DELIBERA N. 238/13/CONS CONSULTAZIONE PUBBLICA CONCERNENTE L IDENTIFICAZIONE ED ANALISI DEI MERCATI DEI SERVIZI DI ACCESSO ALLA RETE FISSA (MERCATI NN. 1, 4 E 5 FRA QUELLI INDIVIDUATI DALLA RACCOMANDAZIONE 2007/879/CE) L AUTORITA NELLA sua riunione del Consiglio del 21 marzo 2013; VISTA la legge 31 luglio 1997, n. 249 recante Istituzione dell Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 31 luglio 1997, n. 177 supplemento ordinario n. 154; VISTA la legge 14 novembre 1995, n. 481 recante Norme per la concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica utilità. Istituzione delle Autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 18 novembre 1995, n. 270 supplemento ordinario n. 136; VISTA la delibera n. 223/12/CONS del 27 aprile 2012 recante il nuovo Regolamento concernente l organizzazione e il funzionamento dell Autorità, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 15 giugno 2012, n. 138 e successive modificazioni; VISTE le direttive n. 2002/19/CE ( direttiva accesso ), 2002/20/CE ( direttiva autorizzazioni ), 2002/21/CE ( direttiva quadro ), 2002/22/CE ( direttiva servizio universale ) pubblicate nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee L 108/7 del 24 aprile 2002, così come modificate dalle direttive nn. 2009/136/CE e 2009/140/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2009, pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell Unione europea del 18 dicembre 2009 L 337; VISTE le Linee direttrici della Commissione per l analisi del mercato e la valutazione del significativo potere di mercato ai sensi del nuovo quadro normativo comunitario per le reti e i servizi di comunicazione elettronica, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee C 165/6 dell 11 luglio 2002 (le Linee direttrici ); VISTO il decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259 recante Codice delle comunicazioni elettroniche nel testo consolidato aggiornato con le modifiche introdotte con il decreto legislativo 28 maggio 2012, n. 70 recante Modifiche al decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259, recante codice delle comunicazioni elettroniche in attuazione delle direttive 2009/140/CE, in materia di reti e servizi di comunicazione elettronica, e 2009/136/CE in materia di trattamento dei dati personali e tutela della vita 238/13/CONS 1
privata, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 31 maggio 2012, n. 126 (il Codice ); VISTA la delibera n. 217/01/CONS del 24 maggio 2001 recante Regolamento concernente l accesso ai documenti, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 20 giugno 2001, n. 141 e successive modifiche; VISTA la delibera n. 453/03/CONS del 23 dicembre 2003 recante Regolamento concernente la procedura di consultazione di cui all articolo 11 del decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 28 gennaio 2004, n. 22; VISTA la delibera n. 118/04/CONS del 5 maggio 2004 recante Disciplina dei procedimenti istruttori di cui al nuovo quadro regolamentare delle comunicazioni elettroniche, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 19 maggio 2004, n. 116 e successive modificazioni; VISTA la delibera n. 401/10/CONS del 22 luglio 2010 recante Disciplina dei tempi dei procedimenti, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 6 settembre 2010 n. 208; VISTO l accordo di collaborazione tra l Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e l Autorità garante della concorrenza e del mercato in materia di comunicazioni elettroniche del 27 gennaio 2004; VISTA la Raccomandazione della Commissione del 17 dicembre 2007 relativa ai mercati rilevanti di prodotti e servizi del settore delle comunicazioni elettroniche che possono essere oggetto di una regolamentazione ex ante ai sensi della direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica, pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 344/65 del 28 dicembre 2007 ( Raccomandazione 2007/879/CE o Raccomandazione ); VISTA la Raccomandazione della Commissione del 15 ottobre 2008 relativa alle notifiche, ai termini e alle consultazioni di cui all articolo 7 della direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro normativo comune per le reti e i servizi di comunicazione elettronica, pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 301/23 del 12 novembre 2008; VISTA la delibera n. 314/09/CONS del 10 giugno 2009 recante Identificazione e analisi dei mercati dell accesso alla rete fissa (mercati nn. 1, 4 e 5 fra quelli individuati dalla Raccomandazione 2007/879/CE), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 14 luglio 2009, n. 161 - supplemento ordinario n. 111; VISTA la delibera n. 731/09/CONS del 16 dicembre 2009 recante Individuazione degli obblighi regolamentari cui sono soggette le imprese che detengono un significativo potere di mercato nei mercati dell accesso alla rete fissa (mercati nn. 1, 4 e 5 fra quelli individuati dalla Raccomandazione 2007/879/CE), 238/13/CONS 2
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 20 gennaio 2010, n. 15 - supplemento ordinario n. 13; VISTA la Raccomandazione della Commissione del 20 settembre 2010 relativa all accesso regolamentato alle reti di accesso di nuova generazione (NGA), pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell Unione europea del 25 settembre 2010 L 251 (la Raccomandazione NGA ); VISTA la delibera n. 578/10/CONS dell 11 novembre 2010 recante Definizione di un modello di costo per la determinazione dei prezzi dei servizi di accesso all ingrosso alla rete fissa di Telecom Italia S.p.A. e calcolo del valore del WACC ai sensi dell art. 73 della delibera n. 731/09/CONS, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 15 dicembre 2010, n. 292 supplemento ordinario n. 277; VISTA la delibera n. 1/12/CONS dell 11 gennaio 2012 recante Individuazione degli obblighi regolamentari relativi ai servizi di accesso alle reti di nuova generazione, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 25 gennaio 2012, n. 20; VISTA la delibera n. 41/12/CONS del 25 gennaio 2012 recante Avvio del procedimento volto alla definizione di un modello di costo per la determinazione dei prezzi dei servizi di accesso all ingrosso alla rete in fibra di Telecom Italia, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 16 febbraio 2012, n. 39; VISTA la delibera n. 42/12/CONS del 25 gennaio 2012 recante Avvio del procedimento volto a valutare l impatto regolamentare dell introduzione di nuove tecniche trasmissive quale il vectoring nello sviluppo di reti di nuova generazione, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 17 febbraio 2012, n. 40; VISTA la delibera n. 390/12/CONS del 4 settembre 2012 recante Avvio del procedimento Identificazione ed analisi dei mercati dei servizi di accesso alla rete fissa (mercati nn. 1, 4 e 5 fra quelli individuati dalla Raccomandazione 2007/879/CE), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 12 settembre 2012, n. 213; VISTA la delibera n. 91/13/CONS del 6 febbraio 2013 recante Riunione dei procedimenti avviati con delibere nn. 41/12/CONS e 42/12/CONS al procedimento avviato con delibera n. 390/12/CONS recante Identificazione ed analisi dei mercati dei servizi di accesso alla rete fissa (mercati nn. 1, 4 e 5 fra quelli individuati dalla Raccomandazione 2007/879/CE), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 19 febbraio 2013, n. 42; CONSIDERATE le risultanze istruttorie dei procedimenti avviati con delibere n. 41/12/CONS e n. 42/12/CONS, riuniti con delibera n. 91/13/CONS al procedimento di analisi dei mercati dei servizi di accesso alla rete fissa avviato con delibera n. 390/12/CONS; 238/13/CONS 3
RITENUTO necessario, ai sensi dell art. 11 del Codice, consentire alle parti interessate di presentare le proprie osservazioni sugli orientamenti dell Autorità relativi al tema in esame; UDITA la relazione del Commissario Maurizio Dècina, relatore ai sensi dell articolo 31 del Regolamento concernente l organizzazione ed il funzionamento dell Autorità; DELIBERA Articolo 1 1. E avviata la consultazione pubblica sullo schema di provvedimento relativo all identificazione ed analisi dei mercati dei servizi di accesso alla rete fissa (mercati nn. 1, 4 e 5 fra quelli individuati dalla Raccomandazione 2007/879/CE). 2. Le modalità di consultazione e lo schema di provvedimento concernente l identificazione ed analisi dei mercati di cui al comma 1 sono riportati negli allegati da A a M della presente delibera, di cui costituiscono parte integrante e sostanziale. La presente delibera è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, priva degli allegati, ed in versione integrale sul sito web dell Autorità. Roma, 21 marzo 2013 IL COMMISSARIO RELATORE Maurizio Dècina IL PRESIDENTE Angelo Marcello Cardani Per attestazione di conformità a quanto deliberato IL SEGRETARIO GENERALE ad interim Antonio Perrucci 238/13/CONS 4
Allegato A alla Delibera n. 238/13/CONS MODALITÀ DI CONSULTAZIONE L Autorità intende acquisire, tramite consultazione pubblica, commenti, elementi di informazione e documentazione sullo schema di provvedimento concernente l identificazione ed analisi dei mercati dei servizi di accesso alla rete fissa (mercati nn. 1, 4 e 5 fra quelli individuati dalla Raccomandazione 2007/879/CE). In particolare, ai sensi dell art. 11 del Codice, l Autorità invita le parti interessate a far pervenire le proprie osservazioni in merito alle specifiche proposte di decisione ed agli orientamenti dell Autorità esposti nel testo della consultazione (Allegati da B a M). Le comunicazioni, recanti la dicitura Consultazione pubblica concernente lo schema di provvedimento relativo all identificazione ed analisi dei mercati dei servizi di accesso alla rete fissa (mercati nn. 1, 4 e 5 fra quelli individuati dalla Raccomandazione 2007/879/CE, nonché l indicazione della denominazione del soggetto rispondente, potranno essere inviate, entro il termine tassativo di quarantacinque giorni dalla pubblicazione della delibera che approva il presente documento nella Gazzetta Ufficiale, tramite PEC (posta elettronica certificata) all indirizzo agcom@cert.agcom.it oppure tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, corriere o raccomandata a mano, al seguente indirizzo: Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni c.a. Responsabile del procedimento Federica Alfano Centro Direzionale, Isola B5 - Torre Francesco 80143 Napoli Le comunicazioni potranno essere anticipate, entro il medesimo termine, a mezzo fax al seguente numero: 081 7507623. E gradito l inoltro anche in formato elettronico all indirizzo e-mail dim@agcom.it, riportando in oggetto la denominazione del soggetto rispondente seguita dalla dicitura sopra riportata. Si precisa che la trasmissione in formato elettronico, salvo l invio tramite PEC, non è sostitutiva dell invio del documento cartaceo con le modalità suesposte. Allegato A alla Delibera n. 238/13/CONS 5
Le comunicazioni devono essere strutturate in maniera da contenere le osservazioni della parte interessata, in maniera puntuale e sintetica, sui punti di interesse fra quelli descritti nei quesiti di cui all Allegato B, nel rispetto dell ordine espositivo proposto. Le comunicazioni fornite dai soggetti che aderiscono alla consultazione non precostituiscono alcun titolo, condizione o vincolo rispetto a eventuali successive decisioni dell Autorità stessa. I soggetti interessati possono chiedere, con apposita istanza, di illustrare nel corso di un audizione le proprie osservazioni, sulla base del documento scritto inviato in precedenza o consegnato prima dell inizio dell audizione stessa. La suddetta istanza deve pervenire all Autorità tramite PEC oppure raccomandata con ricevuta di ritorno, corriere o raccomandata a mano (e, in tal caso, essere anticipata via fax) almeno dieci giorni prima della scadenza del termine tassativo sopra indicato, escluso il giorno di arrivo dell istanza stessa. Nella medesima istanza dovrà essere indicato un referente ed un contatto fax per l inoltro di eventuali successive comunicazioni. I soggetti rispondenti dovranno allegare alla documentazione fornita la dichiarazione di cui all art. 3 del regolamento in materia di accesso agli atti, approvato con delibera n. 217/01/CONS, come modificata dalla delibera n. 335/03/CONS, contenente l indicazione dei documenti o le parti di documento da sottrarre all accesso e gli specifici motivi di riservatezza o di segretezza che giustificano la richiesta stessa. In considerazione dell opportunità di pubblicare le comunicazioni fornite, i soggetti rispondenti dovranno altresì allegare alla documentazione inviata uno specifico nulla osta alla pubblicazione, per le parti non sottratte all accesso. Le comunicazioni pervenute potranno essere pubblicate, tenendo conto del grado di accessibilità indicato, sul sito web dell Autorità, all indirizzo www.agcom.it. Allegato A alla Delibera n. 238/13/CONS 6
Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS SCHEMA DI PROVVEDIMENTO IDENTIFICAZIONE ED ANALISI DEI MERCATI DEI SERVIZI DI ACCESSO ALLA RETE FISSA (MERCATI NN. 1, 4 E 5 FRA QUELLI INDIVIDUATI DALLA RACCOMANDAZIONE 2007/879/CE) L AUTORITA NELLA sua riunione del Consiglio del 2013; VISTA la legge 31 luglio 1997, n. 249 recante Istituzione dell Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 31 luglio 1997, n. 177 supplemento ordinario n. 154; VISTA la legge 14 novembre 1995, n. 481 recante Norme per la concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica utilità. Istituzione delle Autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 18 novembre 1995, n. 270 supplemento ordinario n. 136; VISTO il nuovo Regolamento concernente l organizzazione e il funzionamento dell Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, approvato con delibera n. 223/12/CONS del 27 aprile 2012, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 15 giugno 2012, n. 138 e successive modifiche; VISTE le direttive n. 2002/19/CE ( direttiva accesso ), 2002/20/CE ( direttiva autorizzazioni ), 2002/21/CE ( direttiva quadro ), 2002/22/CE ( direttiva servizio universale ) pubblicate nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee L 108/7 del 24 aprile 2002, così come modificate dalle direttive nn. 2009/136/CE e 2009/140/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2009, pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 337/11 del 18 dicembre 2009; VISTE le Linee direttrici della Commissione per l analisi del mercato e la valutazione del significativo potere di mercato ai sensi del nuovo quadro normativo comunitario per le reti e i servizi di comunicazione elettronica, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee C 165/6 dell 11 luglio 2002 (le Linee direttrici ); VISTO il decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259 recante Codice delle comunicazioni elettroniche nel testo consolidato con le modifiche introdotte dal decreto legislativo 28 maggio 2012, n. 70 recante Modifiche al decreto legislativo 1 Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 7
agosto 2003, n. 259, recante Codice delle comunicazioni elettroniche in attuazione delle direttive 2009/140/CE, in materia di reti e servizi di comunicazione elettronica, e 2009/136/CE in materia di trattamento dei dati personali e tutela della vita privata, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 31 maggio 2012, n. 126 (il Codice ); VISTA la delibera n. 217/01/CONS del 24 maggio 2001 recante Regolamento concernente l accesso ai documenti, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 20 giugno 2001, n. 141 e successive modifiche; VISTA la delibera n. 453/03/CONS del 23 dicembre 2003 recante Regolamento concernente la procedura di consultazione di cui all articolo 11 del decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 28 gennaio 2004, n. 22; VISTA la delibera n. 118/04/CONS del 5 maggio 2004 recante Disciplina dei procedimenti istruttori di cui al nuovo quadro regolamentare delle comunicazioni elettroniche, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 19 maggio 2004, n. 116 e successive modificazioni; VISTO l accordo di collaborazione tra l Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e l Autorità garante della concorrenza e del mercato in materia di comunicazioni elettroniche del 27 gennaio 2004; VISTA la Raccomandazione della Commissione del 17 dicembre 2007 relativa ai mercati rilevanti di prodotti e servizi del settore delle comunicazioni elettroniche che possono essere oggetto di una regolamentazione ex ante ai sensi della direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica, pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 344/65 del 28 dicembre 2007 ( Raccomandazione 2007/879/CE o Raccomandazione ); VISTA la Raccomandazione della Commissione del 15 ottobre 2008 relativa alle notifiche, ai termini e alle consultazioni di cui all articolo 7 della direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro normativo comune per le reti e i servizi di comunicazione elettronica, pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 301/23 del 12 novembre 2008; VISTA la delibera n. 314/09/CONS del 10 giugno 2009 recante Identificazione e analisi dei mercati dell accesso alla rete fissa (mercati nn. 1, 4 e 5 fra quelli individuati dalla Raccomandazione 2007/879/CE), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 14 luglio 2009, n. 161 - supplemento ordinario n. 111; VISTA la delibera n. 731/09/CONS del 16 dicembre 2009 recante Individuazione degli obblighi regolamentari cui sono soggette le imprese che detengono un significativo potere di mercato nei mercati dell accesso alla rete fissa (mercati nn. 1, 4 e 5 fra quelli individuati dalla Raccomandazione 2007/879/CE), Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 8
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 20 gennaio 2010, n. 15 - supplemento ordinario n. 13; VISTA la delibera n. 260/10/CONS del 26 maggio 2010 recante Interpretazione e rettifica della delibera n. 731/09/CONS recante l individuazione degli obblighi regolamentari cui sono soggette le imprese che detengono un significativo potere di mercato nei mercati dell accesso alla rete fissa (mercati n. 1, 4 e 5 fra quelli individuati dalla Raccomandazione 2007/879/CE), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 12 giugno 2010, n. 135; VISTA la delibera n. 401/10/CONS del 22 luglio 2010 recante Disciplina dei tempi dei procedimenti, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 6 settembre 2010, n. 208; VISTA la delibera n. 499/10/CONS del 23 settembre 2010 recante Adeguamento e innovazione della metodologia dei test di prezzo attualmente utilizzati nell ambito della delibera n. 152/02/CONS Misure atte a garantire la piena applicazione del principio di parità di trattamento interna ed esterna da parte degli operatori aventi notevole forza di mercato nella telefonia fissa, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 28 ottobre 2010, n. 253; VISTA la Raccomandazione della Commissione del 20 settembre 2010 relativa all accesso regolamentato alle reti di accesso di nuova generazione (NGA), pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 251/35 del 25 settembre 2010 (la Raccomandazione NGA ); VISTA la delibera n. 578/10/CONS dell 11 novembre 2010 recante Definizione di un modello di costo per la determinazione dei prezzi dei servizi di accesso all ingrosso alla rete fissa di Telecom Italia S.p.A. e calcolo del valore del WACC ai sensi dell art. 73 della delibera n. 731/09/CONS, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 15 dicembre 2010, n. 292 supplemento ordinario n. 277; VISTA la delibera n. 71/11/CONS del 16 febbraio 2011 recante Esito delle verifiche degli indicatori di qualità della rete di accesso di Telecom Italia, ai sensi degli articoli 5, 6 e 7 della delibera n. 578/10/CONS ai fini dell applicazione delle variazioni in aumento dei prezzi dei servizi di accesso all ingrosso per l anno 2011, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 5 marzo 2011, n. 53; VISTA la delibera n. 128/11/CIR del 3 novembre 2011 recante Disposizioni regolamentari in merito alla interconnessione IP e interoperabilità per la fornitura dei servizi VoIP, pubblicata sul sito web dell Autorità in data 14 dicembre 2011; VISTA la delibera n. 600/11/CONS del 17 novembre 2011 recante Esiti dell attività di vigilanza sull attuazione degli Impegni assunti da Telecom Italia con la delibera n. 718/08/CONS e archiviazione dei relativi procedimenti sanzionatori avviati nei confronti di Telecom Italia nn. 4/07/DIR, 63/07/DIT, 1/08/DIR, 2/08/DIR, 2/08/DIT, 3/08/DIT e 7/08/DIT sospesi con la delibera n. 718/08/CONS. N. 48/09/DIT sospeso con la delibera n. 134/10/CONS. N. 74/09/DIT, sospeso con la delibera n. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 9
189/10/CONS, n. 79/09/DIT sospeso con la delibera n. 239/10/CONS, pubblicata sul sito web dell Autorità in data 21 febbraio 2012; VISTA la delibera n. 678/11/CONS del 12 dicembre 2011 recante Linee guida in materia di contabilità regolatoria di rete fissa e contratti di servizio pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 3 gennaio 2012, n. 2; VISTA la delibera n. 679/11/CONS del 12 dicembre 2011 recante Esito delle verifiche degli indicatori di qualità della rete di accesso di Telecom Italia, ai sensi degli articoli 5, 6 e 7 della delibera n. 578/10/CONS ai fini dell applicazione delle variazioni in aumento dei prezzi dei servizi di accesso all ingrosso per l anno 2012, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 3 gennaio 2012, n. 2; VISTA la delibera n. 1/12/CONS dell 11 gennaio 2012 recante Individuazione degli obblighi regolamentari relativi ai servizi di accesso alle reti di nuova generazione, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 25 gennaio 2012, n. 20; VISTA la delibera n. 41/12/CONS del 25 gennaio 2012 recante Avvio del procedimento volto alla definizione di un modello di costo per la determinazione dei prezzi dei servizi di accesso all ingrosso alla rete in fibra di Telecom Italia, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 16 febbraio 2012, n. 39; VISTA la delibera n. 42/12/CONS del 25 gennaio 2012 recante Avvio del procedimento volto a valutare l impatto regolamentare dell introduzione di nuove tecniche trasmissive quale il vectoring nello sviluppo di reti di nuova generazione, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 17 febbraio 2012, n. 40; VISTA la delibera n. 43/12/CONS del 25 gennaio 2012 recante Avvio del procedimento volto a valutare la sussistenza delle condizioni per l imposizione di obblighi simmetrici di accesso alle infrastrutture fisiche di rete, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 17 febbraio 2012, n. 40; VISTA la delibera n. 178/12/CONS del 29 marzo 2012, con la quale è stata indetta una procedura di cottimo fiduciario al fine di procedere alla selezione di una società di consulenza per la realizzazione di un modello ingegneristico contabile di tipo bottom up a costi incrementali di lungo periodo (LRIC) per la determinazione dei prezzi dei servizi di accesso all ingrosso alla rete di nuova generazione di Telecom Italia, che l operatore notificato è tenuto ad applicare ai sensi della delibera n. 1/12/CONS; CONSIDERATO che l Autorità con la delibera n. 388/12/CONS del 2 agosto 2012 ha conferito alla società NERA Economic Consulting S.r.l. l incarico di consulenza per la definizione del suddetto modello; VISTO l articolo 47, comma 2-quater del decreto legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, recante Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 6 aprile 2012, n. 82 supplemento ordinario n. 69, che dispone che Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 10
l Autorità individui, secondo le procedure previste dalla direttiva 2002/21/CE come modificata dalla direttiva 2009/140/CE, le misure idonee a: a) assicurare l offerta disaggregata dei prezzi relativi all accesso all ingrosso alla rete fissa e ai servizi accessori, in modo che il prezzo del servizio di accesso all ingrosso alla rete fissa indichi separatamente il costo della prestazione dell affitto della linea e il costo delle attività accessorie, quali il servizio di attivazione della linea stessa e il servizio di manutenzione correttiva; b) rendere possibile, per gli operatori richiedenti, acquisire tali servizi anche da imprese terze operanti in regime di concorrenza sotto la vigilanza e secondo le modalità indicate dall Autorità medesima, assicurando, comunque, il mantenimento della sicurezza della rete ; CONSIDERATA la procedura di infrazione 2012/2138 avviata nei confronti dell Italia dalla Commissione europea circa la conformità della norma contenuta nell art. 47 comma 2-quater del D.L. 5/2012, convertito dalla legge 4 aprile 2012, n. 35, con il diritto dell Unione europea; VISTA la delibera n. 37/12/CIR del 20 aprile 2012 recante Approvazione dei prezzi dei servizi a network cap dell offerta di riferimento di Telecom Italia per l anno 2012 relativa ai servizi bitstream (mercato 5), pubblicata sul sito web dell Autorità in data 16 maggio 2012; VISTA la delibera n. 59/12/CIR del 7 maggio 2012 recante Approvazione dell offerta di riferimento di Telecom Italia per l anno 2012 relativa ai servizi Wholesale Line Rental (WLR) non a network cap, pubblicata sul sito web dell Autorità in data 30 maggio 2012; VISTA la delibera n. 349/12/CONS del 2 agosto 2012 recante Consultazione pubblica relativa alla realizzazione di un modello di costo per la determinazione dei prezzi dei servizi d interconnessione in modalità IP su rete fissa, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 16 agosto 2012, n. 190; VISTA la delibera n. 390/12/CONS del 4 settembre 2012 recante Avvio del procedimento Identificazione ed analisi dei mercati dei servizi di accesso alla rete fissa (mercati nn. 1, 4 e 5 fra quelli individuati dalla Raccomandazione 2007/879/CE), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 12 settembre 2012, n. 213; VISTA la delibera n. 429/12/CONS del 20 settembre 2012 recante Ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato n. 3246/2012 del 30 maggio 2012 relativa alla delibera n. 731/09/CONS recante Individuazione degli obblighi regolamentari cui sono soggette le imprese che detengono un significativo potere di mercato nei mercati dell accesso alla rete fissa (mercati n. 1, 4 e 5 fra quelli individuati dalla Raccomandazione 2007/879/CE), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana dell 11 ottobre 2012, n. 238; VISTA la delibera n. 93/12/CIR del 4 settembre 2012 recante Approvazione dei prezzi dei servizi soggetti ad orientamento al costo dell offerta di riferimento di Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 11
Telecom Italia per l anno 2012 relativa ai servizi di accesso disaggregato all ingrosso alle reti e sottoreti metalliche e ai servizi di co-locazione (mercato 4), pubblicata sul sito web dell Autorità in data 21 settembre 2012; VISTA la delibera n. 94/12/CIR del 4 ottobre 2012 recante Approvazione dei prezzi dei servizi soggetti ad orientamento al costo dell offerta di riferimento di Telecom Italia per l anno 2012 relativa ai servizi bitstream (Mercato 5), pubblicata sul sito web dell Autorità in data 16 ottobre 2012; VISTA la delibera n. 114/12/CIR dell 8 novembre 2012 recante Consultazione pubblica concernente l approvazione dell offerta di riferimento di Telecom Italia per l anno 2012 relativa al servizio di accesso NGAN end to end (Mercato 4), pubblicata sul sito web dell Autorità in data 15 novembre 2012; VISTA la delibera n. 141/12/CIR del 20 dicembre 2012 recante Consultazione pubblica concernente l approvazione delle condizioni tecniche ed economiche dell Offerta di Riferimento di Telecom Italia per l anno 2013 relativa al servizio Wholesale Line Rental (WLR), pubblicata sul sito web dell Autorità in data 11 gennaio 2013; VISTA la delibera n. 642/12/CONS del 20 dicembre 2012 recante Avvio di una consultazione pubblica concernente l approvazione delle condizioni economiche e tecniche dell Offerta di Riferimento di Telecom Italia per l anno 2013 relativa ai servizi bitstream su rete in rame (mercato 5), pubblicata sul sito web dell Autorità in data 11 gennaio 2013; VISTA la delibera n. 643/12/CONS del 20 dicembre 2012 recante Modifiche alla delibera n. 578/10/CONS in relazione ai canoni Wholesale Line Rental (WLR) per servizi POTS e ISDN per l anno 2012, pubblicata sul sito web dell Autorità in data 11 gennaio 2013; VISTA la delibera n. 91/13/CONS del 6 febbraio 2013 recante Riunione dei procedimenti avviati con delibere nn. 41/12/CONS e 42/12/CONS al procedimento avviato con delibera n. 390/12/CONS recante Identificazione ed analisi dei mercati dei servizi di accesso alla rete fissa (mercati nn. 1, 4 e 5 fra quelli individuati dalla Raccomandazione 2007/879/CE), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 19 febbraio 2013, n. 42; CONSIDERATE le risultanze istruttorie dei procedimenti avviati con delibere n. 41/12/CONS e n. 42/12/CONS, riuniti con delibera n. 91/13/CONS al procedimento di analisi dei mercati dei servizi di accesso alla rete fissa avviato con delibera n. 390/12/CONS; VISTA la delibera n. 9/13/CIR del 28 febbraio 2013 recante Approvazione dell offerta di riferimento di Telecom Italia S.p.A. per l anno 2012 relativa ai servizi di accesso NGAN (infrastrutture di posa locali, tratte di adduzione, fibre ottiche primarie e secondarie, segmenti di terminazione in fibra ottica) Mercato 4, in corso di pubblicazione sul sito web dell Autorità; Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 12
VISTA la delibera n. 10/13/CIR del 28 febbraio 2013 recante Approvazione dell offerta di riferimento di Telecom Italia S.p.A. per l anno 2012 relativa ai servizi bitstream NGA, servizio VULA e relativi servizi accessori Mercato 5, in corso di pubblicazione sul sito web dell Autorità; CONSIDERATE le risposte alle richieste di informazioni inviate ai soggetti interessati nell ambito dei procedimenti avviati con delibere n. 41/12/CONS, n. 42/12/CONS e n. 390/12/CONS; SENTITE, nell ambito dei procedimenti avviati con delibere n. 41/12/CONS e n. 42/12/CONS, le società Metroweb S.p.A. (il 3 ottobre 2012), Wind Telecomunicazioni S.p.A. (il 17 luglio 2012 ed il 12 dicembre 2012) e l Associazione Italiana Internet Provider (il 12 luglio 2012); SENTITA, nell ambito del procedimento avviato con delibera n. 41/12/CONS, la società Vodafone Omnitel N.V. (il 12 dicembre 2012); SENTITE, nell ambito del procedimento avviato con delibera n. 42/12/CONS, le società Huawei Technologies Italia S.r.l. ed Alcatel-Lucent Italia S.p.A., rispettivamente in data 23 maggio 2012 e 30 luglio 2012; RITENUTO necessario, ai sensi dell art. 11 del Codice, consentire alle parti interessate di presentare le proprie osservazioni sugli orientamenti dell Autorità relativi al tema in esame; CONSIDERATO inoltre quanto segue: Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 13
SOMMARIO 1. IL QUADRO DI RIFERIMENTO NORMATIVO E REGOLAMENTARE... 19 1.1. IL QUADRO DI RIFERIMENTO NORMATIVO... 19 1.2. IL QUADRO DI RIFERIMENTO REGOLAMENTARE... 20 2. DEFINIZIONE DEL MERCATO RILEVANTE... 25 2.1. INTRODUZIONE... 25 2.2. I MERCATI DELL ACCESSO AL DETTAGLIO E ALL INGROSSO NELLA DEFINIZIONE DELLA COMMISSIONE... 27 2.3. DESCRIZIONE TECNICA DEI SERVIZI DI ACCESSO AL DETTAGLIO E ALL INGROSSO... 29 2.4. SOGGETTI ATTIVI DAL LATO DELLA DOMANDA E DELL OFFERTA... 38 2.5. DEFINIZIONE DEI MERCATI AL DETTAGLIO DEL PRODOTTO... 39 2.5.1. Mercato dell accesso al dettaglio alla rete telefonica pubblica in postazione fissa per clienti residenziali e non residenziali (mercato n. 1)... 40 2.5.2. Mercato dell accesso a banda larga al dettaglio... 50 2.6. DEFINIZIONE DEI MERCATI ALL INGROSSO DEL PRODOTTO... 59 2.6.1. Mercato dell accesso a banda larga all ingrosso (mercato n. 5)... 62 2.6.2. Mercato dell accesso all ingrosso fisico alle infrastrutture di rete in postazione fissa (mercato n. 4)... 64 2.7. I MERCATI RILEVANTI GEOGRAFICI AL DETTAGLIO ED ALL INGROSSO... 68 3. DETERMINAZIONE DEL SIGNIFICATIVO POTERE DI MERCATO... 95 3.1. INTRODUZIONE... 95 3.2. DESCRIZIONE DEGLI INDICATORI UTILIZZATI... 96 3.3. MERCATO DELL ACCESSO ALL INGROSSO (FISICO) ALLE INFRASTRUTTURE DI RETE IN POSTAZIONE FISSA (MERCATO N. 4)... 96 3.4. MERCATO DELL ACCESSO A BANDA LARGA ALL INGROSSO (MERCATO N. 5)... 100 3.5. MERCATI DELL ACCESSO AL DETTAGLIO ALLA RETE TELEFONICA PUBBLICA IN POSTAZIONE FISSA PER CLIENTI RESIDENZIALI E NON RESIDENZIALI (MERCATI NN. 1A E 1B)... 105 4. IMPOSIZIONE, MANTENIMENTO E MODIFICA DEGLI OBBLIGHI REGOLAMENTARI 111 4.1. PRINCIPI E RIFERIMENTI NORMATIVI PER LA DEFINIZIONE DI OBBLIGHI REGOLAMENTARI NEI MERCATI RILEVANTI... 111 4.2. VALUTAZIONE DELLE PROBLEMATICHE COMPETITIVE NEI MERCATI DELL ACCESSO ALL INGROSSO... 116 4.3. PROPOSTA DI REGOLAMENTAZIONE DEI MERCATI DELL ACCESSO ALL INGROSSO... 118 4.3.1. Obblighi in materia di accesso e di uso di determinate risorse di rete... 118 Obblighi in materia di accesso fisico... 119 Obblighi in materia di accesso virtuale... 125 Obblighi in materia di accesso al servizio di Wholesale Line Rental (WLR)... 127 4.3.2. Obbligo di trasparenza... 128 4.3.3. Obbligo di non discriminazione... 130 4.3.4. Obbligo di separazione contabile... 132 4.3.5. Obbligo di controllo dei prezzi... 135 Servizi di accesso fisico e virtuale in rame... 137 Servizi di accesso fisico e virtuale in fibra ottica... 139 4.3.6. Obbligo di contabilità dei costi... 142 Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 14
4.4. VALUTAZIONE DELLE PROBLEMATICHE COMPETITIVE NEI MERCATI DELL ACCESSO AL DETTAGLIO... 144 4.5. VALUTAZIONE DELL EFFICACIA DELLA REGOLAMENTAZIONE DEI MERCATI DELL ACCESSO ALL INGROSSO... 145 4.6. PROPOSTA DI REGOLAMENTAZIONE DEI MERCATI DELL ACCESSO AL DETTAGLIO... 147 Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 15
INDICE DELLE FIGURE Figura 1 Relazione verticale tra i mercati nn. 1, 4 e 5 della Raccomandazione 28 Figura 2 Numero di accessi da rete fissa e mobile (milioni) (2008-I sem. 2012) 41 Figura 3 Ripartizione del traffico originato da rete mobile e da rete fissa (2008-2011) 42 Figura 4 Numero di accessi a larga banda da rete fissa e da rete mobile (milioni) - (2008 - I sem. 2012) 53 Figura 5 Distribuzione delle centrali di Telecom Italia in area 2 rispetto al numero di operatori colocati in centrale ed al numero di linee in unbundling per centrale 77 Figura 6 Distribuzione delle centrali di Telecom Italia in area NGA TI rispetto al numero di operatori colocati in centrale ed al numero di linee in unbundling per centrale 78 Figura 7 Comuni in cui saranno disponibili due o più infrastrutture di accesso di nuova generazione 82 Figura 8 Rappresentazione di tre indicatori Istat nei nove cluster in esame 91 Figura 9 Scala degli investimenti 122 Figura 10 - Schema della rete di accesso 123 INDICE DELLE TABELLE Tabella 1 Distribuzione del numero di accessi equivalenti per servizi di fonia da postazione fissa per tecnologia (2008 e I sem. 2012)... 31 Tabella 2 Distribuzione del numero di accessi a banda larga per trasmissione dati in postazione fissa per tecnologia... 37 Tabella 3 Confronto tra i prezzi delle offerte dei servizi di accesso venduti singolarmente e congiuntamente ad altri servizi... 48 Tabella 4 Caratteristiche delle principali offerte Internet da postazione fissa... 55 Tabella 5 Caratteristiche delle principali offerte Internet da postazione mobile... 56 Tabella 6 Evoluzione del numero di centrali in area 2 e delle linee ULL (2007-2011)... 71 Tabella 7 Percentuale della popolazione telefonica rispetto al numero degli operatori alternativi in unbundling (2011)... 72 Tabella 8 Numero di centrali ULL e percentuale di linee ULL attive per dimensione della centrale (2011)... 73 Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 16
Tabella 9 Quote di Telecom Italia nel mercato banda larga al dettaglio (2007 e 2011)... 73 Tabella 10 Evoluzione delle linee di accesso (2010-2011)... 74 Tabella 11 Percentuale delle UI abilitate alla fruizione di servizi di nuova generazione in accordo al piano NGA di Telecom Italia rispetto all obiettivo (6,1 milioni) pianificato per il 2014... 76 Tabella 12 Numero di centrali, di operatori alternativi, di linee di accesso retail e wholesale in area 2 ed in area NGA TI (2011)... 79 Tabella 13 Numero di centrali, di operatori alternativi, di linee di accesso retail e wholesale in area 2 ed in area NGA Fastweb ( 2011)... 80 Tabella 14 Estensione delle reti degli altri operatori alternativi... 81 Tabella 15 Numero di centrali, di operatori alternativi, di linee di accesso retail e wholesale in area 2 e nei 77 Comuni in cui saranno disponibili due o più reti NGA (2011)... 83 Tabella 16 Numero di centrali locali e percentuale di popolazione coperta per classi di quote di mercato di Telecom Italia nel mercato a banda larga all ingrosso (2011)... 86 Tabella 17 Valori medi per centrale degli indicatori considerati nell analisi rispetto ai 9 cluster in cui sono ripartite le centrali aperte ai servizi di unbundling... 89 Tabella 18 Numero di centrali locali e percentuale di popolazione coperta per classi di quote di mercato di Telecom Italia nel mercato dell accesso in fonia (2011)... 93 Tabella 19 Numero di linee in ULL/VULL e SA vendute dall incumbent (2008 - I sem. 2012)... 97 Tabella 20 Quote di mercato (volumi e ricavi) (2008 - I sem. 2012)... 98 Tabella 21 Linee a banda larga vendute al dettaglio e all ingrosso (2008 - I sem. 2012)... 101 Tabella 22 Quote di mercato al dettaglio (volumi e ricavi) (2008 - I sem. 2012)... 102 Tabella 23 Quote di mercato all ingrosso (volumi) (2008 - I sem. 2012)... 103 Tabella 24 Numero di linee equivalenti attive (2008-I sem. 2012)... 106 Tabella 25 Quote di mercato (volumi) mercato residenziale (2008-I sem. 2012).. 107 Tabella 26 Quote di mercato (volumi) mercato non residenziale (2008-I sem. 2012)... 107 Tabella 27 Quote di mercato (ricavi) mercato residenziale (2008-I sem. 2012)... 108 Tabella 28 Quote di mercato (ricavi) mercato non residenziale (2008-I sem. 2012)... 108 Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 17
Tabella 29 Canoni mensili dei servizi di accesso su rame (anno 2016)... 139 Tabella 30 Canoni dei servizi di accesso NGA... 142 Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 18
1. IL QUADRO DI RIFERIMENTO NORMATIVO E REGOLAMENTARE 1.1. Il quadro di riferimento normativo 1. Il quadro di riferimento normativo della presente analisi di mercato è costituito principalmente dalle direttive nn. 2002/19/CE ( direttiva accesso ), 2002/20/CE ( direttiva autorizzazioni ), 2002/21/CE ( direttiva quadro ), 2002/22/CE ( direttiva servizio universale ), così come modificate dalle direttive nn. 2009/136/CE e 2009/140/CE adottate dal Parlamento europeo e dal Consiglio il 25 novembre 2009. 2. Il quadro normativo comunitario è stato recepito a livello nazionale dal d.lgs. 259/03 del 1 agosto 2003, recante Codice delle comunicazioni elettroniche (di seguito anche il Codice ), 1 così come modificato dal decreto legislativo 28 maggio 2012, n. 70. 2 3. Significativo rilievo rivestono, inoltre, una serie di Raccomandazioni e Comunicazioni della Commissione europea (Commissione) che illustrano gli orientamenti della stessa circa l applicazione da parte delle Autorità nazionali di regolamentazione (ANR) dei principi e delle regole stabilite dalle predette direttive. 4. In particolare, la Raccomandazione 2007/879/CE 3 indica i sette mercati rilevanti dei prodotti e servizi del settore delle comunicazioni elettroniche le cui caratteristiche sono tali da giustificare l imposizione degli obblighi di regolamentazione ex ante (la Raccomandazione). Le ANR sono tenute ad analizzare periodicamente i predetti mercati e, ove ricorrano particolari circostanze, possono altresì identificare mercati rilevanti differenti da quelli previsti dalla Raccomandazione. 4 5. Un punto di riferimento sostanziale per le ANR è rappresentato altresì dalle Linee direttrici della Commissione per l analisi del mercato e la valutazione del significativo potere di mercato ai sensi del nuovo quadro normativo comunitario per le reti e i servizi di comunicazione elettronica (le Linee direttrici ) 5 che illustrano i criteri cui le ANR 1 Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 15 settembre 2003, n. 214 ed entrato in vigore il 16 settembre 2003. 2 Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 31 maggio 2012, n. 126 ed entrato in vigore il 1 giugno 2012. 3 In GUCE L 344 del 28 dicembre 2007, pag. 65. La Raccomandazione sostituisce la Raccomandazione della Commissione dell 11 febbraio 2003 relativa ai mercati rilevanti di prodotti e servizi del settore delle comunicazioni elettroniche suscettibili di una regolamentazione ex ante, pubblicata in GUCE L 114 dell 8 maggio 2003, pag. 45 (la precedente Raccomandazione ). La precedente Raccomandazione individuava diciotto mercati suscettibili di regolamentazione ex ante che sono stati oggetto del primo ciclo di analisi condotte dall Autorità. 4 Cfr. art. 15, comma 3 e art. 7, comma 4, della Direttiva Quadro, recepiti a livello nazionale dall art. 18 e dall art. 12, comma 4, del Codice. 5 In GUCE C 165 dell 11 luglio 2002, pag. 6. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 19
devono fare riferimento nell ambito delle analisi dei mercati, per la definizione dei mercati rilevanti e per la valutazione del grado di concorrenza degli stessi. 6. Relativamente all individuazione degli obblighi regolamentari da imporre alle imprese che detengono un significativo potere di mercato (SMP) nei mercati dei servizi di accesso alla rete in postazione fissa, notevole importanza riveste la Raccomandazione della Commissione del 20 settembre 2010 relativa all accesso regolamentato alle reti di accesso di nuova generazione (NGA) (la Raccomandazione NGA ). 6 7. Per quanto concerne infine gli aspetti procedurali, il riferimento principale è rappresentato dalla Raccomandazione della Commissione relativa alle notificazioni, ai termini e alle consultazioni di cui all articolo 7 della direttiva quadro (la Raccomandazione sull art. 7 ). 7 8. Il percorso che il quadro normativo comunitario delinea per l analisi sulla concorrenzialità dei mercati richiede che le ANR procedano dapprima alla definizione del mercato rilevante, sia con riferimento ai mercati identificati dalla Commissione come suscettibili di regolamentazione ex ante, indicati nell Allegato della Raccomandazione, sia con riferimento ad eventuali ulteriori mercati non inclusi in tale Allegato. 9. Una volta definito il mercato rilevante dal punto di vista merceologico e geografico, le ANR procedono alla verifica dell eventuale sussistenza sul mercato individuato di imprese che detengano, individualmente o congiuntamente, un significativo potere di mercato. All esito della suddetta analisi le ANR introducono, rimuovono o modificano gli obblighi regolamentari. 10. La definizione dei mercati rilevanti e l analisi degli stessi devono essere condotte dalle ANR conformemente ai principi del diritto della concorrenza, tenendo nel massimo conto la Raccomandazione e le Linee direttrici. Tuttavia, dal momento che cambia l orizzonte temporale di riferimento, non si può escludere che, in taluni casi, i mercati definiti ai fini della regolamentazione settoriale possano non coincidere con i mercati definiti ai fini del diritto della concorrenza. Infatti, nel caso della regolamentazione, la definizione dei mercati è sempre svolta in chiave previsionale, in quanto le ANR devono tenere conto, oltre che delle condizioni di mercato esistenti, anche della prevedibile evoluzione futura. 1.2. Il quadro di riferimento regolamentare 11. La presente analisi di mercato ha per oggetto i mercati dei servizi di accesso al dettaglio ed all ingrosso definiti dalla Commissione nella Raccomandazione quali mercati rilevanti suscettibili di una regolamentazione ex ante: 6 Cfr. Gazzetta dell Unione europea L 251 del 25 settembre 2010, p. 35. 7 In GUCE L 301 del 12 novembre 2008, pag. 23. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 20
i. il mercato dell accesso al dettaglio alla rete telefonica pubblica in postazione fissa per clienti residenziali e non residenziali (mercato n. 1); ii. il mercato dell accesso all ingrosso (fisico) alle infrastrutture di rete (ivi compreso l accesso condiviso o pienamente disaggregato) in postazione fissa (mercato n. 4); iii. il mercato dell accesso a banda larga all ingrosso (mercato n. 5). 12. All esito del secondo ciclo di analisi di mercato, i mercati rilevanti relativi ai servizi di accesso all ingrosso identificati con delibera n. 314/09/CONS sono risultati i medesimi indicati dalla Raccomandazione (mercati n. 4 e 5). Per quanto riguarda invece i servizi al dettaglio, l Autorità ha identificato due distinti mercati dell accesso alla rete telefonica pubblica in postazione fissa rispettivamente per clienti residenziali (mercato n. 1a) e non residenziali (mercato n. 1b). 8 13. I mercati rilevanti identificati di cui sopra sono attualmente sottoposti a regolamentazione ex ante. L Autorità, infatti, con delibera n. 314/09/CONS, non ha riscontrato su tali mercati condizioni di concorrenza effettiva ed ha identificato Telecom Italia quale operatore avente significativo potere di mercato negli stessi. Conseguentemente, l Autorità, ha imposto in capo a Telecom Italia una serie di obblighi a livello wholesale e a livello retail, che sono dettagliatamente indicati nelle delibere n. 731/09/CONS e n. 1/12/CONS nonché in specifiche delibere attuative, quali la delibera n. 578/10/CONS e le successive modifiche. 14. In particolare, con delibera n. 731/09/CONS, l Autorità ha imposto a Telecom Italia determinati obblighi regolamentari relativi ai i) servizi di accesso fisico all ingrosso, ii) servizi di accesso virtuale all ingrosso (anche accesso a banda larga all ingrosso o bitstream), iii) servizio di vendita del canone all ingrosso (Wholesale Line Rental WLR) e iv) servizi di accesso al dettaglio per clienti residenziali e non residenziali. Nell identificare i suddetti obblighi regolamentari, l Autorità ha tenuto conto degli Impegni di Telecom Italia approvati dall Autorità con delibera n. 718/08/CONS (Impegni). 9 Alcune misure che costituiscono oggetto degli Impegni sono, infatti, diventate oggetto di specifiche previsioni della delibera n. 731/09/CONS riguardanti gli obblighi regolamentari. 15. In merito ai servizi di accesso al dettaglio, l Autorità, con delibera n. 731/09/CONS, ha rimosso il meccanismo di controllo dei prezzi (price cap) a cui era stata fino ad allora 8 Cfr. delibera n. 314/09/CONS, punto 123. 9 In data 19 giugno 2008 Telecom Italia ha presentato all Autorità, ai sensi della legge n. 248/2006, una proposta di Impegni volti ad integrare e rafforzare gli obblighi già esistenti in materia di parità di trattamento nella fornitura di servizi di accesso alla rete fissa e ad offrire maggiori garanzie di trasparenza in relazione alla qualità della rete ed alla sua evoluzione. Il procedimento di valutazione di tali impegni da parte dell Autorità si è concluso in data 11 dicembre 2008 con la delibera n. 718/08/CONS, con la quale l Autorità ritenendo gli Impegni idonei a migliorare le condizioni di concorrenza del settore attraverso idonee e stabili misure, nonché a rimuovere le conseguenze anticompetitive degli illeciti contestati nei procedimenti sanzionatori coinvolti ha approvato gli Impegni e li ha resi obbligatori per Telecom Italia. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 21
sottoposta Telecom Italia, mantenendo tuttavia in capo all operatore dominante l obbligo di comunicazione preventiva delle condizioni di offerta dei propri servizi di accesso al dettaglio (ad eccezione delle offerte presentate nell ambito di procedure di selezione ad evidenza pubblica promosse da clienti privati o nell ambito di gare per pubblici appalti) al fine di consentire all Autorità di valutare preventivamente la replicabilità delle stesse attraverso i test di prezzo definiti dalla delibera n. 499/10/CONS. L Autorità ha reputato altresì opportuno confermare in capo a Telecom Italia l obbligo di contabilità dei costi, l obbligo di non discriminazione nei confronti dei clienti finali, nonché l obbligo di non accorpare in modo indebito i servizi offerti. 16. Gli obblighi regolamentari relativi ai servizi di accesso all ingrosso di cui alla delibera n. 731/09/CONS si riferiscono principalmente ai servizi offerti su rete tradizionale in rame; 10 gli obblighi relativi ai servizi all ingrosso di accesso alle reti di nuova generazione (servizi di accesso fisico all ingrosso e di accesso a banda larga all ingrosso) sono stati definiti successivamente dall Autorità con la delibera n. 1/12/CONS. 17. In particolare, con riferimento ai servizi di accesso fisico all ingrosso offerti su rete in rame, Telecom Italia è soggetta all obbligo di fornire accesso alla propria rete attraverso i servizi di accesso disaggregato (local loop unbundling, shared access e subloop unbundling). 18. Per quanto concerne invece i servizi di accesso fisico all ingrosso offerti su rete in fibra, la regolamentazione vigente dettata dalla delibera n. 1/12/CONS prevede obblighi di accesso alle infrastrutture di posa, alla fibra spenta ed al segmento di terminazione, nonché l obbligo generale di fornitura del servizio di accesso disaggregato alla rete in fibra nella modalità di unbundling a livello di centrale locale, laddove ciò risulti essere tecnicamente possibile. La delibera prevede altresì una nuova modalità di fornitura dell accesso disaggregato a livello di centrale locale, il c.d. servizio end to end, il quale consente, già oggi, agli operatori alternativi di avere accesso alla rete in fibra, qualunque sia l architettura e la topologia di rete utilizzata da Telecom Italia. Il servizio end to end consiste nella fornitura congiunta e coordinata di tutti i servizi passivi necessari a garantire all operatore alternativo l offerta di un servizio di connettività a banda ultralarga al cliente finale. 11 19. Per quanto concerne i servizi di accesso virtuale all ingrosso (bitstream), Telecom Italia è tenuta a fornire il servizio di accesso bitstream su rete in rame ai livelli di interconnessione DSLAM (ai nodi non aperti all unbundling), parent switch, distant 10 La delibera contiene tuttavia anche alcune previsioni riguardanti le reti di nuova generazione e le infrastrutture atte ad ospitarle, quali l obbligo di fornire accesso alle infrastrutture civili ed alla fibra spenta, ridefinite in seguito con maggiore dettaglio. 11 Sebbene non esista una definizione univoca di servizi a banda larga e servizi a banda ultralarga, è generalmente riconosciuto che tali servizi debbano fornire una velocità di connessione rispettivamente pari almeno a 2 Mbps e 30 Mbps. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 22
switch in tecnologia ATM/Ethernet e di nodo remoto IP. Per quanto concerne invece la rete in fibra, l operatore deve fornire un servizio di accesso bitstream a livello di feeder parent e feeder distant in tecnologia Ethernet, nonché un servizio VULA (Virtual Unbundling Local Access) direttamente presso la centrale locale. Telecom Italia deve inoltre offrire un servizio di accesso bitstream di tipo long distance tra nodi appartenenti a diverse macroaree di raccolta e un servizio bitstream su reti in fibra con consegna a livello IP. 20. Infine, con riferimento alla sola rete in rame, Telecom Italia è tenuta ad offrire il servizio di rivendita del canone all ingrosso (Wholesale Line Rental o WLR) presso gli stadi di linea non aperti al servizio di accesso disaggregato. 21. Gli obblighi di accesso all ingrosso alla rete in rame ed in fibra sopra menzionati sono accompagnati da obblighi di trasparenza, non discriminazione, separazione contabile, contabilità dei costi e controllo dei prezzi. 22. In merito all obbligo di controllo dei prezzi, con la delibera n. 731/09/CONS le condizioni economiche dei servizi di accesso all ingrosso offerti da Telecom Italia sulla rete in rame per gli anni 2010-2012 sono state vincolate ad un meccanismo di programmazione pluriennale dei prezzi. Le variazioni percentuali relative al prezzo del servizio di unbundling sono state calcolate attraverso l applicazione di un modello a costi incrementali di lungo periodo di tipo bottom up (BU-LRIC), adottato con delibera n. 578/10/CONS, mentre per gli altri servizi l Autorità ha ritenuto opportuno applicare il principio della ladder of investment e fissare quindi i canoni dei servizi bitstream e WLR garantendo il mantenimento di un opportuno spazio economico tra tali prezzi ed il canone del servizio di unbundling. 12 23. Per l anno 2012, le condizioni economiche del servizio WLR definite dalla predetta delibera n. 578/10/CONS sono state successivamente modificate dalla delibera n. 643/12/CONS. 13 I nuovi valori dei canoni WLR sono stati applicati a partire dal 1 giugno 2012 e, nell ambito della delibera n. 141/12/CIR, i medesimi valori sono stati proposti dall Autorità anche per l anno 2013. 24. Parallelamente, con la delibera n. 642/12/CONS, l Autorità ha avviato una consultazione pubblica concernente l approvazione delle condizioni economiche e tecniche dell Offerta di Riferimento di Telecom Italia per l anno 2013 relativa ai servizi bitstream su rete in rame (mercato n. 5). In tale ambito, l Autorità sta valutando il 12 Sono invece lasciate alla libera negoziazione commerciale le condizioni economiche dei servizi di accesso bitstream su rete in rame con interconnessione al nodo Distant ed al nodo IP e su rete in fibra di tipo long distance e con consegna a livello IP. 13 L Autorità, rilevato che l applicazione per il 2012 del vincolo di cap previsto dalla delibera n. 578/10/CONS per i canoni WLR potesse comportare il rischio di distorsione della concorrenza nei mercati dell accesso, ha reputato necessario, in linea con l impegno assunto al punto 301 della delibera n. 578/10/CONS, definire i prezzi dei canoni WLR in tecnologia POTS e ISDN secondo il criterio dell orientamento al costo. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 23
canone del bitstream naked e, per coerenza, il canone del bitstream asimmetrico condiviso ed il canone del bitstream simmetrico, in linea con i costi sottostanti al fine di garantire, sin dall inizio del 2013, la coerenza tra i prezzi dei servizi di accesso wholesale su rete in rame (ULL, WLR e bitstream). 25. In merito al servizio di unbundling, le relative condizioni economiche per l anno 2013 saranno definite, analogamente a quanto previsto per i servizi bitstream e WLR, nell ambito del procedimento di approvazione della relativa Offerta di Riferimento in corso di svolgimento. 26. Con riferimento alle condizioni economiche relative ai servizi di accesso all ingrosso offerti da Telecom Italia sulla rete in fibra, ai sensi della delibera n. 1/12/CONS, esse devono essere determinate ad eccezione dei servizi bitstream offerti nelle aree geografiche dove sussiste una competizione sostenibile 14 sulla base di un modello BU-LRIC. Nelle more, si applicano i prezzi indicati da Telecom Italia nelle Offerte di Riferimento approvate dall Autorità. 27. Il percorso regolamentare concernente i servizi di accesso alla rete di nuova generazione intrapreso con la delibera n. 1/12/CONS non si è concluso, tuttavia, con l imposizione dei suddetti obblighi. L Autorità, infatti, nel corso del 2012 ha avviato tre distinti procedimenti volti ad implementare e completare le regole fissate dalla predetta delibera. Si tratta dei procedimenti avviati con delibere n. 41/12/CONS, n. 42/12/CONS e n. 43/12/CONS, volti rispettivamente i) alla definizione di un modello BU-LRIC per la determinazione dei prezzi dei servizi di accesso all ingrosso su rete in fibra (come anticipato al paragrafo precedente); ii) alla valutazione dell impatto regolamentare dell introduzione di nuove tecniche trasmissive, quale il vectoring, nello sviluppo di reti di nuova generazione e iii) alla valutazione della sussistenza delle condizioni per l imposizione di obblighi simmetrici di accesso alle infrastrutture fisiche di rete. Si fa presente che l Autorità, con delibera n. 91/13/CONS ha ritenuto opportuno riunire i procedimenti avviati con delibere n. 41/12/CONS e n. 42/12/CONS al presente procedimento di analisi di mercato, che ne recepisce quindi le risultanze, dal momento che tali procedimenti sono strettamente correlati e che nell ambito dell istruttoria relativa all analisi di mercato l Autorità dovrà analizzare, inter alia, le medesime problematiche oggetto dei suddetti procedimenti. 14 La delibera n. 1/12/CONS prevede che i prezzi dei servizi di accesso bitstream su fibra a livello di area di raccolta, costituiti dal servizio di accesso e dal servizio di trasporto di primo livello, devono essere fissati nel rispetto del principio di non discriminazione nelle aree che sono o saranno caratterizzate da condizioni di competizione sostenibile, mentre devono essere orientati al costo e fissati sulla base di una metodologia BU-LRIC, con il riconoscimento di un opportuno premio di rischio, nelle aree dove non sussiste competizione infrastrutturale (cfr. art. 9, comma 3, lett. b). Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 24
2. DEFINIZIONE DEL MERCATO RILEVANTE 2.1. Introduzione 28. Ai sensi dell articolo 18 del Codice, l Autorità, tenendo in massima considerazione la Raccomandazione e le Linee direttrici, 15 definisce i mercati rilevanti conformemente ai principi del diritto della concorrenza e sulla base delle caratteristiche e della struttura del mercato nazionale delle comunicazioni elettroniche. 29. Nell ambito della pratica del diritto della concorrenza, la definizione del mercato è quel processo il cui fine è di individuare un insieme di prodotti/servizi e i loro fornitori (attuali e potenziali) che siano effettivamente alternativi per la soddisfazione di un determinato bisogno economico, delimitandone al tempo stesso l ambito geografico di riferimento. In tal senso, il mercato rilevante presenta sia una dimensione merceologica, sia una dimensione geografica. 30. Secondo una giurisprudenza consolidata il mercato del prodotto/servizio rilevante comprende i prodotti o i servizi sostituibili o sufficientemente intercambiabili, in funzione non solo delle loro caratteristiche obiettive, dei loro prezzi e dell uso cui sono destinati, ma anche in funzione delle condizioni di concorrenza e/o della struttura della domanda e dell offerta sul mercato in questione. Pertanto l Autorità, oltre a considerare i prodotti o i servizi sufficientemente intercambiabili per caratteristiche obiettive, prezzi e destinazione, analizza le condizioni di sostituibilità prevalenti dal lato della domanda e dell offerta applicando il cosiddetto test del monopolista ipotetico, small but significant non transitory increase in price (SSNIP test). 31. Una volta identificato il mercato del prodotto/servizio rilevante, l Autorità procede alla definizione della dimensione geografica del mercato, ovvero dell area in cui i soggetti interessati sono attivi dal lato dell offerta e della domanda dei prodotti/servizi in questione, in cui le condizioni della concorrenza sono simili o sufficientemente omogenee e che può essere distinta dalle aree adiacenti, in cui le condizioni prevalenti della concorrenza sono sostanzialmente diverse. Il punto di partenza per la definizione dei limiti del mercato geografico è analogo a quello sopra descritto per la valutazione della sostituibilità dal lato della domanda e dell offerta (SSNIP test), anche se in alcuni casi la diretta applicazione del test del monopolista ipotetico potrebbe condurre all individuazione di mercati di ambito geografico molto ristretto, quali un singolo comune o l area servita da una singola centrale. In tali casi è opportuno che a prevalere sia sempre il concetto di omogeneità delle condizioni competitive. 32. Sul tema della definizione geografica dei mercati, nella nota esplicativa della Raccomandazione, la Commissione aggiunge che la presenza di investimenti in infrastrutture alternative in specifiche aree geografiche, in particolare quelle urbane, 15 Cfr. Linee direttrici, capitolo 2, punti 33 69. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 25
potrebbe in linea di principio suggerire la definizione di mercati sub-nazionali. Tuttavia, la Commissione chiarisce che la semplice presenza di soggetti operanti in aree geografiche di dimensione sub-nazionale non è condizione sufficiente per l individuazione di mercati distinti geograficamente; sono infatti richiesti ulteriori elementi di evidenza circa la sostituibilità dal lato dell offerta e della domanda e circa la differenziazione geografica dei prezzi; tale differenziazione dei prezzi dovrebbe, però, derivare da effettive differenze nella pressione competitiva e non semplicemente riflettere eventuali differenze geografiche nei costi di fornitura del servizio. 16 33. Inoltre, indicazioni metodologiche per la definizione della dimensione geografica del mercato rilevante sono state fornite nell ottobre del 2008 dal Gruppo dei Regolatori Europei (ERG). 17 In sintesi, secondo le indicazioni dell ERG, prima di intraprendere un analisi geografica dettagliata, le ANR devono condurre un analisi preliminare volta a verificare se le condizioni competitive sul territorio nazionale sono sufficientemente omogenee e, quindi, tali da giustificare la definizione di un mercato rilevante di dimensione nazionale. Nel caso l analisi preliminare riveli l esistenza di condizioni competitive non sufficientemente omogenee all interno del territorio nazionale, le ANR devono svolgere un analisi geografica dettagliata, articolata nelle seguenti fasi sequenziali: i) scelta dell unità geografica appropriata sulla quale basare l analisi; ii) valutazione dell omogeneità delle condizioni competitive tra le diverse unità geografiche; iii) aggregazione delle aree che presentano condizioni competitive sufficientemente omogenee; e quindi iv) definizione di mercati geografici distinti o di un mercato nazionale con rimedi differenziati. 34. Infine, è utile riportare quanto espresso dalla Commissione europea nell ambito della Raccomandazione NGA circa l opportunità che le ANR esaminino con attenzione le condizioni concorrenziali che stanno emergendo a seguito della diffusione delle reti NGA. In maggiore dettaglio, la Raccomandazione NGA suggerisce di tener presente la circostanza che la transizione dalle reti in rame alle reti in fibra ottica può modificare le condizioni di concorrenza nelle diverse zone geografiche e rendere necessaria una revisione dell ambito di applicazione geografico dei mercati n. 4 e n. 5 o delle misure correttive applicabili a tali mercati. In accordo alla Raccomandazione NGA, è opportuno che le ANR esaminino le differenze tra le condizioni concorrenziali nelle diverse zone geografiche al fine di determinare se la definizione di mercati geografici subnazionali o l imposizione di misure correttive differenziate siano giustificate. In particolare, se le divergenze tra le condizioni concorrenziali sono stabili e sostanziali, alle ANR è raccomandato di definire mercati geografici subnazionali; negli altri casi occorre che le ANR verifichino se l installazione di reti NGA e la conseguente 16 Cfr. Explanatory Note, accompanying document to the Commission Recommendation on Relevant Product and Service Markets, C(2007) 5406, paragrafo 2.4. pag. 12. 17 Cfr. ERG Common Position on Geographic Aspects of Market Analysis ERG (08) 20 final CP Geog Aspects 081016, ottobre 2008. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 26
evoluzione delle condizioni concorrenziali entro un mercato geograficamente definito giustifichino l imposizione di misure correttive differenziate. 18 2.2. I mercati dell accesso al dettaglio e all ingrosso nella definizione della Commissione 35. Come già specificato, la presente analisi di mercato ha per oggetto i mercati nn. 1, 4 e 5 della Raccomandazione, indicati al precedente paragrafo 11. 36. La Raccomandazione descrive il mercato 1 come l offerta e la domanda di un servizio di accesso alla rete in postazione fissa, che consente al cliente finale di effettuare e/o ricevere chiamate telefoniche ed accedere ai servizi correlati. Si noti che a differenza di quanto aveva indicato nella precedente Raccomandazione sui mercati rilevanti la Commissione ha definito un unico mercato rilevante per i servizi di accesso al dettaglio alla rete in postazione fissa, senza fare distinzione in base alla tipologia di clientela servita (residenziale e non residenziale), in quanto ha rilevato che nella maggior parte degli Stati membri non sussistono elementi di differenziazione nella vendita del servizio alle due classi di clienti. Tuttavia, come già illustrato al punto 12, si evidenzia che nella precedente analisi di mercato, con delibera n. 314/09/CONS, l Autorità ha riscontrato l esistenza di significative differenze nelle caratteristiche tecnico-commerciali dei servizi offerti alle due tipologie di clientela ed ha, quindi, definito due differenti mercati rilevanti per i servizi di accesso alla rete in postazione fissa: l uno per i clienti residenziali e l altro per i clienti non residenziali. Pertanto, nell ambito del presente procedimento, l Autorità verifica tra l altro se nel periodo di tempo intercorso dalla precedente analisi di mercato siano intervenuti cambiamenti nelle condizioni della domanda e dell offerta di mercato tali da rendere superata l individuazione di mercati rilevanti distinti per la clientela residenziale e per la clientela non residenziale, oppure se sussistano le condizioni per uniformarsi alla definizione del mercato data dalla Commissione. 37. La Raccomandazione descrive il mercato n. 4 come l offerta e la domanda di servizi di accesso fisico all ingrosso alla rete locale in postazione fissa, che consentono agli operatori che non posseggono una rete locale di offrire alla clientela finale servizi di accesso ai servizi di fonia e di trasmissione dati. 38. Il mercato n. 5 è descritto come l offerta e la domanda di servizi di accesso all ingrosso non fisico, o virtuale, alla rete in postazione fissa, compreso l accesso bitstream, da parte dell operatore che dispone di una rete locale (in proprietà o in affitto) ad altri operatori che vogliono offrire servizi a banda larga agli utenti finali. 18 Cfr. Raccomandazione NGA, considerata 9, 10 e punto 9. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 27
39. Rispetto a quanto riscontrato nella precedente analisi di mercato di cui alla delibera n. 314/09/CONS, non vi sono cambiamenti nella relazione verticale (Figura 1) esistente tra i mercati nn. 1, 4, 5 ed il mercato dell accesso a banda larga al dettaglio: i. il mercato n. 4 è il mercato al quale si rivolgono gli operatori che intendono rifornirsi degli input necessari alla vendita dei servizi di accesso al dettaglio. I servizi di accesso all ingrosso (fisico) alle infrastrutture di rete in postazione fissa costituiscono, infatti, input sia dei servizi di accesso per la fornitura di servizi vocali ed i servizi ad essi correlati (mercato 1) sia dei servizi di accesso dati a banda larga al dettaglio; ii. il mercato n. 4 fornisce altresì input per la fornitura dei servizi sul mercato n. 5, in quanto per la fornitura del servizio di accesso a banda larga all ingrosso, un operatore può acquistare i servizi di accesso all ingrosso (fisico) alle infrastrutture di rete in postazione fissa (mercato n. 4); iii. il mercato n. 5 costituisce un altro mercato al quale si possono rivolgere gli operatori al fine di rifornirsi degli input necessari alla vendita dei servizi di accesso a banda larga al dettaglio. Inoltre, se si considera la tecnologia Voice over Internet Protocol (VoIP), che consente di effettuare e/o ricevere chiamate attraverso il protocollo Internet, il servizio di accesso a banda larga all ingrosso costituisce un input anche dei servizi di accesso per la fornitura di servizi vocali. In tal senso, anche il mercato n. 5 può essere considerato come un mercato all ingrosso del mercato 1. Figura 1 Relazione verticale tra i mercati nn. 1, 4 e 5 della Raccomandazione Ingrosso Mercato 4 VoIP Mercato 5 Dettaglio Mercato 1 Mercato Mercato 5 dell accesso a banda larga al dettaglio 40. Si noti, infine, che nonostante il mercato dell accesso a banda larga al dettaglio non sia tra i mercati inclusi nella Raccomandazione, nel presente procedimento Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 28
analogamente a quanto realizzato nella precedente analisi di mercato si analizzeranno anche le caratteristiche tecniche ed economiche dei servizi venduti in tale mercato in quanto costituiscono elementi necessari per giungere ad una corretta definizione dei mercati n. 4 e n. 5, essendo la domanda di servizi all ingrosso una domanda derivata dalla domanda di servizi finali. È proprio per questa ragione, ed in linea con quanto indicato nella Raccomandazione, che nella presente analisi si inizierà dalla definizione dei mercati rilevanti al dettaglio (mercato n. 1 e mercato dell accesso a banda larga), che costituiscono il punto di partenza per la definizione dei corrispondenti mercati all ingrosso. 2.3. Descrizione tecnica dei servizi di accesso al dettaglio e all ingrosso Servizio di accesso al dettaglio alla rete telefonica pubblica in postazione fissa per clienti residenziali e non residenziali (mercato n. 1) 41. In linea con quanto indicato nella Raccomandazione, nonché nella delibera n. 314/09/CONS, il servizio di accesso al dettaglio alla rete telefonica pubblica in postazione fissa consiste nella fornitura di una connessione o di un accesso (in postazione fissa o indirizzo fisso) alla rete telefonica pubblica che consente di effettuare e/o ricevere chiamate telefoniche e di accedere ai servizi correlati. 42. Al fine di definire i confini merceologici del mercato rilevante, l Autorità ritiene opportuno analizzare le differenti modalità di fornitura dell accesso attualmente disponibili sul mercato italiano richiamando le tecnologie già illustrate nella delibera n. 314/09/CONS e tenendo al contempo in considerazione le più recenti evoluzioni tecnologiche. 43. Le tecnologie di accesso attualmente a disposizione della clientela per effettuare e/o ricevere chiamate telefoniche e per accedere ai servizi correlati sono: i) l accesso su rete in rame; ii) l accesso su rete in fibra ottica; e iii) wireless local loop, illustrate dettagliatamente nel seguito. i. L accesso interamente su rete in rame consiste nel collegamento elettrico su una coppia simmetrica in rame distesa tra la cosiddetta borchia di utente ed il primo nodo di centrale (corrispondente allo stadio di linea nel caso della rete telefonica pubblica italiana). Tale tipo di accesso, realizzato nella quasi totalità dei casi dall operatore incumbent, è stato inizialmente concepito ed impiegato ai fini della sola connessione alla rete telefonica in commutazione di circuito, sia nella versione analogica che successivamente in quella digitale (rete di accesso ISDN Integrated Services Digital Network). Allo stato attuale, la coppia simmetrica, o doppino telefonico, è utilizzata anche per la connessione alle reti dati, tra cui principalmente la rete Internet, mediante le soluzioni xdsl Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 29
asimmetriche e simmetriche, che sfruttano la porzione alta della banda disponibile, ovvero quella non utilizzata per la trasmissione della fonia. 19 Inoltre, le soluzioni xdsl hanno consentito la diffusione anche sulla rete in rame della tecnologia di trasmissione della voce su protocollo IP (VoIP), 20 che consente all utente finale di disporre sul medesimo supporto fisico di più canali di accesso. ii. L accesso su rete in fibra ottica consiste nel collegamento tramite cavo ottico disteso tra la cosiddetta borchia di utente ed il primo punto di presenza dell operatore. Le reti di accesso in fibra ottica, altrimenti note come reti di accesso di nuova generazione, sono costituite del tutto o in parte da elementi ottici e consentono di fornire servizi a banda larga con caratteristiche più avanzate, quale una maggiore capacità di trasmissione, rispetto a quelle ottenibili tramite le reti in rame esistenti. A seconda dell ubicazione del punto di terminazione della fibra lungo la rete di accesso, l architettura di distribuzione della rete si differenzia in Fiber To The Home (FTTH) se la fibra raggiunge la sede d utente, 21 Fiber To The Building (FTTB) se la fibra raggiunge l edificio, 22 Fiber To The Cabinet (FTTC) se la fibra raggiunge gli armadi di strada. 23 Le modalità di connessione si distinguono in punto-punto, nel caso in cui nella tratta tra la centrale locale e la sede d utente si utilizzi una fibra ottica per ogni utente, e punto-multipunto, che prevede la condivisione della fibra ottica tra più utenti. Le tecnologie utilizzate sono generalmente GPON (Gigabit-capable Passive Optical Network) ed Ethernet. 24 19 Per ulteriori dettagli circa le tecnologie xdsl si veda il punto 54, lettera i. 20 Il VoIP è l insieme di protocolli, tecnologie e infrastrutture di rete che include la commutazione di pacchetto su protocollo IP, utilizzato per la fornitura di un servizio di comunicazione vocale, anche integrato con dati, suoni e immagini, servizi a valore aggiunto, servizi di condivisione in tempo reale di risorse e informazioni, ed in grado di consentire l interoperabilità con le reti telefoniche tradizionali. 21 Una rete FTTH è una rete di accesso che impiega portanti trasmissivi in fibra ottica per tutta l estensione della tratta che collega il permutatore ottico presente nella centrale locale (ODF) alla borchia di utente. Una rete FTTH può essere realizzata secondo una topologia punto-punto oppure puntomultipunto. 22 Una rete FTTB è una rete di accesso che impiega portanti trasmissivi in fibra ottica a partire dall ODF fino alla base dell edificio o nelle sue immediate vicinanze e comunque a valle dell ultimo distributore della rete di accesso in rame. Il rilegamento dell utente finale è realizzato attraverso l impiego di portanti trasmissivi in rame. 23 Una rete FTTC è una rete di accesso basata su di una combinazione di rame e fibra che impiega portanti trasmissivi in fibra ottica a partire dall ODF fino ad un punto di concentrazione intermedio, che può coincidere con gli attuali armadi di strada della rete in rame, ubicato tra la centrale locale e la sede d utente. Il tratto di rete che si estende dal punto di concentrazione intermedio fino alla sede dell utente finale è realizzato tramite portanti trasmissivi in rame. 24 Le reti GPON sono reti completamente passive in fibra ottica con topologia ad albero, realizzate diramando successivamente le fibre tramite dispositivi ottici passivi, detti splitter, posti in cascata. In tali sistemi, quindi, la capacità trasmissiva nelle tratte più a monte è condivisa tra più utenti. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 30
iii. Infine, il Wireless Local Loop (WLL) consiste nel collegamento radio-elettrico tra la sede di utente ed il primo nodo di rete dell operatore. Tale tipo di accesso, utilizzato per la connessione alla rete telefonica (sia in tecnologia tradizionale che VoIP) e alla rete dati a banda larga, rappresenta ad oggi un alternativa alle summenzionate tipologie di accesso in rame ed in fibra ottica. Le tecnologie utilizzabili per la realizzazione di accessi di tipo WLL sono diverse e si sono succedute durante il corso degli anni (WiFi, HiperLAN e WiMax). Le tecnologie WLL sono di particolare interesse per la soluzione del problema del digital divide. 44. In Italia, come si evince dalla Tabella 1, la tecnologia di accesso attualmente più diffusa è quella in rame; marginali sono invece la fibra ottica e le tecnologie WLL. Tabella 1 Distribuzione del numero di accessi equivalenti per servizi di fonia da postazione fissa per tecnologia (2008 e I sem. 2012) ANNO RAME FIBRA WLL 2008 99,69% 0,30% 0,00% I sem. 2012 99,54% 0,44% 0,02% Fonte: elaborazioni AGCOM su dati forniti dagli operatori 45. A tal proposito, vale la pena evidenziare che nonostante la posa della fibra ottica sia iniziata già negli anni novanta, la copertura territoriale è al momento pari a circa il 10%, con poco più di 2,5 milioni di edifici passati in fibra e solo 300.000 accessi attivi, pari allo 0,6% della popolazione, numero che si mantiene per lo più costante da circa quattro anni. Ciononostante, si fa presente che dai piani industriali inviati da Telecom Italia all Autorità, nonché dai piani di sviluppo degli operatori alternativi e di alcuni Enti locali, 25 finalizzati anche a soddisfare gli obiettivi proposti dall Agenda Digitale Europea, si evince che una pluralità di soggetti ha intenzione di investire, nei prossimi anni, nella realizzazione di reti di accesso in fibra ottica. Alla luce di ciò, nonostante le percentuali di utilizzo di tutte e tre le tecnologie considerate nella Tabella 1 siano rimaste finora pressoché invariate, si ritiene che la distribuzione del numero di accessi da postazione fissa possa evidenziare nel corso del periodo di riferimento della presente analisi un aumento del numero di accessi da postazione fissa su rete in fibra ottica. 25 Si fa riferimento alle iniziative di alcune Regioni e Provincie, quali Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Valle d'aosta, Provincia di Lucca e Provincia Autonoma di Trento, volte allo sviluppo di reti a banda ultralarga sul territorio di appartenenza. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 31
Servizi di accesso all ingrosso (fisico) alle infrastrutture di rete in postazione fissa (mercato n. 4) 46. I servizi di accesso all ingrosso di cui al mercato n. 4 consistono nella fornitura dell accesso all ingrosso (fisico) alle infrastrutture di rete in postazione fissa (ivi compreso l accesso condiviso o pienamente disaggregato e l accesso alla fibra spenta) da parte dell operatore proprietario di una rete locale ad altri operatori. 47. L Autorità ritiene tutt ora valida la descrizione dei servizi riguardanti le reti e le sottoreti metalliche effettuata nella precedente analisi di mercato di cui alla delibera n. 314/09/CONS, come riportata nel seguito: i. il servizio di accesso completamente disaggregato alla rete locale (c.d. full unbundling o ULL) che consiste nella fornitura dell accesso alla rete locale in rame dell operatore di accesso e consente l uso dell intero spettro delle frequenze disponibile; l accesso avviene presso le centrali locali dell operatore di accesso; ii. il servizio di accesso disaggregato alla sottorete locale (c.d. sub-loop unbundling o SLU) che consiste nella fornitura dell accesso alla sottorete locale in rame dell operatore di accesso e consente l uso dell intero spettro delle frequenze disponibile; l accesso avviene presso l armadio di distribuzione della rete di accesso; iii. il servizio di accesso condiviso (c.d. shared access) che riguarda la fornitura dell accesso alla porzione superiore dello spettro disponibile sulla coppia elicoidale metallica della rete locale dell operatore di accesso; la porzione inferiore dello spettro continua ad essere utilizzata per la fornitura di servizi di fonia vocale; iv. il servizio di unbundling dati che consiste nella fornitura dell accesso alla porzione superiore dello spettro disponibile sulla coppia elicoidale metallica della rete locale dell operatore di accesso; in questo caso la porzione inferiore dello spettro non viene utilizzata per la fornitura al pubblico di servizi di fonia vocale; v. il servizio di unbundling virtuale che consiste nella gestione commerciale temporanea di un cliente finale che continua a rimanere fisicamente attestato alla rete dell operatore di accesso; il servizio è offerto nel caso in cui l operatore alternativo formuli una richiesta di accesso disaggregato che non può essere evasa per una temporanea mancanza di risorse fisiche. 48. Come illustrato nel paragrafo 1.2, le condizioni regolamentari per l accesso alle reti di nuova generazione sono state definite compiutamente con la delibera n. 1/12/CONS, nella quale sono individuati i servizi di accesso all ingrosso riguardanti la rete in fibra ottica nonché alcuni servizi di accesso all ingrosso riguardanti la rete in rame, così come riportati nel seguito: Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 32
i. il servizio di accesso alle infrastrutture di posa che consiste nella fornitura dell accesso alle infrastrutture civili (quali cavidotti, pozzetti, camerette, pali, tralicci, ecc.) nelle tratte primaria e secondaria, nonché nelle tratte di accesso alla centrale e di adduzione, 26 al fine di consentire la realizzazione di reti di accesso per la fornitura di servizi di comunicazione elettronica alla clientela finale; ii. il servizio di accesso alla fibra spenta che consiste nella fornitura di tratte continue di fibra ottica posate nella rete di accesso e nella rete metropolitana di backhaul che originano da o terminano presso la centrale, il punto di demarcazione tra rete ottica primaria e rete ottica secondaria ed il punto di terminazione di edificio. Il servizio include l uso delle infrastrutture civili correlate per l accesso alla fibra spenta e le eventuali attività di giunzione delle singole tratte necessarie a soddisfare la specifica richiesta e non comprende gli apparati trasmissivi; iii. il servizio di accesso disaggregato alla rete in fibra che consiste nella fornitura, laddove tecnicamente possibile, dell accesso alla rete in fibra dell operatore di accesso a livello di centrale locale; iv. il servizio di accesso end-to-end che consiste nella fornitura congiunta ed unitaria dei servizi di accesso alle infrastrutture fisiche di rete ed alla fibra spenta a partire dalla centrale locale fino all utente finale necessari a garantire all operatore richiedente il servizio la possibilità di offrire al cliente finale un servizio di connettività a banda ultralarga; v. il servizio di accesso disaggregato alla sottorete locale, già previsto dalla delibera n. 731/09/CONS, che è stato esteso anche al caso in cui l operatore di accesso realizzi una rete in architettura FTTC, o più in generale Fiber To The Node (FTTN), 27 in cui il punto di concentrazione intermedio sia differente dall armadio di distribuzione della rete di accesso in rame esistente; 28 26 Così come definita nella delibera n. 1/12/CONS con specifico riferimento alla rete in fibra ottica di Telecom Italia, la tratta di adduzione è quella porzione di infrastruttura di posa (costituita da pozzetti e cunicoli) che ospita i cavi di raccordo tra la rete di distribuzione ottica secondaria ed il punto dove comincia il cablaggio verticale dell edificio. Più in generale, si può definire la tratta di adduzione come la porzione di infrastruttura di posa che ospita i cavi di raccordo tra il primo pozzetto o cameretta della rete di accesso ubicato/a su suolo pubblico in prossimità dell edificio ed il punto dove comincia il cablaggio verticale dell edificio. 27 Una rete FTTN è una rete di accesso che impiega portanti trasmissivi in fibra ottica a partire dall ODF fino ad un nodo intermedio e portanti trasmissivi in rame per rilegare tale nodo e l utente finale; il nodo intermedio deve essere ubicato non oltre l ultimo distributore secondario della attuale rete di accesso in rame. 28 Un punto di concentrazione è un punto della rete equipaggiato per l attestazione di collegamenti fisici e per l installazione di telai idonei ad alloggiare apparati e cavi. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 33
vi. il servizio di accesso al segmento di terminazione in fibra che consiste nella fornitura dell accesso ad un tratto di fibra ottica che origina dal primo punto di concentrazione in prossimità dell edificio e termina nella borchia ottica all interno della sede d utente; vii. il servizio di accesso al segmento di terminazione in rame che consiste nella fornitura dell accesso al tratto della rete in rame che origina dal primo punto di concentrazione in prossimità dell edificio e termina nella borchia all interno della sede d utente. Tale servizio viene fornito agli operatori che intendono realizzare una rete in architettura FTTB ed è previsto nel caso in cui l operatore di accesso non raggiunga con la rete in fibra un particolare edificio o palazzo. 49. L operatore che acquista i servizi di accesso condiviso e disaggregato, nonché i servizi di accesso alle infrastrutture di posa ed alla fibra spenta, necessita anche del servizio di co-locazione, al fine di disporre, presso le centrali dell operatore proprietario della rete locale, di spazi equipaggiati per l attestazione di collegamenti fisici e per l installazione di telai idonei ad alloggiare apparati e cavi. 50. Il servizio di co-locazione può essere realizzato nelle seguenti modalità: i. la co-locazione fisica è una tipologia di colocazione che viene realizzata in sale dell operatore di accesso opportunamente predisposte per l uso esclusivo degli operatori richiedenti ed eventualmente condivise da più operatori, separate dagli ambienti che contengono gli apparati dell operatore di accesso; ii. iii. la co-locazione virtuale fornisce ad un operatore la possibilità di co-locarsi presso sale condivise con l operatore di accesso e può non prevedere spazi ed accessi dedicati all operatore richiedente; il co-mingling prevede la possibilità per gli operatori di co-locare propri apparati in spazi riservati all interno di sale condivise con l operatore di accesso; iv. la co-locazione presso l armadio di distribuzione ed i punti di concentrazione dell operatore di accesso, in siti ad essi adiacenti o nelle loro immediate vicinanze, finalizzata alla fornitura dei servizi di sub-loop unbundling; v. la co-locazione presso un sito nelle immediate vicinanze della centrale locale dell operatore di accesso finalizzata alla fornitura dei servizi di full unbundling. 51. Tra gli altri servizi accessori che possono rendersi necessari all operatore alternativo al fine di usufruire dei servizi di accesso summenzionati vi sono: i. il servizio di prolungamento dell accesso in fibra ottica che consiste nella fornitura e nella manutenzione da parte dell operatore notificato di un cavo in fibra ottica tra una centrale locale dell operatore di accesso ed un centro di commutazione e trasmissione di livello gerarchico immediatamente superiore oppure tra una centrale locale ed un altra centrale locale verso cui esistono portanti e cavidotti diretti, qualora non sia possibile offrire il servizio di prolungamento dell accesso presso il centro di commutazione e trasmissione di Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 34
livello gerarchico immediatamente superiore di pertinenza della prima centrale locale; ii. il servizio di canale numerico che rappresenta un servizio sostitutivo del servizio di accesso disaggregato e viene fornito, su esplicita richiesta dell operatore, in caso di indisponibilità della coppia in rame o impossibilità di co-locazione presso la centrale locale dell operatore di accesso. Il servizio consiste nella fornitura di un flusso numerico tra la sede del cliente e la centrale locale dell operatore di accesso ove è fruibile il servizio di co-locazione, ovvero fino al sito dell operatore richiedente il servizio posto nelle immediate vicinanze del sito della centrale locale. Servizi di accesso a larga banda all ingrosso (mercato n. 5) 52. I servizi del mercato n. 5 sono servizi all ingrosso di accesso non fisico o virtuale (compreso il servizio bitstream) alla rete fissa, forniti dall operatore che ha la disponibilità della rete di accesso fissa (in proprietà o in affitto) ad altri operatori o Internet Service Providers, al fine di consentire loro di offrire servizi a larga banda ai clienti finali residenziali e non residenziali. 53. Prima di descrivere i servizi di accesso a banda larga all ingrosso si ritiene opportuno analizzare brevemente le diverse soluzioni tecnologiche che consentono la fornitura del servizio di accesso a banda larga agli utenti finali da postazione fissa. 54. La rete di accesso a banda larga può essere realizzata utilizzando diverse soluzioni tecnologiche e differenti portanti trasmissivi, descritti in maggiore dettaglio ai punti successivi, quali il doppino in rame (tecnologie xdsl), la fibra ottica, il cable modem, la tecnologia satellitare, i circuiti diretti numerici, le tecnologie wireless fisse e la tecnologia delle Power Line Communication (PLC). i. Le tecnologie xdsl consentono la trasmissione di traffico voce, dati e contenuti televisivi ad alta velocità utilizzando il tradizionale doppino telefonico in rame come portante trasmissivo. In Italia, dove la lunghezza media del collegamento in rame è tra le più brevi al mondo, le soluzioni xdsl sono particolarmente diffuse. Le tecnologie xdsl si differenziano tra loro innanzitutto per il fatto di essere o meno tecnologie simmetriche, quindi per le prestazioni che sono in grado di offrire all utente, in termini di velocità di connessione e di affidabilità del servizio. In particolare, le tecnologie xdsl attualmente sviluppate sono le seguenti: ADSL (Asymmetric Digital Subscriber Line); ADSL2 e ADSL2+; HDSL (High-bitrate Digital Subscriber Line); SDSL (Symmetric Digital Subscriber Line); SHDSL (Symmetric High-bitrate Digital Subscriber Line); VDSL (Very-high-bitrate Digital Subscriber Line) e VDSL2. ii. La tecnologia su cavo coassiale consente la trasmissione di traffico voce, dati e contenuti televisivi ad alta velocità sfruttando come portante trasmissivo le linee di accesso utilizzate per la televisione via cavo. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 35
iii. La fibra ottica consente di raggiungere velocità di connessione estremamente elevate. Le differenti tipologie di rete di accesso in fibra, come illustrato in maggiore dettaglio al punto 43 lettera ii, si differenziano tra loro essenzialmente in base a i) la modalità di connessione, che può essere di tipo punto-punto o punto-multipunto, ii) la tecnologia utilizzata, Ethernet o GPON, iii) l ubicazione del punto di terminazione della fibra lato cliente, che può essere presso un armadio stradale, all interno o in prossimità di un edificio, oppure in casa del cliente. iv. La tecnologia satellitare può essere utilizzata per la fornitura di connessioni a banda larga e si basa su due tipologie di connessioni, monodirezionali e bidirezionali, a seconda che si usi come canale di ritorno per la trasmissione in direzione upstream la rete telefonica analogica (PSTN) o digitale (ISDN), tramite una connessione dial up o la rete satellitare. v. I circuiti diretti numerici sono collegamenti per la trasmissione dati in grado di fornire agli utenti finali una capacità trasmissiva trasparente, garantita, permanente e dedicata. Il vantaggio derivante dall utilizzo dei circuiti diretti numerici può essere individuato nel fatto che la banda nominale è sempre a disposizione dell utente, in maniera simmetrica e non condivisa con altri utenti. vi. Le tecnologie wireless fisse utilizzano le frequenze radio per la trasmissione a larga banda di traffico voce e dati. Tali tecnologie rappresentano quindi delle alternative alla rete di accesso in rame o in fibra per offrire larga banda nell ultimo miglio, proponendosi come possibile soluzione al problema del digital divide in virtù degli evidenti risparmi nei costi di installazione e di manutenzione della rete di accesso e dei tempi ridotti di deployment del servizio sul territorio. In particolare la tecnologia WiMax (Worldwide Interoperability for Microwave Access), basata sul gruppo di standard IEEE 802.16, si candida ad essere la soluzione più idonea alla realizzazione del WLL, grazie soprattutto all impiego di porzioni dello spettro radio licenziate, che garantiscono livelli di interferenza radio molto ridotti. In Italia, la banda su cui operano i sistemi WiMax è la banda licenziata 3.4 3.6 GHz ed i relativi diritti d uso sono stati assegnati e rilasciati dal Ministero dello Sviluppo Economico Dipartimento per le Comunicazioni tramite una procedura di asta competitiva nel corso del 2008, le cui regole sono state definite dall Autorità con la delibera n. 209/07/CONS. vii. Le Powerline Communication (PLC) rappresentano una delle tecnologie di trasmissione dati in banda larga da postazione fissa. Esse utilizzano, quale infrastruttura di accesso, la rete di distribuzione dell energia elettrica, offrendo agli utenti la possibilità di trasmettere dati ed accedere ad Internet utilizzando una comune presa di corrente elettrica. 55. Per garantire all utente finale l accesso a banda larga da postazione fissa è necessario quindi disporre di un canale di trasmissione in grado di trasferire dati in Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 36
