Vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia. Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino adagiato nella mangiatoia. Cfr Lc 2,10-12.16. Tesi teologica. Quando viene concepito e nasce un bambino, ogni volta è Natale nel mondo, ogni volta il Cielo, giunto sulla terra, nella persona di quel bambino, spalanca le sue braccia e le tende verso di noi, perché i genitori lo abbiamo ad accogliere, quel bambino [il Cielo] che è nato per noi, cfr Is 9,1-6. che chiede di essere accolto, amato e corrisposto, affinché possiamo accogliere il Cielo, di cui egli è foriero e sacramento, e dimorarvi già su questa terra; perché chi accoglie questo bimbo, è generato da Dio alla vita del cielo, perché quando nasce un bambino, ogni volta è Natale nel mondo. Ogni essere umano è Creato/generato da Dio, è di Dio, è figlio di Dio. [ è di = possessivo dell amore] Celebrare questo sacro evento, il Santo Natale, l incarnazione del Verbo di Dio, significa accogliere in ogni nostro figlio, il Figlio di Dio cfr Mt 25,40. che è nato per noi; Cfr Is 9,1-6. significa corrispondergli con tutto noi stessi, sull esempio di Maria e di Giuseppe di Nazaret e dei pastori di Betlemme. Cfr Lc 1,38; Mt 1,18-25; Lc 2,15-20. Celebrare questo sacro evento, accogliere in nostro figlio un figlio di Dio, significa celebrare il nostro Santo Natale, Cfr Gv 1,12-13. significa nascere alla vita dei figli di Dio, in modo consapevole e responsabile. -------------^------------- 1
Contestualizzazione storica del sacro cammino che culminò con l evento del Santo Natale. In principio Dio promise la vittoria dell uomo sul potere della morte la cui radice è il peccato. Cfr Gen 3,15. La promessa di Dio originò la storia della salvezza: nel corso della quale si realizza la redenzione dell uomo dal potere delle tenebre del peccato e della morte che del suo peccato è l effetto, cfr Ez 18,30-32. che si compie mediante l incarnazione del Verbo di Dio generato nel grembo di una donna, cfr Gal 4,4-5. l accoglienza e la sequela del Verbo di Dio, cfr Gv 1,12-13. frutto di ascolto della sua parola, accolta, meditata e corrisposta, mediante un Sì di fede consapevole, operosa e perseverante. La promessa. Dopo essersi resi conto di aver compiuto ciò che è male agli occhi di Dio, Adamo ed Eva si nascosero dalla presenza del Signore, spinti dalla paura derivante dal loro senso di colpa, generato nella loro anima dal peccato che avevano commesso, mediante l ascolto della parola del Tentatore (il serpente) che con l inganno li aveva indotti a peccare, seducendoli dove lì trovò più vulnerabili. Cfr Gen 3,2-7. Dio disse loro: «Cosa avete fatto per dovervi nascondere dalla mia presenza?». La donna rispose: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato». Cfr Gen 3,13. (= ho compiuto ciò che è il male egli occhi di Dio) Allora il Signore Dio disse, rivolto al serpente: «Io porrò inimicizia fra te e la donna (= allusione a Maria di Nazaret. Cfr Gal 4,4-5; Rm 1-3) fra la tua stirpe e la sua stirpe: (= la discendenza del Figlio concepito nel grembo di Maria) questa ti schiaccerà la testa». Gen 3,15. (= mediante il mistero pasquale mediante cui si compie la promessa) ------------^------------- 2
Il capostipite della discendenza che vincerà definitivamente il potere del male cui si fa allusione in questo protovangelo (Gen 3,15), Gesù Cristo, lo troviamo prefigurato nel figlio unigenito di Abramo e Sara sua moglie, Isacco, la cui discendenza è figura della discendenza messianica, cfr Lc 2,31-33. la cui radice è Gesù Cristo, il principio e il primogenito di coloro che risorgono dai morti. Cfr Col 1,13-20. L annuncio dell evento mediante cui avrà inizio il compimento della promessa lo abbiamo nella profezia del profeta Isaia che annuncia la nascita di un bambino, nato per noi, che ci è dato, il cui profilo è chiaramente messianico, cfr Is 9,1-6. il Messia, che con la sua venuta e mediante la sua reale e attiva presenza nella storia, come sole che sorge, illuminerà tutti gli uomini, per redimere coloro che brancolano nelle tenebre e nell ombra della morte, per guidare i nostri passi sulla via che conduce alla pasqua eterna, la nascita alla vita redenta, nella luce del regno dei cieli. cfr Lc 1,68-79; Gv 11,25-26. Il bambino cui allude il profeta Isaia è figura del Bambino promesso da Dio all umanità, con le seguenti parole rivolte a Eva: Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la sua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno. Gen 3,15. --------------^------------- 3
