CONTROLLI DI QUALITÀ PER CT MULTI SLICE
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- Dino Venturi
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1 CONTROLLI DI QUALITÀ PER CT MULTI SLICE Lidia Angelini U.O. Fisica Sanitaria, A. O. Umberto I - Ancona PREMESSA: Art. 8 comma 2 DL 187/00: Il responsabile dell'impianto radiologico, avvalendosi dell'esperto in Fisica medica provvede: a) a che siano intrapresi adeguati programmi di garanzia di qualità, compreso il controllo di qualità, nonché di valutazione della dose o dell'attività somministrata al paziente. Art. 7 comma 6, DL 187/00: "Il controllo di qualità può essere svolto dal tecnico sanitario di radiologia medica". DM 14/02/97 (abrogato) I controlli di Qualità hanno la finalità di mantenere in Radiodiagnostica e Medicina Nucleare le esposizioni del paziente al livello più basso ragionevolmente ottenibile, compatibilmente con l'ottenimento dell'informazione diagnostica. CEI (1997): Controllo di Qualità: Tecniche e attività operative che sono messe in atto per soddisfare i requisiti per la qualità in particolare: Prove di accettazione o di collaudo Verifica della conformità dell'apparecchio alle caratteristiche dichiarate dal costruttore e/o alle specifiche definite nel contratto di acquisizione. Si esegue nei seguenti casi: installazione di nuova apparecchiatura; modifiche o sostituzioni importanti sull'apparecchiatura. Prove di verifica o di stato Misura dei parametri fondamentali dell'apparecchiatura al fine di stabilire i valori di riferimento per le successive prove di costanza. Si esegue nei seguenti casi: modifica di importanti parametri funzionali dell'apparecchiatura; variazioni nell'utilizzo clinico dell'apparecchiatura; esito negativo dei controlli di costanza (nel caso di superamento di prefissati valori limite). Prove di mantenimento o di costanza Misura dei parametri che permettono di assicurare che le prestazioni dell'apparecchiatura siano conformi ai criteri di accettabilità stabiliti. Si esegue nei seguenti casi: secondo la periodicità stabilita;
2 in caso di intervento di manutenzione, ove l'intervento effettuato possa aver comportato variazioni nella funzionalità dell'apparecchiatura; in caso di supposto malfunzionamento dell'apparecchiatura. E' il risultato della prova di costanza iniziale, o eventualmente di un controllo di accettazione o di stato, alla quale vengono riferiti i risultati dei controlli effettuati in seguito. DEFINIZIONI: N CT Per la valutazione dei valori di assorbimento il coefficiente di attenuazione di un materiale non può essere assunto come valore assoluto, perché dipende dall'energia della radiazione RX incidente; per tanto è stata universalmente adottata una scala arbitraria proposta da Hounsfield: come materiale di riferimento è stata assunta l'acqua a cui è stato attribuito il valore di assorbimento 0, i valori della scala stabiliscono lo scostamento dei coefficienti di assorbimento delle varie sostanze, rispetto all'acqua. Es: aria = ed osso = I numeri CT sono solitamente espressi in HU (Unità Hounsfield) CTDI Integrale tra -5 cm e +5 cm sotto il profilo di dose D(z) lungo l'asse z (perpendicolare al piano tomografico) diviso lo spessore nominale dello strato T moltiplicato per n = numero di tomogrammi prodotti in una singola scansione. MEDIA E DEVIAZIONE STANDARD Deviazione Standard: La deviazione standard caratterizza l'incertezza media sulle singole misure e quindi è un indice della dispersione dei valori. FANTOCCI DA IMPIEGARE Fantoccio per qualità dell'immagine Il fantoccio per testare la qualità dell'immagine è costruito in materiale tessutoequivalente (es. plexiglas) e contiene all'interno inserti per la valutazione del rumore e uniformità, linearità dei numeri CT, risoluzione spaziale ad alto contrasto, risoluzione spaziale a basso contrasto, spessore dello strato. Poiché non sono ancora diffusi sul mercato fantocci specifici per CT multi slice, vengono ancora utilizzati quelli creati per le CT a single slice con acquisizione assiale anche se non sono propriamente adatti per la determinazione di alcuni parametri. Inoltre anche se la maggior parte dei test sono gli stessi delle CT a singolo strato le modalità di valutazione delle immagini ottenute sono leggermente differenti dato che le slice acquisite sono più di una (2, 4, 8, 16).
