Sicurezza nei cantieri edili, si deve e si può!
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- Fulvio Ferro
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1 Sicurezza nei cantieri edili, si deve e si può! Reggio Emilia, 10 ottobre 2007 Modalità operative per la valutazione del rischio rumore ai sensi del D.Lgs. 626/1994 e del rischio vibrazioni ai sensi del D.Lgs. 187/2005. L esperienza del CPT di Torino Mario Trapani
2 IL DOCUMENTO CPT DI TORINO: Realizzato per adempiere alle nuove indicazioni della norma Conferma del metodo già indicato nei precedenti manuali sul rumore Dotato di indicazioni che consentono di rispettare provvisoriamente la norma RUMORE 2
3 IL DOCUMENTO DEL CPT DI TORINO CONTENUTI 1. INTRODUZIONE 2. IL DLgs 195/2006 A CONFRONTO CON IL DLgs 277/91 3. LA PREVENZIONE IN SINTESI 4. VALUTAZIONE DEL RUMORE NEL CASO DI ATTIVITA TEMPORANEE 5. ATTENUAZIONE ED EFFICACIA DEI DPI DELL UDITO 6. DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI RUMORE 3
4 BANCHE DATI Il nuovo titolo V bis del D.Lgs. 626/94 prevede la misurazione dei livelli di rumore al superamento del livello inferiore di azione. L articolo 16 D.Lgs. 494/96 recita che nel settore delle costruzioni l esposizione del lavoratore al rumore può essere calcolata in fase preventiva facendo riferimenti a studi e misurazioni la cui validità è riconosciuta dalla Commissione prevenzione infortuni. RUMORE 4
5 CENNI STORICI La ricerca effettuata nel dal CPT di Torino, è stata realizzata per dare un contributo equilibrato alla risoluzione del problema in edilizia, tenuto conto delle notevoli difficoltà del settore nel fare prevenzione. La ricerca è stata finanziata dalla Comunità europea e dal Ministero del Lavoro, nell ambito dell anno europeo della sicurezza, L opera ha offerto la possibilità di dare completa attuazione ad una norm a pensata per realtà diverse. RUMORE 5
6 CENNI STORICI La richiesta di validità della ricerca fatta al Ministero del lavoro ha ottenuto una risposta positiva:., nel caso di attività caratterizzate da notevole variabilità delle possibili lavorazioni e quindi delle esposizioni personali al rumore dei singoli lavoratori, quali quelle riscontrabili nei cantieri edili, è necessario per la pratica attuazione della normativa, fissare criteri realistici che privilegino il fine essenziale delle norme e cioè l effettiva protezione dei lavoratori e l azione di prevenzione che deve estrinsecarsi prima che il rischio si configuri. RUMORE 6
7 CENNI STORICI Continua In tal senso la previsione che, prima dell inizio delle lavorazioni relative a ciascun cantiere, sia effettuata una valutazione preventiva delle esposizioni relative ai gruppi omogenei di lavoratori è perfettamente coerente coi principi esposti. E E ovvio come, in tali casi, misurazioni relative ad attività non ancora iniziate siano prive di alcun senso, oltre che fisicamente impossibili. RUMORE 7
8 CENNI STORICI Continua Quanto agli elementi da utilizzare per effettuare tali valutazioni preventive, risulta valido,.., il riferimento a misurazioni effettuate in altri cantieri (non necessariamente della stessa impresa) utilizzanti macchine, attrezzature e metodologie di lavoro similari a quelle in cui si prevede l uso l del singolo cantiere.. RUMORE 8
9 CENNI STORICI Per quanto riguarda l aggiornamento fatto nel 1999 la Commissione consultiva permanente ha ribadito la validità del metodo di valutazione del rischio rumore in edilizia elaborato dal CPT di Torino con l apposita l ricerca. RUMORE 9
10 CENNI STORICI Nonostante l impegno profuso, la corretta applicazione di quanto suggerito è tutt altro che banale: i riscontri da effettuare quando necessari da parte delle imprese restano impegnativi, l adattamento l dei dati alla realtà del singolo cantiere resta un compito se non difficile almeno delicato. RUMORE 10
