+ Dal Vangelo secondo Marco: (Mc 7,31-37)



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Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Adorazione Eucaristica XXIIIª Domenica del Tempo Ordinario Anno B Canto iniziale: Presidente Assemblea. O Padre, che scegli i piccoli e i poveri per farli ricchi nella fede ed eredi del tuo regno, aiutaci a dire la tua parola di coraggio a tutti gli smarriti di cuore, perché si sciolgano le loro lingue e tanta umanità malata, incapace perfino di pregarti, canti con noi le tue meraviglie. (Colletta) 1

1 L. La Liturgia di questa domenica contiene un messaggio di speranza per gli smarriti di cuore di ogni tempo. Smarriti di cuore, infatti, non erano solo quegli israeliti a cui si rivolgeva il profeta Isaia, provati dalla schiavitù e dall esilio, ma un certo smarrimento del cuore, una certa confusione, un certo scoraggiamento sono realtà che attraversano la vita dei credenti di ogni epoca storica. 2 L. Pensiamo alla Chiesa delle origini, provata dalle persecuzioni, pensiamo allo smarrimento dei credenti in alcuni passaggi epocali della storia, oppure di fronte all avanzare di filosofie che contrapponevano come antagoniste ragione e fede. Smarrimento del cuore lo proviamo anche noi in questi primi anni del Terzo Millennio: nel tempo della ragione debole e del disincanto facciamo fatica ad annunciare che Cristo è la ragione della speranza che è in noi. Canto al Vangelo (Mt 4,23) T. Alleluia, alleluia. Tutti: Gesù annunciava il vangelo del Regno e guariva ogni sorta di infermità nel popolo. T. Alleluia. + Dal Vangelo secondo Marco: (Mc 7,31-37) In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!». 2

Parola del Signore. Pausa di Silenzio 1 L. Ecco un altro miracolo compiuto da Gesù. E un fatto che dice la sua potenza messianica, e cioè che finalmente il Regno di Dio è in mezzo a noi. Al tempo stesso è un segno che allude al contenuto salvifico del gesto che compie, svela un aspetto del dono di grazia che ci viene comunicato. 2 L. Questo potere di Gesù ora è stato affidato alla Chiesa, che nei sacramenti attualizza quei suoi gesti, incanalando fino a ciascun uomo il tocco sanante del Cristo risorto, vivo e Signore. Al gesto di Cristo e della Chiesa spesso opponiamo resistenza e chiusura. Ciascuno di noi oggi ha bisogno di lasciarsi toccare da Cristo, per aprire il proprio cuore alla comunicazione del dono di Dio e alla condivisione di tale dono tra noi. ABBASSARE LUCI CANTO Tutti Dal Salmo 145: Loda il Signore, anima mia. Il Signore rimane fedele per sempre rende giustizia agli oppressi, dà il pane agli affamati. Il Signore libera i prigionieri. Il Signore ridona la vista ai ciechi, il Signore rialza chi è caduto, il Signore ama i giusti, il Signore protegge i forestieri. Egli sostiene l orfano e la vedova, ma sconvolge le vie dei malvagi. Il Signore regna per sempre, il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione. 3

Pausa di Silenzio 1 L. Oggi la liturgia ci presenta nel Vangelo l'episodio della guarigione di un sordomuto, un episodio che ha un significato profondo per la nostra vita cristiana. 2 L. Un sordomuto è una persona incapace di comunicare, e quindi esclusa dalla vita sociale. La sua è una situazione molto penosa, tanto più penosa in quei tempi in cui non era stato inventato nessun rimedio per la sordità e il mutismo. 1 L. Il sordomuto è una persona che non sente quello che gli si dice, e non può rispondere. 2 L. Dobbiamo notare che la radice del suo male sta nella sordità: egli è muto, perché è sordo. Noi abbiamo organi predisposti a parlare (bocca, lingua, corde vocali), ma, se c'è la sordità, essi non vengono educati, e quindi non li possiamo utilizzare. 1 L. Le persone che conducono il sordomuto pregano Gesù d'imporgli la mano. Gesù lo porta in disparte, lontano dalla folla. Qui, come in tante altre occasioni, possiamo notare la sua discrezione. 2 L. Egli non cerca di far colpo sulla gente, non cerca la popolarità o il successo, ma soltanto di fare del bene alle persone e preferisce non farsi vedere quando opera un miracolo. Per questo conduce il sordomuto lontano dalla folla. 1 L. Poi pone le dita negli orecchi di quest'uomo e con la saliva gli tocca la lingua. Tutto questo ci fa capire l'importanza dell'incarnazione. 2 L. Gesù è un uomo che è inserito realmente nella vita umana, un uomo che tocca con le dita gli orecchi del sordomuto e con la saliva la sua lingua. 1 L. Egli potrebbe operare il miracolo con una semplice parola, ma non lo fa. Mostra un grande interesse per la condizione penosa di questo 4

