltanissetta, Nicosia, Gela, Enna; prospetti statistici riassuntivi delle procure di Caltanissetta, Nicosia, Gela, Enna; prospetto statistico riassuntivo del tribunale per i minorenni; prospetto statistico riassuntivo della procura presso il tribunale per i minorenni 307
308 elaborato contenente strumenti comparativi per la valutazione complessiva degli uffici, composto da n. 17 tavole, relativo ai tribunali di Caltanissetta, Nicosia, Enna e Gela (si rappresenta che i dati esposti sono parametrati ad una situazione di pieno organico degli uffici). Il Segretario Relatore Il Presidente 308
309 13. Relazione del Consiglio giudiziario di Palermo sulla situazione del distretto RELAZIONE DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO PRESSO LA CORTE D APPELLO DI PALERMO SULLA SITUAZIONE GIUDIZIARIA DEL DISTRETTO I LA SITUAZIONE DEGLI ORGANICI L analisi della situazione sull amministrazione della giustizia nel distretto, secondo quanto suggerito dalla circolare del C.S.M. del , con la quale si è stabilito di redigere una relazione da inoltrare al Parlamento Italiano sulla situazione giudiziaria delle regioni del Sud a più alta densità criminale, deve prendere l avvio dalla considerazione della dotazione organica degli uffici giudiziari del distretto, che alla data del è la seguente: Magistrati giudicanti addetti ad uffici di primo grado: FUNZIONI ORGANICO VACANTI EFFETTIVI Presidente di Tribunale Presidente di Sezione di Tribunale Presidente di Sezione G.I.P Presidente Aggiunto della Sezione G.I.P Presidente della Sezione Lavoro Giudice Giudice della Sezione Lavoro Presidente del Tribunale di Sorveglianza Magistrato di Sorveglianza Procuratore della Repubblica Procuratore della Repubblica Aggiunto Sostituto Procuratore della Repubblica Presidente del Tribunale per i Minorenni Giudice del Tribunale per i Minorenni Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni TOTALE Magistrati in servizio presso uffici di secondo grado: FUNZIONE ORGANICO VACANTI EFFETTIVI Presidente di Corte di Appello Presidente di Sezione di Corte di Appello
310 Consigliere di Corte di Appello Magistrato Distrettuale Giudicante Presidente della Sezione Lavoro di Corte di Appello Consigliere della Sezione Lavoro di Corte di Appello Procuratore Generale presso la Corte di Appello Avvocato Generale presso la Corte di Appello Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Appello Magistrato Distrettuale Requirente TOTALE Ebbene, nonostante il dato numerico della dotazione organica tabellare complessiva, pari a 480 unità, collochi il distretto fra quelli più ampi e numericamente forniti, in realtà le scoperture attualmente rilevate, pari al 14%, dimostrano un sensibile peggioramento della situazione generale rispetto ai dati disponibili dell anno precedente col superamento del tasso medio di scopertura considerato su base nazionale. E agevole poi rilevare che le situazioni più deficitarie sono riscontrabili nei Tribunali di provincia ed in particolare: -al Tribunale di Sciacca, ove a fronte di un già contenuto organico di 10 magistrati, ne sono presenti soltanto 7, compreso il Presidente, con un tasso di scopertura del 30%; -al Tribunale di Marsala, ove a fronte di 25 posti, sono vacanti 2 posti di Presidente di sezione e 6 posti di giudice con un tasso di scopertura del 32%; -al Tribunale di Agrigento, ove a fronte di una pianta organica di 33 magistrati si rileva la scopertura di quattro posti, pari al 14%; - al Tribunale di Trapani, nel quale su 21 posti di giudice, tre sono vacanti, con una scopertura del 14%. Si aggiungono le altre gravi condizioni del Ufficio di Sorveglianza di Agrigento, nel quale la scopertura riguarda il 50% dei posti, situazione rimasta immutata dall anno 2007, quelle ancora peggiori del Ufficio di Sorveglianza di Trapani, ove, dei due posti previsti tabellarmente, nemmeno uno è coperto da lungo tempo e non verrà coperto nemmeno con i m.o.t. del concorso indetto con D.M , nessuno dei quali destinati a questa sede, cosa che costringerà ancora il personale in servizio a Palermo a continue applicazioni, con l inevitabile lievitazione di costi ed il dispendio di tempo. Va poi esaminata a parte la situazione della Corte d Appello di Palermo, ove la completezza dell organico è soltanto apparente, ma cela un grave disagio operativo. Invero, nonostante la recentissima copertura del posto di Presidente della Corte d Appello, sono ancora scoperti otto posti di presidente di sezione e tre di consigliere, pari al 17,40% dell organico, in quanto un presidente di sezione è deceduto, un altro è stato trasferito ad altro incarico direttivo ed i restanti, decaduti dalle funzioni semidirettive per averle esercitate per un periodo superiore ad otto anni ai sensi degli artt. 45 e 46 d.l.gs. 160/2006, sono rimasti in servizio, esercitando di fatto, in quanto magistrati più anziani, funzioni presidenziali, ma occupando tabellarmente posti di consigliere. I lunghi tempi richiesti per l espletamento delle procedure di concorso per i posti semidirettivi non consentono di prevedere a breve sensibili miglioramenti della situazione, potendosi al contrario ipotizzare che alcuni consiglieri più anziani andranno a ricoprire qualche posto semidirettivo di primo o secondo grado, aggravando quindi altresì le scoperture esistenti di una dotazione in sé insufficiente al complessivo carico di lavoro gravante sull ufficio. 310
311 Allo stato, in diverse sezioni penali sono presenti un numero di componenti sufficiente ad integrare un solo e sempre identico collegio, il che rende difficoltosa la soluzione di eventuali situazioni d incompatibilità e grava i presenti di una mole di lavoro davvero onerosa, che non può trovare soluzione nemmeno col ricorso all unico magistrato distrettuale giudicante, al momento in astensione per maternità. Ed in effetti tale figura professionale sin dalla sua istituzione, a causa della mancata copertura di tutti i posti disponibili, cosa determinata dalle notevoli dimensioni del distretto e quindi dalla necessità di affrontare complessi e faticosi spostamenti nel suo ambito, non ha rappresentato un rimedio efficace per affrontare le periodiche difficoltà di organico degli uffici giudicanti. In ogni caso, le esperienze passate hanno dimostrato che l utilità del suo impiego è risultata tanto maggiore quanto più prolungata è stata la permanenza nell ufficio. Altrettanto affaticata risulta la sezione prima civile che si occupa con il medesimo organico anche della trattazione del settore penale minorile e che ha nell anno 2008 definito un numero crescente rispetto ai precedenti di procedimenti, riducendo la pendenza, anche se a costo di un allungamento dei tempi necessari. Più in generale la situazione di sofferenza nel lavoro della Corte d Appello si è tradotta inevitabilmente, a dispetto di standard di produttività veramente elevati, che sfiorano per alcuni consiglieri delle sezioni penali le trecento sentenze l anno, nell allungamento da 207 a 225 giorni dei tempi medi di definizione dei procedimenti, peraltro già di per sé aumentati nelle sopravvenienze in modo preoccupante. Diversa e ben più drammatica è la situazione degli uffici requirenti. L organico dei magistrati della Procura Generale - che prevede 15 sostituti presenta, invero allo stato, due vacanze, manifestando ancor più la sua insufficienza alla necessità, sia per il numero sempre crescente di visti e di adempimenti processuali ed amministrativi, sia per la partecipazione alle udienze. Come segnalato dal Procuratore Generale presso la Corte d Appello, le scoperture raggiungono il 50% per la Procura di Trapani, il 48,75% per la Procura di Marsala, il 40% per quella presso il Tribunale per i Minorenni, il 33% per quella di Termini Imerese ove a breve, per il trasferimento di due sostituti, rimarranno presenti in servizio soltanto il Procuratore e quattro sostituti -, il 25% per quella di Sciacca, -che deve però usufruire di un magistrato distrettuale requirente per l assenza per maternità di un sostituto, ma che a breve rimarrà con organico quasi azzerato, avendo altro sostituto già proposto domanda di tramutamento ed avendo gli altri due terminato il periodo di permanenza obbligatoria, con prevedibile esodoed il 23,10% per quella di Palermo, con un valore medio di vacanze pari al 26,12%, calcolato alla data del 24 febbraio Dalle informazioni acquisite per esperienza diretta di alcuni componenti di questo Consiglio Giudiziario, si è appreso che a breve, nonostante il ricorso all importante contributo dei V.P.O. nei limiti delle loro attribuzioni e dell utilizzo dei due magistrati distrettuali requirenti, non sarà più possibile garantire per gli uffici di Trapani e di Marsala la costante presenza del P.M. a tutte le udienze calendate, che quindi non potranno essere celebrate, mentre è risultata impraticabile la soluzione alternativa dell applicazione di personale da altri uffici requirenti, dal momento che tutti al momento soffrono di gravi carenze di personale. Deve segnalarsi come egualmente preoccupante sia la situazione della Procura di Palermo, ove, nonostante la più elevata dotazione organica pari a 72 unità, ventisei magistrati sono assegnati alla D.D.A., mentre le restanti unità anche ad organico pieno risulterebbero insufficienti a far fronte all ingente mole di lavoro ordinario, che ha subito un sensibile incremento nel corso dell anno Ciò che più costituisce motivo di allarme è che la situazione non è prevedibile possa trovare soluzione in tempi brevi: è noto che le sedi requirenti della Sicilia sono state coperte per lungo tempo con la destinazione dei più giovani vincitori di concorso, i quali, provenendo spesso da 311
312 altre regioni, non appena compiuto il periodo minimo di permanenza, ottenevano il tramutamento verso gli uffici delle zone di provenienza, lasciando ciclicamente scoperti i posti in precedenza ricoperti. Questo ricambio periodico di nuovi magistrati, in passato avvenuto con tassi di avvicendamento sorprendenti, non potrà avvenire in futuro per effetto della disposizione normativa che vieta ai magistrati di prima nomina di svolgere funzioni requirenti per un lasso di tempo di cinque anni. Al contempo è ormai dimostrato, -a causa della paventata separazione delle carriere, delle difficoltà logistiche nel raggiungere sedi lontane e poco agevoli, dell imposizione in caso di successivo passaggio alle funzioni giudicanti del trasferimento in alcuni casi di regione, con comprensibili ripercussioni negative sulla vita personale e familiare- il netto disinteresse dei magistrati già in servizio per le sedi di Procura, posto che nell ultimo concorso soltanto quattro sedi sulle cinquantacinque disponibili in Sicilia sono state coperte con i tramutamenti ordinari e per di più con due aspiranti provenienti dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese, senza che si siano verificati spostamenti dagli uffici giudicanti. Risulta quindi giustificata la sfiducia nei meccanismi compensativi, costituiti da trasferimenti d ufficio e da incentivi economici e di anzianità, che a fronte dell aumento di qualche unità negli uffici requirenti periferici, potrebbero comportare ulteriori esodi dalla Procura della Repubblica di Palermo, ufficio che quindi verrebbe ulteriormente penalizzato e che, come già detto, al momento versa già in condizioni critiche. Le prevedibili ripercussioni delle difficoltà operative descritte e della loro protrazione nel tempo in termini di incremento dei carichi di lavoro per i pochi presenti, di allungamento dei tempi di definizione dei procedimenti e di