11 CENNI STORICI La banca dati ha consentito di effettuare la valutazione del rischio preliminarmente evitando i tempi di attesa previsti dalla 277 (tra 90 e 180 gg). RUMORE Tale concetto è applicabile anche con la nuova norma: la valutazione preliminare basata su dati di misurazioni esistenti consente di attivare immediatamente l attivitl attività di prevenzione, orientando così gli sforzi sulle verifiche di quanto valutato, durante le attività di cantiere. 11
12 CENNI STORICI Per agire correttamente nell eseguire la valutazione utilizzando il manuale è necessario di tener conto: a) Dei risultati di rilevazioni di controllo che possono essere necessarie o comunque consigliabili, b) Della possibile sovrapposizione delle attività di cantiere; c) Di eventuali situazioni peggiorative (ambienti confinati, o macchine più rumorose); d) Caratteristiche superiori delle macchine; e) Di riduzione del tempo di esposizione al rumore dei lavoratori; f) Di particolari modalità operative; g) Di eventuali differenze sui tempi di esposizione. RUMORE 12
13 Orientamento Regione Piemonte Per la prevenzione del rischio di ipoacusia nel settore edile, si ritiene fondamentale perseguire l adozione delle misure di prevenzione e protezione in cantiere. RUMORE 13
14 Orientamento Regione Piemonte Il ricorso a banche dati è utile per raggiungere una semplificazione in un settore così complesso, ma occorre evitare: la normalizzazione dei livelli di rumore emessi dalle diverse sorgenti, per consentire alle imprese di individuare quali tra le proprie sorgenti necessitino di bonifica acustica; la standardizzazione dei tempi di esposizione. RUMORE 14
15 Orientamento Regione Piemonte Si tratta di utilizzare le banche dati con le necessarie cautele (vedi DIA 18), senza abbandonare le misurazioni laddove non è certa la congruenza tra i dati tabellati e l esposizione l personale di ogni addetto. Alcune verifiche strumentali possono comunque essere necessarie per interventi sulla sorgente o per la scelta dei DPI. Per cui è comunque opportuno effettuare misure ogni 4 anni oppure in occasione di notevoli mutamenti. RUMORE 15
16 Orientamento Regione Piemonte Per il comparto edile, le misure di prevenzione principali sono: Acquisto di macchine meno rumorose disponibili sul mercato; Manutenzione; Adozione di procedure di lavoro meno rumorose e riduzione dell esposizione esposizione indiretta; Allontanamento o segregazione delle lavorazioni molto rumorose; DPI; Formazione, informazione e addestramento sull uso uso dei DPI. RUMORE 16
17 VALORI DI PICCO Dalle ricerche condotte negli e non sono emersi valori di pressione acustica istantanea superiori a 140 db Dai risultati delle rilevazioni condotte da ottobre 2006 è emerso un solo valore di picco superiore a 135 db (C) (pari a per un L Aeq di 120 d(b) relativo ad una sabbiatrice a secco), su oltre 900 rilievi effettuati su circa 50 tipologie di macchine e utensili. RUMORE 17
18 DOCUMENTO CPT TORINO Verifica del rispetto del valore limite e verifica dell efficacia dei DPI dell udito eseguito utilizzando il metodo: Controllo HML (UNI EN 458) Valore limite: ad ogni livello equivalente (L Aeq ) superiore o uguale a 87 db(a) è sottratto il valore L Efficacia DPI dell udito: ad ogni livello equivalente pari o superiore a 85 db(a) è sottratto il valore L RUMORE 18
19 Il Livello di azione (L ACT ), secondo la norma tecnica UNI EN 458, è 80 oppure 85 db(a)? La protezione è insufficiente se il livello effettivo all orecchio è superiore a 85 o a 80 db(a)? La protezione è troppo alta se il livello effettivo all orecchio è inferiore a 65 o a 70 db(a)? RUMORE 19
20 La scheda di gruppo omogeneo RUMORE 20
21 INDICI DI ATTENZIONE RUMORE LIVELLO DI ESPOSIZIONE SETTIMANALE _ L EX, 8h INDICE DI ATTENZIONE (I.A.) FASCIA DI APPARTENENZA AI SENSI DEL DLgs. 195/06 IN db(a) 80 - Fino a 80 > Superiore a 80, fino a 85 > (con rumorosità in una o più attività, superiore a 85 db(a)) 2 Superiore a 80, fino a 85 > Superiore a 85, fino a 87 > (con rumorosità in una o più attività, superiore a 87 db(a)) 4 Superiore a 85, fino a 87 > 87 5 Oltre 87 21
