IL COMANDO DI PL INFORMA (venerdì 6 ottobre 2017)
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- Rosa Salvatore
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1 IL COMANDO DI PL INFORMA (venerdì 6 ottobre 2017) OGGETTO: NUOVE MISURE PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA DELL ARIA IN ATTUAZIONE AL PIANO REGIONALE DEGLI INTERVENTI PER LA QUALITA DELL ARIA (PRIA) E DELL ACCORDO DI PROGRAMMA DI BACINO PADANO (DGR X/7095 DEL 18/9/2017) Nel semestre autunnale e invernale 2017/2018, come ogni anno, entrano in vigore i provvedimenti di limitazione della circolazione per alcuni veicoli, insieme ad altre disposizioni finalizzate alla riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera e al miglioramento della qualità dell'aria. In attuazione all Accordo di programma di bacino padano sottoscritto a Bologna il 9/6/2017, sono stata adottate nuove misure nazionali e regionali in grado di intervenite sui principali settori emissivi e l impegno, da parte della Regioni firmatarie, di attuare le misure regionali di competenza. Tale primo recepimento è stato adottato con la recente D.G.R n.7097 del 18/9/2017 che ha stabilito le seguenti nuove limitazioni: - Periodo di limitazione viene anticipato al 1 ottobre 2017 e si concluderà il 31 marzo 2018; - Applicazione del divieto di circolazione alle autovetture diesel EURO 3 a partire dal 1 ottobre 2018; A seguito della sottoscrizione del citato Accordo del Bacino Padano, e della delibera di recepimento n del 18 settembre 2017, sono state stabilite nuove disposizioni per l installazione e l utilizzo dei generatori di calore a biomassa legnosa. Di seguito i provvedimenti nel dettaglio. MISURE STRUTTURALI PER LA LIMITAZIONE DEL TRAFFICO VEICOLARE Dal 1 ottobre 2017 fino al 31 marzo 2018 sono in vigore i provvedimenti di limitazione della circolazione dei veicoli finalizzati alla riduzione delle emissioni inquinanti in atmosfera e per il miglioramento della qualità dell'aria. La delibera di Giunta regionale n del 18 settembre 2017, infatti, ha stabilito che le limitazioni disposte con le delibere di Giunta regionale n. 7635/08, n. 9958/09 1
2 e n. 2578/14 siano applicate secondo una nuova articolazione temporale nel periodo dal 1 ottobre al 31 marzo dell anno successivo, con inizio dal prossimo 1 ottobre Pur avendo anticipato di 15 giorni l avvio dei provvedimenti, rimangono immodificate le giornate, le fasce orarie e le altre modalità applicative dei divieti strutturali fino ad oggi operanti in Lombardia. In affiancamento alle già vigenti sopra richiamate limitazioni la Giunta regionale ha disposto il fermo della circolazione per i veicoli Euro 3 diesel, nelle giornate dal lunedì al venerdì, escluse quelle festive infrasettimanali, dalle ore 8,30 alle ore 18,30, nel periodo dal 1 ottobre al 31 marzo dell anno successivo, con inizio dal 1 ottobre Le nuove limitazioni relative agli autoveicoli Euro 3 diesel si applicheranno nelle aree urbane dei Comuni con popolazione superiore a abitanti appartenenti alle Fasce 1 e 2, come definite dalla delibera di Giunta regionale n. 2578/14. Qui di seguito si riporta l elenco dei Comuni nei quali si applicherà a partire dal 1 ottobre 2018 il divieto della circolazione dei veicoli Euro 3 diesel (Comuni con più di abitanti in Fascia 1 e 2, dati ISTAT 2014). N COMUNE PROVINCIA POPOLAZIONE MILANO MILANO BRESCIA BRESCIA MONZA BERGAMO BERGAMO COMO COMO BUSTO ARSIZIO VARESE SESTO SAN GIOVANNI MILANO VARESE VARESE CINISELLO BALSAMO MILANO PAVIA PAVIA CREMONA CREMONA VIGEVANO PAVIA LEGNANO MILANO GALLARATE VARESE RHO MILANO MANTOVA MANTOVA LECCO LECCO COLOGNO MONZESE MILANO PADERNO DUGNANO MILANO LISSONE LODI LODI SEREGNO
