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TRIBUNALE di PORDENONE Tel. 0434/501409 Fax 0434/523156 ------------------ooooo------------------ N. &Gq/is prot. U. Pordenone, 7 Febbraio 2018 OGGEITO: convenzioni per lo svolgimento di lavori di pubblica utilità ai sensi dell'art. 54 del D. D.Lgs. 28 agosto 2000 n. 274 e ai sensi del['art.168 bis c.p. AI Ministero della Giustizia Direzione Generale degli Affari Penali ROMA AI Ministero della Giustizia Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria Direzione Generale dell'esecuzione Penale Estema ROMA All'Ufficio di Esecuzione Penale Estema UDINE Al1'Ufficio del Giudice di Pace PORDENONE All'Ordine deg[i Avvocati PORDENONE Ai Giudici della Sezione Penale e GIP/GUP SEDE Alla Sezione Penale e GIP SEDE Trasmetto, per opportuna conoscenza, copia della convenzioni di cui all'oggetto, stipulate con il Comune di Azzano Decimo. L PRESIE2 doti.lanfranco ria Tenaglia \ 7_<

ììch` G/)/StR6ÉL*` TRIBUNALE DI PORDENONE Convenzione per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità ai sensi degli artt.168 bis c.p., art. 454 bis c.p.p., e aii. 2, comma 1 del D. M. 8 giugno 2015. n. 88 del Minìstro della Giustizia Premcsso che nei casi previsti dall'art. 168 bis del codice penale, su richiesta dell.imputato, il giudice può sospendere il procedimento e disporre la messa alla prova, sulla basc di un programma di trattamento predisposto dall'ufficio di esecuzione penale estema, subordinato all'espletamento di una prestazione di pubblica utilità; che aì sensi dell' 168 bis. comma 3, il lavoro di pubblica utilità consiste in una prestazione non retribuita in favore della collettività, di durata non inferìore a diecì giomi, anche non continuativi, da svolgere presso lo Stato, le regioni, le provìnce, i comuni, le aziende sanitarie o presso enti o organizzazioni. anche intemazionali, che operano in ltalia, di assistenza sociale, sanitaria e di volontariato, nel rispetto delle specifiche professionalità ed attitudini lavorative dell'imputato; che ai sensi dell`art. 8 della legge 28 aprile 2014, n. 67 e dell'art. 2 comma 1 del D.M. 8 giugno 2015, n. 88 del Mìnistro delle Giustizia, l.attività non retribuita in favorc della collettività per la messa alla prova è svolta sulla base di convenzioni da stipulare con il Ministro della Giustizia, o su delega di quest'ultìmo con il presidente dei tribunale nel cuì circondario sono presenti le amministrazioni, gli enti o [e organizzazioni indicate nell'art.1, commal del citato decreto ministeriale; che il Ministro della Giustizia con l'atto allegato, ha delegato i presidenti dei tribunali a stipulare le convenzioni previste dall'art. 2, comma 1 del D.M. 88/2015, per lo svolgimento dei lavori di pubblica utilità per gli imputati ammessi alla prova ai sensi dell' art. 168 bis codice penale; che l'ente fìrmatario della presente convenzione rientra tra quelli indìcati dalle norme di riferìmento; tutto ciò premesso, quale parte integrante delle presente convenzione, tra il Ministero della Giustizia, che interviene nella persona del dott. Lanfranco Maria Tenaglia Presidente del Tribunale di Pordenone, giusta delega di cui au'atto in premessa, e I'Ente nella persona del dott. Dorino Favot nato il 28/05/1966 a San Vito al Tagliamento (PN), in qualità di Responsabile deì Servizi alla Persona del Comune di Azzano Decimo, giusta delìberazione della Giunta Comunale n.17 dell'ol/02/2018 si conviene e si stipula quanto segue: Art. 1 L'Ente consente che n. l(un) soggetto svolga presso le proprie strutture l'attività non retribuiia in favore della collettività, per l'adempimento degli obblighi previsti daìl'art. L68 bis codice penale. Le sedi presso le quali potrà essere svolta l'attività lavorativa sono complcssivamente 3 (tre) dislocate sul territorio come da elenco allegato. L'Ente informerà periodicamente la cancelleria del tribunale e l`ufficjo di esecuzione penale estema,sulla situazione dei postì di lavoro disponibili presso i propri centri per favorìre l'attività di orientamento e avvio degli imputa{ì al lavoro di pubblica utilità, e indirìzzare le ìstanze pendenti presso gli uffici giudiziari. Art. 2 L'attività non retribuita in favore della collettività sarà svolta in confomìtà con quanto disposto nel programma di trattamcnto e dall'ordinanza di ammissione alla prova; il programma speciricherà le mansioni alle quali vienc adibito il soggetto, fra quelle sopra elencate, la durata c l'orario di svolgimento della prestazìone lavorativa, nel rispetto delle esigenze di vita dei richiedenti, dei diritti fondamentali e della dignità della persona. L'ufficio di esecuzione penale estema, che redige il programma di trattamento, cura per quanto possibile la conciliazione ti.a lc diverse esigenze dell'imputato e dell'ente, sia nella fasc di istruzione del procedimento di messa alla prova, sia durante l'esecuzione dell'attività di pubblìca utilità, anche ìn funzione di eventuali variaz.ìoni del programma dell'attivìtà lavorativa, da sottoporre all'approvazione del giudice competentc.