entrambe le direzioni a velocità adeguate al servizio richiesto. Pertanto, gli operatori che offrono tali servizi agli utenti finali e non dispongono di una infrastruttura di accesso a banda larga devono acquistare all ingrosso i canali di trasmissione, che collegano i propri punti di presenza con le postazioni degli utenti finali. 56. In linea teorica tali operatori potrebbero acquistare accessi a larga banda all ingrosso basati su tutte le tecnologie di accesso descritte al punto 54. 57. Si noti, tuttavia, che in Italia le tecnologie su cavo coassiale e le PLC non sono sviluppate. In particolare, come evidenziato in Tabella 2, le tecnologie utilizzate nelle reti di accesso per la fornitura di servizi a banda larga da postazione fissa sono quasi esclusivamente quelle xdsl. 29 Nel 2012, infatti, queste ultime rappresentano più del 97% del numero totale di accessi a banda larga. Tabella 2 Distribuzione del numero di accessi a banda larga per trasmissione dati in postazione fissa per tecnologia ANNO XDSL FIBRA WIRELESS SATELLITE 2008 97,40% 2,45% 0,06% 0,07% I sem. 2012 97,63% 2,22% 0,07% 0,01% Fonte: elaborazioni AGCOM su dati forniti dagli operatori 58. In particolare, si fa presente che attualmente in Italia il servizio all ingrosso di flusso numerico in tecnologia xdsl su rete in rame servizio bitstream in tecnologia xdsl rappresenta la principale tipologia di accesso a banda larga venduta nel mercato all ingrosso. Sebbene nel corso degli ultimi anni alcuni operatori alternativi, quali BT Italia e Tiscali, abbiano iniziato ad offrire su rete in rame servizi di accesso virtuale all ingrosso, tale servizio è tuttora venduto principalmente dall operatore Telecom Italia, sia su rete ATM sia su rete Ethernet, ed è regolamentato dalla delibera n. 731/09/CONS e successive delibere di implementazione. 30 59. Da un punto di vista tecnico, i servizi bitstream su rete ATM si configurano come servizi di trasporto dati a pacchetto ad alta velocità e si basano sull integrazione delle tecnologie trasmissive xdsl ed SDH lato cliente finale, con consegna all operatore a livello ATM. I servizi bitstream su rete Ethernet si configurano come servizi di 29 La maggiore diffusione delle tecnologie xdsl rispetto alle altre dipende fondamentalmente dall evoluzione del contesto di mercato italiano. Infatti, l ubiquità e la qualità della rete di distribuzione in rame, nonché l assenza di infrastrutture alternative ad essa, quali quelle della televisione via cavo, hanno facilmente decretato il successo delle tecnologie xdsl rispetto alle altre. 30 Si noti che il servizio bitstream può essere fornito anche su linea non attiva, o su linea sulla quale il servizio telefonico su tecnologia PSTN è stato cessato dall utente finale in seguito all attivazione del servizio bitstream. In tal caso il servizio viene definito naked bitstream. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 37
trasporto dati su tecnologia Ethernet e si basano sull integrazione delle tecnologie trasmissive asimmetriche (ADSL) e simmetriche (SHDSL) lato cliente finale, con consegna all operatore a livello Ethernet. 60. Indipendentemente dalla tecnologia impiegata (ATM o Ethernet) e dal mezzo trasmissivo (rame o fibra), per i servizi bitstream sono previsti i seguenti livelli di interconnessione alla rete dell operatore di accesso: i. interconnessione a livello di centrale locale: il servizio non include componenti della rete di backhaul; 31 ii. interconnessione al nodo parent: il servizio include sia componenti della rete di accesso sia componenti della rete di backhaul fino al nodo di consegna (nodo parent); iii. interconnessione al nodo distant: il servizio include sia componenti della rete di accesso sia componenti della rete di backhaul fino al nodo di consegna (nodo distant); iv. interconnessione al nodo remoto a livello IP. 2.4. Soggetti attivi dal lato della domanda e dell offerta 61. L Autorità conferma la descrizione contenuta nella delibera n. 314/09/CONS dei soggetti attivi dal lato della domanda e dell offerta nei mercati oggetto di analisi, in quanto non sono intervenuti cambiamenti al riguardo rispetto a quanto rilevato nella precedente analisi di mercato. 62. Nel mercato n. 4, i soggetti attivi dal lato dell offerta sono gli operatori che dispongono di una rete di accesso e che forniscono ad altri operatori il servizio di accesso fisico alla propria rete. Dal lato della domanda vi sono, quindi, gli operatori che, non disponendo di una propria rete locale, acquistano all ingrosso il servizio di accesso fisico alla rete di un altro operatore al fine di: i. vendere ai clienti finali il servizio di accesso alla rete in postazione fissa che consente a questi ultimi di effettuare e/o ricevere chiamate telefoniche e servizi correlati, nonché di accedere ai servizi di trasmissione dati a banda larga; ii. vendere ad operatori terzi il servizio di accesso virtuale alla rete (operando quindi nel mercato n. 5). 63. Nel mercato n. 5, i soggetti attivi dal lato dell offerta sono gli operatori che dispongono di un infrastruttura di rete di accesso, di proprietà o acquistata all ingrosso 31 Si precisa che i servizi di accesso bitstream con interconnessione agli apparati di multiplazione, come previsto dalla delibera n. 731/09/CONS, sono forniti su rete in rame da Telecom Italia limitatamente ai siti non aperti ai servizi di accesso disaggregato e comunque per le tutte linee sulle quali, per cause tecniche, non è possibile fornire tali ultimi servizi. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 38
da altri operatori (attraverso l acquisto, nel mercato n. 4, del servizio di accesso fisico alla rete locale), e che forniscono il servizio di accesso virtuale ad altri operatori. Dal lato della domanda di mercato, vi sono gli operatori che, non disponendo di infrastrutture proprie, acquistano all ingrosso il servizio di accesso virtuale alla rete altrui (per l indisponibilità dei servizi di unbundling o perché non intendono sostenere gli investimenti necessari ad usufruire di tali servizi) al fine di vendere il servizio di accesso a banda larga nel mercato al dettaglio. Inoltre, mediante l utilizzo della tecnologia VoIP, gli operatori che acquistano il servizio di cui al mercato n. 5, possono vendere nel mercato al dettaglio anche servizi di accesso per effettuare e ricevere chiamate telefoniche. 64. Infine, nel mercato 1, i soggetti attivi dal lato dell offerta sono gli operatori che dispongono di una rete di accesso, di proprietà o acquistata da altri operatori (ricorrendo al servizio di accesso fisico o virtuale) e che forniscono ai clienti finali l accesso ai servizi vocali ed ai servizi correlati. Pertanto come illustrato al punto 39 e seguenti i soggetti attivi dal lato dell offerta nel mercato 1 possono contribuire alla domanda del mercato n. 4 o del mercato n. 5. Dal lato della domanda di mercato, vi sono i clienti finali (residenziali e non residenziali) che necessitano di un accesso alla rete di comunicazione elettronica al fine di effettuare e/o ricevere chiamate telefoniche e servizi correlati. 2.5. Definizione dei mercati al dettaglio del prodotto 65. In linea con quanto indicato nella Raccomandazione al considerando n. 4, il punto di partenza per la definizione dei mercati rilevanti è la definizione dei mercati al dettaglio su un dato arco di tempo, tenuto conto della sostituibilità dal lato della domanda e dell offerta. Una volta definiti i mercati al dettaglio, che riguardano la domanda e l offerta per i clienti finali, è possibile definire i mercati all ingrosso rilevanti, cioè i mercati che riguardano l offerta di prodotti/servizi ad operatori interessati a vendere i propri servizi ai clienti finali. 66. Tenuto conto dei mercati oggetto della presente analisi, il primo passo consiste dunque nella definizione del mercato dell accesso alla rete telefonica in postazione fissa per effettuare e/o ricevere chiamate vocali e servizi correlati, ossia il mercato n. 1 della Raccomandazione (accesso al dettaglio per servizi voce) e del mercato dell accesso a banda larga al dettaglio per effettuare la trasmissione di dati ad alta velocità (accesso al dettaglio per servizi dati). 67. Si noti che il mercato dell accesso a banda larga al dettaglio non è incluso nella lista dei mercati individuati dalla Raccomandazione come suscettibili di regolamentazione ex ante. Pertanto, in linea con le precedenti analisi dell Autorità, 32 di tale mercato saranno 32 Cfr. delibera n. 34/06/CONS (primo ciclo di analisi di mercato) e n. 314/09/CONS (secondo ciclo di analisi di mercato). Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 39
analizzati esclusivamente quegli elementi caratterizzanti il servizio offerto alla clientela finale che sono suscettibili di influenzare la definizione dei corrispondenti mercati all ingrosso (mercati n. 4 e n. 5). 2.5.1. Mercato dell accesso al dettaglio alla rete telefonica pubblica in postazione fissa per clienti residenziali e non residenziali (mercato n. 1) 68. Al fine di definire il mercato dell accesso al dettaglio per effettuare e/o ricevere chiamate telefoniche e servizi correlati, nonché per definire i corrispondenti mercati all ingrosso (mercati n. 4 e n. 5), appare necessario svolgere le medesime analisi di sostituibilità effettuate nella precedente analisi di mercato per valutare se le conclusioni ivi contenute sono ancora valide alla luce dell evoluzione tecnologica e di mercato. In aggiunta, considerati i recenti sviluppi del mercato, caratterizzato dal sempre maggiore interesse da parte della clientela finale per offerte di servizi di accesso alla rete fissa venduti in maniera congiunta ad altri servizi di comunicazione elettronica (offerte bundle), si ritiene opportuno valutare se sussistono le condizioni per definire un mercato rilevante comprendente oltre ai servizi di accesso alla rete fissa anche gli altri servizi inclusi nelle offerte bundle, quali ad esempio i servizi di fonia o di trasmissione dati. 69. Pertanto, di seguito si svolgono le seguenti analisi di sostituibilità: a) sostituibilità tra servizi di accesso alla rete telefonica in postazione fissa e servizi di accesso alla rete mobile per la fornitura di servizi di fonia; b) sostituibilità tra servizi di accesso analogico e servizi di accesso digitale; c) sostituibilità tra servizi di accesso alla rete telefonica in postazione fissa su rete tradizionale (a banda stretta) e servizi di accesso su altre tecnologie di rete (a banda larga); d) sostituibilità tra servizi di accesso venduti singolarmente (stand alone) e servizi di accesso venduti congiuntamente ad altri servizi di comunicazione elettronica (bundle); e) sostituibilità tra servizi di accesso alla rete telefonica in postazione fissa destinati alla clientela residenziale e servizi di accesso destinati alla clientela non residenziale. a) Sostituibilità tra servizi di accesso alla rete telefonica in postazione fissa e servizi di accesso alla rete mobile per la fornitura di servizi di fonia 70. Nella precedente analisi di mercato di cui alla delibera n. 314/09/CONS, l Autorità non ha considerato sostituibili i servizi di accesso alla rete fissa ed i servizi di accesso alla rete mobile. 33 In questa sede, si rileva la necessità di verificare se siano intervenuti cambiamenti di mercato e nelle abitudini di consumo tali da determinare un diverso risultato. A tal fine, l Autorità ha tenuto in considerazione, oltre alle indicazioni della 33 Cfr. delibera n. 314/09/CONS, punti 58-67. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 40
Commissione contenute nelle Linee Guida, il Rapporto del Berec sull impatto della sostituibilità fisso-mobile per la definizione del mercato. 34 71. Si osserva innanzitutto che, nel periodo oggetto di rilevazione della presente analisi di mercato (2008 primo semestre 2012), il numero di accessi da rete mobile è continuato a crescere a fronte di una riduzione del numero di linee di accesso da rete fissa, confermando in tal senso l andamento già osservato nella precedente analisi di mercato con riferimento agli anni 2004-2007. Infatti, il numero delle linee di rete mobile (misurato in termini di numero di SIM attive) è passato da circa 91 milioni nel 2008 a circa 97 milioni nel primo semestre 2012, mentre il numero di linee di accesso da rete fissa (misurate in termini di numero di linee equivalenti) è passato da circa 26 milioni nel 2008 a circa 22 milioni nel primo semestre 2012 (Figura 2). Si fa presente, tuttavia, che il tasso di crescita del numero degli accessi da rete mobile si presenta decisamente inferiore rispetto al trend riscontrato nel precedente periodo di rilevazione (dell ordine di grandezza di decine di punti percentuali); pertanto, la crescita del numero degli accessi da rete mobile registrata nel corso del periodo 2008-2012 appare riconducibile più ad un assestamento delle dinamiche registrate nel periodo precedente, che ad una prosecuzione di tale dinamica. Analogamente, il tasso di riduzione del numero di accessi da rete fissa è inferiore a quello osservato nel periodo 2004-2007. 35 Figura 2 Numero di accessi da rete fissa e mobile (milioni) (2008-I sem. 2012) Fonte: elaborazioni AGCOM su dati forniti dagli operatori 72. Sebbene tali evidenze possano essere un indicatore di un processo di sostituzione tra le due classi di servizi di accesso, vi sono altri importanti fattori che devono essere presi in esame. 73. Innanzitutto l analisi temporale della ripartizione del traffico originato da rete mobile e da rete fissa per rete di destinazione negli anni dal 2008 al 2011, mostra come i consumatori finali tendono ad utilizzare i servizi di telefonia mobile principalmente per 34 Cfr. Berec Report on Impact of Fixed-mobile Substitution in Market Definition, BoR (11) 54. 35 Cfr. delibera n. 314/09/CONS punto 61. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 41
effettuare chiamate di tipo mobile-mobile e servizi di telefonia fissa per effettuare principalmente chiamate di tipo fisso-fisso (Figura 3).Tale polarizzazione appare stabile nel tempo, confermando il trend già emerso nella precedente analisi di mercato. Figura 3 Ripartizione del traffico originato da rete mobile e da rete fissa (2008-2011) Fonte: elaborazioni AGCOM su dati forniti dagli operatori 74. Inoltre, passando all esame di ulteriori indicatori, si osserva che l elemento discriminante nella scelta del consumatore tra i servizi mobili e quelli in postazione fissa è data dal fattore mobilità. Il consumatore finale ricerca, infatti, nei servizi di telefonia mobile, principalmente la possibilità di effettuare e ricevere chiamate in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, anche quando non dispone di una linea di accesso in postazione fissa. Peraltro, i servizi di comunicazione mobile hanno natura personale, ossia consentono al cliente finale di essere chiamato direttamente sul proprio terminale. 75. I servizi di comunicazione mobile differiscono da quelli in postazione fissa anche per altre caratteristiche qualitative. In particolare, gli standard qualitativi della telefonia mobile risultano ancora generalmente inferiori a quelli garantiti dalla rete fissa, nonostante il miglioramento delle tecniche di codifica del segnale vocale. Infatti, la rete mobile rispetto alla rete telefonica fissa presenta una maggiore probabilità di blocco della chiamata, di possibilità di assenza della copertura radio, nonché talvolta una differente qualità vocale percepita dall utente. 76. Il combinato del fattore mobilità e delle differenti caratteristiche qualitative induce a ritenere che le due tipologie di servizi di accesso in esame continuino ancora ad essere percepite dal consumatore finale come non sufficientemente sostituibili, ma distinte ed addizionali. Infatti, considerando i dati dell indagine sulle abitudini di consumo dei servizi di comunicazione elettronica da parte delle famiglie condotta Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 42
dall Eurobarometro, 36 citata peraltro come fonte dallo stesso Rapporto del Berec, risulta che circa i due terzi delle famiglie italiane (61%) possiede entrambi gli accessi alla rete telefonica: da postazione fissa e da postazione mobile. Si può affermare, dunque, che i due tipi di accesso vengono ancora considerati dalla maggioranza delle famiglie come complementari piuttosto che come sostituti. In aggiunta, confrontando questo dato con quello del precedente ciclo d indagine dell Eurobarometro (febbraio-marzo 2011), emerge che questa percentuale è addirittura aumentata di 2 punti percentuali. In un ottica prospettica si presume, quindi, che la riduzione di famiglie con entrambi gli accessi, qualora si verificasse, sarà tendenzialmente limitata a pochi punti percentuali. 77. In conclusione, in virtù delle suddette considerazioni, si può affermare che, dal punto di vista della domanda, nel periodo di osservazione, un incremento modesto, ma significativo e non temporaneo del prezzo dell accesso di rete fissa, da parte di un ipotetico monopolista, difficilmente provocherebbe una sostituzione da parte della clientela dell accesso fisso con quello mobile tale da rendere tale aumento di prezzo non profittevole. 78. Peraltro, si osserva che la progressiva riduzione del prezzo dei servizi di terminazione mobile ha spinto di recente i principali operatori a formulare nuove offerte di telefonia fissa che, 37 a fronte del pagamento di un canone mensile, consentono di ottenere, congiuntamente a chiamate illimitate verso la rete fissa e traffico mensile Internet illimitato, anche un pacchetto di minuti per le chiamate verso le numerazioni mobili; 38 di conseguenza, nell orizzonte temporale della presente analisi di mercato, è possibile ipotizzare una sostanziale stabilità degli accessi da rete fissa. 79. Passando all analisi di sostituibilità dal lato dell offerta non si osservano variazioni sostanziali rispetto a quanto già riscontrato nella precedente analisi di mercato. Infatti, gli input necessari per la fornitura delle due tipologie di servizi sono differenti e non è plausibile pensare che, in assenza di interventi regolamentari nei mercati all ingrosso corrispondenti, a fronte di un incremento modesto ma significativo del prezzo dei servizi di accesso alla rete fissa un concorrente di rete mobile decida di entrare nel mercato dell accesso della rete fissa in un arco di tempo ragionevole a causa degli elevati costi, tempi ed investimenti necessari alla realizzazione della rete fissa stessa. 80. Alla luce dell analisi svolta, l Autorità ritiene che i servizi di accesso alla rete mobile per effettuare e/o ricevere chiamate telefoniche e i servizi di accesso in postazione fissa costituiscano due mercati rilevanti separati. 36 Cfr. Special Eurobarometer 381, E-Communication Household Survey Report, giugno 2012. 37 Cfr. delibera n. 621/11/CONS relativa al terzo ciclo di analisi di mercato dei servizi di terminazione su rete mobile. 38 Ad esempio si vedano le offerte di Wind (All inclusive L, All inclusive XL) e Fastweb (Super Surf). Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 43
b) Sostituibilità tra servizi di accesso analogico e servizi di accesso digitale 81. L Autorità ritiene ancora valide le argomentazioni di natura economica, di mercato e tecnologica addotte nelle precedenti analisi dei mercati dell accesso al dettaglio, cui si rinvia per un analisi approfondita, 39 al fine di dimostrare l esistenza di un sufficiente grado di sostituibilità tra i servizi di accesso analogico ed i servizi di accesso digitale. Le due tipologie di servizi di accesso possono, quindi, essere considerate parte dello stesso mercato. c) Sostituibilità tra servizi di accesso alla rete telefonica in postazione fissa su rete tradizionale (a banda stretta) e servizi di accesso su altre tecnologie di rete (a banda larga) 82. Come già descritto al paragrafo 2.3, i servizi di accesso realizzati con tecnologie a banda larga consentono la fornitura alla clientela finale di servizi voce utilizzando il protocollo IP (VoIP). L Autorità ritiene che le conclusioni raggiunte nella precedente analisi di mercato circa l esistenza di una relazione di sostituibilità tra le due tipologie di servizi di accesso (in banda stretta e in banda larga) sottostanti la fornitura del servizio di fonia siano ancora valide nell attuale contesto di mercato e tecnologico. 83. In particolare, si osserva innanzitutto che la sostituibilità tra le due tipologie di accesso è strettamente correlata al grado di sostituibilità esistente tra i servizi di fonia vocale offerti su rete PSTN (ossia tramite un accesso a banda stretta) e quelli offerti tramite tecnologia VoIP (ossia tramite un accesso a banda larga). Pertanto, in linea con la precedente analisi di mercato, verranno analizzate le caratteristiche tecniche ed economiche anche dei servizi di fonia che possono essere forniti con le due tipologie di accesso. 84. Al riguardo si evidenzia la suddivisione effettuata dall Autorità nella precedente analisi di mercato sulla base di quanto disposto dalla delibera n. 11/06/CIR tra tre categorie di servizi VoIP (servizi VoIP in decade zero, servizi VoIP in decade 5 e servizi VoIP che utilizzano numerazioni differenti per le chiamate in entrata e per quelle in uscita), 40 nonché la distinzione tra servizi VoIP di tipo managed e di tipo 39 Cfr. delibere n. 33/06/CONS punti 39-46 dell Allegato A e n. 314/09/CONS punti 68-69. 40 L Allegato B alla delibera n. 11/06/CIR individua i seguenti servizi: i) servizi VoIP che consentono di ricevere ed effettuare chiamate nazionali ed internazionali tramite una numerazione geografica del Piano Nazionale di Numerazione PNN (servizio VoIP in decade 0); ii) servizi VoIP nomadici che consentono di ricevere ed effettuare chiamate nazionali ed internazionali tramite numerazione non geografica del PNN (servizio VoIP in decade 5); iii) servizi VoIP che consentono di ricevere ed effettuare chiamate nazionali ed internazionali utilizzando numerazioni del PNN differenti per le chiamate in entrata e per quelle in uscita, eventualmente ricorrendo a sistemi di indirizzamento alternativi alla numerazione del PNN. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 44
unmanaged. 41 Conformemente a quanto sostenuto nella delibera n. 314/09/CONS, si ritiene che solo i servizi VoIP in decade zero e di tipo managed presentino caratteristiche funzionali analoghe a quelle dei servizi telefonici tradizionali offerti attraverso accessi a banda stretta (rete PSTN/ISDN). I servizi VoIP in decade zero di tipo managed, infatti, garantiscono le medesime caratteristiche di qualità dei servizi di accesso alla rete telefonica pubblica tradizionale (basso ritardo di comunicazione, assenza di jitter, assenza di eco, limitata distorsione del segnale vocale) e consentono le seguenti prestazioni: accesso ai servizi di emergenza, identificazione della linea chiamante, possibilità di ricevere le chiamate senza necessità di una preliminare e periodica configurazione del sistema da parte dell utente (ad esempio la connessione alla rete IP), portabilità del numero. Inoltre, tali servizi VoIP possono essere offerti attraverso tutte le tipologie di accesso a banda larga tecnologie xdsl, fibra ottica, WLL ad eccezione della tecnologia satellitare. 42 85. In aggiunta, l Autorità evidenzia che, con la delibera n. 128/11/CIR relativa alle disposizioni regolamentari in materia di interconnessione IP ed interoperabilità nella fornitura dei servizi VoIP, sono stati previsti scenari di interconnessione distinti in base a due categorie di operatori: operatori infrastrutturati ed operatori nomadici. L operatore nomadico, in generale, può consentire che l accesso ai servizi VoIP avvenga anche attraverso la rete pubblica Internet e non può controllare il trasporto dei pacchetti dati. Pertanto, l operatore nomadico non ha possibilità di controllare la qualità di servizio in nessuno degli scenari di interconnessione previsti nella delibera n. 128/11/CIR. Al contrario, un operatore infrastrutturato è in grado di controllare completamente il trasporto dei pacchetti dai propri clienti fino alla propria dorsale e da questa fino ai punti d interconnessione con gli altri operatori, nonché di garantire la qualità del servizio VoIP offerto ai clienti finali attraverso specifici accordi bilaterali con altri operatori infrastrutturati con cui è interconnesso. Pertanto, anche alla luce della suddetta disposizione regolamentare, un servizio VoIP managed offerto in decade zero da un operatore infrastrutturato presenta caratteristiche funzionali analoghe a quelle assicurate attraverso un servizio telefonico tradizionale. 86. Inoltre, l Autorità fa presente che è in atto il processo di migrazione dell interconnessione tra reti dalla tecnologia tradizionale (TDM) a quella IP, come evidenziato nella delibera n. 349/12/CONS relativa al modello di costo per la determinazione dei prezzi dei servizi d interconnessione offerti in modalità IP. Pertanto, 41 I servizi VoIP di tipo managed sono quei servizi VoIP offerti al cliente finale dal medesimo operatore che offre a quest ultimo anche il servizio di accesso a banda larga alla rete fissa (sia su infrastruttura propria, sia mediante il ricorso al bitstream o all ULL). Il servizio VoIP è invece di tipo unmanaged se è offerto da un operatore che non offre al cliente finale anche il servizio di accesso a banda larga. In tal caso, l operatore che fornisce il servizio VoIP unmanaged non è in grado di gestire e controllare pienamente i parametri tecnici del servizio. 42 Quest ultima, infatti, non si presta alla fornitura di servizi di fonia, in quanto presenta notevoli ritardi nella comunicazione, a causa dei tempi fisici di propagazione del segnale da e verso le orbite geostazionarie. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 45
la progressiva sostituzione, a livello di trasporto, della tecnologia tradizionale con quella IP determina una sempre minore rilevanza della distinzione tra servizi in tecnologia tradizionale e servizi VoIP managed in decade zero, in quanto, a livello di trasporto, solo i secondi assumeranno rilievo nello scenario d interconnessione IP di prossima realizzazione. 43 87. La relazione di sostituibilità tra le due tipologie di servizi di fonia (VoIP e PSTN) è confermata anche dall analisi delle offerte nel mercato al dettaglio. Infatti, si osserva che i servizi di telefonia sono attualmente commercializzati dagli operatori: i) esclusivamente attraverso la tecnologia VoIP; ii) prevalentemente con tecnologia PSTN per la fornitura di servizi voce, riservando la tecnologia VoIP managed alla sola clientela non residenziale; iii) su entrambe le tecnologie a seconda dell input utilizzato per la fornitura dei servizi voce ed a banda larga. In questo ultimo caso, si osserva che gli operatori praticano le medesime condizioni economiche per i servizi offerti in tecnologia tradizionale e per quelli VoIP. 44 88. Si osserva, infine, che il peso dei servizi di accesso naked bitstream sugli accessi bitstream complessivi è passato dal 26% al 55% nel periodo dal 2007 al 2012, 45 ossia, sempre più operatori forniscono servizi di fonia in tecnologia VoIP attraverso accessi a banda larga, se si escludono i casi di clienti che decidono di utilizzare l accesso su rete fissa per usufruire dei soli servizi dati. 46 Alcuni operatori che utilizzano servizi di unbundling in alcuni casi preferiscono continuare ad utilizzare servizi PSTN anche per l autoproduzione di servizi voce, mentre altri hanno optato su scelte tecnologiche basate su VoIP. 89. In sintesi, la scelta dell impiego della tecnologia VoIP managed per la fornitura di servizi di telefonia vocale, rispetto alle tecnologie tradizionali, è allo stato attuale sostanzialmente legata alle scelte tecnologiche dei vari operatori. L Autorità ritiene quindi che, per la fornitura dei servizi vocali, i servizi di accesso a banda stretta e quelli a banda larga (ad esclusione dei servizi offerti con tecnologia satellitare), sono da considerarsi sostituibili e, pertanto, facenti parte del medesimo mercato rilevante. In particolare, rientrano nel mercato rilevante i servizi di accesso alla rete fissa forniti attraverso le seguenti tecnologie: rame, fibra ottica, wireless fisse (WLL). 43 Nella delibera n. 349/12/CONS, l Autorità ha ipotizzato che il processo di migrazione possa concludersi nel 2015. 44 Si evidenzia che le offerte bundle (inclusive di servizi voce e servizi di trasmissione dati) di alcuni operatori presentano le medesime condizioni economiche per le due tecnologie impiegate (VoIP o PSTN). 45 Per il 2012 il dato è riferito al 3 trimestre. 46 Il naked bitstream è, infatti, un servizio di accesso all ingrosso generalmente richiesto dall operatore nelle aree in cui il servizio di unbundling non è disponibile e che richiede l utilizzo della tecnologia VoIP per la fornitura di servizi di fonia ai clienti finali. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 46
d) Sostituibilità tra servizi di accesso venduti singolarmente (stand alone) e servizi di accesso venduti congiuntamente ad altri servizi di comunicazione elettronica (bundle) 90. Al fine di verificare se sussistono le condizioni per definire un mercato rilevante per i servizi di accesso venduti in bundle con altri servizi ossia che comprenda oltre ai servizi di accesso alla rete fissa anche altri servizi venduti congiuntamente l Autorità ha considerato se a seguito di un aumento modesto, ma significativo e non transitorio del prezzo dell offerta bundle, un numero sufficiente di utenti acquisterebbe separatamente i servizi inclusi nel bundle. 91. L Autorità evidenzia che nonostante negli ultimi anni si sia assistito ad un moltiplicarsi di offerte che prevedono la vendita congiunta del servizio di accesso fonia da postazione fissa con altri servizi tipicamente l accesso ad Internet vi è una parte consistente dei consumatori che continua ad acquistare il servizio di accesso fonia separatamente da altri servizi. 92. Difatti, secondo i dati pubblicati nell ambito della già citata indagine dell Eurobarometro sulle abitudini di consumo dei servizi di comunicazione elettronica da parte delle famiglie, seppure il numero delle famiglie italiane che ha aderito ad offerte bundle nel 2011 è aumentato del 9% rispetto al 2009, 47 si riscontra ancora l esistenza di una domanda indipendente per i servizi di accesso venduti singolarmente e non come parte del bundle. In aggiunta, solo il 30% delle famiglie italiane ha dichiarato nel dicembre 2011 di acquistare offerte congiunte di servizi, posizionandosi ben al di sotto della media europea, pari a 43%. 48 E possibile ritenere, quindi, che la maggior parte dei consumatori continuino ad acquistare i servizi di accesso separatamente da altri servizi di comunicazione elettronica, nonostante il prezzo del bundle di servizi risulti essere solitamente più basso della somma dei prezzi dei singoli servizi in esso compreso. 93. Gli operatori, d altro canto, continuano a vendere il servizio di accesso anche separatamente da altri servizi ed a praticare condizioni di prezzo sostanzialmente differenti per i servizi di accesso stand alone e per quelli venduti in bundle con altri servizi (Tabella 3). 47 Cfr. pag. 128 Special Eurobarometer 335, E-Communication Household Survey Report, ottobre 2010. 48 Cfr. pag. 87 Special Eurobarometer 381, E-Communication Household Survey Report, giugno 2012. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 47
Tabella 3 Confronto tra i prezzi delle offerte dei servizi di accesso venduti singolarmente e congiuntamente ad altri servizi Offerta Servizi inclusi Prezzo ( /mese)* Linea base di Telecom Italia Super happy Italy di Infostrada-Wind Servizio di accesso fonia 16,64 Servizio di accesso fonia 14,95 Voce senza limiti di Telecom Italia Happy no limit di Infostrada-Wind Internet senza limiti di Telecom Italia All inclusive L di Wind Surf di Fastweb Servizi di accesso fonia e traffico voce illimitato Servizi di accesso fonia e traffico voce illimitato Servizi di accesso fonia e dati e traffico voce e dati illimitato Servizi di accesso fonia e dati e traffico voce e dati illimitato Servizi di accesso fonia e dati e traffico voce e dati illimitato 26,22 22,95 37,90 34,95 35,00 *I prezzi indicati in tabella si riferiscono sia ai dati comunicati dagli operatori nell ambito dell analisi di mercato sia alle offerte pubblicate sui siti degli operatori nel dicembre 2012. Tali prezzi non tengono conto di eventuali promozioni. 94. Infine, la contemporanea presenza sul mercato di offerte stand alone e di offerte bundle non solo di Telecom Italia obbligata ai sensi dell articolo 71 della delibera n. 731/09/CONS ma anche di altri operatori, conferma la presenza di consumatori che ancora preferiscono acquistare i servizi di accesso separatamente e non congiuntamente ad altri servizi. 95. In virtù delle considerazioni svolte, l Autorità ritiene che non vi siano le condizioni per definire un mercato rilevante per i servizi di accesso offerti congiuntamente ad altri servizi di comunicazione elettronica. e) Sostituibilità tra servizi di accesso alla rete telefonica in postazione fissa destinati alla clientela residenziale e servizi di accesso destinati alla clientela non residenziale 96. Come noto, la Commissione europea nella Raccomandazione non ha più distinto come invece aveva fatto nella precedente Raccomandazione il mercato rilevante dei servizi di accesso rivolti alla clientela residenziale da quello dei servizi di accesso rivolti alla clientela non residenziale, avendo rilevato che i) nella maggior parte degli Stati Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 48
membri gli operatori non praticano condizioni contrattuali differenziate nella vendita dei servizi di accesso alle due tipologie di clientela e che ii) la maggior parte degli operatori, non classifica i servizi offerti sulla base della clientela servita (residenziale e non residenziale) date le difficoltà nel reperimento dei dati per le due classi di consumatori. Tuttavia, la Raccomandazione specifica che le ANR possono decidere se le circostanze nazionali siano tali da giustificare il mantenimento della distinzione tra le due tipologie di clientela. 97. Nel corso della precedente analisi di mercato, l Autorità ha riscontrato la presenza di elementi di differenziazione nella vendita del servizio di accesso alla rete telefonica in postazione fissa alle due tipologie di clientela, tali da giustificare la definizione di due differenti mercati rilevanti uno per i clienti residenziali e l altro per i clienti non residenziali in continuità con quanto aveva stabilito nell ambito della prima analisi di mercato. 49 98. L Autorità ritiene quindi necessario verificare se, negli ultimi anni, siano intervenuti cambiamenti tali da portare alla definizione di un unico mercato rilevante per i servizi di accesso venduti ad entrambe le tipologie di clientela, in linea con quanto indicato nella Raccomandazione, oppure se vi siano le condizioni per confermare le conclusioni raggiunte nelle precedenti analisi di mercato. 99. In primo luogo l Autorità osserva che anche se da un punto di vista strettamente funzionale il servizio venduto può essere lo stesso per le due tipologie di clienti, continuano a sussistere caratteristiche distintive nella domanda da parte della clientela residenziale e non residenziale. In particolare, mentre per la clientela residenziale i servizi di accesso alla rete telefonica rispondono all esigenza di ampliare le modalità di comunicazione fra gli individui, per la clientela non residenziale i servizi di accesso alla rete telefonica rappresentano dei fattori produttivi essenziali per il funzionamento della propria azienda o attività economica e richiedono, quindi, sia soluzioni specifiche per le particolari esigenze dei clienti sia maggiori garanzie in termini di qualità, disponibilità e performance. 100. Queste diverse esigenze portano gli stessi operatori a prevedere differenti processi di fornitura del servizio ed a garantire un differente livello di qualità e di assistenza a seconda della tipologia di clientela servita. Si noti che in Italia alcuni operatori sono specializzati nell offrire i servizi esclusivamente alla clientela non residenziale. 50 Molti operatori, inoltre, utilizzano canali di vendita, nonché di assistenza post-vendita, 51 49 I clienti residenziali sono identificati come le persone fisiche residenti in abitazioni private che generalmente acquistano i servizi per finalità diverse da quelle imprenditoriali o professionali e che riportano il proprio codice fiscale sul contratto sottoscritto con l operatore. I clienti non residenziali sono le persone giuridiche che acquistano i servizi per finalità di tipo imprenditoriale o professionale e che riportano sul contratto la partita IVA. 50 Ad esempio BT Italia, Colt Telecom, Infracom, Verizon. 51 In particolare, fornendo numerazioni specifiche per i servizi di Customer Care e prevedendo una specializzazione del personale addetto all assistenza. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 49
differenziati in base alla tipologia di clientela. Infine, con particolare riferimento alla clientela non residenziale, le condizioni contrattuali possono prevedere delle clausole personalizzate relativamente ai tempi di ripristino in caso di guasto e prestazioni aggiuntive, tra cui un livello superiore di assurance ed un sistema di coordinamento del provisioning. 101. Da quanto detto, si conferma l esistenza di differenze nella domanda e nell offerta dei servizi di accesso destinati alle due tipologie di clientela tali da indurre a ritenere che i servizi di accesso per la clientela residenziale e quelli per la clientela non residenziale non rientrino nel medesimo mercato. Conclusioni sulla definizione del mercato del prodotto dell accesso al dettaglio alla rete telefonica pubblica in postazione fissa per fare e ricevere chiamate vocali e servizi correlati 102. Sulla base delle considerazioni esposte nei paragrafi precedenti ed in linea con l analisi di mercato di cui alla delibera n. 314/09/CONS, l Autorità individua i seguenti mercati rilevanti per i servizi di accesso alla rete telefonica pubblica fissa per effettuare e ricevere chiamate vocali e servizi correlati: - 1a. il mercato dell offerta e della domanda dei servizi di accesso alla rete telefonica fissa per effettuare e ricevere chiamate e servizi correlati (anche in tecnologia VoIP in decade zero e di tipo managed), per clienti residenziali; - 1b. il mercato dell offerta e della domanda dei servizi di accesso alla rete telefonica fissa per effettuare e ricevere chiamate e servizi correlati (anche in tecnologia VoIP in decade zero e di tipo managed) per clienti non residenziali. I suddetti mercati comprendono i servizi di accesso alla rete fissa forniti attraverso l utilizzo del rame, della fibra ottica e delle tecnologie wireless fisse (WLL). 2.5.2. Mercato dell accesso a banda larga al dettaglio 103. Alla luce dell evoluzione tecnologica e di mercato registratasi negli ultimi anni e che presumibilmente si avrà nel corso dell orizzonte temporale di riferimento della presente analisi di mercato, l Autorità ritiene opportuno riesaminare gli elementi di differenziazione del servizio di accesso a banda larga al dettaglio già analizzati nella precedente analisi di mercato, 52 al fine di verificare se sono intervenuti cambiamenti significativi, sia dal lato dell offerta che della domanda, che possono influenzare la definizione dei corrispondenti mercati all ingrosso: mercato n. 4 e mercato n. 5. 104. In proposito, i servizi di accesso a banda larga al dettaglio possono essere forniti attraverso diverse modalità che, sostanzialmente, si differenziano in base alla rete di 52 Cfr. delibera n. 314/09/CONS, paragrafi 85-93. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 50
accesso, al tipo di connettività ed alla configurazione tecnica. Con riferimento alla rete di accesso, si distinguono servizi di accesso a banda larga da rete fissa e servizi di accesso a banda larga da rete mobile e, nell ambito dei servizi di accesso a banda larga da rete fissa, si distinguono a seconda del portante trasmissivo e della soluzione tecnologica utilizzata servizi forniti su rete in rame (grazie all adozione delle tecnologie xdsl), su rete in fibra ottica, su reti wireless fisse o su reti satellitari. Per quanto riguarda il tipo di connettività, a seconda della velocità di connessione offerta all utente finale, i servizi di accesso a banda larga si distinguono dai servizi di accesso a banda stretta e, con lo sviluppo delle reti di accesso di nuova generazione, dai servizi di accesso a banda ultra larga. Infine, la connessione può essere simmetrica o asimmetrica. 105. Considerati i suddetti elementi di differenziazione del servizio di accesso a banda larga al dettaglio, si analizzano le condizioni di sostituibilità tra i seguenti servizi, in quanto suscettibili di influenzare la definizione dei corrispondenti mercati all ingrosso: a. servizi di accesso per la trasmissione dati a banda larga da rete fissa e servizi di accesso per la trasmissione dati a banda larga da rete mobile; b. servizi di accesso per la trasmissione dati a banda larga e servizi di accesso per la trasmissione dati a banda stretta; c. servizi di accesso per la trasmissione dati a banda larga forniti attraverso le diverse tecnologie disponibili sul mercato e, in particolare, tra i servizi di accesso a banda larga di tipo simmetrico e quelli di tipo asimmetrico. 106. Si noti che le analisi di sostituibilità tra servizi di accesso da rete fissa e servizi di accesso da rete mobile, nonché tra servizi di accesso a banda stretta e a banda larga, sono già state svolte nei paragrafi precedenti con riferimento ai servizi di accesso forniti allo scopo di effettuare e/o ricevere chiamate telefoniche ed i servizi correlati. Pertanto, nei paragrafi successivi l analisi si focalizza sugli aspetti peculiari relativi ai servizi di accesso forniti per effettuare la trasmissione di dati e si rimanda all analisi svolta nei suddetti paragrafi per le considerazioni di carattere generale. a) Sostituibilità tra i servizi di accesso per la trasmissione dati a banda larga da rete fissa ed i servizi di accesso per la trasmissione dati a banda larga da rete mobile 107. Ai fini della presente analisi di sostituibilità, l Autorità ha considerato oltre che le indicazioni contenute nelle Linee Guida, anche le osservazioni della Commissione europea fornite alle ANR nell ambito delle procedure di consultazione di cui all art.7 della Direttiva Quadro ed, in particolare, quelle fornite nella lettera di commenti allo schema di provvedimento di analisi di mercato dell accesso a banda landa larga all ingrosso svolta dal regolatore austriaco RTR. 53 In tale lettera, la Commissione 53 Lettera di seri dubbi della Commissione europea relativa al caso AT/2009/0970 Wholesale broadband access (WBA) in Austria, con la quale è stata avviata la Fase II, ai sensi dell art. 7, comma 4, della Direttiva Quadro, Lettera SG-Greffe (2009) D/6009 del 5/10/2009. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 51
europea ha evidenziato che, al fine di analizzare correttamente la relazione di sostituibilità tra due differenti servizi, è opportuno valutare correttamente la funzionalità e la destinazione d uso dei servizi oggetto di analisi e, con particolare riferimento alla sostituibilità fisso-mobile, l analisi deve tenere conto di specifici fattori quali la velocità di connessione, il prezzo dei servizi o l elasticità incrociata della domanda. 54 108. Pertanto, nello svolgere l analisi di sostituibilità tra i servizi di accesso per la trasmissione dati a banda larga da rete fissa ed i servizi di accesso per la trasmissione dati a banda larga da rete mobile, l Autorità ha considerato: i) il livello di sviluppo delle tecnologie a banda larga da rete mobile e da rete fissa, anche in ottica prospettica; ii) il livello di diffusione dei servizi di accesso a banda larga da rete fissa e da rete mobile nel periodo 2008-2011 valutato in termini di numero di accessi; iii) le caratteristiche tecniche ed economiche delle offerte attualmente in commercio; iv) i comportamenti di consumo degli utenti. 109. Con riferimento allo sviluppo delle tecnologie a banda larga, si osserva che negli ultimi anni si è assistito ad un progressivo sviluppo sia delle reti di accesso in fibra ottica che delle reti mobili di terza e quarta generazione basata sulla tecnologia Long Term Evolution (LTE). 110. L Autorità ritiene che per verificare l eventuale processo di sostituzione tra servizi di accesso per la trasmissione dati a banda larga da rete fissa ed i corrispondenti servizi di accesso da rete mobile occorra, altresì, confrontare la diffusione degli accessi a banda larga da rete fissa con la diffusione degli accessi a banda larga da rete mobile. A tal fine si utilizza come indicatore del grado di diffusione dei servizi di accesso a banda larga da rete fissa, il numero di linee a banda larga da rete fissa, e come indicatore del grado di diffusione dei servizi di accesso a banda larga da rete mobile, il numero di connect card e chiavette USB. Si ritiene che il numero di connect card e chiavette USB sia l indicatore più idoneo per effettuare un confronto con il numero di linee a banda larga da rete fissa sia perché tale indicatore individua gli abbonamenti a servizi dati offerti su rete mobile che devono essere acquistati separatamente dai servizi voce, sia in quanto tali servizi assicurano funzionalità e modalità di consumo per la trasmissione dati paragonabili a quelle delle rete fissa. 55 54 Nel caso austriaco, la Commissione europea ha indicato che l analisi di sostituibilità deve considerare se le applicazioni che possono essere eseguite con una connessione da rete fissa (quali il download di musica e film), nonché le garanzie di sicurezza necessarie affinché l utente possa usufruire di servizi che richiedono una connessione protetta (quali l internet banking), possono essere garantite anche da una connessione IP da rete mobile. La Commissione ha anche ricordato come per la clientela residenziale, la presenza di offerte bundle nel mercato servizi di accesso a larga banda sono considerate, in altri mercati europei, elemento di non sostituibilità tra i servizi di accesso a larga banda da rete fissa ed i servizi di accesso a larga banda da rete mobile (Lettera di seri dubbi SG-Greffe (2009) D/6009 del 5/10/2009). 55 Si osserva che i medesimi indicatori sono utilizzati dalla Commissione europea nella Digital Scoreboard Agenda come indicatori della penetrazione della larga banda mobile. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 52
111. Ciò premesso, la Figura 4 mostra un andamento crescente sia per il numero di accessi a larga banda da rete fissa, sia per il numero di accessi a banda larga da rete mobile, seppure con tassi di crescita più significativi per quanto riguarda gli accessi a larga banda da rete mobile. Infatti, il numero di connect card/usb ha registrato una crescita significativa nel periodo considerato, passando da circa 1,6 milioni nel 2008 a circa 6,5 milioni nel primo semestre 2012. Tale crescita è particolarmente sostenuta nel 2009 (circa il 140% in più rispetto all anno precedente) rallentando a partire dall anno 2011. Anche per quanto riguarda gli accessi a larga banda da rete fissa la Figura 4 mostra come nel periodo considerato vi sia stata una crescita complessiva delle linee a larga banda da rete fissa. Tale incremento alla fine del primo semestre 2012 è pari al 21% rispetto all anno 2008. Figura 4 Numero di accessi a larga banda da rete fissa e da rete mobile (milioni) - (2008 - I sem. 2012) Fonte: elaborazioni AGCOM su dati forniti dagli operatori 112. Sebbene la crescita complessiva del numero di connect card/usb sia stata significativa nel periodo in esame, l andamento in entrambi i casi crescente (seppure con tassi diversi) delle due tipologie di accesso a banda larga (da rete fissa e da rete mobile) induce a presumere che tale aumento non possa essere imputato ad un effetto di sostituzione dei servizi di accesso per la trasmissione dati a banda larga da rete fissa con i servizi di accesso per la trasmissione dati a banda larga da rete mobile, quanto piuttosto ad un fenomeno di complementarietà. 113. Inoltre, per quanto riguarda le caratteristiche tecniche del servizio, si osservano ancora significative differenze tra un accesso a banda larga da rete fissa ed uno da rete Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 53
mobile, in termini di velocità e qualità della connessione. Benché le principali offerte attualmente disponibili consentano di raggiungere una velocità di connessione ad Internet da postazione mobile superiore a quella di 20 Mbps (MB) 56 conseguibile da postazione fissa, i servizi di accesso a larga banda da rete mobile non garantiscono una stabilità della connessione equiparabile a quella ottenibile con un accesso a banda larga da rete fissa. Infatti, l effettiva velocità di trasmissione raggiungibile da postazione mobile dipende dalla copertura, dalla capacità e dal grado di congestione della rete, nonché dal tipo di terminale utilizzato. Sebbene la tecnologia mobile di ultima generazione abbia aumentato la massima velocità trasmissiva fino a valori dell ordine dei 100 Mbps in download e 50 Mbps in upload, essendo la banda radio una risorsa condivisa e limitata, il throughput medio per utente può essere notevolmente inferiore in funzione del numero di utenti che sono connessi contemporaneamente nella stessa cella. Tale limitazione non è presente, invece, nell accesso da rete fissa ove la banda trasmissiva del doppino o della fibra ottica è dedicata al singolo utente. 57 114. Passando all analisi delle differenze funzionali delle due tipologie di servizi di accesso a banda larga, si ritengono ancora valide le considerazioni svolte nella precedente analisi di mercato. L utente si rivolge ai servizi a larga banda da postazione fissa o a quelli da postazione mobile per soddisfare diverse esigenze di consumo: i servizi di accesso a banda larga da rete fissa consentono all utente di beneficiare di un determinato livello di qualità, funzionale al pieno utilizzo di particolari applicazioni (quali la Web Tv, SMART TV); i servizi di accesso a banda larga da rete mobile, invece, privilegiano il bisogno di comunicare in mobilità piuttosto che la qualità della trasmissione dati, soggetta ai limiti sopracitati derivanti dalla copertura, capacità, congestione della rete e dal tipo di apparato utilizzato per la connessione da rete mobile. In sintesi, si rileva che il ricorso a connessioni a banda larga da rete mobile risulta ancora circoscritto alle situazioni di mobilità, ovvero quando il cliente non è in casa o in ufficio e, quindi, non ha a disposizione una postazione di accesso alla rete fissa. 115. In aggiunta, dall analisi delle caratteristiche delle principali offerte Internet da rete fissa e da rete mobile risulta come tali offerte siano ancora strutturate in maniera sostanzialmente differente. 116. Com è possibile osservare dai dati riportati nella Tabella 4 e nella Tabella 5, 58 le offerte per i servizi di accesso a larga banda da postazione fissa prevedono una 56 Sul mercato sono presenti offerte per servizi a larga banda su fibra di nuova generazione Internetfibra e Tuttofibra di Telecom Italia che consentono di raggiungere velocità 30MB in download e 3MB in upload. 57 Nel caso di servizi su rete NGA, in realtà, il singolo utente dispone di una fibra ottica dedicata solo nelle reti di tipo FTTH point-to-point, mentre negli altri casi vi è sempre un certo livello di condivisione della risorsa fisica. Tuttavia, tenuto conto dell elevata banda trasmissiva disponibile su una fibra ottica, la condivisione di una medesima risorsa fisica tra più utenti non determina una limitazione del throughput paragonabile a quella che si può verificare in certe situazioni nel caso di rete mobile. 58 Le offerte indicate nella Tabella 4 e nella Tabella 5 si riferiscono sia ai dati comunicati dagli operatori nell ambito dell analisi di mercato sia alle offerte pubblicate sui siti degli operatori nel dicembre 2012. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 54
tariffazione mensile di tipo flat senza limitazioni circa la quantità di traffico inclusa nell offerta e la durata della connessione, mentre le offerte Internet da postazione mobile prevedono, a fronte di un corrispettivo mensile fisso, un tetto in termini di capacità o di durata (Bitcap), superato il quale, la velocità di trasmissione della connessione si riduce sensibilmente. 59 Tabella 4 Caratteristiche delle principali offerte Internet da postazione fissa Operatore Offerta Prezzo Validità Velocità ADSL 7 Mega* 20,12 Mensile 7MB Telecom Internet 7 Mega** 20 Mensile 7MB Internet Premium** 40 Mensile 20MB Fastweb Joy* 29 Mensile 20MB Absolute ADSL* 24,95 Mensile 8MB Wind Infostrada ADSL Aziende ** 29,95 Mensile 7MB ADSL Aziende 20 ** 39,95 Mensile 20MB Teletu ADSL senza limiti* 19,90 Mensile 7MB Tiscali ADSL 8 Mega* 9,95 Mensile 8MB ADSL Professional** 24,50 Mensile 20MB *Offerta Internet da postazione fissa rivolta alla clientela residenziale. **Offerta Internet da postazione fissa rivolta alla clientela non residenziale. 117. L introduzione di soglie al traffico dati nelle offerte per la connessione Internet da postazione mobile limita le applicazioni che possono essere eseguite con una connessione da rete mobile (quali il download di musica e film, servizi cloud ecc.) rispetto all uso che il consumatore può fare aderendo ad un offerta Internet da rete fissa che non prevede soglie di traffico. 118. Sulla base delle considerazioni esposte nei punti precedenti si esclude la possibilità che vi sia sostituzione verso i servizi di accesso a banda larga da rete mobile nell eventualità di un incremento del prezzo relativo dei servizi di accesso a banda larga da rete fissa tale da rendere l incremento del prezzo non profittevole. Pertanto, dal punto di vista della domanda di mercato, le due tipologie di accesso non risultano sostituibili. 59 Le offerte attualmente in commercio prevedono che al raggiungimento della soglia prevista dall offerta, la velocità di download viene ridotta a 32kbps sino allo scadere del periodo (mese/bimestre). Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 55
Tabella 5 Caratteristiche delle principali offerte Internet da postazione mobile Operatore Offerta Prezzo Validità Velocità Bitcap Tim Wind Internet Large * 20 mensile 14,4MB 10GB Tutto Internet 24 mensile 42,2MB 20GB 42.2 ** Mega 20 mensile 14,4MB 10GB Unlimited * Internet Start ** 8 mensile 14,4MB 2GB Internet Plus** 20 mensile 14,4MB 10GB Vodafone H3G Internet Go 15 mensile 14,4MB 5GB Special * Internet 25 mensile 42,2MB 20GB bimestrali Speed ** Tre Dati Plus * 19 mensile 42MB 30GB B Unlimited ** 19 mensile 42MB 30GB Fastweb Mobile Maxi Flat * 16 mensile 21,6MB 10GB Tiscali Mobile Internet mobile large * 20,16 mensile 7,2 MB 150 ore di navigazione *Offerta Internet da postazione fissa rivolta alla clientela residenziale. **Offerta Internet da postazione fissa rivolta alla clientela non residenziale. 119. Anche l analisi di sostituibilità dal lato dell offerta induce a definire il mercato dei servizi di accesso a banda larga da postazione fissa come un mercato distinto da quello dei servizi di accesso a banda larga da rete mobile. Le argomentazioni sono le medesime di quelle riportate al punto 79 con riferimento alla corrispondente analisi di sostituibilità svolta per i servizi di accesso forniti per le chiamate vocali e servizi correlati (mercato 1). 120. In conclusione, in linea con i risultati raggiunti nella precedente analisi di mercato di cui alla delibera n. 314/09/CONS ed analogamente a quanto riscontrato per i servizi di accesso relativi alla fornitura di servizi di fonia, l Autorità ritiene che i servizi di accesso a banda larga da rete fissa e quelli da rete mobile costituiscano due mercati rilevanti separati. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 56
b) Sostituibilità tra servizi di accesso per la trasmissione dati a banda larga e servizi di accesso per la trasmissione dati a banda stretta 121. L Autorità ritiene sostanzialmente invariate le conclusioni raggiunte nelle precedenti analisi di mercato in merito all assenza di sostituibilità tra i servizi di accesso per la trasmissione dati a banda larga ed i servizi di accesso per la trasmissione dati a banda stretta. 60 122. Con riferimento ai servizi di trasmissione dati, infatti, un accesso a banda larga differisce sostanzialmente da un accesso a banda stretta in termini di caratteristiche tecniche e di applicazioni che è in grado di offrire all utente finale. Per un analisi dettagliata delle condizioni di sostituibilità esistenti dal lato della domanda e dell offerta si rimanda alle precedenti analisi di mercato. 61 123. Si osserva, inoltre, che nonostante sul mercato siano presenti offerte di servizi di accesso per la trasmissione dati a banda stretta, la trasmissione dati in dial-up è diminuita in maniera significativa nel periodo considerato dalla presente analisi: al 2011 il traffico dial-up è diminuito dell 82% rispetto al 2008. 124. Per altro verso, in questa sede si evidenzia che lo sviluppo delle versioni avanzate delle tecnologie DSL (ad esempio VDSL2), nonché, in ottica prospettica, la maggiore disponibilità di offerte al dettaglio sulla rete in fibra, accentueranno ulteriormente le differenze nelle prestazioni dei servizi dati forniti su banda larga rispetto a quelli offerti su banda stretta. In particolare, l incremento della banda disponibile ha favorito la diffusione di nuovi servizi e applicazioni (ad esempio, i servizi di Web TV) che non possono essere fruiti attraverso un accesso a banda stretta. 125. In linea con quanto evidenziato dalla Commissione europea nella Raccomandazione, l Autorità ritiene, quindi, che i servizi di accesso per la trasmissione dati a banda larga costituiscano un mercato separato dai servizi di accesso per la trasmissione dati a banda stretta. 62 60 Così come evidenziato dalla Commissione nella Raccomandazione, l accesso a banda larga si distingue per il fatto di consentire una capacità digitale in entrata per gli utenti finali superiore a 128 Kbit/s. Un accesso a banda stretta consente, invece, una velocità di connessione pari a 56 Kbit/s per le linee analogiche, 64 Kbit/s per il singolo canale B ISDN e 128 Kbit/s nel caso di utilizzo congiunto dei due canali B della linea ISDN. 61 Cfr. delibera n. 34/06/CONS, punti 71-76 e delibera n. 314/09/CONS, punto 95. 62 In tal senso, con riferimento ai servizi di accesso forniti per la trasmissione dati, si noti che l Autorità giunge a conclusioni diverse rispetto a quelle raggiunte ai punti 82 e successivi in relazione ai servizi di accesso per la fornitura dei servizi vocali, dove lo sviluppo della tecnologia VoIP ha portato ad individuare un unico mercato rilevante comprendente sia i servizi di accesso forniti su rete tradizionale (a banda stretta), sia quelli offerti su altre tecnologie di rete (a banda larga). Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 57
c) Sostituibilità tra servizi di accesso per la trasmissione dati a banda larga forniti attraverso le diverse tecnologie disponibili sul mercato e, in particolare, tra i servizi di accesso a banda larga di tipo simmetrico e quelli di tipo asimmetrico 126. Nella precedente analisi di mercato, l Autorità ha individuato un unico mercato rilevante dei servizi di accesso a banda larga al dettaglio comprendente tutte le tecnologie di accesso disponibili sul mercato sia di tipo asimmetrico sia di tipo simmetrico ad esclusione delle tecnologie satellitari. L Autorità intende confermare tale conclusione, ritenendo che continuino a persistere tutte le condizioni, sia di natura tecnica sia di natura economica, descritte nella delibera n. 314/09/CONS. 127. Difatti, l Autorità conferma la presenza sul mercato di numerose opzioni disponibili per ciascuna tipologia di accesso in termini di livello di prezzo, ampiezza di banda offerta e tipologia di fatturazione. In primo luogo, si evidenzia la presenza di offerte di tipo asimmetrico (offerte per servizi ADSL) paragonabili, in termini di prezzo, ad alcune offerte di accesso in fibra ed altre paragonabili ad offerte di tipo simmetrico. Sul mercato sono presenti infatti offerte che prevedono analoghe condizioni economiche per alcune tipologie di connessioni in fibra ottica che consentono di raggiungere una velocità fino a 10 MB sia in ricezione che in trasmissione e per le connessioni ADSL che consentono di raggiungere una velocità fino a 20 MB in ricezione e fino a 1 MB in trasmissione. 128. Dai dati comunicati dagli operatori, emerge inoltre che nonostante la clientela residenziale abbia esigenze di trasmissioni dati relativamente minori rispetto a quelle di una grande azienda, una percentuale di accessi in fibra ottica è attiva presso tale tipologia di clientela. 129. Per quanto concerne le tecnologie di tipo satellitare, come già illustrato al punto 100 della delibera n. 314/09/CONS, queste non si dimostrano sufficientemente sostituibili con le altre tecnologie di accesso a banda larga. Dai dati comunicati dagli operatori, rispetto ai dati della precedente analisi di mercato si osserva, a partire dal 2008, una ulteriore riduzione del numero di accessi a banda larga di tipo satellitare, che risulta inferiore allo 0,5% del numero totale degli accessi a banda larga, come risulta dalla Tabella 2. 130. Ciò premesso, si confermano le conclusioni raggiunte nella precedente analisi di mercato, che portano ad includere in un unico mercato rilevante dei servizi di accesso a banda larga al dettaglio tutte le tecnologie di accesso sia di tipo asimmetrico sia di tipo simmetrico disponibili sul mercato, ad esclusione delle tecnologie satellitari. Conclusioni sulla definizione del mercato del prodotto dell accesso a banda larga al dettaglio 131. Alla luce delle considerazioni sopra esposte, l Autorità individua un unico mercato rilevante dei servizi di accesso a banda larga al dettaglio comprendente tutte le Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 58
tecnologie di accesso disponibili sul mercato sia di tipo asimmetrico sia di tipo simmetrico ad esclusione delle tecnologie satellitari. Rientrano, quindi, nel mercato rilevante i servizi di accesso alla rete fissa forniti attraverso le tecnologie in rame, fibra ottica e wireless fisse (WLL). D1. Si condivide l orientamento dell Autorità in merito alla definizione dei mercati del prodotto/servizio al dettaglio? 2.6. Definizione dei mercati all ingrosso del prodotto 132. Gli operatori che intendono fornire i servizi al dettaglio di accesso alla rete fissa sia per effettuare/ricevere chiamate vocali ed accedere ai servizi correlati sia per effettuare trasmissioni dati a banda larga e che non dispongono di proprie infrastrutture di accesso possono acquistare all ingrosso gli input necessari. Come già descritto al punto 39, essi possono acquistare dagli operatori che dispongono della rete di accesso il servizio all ingrosso di accesso fisico oppure il servizio all ingrosso di accesso virtuale. 63 133. Nell ambito della precedente analisi di mercato di cui alla delibera n. 314/09/CONS, in linea con quanto indicato dalla Commissione nella Raccomandazione, 64 l Autorità ha ritenuto che le due tipologie di servizi di accesso all ingrosso, fisico e virtuale, dovessero costituire due mercati rilevanti distinti (mercato n. 4 e mercato n. 5). 134. Nei paragrafi successivi, l Autorità valuta, in primo luogo, le condizioni di sostituibilità esistenti tra i due servizi all ingrosso (accesso fisico e accesso virtuale) al fine di riesaminare la validità delle conclusioni della precedente analisi di mercato. Successivamente, l Autorità analizza per ciascuno dei due servizi all ingrosso il grado di sostituibilità esistente tra il servizio fornito su rete in rame e gli analoghi servizi all ingrosso forniti mediante l utilizzo delle altre tecnologie oggetto di analisi: fibra ottica e WLL. Sostituibilità tra il servizio all ingrosso di accesso (fisico) alle infrastrutture di rete in postazione fissa ed il servizio all ingrosso di accesso a banda larga (virtuale) 135. Le seguenti considerazioni concernenti la sostituibilità tra i servizi all ingrosso di accesso fisico e virtuale si riferiscono sia ai servizi forniti su rete in rame, considerati 63 Per una descrizione dettagliata dei servizi all ingrosso di accesso fisico e di accesso virtuale alla rete fissa si veda il paragrafo 2.3. Si fa presente comunque che, presso gli stadi di linea non aperti al servizio di accesso disaggregato, gli operatori alternativi possono ricorrere al servizio di rivendita del canone all ingrosso (WLR). 64 La Commissione ritiene che le imprese non valutino il servizio all ingrosso di accesso fisico ed il servizio all ingrosso di accesso virtuale come sostituibili al fine di fornire i propri servizi alla clientela finale e, pertanto, individua nella Raccomandazione due distinti mercati rilevanti (mercati n. 4 e n. 5). Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 59
nel contesto della precedente analisi di mercato, sia ai servizi forniti su rete in fibra. Si fa presente che l analisi relativa ai servizi di accesso all ingrosso forniti su rete in fibra è da intendersi in un ottica prospettica in quanto la disponibilità di servizi all ingrosso su reti in fibra è ancora limitata. 65 136. In linea con quanto già sostenuto nella delibera n. 314/09/CONS, l Autorità ritiene che i servizi all ingrosso di accesso fisico e quelli di tipo virtuale siano significativamente diversi tra loro in termini di copertura geografica, grado di controllo della capacità trasmissiva da parte dell operatore acquirente del servizio e livello di investimento richiesto. 137. Per quanto riguarda la copertura geografica, nel contesto nazionale i servizi all ingrosso di accesso fisico in postazione fissa su rete in rame sono offerti su un sottoinsieme delle aree coperte dall accesso a larga banda all ingrosso (ossia dai servizi di accesso virtuale). Infatti, mentre il servizio di accesso fisico è fornito in circa 1.600 centrali di Telecom Italia su un totale di più di 10.200 centrali (con una copertura di circa il 62% del totale della popolazione telefonica), 66 i servizi bitstream sono disponibili in tutte le zone dove Telecom Italia è in grado di fornire servizi al dettaglio xdsl; di conseguenza, l unica porzione di popolazione non coperta da servizi bitstream coincide con la popolazione soggetta a digital divide infrastrutturale. 138. In merito ai servizi all ingrosso forniti su rete in fibra, attualmente non risulta possibile effettuare un analisi puntuale circa la futura estensione geografica delle offerte in quanto la disponibilità sul territorio dei diversi servizi di accesso risulta strettamente correlata alle scelte tecnologiche e strategiche degli operatori. A titolo di esempio, si consideri l eventualità che l architettura adottata per la realizzazione delle reti in fibra ottica sia di tipo GPON: in tal caso, tratte continue in fibra ottica sarebbero condivise tra più utenti e non sarebbe quindi possibile, allo stato attuale della tecnologia, la fornitura di un servizio all ingrosso di accesso disaggregato di tipo non virtuale. 139. Alla luce di quanto detto ed in considerazione del fatto che a differenza dei servizi di accesso a banda larga all ingrosso su fibra - potrebbe non essere sempre possibile la fornitura di servizi all ingrosso di accesso fisico su rete in fibra, si può affermare che le due tipologie di servizi di accesso all ingrosso fisico e virtuale sono disponibili in maniera differente sul territorio italiano. 140. Per ciò che concerne il controllo della capacità trasmissiva, nel caso dell accesso virtuale il controllo del collegamento è dell operatore che dispone della rete di accesso e non dell operatore acquirente del servizio all ingrosso. Invece, nel caso dell accesso fisico, tale controllo passa all operatore acquirente del servizio all ingrosso. Di conseguenza, l accesso fisico in postazione fissa garantisce all acquirente del servizio 65 Per ulteriori dettagli circa i servizi all ingrosso forniti su rete in fibra, si rimanda ai paragrafi successivi concernenti le analisi di sostituibilità per i singoli mercati. 66 Elaborazioni dell Autorità su dati forniti dagli operatori aggiornati a settembre 2012. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 60
una maggiore discrezionalità nella qualificazione della linea acquistata e, quindi, maggiore autonomia nella predisposizione delle proprie offerte commerciali. 141. Infine, i due servizi di accesso all ingrosso fisico e virtuale richiedono livelli di investimento in infrastrutture profondamente diversi per l operatore acquirente. Infatti, l accesso fisico all ingrosso è solo uno degli input che, combinato con altri elementi di rete e con attività di gestione effettuate dall operatore acquirente, consente la fornitura del servizio di accesso alla clientela finale. Il servizio di accesso virtuale richiede, invece, minori investimenti e limitate attività da parte dell operatore acquirente. 142. Alla luce delle differenze sopra esposte, le motivazioni che presiedono alla domanda dei due servizi sono difformi e dipendono in maniera significativa dal modello di business che il singolo operatore ha deciso di adottare. Nel caso dell accesso fisico, gli operatori ricercano un input infrastrutturale che consente loro di offrire servizi integrati voce-dati e di mantenere un rapporto più stretto con il cliente finale. Nel caso dell accesso virtuale, gli operatori acquirenti domandano un prodotto che richiede minori input ed attività aggiuntive per la commercializzazione di servizi di accesso alla clientela finale e, di conseguenza, determina una maggiore dipendenza dall operatore di accesso. 143. In virtù di tali considerazioni, l analisi di sostituibilità dal lato della domanda conduce ai medesimi risultati raggiunti nella precedente analisi di mercato: in caso di un aumento modesto ma significativo e non transitorio dei prezzi dei servizi all ingrosso di accesso virtuale, è improbabile che si assista ad una migrazione della domanda di tali servizi verso i servizi all ingrosso di accesso fisico, tale da rendere l incremento di prezzo non profittevole; analogamente, un aumento modesto ma significativo e non transitorio dei prezzi dei servizi all ingrosso di accesso fisico, difficilmente comporterebbe una migrazione sostanziale della domanda di tali servizi verso i servizi all ingrosso di accesso virtuale. A supporto della suddetta conclusione si evidenzia, inoltre, che la differenza esistente tra i prezzi delle due tipologie di servizi forniti su rete in rame in conseguenza di scelte regolamentari mirate ad incentivare la concorrenza sulle infrastrutture piuttosto che sui servizi in accordo al principio della ladder of investment è di entità significativa e, quindi, si ritiene che una variazione dei prezzi di una tipologia di servizi non sia sufficiente a condurre ad una migrazione della domanda di tali servizi verso l altra tipologia. 144. Anche con riferimento alla sostituibilità dal lato dell offerta, restano valide le considerazioni svolte nella precedente analisi di mercato. In particolare, in seguito ad una variazione dei prezzi relativi dei due servizi di accesso all ingrosso, l operatore che dispone dell accesso fisico (sia perché proprietario della rete di accesso sia perché acquista il servizio di accesso fisico all ingrosso) potrebbe fornire il servizio di accesso virtuale ad operatori terzi in tempi ragionevoli e senza incorrere in costi particolarmente rilevanti; al contrario, un operatore che dispone dell accesso virtuale, in caso di un aumento modesto ma significativo e non transitorio del prezzo di servizio di accesso Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 61
fisico, non è in grado di fornire quest ultimo servizio in tempi brevi e senza sostenere ingenti investimenti. Infatti, la realizzazione di una rete fissa di accesso richiede, da un lato, tempi molto lunghi e, dall altro, rilevanti investimenti, in gran parte non recuperabili (sunk cost) in caso di uscita dal mercato. 145. Alla luce delle considerazioni esposte, in linea con quanto evidenziato nella Raccomandazione e con le conclusioni raggiunte nell ambito della precedente analisi di mercato, si conclude che le due tipologie di servizi di accesso all ingrosso costituiscano due diversi mercati rilevanti: mercato dell accesso all ingrosso alle infrastrutture di rete e mercato dell accesso a banda larga all ingrosso. 2.6.1. Mercato dell accesso a banda larga all ingrosso (mercato n. 5) Sostituibilità tra i servizi all ingrosso di accesso virtuale forniti mediante le tecnologie xdsl e quelli forniti mediante la fibra ottica ed il WLL 146. Nei paragrafi successivi, l Autorità intende verificare le condizioni di sostituibilità esistenti tra il servizio all ingrosso di accesso virtuale fornito mediante le tecnologie xdsl e quelli erogati mediante l utilizzo della fibra ottica e della tecnologia WLL. 147. Si noti che nel mercato italiano, attualmente, è venduto esclusivamente il servizio di accesso virtuale basato su tecnologia xdsl (servizio bitstream su tecnologie ATM ed Ethernet). Infatti, pur essendo presenti diverse offerte al dettaglio di accesso a banda larga in fibra ottica e WLL, dai dati forniti dagli operatori risulta che nel mercato all ingrosso nessun operatore ha venduto accessi bitstream in fibra ottica o in tecnologia WLL nel corso degli ultimi anni. 67 148. Pertanto, essendo l accesso in rame pressoché l unica tipologia di accesso venduta nel mercato a banda larga all ingrosso, è piuttosto improbabile che si presentino dei vincoli diretti (direct constraints) al comportamento dell impresa fornitrice di tale servizio, ossia vincoli derivanti dalla migrazione della domanda all ingrosso verso i servizi di accesso virtuale realizzati attraverso l utilizzo della fibra o del WLL. In altre parole, un incremento modesto, ma significativo e non transitorio, del prezzo del servizio bitstream in rame difficilmente provocherebbe una migrazione della domanda verso l acquisto di analoghi servizi di accesso forniti su altre tecnologie, né è ipotizzabile che un operatore acquirente del servizio bitstream in rame possa decidere di auto-produrre in breve tempo il servizio stesso, a causa degli ingenti investimenti che dovrebbe sostenere. 67 Si fa presente tuttavia che Telecom Italia ha presentato nel 2011 un offerta di carattere transitorio e pubblicata in accordo a quanto previsto dalla delibera n. 61/11/CONS di servizi bitstream su rete in fibra denominata Easy IP Fibra. Si fa presente che è in corso di approvazione l offerta di riferimento di Telecom Italia per l offerta di servizi bitstream su fibra. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 62
149. Tuttavia analogamente a quanto riscontrato nella precedente analisi di mercato essendo la domanda di connettività all ingrosso una domanda derivata dalla domanda di connettività presente nel mercato al dettaglio, i vincoli competitivi al comportamento dell impresa fornitrice del servizio all ingrosso (ossia vincoli ad eventuali incrementi del prezzo) potrebbero derivare, indirettamente, dalla sostituibilità esistente tra i servizi di accesso forniti mediante le diverse tecnologie nel mercato al dettaglio (indirect constraints). Si osserva che un eventuale aumento di prezzo modesto ma significativo e non transitorio dei servizi xdsl all ingrosso determina un incremento dei prezzi dei servizi xdsl al dettaglio, in quanto il costo della componente all ingrosso in esame rappresenta una componente significativa del prezzo del servizio al dettaglio. Tale incremento del prezzo del servizio xdsl al dettaglio determina, con molta probabilità, per via della sostituibilità presente tra i servizi di accesso forniti mediante le diverse tecnologie nel mercato al dettaglio, uno spostamento di una parte della domanda del mercato finale verso servizi di accesso a banda larga offerti attraverso la fibra ottica o il WLL. 68 L Autorità valuta l entità di tale spostamento della domanda al dettaglio verso servizi sostituibili sufficiente da rendere l incremento del prezzo all ingrosso non profittevole. Infatti, la migrazione della domanda finale verso servizi in fibra ottica e/o WLL comporterebbe un aumento della capacità all ingrosso in tali tecnologie (fornita sotto forma di autoproduzione o venduta sul mercato) ed una corrispondente diminuzione nella vendita all ingrosso di connettività xdsl. 150. L Autorità evidenzia che, in seguito ad un incremento del prezzo del servizio bitstream di tipo xdsl e, quindi, al conseguente aumento del prezzo del corrispondente servizio al dettaglio offerto da operatori che, non essendo integrati verticalmente, acquistano il servizio bitstream, i consumatori potrebbero migrare anche verso l acquisto dei servizi xdsl dell impresa verticalmente integrata. Ciò naturalmente si verificherebbe qualora l impresa integrata verticalmente, nonostante l incremento del prezzo all ingrosso, non aumenti il prezzo del corrispondente servizio al dettaglio. In tal caso, l incremento del prezzo all ingrosso dell impresa verticalmente integrata si rivelerebbe profittevole, in quanto non genererebbe i vincoli indiretti descritti nel paragrafo precedente: infatti, la diminuzione dei volumi venduti all ingrosso sarebbe comunque compensata da un aumento corrispondente dei volumi al dettaglio. Tuttavia, l Autorità evidenzia al riguardo che, sebbene sul mercato vi siano alcuni operatori alternativi che vendono servizi bitstream e che sono integrati nei corrispondenti mercati al dettaglio, la quasi totalità degli accessi bitstream su xdsl sono venduti dall operatore Telecom Italia, sottoposto ad una specifica regolamentazione volta a 68 Si noti che i servizi a banda larga in fibra ottica e con tecnologia WLL non sono disponibili in tutte le aree dove è presente la tecnologia xdsl. Pertanto, il vincolo seppure indiretto alle variazioni di prezzo della connettività xdsl esercitato dalle offerte in fibra ottica/wll disponibili sul mercato al dettaglio potrebbe risultare più labile. Tuttavia, come anche evidenziato nella precedente analisi di cui alla delibera n. 314/09/CONS, la presenza di politiche promozionali e commerciali omogenee a livello nazionale, sia dell incumbent sia degli operatori alternativi, dimostra l esistenza di un common pricing constraint a livello nazionale. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 63
garantire la replicabilità delle sue offerte commerciali, in quanto notificato come operatore con significativo potere di mercato nella precedente analisi (delibera n. 314/09/CONS). In particolare, ai sensi dell articolo 64 della Delibera n. 731/09/CONS, tutte le offerte al dettaglio di Telecom Italia di servizi offerti mediante la propria rete di accesso a banda larga in tecnologia ATM o Ethernet/IP devono essere replicabili da parte di un operatore efficiente. Di conseguenza, la circostanza che ad un incremento del prezzo dei servizi all ingrosso forniti di Telecom Italia deve necessariamente corrispondere un analogo aumento dei prezzi dei corrispondenti servizi al dettaglio testimonia la presenza di vincoli indiretti al comportamento di prezzo del fornitore del servizio all ingrosso. 151. In virtù di tali considerazioni, in continuità con quanto già disposto nella precedente analisi di mercato, l Autorità individua un unico mercato rilevante dei servizi di accesso (virtuale) ai dati a banda larga all ingrosso comprendente le tecnologie su rame (xdsl), la fibra ottica ed il WLL sia che siano venduti ad altri operatori (ovvero nel mercato all ingrosso) sia che siano forniti come autoproduzione (ovvero alle rispettive divisioni commerciali). 2.6.2. Mercato dell accesso all ingrosso fisico alle infrastrutture di rete in postazione fissa (mercato n. 4) 152. Nei paragrafi successivi, l Autorità verifica, in primo luogo, se il servizio all ingrosso di accesso fisico alle infrastrutture di rete in postazione fissa fornito su rete in rame e quello fornito mediante l utilizzo di altre tecnologie (fibra ottica e WLL) costituiscono un unico mercato rilevante. Successivamente, l Autorità valuta la possibilità di segmentare il mercato del servizio all ingrosso dell accesso fisico sulla base delle diverse soluzioni tecniche di accesso: full unbundling, sub-loop unbundling e shared access su rete in rame e unbundling, end-to-end e fibra spenta su rete in fibra. 69 Sostituibilità tra tecnologie di accesso che concorrono alla definizione del mercato rilevante del servizio all ingrosso di accesso fisico 153. Per quanto concerne la realizzazione delle reti di accesso di nuova generazione, nella maggior parte degli Stati membri gli operatori stanno realizzando o sono in procinto di realizzare reti di accesso in fibra ottica al fine sia di aumentare la capacità e la velocità dell accesso per i clienti finali sia di ridurre i costi operativi di gestione della rete. 69 Nell analisi di sostituibilità non si considerano esplicitamente i servizi di unbundling dati e di unbundling virtuale forniti su rete in rame, descritti nel paragrafo 2.2., in quanto il primo è tecnicamente identico al servizio di full unbundling ed il secondo è una soluzione transitoria offerta agli operatori nelle more della predisposizione dei siti di co-locazione. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 64
154. In Italia, gli investimenti da parte dell incumbent connessi alla realizzazione di una rete di accesso di nuova generazione sono al momento per lo più limitati ad alcune aree del territorio italiano ed ancora nella fase iniziale. 70 Come già detto al punto 45, anche alcuni operatori concorrenti dell incumbent, per lo più in ambiti geograficamente circoscritti, nonché alcuni Enti locali, 71 stanno attualmente pianificando o sono già impegnati nella realizzazione di reti NGA. 72 In merito, l Autorità ritiene che, nonostante gli investimenti dei soggetti attivi sul mercato siano ancora per lo più in una fase embrionale, essi avranno un impatto significativo sul mercato già nel corso del periodo di riferimento della presente analisi. 155. Dal punto di vista merceologico, si evidenzia quindi che il servizio di accesso fisico all ingrosso fornito su rete in rame non può più essere considerato, come in occasione della precedente analisi di mercato, l unica tipologia di accesso fisico venduta nel mercato all ingrosso, in quanto si può verificare soprattutto in un ottica prospettica l esistenza di operatori attivi nella fornitura di servizi di accesso fisico all ingrosso su rete in fibra. 73 Pertanto, si può affermare la presenza di vincoli diretti (direct constraints) al comportamento di prezzo dell impresa fornitrice del servizio di accesso fisico all ingrosso su rete in rame derivanti dalla possibilità di migrazione della domanda all ingrosso verso i servizi di accesso fisico offerti su rete in fibra, che renderebbe non profittevole un eventuale aumento del prezzo del servizio di accesso fisico all ingrosso su rete in rame. 156. In aggiunta, analogamente a quanto riscontrato nella precedente analisi di mercato, l Autorità evidenzia che la definizione del mercato rilevante del servizio di accesso fisico è influenzata indirettamente dalla relazione di sostituibilità riscontrata al dettaglio tra i servizi di accesso in rame e quelli forniti mediante l utilizzo di altre tecnologie (fibra ottica e WLL). I vincoli competitivi al comportamento dell impresa fornitrice del servizio di accesso fisico all ingrosso in rame possono infatti provenire, indirettamente, dalla sostituibilità esistente tra i diversi servizi di accesso al dettaglio basati su tecnologie alternative al rame (indirect constraints). In particolare, un eventuale aumento di prezzo modesto ma significativo e non transitorio dei servizi di accesso 70 Dal piano industriale di Telecom Italia per lo sviluppo della rete fissa di accesso si evince che, relativamente al periodo 2012-2014, l operatore ha intenzione di sviluppare nel Comune di Milano una rete NGA basata su di un architettura di tipo FTTH, mentre negli altri Comuni italiani oggetto del piano l architettura di riferimento sarà l FTTC. 71 Cfr. nota 25. 72 L attuale rete in fibra di Metroweb si estende principalmente nel Comune di Milano e nei Comuni afferenti alla Provincia di Milano e si basa su di un architettura di rete di tipo FTTB/GPON e, in misura residuale, su un architettura FTTH/P2P. La rete in fibra di Fastweb serve vari Comuni e Provincie del territorio nazionale e si basa su di un architettura di tipo FTTH/P2P. Altri operatori, quali Unidata, BigTlc e AEMcom, hanno sviluppato le proprie reti NGA su di un area geografica circoscritta ed offrono servizi di accesso in fibra ottica su infrastrutture proprietarie di tipo FTTH. 73 A titolo di esempio si cita l operatore Metroweb che risulta attivo nella fornitura del servizio di accesso all ingrosso alla fibra spenta, così come anche, in misura minore, gli operatori Colt e AGSM, che non si esclude che in futuro possano offrire anche servizi di accesso fisico all ingrosso. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 65
fisico all ingrosso in rame si rifletterebbe in un incremento dei prezzi dei corrispondenti servizi di accesso al dettaglio (forniti attraverso il ricorso a tale servizio all ingrosso) tale da orientare le scelte di acquisto del cliente finale verso altre soluzioni. 74 L Autorità valuta l entità di tale spostamento della domanda al dettaglio verso servizi sostituibili (basati su fibra o WLL) sufficiente da rendere l incremento del prezzo del servizio di accesso fisico all ingrosso in rame non profittevole. 75 Si evidenzia che la migrazione della domanda finale verso servizi in fibra ottica e/o WLL comporterebbe un aumento della vendita dei servizi di accesso all ingrosso forniti in tali tecnologie ed una corrispondente diminuzione nella vendita all ingrosso di accesso fisico in rame. 157. In virtù delle suddette considerazioni, l Autorità conferma quanto già previsto nella precedente analisi di mercato, ritenendo opportuno includere nel mercato rilevante i servizi all ingrosso di accesso fisico alla rete in fibra ottica e quelli forniti mediante l utilizzo della tecnologia WLL. 76 Sostituibilità tra le diverse soluzioni tecniche di accesso disponibili su rete in rame e su rete in fibra 158. In Italia, come ampiamente descritto al paragrafo 2.3, i servizi di accesso fisico possono essere offerti in diverse modalità. In particolare, si distinguono, con riferimento alla rete in rame, i) il servizio di accesso completamente disaggregato alla rete locale, ii) il servizio di accesso disaggregato alla sottorete locale ed iii) il servizio di accesso condiviso e, con riferimento alla rete in fibra, iv) il servizio di unbundling, v) il servizio end-to-end ed vi) il servizio di accesso alla fibra spenta. 159. Nella precedente analisi di mercato, in linea con quanto indicato dalla Commissione nella Raccomandazione, l Autorità non ha ritenuto opportuno segmentare il mercato del servizio all ingrosso di accesso fisico in base alle diverse soluzioni tecniche di fornitura dei servizi su rete in rame, in ragione dell esistenza di un sufficiente livello di sostituibilità dal lato della domanda e dell offerta. Al riguardo, l Autorità ritiene che nel corso di questi ultimi anni non siano sopraggiunte motivazioni 74 Si noti che un eventuale incremento del prezzo dell accesso fisico in rame determinerebbe non solo un aumento dei prezzi dei servizi finali di accesso degli operatori alternativi, che si basano su tale servizio, ma anche di quelli dell operatore verticalmente integrato, in ragione dei vincoli regolamentari esistenti (cfr. delibera n. 731/09/CONS, art. 7 comma 3). 75 Si noti, come già evidenziato nella nota 68, che i servizi di accesso in fibra ottica e quelli basato sul WLL non sono disponibili in tutte le aree dove è presente la tecnologia in rame. Pertanto, il vincolo seppure indiretto alle variazioni di prezzo del servizio di acceso fisico in rame esercitato dalle offerte al dettaglio di accesso in fibra ottica/wll potrebbe risultare più labile. Tuttavia, la presenza di politiche promozionali e commerciali omogenee a livello nazionale, sia dell incumbent sia degli operatori alternativi, dimostra l esistenza di un common pricing constraint a livello nazionale. 76 Si osserva che questa definizione è in linea con quanto indicato nella Raccomandazione del 2007, in cui la Commissione aveva ritenuto necessario includere nel mercato rilevante altre tecnologie oltre a quelle in rame (cfr. Explanatory note della Raccomandazione, pag. 32). Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 66
di ordine economico, di mercato o tecnologico che possano indurre a conclusioni diverse. 160. In particolare, l Autorità conferma che, dal lato della domanda, i diversi tipi di accesso fisico alla rete locale in rame richiedono all operatore acquirente il servizio analoghi investimenti (per la predisposizione dei siti, l installazione degli apparati e dei raccordi di centrale, ecc.) e analoghe conoscenze tecniche e gestionali (know-how). Inoltre, dal lato dell offerta, l operatore di accesso, una volta predisposti i siti, non ha significativi impedimenti tecnici all apertura della rete nei diversi punti e nelle diverse modalità previste per ciascun tipo di servizio. Da ultimo, si noti che l utilizzo del VoIP ha accentuato le analogie nelle funzioni d uso dei servizi di accesso pienamente disaggregato e quelle dell accesso condiviso, rafforzando quindi il vincolo di sostituibilità tra i due servizi di accesso disaggregato alla rete locale. 161. La suddetta analisi può essere estesa anche alle soluzioni tecniche di accesso fisico alla rete in fibra, con la precisazione che in tal caso l analisi è da intendersi in un ottica prospettica per quanto riguarda le offerte relative ai servizi di accesso fisico disaggregato all ingrosso su rete in fibra quali l unbundling ed il servizio end-to-end in quanto attualmente non ancora disponibili sul mercato. Dai dati forniti dagli operatori si può evincere, infatti, che l unico servizio all ingrosso offerto su rete in fibra è il servizio di accesso alla fibra spenta. Per quanto concerne tale servizio, è plausibile ritenere che un operatore che acquisti un servizio di accesso disaggregato all ingrosso, in caso di aumento modesto ma significativo e non temporaneo del prezzo di tale servizio, potrebbe acquistare in alternativa al fine di fornire servizi a banda larga all utente finale il servizio di accesso alla fibra spenta. Allo stesso modo, un analogo aumento del prezzo del servizio di accesso alla fibra spenta potrebbe incentivare un operatore ad utilizzare il servizio di accesso disaggregato. Infatti, i servizi di accesso disaggregato all ingrosso ed il servizio di accesso alla fibra spenta presentano caratteristiche similari in termini di possibilità di configurazione del servizio offerto all utente finale (gli apparati attivi necessari alla fruizione di entrambi i servizi sono controllati dall operatore alternativo e la capacità trasmissiva destinata a ciascun utente può essere facilmente modulata dall operatore stesso) e di conoscenze tecniche e gestionali necessarie alla fruizione del servizio. Pertanto, si può riscontrare la presenza di vincoli diretti al comportamento di prezzo dell impresa fornitrice del servizio di accesso disaggregato all ingrosso derivanti dalla possibilità di migrazione della domanda all ingrosso verso il servizio di accesso alla fibra spenta, che renderebbe non profittevole un eventuale aumento del prezzo del servizio di accesso disaggregato all ingrosso. Alla luce delle suddette considerazioni, si possono quindi ritenere sostituibili il servizio di accesso disaggregato all ingrosso ed il servizio di accesso alla fibra spenta. 162. In conclusione, l Autorità ritiene che le diverse soluzioni tecniche di accesso disaggregato di cui al punto 158 debbano essere considerate all interno del medesimo mercato rilevante. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 67