stasi nelle indagini aprono la possibilità di scenari inquietanti di sostanziale inefficienza nell azione di contrasto alla criminalità in aree tradizionalmente pervase in modo vasto, radicato, capillare dal fenomeno mafioso si pensi alla provincia di Trapani, ove i risultati nella lotta alle cosche mafiose, più penetrate negli strati sociali borghesi ed imprenditoriali, ha dato risultati meno concreti e meno costanti, nonostante gli sforzi continui ed encomiabili degli inquirenti-, che soffrono altresì di una vistosa recrudescenza di episodi di criminalità comune, acuiti dal recente provvedimento di indulto, di cui hanno potuto fruire ampie fasce della popolazione carceraria e dal momento di recessione economica. L indebolimento dell azione di contrasto da parte dello Stato, nonostante il momento favorevole in cui l organizzazione cosa nostra ha subito pesanti perdite per effetto della cattura di alcuni suoi capi latitanti e per le scelte di maggiore collaborazione con gli inquirenti di imprenditori vessati dall attività estorsiva, offrirà il destro alla stessa per continuare l opera di accurata mimetizzazione e sommersione nel tessuto sociale ed economico, all apparenza sano e produttivo, grazie alla continua sostituzione dei sodali tratti in arresto, al reclutamento di nuovi esponenti all apparenza insospettabili ed al permanere in clandestinità di pericolosi capimafia, in grado di catalizzare nuove forze e dirigere nuove iniziative delittuose, facendo così naufragare definitivamente le speranze della cittadinanza e degli operatori economici onesti di ricevere adeguata tutela. E inevitabile che questo contesto negativo finisca per sottrarre energie, forze e volontà a qualsiasi progetto di sviluppo economico e sociale e di promozione culturale delle popolazioni locali. Per quanto attiene alla magistratura onoraria, la situazione degli organici è la seguente: ORGANICO VACANZE PRESENZE SCOPERTURA G.d.P ,34% G.O.T ,59% V.P.O ,4% 312
313 Al riguardo non può non segnalarsi l importanza dell apporto offerto dai G.O.T., che in alcuni uffici meno dotati di personale costituiscono un punto fermo imprescindibile per il funzionamento dell attività giudiziaria, andando a supplire all assenza di magistrati togati, soprattutto nelle sedi distaccate, pur nel rispetto delle loro limitate competenze. Quanto agli uffici del Giudice di Pace va segnalato che a tutt oggi permane la situazione, già rilevata in passato, di notevole scopertura, fra le più elevate rispetto alla media nazionale, nonostante l avvenuta contrazione della pianta organica disposta con D.M , inconveniente cui si aggiungono anche sensibili carenze nel personale amministrativo, cosa che inevitabilmente pregiudica il corretto ed efficiente funzionamento di questo settore giudiziario. A riprova va considerato che sono aumentati i tempi di durata dei procedimenti penali, devoluti alla cognizione del G.d.P., passati da giorni 373 a giorni 565 e che si è registrato altresì il costante incremento delle sopravvenienze. Va segnalato al riguardo che maggiori spazi di efficienza potrebbero essere recuperati se solo si razionalizzasse la distribuzione degli uffici del Giudice di Pace sul territorio: in tale ottica è stata già richiesta la soppressione o l unificazione soprattutto di alcune sedi nelle province di Agrigento e di Trapani, misura quanto mai opportuna, dal momento che comporterebbe una contrazione dei costi ed una più oculata gestione delle poche risorse umane e strutturali disponibili con un miglioramento generale del servizio. La tematica della mobilità dei magistrati del distretto evidenzia, come già detto un elevato tasso di avvicendamento negli uffici requirenti e giudicanti periferici, molto meno evidente nella sede metropolitana. Allo stato, dei magistrati ordinari in tirocinio dell ultimo concorso, nominati con D.M , nove sono provenienti da questo distretto, ma all esito della scelta delle sedi soltanto tre di loro andranno ad occupare posti in uffici del distretto e più precisamente uno al Tribunale di Termini Imerese con assegnazione delle funzioni civili; uno al Tribunale di Palermo con funzioni civili nel settore specialistico delle esecuzioni mobiliari ed uno a Trapani con funzioni civili ordinarie. Dei restanti, uno ha scelto il Tribunale di Palmi in Calabria, tre il Tribunale di Caltanisetta, uno quello di Nicosia ed uno quello di Enna. Ciò comporta che tutti gli altri posti resi disponibili nei Tribunali periferici, ad esempio a Sciacca, a Marsala, ad Agrigento verranno coperti da magistrati non provenienti dal distretto che, come già esposto, è certamente prevedibile abbandoneranno a conclusione del periodo di permanenza minima per trasferirsi in sede prossime alle zone di provenienza. In ordine ai tramutamenti dei magistrati già in servizio, la mobilità risulta molto ridotta per gli uffici di maggiori dimensioni, come il Tribunale di Palermo e la Corte d Appello; i dati più rilevanti riguardano i movimenti che si sono registrati o si verificheranno a breve, all atto della conclusione delle relative procedure, per la copertura dei numerosi posti direttivi e semidirettivi, rimasti vacanti da luglio 2008 a causa della decadenza dalle funzioni di coloro che lo avevano ricoperto per più di otto anni, ai sensi delle disposizioni di cui agli artt. 45 e 46 del D. Lgs. 160/2006, cosa che, ad esempio, ha privato la Corte d Appello di 5 Presidenti di sezione ed il Tribunale di Palermo di 6 Presidenti di sezione. II I PROFILI ORGANIZZATIVI DEGLI UFFICI DOTAZIONI AMMINISTRATIVE E STRUTTURALI ED EFFETTIVITÀ DEL SISTEMA TABELLARE 313
314 Si prenderanno ora in esame i profili organizzativi degli uffici, sia con riferimento alle dotazioni amministrative e strutturali (organici virtuali e reali del personale amministrativo, edilizia, mezzi informatici, autovetture), sia all effettività del sistema tabellare (osservanza delle circolari, soluzioni adottate dai dirigenti, distribuzione dei carichi di lavoro, utilizzazione dei magistrati ordinari in tirocinio, ecc.). ORGANICI DEL PERSONALE AMMINISTRATIVO Un primo dato di criticità è certamente rappresentato dalle dotazioni del personale amministrativo. In primo luogo, occorre prendere le mosse dal rilievo che le attuali piante organiche del personale amministrativo nel Distretto sono assolutamente inadeguate alla mole di lavoro gravante indistintamente su tutte le qualifiche del personale, sicché è urgente una loro rielaborazione, in linea con gli aumentati adempimenti cui è stata via via assoggettata la macchina della giustizia ed anche con la creazione di sempre nuovi apparati ed organismi, che necessitano, per il loro funzionamento, di un adeguata ed efficiente struttura amministrativa di supporto. Peraltro, a fronte di piante organiche insufficienti, è noto che già a livello nazionale si sia registrato un generalizzato calo delle effettive presenze del personale amministrativo, determinato sia dai tagli di organico stabiliti nelle passate leggi finanziarie, sia dal blocco delle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni, sicché ad oggi la media nazionale della scopertura degli organici del personale amministrativo si attesta intorno al 6,66%. Nel distretto di Corte di Appello di Palermo, a fronte di un organico di unità, ne sono in servizio effettivo solo 1.537, con una percentuale di vacanza pari al 16.08%, come risulta dalla Relazione sull Amministrazione della Giustizia nell anno 2008 formulata dal Presidente della Corte di Appello di Palermo. Sottolinea il Presidente della Corte: La situazione è abbastanza uniforme per le varie tipologie di ufficio, ma vi sono invece sostanziali differenze per le diverse figure professionali: per alcune di esse infatti il tasso di scopertura risulta al di sotto di una soglia per cosi dire fisiologica mentre per altre la situazione è veramente allarmante, 38 posti di direttore di cancelleria risultano scoperti sui 55 previsti in organico, 72 posti di cancelliere C2 su 174, 25 posti di cancelliere C1 su 327, 41 posti di autista su 233. La grave sofferenza esistente è stata di recente cristallizzata con l entrata in vigore dell art. 74 comma 5 della L. 6 agosto 2008 n. 133, di conversione del D.L. 25 giugno 2008 n. 112, che ha individuato le piante organiche del personale amministrativo in ragione dei posti coperti alla data del 30 settembre 2008, con la conseguente soppressione dei numerosi posti a quella data vacanti. In tal modo, un mero accorgimento contabile ha prodotto l apparenza di un integrale copertura degli organici ed, in taluni casi, addirittura di presenze eccedenti la pianta organica. Il dato allarmante della elevatissima percentuale di scopertura negli organici del personale amministrativo del Distretto è parzialmente compensato dalla presenza, in molti Uffici, di personale diverso da quello amministrativo organico nel Ministero della Giustizia, quali le risorse comandate da altre amministrazioni, il personale a tempo determinato (ex L.S.U.), nonché il personale comunale comandato presso gli uffici del giudice di pace. La presenza di tale personale altro rispetto a quello dipendente dal Ministero della Giustizia assume un rilievo particolarmente importante nella lettura e valutazione degli indici di scopertura nel Distretto di Palermo. Basti pensare che, secondo i dati forniti dal CSM per l anno 2007, la cospicua presenza di questo personale abbia determinato un oscillazione talmente significativa da spostare l indice di scopertura dal +5,62% al 6,17%, con addirittura un inversione del dato negativo in una situazione di apparente sovraorganico. 314
315 In tempi recentissimi si è registrata l assunzione in ruolo del personale già assunto a tempo determinato e la sua collocazione in posizione sovrannumeraria, misura che ha regolarizzato l utilizzo di una forza lavoro già a disposizione degli uffici giudiziari, ma che si presta egualmente a non eliminare le problematiche esistenti, in quanto tale personale per la grande maggioranza è costituito da ausiliari ed operatori amministrativi e non da dirigenti ed inoltre spesso difetta di specifica esperienza nel settore e di una adeguata qualificazione professionale, sicchè non può ritenersi equiparabile per qualificazione e funzioni a quello organico al Ministero della Giustizia. Permane dunque una significativa carenza di figure apicali, che risultano strategiche per un efficiente funzionamento del servizio giustizia. Si auspica quindi non solo la copertura delle vacanze di organico del personale amministrativo con professionalità di ruolo nell Amministrazione della Giustizia, ma anche, ed ancor prima, un adeguamento delle piante organiche del personale amministrativo, allo stato ancora inadeguate a fronteggiare la mole di lavoro ed i sempre maggiori adempimenti richiesti dalle riforme legislative. DOTAZIONI STRUTTURALI Per quanto concerne, invece, le dotazioni strutturali nel Distretto di Palermo, si registrano situazioni difformi a seconda che si faccia riferimento all edilizia giudiziaria, agli arredi, ai mezzi informatici o alle autovetture. 