SIFraP Sistema Informativo Frane in Piemonte

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2 SIFraP Sistema Informativo Frane in Piemonte IDFrana: Scheda riassuntiva delle informazioni contenute nel Sistema Informativo Geologico di Arpa Piemonte relative a dissesti di versante GENERALITA' Livello di approfondimento 1 si 2 si 3 no Data ultimo aggiornamento Sezione CTR Foglio 100k Quota corona Qc (m) Quota unghia Qt (m) Lungh. orizz. Lo (m) Dislivello H (m) Pendenza β ( ) PINEROLO MORFOMETRIA FRANA Dati generali Azimut movim. α ( ) Area totale A (m2) Lunghezza La (m) Volume massa sp. (m3) Profondità sup. sciv. Dr (m) Provincia Torino Comune Pramollo Toponimo Tornini inf.e POSIZIONE FRANA SUL VERSANTE * Testata * Unghia In cresta Parte alta del versante Parte media del versante Parte bassa del versante Fondovalle DESCRIZIONE GENERALE DEL FENOMENO Una colata di fango, attivatasi improvvisamente nel corso dell'evento alluvionale del dicembre 1960, si abbatte sulla frazione Tournin del Comune di Pramollo distruggendo tre edifici e causando la morte di 9 persone. Durante l'evento alluvionale del dicembre 1960 che ha pesantemente colpito il Piemonte meridionale, grandi quantità di pioggia si riversano nel bacino del Chisone e dei suoi affluenti. Nella notte del 18 dicembre si attiva improvvisamente un colamento superficiale che investe parte della Frazione Tournin di Sotto, causando la distruzione di tre edifici e la morte di 9 persone (Provincia di Torino, 1961). La stima del volume di materiale coinvolto varia di molto a seconda delle fonti: da 700 metri cubi circa (La Gazzetta del Popolo, 19 dicembre 1960) a metri cubi (Pons, 1979). I quotidiani dell epoca trascrivono il racconto dell unico testimone, Eli Beaux, abitante a Tournin Sentì lo schianto, il boato. Erano le 3 e 15: fece un salto sul letto e, dopo un attimo di sbigottimento corse alla finestra. Uno spettacolo allucinante si presentò ai suoi occhi. Le case vicine erano scomparse, come inghiottite. Lì per lì non si rese conto dell accaduto. Il grido di angoscia delle vittime, se non è stato soffocato dalla rapidità con la quale la morte le aveva ghermite, lo aveva coperto il fragore del crollo; la valanga di macerie invischiate nel fango che scendeva a valle era ormai invisibile ai suoi occhi. Sentiva solo il ruggito delle acque che si rovesciavano a valle e il cupo ringhiare del Chisone [si tratta di un imprecisione del cronista, il corso d acqua che scorre nella valle è il rio Risagliardo, ndr.] (La Gazzetta del Popolo, 19 dicembre 1960). (Fonte: ) DESCRIZIONE MOVIMENTO Le cause della frana vengono attribuite, oltre che alla rapida fusione di un precoce e consistente manto nevoso (60 cm) ad opera di una eccezionale precipitazione piovosa, anche alla presenza di una strada in costruzione a monte dell'abitato. Questa avrebbe favorito l'infiltrazione dell'acqua di fusione e meteorica nel versante, così come ipotizzato da un ingegnere, subito dopo la tragedia Nella zona è da anni in costruzione una strada destinata a raggiungere la frazione Ruatta, a milleduecento metri. Nel corso dei lavori sono stati costruiti molti tombini per lo sfogo delle acque. Le pareti di uno di questi tombini, in un tratto al di sopra della zona franata, hanno probabilmente ceduto e una ingente massa di acqua si sarebbe infiltrata fra roccia e terra, provocando lo scivolamento della crosta argillosa (La Gazzetta del Popolo, 19 dicembre 1960). (Fonte: ) DESCRIZIONE GEOMORFOLOGICA Il Comune di Pramollo si trova in una valle tributaria destra della Val Chisone, a una quota di circa 800 m slm. La valle presenta qui un profilo trasversale molto inciso (classicamente definito a V ) tipico del modellamento operato da impetuosi corsi d acqua che anticamente scaturivano dai ghiacciai presenti a monte; i versanti si presentano oggi relativamente regolari con una pendenza dell ordine dei 30. La valle è incisa all interno del basamento pre-triassico del Massiccio Dora-Maira, dove affiorano litotipi metamorfici costituiti da gneiss minuti passanti a micascisti, scisti grafitici e grafitoscisti (da tempo sfruttati per l estrazione di grafite), sovrapposti a dioriti quarzifere-biotitiche generalmente a struttura gneissica minuta (già segnalata da Mattirolo et al., 1913). La natura scistosa del substrato localmente ha contribuito, in relazione all intensa e prolungata attività degli agenti atmosferici, alla formazione di potenti coltri eluvio-colluviali. Queste,