3 23 ROZZANO MILANO DESIO CANTU' COMO SARONNO VARESE CESANO MADERNO SAN GIULIANO MILANESE MILANO PIOLTELLO MILANO BOLLATE MILANO LIMBIATE CORSICO MILANO SEGRATE MILANO BRUGHERIO CERNUSCO SUL NAVIGLIO MILANO ABBIATEGRASSO MILANO SAN DONATO MILANESE MILANO Divieti di circolazione dei veicoli vigenti dal 1 ottobre 2017 al 31 marzo 2018 Per quanto attiene le limitazioni vigenti ricordiamo che l ambito di applicazione dei provvedimenti di limitazione riguarda sempre i 570 Comuni ricadenti all'interno della Fascia 1 (209 Comuni) e della Fascia 2 fra cui OLGIATE OLONA, (361 Comuni), come individuati negli allegati alla delibera di Giunta regionale n del 2 novembre Le limitazioni continuano ad applicarsi, dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 19.30, ai seguenti veicoli: autoveicoli ad accensione comandata (benzina) non omologati ai sensi della direttiva 91/441/CEE e successive (veicoli detti Euro 0 benzina ); autoveicoli ad accensione spontanea (diesel) omologati ai sensi della direttiva 91/542/CEE, o 96/1/CEE, riga B, oppure omologati ai sensi delle direttive da 94/12/CEE a 96/69/CE ovvero 98/77/CE (veicoli detti Euro 0, Euro 1, Euro 2 diesel ). Ricordiamo che, dal 1 ottobre al 31 marzo, sono altresì attive le limitazioni alla circolazione dei motocicli e ciclomotori a due tempi Euro 1 nei Comuni di Fascia 1, nei giorni feriali dalle 7.30 alle (in vigore dal 15 ottobre 2016); mentre per i motocicli e ciclomotori a due tempi Euro 0 vige il divieto di circolazione su tutto il territorio regionale, tutto l'anno, 24 ore su 24. 3
4 Il fermo della circolazione si applica all intera rete stradale ricadente nel territorio dei Comuni interessati, con l esclusione: delle autostrade; delle strade di interesse regionale R1, come individuate dalla delibera di Giunta regionale n.19709/2004 (disponibile in allegato); dei tratti di collegamento tra strade cui ai precedenti punti e gli svincoli autostradali ed i parcheggi posti in corrispondenza delle stazioni periferiche dei mezzi pubblici. Sono esclusi dal fermo della circolazione: veicoli elettrici leggeri da città, veicoli ibridi e multimodali, micro veicoli elettrici ed elettroveicoli ultraleggeri; veicoli muniti di impianto, anche non esclusivo, alimentato a gas naturale o gpl, per dotazione di fabbrica o per successiva installazione; veicoli alimentati a gasolio, dotati di efficaci sistemi di abbattimento delle polveri sottili, per dotazione di fabbrica o per successiva installazione, omologati ai sensi della vigente normativa; veicoli di interesse storico o collezionistico ai sensi dell articolo 60, comma 4, del D.lgs. n. 285/1992e i veicoli con più di vent anni e dotati dei requisiti tecnici previsti dall articolo 215 del decreto del Presidente della Repubblica n. 495 del 16 dicembre 1992 (Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada), in possesso di un documento di riconoscimento redatto secondo le norme del Codice tecnico internazionale della Fédération Internationale des Véhicules Anciens (FIVA), rilasciato da associazioni di collezionisti di veicoli storici iscritte alla FIVA o da associazioni in possesso di equipollente riconoscimento regionale; veicoli classificati come macchine agricole di cui all art. 57 del D.lgs. 285/1992; motoveicoli e ciclomotori dotati di motore a quattro tempi anche se omologati precedentemente alla direttiva n. 97/24/CEE del Parlamento Europeo e del consiglio del 17 giugno 1997, relativa a taluni elementi o caratteristiche dei veicoli a motore a due o tre ruote, cosiddetti euro 0 o pre Euro 1; veicoli con particolari caratteristiche costruttive o di utilizzo a servizio di finalità di tipo pubblico o sociale, di seguito specificati: - veicoli, motoveicoli e ciclomotori della Polizia di Stato, della Polizia penitenziaria, della Guardia di Finanza, delle Forze Armate, del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, della Croce rossa italiana, dei corpi e servizi di Polizia municipale e provinciale, della Protezione Civile e del Corpo Forestale; - veicoli di pronto soccorso sanitario; - scuola bus e mezzi di trasporto pubblico locale (TPL) fatto salvo quanto già disciplinato per i veicoli di categoria M3 con delibera di Giunta regionale n del 15/06/2007, con delibera di Giunta regionale n