1) Quanto alla materia dell edilizia, i dati relativi al Distretto di Corte di Appello sono genericamente confortanti, seppur non manchino episodi di criticità. Invero, il Palazzo di Giustizia di Trapani ha appena subito un consistente intervento di integrale ristrutturazione, mentre è iniziata la costruzione del nuovo Palazzo di Giustizia per la sede di Marsala. Le strutture degli altri Tribunali del Distretto sono complessivamente adeguate e funzionali allo scopo, seppure l ala vecchia del Palazzo di Giustizia di Palermo non soddisfi, per dimensione e strutture, le esigenze dei molti Uffici ivi ancora allocati. Si segnala al riguardo, la situazione precaria delle cancellerie della Corte d Appello, il cui personale, a causa dell insufficienza dello spazio disponibile nei locali e negli armadi, collocati anche nei corridoi, deve accatastare i fascicoli a terra e ha difficoltà a gestire l archivio, anche per la scarsità numerica dei commessi, offrendo incolpevolmente un immagine negativa di approssimazione, disordine e scarsa diligenza. A ciò si aggiunge la cronica mancanza di stanze da destinare ai singoli magistrati, costretti a fruire dei locali destinati alle camere di consiglio anche per lo studio dei fascicoli. Analoga situazione si riscontra per le sezioni civili, in cui più giudici devono tenere le udienze istruttorie contemporaneamente o alternativamente nella medesima stanza, con inevitabili e deprecabili momenti di confusione e sovrapposizione, che non giovano alla corretta conduzione dell attività giudiziaria. Particolarmente rilevante è la situazione dell Ufficio G.I.P. del Tribunale di Palermo, il quale non dispone di locali sufficienti da destinare ai Giudici e ai servizi di cancelleria. Le situazioni maggiormente critiche si registrano, tuttavia, nelle molte sedi distaccate del Distretto, nelle quali gli immobili destinati all attività giudiziaria sono spesso vetusti e carenti dal punto di vista della manutenzione ordinaria, in ordine alla quale le amministrazioni competenti provvedono solo saltuariamente e comunque con sensibili ritardi. Si pensi ai locali della sezione distaccata di Mazara del Vallo, allocati nel seminterrato di un palazzo di civile abitazione, carenti sotto il profilo della sicurezza e della aerazione dei locali, sicché ogni anno, all approssimarsi dei mesi estivi, si registrano le legittime proteste del Consiglio dell Ordine, spesso sfociate in lunghe astensioni dalle udienze. Analoghe le 315
316 condizioni dei locali ove è alloggiata la sezione distaccata di Alcamo, condivisi anche dall ufficio del Giudice di Pace, ma vistosamente inadeguati allo scopo, come più volte segnalato dal Presidente del Tribunale di Trapani. Ancor più gravi le condizioni dell immobile che ospita la Sezione distaccata di Monreale, che, a causa delle gravi situazioni di pericolo per l incolumità delle persone, hanno costretto il Presidente del Tribunale di Palermo a disporre, nel giugno del 2008, il temporaneo accentramento di tutti gli affari nella sede centrale. 2) Quanto invece alla dotazione degli arredi negli Uffici, la stessa risulta adeguata alle esigenze, pur se con qualche lacuna nelle sedi distaccate. 3) Quanto poi alla fornitura dei mezzi informatici, quasi tutti gli Uffici del Distretto godono di dotazioni hardware e software sufficienti, ma devono segnalarsi gravi carenze e ritardi nella assistenza tecnica e nella manutenzione, del tutto insufficienti rispetto al numero delle postazioni informatiche attive, con conseguente netto pregiudizio della efficienza del sistema, che, specie nei casi di disfunzioni estese alla rete intranet ed al Registro Generale, è stato più volte ridotto alla paralisi. Diversa è la situazione del Tribunale di Trapani, il cui Presidente segnala che la dotazione di personal computer è da considerarsi assolutamente obsoleta, perché assegnata oltre cinque anni fa ed è comunque poco efficiente. Un rilievo a parte merita la cronica insufficienza nella dotazione di apparecchiature per le attività di intercettazione telefonica ed ambientale, a causa della quale gli Uffici requirenti e per prima la D.D.A. - sono continuamente costretti a ricorrere al noleggio presso ditte esterne, con gravi ricadute in ordine ai tempi di attivazione ed ai costi delle attività. Si ritiene di sottolineare al riguardo l assoluta indispensabilità dell impiego di tali mezzi di indagine nell azione di contrasto del fenomeno mafioso, delle estorsioni e dell attività criminosa nel settore degli stupefacenti, in un contesto ambientale nel quale l omertà è ancora un atteggiamento culturale largamente diffuso. Non può tacersi che i sensazionali risultati conseguiti negli anni 2007 e 2008 con la cattura di pericolosissimi capimafia latitanti, in primis Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo, e con l emersione di nuovi collaboratori di giustizia, sono stati conseguiti proprio perché, tramite le operazioni d intercettazione, è stato possibile smantellare la vasta rete di fiancheggiatori che li proteggevano ed acquisire un corredo probatorio di sicuro valore dimostrativo. 4) Quanto poi alla dotazione di autovetture, non può non segnalarsi il dato della loro cronica insufficienza numerica rispetto alle esigenze del Distretto, che vede un territorio ampio e spesso impervio, male servito dai mezzi pubblici di collegamento. Oltre alle esigenze ordinarie e quotidiane di ogni Ufficio, l elevato numero di sedi distaccate obbliga frequentemente un cospicuo numero di magistrati a spostarsi per raggiungerle, mentre la necessità che i magistrati della D.D.A. seguano l attività dibattimentale presso i Tribunali del Distretto o presso le aule protette di taluni istituti carcerari li obbliga a continui viaggi per raggiungere la sede di udienza. A fronte di tali esigenze, la dotazione di autovetture è assolutamente vetusta ed inadeguata, sia per quanto concerne le autovetture blindate che per quelle ordinarie. LE TABELLE E noto che il c.d. sistema tabellare costituisce il cardine della struttura organizzativa degli uffici, configurandosi come il primo essenziale atto organizzatorio degli uffici giurisdizionali. Le tabelle delineano l'organigramma dell'ufficio, la sua ripartizione in sezioni, l'assegnazione alle stesse dei singoli magistrati ed i criteri di assegnazione degli affari giudiziari e, quindi, 316
317 stabiliscono le linee informatrici dell'attività di organizzazione e ne consentono il controllo, offrendo così un punto di vista privilegiato sulla situazione degli Uffici. Da un primo esame della struttura organizzativa degli uffici giudiziari del distretto emerge immediatamente l insufficienza strutturale degli organici, a prescindere da eventuali vacanze, rispetto agli affari da trattare. Tutti i Capi degli Uffici, giudicanti e requirenti, hanno lamentano l insufficienza delle piante organiche a fronte dei flussi degli affari, e le conseguenti difficoltà ad organizzare il lavoro in modo da assicurare un servizio efficiente ed un ottimale allocazione delle risorse disponibili. Inutile aggiungere che le allarmanti carenze di organico già rappresentante nella prima parte della presente relazione, dedicata alle risorse del personale della magistratura, aggrava e rende spesse volte ingestibile il servizio giustizia. Inoltre, i progetti tabellari elaborati dagli Uffici del Distretto per il biennio , successivamente prorogati per l anno e perciò tuttora in vigore negli Uffici, fino alla approvazione da parte del C.S.M. dei progetti per il triennio hanno subito nel periodo di validità numerosissimi interventi di modifica. Invero, il rilevante flusso di magistrati in esodo verso regioni del centro e del nord, unito alla eccezionale mobilità di magistrati con funzioni direttive e semidirettive che hanno lasciato i loro incarichi nell anno 2008, a seguito dell entrata in vigore delle disposizioni di cui agli artt. 45 e 46 del D. Lgs. 160/2006, hanno costretto i Capi degli Uffici a continui interventi di modifica delle tabelle di organizzazione. Ciò in quanto il trasferimento di ogni magistrato o la decadenza di coloro che rivestivano da oltre otto anni funzioni direttive o semidirettive hanno comportato la necessità di intervenire in modifica sugli assetti organizzativi vigenti, allo scopo di ridistribuire i ruoli rimasti vacanti o di inserire nell organico i magistrati che hanno perduto le funzioni direttive o semidirettive nel loro nuovo incarico di giudici o consiglieri. Oltre a ciò, si sono verificati interventi modificativi dei precedenti documenti organizzativi dettati dall insediamento dei nuovi dirigenti, intenzionati in tal modo ad apportare aggiustamenti all assetto degli uffici in conformità con i loro personali criteri di gestione. Non sono mancati casi in cui, sottoposte al Consiglio Giudiziario le variazioni sulle tabelle già approvate, queste siano state reputate non adottabili, in quanto non conformi alla normativa di settore, con il necessario allungamento dei tempi di formulazione del prescritto parere e del procedimento di approvazione finale delle modifiche introdotte. Si è trattato, nella maggioranza dei casi, di ipotesi nelle quali, a seguito del tramutamento ad altra sede di magistrati dell Ufficio, i Presidenti hanno assegnato gli affari civili già pendenti nei loro ruoli a magistrati onorari, secondo l istituto della supplenza. Tuttavia, l art della circolare sulla formazione delle tabelle per il biennio prevede che la supplenza ha lo scopo di porre rimedio all assenza, ovvero all impedimento temporaneo di un magistrato determinato, attraverso la sua sostituzione, in via contingente e temporanea ; l art. 96 precisa che la supplenza può essere disposta in tutti i casi nei quali un magistrato è temporaneamente assente ed impedito ; e l art. 100 specifica che la supplenza può essere disposta esclusivamente per un tempo determinato, comunque non superiore a sei mesi ed il relativo provvedimento deve indicare il termine della sostituzione e la cessazione della supplenza al rientro del magistrato assente o impedito. Orbene, dalla lettura del combinato disposto delle norme sopra menzionate, questo Consiglio Giudiziario ha ritenuto di dover escludere che alla supplenza si potesse ricorrere per la copertura di posti divenuti vacanti a seguito del trasferimento del magistrato professionale, sussistendo in tal caso non già una mera assenza o un impedimento temporaneo, ma una scopertura di organico, per la quale è, tra l altro, concettualmente esclusa la possibilità del rientro del magistrato assente o impedito. 317
