MISSIONARIO VINCENZIANO



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GMV: origini, identità, attività... GRUPPO MISSIONARIO VINCENZIANO Origine e storia Bisogna risalire ai primi anni del dopoguerra per trovare la fonte da cui scaturì il MOVIMENTO MISSIONARIO VINCENZIANO. Negli anni 1944-54 la POA (Pontificia Opera di Assistenza) e l Azione Cattolica organizzarono parecchie missioni in territorio nazionale. Ad esse parteciparono molti Missionari Vincenziani e furono chiamati per la prima volta i laici. Di qui emerse la constatazione dell utilità dell apostolato dei laici nelle missioni. Molti furono i giovani dell Azione Cattolica che presero parte alle missioni predicate dai Missionari di San Vincenzo nel sud dell Italia e nella Maremma Toscana. Nel 1951 il P. Gaetano De Giorgi, fondatore di Cooperazione Vincenziana, avviò all apostolato diretto delle missioni al popolo alcune signorine appartenenti all opera. Per la prima volta a Saluggia (Vercelli) alcune di esse affiancarono l opera dei missionari con l accostamento personale e le visite alle famiglie. Muoveva così i primi passi un impegno di apostolato che negli anni successivi avrebbe visto il suo completamento nella famiglia vincenziana. Nel 1954 vi fu la missione di Carrara a cui parteciparono 25 signorine e, cosa del tutto nuova, due Figlie della Carità. In quell occasione le due F.d.C. lavorarono a fianco delle laiche e di alcune Cooperatrici Vincenziane. Il binomio suora-laica si rivelò subito di una forza straordinaria e segno dei tempi che andavano maturando metodi nuovi di apostolato. Inoltre, le difficoltà di una

preparazione adeguata dei laici e insieme la difficile reperibilità di un numero sufficiente di laiche libere per l opera delle missioni, confermarono l importanza della collaborazione costante delle Figlie della Carità. Il felice esito della missione di Carrara dimostrò dunque l utilità del nuovo metodo e si pensò di consolidarlo. Dal Visitatore Padre Tasso ebbe l incarico di provvedervi Padre Mario Lupano che già aveva organizzato quella missione. Egli nel 1955 diede vita al CENTRO MISSIONI VINCENZIANE del quale le missionarie erano una delle componenti. Nell estate 1955 ad Angera si tenne il primo corso di formazione, al termine del quale le partecipanti ricevettero il Regolamento : il GRUPPO MISSIONARIO VINCENZIANO era definitivamente costituito. Nel 1957 il Gruppo, ormai avviato, prese parte alla missione cittadina di Milano, con la partecipazione di ben 45 missionarie tra suore e laiche. Nel 1967 a Roma, in occasione del Convegno tra le Comunità che predicano missioni, fu presentata l iniziativa del G.M.V. L anno successivo i Padri Passionisti richiesero la collaborazione delle missionarie per numerose missioni in sud Italia, e nel 1970 due suore e due laiche collaborarono al corso di studio che i medesimi organizzarono per avviare l esperienza delle missionarie. La stessa collaborazione era stata data l anno precedente anche ai missionari vincenziani di Napoli che stavano organizzando il proprio gruppo. Dal 1954 ad oggi le missionarie vincenziane hanno portato la loro opera evangelizzatrice in circa 1000 parrocchie d Italia, quasi sempre in collaborazione con i Padri Vincenziani: qualche volta, come nella missione diocesana di Trieste (1989) richiesta personalmente dal Vescovo. IDENTITA