3 soprattutto nel caso in cui siano ricche in grafite, diventano facilmente fluidificabili quando si saturano d acqua e, se il pendio è molto acclive, possono dare origine a colate di fango che si attivano improvvisamente per collasso di una porzione del versante. Le colate proseguono poi velocemente verso il basso travolgendo e coinvolgendo nel movimento il materiale superficiale incontrato lungo il cammino. A oltre quarant anni di distanza dall evento, le forme caratteristiche della frana non sono oggi più riconoscibili nel paesaggio, ciò in relazione al ridotto volume mobilizzato, alla sua consistenza fangosa e per effetto del rapido rimboschimento dell area. Rimangono a testimonianza i dati d archivio e alcuni articoli di quotidiani dell epoca, dai quali si possono trarre indicazioni relativamente dettagliate sui tempi e sui danni della frana. (Fonte: ) NOTE

4 Inquadramento Geologico GEOLOGIA * Unità 1 DIORITI A GRANA MEDIO-FINE GTC1 * Unità 2 Dioriti quarzifere (Carta geologica d'italia in scala 1: , Foglio 67 "Pramollo"). Immersione: Immersione: Discont. 1 Discont. 2 Inclinazione: Inclinazione: Struttura * Litotecnica massiva stratificata fissile fessurata fratturata scistosa vacuolare caotica Spaziatura molto ampia (> 2m) ampia (60cm - 2m) moderata (20cm - 60cm) fitta (6cm - 20cm) molto fitta (< 6cm) roccia roccia lapidea roccia debole detrito terra granulare terra granulare addensata terra granulare sciolta terra coesiva terra coesiva consistente terra coesiva poco consist. terra organica unità complessa unità complessa: alternanza unità complessa: melange Assetto discontinuità orizzontali reggipoggio traverpoggio (generico) traverp. ortoclinale traverp. plagioclinale franapoggio (generico) franap. + inclinato del pendio franap. - inclinato del pendio franap.inclinato = pendio Degradazione fresca leggerm. degradata mediam. degradata molto degradata completam. degradata * Litologia rocce carbonatiche travertini marne flysch, calcareo-marnosi arenarie, flysch arenacei argilliti, siltiti, flysch pelitici rocce effusive laviche a rocce effusive laviche basiche rocce effusive piroclastiche rocce intrusive acide rocce intrusive basiche r. metam. poco o nulla fogliate r. metam. a fogliazione p rocce gessose, anidritiche e saline rocce sedimentarie silicee conglomerati e brecce detriti terreni prev. ghiaiosi terreni prev. sabbiosi terreni prev. limosi terreni prev. argillosi terreno eterogeneo terreno di riporto aree urbanizzate aree estrattive seminativo IDROGEOLOGIA Acque Superficiali acque assenti acque stagnanti ruscellamento diffuso ruscellamento concentrato Sorgenti assenti diffuse localizzate * 1 liv * USO DEL SUOLO * ESPOSIZIONE DEL VERSANTE seminativo arborato rimboschimento e novelleto incolto nudo colture specializzate bosco ceduo incolto macchia e cespugliato vegetazione riparia bosco d'alto fusto incolto prato pascolo Falde N. Prof. (m) assent freatic in pressione CLASSIFICAZIONE DELL'EVENTO FRANOSO Movimento n.d. Velocità crollo ribaltamento scivolamento rotazionale scivolamento traslativo espansione colamento "lento" colamento "rapido" sprofondamento complesso DGPV aree soggette a crolli/ribaltamenti diffus aree soggette a sprofondamenti diffus aree soggette a frane superficiali diffuse Settore CARG N NE E SE S SW estremamente lento (< 5*10E-10 m/s) molto lento (< 5*10E-8 m/s) lento (< 5*10E-6 m/s) moderato (< 5*10E-4 m/s) rapido (< 5*10E-2 m/s) molto rapido (< 5 m/s) estremamente rapido (> 5 m/s) W NW Materiale roccia detrito terra Cont. acqua secco umido bagnato molto bagnato