318 Sicché, mentre con il ricorso alla supplenza possono essere affidati al giudice onorario affari eccedenti la sua competenza ordinaria, fissata dall art. 58.2, nel caso in cui l istituto della supplenza venga utilizzato in ipotesi non previste, si finisce per eludere i limiti oggettivi della competenza previsti da tale disposizione, in quanto, in buona sostanza, al giudice onorario viene affidata la trattazione in via ordinaria di materie che possono essergli assegnate solo in caso di supplenza. Per tali ragioni, questo Consiglio ha espresso parere contrario alle modifiche tabellari così formulate, pur essendo consapevole che le stesse erano dettate dalla pressante esigenza dei Capi degli Uffici di far fronte ad allarmanti carenze di organico, che saranno in molti casi colmate solo con l arrivo dei nuovi magistrati ordinari in tirocinio, dopo l estate del Peraltro, poiché l art del D. Lgs. 160/2006, come sostituito dalla legge 111/2007, stabilisce che i nuovi magistrati ordinari in tirocinio, una volte assunte le funzioni giudiziarie, potranno essere destinati solo allo svolgimento di funzioni penali collegiali e funzioni civili, con la tassativa esclusione della destinazione a funzioni monocratiche penali, di G.U.P. e di G.I.P. - oltreché a funzioni requirenti molti Tribunali si sono trovati nella necessità di modificare l assetto tabellare in modo da far risultare vacanti alla data del settembre del 2009, per la quale è previsto l arrivo dei nuovi magistrati posti a loro destinabili. Tutte queste modifiche agli assetti tabellari approvati, come è ovvio, comportano ogni volta ingenti redistribuzioni degli affari, che provocano l allungamento dei tempi di definizione sia delle cause civili che vedono mutare reiteratamente il giudice istruttore sia ed ancor più dei processi penali, che debbono essere reincardinati dal nuovo giudice ed, in assenza del consenso delle parti, ricominciati dall inizio, con spreco di risorse e rischio di prescrizione dei reati. Per quanto riguarda i nuovi documenti tabellari per il triennio , questo Consiglio Giudiziario ha attualmente in corso le procedure di esame. Quanto poi al dato della suddivisione dei magistrati giudicanti, nel Distretto, tra il settore civile ed il settore penale, si rileva che quest ultimo assorbe notevole parte dell organico, incidendo pesantemente sulle unità da destinare al settore civile, che spesso finiscono per risentirne. La circostanza è frutto del regime delle incompatibilità proprie del codice di rito penale, che impone la presenza di distinte unità addette all ufficio del giudice delle indagini preliminari, al giudice per l udienza preliminare, al dibattimento, al tribunale del riesame, al tribunale delle misure di prevenzione, al giudice dell appello -e che è prevedibile imporrà nuove difficoltà se andrà a compimento l iniziativa legislativa di modifica del regime autorizzativo delle intercettazioni, come pare di comprendere dai lavori parlamentari, con l attribuzione della relativa competenza ad un organo collegiale-, sia anche, sul territorio, del numero dei processi di criminalità organizzata, spesso riguardanti un elevato numero di imputati e complesse imputazioni, che assorbono unità di personale per molte udienze, spesso contingentate in tempi ristretti, in ragione dei termini di custodia cautelare. Di tali esigenze finiscono per risentire, oltreché il settore civile e del lavoro, anche le molte sezioni distaccate, alle quali sono assegnati un numero di magistrati professionali spesso non sufficiente, generalmente in coassegnazione con altre sezioni o con la sede centrale. Quanto infine ai criteri organizzativi degli Uffici di Procura del Distretto, sono stati adottati modelli di gestione che prevedono la assegnazione automatica dei procedimenti e eccezion fatta per la Procura per i Minorenni - la formazione di gruppi di lavoro o aree di specializzazione in determinate materie. 318
319 Il Procuratore Generale, nella sua relazione del , ha segnalato che non si sono registrati casi di contrasto tra Sostituti Procuratori e Capi degli Uffici in merito alla assegnazione o revoca di assegnazione di procedimenti. E tuttavia evidente che, in conseguenza delle gravissime scoperture di organico che affliggono in special modo gli Uffici requirenti del Distretto, la previsione di gruppi di lavoro ed aree di specializzazione, quantomeno nelle Procure con organici minori quali Sciacca, Termini Imerese, Marsala e Trapani, rappresenta più una dichiarazione di intenti che una modalità possibile e praticabile di gestione del lavoro. Uffici nei quali restano effettivamente in servizio due o tre Sostituti Procuratori, se non meno, non riescono a costituire gruppi di lavoro, sicché non possono incentivare la specializzazione, né operare una distribuzione degli affari per materia. Inoltre, allo scopo di continuare ad assicurare la funzionalità dei Tribunali e la presenza del Pubblico Ministero nelle udienze innanzi al G.U.P. ed al Tribunale in composizione collegiale, i criteri organizzativi degli Uffici di Procura derogano per larga parte alle attribuzioni ordinarie dei V.P.O., prevedendo che gli stessi rappresentino l accusa innanzi al Giudice monocratico anche per molti processi che non provengono da citazione diretta ex art. 550 C.p.p.. Tale deroga, che comporta in molti casi quasi l eccezionalità della presenza del magistrato professionale innanzi al Tribunale in composizione monocratica, è tuttavia necessitata dall esiguo numero di Sostituti Procuratori in servizio effettivo nel Distretto, che devono privilegiare la presenza nelle udienze innanzi al G.U.P. ed al Tribunale in composizione collegiale, oltreché i turni di reperibilità e l attività di indagine. III RISULTATI RAGGIUNTI NELL AZIONE DI CONTRASTO DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA Nel solo anno 2008, nel Distretto di Palermo, sono stati iscritti nuovi procedimenti penali, con un trend in continua crescita rispetto agli anni precedenti. Ed è intuitivo che uffici giudiziari già provati da una pendenza di procedimenti, che pur sono stati in grado di smaltirne in un anno ben a testimonianza di una produttività davvero eccellente - ben difficilmente potranno far fronte in tempi ragionevoli, o comunque compatibili col rinnovato sistema della prescrizione dei reati, ad una massa di processi tanto ponderosa. Analoga è la situazione dei procedimenti in fase di giudizio. Ai procedimenti già pendenti alla fine del 2007, se ne sono aggiunti nell ultimo anno altri , confermandosi anche in questo caso il trend in aumento rispetto agli anni precedenti; e, pur essendo stati definiti ben processi, la pendenza è comunque cresciuta del 2,76% rispetto all anno Risulta peraltro confermata l assai modesta propensione degli imputati all utilizzazione di quei riti che nello scenario prefigurato dal legislatore del 1989 avrebbero dovuto consentire la canalizzazione al dibattimento di un numero estremamente limitato di procedimenti: a fronte di processi definiti in primo grado con giudizio ordinario, soltanto sono stati conclusi a seguito di giudizio abbreviato, e solo (in ulteriore netta diminuzione rispetto ai dati degli anni precedenti) si sono conclusi con l applicazione di pena su richiesta delle parti, a testimonianza di un sempre più massiccio ricorso ad un dibattimento che, non potendo 319
320 garantire sollecita definizione, viene sempre più spesso utilizzato dilatoriamente ed interpretato come una sorta di promessa di prescrizione. Nonostante le carenze di organico e di strutture già segnalate, l impegno e l elevata professionalità dei magistrati del Distretto hanno consentito di raggiungere anche nell anno 2008 risultati incoraggianti quanto alla riduzione dei tempi di durata media dei procedimenti in fase di indagini preliminari, ridotta da 246 a 221 giorni, e di quelli in fase di giudizio, apparentemente stabile in media (passata da 452 giorni nell anno 2007 a 451 giorni nel 2008), ma pesantemente condizionata dall allarmante allungamento dei tempi di definizione dei procedimenti presso l ufficio del Giudice di Pace, passati da 373 a 565 giorni e da un leggero incremento dei tempi stessi per le sezioni penali della Corte d Appello. Tale dato, già segnalato nella parte prima della presente relazione, dedicata agli organici del personale anche onorario della magistratura - peraltro recentemente ulteriormente ridotti con D.M. del consente già una negativa riflessione in ordine alla attuale capacità degli Uffici del Giudice di Pace del Distretto di sostenere il carico di lavoro in materia penale. A fronte di dati numerici tanto consistenti, deve tenersi nel debito conto la delicatezza e complessità di molti dei procedimenti penali trattati nel Distretto, dove il fenomeno della criminalità organizzata di stampo mafioso si manifesta non solo nei delitti associativi (pur in continuo aumento, essendo stati celebrati nel solo anno 2008 ben 284 processi per il delitto di cui all'art. 416 bis C.p., rispetto ai 248 dell anno precedente, con una crescita del 15%), ma anche e diffusamente attraverso il collaudato sistema delle estorsioni, degli attentati incendiari, dell inserimento nel mondo dei pubblici appalti, delle intimidazioni diffuse, grazie al quale le cosche continuano ad esercitare un controllo violento ed esteso sulle attività economiche, sociali e politiche nel territorio. I processi celebrati per tali delitti che si confermano collaudate fonti economiche di approvvigionamento dell organizzazione mafiosa hanno registrato nell ultimo anno un sensibile aumento percentuale, pari al 7% per le estorsioni (da 564 a 603), del 12% per il riciclaggio (da 89 a 100) e del 26% per la corruzione (da 39 a 49), mentre solo il dato relativo ai delitti di usura (passati da 76 a 65) ha registrato una flessione del 14%. Nonostante le difficoltà organizzative e le carenze di personale e di mezzi, l impegno tenace congiunto della Autorità Giudiziaria e delle Forze di Polizia sul territorio ha consentito di registrare di recente un ulteriore importante successo nella lotta alla criminalità organizzata di stampo mafioso, con la cattura, il , di Salvatore Lo Piccolo, capo mafioso latitante da circa 25 anni, tratto in arresto insieme al figlio Sandro, ad Andrea Adamo, reggente del mandamento di Brancaccio ed a Gaspare Pulizzi, reggente della famiglia mafiosa di Carini. Tale arresto non solo ha determinato l azzeramento dei massimi vertici dell organizzazione mafiosa operante nella provincia di Palermo, ma ha consentito anche, come già avvenuto in occasione dell arresto di Bernardo Provenzano l , di rinvenire e sequestrare copiosa documentazione contenente preziosissime informazioni relative sia alle attività illecite poste in essere dall organizzazione dallo stesso diretta, sia all attuale struttura ed alle dinamiche interne di Cosa nostra nella Sicilia occidentale. Tuttavia, è doveroso anche segnalare che, nella sua Relazione sull Amministrazione della Giustizia nell anno 2008, il Presidente della Corte di Appello di Palermo esprime la sua apprensione, condivisa da questo Consiglio Giudiziario, per i segnali preoccupanti che tuttora provengono dalla Provincia di Trapani, dove, nonostante le serrate indagini in corso, 320
321 continua a protrarsi la latitanza di Matteo Messina Denaro, capo della cd. commissione provinciale di Trapani, e dove vanno progressivamente ricostituendosi le potenzialità militari di Cosa Nostra, disarticolate a metà degli anni 90, in ragione del fatto che molti importanti appartenenti all associazione, anche di rango elevato nella gerarchia interna, vengono posti in libertà per avere ormai scontato le pene a suo tempo irrogate per il reato associativo. Particolare menzione meritano inoltre i risultati conseguiti dalla D.D.A. di Palermo in materia di misure di prevenzione per i reati di cui all'art. 51 comma 3 bis C.p.p., perpetrati nelle Province di Palermo, Trapani ed Agrigento. L Ufficio Misure di Prevenzione è dotato di personale interforze specializzato in indagini economiche, autorizzato all accesso a tutte le banche dati esterne (Catasto, Registri Immobiliari, Anagrafe Tributaria, Enel, Utenze telefoniche, etc.). Tale soluzione consente di accelerare notevolmente i tempi dell indagine patrimoniale sugli indagati, consentendo la formulazione delle proposte e l ottenimento delle misure a brevissima distanza dalla emissione e conferma dei provvedimenti cautelari personali. Nel solo anno 2008 tale sistema ha consentito di definire ben 496 procedimenti (rispetto ai 343 dell anno precedente), dei quali 456 per misure personali e patrimoniali, 6 per misure solo patrimoniali e 34 per misure solo personali. I dati relativi ai procedimenti di competenza della Direzione Distrettuale Antimafia nell ultimo quinquennio possono essere riassunti nella tabella che segue: Numero di procedimenti pendenti all inizio del periodo Numero dei procedimenti definiti nel periodo Numero dei procedimenti sopravvenuti nel periodo Numero di richieste per misure cautelari per reati D.D.A. (numero di persone) Numero di processi per reati D.D.A. definiti con rito abbreviato Numero di processi per reati D.D.A. definiti con 1 rito abbreviato con assoluzione Numero di processi per reati D.D.A. definiti con 30 rito abbreviato con condanna Numero di processi per reati D.D.A. definiti con rito abbreviato con esito promiscuo 11 Numero di intercettazioni telefoniche o ambientali per reati DDA (richieste accolte) Casi in cui il PM abbia emesso decreto di intercettazione in via d urgenza Numero di misure di prevenzione per indiziati di appartenenza ad associazioni di tipo mafioso (numero di procedimenti instaurati) Casi in cui, dopo l emissione delle misure cautelari, il PM abbia trasmesso il procedimento ad altra D.D.A. per incompetenza territoriale 0 321
