TOSSICITÀ DEL PARTICOLATO ATMOSFERICO E MARKER MOLECOLARI DI RISCHIO
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- Edmondo Serafini
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1 Progetto TOSCA Tossicità del particolato atmosferico e marker molecolari di rischio TOSSICITÀ DEL PARTICOLATO ATMOSFERICO E MARKER MOLECOLARI DI RISCHIO TOSCA (progetto finanziato da Fondazione Cariplo) Coordinatore Responsabile: Marina Camatini Milano, 22 settembre 2011
2 Il Progetto Tosca è un progetto multidisciplinare durato tre anni, da giugno 2008 a giugno 2011, che ha indagato la tossicità del particolato atmosferico (PM) in ambiente urbano. Nel progetto, ideato e coordinato dal Centro di Ricerca Polaris del dipartimento di Scienze dell Ambiente e del Territorio dell Università di Milano-Bicocca, sono stati coinvolti gruppi di ricerca con affermata esperienza in diverse discipline scientifiche (chimiche, biologiche e mediche) che hanno garantito un elevato livello di confrontabilità dei risultati ottenuti. Il progetto Tosca ha analizzato, in modo organico e con molteplici competenze, l impatto del particolato atmosferico sulla salute umana attraverso quattro aree: 1. caratterizzazione chimica e microbiologica dei PM (PM10, PM2.5, PM1 e PM0,4) 2. effetti biologici dei PM su modelli di laboratorio (modelli in vitro e in vivo) 3. evidenze cliniche associabili al PM in categorie di persone esposte 4. evidenze epidemiologiche degli effetti dei PM sulla popolazione (con dati sanitari riferiti 500 mila soggetti della Regione Lombardia). Effetti biomedici Analisi Campionamenti e caratterizzazione chimica e microbiologica Effetti in vitro Biologia Cellulare M. Camatini UNIMIB... a livello di cellule Chimica dell atmosfera E.Bolzacchini UNIMIB Microbiologia Ambientale G,Bestetti UNIMIB Effetti in vivo Biochimica Cellulare P. Palestini UNIMIB Effetti clinici Patologie Respiratorie A. Pesci UNIMIB Medicina Ambientale P. Bertazzi / P. Carrer a livello di organi a livello di individuo Risultati finali Meccanismi e marker di tossicità Effetti epidemiologici Epidemiologia G. Cesana UNIMIB a livello di popolazione
3 I risultati più significativi sono: sia la composizione chimica e le quantità relative delle diverse classi dimensionali, sia le comunità batteriche presenti nel particolato confermano l importante ruolo delle stagioni (estate inverno) negli effetti che il particolato ha sulla salute umana; gli effetti biologici sull apparato respiratorio dipendono dalle caratteristiche chimiche, microbiologiche e dimensionali dei PM; il PM estivo scatena risposte infiammatorie acute sia sui modelli di laboratorio sia sugli individui esposti; il PM invernale, con grandi quantità di particolati da processi di combustione, produce danni ossidativi e alterazione al ciclo cellulare, eventi da tenere sotto stretta sorveglianza per esposizioni croniche, in quanto a rischio di patologie respiratorie pesanti; gli studi clinici, realizzati con dispositivi personali di monitoraggio utilizzati sia nei percorsi esterni sia in ambienti domestici, dimostrano in inverno una più elevata esposizione outdoor rispetto agli ambienti confinati, anche se in ambienti chiusi, attività come cottura di alimenti e spostamenti in autovettura, contribuiscono in modo significativo all esposizione a particolati. Quindi l esposizione ad alte concentrazioni di PM provoca un aumento dello stato di infiammazione, polmonare e generale-sistemica, ed un aumento dell attività coagulatoria del sangue. L esposizione a PM contribuisce all insorgere di patologie cardiovascolari o al peggioramento di condizioni patologiche preesistenti; l indagine epidemiologica ha analizzato i ricoveri per patologie respiratorie e cardiovascolari e le prescrizioni farmacologiche connesse a queste patologie. In estate a concentrazioni alte di PM 10 i dati dimostrano la tendenza ad un aumento del numero di ricoveri per cause respiratorie e cardiovascolari, aumento che viene mitigato dall uso di farmaci prescritti per queste patologie. Anche se il campione analizzato è numericamente consistente ( individui), è necessario estendere lo studio all intera Regione Lombardia per un arco temporale più lungo, e avere sistemi più numerosi di rilevazione delle emissioni. Conclusioni L esposizione a elevate concentrazioni di PM è un fattore di rischio per l insorgenza o riacutizzazione di malattie respiratorie e cardiovascolari. Gli effetti prodotti e i meccanismi di azione dipendono dalla frazione dimensionale e dalla composizione chimica e microbiologica del PM inalabile. Questi fattori unitamente alla concentrazione di particelle dipendono dalle sorgenti di emissione presenti sul territorio. Durante l estate, quando il PM è ricco di batteri che producono endotossine, l esposizione a elevate concentrazioni di PM determina la riacutizzazione di patologie respiratorie di tipo infiammatorio; mentre in inverno, quando il PM è fortemente arricchito di particelle ultrafini, che sfuggono ai processi di difesa, le risposte sono più silenti, ma interessano importanti modificazioni nel controllo dei meccanismi cellulari, evidenti sul lungo periodo per esposizione cronica. L insorgenza di processi infiammatori acuti e di patologie riscontrabili sui lunghi periodi di esposizione a particolato fine, possono portare ad alterazioni nella funzione del sistema cardio-circolatorio.