3 Fantocci dosimetrici Per la valutazione della dose sono utilizzati due cilindri di plexiglas di diametro 16 cm, per simulare la testa e 32 cm per simulare il corpo, forati in corrispondenza del centro e della periferia nelle posizioni orarie 3, 6, 9, 12. Nei fori viene inserita una camera a ionizzazione, al centro per valutare la dose profonda e in periferia per la dose alla pelle. Posizionamento dei Fantocci I fantocci simulanti la testa vanno posizionati a sbalzo sul lettino per simulare le condizioni della testa sul poggiatesta, centrati e acquisiti secondo le indicazioni descritte nel manuale d'utilizzo. Generalmente è opportuno effettuare i test di costanza nella modalità assiale inoltre è buona norma utilizzare gli stessi fantocci impiegati in fase di collaudo impostando le stesse modalità e parametri di acquisizione. CONTROLLI MECCANICI Ai controlli sulla qualità dell'immagine è opportuno associare controlli meccanici quali allineamento delle luci di centratura interne ed esterne, parallele e perpendicolari al piano di scansione e accuratezza di spostamento del lettino POSIZIONAMENTO DEL SUPPORTO PAZIENTE I valori dello spostamento, Lav e Lind misurati nella prova di costanza non devono differire dai valori nominali impostati di oltre +/- 2 mm. Lo scarto tollerato per il ritorno alla posizione di riferimento è analogo. Con un regolo centimetrato fissato al lettino si eseguono gli spostamenti e si valutano le discrepanze. 1. RUMORE e N CT AL CENTRO Il rumore viene valutato tramite la deviazione standard dei valori dei numeri CT in una regione di interesse (ROI) posizionata al centro dell'immagine di un fantoccio di densità uniforme. Si registra inoltre il numero CT medio dell'acqua al centro dell'immagine perché questo è un riferimento per la calibrazione e non deve variare sostanzialmente nel tempo. Poiché nella TC multi slice le immagini acquisite sono multiple, occorre analizzare le ROI in tutte le immagini acquisite. Volendo è anche possibile analizzare il rumore nella modalità spirale, occorre solo assicurarsi che tutte le parti della spirale contribuiscano all'immagine.
4 Le differenze tra il valore di n CT misurato nella prova di costanza e quello di riferimento non devono differire per più di 4 HU. Per il rumore, non esistono valori di riferimento precisi, indicativamente lo scarto tra la prova di stato iniziale e quella di costanza non deve differire per più del 20% 2. UNIFORMITA' Con questo parametro si valuta la variazione dei numeri CT tra una ROI centrale e quattro ROI periferiche Nell'immagine del fantoccio di densità uniforme, si seleziona una ROI al centro dell'immagine e 4 ROI poste ad 1 cm dal bordo del fantoccio, nelle posizioni orarie 3, 6, 9, 12. L'indice di uniformità è dato dalla differenza tra il numero CT medio della ROI centrale e i numeri CT medi delle ROI ai bordi. In generale le differenze tra il numero CT medio della ROI centrale e i numeri CT medi delle ROI ai bordi, calcolate nella prova di costanza, non devono variare per più di 2 HU da quelle dei valori di riferimento. 3. RISOLUZIONE SPAZIALE AD ALTO CONTRASTO Come Risoluzione Spaziale si intende la capacità dell'apparecchiatura di discriminare piccoli dettagli ad alto contrasto. La Risoluzione spaziale può essere valutata attraverso la determinazione della modulazione di mire periodiche oppure come trasformata di Fourier della Line Spread Function. Metodo 1: Si acquisisce un'immagine della sezione di un fantoccio con mire di frequenza spaziale variabile (questa gamma dovrebbe estendersi tipicamente da 3 a 10 cpl/cm, CEI 62-59). Prima di tutto occorre determinare la scala di contrasto selezionando una ROI nella regione acqua e una nella regione Plexiglas e determinando per ciascuna ROI i valori medi dei n CT. Si selezionano ROI posizionate su ciascuna delle mire in modo da comprendere solo la mira