322 Casi in cui il G.I.P. o il G.U.P. si siano dichiarati incompetenti Casi in cui lo stesso PM abbia trasmesso ad altra D.D.A. il procedimento per competenza territoriale, dopo indagini durate almeno 4 mesi Casi in cui, a seguito di richiesta del difensore ex art. 54 quater c.p.p., il procedimento sia stato trasferito dal PM procedente ad altro Ufficio Casi in cui il PM abbia disposto il fermo per reati di cui all'art. 51 comma 3 bis c.p.p. Casi in cui il procedimento trasmesso ad altra D.D.A. sia stato restituito per diversa valutazione da parte del PM ricevente PROFILI DI ADEGUATEZZA E DI INSUFFICIENZA E PROPOSTE DI MIGLIORAMENTO Sulla scorta dell esperienza, dell analisi dei dati statistici e dei fenomeni criminali peculiari di tutta la Sicilia, e del Distretto di Palermo in particolare, il Consiglio Giudiziario ritiene di poter segnalare le seguenti concrete proposte, ritenute spunti di riflessione indispensabili allo scopo di migliorare l efficienza del sistema giustizia ed assicurare un servizio maggiormente vicino ai cittadini, più rapido e più efficace, soprattutto nella lotta alla criminalità organizzata. In particolare, si propone: 1) La revisione delle circoscrizioni giudiziarie, con soppressione dei Tribunali minori e delle numerose sezioni distaccate non indispensabili, accorgimento che era stato peraltro già suggerito come misura imprescindibile dal Libro verde sulla spesa pubblica del Ministero dell Economia e delle Finanze del 2007; 2) La rideterminazione delle piante organiche dei magistrati, giudicanti e requirenti, di primo e secondo grado, in tutto il Distretto di Corte di Appello, in relazione ai flussi degli affari ed ai carichi di lavoro sostenibili, anche in raffronto alle altre Regioni; 3) L attenuazione del rigido divieto di destinare i nuovi magistrati nelle sedi di Procura, stabilito dall'art del D. Lgs. 160/2006, come sostituito dalla legge 111/2007, sospendendone l operatività per qualche anno, almeno fino alla verifica della operatività della normativa sugli incentivi per le sedi disagiate, oppure consentendo la destinazione dei M.O.T. a funzioni inquirenti, con il sistema della doppia firma dei provvedimenti da parte di magistrati con maggiore anzianità, che cautelerebbe dal pericolo di scelte non oculate o dettate da mera inesperienza, ma al tempo stesso non priverebbe gli uffici di risorse umane imprescindibili, quanto meno per il lavoro ordinario; 4) La oculata programmazione e pubblicazione dei posti dei magistrati con funzioni direttive o semidirettive che, ai sensi degli artt. 45 e 46 D. Lgs. 160/2006, matureranno nel corso dell anno il periodo massimo di permanenza nell incarico, allo scopo di evitare la perdurante vacanza di tali professionalità strategiche, nei lunghi tempi della scelta del successore; 5) La riduzione dei tempi dei bandi di tramutamento e la contestuale previsione dell immediato avvicendamento di un nuovo magistrato al posto di quello uscente, 322
323 evitando le attuali croniche situazioni di scopertura degli organici tra il trasferimento di un magistrato e l arrivo del suo successore; 6) La rideterminazione degli organici della magistratura onoraria, ed in particolare dei Giudici di Pace, che nel Distretto si palesano insufficienti rispetto al numero degli affari penali e e la redistribuzione sul territorio degli uffici del Giudice di Pace; 7) La esatta delimitazione delle funzioni delegabili ai G.O.T, sia in caso di supplenza del magistrato professionale temporaneamente assente o impedito, sia in caso di vacanza nell organico, a seguito di tramutamento del magistrato o comunque l estensione delle loro mansioni per supplire a carenze di organico non altrimenti rimediabili; 8) L adeguamento delle piante organiche del personale amministrativo, allo stato assolutamente inadeguate a fronteggiare la mole di lavoro ed i sempre maggiori adempimenti richiesti dalle riforme legislative, nonché la urgente copertura delle vacanze di organico; 9) La riqualificazione meritocratica del personale amministrativo, con contestuale congruo adeguamento degli attuali livelli retributivi, palesemente insufficienti rispetto alle mansioni funzionali; 10) L adeguamento delle strutture di edilizia giudiziaria tuttora vetuste o insufficienti, per assicurare sia la sicurezza dei luoghi di lavoro, sia la efficienza e dignità del servizio pubblico offerto; 11) L adeguamento delle dotazioni di autovetture degli Uffici, sia di auto blindate che ordinarie, in rapporto al numero delle sedi distaccate, alle distanze chilometriche, all assenza di un efficiente sistema di trasporto pubblico. Pensando poi ad una relazione che, rivolgendosi al Parlamento, illustri efficacemente lo stato attuale della giustizia nel distretto di Palermo, non può non rilevarsi che le difficoltà di trattazione e definizione dei procedimenti per i delitti di criminalità organizzata sono legate agli strumenti processuali disponibili: il modello accusatorio, come attualmente delineato, non si presta alla celere celebrazione di maxi processi a carico di decine, se non centinaia, di imputati, chiamati a rispondere di moltissime imputazioni, che necessariamente richiedono una trattazione unitaria, dipendendo l accertamento dei reati, per la natura intrinseca delle condotte, dalle medesime fonti di prova. Le difficoltà sono incrementate dalla possibilità di scelta di riti differenti da parte di coimputati o imputati di reati connessi, con la conseguente devoluzione a giudici diversi della cognizione sulle medesime condotte, il necessario reperimento di un maggior numero di giudici per le incompatibilità che si creano e la possibilità di decisioni contrastanti sulle medesime vicende di fatto. Questi aspetti problematici divengono gravi, se non ingestibili, negli uffici periferici per la più volte ripetuta limitatezza degli organici. Allo scopo poi, in particolare, di snellire il processo, riservandolo ai soli fatti meritevoli della sanzione penale, di ridurne i tempi e di smaltire l enorme mole di arretrato accumulatasi, si propone: 1) La seria valutazione della opportunità di depenalizzare molte delle attuali fattispecie di reato, sprovviste di seria offensività giuridica, la cui giusta sanzione si ravvisa piuttosto in provvedimenti ablativi o in sanzioni pecuniarie; 2) Lo snellimento degli adempimenti introdotti dall'art. 415 bis C.p.p., allo stato estesi a tutte le fattispecie di reato, anche contravvenzionali, che potrebbero invece ben essere circoscritti ai soli delitti; 3) L adozione di interventi legislativi che riducano gli oneri formali inutili che rallentano ingiustificatamente il processo penale, semplifichino le notificazioni, riducano la possibilità di chiedere rinvii per impedimento del difensore; 323
324 4) L adozione di opportune modifiche normative che riducano il fenomeno della eccessiva oralizzazione del procedimento, consentendo, al verificarsi di determinate condizioni, la produzione in dibattimento di atti e documenti qualificati, formatisi in precedenza, come i verbali e le informative redatti dalla Polizia Giudiziaria, eventualmente dopo l escussione testimoniale del verbalizzante; 5) L adozione di modifiche normative che attenuino l attuale assoluto divieto di utilizzare a fini di prova le dichiarazioni rese nella fase delle indagini preliminari dal testimone, non confermate in dibattimento, ma usate per le contestazioni; 6) La integrale riforma dell istituto della prescrizione, escludendola tout court, oppure sospendendone o allungandone sensibilmente i termini dopo che sia stata esercitata l azione penale, allo scopo di evitare dibattimenti inutili ed impugnazioni pretestuose; 7) Il ripensamento del sistema delle impugnazioni - attualmente strumentalizzato in un triplo grado di giudizio, indipendentemente dal titolo di reato, anche contravvenzionale o devoluto in primo grado alla conoscenza del Giudice di Pace - magari prevedendo la alternatività del ricorso in Appello o in Cassazione, a scelta dell imputato, almeno per i reati meno gravi. 8) La limitazione dei criteri di accesso all istituto del patrocinio a spese dello Stato che è massiccio nel distretto-, oppure la previsione di un diverso meccanismo per l ammissione, che implichi l effettuazione dei controlli in un momento antecedente l adozione del provvedimento di ammissione e non successivamente, cosa che rende soltanto eventuale la revoca a fronte dell insussistenza dei requisiti. L attuale disciplina, proprio perché consente di ottenere il beneficio a fronte della mera autocertificazione dei presupposti, da un lato favorisce delle richieste strumentali ed infondate da parte di chi non si trova nelle reali condizioni per l accesso all istituto o comunque di chi mantiene i proventi dei reati commessi, dal cui accertamento discendono poi ulteriori imputazioni di falsità ideologica, dall altro favorisce in modo abnorme la proposizione di istanze, ricorsi, impugnazioni varie, spesso soltanto dilatorie e pretestuose, il cui onere economico, in assenza di un filtro preventivo, viene scaricato sull Erario con una spesa immane, che sottrae risorse a settori ben più vitali dell amministrazione giudiziaria. 9) Quanto al ruolo del Procuratore Generale va osservato che egli è, in definitiva tenuto ad intervenire come soggetto processuale ogni qualvolta l esercizio dell azione penale si sviluppi in modo anomalo: in particolare, è tenuto ad intervenire disponendo l avocazione, non solo nei casi espressamente previsti di effettiva incompatibilità della persona che ricopre il ruolo di P.M., ma anche quando l azione penale non sia stata esercitata nei tempi e modi previsti. In realtà il Procuratore Generale, per svolgere un ruolo effettivo, dovrebbe disporre degli stessi tempi processuali riconosciuti al P.M. avocato, mentre il codice di rito gli assegna solo trenta giorni dal decreto di avocazione per svolgere le indagini preliminari. E evidente che con tale ristretto limite temporale, si svuota di ogni contenuto la possibilità concreta da parte del P.G. di esercitare l azione penale, tenuto conto del tempo di trasmissione degli atti dall ufficio avocato e di quello necessario al naturale ordinario sviluppo delle indagini. Nella realtà avviene che, sull istanza di parte per l avocazione, la Procura Generale, anche per la insufficienza di organici, è in grado solo sporadicamente di esercitare il suo potere, peraltro invocato dalle parti private più frequentemente di quanto si immagini. Non si comprende, poi, in che modo il Procuratore Generale possa proficuamente esercitare il potere di vigilanza previsto dall art. 6 del Decr. l.vo 106 del 2006, quando non gli è riconosciuta la facoltà di impugnare i provvedimenti di archiviazione quando è venuto meno l obbligo di comunicargli, ai fini dell impugnazione, la sentenza di primo grado con l intero 324