4 Unità di ricerca coinvolte Istituzione Gruppo di ricerca Responsabile Dipartimento di Scienze dell Ambiente e Territorio - UNIMIB Dipartimento di Scienze dell Ambiente e Territorio - UNIMIB Dipartimento di Scienze dell Ambiente e Territorio - UNIMIB Dipartimento di Medicina Clinica e Prevenzione - UNIMIB Dipartimento di Medicina Sperimentale UNIMIB Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biomediche - UNIMI Dipartimento di Medicina del Lavoro e dell Ambiente - UNIMI Dipartimento di Medicina del Lavoro e dell Ambiente - UNIMI Biologia Cellulare Applicata Chimica dell Atmosfera Microbiologia Ambientale Epidemiologia Biochimica e Fisiologia Cellulare Genomica Medicina Ambientale I Medicina Ambientale II Marina Camatini Ezio Bolzacchini Giuseppina Bestetti Giancarlo Cesana Paola Palestini Cristina Battaglia Alberto Bertazzi Paolo Carrer Dimensioni finanziarie Valore Progetto Cofin. CARIPLO
5 Composizione stagionale del particolato atmosferico di Milano (in percentuale)* Distribuzione dimensionale PM(10 2.5) PM(2.5 1) PM1 PM0.4 23% 39% 28% 16% 20% 34% 18% 15% ESTATE INVERNO Distribuzione relativa delle diverse frazioni di particolato campionato nella stagione estiva ed invernale PM2.5 ESTATE EC 14.6 unaccounted 14.8 SO4= 22.4 NO3-3.6 PM2.5 INVERNO EC 11.8 unaccounted 12.1 SO4= 6.4 NO OM 28.8 elementi 2.3 NH Mg Ca++ Na Cl - K NH4+ Mg Ca++ OM K+ Na+ Cl - elementi Caratterizzazione chimica del PM2.5 campionato in estate e inverno. Valori espressi come % in massa. *Campionamenti effettuati presso il sito di Torre Sarca nei mesi di luglio-settembre 2009 febbraio-marzo Dipartimento di Scienze dell Ambiente e del Territorio dell Università di Milano-Bicocca.
6 Composizione delle comunità batteriche dei PM estivi e invernali a Milano GRUPPO BATTERICO PM10 Invern o PM2.5 Invern o PM10 Estat e PM2.5 Estate Note Attinomiceti Formano spore che permettono la sopravvivenza in condizioni ambientali avverse Cloroplasti Organelli delle piante di origine batterica Enterobatteri Hanno habitat intestinale umano e animale Bacilli Formano endospore che permettono la sopravvivenza in condizioni ambientali avverse Clostridi Formano endospore che permettono la sopravvivenza in condizioni ambientali avverse Bacteroidales Flavobatteri Sfingomonadacee Vivono sulle superfici fogliari Pseudomonadace e Sfingobacteriacee Rodobatteri Hanno un metabolismo che si adatta a diverse condizioni ambientali Rizobi Vivono in associazione ad alcune piante, soprattutto leguminose Altri
7 Andamento della concentrazione di PM da gennaio 2011 ad oggi in una centralina Arpa (Milano Città Studi) microgrammi m /01/ /01/ /01/ /02/ /02/ /03/ /03/ /04/ /04/ /05/ /05/ /06/ /06/ /07/ /07/ /07/ /08/ /08/ /09/2011 In rosso è indicata la soglia giornaliera di 50µg/cm3. La normativa vigente prevede un limite di superamento di questa soglia per massimo 35 giorni all anno.
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