5 del 27/12/2007, e con delibera di Giunta regionale n del 29/07/2009; - veicoli muniti del contrassegno per il trasporto di portatori di handicap ed esclusivamente utilizzati negli spostamenti del portatore di handicap stesso; - autovetture targate Corpo Diplomatico e Corpo Consolare Sono altresì derogati dal fermo della circolazione i seguenti veicoli: veicoli appartenenti a soggetti pubblici e privati che svolgono funzioni di pubblico servizio o di pubblica utilità, individuabili o con adeguato contrassegno o con certificazione del datore di lavoro, che svolgono servizi manutentivi di emergenza; veicoli dei commercianti ambulanti dei mercati settimanali scoperti, limitatamente al percorso strettamente necessario per raggiungere il luogo di lavoro dal proprio domicilio e viceversa; veicoli degli operatori dei mercati all ingrosso (ortofrutticoli, ittici, floricoli e delle carni), limitatamente al percorso strettamente necessario per raggiungere il proprio domicilio al termine dell attività lavorativa; veicoli adibiti al servizio postale universale o in possesso di licenza/autorizzazione ministeriale di cui alla direttiva 97/67/CE come modificata dalla direttiva 2002/39/CE; veicoli blindati destinati al trasporto valori, disciplinati dal decreto del Ministero dei Trasporti n. 332 del 3 febbraio 1998; veicoli di medici e veterinari in visita urgente, muniti del contrassegno dei rispettivi ordini, operatori sanitari ed assistenziali in servizio con certificazione del datore di lavoro; veicoli utilizzati per il trasporto di persone sottoposte a terapie indispensabili ed indifferibili per la cura di gravi malattie in grado di esibire relativa certificazione medica; veicoli utilizzati dai lavoratori con turni lavorativi tali da impedire la fruizione dei mezzi di trasporto pubblico, certificati dal datore di lavoro; veicoli dei sacerdoti e dei ministri del culto di qualsiasi confessione per le funzioni del proprio ministero; veicoli con a bordo almeno tre persone (car pooling); veicoli delle autoscuole utilizzati per le esercitazioni di guida e per lo svolgimento degli esami per il conseguimento del le patenti C, CE, D, DE ai sensi dell art. 116 del Decreto legislativo 285/1992; veicoli dei donatori di sangue muniti di appuntamento certificato per la donazione. I tratti stradali esclusi sono individuati da provvedimenti specifici riportati negli allegati che seguono a fondo pagina. Eventuali richieste di ulteriori esclusioni potranno essere richieste dai singoli Comuni. 5
6 I controlli sul rispetto delle limitazioni alla circolazione dei veicoli sono effettuati dai soggetti che svolgono servizi di polizia stradale, fra i quali anche la Polizia locale di Olgiate Olona. La sanzione prevista per l'inosservanza delle misure di limitazione alla circolazione varia da 75,00 a 450,00 ai sensi dell art. 27 della Legge regionale n. 24/06. Si precisa che i Comuni non possono concedere deroghe speciali e personali al di fuori di quelle previste dai provvedimenti regionali. Si applicano inoltre su tutto il territorio regionale per il periodo dal 1 ottobre al 31 marzo di ogni anno i seguenti obblighi: lo spegnimento dei motori degli autobus nella fase di stazionamento ai capolinea; lo spegnimento dei motori dei veicoli merci durante le fasi di carico/scarico. La delibera di Giunta regionale n del 18 settembre 2017 ha inoltre disposto misure temporanee omogenee di limitazione da attuarsi al verificarsi di periodi di protratto superamento degli inquinanti in atmosfera. PROVVEDIMENTI PER LA LIMITAZIONE DELLE EMISSIONI INQUINANTI IN AMBITO CIVILE Nel periodo autunnale e invernale dal 1 ottobre al 31 marzo di ogni anno (a seguito della anticipazione del periodo introdotta dalla delibera di Giunta regionale n del 18 settembre 2017) è in vigore anche il divieto di utilizzo di apparecchi per il riscaldamento domestico poco efficienti alimentati a biomassa legnosa. La limitazione si applica nel caso in cui siano presenti altri impianti per il riscaldamento domestico alimentati con combustibili tradizionali ammessi. Sono limitate le seguenti categorie di impianto