Conclusioni sulla definizione dei mercati del prodotto/servizio all ingrosso 163. In virtù dell analisi svolta, l Autorità individua i seguenti mercati dei servizi all ingrosso di accesso alla rete in postazione fissa: a. il mercato rilevante della domanda e dell offerta dei servizi di accesso (virtuale) a banda larga all ingrosso forniti mediante l utilizzo delle tecnologie su rame (xdsl), su fibra ottica e WLL; b. il mercato rilevante della domanda e dell offerta dei servizi all ingrosso di accesso fisico alle infrastrutture di rete in postazione fissa forniti mediante l utilizzo delle tecnologie su rame, su fibra ottica e WLL. D2. Si condivide l orientamento dell Autorità in merito alla definizione dei mercati del prodotto/servizio all ingrosso? 2.7. I mercati rilevanti geografici al dettaglio ed all ingrosso 164. Come già indicato nel paragrafo 2.1, l analisi dei mercati geografici al dettaglio ed all ingrosso condotta dall Autorità ha tenuto in considerazione, oltre alle Linee direttrici, anche le indicazioni fornite al riguardo dall ERG, 77 nonché dalla Commissione nella Raccomandazione NGA. 165. In generale, un mercato rilevante dal punto di vista geografico risulta essere costituito dall aggregazione di aree territoriali che presentano caratteristiche concorrenziali sufficientemente omogenee dal punto di vista della domanda e dell offerta dei servizi che costituiscono il perimetro merceologico del mercato rilevante, e che si distinguono dalle aree adiacenti, in cui le condizioni della concorrenza sono sostanzialmente diverse. 166. Un aspetto rilevante dell analisi consiste, quindi, nell individuazione dell unità geografica minima rispetto alla quale esaminare l omogeneità delle condizioni competitive a livello territoriale. Tale unità potrebbe essere di tipo amministrativo (codice postale, Comune, Provincia) o di tipo tecnico (legata ad esempio alla struttura di rete dell operatore incumbent). In linea con le indicazioni fornite dall ERG, le unità geografiche di riferimento dovrebbero essere scelte in maniera da essere mutuamente esclusive, rispecchiare l offerta dei servizi ed avere confini geografici stabili. Esse devono, inoltre, avere dimensioni sufficientemente ridotte in modo da garantire che le condizioni competitive non varino in modo significativo al loro interno. 77 Cfr. ERG Common Position on Geographic Aspects of Market Analysis ERG (08) 20 final CP Geog Aspects 081016, ottobre 2008. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 68
167. Le condizioni di omogeneità della concorrenza dovrebbero essere individuate considerando: i) le barriere all entrata (sunk costs ed economie di scala); ii) il numero di fornitori; iii) la distribuzione delle quote di mercato; iv) le modalità di pricing ed i prezzi. Altre caratteristiche che possono aiutare nella conduzione dell analisi sono l eventuale esistenza di differenze nelle strategie di marketing e di vendita, nella qualità e funzionalità dei servizi, nella natura della domanda (ad esempio in relazione alla clientela business). L ERG invita inoltre a verificare che l eventuale segmentazione geografica dei mercati non comporti un disincentivo alla realizzazione di nuove infrastrutture. 168. Con specifico riferimento alle reti di accesso di nuova generazione, la Raccomandazione NGA evidenzia che la transizione dalle reti in rame alle reti in fibra ottica può modificare le condizioni di concorrenza nelle diverse zone geografiche del territorio nazionale e rendere necessaria una revisione della definizione geografica dei mercati n. 4 e n. 5 o delle misure correttive applicabili a tali mercati. 78 169. Come già rilevato nell analisi dei mercati dell accesso del secondo ciclo, in Italia l unico operatore in grado di offrire servizi di accesso sull intero territorio nazionale mediante l utilizzo di infrastrutture proprietarie è Telecom Italia. Nel corso del tempo però, pur se limitatamente alle aree in cui altri operatori hanno sostenuto gli investimenti necessari alla realizzazione di infrastrutture proprietarie o all interconnessione con la rete locale dell incumbent, si sono rese disponibili numerose offerte alternative di servizi di accesso al dettaglio che potrebbero dar luogo a differenze locali o regionali nella pressione competitiva. Il concretizzarsi di investimenti in reti di accesso di nuova generazione da parte sia dell operatore incumbent, sia degli operatori alternativi potrebbe quindi rivestire un ruolo rilevante rispetto all evoluzione delle condizioni concorrenziali dei mercati oggetto dell analisi. 170. Dal momento che le caratteristiche infrastrutturali appena delineate influenzano in maniera simile le dinamiche concorrenziali di ciascuno dei mercati dell accesso oggetto della presente analisi, l Autorità ritiene opportuno condurre dapprima un analisi congiunta dei tre mercati in esame, allo scopo di valutare il grado di omogeneità delle condizioni competitive sul territorio nazionale, per poi analizzare nello specifico i singoli mercati, al fine di individuarne l ambito geografico. Nel seguito, si fornisce dunque una rappresentazione delle principali caratteristiche concorrenziali, anche di natura prospettica, dei mercati di riferimento al fine di individuare eventuali differenze o similitudini dal punto di vista geografico e quindi di valutare la necessità di un analisi più dettagliata dei singoli mercati. In particolare, si rappresenta un analisi dell evoluzione su base geografica dei volumi venduti nonché di altri indicatori concernenti i mercati dei servizi dell accesso e, quindi, delle relative condizioni 78 In merito, si ritiene opportuno ricordare che la delibera n. 1/12/CONS ha previsto una modulazione geografica dell obbligo di controllo dei prezzi per i prodotti di accesso all ingrosso afferenti al mercato n. 5 e forniti su reti NGA. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 69
concorrenziali. Inoltre, si fornisce una rappresentazione dei principali piani di investimento in reti di nuova generazione e del livello di infrastrutturazione raggiunto dagli operatori alternativi. Infine, si illustrano le condizioni concorrenziali raggiunte nelle aree geografiche in cui sono o saranno presenti più infrastrutture di accesso alternative. 171. In linea con la precedente analisi dei mercati dell accesso, l Autorità ritiene opportuno scegliere quale unità geografica minima di riferimento l area della centrale locale della rete in rame dell operatore incumbent, separando le aree di centrale aperte ai servizi di unbundling da quelle in cui tale servizio non è disponibile. Il servizio di unbundling infatti continua ad essere il principale input attraverso cui si sviluppa la concorrenza tra gli operatori nei mercati dei servizi di accesso alla telefonia fissa ed alla trasmissione dati a banda larga al dettaglio, come sarà evidenziato nel prosieguo dell analisi. Per tale motivo risulta, quindi, opportuno mappare le reti (e quindi la fornitura di servizi di accesso) degli operatori concorrenti sulla rete dell incumbent, utilizzando criteri di prossimità geografica. 79 172. Pertanto, in continuità con quanto svolto nella precedente analisi di mercato, una prima suddivisione concorrenziale del territorio può essere operata individuando due aree: i. area 1: l area coperta dalle centrali locali dell incumbent ove non sono disponibili servizi di unbundling; ii. area 2: l area coperta dalle centrali locali dell incumbent ove sono disponibili servizi di unbundling. 173. L area geografica individuata dall aggregazione delle aree di centrale non aperte ai servizi di unbundling (area 1) è generalmente un area dove la pressione competitiva nei confronti dell operatore incumbent risulta limitata. Infatti, per un operatore alternativo che non dispone di infrastrutture proprietarie in rete di accesso, l unica maniera per fornire un servizio di accesso di fonia agli utenti finali presenti in tale area è quella di usufruire dell offerta all ingrosso di servizi WLR o naked bitstream dell operatore incumbent. 80 Analogamente, per offrire servizi di accesso a banda larga al dettaglio nell area 1, gli operatori alternativi non infrastrutturati possono ricorrere di fatto al solo servizio bitstream fornito da Telecom Italia. Per quanto concerne le aree ULL che costituiscono l area 2, la pressione competitiva è superiore rispetto all area 1 sia per fattori legati all offerta, quali un maggior numero di operatori attivi, sia per fattori legati a caratteristiche strutturali derivanti dalla domanda, quali una maggiore 79 Ove opportuno, ciascun nodo della rete di accesso dell operatore alternativo (assimilabile per dimensione e copertura ad una centrale locale) viene associato ad una corrispondente centrale locale dell operatore incumbent. 80 Si fa presente che il naked bitstream, nonostante consenta all operatore alternativo di gestire il cliente finale in maniera diretta, non fornisce in realtà le stesse possibilità di configurabilità tecnica e di controllo del servizio finale consentite dall unbundling. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 70
densità abitativa degli utenti finali sul territorio. Nello specifico, le aree appartenenti all area 2 sono localizzate, al 2011, in 889 Comuni del territorio che costituiscono il 10,9% dei Comuni italiani a cui si stima afferisca circa il 54% della popolazione residente (stima su dati ISTAT 2001). 81 174. Nel prosieguo, come già anticipato, si fornirà un quadro di insieme dell evoluzione delle condizioni concorrenziali dei mercati in esame nelle due aree territoriali sopra definite. 175. In Tabella 6 si fornisce, in particolare, l evoluzione negli anni del numero di centrali locali aperte ai servizi di unbundling e del numero di linee in unbundling attivate. Tabella 6 Evoluzione del numero di centrali in area 2 e delle linee ULL (2007-2011) 2007 2008 2009 2010 2011 N. centrali in area 2 1.274 1.403 1.466 1.526 1.586 N. linee ULL 2.878.693 3.663.390 4.272.889 4.702.963 4.952.965 Fonte: elaborazioni AGCOM su dati forniti dagli operatori 176. Si può osservare che tra il 2007 ed il 2011 il numero di centrali aperte ai servizi di unbundling ed il numero di linee in unbundling attive sono aumentati rispettivamente del 24% e del 72%. La differenza tra i due valori percentuali evidenzia la tendenza degli operatori a consolidare, nel corso degli anni, la propria posizione di mercato nelle aree già aperte ai servizi di unbundling, piuttosto che a richiederne l apertura di nuove. Si osserva inoltre che le aree aperte ai servizi di unbundling nel 2011 sottendono all incirca il 61,7% dell utenza telefonica, 82 valore in aumento rispetto al dato del 2007 (pari a 55,97%). 83 177. Si evidenzia inoltre che il grado di concorrenza rilevabile in un area di dimensione sub-nazionale è correlato anche al livello di infrastrutturazione degli operatori attivi in tale area e, in particolare, al numero di operatori in grado di fornire servizi di accesso. Pertanto, in Tabella 7 si rappresenta la distribuzione della popolazione telefonica rispetto al numero degli operatori alternativi in grado di fornire servizi di accesso tramite servizi di unbundling. Dalla tabella emerge che, a livello nazionale, le possibilità del consumatore di scegliere il fornitore dei servizi di accesso si sono ampliate nel corso 81 Il numero di Comuni afferenti all area 2 relativo all anno 2011 è aumentato di 43 unità rispetto al dato relativo all anno 2010 e di 215 unità rispetto al dato relativo all anno 2007. 82 Tale quota è stata valutata rispetto all intero insieme delle linee fisiche di accesso, ossia all insieme delle linee di Telecom Italia e degli operatori alternativi. 83 Cfr. delibera n. 314/09/CONS, paragrafo 109. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 71
degli anni, infatti se nel 2007 circa il 30% degli utenti poteva scegliere tra più di 3 operatori alternativi, nel 2011 questa percentuale è aumentata ed è pari a circa il 45%. Con specifico riferimento alla sola popolazione telefonica afferente all area 2 si osserva che, rispetto a quanto riscontrato nella precedente analisi di mercato, la percentuale di popolazione servita da più di sei operatori alternativi è più che raddoppiata. 84 Tabella 7 Percentuale della popolazione telefonica rispetto al numero degli operatori alternativi in unbundling (2011) Numero di operatori alternativi 0 1 2 3 4 5 6+ % popolazione telefonica 38,8 3,77 4,69 8,12 12,01 9,59 23,02 % popolazione telefonica in area 2 0 6,16 7,66 13,25 19,62 15,68 37,61 Fonte: elaborazioni AGCOM su dati forniti dagli operatori 178. Si osserva altresì che il numero di operatori alternativi in grado di fornire servizi di accesso su una determinata area del territorio riflette la capacità degli stessi operatori di conseguire quel livello minimo di economie di scala e di densità tale da giustificare gli investimenti necessari ad accedere ad un particolare sito di unbundling. Pertanto, dal momento che la possibilità di conseguire adeguate economie di scala e di densità è funzione del numero di linee attestate presso ciascuna centrale locale, l Autorità ha misurato, analogamente a quanto svolto nella precedente analisi di mercato, la distribuzione delle centrali locali dell incumbent aperte ai servizi di unbundling (nel seguito anche centrali ULL), nonché il numero delle linee in unbundling attive, in classi dimensionali espresse in termini di numero di linee fisiche di accesso. 179. Com è possibile osservare dalla Tabella 8, la maggior parte delle linee in unbundling è concentrata nelle centrali di dimensione superiore alle 15.000 linee e nelle centrali appartenenti alla classe dimensionale tra 5.000 e 10.000 linee. Alla luce di ciò, e tenuto conto inoltre che alla maggior parte delle centrali aperte ai servizi di unbundling sono attestate più di 5.000 linee, appare quindi ragionevole concludere, analogamente a quanto affermato nella precedente analisi di mercato, che vi sono i presupposti affinché un operatore sia in grado di conseguire le economie di densità necessarie ad accedere alla grande maggioranza dei siti di unbundling. 84 Cfr. tabella 7 della delibera n. 314/09/CONS. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 72
Tabella 8 Numero di centrali ULL e percentuale di linee ULL attive per dimensione della centrale (2011) Dimensione della centrale (n. linee fisiche di accesso) 15.000 e più 10.000-15.000 5.000-10.000 2.500-5.000 fino a 2.500 N. centrali ULL 187 273 691 352 83 % linee ULL attive (a) 31,99 27,5 34,71 5,46 0,32 (a) La percentuale di linee ULL attive è valutata rispetto al totale degli accessi fisici. Fonte: elaborazioni AGCOM su dati forniti dagli operatori 180. Al fine di delineare più compiutamente il quadro di insieme dell evoluzione delle condizioni concorrenziali dei mercati in esame, in Tabella 9 si riportano, per gli anni 2007 e 2011, le quote di mercato in volumi dell operatore incumbent relativamente ai servizi a banda larga in area 2 nonché le quote relative ai servizi a banda larga a livello nazionale. Si osserva che, rispetto al 2007, anno analizzato nella precedente analisi di mercato, le quote di mercato retail dell incumbent risultano diminuite sia nell area 2 sia sull intero territorio nazionale di un ammontare rispettivamente pari al 29% ed al 16%. Si può quindi osservare che, per quanto concerne i servizi a banda larga al dettaglio, è presente un aumento nella differenziazione delle condizioni concorrenziali tra le aree aperte ai servizi di unbundling ed il resto del Paese. Tabella 9 Quote di Telecom Italia nel mercato banda larga al dettaglio (2007 e 2011) 2007 2011 Quota di mercato banda larga Telecom Italia in area 2 59,71% 42,36% Quota di mercato banda larga Telecom Italia nazionale 64,19% 53,99% Fonte: elaborazioni AGCOM su dati forniti dagli operatori 181. In Tabella 10 si forniscono, inoltre, alcune evidenze sulle variazioni percentuali dei volumi dei servizi di accesso all ingrosso venduti e delle linee fisiche di accesso al dettaglio di Telecom Italia nell anno 2011 rispetto al 2010. In particolare, in tabella si riportano i valori suddetti per tutte le centrali presenti sul territorio nazionale (prima riga della tabella) e per le sole centrali aperte ai servizi di unbundling nel 2010 (seconda riga della tabella). Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 73
Tabella 10 Evoluzione delle linee di accesso (2010-2011) Linee di accesso bitstream Linee di accesso bitstream asimmetriche Linee di accesso bitstream simmetriche Linee ULL Linee di accesso TI Variazione volumi nazionali (%) Variazione volumi in area 2 (a) (%) 4,31% 4,17% 7,27% 5,32% -4,55% -7,32% -8,55% 7,25% 5,21% 0,74% (a) La variazione dei volumi è stata calcolata con riferimento alle sole centrali aperte ai servizi di unbundling nell anno 2010. Questo spiega perché il valore 5,21% relativo alle linee ULL in area 2 è inferiore al valore nazionale 5,32%. Fonte: elaborazioni AGCOM su dati forniti dagli operatori 182. Dalle evidenze fornite in Tabella 10 si osserva innanzitutto, a livello nazionale, un aumento dei volumi di tutti i servizi di accesso all ingrosso, in concomitanza con una diminuzione del numero di linee di accesso al dettaglio di Telecom Italia (prima riga della tabella). Tale andamento mostra un generale miglioramento nel tempo delle condizioni concorrenziali nei mercati dei servizi di accesso dovuto ad un utilizzo più efficace dei servizi di accesso all ingrosso offerti dall incumbent. Inoltre, con specifico riferimento alla variazione dei medesimi volumi in area 2, si può osservare una diminuzione marcata dell impiego di servizi di accesso virtuale dovuta principalmente alla diminuzione del numero di linee bitstream asimmetriche ed un aumento del numero di linee in unbundling. Dall analisi generale effettuata nei precedenti paragrafi è quindi possibile trarre alcune conclusioni rispetto alla efficacia della regolamentazione adottata con la delibera n. 731/09/CONS. In particolare, si osserva che l applicazione delle disposizioni regolamentari previste dalla citata delibera ha sostanzialmente agevolato e promosso la risalita della ladder of investment da parte degli operatori agevolando nelle aree aperte ai servizi di unbundling uno sviluppo concorrenziale caratterizzato dalla presenza di una pluralità di offerte differenti oltre che per il prezzo, anche per la qualità. 183. Nella sezione successiva, come già anticipato, si analizza l estensione dei piani di investimento degli operatori nelle reti di accesso di nuova generazione dichiarati da questi ultimi in risposta alla richiesta di informazioni inviata dall Autorità nel mese di ottobre 2012 nell ambito dei procedimenti avviati con delibere nn. 41/12/CONS, 42/12/CONS e 43/12/CONS nonché l attuale estensione delle infrastrutture alternative in fibra ottica in rete di accesso. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 74
L estensione dei piani di investimento in reti NGA 184. Il piano di Telecom Italia di sviluppo di una rete di accesso di nuova generazione ha coinvolto fino al 2012 oltre 160 centrali di accesso, ubicate in 33 Comuni (appartenenti a 32 Province), e prevede di coinvolgere 101 Comuni (appartenenti a 79 Province) entro il 2014. L architettura scelta sarà principalmente di tipo FTTC. 85 185. In maggior dettaglio, il piano NGA di Telecom Italia consentirà di soddisfare, nel 2014, circa il 30% della domanda potenziale di servizi di accesso in postazione fissa, per un bacino d utenza complessivo stimato di 8,3 milioni di unità immobiliari (UI), 86 appartenenti a 101 Comuni ed attestate su circa 1.130 aree di centrale. 87 Di questo bacino d utenza, il 73,5% delle UI, pari a 6,1 milioni, sarà effettivamente abilitato alla fruizione di servizi di nuova generazione. Gli investimenti saranno mirati principalmente a posare la fibra ottica in rete primaria, a partire quindi dalle centrali locali fino agli armadi di strada dell attuale rete di accesso, ed i servizi di accesso di nuova generazione saranno forniti tramite l implementazione di tecnologie VDSL2 da armadio. Gli investimenti in rete secondaria coinvolgeranno principalmente le aree di centrale nel Comune di Milano fino a raggiungere una copertura complessiva superiore al 50% delle UI del Comune nel 2014. 88 186. In Tabella 11, si riporta la percentuale di copertura della rete in fibra ottica, in termini di UI passate in rete primaria ed in rete secondaria, 89 pianificata da Telecom Italia per gli anni dal 2012 al 2014, rispetto all obiettivo di 6,1 milioni di UI abilitate alla fruizione di servizi di nuova generazione pianificato da Telecom Italia per il 2014. Si evince quindi che, al 2014, il 100% delle UI che usufruiranno dei servizi di nuova generazione previste dal piano di Telecom Italia sarà passato in primaria, mentre solo il 10,6% delle medesime sarà passato anche in secondaria. 85 Telecom Italia prevede di sviluppare una rete in architettura FTTH entro il 2014 esclusivamente nel Comune di Milano. 86 Con il termine bacino d utenza si intende il numero complessivo di UI che afferiscono alle aree oggetto di investimento. Telecom Italia abiliterà alla fruizione di servizi di accesso di nuova generazione più del 50% delle UI afferenti ai Comuni inclusi nel piano. 87 Tale valore è stato individuato sulla base di una stima dell area di copertura delle centrali locali di Telecom Italia rispetto ai confini amministrativi dei Comuni oggetto di investimento. 88 La rete FTTH di Telecom Italia coprirà l intero Comune di Milano raggiungendo una quota parte delle UI attraverso infrastrutture non proprietarie. 89 Per UI passate in rete primaria si intende l insieme delle UI raggiunte dalla fibra ottica fino agli armadi di strada. Per UI passate in rete secondaria si intende l insieme delle UI raggiunte dalla fibra ottica fino alla base dell edificio ovvero nelle sue immediate vicinanze. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 75
Tabella 11 Percentuale delle UI abilitate alla fruizione di servizi di nuova generazione in accordo al piano NGA di Telecom Italia rispetto all obiettivo (6,1 milioni) pianificato per il 2014 2012 2013 2014 UI passate in primaria 31% 65% 100% UI passate in secondaria 9,4% 10% 10,6% Fonte: elaborazioni AGCOM su dati forniti dagli operatori 187. Si noti che il numero di centrali aperte ai servizi di unbundling nei 101 Comuni oggetto del piano di investimento di Telecom Italia ammonta a circa 647 unità (tali centrali saranno indicate nel seguito come area NGA TI ), cui fa capo oltre l 85% delle UI che afferiscono ai suddetti Comuni. E ragionevole affermare, quindi, che il piano di Telecom Italia (che coinvolge 6,1 milioni di UI) interesserà principalmente le aree unbundling. 188. Dal momento che le condizioni concorrenziali all interno di un area di centrale sono influenzate principalmente dal numero di linee in unbundling e dal numero di operatori colocati presso la centrale, si ritiene opportuno analizzare tali indicatori relativamente sia all area 2 (Figura 5) che all area NGA TI (Figura 6), al fine di evidenziare eventuali similitudini e/o differenze nelle relative condizioni concorrenziali. Nello specifico, l analisi che segue mette in relazione le dinamiche concorrenziali dei servizi di accesso all ingrosso forniti su rete in rame con le scelte di investimento dell operatore notificato. 189. In Figura 5 ed in Figura 6 è riportata la distribuzione delle centrali di Telecom Italia appartenenti rispettivamente all area 2 ed all area NGA TI rispetto al numero di operatori colocati in centrale (la cui distribuzione marginale è riportata a sinistra della griglia) ed al numero di linee in unbundling per centrale (la cui distribuzione marginale è riportata sopra la griglia). 90 Com è possibile osservare dalla Figura 5, una consistente porzione (54%) delle centrali (riportate in figura nelle righe dalla seconda alla quarta) presenta almeno tre operatori attivi oltre all incumbent e circa il 41% delle centrali (riportate in figura nelle colonne dalla terza alla quinta) presenta un numero di linee attive in unbundling superiore alle 3.000 unità. 90 Ai fini della determinazione del numero di linee attive in unbundling non sono state considerate le linee in unbundling virtuale, in virtù della loro natura temporanea e della loro modesta consistenza numerica (costituiscono solo l 1,05% di tutte le linee fornite nell area 2 e lo 0,7% delle linee fornite nelle centrali che saranno riconvertite in fibra). Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 76
Figura 5 Distribuzione delle centrali di Telecom Italia in area 2 rispetto al numero di operatori colocati in centrale ed al numero di linee in unbundling per centrale 190. Dalla Figura 6 si evince che delle 647 centrali che saranno riconvertite ai servizi in fibra circa il 76% (riportate in figura nelle righe dalla seconda alla quarta) presenta almeno tre operatori attualmente attivi in unbundling e circa il 65% (riportate in figura nelle colonne dalla terza alla quinta) presenta un numero di linee in unbundling attive superiore alle 3.000 unità. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 77
Figura 6 Distribuzione delle centrali di Telecom Italia in area NGA TI rispetto al numero di operatori colocati in centrale ed al numero di linee in unbundling per centrale 191. Pertanto, dal confronto fra la Figura 5 e la Figura 6 emerge che le centrali che saranno coinvolte dallo sviluppo dei servizi a banda ultralarga di Telecom Italia sono anche quelle che, allo stato attuale, presentano il maggior sviluppo concorrenziale sui servizi erogati attraverso i servizi di unbundling. Ciò è confermato anche dalle informazioni riportate in Tabella 12 da cui si evince chiaramente che le centrali in area NGA TI sono caratterizzate, rispetto alle centrali in area 2, da una pressione competitiva generalmente maggiore in quanto presentano: i) un numero di operatori colocati in centrale mediamente maggiore (+32%); ii) un numero di linee di accesso attive per centrale mediamente più elevato (+31%); iii) un numero di linee attive ULL mediamente più elevato del 48%; iv) un incidenza delle linee bitstream sul totale delle linee di accesso attive inferiore. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 78
Tabella 12 Numero di centrali, di operatori alternativi, di linee di accesso retail e wholesale in area 2 ed in area NGA TI (2011) N. centrali N. OLO in centrale (media) N. linee attive per centrale (media) N. linee bitstream asimmetriche per centrale (totale) N. linee bitstream asimmetriche per centrale (media) N. linee in unbundling attive (totale) N. linee in unbundling attive per centrale (media) Area 2 1.586 3,84 8.389 564.297 356 4.952.965 3.123 Area NGA TI 647 5,07 11.019 203.740 314 2.985.776 4.614 Fonte: elaborazioni AGCOM su dati forniti dagli operatori 192. Nel seguito si analizzano i piani di investimento ed il livello di infrastrutturazione in rete di accesso raggiunto dagli altri operatori al fine di poter trarre delle considerazioni di carattere più generale circa la relazione tra le dinamiche concorrenziali dei servizi di accesso all ingrosso forniti su rete in rame e le scelte di investimento degli operatori. 193. L operatore Fastweb presenta un estesa infrastruttura di accesso in fibra ottica che copre circa due milioni di UI in 20 Comuni italiani. Circa il 75% delle UI complessive è attualmente raggiunto dalla fibra ottica fino alla borchia d utente, il restante delle UI è raggiunto dalla fibra fino alla base dell edificio. 194. Fastweb ha recentemente aggiornato i propri piani di sviluppo NGA prevedendo il rilegamento, entro i prossimi tre anni, di ulteriori 33 Comuni oltre ai 20 in cui già dispone di infrastrutture di accesso proprietarie, tramite una rete in architettura FTTC. Più precisamente, Fastweb prevede di cablare complessivamente, entro il 2014, 5,4 milioni di UI in 53 Comuni. 91 195. Si ritiene utile effettuare così come svolto precedentemente per il piano di Telecom Italia un analisi delle condizioni concorrenziali osservabili nei Comuni oggetto del piano di investimento di Fastweb, al fine di evidenziare l esistenza di una correlazione tra il livello concorrenziale nelle centrali aperte ai servizi di unbundling in cui Fastweb risulta presente e le scelte di investimento in reti in fibra dell operatore. Al riguardo, si fa presente che nei 53 Comuni oggetto del piano di investimento dell operatore, Fastweb è presente in oltre 341 centrali (indicate nel seguito come area NGA Fastweb ) su un totale di 388 centrali aperte ai servizi di unbundling. In tali Comuni si osserva, inoltre, una copertura attraverso servizi di unbundling mediamente superiore al 90% delle UI del Comune. 91 I 5,4 milioni di UI comprendono anche i 2 milioni di UI rilegate tramite una rete in architettura FTTH. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 79
196. In Tabella 13 sono quindi riportati, per l anno 2011, i valori degli stessi indicatori analizzati nella Tabella 12 relativa al piano di investimento di Telecom Italia. Si può osservare che l area NGA Fastweb, così come osservato anche relativamente all area NGA TI, ha caratteristiche concorrenziali differenti rispetto all area 2. Nello specifico, è possibile osservare che nel sottoinsieme di centrali in area NGA Fastweb, rispetto al valore medio in area 2, i) il numero di operatori colocati in centrale risulta decisamente superiore; ii) il numero di linee attive in centrale è mediamente superiore di più del 50%; iii) il numero di linee attive ULL è mediamente più elevato dell 86%; iv) l incidenza delle linee bitstream sul totale delle linee di accesso attive risulta inferiore. Tabella 13 Numero di centrali, di operatori alternativi, di linee di accesso retail e wholesale in area 2 ed in area NGA Fastweb ( 2011) N. centrali N. OLO in centrale (media) N. linee attive per centrale (media) N. linee bitstream asimmetriche per centrale (totale) N. linee bitstream asimmetriche per centrale (media) N. linee in unbundling attive (totale) N. linee in unbundling attive per centrale (media) Area 2 1.586 3,84 8.389 564.297 356 4.952.965 3.123 Area NGA Fastweb 341 5,88 12.688 90.196 264 1.985.229 5.821 Fonte: elaborazioni AGCOM su dati forniti dagli operatori 197. L attuale rete di Metroweb si estende in circa 60 Comuni appartenenti a 6 Province del Nord Italia ed ha un estensione significativa soprattutto nel Comune di Milano. Con specifico riferimento a quest ultimo Comune ed alla sua provincia, il numero di edifici raggiunti dalla fibra è pari a 43.409 (circa 530.000 UI). 92 In tale area generalmente la rete di Metroweb copre una quota superiore al 20% del numero complessivo di edifici nel Comune. Il 47,9% del numero complessivo di edifici dichiarati dall operatore è cablato in fibra ottica fino all interno delle abitazioni. 198. Per completezza dell analisi è opportuno considerare che esistono anche altri operatori che già offrono servizi di accesso in fibra ottica ai clienti finali, come illustrato in Tabella 14. 92 Tale stima è stata effettuata dall Autorità sulla base dei dati dichiarati dall operatore e di informazioni ISTAT 2001. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 80
Tabella 14 Estensione delle reti degli altri operatori alternativi Operatore Numero di Comuni Dimensione Numero UI coperte Percentuale media di copertura dell area comunale Op1 218 Regionale 491 0,30% Op2 94 Provinciale 290 0,16% Op3 66 Provinciale 2424 0,87% Op4 60 Nazionale 532 0,04% Op5 39 Nazionale 294 0,01% Op6 29 Nazionale 1674 0,06% Op7 2 Provinciale 110 0,12% Fonte: elaborazioni AGCOM su dati forniti dagli operatori e dati ISTAT (2001) 199. Alla luce delle informazioni, anche di natura prospettica, riportate nei paragrafi precedenti, si ritiene utile svolgere un analisi circa la presenza contemporanea di più infrastrutture NGA all interno delle aree comunali. 200. I Comuni in cui si prevede la realizzazione di reti NGA da parte di operatori di telecomunicazioni, oppure in cui sono già presenti operatori con infrastrutture proprietarie in fibra ottica in rete di accesso, sono oltre 570. Di questi, 77 Comuni sono quelli in cui sono o saranno presenti infrastrutture NGA di due o più operatori. In Figura 7 si fornisce una rappresentazione dei Comuni in cui saranno disponibili due o più infrastrutture di accesso di nuova generazione e si evidenzia una stima della relativa percentuale di sovrapposizione 93 delle infrastrutture di rete (in parentesi è indicato il numero di Comuni che ricadono nell intervallo individuato). In merito, si evidenzia che 22 Comuni saranno caratterizzati da una sovrapposizione totale (100%) delle infrastrutture presenti. 93 Tale percentuale è stata individuata attribuendo ad ogni Comune la percentuale di copertura della rete del secondo operatore più infrastrutturato secondo i piani di investimento dichiarati. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 81
Figura 7 Comuni in cui saranno disponibili due o più infrastrutture di accesso di nuova generazione 201. In Tabella 15 si fornisce quindi una rappresentazione delle condizioni concorrenziali riscontrabili nelle centrali aperte ai servizi di unbundling ubicate nei 77 Comuni individuati nella Figura 7. Si osserva, come è ragionevole attendersi viste le considerazioni svolte in precedenza per i singoli piani di investimento degli operatori (Tabella 12 e Tabella 13), che le centrali ubicate nei suddetti 77 Comuni presentano caratteristiche concorrenziali mediamente superiori rispetto a quelle presenti in area 2. Nello specifico, è possibile osservare che nel sottoinsieme di centrali ubicate nei 77 Comuni, rispetto al valore medio in area 2, i) il numero di operatori colocati in centrale risulta mediamente superiore del 44%; ii) il numero di linee attive in centrale è mediamente superiore del 44%; iii) il numero di linee attive ULL è mediamente più elevato dell 69%; iv) l incidenza delle linee bitstream sul totale delle linee di accesso attive risulta inferiore. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 82
Tabella 15 Numero di centrali, di operatori alternativi, di linee di accesso retail e wholesale in area 2 e nei 77 Comuni in cui saranno disponibili due o più reti NGA (2011) N. centrali N. OLO in centrale (media) N. linee attive per centrale (media) N. linee bitstream asimmetriche per centrale (totale) N. linee bitstream asimmetriche per centrale (media) N. linee in unbundling attive (totale) N. linee in unbundling attive per centrale (media) Area 2 1.586 3,84 8.389 564.297 356 4.952.965 3.123 Centrali ULL nei 77 Comuni 454 5,53 12.085 161.382 355,4 2.386.702 5.257 Fonte: elaborazioni AGCOM su dati forniti dagli operatori 202. In conclusione, l analisi geografica sin qui condotta sulla base del quadro concorrenziale sia attuale sia prospettico ha mostrato innanzitutto che le condizioni concorrenziali riscontrate nel sottoinsieme di centrali aperte ai servizi di unbundling (area 2) sono differenti rispetto al resto del territorio, sia in termini assoluti che in termini tendenziali. E stato possibile evincere ciò da i) una riduzione del 29%, rispetto alla precedente analisi di mercato, della quota di mercato nella banda larga al dettaglio per l operatore incumbent nelle aree ULL (da confrontarsi con una riduzione del 17% relativamente all intero territorio nazionale Tabella 9); ii) la tendenza degli operatori alternativi a consolidare, nel corso degli anni, la propria posizione di mercato nelle aree già aperte ai servizi di unbundling, piuttosto che a richiedere l apertura di nuovi siti (Tabella 6 e Tabella 10). 203. In secondo luogo, si è rilevato che le aree aperte ai servizi di unbundling si configurano come il punto di partenza per gli investimenti in reti NGA sia per l operatore incumbent, sia per gli operatori alternativi. 204. Infine si è riscontrato che le aree nelle quali si concentreranno gli investimenti in reti NGA presentano caratteristiche concorrenziali sensibilmente differenti rispetto alle condizioni concorrenziali riscontrabili sull intero insieme di centrali afferenti all area 2 (Tabella 12, Tabella 13 e Tabella 15). 205. Pertanto, alla luce delle peculiarità delle condizioni concorrenziali che caratterizzano le centrali presenti in area 2 rispetto all intero territorio nazionale, nonché delle differenze concorrenziali riscontrate all interno di tale area, l Autorità ritiene opportuno effettuare principalmente nell area 2 un analisi geografica di dettaglio per singolo mercato al fine di verificare l eventuale esistenza di condizioni che giustifichino la definizione di mercati rilevanti sub-nazionali o l imposizione di misure regolamentari differenziate per aree geografiche. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 83
Analisi geografica dei singoli mercati dell accesso 206. In base alle evidenze fornite nelle sezioni precedenti, ed in linea con la precedente analisi di mercato, sembrerebbe opportuno svolgere l analisi delle condizioni di omogeneità della concorrenza per ogni singolo mercato continuando ad utilizzare quale unità geografica di riferimento la centrale locale di accesso. 207. Non può, tuttavia, essere ignorata la circostanza, come desumibile dalle informazioni fornite nei paragrafi precedenti, che le scelte di investimento in reti NGA, pur essendo correlate al livello concorrenziale raggiunto nelle singole aree di centrale, sono e saranno pianificate principalmente su base comunale. 94 Si ribadisce comunque che dall analisi svolta nel paragrafo precedente si evince che la copertura dei Comuni inclusi nei piani di investimento degli operatori rispecchierà ragionevolmente il footprint delle centrali ULL ubicate in tali Comuni. 208. In ogni caso, nell analisi specifica del mercato dei servizi di accesso a banda larga all ingrosso che rappresenta il primo mercato ad essere influenzato dallo sviluppo delle reti NGA si ritiene opportuno esprimere i risultati dell analisi geografica, condotta per centrale, anche in termini di aree comunali. 209. Nel prosieguo si valutano le condizioni di omogeneità della concorrenza in primo luogo nei mercati a monte e successivamente, tenendo conto delle conclusioni raggiunte, anche per i mercati a valle. In particolare, al fine di tenere conto della catena produttiva dei servizi così come illustrata in Figura 1, si analizza dapprima il mercato dei servizi di accesso fisico all ingrosso (mercato n. 4), a seguire il mercato dei servizi di accesso virtuale all ingrosso (mercato n. 5) e, per concludere, i corrispondenti mercati dei servizi di accesso al dettaglio alla rete fissa per effettuare e ricevere chiamate vocali (mercato n. 1a e 1b). 95 Mercato dell accesso fisico all ingrosso 210. In area 2 i servizi di accesso fisico all ingrosso sono offerti quasi esclusivamente dall incumbent in quanto gli operatori alternativi utilizzano le proprie infrastrutture 94 Tale scelta è verosimilmente legata a logiche di razionalizzazione ed efficienza nella realizzazione di nuove infrastrutture civili. In particolare, l ordinamento giuridico italiano (art. 4, comma 3, della legge 249/97 e successive modifiche) prevede la definizione di regole per il rilascio di diritti di passaggio ed autorizzazioni per la co-ubicazione e la condivisione di infrastrutture civili generalmente in capo alle amministrazioni comunali che di fatto potrebbero anche risultare differenti da Comune a Comune. Inoltre, la pianificazione di investimenti efficienti è anche legata alla possibilità di riutilizzare infrastrutture civili non solo di proprietà di operatori di telecomunicazioni, ma anche appartenenti alle utilities che generalmente gestiscono le infrastrutture del sottosuolo nell area comunale. 95 In linea con la precedente analisi di mercato, non si ritiene necessario in questa sede procedere ad un analisi geografica del mercato dei servizi di accesso a banda larga al dettaglio, dal momento che per tale mercato è sufficiente la sola caratterizzazione merceologica al fine di individuare il perimetro delle tecnologie che concorrono alla fornitura del servizio all ingrosso. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 84
principalmente per vendere servizi nel mercato al dettaglio (autoproduzione) ad eccezione di alcuni casi in cui queste vengono cedute a terzi in affitto (si veda il paragrafo 3.3). 96 211. Considerata l esiguità dell offerta di servizi di accesso fisico da parte degli operatori alternativi, non si ravvisano condizioni competitive differenti tra l area 2 e l area 1 e, quindi, neppure a livello nazionale. Non si ritiene, inoltre, sulla base dei piani di sviluppo comunicati dagli operatori, che l evoluzione verso le reti NGA possa cambiare sostanzialmente le condizioni concorrenziali dei servizi di accesso fisico all ingrosso. In aggiunta, nel caso in cui i piani di sviluppo di reti NGA prevedano la realizzazione di reti basate su architetture di tipo FTTC, si renderebbe necessario, almeno in parte, il ricorso a servizi di accesso fisico all ingrosso dell incumbent. 212. Si ritiene quindi che le condizioni concorrenziali del mercato dell accesso fisico all ingrosso nel breve e medio termine, tenuto conto anche dell evoluzione verso le reti NGA, non abbiano subito modifiche rispetto a quanto riscontrato nell ambito della precedente analisi di mercato. 213. Alla luce delle considerazioni di cui ai punti precedenti, l Autorità conferma i risultati della precedente analisi del mercato n. 4 per quanto riguarda la dimensione geografica, ritenendo quindi che il mercato dell accesso all ingrosso (fisico) alle infrastrutture di rete abbia dimensione nazionale. Mercato dell accesso a banda larga all ingrosso 214. Sebbene nel corso degli ultimi anni alcuni operatori alternativi, quali Tiscali e BT Italia, abbiano iniziato ad offrire su rete in rame servizi di accesso virtuale all ingrosso, tale servizio è tuttora venduto principalmente dall operatore incumbent, sia nelle aree ULL che nelle aree non ULL. Infatti, attualmente gli operatori alternativi, ad eccezione di alcuni casi, utilizzano la propria rete di accesso o acquistano i servizi appartenenti al mercato n. 4 principalmente per l autoproduzione. Si osserva altresì che, nel corso degli ultimi anni, i volumi dei servizi di accesso bitstream venduti dall operatore incumbent e, seppur in entità minore, dai pochi operatori alternativi che offrono il servizio sono generalmente in riduzione nelle aree aperte ai servizi di unbundling. 215. In Tabella 16 è riportata la distribuzione delle centrali locali e della popolazione coperta secondo le quote di mercato, espresse in classi, detenute da Telecom Italia nel mercato dell accesso a banda larga all ingrosso a fine 2011. Si può osservare che la quota di mercato dell incumbent risulta inferiore al 40% nelle centrali a cui afferisce quasi il 30% della popolazione telefonica, valore nettamente superiore rispetto a quanto 96 Si può prevedere che alcuni soggetti si renderanno attivi nella fornitura di servizi all ingrosso su rete in fibra. A titolo di esempio si cita l operatore Metroweb che risulta attivo nella fornitura del servizio di accesso all ingrosso alla fibra spenta, così come anche, in misura minore, gli operatori Colt e AGSM. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 85
riscontrato nella precedente analisi (la quota di mercato dell incumbent risultava inferiore al 40% nelle centrali a cui afferiva solo il 3,6% della popolazione). Tabella 16 Numero di centrali locali e percentuale di popolazione coperta per classi di quote di mercato di Telecom Italia nel mercato a banda larga all ingrosso (2011) Classi di quote di mercato TI Numero centrali Popolazione coperta (%) Gruppo 1 (Q=100%) 8814 31,5% Gruppo 2 (90 % < Q < 100%) 63 0,92% Gruppo 3 (80 % < Q 90%) 48 0,81% Gruppo 4 (70 % < Q 80%) 112 2,3% Gruppo 5 (60 % < Q 70%) 175 4% Gruppo 6 (50 % < Q 60%) 237 7% Gruppo 7 (40 % < Q 50%) 422 17,94% Gruppo 8 (Q 40%) 529 28,12% Fonte: elaborazioni AGCOM su dati forniti dagli operatori 216. Si evidenzia inoltre che la presenza di reti di accesso di nuova generazione può influenzare positivamente la situazione concorrenziale attuale e prospettica nel mercato dell accesso a banda larga all ingrosso in quanto: i) la destinazione d uso di un infrastruttura NGA è legata appunto alla fornitura di servizi di accesso a banda larga o ultralarga; ii) eventuali comportamenti anti-competitivi saranno limitati dalla presenza contemporanea di più infrastrutture; iii) gli operatori alternativi potrebbero offrire a condizioni competitive servizi di accesso bitstream su proprie reti NGA che incentiverebbero la migrazione verso le reti di accesso di nuova generazione. 217. Alla luce delle considerazioni di cui ai punti precedenti, si ritiene opportuno valutare le condizioni di omogeneità della concorrenza nelle aree ULL considerando sia il livello concorrenziale raggiunto attraverso gli attuali servizi wholesale, sia il livello di infrastrutturazione in reti NGA che gli operatori tenderanno a raggiungere nei prossimi anni. 218. In particolare, tenendo presente che all interno dell area 2 si è riscontrata la presenza di aree geografiche caratterizzate da differenti condizioni concorrenziali, di seguito si effettua una cluster analysis volta a individuare un sottoinsieme di aree di centrale il più omogeneo possibile dal punto di vista della concorrenzialità, sulla base di Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 86
una serie di indicatori rappresentativi delle condizioni concorrenziali attuali e prospettiche. 97 219. In linea con le indicazioni fornite nella Common Position dell ERG, si ritiene opportuno che l analisi tenga in considerazione anche alcuni elementi che influiscono sui costi di dispiegamento di infrastrutture proprietarie, tra i quali la densità abitativa e la possibilità per gli operatori alternativi di usufruire dell accesso alle infrastrutture civili di Telecom Italia (esistenti o di nuova realizzazione) nonché di co-investire nel dispiegamento di nuove infrastrutture. Si ritiene dunque utile includere nell analisi un indicatore che costituisca una proxy dei costi necessari al dispiegamento dell infrastruttura in fibra, ossia la densità di linea, già introdotta nella delibera n. 578/10/CONS, che fornisce una rappresentazione sintetica della quantità di infrastrutture civili per utente potenziale per area di centrale e consente quindi di tenere conto dell entità dei costi di infrastrutturazione. 98 220. Alla luce di ciò, gli indicatori ritenuti maggiormente rappresentativi per la valutazione delle condizioni concorrenziali attuali e prospettiche sono i seguenti: a. il numero medio di operatori alternativi colocati presso le centrali aperte ai servizi di unbundling; b. il numero di linee in unbundling attive in centrale; c. il numero di linee di accesso bitstream attive in centrale; d. la quota di mercato dell operatore incumbent nel mercato della banda larga all ingrosso; e. la densità di linea; f. la percentuale di edifici a quattro piani sul totale degli edifici afferenti all area di centrale; g. la percentuale di sovrapposizione di due reti NGA; h. la presenza di investimenti di Telecom Italia in reti NGA. 221. I primi quattro indicatori (a-d) forniscono informazioni circa il livello di concorrenza raggiunto e la domanda complessiva di servizi a larga banda per area di centrale. I successivi due indicatori (e-f) sono legati ai costi di dispiegamento di infrastrutture proprietarie. Gli ultimi due indicatori (g-h) fanno riferimento alla presenza 97 La cluster analysis è una tecnica statistica che permette di collocare unità statistiche (nel nostro caso, le centrali) all interno di raggruppamenti detti cluster omogenei e distinti fra di loro. 98 Si rammenta che la densità di linea si calcola come il rapporto tra metri lineari di scavo e palificazione in un area di centrale rispetto al numero di linee uscenti dal Main Distribution Frame. Un valore di densità di linea elevato indica una maggiore dispersione degli utenti intorno alla centrale e quindi maggiori costi di dispiegamento attraverso proprie infrastrutture civili (che si stima costituire circa il 70% dei costi totali di una rete di accesso). Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 87
di progetti di investimento in reti in fibra ed eventualmente di vincoli concorrenziali generati dalla presenza contemporanea di più reti NGA. 222. Tuttavia si evidenzia che, al fine di ottenere risultati affidabili, è necessario che gli indicatori sui quali verrà effettuata l analisi siano il più possibile incorrelati tra di loro. A tale scopo è stata quindi effettuata un analisi delle componenti principali (PCA), 99 che ha permesso di circoscrivere l analisi ai soli indicatori incorrelati e di escludere gli indicatori che, essendo correlati agli altri, avrebbero fornito un apporto informativo inferiore. 100 223. L analisi PCA ha mostrato che è possibile ridurre il numero degli indicatori rappresentativi da otto a quattro conservando oltre l 80% del contenuto informativo dei dati. 101 224. In particolare l analisi ha evidenziato, come già anticipato nell analisi preliminare, una forte correlazione tra il numero di linee in unbundling attive in centrale ed il numero di operatori alternativi colocati presso le centrali aperte ai servizi di unbundling, la presenza di investimenti di Telecom Italia in reti NGA, nonché la quota di mercato dell operatore incumbent Telecom Italia nel mercato della banda larga all ingrosso. Inoltre, l indicatore percentuali di edifici a quattro piani sul totale degli edifici afferenti all area di centrale è risultato correlato sia ai suddetti indicatori, sia all indicatore densità di linea. 225. L analisi ha quindi permesso di individuare i seguenti indicatori, non correlati tra loro, maggiormente rappresentativi delle dinamiche concorrenziali sulla rete in rame, dei costi di realizzazione e dell offerta di servizi su rete in fibra: a. il numero di linee in unbundling attive in centrale; b. il numero di linee di accesso bitstream attive in centrale; c. la percentuale di sovrapposizione di due reti NGA; d. la densità di linea. 226. La cluster analysis, che è stata effettuata sulla base dell insieme ristretto di quattro indicatori, ha portato all individuazione di 9 cluster o gruppi di centrali, allo stesso 99 L analisi delle componenti principali è una tecnica statistica utilizzata per ridurre la dimensionalità di un insieme di dati multivariati. 100 Si tenga conto che l analisi di clustering è stata effettuata sull intero insieme di dati di 1586 centrali aperte all unbundling considerato nelle sezioni precedenti. 101 In particolare, la varianza cumulata dei dati rappresentata dalla prima componente principale è pari al 48%; quella della seconda componente è pari al 62%; della terza componente è pari all 73%; quella della quarta pari all 83%. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 88
tempo sufficientemente omogenei al loro interno e sufficientemente differenti tra loro. 102 227. In Tabella 17 si forniscono, per ciascun cluster, i valori medi dei quattro indicatori di cui al punto 225, nonché i valori di altri due indicatori il numero medio di operatori alternativi presenti in centrale e la quota di mercato di Telecom Italia nel mercato a banda larga all ingrosso (lettere a. e d. del punto 220) che sebbene esclusi dall analisi PCA sono comunque ritenuti significativi al fine di evidenziare le dinamiche concorrenziali in un area geografica. Tabella 17 Valori medi per centrale degli indicatori considerati nell analisi rispetto ai 9 cluster in cui sono ripartite le centrali aperte ai servizi di unbundling Cluster (# centrali) 1 (111) 2 (202) 3 (213) 4 (38) 5 (519) 6 (194) 7 (12) 8 (295) 9 (2) Numero medio linee attive ULL 9.512 3.815 5.939 3.518 2.154 1.181 508 1.254 1.816 Numero medio di linee bitstream 363 247 297 1570 269 309 301 672 1474 Sovrapposizione media tra due reti NGA (%) 96,5 99,4 2,9 35,8 0,3 1,1 0,1 0,8 0 Densità di linea media 2,43 4,66 4,54 4,61 6,34 14,82 42 8,21 370 Numero medio di OLO in centrale 7,2 5,2 5,3 3,5 3,5 2,4 1,4 2,1 1,5 Quota di mercato TI (banda larga) 29,1 36,1 34,1 44 44,3 49,4 48 52,4 55 Fonte: elaborazioni AGCOM su dati forniti dagli operatori 102 Per aggregare le centrali in cluster omogenei è stato utilizzato l algoritmo delle k-medie. Al fine di individuare il corretto numero di aggregati nel quale suddividere il territorio è stata misurata la devianza dei cluster rispetto al numero di gruppi. Si è osservato che un numero di cluster pari a 9 rappresenta un sufficiente compromesso tra la riduzione della variabilità interna ai cluster ed il numero stesso di cluster da considerare. Il numero di cluster ottimale è quello corrispondente ad un valore sufficientemente ridotto della devianza, tenendo presente che la devianza complessiva si riduce all aumentare del numero di cluster. Il numero ottimale di cluster, quindi, può essere individuato osservando l andamento della devianza rispetto al numero di cluster e scegliendo il valore a partire dal quale tale grandezza non varia più in maniera significativa. Oltre questo valore, la riduzione marginale della devianza non sarebbe sufficiente a giustificare l incremento del numero di cluster. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 89
228. Dall analisi della tabella si evince che: a. i primi due cluster contengono le centrali che sono incluse nei piani di investimento di almeno due operatori per lo sviluppo di reti NGA (terza riga della tabella); b. il terzo cluster sembra catturare la realtà di quelle centrali che, pur non essendo presenti nei piani di investimento NGA degli operatori, sono caratterizzate da un elevato livello di concorrenzialità grazie ai servizi all ingrosso forniti su rete in rame; c. i primi tre cluster presentano un numero di linee in unbundling superiore alla media nazionale (pari a 3.123) ed un numero di linee bitstream confrontabile o comunque inferiore alla media nazionale (pari a 356); d. il cluster 4, da un lato, presenta somiglianze con i cluster 2 e 3 in termini di densità di linea e risulta, inoltre, costituito da centrali che in parte saranno coinvolte dai piani di investimento in reti NGA di più operatori, dall altro lato è costituito da centrali che presentano caratteristiche concorrenziali specifiche in termini di linee bitstream, il cui numero medio è significativamente elevato rispetto alle centrali che afferiscono ai primi tre cluster; e. i successivi cluster (5-9) presentano generalmente un elevato valore della densità di linea, quindi costi di infrastrutturazione più elevati ed un limitato sviluppo della concorrenza, nonché un numero medio di operatori alternativi colocati ed un numero di linee ULL in centrale generalmente al di sotto della media nazionale. 229. I primi tre cluster, quindi, presentano caratteristiche concorrenziali superiori rispetto ai successivi cluster, infatti il numero medio di operatori in centrale è superiore a cinque e la quota di mercato di Telecom Italia è inferiore al 40%. 230. Al fine di verificare e contestualizzare le stime precedenti (basate quasi esclusivamente su informazioni fornite dagli operatori), in Figura 8 si riporta il livello di alcuni indicatori, quali il numero di unità immobiliari, di edifici di almeno quattro piani e la popolazione residente, normalizzati rispetto al primo cluster (indice di riferimento). La figura conferma che i cluster 2, 3 e 4 presentano caratteristiche più simili al primo cluster che ai rimanenti cluster. Tuttavia, si sottolinea che l analisi precedente ha evidenziato che il cluster 4 è costituito da centrali che presentano caratteristiche concorrenziali peculiari in termini di linee bitstream, il cui numero medio è particolarmente elevato rispetto alle centrali che afferiscono ai primi tre cluster. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 90
Figura 8 Rappresentazione di tre indicatori Istat nei nove cluster in esame 231. L analisi descritta nelle sezioni precedenti ha mostrato l esistenza, all interno dell area 2, di aggregati di aree di centrale di Telecom Italia che presentano una sostanziale omogeneità nelle variabili indicative del grado di concorrenza nel mercato dei servizi di accesso a banda larga all ingrosso. Nello specifico, alla luce delle suddette considerazioni, si ritiene che le centrali che afferiscono ai primi tre cluster possano essere considerate, in un ottica anche prospettica, afferenti ad un area geografica di livello concorrenziale differente rispetto al resto delle centrali aperte ai servizi di unbundling. 232. Come anticipato nei paragrafi precedenti, si ritiene inoltre opportuno rappresentare i risultati appena ottenuti rispetto alle centrali locali, in termini dei confini amministrativi comunali, sia al fine di semplificare l attuazione dei regimi regolamentari sia per tenere in considerazione la circostanza, già espressa in precedenza, che gli operatori hanno individuato il Comune come unità di riferimento nell ambito dei propri piani di investimento. 233. A tal fine, un Comune è stato considerato associabile ai tre cluster individuati se almeno il 60% delle UI ad esso appartenenti afferisce alle centrali incluse nei suddetti cluster. 234. In accordo a tale scelta, i Comuni associati ai primi tre cluster, caratterizzati quindi da condizioni concorrenziali sufficientemente omogenee e differenti da quelle dei restanti Comuni, sono 128, ubicati in 40 Provincie italiane. Nell Allegato C si fornisce la lista dei 128 Comuni contendibili selezionati, evidenziando il numero di centrali ULL che ricadono all interno dei primi tre cluster. 235. Tuttavia, si evidenzia che lo sviluppo di reti di nuova generazione che, come dimostrato in precedenza, ha un impatto significativo sulla definizione delle condizioni di omogeneità della concorrenza presenta ancora elementi di incertezza per quanto concerne l evoluzione della domanda nei mercati al dettaglio e quindi di quella all ingrosso, nonché elementi di incertezza dal lato dell offerta, in termini di effettiva Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 91
attuazione, sia dal punto di vista della tempistica che della precisa localizzazione geografica dei piani di investimento degli operatori. 236. In aggiunta, si segnala la presenza di significativi interventi di natura pubblica in materia di sviluppo di reti a banda larga e ultralarga che interessano prevalentemente le aree del Paese a bassa competitività. Numerose Regioni ed Enti locali hanno operato prevalentemente nell ambito del tuttora operativo Piano Nazionale Banda Larga, volto principalmente all abbattimento del digital divide entro il 2013. Per quanto concerne invece le iniziative volte allo sviluppo della banda ultralarga, si fa presente l avvio del Programma Strategico Agenda Digitale italiana che dovrebbe condurre alla realizzazione di reti FTTH nelle aree più scarsamente popolate del Paese, al fine di realizzare gli obiettivi previsti dall Agenda Digitale Europea. 103 Si fa quindi presente che i suddetti interventi di natura pubblica si concentreranno nelle aree non aperte all unbundling (aree in digital divide di prima generazione), nonché nelle aree non interessate dai piani di investimento in reti NGA degli operatori. Considerato lo stadio embrionale dei suddetti piani di intervento pubblico, si ritiene che sussistano rilevanti elementi di incertezza per definirne l impatto sulle condizioni concorrenziali del mercato nel periodo di riferimento della presente analisi di mercato. 237. Alla luce delle suddette considerazioni, si ritiene che la stabilità delle condizioni concorrenziali, sia nell area 2 sia a livello nazionale, non possa essere del tutto garantita e pertanto appare prematuro prevedere una definizione di mercati rilevanti sub-nazionali dei servizi di accesso a banda larga all ingrosso. D altro canto è necessario comunque considerare che nel corso della presente analisi è stata evidenziata la presenza di condizioni concorrenziali differenziate nel mercato di riferimento, circostanza che sembra invece giustificare l imposizione di un regime regolamentare differenziato nel mercato dell accesso a banda larga all ingrosso. Tale regime prevedrebbe la suddivisione del territorio tra i 128 Comuni riportati nell Allegato C ed il resto del Paese. 104 Mercato dell accesso al dettaglio alla rete telefonica pubblica fissa per clienti residenziali e non residenziali 238. Al fine di analizzare dal punto di vista geografico i mercati dell accesso al dettaglio alla rete telefonica pubblica fissa si ritiene opportuno, in linea con quanto svolto nella precedente analisi di mercato, fornire una rappresentazione della quota di mercato detenuta da Telecom Italia nelle varie centrali. Tale informazione è riportata in 103 Il Progetto, approvato il 18 dicembre 2012 dalla Commissione Europea e dunque considerato compatibile con la normativa in materia di aiuti di stato, interessa infatti le c.d. aree bianche NGA ai sensi degli Orientamenti comunitari relativi all applicazione delle norme in materia di aiuti di Stato in relazione allo sviluppo rapido di reti a banda larga. 104 Le linee bitstream soggette ad un regime regolamentare differenziato sarebbero pari a circa 170.000 (9% delle linee bitstream complessive), come si può evincere dalla tabella riportata nell Allegato C. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 92
Tabella 18, dalla quale si evince che in tale mercato la quota di Telecom Italia risulta ancora superiore al 70% per oltre il 50% della popolazione telefonica, inoltre solo il 12,51% della popolazione telefonica è dislocata in centrali che presentano una quota di mercato di Telecom Italia inferiore al 50%. Rispetto ai risultati riportati nell ambito della precedente analisi di mercato dove circa il 95% della popolazione telefonica afferiva ad aree in cui l incumbent deteneva quote di mercato superiori al 70% si può comunque notare una generale diminuzione delle quote di mercato di Telecom Italia. Tabella 18 Numero di centrali locali e percentuale di popolazione coperta per classi di quote di mercato di Telecom Italia nel mercato dell accesso in fonia (2011) Classi di quote di mercato TI Numero centrali Popolazione coperta Gruppo 1 (Q=100%) 8814 38,79% Gruppo 2 (90 % < Q < 100%) 3 0,04% Gruppo 3 (80 % < Q 90%) 57 1,69% Gruppo 4 (70 % < Q 80%) 326 10,48% Gruppo 5 (60 % < Q 70%) 545 20,36% Gruppo 6 (50 % < Q 60%) 424 16,08% Gruppo 7 (40 % < Q 50%) 200 10,68% Gruppo 8 (Q 40%) 31 1,83% Fonte: elaborazioni AGCOM su dati forniti dagli operatori 239. Per quanto concerne l analisi geografica specifica dei mercati in esame, valgono considerazioni analoghe a quelle riportate nel paragrafo precedente relativo all analisi del mercato dell accesso a banda larga all ingrosso, in virtù della circostanza che gli indicatori ivi considerati il numero di linee ULL, il numero di linee bitstream, la percentuale di sovrapposizione di due reti NGA, la densità di linea sono da ritenersi significativi anche per l analisi del livello concorrenziale dei mercati n. 1a e n. 1b, e possono quindi essere tratte analoghe conclusioni. In maggiore dettaglio, l analisi svolta per il mercato n. 5 ha mostrato l esistenza, all interno dell area 2, di aggregati di aree di centrale di Telecom Italia che presentano un livello concorrenziale differente rispetto al resto delle centrali aperte ai servizi di unbundling e corrispondenti a 128 Comuni ubicati in 40 Provincie italiane. 240. In merito si ribadisce, comunque, che lo sviluppo di reti di nuova generazione presenta ancora elementi di incertezza per quanto concerne l evoluzione della domanda nei mercati al dettaglio che rendono non certa l evoluzione delle condizioni concorrenziali, sia nell area 2 sia a livello nazionale. Pertanto, analogamente a quanto Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 93
affermato anche per il mercato dell accesso a banda larga all ingrosso, non si ritiene opportuno prevedere una definizione di mercati rilevanti sub-nazionali dei servizi di accesso al dettaglio alla rete telefonica pubblica fissa. L Autorità ritiene quindi che anche il mercato dell accesso al dettaglio alla rete telefonica pubblica fissa per clienti residenziali e non residenziali possa essere considerato di dimensione nazionale dal punto di vista geografico. D3. Si condivide l orientamento dell Autorità in merito alla dimensione dei mercati geografici al dettaglio ed all ingrosso? In particolare si condivide che sulla base delle evidenze disponibili la riscontrata presenza di differenze nel contesto competitivo di alcune aree del Paese non giustifica, al momento, l individuazione di mercati geografici sub-nazionali? Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 94
3. DETERMINAZIONE DEL SIGNIFICATIVO POTERE DI MERCATO 3.1. Introduzione 241. Ai sensi dell articolo 17, comma 2, del Codice, si presume che un impresa disponga di un significativo potere di mercato se, individualmente o congiuntamente con altri, gode di una posizione equivalente ad una posizione dominante, e dunque di forza economica tale da consentirle di comportarsi in misura notevole in modo indipendente dai concorrenti, dai clienti e dai consumatori. 242. L articolo 17 del Codice ha recepito l articolo 14 della direttiva quadro, che conforma la definizione del significativo potere di mercato (SMP) ai fini della regolamentazione di settore a quella data dalla Corte di giustizia europea per la nozione di posizione dominante ai fini del diritto della concorrenza. Una sintesi degli orientamenti della Commissione europea circa l interpretazione del concetto di posizione dominante nell industria delle comunicazioni elettroniche è contenuta nelle Linee direttrici che l Autorità tiene in massimo conto nello svolgimento dell analisi di mercato. 105 243. In base ai paragrafi 75 e seguenti delle Linee direttrici, per stabilire l esistenza di un significativo potere di mercato l Autorità si avvale di diversi indicatori quali, inter alia, le quote di mercato, la dimensione globale dell impresa, il controllo di infrastrutture difficilmente duplicabili, le barriere all ingresso, le economie di scala e di diversificazione, l integrazione verticale, la rete di distribuzione e vendita e la concorrenza potenziale. Tali indicatori devono essere analizzati anche in un ottica previsionale. 244. Per quanto riguarda la quota di mercato, anche se al paragrafo 76 delle Linee direttrici si afferma che nel caso di prodotti differenziati è preferibile utilizzare quote di mercato calcolate sulla base del valore delle vendite, al successivo paragrafo 77, si afferma che spetta alle ANR decidere i criteri più adatti per misurare la presenza sul mercato, salvo però fornire alcune indicazioni circa le modalità di calcolo più adatte in alcuni dei mercati individuati dalla Raccomandazione. 245. L articolo 17, comma 2, del Codice stabilisce, in conformità con l articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell Unione europea (TFUE), che un impresa può detenere un rilevante potere di mercato, ossia può detenere una posizione dominante, sia individualmente che congiuntamente con altri. Sebbene il concetto di dominanza collettiva sia in evoluzione, la Commissione e la giurisprudenza della Corte sono orientate a ritenere che una o più imprese detengano una posizione dominante collettiva quando in rapporto ai loro clienti e concorrenti si presentano come un unica impresa, 105 Cfr. Linee direttrici, capitolo 3, punti 70-106. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 95
senza che vi sia concorrenza effettiva tra loro. Le Linee direttrici, al paragrafo 96, specificano che le Autorità nazionali di regolamentazione per valutare ex ante la presenza delle condizioni che possano favorire l insorgenza di una posizione dominante collettiva, devono valutare se ricorrano le condizioni elencate nel suddetto paragrafo. 3.2. Descrizione degli indicatori utilizzati 246. L Autorità tiene in massima considerazione le indicazioni fornite all interno delle Linee direttrici e ritiene che, in relazione ai mercati oggetto della presente analisi, gli indicatori più importanti ai fini della valutazione del significativo potere di mercato oltre alla struttura e la dinamica del mercato siano il livello e l andamento delle quote di mercato, il controllo di infrastrutture difficili da duplicare, la presenza di economie di scala, densità e diversificazione, la mancanza o l insufficienza di contropotere di mercato da parte degli acquirenti, 106 l integrazione verticale. 3.3. Mercato dell accesso all ingrosso (fisico) alle infrastrutture di rete in postazione fissa (mercato n. 4) Struttura e dinamica del mercato 247. I servizi di accesso fisico all ingrosso alle infrastrutture di rete sono forniti prevalentemente da Telecom Italia, che possiede l unica rete di accesso diffusa capillarmente su tutto il territorio nazionale. 107 Nel mercato considerato sono presenti anche altri operatori dotati di infrastrutture di accesso proprietarie e, quindi, potenzialmente in grado di fornire servizi di accesso fisico all ingrosso. Tuttavia, si osserva che tali infrastrutture d accesso alternative sono utilizzate quasi esclusivamente per l autoproduzione e che il numero di accessi fisici venduti all ingrosso da operatori alternativi è trascurabile. 248. Dal lato della domanda sono presenti numerosi operatori che acquistano servizi di accesso disaggregato, quasi esclusivamente da Telecom Italia, per offrire ai propri clienti servizi di accesso al dettaglio. Tra questi, i principali per numero di linee acquistate in unbundling e shared access (SA) nel I semestre 2012 sono Wind, Fastweb, Vodafone, Tiscali, Teletu, BT Italia, Brennercom e MC-link. 249. In linea con la definizione merceologica del mercato di cui al paragrafo 163 b il mercato è costituito dal totale delle linee di accesso fisico alle infrastrutture di rete in postazione fissa fornite mediante l utilizzo delle tecnologie su rame, su fibra ottica e 106 Si noti che l indicatore relativo al contropotere di acquisto non è stato ritenuto rilevante ai fini dell analisi dei mercati nn. 1a ed 1b. 107 Per questa ragione, Telecom Italia è stata notificata, nell ambito dei primi due cicli di analisi di mercato, come operatore avente significativo potere di mercato nei mercati oggetto della presente analisi. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 96
WLL. In particolare, il mercato è costituito dal totale delle linee della rete di accesso di Telecom Italia ossia dalla somma delle linee (all ingrosso) vendute da quest ultima ad altri operatori e delle linee vendute internamente alla divisione retail di Telecom Italia a cui si deve aggiungere il totale delle linee vendute dagli altri operatori attraverso infrastrutture proprie che, come evidenziato, sono utilizzate quasi esclusivamente in autoproduzione. 250. Nella Tabella 19 sono riportati il numero di linee in ULL (calcolato come somma del numero di linee in ULL e del numero di linee in virtual unbundling - VULL) ed in SA vendute dall incumbent nel periodo 2008-I semestre 2012. I servizi di unbundling e di shared access costituiscono, infatti, al primo semestre 2012 il 99% del mercato e quindi possono essere ritenuti i servizi più significativi al fine di fornire una valutazione sulla dimensione del mercato. La tabella evidenzia un aumento del numero di linee in ULL nel periodo considerato, anche se ad un tasso decrescente nel corso del periodo osservato, ed una contemporanea flessione nelle vendite di linee in SA. Il numero di linee in ULL attive è aumentato tra il 2008 ed il 2011 di circa 30%. Tale andamento conferma quanto già emerso nel corso della precedente analisi di mercato, ossia che gli operatori alternativi, al fine di acquisire la gestione completa del cliente finale, si sono progressivamente orientati verso l ULL a scapito dello SA. 108 A tal proposito si evidenzia l andamento negativo (-55% tra il 2008 ed il 2011) nelle vendite di linee in SA già osservato nella precedente analisi di mercato. Tabella 19 Numero di linee in ULL/VULL e SA vendute dall incumbent (2008 - I sem. 2012) Linee ULL/VULL (a) Linee SA Consistenza Variazione Consistenza Variazione 2008 3.847.200 202.400 2009 4.374.589 14% 142.647-30% 2010 4.781.681 9% 113.643-20% 2011 5.015.541 5% 91.265-20% I sem. 2012 5.154.322 3% 83.379-9% (a) Calcolato come somma del numero di linee in ULL e del numero di linee in VULL. Fonte: elaborazioni AGCOM su dati forniti dagli operatori Livello e andamento delle quote di mercato 251. La Tabella 20 riporta le quote di mercato per la fornitura di servizi di accesso fisico all ingrosso alle infrastrutture di rete nel periodo analizzato. 108 Si osserva, infatti, che parte dell utenza acquista entrambi i servizi di accesso e fonia da un unico operatore. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 97
Tabella 20 Quote di mercato (volumi e ricavi) (2008 - I sem. 2012) Volumi (numero di linee) Ricavi Telecom Italia Altri operatori Telecom Italia Altri operatori 2008 98,68% 1,32% 89,42% 10,58% 2009 98,59% 1,41% 91,15% 8,85% 2010 98,53% 1,47% 91,82% 8,18% 2011 98,44% 1,56% 92,47% 7,53% I sem. 2012 98,39% 1,61% 92,55% 7,45% Fonte: elaborazioni AGCOM su dati forniti dagli operatori 252. Le quote di mercato dell incumbent in termini di volumi sono rimaste sostanzialmente stabili nel periodo osservato, mentre per le quote in ricavi si osserva un leggero aumento. Nel complesso si osserva che le quote dell incumbent sia in volumi sia in ricavi risultano molto vicine al 100% e pertanto la posizione di Telecom Italia è sostanzialmente immutata rispetto alla precedente analisi di mercato. Controllo di infrastrutture difficili da duplicare 253. L Autorità evidenzia che, come osservato nelle precedenti analisi di mercato, la realizzazione di infrastrutture nel settore delle telecomunicazioni, in particolare di infrastrutture di accesso, richiede tempi lunghi ed investimenti ingenti e prevalentemente non recuperabili (sunk cost) in caso di uscita dal mercato. 254. Come noto, solo l operatore incumbent ha effettuato gli investimenti per l intera infrastruttura di rete in rame, di lunga distanza e di accesso, e tale fattore, unitamente ai significativi costi fissi necessari per gli scavi e per l installazione di una rete di accesso, ha attribuito, nel corso degli anni, un notevole vantaggio competitivo a Telecom Italia ed ha scoraggiato la realizzazione di reti in rame da parte di operatori alternativi. Sebbene, come illustrato in precedenza, alcuni operatori ed Enti locali stiano sviluppando o abbiano intenzione di sviluppare reti in tecnologie diverse dal rame, in particolare in fibra ottica, la copertura di tali reti risulta, ad oggi, ancora piuttosto limitata. 255. In sintesi, benché dal mercato stiano, soprattutto di recente, provenendo numerosi segnali, non si prevede che le reti alternative, in particolare quelle di nuova generazione, raggiungano un estensione ed una diffusione tale da alterare, nell orizzonte temporale di riferimento della presente analisi di mercato, le attuali dinamiche concorrenziali che vedono l incumbent come possessore della rete maggiormente usata dagli operatori alternativi. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 98
Economie di scala, densità e diversificazione 256. La funzione di produzione di servizi di accesso fisico alla rete fissa è caratterizzata da rendimenti di scala crescenti riconducibili all elevato rapporto fra costi fissi e costi variabili. Considerata l estensione, attuale e prospettica, delle reti degli operatori alternativi, nonché i piani di sviluppo di reti di accesso di nuova generazione, non si ritiene che tali operatori possano conseguire, nell orizzonte temporale di riferimento della presente analisi, economie di scala comparabili con quelle di Telecom Italia. 257. Inoltre, il mercato in esame è caratterizzato dalla presenza di notevoli economie di diversificazione derivanti dalla possibilità di utilizzare la rete di accesso per la fornitura di più servizi (ad esempio servizi di telefonia locale, nazionale, internazionale e servizi dati). Ovviamente gli operatori che possiedono la rete sono in grado di esercitare il controllo più ampio possibile sui livelli di servizio e di banda erogabili e riescono, pertanto, a realizzare economie di diversificazione superiori rispetto a quelle realizzabili dagli operatori che non possiedono la rete. 258. Da ultimo, la fornitura di servizi di accesso fisico alla rete fissa può generare notevoli economie di densità nelle aree geografiche ove maggiore è la densità abitativa, quali le aree urbane, caratterizzate in genere anche da un reddito elevato e da un elevata domanda di servizi business. Non a caso il maggiore sviluppo di infrastrutture alternative è riscontrabile nelle aree metropolitane più popolate. 259. Nonostante le economie di densità siano realizzabili non solo dall incumbent, ma anche dagli operatori alternativi nelle aree in cui sono presenti, Telecom Italia risulta essere comunque l operatore in grado di beneficiare di economie di scala e di diversificazione maggiori rispetto agli altri operatori. 260. L Autorità ritiene pertanto che la presenza di notevoli economie di scala, densità e diversificazione avvantaggi ulteriormente l incumbent rispetto agli altri operatori. Contropotere da parte degli acquirenti 261. In qualunque mercato gli acquirenti sono in grado di esercitare una qualche forma di contropotere d acquisto nei confronti del fornitore quando acquistano considerevoli quantità del servizio offerto ed hanno la possibilità di rivolgersi in tempi ragionevoli a fornitori alternativi in risposta ad un aumento del prezzo o di ricorrere al servizio in autoproduzione. 262. Nel mercato in esame, pur esistendo alcuni operatori che acquistano da Telecom Italia una quantità elevata di linee in ULL/SA, non si ritiene che, ad oggi, questi abbiano la possibilità di acquistare i servizi di accesso disaggregato da fornitori alternativi a Telecom Italia sia perché come si è evidenziato l offerta di servizi di accesso disaggregato è riconducibile quasi esclusivamente a quest ultimo, sia perché sarebbe dispendioso il cambio di fornitore del servizio di accesso una volta che un operatore ha costruito la propria infrastruttura per connettersi al fornitore del servizio. Da ultimo si osserva che i pochi operatori alternativi che detengono linee in proprio Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 99
tendono a non offrirle ad operatori terzi, per non dover fronteggiare la concorrenza di questi ultimi nei mercati al dettaglio. 263. Sulla base dell analisi condotta, l Autorità ritiene quindi che gli acquirenti non siano in grado di esercitare un contropotere di acquisto tale da neutralizzare il potere di cui dispone Telecom Italia. Integrazione verticale 264. Nonostante la presenza di alcuni operatori alternativi che stanno investendo o pianificano di investire in reti di nuova generazione in alcune zone del territorio italiano, l Autorità osserva che Telecom Italia è ancora l unico operatore verticalmente integrato lungo tutta la catena tecnologica e impiantistica a livello nazionale. Sebbene gli Impegni di Telecom Italia abbiano mitigato gli effetti derivanti dall integrazione verticale, Telecom Italia è comunque ancora in grado di razionalizzare i costi di natura tecnicooperativa ed effettuare scelte coordinate tra livelli wholesale e retail della catena del valore. 265. Gli operatori alternativi dispongono di una minore libertà d azione in quanto, da un lato, devono rispettare i vincoli imposti da Telecom Italia nell acquisto di servizi intermedi e, dall altro lato, si trovano a competere con quest ultima nel mercato a valle. Conclusioni sulla determinazione del significativo potere di mercato 266. L Autorità ritiene che, a causa dell elevato livello delle quote di mercato di Telecom Italia e della loro persistenza nel tempo, si possa presumere che la stessa goda di un significativo potere di mercato. 109 L analisi degli altri indicatori volti all accertamento del significativo potere di mercato conferma che nel mercato dell accesso fisico all ingrosso alle infrastrutture di rete in postazione fissa non sussistono condizioni di concorrenza effettiva e che l operatore Telecom Italia detiene un significativo potere di mercato. Si ritiene, inoltre, che la valutazione circa la concorrenzialità del mercato ed il potere di mercato di Telecom Italia non possa subire variazioni significative nell orizzonte temporale considerato. 3.4. Mercato dell accesso a banda larga all ingrosso (mercato n. 5) Struttura e dinamica del mercato 267. Il servizio di accesso a banda larga all ingrosso è offerto da Telecom Italia su infrastruttura proprietaria e dagli operatori alternativi su reti proprie o ricorrendo all ULL. Si rileva però che gli operatori alternativi offrono i servizi di accesso a banda 109 Cfr. punto 75 delle Linee direttrici. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 100
larga all ingrosso prevalentemente, se non esclusivamente, alle proprie divisioni commerciali (autoproduzione). 268. Nella Tabella 21 sono riportati i volumi (in linee) venduti nel mercato al dettaglio dell accesso a banda larga e quelli venduti nel corrispondente mercato wholesale (mercato n. 5) da Telecom Italia, attraverso il servizio bitstream. In linea con le definizioni merceologiche riportate rispettivamente ai paragrafi 131 e 163 lettera a, il mercato dei servizi di accesso a banda larga al dettaglio ed il mercato dei servizi di accesso (virtuale) a banda larga all ingrosso sono costituiti dal totale delle linee di accesso, rispettivamente al dettaglio ed all ingrosso, fornite su rete in rame, in fibra ottica e su WLL. 269. Per quanto riguarda la dimensione del mercato dell accesso a banda larga al dettaglio, la Tabella 21 mostra un aumento tra il 2008 ed il 2011 del numero di linee vendute pari al 19% circa, anche se con un tasso decrescente da un anno all altro. L incremento nel numero di linee vendute al dettaglio è più significativo per gli operatori alternativi che per Telecom Italia. Tabella 21 Linee a banda larga vendute al dettaglio e all ingrosso (2008 - I sem. 2012) Anno Mercato al dettaglio dell accesso a banda larga Mercato n. 5 Telecom Italia Altri operatori Totale Telecom Italia 2008 6.760.042 4.305.584 11.065.626 1.380.000 2009 7.008.994 5.100.820 12.109.814 1.740.733 2010 7.184.139 5.725.878 12.910.017 1.882.991 2011 7.133.420 6.078.632 13.212.052 1.964.102 I sem. 2012 7.046.082 6.197.170 13.243.252 1.985.216 Fonte: elaborazioni AGCOM su dati forniti dagli operatori 270. Con riferimento alla dimensione del mercato dell accesso a banda larga all ingrosso, la Tabella 21 mostra un corrispondente aumento del numero di linee all ingrosso vendute nel medesimo periodo da Telecom Italia in particolare tra il 2008 ed il 2009 (+26%) anche se in dimensioni assolute non paragonabili a quelle osservate per il mercato al dettaglio. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 101
Livello e andamento delle quote di mercato 271. La Tabella 22 riporta le quote di mercato al dettaglio in volumi 110 ed in ricavi, nel periodo 2008-I semestre 2012. La tabella mostra una riduzione di circa 8 punti percentuali della quota in volumi dell incumbent, più marcata tra il 2008 ed il 2009, in corrispondenza della crescita degli investimenti in ULL da parte degli altri operatori. Si osserva che al I semestre 2012 i principali operatori alternativi con una quota di mercato dopo Telecom Italia risultano essere Wind (circa 17%) e Fastweb (poco più del 13%). Si evidenzia, inoltre, che gli operatori Wind e Vodafone vedono crescere la loro quota di mercato nel periodo considerato. 272. In termini di ricavi si osserva una riduzione di alcuni punti percentuali della quota di mercato dell operatore dominante, cui corrisponde un aumento della quota di mercato degli altri operatori ed in particolare di Wind. Si segnala che l operatore con quota di mercato più elevata dopo Telecom Italia, seppur in diminuzione, risulta essere Fastweb. Tabella 22 Quote di mercato al dettaglio (volumi e ricavi) (2008 - I sem. 2012) 2008 2009 2010 2011 I sem. 2012 Volumi Ricavi Volumi Ricavi Volumi Ricavi Volumi Ricavi Volumi Ricavi TI 61,09% 56,84% 57,88% 55,98% 55,65% 54,97% 53,99% 52,97% 53,21% 52,82% Fastweb 13,63% 26,41% 13,03% 25,56% 12,49% 25,06% 12,49% 24,26% 13,05% 23,68% Wind 12,35% 9,34% 13,67% 10,76% 14,92% 11,90% 16,26% 13,98% 16,94% 14,36% Tiscali 4,88% 0,10% 4,47% 0,07% 4,03% 0,06% 3,58% 0,04% 3,37% 0,03% Vodafone 0,52% -- 2,63% 0,72% 4,20% 1,52% 6,13% 2,22% 6,74% 2,77% Teletu 6,05% 0,82% 6,85% 0,97% 7,43% 0,95% 6,23% 1,05% 5,40% 0,87% Altri operatori 1,47% 6,50% 1,46% 5,94% 1,29% 5,55% 1,31% 5,49% 1,30% 5,46% Fonte: elaborazioni AGCOM su dati forniti dagli operatori 273. La Tabella 23 riporta le quote di mercato relative ai servizi di accesso all ingrosso in volumi nel periodo 2008-I semestre 2012. Le quote di mercato calcolate considerando le linee di accesso fornite su rame, su fibra ottica e su WLL risultano in diminuzione per l incumbent in tutto il periodo considerato, con una riduzione più marcata nei primi anni di osservazione. L andamento è quindi analogo a quanto riscontrato nel mercato retail, ove però le quote di Telecom Italia risultano inferiori in quanto in quelle degli operatori alternativi si includono anche le linee a banda larga vendute dagli stessi usufruendo dell offerta di bitstream. 110 Le quote in volumi sono calcolate utilizzando come base di riferimento il numero complessivo di linee a banda larga al dettaglio, con qualsiasi tecnologia siano realizzate (ad eccezione del satellite). Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 102
Tabella 23 Quote di mercato all ingrosso (volumi) (2008 - I sem. 2012) 2008 2009 2010 2011 I sem. 2012 TI 71,29% 69,99% 67,98% 66,79% 65,79% Fastweb 10,93% 10,13% 9,62% 9,48% 9,69% Wind 9,17% 10,89% 11,92% 13,08% 13,46% Tiscali 2,95% 2,74% 2,56% 2,41% 2,39% Teletu 5,12% 5,60% 6,14% 5,09% 5,04% Altri operatori 0,54% 0,65% 1,77% 3,14% 3,63% Fonte: elaborazioni AGCOM su dati forniti dagli operatori 274. La quota di mercato di Telecom Italia, si attesta ancora su valori decisamente elevati, tenuto conto che il mercato all ingrosso dell accesso a banda larga è preso nella sua definizione più ampia (includendo tutte le tecnologie e l autoproduzione). Controllo di infrastrutture difficili da duplicare 275. L Autorità, in linea con la precedente analisi di mercato, ritiene che Telecom Italia continui a detenere il controllo di infrastrutture non facilmente replicabili, in quanto non si sono ancora sviluppate reti di accesso alternative a quelle dell operatore incumbent. 276. Infatti, un operatore che intende offrire servizi di accesso a banda larga all ingrosso, necessita di una rete di accesso capillare e di una rete di trasporto con copertura nazionale. Sebbene esistano alcuni operatori che posseggono reti di trasporto sufficientemente estese, permangono i problemi legati alla realizzazione di reti di accesso alternative, in quanto ciò implicherebbe il sostenimento di ingenti costi non recuperabili. L Autorità ritiene che, ad oggi, gli operatori non intendano sostenere costi per lo sviluppo di reti di accesso in rame alternative; mentre per quanto riguarda le reti di accesso in fibra ottica, non si prevede che tali reti raggiungano un estensione ed una diffusione tale da alterare, nell orizzonte temporale di riferimento della presente analisi di mercato, le attuali dinamiche concorrenziali. Tuttavia, l Autorità ritiene che, nel futuro, le reti di accesso in fibra ottica potrebbero configurarsi come realtà alternative alla rete di accesso di Telecom Italia. 277. Si fa presente che gli operatori che vogliono offrire un servizio analogo al servizio bitstream di Telecom Italia, possono ricorrere ai sevizi di unbundling in virtù della regolamentazione sull accesso disaggregato alla rete locale. I servizi di unbundling, infatti, consentono di limitare gli investimenti non pienamente recuperabili e di trasformare parte dei costi fissi, legati alla costruzione delle infrastrutture, in costi variabili. 278. Il fatto che tali servizi siano disponibili solo su un sottoinsieme delle centrali locali (che servono il 62% della popolazione telefonica) impedisce agli operatori Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 103
alternativi la fornitura dei servizi in banda larga all ingrosso su tutto il territorio nazionale. 279. L Autorità, pertanto, ritiene che il controllo di infrastrutture non facilmente replicabili continui a conferire a Telecom Italia un vantaggio competitivo nei confronti degli operatori alternativi. Economie di scala, densità e diversificazione 280. L Autorità ritiene ancora valide le conclusioni raggiunte nell ambito della precedente analisi di mercato con riferimento all indicatore relativo alle economie di costo. 281. In particolare, si osserva che la funzione di produzione dei servizi di accesso a banda larga è caratterizzata da rendimenti di scala crescenti, riconducibili all elevato rapporto fra costi fissi e costi variabili e che, pertanto, solo l impresa fornitrice di tali servizi è in grado di realizzare notevoli economie di scala. Considerato il numero di linee retail vendute da Telecom Italia, di gran lunga superiore rispetto a quelle vendute dagli altri operatori, si evidenzia che solo l incumbent ha la possibilità di godere pienamente dei vantaggi derivanti dalla maggior efficienza della propria scala produttiva. 282. Quanto alle economie di diversificazione, realizzabili offrendo in bundle servizi retail di accesso voce e dati, queste possono essere realizzate sull intero territorio nazionale dall incumbent. Viceversa, gli operatori alternativi sono in grado di realizzare economie di diversificazione solamente nelle aree in cui possiedono reti di accesso proprietarie o ricorrono all ULL. 283. Infine, gli operatori alternativi che posseggono reti di accesso proprietarie o che ricorrono ai servizi di accesso all ingrosso sono in grado, qualora raggiungano elevate quote di mercato, di realizzare come l incumbent notevoli economie di densità. In altri termini, l efficienza produttiva dell incumbent nella fornitura di servizi all ingrosso è conseguibile anche da altri operatori, pur se limitatamente alle aree in cui questi dispongono di infrastrutture proprie o ricorrono ai servizi di accesso all ingrosso. 284. In virtù di quanto detto, l Autorità ritiene che la presenza di economie di costo avvantaggi ulteriormente l incumbent rispetto agli altri operatori. Contropotere da parte degli acquirenti 285. Per il mercato dei servizi di accesso a banda larga all ingrosso valgono le medesime considerazioni circa l assenza di contropotere di mercato da parte degli acquirenti svolte nell analisi del mercato n. 4. 286. Più precisamente, sebbene nel corso degli ultimi anni alcuni operatori alternativi, quali Tiscali e BT Italia, abbiano iniziato ad offrire su rete in rame servizi di accesso virtuale all ingrosso, tale servizio è tuttora venduto principalmente dall operatore Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 104
incumbent. Infatti, attualmente gli operatori alternativi, ad eccezione di alcuni casi, utilizzano la propria rete di accesso o acquistano i servizi appartenenti al mercato n. 4 principalmente per l autoproduzione, in quanto i costi di realizzazione e le economie di scala necessarie per mettere a disposizione di operatori terzi un servizio bitstream non rendono al momento particolarmente appetibile l investimento. Integrazione verticale 287. Come osservato con riferimento al mercato n. 4, Telecom Italia è ancora oggi l unico operatore verticalmente integrato lungo tutta la catena tecnologica e impiantistica a livello nazionale anche in relazione al mercato dei servizi di accesso a banda larga all ingrosso, nonostante alcuni operatori alternativi stiano investendo o pianificano di investire in reti di nuova generazione in alcune zone del territorio italiano. Questa caratteristica pone Telecom Italia nella posizione di essere l unico operatore a non dover acquistare servizi intermedi da operatori con cui si trova a competere sul mercato a valle. 288. Gli operatori alternativi dispongono di una minore libertà d azione in quanto, da un lato, devono rispettare i vincoli imposti da Telecom Italia nell acquisto di servizi intermedi e, dall altro lato, si trovano a competere con quest ultima nel mercato a valle. Conclusioni sulla determinazione del significativo potere di mercato 289. L Autorità ritiene che, a causa dell elevato livello delle quote di mercato di Telecom Italia e della loro persistenza nel tempo, si possa presumere che la stessa goda di un significativo potere di mercato. Inoltre, in considerazione del vantaggio competitivo di cui gode Telecom Italia per il controllo di infrastrutture difficili da duplicare, della difficoltà da parte degli operatori alternativi di raggiungere economie di densità tali da consentire la redditività della fornitura di servizi a banda larga mediante il ricorso ai servizi di accesso fisico all ingrosso, dell assenza di contropotere di acquisto, nonché della caratteristica di Telecom Italia quale operatore verticalmente integrato, si conferma che nel mercato dell accesso a banda all ingrosso non sussistono condizioni di concorrenza effettiva e che l operatore Telecom Italia detiene un significativo potere di mercato. Si ritiene, inoltre, che la valutazione circa la concorrenzialità del mercato ed il potere di mercato di Telecom Italia non possa subire variazioni significative nell orizzonte temporale considerato. 3.5. Mercati dell accesso al dettaglio alla rete telefonica pubblica in postazione fissa per clienti residenziali e non residenziali (mercati nn. 1a e 1b) Struttura e dinamica del mercato 290. Il servizio di accesso al dettaglio alla rete telefonica pubblica in postazione fissa, per clienti residenziali e non residenziali, è offerto da Telecom Italia su rete proprietaria Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 105