uomo, e interviene con un gesto in cui è coinvolta tutta la propria umanità. 2 L. Gesù guarda verso il cielo: questo gesto vuol indicare che il miracolo avviene per mezzo dell'unione di Gesù con Dio. Poi emette un sospiro e dice: «Effatà», cioè: «Apriti!». 1 L. E subito si aprono gli orecchi di questo uomo, si scioglie il nodo della sua lingua, ed egli parla correttamente. Il sordomuto è guarito ed è reinserito nella vita sociale; ora può comunicare, può sentire quello che gli viene detto e può esprimersi con la propria bocca. 2 L. Di nuovo il Vangelo ci fa capire che Gesù desidera la discrezione: Presidente: «E comandò loro di non dirlo a nessuno». 2 L. Ma più egli lo raccomanda, più le persone ne parlano. 1 L. La Chiesa ha utilizzato questo miracolo di Gesù per spiegare gli effetti del battesimo, e nei riti esplicativi dopo il battesimo ha conservato il gesto di Gesù di toccare gli orecchi e la bocca. 2 L. Con ciò vuole indicare che il battesimo è guarigione dalla sordità: dà la capacità di sentire la parola di Dio, di capirla e di gustarla, e così di entrare in comunicazione con Dio. 1 L. D'altra parte, il battesimo è anche guarigione dal mutismo: dà la capacità di parlare a Dio e di Dio, la capacità di pregare e lodare Dio, e la capacità di rendere testimonianza della propria fede. 2 L. Così i battezzati sono persone pienamente inserite nella società cristiana, la Chiesa e nella comunione con Dio. 1 L. Noi dobbiamo essere consapevoli del grande dono ricevuto nel battesimo. Esso ci ha dato la capacità di ascoltare la parola di Dio, tutto ciò che lo Spirito dice alla Chiesa sotto forma di conoscenze, esortazioni e consolazioni. D'altra parte, ci ha dato anche la capacità di testimoniare la nostra fede. 5

2 L. Infatti, se ascoltiamo e meditiamo nel nostro cuore la parola di Dio, la possiamo anche comunicare agli altri. Possiamo, come dice Pietro, celebrare le meraviglie di colui che ci ha chiamati «dalle tenebre alla sua ammirabile luce». 1 L. Così la vita cristiana diventa una vita di piena comunicazione, anzi di piena comunione, che infonde nei nostri cuori gioia, pace e fiducia. 2 L. Dobbiamo chiedere al Signore la grazia di poter esercitare le capacità che ci sono state date nel battesimo. Troppo spesso ci comportiamo come sordi e muti. La nostra vita cristiana, invece, dev'essere una vita di comunicazione e di comunione con Dio e con i fratelli, nella luce della fede e nella bellezza della verità e della carità. Canto: Meditazione Preghiere spontanee Padre Nostro Pausa di Silenzio Preghiera per le vocazioni sacerdotali Signore Gesu, ai tuoi Apostoli, come Risorto, hai affidato un prezioso mandato: Andate e ammaestrate tutte le nazioni, rassicurando loro e noi: Ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. Hai chiesto ai tuoi discepoli di farsi carico del bisogno delle folle, a cui volevi offrire non solo il cibo per sfamarsi, ma anche rivelare il cibo che dura per la vita eterna. Da questo tuo sguardo di amore sgorga per tutti noi, ancora oggi, il tuo invito: Pregate dunque il padrone della messe, perché mandi operai nella sua messe. Aiutaci a comprendere, o Signore, che corrispondere alla tua chiamata significa affrontare con prudenza e semplicita ogni situazione di difficolta e sofferenza nella vita, perché un discepolo non è da piu del suo 6

maestro. Grazie, o Signore, per le testimonianze commoventi Che sempre ci doni, capaci di ispirare tanti giovani A seguire a loro volta Te, che sei la Vita, trovando cosi il senso della vita vera. Grazie per quei testimoni della missione, liberi di lasciare tutto, per annunciare Te con profonda originalita e umanita. Santa Maria, Regina degli Apostoli, Madre della speranza, insegnaci a credere, sperare ed amare con te. Stella del mare, brilla su di noi, rendici missionari della speranza E guidaci nel nostro cammino! Amen PAPA BENEDETTO XVI Padre Nostro Segno di Pace Canto: Tantum Ergo Canto Finale. 7