periodica nella regione d'interesse. Si determina la deviazione standard (DS) di ogni ROI. Concettualmente la risoluzione spaziale cala all'aumentare della frequenza delle coppie di linee per cm, la deviazione standard dei numeri CT è un indice delle variazioni tra i valori di numeri CT. Poiché all'aumentare della frequenza delle coppie di linee cala la capacità di distinguere la linea dal fondo, cala anche la deviazione standard e quindi la risoluzione spaziale. Per lo specifico controllo sulla multi slice si può utilizzare un procedimento analogo a quello descritto sopra, ma a seconda del numero di slice selezionate per acquisizione, appariranno più immagini di questo tipo. Non è necessario analizzare in questo modo
5 tutte le slice poiché i fattori che influiscono sulla risoluzione non differiscono significativamente da slice a slice. Metodo 2: In alternativa l'mtf del sistema può essere determinata acquisendo l'immagine della sezione di un filo di tungsteno perpendicolare al piano di scansione. Tracciando una ROI sull'immagine del filo, il profilo di tale immagine risulta gaussiano (LSF), ovvero il valore dei numeri CT al centro del filo è superiore al valore dei numeri CT al bordi. L'MTF si ottiene effettuando la trasformata di Fourier della LSF. Questo tipo di calcolo può essere effettuato direttamente dal software del sistema. 4. RISOLUZIONE A BASSO CONTRASTO Si analizza un'immagine contenente dischi, che possono essere di dimensione variabile, immersi in un materiale circostante di densità simile. Occorre determinare il numero e la dimensione minima degli oggetti che possono essere distinti dal materiale di fondo. Non sono indicati specifici valori di riferimento, ma il numero di dettagli distinguibili dovrebbe rimanere invariato nel tempo. 5. STABILITÀ DEI NUMERI CT Si acquisisce l'immagine della sezione del fantoccio con inserti di densità differenti. Si selezionano ROI circolari su ciascun inserto e si determina il numero CT medio. Si controlla che i numeri CT riferiti ai diversi materiali non varino sostanzialmente nel tempo e si verifica la linearità tra la densità degli inserti e il relativo numero CT. 6. SPESSORE DELLO STRATO VISUALIZZATO Si controlla che lo spessore della nominale fetta selezionata sia corrispondente allo spessore reale. Metodo 1: Lo spessore dello strato è valutato misurando la larghezza dell'immagine di una o più rampe inclinate all'intersezione della rampa con il piano d'esame. La larghezza è definita come piena larghezza a metà massimo(fwhm). Procedura: Si acquisisce l'immagine della sezione del fantoccio con due coppie di rampe inclinate ad un certo angolo a di cui una coppia parallela all'asse X e una all'asse Y. Per misurare lo spessore dello strato si misura la FWHM delle quattro rampe e la si moltiplica per la tg Mediare il risultato sulle 4 misure per ottenere un valore medio di FWHM. Problema: Con la TC multi slice la principale difficoltà nell'utilizzare gli inserti esistenti per il controllo dello spessore dello strato è dovuta alla lunghezza della mira, solitamente la lunghezza della mira non consente di testare gli spessori multipli di strato più elevati
6 (es: 7mm, 10mm). Inoltre poichè le immagini prodotte sono multiple, è bene analizzare tutte le fette acquisite ed effettuare una media dei valori così determinati. Se si usa però l'acquisizione in spirale non è possibile utilizzare il metodo della rampa inclinata a causa degli artefatti generati tra l'oggetto ad alto contrasto e il piano di scansione. Metodo 2: Si acquisisce l'immagine dell'inserto contenente un blocco di plexiglas con fori da 1 mm inclinati rispetto al piano di scansione e distanziati di 1 mm. Si eseguono scansioni per ciascun spessore di strato. Ciascun foro visibile come nero rappresenta 1 mm di spessore, ciascun foro visibile come grigio rappresenta ½ mm. Il problema per le TC multi slice è che questi fantocci erano stati progettati per un'apertura massima del fascio di 10 mm, poiché l'apertura massima di una TC multi slice è 20 mm, non è possibile testare gli spessori di strato più elevati. Inoltre come precedentemente detto è opportuno effettuare una media delle letture risultanti dalle immagini multiple prodotte. 