e dagli operatori che dispongono di una rete di accesso proprietaria o che utilizzano i servizi di accesso fisico all ingrosso. In aggiunta, gli operatori alternativi possono offrire servizi di accesso al dettaglio ricorrendo alle offerte di servizi di WLR, bitstream e naked bitstream (in questi ultimi due casi grazie alla tecnologia VoIP). I principali operatori attivi dal lato dell offerta sono, oltre Telecom Italia, Fastweb, Wind, Teletu, Tiscali, BT Italia, Colt, Infracom, Enter, MC-link. Dal lato della domanda sono presenti i clienti finali che richiedono servizi di accesso alla rete in postazione fissa per effettuare e ricevere chiamate vocali ed accedere ai servizi correlati. 291. La Tabella 24 riporta la dimensione dei mercati in volumi, intesa come numero di linee equivalenti attive, indipendentemente dalla tecnologia impiegata (rame, fibra, wireless). Tabella 24 Numero di linee equivalenti attive (2008-I sem. 2012) Residenziali Non residenziali Totali 2008 18.170.656 7.974.839 26.145.495 2009 17.435.848 7.467.837 24.903.685 2010 17.510.538 7.155.093 24.665.631 2011 17.282.989 6.866.480 24.149.469 I sem. 2012 17.066.257 6.735.692 23.801.949 Fonte: elaborazioni AGCOM su dati forniti dagli operatori 292. Tra il 2008 ed il 2011 si evidenzia una riduzione pari a -8% del numero di linee equivalenti complessive; tale diminuzione risulta più accentuata per il mercato non residenziale (-14%) rispetto a quello residenziale (-5%). In particolare, il numero di linee equivalenti di Telecom Italia è in diminuzione in entrambi i mercati, mentre per gli altri operatori si registra un aumento del numero di linee equivalenti, più sostenuto nel mercato residenziale (+42% dal 2008 al 2011) che in quello non residenziale (+15% dal 2008 al 2011). Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 106
Livello e andamento delle quote di mercato 293. La Tabella 25 riporta le quote di mercato, in termini di numero di linee equivalenti, per il mercato residenziale dei servizi di accesso al dettaglio. Tabella 25 Quote di mercato (volumi) mercato residenziale (2008-I sem. 2012) 2008 2009 2010 2011 I sem. 2012 TI 77,06% 71,36% 67,78% 65,86% 65,12% Fastweb 5,06% 5,58% 5,68% 5,88% 6,26% Wind 9,95% 12,54% 13,75% 14,91% 15,46% Tiscali 1,73% 2,28% 2,27% 2,16% 2,07% Teletu 5,88% 6,62% 7,86% 7,07% 6,55% Altri operatori 0,32% 1,63% 2,66% 4,13% 4,54% Fonte: elaborazioni AGCOM su dati forniti dagli operatori 294. L analisi delle quote di mercato conferma l andamento registrato nella precedente analisi di mercato, ossia una riduzione della quota di mercato di Telecom Italia ed una crescita della quota di mercato degli operatori alternativi. La crescita è particolarmente evidente per Wind, che passa dal 10% circa del 2008 a poco più del 15% nel I semestre 2012. 295. La successiva Tabella 26 riporta le quote di mercato in termini di numero di linee equivalenti per il mercato non residenziale dei servizi di accesso al dettaglio. Tabella 26 Quote di mercato (volumi) mercato non residenziale (2008-I sem. 2012) 2008 2009 2010 2011 I sem. 2012 TI 82,80% 80,15% 79,11% 77,11% 75,93% Fastweb 3,95% 4,40% 4,68% 5,00% 5,44% Wind 4,09% 5,16% 6,07% 6,87% 7,22% BT Italia 5,97% 5,64% 4,45% 4,21% 3,90% Tiscali 0,47% 0,93% 0,97% 1,11% 1,23% Teletu 0,58% 0,64% 0,80% 0,74% 0,69% Colt 1,73% 1,81% 1,88% 1,95% 1,99% Altri operatori 0,41% 1,27% 2,03% 3,00% 3,60% Fonte: elaborazioni AGCOM su dati forniti dagli operatori 296. Anche per il mercato non residenziale si osserva una riduzione delle quote di mercato di Telecom Italia, in linea con il trend osservato nella precedente analisi di mercato: la quota dell operatore incumbent passa da poco meno dell 83% nel 2008 al 76% circa nel I semestre 2012. Per converso, sono in aumento, nel medesimo arco Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 107
temporale, le quote di mercato degli operatori alternativi, in particolare quelle di Wind, Fastweb, Tiscali e Colt. 297. La riduzione delle quote di mercato di Telecom Italia in entrambi i mercati di accesso dei servizi al dettaglio è da attribuirsi alla diffusione e all ampliamento del numero di accessi realizzati attraverso il ricorso al servizio ULL e, seppure in misura inferiore, allo sviluppo di infrastrutture alternative. Nelle tabelle seguenti si riportano le quote di mercato per i servizi di accesso al dettaglio espresse in termini di ricavi per il mercato residenziale (Tabella 27) e per quello non residenziale (Tabella 28). Tabella 27 Quote di mercato (ricavi) mercato residenziale (2008-I sem. 2012) 2008 2009 2010 2011 I sem. 2012 TI 79,53% 73,86% 70,31% 66,77% 66,36% Fastweb 5,85% 6,14% 6,18% 5,78% 5,67% Wind 8,59% 10,55% 11,55% 12,52% 12,62% Tiscali 0,04% 0,05% 0,07% 0,08% 0,07% Vodafone -- 1,56% 3,60% 5,44% 6,97% Teletu 5,97% 7,81% 8,25% 9,38% 8,14% Altri operatori 0,02% 0,03% 0,03% 0,03% 0,17% Fonte: elaborazioni AGCOM su dati forniti dagli operatori Tabella 28 Quote di mercato (ricavi) mercato non residenziale (2008-I sem. 2012) 2008 2009 2010 2011 I sem. 2012 TI 87,52% 85,25% 83,49% 82,66% 82,64% Fastweb 8,20% 9,06% 9,87% 9,79% 9,43% Wind 3,34% 4,39% 4,82% 5,12% 5,23% Tiscali 0,01% 0,02% 0,02% 0,02% 0,01% Vodafone -- 0,28% 0,66% 1,07% 1,45% Teletu 0,40% 0,56% 0,66% 0,80% 0,69% Altri operatori 0,53% 0,45% 0,47% 0,55% 0,54% Fonte: elaborazioni AGCOM su dati forniti dagli operatori 298. Le quote di mercato di Telecom Italia risultano più elevate nel mercato non residenziale rispetto a quello residenziale; si osserva, tuttavia, che in entrambi i mercati vi è una riduzione di tali quote: tale riduzione risulta essere più accentuata nel mercato residenziale. Al contempo, nel mercato residenziale alcuni operatori stanno guadagnando sempre più in termini di quote di mercato: ad esempio, Wind passa dall 8% circa dell anno 2008 al 13% circa nell ultimo riferimento temporale esaminato; analogamente Teletu registra una quota pari a circa l 8% nel primo semestre del 2012, mentre era pari a poco meno del 6% nel 2008. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 108
299. Anche nel mercato non residenziale si segnala la presenza di alcuni operatori, quali Fastweb e Wind, la cui quota di mercato è in costante crescita: infatti nel primo semestre del 2012 hanno raggiunto un valore di quota di mercato superiore rispettivamente al 9% ed al 5%. 300. L andamento delle quote di mercato degli operatori presenti sui mercati dei servizi di accesso al dettaglio per la clientela residenziale e non residenziale conferma la dinamica già osservata nel corso della precedente analisi di mercato. Nel periodo analizzato si evidenzia, quindi, da un lato la riduzione progressiva delle quote di mercato di Telecom Italia e dall altro il progressivo affermarsi di alcuni operatori alternativi. 301. L Autorità evidenzia, tuttavia, che il livello delle quote di mercato di Telecom Italia rimane ancora elevato sul territorio nazionale e ritiene che in virtù di ciò sia ragionevole presumere che Telecom Italia detenga una posizione di significativo potere di mercato nei mercati al dettaglio dell accesso alla rete telefonica pubblica da postazione fissa per clienti residenziali e per clienti non residenziali. Controllo di infrastrutture difficili da duplicare 302. L Autorità, nell esame dell indicatore relativo al controllo di infrastrutture difficilmente replicabili, non ritiene che siano emersi elementi significativi tali da portare ad una conclusione diversa da quanto già osservato nelle precedenti analisi di mercato e ribadite in questa analisi in relazione ai mercati n. 4 e n. 5. 303. Infatti, sebbene, come illustrato nell analisi del mercato n. 4, alcuni operatori ed Enti locali stiano sviluppando o abbiano intenzione di sviluppare reti in tecnologie diverse dal rame, in particolare in fibra ottica, la copertura di tali reti risulta, ad oggi, ancora piuttosto limitata. Lo sviluppo delle reti di nuova generazione da parte di operatori concorrenti non sembra quindi costituire, ad oggi, un alternativa sostanziale alla rete di Telecom Italia. 304. Le difficoltà di duplicazione della rete di accesso dell operatore incumbent da parte degli operatori alternativi inducono l Autorità a ritenere che Telecom Italia continui a detenere un considerevole vantaggio competitivo per il controllo di infrastrutture non replicabili. Economie di scala, densità e diversificazione 305. Sulla base delle stesse considerazioni espresse in relazione ai mercati dei servizi di accesso all ingrosso, i mercati in esame risultano caratterizzati da notevoli economie di scala, densità e diversificazione che avvantaggiano ulteriormente l incumbent rispetto agli altri operatori. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 109
Integrazione verticale 306. Come già osservato con riferimento ai mercati n. 4 e n. 5, Telecom Italia è ancora l unico operatore verticalmente integrato lungo tutta la catena tecnologica e impiantistica a livello nazionale anche nei mercati al dettaglio dell accesso alla rete telefonica pubblica da postazione fissa per clienti residenziali e per clienti non residenziali e, come tale, gode di sinergie difficilmente replicabili dagli altri operatori presenti nel mercato. Valgono, pertanto, le medesime considerazioni formulate per gli altri mercati oggetto della presente analisi. Conclusioni sulla determinazione del significativo potere di mercato 307. L analisi degli indicatori volta all accertamento del significativo potere di mercato porta a concludere che nei mercati al dettaglio dell accesso alla rete telefonica pubblica da postazione fissa per clienti residenziali e per clienti non residenziali non sussistano condizioni di concorrenza effettiva e che l operatore Telecom Italia detenga un significativo potere di mercato. 308. L Autorità ritiene, inoltre, che la valutazione circa la concorrenzialità del mercato ed il potere di mercato di Telecom Italia non possa subire variazioni significative nell orizzonte temporale di riferimento dell analisi di mercato, in virtù del persistente elevato livello delle quote di mercato detenute da Telecom Italia ed alla luce delle considerazioni svolte per gli altri indicatori considerati. D4. Si condividono le conclusioni raggiunte dall Autorità in merito alla determinazione del significativo potere di mercato? Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 110
4. IMPOSIZIONE, MANTENIMENTO E MODIFICA DEGLI OBBLIGHI REGOLAMENTARI 4.1. Principi e riferimenti normativi per la definizione di obblighi regolamentari nei mercati rilevanti 309. Ai sensi del vigente quadro normativo le ANR, individuati i mercati rilevanti e riscontrata la posizione dominante di una o più imprese, sono chiamate ad imporre misure regolamentari e a valutare l opportunità di mantenere, modificare o revocare gli obblighi in vigore. 310. Le direttive europee (in particolare, per i mercati in esame, la direttiva accesso e la direttiva servizio universale), la Raccomandazione 111 e le Linee direttrici 112 forniscono indicazioni chiare e dettagliate sul percorso che le ANR seguono nell imposizione degli obblighi normativi alle imprese aventi significativo potere di mercato. Inoltre, la Commissione ha fornito importanti indicazioni alle ANR sulla regolamentazione dell accesso alle reti di nuova generazione attraverso la Raccomandazione NGA del settembre 2010. Le ANR sono altresì tenute a tenere nella massima considerazione le best practice adottate a livello europeo che sono indicate nelle Common Position del BEREC adottate recentemente con riferimento anche ai mercati oggetto della presente analisi. 113 311. Alla luce del quadro normativo di riferimento, una volta constatata l assenza di concorrenza effettiva in un mercato rilevante, dovuta alla presenza di una o più imprese aventi un significativo potere di mercato, l Autorità è tenuta ad imporre almeno un obbligo regolamentare all operatore dominante (paragrafo 114 delle Linee direttrici) ed è chiamata a verificare che ogni obbligo regolamentare imposto sia compatibile con il principio di proporzionalità, ovvero che l obbligo sia basato sulla natura del problema competitivo riscontrato, sia giustificato alla luce degli obiettivi fondamentali perseguiti con l azione regolamentare di cui all articolo 8 della direttiva Quadro e agli articoli 4 e 13 del Codice e sia strettamente necessario ed adeguato al conseguimento di tali fini. 312. Con riferimento ai mercati all ingrosso, il Codice e la direttiva accesso individuano una serie di obblighi da imporre alle imprese che dispongono di 111 Cfr. paragrafo 3.4. della Raccomandazione. 112 Cfr. capitolo 4 delle Linee direttrici. 113 Il BEREC ha aggiornato e modificato la ERG Common Position on Wholesale local access del 2006 (ERG (06) 70 rev1), in considerazione dello sviluppo delle reti NGA. Cfr. Berec common position on best practice in remedies on the market for wholesale (physical) network infrastructure access (including shared or fully unbundled access) at a fixed location imposed as a consequence of a position of significant market power in the relevant market, BoR(12)127 e Berec common position on best practice in remedies on the market for wholesale broadband access (including bitstream access) imposed as a consequence of a position of significant market power in the relevant market, BoR (12)128. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 111
significativo potere di mercato, in particolare in materia di trasparenza, non discriminazione, separazione contabile, accesso e controllo dei prezzi. 313. L Autorità può innanzitutto imporre obblighi di trasparenza in relazione all interconnessione e all accesso, prescrivendo agli operatori di rendere pubbliche determinate informazioni quali quelle di carattere contabile, le specifiche tecniche, le caratteristiche della rete, i termini e le condizioni per la fornitura e per l uso, ed i prezzi. In particolare, l Autorità può imporre che l operatore notificato pubblichi un Offerta di Riferimento sufficientemente disaggregata per garantire che gli operatori alternativi non siano costretti a pagare per risorse non necessarie al fine di ottenere il servizio richiesto. L Autorità può precisare quali informazioni pubblicare, il grado di dettaglio richiesto e le modalità di pubblicazione delle medesime e, inoltre, con provvedimento motivato, può imporre modifiche alle Offerte di Riferimento. 114 314. La trasparenza dei termini e delle condizioni dell accesso e dell interconnessione, in particolare in materia di prezzi, consente di accelerare il negoziato relativo ai servizi all ingrosso, di evitare le controversie e di garantire agli attori presenti sul mercato che il servizio non sia fornito a condizioni discriminatorie. 315. L Autorità ha inoltre la facoltà di imporre all operatore notificato obblighi di non discriminazione, consistenti principalmente nell applicazione di condizioni equivalenti in circostanze equivalenti nei confronti di altri operatori che offrono servizi equivalenti e nella fornitura a terzi di servizi e informazioni garantendo condizioni ed un livello di qualità identici a quelli che assicura per i propri servizi o per i servizi forniti alle proprie società consociate o ai propri partner commerciali. 115 316. L Autorità può imporre altresì obblighi di separazione contabile, imponendo, in particolare, ad un impresa verticalmente integrata di rendere trasparenti i propri prezzi all ingrosso ed i prezzi dei trasferimenti interni, segnatamente per garantire l osservanza di un obbligo di non discriminazione o, se del caso, per evitare sovvenzioni incrociate abusive. L Autorità può, inoltre, specificare i formati e la metodologia contabile da utilizzare. Per agevolare la verifica dell osservanza degli obblighi di trasparenza e di non discriminazione, l Autorità può richiedere che siano prodotte le scritture contabili, compresi i dati relativi alle entrate provenienti da terzi. L Autorità può, altresì, pubblicare tali informazioni in quanto utili per un mercato aperto e concorrenziale, nel rispetto della vigente normativa nazionale e comunitaria sulla riservatezza delle informazioni commerciali. 116 317. Inoltre, l Autorità può imporre agli operatori notificati di accogliere richieste ragionevoli di accesso ed autorizzare l uso di determinati elementi di rete e risorse correlate nel caso in cui rilevi che il rifiuto di concedere l accesso, o la previsione di 114 Cfr. art. 46 del Codice ed art. 9 della direttiva accesso. 115 Cfr. art. 47 del Codice ed art. 10 della direttiva accesso. 116 Cfr. art. 48 del Codice ed art. 11 della direttiva accesso. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 112
termini e condizioni non ragionevoli, ostacoli lo sviluppo di una concorrenza sostenibile sul mercato al dettaglio. Agli operatori può essere imposto, inter alia: a) di concedere a terzi un accesso a determinati elementi e/o risorse di rete, compreso l accesso agli elementi della rete che non sono attivi e/o l accesso disaggregato alla rete locale, anche per consentire la selezione e/o preselezione del vettore e/o l offerta di rivendita delle linee di abbonati; b) di negoziare in buona fede con le imprese che chiedono un accesso; c) di non revocare l accesso alle risorse concesso in precedenza; d) di garantire determinati servizi all ingrosso per la rivendita da parte di terzi; e) di concedere un accesso alle interfacce tecniche, ai protocolli e ad altre tecnologie d importanza decisiva, indispensabili per l interoperabilità dei servizi o dei servizi di reti virtuali; f) di consentire la coubicazione o altre forme di condivisione associata degli impianti; g) di fornire determinati servizi necessari per garantire agli utenti l interoperabilità dei servizi da punto a punto, tra cui risorse per servizi di reti intelligenti o servizi di roaming per le reti mobili; h) di garantire l accesso ai sistemi di supporto operativo o sistemi software analoghi necessari per garantire eque condizioni di concorrenza nella fornitura dei servizi; i) di interconnettere reti o risorse di rete; i-bis) di fornire l accesso a servizi correlati come quelli relativi all identità, alla posizione ed alla presenza. 318. L Autorità può, inoltre, associare a tali obblighi condizioni di equità, ragionevolezza, tempestività. Nel valutare l opportunità di imporre gli obblighi summenzionati, e soprattutto nel valutare se tali obblighi siano proporzionati agli obiettivi ed ai principi dell attività di regolamentazione, così come espressamente disciplinato dall articolo 13 del Codice che traspone in sede nazionale quanto disposto dall art. 5 della direttiva accesso e dall art. 8 della direttiva quadro, l Autorità tiene conto, in particolare, dei seguenti fattori: a) fattibilità tecnica ed economica dell uso o dell installazione di risorse concorrenti, a fronte del ritmo di evoluzione del mercato, tenuto conto della natura e del tipo di interconnessione e di accesso in questione, fra cui la fattibilità di altri prodotti di accesso a monte, quale l accesso ai cavidotti; b) fattibilità della fornitura dell accesso proposto, alla luce della capacità disponibile; c) investimenti iniziali del proprietario della risorsa, tenendo conto di qualsiasi investimento pubblico effettuato e dei rischi connessi a tali investimenti; d) necessità di tutelare la concorrenza a lungo termine, con particolare attenzione ad una concorrenza infrastrutturale economicamente sostenibile; e) eventuali diritti di proprietà intellettuale applicabili; f) fornitura di servizi paneuropei. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 113
319. Nell imporre ad un operatore l obbligo di concedere l accesso, l Autorità può stabilire condizioni tecniche o operative che devono essere soddisfatte dal prestatore di servizi o dai beneficiari di tale accesso, ove necessario per garantire il funzionamento normale della rete. 117 320. Infine, qualora l analisi del mercato riveli che l assenza di un effettiva concorrenza comporti il mantenimento di prezzi di interconnessione e di accesso ad un livello eccessivamente elevato o la compressione degli stessi a danno dell utenza finale, l Autorità può imporre obblighi in materia di recupero dei costi e controlli dei prezzi, tra cui l obbligo che i prezzi siano orientati ai costi, nonché l obbligo di disporre di un sistema di contabilità dei costi. L Autorità, per incoraggiare gli investimenti anche nelle reti NGA, tiene conto degli investimenti effettuati dall operatore e gli consente un equa remunerazione del capitale investito, purché congruo, in considerazione di eventuali rischi specifici di un nuovo progetto particolare di investimento nella rete. 118 321. L Autorità provvede affinché tutti i meccanismi di recupero dei costi o metodi di determinazione dei prezzi resi obbligatori servano a promuovere l efficienza e la concorrenza sostenibile ed ottimizzino i vantaggi per i consumatori. Al riguardo l Autorità può anche tener conto dei prezzi applicati in mercati concorrenziali comparabili. Qualora un operatore abbia l obbligo di orientare i propri prezzi ai costi, ha l onere della prova che il prezzo applicato si basa sui costi, maggiorati di un ragionevole margine di profitto sugli investimenti. Per determinare i costi di un efficiente fornitura di servizi, l Autorità può approntare una metodologia di contabilità dei costi indipendente da quella usata dagli operatori. L Autorità può esigere che un operatore giustifichi pienamente i propri prezzi e, ove necessario, li adegui. L Autorità provvede affinché, qualora sia imposto un sistema di contabilità dei costi a sostegno di una misura di controllo dei prezzi, sia pubblicata una descrizione che illustri quanto meno le categorie principali di costi e le regole di ripartizione degli stessi. La conformità al sistema di contabilità dei costi è verificata da un organismo indipendente dalle parti interessate, avente specifiche competenze, incaricato dall Autorità. E pubblicata annualmente una dichiarazione di conformità al sistema. 119 322. L Autorità può altresì, in via eccezionale, imporre all operatore che detiene SMP l obbligo di realizzare una separazione funzionale delle proprie attività relative ai servizi di accesso all ingrosso. In particolare, l Autorità qualora concluda che gli obblighi regolamentari imposti ai sensi degli articoli da 46 a 50 del Codice si sono rivelati inefficaci per conseguire un effettiva concorrenza e che esistono importanti e persistenti problemi concorrenziali concernenti i mercati per la fornitura all ingrosso di determinati prodotti di accesso può imporre alle imprese verticalmente integrate l obbligo di collocare le attività relative alla fornitura all ingrosso di detti prodotti di 117 Cfr. art. 49 del Codice ed art. 12 della direttiva accesso. 118 Cfr. art. 50 del Codice ed art. 13 della direttiva accesso. 119 Cfr. art. 50 del Codice ed art. 13 della direttiva accesso. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 114
accesso in un entità commerciale operante in modo indipendente e che fornirà i suddetti prodotti e servizi a tutte le imprese (incluse le entità commerciali all interno della società madre) negli stessi tempi, agli stessi termini e condizioni e attraverso gli stessi sistemi e le stesse procedure. Qualora l Autorità intenda imporre un obbligo di separazione funzionale, sottopone il proprio progetto di misura alla Commissione europea che autorizzerà o meno l intervento secondo quanto stabilito dall articolo 45, comma 3 del Codice (articolo 8, comma 3, della direttiva accesso). A seguito della decisione della Commissione, l Autorità effettua un analisi coordinata dei mercati dell accesso al fine di imporre, modificare, mantenere o revocare gli obblighi regolamentari. 120 323. Nel caso invece un impresa verticalmente integrata intenda realizzare una separazione volontaria sia essa funzionale o strutturale delle proprie attività relative alla rete di accesso, quest ultima è tenuta ad informare l Autorità di tale intenzione al fine di consentire alla stessa di valutarne gli effetti. In tal caso, l Autorità svolge un analisi coordinata dei mercati dell accesso al fine di imporre, modificare, mantenere o revocare gli obblighi regolamentari. 121 324. Con riferimento ai mercati al dettaglio, l Autorità può imporre obblighi all impresa che detiene SMP su un dato mercato al dettaglio soltanto ove gli obblighi imposti sui mercati all ingrosso non siano ritenuti sufficienti al conseguimento degli obiettivi di cui all art. 13 del Codice. 122 325. Gli obblighi regolamentari al dettaglio possono includere prescrizioni affinché le imprese aventi SMP non applichino prezzi eccessivi, non impediscano l ingresso sul mercato né limitino la concorrenza fissando prezzi predatori, non privilegino ingiustamente determinati clienti finali e non accorpino in modo indebito i servizi offerti. 326. In particolare, qualora le pertinenti misure relative alla vendita all ingrosso o alla selezione/preselezione del vettore non siano sufficienti a garantire la concorrenza sul mercato e l interesse pubblico, l Autorità, nell esercizio del proprio potere di vigilanza sui prezzi, può imporre alle imprese aventi SMP il rispetto di determinati massimali per i prezzi al dettaglio, il controllo delle proprie tariffe o il loro orientamento ai costi o ai prezzi su mercati comparabili. 327. Inoltre l Autorità provvede affinché le imprese soggette a regolamentazione delle tariffe al dettaglio o ad altri pertinenti controlli al dettaglio applichino i necessari ed adeguati sistemi di contabilità dei costi. In tali casi, l Autorità può specificare la forma ed il metodo contabile da applicare. 120 Cfr. art. 50-bis del Codice ed art. 13-bis della direttiva accesso. 121 Cfr. art. 50-ter del Codice ed art. 13-ter della direttiva accesso. 122 Cfr. art. 67, comma 1, del Codice e l art. 17, comma 1, della direttiva servizio universale. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 115
328. In coerenza con i riferimenti sopra richiamati, l Autorità ha proceduto, in primo luogo, alla valutazione dei problemi concorrenziali dei mercati rilevanti all ingrosso (mercati n. 4 e n. 5) connessi alla posizione dominante di Telecom Italia in tali mercati ed alla conseguente declinazione degli appropriati obblighi regolamentari. In secondo luogo, l Autorità ha analizzato i problemi concorrenziali connessi alla posizione dominante di Telecom Italia nei mercati rilevanti al dettaglio (mercati nn. 1a e 1b), ha valutato l efficacia su tali mercati della regolamentazione dei corrispondenti mercati all ingrosso ed ha conseguentemente declinato gli obblighi regolamentari relativi ai suddetti mercati al dettaglio. 4.2. Valutazione delle problematiche competitive nei mercati dell accesso all ingrosso 329. Come illustrato nel capitolo 3, l Autorità ritiene che, sulla base delle risultanze dell analisi svolta, Telecom Italia debba essere notificata quale operatore detentore di SMP nel mercato dell accesso fisico all ingrosso alle infrastrutture di rete in postazione fissa e nel mercato dell accesso a banda larga all ingrosso. 330. La valutazione circa il significativo potere di mercato di Telecom Italia è stata compiuta in considerazione dell elevata quota di mercato detenuta dall operatore in entrambi i mercati e delle caratteristiche strutturali di questi ultimi che, nel complesso, conferiscono a Telecom Italia la possibilità di comportarsi, in misura notevole, in modo indipendente dai concorrenti, dai clienti e, in definitiva, dai consumatori. Infatti, la presenza di elevate barriere all ingresso economie di scala, di densità, di gamma e sunk costs il controllo da parte di Telecom Italia di infrastrutture difficili da duplicare e la sua integrazione verticale in tutti gli stadi della catena del valore, pongono Telecom Italia nella posizione di poter adottare comportamenti anticompetitivi. 123 In particolare, Telecom Italia, in virtù della sua condizione di operatore dominante nei mercati dell accesso all ingrosso e della sua integrazione verticale nei corrispondenti mercati a valle, può adottare comportamenti volti ad ostacolare la competizione nei mercati dei servizi di accesso al dettaglio (per servizi di fonia e di trasmissione dati). 331. La più immediata delle pratiche anticompetitive che Telecom Italia potrebbe attuare, in virtù del suo controllo di infrastrutture di rete di accesso essenziali e difficili da duplicare, è il rifiuto dell accesso a queste ultime ad operatori concorrenti nei mercati a valle. In assenza di un obbligo di accesso alle infrastrutture essenziali (ed alle risorse correlate), infatti, gli operatori alternativi dovrebbero sostenere livelli di investimento tali da scoraggiare il loro ingresso o la loro espansione sia nei mercati dell accesso al dettaglio per servizi di fonia (per clienti residenziali e per clienti non residenziali) sia 123 Come chiarito in precedenza, la realizzazione di reti di nuova generazione da parte di operatori diversi da Telecom Italia è ancora in fase di pianificazione o di prima realizzazione e, pertanto, non influisce, allo stato, in maniera rilevante sul significativo potere di mercato dell operatore. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 116
nel mercato dell accesso a banda larga al dettaglio per servizi di trasmissione dati. Inoltre, in considerazione della relazione verticale tra il mercato dell accesso fisico ed il mercato dell accesso virtuale all ingrosso, 124 in assenza di un obbligo di accesso fisico alle infrastrutture di rete fissa, gli operatori non sarebbero tecnicamente in grado di fornire servizi di accesso a banda larga all ingrosso in concorrenza con Telecom Italia se non tramite infrastrutture proprie. 332. Anche in presenza di un obbligo di fornitura dell accesso fisico e virtuale alla rete telefonica in postazione fissa, l operatore Telecom Italia potrebbe comunque alterare a proprio vantaggio la competizione nei mercati a valle agendo sia sulla variabile prezzo, sia su variabili differenti dal prezzo. 333. In primo luogo, la contemporanea presenza di una posizione di forza economica di Telecom Italia nei mercati dell accesso a monte e a valle potrebbe indurre quest ultima ad adottare pratiche di compressione dei margini (margin o price squeeze) fra prezzi al dettaglio e i corrispondenti prezzi all ingrosso. Telecom Italia potrebbe ridurre la differenza fra prezzi al consumo e prezzi di accesso all ingrosso ad un livello tale da impedire lo sviluppo di una concorrenza sostenibile. In particolare, la riduzione potrebbe avvenire sia mediante la vendita di prodotti wholesale ai propri concorrenti a prezzi superiori ai costi sottostanti (fornendo implicitamente i medesimi prodotti alle proprie divisioni commerciali a prezzi inferiori), sia mediante la vendita di tali prodotti wholesale ai concorrenti e alle proprie divisioni al livello di costo, ma praticando prezzi predatori nel mercato al dettaglio, sia infine, ricorrendo ad una combinazione delle prime due strategie. 334. In secondo luogo, al fine di ostacolare la concorrenza nei mercati a valle, Telecom Italia potrebbe agire su variabili differenti dal prezzo, quali le condizioni tecnico/qualitative di fornitura, i tempi di fornitura (nel seguito anche provisioning), di ripristino (nel seguito anche assurance) e di disponibilità del servizio. Anche in questo caso, infatti, la contemporanea presenza nei mercati a monte e a valle permetterebbe a Telecom Italia di attuare pratiche che possono definirsi di Service Level Agreement squeeze. Tali pratiche si sostanziano nell applicazione, nelle offerte all ingrosso dell operatore SMP, di condizioni di provisioning, assurance e di disponibilità del servizio tali da impedire agli acquirenti di competere con le condizioni di assurance, di provisioning e di disponibilità del servizio offerte da Telecom Italia sul mercato al dettaglio. In aggiunta, i tempi di negoziazione e di stipula dei contratti di accesso, la scelta delle modalità tecniche, delle attrezzature e dei punti di accesso alla rete potrebbero essere utilizzati strategicamente da Telecom Italia per ostacolare l ingresso e la competizione nei mercati al dettaglio. 335. Infine, anche in assenza di strategie di compressione dei margini economici o tecnici, Telecom Italia potrebbe comunque sfruttare a proprio vantaggio l accesso privilegiato ad informazioni tecniche e commerciali di cui dispone. Telecom Italia, in 124 Cfr. punto 39 del presente documento. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 117
quanto fornitore dei servizi di accesso fisico e di accesso a banda larga (virtuale) all ingrosso, potrebbe fare un uso improprio di informazioni circa i clienti degli operatori cui fornisce accesso trasferendole alle proprie divisioni commerciali che potrebbero così effettuare offerte mirate ai clienti dei propri concorrenti. 336. Si rileva tuttavia che la maggiore pressione competitiva a cui è sottoposta Telecom Italia nel mercato dell accesso a banda larga all ingrosso nei Comuni elencati nell Allegato C costituisce un vincolo ad alcuni dei comportamenti anticompetitivi che potrebbero eventualmente essere adottati da quest ultima, attenuando quindi, in tali aree, le problematiche competitive sopra descritte. Tale circostanza, come si illustrerà nei paragrafi successivi, può giustificare una differenziazione dei rimedi all interno del territorio nazionale nell ambito del mercato n. 5. D5. Si condivide l orientamento dell Autorità in merito alle problematiche competitive esistenti nei mercati dell accesso all ingrosso? 4.3. Proposta di regolamentazione dei mercati dell accesso all ingrosso 337. Alla luce delle problematiche competitive evidenziate nei punti precedenti l Autorità intende imporre a Telecom Italia con riferimento alla fornitura dei servizi di accesso fisico e virtuale alla rete telefonica pubblica in postazione fissa sia su rete in rame sia su rete in fibra ottica obblighi regolamentari in materia di: i) accesso ed uso di determinate risorse di rete; ii) trasparenza; iii) non discriminazione; iv) separazione contabile; v) controllo dei prezzi e contabilità dei costi. 4.3.1. Obblighi in materia di accesso e di uso di determinate risorse di rete 338. Come evidenziato nel paragrafo sulla valutazione delle problematiche competitive, l Autorità ritiene che Telecom Italia, in virtù del controllo di infrastrutture di rete di accesso essenziali e difficili da duplicare, possa porre in atto strategie di market foreclosure rifiutando l accesso a tali infrastrutture agli operatori concorrenti nei mercati a valle. In assenza di uno specifico obbligo di accesso è, quindi, probabile che Telecom Italia si rifiuti di concludere accordi di accesso alla propria rete. Pertanto l Autorità, anche in considerazione del limitato grado di sviluppo di infrastrutture alternative, ritiene proporzionata e giustificata l imposizione a Telecom Italia, ai sensi dell articolo 49 del Codice, di un obbligo di accesso sia fisico, sia virtuale alla propria rete. 339. Al riguardo, si osserva che, in virtù della già menzionata relazione verticale fra il mercato dell accesso fisico all ingrosso ed il mercato dell accesso virtuale all ingrosso, la regolamentazione dell accesso fisico all ingrosso potrebbe consentire agli operatori concorrenti, oltre la fornitura del servizio di accesso a banda larga al dettaglio, l ingresso nel mercato dell accesso virtuale all ingrosso. Tuttavia, l acquisto di un Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 118
servizio di accesso fisico comporta una diversa distribuzione tra costi fissi e costi variabili, rispetto all acquisto di un servizio di accesso virtuale e, pertanto, l Autorità ritiene proporzionata l imposizione in capo a Telecom Italia dell obbligo di fornitura di entrambe le tipologie di servizi di accesso. 340. Con la regolamentazione proposta nel presente provvedimento l Autorità intende innanzitutto continuare a garantire a tutti gli operatori concorrenti l accesso effettivo alla rete in rame di Telecom Italia che costituisce, allo stato, ancora l unica rete capillarmente diffusa a livello nazionale. Al contempo, in linea con quanto indicato dalla Raccomandazione NGA e dalla recente delibera concernente la regolamentazione dei servizi NGA (delibera n. 1/12/CONS), l Autorità intende altresì regolamentare l accesso alle infrastrutture di nuova generazione di Telecom Italia, in modo da consentire lo sviluppo di un contesto concorrenziale efficiente anche sui servizi di accesso di nuova generazione incentivando al contempo gli investimenti su tali reti. 341. L Autorità ritiene dunque che, considerato il contesto infrastrutturale e concorrenziale italiano, la previsione di una combinazione di rimedi passivi e attivi risulti appropriata e proporzionata ai fini della risoluzione delle problematiche competitive individuate nei mercati rilevanti. Ciò implica la necessità di considerare lo sviluppo delle diverse architetture di rete (ad esempio, FTTH/B, FTTC) e l interazione dei rimedi concernenti il mercato dell accesso fisico e di quello virtuale all ingrosso nonché l eventuale presenza di obblighi simmetrici. 125 342. L Autorità intende, inoltre, proseguire nella definizione di un quadro regolamentare che si basi sul principio della promozione della scala degli investimenti ed intende favorire la competizione a livello infrastrutturale, per quanto ragionevole, al fine di ridurre le barriere all ingresso nei mercati considerati. 343. Infine, l Autorità, per evitare distorsioni competitive, intende assicurare l accesso alla rete indipendentemente dalla tecnologia utilizzata nella misura in cui lo stesso sia proporzionato, possibile ed efficiente. Obblighi in materia di accesso fisico 344. Con riferimento all infrastruttura di rete di accesso in rame, l Autorità ritiene che Telecom Italia debba continuare ad essere sottoposta all obbligo di fornitura dei seguenti servizi di accesso fisico alla propria rete: i) servizio di accesso completamente disaggregato alla rete locale; ii) servizio di accesso disaggregato alla sottorete locale; iii) servizio di accesso condiviso. 345. Al fine di garantire l efficacia dell obbligo di fornitura dei servizi di accesso di cui sopra, appare altresì opportuno continuare ad imporre a Telecom Italia la fornitura dei 125 E in corso il procedimento volto a valutare la sussistenza delle condizioni per l imposizione di obblighi simmetrici di accesso alle infrastrutture fisiche di rete (avviato con delibera n. 43/12/CONS). Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 119
servizi accessori di co-locazione (con relativi studi di fattibilità), e di prolungamento dell accesso con portante in fibra. Si ritiene, invece, che non sia più giustificato imporre a Telecom Italia l obbligo di fornire il servizio accessorio di canale numerico, considerato che nessun operatore ha richiesto il predetto servizio nel corso degli anni e che l esigenza di assicurare in caso di indisponibilità del servizio di unbundling un collegamento tra il punto terminale del raccordo di utente e l interfaccia di consegna dell operatore richiedente può essere soddisfatta attraverso altri servizi. Pertanto, continuare ad imporre a Telecom Italia la fornitura di tale servizio non appare più giustificato e proporzionato. 346. Per quanto concerne la fornitura del servizio di accesso disaggregato alla sottorete locale in rame (sub-loop unbundling SLU), alla luce dell analisi descritta nell Allegato D concernente l impatto regolamentare dell introduzione della tecnica di vectoring nello sviluppo di reti NGA, l Autorità ha rilevato che tale tecnica non sembra essere attualmente compatibile con l obbligo di SLU. 126 Al riguardo, l Autorità ritiene opportuno, da un lato, non limitare la diffusione delle tecniche di vectoring, che potrebbe incidere considerevolmente sullo sviluppo delle reti di nuova generazione, in quanto apporterebbe benefici agli utenti finali e renderebbe possibile raggiungere più velocemente gli obiettivi posti dall Agenda Digitale europea per il 2020. Dall altro lato, si considera comunque fondamentale garantire a tutti gli operatori un level playing field che consenta loro di competere nel mercato al dettaglio della larga banda e di produrre offerte retail concorrenziali. 347. Alla luce delle suddette considerazioni, l Autorità reputa necessario, come meglio dettagliato nell Allegato D, che Telecom Italia continui ad essere sottoposta all obbligo di fornitura del servizio di SLU nelle aree di armadio dove tale servizio è già utilizzato al momento dell entrata in vigore del presente provvedimento, al fine di assicurare agli operatori alternativi la continuità del servizio. L Autorità ritiene, inoltre, opportuno rimuovere l obbligo di fornitura del servizio di SLU in capo a Telecom Italia in corrispondenza degli armadi di strada presso i quali Telecom Italia implementerà la tecnica di vectoring e solo nel caso in cui i) il servizio di SLU non è attivo o in corso di attivazione presso quegli armadi e ii) l incumbent fornisca, agli operatori alternativi richiedenti l accesso alla sottorete locale in rame, un servizio di accesso disaggregato virtuale di tipo VULA (Virtual Unbundling Local Access) in corrispondenza dell armadio di strada. Qualora Telecom Italia non dovesse implementare tecniche di vectoring e non rendesse disponibili ai clienti finali le relative offerte retail entro un 126 Il vectoring è una tecnica di trasmissione, applicabile alle tecnologie VDSL e VDSL2, in grado di apportare significativi miglioramenti in termini di velocità trasmissiva sulle reti di tipo FTTC. Allo stato attuale della tecnologia, il vectoring può funzionare efficacemente solo se l operatore che lo utilizza ha il pieno controllo di tutte le linee che transitano nello stesso ambiente cavo. Di conseguenza, tale tecnica non sembra essere attualmente compatibile con l obbligo di fornitura dei servizi di SLU che prevede che Telecom Italia ceda il controllo delle linee all operatore che acquisisce il servizio. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 120
anno dalla comunicazione relativa all implementazione del vectoring di cui al successivo punto 384, l obbligo di fornitura del servizio di SLU verrebbe ripristinato. 348. Inoltre, si ritiene necessario che nelle aree di armadio relativamente alle quali Telecom Italia non ha comunicato di voler implementare tecniche di vectoring, la stessa sia obbligata a fornire il servizio di SLU sempre che l operatore richiedente il servizio si impegni, nel caso in cui implementi a sua volta tecniche di vectoring: i) a comunicare i propri piani tecnici relativi all implementazione del vectoring agli operatori attraverso il proprio portale wholesale ed all Autorità con un preavviso di sei mesi rispetto all effettiva implementazione ed ii) a fornire agli altri operatori richiedenti l accesso alla sottorete locale un servizio attivo di accesso all ingrosso di tipo VULA a livello dell armadio di strada a prezzi equi e ragionevoli. Ciò al fine di evitare che l implementazione della tecnica di vectoring da parte di un operatore alternativo possa impedire ad altri operatori di accedere ai clienti afferenti a quell armadio. A tal fine, si ritiene necessario che il contratto di fornitura del servizio di SLU stipulato tra Telecom Italia e l operatore alternativo preveda una clausola che specifichi tale impegno. 349. L Autorità si riserva di monitorare i prossimi sviluppi tecnologici e di mercato e, eventualmente, di rivedere la propria posizione anche alla luce dell effettiva implementazione delle tecniche di vectoring nella sottorete locale e dell eventuale disponibilità sul mercato di nuove soluzioni tecnologiche in grado di incrementare la velocità di trasmissione e che siano compatibili con la fornitura del servizio di accesso disaggregato alla sottorete locale in rame. 350. Con riferimento alle attività di manutenzione correttiva della rete di accesso di Telecom Italia, i cui costi sono remunerati attraverso i canoni dei servizi di accesso all ingrosso, l Autorità osserva quanto segue. In attesa degli esiti della procedura di infrazione n. 2012/2138 concernente l art. 47, comma 2 quater, del decreto-legge n. 5/2012 convertito dalla legge n. 35/2012, 127 si evidenzia che da un attività di vigilanza condotta dai competenti Uffici dell Autorità è emerso che le attività di manutenzione correttiva che potrebbero essere eventualmente offerte da terzi in regime di concorrenza sono quelle eseguite dalle imprese terze che forniscono il servizio di manutenzione correttiva della rete fissa di accesso di Telecom Italia (cd. imprese di System ), che costituiscono solo una parte dell intero processo di risoluzione dei guasti della rete di Telecom Italia. Infatti, una parte consistente di tali attività deve necessariamente essere svolta da Telecom Italia, che è l unico soggetto in possesso delle informazioni tecniche inerenti alla rete, indispensabili ai fini della risoluzione dei guasti. Pertanto, anche qualora il servizio di manutenzione correttiva potesse essere offerto da terzi in regime di libera concorrenza, questa parte rilevante di attività di manutenzione dovrebbe essere 127 La norma affida all Autorità il compito di individuare misure idonee ad assicurare: i) l offerta disaggregata dei prezzi relativi a tale servizio accessorio e ii) la possibilità di acquisto di tali servizi da parte di imprese terze operanti in regime di concorrenza. La Commissione nutre seri dubbi che la norma sia conforme al diritto comunitario in particolare in relazione all imposizione di obblighi regolamentari ex ante e di quelli riguardanti l indipendenza delle ANR responsabili della regolamentazione dei mercati. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 121
comunque svolta da Telecom Italia. Inoltre, l eventuale fornitura dei servizi di manutenzione correttiva da parte di imprese terze potrebbe condurre Telecom Italia a ridurre i propri investimenti nelle attività di manutenzione preventiva determinando in tal modo un aumento dei tassi di guasto. Tenuto conto di ciò, l Autorità non rinviene sussistano al momento consistenti benefici, né in termini economici né in termini di processo, che un eventuale esternalizzazione delle predette attività potrebbe comportare. 351. Per quanto concerne l infrastruttura di rete di accesso in fibra ottica, in considerazione della sostituibilità tra i servizi di accesso in rame ed i servizi di accesso in fibra, l Autorità ritiene che Telecom Italia debba continuare ad essere sottoposta all obbligo di fornire accesso alla propria rete in fibra ottica. Ciò al fine di impedire che tale operatore possa indebitamente avvantaggiarsi della disponibilità dell unica infrastruttura di rete (in rame) capillarmente estesa a livello nazionale per acquisire, in assenza di regolamentazione sull accesso in fibra, quote di mercato a danno degli altri concorrenti. In particolare, l Autorità ritiene di confermare l impianto regolamentare concernente l accesso alla rete in fibra di Telecom Italia delineato nella delibera n. 1/12/CONS che, in linea con gli orientamenti della Commissione europea espressi nella Raccomandazione NGA, è volto ad incentivare gli investimenti in infrastrutture ed al contempo a consentire il mantenimento di un contesto concorrenziale efficiente. In particolare, tale obiettivo è perseguito incentivando le imprese a risalire lungo la scala degli investimenti nell acquisto dei servizi all ingrosso rappresentati in Figura 9. 128 Figura 9 Scala degli investimenti Unbundling Infrastruttura proprietaria Accesso alle infrastrutture di posa e fibra spenta Bitstream Rivendita 352. Si evidenzia che, nel contesto NGA, la scala degli investimenti risulta, in generale, più articolata rispetto a quella relativa ai servizi offerti sulla rete in rame e, in 128 Commission Staff Working Document accompanying the Commission Recommendation on regulated access to Next Generation Access Networks (NGA). Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 122
particolare, assumono un notevole rilievo i servizi di accesso alle infrastrutture di posa ed alla fibra spenta. 353. Si ritiene dunque che Telecom Italia debba fornire i seguenti servizi di accesso fisico alla propria rete di accesso in fibra: i) accesso alle infrastrutture di posa; ii) accesso alla fibra spenta; iii) accesso al segmento di terminazione, iv) accesso disaggregato alla rete in fibra a livello di centrale locale laddove ciò risulti essere tecnicamente possibile e v) servizio end-to-end. Servizi di accesso alle infrastrutture di posa ed alla fibra spenta 354. In linea con quanto già evidenziato nella delibera n. 1/12/CONS, l Autorità ritiene che i servizi di accesso alle infrastrutture di posa ed alla fibra spenta di Telecom Italia siano essenziali per uno sviluppo ampio ed efficiente delle reti di accesso in fibra ottica. Gli investimenti in infrastrutture di posa rappresentano infatti una parte sostanziale dei costi da sostenere per lo sviluppo delle nuove reti e, per tale ragione, si ritiene opportuno che l obbligo di accesso alle infrastrutture di Telecom Italia continui ad applicarsi a livello nazionale. Anche a causa delle difficoltà che si riscontrano attualmente nel realizzare i servizi di unbundling della fibra nei casi in cui l architettura di rete di accesso in fibra ottica sia di tipo punto-multipunto, assumono particolare rilevanza i rimedi passivi di accesso alle infrastrutture di posa e alla fibra spenta al fine di consentire lo sviluppo della concorrenza nella fornitura dei servizi di accesso alla rete in fibra. 355. Le infrastrutture di posa e la fibra spenta devono essere rese disponibili nelle sezioni primaria e secondaria della rete di accesso e nelle tratte di adduzione e di accesso alla centrale, come evidenziato in Figura 10. Figura 10 - Schema della rete di accesso Rete ottica primaria Rete ottica secondaria Tratta terminale Edificio CPE ODF Accesso Adduzione Accesso Centrale Centrale ODF (Optical Distribution Frame) Possibili punti di Punto di giunzione Punto di unbundling della Concentrazione* fibra Tratta di adduzione Possibili punti di Tratta di accesso alla centrale accesso alla tratta Cavidotti in rete primaria terminale Cavidotti in rete secondaria Possibili punti di Terminazione di Edificio * La posizione di tale punto è puramente indicativa Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 123
356. L Autorità intende ribadire che il servizio di accesso alla fibra spenta deve essere fornito garantendo l accesso a segmenti di fibra spenta continua, che originano e terminano presso: i) la centrale; ii) il punto di demarcazione tra rete ottica primaria e rete ottica secondaria; iii) il punto di terminazione di edificio. La fornitura di fibra spenta in punti ed in modalità differenti da quelle elencate, può comunque essere contemplata nell ambito di specifici studi di fattibilità. 357. L Autorità ritiene invece che il servizio di accesso ai cavidotti, essendo posto nella scala degli investimenti ad un livello più alto rispetto al servizio di fibra spenta, debba essere fornito presso qualsiasi pozzetto presente nella rete di accesso. In sintesi, i servizi di accesso alle infrastrutture civili devono garantire l accesso: i) alla tratta di accesso alla centrale, dal pozzetto di Telecom Italia all interno del recinto di centrale sino ai primi pozzetti dopo la cosiddetta cameretta zero; ii) ai cavidotti in rete primaria e rete secondaria e iii) ai cavidotti nella tratta di adduzione. Appare inoltre opportuno che Telecom Italia adotti ogni misura possibile al fine di decongestionare i cavidotti attualmente in uso per garantire l accesso effettivo agli altri operatori, nel rispetto del principio di non discriminazione. 358. L Autorità ritiene necessario altresì che Telecom Italia preveda soluzioni di colocazione fisica e, nei casi in cui questa non sia disponibile, di co-locazione virtuale, volte a consentire l utilizzo dei servizi di accesso alle infrastrutture di posa e fibra spenta, così da permettere all operatore che ne faccia richiesta l installazione, tra l altro, di apparati attivi e di permutatori ottici passivi (ODF), nell ottica della realizzazione dell accesso end to end. Servizio di accesso disaggregato in fibra e servizio end-to-end 359. L Autorità conferma il proprio orientamento espresso nella delibera n. 1/12/CONS circa l opportunità di imporre in capo all operatore incumbent l obbligo di accesso disaggregato alla propria rete in fibra a livello di centrale locale, ove tecnicamente possibile. 360. Considerato che nel contesto italiano la soluzione dell accesso disaggregato non è, allo stato attuale, adottabile, l Autorità ribadisce altresì la necessità di imporre il servizio end-to-end, consistente nella fornitura congiunta e coordinata di tutti i servizi passivi necessari a garantire all operatore alternativo l offerta di un servizio di connettività a banda ultralarga al cliente finale. Tale servizio consente, già oggi, agli operatori alternativi di fornire servizi di accesso diretto in fibra ai propri clienti finali, indipendentemente dall architettura di rete sviluppata dall incumbent. Il servizio end-toend appare, al momento, la soluzione equivalente più vicina alla disaggregazione fisica che può dunque rappresentare per un periodo transitorio la misura più ragionevole da adottare anche alla luce di quanto indicato nella Raccomandazione NGA. 129 129 Considerando 21 [...] È opportuno che le ANR possano adottare per un periodo transitorio misure che rendono obbligatori prodotti alternativi di accesso che offrono la soluzione equivalente maggiormente in grado di sostituire la disaggregazione fisica, purché tali misure siano accompagnate Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 124
L Autorità si riserva in ogni caso di rivedere l appropriatezza dell obbligo di fornitura del servizio end-to-end alla luce dell evoluzione della rete di Telecom Italia e dell effettiva disponibilità di metodi alternativi di unbundling quali quelli basati sulle tecnologie Wavelength Division Multiplexing (WDM). Si evidenzia che il servizio endto-end include la fornitura congiunta dei servizi di co-locazione, di accesso alle infrastrutture civili ed alla fibra spenta in rete primaria, in rete secondaria, nella tratta di accesso alla centrale, nella tratta di adduzione e del servizio di accesso al segmento di terminazione, compresa la qualificazione del servizio finale. In tal senso, le eventuali operazioni di giunzione della fibra che risulteranno necessarie sono incluse nel servizio stesso. Servizio di accesso al segmento di terminazione 361. In linea con gli orientamenti della Commissione espressi nella Raccomandazione NGA, l Autorità intende infine confermare l obbligo in capo a Telecom Italia, nei casi in cui realizzi reti FTTH, di fornire accesso al segmento di terminazione in fibra che rappresenta un collo di bottiglia che può impedire la competizione infrastrutturale tra operatori, pur in presenza di un adeguato obbligo di accesso alle infrastrutture civili. L applicazione di un analogo obbligo in capo a soggetti diversi dall operatore incumbent è attualmente oggetto di valutazione da parte dell Autorità nell ambito del procedimento in corso avviato con delibera n. 43/12/CONS. 362. Nei casi in cui Telecom Italia realizzi reti di tipo FTTB o FTTN, l Autorità nel rispetto del principio di neutralità tecnologica ed al fine di assicurare agli operatori alternativi un accesso completo alla rete dell incumbent fino al cliente finale intende confermare in capo a Telecom Italia l obbligo di fornitura del servizio di accesso al proprio segmento di terminazione in rame (in caso di reti FTTB) e del servizio di subloop unbundling in rame anche nel caso in cui il punto di concentrazione sia differente dall armadio di strada (in caso di reti FTTN). 130 Obblighi in materia di accesso virtuale 363. L Autorità ritiene necessario che Telecom Italia continui ad essere sottoposta all obbligo di fornitura dei servizi di accesso a banda larga all ingrosso (o accesso virtuale - bitstream) sia su rete in rame, sia su rete in fibra ottica e dei relativi servizi accessori al fine di garantire che possano svilupparsi offerte concorrenti al dettaglio su questi tipi di accessi. Infatti, gli operatori alternativi necessitano di offrire servizi di accesso al dettaglio a larga banda non solo nelle aree dove non sono disponibili i servizi di unbundling ma, anche dove sono disponibili tali servizi, in quanto non tutti gli dai provvedimenti di salvaguardia più appropriati atti a garantire l equivalenza di accesso e una concorrenza effettiva. Ad ogni modo le ANR dovrebbero comunque stabilire in tali casi l obbligo di disaggregazione fisica non appena sia tecnicamente e commercialmente realizzabile. 130 Ovviamente, ad eccezione dei casi in cui l obbligo di fornitura del servizio di sub-loop unbundling in rame è rimosso. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 125
operatori possono o intendono, come già evidenziato precedentemente, sostenere gli investimenti necessari all acquisto di servizi di accesso fisico all ingrosso. 364. In particolare, con riferimento ai servizi di accesso a banda larga all ingrosso offerti su rete in rame, l Autorità ritiene di confermare in linea generale quanto stabilito dalla delibera n. 731/09/CONS. Telecom Italia deve dunque continuare a fornire il servizio bitstream presso i nodi di commutazione delle reti di trasporto ATM ed Ethernet, presso il nodo remoto IP level e, limitatamente ai siti non aperti ai servizi di accesso disaggregato, presso i siti ove sono installati apparati di multiplazione (DSLAM). 365. L imposizione di un obbligo di accesso virtuale alla rete in rame al livello del DSLAM nei soli siti di centrale non aperti ai servizi di unbundling in considerazione della maggiore flessibilità tecnica che i servizi wholesale offerti a questo livello di rete garantiscono è volto a consentire agli operatori di proporre offerte retail differenziate da quelle dell incumbent, senza al contempo frenare gli investimenti in servizi di accesso disaggregato e quindi disincentivare la risalita della scala degli investimenti. Peraltro, l imposizione di un obbligo di offerta del bitstream al DSLAM sull intero territorio nazionale, che non tenga conto dell effettivo sviluppo dei servizi di accesso disaggregato, risulterebbe non proporzionato al problema concorrenziale evidenziato. 366. L Autorità ritiene che Telecom Italia debba fornire il servizio bitstream indipendentemente dalla tecnologia impiegata (ATM o Ethernet/IP), ad eccezione nelle centrali servite anche da DSLAM Ethernet dove, ai sensi di quanto previsto dalla delibera n. 94/12/CIR, i nuovi clienti sono attivati in Ethernet. 367. Con riferimento ai servizi di accesso a banda larga all ingrosso offerti su rete in fibra (in architettura FTTH, FTTB o FTTC), l Autorità ritiene di confermare quanto stabilito dalla delibera n. 1/12/CONS. Telecom Italia deve dunque continuare a fornire il servizio di accesso bitstream in tecnologia Ethernet a livello di feeder parent, feeder distant e centrale locale (servizio VULA). Telecom Italia deve inoltre offrire un servizio di accesso bitstream di tipo long distance tra nodi appartenenti a diverse macroaree di raccolta e un servizio bitstream su reti in fibra con consegna a livello IP. 368. L Autorità con il presente provvedimento, nel confermare sostanzialmente le disposizioni contenute nelle delibere n. 731/09/CONS e n. 1/12/CONS, ha ritenuto opportuno uniformare la formulazione degli obblighi di fornitura del servizio bitstream su rete in rame ed in fibra ottica, con particolare riferimento alle disposizioni relative al servizio di trasporto Ethernet. 369. Infine, l Autorità ritiene che, nelle aree dove risulta rimosso l obbligo di fornitura del servizio SLU, Telecom Italia debba fornire sulla sottorete locale in rame un servizio VULA in corrispondenza dell armadio di strada, al fine di consentire agli operatori alternativi di poter richiedere un servizio alternativo a quello di SLU laddove quest ultimo, in ragione dell implementazione della tecnica di vectoring, non possa più essere fornito. Al riguardo, tenuto conto del carattere innovativo del servizio in Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 126
questione, l Autorità considera necessario avviare un tavolo tecnico aperto a tutti gli operatori con la finalità di chiarire e precisare tutti gli aspetti tecnici propedeutici all implementazione del servizio VULA all armadio di strada. Obblighi in materia di accesso al servizio di Wholesale Line Rental (WLR) 370. L Autorità intende confermare gli obblighi in materia di accesso al servizio di vendita del canone di accesso all ingrosso (WLR - Wholesale line rental) così come stabiliti dalla delibera n. 731/09/CONS. 371. In particolare al fine di garantire agli operatori alternativi l accesso alla rete dell incumbent in tutto il territorio nazionale e di promuovere, dunque, un mercato aperto e competitivo per i servizi di accesso destinati agli utenti finali l Autorità ritiene che Telecom Italia debba continuare ad essere sottoposta all obbligo di fornitura del servizio WLR per le linee di accesso in rame, attive e non attive, afferenti agli stadi di linea non aperti ai servizi di accesso disaggregato e, comunque, per tutte linee sulle quali, per cause tecniche, non è possibile fornire tali servizi. 372. Come argomentato anche nella precedente analisi di mercato, l obbligo di fornitura del WLR limitatamente agli stadi di linea non aperti ai servizi di accesso disaggregato, contempera l obiettivo di sviluppare una concorrenza tra operatori infrastrutturati con l obiettivo di non scoraggiare comunque altre forme di competizione basate sulla concorrenza di prezzo e sulla rivendita dei servizi. Infatti, poiché i servizi di accesso disaggregato alla rete di Telecom Italia sono effettivamente disponibili solo in una parte del territorio nazionale, le offerte degli operatori alternativi rischierebbero in assenza di un obbligo di WLR nelle aree non coperte da unbundling di essere limitate nella loro portata geografica. Attraverso l obbligo di fornitura del servizio di WLR nelle suddette aree viene assicurata, dunque, agli operatori alternativi la possibilità di presentare offerte agli utenti finali su tutto il territorio nazionale e, di conseguenza, viene garantita a tutti i consumatori finali e non solo ai residenti nelle zone servite dalle centrali di Telecom Italia la possibilità di scegliere tra più fornitori di servizi di accesso. 373. Alla luce di quanto sopra, l Autorità ritiene che l obbligo di fornitura del servizio di WLR nelle zone in cui l accesso disaggregato alla rete locale non è fornito rappresenti la misura più efficace ed equilibrata per promuovere lo sviluppo della concorrenza tra operatori nei mercati dell accesso e al contempo non incoraggiare il modello di business basato sulla competizione nei servizi. D6. Si condivide l orientamento dell Autorità di imporre a Telecom Italia l obbligo di accesso e di uso di determinate risorse di rete attraverso gli strumenti e le modalità sopra descritte? Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 127
4.3.2. Obbligo di trasparenza 374. L Autorità ritiene che, ai sensi dell art. 46 del Codice, Telecom Italia debba continuare ad essere sottoposta all obbligo di trasparenza nella fornitura di ciascuno dei servizi di accesso all ingrosso in rame e in fibra descritti nel paragrafo 4.3.1. 375. L obbligo di trasparenza è volto ad assicurare agli operatori alternativi l accesso ad informazioni economiche, tecniche e procedurali relative alla fornitura dei suddetti servizi all ingrosso, alle quali questi ultimi avrebbero difficilmente accesso e, al contempo, ad evitare che Telecom Italia possa sfruttare l accesso privilegiato a tali informazioni utilizzandole a proprio vantaggio. L obbligo di trasparenza consente, inoltre, la verifica del rispetto dell obbligo di non discriminazione, di cui al paragrafo successivo, dal momento che molte delle informazioni necessarie per tale verifica non sarebbero altrimenti disponibili. Pertanto, sulla base di queste considerazioni, l Autorità ritiene che l imposizione dell obbligo di trasparenza sia basata sulla natura del problema, sia proporzionata e giustificata. 376. In particolare, l Autorità ritiene che Telecom Italia debba pubblicare su base annuale un Offerta di Riferimento per i seguenti servizi di accesso all ingrosso alla rete in rame: i) accesso completamente disaggregato alla rete locale (Full unbundling); ii) accesso disaggregato alla sottorete locale (Sub-loop unbundling); iii) accesso condiviso (Shared Access); iv) co-locazione ed altri servizi accessori ai servizi di accesso fisico; v) bitstream incluso il servizio VULA all armadio di strada della sottorete locale in rame e relativi servizi accessori; vi) WLR e relative prestazioni associate e servizi accessori. 377. Analogamente l Autorità ritiene che Telecom Italia debba pubblicare un Offerta di Riferimento annuale per i seguenti servizi di accesso alla propria rete in fibra: i) accesso alle infrastrutture di posa; ii) accesso alla fibra spenta; iii) accesso disaggregato alla rete in fibra a livello di centrale locale laddove ciò risulti essere tecnicamente possibile iv) servizio end-to-end; v) accesso al segmento di terminazione; vi) co-locazione ed altri servizi accessori ai servizi di accesso fisico; e vii) bitstream e relativi servizi accessori. 378. Ciascuna Offerta di Riferimento dovrà contenere una descrizione delle condizioni tecnico-economiche e delle modalità di fornitura del servizio, sufficientemente dettagliate e disaggregate, garantite da adeguate penali. 379. Con riferimento alle condizioni tecniche di fornitura, per ciascuno dei suddetti servizi, Telecom Italia deve predisporre Service Level Agreement (SLA), differenziati in SLA base e SLA premium, contenenti il dettaglio dei processi e dei tempi di provisioning e assurance per ciascun elemento dei servizi e degli standard di qualità adottati, corredati da congrue penali in caso di ritardato e/o mancato adempimento agli obblighi contrattuali. 380. Si ritiene altresì opportuno che, in caso di circostanze eccezionali non prevedibili alla data della presentazione delle Offerte di Riferimento, Telecom Italia possa introdurre modifiche delle condizioni tecniche e/o economiche di fornitura dei servizi in questione, che devono essere soggette ad approvazione da parte dell Autorità. Telecom Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 128
Italia è tenuta a comunicare per iscritto all Autorità la proposta di modifica dell offerta unitamente alle motivazioni tecniche ed economiche nonché alle giustificazioni comprovanti l eccezionalità della circostanza e la non prevedibilità della stessa. Al fine di consentire agli operatori alternativi di adeguarsi alle suddette variazioni, queste ultime entreranno in vigore dopo trenta giorni dalla loro approvazione, se le variazioni riguardano le sole condizioni economiche, e dopo novanta giorni, se le variazioni riguardano le condizioni tecniche. 381. L Autorità ritiene opportuno che Telecom Italia fornisca un adeguata informazione circa le attività programmate sia per il miglioramento della propria rete di accesso, sia per gli sviluppi tecnologici ed architetturali della rete stessa. Tali garanzie di trasparenza sono necessarie al fine di rafforzare la tutela del principio di non discriminazione nella fornitura dei servizi di accesso all ingrosso, grazie alla riduzione delle asimmetrie informative degli operatori alternativi. 382. L Offerta di Riferimento, di validità annuale (con decorrenza dal 1 gennaio dell anno di riferimento), dovrà essere sottoposta all approvazione dell Autorità. Al fine di garantire l approvazione di ciascuna Offerta di Riferimento entro la data della relativa entrata in vigore, l Autorità ritiene opportuno che Telecom Italia pubblichi sul proprio sito web ciascuna Offerta di Riferimento entro il 31 luglio di ciascun anno. Per l anno 2014 Telecom Italia dovrà pubblicare l offerta entro due mesi dalla pubblicazione del presente provvedimento. 383. L Autorità ritiene opportuno confermare in capo a Telecom Italia l obbligo, previsto dall articolo 21 della delibera n. 1/12/CONS, di pubblicare sul proprio portale wholesale, dandone contestuale comunicazione all Autorità, un annuncio relativo alla realizzazione di nuove infrastrutture di accesso in fibra al fine di consentire ai soggetti interessati di manifestare anticipatamente la propria volontà di acquistare i servizi di accesso fisico all ingrosso. Tale meccanismo di programmazione degli ordinativi, insieme agli studi di fattibilità previsti dalla presente delibera, sono volti ad ovviare al problema della possibile indisponibilità di risorse nella rete di nuova generazione. Infatti, tramite il meccanismo di programmazione degli ordinativi potrebbe essere soddisfatta la maggior parte delle richieste avanzate dagli operatori mentre le esigenze restanti dovrebbero essere soddisfatte con gli studi di fattibilità. 384. Infine, l Autorità ritiene necessario che Telecom Italia pubblichi sul proprio portale wholesale e comunichi all Autorità, anche tramite i propri Piani Tecnici per lo sviluppo della Rete Fissa di Accesso, la lista delle aree di armadio, nonché delle relative aree di centrale, presso le quali prevede di implementare il vectoring con almeno sei mesi di anticipo rispetto all effettiva implementazione. Successivamente alla suddetta comunicazione, qualora un operatore alternativo presenti tempestivamente una richiesta di fornitura del servizio di SLU nelle medesime aree al fine di implementare il vectoring, si ritiene auspicabile che tale operatore e Telecom Italia si accordino al fine di procedere ad un implementazione coordinata della tecnica di vectoring. Inoltre, contestualmente alla prima comunicazione relativa all implementazione del vectoring, Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 129
Telecom Italia deve presentare all Autorità una proposta di Offerta di Riferimento per i servizi VULA forniti a livello di armadio di strada della sottorete locale in rame in linea con le condizioni stabilite nell ambito del tavolo tecnico di cui al punto 369 che l Autorità provvederà ad approvare con eventuali modifiche. Successivamente alla prima offerta, Telecom Italia pubblicherà le offerte relative al servizio VULA all armadio di strada secondo le tempistiche previste per gli altri servizi al punto 382. D7. Si condivide l orientamento dell Autorità di imporre a Telecom Italia l obbligo di trasparenza attraverso gli strumenti e le modalità sopra descritte? 4.3.3. Obbligo di non discriminazione 385. L Autorità ritiene che Telecom Italia, anche se sottoposta all obbligo di accesso, possa sfruttare la propria condizione di operatore dominante nei mercati dei servizi di accesso all ingrosso e la sua integrazione nei mercati a valle, al fine di ostacolare la competizione in questi ultimi agendo tanto sulle condizioni economiche quanto sulle condizioni e modalità tecniche di fornitura. Al fine di garantire che gli operatori alternativi possano competere effettivamente con Telecom Italia sui mercati in esame è necessario, dunque, che si assicuri un level playing field tra gli stessi e l incumbent. E necessario dunque che l accesso ai servizi all ingrosso oggetto dei mercati analizzati sia fornito in maniera non discriminatoria, ossia che Telecom Italia fornisca agli operatori alternativi tali servizi alle stesse condizioni economiche e tecniche a cui fornisce i medesimi servizi o servizi equivalenti alle proprie divisioni interne. In particolare, è necessario che Telecom Italia condivida con gli operatori alternativi tutte le informazioni essenziali relative alle infrastrutture di accesso utilizzate ed applichi le medesime procedure relativamente alla gestione degli ordinativi ed alla fornitura delle linee di accesso. Ciò al fine di evitare che Telecom Italia possa servirsi di tali informazioni per acquisire indebitamente un vantaggio commerciale. Le Offerte di Riferimento ed i Service Level Agreement sono strumenti importanti, come rilevato anche nel precedente paragrafo relativo all obbligo di trasparenza, al fine di garantire l effettiva attuazione del principio di non discriminazione. 386. Alla luce di ciò, l Autorità ritiene che l imposizione a Telecom Italia, ai sensi dell articolo 47 del Codice, dell obbligo di non discriminazione, in aggiunta all obbligo di accesso, sia basata sulla natura del problema, sia proporzionata e giustificata. In base a tale obbligo, per ciascuno dei servizi di accesso all ingrosso in rame ed in fibra (accesso fisico, virtuale e WLR) descritti nel paragrafo 4.3.1, Telecom Italia deve applicare condizioni di fornitura di natura economica e tecnica equivalenti in circostanze equivalenti nei confronti di altri operatori che offrono servizi equivalenti e deve fornire a questi ultimi servizi ed informazioni alle stesse condizioni di quelle che fornisce alle proprie divisioni commerciali, alle società collegate o controllate. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 130
387. Con riferimento alle condizioni economiche di fornitura, l Autorità ritiene che Telecom Italia debba applicare i medesimi prezzi sia agli operatori interconnessi, sia alla propria divisione commerciale ed alle società collegate o controllate, al fine di garantire che le condizioni economiche praticate ai clienti finali risultino replicabili da parte di un operatore alternativo efficiente. Con riferimento alle condizioni tecniche di fornitura Telecom Italia deve fornire i servizi di accesso all ingrosso mediante l impiego delle medesime tecnologie che essa stessa impiega nei servizi offerti alle proprie divisioni commerciali e alle società controllate, collegate e controllanti per la predisposizione dei servizi al dettaglio. In particolare, al fine di permettere agli operatori alternativi di replicare le offerte praticate da Telecom Italia ai clienti finali, quest ultima dovrà garantire nei mercati dei servizi di accesso all ingrosso tempi di provisioning e assurance almeno equivalenti a quelli applicati alle proprie divisioni commerciali per la predisposizione dei servizi al dettaglio. 388. L Autorità ritiene altresì opportuno confermare l insieme delle disposizioni regolamentari sancite dalle delibere n. 731/09/CONS e n. 1/12/CONS in materia di non discriminazione, che includono sia l obbligo di separazione amministrativa di cui all art. 2, comma 12, lett. f) della legge n. 481 del 14 novembre 1995, sia una serie di specifiche misure già oggetto degli Impegni volontari di Telecom Italia approvati con delibera n. 718/08/CONS che appaiono particolarmente rilevanti al fine di garantire un effettivo level playing field nei mercati dell accesso. 389. Al riguardo, si osserva che l Autorità, attraverso una continua attività di monitoraggio, ha potuto constatare che le attività messe in campo da Telecom Italia in ottemperanza agli Impegni, grazie anche alla costante sollecitazione dell Autorità, hanno consentito di conseguire importanti risultati in termini di efficacia dei processi, di rispetto dei principi di trasparenza e non discriminazione. In particolare, l Autorità, con delibera n. 600/11/CONS, ha preso atto della corretta esecuzione degli Impegni da parte di Telecom Italia ed ha comunque ritenuto opportuno con riferimento ai soli Impegni n. 1, 3, 4, 5 e 6 stabilire una prosecuzione dell attività di monitoraggio dell efficacia delle misure adottate. 390. L Autorità rileva che, in considerazione dei problemi competitivi identificati, sia giustificato e proporzionato confermare l impianto regolamentare esistente che prevede un complesso sistema di regole volte ad assicurare la fornitura da parte dell incumbent dei servizi di accesso all ingrosso su basi non discriminatorie e in una forma di equivalence of output. Al riguardo, l Autorità ritiene che l imposizione di vincoli più stringenti in capo a Telecom Italia, basati su una forma di equivalence of input, potrebbe risultare sproporzionata considerati i costi ed i tempi necessari alla relativa implementazione. In merito, si evidenzia comunque che qualora Telecom Italia successivamente all entrata in vigore del presente provvedimento dovesse autonomamente decidere di implementare sistemi e forme di equivalence of input, l Autorità avvierà un processo di verifica del relativo impatto sulla concorrenzialità dei mercati dei servizi di accesso alla rete fissa al fine di valutare se sussisteranno le Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 131
condizioni per modulare l obbligo imposto di controllo dei prezzi descritto al paragrafo 4.3.5. 391. Da ultimo, al fine di poter garantire il pieno rispetto del principio di non discriminazione nella fornitura dei servizi di accesso appartenenti al mercato n. 5, l Autorità intende confermare le disposizioni contenute nella delibera n. 731/09/CONS volte a consentire la verifica della replicabilità di tutte le offerte al dettaglio di Telecom Italia relative ai servizi di accesso a banda larga. D8. Si condivide l orientamento dell Autorità di imporre a Telecom Italia l obbligo di non discriminazione attraverso gli strumenti e le modalità sopra descritte? 4.3.4. Obbligo di separazione contabile 392. L Autorità ritiene che gli effetti anticompetitivi derivanti dall integrazione verticale di Telecom Italia possano essere efficacemente prevenuti attraverso, inter alia, la redazione di scritture contabili separate per ogni mercato dei servizi di accesso alla rete fissa appartenente ai diversi livelli della catena produttiva, e per ogni servizio ad esso appartenente, nei quali la stessa Telecom Italia detiene un significativo potere di mercato. 131 393. Come illustrato al punto 39, i servizi appartenenti ai mercati oggetto della presente analisi (mercati nn. 1, 4, 5 e servizio WLR) ed al mercato dell accesso a banda larga al dettaglio sono legati da una relazione di tipo verticale in quanto presenti nella medesima catena del valore. Pertanto in continuità con quanto stabilito dalle delibere n. 731/09/CONS e n. 1/12/CONS l Autorità, ai sensi dell art. 48 del Codice, ritiene opportuno imporre a Telecom Italia, per i mercati rilevanti individuati in cui detiene SMP, e per ciascun servizio ad essi appartenente, l obbligo di separazione contabile. Nel rispetto di tale obbligo, Telecom Italia deve rendere trasparenti i prezzi dei servizi di accesso all ingrosso venduti ad altri operatori ed i prezzi dei trasferimenti interni (transfer charge), ossia applicati per la fornitura alle proprie divisioni commerciali di servizi equivalenti ai servizi regolamentati venduti agli altri operatori. 394. L obbligo di separazione contabile permette la verifica del rispetto da parte dell operatore notificato dell obbligo di non discriminazione e, contemporaneamente, dell assenza di sussidi incrociati tra i servizi. 395. L attuazione dell obbligo di separazione contabile presuppone, in primo luogo, la definizione del perimetro impiantistico di ciascun mercato e di ciascun servizio ad esso appartenente. Ciò consente di individuare gli elementi tecnici utilizzati per la 131 Cfr. paragrafo 4.2, punto 333. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 132
produzione di ciascun servizio venduto all esterno o fornito internamente e di calcolare i relativi costi di rete. A questi ultimi, per ottenere il costo totale del singolo servizio, vanno aggiunti gli ammortamenti, i costi del personale e tutti gli altri costi riconducibili al servizio, compreso il costo del capitale (weighted average cost of capital - WACC). 396. A tali costi corrispondono, nel Conto Economico, i ricavi derivanti dalla vendita o dalla fornitura interna del servizio e, nello Stato Patrimoniale, le attività e le passività pertinenti. 132 397. Per quanto riguarda i servizi venduti ad altri operatori, l Autorità ritiene opportuno che Telecom Italia, nel Conto Economico di ciascun mercato e di ciascun servizio ad esso appartenente in rame ed in fibra, dia evidenza dei ricavi generati e dei costi sostenuti per la produzione dei seguenti servizi in rame ed in fibra: i) servizi di accesso fisico (mercato n. 4) e relativi servizi accessori, tra cui i servizi di co-locazione; ii) servizi di accesso virtuale all ingrosso (bitstream, mercato n. 5) e relativi servizi accessori; iii) servizi WLR, prestazioni associate e relativi servizi accessori. 398. Per quanto riguarda i servizi forniti internamente, in base all obbligo di separazione contabile, l Autorità ritiene opportuno che Telecom Italia, nel Conto Economico di ciascun mercato e di ciascun servizio ad esso appartenente, continui a dare evidenza dei trasferimenti interni attraverso l iscrizione in contabilità di poste figurative (transfer charge). Tali poste rappresentano i ricavi figurativi generati ed i costi figurativi sostenuti per la fornitura interna (o autoproduzione) di ciascun servizio, in rame ed in fibra, appartenente ai mercati nn. 4, 5, ed 1a, 1b, in linea con le relazioni contabili individuate nella delibera n. 678/11/CONS, come illustrati di seguito. 133 a. Servizi di accesso fisico (mercato n. 4), e relativi servizi accessori, forniti da Telecom Italia alle proprie divisioni interne. Dal momento che in linea con quanto stabilito nelle delibere n. 731/09/CONS e n. 678/11/CONS i servizi appartenenti al mercato n. 4 sono funzionali alla produzione interna dei servizi di accesso a banda larga e del servizio WLR, dal punto di vista contabile la fornitura di tali servizi rappresenta un ricavo per i servizi appartenenti al mercato n. 4 cui corrisponde un costo (transfer charge) per: 134 a.1. i servizi WLR generato dall acquisizione interna dei servizi di accesso fisico, che fungono da input per la vendita agli operatori alternativi dei servizi WLR; 132 Cfr. paragrafo 4.3.6.. 133 Linee guida in materia di contabilità regolatoria di rete fissa e contratti di servizio. 134 Si noti che tra i ricavi da forniture interne del mercato n. 4, oltre a quelli elencati nei punti a.1 ed a.2, nell ambito della contabilità regolatoria, devono figurare anche i ricavi derivanti dalla fornitura interna al mercato terminanting delle linee affittate (mercato 6) ed i ricavi da eventuali altri servizi al dettaglio (esclusi i servizi a banda larga al dettaglio ed i servizi appartenenti ai mercati nn. 1a e 1b). Queste poste non sono esaminate nel presente documento in quanto i servizi corrispondenti esulano dall oggetto dell analisi. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 133
a.2. i servizi appartenenti al mercato n. 5 generato dall acquisizione interna dei servizi di accesso fisico, che fungono da input per la vendita agli operatori alternativi dei servizi di accesso a banda larga all ingrosso. b. Servizi di accesso virtuale all ingrosso (mercato n. 5) e relativi servizi accessori, forniti alle proprie divisioni interne. Si osserva che i servizi appartenenti al mercato n. 5, nelle relazioni contabili di cui alla delibera n. 678/11/CONS, sono situati a monte dei servizi di accesso a banda larga al dettaglio (non regolamentati). Pertanto, dal punto di vista contabile, la fornitura di tali servizi rappresenta un ricavo per il mercato n. 5, cui corrisponde un costo (transfer charge) per i servizi appartenenti al mercato della banda larga al dettaglio, generato dall acquisizione interna dei servizi di accesso virtuale che fungono da input per la vendita dei servizi di accesso a banda larga al dettaglio. 135 c. Servizio WLR e relative prestazioni associate e servizi accessori forniti da Telecom Italia alle proprie divisioni interne. Dal momento che il servizio WLR, nella catena del valore, è situato a monte dei servizi appartenenti ai mercati nn. 1a ed 1b, dal punto di vista contabile ed in linea con le relazioni contabili di cui alla delibera n. 678/11/CONS, la fornitura del servizio WLR rappresenta un ricavo per i servizi appartenenti al mercato n. 4 cui corrisponde un costo (transfer charge) per: c.1. i servizi appartenenti al mercato n. 1a generato dall acquisizione interna dei servizi di accesso fisico, che fungono da input per la vendita ai clienti finali dei servizi di accesso al dettaglio; c.2. i servizi appartenenti al mercato n. 1b generato dall acquisizione interna dei servizi di accesso fisico, che fungono da input per la vendita ai clienti finali dei servizi di accesso al dettaglio. 399. L Autorità, inoltre, ritiene opportuno che Telecom Italia dia evidenza delle quantità scambiate, sia per i servizi forniti internamente che per quelli venduti all esterno, al fine di garantire il rispetto dell obbligo di non discriminazione. A tal riguardo si osserva che le informazioni contabili relative ai servizi forniti internamente devono presentare lo stesso livello di dettaglio di quelle relative ai servizi equivalenti venduti all esterno, riportate in Offerta di Riferimento. I prezzi dei transfer charge relativi ai servizi forniti internamente sono quelli dei servizi equivalenti risultanti dall Offerta di Riferimento. 400. Si ritiene, altresì, necessario che Telecom Italia continui a predisporre una sezione di confronto tra ciascun servizio presente nell Offerta di Riferimento e l equivalente servizio fornito internamente, illustrando eventuali differenze derivanti dalla necessità 135 Si noti che tra i ricavi da forniture interne del mercato n. 5, devono figurare anche i ricavi derivanti dalla fornitura interna al mercato terminanting delle linee affittate (mercato 6). Come illustrato nella nota precedente, questa posta non è esaminata nel presente documento in quanto i servizi di linee affittate esulano dall oggetto dell analisi. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 134
di utilizzare funzionalità di rete e attività differenti per la vendita esterna e per la fornitura interna. 401. Inoltre, si ritiene necessario che Telecom Italia conformemente alle modalità indicate dalle Linee Guida in materia di contabilità regolatoria di rete fissa e contratti di servizio di cui alla delibera n. 678/11/CONS predisponga, e sottoponga all approvazione dell Autorità, all interno di appositi contratti di servizio, le condizioni economiche di cessione interna corrispondenti ai servizi di accesso all ingrosso di cui al presente provvedimento forniti dalla funzione Open Access o da qualsiasi altra funzione di Telecom Italia cui siano attribuite le competenze nella fornitura dei servizi di accesso all ingrosso alle funzioni commerciali di Telecom Italia. 402. Analogamente, si ritiene che Telecom Italia debba predisporre, all interno della contabilità regolatoria disciplinata dal presente provvedimento, e sottoporre all approvazione dell Autorità, evidenza contabile separata relativa ad Open Access o a qualsiasi altra funzione di Telecom Italia cui siano attribuite le competenze relative alla fornitura dei servizi di accesso all ingrosso di cui al presente provvedimento. D9. Si condivide l orientamento dell Autorità di imporre a Telecom Italia l obbligo di separazione contabile attraverso gli strumenti e le modalità sopra descritte? 4.3.5. Obbligo di controllo dei prezzi 403. L Autorità ritiene che l assenza di una effettiva concorrenza nei mercati dei servizi di accesso all ingrosso analizzati potrebbe far sì che Telecom Italia possa praticare prezzi eccessivamente elevati ovvero comprimere i margini a danno dell utenza finale. 136 404. Pertanto, al fine di promuovere l efficienza e la concorrenza e di massimizzare i vantaggi per i consumatori, l Autorità ritiene opportuno imporre a Telecom Italia un obbligo di controllo dei prezzi nei suddetti mercati, ai sensi dell art. 50 del Codice. L Autorità intende imporre un regime di controllo dei prezzi dei servizi di accesso all ingrosso offerti da Telecom Italia su rete in rame e su rete in fibra tale da assicurare la coerenza tra i prezzi dei servizi forniti ai differenti livelli della catena del valore ed al contempo di fornire corretti incentivi agli operatori a risalire lungo la scala degli investimenti. 137 136 Cfr. paragrafo 4.2. 137 A questo proposito si veda l ERG Report on price consistency in upstream broadband markets, ERG (09) 21, in cui si precisa che: Not only the absolute level of the wholesale prices is important, but also the level at which the prices of the wholesale offers, compared to each other and to the incumbents retail offers, are set. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 135
405. Per quanto concerne la regolamentazione dei prezzi dei servizi appartenenti al mercato n. 5, l Autorità ritiene necessario considerare le differenti condizioni concorrenziali riscontrate nei Comuni elencati nell Allegato C rispetto a quelle riscontrate nel resto del territorio. Limitatamente ai suddetti Comuni, l Autorità valuta che l applicazione di un vincolo di prezzi non discriminatori per i servizi di accesso virtuale su rete in rame ed in fibra sia sufficiente, da un lato, a garantire un ambiente concorrenziale e, dall altro, a fornire sufficiente flessibilità all incumbent nel definire prezzi in grado di stimolare la migrazione verso piattaforme di accesso a banda ultralarga in una fase iniziale di forte incertezza della domanda. Con specifico riferimento a tali realtà territoriali, l Autorità procederà comunque ad un esame periodico delle effettive condizioni di competizione, valutando il livello e la dinamica dei prezzi dei servizi bitstream, al fine di verificarne la sostenibilità da parte dei concorrenti ed il rispetto del principio di replicabilità dell offerta retail. 406. Alla luce di quanto sopra, l Autorità ritiene che Telecom Italia, per i servizi all ingrosso di accesso fisico e virtuale nonché per il servizio WLR debba applicare prezzi orientati al costo, ad eccezione dei servizi di accesso virtuale offerti nei Comuni elencati nell Allegato C e dei servizi di accesso bitstream ATM con interconnessione al nodo distant, con consegna al nodo IP e del servizio di trasporto long distance. Per i servizi bitstream con interconnessione al nodo distant ATM ed al nodo IP e del servizio di trasporto long distance, l Autorità intende confermare quanto stabilito dalla delibera n. 731/09/CONS, ossia che i prezzi di tali servizi saranno definiti mediante negoziazione commerciale. 407. Infine, l Autorità ritiene che Telecom Italia debba offrire il servizio VULA all armadio di strada della sottorete locale in rame a prezzi orientati ai costi ovunque sia fornito, in quanto l imposizione dell obbligo di fornitura di tale servizio deriva dalla necessità di offrire un alternativa al servizio di SLU (appartenente al mercato n. 4). Considerato che questo servizio deve ancora essere implementato, si ritiene opportuno che Telecom Italia presenti nell ambito della prima Offerta di Riferimento condizioni economiche formulate sulla base dei costi sostenuti per la fornitura del servizio in coerenza con i criteri adottati ai fini dell approvazione delle Offerte di Riferimento relative agli 2012 e 2013 per i servizi NGA ossia costi pienamente distribuiti (FDC) ed ipotizzando volumi ragionevoli che l Autorità provvederà a valutare ed approvare. Il prezzo di tale servizio da utilizzare nelle successive Offerte di Riferimento sarà stabilito con apposito procedimento dall Autorità sulla base dei costi incrementali di lungo periodo. 408. Di seguito si specificano le modalità implementative del meccanismo di controllo dei prezzi basato sull orientamento al costo, separatamente per i servizi di accesso offerti su rete in rame e su rete in fibra ottica. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 136