22 NUOVA BANCA DATI In fase di realizzazione; Rilievi condotti secondo i criteri tecnici e le modalità prescritte e dalle norme di buona tecnica ed osservando criteri cautelativi (n 3 misure per ogni esposizione); Completezza dei dati rilevati secondo la tabella seguente: RUMORE 22
23 Dati rilevati RUMORE 23
24 Dati rilevati RUMORE I dati sono comprensivi dell incertezza di misura (strumentale e deviazione standard sulle tre misure) 24
25 Probabile scheda macchina IL CPT DI TORINO HA EFFETTUATO OLTRE 900 RILIEVI SU OLTRE 50 TIPOLOGIE DI MACCHINE/UTENSILI RUMORE 25
26 IL DOCUMENTO DEL CPT DI TORINO Realizzato per ottemperare alle indicazioni della norma Conferma del metodo già indicato nei precedenti manuali Dotato di indicazioni che consentono di rispettare provvisoriamente la norma VIBRAZIONI 26
27 IL DOCUMENTO DEL CPT DI TORINO CONTENUTI OBBLIGHI NORMATIVI (LIVELLI DI AZIONE E LIMITE; MISURE TECNICHE DI PREVENZIONE; SORVEGLIANZA SANITARIA) METODO PER EFFETTUARE LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO INDIVIDUAZIONE DEI VALORI DI ACCELERAZIONE DELLE MACCHINE FORMULE DI RIFERIMENTO ESEMPI DI CALCOLO DOCUMENTO DI VALUTAZIONE. VIBRAZIONI 27
28 VALORI DI ACCELERAZIONE DELLE MACCHINE Ove non si faccia ricorso a specifiche misurazioni, ci si potrà trovare di fronte a varie situazioni per ciascuna delle quali suggeriamo le possibili soluzioni. Caso 1 Sono disponibili sulla banca dati ISPESL i valori di vibrazione misurati in condizioni d uso rapportabili a quelle di cantiere. In tal caso saranno assunti i valori riportati in banca dati. VIBRAZIONI 28
29 VALORI DI ACCELERAZIONE DELLE MACCHINE Caso 2 Non sono direttamente disponibili i valori in opera nella banca dati; viceversa sono disponibili i dati forniti dal fabbricante. In tal caso, salva la programmazione di successive misure di controllo in opera, si assumerà quale valore di accelerazione in opera quello indicato dal fabbricante, maggiorato: per quanto riguarda le attrezzature che comportano vibrazioni mano-braccio con il coefficiente di correzione della banca dati ISPESL; per quanto riguarda le attrezzature che comportano vibrazioni al corpo interodi una percentuale (valutata dall impresa) che tenga conto dell età della macchina, del livello di manutenzione, delle condizioni di utilizzo, etc. VIBRAZIONI 29
30 VALORI DI ACCELERAZIONE DELLE MACCHINE Caso 3 Non sono disponibili informazioni nella banca dati o da parte del fabbricante; sono però disponibili dati di macchinari o attrezzature simili (stessa categoria, stessa potenza). In tal caso, salva la programmazione di successive misure di controllo in opera, può essere assunto quale valore base per effettuare la valutazione quello di una macchina simile (stessa categoria, stessa potenza) eventualmente maggiorato di una percentuale (valutata dall impresa) che tenga conto dell età della macchina, del livello di manutenzione, delle condizioni di utilizzo, etc. VIBRAZIONI 30
31 VALORI DI ACCELERAZIONE DELLE MACCHINE Caso 4 non sono disponibili informazioni nella banca dati o da parte del fabbricante, e neppure dati di macchine simili (stessa categoria, stessa potenza). In tal caso, salva la programmazione di successive misure di controllo in opera si assumerà quale valore base per effettuare la valutazione, quello peggiore dell attrezzatura dello stesso genere presente in banca dati, eventualmente maggiorato di una percentuale (valutata dall impresa) che tenga conto delle differenze tra le due attrezzature, dell età, del livello di manutenzione, delle condizioni di utilizzo, etc. VIBRAZIONI 31