Come stabilito dalla nomativa vigente, è fatto divieto all'ente di cortispondere ai soggetti impegnati nelle prestazìoni lavorative una retribuzione, in qualsiasi forma, per l'attività da essi svolta. Per qiianto non espressamente previsto nella presente convenzìone, si rinvia a quanto stabilito dal DM 88/2015 e dalle norme che regolano la disciplma dei lavoro dì pubblica utìlità degli imputati ammessi alla sospensione del proccsso e messa alla prova. Art.3 L'Ente garantisce la conformità de[le proprie sedi alle norme in materia di sicurezza e di igiene degli ambienti di lavoro, e si impegna ad assicurare la predisposizione delle misure necessarie a tutelare, anche attraverso dispositivi di protezione individuali. l'integrità dei soggetti ammessi alla prova, secondo quanto previsto dal Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, nonché a poite a suo carico le fomalità di legge per l'inserìmento lavorativo dell. imputato e/o condannato. Gli oneri per la copertura assicurativa contro gli infortuni e le malattie professionali, nonché riguardo alla responsabilità civile verso terzi, dei soggetti avviati al lavoro di pubblica utilità, è a carìco dell'ente, che prowederà, in caso di eventuale sinistro` ad effettuare tempestivamente le comunicazioni agli uffici competenti. Se prevìsti, l'ente potrà beneficiare di eventuali finanziamenti pubblìcì per far fronte ai predetti costi. Art. 4 L'Ente comunicherà all'uepe il nominativo dei referemi, incaricati di coordinare la prestazione lavorativa degli imputati, e di impartire le rclative istruzioni. I referenti si impegnano a segnalare immediatamente` anche per le vie brevi, all'ufficio di esecuzione penale estema incaricato dei procedimento, l'eventuale rifiuto a svolgcre la prestazione di pubblica utilità da parte dei soggetti ammessi alla prova` e di ogni altra grave inosservanza degli obblighi assunti. Segnaleranno, inoltre, con tempestività, le assenze e gli eventuan impedimenti alla prestazione d'opera, trasmettendo la documentazione sanitarìa o giustificativa indicata dall'art. 3. comma 6 del decreto ministeriale. In tale caso, d'intesa tra le paiti, veitanno concordate le modalità di recupero della prestazione lavorativa, da rendere nel teminc rissa[o dal giudice ai sensi dell'art. 464 -quìnquies del codice di procedura penale. L'Ente consentirà l'accesso presso le proprie sedi ai funzionarì dall'ufficio di esecuzione penale estema incaricati di svolgere l`attività di controllo che sarà effettuata, di norma, durante l'orario di lavoro, nonché la vìsione e l'eventuale estrazione di copia del registro delle presenze, o degli atti annotatì dall'equivalente strumento di rilevazione elettronico, che l'ente si impegna a predispoite. L'ufficio di esecuzione penale estema informerà l'ente sul nominativo del funzionario incaricato di seguirc l'andamento della messa alla prova per ciascuno dei soggetti inseritì. L.Ente si impegna, altresì a comunicare ogni eventuale variazione dei nominativi dei referenti all'ufficio di esecuzione penale estema. Art. 5 I referenti indicati all`art.4 della convenzione, al termine del periodo previsto per l'esecuzione del lavoro di pubblica utilità, fomiranno le informazioni inerenti l'assolvimento degli obblighi dell'imputato, all'ufficio di esecuzione penale estema, che assicura le comunicazioni all'autorità giudiziaria competente, con le modalità previste dall'art.141 ter, commi 4 e 5, del Decre[o legislativo 28 [uglìo 1998, n.27l. Art. 6 [n caso di grave o reìterata inosservanza alle condizioni stabilite la convenzione potrà essere risolta dal Ministero della Gustizia. o dal Presiden[e del Tribunale da esso delegato, fatte salve le eventuan responsabilità, a temine di legge, delle persone preposte al funzionamento dell-ente. L'Ente potrà recedere dalla presente convcnzione, prima del termine di cui an.art.7 in caso di cessazione dell'attività. Art. 7