Servizi di accesso fisico e virtuale in rame 409. I prezzi dei servizi di accesso all ingrosso (fisico e virtuale) includono, oltre al canone mensile, anche uno o più contributi una-tantum. Si osserva che la soluzione adottata con le delibere n. 731/09/CONS e n. 578/10/CONS prevedeva un meccanismo di network cap basato sulla definizione di alcuni panieri di servizi. Per i servizi del mercato n. 4 e del mercato n. 5, i canoni e i contributi una-tantum erano inclusi negli stessi panieri, mentre per il servizio WLR erano stati definiti panieri distinti per i canoni e per i contributi una-tantum. Tuttavia, nell ambito dei procedimenti di approvazione delle Offerte di Riferimento di Telecom Italia per gli anni 2010, 2011 e 2012, l Autorità ha rilevato andamenti disomogenei dei prezzi dei contributi una-tantum, come conseguenza dell applicazione del meccanismo del network cap, sebbene tali contributi vadano in sostanza a remunerare attività di tipo operativo assimilabili tra di loro. 410. Pertanto, l Autorità ritiene opportuno che i valori dei contributi una-tantum siano determinati annualmente nell ambito dei procedimenti di approvazione delle Offerte di Riferimento di Telecom Italia, sulla base dei costi sostenuti per la fornitura delle attività operative che sono alla base di tali servizi. Tale approccio permette di tenere conto in maniera più efficace delle variazioni del livello dei costi sottostanti a tali servizi, attraverso l aggiornamento annuale dei prezzi, in maniera da rispecchiare i livelli di efficienza conseguiti da Telecom Italia negli anni e la variazione dei costi di manodopera. 411. Per quanto riguarda, inoltre, i prezzi dei servizi di trasporto bitstream su rete ATM e su rete Ethernet, si rileva che anche questi erano sottoposti all applicazione di un meccanismo di network cap ai sensi della delibera n. 578/10/CONS. 138 Con riguardo a tali servizi, l Autorità rileva che la transizione in corso dalla piattaforma ATM a quella Ethernet unita allo sviluppo dei servizi NGA che è destinato a determinare un incremento dei volumi della banda trasportata nei prossimi anni comporta una situazione di forte evoluzione dei costi di fornitura di tali servizi. Per tale ragione, l Autorità ritiene opportuno che anche i prezzi dei servizi di trasporto bitstream siano determinati nell ambito dei procedimenti di approvazione delle Offerte di Riferimento di Telecom Italia, sulla base dei costi sostenuti. 412. Con riferimento invece ai prezzi dei canoni mensili dei servizi di accesso all ingrosso di Telecom Italia, l Autorità ritiene opportuno che tali prezzi siano stabiliti in linea con la regolamentazione imposta a valle della precedente analisi di mercato attraverso l applicazione di un modello di costo di tipo BU-LRIC a costi correnti (CCA). L Autorità intende in tal modo garantire la continuità dell approccio preesistente volto a fornire al mercato i corretti segnali di make or buy, alla luce 138 Si evidenzia che i prezzi dei servizi di trasporto su rete Ethernet devono coincidere con i prezzi dei medesimi servizi forniti nell ambito dell offerta bitstream su rete in fibra, come stabilito dalla delibera n. 10/13/CIR. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 137
dell obiettivo regolamentare di incentivare la transizione verso i servizi di nuova generazione. 413. Come illustrato al paragrafo 1.2, con delibera n. 578/10/CONS l Autorità ha adottato un modello di costo di tipo BU-LRIC per la determinazione dei prezzi dei servizi di accesso all ingrosso alla rete in rame di Telecom Italia per il triennio 2010-2012. Successivamente, nell ambito dei procedimenti di approvazione delle Offerte di Riferimento relative all anno 2013, in corso di svolgimento, tale modello di costo è stato utilizzato come punto di partenza per approvare i prezzi 2013 dei servizi di accesso su rete in rame. 414. L Autorità ritiene che il modello di costo di cui alla delibera n. 578/10/CONS possa essere utilizzato anche per la definizione dei canoni dei servizi ULL, bitstream e WLR da applicarsi per il successivo periodo regolatorio (anni 2014 2016), in quanto nell intervallo temporale trascorso dalla sua prima applicazione non sono intervenute né modifiche alla configurazione topologica della rete di accesso, né sono state definite differenti modalità tecniche con cui gli stessi operatori alternativi possono acquisire i principali servizi di accesso all ingrosso sulla rete in rame presi in considerazione nel modello. 139 In particolare, si ritiene adeguato impiegare il suddetto modello di costo aggiornandone opportunamente gli input che sono influenzati dall evoluzione delle condizioni di mercato e che incidono sul livello di efficienza con cui possono essere prodotti i servizi di accesso oggetto di valutazione. 415. Al fine di tenere conto del mutato scenario macro-economico, l Autorità ha ritenuto opportuno in collaborazione con il consulente NERA Economic Consulting procedere ad un aggiornamento del valore del WACC calcolato nell ambito del procedimento di cui alla delibera n. 578/10/CONS (pari a 9,36%). La metodologia adottata ed i dettagli relativi al calcolo del nuovo valore del WACC, pari a 10,40%, sono riportati nell Allegato G. 416. La metodologia utilizzata per aggiornare il modello di costo di cui alla delibera n. 578/10/CONS è illustrata nell Allegato E. In sintesi, sebbene il modello di costo sia in grado di produrre risultati per l intero periodo 2014 2016, l Autorità ha ritenuto opportuno utilizzare lo stesso per stabilire direttamente i prezzi dei servizi per l anno 2016. I canoni relativi agli anni 2014 e 2015 si ottengono dall applicazione di un trend lineare tra il valore per il 2016 ed il valore che sarà approvato dall Autorità per l anno 2013. 139 L Autorità, in linea con l orientamento espresso nelle delibere n. 642/12/CONS e n. 643/12/CONS, intende utilizzare il modello di costo di cui alla delibera n. 578/10/CONS per calcolare non solo il costo del servizio ULL ma anche quello relativo alla fornitura dei servizi bitstream e WLR. Al riguardo, si osserva infatti che tale modello di costo sebbene, come illustrato ai punti 22 e 23, sia stato utilizzato per determinare solo i prezzi del servizio ULL per gli anni 2010-2012 è stato sviluppato in maniera da poter essere utilizzato per calcolare i costi incrementali di lungo periodo relativi alla fornitura, non solo dei servizi di accesso ULL, ma anche dei servizi bitstream e WLR. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 138
417. In considerazione dell influenza che i prezzi dei servizi di accesso in rame hanno sugli investimenti in reti NGA 140 e, conseguentemente, sul raggiungimento degli obiettivi dell Agenda Digitale Europea, l Autorità ritiene opportuno sottoporre a consultazione pubblica un intervallo di prezzi per l anno 2016. L intervallo di valori è stato individuato applicando il modello BU-LRIC in due diversi scenari, differenziando le assunzioni riguardanti la presenza o meno di infrastrutture civili della rete in rame riutilizzabili per lo sviluppo della rete di nuova generazione già ammortizzate ed ipotizzando differenti livelli di investimenti in infrastrutture NGA. Sulla base delle evidenze acquisite nel corso della consultazione pubblica, l Autorità definirà per ciascun servizio di accesso all ingrosso alla rete in rame un unico prezzo che Telecom Italia dovrà applicare per l anno 2016. 418. L aggiornamento del modello di costo ha determinato i valori dei canoni mensili per l anno 2016 dei servizi di ULL, bitstream e WLR, relativi ai due scenari considerati, indicati nella tabella seguente. Tabella 29 Canoni mensili dei servizi di accesso su rame (anno 2016) Servizio Scenario 1 ( ) Scenario 2 ( ) Servizio di unbundling della rete locale 8,88 9,29 Servizio di shared access 0,80 0,80 Servizio di unbundling della sottorete locale 6,66 6,61 Servizio di accesso bitstream su linea condivisa 3,79 3,87 Servizio di accesso bitstream su linea dedicata 14,16 14,79 Servizio di accesso bitstream simmetrico (2 Mbps) 20,03 20,99 Servizio WLR POTS per clienti residenziale 11,75 12,30 Servizio WLR POTS per clienti non residenziale 11,75 12,30 Servizi di accesso fisico e virtuale in fibra ottica 419. L Autorità ritiene opportuno confermare le previsioni della delibera n. 1/12/CONS in merito all obbligo di controllo dei prezzi dei servizi di accesso fisico e virtuale in fibra ottica offerti da Telecom Italia, assicurando la continuità dell approccio pre- 140 Cfr. Rapporto per la Commissione Europea sviluppato da CRA, Costing methodologies and incentive to invest in fibre. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 139
esistente e la coerenza con quanto stabilito in merito ai prezzi dei servizi di accesso alla rete in rame. Tenuto anche conto della necessità di fornire i corretti segnali di make or buy al mercato e di incentivare, in tal modo, la transizione verso i servizi basati sulle reti di nuova generazione, l Autorità conferma quindi l opportunità di adottare, al fine di stabilire i prezzi dei servizi di accesso, la metodologia di costo BU-LRIC basata sulla valutazione a costi correnti. 420. L Autorità, inoltre, conferma gli orientamenti espressi nella delibera n. 1/12/CONS in merito all opportunità di riconoscere, nella determinazione dei prezzi dei servizi all ingrosso, un premio di rischio relativo alla realizzazione di infrastrutture per lo sviluppo di reti NGA, in coerenza con la Raccomandazione NGA, da aggiungere al rendimento del costo del capitale impiegato. 421. Il modello di costo dei servizi su rete in fibra, sviluppato dall Autorità in collaborazione con il consulente Nera Economic Consulting, ha l obiettivo di valorizzare i costi di fornitura dei servizi di accesso all ingrosso attivi e passivi offerti su rete in fibra ottica. Con riferimento ai servizi di accesso passivi, il modello valorizza i costi di fornitura dei seguenti servizi (come definiti nelle relative Offerte di Riferimento di Telecom Italia approvate dall Autorità con delibera n. 9/13/CIR): - servizio di accesso alle infrastrutture civili esistenti; - servizio di accesso alle infrastrutture civili di nuova realizzazione; - servizio di accesso alle infrastrutture civili nella tratta di adduzione; - servizio di accesso alla fibra spenta in rete primaria; - servizio di accesso alla fibra spenta in rete secondaria; - servizio di accesso end-to-end; - servizio di accesso al segmento di terminazione in fibra. 141 422. Il modello di costo valorizza anche i costi di fornitura dei seguenti servizi attivi di accesso a banda larga all ingrosso, come definiti nella relativa Offerta di Riferimento di Telecom Italia, approvata dall Autorità con delibera n. 10/13/CONS: - servizio di accesso bitstream su rete FTTC (linea condivisa); - servizio di accesso bitstream su rete FTTC (linea dedicata); - servizio di accesso bitstream su rete FTTH (profili di velocità 100 Mbps/10 Mbps, 40 Mbps/40 Mbps, 100 Mbps/100 Mbps). 423. Si evidenzia che tra i servizi bitstream che Telecom Italia deve fornire al fine di consentire l accesso alla propria rete NGA vi sono anche i servizi di trasporto bitstream 141 Le condizioni economiche del servizio di accesso al segmento di terminazione in rame saranno definite a valle della conclusione del tavolo tecnico previsto dalla Delibera n. 9/13/CIR, che definirà le relative condizioni tecniche. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 140
Ethernet (di primo e di secondo livello), i cui prezzi coincidono con i prezzi degli stessi servizi di trasporto bitstream Ethernet previsti per la rete in rame, come peraltro confermato dalla delibera n. 10/13/CIR. Come stabilito al punto 411, i prezzi di tali ultimi servizi saranno quindi definiti nell ambito dell approvazione delle relative Offerte di Riferimento, di conseguenza essi non saranno fissati utilizzando il modello di costo dei servizi su rete in fibra. 424. I costi dei restanti servizi di cui ai punti precedenti includono un canone mensile o in IRU (Indefeasible Rights of Use) a 15 anni ed uno o più contributi una-tantum. Per le stesse ragioni evidenziate relativamente ai servizi su rete in rame 142, l Autorità ritiene opportuno che i valori dei contributi una-tantum siano determinati nell ambito dei procedimenti di approvazione delle Offerte di Riferimento di Telecom Italia, sulla base dei costi sostenuti per la fornitura delle attività operative sottostanti tali servizi. Il modello di costo dei servizi NGA, quindi, è stato utilizzato per stabilire i soli canoni dei servizi di accesso NGA di cui ai punti 421 e 422. 425. Si evidenzia che le Offerte di Riferimento contenenti le condizioni tecniche ed economiche per la fornitura dei servizi di accesso alle infrastrutture fisiche di rete e dei servizi di accesso bitstream su fibra pubblicate da Telecom Italia il 19 marzo 2012 ai sensi della delibera n. 1/12/CONS sono state approvate con le delibere nn. 10/13/CIR e 9/13/CIR. Tali delibere stabiliscono i prezzi dei servizi di accesso su rete NGA validi a partire dal mese di marzo 2012. 426. La metodologia adottata per la realizzazione del modello di costo è descritta nell Allegato F alla presente delibera. Sulla base dei risultati del modello che tiene conto del valore del WACC calcolato secondo la metodologia descritta nell Allegato G e del valore del premio di rischio calcolato secondo la metodologia descritta nell Allegato H alla presente delibera, l Autorità ha calcolato, per l anno 2016, i prezzi dei servizi di accesso passivi ed attivi all ingrosso su rete NGA, indicati in Tabella 30. Nelle more dell approvazione del presente provvedimento, si ritiene opportuno che i prezzi relativi all anno 2013 siano determinati dall Autorità nell ambito dei procedimenti di approvazione delle relative Offerte di Riferimento secondo la medesima metodologia utilizzata per l approvazione dei prezzi relativi all anno 2012. Nell ottica di garantire un passaggio graduale all adozione di una metodologia BU-LRIC, si ritiene ragionevole determinare i prezzi relativi agli anni 2014 e 2015 applicando un trend lineare tra il valore per il 2016, risultante dal modello di costo, ed il valore che sarà approvato dall Autorità per l anno 2013. 142 Cfr. punti 409-410. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 141
Tabella 30 Canoni dei servizi di accesso NGA Servizio 2016 ( ) infrastrutture civili di nuova realizzazione - IRU 15 anni/metro 10,53 infrastrutture civili esistenti - IRU 15 anni/metro 6,40 infrastrutture civili in adduzione - IRU 15 anni/minitubo 370,41 fibra spenta in rete primaria - IRU 15 anni 2.918,53 fibra spenta in rete secondaria - IRU 15 anni 1.277,05 accesso end-to-end - canone mensile 50,67 accesso al segmento di terminazione - canone mensile 5,98 VULA su rete FTTC (linea condivisa) - canone mensile 10,38 VULA su rete FTTC (linea dedicata) - canone mensile 16,99-17,04 VULA su rete FTTH (100 Mbits/10 Mbits) - canone mensile 21,12 VULA su rete FTTH (40 Mbits/40 Mbits) - canone mensile 29,27 VULA su rete FTTH (100 Mbits/100 Mbits) - canone mensile 73,34 D10. Si condivide l orientamento dell Autorità di imporre a Telecom Italia l obbligo di controllo dei prezzi attraverso gli strumenti e le modalità sopra descritte? 4.3.6. Obbligo di contabilità dei costi 427. L Autorità, per verificare il rispetto da parte di Telecom Italia degli obblighi di controllo dei prezzi imposti nei diversi mercati, deve avere evidenza dei costi sostenuti da Telecom Italia per la fornitura di ciascun servizio ad essi appartenente. Pertanto, l Autorità ritiene opportuno, ai sensi dell art. 50 del Codice, imporre a Telecom Italia l obbligo di redigere una contabilità dei costi per ogni singolo servizio appartenente ai mercati esaminati, fornito internamente o venduto esternamente. 428. Una contabilità di questo tipo consente di evitare che si verifichino doppie attribuzioni di costi a servizi diversi, dal momento che alcuni di questi servizi utilizzano gli stessi elementi di rete e, al contempo, consente all Autorità di avere informazioni sul tasso di sostituzione delle attività, sul livello di manutenzione della rete e, quindi, sulla qualità dei servizi offerti. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 142
429. Il calcolo del costo dei servizi è effettuato attribuendo a ciascuno di essi in primo luogo i costi direttamente causati dalla loro fornitura e quei costi per cui tale attribuzione è possibile, in via indiretta attraverso, un driver di costo. Al costo unitario così determinato viene poi applicata una maggiorazione (mark-up) attraverso la quale il servizio partecipa al recupero dei costi comuni, intendendo per tali quei costi che non possono essere messi in relazione diretta o indiretta (attraverso un driver di costo) al servizio considerato. Infatti, in un ottica di efficienza economica, tutti i servizi forniti da un operatore multi-prodotto sono chiamati a contribuire al recupero dei costi comuni. 430. In continuità con quanto stabilito con le delibere n. 731/09/CONS e n. 1/12/CONS, l Autorità ritiene che per i servizi di accesso fisico all ingrosso (mercato n. 4) la contabilità dei costi debba essere predisposta utilizzando i costi storici (HCA) e con la metodologia dei costi pienamente distribuiti (FDC Fully Distributed Costs). Viceversa, si ritiene che la contabilità relativa ai servizi (bitstream) di accesso virtuale all ingrosso (mercato n. 5) debba essere predisposta utilizzando i costi correnti (CCA) e sempre con la metodologia FDC. 431. Inoltre, secondo l Autorità, in base all obbligo di contabilità dei costi, il Conto Economico di ciascun servizio dovrebbe evidenziare: per i servizi venduti agli operatori alternativi, i ricavi conseguiti dalla vendita esterna del servizio; per i servizi forniti internamente, i ricavi figurativi (transfer charge) derivanti dalla cessione interna dei servizi; i costi sostenuti per la produzione di ciascun servizio. Questi ultimi dovrebbero essere distinti in ammortamenti, personale e costi esterni (con l indicazione delle quote eventualmente versate ad altri operatori). I conti economici dovrebbero riportare tra gli ammortamenti il dettaglio separato degli aggiustamenti CCA, ove tale modalità di valutazione dei costi sia prevista. 432. Con particolare riferimento alla voce di costo relativa all attività di manutenzione correttiva, a seguito dei risultati di un attività di vigilanza svolta dai competenti Uffici dell Autorità, è emersa l opportunità di rendere più trasparente il meccanismo di formazione dei costi delle prestazioni di manutenzione correttiva che concorrono alla determinazione dei canoni dei servizi di accesso all ingrosso. Pertanto, l Autorità ritiene opportuno che Telecom Italia fornisca chiara evidenza all interno dei prospetti contabili dei costi sostenuti per le specifiche attività che compongono il processo di manutenzione correttiva includendo esclusivamente i costi attribuibili alle attività di back office svolte centralmente ed i costi attribuibili alle attività svolte sul territorio, tra cui quelle per la gestione tecnica ed operativa della forza lavoro, per la risoluzione dei guasti singoli ( bonifica impulsiva ) e per la risoluzione dei guasti complessi bonifica evolutiva. 433. Per quanto riguarda gli Stati Patrimoniali, l Autorità ritiene che essi debbano riportare il totale delle attività relative a ciascun servizio, suddivise in attività correnti ed attività non correnti (immobilizzazioni immateriali, immobilizzazioni materiali ed altre attività non correnti) ed il totale delle passività relative a ciascun servizio, suddivise in passività correnti e passività non correnti. Inoltre, lo Stato Patrimoniale di ciascun Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 143
servizio dovrebbe indicare la redditività del capitale e i relativi aggiustamenti CCA, ove tale modalità di valutazione dei costi sia prevista. 434. L Autorità ritiene, infine, che Telecom Italia debba presentare, congiuntamente alle scritture contabili, dei prospetti di dettaglio che documentino la formazione dei costi unitari di ciascun servizio, sulla base dei costi pertinenti e delle quantità prodotte. A tal fine, Telecom Italia dovrebbe individuare i centri di costo e le attività elementari necessari alla produzione dei servizi venduti esternamente o forniti internamente. Successivamente, attraverso opportune matrici di coefficienti di utilizzo, Telecom Italia dovrebbe procedere al calcolo dei prezzi unitari dei servizi forniti internamente e venduti esternamente. Nei casi in cui il medesimo centro di costo/attività elementare concorre alla fornitura di servizi i cui prezzi sono fissati con modalità differenti (per esempio in modalità flat ed in modalità a consumo) Telecom Italia, per ciascun centro di costo/unità elementare, deve fornire tutte le informazioni necessarie alla valorizzazione del servizio nelle sue diverse modalità di offerta. 143 Le informazioni contabili da rendere disponibili al pubblico a valle del processo di revisione sono individuate dall Autorità. 435. Infine, l Autorità ritiene che il valore del costo del capitale impiegato, come indicato al paragrafo 415 sia pari al 10,68 %, calcolato secondo la metodologia descritta nell Allegato G. D11. Si condivide l orientamento dell Autorità di imporre a Telecom Italia l obbligo di contabilità dei costi attraverso gli strumenti e le modalità sopra descritte? 4.4. Valutazione delle problematiche competitive nei mercati dell accesso al dettaglio 436. Sulla base delle risultanze della presente analisi di mercato, l Autorità ha identificato Telecom Italia quale operatore detentore di significativo potere di mercato anche nei mercati rilevanti dell accesso al dettaglio alla rete telefonica pubblica in postazione fissa per clienti residenziali e non residenziali (mercati nn. 1a e 1b). 437. Il significativo potere di mercato accertato in capo a Telecom Italia nei mercati dell accesso al dettaglio, unitamente alla posizione di dominanza detenuta nei mercati dell accesso all ingrosso, consente all operatore di adottare comportamenti anticoncorrenziali volti a sfruttare la propria posizione di dominanza nei mercati al dettaglio in esame, ad estendere la posizione di dominanza goduta nei mercati 143 Ad esempio, per i servizi di accesso a banda larga, sarà necessario misurare per ciascun elemento di rete, sia i volumi di traffico trasmesso e ricevuto (necessari alla valorizzazione delle componenti di banda con prezzo a consumo), sia la banda totale allocata per ciascuna classe di servizio (necessaria per la valorizzazione delle componenti di banda con prezzo flat). Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 144
dell accesso fisico e virtuale all ingrosso nei corrispondenti mercati a valle (vertical leveraging) oppure a trasferire la forza economica dai mercati retail oggetto di analisi in altri mercati orizzontalmente collegati (horizontal leveraging). 438. In relazione ai comportamenti anticompetitivi attuabili nei singoli mercati dell accesso al dettaglio, Telecom Italia potrebbe in primo luogo ostacolare o impedire l ingresso di imprese concorrenti mediante, ad esempio, la definizione di condizioni contrattuali o tecniche che vincolano la libertà di scelta del cliente finale, determinando l aumento dei costi di passaggio di quest ultimo ad un altro operatore (switching costs), oppure fissando prezzi predatori. In secondo luogo, Telecom Italia potrebbe essere indotta ad adottare politiche di sfruttamento dei consumatori definendo condizioni economiche e di fornitura dei servizi eccessivamente onerose (prezzi eccessivi) e discriminatorie. In aggiunta, un basso livello di concorrenzialità nei mercati in esame potrebbe ridurre l efficienza produttiva e la propensione dell operatore notificato ad effettuare investimenti, a scapito della qualità dei servizi finali. 439. Inoltre, come argomentato nel paragrafo 4.2, l integrazione verticale di Telecom Italia e la sua posizione dominante nei mercati dell accesso sia all ingrosso, sia al dettaglio, consente a quest ultima di adottare comportamenti anticompetitivi volti ad escludere i concorrenti agendo sulla disponibilità e sulle condizioni di fornitura tecniche ed economiche dei fattori produttivi indispensabili agli operatori alternativi per competere nei mercati dell accesso al dettaglio. Un ulteriore azione anticompetitiva dell operatore integrato potrebbe essere quella di fornire l input intermedio congiuntamente ad altri input non necessari e non richiesti dall impresa concorrente (bundling/tying), al fine di accrescere significativamente i costi di quest ultima (strategia cosiddetta di raising rivals costs) e di precludere il mercato finale. 440. Da ultimo, Telecom Italia potrebbe essere indotta ad estendere la propria dominanza nei mercati dell accesso al dettaglio sui mercati orizzontalmente collegati, attraverso, inter alia, la pratica dei sussidi incrociati, fissando prezzi ingiustificatamente elevati per i servizi di accesso per sovvenzionare il prezzo di altri servizi offerti in concorrenza con altre imprese al fine di conquistare (o difendere) quote di mercato nel settore collegato. L operatore potrebbe altresì far leva sul potere detenuto nella vendita dei servizi di accesso per imporre condizioni eccessivamente onerose anche nella vendita di altri beni attraverso la vendita congiunta di più prodotti (c.d. bundling dei servizi). 4.5. Valutazione dell efficacia della regolamentazione dei mercati dell accesso all ingrosso 441. L Autorità ritiene che gli obblighi regolamentari proposti nei mercati dell accesso all ingrosso, con riferimento sia ai servizi di accesso fisico e virtuale (in rame ed in fibra ottica) sia al servizio di WLR, possano considerarsi sufficienti a risolvere gran parte Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 145
delle problematiche competitive individuate nei mercati al dettaglio, in particolare quelle di vertical leveraging. 442. Difatti, come già argomentato, l obbligo di accesso ai servizi di accesso fisico, virtuale e di WLR, che costituiscono input essenziali per concorrere nei mercati dell accesso al dettaglio, previene il rischio di foreclosure di tali mercati derivante dal possibile rifiuto dell incumbent di fornire tali input. 443. Il suddetto obbligo di accesso, inoltre, unitamente agli obblighi di non discriminazione, trasparenza e separazione contabile appare in grado di prevenire anche pratiche anticoncorrenziali di Telecom Italia consistenti nell applicazione di condizioni tecniche di fornitura (provisioning e standard qualitativi) o di condizioni economiche discriminatorie nei confronti degli operatori alternativi rispetto a quelle applicate alle proprie divisioni interne. La regolamentazione dei mercati all ingrosso proposta è tra l altro rafforzata, proprio sotto il profilo delle garanzie di non discriminazione, dalla presenza nella struttura organizzativa di Telecom Italia della divisione Open Access, a cui sono assegnate le attività relative alla fornitura dei servizi di accesso all ingrosso, e dagli Impegni che, essendo misure direttamente connesse ed accessorie agli obblighi regolamentari, ne rafforzano la portata anche attraverso un apposito sistema di governance al fine di garantire una effettiva parità di trattamento ai servizi di accesso all ingrosso. Gli obblighi di separazione amministrativa rafforzati dalle misure contenute negli Impegni dovrebbero, inoltre, evitare che si creino situazioni di discriminazione nei mercati dell accesso al dettaglio derivanti dallo scambio di informazioni tra le divisioni di Telecom Italia preposte alla fornitura dei servizi di accesso agli operatori alternativi e quelle preposte alla vendita dei servizi agli utenti finali. L obbligo di pubblicare le offerte dei servizi di accesso all ingrosso con un determinato livello di dettaglio e disaggregazione delle condizioni tecnico-economiche, appare sufficiente ad impedire la messa in atto della strategia di raising rivals costs. 444. Inoltre l Autorità ritiene che la regolamentazione proposta con riferimento ai servizi di accesso all ingrosso sia idonea a disincentivare Telecom Italia a fissare prezzi eccessivi per le linee di accesso al dettaglio. La disponibilità dei servizi di accesso fisico e virtuale all ingrosso nonché del servizio di WLR a prezzi regolamentati consente, infatti, agli operatori alternativi che necessitano di questi servizi di competere profittevolmente nei mercati dell accesso al dettaglio. 445. Per quanto concerne le restanti problematiche competitive legate all esercizio del potere di mercato nei singoli mercati al dettaglio in esame, nonché all horizontal leveraging, i rimedi esistenti a livello wholesale appaiono necessari ma non sufficienti a risolvere le criticità evidenziate. Ad esempio Telecom Italia potrebbe adottare pratiche di price squeeze agendo unicamente sul livello dei propri prezzi al dettaglio o sfruttare il proprio potere di mercato per discriminare ingiustificatamente determinati clienti finali o ancora per estenderlo a mercati orizzontalmente collegati attraverso la vendita in bundle di più servizi a condizioni tecniche ed economiche non replicabili da parte di un operatore alternativo efficiente. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 146
4.6. Proposta di regolamentazione dei mercati dell accesso al dettaglio 446. Alla luce delle considerazioni riportate nel paragrafo precedente, l Autorità ritiene che la regolamentazione proposta a livello wholesale tuteli il consumatore finale dal rischio che Telecom Italia pratichi prezzi eccessivi e che pertanto non giustifichi l imposizione di obblighi di controllo dei prezzi fermo restando che ciò non possa in ogni caso pregiudicare le previsioni a tutela delle c.d. fasce sociali (delibera n. 314/00/CONS) e, più in generale, quelle in materia di servizio universale, con specifico riferimento alla garanzia di fornitura ad un prezzo accessibile (art. 53, comma 2 del Codice) sull intero territorio nazionale. 447. Inoltre, al fine di garantire che le offerte di servizi di accesso al dettaglio per fonia di Telecom Italia siano replicabili da parte di un operatore alternativo efficiente e non siano predatorie, l Autorità ai sensi dell art. 67 del Codice ritiene opportuno monitorare i prezzi praticati da Telecom Italia nel mercato in esame. A tal fine, l Autorità ritiene che Telecom Italia debba continuare ad essere sottoposta all obbligo di comunicazione preventiva delle condizioni di offerta dei propri servizi di accesso al dettaglio, nonché all obbligo di predisporre dei prospetti contabili volti alla verifica dei costi sottostanti alla fornitura del servizio di accesso al dettaglio. Sulla base delle suddette informazioni, l Autorità valuterà le condizioni economiche proposte da Telecom Italia attraverso i test di prezzo definiti dalla delibera n. 499/10/CONS. 448. L Autorità conferma l orientamento espresso nell ambito della delibera n. 731/09/CONS secondo cui la comunicazione all Autorità delle offerte deve avvenire non meno di trenta giorni prima della loro commercializzazione in considerazione del fatto che una comunicazione meno tempestiva, difatti, potrebbe non rendere possibile la verifica delle offerte. Per quanto concerne invece le offerte presentate nell ambito di procedure di selezione ad evidenza pubblica promosse da clienti privati o nell ambito di gare per pubblici appalti, l Autorità ritiene che l obbligo di comunicazione preventiva di tali offerte rischierebbe di svantaggiare ingiustificatamente Telecom Italia rispetto agli operatori non soggetti a tale obbligo. L Autorità, quindi, ritiene che Telecom Italia, in questi casi, debba semplicemente comunicare l avvenuta aggiudicazione dei contratti entro 30 giorni dalla stipula del contratto stesso. La verifica delle condizioni contrattuali di offerta potrà essere svolta d ufficio dall Autorità o su segnalazione di un operatore alternativo. L Autorità dovrà pronunciarsi sul rispetto dei test di prezzo delle offerte presentate nell ambito delle procedure ad evidenza pubblica entro 30 giorni dal ricevimento della segnalazione. 449. L Autorità ritiene, dunque, che la regolamentazione dei servizi all ingrosso esistente, unitamente alla previsione dei test di prezzo sulle offerte retail ed alla normativa in materia di servizio universale e fasce sociali siano sufficienti a fronteggiare le problematiche concorrenziali individuate nei mercati dell accesso al dettaglio. Si ritiene dunque opportuno che Telecom Italia decida liberamente sul prezzo da applicare ai propri servizi di accesso al dettaglio seppur nei limiti derivanti dall applicazione dei test di prezzo, che garantiscono agli operatori alternativi la Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 147
replicabilità delle suddette offerte, nonché dall applicazione delle norme in materia di servizio universale e di fasce sociali, che assicura agli utenti finali che versano in condizioni disagiate o ubicati in zone remote del territorio nazionale di potere comunque acquistare il servizio ad un prezzo accessibile. 450. Con riferimento all obbligo di contabilità dei costi, ai sensi dell art. 67 del Codice, l Autorità ritiene che Telecom Italia debba riportare, nella propria contabilità regolatoria, i rendiconti del capitale impiegato ed i conti economici in via separata per i servizi di accesso rivolti alla clientela residenziale e per quelli rivolti alla clientela non residenziale. 451. Inoltre, al fine di tutelare sia gli operatori alternativi sia i clienti finali da pratiche di discriminazione dei prezzi, ai sensi dell art. 67 del Codice, l Autorità ritiene proporzionato mantenere l obbligo in capo a Telecom Italia di non privilegiare ingiustamente determinati clienti finali. Si ritiene, a questo proposito, che non possano essere consentite, inter alia, offerte volte esclusivamente all acquisizione della clientela di uno specifico operatore concorrente o rivolte ad utenti che abbiano già espresso la volontà di passare ad altro operatore. Si ritiene tuttavia opportuno consentire a Telecom Italia di offrire differenti condizioni economiche e tecniche a differenti gruppi di utenti, ma solo a condizione che tali differenze secondo il giudizio dell Autorità siano giustificate in modo oggettivo, come ad esempio nel caso delle c.d. fasce sociali di cui alla delibera 314/00/CONS. Le categorie di utenti che versano in particolari condizioni di disagio economico e sociale appaiono, infatti, meritevoli di condizioni economiche agevolate per l accesso al servizio di telefonia vocale. 144 Telecom Italia, pertanto, dovrà garantire loro, in conformità con la normativa vigente, condizioni tariffarie speciali operando in tal modo una differenziazione delle proprie offerte tariffarie per gruppi di utenti basata sul principio della tutela sociale. 452. Infine, l Autorità ritiene che Telecom Italia possa accorpare i servizi offerti, purché, ai sensi dall art. 67 del Codice, tale forma di accorpamento, non avvenga in modo indebito e sia volta a porre in atto strategie di horizontal leveraging. Attraverso l imposizione di quest obbligo l Autorità intende, da un lato, garantire efficienze a Telecom Italia, che potrà conseguire le economie di varietà derivanti dalla fornitura congiunta di più servizi, ed ai clienti finali, che potranno beneficiare di una riduzione dei costi di transazione. Dall altro lato, l Autorità intende comunque garantire sia la possibilità ai clienti finali di acquistare anche separatamente i singoli servizi inclusi in offerte di bundle di servizi, per evitare che essi possano incorrere in costi eccessivi e non giustificati, sia la replicabilità delle offerte bundle di Telecom Italia da parte di un 144 Del resto gli utenti che rientrano in queste categorie di utenti appaiono particolarmente meritevoli di tutela dal momento che, in virtù dei limitati consumi, difficilmente sono in grado di avvantaggiarsi dei benefici della concorrenza tariffaria. Difatti, questi utenti raramente riescono a sviluppare il traffico necessario a rendere conveniente il passaggio alle offerte di servizi degli operatori alternativi che, nella maggior parte dei casi, prevedono bundle di servizi e sono tariffate in maniera flat. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 148
operatore alternativo efficiente. Alla luce di tali obiettivi l Autorità ritiene che Telecom Italia, nell offrire congiuntamente i servizi di accesso per i clienti residenziali e non residenziali con altri servizi di comunicazione elettronica, debba aggregare tali servizi in modo ragionevole, garantire che i servizi oggetto dell offerta congiunta siano acquistabili separatamente dal cliente finale e sottoporre le condizioni economiche dell offerta all Autorità trenta giorni prima della relativa commercializzazione, così come previsto per le offerte di singoli servizi di accesso. L Autorità verificherà la non predatorietà delle offerte di bundle di servizi, nonché la replicabilità delle stesse da parte di un operatore alternativo efficiente, ricorrendo, anche in questo caso, ai test di prezzo definiti dalla delibera n. 499/10/CONS. La ragionevolezza dell offerta, invece, dovrà essere valutata sulla base della contiguità merceologica dei beni aggregati e della loro appartenenza a mercati sottoposti a regolamentazione ex-ante. 453. Infine, sebbene l analisi svolta per la definizione della dimensione geografica dei mercati nn. 1a ed 1b abbia mostrato l esistenza di aree geografiche, corrispondenti a 128 Comuni ubicati in 40 Provincie italiane, che presentano un livello concorrenziale differente rispetto al resto del territorio italiano, non si ritiene opportuno introdurre una differenziazione geografica degli obblighi proposti in capo a Telecom Italia, così come previsto invece per gli obblighi relativi al mercato dei servizi di accesso a banda larga all ingrosso. Infatti, si ritiene che gli obblighi previsti in capo a Telecom Italia nel mercato al dettaglio, da un lato, non siano particolarmente gravosi per l operatore e, dall altro, siano necessari per garantire l efficacia di alcuni obblighi imposti nei mercati all ingrosso. Con particolare riferimento agli obblighi di comunicazione preventiva delle offerte commerciali e di contabilità dei costi, si evidenzia che tali misure sono necessarie al fine di verificare attraverso il test di prezzo il pieno rispetto dell obbligo di non discriminazione imposto nei mercati all ingrosso. D12. Si condivide l orientamento dell Autorità in merito alla: i) valutazione delle problematiche competitive esistenti nei mercati dell accesso al dettaglio; ii) valutazione dell efficacia della regolamentazione dei mercati dell accesso all ingrosso; iii) regolamentazione proposta nei mercati dell accesso al dettaglio? Tutto ciò premesso e considerato, UDITA la relazione del Commissario, relatore ai sensi dell articolo 31 del Regolamento concernente l organizzazione ed il funzionamento dell Autorità; Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 149
DELIBERA TITOLO I DEFINIZIONE DEI MERCATI RILEVANTI E VALUTAZIONE DEL SIGNIFICATIVO POTERE DI MERCATO Art. 1 Definizioni Ai fini del presente provvedimento si intende per: a. Autorità : l Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, istituita dall art. 1, comma 1, della legge 31 luglio 1997, n. 249; b. Codice : il Codice delle comunicazioni elettroniche adottato con Decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259, come modificato dal decreto legislativo 28 maggio 2012, n. 70; c. operatore notificato : l operatore identificato, ai sensi dell art. 52 del Codice, come operatore avente significativo potere di mercato in uno o più mercati rilevanti oggetto del presente provvedimento; d. operatore alternativo : un impresa, diversa dall operatore notificato (Other Authorised Operators o OAOs), autorizzata a fornire una rete pubblica di comunicazioni elettroniche, o una risorsa correlata; e. clienti residenziali : le persone fisiche residenti in abitazioni private che generalmente acquistano i servizi per finalità diverse da quelle imprenditoriali o professionali e che riportano il proprio codice fiscale sul contratto sottoscritto con l operatore; f. clienti non residenziali : le persone giuridiche che acquistano i servizi per finalità di tipo imprenditoriale o professionale e che riportano sul contratto la partita IVA; g. servizi correlati : i servizi associati alla funzione d uso dell accesso alla rete telefonica pubblica in postazione fissa, ovvero quella di effettuare e/o ricevere chiamate telefoniche; h. rete locale : il circuito fisico che collega il punto terminale della rete (tipicamente presso il domicilio dell abbonato) al permutatore o ad un impianto equivalente nella centrale locale della rete pubblica di comunicazioni elettroniche; i. sottorete locale : una rete locale parziale che collega il punto terminale della rete (tipicamente nella sede dell abbonato) ad un punto di concentrazione o ad un determinato punto di accesso intermedio della rete pubblica locale di comunicazioni elettroniche (tipicamente di giunzione tra rete primaria e secondaria); Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 150
j. punto di concentrazione : un punto della rete equipaggiato per l attestazione di collegamenti fisici e per l installazione di telai idonei ad alloggiare apparati e cavi; k. servizio di accesso disaggregato alla rete locale in rame : l insieme dei servizi di accesso completamente disaggregato alla rete locale, di accesso condiviso alla rete locale in rame e di accesso alla sottorete in rame, di servizio di accesso disaggregato virtuale, di servizio di unbundling dati, di servizio di unbundling virtuale; l. servizio di accesso completamente disaggregato alla rete locale (c.d. full unbundling o ULL): fornitura dell accesso alla rete locale dell operatore di accesso con l uso dell intero spettro delle frequenze disponibile; m. servizio di accesso disaggregato alla sottorete locale (c.d. sub-loop unbundling o SLU): il servizio consistente nella fornitura dell accesso alla sottorete locale in rame dell operatore di accesso con l uso dell intero spettro delle frequenze disponibile; n. servizio di accesso disaggregato virtuale (c.d. VULA) : il servizio consistente nella fornitura dell accesso virtuale alla rete locale che comprende la fornitura della capacità trasmissiva dalla sede dell abbonato alla centrale locale della rete in fibra, per mezzo di un apparato attivo, con interfaccia di consegna Ethernet; o. servizio di accesso condiviso (c.d. shared access): fornitura dell accesso alla porzione superiore dello spettro disponibile sulla rete locale dell operatore di accesso; la porzione inferiore dello spettro continua ad essere utilizzata per la fornitura di servizi di fonia vocale; p. servizio di unbundling dati : fornitura dell accesso alla porzione superiore dello spettro disponibile sulla rete locale dell operatore di accesso. In questo caso la porzione inferiore dello spettro non viene utilizzata per la fornitura al pubblico di servizi di fonia vocale; q. servizio di unbundling virtuale (c.d. VULL): servizio di gestione commerciale temporanea di un cliente finale, che continua a rimanere fisicamente attestato alla rete dell operatore di accesso; il servizio è offerto nel caso in cui l operatore alternativo formula una richiesta di accesso disaggregato che non può essere evasa per una temporanea mancanza di risorse fisiche; r. servizio di co-locazione : il servizio che consente ad un operatore alternativo di disporre di spazi, presso le centrali dell operatore notificato e presso i punti di concentrazione; s. servizio di prolungamento dell accesso in fibra ottica : il servizio che consiste nella fornitura e nella manutenzione da parte dell operatore notificato di un cavo in fibra ottica tra una centrale locale dell operatore di accesso ed un centro di commutazione e trasmissione di livello gerarchico immediatamente Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 151
superiore oppure tra una centrale locale ed un altra centrale locale verso cui esistono portanti e cavidotti diretti, qualora non sia possibile offrire il servizio di prolungamento dell accesso presso il centro di commutazione e trasmissione di livello gerarchico immediatamente superiore di pertinenza della prima centrale locale; t. servizio di accesso alla fibra spenta : il servizio di fornitura e manutenzione di tratte continue di fibra ottica posate nella rete di accesso e nella rete metropolitana di backhauling; il servizio include l uso delle infrastrutture civili correlate per l accesso alla fibra spenta e le eventuali attività di giunzione delle singole tratte necessarie a soddisfare la specifica richiesta e non comprende gli apparati trasmissivi; u. servizi accessori all accesso disaggregato alla rete locale : comprendono i servizi di co-locazione (con fornitura di energia e condizionamento), di prolungamento dell accesso con portante in fibra; v. servizio di manutenzione correttiva : le attività di intervento per la risoluzione di problemi tecnici richieste attraverso una segnalazione di guasto da parte del cliente finale (attività di assurance); w. stadio di linea aperto ai servizi di accesso disaggregato : stadio di linea della rete di Telecom Italia per il quale almeno un operatore ha firmato il verbale di consegna dello stadio di linea e sono attive almeno 50 linee in modalità unbundling/shared access ai clienti finali; x. Wholesale Line Rental (di seguito WLR): il servizio di vendita del canone all ingrosso; y. servizio bitstream (o di flusso numerico) : il servizio consistente nella fornitura da parte dell operatore di accesso alla rete di comunicazione elettronica pubblica fissa della capacità trasmissiva tra la postazione di un utente finale ed il punto di presenza di un operatore o Internet Service Provider (ISP) che vuole offrire il servizio a banda larga all utente finale; z. bitstream asimmetrico su linea condivisa : servizio bitstream su linea fisica sulla quale il cliente finale fruisce, mediante utilizzo della porzione inferiore dello spettro della coppia in rame anche del servizio telefonico su tecnologia PSTN (POTS/ISDN); aa. bitstream asimmetrico su linea dedicata (naked bitstream) : servizio bitstream fornito su linea fisica sulla quale il cliente finale non usufruisce, mediante utilizzo della porzione inferiore della coppia in rame, del servizio telefonico su tecnologia PSTN. Tale servizio è offerto su linea non attiva o su linea attiva sulla quale il servizio telefonico è stato cessato dall utente finale in seguito all attivazione del servizio bitstream; bb. servizi accessori al bitstream ed al WLR : i servizi connessi alla commercializzazione degli stessi; Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 152
cc. dd. ee. ff. gg. hh. ii. jj. kk. ll. mm. nn. oo. DSLAM : l apparato dedicato alla terminazione di accessi in tecnologia xdsl e alla multiplazione dei flussi dati dei singoli clienti ad esso attestati; Optical Distribution Frame (ODF): l apparato di permutazione per le fibre ottiche posto nella centrale locale della rete in fibra ottica; Optical Line Termination (OLT): l apparato di multiplazione generalmente collocato nella centrale locale della rete in fibra ottica; area di raccolta : l area afferente all insieme degli apparati di multiplazione (OLT) direttamente attestati ad uno stesso Punto di Consegna (PdC); area di raccolta ATM : ciascuna delle aree in cui è suddiviso il territorio nazionale per la fornitura del servizio bitstream su rete ATM sulla base dell architettura di rete di Telecom Italia, e nella quale è presente almeno un punto di interconnessione per la consegna del traffico proveniente da un apparato di multiplazione (DSLAM) situato nella stessa Area di Raccolta; macroarea di raccolta : ciascuna delle trenta aree in cui è suddiviso il territorio nazionale per la fornitura del servizio bitstream su rete NGA e nella quale è presente almeno un punto di interconnessione per la consegna del traffico proveniente dalle aree di raccolta appartenenti alla stessa macroarea; Macro Area Ethernet : ciascuna delle aree in cui è suddiviso il territorio nazionale per la fornitura del servizio bitstream su rete Gigabit Ethernet sulla base dell architettura di rete di Telecom Italia e nella quale è presente almeno un punto di interconnessione per la consegna del traffico proveniente da un apparato di multiplazione (DSLAM) situato nella stessa Macro Area; nodi feeder : i feeder Ethernet che rappresentano gli elementi di commutazione dati utilizzati come Punti di Consegna (PdC); tali feeder assumono, a seconda dei casi, funzionalità di nodo Ethernet di tipo parent o distant; feeder Ethernet con funzionalità di nodo parent (di primo livello): il nodo feeder Ethernet deputato alla raccolta del traffico originato dagli utenti connessi agli OLT attestati direttamente allo stesso; feeder Ethernet con funzionalità di tipo distant (di secondo livello): il feeder Ethernet deputato alla raccolta del traffico originato dagli utenti connessi agli altri nodi feeder Ethernet contenuti nella stessa macroarea; Virtual Circuit (VC) : circuito virtuale della rete ATM caratterizzato da una classe di servizio (UBR, ABR senza congestione, VBR-rt e CBR) e da parametri di configurazione di banda massima, minima e dichiarata (PCR, MCR, SBR); Virtual Path (VP) : percorso virtuale della rete ATM che racchiude un certo numero di VC caratterizzati dai medesimi parametri tecnici; servizio di trasporto di primo livello o backhauling : il servizio di trasporto dati, a livello di area di raccolta, costituito dalla fornitura dei collegamenti tra Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 153
pp. qq. rr. ss. tt. uu. vv. ww. xx. yy. zz. aaa. gli apparati di multiplazione ubicati nella centrale locale ed il feeder di primo livello cui sono direttamente attestati; servizio di trasporto di secondo livello : il servizio di trasporto dati costituito dai collegamenti tra i nodi feeder appartenenti a distinte aree di raccolta all interno della stessa macroarea; servizio di trasporto long distance : il servizio consistente nel trasporto tra macroaree Ethernet; reti di accesso di nuova generazione (NGAN): le reti di accesso cablate costituite in tutto o in parte da elementi ottici ed in grado di fornire servizi d accesso a banda larga con caratteristiche più avanzate (quale una maggiore capacità di trasmissione) rispetto a quelle fornite tramite le reti in rame esistenti; infrastrutture di posa : le infrastrutture civili per la realizzazione di canali trasmissivi di backhauling basati su portanti fisici nonché di reti di accesso in fibra, quali cavidotti (cunicoli, tubazioni), pozzetti, camerette, pali, tralicci, recinti per shelter, etc.; condotto : la conduttura o il tubo sotterraneo utilizzato per alloggiare fibre ottiche, cavi in rame o coassiali di reti principali o di accesso; pozzetti : le aperture, generalmente dotate di una copertura, attraverso le quali è possibile accedere ad uno spazio sotterraneo utilizzato come punto di accesso per effettuare collegamenti incrociati o lavori di manutenzione su cavi sotterranei di comunicazione elettronica; segmento di terminazione : il segmento di rete che collega la borchia localizzata all interno dell abitazione dell utente finale al primo punto di distribuzione; tale segmento di terminazione comprende il cablaggio verticale all interno dell edificio, ed eventualmente il cablaggio orizzontale fino a un divisore ubicato nel seminterrato dell edificio o in un pozzetto in prossimità dello stesso, posizionato all interno o all esterno della proprietà privata; rete ottica primaria : la porzione di rete che si estende dalla centrale locale di accesso, esclusa la tratta di accesso alla centrale, fino al primo punto di giunzione (punto di giunzione intermedio); rete ottica secondaria : la porzione di rete che collega, a partire dal punto di giunzione intermedio, la rete ottica primaria alla tratta di adduzione; tratta di adduzione : la porzione di infrastruttura di posa (costituita da pozzetti e cunicoli) che ospita i cavi di raccordo tra la rete di distribuzione ottica secondaria ed il punto dove comincia il cablaggio verticale del palazzo; punto di terminazione di edificio (PTE): il punto di distribuzione generalmente posto alla base dell edificio, o appena al di fuori dello stesso, da cui inizia il segmento di terminazione; cameretta : un pozzetto atto al raccordo di tratte di cavi in tubazione; Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 154
bbb. ccc. ddd. eee. fff. ggg. hhh. iii. jjj. kkk. lll. cameretta zero : la prima cameretta posta all uscita della centrale locale che raccorda tutti i cavi che fuoriescono dalla centrale; tratta di accesso alla centrale : la porzione di infrastruttura di posa che si estende dalla centrale locale alla rete ottica primaria che include la cameretta zero situata alla base delle centrali, i pozzetti che si incontrano immediatamente dopo la cameretta zero ed i cunicoli tra queste due infrastrutture; rete FTTH (Fiber To The Home) : una rete di accesso che impiega portanti trasmissivi in fibra ottica per tutta l estensione della tratta che va dall ODF alla borchia di utente; tale rete FTTH può essere realizzata secondo una architettura Point-to-Point oppure punto-multipunto (GPON); rete FTTB (Fiber To The Building) : una rete di accesso che impiega portanti trasmissivi in fibra ottica a partire dall ODF fino alla base dell edificio o nelle sue immediate vicinanze e comunque a valle dell ultimo distributore della rete di accesso in rame; il rilegamento dell utente finale è realizzato attraverso l impiego di portanti trasmissivi in rame; rete FTTN (Fiber To The Node) : una rete di accesso che impiega portanti trasmissivi in fibra ottica a partire dall ODF sino ad un nodo intermedio e portanti trasmissivi in rame per rilegare tale nodo e l utente finale; il nodo intermedio può coincidere con l armadio ripartilinea della rete di accesso in rame oppure può essere ubicato in un punto più a valle, comunque non oltre l ultimo distributore secondario della attuale rete di accesso in rame; linea attiva : la linea della rete di accesso di Telecom Italia in uso, al momento della richiesta di attivazione o di migrazione, da parte di un cliente finale della stessa Telecom Italia o di un altro operatore; linea non attiva : la linea della rete di accesso di Telecom Italia non utilizzata da alcun cliente finale al momento della richiesta di attivazione e per la cui attivazione si rendono necessari uno o più interventi tecnici presso la rete di accesso, che possono riguardare anche la tratta verticale di edificio; kit di consegna : l insieme degli apparati e dei collegamenti necessari alla consegna dei servizi intermedi acquistati dagli operatori presso il nodo parent/distant della rete di Telecom Italia; tale kit di consegna rappresenta un servizio accessorio per la fornitura dei servizi di accesso all ingrosso; vectoring : la tecnica di trasmissione applicabile nell ambito delle reti di nuova generazione in architettura FTTC alle tecnologie VDSL e VDSL2 volta a ridurre le interferenze che si determinano con la trasmissione di segnali elettrici attraverso cavi in rame; Wireless Local Loop (WLL) : il servizio consiste nel collegamento radioelettrico tra la sede di utente ed il primo nodo di rete dell operatore; Impegni : gli impegni presentati da Telecom Italia S.p.A. ai sensi della legge 248/06 ed approvati dall Autorità con delibera n. 718/08/CONS. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 155
Per quanto applicabili, valgono le definizioni di cui all art. 1 del Codice. Art. 2 Identificazione dei mercati rilevanti 1. Sono identificati i seguenti quattro mercati rilevanti: i) mercato dei servizi di accesso alla rete telefonica pubblica in postazione fissa per clienti residenziali; ii) mercato dei servizi di accesso alla rete telefonica pubblica in postazione fissa per clienti non residenziali; iii) mercato dei servizi all ingrosso di accesso fisico alle infrastrutture di rete in postazione fissa; iv) mercato dei servizi di accesso (virtuale) a banda larga all ingrosso. 2. I mercati dell accesso al dettaglio alla rete telefonica pubblica in postazione fissa per clienti residenziali e non residenziali, di cui ai punti i) e ii) del comma 1, sono definiti come la domanda e l offerta, rispettivamente rivolta ai clienti residenziali e non residenziali, di una connessione o di un accesso (in postazione fissa o indirizzo fisso) alla rete telefonica pubblica allo scopo di effettuare e/o ricevere chiamate telefoniche ed accedere ai servizi correlati. 3. Il mercato dei servizi all ingrosso di accesso fisico alle infrastrutture di rete in postazione fissa, di cui al punto iii) del comma 1, è definito come la domanda e l offerta dei servizi all ingrosso di accesso fisico alle infrastrutture di rete in postazione fissa, forniti mediante l utilizzo delle tecnologie su rame, su fibra ottica e WLL. 4. Il mercato dei servizi di accesso (virtuale) a banda larga all ingrosso, di cui al punto iv) del comma 1, è definito come la domanda e l offerta dei servizi all ingrosso di accesso virtuale alla rete fissa, forniti mediante l utilizzo delle tecnologie su rame, su fibra ottica e WLL. 5. I mercati rilevanti, di cui al comma 1, hanno tutti dimensione geografica nazionale. Art. 3 Identificazione degli operatori aventi significativo potere di mercato 1. In tutti i mercati di cui all Art. 2 non sussistono condizioni di concorrenza effettiva. 2. Telecom Italia è identificato quale operatore detentore di significativo potere di mercato in tutti i mercati di cui all Art. 2 della presente delibera. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 156
TITOLO II - OBBLIGHI IN CAPO ALL OPERATORE NOTIFICATO QUALE AVENTE SMP Capo I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 4 Obblighi in carico all operatore notificato quale avente Significativo Potere di Mercato 1. Ai sensi del Codice, delle leggi n. 481 del 14 novembre 1995 e n. 249 del 31 luglio 1997, sono imposti a Telecom Italia, in qualità di operatore avente significativo potere di mercato nei mercati rilevanti di cui all Art. 2 della presente delibera, gli obblighi di cui al presente Titolo. 2. Le condizioni attuative degli obblighi imposti al presente Titolo II sono descritte nel Titolo III. Capo II Obblighi relativi ai mercati dell accesso all ingrosso Art. 5 Obblighi in materia di accesso e di uso di determinate risorse di rete accesso fisico all ingrosso 1. Ai sensi dell art. 49 del Codice, Telecom Italia è soggetta all obbligo di fornire accesso e di garantire l uso delle risorse della propria rete di accesso locale in rame ed in fibra ottica, come specificato nei commi successivi. 2. Telecom Italia è soggetta all obbligo di fornire agli operatori alternativi i seguenti servizi di accesso fisico alla propria rete locale in rame: i) servizio di accesso completamente disaggregato alla rete locale (ULL); ii) servizio di accesso disaggregato alla sottorete locale (SLU) salvo nelle aree di armadio ed alle condizioni indicate al successivo comma 4 e iii) servizio di accesso condiviso (SA). 3. Nel caso di installazione di una rete di tipo FTTN, Telecom Italia è tenuta a fornire il servizio di accesso disaggregato alla sottorete locale in rame, anche nel caso in cui il punto di concentrazione sia differente dall armadio di distribuzione della rete in rame esistente. 4. In corrispondenza degli armadi di strada presso i quali il servizio di SLU non è attivo o in corso di attivazione e presso i quali Telecom Italia ha comunicato, ai sensi del successivo Art. 52, comma 1, di voler implementare la tecnica di vectoring, Telecom Italia non è obbligata ad offrire il servizio di accesso disaggregato alla sottorete locale sempre che fornisca agli operatori alternativi richiedenti l accesso alla sottorete locale un servizio di accesso disaggregato Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 157
virtuale di tipo VULA (Virtual Unbundling Local Access) in corrispondenza dell armadio di strada. 5. Qualora Telecom Italia non dovesse implementare tecniche di vectoring e non rendesse disponibili ai clienti finali le relative offerte retail entro un anno dalla comunicazione relativa all implementazione del vectoring di cui all Art. 52, comma 1, l obbligo di fornitura del servizio di SLU è ripristinato. 6. Telecom Italia è soggetta all obbligo di fornire agli operatori alternativi i seguenti servizi di accesso fisico alla propria rete locale in fibra ottica: i) accesso alle infrastrutture di posa; ii) accesso alla fibra spenta; iii) accesso al segmento di terminazione, iv) accesso disaggregato alla rete in fibra a livello di centrale locale laddove ciò risulti essere tecnicamente possibile e v) servizio end-to-end. 7. Telecom Italia deve assicurare l accesso alle infrastrutture di posa e alla fibra spenta nelle tratte primaria e secondaria nonché nelle tratte di adduzione e di accesso alla centrale, secondo le modalità indicate nei commi seguenti. 8. Telecom Italia è soggetta all obbligo di fornire accesso al segmento di terminazione in fibra, per le porzioni della propria rete di accesso per le quali adotta l architettura FTTH, ed in rame, per le porzioni della propria rete di accesso per le quali adotta l architettura FTTB. Nel caso in cui Telecom Italia non abbia installato né una rete FTTH né una rete FTTB, l operatore alternativo può comunque richiedere l accesso al segmento di terminazione in rame, il quale è concesso, previo studio di fattibilità, salvo il caso di oggettivi ostacoli tecnici debitamente documentati. 9. Al fine di consentire più livelli di disaggregazione della rete di accesso in fibra di Telecom Italia, quest ultima offre i seguenti servizi di: a. accesso ai cavidotti situati nella tratta di accesso alla centrale ed alla fibra spenta in centrale; b. accesso ai cavidotti situati nelle tratte di rete primaria e secondaria; c. accesso alla fibra spenta dal punto di giunzione tra rete primaria e rete secondaria; d. giunzione della fibra spenta tra rete primaria e secondaria e presso il punto di terminazione di edificio; e. accesso ai cavidotti situati nella tratta di adduzione ed alla fibra spenta dal punto di terminazione di edificio; f. accesso al segmento di terminazione; g. co-locazione ed altri servizi accessori. 10. Telecom Italia pone in essere tutte le procedure necessarie al trasferimento dei clienti tra operatori, coerentemente con l architettura di rete ed i livelli di disaggregazione di cui al comma precedente. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 158
11. Telecom Italia è soggetta all obbligo di predisporre una soluzione di accesso disaggregato alla propria rete in fibra a livello di centrale locale, ove tecnicamente possibile. 12. Telecom Italia ha l obbligo di offrire un servizio autonomo di accesso end to end alla propria rete passiva, consistente nella fornitura congiunta ed unitaria dei servizi di cui al precedente comma 9, necessari a garantire all operatore alternativo l offerta di un servizio di connettività a banda ultralarga al cliente finale, nonché nella predisposizione di tutte le attività di provisioning ed assurance necessarie a tale scopo, quali, ad esempio, la qualificazione del servizio. Telecom Italia offre il servizio end to end garantendo una gestione coordinata ed efficiente dei singoli elementi che compongono il servizio. 13. Il servizio end to end di cui al comma precedente rappresenta, al momento, una modalità di fornitura dell accesso disaggregato alla rete locale in fibra a livello di centrale locale su linea attiva e su linea non attiva. L Autorità si riserva di rivedere l obbligo di fornitura del servizio end to end alla luce dell evoluzione della rete di Telecom Italia e dell effettiva disponibilità di soluzioni alternative di unbundling quali quelle basate sulle tecnologie WDM. 14. Telecom Italia è soggetta all obbligo di fornitura dei servizi accessori di colocazione presso le centrali locali della propria rete di accesso e presso i punti di concentrazione e del servizio di prolungamento dell accesso con portante in fibra ottica. 15. Telecom Italia fornisce i servizi di accesso fisico all ingrosso su rete in rame ed in fibra ottica indipendentemente dalla finalità d uso dell operatore richiedente sia su linee attive che su linee non attive. Art. 6 Obblighi in materia di accesso e di uso di determinate risorse di rete accesso a banda larga all ingrosso 1. Ai sensi dell art. 49 del Codice, Telecom Italia è soggetta all obbligo di fornire i servizi di accesso bitstream, anche in modalità naked, su rete in rame e in fibra ottica indipendentemente dall architettura di rete (FTTH, FTTB, FTTN) nonché i relativi servizi accessori. 2. Telecom Italia fornisce i servizi di accesso bitstream su rete in rame compresi i relativi servizi accessori con interconnessione ai nodi di commutazione della rete di trasporto (parent switch, distant switch, nodo remoto IP level). Telecom Italia fornisce altresì i servizi di accesso bitstream su rete in rame con interconnessione agli apparati di multiplazione (DSLAM), limitatamente ai siti non aperti ai servizi di accesso disaggregato e comunque per le tutte linee sulle quali, per cause tecniche, non è possibile fornire tali ultimi servizi. Quest ultima disposizione non trova applicazione qualora le cause tecniche che rendono impossibile la fornitura di Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 159
servizi di accesso disaggregato derivino da problemi legati alla continuità elettrica sulla coppia in rame. 3. Telecom Italia fornisce il servizio bitstream su rete in rame indipendentemente dalla tecnologia impiegata (ATM o Ethernet/IP), salvo che presso le centrali servite anche da DSLAM Ethernet dove, ai sensi di quanto previsto dalla delibera n. 94/12/CIR, i nuovi clienti sono attivati in Ethernet. Il servizio bitstream offerto su rete in rame in tecnologia Ethernet include sia componenti della rete di accesso sia componenti della rete di trasporto (backhaul) Ethernet fino al nodo di consegna. 4. Ai fini della fornitura del servizio di accesso bitstream su rete in rame con interconnessione al DSLAM fa fede la lista degli stadi di linea aperti ai servizi di accesso disaggregato inclusa nel database di cui all Art. 49. 5. Nelle aree dove è rimosso l obbligo di fornitura del servizio di accesso disaggregato alla sottorete locale in rame ai sensi dell Art. 5, comma 4, del presente provvedimento, Telecom Italia fornisce un servizio di accesso disaggregato virtuale di tipo VULA in corrispondenza dell armadio di strada. 6. Telecom Italia fornisce un servizio di accesso bitstream su rete in fibra ottica di livello 2 (Ethernet) di tipo GEA (Generic Ethernet Access) a livello di centrale locale, ossia un servizio di accesso disaggregato di tipo VULA ed i relativi servizi accessori. Tale servizio consiste nella fornitura dell accesso alla rete in fibra a livello di centrale locale per mezzo di un apparato attivo con interfaccia di consegna Ethernet. Il servizio presenta le seguenti caratteristiche: i) l accesso avviene a livello di centrale locale e non include componenti di backhaul; ii) la fornitura dell accesso è indipendente dal servizio fornito e garantisce sufficiente libertà di scelta della CPE (Customer Premises Equipment) fatte salve le esigenze di sicurezza ed integrità della rete ed i necessari requisiti circa l utilizzo di apparati conformi alla normativa internazionale; iii) il flusso trasmissivo Ethernet è consegnato all operatore alternativo in modalità a capacità dedicata al singolo cliente (un-contended connection); iv) il servizio consente un sufficiente controllo da parte dell operatore alternativo, anche da remoto, della linea di accesso al cliente. 7. Telecom Italia fornisce altresì un servizio bitstream su rete in fibra ottica di livello 2 (Ethernet) a livello di area di raccolta ed a livello di macroarea di raccolta, secondo le modalità indicate ai commi seguenti. Tale servizio, così come previsto al precedente comma 3 per l analogo servizio offerto su rete in rame, include sia componenti della rete di accesso, sia componenti della rete di trasporto (backhaul) Ethernet fino al nodo di consegna. 8. Telecom Italia fornisce i servizi bitstream Ethernet su rete in rame ed in fibra ottica a livello di area di raccolta ed i relativi servizi accessori, garantendo la consegna del traffico sull interfaccia della porta di tipo Ethernet presso il nodo feeder parent di competenza. Il servizio include il trasporto (backhaul) di primo livello. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 160
9. Telecom Italia fornisce il servizio di accesso bitstream su rete di accesso in rame ed in fibra a livello di macroarea di raccolta, compresi i relativi servizi accessori, garantendo la copertura del territorio nazionale mediante trenta macroaree di raccolta. 10. Telecom Italia consente agli operatori che si interconnettono ad uno qualunque dei nodi feeder all interno della macroarea di raccolta di poter raccogliere contemporaneamente il traffico proveniente: i) dall area di raccolta di competenza del feeder a cui l operatore è interconnesso acquistando il trasporto (backhaul) di primo livello; ii) dalle aree di raccolta di tutti gli altri feeder appartenenti alla stessa macroarea sostenendo, in tal caso, il costo del trasporto di primo livello cui si aggiunge il costo del trasporto di secondo livello dagli altri nodi feeder appartenenti alla stessa macroarea da cui si chiede la raccolta del traffico dati. 11. Telecom Italia fornisce su rete in fibra un servizio di trasporto di tipo long distance per la raccolta del traffico da nodi feeder appartenenti a macroaree differenti. 12. Telecom Italia offre il servizio bitstream di cui ai commi precedenti garantendo agli operatori la possibilità di definire la Classe di Servizio (CoS) di trasporto secondo quanto definito al Titolo III, Capo I del presente provvedimento. 13. Telecom Italia fornisce altresì un servizio di accesso bitstream su reti in fibra con consegna a livello IP. 14. Le indicazioni in merito alla disponibilità di risorse per i servizi bitstream sono fornite da Telecom Italia attraverso il sistema informatizzato di cui all Art. 49 del presente provvedimento. 15. Telecom Italia, nella fornitura dei servizi di bitstream su rete in rame e in fibra ottica, garantisce l accesso a tutte le modalità tecniche consentite dai propri apparati di rete e a tutte le funzionalità di configurazione, velocità di trasmissione, sistemi di gestione ed interfacce di interconnessione possibili sui propri apparati di rete e, in ogni caso, almeno a quelle impiegate per la fornitura dei propri servizi ai clienti finali. 16. Telecom Italia fornisce i servizi di accesso bitstream su rete in rame e in fibra ottica indipendentemente dalla finalità d uso dell operatore richiedente sia su linee attive che su linee non attive. Art. 7 Obblighi in materia di accesso e di uso di determinate risorse di rete Wholesale Line Rental 1. Ai sensi dell art. 49 del Codice, Telecom Italia è soggetta all obbligo di fornitura del servizio WLR, delle prestazioni associate e dei relativi servizi accessori, per le linee di accesso in rame, attive e non attive, afferenti agli stadi di linea non aperti ai servizi di accesso disaggregato e comunque per tutte le linee sulle quali, per cause Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 161
tecniche, non è possibile fornire tali servizi. Telecom Italia fornisce il servizio WLR, le prestazioni associate ed i servizi accessori indipendentemente dalla finalità d uso dell operatore richiedente. 2. Ai fini della fornitura del servizio WLR, fa fede la lista degli stadi di linea aperti ai servizi di accesso disaggregato inclusa nel database di cui all Art. 49 del presente provvedimento. Art. 8 Obblighi di trasparenza 1. Ai sensi dell art. 46 del Codice, Telecom Italia è soggetta all obbligo di trasparenza nell offerta di ciascun servizio che è tenuta a fornire ai sensi dell Art. 5, Art. 6 ed Art. 7 del presente provvedimento. 2. Telecom Italia ha l obbligo di pubblicare un Offerta di Riferimento con validità annuale per i seguenti servizi di accesso all ingrosso alla rete in rame: i) accesso completamente disaggregato alla rete locale (Full unbundling); ii) accesso disaggregato alla sottorete locale (Sub-loop unbundling); iii) accesso condiviso (Shared Access); iv) co-locazione ed altri servizi accessori ai servizi di accesso fisico; v) bitstream incluso il servizio VULA all armadio di strada e relativi servizi accessori; vi) WLR e relative prestazioni associate e servizi accessori. 3. Telecom Italia ha l obbligo di pubblicare un Offerta di Riferimento con validità annuale per i seguenti servizi di accesso all ingrosso alla rete in fibra ottica: i) accesso alle infrastrutture di posa; ii) accesso alla fibra spenta; iii) accesso disaggregato alla rete in fibra a livello di centrale locale laddove ciò risulti essere tecnicamente possibile; iv) servizio end-to-end; v) accesso al segmento di terminazione; vi) co-locazione ed altri servizi accessori ai servizi di accesso fisico; vii) bitstream e relativi servizi accessori. 4. Telecom Italia pubblica su base annuale, entro il 31 luglio di ciascun anno, le Offerte di Riferimento per i servizi di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo relative all anno successivo, che l Autorità provvede ad approvare con eventuali modifiche. L Offerta approvata ha validità a partire dal 1 gennaio dell anno di riferimento e gli effetti dell approvazione, ove non diversamente previsto, decorrono da tale data anche retroattivamente rispetto alla data di approvazione dell Offerta. A tal fine, nelle more dell approvazione dell Offerta di Riferimento, Telecom Italia pratica le ultime condizioni di offerta approvate dall Autorità. 5. Per l anno 2014 Telecom Italia pubblica le Offerte di Riferimento per i servizi di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo entro due mesi dalla pubblicazione del presente provvedimento. 6. Ciascuna Offerta di Riferimento predisposta ai sensi dei commi 2 e 3 del presente articolo, contiene una descrizione delle condizioni tecnico-economiche e delle Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 162
modalità di fornitura e ripristino dei servizi oggetto dell Offerta di Riferimento, sufficientemente dettagliate e disaggregate, garantite da adeguate penali. 7. Con riferimento alle condizioni tecniche di fornitura, per ciascuno dei servizi di cui ai commi 2 e 3, Telecom Italia predispone idonei Service Level Agreement (SLA), differenziati in SLA base e SLA premium, contenenti il dettaglio dei processi e dei tempi di provisioning e assurance per ciascun elemento dei servizi e degli standard di qualità adottati, corredati da congrue penali in caso di ritardato e/o mancato adempimento agli obblighi contrattuali. 8. In caso di circostanze eccezionali non prevedibili alla data della presentazione delle Offerte di Riferimento, Telecom Italia ha facoltà di introdurre modifiche delle condizioni tecniche e/o economiche di fornitura dei servizi di cui al comma 1 e dei relativi servizi accessori. In tale caso Telecom Italia è tenuta a comunicare per iscritto all Autorità la proposta di modifica dell offerta unitamente alle motivazioni tecniche ed economiche nonché le giustificazioni comprovanti l eccezionalità della circostanza e la non prevedibilità della stessa. La variazione dell offerta è soggetta ad approvazione con eventuali modifiche da parte dell Autorità. Art. 9 Obblighi di non discriminazione 1. Ai sensi dell art. 47 del Codice, Telecom Italia è soggetta all obbligo di non discriminazione nella fornitura di ciascun servizio di accesso all ingrosso alla rete in rame ed in fibra ottica di cui all Art. 5, Art. 6 ed Art. 7 del presente provvedimento. 2. Per la fornitura dei servizi di cui al comma precedente Telecom Italia applica condizioni di natura economica e tecnica equivalenti in circostanze equivalenti nei confronti di altri operatori che offrono servizi equivalenti e fornisce a questi ultimi servizi ed informazioni alle stesse condizioni garantite alle proprie funzioni commerciali, a società controllate, collegate e controllanti. 3. Con riferimento alle condizioni economiche dei servizi di cui al comma 1, Telecom Italia applica i medesimi prezzi sia agli operatori alternativi, sia alle proprie divisioni commerciali ed alle società controllate, collegate e controllanti. 4. Con riferimento alle condizioni tecniche di fornitura dei servizi di cui al comma 1, Telecom Italia fornisce i servizi mediante l impiego delle medesime tecnologie che essa stessa impiega nei servizi offerti alle proprie divisioni commerciali e alle società controllate, collegate e controllanti per la predisposizione dei servizi al dettaglio. 5. Telecom Italia garantisce agli operatori alternativi tempi di provisioning e assurance almeno equivalenti rispetto a quelli applicati alle proprie divisioni commerciali per la predisposizione dei servizi al dettaglio. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 163
6. Telecom Italia ai sensi dell art. 2, comma 12, lett. f) della legge n. 481 del 14 novembre 1995 e dell art. 1, comma 8, della legge n. 249 del 31 luglio 1997 garantisce adeguate misure di separazione amministrativa tra le proprie divisioni commerciali e le divisioni che erogano i servizi di cui al comma 1, volte a garantire il rispetto dell obbligo di non discriminazione. Art. 10 Obblighi di separazione contabile 1. Ai sensi dell art. 48 del Codice, Telecom Italia è soggetta all obbligo di separazione contabile per i mercati n. 4, n. 5, per il servizio WLR e per tutti i servizi ad essi appartenenti e le relative prestazioni accessorie. 2. Telecom Italia, per ciascuno dei mercati e dei servizi ad essi appartenenti forniti su rete in rame, in fibra ottica e su rete mista, indicati al comma 1, deve predisporre scritture contabili separate (Conto Economico e Rendiconto del Capitale Impiegato), che rendano trasparenti i prezzi dei servizi all ingrosso forniti ad altri operatori ed i prezzi dei trasferimenti interni (transfer charge). 3. Il Conto Economico ed il Rendiconto del Capitale Impiegato di sintesi dei servizi di accesso fisico all ingrosso (mercato n. 4), e relativi servizi accessori, riportano: a. i ricavi generati dalla fornitura dei servizi ad altri operatori; b. i ricavi figurativi generati dalla fornitura interna dei servizi di accesso fisico (indicando separatamente i transfer charge da WLR per i servizi di accesso fisico in rame, i transfer charge da servizi di accesso a larga banda all ingrosso distintamente su rete in rame ed su rete in fibra ottica, i transfer charge dai servizi di segmenti terminali di linee affittate distintamente su rete in rame e su rete in fibra ottica ed eventuali ulteriori transfer charge da altri servizi retail, esclusi quelli da servizi a banda larga retail e dai servizi appartenenti ai mercati nn. 1a e 1b); c. i costi operativi sostenuti per la produzione dei servizi; d. il capitale impiegato per la produzione dei servizi. 4. Il Conto Economico ed il Rendiconto del Capitale Impiegato di sintesi, di cui al comma precedente, sono costituiti dalla somma degli analoghi Conti Economici e Rendiconti del Capitale Impiegato dei singoli servizi appartenenti al mercato n. 4, elencati al comma 4 del successivo Art. 12. 5. Il Conto Economico ed il Rendiconto del Capitale Impiegato di sintesi dei servizi di accesso a banda larga all ingrosso (mercato n. 5) su reti in rame, in fibra ottica e su rete mista, nonché dei relativi servizi accessori, riportano: a. i ricavi generati dalla vendita dei servizi ad altri operatori; b. i ricavi figurativi generati dalla fornitura interna dei servizi di accesso a banda larga (evidenziando separatamente i transfer charge relativi al naked Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 164
bitstream, distintamente per i servizi in rame e per quelli in fibra ottica, da quelli relativi al bitstream su linea condivisa, distintamente per i servizi in rame e per quelli in fibra ottica); c. i costi operativi sostenuti per la produzione dei servizi; d. i costi figurativi (transfer charge) sostenuti per l acquisizione interna dei servizi di accesso fisico all ingrosso, distintamente per quelli in rame e per quelli in fibra ottica (mercato n. 4) e relative prestazioni accessorie, che fungono da input per i servizi a banda larga all ingrosso; e. il capitale impiegato per la produzione dei servizi. 6. Il Conto Economico ed il Rendiconto del Capitale Impiegato di sintesi, di cui al comma precedente, sono costituiti dalla somma degli analoghi Conti Economici e Rendiconti del Capitale Impiegato dei singoli servizi appartenenti al mercato n. 5, elencati al comma 4 dell Art. 13. 7. Il Conto Economico ed il Rendiconto del Capitale Impiegato di sintesi dei servizi WLR, prestazioni associate e servizi accessori, riportano: a. i ricavi generati dalla fornitura dei servizi ad altri operatori; b. i ricavi figurativi generati dalla fornitura interna dei servizi WLR (indicando separatamente i transfer charge dal mercato 1a e quelli dal mercato n. 1b); c. costi operativi sostenuti per la produzione dei servizi; d. i costi figurativi (transfer charge) sostenuti per l acquisizione interna dei servizi di accesso disaggregato (mercato n. 4) e relative prestazioni accessorie, che fungono da input per i servizi WLR; e. il capitale impiegato per la produzione del servizio. 8. Il Conto Economico ed il Rendiconto del Capitale Impiegato di sintesi, di cui al comma precedente, sono costituiti dalla somma degli analoghi Conti Economici e Rendiconti del Capitale Impiegato dei singoli servizi WLR, elencati al successivo Art. 14, comma 4. 9. Le informazioni contabili relative ai servizi forniti internamente devono presentare lo stesso livello di dettaglio di quelle relative ai servizi equivalenti forniti all esterno, riportate in Offerta di Riferimento. I prezzi dei transfer charge relativi ai servizi forniti internamente sono quelli dei servizi equivalenti risultanti dall Offerta di Riferimento così come disciplinato al successivo Art. 78. Art. 11 Obblighi di controllo dei prezzi 1. Ai sensi dell art. 50 del Codice, Telecom Italia è soggetta all obbligo di controllo dei prezzi per i servizi appartenenti ai mercati n. 4 e n. 5, per i servizi WLR e per le relative prestazioni accessorie, come disposto nel presente articolo. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 165
2. L obbligo di controllo dei prezzi di cui al comma precedente è declinato come segue: a. i canoni mensili, per gli anni 2014-2016, dei servizi di accesso fisico e virtuale alla rete in rame (fatto salvo quanto disposto alle lettere c. e d. del presente comma) e del servizio WLR sono orientati al costo e fissati sulla base di una metodologia Long Run Incremental Cost (LRIC) di tipo bottom up; b. i canoni mensili, per gli anni 2014-2016, dei servizi di accesso fisico e virtuale alla rete in fibra ottica (fatto salvo quanto disposto alla lettera d. del presente comma) sono orientati al costo e fissati sulla base di una metodologia Long Run Incremental Cost (LRIC) di tipo bottom up; c. i prezzi (canoni e contributi una tantum) dei servizi di accesso virtuale (bitstream) ATM con interconnessione al nodo distant, dei servizi con consegna al nodo IP e dei servizi di trasporto long distance sono determinati mediante negoziazione commerciale; d. i prezzi (canoni e contributi una tantum) dei servizi di accesso virtuale offerti, su rete in rame e su rete in fibra ottica, nei Comuni elencati nell Allegato C al presente provvedimento sono fissati nel rispetto del principio di non discriminazione; e. i prezzi (canoni e contributi una tantum) dei servizi di trasporto bitstream su rete ATM e su rete Ethernet, sono determinati sulla base dei costi sostenuti ed approvati nell ambito dei procedimenti di approvazione delle Offerte di Riferimento presentate da Telecom Italia ai sensi dell Art. 8; f. i prezzi (canoni e contributi una tantum) del servizio VULA offerto all armadio di strada della sottorete locale in rame sono determinati sulla base dei costi sostenuti; g. i contributi una tantum relativi ai servizi di accesso fisico e virtuale alla rete in rame ed in fibra ottica, salvo quanto disposto alle lettere c. e d. del presente comma, e del servizio WLR sono determinati sulla base dei costi sostenuti ed approvati nell ambito dei procedimenti di approvazione delle Offerte di Riferimento presentate da Telecom Italia ai sensi dell Art. 8; h. i prezzi dei servizi accessori e delle prestazioni associate dei servizi di accesso fisico e virtuale alla rete in rame ed in fibra ottica e del servizio WLR sono determinati sulla base dei costi sostenuti ed approvati nell ambito dei procedimenti di approvazione delle Offerte di Riferimento presentate da Telecom Italia ai sensi dell Art. 8. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 166
Art. 12 Obbligo contabilità dei costi accesso fisico all ingrosso 1. Ai sensi dell art. 50 del Codice, Telecom Italia è sottoposta all obbligo di contabilità dei costi per i servizi di accesso fisico alla rete in rame ed alla rete in fibra ottica, e relativi servizi accessori, venduti esternamente e forniti internamente. 2. Il perimetro impiantistico dei servizi di accesso fisico all ingrosso è costituito dagli elementi passivi della rete locale di accesso compreso il segmento di terminazione in rame ed in fibra, utilizzati per la vendita esterna e per la fornitura interna, con l esclusione degli elementi pertinenti al primo apparato di multiplazione e della successiva catena impiantistica; in particolare, rientrano nel perimetro le infrastrutture civili (cavidotti) e la fibra spenta, comprese le infrastrutture di manovra (pozzetti e camerette) e la palificazione, presenti: i) nella tratta di accesso alla centrale; ii) nella tratta primaria e secondaria di rete; iii) nella tratta di adduzione. 3. La contabilità dei costi è predisposta utilizzando i costi storici (HCA Historical Cost Accounting), e tutte le informazioni (routing factor e volumi) necessarie all applicazione della metodologia dei costi pienamente distribuiti (FDC Fully Distributed Costs), anche in conformità con quanto disposto sull argomento dalla delibera n. 678/11/CONS. 4. Telecom Italia predispone Conti Economici e Rendiconti del Capitale Impiegato che riportano le voci di cui al precedente Art. 10, comma 3, distinti per ciascuno dei seguenti servizi ed i relativi servizi accessori forniti su rete in rame ed in fibra ottica: i. servizio di full unbundling; ii. servizio di unbundling dati; iii. servizio di virtual unbundling; iv. servizio di sub-loop unbundling; v. servizio di shared access; vi. servizio di accesso ai cavidotti nella tratta di accesso alla centrale; vii. servizio di accesso ai cavidotti in primaria e secondaria; viii. servizio di accesso ai cavidotti nella tratta di adduzione; ix. servizio di accesso alla fibra spenta; x. servizio di accesso al segmento di terminazione in rame ed in fibra; xi. servizio di accesso end to end; xii. servizi accessori (co-locazione, prolungamento dell accesso con portante in fibra). 5. Telecom Italia predispone i prospetti di dettaglio dei costi, dei ricavi e del capitale impiegato, descritti nelle condizioni attuative (Art. 72), i cui dati alimentano i Conti Economici ed i Rendiconti del Capitale Impiegato relativi ai servizi di cui al comma 4. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 167
Art. 13 Obbligo contabilità dei costi servizi di accesso a banda larga all ingrosso 1. Ai sensi dell art. 50 del Codice, Telecom Italia è soggetta all obbligo di contabilità dei costi per i servizi di accesso a banda larga all ingrosso offerti su rete in rame e su rete in fibra ottica, ed i relativi servizi accessori, venduti esternamente e forniti internamente. 2. Il perimetro impiantistico dei servizi di accesso a banda larga all ingrosso è costituito da: i) gli elementi della rete di commutazione (ATM e GBE/IP); ii) il primo apparato di multiplazione (DSLAM, OLT, ADM o WDM); iii) gli elementi della successiva catena impiantistica trasmissiva (portanti e apparati trasmissivi ed elementi passivi); iv) gli apparati dedicati e le porte di interconnessione (per i servizi forniti esternamente) e la catena impiantistica di interconnessione al Broadband Remote Access Server - BRAS (per i servizi forniti internamente); v) nel caso di accessi simmetrici, gli apparati collocati nei punti terminali di rete. 3. La contabilità dei costi è predisposta utilizzando i costi correnti (CCA Current Cost Accounting) e tutte le informazioni (routing factor e volumi) necessarie all applicazione della metodologia dei costi pienamente distribuiti (FDC Fully Distributed Costs), anche in conformità con quanto disposto sull argomento dalla delibera n. 678/11/CONS. 4. Telecom Italia predispone Conti Economici e Rendiconti del Capitale Impiegato, che riportano le voci di cui all Art. 10, comma 5, distinti per ciascuno dei seguenti servizi di accesso a banda larga all ingrosso, ed i relativi servizi accessori forniti su rete in rame ed in fibra: i. servizio di accesso al nodo DSLAM su tutte le tecnologie di trasporto (ATM ed GBE/IP) e su tutte le tipologie di accesso; ii. servizio di accesso al nodo Parent su tutte le tecnologie di trasporto (ATM ed GBE/IP), su tutte le tipologie di accesso (asimmetrico su linea condivisa e linea dedicata, simmetrico in HDSL, in SHDSL, simmetrico a 34 e 155 Mbit/s), su tutte le classi di servizio (incluso il multicast IP); iii. servizio di accesso bitstream a livello di centrale locale (modalità VULA); iv. servizio di accesso bitstream a livello di area di raccolta, disaggregando la componente relativa alla rete di accesso (che include l OLT) dalla componente di backhaul di primo livello, per tutte le tipologie di accesso e per tutte le classi di servizio; v. servizio di accesso bitstream a livello di macroarea di raccolta, disaggregando la componente relativa alla rete di accesso (che include l OLT) dalla componente di backhaul di primo livello e dalla componente di trasporto di secondo livello, per tutte le classi di servizio; vi. servizi accessori (kit di consegna). Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 168
5. Telecom Italia predispone i prospetti di dettaglio dei costi, dei ricavi e del capitale impiegato, descritti nelle condizioni attuative (Art. 75), i cui dati alimentano i Conti Economici ed i Rendiconti del Capitale Impiegato relativi ai servizi di cui al comma 4. Art. 14 Obbligo di contabilità dei costi Wholesale Line Rental 1. Ai sensi dell art. 50 del Codice, Telecom Italia è soggetta all obbligo di contabilità dei costi per i servizi WLR, prestazioni associate e relativi servizi accessori, venduti esternamente. 2. Il perimetro impiantistico dei servizi WLR è costituito dalla cartolina d utente compresi gli elementi passivi presso la centrale (raccordi e ripartitore di centrale), nonché dagli elementi impiantistici che coincidono con quelli relativi ai servizi di accesso disaggregato che costituiscono oggetto di transazione interna (transfer charge). 3. La contabilità dei costi è predisposta utilizzando i costi storici (HCA Historical Cost Accounting) e tutte le informazioni (routing factor e volumi) necessarie all applicazione della metodologia dei costi pienamente distribuiti (FDC Fully Distributed Costs), anche in conformità con quanto disposto sull argomento dalla delibera n. 678/11/CONS. 4. Telecom Italia predispone Conti Economici e Rendiconti del Capitale Impiegato, che riportano le voci di cui al precedente Art. 10, comma 7, e prospetti di dettaglio distinti per i servizi WLR, prestazioni associate e relativi servizi accessori, per i seguenti servizi: i. servizi WLR venduti a clienti residenziali (distinti per tipologia di accesso); ii. servizi WLR venduti a clienti non residenziali (distinti per tipologia di accesso). 5. Telecom Italia predispone i prospetti di dettaglio dei costi, dei ricavi e del capitale impiegato, descritti nelle condizioni attuative (Art. 77), i cui dati alimentano i Conti Economici ed i Rendiconti del Capitale Impiegato relativi ai servizi di cui al comma 4. Art. 15 Presentazione e verifica della Contabilità Regolatoria 1. Telecom Italia invia annualmente all Autorità, entro 60 giorni dall approvazione del bilancio civilistico, le scritture contabili (Contabilità Regolatoria), di cui agli articoli precedenti, corredate dai prospetti di dettaglio specificati nelle condizioni attuative. L invio avviene in formato cartaceo ed in formato elettronico. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 169
2. La conformità della Contabilità Regolatoria a quanto previsto dalla normativa vigente è verificata da un organismo indipendente (Revisore), incaricato dall Autorità. 3. La Contabilità Regolatoria riporta in un apposito prospetto i conti di riconciliazione con il bilancio civilistico. 4. A valle della verifica da parte del Revisore, i prospetti contabili indicati nell Allegato M Tabella 11, nonché la relazione nella quale Telecom Italia riporta i criteri adottati per la separazione contabile e la metodologia utilizzata per la predisposizione della contabilità dei costi, saranno resi pubblici dall Autorità, secondo le modalità indicate al paragrafo 5.2. dell Allegato A alla delibera n. 678/11/CONS. Capo III OBBLIGHI RELATIVI AI MERCATI DELL ACCESSO AL DETTAGLIO Art. 16 Verifica della replicabilità delle offerte ed obbligo di contabilità dei costi 1. I prezzi praticati da Telecom Italia per i servizi di accesso alla rete telefonica pubblica in postazione fissa inclusi nei mercati rilevanti nn. 1a e 1b di cui all Art. 2, comma 1, lettere i) ed ii) del presente provvedimento venduti sia singolarmente che congiuntamente ad altri sono sottoposti a verifica da parte dell Autorità al fine di accertare che i prezzi stessi, incluse eventuali promozioni, non siano predatori o non replicabili da parte di un operatore efficiente. Restano in ogni caso salve le previsioni di cui alla delibera n. 314/00/CONS relative alle c.d. fasce sociali e più in generale le norme in materia di servizio universale, con specifico riferimento alla garanzia di fornitura ad un prezzo accessibile (art. 53, comma 2 del Codice) sull intero territorio nazionale. 2. Ai sensi dell articolo 67, comma 4, del Codice l Autorità impone a Telecom Italia l obbligo di contabilità dei costi per ciascuno dei servizi di accesso rivolti alla clientela residenziale (servizi rientranti nel mercato n. 1a) e per ciascuno dei servizi rivolti alla clientela non residenziale (servizi rientranti nel mercato n. 1b). 3. Telecom Italia predispone Conti Economici, Stati Patrimoniali e prospetti di dettaglio distinti per ciascuno dei servizi di accesso al dettaglio riportati al comma precedente. Art. 17 Obblighi di non privilegiare ingiustamente determinati clienti finali 1. Ai sensi dell art. 67, comma 2, del Codice, Telecom Italia è soggetta all obbligo di non privilegiare ingiustamente determinati clienti finali, residenziali e non Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 170