32 VALORI DI ACCELERAZIONE DELLE MACCHINE ISPESL Per evitare la sottostima del rischio è necessario effettuare le misurazioni e non limitarsi ad utilizzare i dati del costruttore. Inoltre non potranno essere utilizzati i dati forniti dal costruttore e le metodiche semplificate di stima del rischio descritte nella Guida all utilizzo della Banca Dati Vibrazioni se: VIBRAZIONI 32
33 VALORI DI ACCELERAZIONE DELLE MACCHINE - ISPESL il macchinario non è usato in maniera conforme a quanto indicato dal costruttore; il macchinario non è in buone condizioni di manutenzione; il macchinario è usato in condizioni operative differenti da quelle indicate alle tabelle (Macchine a combustione interna; Macchine elettriche; Macchine pneumatiche); il macchinario non è uguale a quello indicato in banca dati (differente marca modello). In tutti questi casi l impiego della metodica semplificata basata sui dati forniti dal costruttore può portare ad una sottostima del rischio. VIBRAZIONI 33
34 VALORI DI ACCELERAZIONE DELLE MACCHINE - ISPESL Valori rilevati in campo I dati rilevati in campo sono molto influenzati dalle effettive condizioni operative di impiego. Pertanto è sconsigliato utilizzare i dati riportati nella Banca Dati Vibrazioni qualora: il macchinario non è usato nelle condizioni operative indicate nella scheda descrittiva delle condizioni di misura della Banca Dati; il macchinario non è in buone condizioni di manutenzione; il macchinario non è uguale a quello indicato in banca dati (differente marca modello); nel caso di esposizione al corpo intero: differenti caratteristiche del fondo stradale, velocità di guida, tipologia di sedili montati incidono fortemente sui livelli di esposizione prodotti da macchinari, anche se dello stesso tipo. VIBRAZIONI 34
35 VALORI DI ACCELERAZIONE DELLE MACCHINE - ISPESL In tutti i casi in cui l impiego Banca Dati Vibrazioni può portare ad una sottostima del rischio sarà necessario ricorrere a misurazione diretta dell esposizione a vibrazione nelle effettive condizioni di impiego dei macchinari. VIBRAZIONI 35
36 INDICI DI ATTENZIONE VIBRAZIONI MANO-BRACCIO Livello di esposizione Indice di attenzione (IA) 0 m/s 2 A(8) < 1 m/s m/s 2 A(8) < 1,75 m/s 2 1 1,75 m/s 2 A(8) 2,5 m/s 2 2 2,5 m/s 2 < A(8) < 3,75 m/s 2 3 3,75 m/s 2 A(8) 5 m/s 2 4 A(8) > 5 m/s
37 INDICI DI ATTENZIONE VIBRAZIONI CORPO INTERO Livello di esposizione Indice di attenzione (IA) 0 m/s 2 A(8) < 0,25 m/s 2 0 0,25 m/s 2 A(8) < 0,375 m/s 2 1 0,375 m/s 2 A(8) 0,5 m/s 2 2 0,5 m/s 2 < A(8) < 0,825 m/s 2 3 0,825 m/s 2 A(8) 1,15 m/s 2 4 A(8) > 1,15 m/s
38 LE MISURE DEL CPT ANALIZZATORE FONOMETRO DIGITALE DI CLASSE 1 38
39 LE MISURE DEL CPT 39
40 LE MISURE DEL CPT 40
41 BANCA DATI VIBRAZIONI ISPESL Il CPT DI TORINO ATTRAVERSO LA COMMISSIONE NAZIONALE PARITETICA STA LAVORANDO PER IMPLEMENTARE LA BANCA DATI ISPESL ATTRAVERSO UNO SPECIFICO ACCORDO TRA LE PARTI. ALTRI COMITATI STANNO LAVORANDO IN TAL SENSO. I RILIEVI SONO EFFETTUATI SECONDO IL PROTOCOLLO DI MISURA DELL ISPESL 41
42 BANCA DATI VIBRAZIONI ISPESL 42
43 BANCA DATI VIBRAZIONI ISPESL 43
44 I RAPPORTI DI MISURA DEL CPT DI TORINO Il rapporto di misura comprende: la descrizione della strumentazione utilizzata; la descrizione delle modalità di misura delle vibrazioni e del rumore; i risultati delle misure, con un paragrafo dedicato ad ogni macchina; la descrizione delle modalità di calcolo dei valori di accelerazione a sum e a W(max) (valori derivanti dal complesso delle misure); 44
45 I RAPPORTI DI MISURA DEL CPT DI TORINO CONTINUA una tabella riassuntiva dalla quale ricavare facilmente i dati principali delle misure. I dati presenti in ogni paragrafo macchina del capitolo 5 e nella tabella riassuntiva del capitolo 7 possono essere utilizzati dal Datore di lavoro per determinare il livello di esposizione, giornaliero o settimanale, alle vibrazioni e al rumore dei lavoratori. 45
46 46
47 GRAZIE PER L ATTENZIONEL 47
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