7. SPESSORE DELLO STRATO IRRADIANTE Risulta importante verificare l'esatta taratura e funzionalità della collimazione prepaziente in modo tale da verificare che lo spessore del fascio di irradiazione non ecceda né sia inferiore a quello utile all'acquisizione delle immagine. In generale per assicurare che la radiazione depositata sui rivelatori più esterni sia in grado di fornire un'informazione altrettanto utile all'immagine, i fasci debordano di 1 o 2 mm rispetto alla lunghezza dei rivelatori, soprattutto nei sistemi a 4 strati. Il controllo viene effettuato tramite rivelatori a termoluminescenza posti all'interno del fantoccio dosimetrico in plexiglas sull'asse centrale del fascio e disposti perpendicolarmente alla direzione di rotazione del tubo. Viene effettuata l'acquisizione assiale di una singola fetta, per tutte le dimensioni dei fasci disponibili (5 mm,10 mm,15 mm, 20 mm). Poi leggendo i rivelatori a TLD e riportando i valori in dose in funzione della loro posizione lungo l'asse z, si ottiene una curva gaussiana, la cui larghezza a metà altezza (FWHM) rappresenta lo spessore del fascio irradiante. 8. DOSE La Commissione Europea (EUR 1999) ha definito le modalità di misura con camera a ionizzazione di 10 cm e limiti di integrazione tra -5cm e + 5 cm. La misura può essere effettuata in aria e in plexiglas. Impostando i parametri di una esposizione clinica, occorre misurare la dose in mgy con la camera a ionizzazione cilindrica durante una rotazione assiale nelle quattro posizioni orarie e al centro dei due fantocci di 16 cm e 32 cm di diametro simulanti testa e corpo. Si calcola il CTDI e il CTDIw che è il valore di CTDI pesato al centro e
7 in periferia. Il valore di CTDIw viene poi confrontato con i Livelli diagnostici di riferimento del DL. 187/00 CTDI = (Lettura camera *lunghezza attiva camera) / spessore fetta (mgy) CTDI w = (1/3 CTDI c + 2/3 CTDI p) (mgy) CTDIw (mgy) DLP (mgy*cm) Testa Torace Addome Pelvi Essendo l'apparecchiatura dotata di indicatori di dose, occorre anche verificare la corrispondenza tra gli indici visualizzati a monitor e quelli misurati. Purtroppo gli indici a monitor non corrispondono perfettamente perché sono calcolati con procedure differenti e sono denominati diversamente. In particolare a monitor è visualizzato il CTDI efficace e non il CTDI inteso secondo la definizione BIBLIOGRAFIA CEI EN "Prove di costanza - Apparecchiature di tomografia computerizzata"(1995). CEI "Prove di valutazione e di routine nei raparti per la produzione di immagini mediche" (1997). AIFB Fisica Biomedica - Volume XV, n. 3 Luglio - Settembre EUR (1999) "Performance evaluation of a Multi- Slice CT system" C.H. McCollough and F.E. Zink, Med. Phys. 26 (11) Nov D.L. n. 187/00 "Attuazione della direttiva 97/43/EURATOM in materia di protezione sanitaria delle persone contro i pericoli delle radiazioni ionizzanti connesse ad esposizioni mediche" (2000) Manuale LightSpeed Ultra, GE Medical System, Rev.0 October CEI EN " Norme particolari per la sicurezza di apparecchiature radiologiche per la tomografia computerizzata" (2002) Documenti tratti dal sito :" Multi Slice Testing and Test Tools" Sue Edyvean, St.George's Hospital London "New Phantoms for Multi- Slice CT Scanners" Salem Sassi et al. St.George's Hospital London. Documento tratto dal sito: " Multi-slice helical CT: Physics Image Reconstruction Principles, Scannino Techniques and Clinical Applications" K.K Kopecky M.D. et. al.
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