5 attivo riattivato sospeso Stato non determinato quiescente stabilizzato relitto artificialmente naturalmente ATTIVITA' Distribuzione costante retrogressivo in allargamento multidirezionale avanzante in diminuzione confinato singolo complesso composito Stile multiplo successivo * METODOLOGIA PER LA VALUTAZIONE DEL TIPO DI MOVIMENTO E DELLO STATO DI ATTIVITA' n.d. fotointerpretazione Fotointerpretazione rilevamento sul terreno Rilevamento monitoraggio sul terreno Monitoraggio dato storico/archivio Dato segnalazione storico/archivio Segnalazione * DATA STATO DI ATTIVITA' n.d. ATTIVAZIONI DATAZIONE EVENTO PIU' SIGNIFICATIVO Data certa :15 Giornali Immagini telerilevate Data incerta min max Anno Mese Giorno Ora Età 03:15 anni B.P. 03:15 precisione radiometrica ± CAUSE Pubblicazioni Testimonianze orali Audiovisivi Archivi enti Cartografia Documenti storici Lichenometria Dendrocronologia Metodi radiometrici Altre datazioni Intrinseche Geomorfologiche precipitaz. eccezionali prolungate Fisiche innescante Antropiche SEGNI PRECURSORI fenditure, fratture trincee, doppie creste crolli localizzati rigonfiamenti contropendenze cedimenti. lesioni dei manufatti scricchiolio strutture inclinaz. pali o alberi comparsa sorgenti scomparsa sorgenti scomparsa corsi d'acqua variaz. portata sorgenti variaz. livello acqua pozzi acqua in pressione nel suolo rumori sotterranei

6 STATO DELLE CONOSCENZE INTERVENTI ESISTENTI Relazioni tecniche Intervento Tipo intervento Realizzazione Indagini e monitoraggio Costo indagini già Costo previsto Costo effettivo eseguite ( ) 0 interventi eseguiti ( ) 0 interventi eseguiti ( ) 0 Codice DOCUMENTAZIONE Archivi Archivi archivio Archivio AVI archivio Archivio SCAI SCAI archivio sopralluoghi DPC Archivio Sopralluoghi DPC archivio interventi SGN altro Archivio interventi SGN Altro CARG SI SI NO NO Non coperto Non coperto Legge 267/98 piani straordinar Legge 267/98 interventi urgent Danno Dettaglio Danno Grado Descrizione ADEMPIMENTI LEGISLATIVI NAZIONALI Legge 267/98 PSA Schemi previsionali e programmatici L.183/8 Pianificazione di bacino L.183/8 * DANNI n.d. Tipo di danno diretto caduta in un invaso sbarramento corso d'acqua sbarramento e rottura diga di frana rottura diga o argine Persone morti n. 9 feriti n. 0 Edifici evacuati n. 0 a rischio n. privati n. 3 pubblici n. 0 privati a rischio n. 0 pubblici a rischio n. Costo ( ) Beni Attività Totale Corso d'acqua Piano paesistico Piani Territoriali di Coordinamento Provincial Legge 365/00 Altro Denominazione Danno: potenziale deviazione sbarramento parziale sbarramento totale Nuclei/centri abitati centro abitato minore non valutabile Strade

7 INTERFEROMETRIA SATELLITARE Analisi SAR: Dati ARPA ERS ( ) - RADARSAT ( ); Dati PST ERS ( ) - ENVISAT ( ) dataset velocità di spostamento lungo LOS minima massima media n PS/DS n PS PS/DS in movimento ratio SISTEMA DI MONITORAGGIO (RERCOMF) Inclinometri tradiz: Inclinometri Fissi: Piezometri: Descrizione: INTERVENTI IDROGEOLOGIA

8 BIBLIOGRAFIA Tipo Codice TITOLO / AUTORI ANNO Studio Atlante di frane storiche in Provincia di Torino Alberto Walter, CNR-IRPI, Giardino Marco, Mortara Giovanni, Perotti Luigi 2006

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