a biomassa legnosa: camini aperti camini chiusi e stufe con un rendimento inferiore al 63% Il divieto si applica alla Fascia 1 del territorio regionale e ai restanti Comuni situati ad una quota altimetrica uguale o inferiore ai 300 m s.l.m. fra i quali anche OLGIATE OLONA (delibera di Giunta regionale n. 7635/2008). Il valore di rendimento energetico posseduto dall apparecchio è precisato nel libretto di istruzioni fornito dal venditore e comunque certificato dal costruttore. I controlli sono effettuati dalle Province - nei Comuni aventi meno di abitanti - e dai Comuni con popolazione maggiore di abitanti, nell ambito delle verifiche sugli impianti termici. La sanzione in caso di inosservanza è quella disciplinata dall'art. 27, comma 4, della Legge regionale n. 24/06 (da 500 a ). Si richiamano infine le disposizioni regionali in vigore introdotte dalle delibere di Giunta regionale n. 1118/13 e n. 3965/15 in merito alle regole di installazione, manutenzione e censimento degli apparecchi domestici alimentati a biomassa legnosa. 6
7 A seguito della sottoscrizione del citato Accordo del Bacino Padano, e della delibera di recepimento n del 18 settembre 2017, sono state stabilite nuove disposizioni per l installazione e l utilizzo dei generatori di calore a biomassa legnosa. In particolare la delibera ha disposto: il divieto di nuova installazione di generatori di calore alimentati da biomassa legnosa con prestazioni emissive inferiori a quelle individuate nella Tabella 1 - Classificazione ambientale dei generatori di calore, nell allegato 2 della delibera di Giunta regionale n del 3 ottobre 2016, per le seguenti classi di appartenenza: tre stelle, per i generatori che verranno installati dal 1 ottobre 2018; quattro stelle, per i generatori che verranno installati dal 1 gennaio 2020; che i generatori di calore alimentati da biomassa legnosa possano essere mantenuti in esercizio se aventi prestazioni emissive, individuate nella Tabella 1 di cui al punto precedente, non inferiori aquelle per le seguenti classi di appartenenza, verificabili secondo le indicazioni dettate in premessa per l identificazione della classe di appartenenza: due stelle, per i generatori che saranno in esercizio dal 1 ottobre 2018; tre stelle, per i generatori che saranno in esercizio dal 1 gennaio 2020; che dal 1 ottobre 2018, nei generatori di calore a pellet di potenza termica nominale inferiore ai 35 kw, sia consentito solo l utilizzo di pellet di qualità che rispetti le condizioni previste dall Allegato X, Parte II, sezione 4, paragrafo 1, lettera d), parte V del decreto legislativo n. 152/2006, e che sia certificato conforme alla classe A1 della norma UNI EN ISO da parte di un Organismo di certificazione accreditato, da comprovare mediante la conservazione obbligatoria della documentazione pertinente da parte dell utilizzatore. La delibera di Giunta regionale 7095/17, recependo le indicazioni contenute nell Accordo di Bacino Padanodel 9 giugno del 2017, ha stabilito inoltre alcune disposizioni inerenti il sistema degli incentivi relativamente a tale tipologia impiantistica. La Classificazione ambientale dei generatori di calore alimentati con biomassa legnosa Per l applicazione della misura relativa al divieto di utilizzo dei generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa che non sono in grado di garantire prestazioni energetiche ed emissive performanti, è stata introdotta, già nel 2016, una classificazione regionale che assegna diverse classi ambientali ai generatori di calore (delibera di Giunta regionale n del 3 ottobre 2016, allegato 2). 7