325 fascicolo ed è stato soppresso l obbligo di informativa previsto dall art. 133 del codice di rito previgente. Il problema costituisce per il legislatore uno dei nodi da sciogliere con urgenza, essendo quanto mai opportuno dare contenuto concreto ai poteri di vigilanza del Procuratore Generale e, soprattutto, delineare, con maggiore aderenza alla realtà giudiziaria, il potere di avocazione che la legge gli attribuisce. Quanto esposto viene rassegnato nella consapevolezza della natura delicata e complessa, ma sempre più urgente, delle problematiche, ma anche nella speranza che si voglia attuare un intervento riformatore deciso, chiaro nelle finalità e seriamente incisivo. Palermo, 16 marzo 2009 IL PRESIDENTE DELLA CORTE DI APPELLO DI PALERMO -f.to Dott. Vincenzo Oliveri - 325
326 14. Questionario sulle condizioni di lavoro dei magistrati di prima nomina (invito ) allegato B QUESTIONARIO SULLE CONDIZIONI DI LAVORO DEI MAGISTRATI DI PRIMA NOMINA a) L assegnazione delle funzioni in occasione della prima destinazione è stata corrispondente a quanto comunicato dal capo dell ufficio ai fini dello svolgimento del tirocinio generico? b) La formazione teorica ed il tirocinio pratico effettuati nel corso dell uditorato mirato è stata sufficiente ed adeguata a fronteggiare il primo impatto con le funzioni giudiziarie? c) Nel corso dell uditorato mirato sono state acquisite nozioni in tema di organizzazione del lavoro e dell ufficio?l organizzazione del lavoro nell ufficio di destinazione è stata effettivamente facilitata dalle nozioni acquisite nel corso dell uditorato? d) L accesso ai corsi di aggiornamento (in sede centrale) nei primi due anni di funzioni è stato soddisfacente? e) La qualità dei corsi svolti (in sede centrale) nel primo biennio di funzioni è stata adeguata alle esigenze di lavoro che dovevano essere affrontate nell esercizio concreto delle funzioni? f) La struttura di formazione decentrata, attraverso i propri incontri di formazione, ha offerto un contributo utile alla soluzione dei problemi concreti riscontrati nell esercizio delle funzioni? g) L ausilio offerto dalle strutture amministrative presso l ufficio di destinazione è stato adeguato? h) L organizzazione dei servizi amministrativi di supporto all esercizio delle funzioni giudiziarie era adeguata al momento dell assunzione delle funzioni? E stato necessario apportare modifiche all organizzazione dei servizi amministrativi al fine di renderli adeguati o di migliorarne la funzionalità? i) Il ruolo dei procedimenti assunto presso l ufficio di destinazione è stato formato secondo i criteri definiti dal Consiglio? j) Il ruolo dei procedimenti assunto presso l ufficio di destinazione risultava adeguatamente curato e gestito? k) Il capo dell ufficio ha mantenuto nel corso del primo biennio di funzioni un atteggiamento di attenzione rispetto alle esigenze professionali ed organizzative prospettate dal magistrato di prima assegnazione? l) Sono state tenute riunioni periodiche tra i magistrati dell ufficio su temi organizzativi o giudiziari? m) E stato possibile trovare tra i magistrati di maggiore anzianità un supporto adeguato per la soluzione di problemi concreti incontrati nel corso dell attività giudiziaria? 326
327 n) Nel corso dei primi due anni di funzioni sono state adottate modifiche all organizzazione dell ufficio che hanno imposto al magistrato di prima assegnazione il cambiamento delle funzioni? o) Nel corso dei primi due anni di funzioni sono state adottate modifiche all organizzazione dell ufficio contro le quali il magistrato di prima assegnazione abbia proposto osservazioni? p) La qualità e la quantità delle informazioni pervenute dal Consiglio Superiore e dal Consiglio Giudiziario è stata adeguata a soddisfare le esigenze del magistrato di prima assegnazione? 15. Lettera invito ai Procuratori della Repubblica distrettuali per seminario in data 3.VII.2009 (con scheda allegata) Consiglio Superiore della Nell'eventuale risposta indicare il numero di protocollo di riferimento Magistratura Al Procuratore Nazionale Antimafia ROMA Fax: 06/ CATANZARO, PALERMO, Ai Procuratori della Repubblica presso i Tribunali di BARI, CALTANISSETTA, LECCE, MESSINA, NAPOLI, REGGIO CALABRIA e SALERNO 327
328 OGGETTO: Pratica num. 11/RP/2007 Relazione al Parlamento sullo stato dell amministrazione della giustizia Anno Comunico che la Sesta Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura, nella seduta del 23 giugno 2009, ha deliberato, nell ambito dello svolgimento dei lavori preparatori per la redazione della Relazione al Parlamento (dedicata allo stato della giustizia nelle regioni del Sud), di convocare, per il giorno 3 luglio 2009 dalle ore 10,30 alle ore 17,00 presso la Sala Conferenze, il Procuratore Nazionale Antimafia e i magistrati coordinatori delle Direzioni distrettuali antimafia di Bari, Caltanissetta, Catanzaro, Lecce, Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria e Salerno, al fine di acquisire ogni utile contributo sul tema della Relazione predetta. Prego le SS.LL. di dare conferma della partecipazione entro e non oltre il 26 giugno 2009 all'indirizzo [email protected] oppure ai seguenti recapiti telefonici: 06/ allegato C DATI RELATIVI AI PROCEDIMENTI DI COMPETENZA DELLE DIREZIONI DISTRETTUALI ANTIMAFIA 1) numero di procedimenti iscritti, definiti e sopravvenuti per reati di DDA 2) numero di richieste di misure cautelari per reati di DDA ed esito delle richieste 3) numero di riesami per reati di DDA e loro esito 4) numero di processi per reati di DDA trattati nel distretto e definiti con rito abbreviato e loro esito 5) numero di dibattimenti per reati di DDA, loro esito grado per grado e tribunale competente (distrettuale o circondariale) 6) numero di intercettazioni telefoniche o ambientali per reati di DDA e loro esito (richieste o accolte) 7) numero di misure di prevenzione per indiziati di appartenenza ad associazioni di tipo mafioso e loro esito 8) numero di protocolli d intesa stipulati tra la DDA e le procure circondariali del distretto 9) casi in cui, dopo l'emissione delle misure cautelari, il P.M. abbia trasmesso il procedimento ad altra DDA per competenza territoriale 10) casi in cui il GIP abbia emesso o rigettato la misura cautelare e si sia contestualmente dichiarato incompetente 11) casi in cui (al di fuori dei casi sub 3) il GIP o il GUP si siano dichiarati incompetenti 12) casi in cui lo stesso p.m. abbia trasmesso ad altra DDA il procedimento per competenza territoriale dopo indagini durate almeno 4 mesi 328
329 13) casi in cui, a seguito di richiesta del difensore ex art. 54 quater c.p.p. il procedimento sia stato trasferito dallo stesso P.M. procedente ad altro ufficio 14) casi in cui, a seguito di ricorso ex art. 309 c.p.p. da parte del difensore, il Tribunale del riesame abbia dichiarato l'incompetenza territoriale 15) casi in cui il P.M. abbia disposto il fermo per reati di cui all art. 51/3 bis ; 16) casi in cui il P.M. abbia emesso decreto di intercettazione in via d'urgenza 17) casi in cui il procedimento trasmesso ad altra DDA sia stato restituito per diversa valutazione da parte del P.M. ricevente 329
330 16. Lettera invito ai Presidenti di Tribunale distrettuali e Presidenti Sezioni GIP per seminario in data 9.X Consiglio Superiore della Magistratura Nell'eventuale risposta indicare il numero di protocollo di riferimento Ai Presidenti dei Tribunali di BARI CALTANISSETTA CATANIA CATANZARO LECCE MESSINA NAPOLI PALERMO REGGIO CALABRIA SALERNO Ai Presidenti o coordinatori delle Sezioni GIP presso i Tribunali di BARI CALTANISSETTA CATANIA CATANZARO, LECCE MESSINA NAPOLI PALERMO REGGIO CALABRIA SALERNO 330
331 OGGETTO: Pratica num. 11/RP/2007 Relazione al Parlamento sullo stato dell amministrazione della giustizia Anno Comunico che la Sesta Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura, nella seduta del 7 luglio 2009, ha deliberato, nell ambito dello svolgimento dei lavori preparatori per la redazione della Relazione al Parlamento (dedicata allo stato della giustizia nelle regioni del Sud), di indire, per il giorno 9 ottobre 2009 dalle ore alle ore presso la Sala Conferenze, un incontro con i Presidenti dei Tribunali nonché i Presidenti delle Sezioni GIP o coordinatori delle Sezioni GIP di Bari, Caltanissetta, Catania, Catanzaro, Lecce, Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria e Salerno, al fine di acquisire ogni utile contributo sul tema della Relazione predetta in conformità con lo schema allegato (All. 1). Informo le SS.LL. che, ai fini dell emissione del titolo di viaggio, potranno contattare la Società Seneca al seguente recapito telefonico: Prego le SS.LL. di dare conferma della partecipazione entro e non oltre il 20 settembre 2009 all'indirizzo [email protected] oppure ai seguenti recapiti telefonici: 06/
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334 ALLEGATI SECONDA PARTE CSM - Proposte di interventi e iniziative del Comitato Antimafia approvate dal plenum con delibera 14 luglio
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346 Commissione per il Regolamento Interno Fasc. 13/ES/04 Roma, 14 dicembre 2004 Al Comitato di Presidenza S E D E OGGETTO: Delibera in data 19 maggio 2004 del Comitato di Presidenza di apertura di pratica avente ad oggetto "impegno del Consiglio in materia di contrasto alla criminalità organizzata per l'individuazione di strumenti organizzativi più adeguati per assicurare impulso e coordinamento delle diverse iniziative, anche attraverso monitoraggi e visite agli uffici giudiziari più esposti". Con riferimento alla proposta in oggetto comunico che questa Commissione, nella seduta del 13 dicembre 2004, ha deliberato di esprimere il parere di seguito riportato: 1. Le problematiche relative al contrasto giudiziario dei fenomeni di criminalità organizzata sono state da tempo oggetto di attenzione da parte del Consiglio superiore della magistratura. Con delibera del 15 settembre 1982 venne istituito un Comitato con il compito (ferme restando le specifiche competenze delle commissioni e degli altri organi del Consiglio) di promuovere e coordinare l attuazione di alcuni compiti individuati nella delibera stessa. Le ragioni della creazione della struttura consiliare furono individuate nella eccezionale gravità e pericolosità dell attacco della mafia e della camorra alle istituzioni democratiche, nella necessità che nei confronti di tali fenomeni e in generale della criminalità organizzata in ogni sua forma siano raggiunte la medesima determinazione e unità d intenti conseguiti nella 346
