Nella Culla c è l Altro

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Nella Culla c è l Altro Lettera del Cappellano per il Santo Natale 2018 Maria serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore (Lc. 2,19)

Carissimi, ci apprestiamo a celebrare, tra qualche giorno, il grande mistero dell amore di Dio per l umanità, Dio sta per farsi uomo, E NATALE! In questi mesi vi ho scritto e proposto iniziative, in questo anno pastorale, che ho intitolato Essere Assidui, per educarci sullo stile delle prime comunità cristiane, ad essere autentici nelle nostre scelte, nei nostri gesti, nel nostro vivere la Fede Cristiana, pertanto, celebrare, ora il Natale, diventa occasione per riprendere questo cammino di crescita e rinnovamento della nostra fede. Tutto è pronto, o almeno lo spero, per celebrare il Santo Natale. Non fatevi mancare le tradizioni della nostra cultura e delle nostre terre, perché, un popolo senza tradizioni, difficilmente va verso un futuro capace di crescere e migliorare, senza passato non si vive il presente e non si può sperare in un futuro. Il bambino Gesù che nasce è questa certezza. Come nasciamo abbiamo già un passato che ci permette di vivere il presente e sperare in un futuro che potrà essere grande, nella misura in cui noi lo facciamo tale, senza lasciarci condizionare o limitare da ciò che ci circonda, perché

noi abbiamo le idee chiare e la forza per perseguirle nonostante ciò che può accadere e accaderci. Questo modo di affrontare la vita e celebrarla, nella nascita di Cristo, ci porta, come uomini e cristiani, ad essere persone che vivono il quotidiano, con lo stile di una persona, che della vita si è lasciata usare per diventare strumento di speranza e amore per l umanità: Maria. Senza la Sua disponibilità, Lui, il Signore, non avrebbe potuto essere in mezzo a noi come noi e dirci Ti Voglio bene, al punto che Io, Gesù, prendo ogni peso su di Me, ci chiede solo di fidarci di Lui. Se Maria, dunque, vive il Natale così: serbando e meditando, impariamo, allora, da lei come vivere, impariamo a parlare meno e ad agire di più secondo il Vangelo. Maria non parla, prega, ed era la sua abitudine, quasi a dirci, con un po di ironia; prima di parlare taci. In un mondo molto abituato ad agire, spesso istintivamente e poi, forse, a riflettere sull accaduto, Maria ci ricorda il discernimento che porta all agire. Sia questo, allora, lo stile che vogliamo imparare e celebrare in questo Natale del Signore Gesù. "Maria, donna dell ascolto, rendi aperti i nostri orecchi; fa che sappiamo ascoltare la Parola del tuo Figlio Gesù tra le mille parole di questo mondo;

fa che sappiamo ascoltare la realtà in cui viviamo, ogni persona che incontriamo, specialmente quella che è povera, bisognosa, in difficoltà. Maria, donna della decisione, illumina la nostra mente e il nostro cuore, perché sappiamo obbedire alla Parola del tuo Figlio Gesù, senza tentennamenti; donaci il coraggio della decisione, di non lasciarci trascinare perché altri orientino la nostra vita. Maria, donna dell azione, fa che le nostre mani e i nostri piedi si muovano in fretta verso gli altri, per portare la carità e l amore del tuo Figlio Gesù, per portare, come te, nel mondo la luce del Vangelo. Amen". Con questa preghiera, cari amici, formulo i miei auguri per le prossime feste natalizie e invito tutti e tutte le famiglie a prepararsi a questo evento con un cuore pronto e disponibile ad accogliere la novità di Cristo nella nostra storia. Sarà veramente Natale nella misura in cui sapremo rinnovarci, cambiare e non rinunciare ai nostri ideali, alla nostra fede, al nostro essere militari e militari cristiani, alla

nostra storia, soprattutto lì dove è faticosa, senza mettere noi stessi al primo posto. Nella culla c è l altro, nel Natale, Cristo, ci ricorda chi siamo veramente: uomini a immagine di Dio che vivono gli uni per gli altri. Lo siamo? Siamo immagine di Dio? Forse siamo solo immagine di quello che vorremmo da Lui, senza chiederci cosa Lui vuole da noi. Se il Natale, vissuto nel calore degli affetti, ci aiuterà a ritornare ad essere quello che siamo veramente, allora Cristo nascerà e offrirà nuove speranze a tutti. Non allontaniamoci dalla strada che ci ha preparato e sulla quale cammina con noi, ma iniziamo, rinnovati e assidui, a seguirlo. Contemplando la culla del presepe, andate oltre e troverete il volto della vostra famiglia, dei vostri colleghi, amici, vicini, del povero o deluso, dell altro che vive accanto a te, se saprai riconoscerlo, allora, sarai capace di essere autentico uomo e cristiano, militare o sposo/a, prete, o laico vero e capace di grandi cose. S. Natale 2018 Buon Natale! Vostro in XP Don Marco

Parrocchia dei Militari Madonna di Loreto Il Cappellano Militare