residenziali, nella fornitura dei servizi di accesso alla rete telefonica pubblica in postazione fissa. Art. 18 Obbligo di non accorpare in modo indebito i servizi offerti 1. Nella fornitura dei servizi di accesso alla rete telefonica pubblica in postazione fissa ai clienti residenziali e non residenziali, Telecom Italia è soggetta, ai sensi dell art. 67, comma 2, del Codice, all obbligo di non accorpare in modo indebito i servizi offerti. TITOLO III - CONDIZIONI ATTUATIVE DEGLI OBBLIGHI IMPOSTI IN CAPO ALL OPERATORE NOTIFICATO QUALE AVENTE SMP Capo I - CONDIZIONI ATTUATIVE DEGLI OBBLIGHI RELATIVI AI MERCATI DELL ACCESSO ALL INGROSSO Sezione I CONDIZIONI ATTUATIVE DEGLI OBBLIGHI DI ACCESSO ACCESSO FISICO ALL INGROSSO Art. 19 Servizi di accesso disaggregato alla rete locale in rame 1. Il servizio di accesso completamente disaggregato (full unbundling) alla rete in rame consiste nella fornitura dell accesso alla rete locale di Telecom Italia che autorizza l uso di tutto lo spettro delle frequenze disponibile sulla coppia elicoidale metallica; il servizio consente l uso esclusivo della coppia elicoidale metallica per l inserimento dei sistemi numerici previsti. 2. Il servizio di accesso disaggregato alla sottorete locale (sub-loop unbundling) consiste nella fornitura dell accesso alla sottorete locale di Telecom Italia che autorizza l uso di tutto lo spettro delle frequenze disponibile sulla coppia elicoidale metallica. 3. Il servizio di accesso condiviso (shared access) consiste nella fornitura dell accesso alla rete locale dell operatore notificato che autorizza l uso della porzione di spettro superiore a 32kHz disponibile sulla coppia elicoidale metallica. La porzione inferiore dello spettro del doppino in rame continua ad essere utilizzata da Telecom Italia per la fornitura al pubblico di servizi in banda fonica. Telecom Italia provvede alla fornitura dello splitter in centrale e delle componenti di rete dal permutatore principale al ripartitore di confine. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 171
4. L accesso condiviso è realizzato in due modalità: a. trasmissione di servizi xdsl in condivisione con servizi POTS (c.d. xdsl su POTS); b. trasmissione di servizi xdsl in condivisione con servizi ISDN (c.d. xdsl su ISDN). In questo caso la fornitura del servizio xdsl avviene per mezzo di una seconda linea in accesso disaggregato condiviso. 5. Ai fini della fornitura del servizio di accesso condiviso, gli operatori concordano modalità gestionali congiunte per la riparazione dei guasti della linea di fonia e/o della banda dati che richiedono la temporanea disattivazione della linea. 6. Ai fini della fornitura del servizio di accesso alla sottorete locale, Telecom Italia mette a disposizione lo spazio fisico per l ubicazione degli apparati, i cavi di collegamento ed i necessari sistemi informatici del soggetto richiedente, nonché le risorse tecniche necessarie a connettere, secondo modalità ragionevoli, le apparecchiature di quest ultimo. 7. Telecom Italia verifica, sulla base di criteri resi noti dalla stessa, la continuità elettrica e la qualità delle linee al momento della loro richiesta da parte di un operatore alternativo. 8. Telecom Italia è responsabile del rispetto dei livelli di qualità garantiti per i parametri fisici della linea, inclusa la continuità elettrica, tra il punto terminale del raccordo di utente ed il permutatore di confine. 9. Telecom Italia fornisce un servizio di accesso disaggregato dedicato per la gestione dei soli servizi xdsl (unbundling dati) utilizzando presso il proprio permutatore i medesimi spazi impiegati nel servizio di accesso disaggregato. Telecom Italia implementa la procedura di passaggio del cliente da unbundling dati a full unbundling con lo stesso operatore alternativo. 10. Telecom Italia fornisce i servizi di accesso disaggregato indipendentemente dalla tipologia di cliente ivi attestato e dall utilizzo per cui vengono richiesti. Nel rispetto dei limiti delle risorse di rete esistenti e pianificate, nonché delle pertinenti norme tecniche e delle condizioni di corretto funzionamento della rete, i servizi di accesso disaggregato possono essere utilizzati anche per la produzione di segmenti terminali di linee affittate. 11. Nel caso in cui i servizi di accesso disaggregato sono impiegati da un generico operatore A per la fornitura di servizi intermedi rivolti ad un operatore terzo B, l operatore B potrà avvalersi sia delle posizioni al permutatore a lui riservate dall operatore A (ossia su blocchetti già predisposti per l operatore A), sia di blocchetti propri, acquistati direttamente da Telecom Italia e configurati per raggiungere gli apparati dell operatore A. L acquisto di spazi e risorse al permutatore comune è pertanto consentito agli operatori che hanno stipulato accordi di acquisto di servizi intermedi con operatori co-locati. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 172
12. L eventuale rifiuto da parte di Telecom Italia di fornire servizi di accesso disaggregato alla rete locale è giustificato, previa presentazione all operatore richiedente di adeguata e documentata motivazione circa le ragioni del rifiuto, esclusivamente nei casi in cui: a. non vi sia disponibilità di risorse di rete per la fornitura del servizio; b. sussistano insormontabili ostacoli tecnici alla fornitura del servizio. 13. Telecom Italia garantisce l attivazione sincronizzata dei servizi di accesso disaggregato alla rete locale tra tutte le sedi del cliente e la gestione unificata dei guasti e della fatturazione ai clienti anche nel caso di clienti multi-sede interessati ad una sola tecnologia. Art. 20 Tecnologie trasmissive per i servizi di accesso disaggregato alla rete locale in rame 1. Le tecnologie trasmissive di accesso e le tipologie di collegamento ammissibili sono almeno le seguenti: POTS, ISDN, xdsl simmetriche ed asimmetriche, rispondenti agli standard internazionali ammessi. 2. Ferme restando le tecnologie trasmissive di accesso e le tipologie di collegamento per i servizi di accesso disaggregato alla rete locale attualmente ammesse e previste nell Offerta di Riferimento di Telecom Italia in vigore, in caso sia richiesta l introduzione di tecnologie trasmissive con caratteristiche spettrali diverse, l Autorità riesamina i criteri di spectrum management congiuntamente con gli operatori. 3. Non vi sono limitazioni alla tipologia di apparati trasmissivi che gli operatori installano sulle coppie richieste purché questi siano certificati e rispondano agli standard internazionali ammessi. Art. 21 Gestione degli ordinativi per servizi di accesso disaggregato alla rete locale in rame 1. La richiesta di un servizio di accesso disaggregato da parte di un operatore deve contenere almeno le seguenti informazioni: a. la tipologia ed il livello qualitativo del servizio di accesso disaggregato richiesto, con indicazione del sistema trasmissivo che l operatore alternativo intende utilizzare; b. la data attesa di consegna; c. l eventuale sincronizzazione con la richiesta di portabilità del numero; d. l eventuale sincronizzazione con altre richieste di servizi di accesso disaggregato presso la stessa sede cliente o altre sedi cliente; Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 173
e. l anagrafica del servizio richiesto. L ordine è formalmente valido quando contiene l insieme minimo di dati indicati dall Autorità. 2. Telecom Italia garantisce che gli operatori che acquistano servizi di accesso disaggregato da un operatore intermedio possano attivare e disattivare direttamente le linee attraverso le procedure standard di gestione previste per l unbundling. 3. L operatore che richiede il servizio di accesso disaggregato conserva l originale dell ordine trasmesso a Telecom Italia, unitamente alla documentazione relativa al contratto con il proprio cliente. Nel caso in cui il cliente finale sia stato precedentemente titolare di un contratto di abbonamento con altro operatore alternativo o con Telecom Italia, l operatore alternativo che richiede il servizio di accesso disaggregato conserva anche il documento contenente la manifestazione di volontà di tale cliente di recedere dal contratto con l operatore precedente. 4. Nel caso in cui la prestazione di portabilità del numero venga richiesta contestualmente alla fornitura del servizio di accesso disaggregato, Telecom Italia gestisce tali richieste in maniera unitaria, con particolare riferimento alle tempistiche ed alle modalità di attivazione dei servizi. 5. Telecom Italia comunica all operatore alternativo con almeno 5 giorni di anticipo la data e l ora di attivazione del servizio di accesso disaggregato e, ove richiesto, del servizio di portabilità del numero. 6. Telecom Italia adotta un sistema automatizzato di amministrazione delle attività di provisioning ed assurance che permetta agli operatori acquirenti dei servizi di accesso disaggregato e dei servizi accessori di seguire l esecuzione degli ordini nelle loro diverse fasi fino al completamento degli stessi. Tale sistema deve garantire peraltro la conformità a quanto previsto dalla delibera n. 718/08/CONS che rende vincolante il Gruppo di Impegni n. 1, ed in particolare i punti 1.8.-1.13. 7. Telecom Italia e l operatore alternativo si impegnano a realizzare congiuntamente le verifiche tecniche necessarie a garantire la salvaguardia dell integrità della rete e ne concordano il calendario. Le attività di verifica da parte dell operatore che richiede il servizio sono certificate dall operatore notificato. Tali attività non possono in alcun modo determinare indebiti ritardi nella fornitura del servizio di accesso richiesto. 8. In merito alle modalità di attivazione, migrazione e cessazione dei servizi di accesso disaggregato alla rete locale ed alla portabilità del numero, Telecom Italia garantisce quanto previsto dalla delibera n. 274/07/CONS e dalle successive modifiche ed integrazioni. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 174
Art. 22 Capacità di evasione giornaliera minima degli ordinativi per i servizi di accesso disaggregato 1. La capacità di evasione minima degli ordinativi dei servizi di accesso disaggregato è pari ad almeno 10.000 unità per giorno lavorativo. Tale capacità minima è da intendersi riferita anche alle richieste di prestazioni di Number Portability associate e contestuali alla richiesta di servizi di accesso disaggregato. 2. L Autorità si riserva di rivedere il numero minimo di attivazioni giornaliere ogni tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente provvedimento sulla base delle esigenze del mercato. Art. 23 Garanzie per l offerta di servizi di accesso wholesale da parte di operatori alternativi 1. Telecom Italia fornisce i servizi di accesso disaggregato alla rete locale indipendentemente dall uso che ne fa l operatore alternativo. 2. In caso di contestazione, gli operatori secondo le procedure concordate tra Telecom Italia e gli operatori concorrenti, forniscono a Telecom Italia copia del contratto sottoscritto con il cliente finale o, nel caso di un cliente precedentemente titolare di un contratto di abbonamento con Telecom Italia, copia del documento contenente la manifestazione di volontà del cliente di recedere dal contratto con quest ultima. 3. In caso di richiesta di portabilità del numero contestuale alla richiesta di accesso disaggregato, l ordinativo inviato all operatore notificato indica l operatore titolare del contratto con il cliente finale come operatore recipient. Art. 24 Qualificazione xdsl: vincoli sulla velocità 1. Le condizioni di fornitura del servizio di qualificazione (completa/ridotta) per coppia singola per uso xdsl per servizi ULL, SA o SLU, prevedono la certificazione della velocità xdsl per la coppia fornita nei servizi di accesso disaggregato, restituendo contestualmente l indicazione della massima velocità garantita con la tecnologia indicata dall operatore. 2. Gli operatori che effettuano la qualificazione della linea autonomamente comunicano in ogni caso in fase di attivazione a Telecom Italia la tecnologia xdsl attivata ai fini dell aggiornamento dei database. 3. Qualora un operatore utilizzi, su base non interferenziale, una linea in accesso disaggregato xdsl con velocità superiore a quella (eventualmente) certificata in Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 175
fase di attivazione da Telecom Italia, è tenuto a comunicare la velocità effettivamente impiegata all operatore notificato solo in fase di richiesta di ripristino guasti, ai fini delle attività di assurance sulla linea. 4. I sistemi di gestione degli ordini dei servizi di unbundling prevedono che, in fase di richiesta di attivazione con qualificazione del doppino, sia possibile richiedere la massima velocità garantita dalla coppia. I costi relativi alla gestione dei database ed alla verifica dei mix di riferimento (qualificazione ridotta) sono inclusi nei canoni mensili delle coppie in rame sulla base del principio di parità di trattamento interno-esterno. Diversamente, il calcolo della velocità massima supportata, in quanto attività operativa svolta a richiesta dell operatore alternativo, è ripagato da un contributo una tantum orientato al costo e pubblicato in Offerta di Riferimento. 5. L Autorità verifica almeno annualmente la completezza e l aggiornamento dei database relativi alla rete di accesso anche con specifico riferimento alla possibilità da parte degli operatori alternativi di effettuare autonomamente la qualificazione completa. Qualora ad esito delle predette verifiche si riscontrasse l impossibilità di effettuare le qualificazioni da parte degli operatori alternativi a partire dai database forniti, le attività di certificazione di Telecom Italia (calcolo della velocità massima supportata) saranno fornite a titolo non oneroso. Art. 25 Servizio di prolungamento dell accesso con portante in fibra 1. Il servizio di prolungamento dell accesso con portante in fibra consiste nella fornitura di un cavo in fibra ottica tra una centrale locale dell operatore di accesso ed il centro di commutazione e trasmissione di livello gerarchico immediatamente superiore di competenza oppure tra una centrale locale ed un altra centrale locale verso cui esistono portanti e cavidotti diretti, qualora non sia possibile offrire il servizio di prolungamento dell accesso presso il centro di commutazione e trasmissione di livello gerarchico immediatamente superiore di pertinenza della prima centrale locale. 2. In caso di comprovata indisponibilità del servizio, per assenza di risorse di rete, Telecom Italia ha l obbligo di offrire un servizio di co-locazione sui propri siti per l installazione degli apparati di trasmissione dell operatore alternativo al fine di consentire a quest ultimo la realizzazione del prolungamento attraverso l utilizzo di portanti fisici o di portanti radio. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 176
Art. 26 Virtual Unbundling 1. In caso di richiesta di predisposizione di un nuovo sito di co-locazione o di ampliamento degli spazi al permutatore per i servizi di shared access, unbundling dati e full unbundling, Telecom Italia garantisce all operatore richiedente, per tutto il periodo intercorrente tra la richiesta e l effettiva consegna degli spazi, la possibilità di acquisire immediatamente la gestione commerciale dei clienti finali attestati allo stadio di linea corrispondente (virtual unbundling VULL). Dall acquisizione del cliente in VULL fino alla presa di consegna del sito, Telecom Italia garantisce, per quanto possibile, la continuità dei servizi all utente finale. 2. Telecom Italia garantisce all operatore alternativo l attivazione di non più di 2000 linee in VULL per modulo, fino al momento in cui le risorse richieste non saranno state rese disponibili. Fino alla consegna degli spazi, i prezzi degli elementi di accesso sono equiparati a quelli dei corrispondenti servizi di accesso disaggregato; i prezzi dei servizi di traffico vocale e dati sono quelli previsti dalla regolamentazione vigente. 3. Telecom Italia accetta le richieste di VULL fino al trentesimo giorno successivo alla data di prima convocazione per la consegna del sito. 4. Le modalità di attivazione ed assurance per il VULL devono garantire la gestione congiunta delle componenti voce e dati del servizio. 5. L offerta del servizio di VULL termina dopo 90 giorni dal momento in cui tutte le risorse di co-locazione necessarie al passaggio all unbundling fisico richieste dall operatore alternativo saranno rese disponibili. 6. Decorso il termine di cui al comma precedente, Telecom Italia continua a garantire il servizio di VULL, ma può applicare penali progressive in capo all operatore alternativo che non sia passato all unbundling fisico. Le penali per il ritardo di migrazione da VULL ad unbundling non possono essere differenziate per tipologia di cliente finale (residenziale o non residenziale) ed essere superiori al 75 % del canone mensile del servizio di VULL per ogni mese di ritardo. Art. 27 Servizi di accesso alle infrastrutture di posa ed alla fibra spenta e servizio di accesso end to end 1. Telecom Italia offre il servizio di condivisione delle proprie infrastrutture per la posa di portanti trasmissivi e l installazione di apparati per ponti radio ad opera di altro operatore autorizzato, nonché il servizio di accesso alla fibra spenta. La fornitura di tali servizi avviene limitando, ove possibile, la duplicazione Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 177
inefficiente delle opere di scavo, quali ad esempio la realizzazione di infrastrutture di manovra. Nel caso in cui si riscontri la necessità di duplicare tali infrastrutture, Telecom Italia si rende disponibile a realizzarle, su richiesta dell operatore a condizioni economiche orientate al costo. Telecom Italia nella realizzazione di nuove infrastrutture di manovra, adotta soluzioni che garantiscano la massima accessibilità a terzi. 2. In particolare Telecom Italia offre, con riferimento sia alla rete di accesso sia alla rete di backhaul, l accesso ai seguenti elementi: a. cavidotti (cunicoli, tubazioni, etc.), pozzetti, camerette, pali, etc., per la realizzazione di canali trasmissivi di backhaul basati su portanti fisici e per la realizzazione di reti di accesso in fibra; b. pali, tralicci, recinti per shelter, etc., per la realizzazione di canali trasmissivi di backhaul basati su portanti radio e reti di accesso wireless. 3. Telecom Italia adotta ogni misura possibile al fine di decongestionare i cavidotti attualmente in uso per garantire l accesso efficiente agli altri operatori, nel rispetto del principio di non discriminazione. 4. Telecom Italia offre il servizio di accesso ai cavidotti anche attraverso la cessione di minitubi/tubi di differenti dimensioni a partire da 10/12 mm in tutte le tratte di accesso (primaria, secondaria, adduzione e accesso alla centrale). 5. Telecom Italia offre il servizio di accesso alla fibra spenta, consistente nella fornitura e manutenzione di tratte continue in fibra ottica posate nella rete di accesso e nella rete metropolitana di backhaul. Tale servizio include l uso delle infrastrutture civili correlate all accesso alla fibra spenta e le eventuali attività di giunzione delle singole tratte necessarie a soddisfare la specifica richiesta. Telecom Italia fornisce il servizio di accesso alla fibra spenta indipendentemente dall utilizzo per cui è richiesto e dalla possibilità di fornire l accesso alle infrastrutture di posa. 6. Telecom Italia offre il servizio di accesso alla fibra spenta in rete di accesso, fornendo segmenti di fibra spenta continua che originano da o terminano presso: i) la centrale; ii) il punto di demarcazione tra rete ottica primaria e rete ottica secondaria; iii) il punto di terminazione di edificio. Modalità differenti di fornitura possono essere considerate, previo studio di fattibilità, così come disciplinato al successivo Art. 35. 7. Telecom Italia offre su richiesta dell operatore fibre spente preconnettorizzate direttamente utilizzabili per il cablaggio. La fibra spenta deve poter essere giuntata presso una muffola di terminazione contenente un giunto di terminazione dedicato all operatore che ne faccia richiesta nonché dimensionato opportunamente rispetto al numero di fibre richiesto ed in base alla disponibilità di fibra spenta. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 178
8. Nel caso in cui l operatore acquirente richieda tratte contigue di fibra spenta in rete primaria e secondaria, Telecom Italia fornisce il servizio di giunzione tra le due tratte di fibra spenta per mezzo di un cavetto preconnettorizzato, i cui costi saranno a carico dell operatore richiedente, posto all interno del punto di raccolta stradale che ospiterà sia il giunto di terminazione della tratta primaria, sia il giunto di consegna per l accesso alla tratta secondaria assegnati all operatore. 9. In caso di motivata ed accertata indisponibilità di fibra spenta, anche per la fornitura del servizio di accesso end to end, Telecom Italia si impegna comunque a fornire la fibra spenta necessaria a soddisfare ogni ragionevole richiesta dell operatore, previo studio di fattibilità, in cui verranno innanzitutto specificate le condizioni economiche e la tempistica di realizzazione dell infrastruttura, così come disciplinato al successivo Art. 35. Art. 28 Servizi di accesso al segmento di terminazione 1. Ai fini della fornitura dei servizi di accesso al segmento di terminazione, Telecom Italia, nel realizzare una rete di tipo FTTH o di tipo FTTB, installa un idoneo ripartitore nel punto di terminazione di edificio (PTE). 2. Telecom Italia, nel caso realizzi una rete di tipo FTTB, rende disponibili, su richiesta dell operatore, gli spazi opportuni alla base dell edificio o nelle sue immediate vicinanze per ospitare gli apparati VDSL di operatori terzi. 3. Telecom Italia, nel caso in cui non raggiunga con una rete in fibra un particolare edificio o palazzo, su richiesta dell operatore che intende realizzare una rete di tipo FTTB garantisce l accesso al segmento di terminazione in rame installando un idoneo ripartitore nel PTE. 4. Ove ricorra la fattispecie di cui al comma 3, i costi di installazione del permutatore sono a carico dell operatore richiedente il servizio di accesso al segmento di terminazione, mentre il costo del permutatore e le relative spese di manutenzione sono a carico di Telecom Italia che potrà recuperarli attraverso il canone del servizio di accesso al segmento di terminazione. Art. 29 Contratti di fornitura dei servizi di accesso fisico all ingrosso 1. Il contenuto dei contratti di fornitura dei servizi di accesso fisico all ingrosso sono negoziati tra le parti nel rispetto della presente delibera e delle disposizioni del Codice. 2. Telecom Italia, in fase di negoziazione del contratto per la fornitura del servizio di accesso fisico all ingrosso, fornisce con sollecitudine qualunque tipo di Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 179
informazione necessaria alla valutazione da parte dell operatore alternativo delle condizioni tecniche per l utilizzo di tale servizio. 3. Durante la vigenza del contratto, Telecom Italia fornisce tempestivamente agli operatori alternativi che ne facciano richiesta ogni informazione sulle risorse della rete di accesso utile alla loro pianificazione commerciale. 4. Il contratto tra Telecom Italia e l operatore alternativo richiedente costituisce in capo a quest ultimo un diritto di uso dell infrastruttura di Telecom Italia, nei limiti di quanto in esso stabilito conformemente alle disposizioni vigenti e nel rispetto dei provvedimenti dell Autorità e del Codice. 5. La durata del contratto di fornitura del servizio di accesso disaggregato di una singola linea e del servizio di accesso al segmento di terminazione stipulato tra Telecom Italia e l operatore alternativo è determinata sulla base della durata effettiva del contratto tra l operatore alternativo ed il cliente che utilizza tale linea. La durata del contratto di accesso alle infrastrutture di posa ed alla fibra spenta stipulato tra Telecom Italia e l operatore alternativo è specificata in termini di cessione in IRU (Indefeasible Rights of Use) pluriennale. Per la durata dei contratti di fornitura del servizio end to end si rimanda a quanto stabilito nel successivo Art. 71. 6. Qualora la linea di accesso disaggregato sia impiegata per la fornitura di servizi sul mercato intermedio, la durata del contratto di fornitura della linea è determinata sulla base delle date di inoltro degli ordini di attivazione e cessazione da parte dell operatore richiedente. 7. Le parti adottano procedure idonee alla salvaguardia dei dati personali del cliente. 8. Nei contratti di fornitura del servizio di SLU deve essere specificato che l operatore alternativo richiedente il servizio di SLU si impegna, nel caso in cui implementi a sua volta tecniche di vectoring: i) a comunicare i propri piani tecnici relativi all implementazione del vectoring agli operatori attraverso il proprio portale wholesale ed all Autorità con un preavviso di sei mesi rispetto all effettiva implementazione ed ii) a fornire, agli operatori richiedenti l accesso alla sottorete locale in rame, un servizio attivo di accesso all ingrosso di tipo VULA a livello dell armadio di strada in linea con le condizioni stabilite nell ambito del tavolo tecnico di cui all Art. 85 ed a prezzi equi e ragionevoli. Art. 30 Gestione degli ordinativi per i servizi di accesso alla fibra spenta, al segmento di terminazione, per il servizio end to end e qualificazione VDSL 1. In merito alla gestione degli ordinativi per i servizi di accesso alla fibra spenta, al segmento di terminazione nonché per il servizio end to end valgono, laddove compatibili, le previsioni contenute nell Art. 21. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 180
2. Relativamente alla fornitura del servizio di qualificazione VDSL, nel caso di rete FTTN valgono, laddove compatibili, le previsioni contenute nell Art. 24 come successivamente modificate ed integrate dalle delibere di approvazione delle Offerte di Riferimento. Art. 31 Servizio di co-locazione 1. Telecom Italia prevede soluzioni di co-locazione fisica e soluzioni di co-locazione virtuale, queste ultime volte a consentire l utilizzo dei servizi di accesso fisico all ingrosso dove non sono ancora rese disponibili soluzioni di co-locazione fisica. 2. Il servizio di co-locazione è offerto nelle seguenti modalità: a. FISICO A in sala interna: La co-locazione delle strutture degli operatori avviene in un locale adibito esclusivamente agli operatori richiedenti, ed eventualmente condiviso da più di essi, separato dagli ambienti che contengono gli apparati di Telecom Italia, la quale: i) prevede spazi di co-locazione tecnologicamente attrezzati, nonché servizi di condizionamento e di fornitura dell energia, che permettono di installare armadi con una modularità di tipo N3 (600X300X2200 mm); ii) prevede che gli spazi siano condivisi senza barriere tra operatori e siano organizzati in strutture di fila che consentano la distribuzione dell alimentazione elettrica e l attestazione degli apparati; iii) concorda con gli operatori richiedenti le norme che regolano la gestione degli spazi oggetto di co-locazione (accessi, pulizia, manutenzione delle opere edili e degli impianti civili, security, safety, etc.); iv) fornisce una stazione di energia. Se necessario Telecom Italia effettua ampliamenti alla propria stazione di energia per soddisfare le esigenze degli operatori co-locati. b. FISICO B esterno: La co-locazione delle strutture degli operatori è realizzata in un apposito cabinet/armadio nei pressi dei siti dell operatore notificato (recinto di centrale), eventualmente sul terreno dello stesso operatore notificato. Laddove non sia possibile la realizzazione della co-locazione all interno del recinto di centrale dell operatore notificato, l operatore richiedente individua un sito esterno al recinto di centrale. Per i restanti aspetti si rimanda a quanto previsto per la colocazione di tipo FISICO A. c. VIRTUALE A Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 181
Consiste nella possibilità di co-locare apparati di proprietà degli operatori alternativi con manutenzione a cura di Telecom Italia; il servizio può essere fornito senza spazi ed accessi dedicati all operatore richiedente. d. VIRTUALE B Consiste nella possibilità, da parte dell operatore richiedente, di affittare apparati dell operatore notificato, che ne cura la manutenzione; il servizio non prevede spazi ed accessi dedicati all operatore richiedente. e. VIRTUALE C (co-mingling) Consiste nella possibilità di co-locare, in locali dell operatore notificato, apparati di proprietà dell operatore richiedente che ne cura la manutenzione; l operatore richiedente condivide spazi ed accessi con Telecom Italia. 3. Le modalità di co-locazione di cui al comma 1, fatta eccezione per la co-locazione virtuale con acquisto degli apparati da parte di Telecom Italia, sono accessorie alla fornitura di tutti i servizi di interconnessione. 4. Telecom Italia consente la dilazione del costo complessivo dell attività di predisposizione dei siti di co-locazione in 24 mesi mediante il pagamento di quote mensili da corrispondersi su base linea attivata. La quota mensile per linea attivata si ottiene dividendo il prezzo dell attività di predisposizione dei siti per 24 e per il numero di linee ULL/SA previsto per la realizzazione richiesta. Allo scadere dei 24 mesi, l operatore corrisponde a Telecom Italia l eventuale valore residuo, cioè il valore complessivo al netto delle quote già versate. 5. Al fine di facilitare l accesso ai servizi di co-locazione, Telecom Italia attua modalità operative per la gestione di tali servizi conformemente a quanto previsto dalla delibera n. 718/08/CONS che rende vincolante il Gruppo di Impegni n. 1, ed in particolare il punto 1.7. Art. 32 Condizioni di fornitura del servizio di co-locazione 1. Telecom Italia e l operatore che richiede il servizio di co-locazione garantiscono, nell ambito delle rispettive attività, la sistemazione a regola d arte degli spazi destinati alla co-locazione delle attrezzature necessarie per l utilizzo dei servizi di accesso disaggregato. Telecom Italia garantisce il pieno accesso a dette attrezzature agli incaricati dell operatore co-locato. 2. Ciascun operatore garantisce che le proprie attrezzature co-locate nei locali di Telecom Italia soddisfino i requisiti concordati per la gestione degli spazi e l ospitalità delle suddette attrezzature. 3. Ove siano disponibili spazi inutilizzati, l operatore alternativo può richiedere l ampliamento dei propri spazi ovvero dei collegamenti dalla sala operatore alla sala permutatore di Telecom Italia senza alcun processo di pianificazione. Le Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 182
attività di ampliamento saranno realizzate da Telecom Italia entro 45 giorni, se sono necessarie opere infrastrutturali, entro 15 giorni, se tali opere non sono necessarie. 4. Gli operatori co-locati, nel rispetto dei limiti tecnici di cui al precedente articolo, possono installare nei siti di co-locazione apparati finalizzati a realizzare il rilegamento con la propria rete, senza limitazioni riguardo alle tecnologie trasmissive e di commutazione utilizzate. 5. I contratti di fornitura dei servizi di accesso disaggregato devono prevedere che gli operatori alternativi forniscano a Telecom Italia informazioni dettagliate circa le rispettive esigenze di spazi di co-locazione con almeno sei mesi di anticipo. 6. Telecom Italia fornisce il servizio di raccordo interno di centrale tra gli apparati degli operatori presenti nel sito, inclusi i propri, indipendentemente dalla tipologia di co-locazione e dall uso del raccordo, assicurando livelli di SLA e penali analoghi a quelli previsti per i flussi di interconnessione. 7. Gli operatori in co-locazione fisica possono subaffittare parte dei propri spazi ad operatori terzi, impegnandosi, a nome di questi ultimi, al rispetto degli obblighi di cui al precedente articolo. La presenza di operatori subaffittuari non deve comportare per Telecom Italia oneri gestionali diversi da quelli derivanti dalla presenza dei soli operatori in co-locazione. A tal fine, il personale e gli apparati dell operatore subaffittuario rispettano i medesimi impegni e vincoli concordati tra Telecom Italia e l operatore affittuario sotto la diretta responsabilità di quest ultimo. Tale previsione si applica al sub-affitto di tutte le risorse di colocazione, senza restrizione alcuna sull unità minima di sub-affitto. 8. Con riferimento ai servizi di energia elettrica e condizionamento, Telecom Italia fornisce evidenza, ad ognuno degli operatori che hanno sottoscritto il contratto di co-locazione, della tipologia di soluzione per essi realizzata evidenziando i maggiori o minori costi sostenuti in fase di attivazione del servizio, nonché i criteri di scelta dei servizi di energia elettrica e condizionamento adottati nell ambito degli studi di fattibilità, prevedendo l eventualità per l operatore colocato di derogarvi su base negoziale. 9. Telecom Italia permette l installazione, a cura degli operatori co-locati, di misuratori di energia che consentano la quantificazione dei costi dell energia elettrica sulla base degli effettivi consumi. Art. 33 Subentro in spazi di co-locazione 1. Telecom Italia permette il subentro totale o parziale da parte di un operatore alternativo (operatore cessionario) in spazi di co-locazione contrattualizzati da un Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 183
terzo operatore (operatore cedente). Il subentro è pertanto subordinato all accordo tra l operatore cedente e l operatore cessionario. 2. Nell ipotesi di subentro, nella fase preliminare di verifica, di un operatore su uno spazio di co-locazione precedentemente assegnato ad altro operatore, Telecom Italia non può utilizzare in proprio gli spazi o risorse resi disponibili dall operatore cedente. 3. Telecom Italia aggiorna le informazioni circa le risorse di co-locazione contenute nel database di cui all Art. 49 entro e non oltre cinque giorni lavorativi dalla data di efficacia del contratto di cessione dando evidenza in tale database degli eventuali spazi contrattualizzati ma non ancora presi in consegna dall operatore richiedente. 4. Gli operatori devono utilizzare i moduli richiesti per la fornitura di servizi ai propri utenti entro 6 mesi dal momento in cui si sono resi disponibili. In caso di mancato utilizzo di un modulo, gli operatori devono fornire all Autorità evidenza che esso verrà utilizzato entro 30 giorni, altrimenti tale modulo verrà dichiarato disponibile per altri operatori. Art. 34 Servizio di co-locazione per l utilizzo dei servizi di accesso alle infrastrutture di posa e fibra spenta 1. Telecom Italia prevede soluzioni di co-locazione fisica e, nei casi in cui questa non sia disponibile, virtuale, volte a consentire l utilizzo dei servizi di accesso alle infrastrutture di posa e fibra spenta, così da permettere all operatore che ne faccia richiesta l installazione, tra l altro, di apparati attivi e di permutatori ottici passivi (ODF), nell ottica della realizzazione dell accesso end to end. Valgono, laddove compatibili, i precedenti Art. 31, Art. 32, Art. 35, Art. 33. 2. Telecom Italia deve inoltre installare, in caso di richiesta da parte dell operatore alternativo, i permutatori ottici passivi nelle sale di co-locazione e predisporre lo spazio necessario a tale scopo. In tal caso, i costi del permutatore, compresi quelli di installazione, sono a carico dell operatore richiedente il servizio di colocazione. 3. In caso di motivata ed accertata indisponibilità di spazio di co-locazione nelle proprie centrali, Telecom Italia rende comunque disponibili soluzioni alternative, volte a soddisfare ogni ragionevole richiesta dell operatore, previo studio di fattibilità, secondo quanto previsto dall Art. 35. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 184
Art. 35 Studi di fattibilità 1. Per gli studi di fattibilità riguardanti la fornitura dei servizi di co-locazione, Telecom Italia comunica all operatore richiedente, entro 20 giorni, lo studio di fattibilità relativo ai siti nelle aree d interesse di quest ultimo. In caso di esito positivo, Telecom Italia riporta una descrizione dettagliata dei lavori da eseguire, con particolare riferimento all attuale capacità di fornitura di servizi di alimentazione e condizionamento ed all eventuale necessità di ampliamento dei relativi impianti, ovvero di realizzazione di ulteriori impianti, nonché fornisce il preventivo economico per l allestimento dei siti. In caso di esito negativo, Telecom Italia fornisce un adeguata e documentata motivazione circa le cause di indisponibilità, nonché indicazioni di fattibilità relative a tutte le ulteriori tipologie di co-locazione. 2. Per gli studi di fattibilità riguardanti la fornitura dei servizi di accesso alle infrastrutture di posa, alla fibra spenta, al segmento di terminazione e del servizio end to end, Telecom Italia comunica all operatore richiedente, entro 20 giorni lavorativi, i relativi risultati. In caso di esito positivo, Telecom Italia riporta una descrizione dettagliata dei lavori da eseguire, fornisce il preventivo economico per la realizzazione di questi ultimi e specifica i relativi tempi di realizzazione, ivi inclusi quelli ragionevolmente prevedibili per il rilascio dei permessi per le opere civili. In caso di esito negativo, Telecom Italia fornisce un adeguata e documentata motivazione circa le cause di indisponibilità. 3. Telecom Italia fornisce ogni approfondimento richiesto dall operatore ai fini della valutazione tecnico/economica degli studi di fattibilità e dei preventivi presentati. Entro 15 giorni dalla ricezione del relativo studio di fattibilità, l operatore può richiedere a Telecom Italia la revisione del progetto, indicando soluzioni tecniche alternative, ricorrendo eventualmente a soggetti terzi diversi da quelli individuati dall operatore notificato. 4. Telecom Italia valuta le soluzioni tecniche proposte e motiva dettagliatamente e per iscritto l eventuale mancato accoglimento della soluzione indicata dall operatore ovvero dal soggetto terzo da esso incaricato. 5. Telecom Italia adotta ogni misura utile al fine di assicurare che i preventivi richiesti ai fornitori siano allineati ai prezzi correnti di mercato, ivi incluse le condizioni praticate all operatore notificato per lavori analoghi, ovvero eventuali sconti rispetto ai prezzi correnti di mercato, nonché a fornire agli operatori documentata evidenza dei costi effettivamente sostenuti e, con specifico riferimento ai servizi di co-locazione, delle fatture pagate a soggetti terzi fornitori per l espletamento dei lavori di allestimento dei siti indicati nei preventivi. 6. Telecom Italia fornisce, su richiesta dell Autorità o degli operatori, dettagliata evidenza delle procedure adottate per l aggiudicazione degli appalti a soggetti Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 185
terzi per l esecuzione dei lavori, nonché delle proposte pervenute dai diversi fornitori. 7. Con specifico riferimento ai servizi di co-locazione, Telecom Italia prevede che le modalità di fornitura dei relativi studi di fattibilità contemplino che, qualora la soluzione di co-locazione richiesta dall operatore abbia esito negativo, senza eccessivo aggravio nei tempi e nei costi, il medesimo studio di fattibilità fornisca automaticamente l analisi delle successive soluzioni disponibili nel sito al fine di risolvere l esigenza espressa dall operatore. E altresì eliminato ogni vincolo in Offerta di Riferimento circa il numero massimo di studi di fattibilità offerti agli operatori. Tali modalità prevedono l elaborazione di soluzioni alternative anche nel caso di esiti che eccedono notevolmente il costo medio di tali studi. Sezione II CONDIZIONI ATTUATIVE DEGLI OBBLIGHI DI ACCESSO ACCESSO A BANDA LARGA ALL INGROSSO Art. 36 Servizi bitstream su rete in rame ed in fibra ottica 1. Telecom Italia fornisce il servizio bitstream su rete in rame ai seguenti livelli di rete, fatto salvo quanto disposto dall Art. 6, comma 3,: a. ai nodi di centrale locale, limitatamente ai siti in cui non sono attualmente disponibili i servizi di accesso disaggregato; b. ai nodi parent di commutazione della rete di trasporto ATM; c. ai nodi distant di commutazione della rete di trasporto ATM; d. ai nodi parent di commutazione della rete di trasporto Ethernet di primo livello; e. ai nodi distant di commutazione della rete di trasporto Ethernet di secondo livello; f. ai nodi remoti IP level. 2. Telecom Italia fornisce il servizio bitstream su rete in fibra ottica ai seguenti livelli di rete: a. ai nodi di centrale locale (in modalità VULA); b. ai nodi parent di commutazione della rete di trasporto di primo livello; c. ai nodi distant di commutazione della rete di trasporto di secondo livello; d. ai nodi remoti IP level. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 186
3. Nella fornitura dei servizi di accesso bitstream su rete in fibra Telecom Italia, oltre a garantire tutte le funzionalità di configurazione dei profili fisici da lei commercializzati alla sua clientela finale, garantisce la configurazione anche di profili fisici equivalenti alle tecnologie ADSL1 (8Mbit/s down e 512 Mbit/s up) e ADSL2+ (20 Mbit/s down e 1 Mbit/s up). 4. Telecom Italia non richiede alcun contributo di qualificazione agli operatori. L attività di pre-qualificazione è fornita su richiesta da parte degli operatori. 5. Telecom Italia prevede per i servizi di accesso bitstream su rete in fibra la medesima durata contrattuale iniziale prevista per gli analoghi servizi offerti su reti tradizionali, la quale non deve essere, comunque, superiore a tre mesi. 6. Per tutte le richieste di variazione della velocità dei servizi bitstream su rete in fibra che non necessitano di interventi di carattere fisico sulla porta, sulla linea o a casa dell utente, Telecom Italia adotta modalità di gestione che non richiedono la cessazione del servizio iniziale ed una nuova attivazione. Deve essere, in ogni caso, minimizzato il disservizio per il cliente finale. Art. 37 Servizi bitstream su rete in rame in tecnologia ATM con interconnessione al DSLAM ATM 1. Nel momento in cui uno stadio di linea viene aperto alla fornitura di servizi di accesso disaggregato alla rete locale, Telecom Italia: i) garantisce la prosecuzione della fornitura di servizi bitstream con interconnessione al DSLAM agli operatori che abbiano attivato tali servizi presso lo stadio di linea interessato e ii) garantisce ai medesimi operatori, fino alla saturazione delle capacità degli switch dedicati all interconnessione, l attivazione di nuovi servizi con interconnessione al DSLAM. Telecom Italia non è più tenuta ad attivare nuovi servizi bitstream con interconnessione al DSLAM a partire da 12 mesi successivi alla data della comunicazione di apertura dello stadio di linea ai servizi di accesso disaggregato alla rete locale. 2. Nell ambito dell interconnessione al DSLAM, Telecom Italia consente la configurazione delle singole schede di accesso e di backhauling prevedendo meccanismi automatizzati di gestione. 3. Telecom Italia fornisce a titolo oneroso, su richiesta degli operatori, un servizio di manutenzione degli apparati. 4. Nell ambito dell interconnessione al DSLAM, Telecom Italia fornisce la disponibilità di accessi singoli, sia simmetrici che asimmetrici, nella modalità di seguito indicata. Fatto salvo quanto disposto dall Art. 6, comma 3, Telecom Italia predispone su richiesta uno switch ATM le cui caratteristiche tecniche potranno essere concordate con gli operatori alternativi collegato localmente alla porta di Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 187
backhaul del subtelaio del DSLAM ATM dedicato all operatore alternativo, destinato alla consegna locale del traffico verso gli operatori alternativi. Il costo di suddetto switch ATM sarà a carico degli operatori interessati. Ad ogni operatore alternativo è assegnato un VP dedicato e una porta E1/E3/STM-1 per l interconnessione con il suddetto switch ATM predisposto da Telecom Italia. Ogni singola linea xdsl richiesta dall operatore alternativo è mappata su un VP dell operatore stesso. 5. Telecom Italia consente di utilizzare nei propri DSLAM schede di altri fornitori, purché tali schede siano compatibili con gli standard adottati da Telecom Italia e con i DSLAM dalla stessa installati. Art. 38 Servizi bitstream di accesso simmetrico ed asimmetrico su rete in rame (su linea condivisa e su linea dedicata) 1. Telecom Italia consente la configurazione dei profili fisici di linea per le tecnologie ADSL1 e ADSL2+ utilizzando le velocità di picco (downstream/upstream) e la tipologia (fixed/rate adaptive) riportate nella tabella 1 (ADSL1) e nella tabella 2 (ADSL2+) dell Allegato I al presente provvedimento. 2. Telecom Italia deve consentire la configurazione di tutti i profili riportati nelle due tabelle sopraindicate sia in modalità fast, sia in modalità interleaved. 3. Telecom Italia deve consentire l utilizzazione di schede di altri fornitori, purché compatibili con gli standard adottati da Telecom Italia e con i DSLAM dalla stessa installati. 4. Per ragioni di chiarezza, Telecom Italia riporta nella tabella dei profili di accesso i PCR ed i valori di MCR consentiti per ciascun profilo. 5. Telecom Italia fornisce servizi di accesso bitstream asimmetrici su linea dedicata. 6. Telecom Italia non richiede alcun contributo di qualificazione agli operatori. L attività di pre-qualificazione è fornita su richiesta da parte degli operatori. 7. Telecom Italia fornisce nell offerta bitstream, per tutte le classi di servizio, i profili di accesso simmetrico in tecnica HDSL da 2 Mbit/s, 4 Mbit/s, 6 Mbit/s e 8 Mbit/s, con modem eventualmente fornito da Telecom Italia e funzionalità IMA. 8. Telecom Italia fornisce nell offerta bitstream, per tutte le classi di servizio, i profili di accesso SHDSL a 2,3 Mbit/s, 4,6 Mbit/s, 6,9 Mbit/s e 9,2 Mbit/s, ove praticabile con funzionalità di bonding fisico. Ove possibile Telecom Italia privilegia la soluzione SHDSL. 9. Con riferimento alle sole tecnologie HDSL ed SDH, Telecom Italia, qualora richiesto dall operatore interconnesso, fornisce gli apparati terminali presso la sede del cliente. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 188
10. Telecom Italia prevede la medesima durata contrattuale iniziale dei servizi di accesso bitstream per le modalità simmetrico ed asimmetrico la quale non deve essere, comunque, superiore a tre mesi. 11. Per tutte le richieste di variazione della velocità dei servizi bitstream che non necessitano di interventi di carattere fisico sulla porta, sulla linea o a casa dell utente, Telecom Italia adotta modalità di gestione che non richiedono la cessazione del servizio iniziale ed una nuova attivazione. Deve essere, in ogni caso, minimizzato il disservizio per il cliente finale. Art. 39 Servizi bitstream su rete in rame in tecnologia ATM con interconnessione al nodo parent: la banda di backhaul 1. Fatto salvo quanto disposto dall Art. 6, comma 3, Telecom Italia rende disponibili tutte le classi di servizio supportate dai propri apparati e specificamente le classi UBR, ABR senza notifica di congestione (UBR+), ABR, VBR-rt, VBR-nrt e CBR. 2. Telecom Italia consente, nei limiti di quanto tecnicamente possibile, la configurazione di non meno di 5 VC per accesso asimmetrico e non meno di 100 VC per accesso simmetrico. Con riferimento al modello di raccolta a banda condivisa, Telecom Italia consente la configurazione delle famiglie di VP ABR riportate nella tabella 3 dell Allegato I del presente provvedimento (tagli di VP speciali), limitatamente ad un VP per ciascuna area di raccolta, e nella tabella 4 del medesimo Allegato (tagli di VP). 3. Telecom Italia fornisce, ove tecnicamente fattibile, la prestazione che consente di attestare VC di uno stesso accesso bitstream, simmetrico o asimmetrico, su differenti DSLAM per migliorare il requisito di affidabilità per l utenza che necessita di servizi in fault tollerance. 4. Con riferimento all offerta di profili VC ABR disponibili per l accesso asimmetrico, Telecom Italia garantisce l armonizzazione per tutti i profili dei valori di MCR disponibili. 5. Telecom Italia garantisce l upgrade dei VP di tipo a consumo (LITE); la soglia per l attivazione automatica di tale upgrade non deve essere superiore al 65% della somma dei clienti attivi e in lavorazione. 6. Telecom Italia garantisce, per i servizi bitstream su rete ATM: a. i parametri prestazionali in funzione della classe di servizio ATM; b. un valore di Cell Loss obiettivo, minore o uguale a 10-4 nel 95% dei collegamenti; Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 189
c. un valore di latenza differenziato per linee in modalità fast e interleaved e comunque inferiore a 25 ms. Art. 40 Servizi bitstream su rete in rame in tecnologia ATM con interconnessione al nodo distant: trasporto long distance 1. Telecom Italia include nell offerta bitstream le condizioni tecniche ed economiche del servizio di trasporto long distance. 2. Telecom Italia fornisce parametri prestazionali, inclusivi della c.d. latenza, anche per il trasporto long distance. Art. 41 Kit di consegna e aree di raccolta: la porta ATM, il collegamento ed i punti di consegna 1. Fatto salvo quanto disposto dall Art. 6, comma 3, Telecom Italia garantisce i) la fornitura di porte ATM con velocità fino a 622 Mbit/s; ii) il servizio di ridondanza delle porte di consegna, compresa la ridondanza del circuito di prolungamento e iii) un servizio di redirection dell accesso bitstream su base guasto. 2. Telecom consente, nelle opportune modalità, la condivisione di una stessa porta fra più operatori. 3. Nel caso in cui l operatore richiedente l interconnessione non sia co-locato presso il nodo di Telecom Italia ma si avvalga di strutture trasmissive di un operatore terzo co-locato, le condizioni economiche applicate all operatore richiedente l interconnessione sono quelle relative al kit di consegna, mentre l operatore terzo co-locato si farà carico dei costi relativi alla co-locazione ed alle componenti trasmissive. 4. Telecom Italia, per ciascuna area di raccolta, pubblica nell ambito dei Piani Tecnici di cui all Art. 51 informazioni puntuali ed aggiornate sulle risorse disponibili e sulle risorse richieste dagli operatori. 5. Telecom Italia implementa procedure che consentano di gestire mediante processi automatizzati specifiche richieste di migrazioni massive, concernenti l attivazione/cessazione di VP/VC, la modifica dei parametri PCR/MCR dei VP/VC, lo spostamento del kit di consegna dei VP/VC e la variazione della velocità di accesso. I prezzi di tale servizio e dei relativi studi di fattibilità sono indipendenti dal numero di variazioni e definiti nella logica dell orientamento al costo e del recupero di efficienza rispetto alla migrazione realizzata attraverso ordini singoli. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 190
Art. 42 Servizi di trasporto bitstream in tecnologia Ethernet su rete in rame e in fibra 1. Telecom Italia include nell Offerta di Riferimento bitstream le modalità per l accesso alla funzionalità di multicast, consentendo l utilizzo, su richiesta dell operatore interconnesso e qualora tecnicamente fattibile, anche di apparati di terminazione diversi da quelli previsti da Telecom Italia nell Offerta di Riferimento e tali da supportare questa funzionalità. Telecom Italia riporta nell Offerta di Riferimento la soluzione tecnica che consente l interoperabilità della funzione multicast implementata e utilizzata dalla propria rete e le relative condizioni economiche, compatibilmente con i livelli di interconnessione dell offerta bitstream. 2. Telecom Italia permette all operatore alternativo di richiedere, per le Classi di Servizio definite nell ambito dei procedimenti di approvazione delle Offerte di Riferimento bitstream, solo il valore di banda complessivamente necessaria su ciascuna area e macroarea di raccolta, senza specificare la dimensione delle singole VLAN. Tale valore è associato, per le varie CoS attivate, ad una specifica porta di consegna verso l operatore alternativo, mentre la rete verifica che in ogni istante la banda totalmente consegnata su tale porta non superi il valore suddetto, indipendentemente dalla VLAN che ha generato tale traffico. 3. Telecom Italia permette all operatore alternativo di utilizzare differenti livelli di CoS e comunque tutti quelli disponibili sugli apparati della propria rete. L Autorità, in ogni caso, definisce nell ambito dei procedimenti di approvazione delle Offerte di Riferimento le specifiche CoS (incluse le relative modalità di gestione) a livello di area e macroarea di raccolta, sulla base di considerazioni inerenti alla fruibilità dell offerta e all integrità della rete. 4. Telecom Italia concorda con l operatore alternativo l assegnazione degli identificativi delle VLAN ricorrendo eventualmente a funzionalità di VLAN Translation o alla definizione di alcuni range di valori relativi ad ogni operatore. 5. Telecom Italia permette all operatore alternativo di utilizzare sia modelli di interconnessione basati su VLAN single tag sia modelli di interconnessione basati su VLAN double tag. 6. Telecom Italia offre agli operatori alternativi servizi a banda dedicata per singolo cliente su rete Ethernet se la propria rete lo consente e, comunque, nel caso in cui tale servizio sia utilizzato per la fornitura di accessi retail da parte delle proprie divisioni commerciali. 7. Telecom Italia fornisce un servizio di co-locazione virtuale per ospitare gli apparati di terminazione e ne definisce il prezzo. Telecom Italia, inoltre, riporta nell Offerta di Riferimento le condizioni tecniche ed economiche per l attestazione diretta di una fibra ottica su interfacce Gigabit Ethernet ottiche monomodali (GBIC) dell apparato di terminazione. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 191
8. Telecom Italia consente la possibilità, anche qualora il PoP dell operatore alternativo sia colocato presso il PdI, di effettuare l interconnessione direttamente sul nodo feeder di Telecom Italia, o su di un altro apparato di tipo carrier class predisposto presso la centrale di Telecom Italia. 9. Telecom Italia include nell offerta bitstream la possibilità di utilizzare, in aggiunta alle VLAN per sito, anche il modello di aggregazione basato su VLAN dedicate per singolo cliente. 10. Telecom Italia, per ciascuna Macro area, pubblica nell ambito dei Piani Tecnici di cui all Art. 51 informazioni puntuali ed aggiornate sulle risorse disponibili e sulle risorse richieste dagli operatori. Art. 43 Servizi bitstream in tecnologia Ethernet a livello di area di raccolta 1. Il servizio bitstream Ethernet su rete in fibra a livello di area di raccolta è erogato presso un sottoinsieme dei feeder dell attuale offerta bitstream Ethernet su rame. 2. Telecom Italia garantisce per i servizi bitstream su rete Ethernet in rame ed in fibra i parametri prestazionali in funzione della classe di servizio, specificando il ritardo massimo di trasferimento ( latenza ), il massimo jitter e la massima probabilità di scarto dei frame Ethernet. Art. 44 Servizi bitstream in tecnologia Ethernet a livello di macroarea di raccolta 1. Telecom Italia include nelle offerte bitstream su rete in rame ed in fibra le condizioni tecniche ed economiche del servizio di trasporto di secondo livello. 2. Telecom Italia fornisce parametri prestazionali, inclusivi della c.d. latenza, anche per il trasporto di secondo livello. Art. 45 Kit di consegna: la porta Ethernet 1. Telecom Italia garantisce: i) la fornitura di porte Ethernet prevedendo velocità fino a 10 Gbit/s; ii) il servizio di ridondanza delle porte di consegna, compresa la ridondanza del circuito di prolungamento e iii) un servizio di redirection dell accesso bitstream su base guasto. 2. Telecom Italia consente, nelle opportune modalità, la condivisione di una stessa porta fra più operatori. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 192
3. Nel caso in cui l operatore richiedente l interconnessione non sia co-locato presso il nodo di Telecom Italia, ma si avvalga di strutture trasmissive di un operatore terzo co-locato, l operatore richiedente l interconnessione si farà carico dei costi relativi al kit di consegna, mentre l operatore terzo co-locato si farà carico dei costi relativi alla co-locazione ed alle componenti trasmissive. 4. Telecom Italia, per ciascuna area di raccolta, pubblica nell ambito dei Piani Tecnici di cui all Art. 51, le informazioni puntuali ed aggiornate sulle risorse disponibili e sulle risorse richieste dagli operatori. Art. 46 Disposizioni comuni per i servizi bitstream su rete in rame ed in fibra ottica 1. L interconnessione ai nodi di commutazione avviene mediante i medesimi flussi di interconnessione utilizzati per le altre tipologie di servizi all ingrosso oggetto di regolamentazione. Telecom Italia mette in atto ogni misura utile alla condivisione dei flussi e delle porte degli apparati trasmissivi tra le diverse tipologie di servizi all ingrosso oggetto di obbligo d offerta. 2. Telecom Italia adotta un sistema automatizzato di amministrazione delle attività di provisioning e assurance che permetta agli operatori che acquistano i servizi bitstream e i servizi accessori di seguire l esecuzione degli ordini nelle loro diverse fasi fino al completamento degli stessi. Tale sistema garantisce peraltro la conformità a quanto previsto dalla delibera n. 718/08/CONS che rende vincolante il Gruppo di Impegni n. 1, ed in particolare i punti 1.8-1.13. 3. Nel caso in cui la prestazione di portabilità del numero venga richiesta contestualmente alla fornitura del servizio bitstream, Telecom Italia gestisce tali richieste in maniera unitaria, con particolare riferimento alle tempistiche e alle modalità di attivazione dei servizi. 4. Telecom Italia garantisce l attivazione sincronizzata dei servizi bitstream tra tutte le sedi del cliente e la gestione unificata dei guasti e della fatturazione ai clienti anche nel caso di clienti multi-sede interessati ad una sola tecnologia. 5. Telecom Italia fornisce il servizio bitstream indipendentemente dalla finalità d uso che l operatore richiedente intende farne. 6. La gestione dei processi di attivazione, migrazione e cessazione dei servizi di accesso a banda larga all ingrosso di cui al presente articolo, inclusa la portabilità del numero, è svolta da Telecom Italia conformemente a quanto previsto dalla delibera n. 274/07/CONS, per quanto applicabile, così come modificata ed integrata da successivi provvedimenti. L Autorità definisce, nell ambito di un apposito procedimento, gli adattamenti che dovessero ritenersi necessari. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 193
Sezione III CONDIZIONI ATTUATIVE DEGLI OBBLIGHI DI ACCESSO WHOLESALE LINE RENTAL Art. 47 Servizi di Wholesale Line Rental 1. Telecom Italia fornisce il servizio di WLR, le prestazioni associate ed i servizi accessori conformemente alle disposizioni contenute nella delibera n. 694/06/CONS, salvo quanto modificato dal presente provvedimento. I riferimenti alla delibera n. 33/06/CONS contenuti negli articoli 3 comma 1, 4 comma 1, 9 comma 2 e articolo 18 comma 1 lett. j) della delibera n. 694/06/CONS sono da intendersi riferiti al presente provvedimento. Gli articoli n. 23, 26, 27, 29 e 30 della delibera n. 694/06/CONS sono da intendersi interamente superati dalle disposizione del presente provvedimento. 2. Telecom Italia utilizza un sistema automatizzato di amministrazione delle attività di provisioning e assurance che permetta agli operatori acquirenti del servizio di WLR, delle prestazioni associate e dei servizi accessori, di gestire la commercializzazione al cliente finale della linea di accesso. Tale sistema deve garantire peraltro la conformità a quanto previsto dalla delibera n. 718/08/CONS che rende vincolante il Gruppo di Impegni n. 1, ed in particolare i punti 1.8.-1.13. 3. Telecom Italia rispetta i tempi di provisioning, assurance e disponibilità previsti dagli articoli 10, 14 e 21 della delibera n. 694/06/CONS nonché le modalità e le procedure di attivazione e disattivazione del servizio previste dagli articoli 11, 12, 13 e 15 della medesima delibera. 4. Telecom Italia garantisce l attivazione sincronizzata del servizio di WLR tra tutte le sedi del cliente e la gestione unificata dei guasti e della fatturazione ai clienti anche nel caso di clienti multi-sede interessati ad una sola tecnologia. 5. Telecom Italia comunica trimestralmente all Autorità, per ciascuna tipologia di linea oggetto dell Offerta WLR e per ciascun mese, il numero di linee WLR attivate, il numero di linee WLR disattivate e il numero di linee WLR attive alla fine del mese. Tali informazioni sono fornite in forma disaggregata per operatore. 6. In merito alle modalità di attivazione, migrazione e cessazione dei servizi di WLR ed alla portabilità del numero, Telecom Italia garantisce quanto previsto dalla delibera n. 274/07/CONS e dalle successive modifiche ed integrazioni. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 194
Sezione IV CONDIZIONI ATTUATIVE DEGLI OBBLIGHI DI TRASPARENZA ACCESSO FISICO ALL INGROSSO Art. 48 Offerta di Riferimento 1. L Offerta di Riferimento per i servizi di accesso fisico all ingrosso offerti su rete in rame contiene le condizioni tecniche ed economiche per la fornitura dei servizi di: a. accesso completamente disaggregato alla rete metallica; b. accesso disaggregato alla sottorete locale; c. accesso condiviso; d. co-locazione ed altri servizi accessori; e. prolungamento dell accesso; 2. L Offerta di Riferimento per i servizi di accesso fisico all ingrosso offerti su rete in fibra contiene le condizioni tecniche ed economiche per la fornitura dei servizi di: a. accesso ai cavidotti nella tratta di accesso alla centrale ed alla fibra spenta in centrale; b. accesso ai cavidotti nelle tratte primaria e secondaria; c. accesso alla fibra spenta presso il punto di demarcazione tra rete primaria e rete secondaria; d. giunzione della fibra spenta tra rete primaria e secondaria e presso il punto di terminazione di edificio; e. accesso ai cavidotti nella tratta di adduzione ed alla fibra spenta presso il punto di terminazione di edificio; f. accesso al segmento di terminazione; g. co-locazione ed altri servizi accessori; h. accesso end to end. 3. L Offerta di Riferimento dei servizi di accesso all ingrosso su rete in fibra specifica, tra l altro, i dettagli circa i processi e le procedure operative automatizzate per la migrazione dei clienti. 4. L Offerta di Riferimento dei servizi di accesso alle infrastrutture di posa ed alla fibra spenta contiene le condizioni economiche relative alla realizzazione delle nuove infrastrutture di manovra, riportando separatamente i prezzi dei materiali e delle attività operative. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 195
5. L Offerta di Riferimento per i servizi di accesso fisico alla rete in fibra contiene le condizioni economiche degli studi di fattibilità. 6. Uno specifico e separato allegato dell Offerta di Riferimento riporta le condizioni tecniche ed economiche per la fornitura di: a. servizi di co-locazione fisica; b. servizi di co-locazione; c. servizi di co-locazione nell armadio di distribuzione di Telecom Italia, in sito ad esso adiacente o nelle sue immediate vicinanze; d. servizi di co-locazione in sito adiacente e nelle immediate vicinanze della centrale di Telecom Italia; e. studi di fattibilità standard ed a progetto per i nuovi siti e per l ampliamento dei siti; f. raccordi interni di centrale tra operatori co-locati nella medesima sala e tra operatori co-locati in sale diverse; g. servizio di assistenza in centrale per l effettuazione del sopralluogo; h. servizi accessori alla co-locazione. 7. L Offerta di Riferimento riporta in allegato un manuale di procedura contenente gli aspetti tecnici, procedurali, amministrativi e gestionali: a. per l effettiva operatività di tutti i servizi di accesso fisico all ingrosso di cui ai precedenti commi 1 e 2; b. per la richiesta di ampliamento degli spazi di co-locazione, che contempli anche la possibilità di cessione parziale di spazi e risorse di co-locazione; c. per la cessione da parte di un operatore ad un altro operatore del proprio contratto di co-locazione sottoscritto con Telecom Italia; d. per l effettuazione, direttamente o mediante soggetti terzi designati, di sopraluoghi presso i siti nei quali risultano disponibili spazi di co-locazione, nonché presso i siti per i quali lo studio di fattibilità abbia dato esito negativo; e. per la raccolta e la gestione degli ordinativi per la fornitura di servizi di accesso disaggregato alla rete locale, nonché accesso alla fibra spenta e alle infrastrutture di posa; f. per la fornitura, con riferimento a tutti i Raccordi Interni di Centrale, del codice identificativo del circuito (TD). 8. Nell ambito dell Offerta di Riferimento per servizi di accesso disaggregato alla sottorete locale Telecom Italia deve indicare almeno: a. le informazioni relative all ubicazione dei punti di accesso fisici intermedi della rete locale; Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 196
b. le informazioni relative alla disponibilità di sottoreti locali in parti specifiche della rete di accesso; c. le norme per l assegnazione dello spazio in caso di spazio limitato nei punti di accesso alla sottorete locale. Art. 49 Fornitura di informazioni su siti ed infrastrutture sui quali sono disponibili i servizi di accesso fisico all ingrosso 1. Telecom Italia predispone ed aggiorna la lista degli stadi di linea aperti ai servizi di accesso disaggregato. Gli stadi di linea sono identificati anche attraverso le coordinate geografiche (longitudine e latitudine) del sito. 2. Telecom Italia predispone ed aggiorna un database contenente almeno le seguenti informazioni: a. La disponibilità di spazi di co-locazione nei singoli siti e su ciascuno stadio di linea aperto all unbundling indicando, in particolare: i) il dettaglio dell occupazione degli spazi per moduli unbundling e interconnessione, ii) il tipo anagrafico e la tipologia degli impianti di condizionamento ed energia, iii) il livello di riempimento dei permutatori e l occupazione di coppie al permutatore. b. La possibilità di ampliamento dei siti per moduli unbundling e interconnessione, distinguendo i casi in cui lo spazio è disponibile o è necessario l ampliamento della sala, gli spazi modulo già predisposti sono liberi o liberabili e le coppie al permutatore sono libere e liberabili, tenendo conto anche delle risorse disponibili a seguito di rinunce degli operatori; c. La disponibilità di portanti in fibra ottica per il servizio di prolungamento dell accesso su fibra ottica. d. La disponibilità di infrastrutture civili (cavidotti, pozzetti, camerette, pali, etc.) all interno delle quali l operatore alternativo può installare la propria infrastruttura trasmissiva. e. Le consistenze di ciascun segmento della rete di accesso (numero di coppie posate nella rete primaria e secondaria) ed il numero di coppie attive dettagliate per ciascuna tecnologia trasmissiva ammessa (ISDN, ADSL, SHDSL, VDSL, HDSL, HDB3), nonché il numero e la copertura geografica degli armadi corrispondenti agli stadi di linea aperti ai servizi di accesso disaggregato ed il numero di settori di cavo primario afferenti a ciascun armadio. f. I dati relativi alle aree di copertura della rete di accesso tramite gli elementi della rete primaria e i civici serviti e servibili dalla rete secondaria correlata, i dati relativi alla lunghezza puntuale dei cavi di rete primaria e secondaria, Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 197
inclusivi delle caratteristiche fisiche dei cavi impiegati (diametro dei conduttori, tipo di isolamento, etc.). g. La toponomastica degli utenti serviti e servibili, sistemi numerici e archi di numerazioni della rete di accesso. h. Le informazioni di dettaglio circa la presenza di accessi in fibra ottica per ciascun civico, con riferimento a tutte le centrali locali di accesso, indicando la disponibilità di fibra accesa e spenta, nonché il relativo punto di attestazione a cui la fibra è accessibile. Il database documenta altresì la disponibilità di fibra spenta nella rete di accesso in tratte intermedie, anche non direttamente connesse agli utenti. In tale caso sono identificati in modo univoco i pozzetti a cui tale fibra spenta è accessibile, la numerosità e la tipologia di fibra. Il database deve altresì contenere informazioni circa: i) la cartografia dei condotti, delle camere di accesso alla rete e della palificazione, ii) la disponibilità di fibra spenta nella rete di accesso, iii) gli edifici che vengono cablati, indicando esplicitamente la presenza del segmento di terminazione in fibra. Tale sistema fornisce le suddette informazioni in modalità georeferenziata, specificando la dimensione dei tubi, la disponibilità di spazio presente negli stessi e le tipologie di fibra e di connettori utilizzati in ogni sezione considerata. 3. Oltre all accesso alle informazioni contenute nel database di cui ai commi precedenti, Telecom Italia fornisce, su richiesta dell operatore alternativo, entro 5 giorni lavorativi, almeno le seguenti informazioni di dettaglio sui siti di colocazione: a. elenco dei siti di co-locazione comprensivo della denominazione convenzionale del sito utilizzata dall operatore notificato e ubicazione geografica inclusiva di coordinate geografiche; b. mappe relative all area servita da ciascun sito; c. numero di linee attestate in relazione a ciascun sito; d. archi di numerazione afferenti a ciascun sito; e. centrale locale (SGU) di riferimento per ciascun sito. 4. Telecom Italia ha l obbligo di soddisfare ogni ragionevole richiesta da parte degli operatori interessati di informazioni utili a valutare l adesione ai servizi di accesso offerti. 5. Il database è aggiornato entro 5 giorni lavorativi dalla variazione della disponibilità delle risorse coinvolte. 6. Telecom Italia prevede l accesso in tempo reale da parte degli operatori e dell Autorità alle informazioni aggiornate di cui al presente articolo attraverso gli strumenti informatici di fornitura dei servizi offerti. Telecom Italia comunica altresì su base bimestrale all Autorità copia integrale di tutti i database di cui al presente articolo. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 198
7. I manuali dell Offerta di Riferimento ed il database devono essere correlati tra loro garantendo campi univoci per l identificazione dei cavi, delle centrali e degli elementi intermedi della rete di accesso censiti dal database, e deve consentire l associazione degli archi di numerazione ad ogni singolo armadio di distribuzione. 8. Il database deve consentire agli operatori, con l ausilio delle sole tabelle incluse al manuale delle procedure dell Offerta di Riferimento, la verifica della disponibilità di risorse per la fornitura di un particolare servizio di accesso (fisico o virtuale) ad una data velocità trasmissiva su una data linea. Il database riporta in dettaglio tutti i parametri necessari a tale fine. Art. 50 Informazioni sul calendario delle attività di allestimento dei siti di co-locazione 1. Telecom Italia fornisce agli operatori interessati, con cadenza mensile, un informativa sullo stato di avanzamento dei lavori di allestimento in relazione a ciascun sito di co-locazione, contenente almeno le seguenti informazioni: a. data di conferma degli ordinativi; b. regime amministrativo applicato allo svolgimento dei lavori e indicazione della data di richiesta delle eventuali autorizzazioni e/o concessioni edilizie alle Amministrazioni competenti; c. data indicativa di prevista consegna. 2. Telecom Italia fornisce agli operatori l indicazione puntuale della data di ingresso in ciascun sito di co-locazione, con un preavviso minimo di 15 giorni lavorativi, nel caso di sito di nuovo allestimento, e di 5 giorni lavorativi, nel caso di predisposizione di nuovo modulo in un sito già operativo. Art. 51 Piani tecnici 1. Telecom Italia pubblica e comunica all Autorità i Piani Tecnici per la Qualità della Rete Fissa di Accesso nonché i Piani Tecnici per lo Sviluppo della Rete Fissa di Accesso pluriennali, secondo i termini e le modalità previste dalla delibera n. 718/08/CONS che rende vincolanti i Gruppi di Impegni n. 5 e n. 6. Art. 52 Implementazione della tecnica di vectoring 1. Telecom Italia pubblica sul proprio portale wholesale e comunica all Autorità, anche tramite i propri Piani Tecnici per lo Sviluppo della Rete Fissa di Accesso, la lista delle aree di armadio, nonché delle relative aree di centrale, presso le quali Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 199
prevede di implementare il vectoring con almeno sei mesi di anticipo rispetto all effettiva implementazione. 2. Contestualmente alla prima comunicazione relativa all implementazione del vectoring, Telecom Italia presenta all Autorità una proposta di Offerta di Riferimento per i servizi VULA forniti a livello di armadio di strada della sottorete locale in rame in linea con le condizioni stabilite nell ambito del tavolo tecnico di cui all Art. 85 che l Autorità provvederà ad approvare con eventuali modifiche. Successivamente alla prima offerta, Telecom Italia pubblica le offerte relative al servizio VULA all armadio di strada secondo le tempistiche previste per gli altri servizi di cui all Art. 8 comma 4. Art. 53 Service Level Agreement (SLA) e penali 1. L Offerta di Riferimento riporta in allegato una proposta di Service Level Agreement (SLA), contenente tutti gli elementi relativi agli standard di qualità ed alle modalità e tempistiche di fornitura dei servizi di cui agli Art. 5, Art. 6 ed Art. 7. L Offerta di Riferimento contiene SLA premium su base chiamata migliorativi rispetto agli SLA base, corredati di relative penali. Il mancato rispetto di quanto stabilito nello SLA comporta l obbligo di pagamento di penali. 2. I termini e le condizioni contenuti nello SLA dovranno, laddove applicabili, essere coerenti con i livelli di servizio offerti da Telecom Italia alle proprie divisioni commerciali ed alla propria clientela finale. 3. Gli SLA premium non prevedono alcun pagamento per attività concluse al di fuori dei tempi garantiti. 4. Lo SLA per i servizi di co-locazione prevede tempi certi di consegna, garantiti da penali, per gli studi di fattibilità dei servizi di predisposizione dei siti e di raccordi interni di centrale e tempi massimi di intervento per la realizzazione e l assistenza tecnica 5. Per i raccordi interni di centrale, i tempi di provisioning e le penali sono quelle previste nello SLA per servizi di co-locazione. 6. Lo SLA per i tempi massimi di provisioning dei servizi di accesso disaggregato in rame e del segmento di terminazione è riportato nella Tabella 1 dell Allegato L al presente provvedimento; le rispettive penali andranno calcolate sulla base dei giorni solari. Telecom Italia non applica alcun termine di decadenza alla possibilità di esercizio da parte degli operatori del diritto di richiesta della corresponsione delle penali, purché la verifica congiunta delle stesse avvenga entro 18 mesi dalla chiusura di ciascun anno solare di riferimento. Per il servizio di accesso end to end, Telecom Italia pubblica gli opportuni SLA e le relative Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 200
penali. L Autorità li approva alla luce dei principi di non discriminazione e parità di trattamento. 7. Salvo quanto previsto nel comma successivo, per i servizi di accesso alle infrastrutture di posa e fibra spenta i tempi massimi di provisioning sono di 30 giorni lavorativi nell 80% dei casi. I tempi specificati per il provisioning del servizio decorrono dalla data di ricezione della relativa richiesta da parte dell operatore. 8. Nei casi in cui sia necessario uno studio di fattibilità, Telecom Italia realizza tale studio secondo quanto disciplinato dall Art. 35. I tempi specificati per il provisioning decorrono dal termine indicato per la consegna dello studio di fattibilità. Il conteggio dei giorni ai fini del calcolo delle penali di fornitura resta sospeso dalla data di consegna dello studio di fattibilità alla data di risposta dell operatore sia nel caso di accettazione che di rinuncia. 9. Gli importi delle penali per ritardata attivazione dei servizi di accesso fisico all ingrosso vanno allineati alle corrispondenti penali riconosciute agli utenti finali di Telecom Italia. In particolare gli importi delle penali giornaliere per ritardo nell attivazione e nel ripristino, per i servizi di ULL e VULL, sono determinati sulla base dell importo del canone residenziale del servizio di Telecom Italia, mentre, per i servizi di SA, sono determinati sulla base di penali analoghe a quelle previste in relazione al servizio di accesso a larga banda residenziale di Telecom Italia. Gli importi delle penali per ritardata attivazione dei servizi di accesso al segmento di terminazione vanno allineati alle corrispondenti penali riconosciute agli utenti finali di Telecom Italia per i servizi a banda larga su fibra. 10. Lo SLA relativo ai tempi massimi di provisioning del servizio di co-locazione è riportato nella Tabella 2 dell Allegato L. I tempi specificati decorrono dalla data di ricezione della relativa richiesta da parte dell operatore, ovvero, in caso sia richiesto uno studio di fattibilità, al termine dello SLA di consegna dello studio di fattibilità. Il conteggio dei giorni, ai fini del calcolo delle penali di fornitura, resta sospeso dalla data di consegna dello studio di fattibilità alla data di risposta dell operatore, sia che essa sia di accettazione che di rinuncia. 11. Telecom Italia adotta livelli progressivi di penali giornaliere per i ritardi sui tempi di fornitura dei servizi di co-locazione nonché dei servizi di accesso alle infrastrutture di posa e fibra spenta, sulla base di quanto riportato nella Tabella 3 dell Allegato L. 12. Lo SLA relativo alle attività di manutenzione correttiva dei servizi di accesso fisico all ingrosso è riportato nella Tabella 4 dell Allegato L. 13. In caso di mancato rispetto dei tempi di ripristino indicati, Telecom Italia corrisponde all operatore alternativo le penali descritte di seguito: Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 201
a. penali di assurance per i servizi di accesso disaggregato alla rete locale e per i servizi di accesso al segmento di terminazione allineati alle corrispondenti penali riconosciute agli utenti finali di Telecom Italia; b. penali di assurance per i servizi di prolungamento dell accesso mediante portante trasmissivo come indicate nella Tabella 6b dell Allegato L; c. penali di premium assurance come indicate Tabella 6c dell Allegato L, aggiuntive rispetto a quelle determinate per il ritardo di ripristino. 14. I Service Level Agreement per l assurance dei servizi di co-locazione e dei raccordi interni fra operatori alternativi sono indicati rispettivamente nella Tabella 6a e nella Tabella 6b dell Allegato L. Gli SLA di assurance dei servizi di colocazione virtuale prevedono inoltre che le richieste di ingresso in centrale (servizio di accompagnamento) vengano evase 365 giorni all anno 24 ore al giorno, entro 4 ore dalla richiesta nel 100% dei casi. 15. Le penali previste in caso di mancato rispetto dei tempi di ripristino di cui al comma precedente sono indicate rispettivamente nella Tabella 7a (servizio di colocazione) e nella Tabella 7b (raccordi interni) dell Allegato L. Le penali di assurance previste alla Tabella 7a dell Allegato L si applicheranno altresì nel caso di mancato rispetto dei tempi di ripristino previsti per il servizio di accesso alle infrastrutture di posa e fibra spenta. 16. SLA e penali per il ripristino dei raccordi interni tra operatori sono calcolati sui tempi di intervento di chiusura e non di inizio attività. 17. Telecom Italia, nel rispetto del principio di non discriminazione, in caso di variazione dei tempi di fornitura e di ripristino dei servizi di accesso garantiti alla propria clientela finale, aggiorna le tempistiche di fornitura e di ripristino di cui alle Tabelle 1 e 4 dell Allegato L, garantendo comunque tempi migliorativi rispetto a quelli forniti alla propria clientela finale. 18. Tutte le penali specificate nel presente articolo sono oggetto di verifica e pagamento semestrale: l intervallo temporale in cui calcolare il 95% degli ordini, come specificato dallo SLA, corrisponde al periodo tra il 1 gennaio ed il 30 giugno. 19. Il sistema automatizzato di Telecom Italia, di cui all Art. 21 deve permettere il monitoraggio e deve conservare traccia per almeno 24 mesi di tutte le singole comunicazioni riguardanti il provisioning e l assurance, fornendo informazioni dettagliate circa il referente di Telecom Italia, le causali di guasto individuate e le tempistiche di lavorazione. Le informazioni disponibili devono permettere agli operatori la verifica del rispetto degli SLA di provisioning ed assurance ed il computo delle relative penali. 20. Il processo di assurance relativo ai servizi di accesso fisico all ingrosso contempla una procedura di chiusura concordata del guasto in cui Telecom Italia segnala all operatore alternativo l avvenuto intervento prima della chiusura Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 202
dell attività affinché quest ultimo possa verificare l effettivo funzionamento del servizio. La segnalazione sospende i termini per il conteggio dei tempi previsti dagli SLA. L intervento di assurance si considera effettivamente chiuso solo a seguito dell esito positivo della verifica da parte dell operatore alternativo, mentre in caso di esito negativo il conteggio dei giorni nel calcolo delle penali riprende a partire dalla originaria segnalazione di guasto. 21. Telecom Italia evidenzia, in contabilità regolatoria, in modo separato i costi dello SLA premium di assurance dei servizi di accesso fisico all ingrosso al fine di consentirne la verifica da parte dal revisore incaricato. Art. 54 Meccanismo di programmazione degli ordinativi dei servizi di accesso disaggregato alle infrastrutture fisiche di rete e coinvestimento 1. Telecom Italia, nel caso in cui intenda realizzare nuove infrastrutture di accesso in fibra, invita, attraverso un apposito annuncio, tutti i soggetti interessati a manifestare anticipatamente la propria volontà di acquistare i servizi di accesso disaggregato alle suddette infrastrutture fisiche di rete di cui all Art. 5. 2. Con riferimento alle modalità dell annuncio di cui al comma precedente, Telecom Italia pubblica sul proprio portale wholesale, dandone contestuale comunicazione all Autorità, l annuncio della proposta di progetto almeno sei mesi prima della data di inizio dei lavori. L annuncio riporta l oggetto del progetto, il piano tecnico, i tempi di progettazione e avvio dei lavori nonché i tempi massimi per il completamento degli stessi e, infine, il termine entro cui i soggetti interessati possono manifestare il proprio impegno ad acquistare i servizi di accesso, che ragionevolmente non può essere inferiore a tre mesi dalla data di pubblicazione dell annuncio. 3. Le richieste degli operatori alternativi dovranno essere ragionevoli e proporzionate anche in relazione al piano di investimenti pubblicato da Telecom Italia tramite l annuncio. L Autorità vigilerà sul funzionamento di tale meccanismo, riservandosi di apportare eventuali modifiche, con particolare riferimento alle tempistiche di cui al comma precedente. 4. Fermo restando quanto previsto ai commi precedenti, Telecom Italia presenta una proposta tecnica ed economica per la condivisione degli investimenti e dei costi per la realizzazione di nuove infrastrutture di posa per lo sviluppo di reti in fibra, conformemente all Impegno n. 9.3. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 203
Sezione V CONDIZIONI ATTUATIVE DEGLI OBBLIGHI DI TRASPARENZA ACCESSO A BANDA LARGA ALL INGROSSO Art. 55 Offerta di Riferimento 1. Telecom Italia pubblica un Offerta di Riferimento contenente: a. le condizioni tecniche ed economiche dei servizi di accesso in banda larga all ingrosso simmetrici ed asimmetrici (anche su linea dedicata) offerti su rete in rame e su rete in fibra ai diversi livelli di interconnessione; le condizioni economiche devono essere fornite in forma disaggregata per ciascun elemento componente il servizio (accesso, apparati di multiplazione, circuiti di backhauling, trasporto tra nodi, porte di accesso ai nodi, etc.); b. informazioni relative all ubicazione, alla topologia di interconnessione ed al livello gerarchico di tutti gli switch (parent e distant) delle proprie reti; c. informazioni circa le modalità di configurazione e di fornitura della banda ATM per le singole tratte di trasporto e di backhauling, circa il dimensionamento ed l aggregazione dei VP e dei VC, circa il numero dei circuiti per porta, il numero di VP per VC e circa le classi di servizio; d. l elenco esaustivo e la localizzazione dei DSLAM, minidslam e DSLAM zainetto della propria rete, indicando il modello e le caratteristiche degli apparati, le tecnologie di accesso e di backhauling disponibili su ciascuno di essi, le caratteristiche delle porte di backhauling disponibili e le configurazioni ammesse in termini di velocità, tecnologie di accesso e configurazione dei circuiti. 2. Telecom Italia fornisce, con cadenza bimestrale, le informazioni necessarie all Autorità per il monitoraggio del mercato dell accesso a banda larga all ingrosso, con particolare attenzione agli andamenti delle attivazioni e delle disattivazioni ed alle migrazioni della clientela finale tra diversi operatori. Art. 56 Service Level Agreement (SLA) e penali per i servizi bitstream: disposizioni generali 1. Telecom Italia pubblica un Service Level Agreement base e un Service Level Agreement premium per i servizi bitstream comprensivi di penali. In particolare: a. ciascuna componente di rete inclusa nell offerta è corredata da adeguati SLA e penali relativamente alle condizioni di provisioning, assurance, disponibilità annua, tasso di errata attivazione; Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 204
b. le modalità di gestione di provisioning prevedono la notifica agli operatori alternativi della data di rilascio delle linee di accesso con un preavviso di almeno 3 giorni, al fine di permettere a questi ultimi di predisporre i propri sistemi ed attività; c. i sistemi informatizzati di provisioning ed assurance del servizio bitstream devono permettere la dedicata gestione della migrazione dei clienti finali tra operatori alternativi. 2. Telecom Italia esprime i tempi di provisioning, di assurance ed i tempi di disponibilità in giorni solari ed ore effettive e definisce le penali per singolo servizio bitstream in modo proporzionale al canone ed al numero di giorni o ore di ritardo o disservizio. Ai fini del computo della distribuzione dei ritardi e delle relative penali, Telecom Italia utilizza categorie omogenee in termini di tecnologia e di velocità. Art. 57 SLA e penali per il provisioning 1. Telecom Italia fornisce SLA base di provisioning degli accessi bitstream sulla base dei requisiti riportati nella Tabella 8 dell Allegato L. Qualora i tempi massimi di fornitura del 100% e del 95% dei servizi bitstream di Telecom Italia alla propria clientela finale risultino, una volta sottratti 4 giorni solari, inferiori a quelli previsti nella Tabella 9 dell Allegato L, Telecom Italia è tenuta ad aggiornare in riduzione i valori della tabella. 2. Telecom Italia garantisce un tasso di errato provisioning del 2% per tutti i tipi di accesso e garantisce un tempo di riparazione guasti da errato provisioning pari 4 ore solari, se la segnalazione avviene entro le ore 16.00 dei giorni feriali (dal lunedì al venerdì), e pari ad 8 ore solari nei restanti casi. Telecom Italia prevede, inoltre, la possibilità di modificare il servizio inizialmente richiesto (ad es. upgrade o downgrade) minimizzando il disservizio al cliente finale. 3. Telecom Italia garantisce i seguenti SLA base di provisioning per la banda bistream fino al nodo Parent (backhaul): a. tempi di attivazione della banda pari a 30 giorni lavorativi per la totalità dei VP/VLAN e di 15 giorni lavorativi per il 95% degli stessi. b. tempi di ampliamento della banda pari a 30 giorni lavorativi per la totalità dei VP/VLAN già attivi e di 8 giorni lavorativi per il 95% degli stessi. 4. Telecom Italia garantisce un tempo massimo di disservizio per l utente finale in caso di variazione di configurazione non superiore a 2 ore tranne che nel caso in cui la variazione comporti il passaggio da una tecnologia ad un altra. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 205
5. Gli SLA per la variazione dei parametri dei VC degli accessi bitstream prevedono che Telecom Italia informi l operatore alternativo circa la data e la fascia (di due ore) prevista per la variazione, fascia nella quale potrebbe interrompersi il servizio per l utente finale. Qualora Telecom Italia non riesca a variare i parametri dei VC limitando l interruzione del servizio all utente finale ad un tempo di 2 ore, la stessa riconoscerà all operatore alternativo un importo pari al canone giornaliero dell accesso per ogni due ore lavorative di ritardo. 6. Telecom Italia garantisce i tempi di provisioning dei Kit ATM e Gigabit Ethernet riportati nella Tabella 9 dell Allegato L. 7. Telecom Italia specifica nell Offerta di Riferimento il numero di giorni lavorativi, che decorrono dalla data di richiesta dell operatore, entro cui viene fornita l attività di pre-qualificazione della linea di accesso e le relative penali. Telecom Italia predispone uno SLA corredato di adeguate penali relativo alle prestazioni effettivamente ottenibili successivamente all attivazione dei servizi da parte degli operatori che hanno richiesto l attività di pre-qualificazione a titolo oneroso. 8. Telecom Italia specifica nell Offerta di Riferimento uno SLA per il provisioning del servizio di interconnessione al DSLAM, corredato da relative penali. 9. Gli SLA premium per il provisioning garantiscono prestazioni migliorative rispetto agli SLA base, specificando i tempi massimi di fornitura dei servizi per il 100% dei casi, per il 98% dei casi e per il 95% dei casi. Art. 58 SLA e penali per l assurance 1. Telecom Italia garantisce, nell ambito dello SLA base per l assurance: a. per gli accessi simmetrici, un tempo di ripristino di 4 ore solari per il 95% dei guasti segnalati fra le ore 8.00 e le ore 16.00 e di 12 ore solari per il restante 5% dei guasti e per tutte le segnalazioni ricevute tra le 16.00 e le 8.00. b. per gli accessi asimmetrici, un tempo di ripristino di 24 ore solari per il 95% dei guasti segnalati fra le ore 8.00 e le ore 16.00 e di 32 ore solari per il restante 5% dei guasti e per tutte le segnalazioni ricevute tra le 16.00 e le 8.00. c. un tempo di ripristino dei guasti sui VP/VLAN pari a 4 ore solari, se la segnalazione viene inoltrata tra le ore 08.00 e le ore 12.00, pari a 12 ore solari nei restanti casi; d. per gli accessi su rete in fibra, un tempo di ripristino di 24 ore solari per il 95% dei guasti segnalati fra le ore 8.00 e le ore 16.00 e di 32 ore solari per il Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 206