Nell'ipotesi di cessazione parziale o totale delle attivìtà dell.ente, di recesso o dì risoluzione della presente convenzione, tali da rendere impossibile la prosecuzione dell`attività di lavoro, l`ufficio di esccuzione penale estema informa tempestivamentc il giudice che ha disposto la sospensione dcl processo con la messa alla prova, per l.adozione dei prowedimenti previsti dall.art. 4, comma 3 del D.M. n. 88/2015 Art. 8 La presente convenzione avrà la durata di anni 5 (cinque) a decorrere dalla data di sottoscrizione e potrà essere rinnovata d'intesa tra i contraenti. Essa si intende automa[icamente aggìomata nel caso di intervenute variazioni alla disciplina di riferimento in tema di lavoro di pubblica utilità e di sospensione del processo con messa alla prova. Copia della convenzione viene inviata al Ministero della Giustizia per la pubblicazione sul sito intemet del Ministero e inclusa nell`elenco degli enti convenzionati presso lc cancellerie della sezione penale e G[P del Tribunale sede; viene inviata, inoltre, al Ministero della Giustizia -dipartimento dell`organizzazìone giudiziaria -direzione generale degli affari penali e al dipartìmento dell'amministrazione penitenziaria -direzione generale dell`esecuzione penale estema, all'ordine degli Avvocati di Pordenone, all'ut`ticio del Giudice di Pace di Pordenone, ai Giudìcì della sezione pcnale e GTP/GUP del Tribunale sede, nonché all'utticio di esecuzione penale esterna competente. Pordenone, 7 febbraio 2018 11 Rappresentante dell' Ente Dott. Dorino Favot Sedi di svolgimento dei lavori di pubblica utilità: 1) Municipio; 2) Piazzola Ecologica; 3) Centro DìumoperAnziani.

ì\ol a5%om L+g TRIBUNALE 1)1 PORDENONE CONVENZIONE PER LO SVOLGIMENT0 DI LAVORI DI PUBBLICA UTILITA. Al sensi degli artt. 54 del D.Lgs 28 agosto 2000 n. 274 e 2 del D.M. 26 marzo 2001 nonché dell'art. 165 C.P. L'anno duemila diciotto il giomo sette del mese di febbraio, nel Palazzo di Giustizia di Pordenone; TRA 11 Tribunale di Pordenone (Codice Fiscale 80014080933) nel seguito indicato come Tribunale, nella persona del Presidente Dott. Lanfranco Mana Tenaglia.- domiciliato per la carica in Piazza Giustiniano n. 7, 11 Comune di Azzano Decimo (Codice Fiscale s0001730938 e P. l.v.a. 00197460934) rappresentato da Dott. Dorino Favot per la carica presso la residenza Comunale di Azzano Decimo, il quale dichiara di intervenire nella stipula del presente atto non in proprio, ma esclusivamente nella sua veste e qualifica di Responsabile dei Servizi alla Persona del Suddetto Comune, agendo in quanto appresso in nome, per conto e nell'interesse dell'ente che rappresenta; Premesso: Che, a norma dell'art. 54 del D.Lgs 28 agosto 2000 n. 274 il Giudice può applicare, su richiesta dell'imputato, la pena del la.voro dì pubblica utilità, consistente nella prestazione di attività non retribuita in favore della collettività da svolgere presso lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni o presso Bnti e Organizzazioni di Assistenza Sociale e di Volontariato. Che l'art. 2, c. 1 del D.M. 26 marzo 2001, emanato a noma dell'art. 54, c. 6 del citato D.Lgs, stabilisce che 1'attività non retributiva in favore della collettività è svolta sulla base di convenzioni da stipulare con il Ministero della Giustizia o, su delega di quest'ultimo, con il Presidente del Tribunale nel cui circondario sono presenti le Amministrazioni, gli Enti o le Organizzazioni indicate neu'art. 1 del citato D.M., presso i quaji può essere svolto il lavoro di pubblica utilità. Che ai sensi dell'art. 165 del Codice Penale il giudice del Tribunale può concedere la sospensione condizionale della pena subordinandola alla prestazione di attività non retribuita a favore della collettività. Che il Ministero della Giustizia ha delegato i Presidenti dei Tribunali alla stipula delle convenzioni in questione. Che il Comune di Azzano Decimo con deliberazione giuntale n.17 dell' 01/02/2018, ha approvato lo schema di convenzione di che trattasi. Che l'ente presso il quale potrà essere svolto il lavoro di pubblica utilità rientra tra quelli indicati nell'art. 54 del D.Lgs 28 agosto 2000 n. 274. Si conviene e si stipula quanto segue:

