Ministero della Salute
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- Geronima Calabrese
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1 Ministero della Salute DIPARTIMENTO SANITA PUBBLICA VETERINARIA, SICUREZZA ALIMENTARE E ORGANI COLLEGIALI PER LA TUTELA DELLA SALUTE DIREZIONE GENERALE PER L IGIENE E LA SICUREZZA DEGLI ALIMENTI E LA NUTRIZIONE e DIPARTIMENTO DELLA SANITA PUBBLICA E DELL INNOVAZIONE DIREZIONE GENERALE DELLA PREVENZIONE IL DIRETTORE GENERALE PER L IGIENE E LA SICUREZZA DEGLI ALIMENTI E LA NUTRIZIONE E IL DIRETTORE GENERALE DELLA PREVENZIONE VISTA la legge 13 novembre 2009, n. 172, che istituisce il Ministero della salute; VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2003, n. 129 e successive modificazioni, con il quale è stato emanato il regolamento recante norme di organizzazione del Ministero della salute, ed in particolare l art. 6, comma 3, che demanda la definizione degli uffici centrali e periferici di livello dirigenziale non generale al decreto ministeriale di cui all art. 17, comma 4-bis, lettera e) della legge 23 agosto 1988, n. 400 e successive modifiche ed integrazioni; VISTO il decreto del Ministro della salute 12 settembre 2003 e successive modifiche e integrazioni, con il quale sono state individuate le posizioni dirigenziali di livello non generale del Ministero; VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 11 marzo 2011, n. 108, con il quale è stato abrogato il suindicato DPR n. 129/2003 ed è stata definita la nuova organizzazione del Ministero della salute e, in particolare, l articolo 1, comma 1, che dispone che il Ministero si articola in tre Dipartimenti e nell Ufficio generale delle risorse, dell organizzazione e del bilancio; VISTO il decreto del Ministro della salute 2 agosto 2011 concernente la disciplina transitoria dell assetto organizzativo del Ministero della salute; VISTO il decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189; VISTO il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e sue modificazioni ed integrazioni, concernente norme generali sull ordinamento del lavoro alle dipendenze delle Amministrazioni pubbliche; VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 5 agosto 2011, registrato alla Corte dei Conti in data 18 ottobre 2011 (reg. n. 12, foglio n. 390), con il quale è stato conferito l incarico di Direttore generale per l igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione al dott. Silvio Borrello; 1
2 VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 5 agosto 2011, registrato alla Corte dei Conti in data 18 ottobre 2011 (reg. n. 12, foglio n. 390), con il quale è stato conferito l incarico di Direttore generale per l igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione al dott. Silvio Borrello; VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 7 maggio 2012, registrato alla Corte dei conti in data 30 maggio 2012 (reg. n. 7, foglio n. 213.), con il quale è stato conferito al Dott. Giuseppe Ruocco l incarico di Direttore della Direzione generale della prevenzione; TENUTO CONTO che si sta verificando attualmente in Italia un epidemia di Epatite A per la quale sono in corso diverse attività che mirano a determinare l ampiezza del fenomeno ed identificarne le fonti di infezione al fine di applicare le corrette misure di controllo dell epidemia per evitare l insorgenza di nuovi casi; VISTA la nota n P-30/05/2013 inviata al Ministro della Salute dalla Direzione Generale per l igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione concernente l attività di indagine effettuata sui succitati casi di epatite virale A verificatisi in Italia nel 2013; CONSIDERATO che occorre effettuare un attività sinergica tra le direzioni coinvolte per materia, che consenta di condividere le informazioni che riguardano tutti i risultati delle indagini epidemiologiche e diagnostiche sia in ambito umano sia nell ambito della ricerca delle fonti alimentari, nonché le azioni di sanità pubblica e controllo adottate nei diversi ambiti (es. note informative, allerte ecc.) che possono avere rilevanza nell interpretazione dell andamento epidemico, generare ipotesi di lavoro e per orientare le ulteriori attività di indagine nei diversi ambiti; CONSIDERATO che a causa dell aumento di casi umani di epatite A, osservato soprattutto nelle regioni del centro-nord Italia, a decorrere da maggio 2013 si è informalmente attivata una task force composta da esperti del Ministero della salute, Istituto Superiore di Sanità e Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell Emilia Romagna - Centro di referenza nazionale dei rischi emergenti in sicurezza alimentare; VISTO che sono state diramate attraverso il Sistema di allerta Rapido per alimenti e mangimi (RASFF) quattro notifiche di allerta ( ; ; ; ) che hanno comportato il ritiro e il richiamo dal mercato sul territorio nazionale dei prodotti risultati positivi per il virus dell epatite A; VISTO che in data 23 maggio 2013 il Ministero della salute ha emanato una Circolare per rafforzare la sorveglianza dei casi, in modo da poter avviare indagini mirate sul territorio nazionale e, nelle regioni dove è stato riscontrato un maggiore incremento del numero dei casi, si è provveduto ad attivare studi analitici di tipo caso-controllo per meglio indagare i possibili fattori di rischio implicati nella diffusione della malattia; VISTO che in data 26 giugno 2013 il Ministero della salute ha trasmesso a tutti gli assessorati delle regioni e province autonome la nota prot. n /2013 per la trasmissione delle schede di rilevazione dei dati inerenti focalai e casi sporadici di Epatite A correlati al consumo di frutti di bosco e altre matrici alimentari; TENUTO CONTO che i referenti e le istituzioni coinvolte nelle attività di indagine, controllo e prevenzione del fenomeno epidemico sono numerosi ed afferiscono a diverse discipline, trattandosi di un focolaio legato al consumo di alimenti e che in tale contesto appare cruciale, altresì, stabilire procedure operative efficaci al fine di gestire adeguatamente il fenomeno, anche attraverso la raccolta e disseminazione di informazioni sullo stato di avanzamento complessivo delle diverse attività di indagine e le evidenze emerse; 2