8 Sono state individuate 5 classi ambientali basate sui parametri: rendimento energetico (ŋ) ed emissioni di particolato primario (PP), carbonio organico totale (COT), ossidi di azoto (NOx) e monossido di carbonio (CO), in piena aderenza a quanto proposto dai gruppi di lavori attivati a seguito della sottoscrizione dell Accordo di bacino padano del Tale sistema di classificazione sarà in vigore fino all approvazione del decreto ministeriale previsto dall articolo 290, comma 4, del D.Lgs. n. 152/2006, nonché delle relative disposizioni attuative. Il cittadino, per verificare l appartenenza ad una determinata classe di qualità del generatore, deve fare riferimento, in prima istanza, alla documentazione fornita dal costruttore (Dichiarazione delle Prestazioni Ambientali o Attestato di Certificazione). Se l informazione è mancante, potrà rivolgersi al costruttore il quale metterà a disposizione l informazione anche tramite il proprio sito internet. In ogni caso sarà possibile consultare il Catalogo regionale, costruito a partire dagli elenchi trasmessi dai diversi produttori riportanti la classificazione dei generatori, aggiornato periodicamente e pubblicato all indirizzo Gli elenchi trasmessi a Regione Lombardia - anche per mezzo delle proprie Associazioni di categoria - saranno inseriti nel Catalogo e pubblicati periodicamente. Assieme agli elenchi dei generatori, i costruttori trasmettono anche (prodotto per prodotto) la Dichiarazione delle Prestazioni Ambientali e, ove presente, l'attestato di Certificazione rilasciato dall'organismo di Certificazione di seconda o terza parte. L'indirizzo di posta elettronica certificata al quale trasmettere gli elenchi è il seguente: [email protected] DISPOSIZIONI INERENTI LA COMBUSTIONE IN LOCO DI RESIDUI VEGETALI AGRICOLI E FORESTALI Relativamente alla combustione di residui vegetali si richiama la norma statale vigente (D.Lgs n. 152/06 - Testo Unico Ambientale) che prevede in generale il divieto di combustione rientrando nella disciplina dei rifiuti. Deroghe dall applicazione di tale disciplina sono stabilite dall art.182, comma 6 bis, del Testo Unico Ambientale per finalità agricole e tramite processi o metodi che non danneggiano l'ambiente né mettono in pericolo la salute umana. Le disposizioni regionali introdotte con LR n. 31/08 (come recentemente modificata dalla LR 38/15) prevedono la possibilità di effettuare la combustione in loco dei piccoli cumuli di tali residui (inferiori a 3 metri steri per ettaro) nei territori dei Comuni posti ad una quota superiore ai 300 m (200 m nel caso di Comunità montane). Nei Comuni posti a quota inferiore vigono le disposizioni stabilite dalla delibera di Giunta regionale n del 2017 che prevedono il divieto di combustione dal 1 ottobre al 31 marzo. Solo per alcuni casi limitati, previa comunicazione al Comune e rispettando specifiche modalità e condizioni indicate dalla delibera, la combustione in loco di 8
9 residui vegetali agricoli o forestali in piccoli cumuli può essere eseguita dal proprietario o dal possessore del terreno per soli due giorni all interno del periodo dal 1 ottobre al 31 marzo di ogni anno nelle zone impervie o non raggiungibili dalla viabilità ordinaria e con modalità atte ad evitare impatti diretti di fumi ed emissioni sulle abitazioni circostanti. IL COMUNE DI OLGIATE OLONA, RIENTRANTE NELLA FASCIA DEI COMUNI POSTI A QUOTA INFERIORE, NON HA ADOTTATO ALCUNA DEROGA. Tutte le informazioni inerenti il divieto di combustione in loco di residui vegetali agricoli e forestali sono contenute nell'allegato 3 della delibera di Giunta regionale n del 18 settembre MISURE TEMPORANEE OMOGENEE PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELL'ARIA Regione Lombardia ha da tempo attivato significative misure strutturali per il miglioramento della qualità dell aria attraverso il proprio Piano denominato PRIA e ha in corso attività di coordinamento e di armonizzazione degli interventi con il Ministero dell Ambiente e altre Regioni e Province autonome del bacino padano che, in ultimo, hanno visto la sottoscrizione dell Accordo tra il Ministero dell Ambiente e le Regioni Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna il 9 giugno scorso. Le misure fino ad oggi applicate hanno portato a progressivi miglioramenti dello stato della qualità dell'aria pur permanendo alcune difficoltà nel perseguimento dei limiti per alcuni inquinanti ed in particolare le polveri sottili