restante 5% dei guasti e per tutte le segnalazioni ricevute tra le 16.00 e le 8.00. 2. Telecom Italia, ai fini del calcolo dei tempi di assurance, considera quale momento terminale la NCG (notifica di rimozione del guasto) e non la DRG (data/ora rimozione del guasto). 3. In caso di guasto di un qualunque elemento della propria rete, Telecom Italia somma alle penali di assurance di tale elemento le penali di assurance di tutti gli elementi della catena impiantistica a valle dell elemento guasto che non sono in grado di garantire le proprie prestazioni a causa del guasto dell elemento a monte. 4. Telecom Italia prevede un opzione di SLA premium di assurance su base singola richiesta, da fatturarsi solamente nel caso in cui il ripristino avvenga entro i termini previsti dallo SLA stesso. Le penali di assurance per gli SLA premium sono proporzionalmente superiori a quelle degli SLA base. Art. 59 SLA e penali per la disponibilità 1. Telecom Italia pubblica SLA base per la disponibilità annua pari al 98% per gli accessi bitstream ed al 98,8% per i VC. Gli SLA sulla disponibilità devono essere corredati di apposite penali. Art. 60 Non applicazione e sospensione degli SLA 1. In caso di sospensione per irreperibilità cliente, Telecom Italia informa il referente nominato dall operatore. 2. Telecom Italia permette l interruzione della sospensione mediante notifica sul portale da parte dell operatore. 3. Telecom Italia prevede che la facoltà di interruzione della sospensione, relativamente al processo di provisioning, possa essere esercitata dall operatore interconnesso entro 5 giorni lavorativi dalla data di comunicazione della sospensione da parte di Telecom Italia. Qualora la sospensione causa cliente dovesse essere reiterata per 5 volte, il processo di lavorazione viene definitivamente annullato con imputazione all operatore di una penale per intervento a vuoto. 4. Telecom Italia non addebita interventi a vuoto dovuti a diagnosi errate. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 207
Art. 61 Corresponsione delle penali 1. Telecom Italia non applica alcun termine di decadenza alla possibilità di esercizio da parte degli operatori del diritto di richiesta della corresponsione delle penali, purché la verifica congiunta delle stesse avvenga entro 18 mesi dalla chiusura di ciascun anno solare di riferimento. 2. Telecom Italia prevede che il computo delle penali possa essere effettuato su base semestrale nel caso di servizio attivo per meno di un anno solare. Art. 62 Disposizioni circa la verifica degli SLA di provisioning ed assurance 1. Il sistema automatizzato di Telecom Italia, di cui all Art. 36, deve permettere il monitoraggio e deve conservare traccia delle comunicazioni riguardanti il provisioning e l assurance, fornendo informazioni dettagliate circa il referente di Telecom Italia, le causali di guasto individuate e le tempistiche di lavorazione. Le informazioni disponibili devono permettere agli operatori la verifica del rispetto degli SLA di provisioning ed assurance ed il computo delle relative penali. Tale sistema deve garantire peraltro la conformità a quanto previsto dalla delibera n. 718/08/CONS che rende vincolante il Gruppo di Impegni n. 1, ed in particolare i punti 1.4, 1.8.-1.13. 2. Telecom Italia rende disponibile con almeno tre mesi di anticipo rispetto al lancio di ogni nuovo servizio bitstream tutte le informazioni utili a permettere agli operatori le attività di adeguamento dei propri sistemi informativi. Sezione VI CONDIZIONI ATTUATIVE DEGLI OBBLIGHI DI TRASPARENZA WHOLESALE LINE RENTAL Art. 63 Offerta di Riferimento 1. Nell Offerta di Riferimento Telecom Italia pubblica le condizioni economiche, le caratteristiche tecniche e il contratto standard di fornitura del servizio WLR, delle prestazioni associate e dei servizi accessori. L Offerta di Riferimento contiene altresì Service Level Agreements, differenziati in SLA base e SLA premium, conformemente a quanto stabilito dall Autorità nella delibera n. 694/06/CONS, corredati da congrue penali in caso di ritardato e/o mancato adempimento agli obblighi contrattuali. 2. In particolare, l Offerta di Riferimento assicura che: i) le condizioni di provisioning e assurance siano conformi a quanto previsto dalla delibera n. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 208
694/06/CONS e dal presente provvedimento; ii) le condizioni di provisioning includano il tasso di errata attivazione. 3. Il sistema automatizzato di Telecom Italia, di cui all Art. 47, permette il monitoraggio e conserva traccia singole delle comunicazioni riguardanti il provisioning e l assurance, fornendo informazioni circa il referente di Telecom Italia, le causali di guasto individuate e le tempistiche di lavorazione. Le informazioni disponibili devono permettere agli operatori la verifica del rispetto degli SLA di provisioning ed assurance ed il computo delle relative penali. Tale sistema deve garantire peraltro la conformità a quanto previsto dalla delibera n. 718/08/CONS che rende vincolante il Gruppo di Impegni n. 1, ed in particolare i punti 1.4, 1.8.-1.13. Sezione VII CONDIZIONI ATTUATIVE DEGLI OBBLIGHI DI NON DISCRIMINAZIONE Art. 64 Condizioni attuative degli obblighi di non discriminazione 1. Per la fornitura di servizi di accesso equivalenti ai servizi di accesso all ingrosso alla rete in rame ed in fibra ottica di cui all Art. 5, Art. 6 ed Art. 7 Telecom Italia garantisce che: a. la fornitura dei servizi di accesso alle proprie divisioni interne avvenga attraverso la stipula di accordi interni che esplicitino le condizioni generali di fornitura tecniche ed economiche. Tali accordi hanno validità annuale e contengono almeno le clausole relative agli SLA di provisioning, assurance e disponibilità garantiti per ciascuno dei servizi forniti internamente. Tali SLA devono riportare, se applicabili, le clausole degli SLA relativi ai corrispondenti servizi presentati nell ambito dell Offerta di Riferimento. I prezzi di cessione interna riportati dai contratti interni sono quelli presentati nell ambito dell Offerta di Riferimento. Tali accordi devono essere comunicati all Autorità entro il 31 luglio, di ciascun anno unitamente a qualsiasi altra informazione necessaria a verificare il rispetto della parità di trattamento; b. la fornitura di servizi di accesso avvenga assicurando il medesimo livello di servizio e assistenza sul territorio agli operatori alternativi e alle proprie divisioni interne; c. la contrattualizzazione con gli operatori alternativi e la vendita di servizi di accesso sia condotta da personale di unità organizzative distinte da quelle interne che offrono i servizi finali; d. la gestione di dati e informazioni relative ai servizi di accesso acquistati dagli operatori interconnessi sia separata da quella relativa ai dati accessibili dalle divisioni di vendita dei servizi finali; Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 209
e. i sistemi informativi e gestionali relativi ai dati degli operatori alternativi siano gestiti da personale differente da quello preposto alle attività commerciali verso i clienti finali e che tali sistemi e le relative informazioni non siano accessibili al personale delle unità organizzative commerciali che forniscono servizi ai clienti finali. 2. Telecom Italia garantisce che il personale di Open Access o di qualsiasi altra funzione cui siano attribuite le competenze relative alla fornitura dei servizi di accesso all ingrosso di cui al presente provvedimento non svolga alcuna attività commerciale di vendita presso i clienti finali. Tale misura garantisce peraltro la conformità a quanto previsto dalla delibera n. 718/08/CONS che rende vincolante il Gruppo di Impegni n. 11. 3. Il sistema automatizzato di gestione delle attività di provisioning di cui all Art. 21, Art. 36 e Art. 47 deve garantire peraltro la conformità a quanto previsto dalla delibera n. 718/08/CONS che rende vincolante il Gruppo di Impegni n. 1, ed in particolare i punti 1.1. 1.5. 4. Telecom Italia fornisce all operatore che ne fa richiesta tutte le informazioni per la migrazione di un insieme di servizi di accesso all ingrosso destinati a un singolo cliente finale che si è già impegnato formalmente ad acquisire dall operatore tali servizi al fine di assicurare il minimo disagio al cliente finale e far si che la migrazione avvenga con le migliori tempistiche possibili. Al fine di garantire la riservatezza dei dati in questione l operatore che richiede le informazioni dovrà disporre di una specifica delega o incarico di rappresentanza che ne circoscriva il mandato conoscitivo. 5. Al fine di verificare le condizioni di offerta dei servizi bitstream, Telecom Italia comunica all Autorità le condizioni tecniche (inclusi gli SLA) ed economiche che caratterizzano ciascuna offerta al dettaglio di servizi a banda larga, nonché i costi delle componenti impiantistiche e commerciali aggiuntive rispetto al servizio bitstream regolamentato. In particolare, Telecom Italia, fornisce evidenza disaggregata dei servizi aggiuntivi e dei costi non pertinenti, tra cui quelli di seguito elencati: a) marketing; b) pubblicità; c) rete di vendita diretta e indiretta; d) fatturazione; e) rischio insolvenza; f) assistenza clienti; g) infrastrutture di rete aggiuntive a quelle incluse nei servizi all ingrosso, inclusivi dei costi di manutenzione. 6. Al fine di consentire la verifica della non discriminazione Telecom Italia presenta all Autorità su base semestrale una adeguata reportistica recante i tempi di fornitura, ripristino, disattivazione e disponibilità dei seguenti servizi forniti su rete in rame e su rete in fibra sia ad operatori alternativi sia alle proprie divisioni interne: i) accesso disaggregato alla rete locale, alla sottorete locale nonché servizi di co-locazione ed altri servizi accessori; ii) accesso alle infrastrutture di posa ed alla fibra spenta; iii) accesso disaggregato alla rete in fibra a livello di centrale locale, laddove ciò risulti tecnicamente possibile; iv) servizio end-to-end; v) Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 210
accesso al segmento di terminazione; vi) bitstream e relativi servizi accessori; vii) WLR e relative prestazioni associate e servizi accessori. 7. La reportistica di cui ai commi precedenti include una tabella comparativa dei valori degli indicatori di qualità di cui al punto precedente predisposta secondo il modello dell Allegato C della delibera n. 152/02/CONS. Inoltre, con riferimento ai tempi indicati nelle offerte di servizi intermedi agli operatori alternativi e garantiti alle divisioni interne, la reportistica dà evidenza del 95 percentile dei tempi effettivamente impiegati e delle relative modalità di calcolo, evidenziando tali misure in modo disaggregato per le diverse tipologie di SLA (base o premium) e di servizio finale. In particolare, la reportistica contiene l indicazione del: a. volume di ordinativi ricevuti; b. volume di ordinativi rifiutati con le relative motivazioni; c. tempo medio tra ricezione dell ordinativo e accettazione da parte di Telecom Italia; d. tempo medio tra accettazione dell ordinativo e attivazione del servizio; e. percentuale di linee che hanno subito danni in un specifico periodo; f. tempo medio tra apertura di ticket per guasto e chiusura guasto. In aggiunta alla reportistica di cui ai commi precedenti, Telecom Italia predispone un sistema di monitoraggio delle prestazioni della propria funzione cui siano attribuite le competenze nella fornitura dei servizi oggetto del presente provvedimento e fornisce le garanzie di trasparenza di tale sistema di monitoraggio. Tali misure garantiscono peraltro la conformità a quanto previsto dalla delibera n. 718/08/CONS che rende vincolanti i Gruppi di Impegni n. 3 e n. 4. 8. Telecom Italia, entro il 30 giugno di ogni anno, presenta sotto la propria responsabilità una relazione annuale, certificata da un soggetto terzo, che comprovi la separazione tra sistemi informativi di Open Access o di qualsiasi altra funzione cui siano attribuite le competenze relative alla fornitura dei servizi di accesso all ingrosso di cui al presente provvedimento e quelli delle funzioni commerciali che forniscono servizi agli utenti finali. Tale relazione indica inoltre quali misure siano adottate per impedire l utilizzo dei dati riservati relativi alla clientela degli operatori da parte delle divisioni commerciali dell operatore notificato che forniscono servizi agli utenti finali. 9. L Organo di Vigilanza, conformemente a quanto previsto nella delibera n. 718/08/CONS che ha reso vincolante al Gruppo di Impegni n. 7, vigila sulla corretta esecuzione delle misure oggetto di Impegni, al fine di garantire l effettività del rispetto del principio di parità di trattamento interna/esterna nella fornitura dei servizi di accesso all ingrosso. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 211
Art. 65 Replicabilità dei servizi di accesso a banda larga 1. Tutte le offerte retail di Telecom Italia di servizi di accesso a banda larga offerti su rete in rame e su rete in fibra, commercializzati singolarmente o in bundle con altri incluse le promozioni devono essere replicabili da parte di un operatore efficiente. 2. L Autorità effettua le verifiche della replicabilità delle offerte di cui al comma precedente mediante i test di prezzo definiti dalla delibera n. 499/10/CONS. 3. Per ogni offerta retail di cui al primo comma, Telecom Italia fornisce all Autorità, non meno di 30 giorni prima dell avvio della commercializzazione dell offerta, i dati necessari alla verifica di cui al comma precedente. Sezione VIII CONDIZIONI ATTUATIVE DEGLI OBBLIGHI DI SEPARAZIONE CONTABILE Art. 66 Condizioni attuative degli obblighi di separazione contabile accesso fisico all ingrosso 1. I Conti Economici di cui ai punti i. e ii. del comma 4, Art. 12 (servizi di full unbundling e unbundling dati) devono riportare separatamente i seguenti ricavi figurativi, dando evidenza, nei prospetti di dettaglio di cui al successivo Art. 78, delle quantità fornite e dei relativi prezzi unitari di cessione interna: i. i transfer charge da accesso a larga banda all ingrosso su rete in rame; ii. i transfer charge dai servizi di segmenti terminali di linee affittate su rete in rame; iii. i transfer charge da servizi WLR; iv. eventuali ulteriori transfer charge da altri servizi retail (esclusi quelli dai servizi a banda larga retail e dai mercati nn. 1a ed 1b). I Conti Economici dei servizi di full unbundling ed unbundling dati devono riportare, inoltre, i ricavi generati dalla fornitura di servizi ad altri operatori dando evidenza nei prospetti di dettaglio di cui al successivo Art. 78 delle quantità fornite e dei prezzi unitari risultanti dall Offerta di Riferimento. 2. Il Conto Economico di cui al punto iii. del comma 4, Art. 12 (servizi di virtual unbundling) deve riportare i ricavi generati dalla fornitura di servizi ad altri operatori dando evidenza nei prospetti di dettaglio di cui al successivo Art. 78 delle quantità fornite e dei prezzi unitari risultanti dall Offerta di Riferimento. 3. Il Conto Economico dei servizi di cui al punto iv. del comma 4, Art. 12 (servizi di sub-loop unbundling) deve riportare separatamente i seguenti ricavi figurativi, Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 212
dando evidenza, nei prospetti di dettaglio di cui al successivo Art. 78, delle quantità fornite e dei relativi prezzi unitari di cessione interna: i. i transfer charge da accesso a larga banda all ingrosso su rete in rame; ii. i transfer charge da accesso a larga banda all ingrosso su rete in fibra ottica. Il Conto Economico dei servizi di sub-loop unbundling deve riportare, inoltre, i ricavi generati dalla fornitura di servizi ad altri operatori dando evidenza nei prospetti di dettaglio di cui al successivo Art. 78 delle quantità fornite e dei prezzi unitari risultanti dall Offerta di Riferimento. 4. Il Conto Economico dei servizi di cui al punto v. del comma 4, Art. 12 (servizi di shared access) deve riportare i ricavi figurativi relativi ai transfer charge da accesso a larga banda all ingrosso su rete in rame, dando evidenza, nei prospetti di dettaglio di cui al successivo Art. 78, delle quantità fornite e dei relativi prezzi unitari di cessione interna. Il Conto Economico dei servizi di shared access deve riportare, inoltre, i ricavi generati dalla fornitura di servizi ad altri operatori dando evidenza nei prospetti di dettaglio di cui al successivo Art. 78 delle quantità fornite e dei prezzi unitari risultanti dall Offerta di Riferimento. 5. I Conti Economici dei servizi di cui ai punti ix. e xi. del comma 4, Art. 12 (servizi di accesso alla fibra spenta e di accesso end to end) riportano separatamente i seguenti ricavi figurativi, dando evidenza nei prospetti di dettaglio di cui al successivo Art. 78 delle quantità fornite e dei relativi prezzi unitari di cessione interna: i. i transfer charge da servizi di accesso a larga banda all ingrosso su rete in fibra; ii. i transfer charge da servizi di segmenti terminali di linee affittate in fibra. I Conti Economici dei servizi di accesso alla fibra spenta e di accesso end to end devono riportare, inoltre, i ricavi generati dalla fornitura di servizi ad altri operatori, dando evidenza nei prospetti di dettaglio di cui al successivo Art. 78 delle quantità fornite e dei prezzi unitari risultanti dall Offerta di Riferimento. 6. Il Conto Economico del servizio di cui al punto x. del comma 4, Art. 12 (servizio di accesso al segmento di terminazione in rame ed in fibra) riporta separatamente i seguenti ricavi figurativi, disaggregati per il rame e per la fibra, dando evidenza nei prospetti di dettaglio di cui al successivo Art. 78 delle quantità fornite e dei relativi prezzi unitari di cessione interna: i. i transfer charge da servizi di accesso a larga banda all ingrosso su rete in fibra; ii. i transfer charge da servizi di segmenti terminali di linee affittate in fibra. Il Conto Economico del servizio di accesso al segmento di terminazione riporta separatamente i ricavi generati dalla fornitura di servizi ad altri operatori, Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 213
disaggregati per il rame e per la fibra, dando evidenza nei prospetti di dettaglio di cui al successivo Art. 78 delle quantità fornite e dei prezzi unitari risultanti dall Offerta di Riferimento. 7. I Conti Economici dei servizi di cui ai punti vi., vii. e viii. del comma 4, Art. 12 (servizio di accesso ai cavidotti nella tratta di accesso alla centrale; in primaria e secondaria e nella tratta di adduzione) riportano i ricavi generati dalla fornitura di servizi ad altri operatori, dando evidenza nei prospetti di dettaglio di cui al successivo Art. 78 delle quantità fornite e dei prezzi unitari risultanti dall Offerta di Riferimento. 8. I Conti Economici di ciascuno dei servizi di accesso fisico elencati al comma 4, Art. 12 evidenziano separatamente: a. i costi operativi sostenuti per la produzione dei servizi suddivisi in: - ammortamenti degli asset; - personale (per le attività di gestione, di fornitura, di manutenzione preventiva e correttiva); - costi esterni ed altri costi (rientrano in questa voce, inter alia, se pertinenti, i costi relativi alle attività di gestione degli spazi tecnici in centrale, quali i costi di fornitura di energia ed i costi di condizionamento, i costi di facility management ed eventuali quote da versare ad altri operatori e costi di appalto per specifiche attività); b. il costo del capitale. 9. I Rendiconti del Capitale Impiegato di ciascuno dei servizi di accesso disaggregato e relativi servizi accessori, elencati al comma 4, Art. 12 evidenziano separatamente: a. il capitale totale impiegato per la produzione di ciascun servizio suddiviso in: - attività correnti; - attività non correnti (immobilizzazioni immateriali, immobilizzazioni materiali ed altre attività non correnti); - passività correnti; - passività non correnti. Art. 67 Condizioni attuative degli obblighi di separazione contabile accesso a banda larga all ingrosso 1. Il Conto Economico del servizio di cui al punto i. del comma 4, Art. 13 (servizio di accesso al nodo DSLAM su tutte le tecnologie di trasporto e su tutte le tipologie di accesso) riporta i ricavi generati dalla fornitura di servizi ad altri operatori, dando Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 214
evidenza nei prospetti di dettaglio di cui al successivo Art. 78 delle quantità fornite e dei prezzi unitari risultanti dall Offerta di Riferimento. 2. Il Conto Economico del servizio di cui al punto ii. del comma 4, Art. 13 (servizio di accesso al nodo Parent su tutte le tecnologie di trasporto, su tutte le tipologie di accesso, su tutte le classi di servizio) deve riportare separatamente i seguenti ricavi e costi figurativi, dando evidenza, nei prospetti di dettaglio di cui al successivo Art. 78, delle quantità fornite/acquistate e dei relativi prezzi unitari di cessione interna: i. i transfer charge dai servizi a banda larga al dettaglio, evidenziando separatamente i transfer charge relativi al naked bitstream da quelli relativi al bitstream su linea condivisa (Ricavo); ii. i costi (transfer charge) sostenuti per l acquisizione interna dei servizi di accesso fisico (mercato n. 4) che fungono da input per i servizi a banda larga all ingrosso su reti in rame ed in fibra ottica e relative prestazioni accessorie. Il Conto Economico del servizio di cui al punto ii. del comma 4, Art. 13 deve riportare, inoltre, i ricavi generati dalla fornitura di servizi ad altri operatori dando evidenza nei prospetti di dettaglio di cui al successivo Art. 78 delle quantità fornite e dei relativi prezzi unitari riportati in Offerta di Riferimento. 3. I Conti Economici dei servizi di cui ai punti iii., iv. e v. del comma 4, Art. 13 (servizio di accesso bitstream a livello di centrale locale, di area di raccolta e di macroarea di raccolta) devono riportare separatamente i seguenti ricavi e costi figurativi, dando evidenza nei prospetti di dettaglio di cui al successivo Art. 78 delle quantità fornite/acquistate e dei relativi prezzi unitari di cessione interna: i. i transfer charge dai servizi a banda larga al dettaglio su reti in fibra, evidenziando separatamente i transfer charge relativi al naked bitstream da quelli relativi al bitstream su linea condivisa (Ricavo); ii. i costi (transfer charge) sostenuti per l acquisizione interna dei servizi di accesso alla fibra spenta in rete primaria, in rete secondaria ed alla tratta terminale in fibra e relative prestazioni accessorie. I Conti Economici dei servizi di accesso a banda larga all ingrosso di cui ai punti iii., iv. e v. del comma 4, Art. 13 devono riportare, inoltre, i ricavi generati dalla fornitura di servizi ad altri operatori dando evidenza nei prospetti di dettaglio di cui al successivo Art. 78 delle quantità fornite e dei relativi prezzi unitari riportati in Offerta di Riferimento. 4. I Conti Economici di ciascuno dei servizi di accesso a banda larga all ingrosso di cui al comma 4, Art. 13 e dei relativi servizi accessori evidenziano separatamente: a. i costi operativi sostenuti per la produzione dei servizi, suddivisi in: Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 215
- ammortamenti degli asset della rete di commutazione (ATM e GBE/IP), del primo apparato di multiplazione (DSLAM, ADM o WDM), della catena impiantistica trasmissiva (portanti e apparati trasmissivi, elementi passivi) e della porta di interconnessione; - adjustment CCA degli ammortamenti; - personale (addetto alla gestione e manutenzione degli elementi della rete di trasporto ATM e GBE/IP, nonché dei DSLAM, ADM o WDM e OLT e della restante catena impiantistica trasmissiva); - costi esterni ed altri costi (fra i quali, inter alia, i costi relativi alla gestione degli apparati appaltati a ditte esterne). b. il costo del capitale. 5. I Rendiconti del Capitale Impiegato di ciascuno dei servizi di accesso a banda larga all ingrosso di cui al comma 4, Art. 13 e dei relativi servizi accessori evidenziano separatamente: a. il capitale totale impiegato per la produzione dei servizi suddiviso in: - attività correnti; - attività non correnti (immobilizzazioni immateriali, immobilizzazioni materiali ed altre attività non correnti); - adjustment CCA patrimoniale; - passività correnti; - passività non correnti. Art. 68 Condizioni attuative degli obblighi di separazione contabile Wholesale Line Rental 1. I Conti Economici dei servizi di cui ai punti i. e ii. del comma 4, Art. 14 devono riportare separatamente i seguenti ricavi e costi figurativi dando evidenza, nei prospetti di dettaglio di cui al successivo Art. 78, delle quantità fornite/acquistate e dei relativi prezzi unitari di cessione interna: i. i transfer charge dai mercati nn. 1a ed 1b (Ricavo); ii. i costi (transfer charge) sostenuti per l acquisizione interna dei servizi di accesso fisico (mercato n. 4). I Conti Economici devono riportare, inoltre, i ricavi generati dalla fornitura di servizi WLR ad altri operatori, indicando separatamente i ricavi da canoni ed i ricavi da contributi, e dando evidenza nei prospetti di dettaglio di cui al successivo Art. 78 delle quantità fornite e dei prezzi unitari risultanti dall Offerta di Riferimento. 2. I Conti Economici dei servizi di cui al comma 1, delle prestazioni associate e dei relativi servizi accessori, evidenziano separatamente: Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 216
a. i costi operativi sostenuti per la produzione dei servizi suddivisi in: - ammortamenti; - adjustment CCA degli ammortamenti; - personale; - costi esterni ed altri costi (rientrano in questa voce, inter alia, i costi relativi alla gestione degli apparati appaltati a ditte esterne); b. il costo del capitale. 3. I Rendiconti del Capitale Impiegato dei servizi di cui al comma 1, delle prestazioni associate e dei relativi servizi accessori, evidenziano separatamente: a. il capitale totale impiegato per la produzione dei servizi suddiviso in: - attività correnti; - attività non correnti (immobilizzazioni immateriali, immobilizzazioni materiali ed altre attività non correnti); - adjustment CCA patrimoniale; - passività correnti; - passività non correnti. Art. 69 Condizioni attuative degli obblighi di separazione contabile Disposizioni comuni 1. Telecom Italia predispone e sottopone all approvazione dell Autorità, in appositi contratti di servizio, i transfer charge corrispondenti ai servizi di accesso all ingrosso di cui al presente provvedimento forniti dalla funzione Open Access e/o da qualsiasi altra funzione di Telecom Italia cui siano attribuite le competenze nella fornitura dei servizi di accesso all ingrosso, in conformità con le disposizioni della delibera n. 678/11/CONS. 2. Telecom Italia predispone e sottopone all approvazione dell Autorità la contabilità regolatoria separata relativa ad Open Access e/o a qualsiasi altra funzione di Telecom Italia cui siano attribuite le competenze relative alla fornitura dei servizi di accesso all ingrosso di cui al presente provvedimento, in conformità con le disposizioni della delibera n. 678/11/CONS. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 217
Sezione IX CONDIZIONI ATTUATIVE DEGLI OBBLIGHI DI CONTROLLO DEI PREZZI E CONTABILITÀ DEI COSTI ACCESSO FISICO ALL INGROSSO Art. 70 Condizioni attuative dell obbligo di controllo dei prezzi - servizi di accesso fisico all ingrosso in rame 1. Per l anno 2016, Telecom Italia applica i valori dei canoni dei servizi di accesso fisico alla rete in rame che risultano dall aggiornamento del modello di costo di tipo bottom up LRIC adottato dall Autorità con delibera n. 578/10/CONS, secondo quanto previsto al comma successivo. 2. A partire dal 1 gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2016, per i servizi di accesso fisico all ingrosso in rame, Telecom Italia applica i seguenti canoni mensili: a. unbundling del local loop: [8,88 euro 9,29 euro]; b. shared access: [0,80 euro - 0,80 euro]; c. unbundling del sub loop: [6,66 euro 6,61 euro]. 3. Per gli anni 2014 e 2015, Telecom Italia applica i canoni mensili dei servizi elencati al comma precedente che risulteranno dall applicazione di un trend lineare tra il valore per il 2016 ed il valore approvato dall Autorità per l anno 2013 nei relativi procedimenti di approvazione delle Offerte di Riferimento. 4. Ai canoni di seguito elencati si applicano, per gli anni 2014-2016, le medesime variazioni percentuali annuali stabilite per il servizio di unbundling del local loop: a. canone mensile per due coppie metalliche per sistemi HDSL, ISDN PRA per servizio ULL; b. canone mensile per singola coppia per servizio ULL virtuale. 5. Al canone mensile per due coppie al livello di sottorete locale si applicano, per gli anni 2014-2016, le medesime variazioni percentuali annuali stabilite per il servizio di sub loop unbundling. 6. Al canone mensile del servizio di prolungamento dell accesso con portante in fibra si applica, per gli anni 2014-2016, una variazione percentuale annuale pari a zero. Art. 71 Condizioni attuative dell obbligo di controllo dei prezzi - servizi di accesso fisico all ingrosso in fibra ottica Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 218
1. Per l anno 2013, Telecom Italia applica i valori dei canoni dei servizi di accesso fisico alla rete in fibra ottica approvati dall Autorità nell ambito dei procedimenti di approvazione delle Offerte di Riferimento relative all anno 2013. 2. Per l anno 2016, a partire dal 1 gennaio e fino al 31 dicembre, Telecom Italia applica i valori dei canoni dei servizi di accesso fisico alla rete in fibra ottica elencati nella tabella sotto riportata, che risultano dal modello di costo di tipo bottom up LRIC di cui all Allegato F. Canoni dei servizi di accesso fisico all ingrosso NGA Servizio 2016 ( ) infrastrutture civili di nuova realizzazione - IRU 15 anni/metro 10,53 infrastrutture civili esistenti - IRU 15 anni/metro 6,40 infrastrutture civili in adduzione - IRU 15 anni/minitubo 370,41 fibra spenta in rete primaria - IRU 15 anni 2.918,53 fibra spenta in rete secondaria - IRU 15 anni 1.277,05 accesso end-to-end - canone mensile 50,67 accesso al segmento di terminazione - canone mensile 5,98 3. Per gli anni 2014 e 2015, Telecom Italia applica i valori dei canoni dei servizi di accesso fisico alla rete in fibra ottica che risulteranno dall applicazione di un trend lineare tra il valore per il 2016 ed il valore che sarà approvato dall Autorità per l anno 2013. Art. 72 Condizioni attuative degli obblighi di contabilità dei costi - accesso fisico all ingrosso 1. I costi unitari di ciascun servizio di accesso fisico alla rete in rame o in fibra e dei relativi servizi accessori forniti internamente ed esternamente sono ottenuti a partire dai costi unitari dei centri di costo/attività elementari necessari alla fornitura del servizio, sulla base di opportuni fattori di utilizzo. Per ciascun centro di costo/attività elementare riportato nei prospetti di dettaglio, Telecom Italia evidenzia le attività immobilizzate ad esso relative, la vita utile, il valore iniziale e la base di costo impiegata. A tal fine Telecom Italia compila l Allegato M Tabelle 1 e 12. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 219
2. Per ciascun centro di costo/attività elementare riportato nei prospetti di dettaglio, Telecom Italia, evidenzia i costi unitari ad esso relativi ed i criteri di ribaltamento di detti costi unitari sui prezzi dei servizi di accesso fisico alla rete in rame ed in fibra ottica, suddivisi in contributi e canoni, secondo i formati di cui all Allegato M Tabelle 2, 3, 13 e 14. Telecom Italia compila l Allegato M Tabelle 1, 2, 3, 12, 13 e 14 in modo da dare evidenza delle seguenti informazioni: a. i costi di manutenzione correttiva relativi alle coppie xdsl; b. i costi di manutenzione correttiva relativi alla tecnologia POTS; c. i costi di manutenzione correttiva relativi ad altre tecnologie trasmissive (ISDN, HDSL, etc.); d. i costi di manutenzione correttiva sostenuti direttamente o indirettamente da Telecom Italia anche nell ambito dei contratti di System unico, fornendo opportuna evidenza dei costi del processo di manutenzione correttiva rispetto alle attività di back office (gestione e dispacciamento, gestione dei guasti ripetuti e dei guasti multipli, risoluzione guasti NP, collaudo) e di risoluzione dei guasti complessi ( bonifica evolutiva ); e. la descrizione dei driver di ripartizione dei costi di manutenzione correttiva tra le tecnologie xdsl e POTS e altro; f. le quantità di collegamenti xdsl attivi per servizi forniti internamente ed esternamente (con o senza POTS attivo); g. le quantità di collegamenti totali in tecnologia POTS forniti internamente ed esternamente (con o senza xdsl attivo); h. le quantità di collegamenti congiuntamente attivi con tecnologie POTS ed xdsl forniti internamente ed esternamente; i. le quantità di collegamenti attivi con le restanti tecnologie forniti internamente ed esternamente. 3. Telecom Italia, per il calcolo dei costi unitari dei servizi di accesso fisico alla rete in rame, adotta i seguenti criteri: a. il costo unitario mensile della rete di distribuzione per la fornitura del servizio di unbundling su singola coppia è ottenuto ripartendo la somma dei costi legati agli elementi Rete di distribuzione secondaria (esclusa la manutenzione correttiva), Armadi, Distributori, Rete di distribuzione primaria (esclusa la manutenzione correttiva) per il numero totale di coppie attive in qualsiasi tecnologia e per qualsiasi utilizzo interno ed esterno. La manutenzione correttiva per singola tecnologia è ripartita sui volumi di coppie attive di ciascuna tecnologia corrispondente; b. i costi di attivazione dei servizi di accesso in rame sono quelli dei servizi forniti esternamente ed internamente con l inclusione dei rientri in Telecom Italia. Il costo unitario dell attivazione è ottenuto ripartendo il costo totale succitato sul numero totale di attivazioni/rientri esterni ed interni; c. il costo unitario mensile della rete di distribuzione per la fornitura del servizio di sub loop unbundling è ottenuto ripartendo la somma dei costi Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 220
legati agli elementi Rete di distribuzione secondaria (esclusa la manutenzione correttiva) per il numero totale di coppie attive in qualsiasi tecnologia e per qualsiasi utilizzo interno ed esterno. La manutenzione correttiva per singola tecnologia è ripartita sui volumi di coppie attive di ciascuna tecnologia corrispondente; d. il costo unitario mensile del servizio di accesso condiviso si ottiene sottraendo dal costo mensile per la fornitura di una linea POTS+xDSL, su coppia singola, il costo di fornitura della sola linea POTS. In particolare, il costo unitario mensile del servizio di accesso condiviso è pari alla differenza delle quote di costo di manutenzione correttiva allocate sulle due tecnologie; e. i costi unitari per l attivazione dei servizi di accesso condiviso in rame sono i costi di fornitura esterna del servizio, ripartiti sul numero totale di attivazioni di servizi di accesso condiviso. 4. Telecom Italia, per la valorizzazione dei costi unitari dei servizi di accesso alle infrastrutture di posa, alla fibra spenta, al segmento di terminazione e del servizio end to end adotta i seguenti criteri: a. il costo unitario annuale del servizio di accesso ai cavidotti in primaria e secondaria è determinato rapportando la somma dei costi di rete pertinenti delle rispettive tratte al volume complessivo del cavidotto delle rispettive tratte; b. il costo unitario annuale del servizio di accesso alla fibra spenta è ottenuto rapportando la somma dei costi legati agli elementi di rete ad essa riferibili (per qualsiasi utilizzo interno ed esterno) al numero di fibre; c. il costo unitario annuale del servizio di accesso alla tratta di adduzione ed alla tratta di accesso alla centrale è determinato rapportando la somma dei costi di rete pertinenti al volume complessivo della tubazione nella tratta; d. il costo unitario mensile del servizio di accesso al segmento di terminazione è ottenuto rapportando la somma dei costi legati agli elementi di rete ad essa riferibili (per qualsiasi utilizzo interno ed esterno) al numero di linee attive e non attive. e. il costo unitario mensile del servizio end to end è ottenuto rapportando la somma dei costi legati agli elementi di rete ad esso riferibili (per qualsiasi utilizzo interno ed esterno) al numero di linee end to end attive e non attive. 5. Per quanto riguarda i costi di co-locazione, Telecom Italia garantisce che: a. il prezzo di locazione dei siti sia pari al costo medio a metro quadrato calcolato su tutte le centrali SL, documentato nei prospetti di dettaglio; b. il costo del singolo modulo sia calcolato per la sola parte di occupazione nominale dello stesso, con l esclusione delle aree non pertinenti; c. gli apparati del servizio di co-locazione virtuale siano contabilizzati separatamente dai restanti servizi accessori dell offerta di co-locazione; Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 221
d. i prospetti di dettaglio indichino i costi operativi e di capitale dei raccordi interni di centrale, distinguendo tra costi di attivazione e costi mensili, e la numerosità dei raccordi stessi; e. i prospetti di dettaglio riportino i costi di manutenzione dei raccordi passivi ed il numero di interventi ad essi associato. I costi di attivazione dei raccordi sono contabilizzati separatamente ed includono, pro quota, anche il costo di adeguamento del sistema informatico di gestione degli stessi; f. i prezzi dei servizi di co-locazione a progetto siano orientati al costo delle attività elementari necessarie per l allestimento dei siti. g. i costi del servizio di accompagnamento per la co-locazione virtuale siano basati sull utilizzo delle risorse umane effettivamente impiegate, anche tenendo conto dei casi di c.d. System unico. 6. Telecom Italia predispone un rendiconto che riporta i costi complessivi ed il capitale impiegato nelle infrastrutture di posa, indicando separatamente quanto afferisce alle infrastrutture che ospitano solo cavi in rame, solo cavi in fibra o entrambi i tipi di cavo. Telecom Italia predispone, secondo la stessa ripartizione, due ulteriori rendiconti uno per il costo e uno relativo al capitale che riportano le quote di attribuzione di ciascun elemento ai servizi di accesso alle infrastrutture di posa acquistati dagli altri operatori, alla fibra spenta, al segmento di terminazione, al servizio end to end e ai servizi di accesso del mercato n. 4 forniti su rete in rame. Sezione X CONDIZIONI ATTUATIVE DEGLI OBBLIGHI DI CONTROLLO DEI PREZZI E CONTABILITÀ DEI COSTI ACCESSO A BANDA LARGA ALL INGROSSO Art. 73 Condizioni attuative degli obblighi di controllo dei prezzi accesso a banda larga all ingrosso in rame 1. Fatto salvo quanto disposto dall Art. 11 comma 2 lettere c., d., e., f., per l anno 2016 Telecom Italia applica i valori dei canoni dei servizi di accesso virtuale alla rete in rame che risultano dall aggiornamento del modello di costo di tipo bottom up LRIC adottato dall Autorità con delibera n. 578/10/CONS, secondo quanto previsto al comma successivo. 2. A partire dal 1 gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2016, per i servizi di accesso virtuale all ingrosso in rame, Telecom Italia applica i seguenti canoni mensili: a. bitstream shared: [3,79 euro - 3,87 euro]; b. bitstream naked: [14,16 euro - 14,79 euro]; c. bitstream simmetrico (2 Mbps): [20,03 euro 20,99 euro]. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 222
3. Per gli anni 2014 e 2015, Telecom Italia applica i canoni mensili dei servizi elencati al comma precedente che risulteranno dall applicazione di un trend lineare tra il valore per il 2016 ed il valore approvato dall Autorità per l anno 2013 nei relativi procedimenti di approvazione delle Offerte di Riferimento. 4. Al canone degli accessi Lite a consumo su linea condivisa si applicano, per gli anni 2014-2016, le medesime variazioni percentuali annuali stabilite per il servizio bitstream shared. 5. Al canone degli accessi Lite a consumo su linea dedicata si applicano, per gli anni 2014-2016, le medesime variazioni percentuali annuali stabilite per il servizio bitstream naked. 6. Ai canoni di seguito elencati si applicano, per gli anni 2014-2016, le medesime variazioni percentuali annuali stabilite per il servizio bitstream simmetrico: a. canoni apparati in sede cliente: modem ed ADM; b. canoni accessi High level simmetrici ed asimmetrici a consumo su linea dedicata e linea condivisa. 7. Ai canoni dei servizi di accesso al DSLAM ATM ed Ethernet di seguito elencati si applicano, per gli anni 2014-2016, le medesime variazioni percentuali annuali stabilite per il servizio bitstream shared: a. canoni per fornitura e collaudo sub-telaio; b. canoni per manutenzione, accompagnamento, magazzino; c. canoni porte Switch Ethernet. 8. Telecom Italia, nella prima Offerta di Riferimento che sarà sottoposta all approvazione dell Autorità, presenta le condizioni economiche del servizio VULA all armadio di strada della sottorete locale in rame sulla base dei costi sostenuti per la fornitura del servizio (allocati con metodologia FDC) ed ipotizzando volumi ragionevoli. Il prezzo che dovrà applicarsi nelle successive Offerte di Riferimento sarà stabilito dall Autorità sulla base dei costi incrementali di lungo periodo. 9. Telecom Italia nel rispetto dei vincoli di prezzo di cui al presente articolo definisce i prezzi degli accessi simmetrici prevedendo un unico prezzo medio per gli accessi con rilanci (cioè con DSLAM in una centrale diversa da quella di cui è attestato il cliente) e senza rilanci (cioè attestato direttamente sui DSLAM presenti nello stadio di linea cui è attestato il cliente), sia per il canone mensile che per i contributi una tantum di attivazione e disattivazione. 10. Nel caso in cui l utente finale non corrisponda a Telecom Italia il canone telefonico perché l utente stesso ha disdetto l abbonamento successivamente all attivazione del servizio bitstream, Telecom Italia deve essere remunerata dall operatore alternativo per la fornitura della componente relativa alla rete di accesso sulla base Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 223
dei prezzi all ingrosso stabiliti nel presente provvedimento. Lo stesso accade nel caso in cui l utente finale non corrisponda a Telecom Italia il canone telefonico perché il servizio bitstream è richiesto da un altro operatore su linea non attiva Art. 74 Condizioni attuative degli obblighi di controllo dei prezzi accesso a banda larga all ingrosso in fibra ottica 1. Per l anno 2013 Telecom Italia applica i valori dei canoni dei servizi di accesso virtuale alla rete in fibra ottica approvati dall Autorità nell ambito dei procedimenti di approvazione delle Offerte di Riferimento relative all anno 2013. 2. Fatto salvo quanto disposto dall Art. 11 comma 2 lettera d., per l anno 2016, a partire dal 1 gennaio e fino al 31 dicembre, Telecom Italia applica i valori dei canoni dei servizi di accesso virtuale alla rete in fibra ottica elencati nella tabella sotto riportata che risultano dal modello di costo di tipo bottom up LRIC di cui all Allegato F. Canoni dei servizi di accesso a banda larga all ingrosso NGA Servizio 2016 ( ) VULA su rete FTTC (linea condivisa) - canone mensile 10,38 VULA su rete FTTC (linea dedicata) - canone mensile 16,99-17,04 VULA su rete FTTH (100 Mbits/10 Mbits) - canone mensile 21,12 VULA su rete FTTH (40 Mbits/40 Mbits) - canone mensile 29,27 VULA su rete FTTH (100 Mbits/100 Mbits) - canone mensile 73,34 3. Per gli anni 2014 e 2015, Telecom Italia applica i valori dei canoni dei servizi di accesso virtuale alla rete in fibra ottica che risulteranno dall applicazione di un trend lineare tra il valore per il 2016 ed il valore che sarà approvato dall Autorità per l anno 2013. Art. 75 Condizioni attuative degli obblighi di contabilità dei costi accesso a banda larga all ingrosso 1. I costi unitari di ciascun servizio bitstream su rete in rame e fibra ottica sono ottenuti a partire dai costi unitari dei centri di costo/attività elementari necessari alla fornitura del servizio, sulla base di opportuni fattori di utilizzo. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 224
2. Per ciascun centro di costo/attività elementare riportato nei prospetti di dettaglio, Telecom Italia evidenzia le attività immobilizzate ad esso relative, la vita utile, il valore iniziale e la base di costo impiegata. A tal fine Telecom Italia compila l Allegato M Tabelle 4 e 15. Per ciascun centro di costo/attività elementare riportato nei prospetti di dettaglio, Telecom Italia, evidenzia i costi unitari ad esso relativi ed i criteri di ribaltamento di detti costi unitari sui prezzi dei servizi di accesso a banda larga all ingrosso su rete in rame e fibra ottica, suddivisi in contributi e canoni, secondo i formati di cui all Allegato M Tabelle 5, 6, 7, 16. I prospetti di dettaglio identificano i costi relativi a canoni e contributi per il caso di linea non attiva (con la medesima articolazione dell Offerta di Riferimento) ed i costi relativi a canoni e contributi per il caso di linea attiva. Sono contabilizzati nei prospetti di dettaglio dei servizi bitstream i costi degli accessi in fibra. 3. I prospetti di dettaglio della componente accesso in fibra individuano centri di costo specifici per le attività comuni a tutte le tipologie di accesso (quali, ad esempio, cavi, scavi, armadi, pozzetti, attività di gestione ordinarie, ecc.) e centri di costo diretti specifici alla singola tecnologia e velocità di accesso in SDH e relative quantità prodotte per tutte le finalità. 4. I prospetti di dettaglio relativi ai servizi a banda larga forniti internamente ed esternamente su rete in rame individuano le componenti di trasporto (separate in portanti ed apparati trasmissivi), quelle di commutazione (in tecnologia ATM ed GBE/IP) e quelle di multiplazione (DSLAM, ADM o WDM), dando evidenza disaggregata dei costi relativi a ciascuna tecnologia (ATM ed GBE/IP) e dei costi di trasferimento relativi agli spazi nelle centrali allocati pro quota ai singoli apparati. In particolare, per la fornitura di servizi al nodo parent i prospetti riportano i centri di costo/attività elementari corrispondenti all intera catena impiantistica suddivisi secondo l articolazione dell Allegato M Tabella 5. 5. I prospetti di dettaglio relativi ai servizi a banda larga su rete in fibra ottica forniti internamente ed esternamente individuano le componenti di accesso e trasporto, quelle di commutazione (GBE/IP) e quelle di multiplazione (OLT), dando evidenza disaggregata dei costi relativi alla tecnologia utilizzata (FTTx) e dei costi di trasferimento relativi agli spazi nelle centrali allocati pro quota ai singoli apparati suddivisi secondo l articolazione dell Allegato M Tabella 16. 6. Per ciascun centro di costo, i prospetti di dettaglio riportano i costi operativi, gli ammortamenti ed il capitale impiegato evidenziando, nei costi operativi, i costi da transfer charge relativi all uso degli spazi in centrale e relative prestazioni associate e gli altri transfer charge relativi ai servizi appartenenti al mercato n. 4. Gli ammortamenti ed il capitale impiegato riportano gli aggiustamenti CCA separatamente. I flussi trasmissivi nella rete di trasporto sono allocati pro quota in proporzione alla capacità fornita su quella totale. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 225
7. I prospetti di dettaglio riportano in nota le modalità di calcolo della capacità trasmissiva media in Mbit/sec attribuita agli elementi di commutazione ed agli apparati e portanti trasmissive. 8. I prospetti di dettaglio recano evidenza separata dei costi totali attribuiti agli apparati ATM e IP/GBE ed ai corrispondenti portanti ed apparati utilizzati nelle restanti tratte trasmissive ulteriori rispetto a quelle già documentate ai sensi del comma 4 per la fornitura interna ed esterna di servizi a banda larga. 9. Per le tecnologie HDSL/SHDSL ed SDH, i costi attribuibili ad apparati dedicati al singolo accesso sono computati separatamente per tipologia di accesso ed attribuiti direttamente al costo della singola tipologia attraverso un canone per linea. I costi comuni relativi ad apparati in centrale sono attribuiti alla banda o al traffico in proporzione alla capacità fornita su quella totale. Sezione XI CONDIZIONI ATTUATIVE DEGLI OBBLIGHI DI CONTROLLO DEI PREZZI E CONTABILITÀ DEI COSTI WHOLESALE LINE RENTAL Art. 76 Condizioni attuative degli obblighi di controllo dei prezzi Wholesale Line Rental 1. Per l anno 2016, Telecom Italia applica i valori dei canoni del servizio Wholesale Line Rental (WLR) che risultano dall aggiornamento del modello di costo di tipo bottom up LRIC adottato dall Autorità con delibera n. 578/10/CONS, secondo quanto previsto al comma successivo. 2. A partire dal 1 gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2016, per il servizio WLR Telecom Italia applica i seguenti canoni mensili: a. WLR POTS per clienti residenziali: [11,75 euro 12,30 euro]; b. WLR POTS per clienti non residenziali: [11,75 euro 12,30 euro]. 3. Per gli anni 2014 e 2015, Telecom Italia applica i canoni mensili dei servizi elencati al comma precedente che risulteranno dall applicazione di un trend lineare tra il valore per il 2016 ed il valore approvato dall Autorità per l anno 2013 nei relativi procedimenti di approvazione delle Offerte di Riferimento. 4. Ai canoni delle prestazioni associate al servizio WLR per clientela residenziale e ai relativi servizi accessori di seguito elencati si applicano, per gli anni 2014-2016, le medesime variazioni percentuali annuali stabilite per il servizio WLR residenziale: a. accesso ISDN BRA; b. cambio numero avviso di nuovo numero; c. trasferimento di chiamata; Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 226
d. call conference (CC) conversazione a tre; e. identificazione chiamante Chi è ; f. chiamata in attesa con possibilità di conversazione intermedia; g. multiple subscriber number per ISDN. 5. Ai canoni delle prestazioni associate al servizio WLR per clientela non residenziale e ai relativi servizi accessori di seguito elencati si applicano, per gli anni 2014-2016, le medesime variazioni percentuali annuali stabilite per il servizio WLR non residenziale: a. accessi ISDN BRA in ciascuna configurazione; b. accessi ISDN PRA in ciascuna configurazione; c. accessi GNR in ciascuna configurazione; d. ISDN segnalazione da utente a utente; e. cambio numero avviso di nuovo numero; f. trasferimento di chiamata; g. call conference (CC) conversazione a tre; h. identificazione chiamante Chi è ; i. chiamata in attesa con possibilità di conversazione intermedia; j. call deflection; k. Closed User Group (CUG); l. multiple subscriber number per ISDN. Art. 77 Condizioni attuative dell obbligo di contabilità dei costi Wholesale Line Rental 1. I prospetti di dettaglio relativi ai servizi WLR individuano le componenti di trasporto POTS e ISDN, dando evidenza disaggregata dei costi di ciascuna tecnologia e dei transfer charge relativi agli spazi nelle centrali allocati pro quota ai singoli apparati. I prospetti di dettaglio documentano la formazione dei costi unitari di cui all Allegato M Tabella 9. 2. I prospetti di dettaglio evidenziano per ciascun centro di costo/attività elementare il dettaglio dei costi operativi, degli ammortamenti (inclusi gli aggiustamenti CCA) del costo del capitale (inclusi gli aggiustamenti CCA), delle quantità vendute per ciascuna prestazione, secondo quanto specificato nell Allegato M Tabella 8. Telecom Italia evidenzia altresì i criteri di ribaltamento dei costi unitari sui prezzi dei servizi WLR, secondo quanto specificato nell Allegato M Tabella 10. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 227
3. Telecom Italia dimostra nei prospetti di dettaglio la coerenza dei costi unitari attribuiti al servizio WLR ed alle relative prestazioni associate e servizi accessori con i costi unitari degli analoghi servizi di accesso forniti alle proprie divisioni interne. 4. I costi da transfer charge dettagliano separatamente i costi relativi ai servizi interni di fornitura degli elementi di accesso in rame ed i costi interni relativi alle attività di gestione degli spazi in centrale. Art. 78 Obblighi di contabilità dei costi Disposizioni comuni 1. Le scritture contabili di cui all Art. 15, inviate annualmente all Autorità, includono una relazione che documenta il perimetro impiantistico/contabile delle attività dedicate ai servizi di accesso. La relazione documenta e motiva eventuali variazioni del perimetro impiantistico/contabile rispetto all anno precedente, dando evidenza delle implicazioni che le avvenute variazioni sortiscono sui servizi ed è oggetto di verifica da parte del Revisore. 2. Ai fini della corretta valorizzazione dei transfer charge al prezzo, Telecom Italia presenta all Autorità, contestualmente alle scritture contabili di cui al comma precedente, un prospetto di confronto tra i prezzi di fornitura agli altri operatori dei servizi elencati agli Art. 12, Art. 13 e Art. 14 presenti nell Offerta di Riferimento e l equivalente prezzo dei servizi forniti internamente, illustrando eventuali differenze derivanti dalla necessità di utilizzare funzionalità di rete e/o coefficienti di utilizzo delle stesse differenti per la fornitura esterna e per la fornitura interna. Eventuali adjustment di prezzo sono soggetti ad approvazione da parte dell Autorità come previsto al par. 3.1.4 dell Allegato A alla delibera n. 678/11/CONS. Nel medesimo prospetto di dettaglio, Telecom Italia espone le quantità prodotte di ciascun servizio, fornito esternamente ed internamente, nonché i costi ad essi pertinenti. 3. I prospetti di dettaglio documentano la formazione dei costi unitari di ciascun servizio di: a. accesso fisico e relative prestazioni accessorie, elencati all Art. 12, comma 4; b. accesso a banda larga e relative prestazioni accessorie, elencati all Art. 13, comma 4; c. WLR, prestazioni associate e servizi accessori, elencati all Art. 14, comma 4; d. accesso al dettaglio residenziale e non residenziale, e relative prestazioni accessorie, di cui all Art. 14 comma 5. 4. Fatti salvi i casi espressamente indicati dall Autorità, l attribuzione dei costi pertinenti ai diversi servizi avviene nel rispetto del principio di causalità, in base al quale ad ogni servizio sono allocati i costi sostenuti, direttamente o indirettamente, Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 228
per la sua produzione. Successivamente sono allocati a ciascun servizio i costi di commercializzazione ed i costi comuni. 5. I prospetti di dettaglio individuano i centri di costo/attività elementari necessari alla fornitura dei servizi sulla base della catena impiantistica sottostante. Per ciascun centro di costo/attività elementare, i prospetti di dettaglio evidenziano: i) i costi operativi (ammortamenti, personale e costi esterni); ii) il capitale impiegato; iii) le quantità di prestazioni erogate nell anno. 6. Per ciascun centro di costo/attività elementare sono evidenziati i costi storici e gli aggiustamenti CCA (ove prevista tale base di costo) separatamente per gli ammortamenti e per il capitale impiegato. Per ciascun centro di costo/attività elementare, si devono evidenziare separatamente i costi operativi da trasferimento interno (transfer charge) ove presenti. 7. Per i centri di costo/attività elementari riconducibili alla fornitura di servizi il cui prezzo è fissato con modalità differenti (flat o a consumo), i prospetti di dettaglio riportano le diverse unità di misura e le relative quantità impiegate nell erogazione di ciascun servizio. 8. Per ciascun servizio, il costo unitario è calcolato a partire dai costi unitari dei centri di costo/attività elementari di cui ai commi precedenti imputati attraverso coefficienti di utilizzo che tengano conto dell impiego della risorsa da parte di ciascun servizio. Le note di commento ai prospetti documentano tale processo motivando la scelta dei coefficienti di utilizzo impiegati ed il metodo di calcolo degli stessi. 9. I prospetti di dettaglio riportano il costo operativo totale ed il capitale impiegato per le attività di commercializzazione e gestione all ingrosso di tutti i servizi regolati e non regolati (c.d. costi di gestione operatori ). I prospetti di dettaglio riportano, altresì, i costi ed il capitale impiegato relativi ai sistemi informativi ed al personale di rete incaricato della gestione degli ordinativi per le divisioni interne di Telecom Italia (c.d. costi di gestione interna ) per tutti i servizi regolati e non regolati. Sono esclusi da tali costi i costi di commercializzazione al dettaglio di Telecom Italia. 10. Il recupero dei costi di gestione operatori e di quelli di gestione interna avviene attraverso l applicazione di un mark up medio ottenuto come rapporto tra la somma dei costi di gestione operatori e di gestione interna ed il valore totale dei servizi ceduti internamente ed esternamente, regolati e non regolati, di cui sopra. Il calcolo del mark up è descritto in una tabella separata dei prospetti di dettaglio. 11. I prospetti di dettaglio forniscono evidenza del criterio utilizzato per il recupero dei costi comuni e dell incidenza di tali costi sul costo totale di ciascun servizio. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 229
Capo II - CONDIZIONI ATTUATIVE DEGLI OBBLIGHI RELATIVI AI MERCATI DELL ACCESSO AL DETTAGLIO Art. 79 Verifica della replicabilità delle offerte 1. L Autorità effettua la verifica dei prezzi di cui all Art. 16, comma 1, mediante i test di prezzo definiti dalla delibera n. 499/10/CONS. 2. Al fine di consentire lo svolgimento dei test di prezzo di cui al comma precedente, Telecom Italia comunica all Autorità le nuove condizioni di offerta dei servizi di accesso al dettaglio alla rete telefonica pubblica fissa rivolte alla clientela residenziale e non residenziale, nonché le modifiche alle condizioni di offerta preesistenti, con almeno 30 giorni di anticipo rispetto alla data prevista per la loro commercializzazione, salvo quanto stabilito in merito alle gare per pubblici appalti ed alle procedure ad evidenza pubblica per la selezione del fornitore di cui all Art. 80. 3. Contestualmente alla comunicazione delle condizioni economiche dell offerta, che devono riportare tutti i dettagli contenuti nell offerta medesima, compresi gli eventuali sconti che si intendono praticare ai clienti finali, Telecom Italia trasmette all Autorità le informazioni necessarie alla valutazione dell offerta, tra cui i profili di consumo della clientela di riferimento, evidenziando le modalità di attribuzione ai singoli servizi degli eventuali canoni aggiuntivi. 4. Fatte salve le sospensioni per richieste di informazioni e/o documenti, l Autorità si esprime in ordine alla conformità della proposta sottoposta al test di prezzo nel termine di 30 giorni decorrenti dal ricevimento della comunicazione. Le richieste di informazioni da parte degli Uffici dell Autorità avvengono entro 10 giorni dal ricevimento della comunicazione. Qualora le proposte soggette a verifica richiedano un approfondimento di analisi, il termine iniziale può essere prorogato di ulteriori 30 giorni, dandone motivata comunicazione all operatore. La commercializzazione delle offerte potrà avere luogo a seguito dell avviso di conformità dell Autorità ovvero al termine del periodo previsto per le verifiche dell Autorità sulla base del principio del silenzio assenso. 5. Successivamente alla commercializzazione dell offerta, l Autorità può procedere ad effettuare le necessarie attività di vigilanza e richiedere, a tale scopo, a Telecom Italia di trasmettere i dati di consuntivo relativi ai volumi di traffico e ai ricavi associati all offerta. 6. In caso di offerte promozionali, l Autorità verifica, nell ambito del test di prezzo, che l offerta promozionale (ed anche eventuali proroghe della stessa) resti replicabile anche in assenza di un analoga promozione a livello wholesale. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 230
Art. 80 Condizioni attuative dei test di prezzo delle offerte in ambito di procedure ad evidenza pubblica per la selezione del fornitore 1. Sono escluse dall obbligo di comunicazione preventiva di cui all Art. 79 le offerte dei servizi di accesso alla rete telefonica pubblica in postazione fissa che sono forniti in ambito di gare per pubblici appalti o in ambito di procedure ad evidenza pubblica per la selezione del fornitore promosse da clienti privati, purché opportunamente documentabili. 2. Telecom Italia, al fine di consentire all Autorità la verifica dei prezzi di cui all Art. 16, comunica l avvenuta aggiudicazione dei contratti, di cui al comma precedente, entro il termine di 30 giorni dalla stipula del contratto. A tal fine Telecom Italia realizzerà un database, accessibile alla sola Autorità, per il quale si indicherà un responsabile, che conterrà le seguenti informazioni: a. la data di inserimento del contratto; b. il nome del cliente; c. i riferimenti che dimostrino l espletamento di una procedura selettiva estesa a più concorrenti (ad es. lettera di invito, avviso pubblico, home page, e- procurement); d. il valore economico e la durata del contratto; e. la data di sottoscrizione del contratto; f. la descrizione dei singoli servizi forniti e relativi volumi; g. le condizioni economiche e tecniche praticate per i servizi offerti. 3. La verifica di tali contratti può essere svolta d ufficio dall Autorità o su segnalazione da parte di un operatore alternativo, indicando i motivi di contestazione dell offerta. L Autorità può convocare l operatore alternativo che ha segnalato la non conformità dell offerta affinché esponga, motivando, le proprie osservazioni. 4. L Autorità comunica a Telecom Italia l avvio del procedimento di valutazione corredato con le informazioni relative all offerta sotto esame richiedendo la copia del contratto oltre che la descrizione delle soluzioni tecniche specifiche realizzate per il cliente, degli eventuali sconti, e della struttura di costo sottostante, nel termine perentorio di 15 giorni. 5. L Autorità si pronuncia sul rispetto dei vincoli di prezzo delle offerte, entro 30 giorni dal ricevimento della segnalazione, fatte salve le sospensioni dei termini per le richieste di informazioni e/o documenti. Nel caso l Autorità rilevi la necessità di un approfondimento di analisi, può prorogare i termini di ulteriori 30 giorni, dandone motivata comunicazione. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 231
Art. 81 Condizioni attuative degli obblighi di non privilegiare ingiustamente determinati clienti finali 1. Nella fornitura dei servizi di accesso in postazione fissa per servizi vocali a clienti residenziali e non residenziali, Telecom Italia applica condizioni simili a transazioni equivalenti e condizioni dissimili a transazioni non equivalenti. 2. Telecom Italia può offrire differenti condizioni economiche e tecniche a differenti gruppi di utenti, solo a condizione che tali differenze, secondo il giudizio dell Autorità, siano giustificate in modo oggettivo, come nel caso delle c.d. fasce sociali di cui alla delibera n. 314/00/CONS. Art. 82 Condizioni attuative degli obblighi di non accorpare in modo indebito i servizi offerti 1. Telecom Italia è autorizzata a proporre sul mercato servizi di accesso destinati ai clienti residenziali e non residenziali congiuntamente ad altri servizi, secondo le modalità previste dal comma successivo. 2. Telecom Italia, nell offrire congiuntamente i servizi di accesso per i clienti residenziali e non residenziali con altri servizi di telecomunicazione, è tenuta ad aggregare tali servizi in modo ragionevole, a garantire che i servizi oggetto dell offerta congiunta siano acquistabili separatamente dal cliente finale e a sottoporre le condizioni economiche dell offerta all Autorità. 3. L Autorità verificherà la non predatorietà delle offerte, nonché la replicabilità delle stesse da parte di un operatore alternativo efficiente, attraverso gli opportuni test di prezzo di cui all Art. 79, mentre la ragionevolezza dell offerta sarà valutata sulla base della contiguità merceologica dei beni aggregati e della loro appartenenza a mercati sottoposti a regolamentazione ex-ante. Art. 83 Condizioni attuative dell obbligo di contabilità dei costi per i servizi di accesso al dettaglio 1. Ai sensi dell articolo 67, comma 4, del Codice l Autorità impone a Telecom Italia l obbligo di contabilità dei costi per ciascuno dei servizi di accesso rivolti alla clientela residenziale (servizi rientranti nel mercato n. 1a) e per ciascuno dei servizi rivolti alla clientela non residenziale (servizi rientranti nel mercato n. 1b). 2. Telecom Italia predispone Conti Economici, Rendiconti del Capitale Impiegato e prospetti di dettaglio distinti per ciascuno dei servizi di accesso al dettaglio riportati al comma precedente. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 232
3. I Conti Economici e gli Stati Patrimoniali di ciascuno dei servizi di accesso al dettaglio, prestazioni associate e relativi servizi accessori, evidenziano separatamente: a. i ricavi generati dalla vendita dei servizi ai clienti finali suddivisi in: - ricavi da canoni; - ricavi da contributi; - altri ricavi; b. i costi operativi sostenuti per la produzione dei servizi suddivisi in: - ammortamenti; - personale; - costi esterni ed altri; - transfer charge (verso mercato n. 4) per acquisizione interna degli spazi in centrale e delle linee in rame; c. il costo del capitale; d. il capitale totale Impiegato per la produzione dei servizi suddiviso in: - attività correnti; - attività non correnti (immobilizzazioni immateriali, immobilizzazioni materiali ed altre attività non correnti); - passività correnti; - passività non correnti. Capo III MIGRAZIONE Art. 84 Migrazione dai servizi di accesso offerti da Telecom Italia sulla rete in rame a quelli offerti sulla rete in fibra 1. Telecom Italia, in assenza di accordi tra le parti, deve informare, con almeno cinque anni di anticipo, gli operatori alternativi che acquistano i servizi di accesso all ingrosso su rete in rame della propria intenzione di dismettere o riconvertire i punti di accesso presso le centrali locali aperte ai servizi di unbundling su rame. 2. In deroga alla previsione di cui al comma precedente, il periodo di preavviso può essere ridotto a tre anni unicamente nel caso in cui Telecom Italia garantisca agli operatori alternativi colocati, per i due anni successivi alla dismissione o Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 233
riconversione della centrale locale, la fornitura di un servizio di accesso all ingrosso su rete in fibra a condizioni tecniche pienamente equivalenti al servizio di unbundling precedentemente fornito su rete in rame ed alle medesime condizioni economiche. Decorsi i due anni di cui sopra, Telecom Italia non offre più il servizio equivalente, ma lo converte, su richiesta dell operatore, in un nuovo servizio all ingrosso tra quelli disponibili su rete in fibra. 3. Qualora Telecom Italia intenda offrire il servizio equivalente di cui al comma precedente, la stessa dovrà presentare all Autorità, entro 24 mesi dall entrata in vigore del presente provvedimento, un offerta per la fornitura del predetto servizio, che l Autorità provvederà ad approvare con eventuali modifiche. 4. Telecom Italia informa, con almeno tre anni di anticipo, gli operatori alternativi che acquistano i servizi di accesso all ingrosso su rete in rame circa la dismissione o la riconversione delle centrali non aperte ai servizi di unbundling su rame. 5. Telecom Italia è tenuta a fornire il preavviso di cui ai commi precedenti solo a seguito della commercializzazione dei propri servizi di accesso all ingrosso su rete in fibra. 6. Telecom Italia, nell ambito delle Offerte di Riferimento dei servizi di accesso all ingrosso su rete in fibra, è tenuta a fornire dettagli circa i processi e le procedure operative automatizzate per la migrazione dei clienti. Capo IV - DISPOSIZIONI FINALI Art. 85 Disposizioni finali 1. L Autorità, entro e non oltre 30 giorni dall entrata in vigore del presente provvedimento, tenuto conto del carattere innovativo del servizio VULA fornito presso l armadio di strada della sottorete locale in rame, avvia un tavolo tecnico aperto a tutti gli operatori con la finalità di precisare gli aspetti tecnici propedeutici all implementazione del predetto servizio. Il tavolo tecnico avrà durata non superiore a 60 giorni. 2. L Autorità si riserva di monitorare i prossimi sviluppi tecnologici e di mercato e, eventualmente, di rivedere la propria posizione circa l obbligo di fornitura del servizio di accesso disaggregato alla sottorete locale in rame anche alla luce dell effettiva implementazione delle tecniche di vectoring nella sottorete locale e dell eventuale disponibilità sul mercato di nuove soluzioni tecnologiche in grado di incrementare la velocità di trasmissione e che siano compatibili con la fornitura del suddetto servizio. 3. Gli Impegni di Telecom Italia approvati con delibera n. 718/08/CONS rimangono disciplinati nei termini, nelle forme e secondo le procedure indicate nella suddetta Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 234
delibera, negli impegni stessi, nella delibera n. 645/06/CONS e successive modificazioni e nella delibera n. 136/06/CONS e successive modificazioni. Ogni eventuale proposta di modifica agli Impegni avviene sulla base di un confronto tra l Autorità e Telecom Italia ed, in ogni caso, qualora la modifica proposta costituisca un rimedio o sia direttamente connessa o accessoria ad un rimedio, prima dell approvazione, viene sottoposta a consultazione pubblica nazionale e notificata alla Commissione europea, sulla base della disciplina vigente. 4. In caso di inosservanza degli obblighi di cui alla presente delibera, e di inottemperanza ai relativi ordini o diffide, l Autorità applica le sanzioni amministrative pecuniarie previste dall art. 98, comma 11, del Codice delle comunicazioni elettroniche in merito alle violazioni di disposizioni relative ad imprese aventi significativo potere di mercato. 5. In relazione alla eventuale inottemperanza alle misure oggetto degli Impegni di Telecom Italia approvati con delibera n. 718/08/CONS e richiamate nel presente provvedimento, nel rispetto del consolidato principio del ne bis in idem, si prevede quanto segue: a) il mancato rispetto di tali misure è sanzionato nelle forme e secondo le procedure di cui alla delibera n. 718/08/CONS; b) l Autorità, nel caso accerti il mancato rispetto di tali misure, intima a Telecom Italia, ai sensi dell art. 32, comma 2, del Codice delle comunicazioni elettroniche, di porre fine entro un mese all infrazione e fermo restando quanto previsto al punto a) nel caso l impresa non abbia posto fine all infrazione entro tale termine, adotta misure adeguate e proporzionate ai sensi dell art. 32, comma 3, del Codice delle comunicazioni elettroniche. 6. Per qualsiasi aspetto riguardante la fornitura dei servizi di accesso oggetto del presente provvedimento che non sia espressamente disciplinato da quest ultimo valgono, se non incompatibili con lo stesso, le prescrizioni contenute nelle altre delibere di questa Autorità. Allegato B alla Delibera n. 238/13/CONS 235
Allegato C alla Delibera n. 238/13/CONS Elenco dei Comuni contendibili La seguente tabella contiene la lista dei 128 Comuni contendibili selezionati nell ambito dell analisi di cui al paragrafo 2.7. Per ciascun Comune la tabella riporta il numero di centrali ULL che ricadono all interno dei primi tre cluster individuati nell analisi, il numero di centrali che afferiscono al cluster 4 ed ai rimanenti cluster. La tabella riporta, inoltre, il numero di linee in bitstream, la percentuale di tali linee sul totale delle linee attive nelle centrali ULL che afferiscono al Comune, il numero di imprese che hanno realizzato infrastrutture di rete NGA (o che hanno dichiarato realizzarne entro il 2014) e, per i Comuni in cui non vi sono, e non si prevede la realizzazione di infrastrutture NGA, l eventuale contiguità territoriale di tale Comune ad un Comune in cui vi sono o è prevista la realizzazione di infrastrutture di nuova generazione entro il 2014. Tabella Elenco dei 128 Comuni contendibili Comune Centrali cluster (1,2,3) Centrali cluster 4 Centrali altri cluster Numero linee accesso bitsream Linee accesso bitstream (%) Numero (prospettico) Operatori NGA Limitrofo a Comuni NGA Roma 85 1 2 24473 1,96 3 - Milano 30 4 0 18789 3,33 3 - Napoli 24 2 5 7895 2,19 3 - Torino 29 0 0 8038 2,12 3 - Palermo 19 0 0 4969 2,14 2 - Genova 17 2 0 7698 2,90 3 - Bologna 18 0 0 4950 2,56 3 - Firenze 17 1 0 7493 3,93 3 - Bari 12 1 0 4297 3,53 3 - Catania 8 0 6 2100 1,65 2 - Allegato C alla Delibera n. 238/13/CONS 236
Comune Centrali cluster (1,2,3) Centrali cluster 4 Centrali altri cluster Numero linee accesso bitsream Linee accesso bitstream (%) Numero (prospettico) Operatori NGA Limitrofo a Comuni NGA Venezia 9 1 0 3789 3,17 3 - Verona 9 1 0 4459 4,26 3 - Padova 8 1 0 3997 3,77 3 - Trieste 8 0 0 1960 1,99 3 - Brescia 9 0 0 3395 3,64 3 - Prato 3 0 3 3101 4,49 2 - Reggio nell'emilia 5 0 0 1288 2,37 3 - Livorno 5 0 0 1261 2,00 3 - Cagliari 4 0 3 987 1,46 1 - Salerno 2 0 3 1202 2,34 2 - Pescara 4 0 1 962 1,71 2 - Monza 4 0 0 1036 1,84 3 - Bergamo 4 1 0 2696 4,13 3 - Terni 2 0 2 1463 3,76 1 - Ancona 6 0 0 1664 3,79 3 - Bolzano - Bozen 2 1 0 2585 5,57 1 - Piacenza 2 0 2 1101 2,64 1 - Andria 1 0 1 337 1,41 1 - La Spezia 3 0 0 827 2,11 1 - Barletta 2 0 0 349 1,26 1 - Torre del Greco 1 0 1 335 1,24 1 - Allegato C alla Delibera n. 238/13/CONS 237
Comune Centrali cluster (1,2,3) Centrali cluster 4 Centrali altri cluster Numero linee accesso bitsream Linee accesso bitstream (%) Numero (prospettico) Operatori NGA Limitrofo a Comuni NGA Pisa 4 0 1 1588 3,98 2 - Como 6 0 0 2660 6,30 3 - Sesto San Giovanni Cinisello Balsamo 1 0 0 514 1,61 1 0 0 487 1,77 3-3 - Trapani 2 0 0 671 2,95 1 - Pavia 2 0 1 937 2,59 1 - Castellammare di Stabia 1 0 0 290 1,20 0 NO Vittoria 1 0 0 544 3,69 0 SI Vigevano 1 0 2 943 3,84 1 - Molfetta 1 0 1 281 1,47 0 NO Marano di Napoli 1 0 0 145 1,07 0 SI Legnano 1 0 0 643 2,92 2 - Moncalieri 1 0 2 526 1,95 2 - Manfredonia 1 0 0 495 3,55 0 SI Avellino 1 0 1 511 2,50 1 - Bitonto 1 0 0 159 1,00 0 SI Ercolano 2 0 0 148 0,54 0 SI Portici 1 0 0 112 1,05 0 SI Bisceglie 1 0 0 158 1,11 0 NO Cava de' Tirreni 1 0 0 273 1,64 0 SI Allegato C alla Delibera n. 238/13/CONS 238
Comune Centrali cluster (1,2,3) Centrali cluster 4 Centrali altri cluster Numero linee accesso bitsream Linee accesso bitstream (%) Numero (prospettico) Operatori NGA Limitrofo a Comuni NGA Aversa 1 0 0 193 1,16 0 SI Mazara del Vallo 1 0 0 320 2,98 0 SI Battipaglia 1 0 1 897 6,10 0 NO Gallarate 1 0 0 632 2,85 0 SI Scafati 1 0 0 213 1,24 0 NO Casalnuovo di Napoli 1 0 0 270 1,92 0 SI Rho 1 0 1 879 4,23 2 NO Collegno 3 0 0 394 1,15 0 SI Rivoli 2 0 0 480 2,34 0 NO Martina Franca 1 0 0 298 2,18 0 SI Nichelino 1 0 0 157 1,03 0 SI Montesilvano 1 0 0 361 3,57 0 SI Misterbianco 1 0 0 108 1,37 0 SI Mantova 1 0 1 1019 5,26 1 - Cologno Monzese Settimo Torinese Paderno Dugnano San Giorgio a Cremano Nocera Inferiore 1 0 0 317 1,69 1 0 1 353 1,97 1 0 0 665 3,48 1 0 0 318 1,54 1 0 0 144 1,07 2-0 SI 1-0 SI 0 NO Allegato C alla Delibera n. 238/13/CONS 239
Comune Centrali cluster (1,2,3) Centrali cluster 4 Centrali altri cluster Numero linee accesso bitsream Linee accesso bitstream (%) Numero (prospettico) Operatori NGA Limitrofo a Comuni NGA Alcamo 1 0 0 292 2,27 0 NO Senigallia 1 0 0 311 2,40 0 NO Gravina in Puglia 1 0 0 565 4,86 0 SI Seregno 1 0 0 371 2,34 0 SI Lissone 1 0 0 288 1,88 0 SI Rozzano 1 0 0 444 2,40 1 - Jesi 1 0 0 346 2,06 0 NO Desio 1 0 0 414 2,52 1 - Voghera 1 0 0 493 3,03 0 NO Quarto 1 0 0 191 1,68 0 SI Ladispoli 1 0 0 130 1,12 1 - Pomigliano d'arco 1 0 0 214 1,39 0 NO Maddaloni 1 0 0 126 1,37 0 SI Monterotondo 1 0 0 175 1,75 0 SI Saronno 1 0 0 488 2,74 0 NO Cantù 1 0 1 1425 9,16 0 NO Modugno 1 0 0 204 1,77 1 NO Ciampino 1 0 1 231 1,52 0 SI Melito di Napoli Cesano Maderno 2 0 0 348 1,60 1 0 0 436 2,00 0 SI 1 - Allegato C alla Delibera n. 238/13/CONS 240
Comune Centrali cluster (1,2,3) Centrali cluster 4 Centrali altri cluster Numero linee accesso bitsream Linee accesso bitstream (%) Numero (prospettico) Operatori NGA Limitrofo a Comuni NGA Casale Monferrato San Giuliano Milanese 1 0 0 363 2,97 1 0 1 672 4,53 0 NO 1 - Pagani 1 0 0 102 0,85 0 NO Chieri 1 0 0 255 1,87 0 NO Aosta 1 0 0 498 3,40 1 - Pioltello 1 0 1 819 5,30 2 - Mugnano di Napoli Santa Maria Capua Vetere 1 0 0 58 0,73 1 0 1 424 2,58 0 SI 0 NO Corsico 1 0 0 205 1,48 2 - Brugherio 1 0 0 232 1,97 1 - San Donato Milanese Canosa di Puglia 1 0 0 129 1,43 1 0 0 229 2,64 2-0 SI Rapallo 1 0 1 996 6,75 0 NO Cernusco sul Naviglio 1 0 0 198 1,83 1 - Selargius 1 0 1 536 3,82 0 SI Treviglio 1 0 0 532 4,23 0 NO Chiavari 1 0 0 355 2,33 0 NO Triggiano 1 0 0 496 5,65 0 SI Garbagnate Milanese 1 0 0 218 2,22 1 - Allegato C alla Delibera n. 238/13/CONS 241
Comune Centrali cluster (1,2,3) Centrali cluster 4 Centrali altri cluster Numero linee accesso bitsream Linee accesso bitstream (%) Numero (prospettico) Operatori NGA Limitrofo a Comuni NGA Bresso 1 0 0 154 1,68 2 - Vimercate 1 0 0 433 3,17 1 - Chivasso 1 0 0 162 1,69 0 NO Cesano Boscone 1 0 0 198 1,70 0 SI Seriate 1 0 0 369 3,20 0 SI Muggiò 1 0 0 215 2,22 1 - Orbassano 1 0 0 261 2,18 0 SI San Nicola la Strada Cusano Milanino Trezzano sul Naviglio 1 0 0 376 3,99 1 0 0 167 1,91 1 0 0 362 3,78 0 SI 1-1 - Grumo Nevano 1 0 0 141 0,93 0 NO Alpignano 1 0 0 227 1,88 0 NO Melegnano 1 0 0 277 2,46 0 SI Frattaminore 1 0 0 192 1,14 0 NO Casagiove 1 0 0 134 1,36 0 SI Crispano 1 0 0 262 1,00 0 NO Ponte San Pietro 1 0 0 393 3,34 0 NO Pero 1 0 0 251 2,36 2 - Trecase 1 0 0 144 0,84 0 SI Fonte: elaborazioni AGCOM su dati forniti dagli operatori e dati ISTAT (2001) Allegato C alla Delibera n. 238/13/CONS 242
Allegato D alla Delibera n. 238/13/CONS Valutazione dell impatto regolamentare dell introduzione di nuove tecniche trasmissive, quale il vectoring, nello sviluppo di reti di nuova generazione 1. Introduzione 1. Nel corso degli ultimi anni sono state sviluppate alcune nuove tecniche di trasmissione, tra le quali il vectoring, applicabili nell ambito delle reti di nuova generazione alle tecnologie VDSL e VDSL2, in grado di apportare significativi miglioramenti in termini di velocità trasmissiva sulle reti di tipo Fiber To The Cabinet (FTTC). 1 L applicazione della tecnica di vectoring ha, infatti, come scopo la riduzione delle interferenze che si determinano con la trasmissione di segnali elettrici attraverso cavi in rame, interferenze che rappresentano il maggiore ostacolo al raggiungimento di velocità di trasmissione elevate e che comportano di conseguenza un forte degrado delle prestazioni. 2. In linea teorica, l utilizzo della tecnica di vectoring nelle reti basate sull architettura FTTC consentirebbe di soddisfare più rapidamente gli obiettivi dell Agenda Digitale europea, in particolare il raggiungimento di tassi di trasmissione dell ordine dei 100 Mbps. 3. La tecnica di vectoring è stata recentemente oggetto di particolare attenzione in virtù dei piani industriali concernenti gli investimenti in reti di nuova generazione di diversi operatori incumbent europei, non ultimo il piano presentato da Telecom Italia nel luglio 2012. Dal piano di Telecom Italia si evince, infatti, che l azienda ha intenzione di realizzare una rete prevalentemente in architettura FTTC e prevede inoltre di implementare tecniche di vectoring. Secondo i sostenitori dell impiego di tali tecniche, tale soluzione consentirebbe il raggiungimento di maggiori velocità di trasmissione sia agli utenti finali dell incumbent, sia grazie ai servizi bitstream offerti su rete FTTC agli utenti degli operatori alternativi, con costi più contenuti rispetto alla realizzazione di una rete in architettura Fiber To The Home (FTTH). 2 1 L architettura Fiber To The Cabinet prevede la realizzazione di una rete di accesso basata su di una combinazione di rame e fibra, con la fibra posata a partire dalla centrale locale fino ad un punto di concentrazione intermedio ubicato tra la centrale locale e la sede d utente. Tale punto di concentrazione può coincidere con gli attuali armadi di strada della rete in rame, i quali nel 60% dei casi distano meno di 400 m dalla sede d utente. Il tratto di rete che si estende dal punto di concentrazione intermedio fino alla sede dell utente è realizzato tramite cavi in rame. 2 L architettura Fiber To The Home prevede la realizzazione di una rete di accesso interamente in fibra ottica, a partire dalla centrale locale fino alla sede dell utente. Allegato D alla Delibera n. 238/13/CONS 243
4. D altro canto, allo stato attuale della tecnologia, il vectoring può funzionare efficacemente solo se l operatore che lo utilizza ha il pieno controllo di tutte le linee che transitano nello stesso ambiente cavo. Di conseguenza, tale tecnica non sembra essere attualmente compatibile con l obbligo di fornitura dei servizi di accesso disaggregato alla sottorete locale in rame (sub-loop unbundling SLU), imposto a Telecom Italia con la delibera n. 731/09/CONS, che prevede che Telecom Italia ceda il controllo della linea all operatore che acquisisce il servizio. 5. Alla luce di quanto detto, l Autorità ritiene opportuno procedere alla valutazione dell impatto regolamentare dell introduzione della tecnica di vectoring nello sviluppo delle reti di nuova generazione e valutare l appropriatezza degli attuali obblighi di fornitura del servizio di SLU imposti in capo all operatore incumbent. 2. L attività procedimentale 6. Al fine di acquisire informazioni utili allo svolgimento dell attività procedimentale, gli uffici dell Autorità (nel seguito gli Uffici) hanno inviato alcune richieste di informazioni ai principali operatori attivi nella fornitura di servizi di comunicazioni elettroniche tradizionali e a banda larga, nonché agli operatori attivi nella fornitura di infrastrutture civili e/o di fibra spenta. 7. In data 14 marzo 2012, è stata inviata una prima richiesta di informazioni riguardante: i) il quadro di sviluppo infrastrutturale delle reti NGA nel Paese; ii) il livello concorrenziale dei mercati dei servizi di accesso su rete in rame e in fibra; iii) l estensione delle infrastrutture civili e della fibra spenta attualmente presenti in rete di accesso. Al fine di aggiornare le informazioni in possesso degli Uffici, la suddetta richiesta è stata rinnovata il 24 ottobre 2012. In merito, si fa presente che solamente alcuni operatori hanno fornito informazioni circa i propri piani di sviluppo di reti in fibra ottica, le altre società interpellate hanno infatti dichiarato di non essere in grado di fornire dettagli circa i propri piani. 8. Il 24 aprile 2012 è stata inviata un altra richiesta di informazioni circa: i) la fornitura e l utilizzo del servizio di SLU e le eventuali criticità relative all implementazione delle tecniche di vectoring; ii) i piani industriali riguardanti la sottorete locale, con specifico riferimento alle tecniche di trasmissione che si ha intenzione di implementare; iii) il ruolo del servizio di SLU e l impatto concorrenziale delle tecniche di vectoring nello scenario delle reti NGA. I principali operatori attivi nel mercato dei servizi di accesso hanno tutti risposto alla richiesta di informazioni. Al fine di aggiornare le informazioni in possesso degli Uffici, la suddetta richiesta è stata rinnovata il 20 dicembre 2012. 9. Nel corso dell anno 2012 si sono svolte, su apposita richiesta, le audizioni delle società Metroweb S.p.A. e Wind Telecomunicazioni S.p.A. e dell Associazione Italiana Internet Provider. Gli Uffici hanno inoltre incontrato in sede di audizione i rappresentanti delle società Huawei Technologies Italia S.r.l. (nel seguito Huawei) e Allegato D alla Delibera n. 238/13/CONS 244
Alcatel-Lucent Italia S.p.A. (nel seguito Alcatel-Lucent), rispettivamente nel mese di maggio e nel mese di luglio 2012, al fine di raccogliere informazioni utili per il procedimento. 3. La tecnica di vectoring 10. La tecnica di trasmissione vectoring, applicabile alla tecnologia VDSL2, è in grado di apportare significativi miglioramenti in termini di velocità trasmissiva sulle reti di tipo FTTC. 3 L architettura FTTC, basata su di una combinazione di rame e fibra, prevede che la tratta di rete dalla centrale locale fino ad un punto di concentrazione intermedio tra la centrale e la sede d utente, tipicamente l armadio di strada, sia realizzata in fibra ottica e che la tratta che si estende dall armadio all utente sia in rame. In un contesto FTTC, le tecniche VDSL2 vectoring comportano l utilizzo di apparati attivi, installati negli armadi di strada, che gestiscono la trasmissione lungo la tratta in rame. 11. La tecnica di vectoring si basa sulla riduzione, ottenuta per compensazione, del rumore presente sulla rete in rame; il rumore infatti comporta un forte degrado delle prestazioni e rappresenta quindi il maggiore ostacolo al raggiungimento di velocità di trasmissione elevate sulle reti tradizionali. 12. Il rumore presente sulla rete in rame è dovuto all interferenza, altrimenti detta crosstalk, prodotta dalla coesistenza di più doppini nello stesso fascio. 4 La tecnica di vectoring, avvalendosi anche delle informazioni fornite dagli apparati in sede di utente, consente di misurare il crosstalk e di elaborare in tempo reale un segnale in controfase, ossia un segnale che combinato con il segnale originale permette di compensare gli effetti dell interferenza. 13. Le prestazioni della tecnica di vectoring dipendono principalmente dalla distanza della sede di utente dall armadio di strada presso il quale sono installati gli apparati attivi, oltre che dalla qualità della linea e dalla sezione del cavo in rame, e risultano ottimali solo se l apparato attivo che implementa l algoritmo della cancellazione del rumore ha il controllo di tutte le linee presenti nel fascio. 14. In letteratura sono presenti numerosi studi che illustrano le potenzialità della tecnica di vectoring. Nel seguito si riportano i risultati degli esperimenti condotti da due dei principali produttori attivi sul mercato degli apparati vectoring, Alcatel-Lucent e Huawei, forniti dagli stessi agli uffici dell Autorità. 15. In Figura 1 sono illustrati i risultati relativi ad esperimenti condotti in laboratorio dal produttore Huawei circa l effetto di riduzione del crosstalk, ed il conseguente miglioramento delle prestazioni in termini di velocità, ottenibile con l implementazione 3 La tecnica di vectoring è stata standardizzata nel 2010 dall International Telecommunication Union Telecommunication Standardization Sector (ITU-T) con la raccomandazione G.993.5. 4 Per fascio si intende il raggruppamento dei doppini all interno del sotto-cavo. Allegato D alla Delibera n. 238/13/CONS 245
del vectoring. In maggiore dettaglio, in figura è mostrato il tasso di trasmissione downstream (riquadro a sinistra) ed upstream (riquadro a destra) al variare della distanza dell utente dall armadio di strada. Le curve illustrate si riferiscono ad uno scenario teorico di una linea VDSL2 non affetta da crosstalk (linea blu), una situazione in cui è stato implementato il vectoring su tutte le linee presenti nel fascio (linea rossa) ed uno scenario reale di linee VDSL2 su cui non è stato implementato il vectoring (linea grigia). Figura 1 Tassi di trasmissione downstream (riquadro a sinistra) ed upstream (riquadro a destra) al variare della distanza dell utente dall armadio di strada. tasso di trasmissione downstream [Mbps] 120 100 80 60 40 20 0 tasso di trasmissione upstream [Mbps] 0 0 100 200 300 400 500 600 700 800 900 1000 0 100 200 300 400 500 600 700 800 900 1000 lunghezza della linea [m] lunghezza della linea [m] singola linea VDSL2; linee vettorizzate; linee non vettorizzate Fonte: documentazione di Huawei consegnata all Autorità 16. Come si può desumere dalla figura, l implementazione delle tecniche di vectoring consente di raggiungere prestazioni analoghe a quelle ottenibili con una linea VDSL2 in assenza di crosstalk, con un tasso di trasmissione downstream che risulta pari a circa 100 Mbps per una lunghezza del tratto in rame inferiore ai 300 m. 17. Risultati analoghi sono riportati dal produttore Alcatel-Lucent, così come illustrato in Figura 2, dove è mostrato il tasso di trasmissione downstream al variare della distanza dell utente dall armadio di strada. Le curve illustrate si riferiscono ad uno scenario teorico di una linea VDSL2 non affetta da crosstalk (linea verde), una situazione in cui è stato implementato il vectoring su tutte le linee presenti nel fascio (linea blu) e uno scenario reale di linee VDSL2 su cui non è stato implementato il vectoring (linea rossa). 70 60 50 40 30 20 10 Allegato D alla Delibera n. 238/13/CONS 246
Figura 2 Tasso di trasmissione downstream al variare della distanza dell utente dall armadio di strada. tasso di trasmissione downstream [Mbps] 120 100 80 60 40 20 0 guadagno ottenibile con il vectoring 100 200 300 400 500 600 700 800 900 1000 1100 1200 lunghezza della linea [m] prestazione teorica VDSL2; prestazione linee VDSL2 vettorizzate; prestazioni linee VDSL2 non vettorizzate Fonte: documentazione di Alcatel-Lucent consegnata all Autorità 18. Come si evince dalle informazioni fornite da entrambe le aziende, con il vectoring è quindi possibile, rispetto all utilizzo della sola tecnologia VDSL2, aumentare la velocità di trasmissione a parità di lunghezza del tratto in rame, oppure mantenere la stessa velocità di trasmissione per una distanza tra utente ed armadio maggiore. Osservando la Figura 2 è inoltre possibile notare che il guadagno di banda ottenibile implementando il vectoring, rispetto all utilizzo della sola tecnologia VDSL2, è di entità significativa per distanze del cliente dall armadio non superiori a 800 m. A questo proposito, si rileva inoltre che nel corso dell audizione con gli Uffici, Alcatel-Lucent ha evidenziato che tutte le linee afferenti allo stesso armadio sulle quali si implementa il vectoring sono caratterizzate dalle stesse prestazioni, condizione molto importante al fine di offrire agli utenti dello stesso armadio una connessione a velocità uniforme. 19. Come già anticipato, le tecniche di vectoring consentono di ottenere prestazioni ottimali solamente se l apparato che le implementa ha il pieno controllo di tutte le linee nello stesso fascio. La presenza di una linea VDSL2 sulla quale non è implementata la tecnica di vectoring (linea non vettorizzata o linea aliena ) che si diparte dall armadio e condivide lo stesso ambiente cavo dei doppini su cui è implementato il vectoring, genera infatti un interferenza che non è possibile eliminare e riduce quindi il guadagno, in termini di prestazioni delle linee, ottenibile con l applicazione del vectoring. L impatto della presenza di linee aliene sul tasso di trasmissione delle linee vettorizzate è difficile da determinare con esattezza e può variare da linea a linea; in generale esso dipende dal numero di linee aliene presenti nel fascio maggiore è tale numero, minore risulta il tasso di trasmissione e dall intensità dell interferenza generata da tali linee, che a sua volta dipende dalla posizione relativa delle linee all interno dell ambiente cavo. Allegato D alla Delibera n. 238/13/CONS 247
20. In Figura 3 è mostrato il tasso di trasmissione downstream di una linea vettorizzata al variare del numero di linee VDSL2 aliene contenute nel fascio che si dipartono dallo stesso armadio, così come misurato da Alcatel-Lucent. Si può notare una perdita sensibile in termini di tasso di trasmissione già in presenza di una sola linea aliena (linea viola) che, tra l altro, rende i tassi di trasmissione impredicibili, come si può notare dall ampio intervallo tra il tasso medio (in linea continua) ed il tasso minimo (in linea tratteggiata). Figura 3 Tasso di trasmissione downstream al variare della lunghezza del tratto in rame e del numero di linee aliene presenti nel fascio (le linee continue si riferiscono al tasso medio, le linee tratteggiate al tasso minimo). 120 tasso di trasmissione DS bit rate downstream [Mb/s] [Mbps] 100 80 60 40 20 0 200 300 400 500 600 700 800 900 lunghezza loop length della [m] linea [m] singola linea VDSL2; linee vettorizzate; 1 linea aliena VDSL2; 10 linee aliene VDSL2; linee non vettorizzate Fonte: documentazione di Alcatel-Lucent consegnata all Autorità 21. Huawei ha valutato gli effetti sulla velocità massima di trasmissione sia nel caso in cui siano presenti linee aliene ADSL2+ provenienti dalla centrale ed afferenti allo stesso armadio di strada delle linee vettorizzate, sia nel caso di linee aliene ADSL2+ e VDSL2 che si dipartono dallo stesso armadio. I risultati sono mostrati in Figura 4. 5 5 Le linee aliene considerate sono cinque, la lunghezza della linea dall armadio alla sede d utente è pari a 500 m. Allegato D alla Delibera n. 238/13/CONS 248