3 CONSIDERATO che, onde far fronte alla situazione di emergenza sopra descritta e confermare le ipotesi di sospetta correlazione con il consumo di frutti di bosco surgelati e risalire alla fonte di contaminazione, ha iniziato ad operare costituita una task force, costituita da esperti appartenenti all Istituto Zooprofilattico della Lombardia ed Emilia-Romagna (Centro Nazionale di referenza per i rischi emergenti in Sicurezza Alimentare), nonché alle seguenti strutture dell Istituto superiore di Sanità: il Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare (Dip. SPVSA), il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (CNESPS), ed il Dipartimento di Malattie Infettive, Parassitarie e Immunomediate (Dip. MIPI); CONSIDERATO che tale task force opera dal 31 maggio 2013, cui hanno fatto seguito altre due riunioni in data 10 giugno e 27 giugno 2013; CONSIDERATO che gli esperti di seguito nominati fin dall istituzione della task force di cui sopra hanno partecipato alle indagini relative all epidemia di epatite A, per far fronte all emergenza in parola, fornendo il qualificato contributo connesso alla specifica professionalità da ciascuno di essi rivestita; VALUTATA la necessità di garantire una formale e stabile struttura operativa con appositi referenti che siano investiti di specifiche funzioni adeguate alle esigenze organizzative che l attuale fenomeno richiede, nonché per una più efficace azione di controllo e gestione della emergenza derivante dell aumento di casi di epatite A correlati al consumo dei frutti di bosco; RITENUTO, per le motivazioni sopra esposte, di dover provvedere alla nomina degli esperti componenti la sopra citata task force e definire l attribuzione delle specifiche funzioni da ciascuno rivestite nell ambito di tale task force, fino a cessazione dell emergenza. DECRETA ART. 1 I sotto elencati esperti sono nominati membri della task force di cui in premessa con decorrenza dalla data odierna e fino alla cessazione dell emergenza, fatti salvi gli atti compiuti a partire dal 31 maggio Per la Direzione generale per l'igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione: dott.ssa Sarah Guizzardi, dirigente veterinario Ufficio I con funzioni di coordinatore; dott.ssa Benedetta Cappelletti, Ufficio I con funzioni di coordinatore vicario; dott. Raffaello Lena, dirigente farmacista, Ufficio VIII; dott. Mario Massaro, dirigente veterinario, Ufficio VIII; dott.ssa Alessandra Menghi, dirigente veterinario, Ufficio VIII; dott. Monteleone Domenico dirigente farmacista, Ufficio II. 3
4 Per la Direzione generale della prevenzione: dott.ssa Maria Grazia Pompa, dirigente medico II fascia, direttore Ufficio V, con funzioni di coordinatore; dott.ssa Vanessa Martini, medico a contratto in servizio presso Ufficio V. Per l Istituito superiore di Sanità: dott.ssa Caterina Rizzo (CNESPS); dott.ssa Valeria Alfonsi (CNESPS); dott.ssa Carmen Montaño-Remacha (CNESPS); dott.ssa Lara Ricotta (CNESPS); dott.ssa Maria Elena Tosti (CNESPS); dott. Luca Busani (Dip. SPVSA); dott.ssa Martina Escher (Dip. SPVSA); dott.ssa Gaia Scavia (Dip. SPVSA); dott. Dario de Medici (Dip. SPVSA); dott.ssa Simona di Pasquale (Dip. SPVSA); dott.ssa Annarita Ciccaglione (Dip. MIPI); dott. Roberto Bruni (Dip. MIPI); dott.ssa Stefania Taffon (Dip. MIPI); Per l Istituto Zooprofilattico della Lombardia ed Emilia-Romagna: Dott.ssa Marina Nadia Losio; Dott. Enrico Pavoni. ART. 2 Alla task force costituita dai componenti di cui all art.1 sono assegnati i seguenti compiti: 1. Elaborare strategie integrate di controllo per la tutela della salute pubblica; 2. Coordinare la raccolta dati sulla tracciabilità a monte e a valle di tutti i prodotti potenzialmente contaminati; 3. Definire protocolli operativi per la condivisione di informazioni tra tutti i soggetti istituzionalmente preposti alle attività di indagine nei diversi ambiti sia nel settore umano che nell ambito della sicurezza alimentare; 4
5 4. Fornire indicazioni operative ove necessario e coordinare le autorità competenti a livello territoriale; 5. Provvedere all aggiornamento costante dell Ufficio Stampa onde consentire l informazione della popolazione. ART. 3 La task force così costituita si avvale delle risorse strumentali e logistiche già in dotazione all unità di crisi nazionale per la sicurezza degli alimenti. Dall attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Il presente decreto sarà trasmesso all Ufficio centrale di bilancio per l acquisizione del prescritto visto e successivamente pubblicato sul portale istituzionale del Ministero della Salute. Roma, 6 agosto 2013 IL DIRETTORE GENERALE PER L IGIENE E LA SICUREZZA DEGLI ALIMENTI E LA NUTRIZIONE F.to Dott. Silvio BORRELLO IL DIRETTORE GENERALE DELLA PREVENZIONE F.to Dott. Giuseppe RUOCCO 5
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