e gli ossidi di azoto. Nel corso del 2016 Regione Lombardia, con ANCI Lombardia, alcuni Comuni, ARPA Lombardia e altri Stakeholder, ha istituito un Tavolo specifico per individuare ulteriori misure e interventi a carattere locale e temporaneo da aggiungere agli interventi già previsti dal PRIA. Al termine dei lavori è stato individuato un insieme di misure temporanee da applicare nella stagione autunnale e invernale scorsa. Tali misure sono state adottate attraverso la sottoscrizione di un Protocollo (delibera di Giunta regionale n. 5656/16) ed è stato applicato in 112 Comuni da ottobre 2016 ad aprile Il Protocollo, che ha avuto carattere sperimentale, è terminato il 15 aprile Con la delibera di Giunta regionale n del 18 settembre 2017, in attuazione di quanto previsto dall Accordo di bacino padano del 9 giugno, è stato approvato un nuovo sistema di riferimento per l individuazione e la gestione delle situazioni di perdurante accumulo degli inquinanti, comune a tutte le Regioni che lo hanno sottoscritto (Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna). La delibera ha stabilito che tali procedure si applicano nei Comuni con popolazione superiore ai abitanti appartenenti alla zona di Fascia 1 e 2 nel semestre invernale dal 1 ottobre al 31 marzo dell anno successivo e si articolano su due livelli al verificarsi del superamento continuativo del limite giornaliero per il 9
10 PM10 (50 μg/m3) registrato dalle stazioni di riferimento per più di 4 giorni (1 livello) o per più di 10 giorni (2 livello). La verifica per stabilire l attivazione viene effettuata nelle giornate di lunedì e giovedì (giornate di controllo) sui quattro giorni antecedenti. Le misure temporanee, da attivare entro il giorno successivo a quello di controllo (ovvero martedì e venerdì), restano in vigore fino al giorno di controllo successivo. Le misure temporanee omogenee a carattere locale possono essere adottate anche da altri Comuni a titolo di adesione volontaria. Per aderire sarà sufficiente darne comunicazione a Regione Lombardia, anche ai fini dell inserimento nell applicativo informatico per la gestione degli episodi di perdurante accumulo di PM10. In tutti i casi le misure si attuano previa emanazione di ordinanza annuale da parte dei Sindaci, attuativa del provvedimento regionale da parte dei Comuni interessati dalle limitazioni. Le misure temporanee omogenee sono articolate su due livelli in relazione alle condizioni di persistenza dello stato di superamento del valore concentrazione di PM10 di 50 μg/m3 registrato dalle stazioni di rilevamento. I dati monitorati e validati da ARPA Lombardia saranno messi a disposizione quotidianamente da Regione Lombardia attraverso un applicativo informatico denominato "Accordo Aria", che a breve sarà pubblicato sui siti web e L applicativo, che è condiviso con le altre Regioni (Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna), riporterà la media per provincia dei dati di PM10 rilevati, il numero di giorni di superamento del limite giornaliero, la mappa dei Comuni aderenti con rappresentazione semaforica, lo stato di attivazione delle misure temporanee e il rientro nei limiti. L'applicativo riporterà inoltre, nella sezione "INFORMAZIONI", i dettagli relativi all Accordo e alle misure omogenee di breve periodo, con l'elenco dei Comuni tenuti al rispetto o aderenti a titolo volontario, le misure temporanee, il Catalogo dei generatori a biomassa legnosa e i comportamenti virtuosi dei cittadini. La DGR prevede che ANCI e i Comuni capoluogo di provincia, insieme a Regione Lombardia, promuovano l adesione volontaria da parte di ulteriori Comuni. Tutte le informazioni inerenti le procedure di attivazione delle misure temporanee omogenee, l ambito di applicazione, le misure relative al primo e al secondo livello di attivazione e le attività di controllo sono contenute nell allegato 2 della delibera di Giunta regionale n del 18 settembre Il Comandante Dr Alfonso Castellone 10
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