347 lunga e non conclusa lotta al terrorismo e, pertanto, nel ribadito impegno della magistratura italiana e del suo organo di autogoverno a combattere con fermezza e in collaborazione con tutti gli organi dello Stato la mafia, il terrorismo e ogni altra forma di criminalità organizzata. I compiti prioritari e urgenti dell azione consiliare erano indicati: a) nel coordinamento dell attività giudiziaria mediante la promozione di incontri operativi tra magistrati e in generale di ogni iniziativa atta a superare, nel rispetto della indipendenza dei magistrati e delle competenze degli uffici, la frammentazione territoriale e funzionale dell opera dei singoli giudici ed uffici; b) nel favorire il collegamento in sede centrale e periferica tra la magistratura inquirente e l autorità di polizia giudiziaria mediante la promozione di incontri periodici e di ogni altra iniziativa utile allo scopo; c) nella promozione di un rapporto stabile con gli altri organi dello Stato, in particolare con i responsabili dell esecutivo e con le competenti commissioni parlamentari, per favorire una comune azione istituzionale sul fronte della lotta alla criminalità organizzata; d) nel rivedere le piante organiche dei magistrati negli uffici giudiziari, specie meridionali, secondo un disegno globale idoneo ad assicurare la presenza di una magistratura altamente professionalizzata nelle zone maggiormente colpite dai fenomeni di criminalità organizzata; e) nel compiere una ricognizione e promuovere l apprestamento degli strumenti tecnici necessari per un efficiente attività giudiziaria, con particolare riguardo alla predisposizione e all uso delle «banche dati ; f) nel predisporre un programma di aggiornamento professionale dei magistrati, specialmente di quelli impegnati in processi di mafia, camorra e terrorismo; g) nel promuovere l adeguamento e la verifica costante dei criteri e dei mezzi di tutela della sicurezza personale dei magistrati. 2. Con delibera del 4 ottobre 1990, venne deliberata la costituzione di un Gruppo di lavoro per gli interventi del Consiglio superiore della magistratura relativi alle zone più colpite dalla criminalità organizzata, in sostituzione del Comitato. Si trattava di un organismo privo di competenze deliberative e autonomo potere di esternazione, strutturato in modo snello, per una maggiore flessibilità d intervento, presieduto dal presidente della commissione riforma e composto da altri sei membri, con rinnovazione annuale, avente il compito di accertare i bisogni, di elaborare proposte (con riferimento a qualsiasi attività di 347
348 competenza del Consiglio, promuovendone l esame da parte delle competenti commissioni consiliari) e di ricercare un raccordo tra interventi del Consiglio e globalità della risposta legislativa, amministrativa e giudiziaria all offensiva della grande criminalità. Venivano quindi approvate delle indicazioni di massima sull attività del Gruppo di lavoro, individuando due distinte linee d intervento: a) quella definita degli interventi amministrativi del Consiglio, che implicava specifica attenzione per le problematiche relative agli organici dei magistrati, all accrescimento della loro professionalità, al coordinamento delle indagini, alla protezione dei magistrati, alla tutela dei collaboratori della giustizia, alle misure di prevenzione, alla legislazione in materia di armi; b) quella concernente i rapporti con altri organi ed istituzioni (Ministeri della Giustizia e degli Interni, Alto Commissario per la lotta alla mafia, Commissione Parlamentare Antimafia), con attenzione tra l altro ai temi delle strutture, anche carcerarie, del personale non di magistratura, della polizia giudiziaria, dei rapporti con la magistratura di sorveglianza. 3. Tirando le fila di un dibattito risalente nel quale si erano confrontate l impostazione di coloro che preferivano l idea di un organismo snello, che si muovesse secondo schemi informali, con imputazione dei suoi atti alla Commissione Riforma, e la linea di chi era invece favorevole all istituzione di un apposita Commissione Speciale, con delibera del 28 giugno 1995, con voto unanime la Commissione per il regolamento interno ha proposto l istituzione di un apposita Commissione per i problemi posti all amministrazione della giustizia dalla criminalità organizzata (Decima commissione). Le competenze, risultanti dall allegato A al regolamento interno all epoca vigente, erano così specificate: a) pareri e proposte di cui all ari. 10, comma 2 della legge , n. 195; b) risposte a quesiti posti dai magistrati riguardo a materia rientranti nelle competenze del Consiglio superiore; c) verifica delle cause delle eventuali disfunzioni e delle esigenze di funzionalità degli uffici giudiziari, compresa la Direzione nazionale antimafia, anche attraverso il monitoraggio della situazione degli uffici più esposti, allo scopo di promuovere interventi diretti a migliorarne il funzionamento e di promuovere un adeguata determinazione delle piante organiche; d) raccolta ed elaborazione, anche in collaborazione con altri enti ed autorità dei dati qualitativi e quantitativi utili per la formulazione di proposte ai Consiglio e alle commissioni di volta in volta competenti per materia; e) informazioni e segnalazioni al Consiglio e alle commissioni competenti per l esame di temi connessi alla criminalità organizzata, rispetto ai quali appaia utile un intervento del 348
349 Consiglio superiore, anche informa di attivazione di altri soggetti istituzionali o di collaborazione con essi; f) indicazione alle commissioni competenti di elementi utili all elaborazione di criteri generali in materia di trasferimenti, applicazioni, conferimento di uffici direttivi, copertura e pubblicazione di posti vacanti ed in ogni altra materia in cui abbia rilievo la specificità delle zone ad alta densità criminale, nonché indicazioni in materia di aggiornamento professionale dei magistrati; g) visite ad uffici giudiziari, allo scopo di acquisire elementi conoscitivi riguardo a temi di competenza. La deliberazione è comunicata tempestivamente, oltre che ai consiglieri, al comitato di presidenza, che può assumere le iniziative atte a garantire il coordinamento rispetto alle attività delle altre commissioni. 4. Alla fine della passata consiliatura, la Decima Commissione è stata soppressa. E stata aggiunta alle competenze della Sesta Commissione una competenza in ordine a proposte di interventi amministrativi in materia di ordinamento giudiziario e di amministrazione della giustizia anche con riferimento alle problematiche poste dalla criminalità organizzata e, per quanto riguarda le competenze della Settima Commissione, si è previsto che la verifica delle condizioni di direzione e organizzazione degli uffici, delle eventuali disfunzioni e delle relative cause dovessero riguardare anche le problematiche poste dalla criminalità organizzata. Con nota del 20 aprile 2004 alcuni componenti hanno chiesto l apertura della presente pratica, per verificare se sia necessario un rinnovato impegno del Consiglio in materia di contrasto alla criminalità organizzata e per l individuazione di strumenti organizzativi più adeguati per assicurare impulso e coordinamento delle diverse iniziative, anche attraverso monitoraggi e visite agli uffici giudiziari più esposti. Si è osservato che alcune delle competenze in precedenza espressamente assegnate alla Decima Commissione e non espressamente trasferite alle altre commissioni, rientrano certamente in quelle generali attribuite alla Sesta commissione (pareri e proposte di cui all art. 10, comma 2 della legge n. 195 del 1958; risposte a quesiti poste dai magistrati), ma per altre non è agevole individuare un adeguata base normativa. Tra queste possono indicarsi: il monitoraggio delle situazioni degli uffici più esposti, allo scopo di promuovere interventi diretti a migliorarne il funzionamento e a realizzare un adeguata determinazione delle piante organiche; la raccolta ed elaborazione, anche in collaborazione con altri enti ed autorità, dei dati qualitativi e quantitativi utili per la formulazione di proposte; 349
350 le informazioni e segnalazioni al Consiglio e alle commissioni competenti di temi connessi alla criminalità organizzata, anche al fine di attivare altri soggetti istituzionali o di collaborare con essi; la segnalazione e la sollecitazione di interventi consiliari in materia di disciplina dei trasferimenti, applicazioni, conferimenti di uffici direttivi, copertura e pubblicazioni di posti, aggiornamento professionale e, in genere, di materie di specifico rilievo per le zone ad alta densità criminale; Soprattutto è stato segnalato il venir meno di un unico luogo istituzionale di impulso e di coordinamento delle iniziative opportune o necessarie per un più efficace contrasto giudiziario al fenomeno della criminalità organizzata nelle quali il Consiglio è stato in passato particolarmente impegnato, come è dimostrato dalla pubblicazione dei due Quaderni, il n. 110 e il n. 138, che tale impegno documentano. Infine è stato osservato che mentre nella precedente consiliatura sono state aperte 46 pratiche rientranti nelle competenze della commissione soppressa, in quella attuale è stata aperte solo una pratica in Settima commissione. 5. Il Comitato di presidenza ha autorizzato l apertura della pratica, che è stata trattata in numerose sedute, anche con la partecipazione di componenti esterni alla seconda commissione. In un primo momento il dibattito si è incentrato su due problemi. Il primo attiene alla rilevazione dell effettiva esigenza di un impegno diretto del Csm sui problemi relativi al contrasto giudiziario ai fenomeni di criminalità organizzata, essendosi espresse da alcuni componenti dubbi sull effettiva utilità, anche in relazione al pericolo che da parte di alcuni magistrati il predetto impegno possa essere percepito come un interferenza nell attività giudiziaria. Altri componenti, invece, hanno espresso valutazioni nettamente positive dell impegno precedentemente svolto dal Csm e hanno espresso il dubbio che la mancanza di un apposita struttura consiliare possa avere effetti negativi sul livello e sulla qualità dell impegno degli uffici anche con riferimento alle nuove forme di criminalità di tipo terroristico, interno e transnazionale. Il secondo aspetto problematico discusso in commissione riguarda i profili organizzativi, in quanto alcuni componenti hanno evidenziato che sarebbe necessario, prima di pensare a nuove strutture, definire i compiti che tali strutture dovrebbero avere, per verificare se, a causa del ridotto numero dei componenti, tali compiti possano essere svolti in modo adeguato anche dalle commissioni esistenti. Altri componenti hanno sottolineato la necessità di una visione organica delle problematiche relative al contrasto ai fenomeni di criminalità organizzata. A tal 350
351 fine si è prospettata l opportunità di verificare se le esigenze sottese alla richiesta di apertura della pratica non siano soddisfatte, da un lato, da ulteriori accorpamenti di commissioni (ad esempio della Seconda e della Decima) e dall altra dall istituzione di un apposita sottocommissione all interno di una delle commissioni esistenti (Sesta o Settima). All interno di tale orientamento è emersa una posizione, largamente condivisa, secondo la quale l esigenza di creare un unico centro di elaborazione e imputazione, e quindi di coordinamento, delle iniziative del Consiglio in materia, dovrebbe prevalere sulle comprensibili diversità di apprezzamento nella ricerca delle soluzioni organizzative più opportune. All esito di questa prima fase del dibattito si è deciso di procedere all audizione del Procuratore nazionale antimafia e dei rappresentanti delle Procure della Repubblica di Milano e di Roma. 6. I dati e le valutazioni emerse dalle audizioni, nel corso delle quali è stato anche depositata una nota sottoscritta dai Procuratori della Repubblica distrettuali diretta al Ministro, ai Presidenti delle Commissioni giustizia di Camera e Senato e al Csm, sono stati di estremo interesse. Tutti i magistrati sentiti hanno unanimemente espresso l opinione che sia opportuno e anzi necessario creare all interno del Consiglio un unico punto di riferimento per gli uffici impegnati nel contrasto alla criminalità organizzata, anche al fine di svolgere una funzione di tramite tra le richieste provenienti dagli uffici e le altre istituzioni competenti, in particolare nei confronti del legislativo (per le modifiche di tipo normativo necessarie) e dell esecutivo, ma anche rispetto alle Autorità indipendenti interessate al fenomeno (ad esempio Garante della privacy per i problemi posti dai tempi di conservazione dei dati relativi al traffico telefonico). Essenziale sarebbe anche l attività di supporto del coordinamento spontaneo attuato dagli uffici interessati, ai sensi dell art. 371 c.p.p., che potrebbe essere realizzata solo svolgendo un costante monitoraggio delle esigenze organizzative e di funzionamento degli uffici. Infine, uno specifico impegno consiliare potrebbe avere la funzione di garantire in modo più pieno l autonomia e l indipendenza degli uffici giudiziari a fronte del pericolo che, in mancanza di un effettivo coordinamento dell attività di contrasto, tale coordinamento venga in qualche modo svolto dall esterno, in particolare dalla polizia giudiziaria. Molte e diverse sono le esigenze e le ragioni sulle quali l unanime opinione ora indicata è stata fondata. In primo luogo, si è rilevato che sia la criminalità organizzata di tipo mafioso che quella di tipo terroristico, specialmente di quello di matrice islamica, hanno assunto caratteri nettamente transnazionali e che si sono evidenziati anche situazioni di contatto e di 351