Il GRUPPO MISSONARIO VINCENZIANO, composto da Suore e laici collaborano con i missionari di S. Vincenzo de Paoli all opera evangelizzatrice delle missioni al popolo, ispirandosi in modo particolare a S. Vincenzo e al suo impegno totale a servizio dei fratelli, soprattutto dei più poveri. L impegno è volontario, completamente gratuito e non comporta alcun vincolo giuridico. Ciascuno, sia suora sia laici, fa dono ai fratelli, nel tempo delle missione, di alcuni giorni liberi, senza venire meno ai propri impegni di lavoro. Le suore appartengono normalmente alla Compagnia delle Figlie della Carità e partecipano all attività missionaria in accordo con i propri superiori. Attualmente altre Comunità sono entrate a far parte del gruppo. (Suore di Carità di Santa Giovanna Antida Thouret, Suore Nazarene). I laici possono appartenere a qualunque gruppo ecclesiale, continuare la loro attività professionale e apostolica, perseguendo l ideale a cui ciascuno è chiamato da Dio. Nella Missione il primo e più grande impegno è la sensibilizzazione capillare dell ambiente per mezzo della visita a tutte le famiglie e l incontro con le persone, dovunque sia possibile, utile, conveniente. La visita alle famiglie è segno di una presenza e testimonianza di fede. Lo scopo principale dell incontro con le persone, è di aprire i cuori alla confidenza e alla fiducia, di iniziare un dialogo umano e sereno e di riproporre allo spirito la realtà della fede, invitando all ascolto di Dio nel tempo della missione,

Il bisogno di ascolto e di essere ascoltati è un esigenza che di giorno in giorno fa sentire la sua urgente attualità in una società così incline alla distrazione e alla superficialità. FINALITA L evangelizzazione tramite la partecipazione previa e attiva alle Missioni. FORMAZIONE a) Corsi di spiritualità e di studio b) due o tre incontri annuali di due giorni, incontri di verifica e aggiornamento su temi pastorali riguardanti la missione e problemi di attualità, specialmente a livello morale. c) Esercizi spirituali. Una volta all anno ci si ritrova per pregare e meditare insieme (tre giorni). E anche un momento forte perché in tale occasione viene consegnato il Crocifisso alle nuove Missionarie, quale segno di appartenenza al Gruppo e di accettazione di un mandato. Per quanto riguarda il Corso, ogni anno, nel periodo estivo, viene organizzata una settimana di studio, spiritualità e amicizia, per rispondere alla esigenza e convinzione della necessità sempre più urgente della evangelizzazione. Si approfondisce la fisionomia dello Spirito di San Vincenzo e le virtù caratteristiche che lo compongono, spirito di carità, di servizio e di umiltà per giungere al fondamento principale, basilare della sua spiritualità, cioè uniformare e tradurre il modello di Cristo, adoratore del Padre ed evangelizzatore dei poveri, Supposta una formazione interiore apostolica vincenziana, si proietta lo sguardo su quelli che sono i problemi della società contemporanea. Vengono trattate le preoccupazioni che più sconvolgono il mondo d oggi, problemi scottanti riguardo la fede, la morale, i costumi. Ovviamente l opera di formazione e di

apostolato si ispira ai modelli e ai documenti proposti dal Magistero della Chiesa. Il metodo del corso dunque parte dallo svolgimento di temi dottrinali circa la formazione e l apostolato, per terminare nella indicazione pratica del nostro modo di comportarci nell esplicazione del servizio apostolico: LA MISSIONE AL POPOLO. ATTIVITA NELLA MISSIONE Impegno principale del Gruppo Missionario Vincenziano è la visita a tutte le famiglie per annunziare il grande evento della Missione. Ci si reca sul posto alcuni giorni prima l arrivo dei missionari e, dopo aver preso gli accordi con il parroco, si iniziano le visite in coppia, possibilmente suora-laica. Si cerca di incontrare il maggior numero di persone con la massima ed umile disponibilità di ascolto e di particolare attenzione per gli anziani e gli ammalati. Le missionarie, consapevoli che l apostolato si realizza con la forza che proviene dall incontro con il Cristo, vivono momenti di preghiera comunitaria ogni giorno, possibilmente nella Chiesa Parrocchiale, prima e dopo la visita alle famiglie. Completato il compito affidatoci e fatta relazione ai responsabili, Missionari e Parroco, si rientra. Durante la permanenza in loco, se richiesto, si da volentieri un contributo per altre iniziative utili alla buona riuscita della Missione, come incontri familiari, conversazioni con gruppi giovanili, incontri di preghiera che preparino la Comunità Parrocchiale alla Missione.

L impegno della Missionaria, sia suora, sia laica, è la partecipazione almeno a una missione ogni anno, mettendo a disposizione il tempo necessario.