Art. 1 11 Comune di Azzano Decimo consente che un numero massimo di 4 (quattro) condannati alla pena del lavoro di pubblica utilità ai sensi dell'art. 54 del D.Lgs 274/2000 e dell'art. 165 de Codice Penale, prestino presso di sé la loro attività non retribuita in favore della collettività. 11 Comune di Azzano Decimo specifica che presso le sue strutture l'attività non retribuita in favore della collettività, in confomità a quanto previsto dall'art. 1 del Decreto del Ministro della Giustizia 26 marzo 2001 (G.U. n. 80 del 05.04.2001) "Norme per la deteminazione delle modalità di svolgimento del lavoro di pubblica utilità applicato m base all'art. 54 c. 6 del D.Lgs 28 agosto 2000 n. 274", ha ad oggetto le prestazioni di cui al medesimo articolo 1. Àrt. 2 L'attività non retribuita in favore della collettività sarà svolta in conformità a quanto disposto con la sentenza di condanna, nella ciuale il giudic.e, a norma dell'art. 33 c.2 del citato D.Lgs, indica il tipo e la durata del lavoro di pubblica utilità. Art. 3 11 Comune di Azzano Decimo individua per le prestazioni dei condannati, di cui all'art. 1 del Decreto del Ministro della Giustizia 26 marzo 2001, il Dott. Dorino Favot Responsabile dei SeNizi alla Persona del Comune, il quale prowederà pure ad impartire a costoro le relative istruzioni avvalendosi anche di collaboratori. 11 Comune di Azzano Decimo si impegna a comunicare tempestivamente a] Presidente del Tribunale eventuali integrazioni o modifiche del nominativo ora indicato. Art. 4 Durante lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità, il Comune di Azzano Decimo si impegna ad assicurare il rispetto delle norrne e la predisposizione delle misure necessane a tutelare l'integrità fisica e morale dei condannati, curando sia l'attività di insenmento sia che l'attività prestata sia. conforme a quanto previsto dalla convenzione. In nessun caso l'attività potrà svolgersi in modo da impedire l'esercizio dei fondamentali diritti umani o da ledere la dignità della persona o da pregiudicare le esigenze di la.voro, studio, famiglia, salute dell'indagato o dell'imputato né potrà superare le otto ore giomaliere. L'Ente si impegna altresi a che i condannati possano fruire del trattamento terapeutico e delle misure prorilattiche e di pronto soccorso alle stesse condizioni praticate per il personale alle proprie dipendenze, ove tali servizi siano già predisposti. Art. 5 È fatto divieto all'bnte di corrispondere ai condannati una retribuzione, in qualsiasi forma, per l'attività da essi svolta. È obbligatoria ed è a canco del Comune di Azzano Decimo l'assicurazione dei condannati contro gli infortuni e le malattie professionali nonché riguardo a]la responsabilità civile verso terzi. Art. 6 I soggetti incaricati, ai sensi dell'ari. 3 della. presente convenzione, di coordinare le prestazioni lavorative dei condannati e di impartire a costoro le relative istruzioni, dovranno redigere, terminata l'esecuzione della pena, una relazione c.he documenti l'assolvimento degli obblighi inerenti il lavoro svolto dal condannato. L'Ente riferirà al Tribunale, nel più breve tempo possibile, il rifiuto di prestare attività lavorativa o le violazioni eventualmente riscontrate. Art. 7 Qualsiasi variazione o inosservanza delle condizioni stabilite dalla presente convenzione potrà comportare la risoluzione della stessa da parte del Ministero della Giustizia o del Presidente del Tribunale ad esso delegato, sa]ve le eventuali responsabilità, a temini di legge, delle persone preposte, secondo il relativo ordinamento, al funzionamento del Comune di Azzano Decimo. Art. 8 La presente convenzione avrà la durata di anni 5 (cinque) a decorrere dalla data di sottoscnzione. Copia della presente convenzione viene trasmessa alla Cancelleria Penale Dibattimento e GIP del Tribunale, al locale Ordine degli Avvocati per essere inclusa nell'elenco degli Enti convenzionati di cui all'art. 7 del D.M. citato in premessa, nonché al Ministero della Giustizia -Direzione Generale degli Affari Penali e allufficio del Giudice di Pace di Pordenone. ilee

11 presente atto, redatto su carta resa legale, in un unico originale, sarà soggetto a. registrazione solo in caso d'uso ai sensi dell'art. 5 D.P.R. n.131 del 26.04.1986. Letto, approva.to e sottoscritto. Per il Comune di Azzano Decimo Per il Tribunale di Pordenone Dott. Dc>rino Favot c---_ifù4