352 interrelazione tra i due fenomeni (scambio di stupefacenti contro armi). Ciò richiederebbe la creazione di un luogo in cui far confluire le esperienze di contrasto giudiziario realizzate in altri Paesi, di monitoraggio delle esigenze di cooperazione avvertite dagli uffici giudiziari e di promozione di iniziative di scambio di dette esperienze. Si è sottolineato, a tal fine, che l accresciuto impegno del Csm nei rapporti con le istituzioni straniere in qualche modo riconducibili al giudiziario agevolerebbe il perseguimento di tali attività. Come esempio di un possibile impegno del Csm, in particolare, è stata individuata l opportunità di una modifica (che il Consiglio potrebbe sollecitare al Ministro) del disegno di legge in discussione davanti al Parlamento per l attuazione di Eurojust, per rendere unico (come avviene negli altri paesi dell Unione) il referente nazionale, non sembrando funzionale la previsione secondo la quale referenti nazionali sarebbero le Procure generali presso le corti d appello. Il tema sul quale tutti i magistrati sentiti hanno particolarmente insistito è quello relativo alla necessità di creare un unica banca dati nazionale e banche dati distrettuali alla prima connesse per la criminalità organizzata di tipo terroristico, nazionale e internazionale, essendo risultata insufficiente lo scambio di informazioni occasionale realizzatosi negli incontri spontanei organizzati dagli uffici maggiormente interessati. Si è evidenziato che il modo più sollecito e semplice di raggiungere questo obbiettivo sarebbe quello di utilizzare il sistema informatico della DNA, ma che a tal fine sarebbe necessaria una modifica normativa da approvare urgentemente. Di precipuo interesse consiliare sono poi gli aspetti attinenti all organizzazione e al funzionamento delle DDA. Si è prospettata la necessità di rivedere le previsioni di circolare in tema di limiti temporali di permanenza dei sostituti, per garantire gradualità negli avvicendamenti, e di distribuzione dei carichi di lavoro all interno degli uffici di Procura, per agevolare l impegno dei sostituti in indagini delicate e importanti. Nei casi di connessione tra indagini di competenza delle DDA e quelle di competenza delle Procure ordinarie si è anche prospettato come strumento di grande utilità, eventualmente da incentivare, quello dell applicazione del sostituto non DDA a tale ufficio. In tema di connessione si è anche invocata una migliore disciplina legislativa che potrebbe essere opportunamente sollecitata dal Consiglio. Altro terreno di specifico impegno del Consiglio è quello della formazione. Azioni formative dovrebbero essere utilizzate per mettere a fuoco gli aspetti di novità dei fenomeni di criminalità organizzata (ad esempio, oltre a quelli relativi al terrorismo di matrice islamica, anche quello di tipo mafioso che interessano attività economiche prima estranee alle 352
353 infiltrazioni mafiose, come quelle agricole o di produzione di sostanze dopanti ). A tal fine la formazione dovrebbe avere ad oggetto sia l approfondimento teorico che quello dello scambio di esperienze. Sono stati messi in evidenza i problemi posti dai nuovi fenomeni di terrorismo internazionale come quello relativo ai costi per l utilizzazione delle risorse tecnologiche necessarie per le indagini e quelli che riguardano l attività dei traduttori e interpreti, non solo per quanto riguarda l esigenza di garantire la qualità e contenere i costi di tale attività, ma anche per la tutela dell incolumità di questi indispensabili ausiliari. 7. La Commissione, all esito delle audizioni, ha concordato a grande maggioranza sull opportunità che il Consiglio torni ad avere un apposita struttura organizzativa che svolga funzioni di raccolta e coordinamento dei flussi di informazioni provenienti dagli uffici impegnati nel contrasto alle varie forme di criminalità organizzata, sia di stampo mafioso che di quella terroristica, e di sollecitazione delle iniziative da assumere per agevolare il compito di tali uffici. La commissione ha anche concordato nel ritenere che tale struttura debba essere realizzata con le forme di un apposita commissione referente, pur consapevole che, a causa della diminuzione del numero dei componenti e dell esiguità degli organici dei magistrati segretari e del personale amministrativo, ciò comporterà ulteriori difficoltà. Di qualche utilità potrebbe risultare a tal proposito l accorpamento, da alcuni suggerito, della Commissione per il bilancio con quella per il Regolamento interno. Un bilanciamento tra le esigenze poste a base della proposta di istituzione di una nuova commissione e la limitatezza delle risorse disponibili potrebbe essere trovato anche nella predisposizione di un calendario dei lavori della Commissione che preveda una sola seduta alla settimana. Un componente della Commissione ha invece manifestato contrarietà alla ricostituzione di una Commissione referente per la criminalità organizzata in quanto ciò comporterebbe una dilatazione delle competenze consiliari e un impegno su versanti, come quello dei rapporti con altre istituzioni sopranazionali, che dovrebbero rimanere estranei ai compiti dell autogoverno. Quanto alle competenze della nuova Commissione sono state sottolineate due esigenze. Quella di limitare tali competenze alla funzione di raccolta e coordinamento delle informazioni e di sollecitazione delle iniziative propositive delle commissioni competenti e quella, connessa e conseguenziale, di evitare sovrapposizioni. Pertanto, le linee guida da seguire nel disegnare le competenze della nuova commissione, dovrebbero essere quelle che si riportano all elenco previsto anteriormente per la ex Decima commissione, con le correzioni suggerite dall esperienza e dalla necessità di muoversi entro i limiti sottolineati. In 353
354 particolare dovrà rimanere ferma la competenza propositiva della Sesta commissione in materia di organizzazione di incontri a livello internazionale e di rapporti con le magistrature e le istituzioni sopranazionali o di altri Paesi. Sarà necessario anche evidenziare che il fenomeno al quale l attività della Commissione si riferisce è non solo quello della criminalità organizzata di tipo mafioso, ma anche quella di tipo terroristico. Conseguirebbe invece dall accoglimento della proposta di cui si discute la necessità di eliminare dalla competenza della sesta commissione quella relativa alle proposte e pareri di cui all art. 10, 2 comma della legge n. 195 del 1958 anche con riguardo al fenomeno della criminalità organizzata e dalla competenza della settima quella della verifica delle condizioni di direzione e organizzazione degli uffici giudiziari, delle eventuali disfunzioni e delle relative cause, anche con riferimento alle problematiche poste dalla criminalità organizzata. In conformità con la prassi seguita dal Consiglio per l istituzione di nuove commissioni la Commissione propone che sia sottoposta all attenzione del Presidente della Repubblica la valutazione dello schema di competenze da attribuire a tale commissione di seguito indicato. In conclusione la Commissione propone, con 5 voti favorevoli e 1 contrario, di prospettare al Presidente della Repubblica l opportunità: 1) di istituire una nuova Commissione referente per i problemi posti all amministrazione della giustizia dalla criminalità organizzata di stampo mafioso e di tipo terroristico con le seguenti competenze: a) pareri e proposte di cui all art. 10, comma 2 della legge , n. 195, in materia di contrasto giudiziario dei fenomeni di criminalità organizzata; b) verifica delle cause delle eventuali disfunzioni e delle esigenze di funzionalità degli uffici giudiziari, compresa la Direzione nazionale antimafia, anche attraverso il monitoraggio della situazione degli uffici più esposti, allo scopo di promuovere interventi diretti a migliorarne il funzionamento e di promuovere un adeguata determinazione delle piante organiche; c) raccolta ed elaborazione, anche in collaborazione con altri enti ed autorità dei dati qualitativi e quantitativi utili per la formulazione di proposte ai Consiglio e alle commissioni di volta in volta competenti per materia; d) informazioni e segnalazioni al Consiglio e alle commissioni competenti per l esame di temi connessi alla criminalità organizzata, rispetto ai quali appaia utile un intervento del Consiglio superiore, anche in forma di attivazione di altri soggetti istituzionali o di collaborazione con essi; e) indicazione alle commissioni competenti di elementi utili all elaborazione di criteri generali 354
355 in materia di trasferimenti, applicazioni, conferimento di uffici direttivi, copertura e pubblicazione di posti vacanti ed in ogni altra materia in cui abbia rilievo la specificità dei fenomeni di criminalità organizzata di stampo mafioso o di tipo terroristico, nonché indicazioni in materia di aggiornamento professionale dei magistrati; f) visite ad uffici giudiziari, allo scopo di acquisire elementi conoscitivi riguardo a temi di competenza, previa deliberazione che dovrà essere comunicata tempestivamente, oltre che a tutti i consiglieri, al comitato di presidenza, che può assumere le iniziative atte a garantire il coordinamento rispetto alle attività delle altre commissioni; g) risposte a quesiti posti dai magistrati riguardo a problematiche relative al contrasto giudiziario dei fenomeni di criminalità organizzata e rientranti nelle competenze della Commissione. 2) di modificare la tabella A allegata al regolamento interno nel senso che: a) quanto alle competenze della Sesta commissione, sia eliminata la competenza relativa a proposte e pareri di cui all art. 10, secondo comma della legge 24 marzo 1958, n. 195 anche con riguardo al fenomeno della criminalità organizzata (lettera c); b) quanto alle competenze della Settima commissione, sia eliminata la competenza relativa alla verifica delle condizioni di direzione e organizzazione degli uffici giudiziari, delle eventuali disfunzioni e delle relative cause, anche con riferimento alle problematiche poste dalla criminalità organizzata (lettera e). IL PRESIDENTE Giuseppe SALME 355
356 356
Il Consiglio superiore della magistratura, nella seduta del 20 febbraio 2003,
Elenco delle sedi da assegnare agli uditori giudiziari nominati con D.M. 18 gennaio 2002 (Circolare n. P-3536/2003 del 20 febbraio 2003 - Deliberazione 20 febbraio 2003) Il Consiglio superiore della magistratura,
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