Sintesi conclusiva del lieto annuncio dell evento natalizio. Il figlio unigenito di Abramo e di Sara, Isacco, è figura dello stesso bambino cui fa allusione la profezia di Isaia, il Messia, il bimbo concepito e accolto nel grembo di Maria di Nazaret, nato a Betlemme, Gesù; il Verbo di Dio fatto carne. Mediante la nascita di questo Bambino, che accogliamo in ogni bambino che nasce ogni giorno, ha inizio il compimento della promessa fatta da Dio ad Abramo e a tutta la sua discendenza, l umanità. Il Signore disse ad Abramo: «Lascia la tua terra, la tua parentela e la casa di tuo padre e va verso la terra che io ti indicherò. Farò di te una grande nazione e ti benedirò». Gen 12,1-2. Il Signore Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo! Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, va nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto. - Abramo fece come il Signore gli aveva chiesto [ = in sacrifico] Il Signore chiamò dal cielo Abramo e gli disse: «Giuro per me stesso - oracolo del Signore -: perché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, il tuo unigenito, io ti colmerò di benedizioni e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare. Si diranno benedette nella tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce». Gen 22,1-18. Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco; Isacco generò Giacobbe; Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli; [dodici figli, i capostipiti delle dodici tribù d Israele] [ ] Iesse generò il re Davide; [ ] Giacobbe generò Giuseppe lo sposo di Maria dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo. Cfr Mt 1,1-16; Lc 3,23-38. -------------^-------------- 4
Gesù Cristo, mediante il suo mistero pasquale, generò nel suo sangue la Chiesa, mediante il dono di se stesso, accolto e corrisposto, La Chiesa è l evento che celebra l inizio del compimento definitivo della promessa fatta da Dio ad Abramo, con la quale Cristo continua l opera che il Padre lo ha mandato a compiere, cfr Mc 16, 20; Mt 28,19s. affinché Dio sia tutto in tutti coloro che accolgono quel bimbo che è nato per noi, che ci è dato. cfr 1 Cor 15,20-28; Ef 1,1-14.16-23; Col 1,15-20. ------------^------------- La via che conduce alla terra promessa. Dio disse: «Camminate in tutto e per tutto per la via che il Signore, vostro Dio, vi ha prescritto, perché viviate e siate felici nella terra di cui avrete possesso, voi e la vostra discendenza». Dt 5,33; 30,19. Gesù disse: «Io sono la via, la verità e la vita. Gv 14,6. Chi (accoglie) e segue me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita, Gv 8,12. conseguirà il fine per cui Dio lo ha creato, la terra promessa, il Regno dei cieli. Questa è l ora, il tempo in cui si compie la Pasqua di risurrezione, il tempo in cui coloro che attendono il compimento della promessa udranno la voce del Figlio di Dio [il Messia] quelli che l avranno ascoltata [ = accolta e corrisposta] usciranno dai loro sepolcri redenti dal potere del peccato e della morte e vedranno compiersi in loro la promessa Cfr Gv 5,24-29. fatta da Dio al nostro Padre Abramo, conseguiranno la terra promessa, diventeranno cittadini del Regno dei cieli, Cfr Mt 25,34-46. perché io sono la risurrezione e la vita. Gv 11,25-26. ------------^----------- 5
Conclusione. La Terra promessa, la conseguiamo mediante la nostra nascita alla vita del cielo. Questo evento si compie in noi dal momento in cui accogliamo nella nostra vita quel bambino che è nato per noi, il Verbo di Dio fatto carne, per essere una sola carne [una cosa sola] con noi. cfr Gv 17,20-21.24. Quel Bambino che è nato per noi, è il cielo disceso sulla terra perché, accogliendolo, l uomo potesse nascere alla vita del cielo ed essere in tal modo, in Lui, il cielo sulla terra. perché nel suo santo natale ogni uomo possa celebrare il su santo natale. ----------------^-------------- 6