Figura 4 Tasso di trasmissione downstream di linee vettorizzate (in verde) e non vettorizzate (in blu) in assenza ed in presenza di diverse tipologie di linee aliene. tasso di trasmissione downstream [Mbps] 80 70 60 50 40 30 20 10 0 con vectoring senza vectoring nessuna No Aliens linea aliena ADSL2+ linee aliens aliene from CO ADSL2+ da ADSL2+ linee aliene Aliens ADSL2+ Collocatedda VDSL2 linee aliene Aliens VDSL2 da centrale armadio armadio Fonte: documentazione di Huawei consegnata all Autorità 22. Dalla figura si evince che l impatto sulle prestazioni del vectoring, implementato in corrispondenza dell armadio di strada, di una linea aliena ADSL2+ che afferisce al medesimo armadio, è trascurabile quando la linea ADSL2+ si dirama dalla centrale locale. Tale impatto è invece non trascurabile, ma comunque di entità ridotta, nel caso in cui la linea VDSL2 vectoring e la linea aliena ADSL2+ si diramino entrambe dall armadio di strada, e diventa sensibile quando la linea aliena è in VDSL2. Le prestazioni della tecnica di vectoring implementata in corrispondenza dell armadio di strada non sembrano risentire quindi della presenza di eventuali linee aliene ADSL2+ nel medesimo ambiente cavo provenienti dalla centrale, ma la presenza di linee VDSL2 da armadio sembra limitare l incremento di prestazioni ottenibile con il vectoring. 23. Si fa presente che rileva anche il potenziale effetto di disturbo che può avere una linea vettorizzata su una linea ADSL2+ non vettorizzata che si diparte dalla centrale. A tal proposito, Huawei ritiene che l impatto delle linee VDSL2 vectoring da armadio sulle prestazioni di una linea ADSL2+ da centrale non sia trascurabile, ma che tale problema sia facilmente risolvibile implementando opportune tecniche di downstream power back-off che riportano le prestazioni della linea aliena ADSL2+ a quelle del caso imperturbato, a scapito però di un leggero peggioramento (una riduzione del tasso di trasmissione al massimo di 10 Mbps) delle prestazioni delle linee VDSL2 vectoring. 6 Si evidenzia quindi che l applicazione della tecnica di vectoring non confligge, purché 6 A tal proposito, si evidenzia comunque che l attuale Offerta di Riferimento di Telecom Italia per i servizi di accesso disaggregato alla sottorete locale in rame prevede che lo standard VDSL2 sia l unico sistema implementabile da armadio in quanto compatibile con uno scenario in cui da centrale siano dispiegati sistemi ADSL, HDSL SHDSL, VDSL2, purché sia attivo il sistema downstream power back off come indicato nella ITU-T G997.1. Allegato D alla Delibera n. 238/13/CONS 249
siano adottate le dovute precauzioni, con la fornitura del servizio di unbundling a livello della centrale locale. 24. Alla luce delle suddette considerazioni, la presenza di linee VDSL2 non vettorizzate e gestite da altri operatori in SLU sembrerebbe causare un deterioramento delle prestazioni ottenibili con il vectoring, dal momento che il crosstalk tra linee gestite da operatori diversi e quindi afferenti a diversi apparati attivi non può essere cancellato. Si rivelerebbe quindi necessario, al fine di ottenere prestazioni ottimali, che tutte le linee VDSL2 presenti nello stesso ambiente cavo fossero gestite e vettorizzate dal medesimo apparato trasmissivo. Il vectoring, quindi, sembra funzionare efficacemente solo se l operatore che lo utilizza ha il pieno controllo di tutte le linee che transitano nello stesso ambiente cavo e di conseguenza, tale tecnica non sembra essere compatibile con l obbligo di fornitura del servizio di SLU, che prevede che Telecom Italia ceda il controllo della linea all operatore che acquisisce il servizio. In generale, il problema della gestione delle linee nello stesso ambiente cavo si presenta a prescindere dal soggetto, incumbent o operatore alternativo, che decide di implementare tecniche di vectoring. 25. Si osserva che una possibile soluzione che consentirebbe a più operatori di usufruire sia dei servizi di SLU sia dei benefici ottenibili dall implementazione delle tecniche di vectoring potrebbe essere offerta dai nuovi apparati multi-operatore che i due produttori Alcatel-Lucent e Huawei stanno sviluppando. Tali soluzioni consentirebbero, in linea di principio, di coordinare il funzionamento degli apparati attivi installati a livello dello stesso armadio di strada e gestiti da più operatori, consentendo di usufruire quindi del servizio di SLU anche in presenza di soluzioni vectoring implementate da armadio. 7 26. D altro canto, i due produttori consultati evidenziano alcune criticità, di differente natura ed entità, connesse all implementazione del vectoring in uno scenario multioperatore, tra le quali: i) la circostanza che tali soluzioni, non essendo ancora standardizzate, sono proprietarie e quindi prevedono l utilizzo di apparati forniti da un unico produttore; ii) la limitazione al numero di operatori che possono usufruire dell accesso all armadio; iii) i limiti stringenti sulla distanza massima a cui possono essere posti gli apparati degli operatori, che potrebbero rendere necessaria la coesistenza di tali apparati in uno stesso ambiente armadio oppure la realizzazione di nuovi armadi in prossimità di quello esistente; iv) l aumento del consumo di energia che potrebbe non essere gestibile con tecnologie di tele-alimentazione e renderebbe necessaria la presenza di una linea di energia presso l armadio; v) la necessità di coordinamento tra gli operatori in fase di gestione dei guasti e per l attività di manutenzione; vi) la mancanza ad oggi di un prodotto in vendita sul mercato e la previsione della commercializzazione di tali soluzioni, subordinata al verificarsi di condizioni di mercato opportune per proseguire con l implementazione, non prima della fine del 2013. 7 Si noti che le soluzioni prospettate dai due produttori si basano su tipologie di architetture differenti: master/slave per Alcatel-Lucent e peer-to-peer per Huawei. Allegato D alla Delibera n. 238/13/CONS 250
4. Benchmark internazionale 27. Benché il tema del vectoring sia attualmente all attenzione di numerose Autorità di regolamentazione europee, soprattutto alla luce dei piani di investimento di diversi operatori, ad oggi non sono molti i Paesi europei che hanno adottato disposizioni regolamentari o legislative in materia di accesso disaggregato alla sottorete locale in rame nel contesto della realizzazione di reti di nuova generazione e dell implementazione di nuove tecniche trasmissive. Nel seguito viene fornita una sintesi dei primi orientamenti delle autorità europee e, laddove disponibili, alcune informazioni circa l implementazione delle nuove tecniche trasmissive da parte degli operatori di telecomunicazioni europei. Austria 28. Nel mese di gennaio 2012, l operatore incumbent Telekom Austria ha annunciato l intenzione di implementare il vectoring, ma fino ad oggi ha usato tale tecnica solo in un area di estensione limitata. 29. In merito si evidenzia che, nell ambito del terzo ciclo di analisi del mercato n. 4, l Autorità austriaca ha consentito a Telekom Austria di fornire agli operatori alternativi, limitatamente alle aree interessate dallo sviluppo di reti NGA, un servizio di tipo VULA in sostituzione del servizio di unbundling. Allo stato, il regolatore austriaco non si è ancora espresso circa la possibilità di consentire all incumbent di fornire agli operatori alternativi, limitatamente alle aree interessate dall implementazione del vectoring, un servizio di tipo VULA in sostituzione del servizio di SLU. Belgio 30. Con decisione del 1 luglio 2011, l Autorità belga (CRC) ha rimosso l obbligo di fornitura del SLU perché incompatibile con l implementazione delle tecnologie VDSL2 vectoring. 8 31. Nella decisione, notificata alla Commissione europea il 20 giugno 2011, CRC ha motivato la rimozione dell obbligo di SLU affermando che l incumbent Belgacom è in grado di fornire agli utenti finali connessioni a velocità più elevate utilizzando la tecnologia VDSL2 vectoring tecnologia che è resa inefficace dalla fornitura del servizio di SLU e che non è a conoscenza di nessuna intenzione concreta, da parte degli operatori alternativi, di sottoscrivere servizi di SLU. CRC ritiene quindi non giustificato e non proporzionato mantenere un obbligo che scoraggerebbe Belgacom ad investire nella tecnica di vectoring. CRC evidenzia inoltre come gli stessi operatori alternativi godrebbero dei benefici derivanti dall implementazione del vectoring. 8 Decision de la conference des regulateurs du secteur des communications electroniques (CRC) du 1er juillet 2011 concernant l analyse des marches large bande, CRC, luglio 2011. Allegato D alla Delibera n. 238/13/CONS 251
32. CRC rivaluterà la rimozione dell obbligo di SLU, alla luce della disponibilità di tecnologie compatibili con la fornitura del SLU e dell effettiva implementazione da parte di Belgacom del vectoring entro un periodo di tempo ragionevole. 33. La Commissione europea, nella lettera di commenti alla decisione dell Autorità belga, ha riconosciuto la non proporzionalità dell imposizione dell obbligo di accesso disaggregato alla sottorete locale in ragione dell assenza di richieste per tale servizio e del fatto che sarebbe di ostacolo alla strategia di investimento di Belgacom e quindi in conflitto con la promozione di investimenti sostenibili nello sviluppo di reti ad alta velocità. Danimarca 34. Attualmente, l incumbent danese TDC è soggetto all obbligo di fornitura del servizio di SLU e non è autorizzato a implementare il vectoring, o qualsiasi altra tecnologia che impedisca la fornitura del servizio di SLU. 35. L Autorità danese ha comunque consentito a TDC di effettuare dei test sul vectoring e si è riservata di decidere, entro la fine del 2013 e sulla base dei risultati dei test effettuati, se sia giustificato rimuovere l obbligo di fornitura del servizio di SLU e consentire l implementazione del vectoring. Germania 36. Nell ambito dei propri piani di sviluppo per la rete fissa di accesso, l incumbent Telekom Deutschland ha dichiarato di voler implementare, entro il secondo trimestre del 2014, la tecnologia VDSL2 vectoring. Nel mese di dicembre 2012, l incumbent ha quindi sottoposto all Autorità tedesca BNetzA una richiesta formale di rivedere la decisione relativa all imposizione dell obbligo di SLU, in quanto la fornitura di tale servizio interferirebbe con l implementazione del vectoring. Gli operatori alternativi, pur opponendosi alla realizzazione dei piani dell incumbent, si sono mostrati interessati ad implementare una soluzione che consenta agli stessi operatori alternativi di usare la tecnica di vectoring. 37. Allo stato, il regolatore tedesco non ha ancora adottato una decisione finale. Irlanda 38. In seguito all annuncio dell incumbent irlandese Eircom di voler implementare la tecnica di vectoring, l Autorità irlandese (ComReg), riconoscendo che allo stadio attuale della tecnologia l implementazione della tecnica di vectoring è incompatibile con la colocazione in corrispondenza dell armadio di strada e quindi con la fornitura del servizio di SLU e che la domanda per tale servizio negli ultimi anni è stata di entità non significativa, ha rimodulato la disciplina relativa al SLU. 9 ComReg ha deciso di continuare ad imporre l obbligo di SLU in capo all incumbent nelle aree non interessate 9 Next Generation Access ( NGA ): Remedies for Next Generation Access Markets Response to Consultation and Final Decision, ComReg, 31 gennaio 2013. Allegato D alla Delibera n. 238/13/CONS 252
dallo sviluppo di reti di nuova generazione e di rimuoverlo nelle aree in cui verrà implementata la tecnica di vectoring. 39. In maggiore dettaglio, ComReg ha deciso di mantenere in capo all incumbent l obbligo di SLU nel caso in cui: i) il servizio di SLU sia richiesto in un area di armadio dove la realizzazione di reti NGA e l implementazione del vectoring non sono ancora avvenute né sono in programma nell immediato futuro; ii) l operatore che acquista il servizio di SLU si impegni a fornire l accesso agli altri operatori tramite servizi di unbundling virtuale o servizi bitstream di nuova generazione; iii) l operatore che acquista il servizio di SLU si impegni ad implementare, laddove possibile, tecnologie che consentano di ottenere velocità più elevate. ComReg specifica inoltre che il servizio di SLU deve essere fornito obbligatoriamente nelle aree identificate come soggette ad aiuti di stato. 40. ComReg ha inoltre imposto in capo all incumbent l obbligo di comunicazione dei propri piani di sviluppo all Autorità ed agli operatori alternativi con sei mesi di anticipo. Qualora Eircom non rispettasse i suoi piani di sviluppo, ComReg si riserva il diritto di rivedere la propria decisione circa l obbligo di SLU. 41. ComReg infine rivedrà la propria decisione nel momento in cui dovessero rendersi disponibili sul mercato soluzioni tecnologiche più avanzate, quali il vectoring di seconda generazione, in grado di consentire l accesso e la co-locazione di più operatori presso l armadio di strada. 42. Nella lettera di commenti alla proposta sottoposta a consultazione, la Commissione europea ha apprezzato l intenzione di ComReg di monitorare i piani dell incumbent ed ha suggerito di prevedere esplicitamente la possibilità di reintrodurre l obbligo di SLU nel caso in cui l implementazione del vectoring prevista dai piani di sviluppo non si verifichi. Olanda 43. Nel corso dell anno 2011, l incumbent KPN ha annunciato di voler implementare il vectoring nella seconda metà del 2012. 10 44. Nella bozza di decisione del terzo ciclo di analisi del mercato n. 4, l Autorità olandese (OPTA) ha proposto di rimuovere l obbligo di SLU in quanto incompatibile con il vectoring. Gli operatori alternativi hanno però chiesto ad OPTA di continuare ad imporre l obbligo di SLU e nella decisione finale, OPTA ha deciso di mantenere tale obbligo in capo a KPN, ma ha specificato che KPN può rifiutarsi di fornire il servizio di SLU nel caso in cui implementi il vectoring e ci sia un accordo con gli altri operatori su modalità di accesso alternative. 11 La definizione di tali modalità di accesso alternative è lasciata agli operatori. 10 KPN Investor Day: Consumer wireless. Strengthen - Simplify Grow, 10 maggio 2011. 11 Marktanalyse Ontbundelde toegang MDF-, SDF- en ODF-access (FttH) Besluit OPTA, 29 dicembre 2011. Allegato D alla Delibera n. 238/13/CONS 253
5. Considerazioni conclusive dell Autorità e modifiche alla disciplina del sub-loop unbundling 45. L Autorità riconosce che le tecniche di vectoring implementate in corrispondenza dell armadio di strada potrebbero apportare miglioramenti significativi in termini di velocità trasmissiva e quindi potrebbero incidere considerevolmente sullo sviluppo di reti con architettura FTTC. 46. Le tecniche di vectoring hanno recentemente assunto una maggiore rilevanza anche in virtù dell intenzione, manifestatasi a livello europeo e testimoniata dai piani industriali dei diversi operatori incumbent, non ultimo il piano presentato da Telecom Italia nel mese di luglio, di realizzare reti a larga banda strutturate secondo un architettura di tipo FTTC e con l implementazione della tecnologia VDSL2 vectoring. 47. Del resto, si fa presente che il Commissario europeo per l Agenda Digitale ha riconosciuto l opportunità, ai fini del raggiungimento degli obiettivi posti dall Agenda Digitale europea, di realizzare reti di nuova generazione utilizzando una combinazione di diverse tecnologie che, a seconda delle esigenze locali, includa non solo le reti in fibra in architettura FTTH, ma anche quelle in architettura FTTC, nonché le soluzioni basate su reti via cavo e su reti mobili in tecnologia LTE. 12 48. Per quanto concerne specificamente il caso italiano, dalle risposte alle richieste di informazioni inviate dall Autorità si evince che, oltre all operatore incumbent, solo due operatori hanno manifestato l intenzione o non escludono la possibilità di realizzare nell immediato futuro reti basate sull architettura FTTC. 49. Si fa presente inoltre che fino al gennaio 2012 nessun operatore aveva richiesto l attivazione del servizio di SLU. Nel corso dell anno 2012, un solo operatore ha richiesto ed attivato un numero esiguo di linee SLU in una zona geografica limitata ed un altro operatore ha avviato la contrattazione con Telecom Italia, giungendo finora alla firma di un accordo transitorio. La maggior parte degli operatori che hanno risposto alla richiesta di informazioni ha dichiarato di non aver intenzione di richiedere in futuro l attivazione del servizio di SLU mentre solo alcuni hanno affermato di essere ancora in fase di valutazione. 50. Ad ogni modo, nonostante vi sia un solo piano di sviluppo di reti FTTC già avviato da parte di un operatore alternativo che prevede l utilizzo del servizio di accesso alla sottorete locale in rame dell operatore incumbent l Autorità ritiene comunque opportuno, per quanto possibile ed in linea anche con le indicazioni della Raccomandazione NGA, salvaguardare la libertà degli operatori di scegliere l architettura della propria rete. 12 Intervento al Mobile World Congress 2012. Allegato D alla Delibera n. 238/13/CONS 254
51. L Autorità inoltre riconosce, come confermato anche da due dei maggiori produttori mondiali di apparati vectoring, Alcatel-Lucent e Huawei, che le soluzioni tecnologiche di cui si è detto al punto 25 e che consentono, contestualmente all implementazione delle tecniche di vectoring, a più operatori l accesso fisico alla sottorete locale in rame, non sono attualmente disponibili sul mercato. Inoltre, una volta disponibili, tali soluzioni sembrano comportare una serie di problematiche, illustrate al punto 26, che richiederebbero comunque un attenta valutazione. 52. Si evidenzia inoltre che, benché attualmente per gli utenti finali il mercato a banda larga al dettaglio risulti un mercato indifferenziato, è ragionevole attendersi nel breve periodo grazie alla diffusione sul mercato di offerte al dettaglio su reti FTTC e su reti FTTH e quindi alla maggiore differenziazione, in termini soprattutto di velocità di trasmissione, dei servizi disponibili che i consumatori acquisiscano una maggiore consapevolezza della diversità, in termini di qualità del servizio, delle varie offerte presenti sul mercato. In generale, in un mercato differenziato orizzontalmente servizi di qualità diversa sono in concorrenza tra di loro. Pertanto, i servizi forniti su rete FTTH subirebbero la concorrenza dal basso dei servizi forniti su rete FTTC, i quali a loro volta subirebbero la concorrenza dei servizi xdsl forniti su rete in rame. In tale contesto, continuare ad imporre incondizionatamente l obbligo di fornitura del servizio di SLU in capo a Telecom Italia, equivarrebbe a limitare impedendo il pieno sviluppo dei servizi forniti su rete FTTC tramite la tecnica di vectoring il livello di concorrenzialità nel mercato, riducendo sia le possibilità di scelta degli operatori sia gli effetti benefici della concorrenza sugli utenti finali in termini principalmente di qualità e di livello generale dei prezzi dei servizi offerti. 53. Alla luce di quanto detto ed in attesa che le prossime evoluzioni tecnologiche, che renderebbero compatibile l implementazione del vectoring e la fruizione del servizio di SLU, siano sperimentate e quindi rese disponibili sul mercato, l Autorità ritiene comunque opportuno non limitare, anche allo stato attuale della tecnologia, la diffusione del vectoring, che potrebbe incidere considerevolmente sullo sviluppo delle reti di nuova generazione in quanto apporterebbe benefici agli utenti finali e renderebbe possibile raggiungere più velocemente gli obiettivi posti dall Agenda Digitale europea per il 2020. 54. D altra parte, l Autorità considera comunque fondamentale garantire a tutti gli operatori un level playing field che consenta loro di competere nel mercato al dettaglio della larga banda e di produrre offerte retail concorrenziali. 55. Tenuto conto di tali esigenze, in parte contrastanti, ed alla luce anche delle più recenti esperienze estere di regolamentazione in materia di nuove tecniche trasmissive, l Autorità ritiene opportuno modificare le modalità di fornitura del servizio di accesso disaggregato alla sottorete locale in rame nella maniera di seguito illustrata. Allegato D alla Delibera n. 238/13/CONS 255
56. In primo luogo, l Autorità considera necessario mantenere in capo a Telecom Italia l obbligo di fornitura dell accesso disaggregato alla sottorete locale in rame nelle aree di armadio dove tale servizio è già utilizzato al momento dell entrata in vigore della decisione finale dell Autorità, al fine di assicurare agli operatori alternativi la continuità del servizio. 57. L Autorità ritiene inoltre opportuno rimuovere l obbligo di fornitura del servizio di SLU in capo a Telecom Italia in corrispondenza degli armadi di strada presso i quali Telecom Italia implementerà la tecnica di vectoring e solo nel caso in cui il servizio di SLU non è attivo o in corso di attivazione presso quegli armadi. In caso di rimozione dell obbligo, Telecom Italia è comunque obbligata a fornire agli operatori alternativi richiedenti l accesso alla sottorete locale in rame un servizio di accesso attivo di tipo VULA (Virtual Unbundling Local Access) in corrispondenza dell armadio di strada a prezzi orientati ai costi, come disposto nell articolo 11 del presente provvedimento. 58. L Autorità, entro e non oltre 30 giorni dalla notifica del presente provvedimento, tenuto conto del carattere innovativo del servizio in questione, avvia un tavolo tecnico aperto a tutti gli operatori, con la finalità di chiarire e precisare gli aspetti tecnici propedeutici all implementazione del servizio VULA. Il tavolo tecnico avrà durata non superiore a 60 giorni. 59. Telecom Italia è inoltre tenuta a pubblicare sul proprio portale wholesale ed a comunicare all Autorità, anche tramite i propri Piani Tecnici per lo sviluppo della Rete Fissa di Accesso, 13 la lista delle aree di armadio, nonché delle relative aree di centrale, presso le quali prevede di implementare il vectoring con sei mesi di anticipo rispetto all effettiva implementazione. Successivamente alla suddetta comunicazione, qualora un operatore alternativo presenti tempestivamente (ad esempio entro un mese) una richiesta di fornitura del servizio di SLU nelle medesime aree al fine di implementare il vectoring, si ritiene auspicabile che tale operatore e Telecom Italia si accordino al fine di procedere ad un implementazione coordinata della tecnica di vectoring. 60. Contestualmente alla prima comunicazione relativa all implementazione del vectoring, Telecom Italia è tenuta a presentare all Autorità una proposta di Offerta di Riferimento per i servizi VULA forniti a livello di armadio di strada della sottorete locale in rame in linea con le condizioni stabilite nell ambito del tavolo tecnico summenzionato e, in prima istanza, a prezzi orientati ai costi che l Autorità provvederà ad approvare con eventuali modifiche. Successivamente alla prima offerta, Telecom Italia dovrà pubblicare su base annuale, entro il 31 luglio di ciascun anno, le Offerte di Riferimento relative al servizio VULA fornito a livello di armadio di strada, a prezzi stabiliti dall Autorità sulla base dei costi incrementali di lungo periodo, che l Autorità provvederà ad approvare con eventuali modifiche. 13 Telecom Italia è obbligata, ai sensi della delibera n. 731/09/CONS, a pubblicare ogni tre mesi i propri Piani Tecnici per lo Sviluppo della Rete Fissa di Accesso così come previsto dal Gruppo di Impegni n. 6. Allegato D alla Delibera n. 238/13/CONS 256
61. Qualora Telecom Italia non implementi tecniche di vectoring e non renda disponibili ai clienti finali le relative offerte retail entro un anno dalla comunicazione di cui al punto 59, l obbligo di fornitura del servizio di SLU è ripristinato. 62. Telecom Italia è tenuta a fornire il servizio di SLU nelle aree di armadio per le quali non ha comunicato di voler implementare tecniche di vectoring, sempre che l operatore richiedente il servizio si impegni, nel caso in cui implementi a sua volta tecniche di vectoring, a i) comunicare i propri piani tecnici relativi all implementazione del vectoring agli operatori attraverso il proprio portale wholesale ed all Autorità con un preavviso di sei mesi rispetto all effettiva implementazione ed a ii) fornire agli operatori richiedenti l accesso alla sottorete locale in rame un servizio attivo di accesso all ingrosso di tipo VULA a livello dell armadio di strada in linea con le condizioni stabilite nell ambito del tavolo tecnico summenzionato ed a prezzi equi e ragionevoli al fine di consentire a tutti gli operatori di offrire servizi retail in maniera uniforme sul territorio. Tali condizioni andranno opportunamente specificate nel contratto di fornitura del servizio di SLU al fine di assicurare che l implementazione della tecnica di vectoring anche da parte degli operatori alternativi non ostacoli la concorrenza nell offerta di servizi a banda larga. 63. L Autorità si riserva di monitorare i prossimi sviluppi tecnologici e di mercato e, eventualmente, di rivedere la propria posizione anche alla luce dell effettiva implementazione delle tecniche di vectoring nella sottorete locale e dell eventuale disponibilità sul mercato di nuove soluzioni tecnologiche in grado di incrementare la velocità di trasmissione e che siano compatibili con la fornitura del servizio di accesso disaggregato alla sottorete locale in rame. Allegato D alla Delibera n. 238/13/CONS 257
Allegato E alla Delibera n. 238/13/CONS Valutazione dei prezzi dei servizi di accesso alla rete in rame di Telecom Italia 1. Introduzione 1. Come illustrato nel paragrafo 4.3.5 dello schema di provvedimento, al fine di determinare i canoni dei servizi di accesso all ingrosso fisico e virtuale per gli anni 2014-2016, l Autorità ritiene adeguato impiegare il modello di costo di tipo BU-LRIC adottato con la delibera n. 578/10/CONS aggiornandone opportunamente gli input che sono influenzati dall evoluzione delle condizioni di mercato e rivalutando la congruità di tutti gli ulteriori elementi che incidono sul livello di efficienza con cui possono essere prodotti i servizi di accesso oggetto di valutazione. 2. Il presente allegato, una volta richiamati i principi generali del suddetto modello di costo, illustra la metodologia adottata dall Autorità per aggiornare lo stesso. In particolare, nel processo di aggiornamento del modello di cui alla delibera n. 578/10/CONS, l Autorità ha ritenuto opportuno aggiornare, rispetto alla precedente versione, i seguenti input: i) volumi di domanda attuali e prospettici dei servizi, tenuto conto anche dello sviluppo dei servizi di accesso di nuova generazione; ii) livello dei costi operativi di manutenzione correttiva e dei costi di commercializzazione; iii) costi di rete; iv) valore del WACC. 2. I principi generali del modello di costo adottato con delibera n. 578/10/CONS 3. Il modello di costo di tipo BU-LRIC adottato con la delibera n. 578/10/CONS si fonda su alcune assunzioni di base, tra cui la stima della domanda attuale e prospettica dei servizi al dettaglio ed all ingrosso che sono erogati sulla rete fissa di accesso. 4. Il modello determina tutti i costi necessari a produrre i servizi inclusi nell incremento considerato attraverso un approccio LRAIC+ (Long Run Average Incremental Cost), in cui i costi congiunti sono direttamente o indirettamente attribuiti su base non arbitraria a ciascun servizio dell incremento ed il recupero dei costi comuni è ottenuto applicando un mark-up ai costi incrementali di lungo periodo. 5. Il modello considera un incremento che comprende tutti i servizi, erogati sulla rete di accesso, sia all ingrosso che al dettaglio, ed utilizza un approccio schorched node 1 per rappresentare la rete di accesso dell operatore efficiente ipotetico. L Autorità ritiene ancora valido tale approccio avendo riscontrato l assenza di modifiche sostanziali alla 1 La topologia della rete modellata ricalca quella della rete di accesso dell operatore notificato, assumendo che il numero e la localizzazione delle centrali di accesso corrispondano a quelle dell attuale rete di accesso di Telecom Italia. Allegato E alla Delibera n. 238/13/CONS 258
configurazione topologica della rete di accesso di Telecom Italia, anche alla luce dell introduzione dei servizi di nuova generazione. Il medesimo approccio, peraltro, è coerente con quello utilizzato dall Autorità per la costruzione del modello di costo volto alla determinazione dei prezzi dei servizi di accesso su rete NGA (Allegato F). 3. La domanda dei servizi e la relazione con i servizi NGA 6. Come già anticipato il modello di cui alla delibera n. 578/10/CONS considera nell incremento tutti i servizi all ingrosso (ULL, WLR, Shared Access, bitstream su linea condivisa e su linea dedicata, circuiti terminating) e tutti i servizi al dettaglio (servizi telefonici POTS e ISDN, servizi di Telefonia Pubblica, servizi a banda larga su linea dedicata e condivisa) offerti da Telecom Italia attraverso la rete di accesso in rame. La stima della domanda dei servizi di tipo legacy è ottenuta, coerentemente con la metodologia adottata nella precedente applicazione del modello, utilizzando le informazioni sui volumi venduti al dettaglio e all ingrosso fornite dagli operatori nell ambito di specifiche richieste di informazioni inviate trimestralmente dall Autorità. I volumi prospettici sono stati quindi determinati estrapolando il trend storico dei volumi dei vari servizi a partire dal secondo trimestre 2010. 7. Le rilevazioni effettuate hanno evidenziato, nell orizzonte considerato, una tendenziale decrescita dei volumi nel loro complesso. Tuttavia, è ragionevole considerare che l introduzione dei servizi di accesso su rete NGA determinerà nel medesimo periodo di riferimento una variazione non trascurabile al trend rilevato. In particolare, lo sviluppo di reti NGA di tipo FTTC determinerà un significativo sviluppo del servizio di sub-loop unbundling (SLU) nonché un maggiore utilizzo dei cavidotti in rete primaria al fine di sviluppare la nuova rete in fibra ottica. 8. In tal senso l Autorità, nel procedere con l aggiornamento del modello, ha ritenuto opportuno includere nell incremento considerato sia il servizio di sub loop unbundling sia il servizio di accesso ai cavidotti in rete primaria. 2 I volumi di questi ultimi servizi sono stati determinati in coerenza con quelli adottati nel modello di costo per i servizi NGA di cui all Allegato F. Per la stima dei volumi complessivi dei servizi inclusi nell incremento si è tenuto inoltre conto che, da un lato, è ragionevole prevedere un fenomeno di migrazione dei clienti dai servizi offerti sulla rete in rame a quelli offerti sulla rete in fibra, dall altro, è presumibile, nonché auspicabile, un aumento del numero di clienti su rete fissa come effetto dello sviluppo dei servizi a banda ultra-larga. L effetto complessivo di tali assunzioni porta a stimare una sostanziale invarianza della 2 Al servizio di sub loop unbundling sono stati allocati esclusivamente i costi di rete pertinenti che afferiscono alla rete secondaria. Per ciò che riguarda invece i costi dei servizi di accesso alle infrastrutture civili in rete primaria, questi sono stati attribuiti tenendo conto della domanda ipotizzata di linee di sub loop unbundling. Allegato E alla Delibera n. 238/13/CONS 259
domanda di servizi inclusi nell incremento per l anno 2016 rispetto ai volumi determinati per il 2013. 3 9. L approccio seguito ha l effetto di attenuare l impatto della riduzione dei volumi complessivi dei servizi erogati sulla rete di accesso in rame sul livello dei prezzi dei servizi stessi. 4. I costi di manutenzione e i costi commerciali 10. L Autorità ritiene opportuno rivalutare la congruità dei costi di manutenzione correttiva e dei costi commerciali alla luce dell evoluzione dei processi di efficientamento posti in atto da Telecom Italia, anche a seguito delle disposizioni regolamentari adottate con l art. 5 della delibera n. 578/10/CONS e successive deliberazioni (delibere n. 71/11/CONS 4 e n. 679/11/CONS 5 ), con riferimento in particolare alla riduzione della guastabilità della rete. 6 11. I costi di manutenzione correttiva stabiliti nella delibera n. 578/10/CONS sono stati determinati utilizzando un modello rappresentativo delle principali attività svolte per produrre il servizio di manutenzione e valorizzando le stesse sulla base del: i) tasso efficiente di intervento; ii) tempo necessario per svolgere le singole attività che vanno a comporre il servizio di manutenzione (ricezione ed analisi preliminare OLO, diagnosi e localizzazione solo per la componente retail di Telecom Italia dispacciamento, intervento risolutivo, chiusura del guasto); iii) costo orario della manodopera. L Autorità, inoltre, nella delibera n. 578/10/CONS ha verificato la correttezza della stima dei costi complessivi di manutenzione effettuata con la suddetta metodologia, confrontandola con quella determinata con gli approcci adottati nei modelli BU-LRIC di altre Autorità europee (danese e svedese). 12. Tenuto conto della metodologia descritta, l Autorità osserva che, negli anni 2010-2012, l incumbent ha ottenuto significativi miglioramenti di efficienza nella gestione della rete di accesso in rame, anche a seguito dei vincoli imposti dall Autorità, ai sensi dell art. 5 della delibera n. 578/10/CONS. In particolare, se si considera l evoluzione dell indicatore tasso di guasto (definito al comma 2 lettera c del citato articolo) 3 Un approccio analogo è stato proposto dalla società WIK nel modello di costo sviluppato per il regolatore spagnolo (CMT). 4 Delibera recante Esito delle verifiche degli indicatori di qualità della rete di accesso di Telecom Italia, ai sensi degli articoli 5, 6 e 7 della delibera n. 578/10/CONS ai fini dell applicazione delle variazioni in aumento dei prezzi dei servizi di accesso all ingrosso per l anno 2011. 5 Delibera recante Esito delle verifiche degli indicatori di qualità della rete di accesso di Telecom Italia, ai sensi degli articoli 5, 6 e 7 della delibera n. 578/10/CONS ai fini dell applicazione delle variazioni in aumento dei prezzi dei servizi di accesso all ingrosso per l anno 2012. 6 Ai sensi dell art. 5 della delibera n. 578/10/CONS, l applicazione delle variazioni in aumento dei prezzi, previste nella stessa delibera, erano condizionate, per gli anni 2011 e 2012, all esito di una verifica da parte dell Autorità circa la realizzazione di alcune condizioni specifiche relative alla qualità ed all ammodernamento delle rete di accesso di Telecom Italia. Tra queste, vi era una specifica condizione riferita alla riduzione del tasso di guasto della rete di accesso in rame. Allegato E alla Delibera n. 238/13/CONS 260
misurato nell ambito delle relazioni certificate presentate da Telecom Italia nei procedimenti di cui alle delibere n. 71/11/CONS e n. 679/11/CONS, si evince che il valore medio del tasso di guasto è diminuito del 28,8% tra il 2009 ed il 2011, passando dal 18,2% 7 al 12,96%. 8 Sebbene l indicatore tasso di guasto non sia direttamente confrontabile in termini assoluti con il tasso di intervento utilizzato nella valorizzazione dei costi di manutenzione nell ambito del modello di costo di cui alla delibera n. 578/10/CONS, la sua variazione fornisce un indicazione sugli incrementi di efficienza realizzati dall operatore nell attività di manutenzione correttiva. 9 13. Pertanto, l Autorità ha ritenuto opportuno aggiornare il modello modificando i valori dei tassi di intervento impiegati nel 2010, in maniera da riflettere i maggiori livelli di efficienza raggiunti da Telecom Italia come rilevati dalle delibere n. 71/11/CONS e n. 679/11/CONS e tenendo conto delle considerazioni fatte in merito dall Autorità nell ambito del procedimento di valutazione dell Offerta di Riferimento 2013 per i servizi del mercato n. 4. Applicando tale efficientamento, il tasso medio di intervento utilizzato nella versione aggiornata del modello risulta inferiore di circa 7 punti percentuali rispetto al tasso medio considerato nella versione precedente del modello. 14. La valutazione dei costi di manutenzione correttiva è stata inoltre aggiornata tenendo conto del nuovo valore del costo orario della manodopera, calcolato come descritto al paragrafo 6. 15. Per quanto riguarda i servizi di unbundling, il costo della manutenzione correttiva aggiornato è risultato pari a 1,52 euro/mese per linea. 16. Con riferimento ai costi commerciali, l Autorità ritiene opportuno adottare il medesimo valore del mark-up utilizzato nelle delibere di approvazione delle Offerte di Riferimento per i servizi di colocazione (delibera n. 93/12/CIR) e per i servizi di accesso offerti su rete NGA (delibere nn. 95/12/CIR e 105/12/CIR), pari al 4%. Si ritiene peraltro che il valore del 4% sia in linea con un naturale incremento di efficienza nella gestione dei processi per la commercializzazione dei servizi. 7 Relazione certificata da E&Y presentata da Telecom Italia nell ambito del procedimento di cui alla delibera n. 71/11/CONS. 8 Relazione certificata da E&Y presentata da Telecom Italia nell ambito del procedimento di cui alla delibera n. 679/11/CONS. 9 Si segnala che una recente attività di vigilanza condotta dai competenti uffici dell Autorità ha confermato la coerenza tra i processi considerati nel suddetto modello di costo con quelli del servizio di manutenzione correttiva realmente implementati per i servizi di accesso all ingrosso ed al dettaglio che si articolano nelle seguenti attività: i) accoglimento ed analisi della segnalazione di disservizio effettuate dalla clientela retail; ii) diagnosi e valutazione del reclamo da parte del personale di back-office; iii) analisi dei guasti ed individuazione delle modalità operative di intervento in funzione degli esiti dell analisi distributiva; iv) gestione della forza lavoro e realizzazione dell intervento; v) collaudo e chiusura del trouble ticket. Allegato E alla Delibera n. 238/13/CONS 261
5. Il WACC 17. Il modello di costo è stato aggiornato utilizzando il nuovo valore del WACC, pari a 10,40%, calcolato in collaborazione con la società NERA Economic Consulting secondo la metodologia descritta nell Allegato G. 6. I costi di rete e la metodologia di ammortamento 18. L Autorità ritiene ancora validi i valori dei costi unitari degli asset di rete utilizzati nella precedente applicazione del modello, poiché, in linea con quanto ipotizzato nella delibera n. 578/10/CONS, è ragionevole ipotizzare un valore stabile dei prezzi degli asset di rete. 19. Diversamente, l Autorità ha ritenuto opportuno aggiornare il costo della manodopera in linea con le valutazioni effettuate nella delibera n. 141/12/CIR 10, in cui l Autorità ha espresso l orientamento di approvare per il 2013 un costo orario della manodopera pari a 46,88 /h, in crescita dell 1,43% rispetto al valore utilizzato nel 2010, pari a 46,22 /h. 20. L Autorità ritiene ancora appropriato adottare una metodologia di ammortamento di tipo Tilted Annuity in grado di fornire gli opportuni segnali di make or buy al mercato in maniera da garantire la continuità nel tempo della metodologia di costo adottata in precedenza. 7. Applicazione della versione aggiornata del modello di costo 21. Come indicato al paragrafo 4.3.5 dello schema di provvedimento, l Autorità ha utilizzato la versione aggiornata del modello di costo per la determinazione dei canoni dei servizi di accesso all ingrosso fisico e virtuale offerti su rete in rame e del servizio WLR, ossia dei seguenti servizi: i) ULL; ii) SLU; iii) Shared Access, iv) bitstream su linea condivisa e dedicata; v) bitstream di tipo simmetrico; vi) WLR per clientela residenziale e non residenziale. 22. Con maggiore dettaglio, con la versione aggiornata del modello di costo l Autorità intende definire i canoni dei servizi sopra elencati per l anno 2016. I canoni relativi agli anni 2014 e 2015 si ottengono dall applicazione di un trend lineare tra il valore per il 2016 ed il valore che sarà approvato dall Autorità per l anno 2013. 23. In considerazione dell influenza che i prezzi dei servizi di accesso in rame hanno sugli investimenti in reti NGA 11 e, conseguentemente, sul raggiungimento degli obiettivi 10 Delibera recante Consultazione pubblica concernente l approvazione delle condizioni tecniche ed economiche dell offerta di riferimento di Telecom Italia per l anno 2013 relativa al servizio Wholesale Line Rental (WLR). 11 Cfr. Rapporto per la Commissione Europea sviluppato da CRA, Costing methodologies and incentive to invest in fibre. Allegato E alla Delibera n. 238/13/CONS 262
dell Agenda Digitale Europea (ADE), l Autorità ritiene opportuno sottoporre a consultazione pubblica un intervallo di prezzi per l anno 2016. L intervallo di valori è stato individuato applicando il modello BU-LRIC in via prospettica in due diversi scenari, differenziando le assunzioni riguardanti la presenza o meno di infrastrutture civili della rete in rame riutilizzabili per lo sviluppo della rete di nuova generazione già ammortizzate ed ipotizzando differenti livelli di investimenti in infrastrutture NGA. Gli scenari sono caratterizzati dai medesimi livelli dei costi di manutenzione correttiva, dei costi commerciali e del WACC, come stabiliti ai punti precedenti. 24. Nel primo scenario i prezzi relativi al 2016 sono stati ottenuti ipotizzando nel modello di costo che le infrastrutture in rete primaria ed in rete secondaria siano riutilizzabili per lo sviluppo delle rete di nuova generazione rispettivamente per una percentuale dell 80% e del 20%. 12,13 Pertanto, considerati tali fattori di riutilizzo, l Autorità ha valutato il costo delle infrastrutture civili, da includere nella valorizzazione dei costi dei servizi, fissando una vita utile residua per le infrastrutture civili in primaria ed in secondaria rispettivamente al 20% e all 80% della vita utile degli asset. 25. Inoltre, ipotizzando un basso livello degli investimenti nel periodo considerato, nel primo scenario la valutazione è stata effettuata assumendo una domanda di servizi NGA che influenza direttamente i volumi dei servizi SLU ipotizzati nel modello ad un livello marginale, con un take up rate del 5%, coerentemente con i piani di copertura ipotizzati nel modello di costo volto alla determinazione dei prezzi dei servizi di accesso su rete NGA (Allegato F). 26. Per ciò che riguarda il secondo scenario ipotizzato che determina la parte alta dell intervallo di prezzi 2016 in linea con l approccio adottato nel modello di cui alla delibera n. 578/10/CONS, le infrastrutture civili sono valorizzate con un approccio di tipo Modern Equivalent Asset (MEA) e, quindi, senza applicare alcuna riduzione alla vita utile degli asset. Inoltre, per tale valutazione è stato ipotizzato un elevato livello degli investimenti, caratterizzato da volumi di domanda prospettici per i servizi NGA con un take up pari al 30%. 27. Nella tabella seguente sono riportati i risultati dell aggiornamento del modello di costo, ossia i valori dei canoni mensili per l anno 2016 dei servizi di ULL, bitstream e WLR, relativi ai due scenari considerati. Sulla base delle evidenze acquisite nel corso della consultazione pubblica, l Autorità definirà per ciascun servizio di accesso all ingrosso alla rete in rame un unico prezzo che Telecom Italia dovrà applicare per l anno 2016. 12 La bozza di Raccomandazione della Commissione Europea sugli obblighi di non-discriminazione e sulle metodologie di costo invita a valutare le infrastrutture riutilizzabili al valore netto di libro indicizzato e quelle non riutilizzabili al valore MEA. 13 Tali assunzioni fanno riferimento alle condizioni della rete di un ipotetico operatore di accesso, indipendente dalla reale situazione di riuso delle infrastrutture civili di Telecom Italia. Allegato E alla Delibera n. 238/13/CONS 263
Tabella 1 Canoni mensili dei servizi di accesso su rame (anno 2016) Servizio Scenario 1 ( ) Scenario 2 ( ) ULL 8,88 9,29 SA 0,80 0,80 Sub loop unbundling 6,66 6,61 Bitstream shared 3,79 3,87 Bitstream naked 14,16 14,79 Bitstream simmetrico 20,03 20,99 WLR POTS residenziale 11,75 12,30 WLR POTS non residenziale 11,75 12,30 8. I canoni dei servizi non determinati direttamente dal modello di costo 28. Oltre ai canoni dei servizi considerati nei paragrafi precedenti, è necessario determinare anche i canoni di alcuni servizi che sono, nella maggioranza dei casi, direttamente legati ad uno dei servizi di cui è stato fissato il canone attraverso l applicazione del modello di costo. Anche i canoni di questi servizi sono determinati quindi sulla base dei risultati del modello di costo, come di seguito descritto. Servizi di accesso disaggregato alla rete ed alla sottorete locale 29. Ai canoni di seguito elencati si applicano le medesime variazioni percentuali annuali che risulteranno per gli anni 2013-2016 per il servizio ULL: - Canone mensile per due coppie metalliche per sistemi HDSL, ISDN PRA per servizio ULL; - Canone mensile per singola coppia per servizio ULL virtuale. 30. Al canone mensile per due coppie al livello di sottorete locale si applicano le medesime variazioni percentuali annuali che risulteranno per gli anni 2013-2016 per il servizio SLU. 31. Con riferimento canone mensile del servizio di prolungamento dell accesso con portante in fibra si applica, analogamente a quanto stabilito nella delibera n. 578/10/CONS, una variazione percentuale annuale pari a zero per gli anni 2013-2016. Allegato E alla Delibera n. 238/13/CONS 264
Servizi a banda larga all ingrosso 32. Al canone degli accessi Lite a consumo su linea condivisa si applicano le medesime variazioni percentuali annuali che risulteranno per gli anni 2013-2016 per il servizio bitstream shared. 33. Al canone degli accessi Lite a consumo su linea dedicata si applicano le medesime variazioni percentuali annuali che risulteranno per gli anni 2013-2016 per il servizio bitstream naked. 34. Ai canoni di seguito elencati si applicano le medesime variazioni percentuali annuali che risulteranno per gli anni 2013-2016 per il servizio bitstream simmetrico: - Canoni apparati in sede cliente: modem ed ADM - Canoni accessi High level simmetrici ed asimmetrici a consumo su linea dedicata e linea condivisa. 35. Ai canoni dei servizi di accesso al DSLAM ATM ed Ethernet di seguito elencati si applicano le medesime variazioni percentuali annuali che risulteranno per gli anni 2013-2016 per il servizio bitstream shared: - Canoni per fornitura e collaudo sub telaio; - Canoni per manutenzione, accompagnamento, magazzino; - Canoni porte Switch Ethernet. Servizi WLR 36. Ai canoni delle prestazioni associate al servizio WLR per clientela residenziale e ai relativi servizi accessori, di seguito elencati, si applicano le medesime variazioni percentuali annuali che risulteranno per gli anni 2013-2016 per il servizio WLR residenziale: - Accesso ISDN BRA; - Cambio numero- Avviso di nuovo numero; - Trasferimento di chiamata; - Call Conference (CC)- Conversazione a tre; - Identificazione chiamante Chi è; - Chiamata in attesa con possibilità di conversazione intermedia; - Multiple Subscriber Number per ISDN. 37. Ai canoni delle prestazioni associate al servizio WLR per clientela non residenziale e ai relativi servizi accessori, di seguito elencati, si applicano le medesime variazioni percentuali annuali che risulteranno per gli anni 2013-2016 per il servizio WLR non residenziale: Allegato E alla Delibera n. 238/13/CONS 265
- Accessi ISDN BRA in ciascuna configurazione; - Accessi ISDN PRA in ciascuna configurazione; - Accessi GNR in ciascuna configurazione; - ISDN Segnalazione da utente a utente; - Cambio numero- Avviso di nuovo numero; - Trasferimento di chiamata; - Call Conference (CC) Conversazione a tre; - Identificazione chiamante Chi è; - Chiamata in attesa con possibilità di conversazione intermedia; - Call deflection; - Closed User group (CUG); - Multiple subscriber Number per ISDN. Allegato E alla Delibera n. 238/13/CONS 266
Allegato F alla Delibera n. 238/13/CONS Il modello BU-LRIC per il calcolo dei costi dei servizi su rete NGA 1. Introduzione 1. L Autorità ha avviato, con delibera n. 41/12/CONS del 25 gennaio 2012, un procedimento allo scopo di: i) definire un modello di costo BU-LRIC per la determinazione dei prezzi dei servizi di accesso alle reti di nuova generazione, ii) aggiornare il valore del WACC dell operatore notificato, iii) calcolare il valore del premio di rischio per la determinazione dei prezzi dei servizi di accesso alle reti NGA. All esito di una procedura di selezione, è stato individuato il consulente esterno incaricato dello sviluppo del modello di costo in collaborazione con gli Uffici. Precisamente, il contratto di collaborazione è stato assegnato alla società NERA Economic Consulting. Dopo una fase iniziale di interlocuzione con i soggetti interessati, gli Uffici hanno avviato le attività di predisposizione del modello di costo. 2. L attività di interlocuzione con i soggetti interessati 2. Nel corso del 2012 gli Uffici dell Autorità hanno inviato alcune richieste di informazioni ai principali operatori di servizi di rete fissa e mobile, nonché agli operatori che forniscono infrastrutture civili e/o fibra spenta. 3. In data 14 marzo 2012 è stata inviata una prima richiesta di informazioni articolata in tre sezioni concernenti: i) il quadro di sviluppo infrastrutturale delle reti NGA nel Paese; ii) il livello concorrenziale dei mercati dell accesso su rame e su fibra; iii) l estensione delle infrastrutture civili e della fibra spenta attualmente presenti in rete di accesso. Al fine di aggiornare le informazioni in possesso degli Uffici, la suddetta richiesta è stata rinnovata il 24 ottobre 2012. 4. Il 24 aprile 2012 è stata inviata una seconda richiesta di informazioni in merito agli aspetti metodologici del modello di costo. Le informazioni acquisite con la seconda richiesta hanno permesso di individuare gli elementi propedeutici alla definizione del modello di costo. Tutti i principali operatori attivi nel mercato dei servizi di accesso hanno fornito risposta alla richiesta di informazioni. 5. A seguito di ciò, sono state inviate alcune richieste di informazioni ai soggetti operanti sul mercato al fine di acquisire gli elementi necessari alla definizione del modello di costo ed alla stima del WACC e del premio di rischio. Allegato F alla Delibera n. 238/13/CONS 267
6. Nel corso dell anno 2012 si sono inoltre svolte, su apposita richiesta, le audizioni delle società Metroweb S.p.A., Vodafone Omnitel NV, Wind Telecomunicazioni S.p.A. e dell Associazione Italiana Internet Provider. 3. Descrizione generale del modello di costo 7. Ai sensi della delibera n. 1/12/CONS, il modello di costo è stato sviluppato al fine di determinare le tariffe dei servizi di accesso all ingrosso alla rete fissa NGA di Telecom Italia sulla base dei costi incrementali di lungo periodo. Il modello di costo, più precisamente, è di tipo BU-LRIC+, ossia tiene conto, nella valorizzazione dei costi dei servizi, anche dei costi comuni e congiunti necessari per la fornitura dei servizi. 8. L orizzonte temporale di riferimento del modello è il lungo periodo (LRIC Long Run Incremental Cost), di conseguenza tutti i fattori produttivi sono considerati variabili. La variazione di output della quale si calcola il costo incrementale include tutti i servizi (all ingrosso e al dettaglio) offerti da Telecom Italia sulla propria rete NGA ed è pari all intera domanda di servizi di accesso per l anno di riferimento. 9. Sebbene il modello abbia l obiettivo di calcolare i costi dei servizi di accesso forniti da un ipotetico operatore efficiente di rete fissa in Italia, l Autorità ritiene opportuno tenere conto, laddove ragionevole, delle caratteristiche reali della rete di Telecom Italia nonché dei piani di investimento in reti NGA dell operatore. In particolare, il modello ipotizza che la rete in fibra sia realizzata mentre la rete in rame è ancora in uso per la fornitura dei servizi di fonia e dei servizi a banda larga di tipo xdsl. Il modello, cioè, ipotizza uno scenario di tipo overlay in cui entrambe le reti, in rame ed in fibra, forniscono servizi all utenza finale. Tale ipotesi è coerente con le scelte architetturali di Telecom Italia e con gli obblighi regolamentari in vigore ai sensi della delibera n. 1/12/CONS, confermati dalla presente analisi di mercato, che prevedono che Telecom Italia debba comunicare la dismissione di una centrale locale aperta ai servizi di ULL almeno 5 anni prima dalla sua effettiva dismissione. 10. Le reti di accesso in rame ed in fibra sono quindi modellate in maniera congiunta. Più precisamente, il modello dimensiona il numero efficiente di cavi in rame ed in fibra sulla base della copertura attuale delle infrastrutture di rete in rame, della copertura ipotizzata della rete in fibra e dei dati demografici relativi al territorio italiano. I costi delle trincee e dei cavidotti, necessari per soddisfare la domanda di cavi in rame e in fibra ipotizzata, sono allocati ai diversi servizi che utilizzano tali asset. In particolare, l allocazione di tali costi alle reti in rame e in fibra avviene sulla base della lunghezza dei doppini in rame e di fibra ottica per mini-tubo dedicato a ciascuna tipologia di rete. I costi delle trincee e dei cavidotti sono valutati, in ottica Modern Equivalent Asset (MEA), sulla base del costo pieno di sostituzione. Allegato F alla Delibera n. 238/13/CONS 268
4. Ipotesi di copertura, roll-out e architettura di rete 11. Il modello non ipotizza un roll-out graduale, ma assume che la copertura di rete ipotizzata sia realizzata al primo anno di applicazione del modello e che il livello di copertura rimanga costante durante il periodo di applicazione. Tale ipotesi è coerente con il principio dei mercati contendibili e con l assunzione di un ipotetico operatore efficiente nuovo entrante. 12. L estensione della copertura della rete NGA è stata definita nel modello sulla base dei dati relativi ai Piani di investimento di Telecom Italia per il periodo 2012-2014. Tuttavia, al fine di permettere un adattamento forward looking anche ad anni successivi al 2014, il modello consente di estendere la copertura di rete ad ulteriori aree del territorio italiano, aggiungendo in maniera graduale le aree di centrale a partire da quelle aventi estensione maggiore. Più precisamente, il modello permette di aumentare la copertura di rete in maniera graduale ed in maniera differenziata a seconda dell architettura di rete, fino a coprire il 100% del territorio italiano. 13. Per quanto riguarda l architettura e la topologia della rete (FTTC, FTTH-GPON e FTTH-P2P, FTTB), il modello ipotizza un mix di soluzioni. Sulla base del Piano di investimenti di Telecom Italia, sono considerate sostanzialmente due tipologie di architetture di rete, FTTH (GPON e P2P) ed FTTC. La copertura di rete FTTH è limitata, in prima battuta, alla sola area di Milano, anche se è possibile estenderla fino ad includere le aree relative alle sette principali città del Paese. La copertura di rete FTTC si estende in prima battuta alle aree di centrale locale incluse nei 101 Comuni d Italia oggetto del Piano di investimenti di Telecom Italia per il periodo 2012-2014; è possibile tuttavia estendere in maniera graduale la copertura includendo le restanti aree di centrale del territorio italiano. 5. Stima del take-up dei servizi 14. I servizi inclusi nel modello sono tutti i servizi del mercato n. 4 e del mercato n. 5 per i quali è stato formulato un obbligo di accesso. 15. Per la determinazione del livello di domanda dei servizi del mercato n. 4 e del mercato n. 5, sono considerati tre diversi scenari di take-up FTTC denominati low, medium e high in termini di case raggiunte dalla rete in fibra ottica. Gli scenari di take-up FTTC, che considerano il periodo che va dal 2013 al 2017, sono riportati nella tabella che segue. Allegato F alla Delibera n. 238/13/CONS 269
Tabella 1 Scenari di take-up FTTC Scenario/Anno 2013 2014 2015 2016 2017 Low 4% 11% 18% 25% 30% Medium 8% 13% 20% 29% 37% High 13% 16% 23% 33% 43% 16. Durante il periodo regolatorio considerato è ragionevole ipotizzare un incremento del valore del take-up nel corso degli anni: tale crescita tuttavia determinerebbe brusche variazioni annuali dei prezzi dei servizi. In particolare, l applicazione di prezzi in forte diminuzione negli anni determinerebbe distorsioni nel mercato, in quanto gli operatori potrebbero ritardare l acquisto di servizi di accesso all ingrosso. Al fine di evitare ciò, il modello di costo è stato predisposto in maniera da determinare i prezzi dei servizi sulla base di un valore di take-up costante negli anni, calcolato come valore medio del takeup durante gli anni riportati in Tabella 1(average over the regulatory period), altrimenti è possibile utilizzare il valore del take-up per l ultimo anno (take-up in last year). Il modello inoltre prevede la possibilità di impostare un valore di take-up di tipo prospettico (long-run take-up), cioè riferito ad un orizzonte temporale più lungo rispetto al periodo considerato, corrispondente ad un valore massimo del parametro di take-up utilizzabile per la determinazione dei prezzi. 1 Combinando lo scenario di take-up (low, medium, high) con la modalità di applicazione dello stesso (average over the regulatory period, take-up in last year, long-run take-up), si ottengono le possibili opzioni di input relative al take-up riportate nella Tabella 2 che possono essere impostate nel modello. Tabella 2 Impostazioni di take-up FTTC Average Last year Long-run Low 15% 30% 82,2% Medium 18% 37% 97,7% High 22% 43% 100% 1 Il valore del long-run take-up è pari al valore del take-up che si ottiene al 15 anno dell investimento considerato dal modello (2026), ipotizzando che a partire dal 2018 il tasso di crescita sia pari al tasso di crescita medio nel periodo 2013-2017. La durata di 15 anni coincide con quella ipotizzata nel modello DCF alla base dell approvazione dei prezzi dei servizi di accesso su rete NGA per l anno 2012. Allegato F alla Delibera n. 238/13/CONS 270
17. Una volta individuati gli scenari di take-up FTTC, il modello consente di impostare i valori relativi al take-up FTTH applicando ai valori di take-up FTTC un fattore moltiplicativo a scelta. 18. Per quanto riguarda i servizi del mercato n. 4 (accesso ai cavidotti, alla fibra spenta, servizio end-to-end, accesso al segmento di terminazione), il livello di domanda è stato calcolato in maniera da garantire la copertura ipotizzata della rete NGA, aggiungendovi un determinato livello di over-provisioning, introdotto in maniera cautelativa, anche per tener conto della carenza di informazioni ricevute dagli operatori alternativi in merito alla domanda prevista di servizi del mercato n. 4. Per quanto riguarda il servizio di accesso al segmento di terminazione ed il servizio end-to-end, il livello della domanda è stato determinato considerando anche il take-up, in quanto il dimensionamento degli asset utilizzati per questi servizi è demand driven. 19. In merito ai servizi del mercato n. 5 (VULA su rete FTTC e rete FTTH), anche in questo caso la maggior parte degli operatori non ha fornito previsioni di domanda specifiche, a causa dell incertezza della domanda di servizi NGA. Anche per questi servizi il livello della domanda è determinato considerando il take-up. 6. Struttura di rete e dimensionamento delle infrastrutture civili 20. Il modello utilizza l approccio scorched node, ossia ipotizza che la rete di accesso sia realizzata partendo dalle centrali di accesso dell attuale rete in rame e che, per i servizi su rete FTTC, si utilizzino gli attuali armadi di strada (cabinet). Tale ipotesi è coerente sia con la soluzione adottata da Telecom Italia per lo sviluppo della propria rete NGA sia con la scelta efficiente che un operatore nuovo entrante attuerebbe, tenuto conto della disponibilità dei servizi di accesso all ingrosso alle infrastrutture esistenti ed alle centrali locali. Inoltre, tale scelta metodologica è giustificata anche alla luce degli obblighi regolamentari che prevedono che Telecom Italia debba comunicare la dismissione di una centrale locale aperta ai servizi di ULL almeno 5 anni prima della sua effettiva dismissione. 21. Coerentemente con tale approccio, il modello utilizza i dati relativi alla lunghezza delle infrastrutture della rete di accesso di Telecom Italia, applicando la stessa logica di efficienza utilizzata nel modello di costo dei servizi su rete in rame di cui alla delibera n. 578/10/CONS; ciò consente, inoltre, di garantire la coerenza tra il modello di costo dei servizi su rete in fibra ed il modello di costo relativo ai servizi su rete in rame. Partendo da tali lunghezze, il modello calcola il numero e la dimensione dei cavidotti e dei mini-tubi, nonché la lunghezza e la dimensione dei cavi, che un operatore efficiente installerebbe tenendo conto dei livelli di domanda futura dei servizi. Allegato F alla Delibera n. 238/13/CONS 271
7. Dimensionamento della rete e allocazione dei costi comuni tra i servizi su rete in rame e su rete in fibra 22. Il modello si basa sull ipotesi di uno scenario di overlay della rete in rame e della rete in fibra, ipotizzando quindi che il total replacement della rete in rame non venga ragionevolmente raggiunto nell arco del periodo regolatorio considerato (4 anni). Partendo dai dati relativi alla lunghezza delle infrastrutture necessarie a garantire una copertura nazionale, il modello dimensiona in maniera congiunta la rete in rame, già esistente, e quella in fibra, in corso di sviluppo, ipotizzando che i cavi in rame ed in fibra utilizzino le stesse infrastrutture. Più precisamente, il modello, sulla base della copertura attuale delle infrastrutture di rete in rame, della copertura ipotizzata della rete in fibra e dei dati demografici relativi al territorio italiano, calcola il numero efficiente dei mini-tubi dedicati alla rete in rame ed il relativo numero dei cavi in rame ivi posato, il numero efficiente dei mini-tubi dedicati alla rete in fibra ed il relativo numero dei cavi in fibra ivi posato. I costi delle trincee e dei cavidotti, necessari per soddisfare la domanda di cavi in rame e in fibra ipotizzata, sono allocati ai diversi servizi che utilizzano tali asset. In particolare, l allocazione alle reti in rame e in fibra avviene sulla base della lunghezza dei doppini in rame e di fibra ottica per mini-tubo dedicato a ciascuna tipologia di rete. Partendo dall ipotesi che la rete di accesso su rete in rame ipotizzata nella delibera n. 578/10/CONS è la rete di accesso di un operatore efficiente in Italia, il modello adotta le medesime tipologie di infrastrutture (cavidotti e palificazioni), nelle stesse percentuali, ivi ipotizzate; l unica differenza rispetto alle ipotesi della delibera n. 578/10/CONS consiste nell assumere che i cavi in rete secondaria non sono mai direttamente interrati. L utilizzo di cavi direttamente interrati, infatti, non rappresenterebbe la soluzione efficiente per consentire un massimo livello di uso condiviso, tra servizi in rame ed in fibra, delle infrastrutture. 23. In generale, l approccio adottato ha il vantaggio di mantenere una stretta coerenza con il modello di costo per i servizi su rete in rame di cui alla delibera n. 578/10/CONS e, al contempo, di garantire un allocazione graduale dei costi delle infrastrutture ai servizi su rete in fibra nella fase iniziale di sviluppo di questi ultimi. Ciò consente di limitare il livello dei costi allocati ai nuovi servizi nella fase iniziale di sviluppo e al tempo stesso di garantire il recupero dei costi di sviluppo di una rete NGA da parte di un operatore efficiente in rete di accesso. 8. Valutazione dei costi unitari 24. I costi unitari delle infrastrutture e degli apparati sono stati stabiliti sulla base delle informazioni acquisite dagli operatori di servizi di accesso attivi in Italia. La ragionevolezza di tali informazioni è stata in seguito verificata dal consulente operando confronti sia tra i listini degli operatori e delle imprese fornitrici, sia con i costi unitari utilizzati nei modelli LRIC sviluppati in altre nazioni. Allegato F alla Delibera n. 238/13/CONS 272
25. Per ciascun asset, il modello stabilisce ed utilizza le seguenti informazioni principali: a) Initial Cost: costo di acquisizione del bene, al netto dello sconto praticato sul prezzo, inclusivo dei costi di installazione; b) Price trend: trend di variazione nel tempo del prezzo del bene; c) Asset Life: vita utile del bene; d) Units of provisioning: unità di misura; e) OpEx e OpEx trend: costi operativi per la gestione del bene, espresso in termini percentuali rispetto al valore capitale, e relativi trend di variazione nel tempo; f) Capacity Units e Utilization: capacità di utilizzo dell asset e fattore di riempimento massimo, utilizzati per calcolare il numero di asset necessari al dimensionamento della rete. 26. Le principali categorie di asset utilizzate dal modello per il calcolo del costo di fornitura dei servizi di accesso passivi sono le seguenti: i) trincee, micro-trincee e cavidotti, ii) tubi e mini-tubi, iii) pozzetti e camerette, iv) palificazioni, v) cavi in rame, vi) cavi in fibra, vii) elementi di costo per il cablaggio di palazzo (Ripartitore Ottico di Edificio, Punto di Terminazione in Edificio, ecc.), viii) Optical Distribution Frame. 27. In aggiunta agli asset elencati al punto precedente, il modello utilizza le seguenti categorie di asset per il calcolo del costo di fornitura dei servizi di accesso attivi: i) Optical Line Termination, ii) GPON-splitter, iii) Optical Network Unit-Cab, iv) GPON user interface. 9. Valutazione dei costi operativi e dei costi comuni non di rete 28. I costi operativi di rete sono stimati dal modello ricorrendo ad un approccio di tipo top-down, in base al quale si applica un mark-up percentuale al livello degli investimenti determinato dal modello stesso per ciascuna categoria di asset. Tale approccio è di uso comune nei modelli per la stima dei costi operativi ed è di facile applicazione, in quanto si basa su regole di buon senso derivate anche dall esperienza degli operatori di telecomunicazioni nella pianificazione, realizzazione e gestione delle reti. Gli operatori possono inoltre stimare i valori dei mark-up in maniera semplice anche utilizzando i dati di contabilità. 29. Le informazioni ricevute dagli operatori in merito e la disponibilità di benchmark internazionali a diposizione del consulente, derivati dall esperienza accumulata nello sviluppo di modelli similari, hanno permesso di sviluppare una stima robusta dei valori di tali mark-up. 30. I costi comuni non di rete sono stati stimati nel modello di costo attraverso un equiproportional mark-up applicato in proporzione ai costi LRIC dei diversi servizi di accesso. In particolare, i costi capitali non di rete (costi aziendali quali costi dei veicoli, Allegato F alla Delibera n. 238/13/CONS 273
costi delle apparecchiature informatiche ad uso generale, ecc.) sono stati calcolati applicando un mark-up ai costi capitali di rete, nella misura del 6%. I costi operativi non di rete (executive and planning, accounting and finance, external relations, human resources, information management, legal, procurement, ecc.), analogamente, sono calcolati applicando un mark-up ai costi operativi di rete, nella misura del 35%. 10. Metodologia di annualizzazione dei costi 31. Il modello stima il costo totale di investimento per la realizzazione della rete (il cosiddetto costo lordo di rimpiazzo o Gross Replacement Cost GRC). I corrispondenti costi annuali, divisi in costi del capitale (calcolati utilizzando il predefinito valore del parametro WACC) e costi di ammortamento, sono calcolati a partire da tale stima. 32. Sebbene sia generalmente riconosciuto che la metodologia di ammortamento più corretta da un punto di vista teorico è quella dell ammortamento economico, perché in grado di riflettere la variazione nel tempo del valore di un asset sulla base della domanda, tale metodologia presenta una serie di problemi nella sua implementazione, quali la necessità di prevedere, oltre ai trend dei prezzi, anche gli output, in modo da distribuire i costi riconosciuti in maniera funzionale alla domanda dei servizi stessi. 33. Il modello prevede quindi la possibilità di utilizzare una delle tre seguenti metodologie di ammortamento: straight line, tilted straight line, tilted annuity. Tutte e tre le metodologie consentono di calcolare un costo annuale, da imputare al conto economico, comprendente sia la quota di ammortamento, sia il costo del capitale. Le tre metodologie di ammortamento sono brevemente illustrate di seguito. 34. La metodologia straight line calcola la quota annua di ammortamento come rapporto tra il costo lordo del cespite e la sua vita utile, pertanto la quota è costante nel corso della vita utile dell asset. Sebbene si tratti di una metodologia di facile implementazione, è spesso criticata in quanto non fornisce un accurata approssimazione dell ammortamento economico e rischia di determinare un recupero dei costi imperfetto in situazioni in cui i prezzi dei cespiti variano nel corso della vita economica dell asset. 35. La metodologia tilted straight line calcola la quota annua di ammortamento come rapporto tra il costo lordo del cespite e la sua vita utile più un termine che tiene in considerazione la variazione di prezzo del cespite nel tempo; il piano di ammortamento ha quindi un andamento crescente/decrescente a seconda che il tasso di variazione previsto dei prezzi sia positivo/negativo. 36. La metodologia tilted annuity costituisce una variante della standard annuity, in accordo alla quale viene calcolata una quota annuale costante attualizzata, che consente di recuperare il costo di acquisto di un cespite ed il costo del capitale ad esso associato. Nella fase iniziale, il costo del capitale incide maggiormente sulla quota totale annuale rispetto all ammortamento. Viceversa, nel tempo la quota di ammortamento assume maggior peso rispetto al costo del capitale. Nella versione tilted, viene calcolata una quota annuale il cui valore cambia di anno in anno in funzione del tasso di variazione Allegato F alla Delibera n. 238/13/CONS 274
previsto per i prezzi dei cespiti. Infatti, nel caso in cui il prezzo dei cespiti diminuisca/aumenti nel tempo il metodo della standard annuity determinerebbe prezzi inferiori/superiori a quelli prevalenti in un contesto competitivo nei primi anni di vita utile del cespite e, viceversa, prezzi superiori/inferiori negli ultimi anni di vita utile del cespite. 37. L Autorità, tenuto anche conto delle indicazioni del consulente, ritiene che la tilted straight line sia la metodologia più indicata per la determinazione dei prezzi dei servizi forniti su reti di nuova generazione, in quanto tale soluzione è caratterizzata dal fatto che i costi di capitale totali annuali (somma di ammortamento e costo del capitale) sono maggiori nella fase iniziale, caratterizzata da maggiore incertezza della domanda, per poi ridursi nel tempo. Questo consente di fornire maggiori incentivi all operatore che investe, poiché garantisce una maggiore certezza del recupero dell investimento, in particolar modo nella fase iniziale di sviluppo della domanda di servizi. 2 38. Tale scelta si differenzia rispetto a quella adoperata per il modello di costo per i servizi di accesso su rete in rame, caratterizzati da livelli di domanda certa, per il quale l Autorità ha ritenuto opportuno adottare la soluzione tilted annuity. 11. Applicazione del premio di rischio 39. La delibera n. 1/12/CONS prevede l applicazione di un premio di rischio, in aggiunta al WACC, per la determinazione dei prezzi dei servizi di accesso su rete NGA; l applicazione del premio di rischio è prevista per le sole infrastrutture di nuova realizzazione. Tali previsioni sono state confermate nella presente analisi di mercato. Nell Allegato H è riportata la metodologia applicata dall Autorità per la stima del premio di rischio, differenziato per rete FTTC e rete FTTH, conformemente alle indicazioni della Raccomandazione NGA. 40. Nel modello di costo vengono considerate infrastrutture di nuova realizzazione tutti gli elementi che sono costruiti appositamente ed esclusivamente per la fornitura dei servizi su rete NGA. Tenuto conto del fatto che lo scenario modellato è di tipo overlay, ossia prevede la coesistenza delle due reti e quindi la fornitura dei servizi sia su rete in rame, sia su rete in fibra, a tutti gli elementi di costo comuni alle due reti non viene applicato alcun premio di rischio. Gli elementi di incertezza che giustificano l applicazione di un premio di rischio, infatti, vengono meno considerando che in mancanza di una domanda di servizi NGA le infrastrutture comuni saranno comunque utilizzate per i servizi forniti su rete in rame, la cui domanda è oggi già esistente e quindi non soggetta ad incertezza. 41. Per tutti gli altri elementi di costo associati alla fornitura dei soli servizi NGA il modello applica, oltre al WACC, un premio di rischio, differenziato a seconda che lo 2 Cfr. Rapporto per la Commissione Europea sviluppato da CRA, Costing methodologies and incentive to invest in fibre. Allegato F alla Delibera n. 238/13/CONS 275
specifico asset venga utilizzato per la fornitura di servizi su rete FTTC o su rete FTTH, pari rispettivamente a 1,2% ed a 3,2%. 3 12. Descrizione dettagliata del modello in formato excel 42. Il modello è costituito da 16 fogli di calcolo excel che possono essere raggruppati in 5 fogli di input ( Dashboard, Demographic data, Network data, Factor costs Cost Volume Relationships ), 10 fogli di calcolo ( Input demand, Demand, Dimensioning, Volumes Reports, Production Factors, Capex, Opex, LRIC, Cost Allocation, Price Build ) e 1 foglio di output ( Output ). 43. I fogli del modello possono essere così descritti sinteticamente: - Foglio Dashboard : contiene i valori di input utilizzati per impostare gli scenari di take-up, i livelli di copertura, la metodologia di ammortamento, il valore del WACC e del premio di rischio ed altri parametri di input. - Foglio Input Demand : contiene i volumi relativi all area NGA selezionata attraverso il foglio Dashboard. - Foglio Demand : calcola i volumi di domanda per ogni servizio sulla base del livelli di take-up e di copertura della rete NGA impostati nel modello. - Foglio Demographic data : contiene, per ciascuna delle oltre 10000 aree di centrale, dati relativi all infrastruttura della rete di accesso di Telecom Italia, dati demografici quali unità locali ed edifici sia residenziali che business (suddivisi per tipologia), e tutte le informazioni relative alla rete efficiente (lunghezze delle infrastrutture civili, lunghezze dei cavi, numero di cabinet, numero di punti di distribuzione, ecc.), sulla base dell analisi condotta con il modello di costo di cui alla delibera n. 578/10/CONS. - Foglio Network data : contiene dati tecnici relativi alla progettazione e al dimensionamento della rete di accesso. - Foglio Dimensioning : calcola la lunghezza ed i volumi degli asset utilizzati in ciascuna area NGA a cui è associato un driver di costo per ciascun asset di rete. Tali driver sono utilizzati dal foglio Production Factors per calcolare i volumi per l intero network di ciascun asset. - Foglio Factor costs : contiene i dati di costo degli asset stabiliti sulla base delle informazioni ricevute dagli operatori e utilizzando benchmark esterni. - Foglio Cost Volume Relationships : identifica i vincoli di capacità ed i fattori moltiplicativi di volume per ciascun asset, utilizzati dal foglio Production Factors per il dimensionamento della rete. 3 Il modello di costo adotta i valori del premio di rischio riportati nelle tabelle 2 e 4 dell Allegato H, rispettivamente per le reti FTTH e per le reti FTTC. Si noti che, dei valori riportati nelle suddette tabelle, nel modello si applicano quelli riferiti ad una lunghezza contrattuale pari ad 1 anno e con percentuale di canone pre-pagato pari a zero, in quanto il modello di costo calcola, per sua natura, i costi annuali di fornitura dei servizi. Allegato F alla Delibera n. 238/13/CONS 276
- Foglio Production Factors : calcola i volumi di ciascun asset della rete dimensionata per soddisfare la domanda di servizi. - Foglio Capex : calcola i costi capitali annualizzati per ciascuna categoria di costo, applicando il relativo price trend per gli anni considerati dal modello ed includendo il WACC, il premio di rischio e l ammortamento. - Foglio Opex : calcola i costi operativi per ciascuna categoria di costo. - Foglio LRIC : calcola i costi LRIC per ciascuna categoria di costo, dati dalla somma dei costi capitali annualizzati e dai relativi costi operativi. - Foglio Volume Reports : contiene i volumi di ciascun servizio. - Foglio Cost Allocation : calcola i costi LRIC unitari per ciascun servizio a partire dai costi LRIC delle varie categorie di costo, allocando gli elementi di costo ai servizi in accordo al principio della cost causality. - Foglio Price Build : calcola i costi LRIC per ciascun servizio sulla base delle relazioni tra i servizi ed applicando gli opportuni mark-up per la quantificazione dei costi non di rete. - Foglio Output : calcola i costi annuali LRIC per unità di ciascun servizio, utilizzando la stima dei costi LRIC e dividendola per il livello di take-up per i servizi i cui costi sono recuperati sulla base delle linee vendute. 13. Determinazione dei canoni dei servizi di accesso NGA 44. La valutazione dei costi di fornitura dei servizi NGA dipende dai parametri di input impostati nel modello di costo e, in particolare, dai livelli di copertura e di take-up ipotizzati. In particolare, i costi di fornitura dei servizi tendono ad aumentare sensibilmente al crescere della copertura, in quanto vengono interessate aree meno dense e caratterizzate da costi di sviluppo della rete superiori. Diversamente, i costi tendono a diminuire al crescere del take-up, in particolare per i servizi i cui costi vengono remunerati sulla base delle unità di servizio vendute (accesso al segmento di terminazione, end-to-end e VULA). Nel modello, infatti, i costi unitari dei servizi di accesso ai cavidotti, di accesso alla tratta di adduzione, alla fibra spenta in rete primaria e in rete secondaria, la cui vendita non è in genere contestuale all attivazione del cliente finale, non vengono calcolati in funzione del numero di unità di servizio vendute, ma utilizzando come driver il totale delle unità installate, cioè sulla base del roll-out della rete. 45. Per quanto riguarda i livelli di copertura della rete FTTH, i Piani di investimento presentati da Telecom Italia al momento si limitano ad interessare la sola area di Milano. Tale area presenta caratteristiche demografiche, di diffusione dei servizi a banda larga e di predisposizione all adozione di servizi di nuova generazione che la differenziano in maniera sensibile dal resto del Paese, al punto da renderla oggetto degli unici progetti di tipo FTTH previsti dall operatore incumbent. Tenuto conto di ciò, l Autorità ritiene verosimile che nel periodo considerato dal modello la copertura dei Allegato F alla Delibera n. 238/13/CONS 277
servizi NGA forniti su rete FTTH continuerà ad essere limitata all area di Milano e per tale ragione ritiene opportuno rispecchiare tale ipotesi anche nel modello di costo. 46. Diversamente, la copertura della rete FTTC di Telecom Italia ha sperimentato una crescita maggiore negli ultimi anni e, pertanto, è ragionevole ipotizzare che un operatore efficiente in Italia estenda la copertura prevista anche ad aree aggiuntive rispetto a quelle presenti nei Piani di investimento di Telecom Italia. Per tale ragione, l Autorità ha ritenuto opportuno ipotizzare che la copertura NGA di tipo FTTC si estenderà oltre le aree incluse nei Piani di Telecom Italia, fino a coprire il 20% delle restanti aree di centrale del Paese. Tale livello di copertura corrisponde a poco più del 60% delle unità immobiliari in Italia, che coincide con il livello di copertura del territorio che ragionevolmente potrebbe essere raggiunto, in ottica prospettica, dalla rete NGA di tipo FTTC. 47. Per quanto riguarda i livelli di take-up dei servizi, questi hanno un impatto notevole sulla valorizzazione dei prezzi dei servizi, determinando un effetto di circolarità tra penetrazione dei servizi e prezzi degli stessi; per tale ragione, è necessario tenere conto di un ragionevole livello di adozione dei servizi NGA nei prossimi anni, ma anche dell obiettivo regolamentare di favorire la diffusione dei servizi. Nella scelta dello scenario di take-up, infine, l Autorità ha anche tenuto conto del livello relativo dei prezzi dei servizi di accesso nel rispetto del principio della ladder of investment che scaturisce da tale scelta. 48. L Autorità ritiene opportuno impostare uno scenario di take-up di tipo low, che, tenuto conto della penetrazione attuale dei servizi a banda larga nel Paese, risulta lo scenario più verosimile per tutte le aree che, secondo le ipotesi del modello, saranno coinvolte nei prossimi anni dallo sviluppo delle reti di nuova generazione. Allo scopo di determinare una stima del costo che sia stabile durante gli anni, inoltre, è stato applicato in prima istanza il valore medio del take-up (modalità average). 49. La Tabella 3 riporta i costi di fornitura risultanti dall applicazione del modello, per l anno 2016, dei servizi i cui costi variano maggiormente in funzione del valore del take-up (end-to-end, accesso al segmento di terminazione, VULA FTTC naked e VULA FTTH), con riferimento allo scenario di tipo low. Tenuto conto che il servizio di subloop unbundling rappresenta uno degli elementi costo del servizio di accesso bitstream su rete FTTC (linea dedicata), per quest ultimo servizio la tabella riporta un intervallo di valori di costo che riflette l intervallo di prezzi proposto dall Autorità nel presente provvedimento per il servizio di sub-loop unbundling (Allegato E). Allegato F alla Delibera n. 238/13/CONS 278
Tabella 3 Costo LRIC dei servizi di accesso NGA scenario low/average Servizio Prezzo ( ) Canone servizio di accesso end-to-end 71,34 linea/mensile servizio di accesso al segmento di terminazione in fibra 19,66 linea/mensile servizio di accesso bitstream su rete FTTC (linea dedicata) 16,99-17,04 linea/mensile servizio di accesso bitstream su rete FTTH 49,97 linea/mensile 50. Dalla Tabella 3 si osserva che i servizi all ingrosso necessari per la fornitura di servizi al dettaglio su rete FTTH hanno costi LRIC elevati, al punto che, se presi a riferimento per determinare i prezzi dei servizi, sarebbero da disincentivo per l adozione dei servizi FTTH. Diversamente, i servizi di tipo FTTC hanno un costo LRIC efficiente che risulta coerente con i livelli di prezzo stabiliti dall Autorità per i servizi NGA e per i servizi su rete in rame per il 2012. 51. I risultati ottenuti nello scenario ipotizzato possono essere considerati come dei livelli di prezzo massimo, in ottica LRIC, con riferimento in particolare ai servizi su rete FTTH. Al fine di ottenere una stima dei livelli di prezzo minimo, il modello è stato utilizzato anche impostando lo scenario long-run take-up descritto in precedenza. In questo caso, con riferimento ai servizi considerati, si ottengono i costi LRIC di fornitura (minimi) riportati nella tabella che segue. Tabella 4 Costo LRIC dei servizi di accesso NGA scenario low/long-run Servizio Prezzo ( ) Canone* servizio di accesso end-to-end 14,58 linea/mensile servizio di accesso al segmento di terminazione in fibra 6,02 linea/mensile servizio di accesso bitstream su rete FTTC (linea dedicata) 9,21-9,26 linea/mensile servizio di accesso bitstream su rete FTTH 12,27 linea/mensile 52. L Autorità ritiene ragionevole che i prezzi dei servizi di accesso debbano essere compresi all interno dell intervallo dei costi LRIC individuato, ossia tra i valori della Tabella 4 ed i valori della Tabella 3. Tenuto conto che i costi unitari riportati nella Tabella 4 sono coerenti con un livello di take-up che sarà raggiunto solo al 15 anno dell investimento considerato dal modello (quando si realizzeranno le condizioni di massima efficienza di utilizzo della rete) e rilevata l esigenza di una convergenza graduale dei prezzi verso i costi efficienti LRIC, l Autorità ritiene ragionevole fissare i prezzi dei servizi considerati per l anno 2016 attraverso l interpolazione lineare dei prezzi stabiliti dall Autorità per l anno 2012 ed i costi LRIC riportati in Tabella 4, immaginando che questi ultimi siano applicati all anno di raggiungimento del long-run Allegato F alla Delibera n. 238/13/CONS 279
take-up. 4 L intervallo considerato di 15 anni per il raggiungimento delle massime economie di scala è peraltro coerente con il periodo considerato nel modello di costo utilizzato per la determinazione dei prezzi dell Offerta di Riferimento 2012 approvati dall Autorità. 53. Tenuto conto della modalità di determinazione dei prezzi descritta ai punti precedenti, il modello determina i prezzi dei servizi per l anno 2016 riportati in Tabella 5. I prezzi per l anno 2013 saranno determinati dall Autorità nell ambito dei procedimenti di approvazione delle relative Offerte di Riferimento; i prezzi relativi agli anni 2014 e 2015 risulteranno dall applicazione di un trend lineare tra il valore per il 2016, risultante dal modello di costo, ed il valore che sarà approvato dall Autorità per l anno 2013. 54. Si noti che, per costruzione, il modello calcola il costo delle infrastrutture civili senza distinguere tra infrastrutture nuove ed esistenti. Il modello, coerentemente con la logica BU-LRIC/CCA, calcola infatti il costo delle infrastrutture come se esse fossero tutte costruite ex-novo. Il prezzo dei servizi di accesso alle infrastrutture esistenti è stato quindi calcolato mantenendo la medesima proporzione rispetto al prezzo dei servizi di accesso alle infrastrutture di nuova realizzazione stabilita dall Autorità con l approvazione dell Offerta di Riferimento per l anno 2012. 55. Per quanto riguarda invece il prezzo del servizio bitstream FTTH, il modello calcola il costo del servizio indipendentemente dal profilo di velocità abilitato sulla linea (costo medio). I prezzi dei tre profili di servizio VULA FTTH previsti da Telecom Italia in Offerta di Riferimento sono stati quindi calcolati tenendo conto del costo medio stimato dal modello ed applicando le medesime proporzioni con i prezzi stabiliti dall Autorità nell approvazione dell Offerta di Riferimento per l anno 2012. 56. Infine si evidenzia che, per costruzione, il modello calcola i costi annuali di fornitura dei servizi. Per il calcolo dei costi dei servizi in IRU a 15 anni riportati in Tabella 5, quindi, si è reso necessario convertire i costi annuali determinati dal modello. Più precisamente, l Autorità ha ritenuto opportuno utilizzare i costi annuali di fornitura dei servizi calcolati dal modello DCF che è alla base dell approvazione dei prezzi 2012 e confrontarli con i risultati del modello di costo BU-LRIC. Tenendo conto anche del fattore di sconto determinato dall applicazione di un premio di rischio più basso per contratti di durata quindicennali di tipo prepagato, 5 l Autorità ha quindi convertito i risultati del modello di costo per determinare i prezzi dei servizi forniti nella modalità IRU a 15 anni. 6 4 Per i servizi bitstream FTTC, tale metodologia porta a prezzi per il 2016 leggermente superiori a quelli stimati dal modello nell ipotesi dello scenario cui fa riferimento la Tabella 3. Per tali servizi, quindi, sono stati confermati i prezzi riportati in Tabella 3. 5 Cfr. Tabella 2 e Tabella 4 dell Allegato H. 6 La Raccomandazione NGA, nell Allegato I, specifica che il prezzo per i contratti di lunga durata deve essere basato sui costi sostenuti e tenendo conto del minore livello di rischio dell investimento per tale tipologia di contratto. Allegato F alla Delibera n. 238/13/CONS 280
Tabella 5 Canoni dei servizi di accesso NGA Servizio 2016 ( ) infrastrutture civili di nuova realizzazione - IRU 15 anni/metro 10,53 infrastrutture civili esistenti - IRU 15 anni/metro 6,40 infrastrutture civili in adduzione - IRU 15 anni/minitubo 370,41 fibra spenta in rete primaria - IRU 15 anni 2.918,53 fibra spenta in rete secondaria - IRU 15 anni 1.277,05 accesso end-to-end - canone mensile 50,67 accesso al segmento di terminazione - canone mensile 5,98 VULA su rete FTTC (linea condivisa) - canone mensile 10,38 VULA su rete FTTC (linea dedicata) - canone mensile 16,99-17,04 VULA su rete FTTH (100 Mbits/10 Mbits) - canone mensile 21,12 VULA su rete FTTH (40 Mbits/40 Mbits) - canone mensile 29,27 VULA su rete FTTH (100 Mbits/100 Mbits) - canone mensile 73,34 Allegato F alla Delibera n. 238/13/CONS 281
Allegato G alla Delibera n. 238/13/CONS Il calcolo del costo medio ponderato del capitale (WACC) 1. Introduzione 1. In base all art. 50 del Codice delle comunicazioni elettroniche, l Autorità, nel determinare i prezzi per le imprese che detengono un significativo potere di mercato, deve riconoscere a queste ultime un equa remunerazione del capitale investito, ossia un margine sufficiente a recuperare il costo opportunità del capitale impiegato nella produzione di servizi regolamentati. 1 2. La metodologia più comunemente utilizzata per il calcolo del costo del capitale riconosciuta dalla comunità finanziaria, dall industria, nonché dalla maggior parte dei regolatori 2 è il cosiddetto costo medio ponderato del capitale (WACC Weighted Average Cost of Capital). Si tratta, peraltro, della metodologia utilizzata in passato dall Autorità per determinare sia il costo del capitale dei servizi di rete fissa 3 sia per quello dei servizi di rete mobile. 4 3. L Autorità, pur considerando le specificità dell attuale quadro macroeconomico e le sue prevedibili ripercussioni nel medio periodo, intende dare continuità ai principi adottati nei precedenti periodi di regolazione per la determinazione di un congruo livello di remunerazione del capitale. A questo proposito si osserva che gli artt. 9 e 33 della delibera n. 1/12/CONS hanno stabilito che l Autorità, nell ambito del procedimento volto a definire un modello bottom up a costi incrementali di lungo periodo per la determinazione dei prezzi dei servizi di accesso alla rete in fibra, provvede a determinare un premio di rischio incorporato nel costo del capitale, volto a ricompensare il rischio di investimento in reti di nuova generazione, sulla base della metodologia di cui all Allegato I della Raccomandazione NGA. A tal fine, tenuto conto che i recenti eventi congiunturali hanno determinato possibili variazioni in uno o più dei parametri necessari per il calcolo del WACC, l Autorità provvede a ricalcolarne il valore (quello precedentemente determinato per i servizi di rete fissa era del 9,36%). 5 4. Prima di procedere alla determinazione del costo del capitale, nei paragrafi che seguono si descrive brevemente la metodologia adottata per il calcolo del WACC e si illustrano le informazioni necessarie per il suo calcolo. A tal riguardo si rammenta che il 1 Il costo opportunità del capitale investito rappresenta il rendimento di un attività alternativa caratterizzata dallo stesso livello di rischio. 2 A tal riguardo si veda il documento ERG (07) 05 Principles of Implementation and Best Practice for WACC calculation (PIBs on WACC), disponibile all indirizzo http://www.irg.eu/template20.jsp?categoryid=260350&contentid=543313 3 Delibera n. 578/10/CONS per il WACC di rete fissa. 4 Delibera n. 60/11/CONS per il WACC di rete mobile. 5 Il valore del 9,36% indica il pre-tax WACC calcolato in termini nominali. Allegato G alla Delibera n. 238/13/CONS 282
valore del WACC è una stima basataa su una serie di assunzioni, tenuto conto che la maggior parte dei parametri utilizzati per il suo calcolo nonn è direttamente osservabile. Per la determinazione di tale stima, l Autorità si è avvalsa della società di consulenza Nera Economic Consulting. 5. Da ultimo, si osserva che l Autorità ritienee opportunoo procedere al calcolo di un unico WACC per la società Telecom Italia (TI); pertanto, il valore v determinato in questa sede si applica a tutti i servizi regolamentati di rete fissa e, dunque, anche ai servizi di interconnessione. 6 1.1. Il costo medio ponderato del capitale 6. Il WACCC è la media ponderata del costo delle fonti di finanziamento di un impresa, cioè del costoo del capitale proprio (C e ) e del costo c del capitale di debito (C d ). Ai fini del calcolo, i pesi sono costituitii dall incidenza delle singole fonti di finanziamento sul capitale totale investito E (Equity, capitale proprio) ) e D (capitale di debito) come riportato nella formula a seguente: WACC (1 ( g) C e gc d [1] dove: g D D E E 1 g D E rapporto di indebitamento o gearing ratio; ; incidenza a del capitale proprio sulle fonti dii finanziamento. 7. La formula [1] non tiene conto degli effetti dell imposizione fiscale sul rendimento complessivo del capitale. Per calcolare il costo medio m ponderato del capitale prima dell imposizione fiscale (pre-taxx WACC), cioè il rendimento sul capitale investito sufficiente a remunerare i finanziatorif e a far fronte agli obblighi tributari, la formula va modificata tenendo conto delle specificità del sistema fiscale italiano in materia di deducibilità degli oneri finanziari, come determinate dalla legge finanziaria approvata annualmente dal Parlamento (dal 2010 denominata legge di d stabilità ) ed in coerenza con quanto già argomentatoo nella delibera n. 578/ /10/CONS. 1.1.1.Le fonti di finanziamento dell impresa: la struttura finanziaria 8. Dal paragrafo precedente risulta che i pesi della formula del WACC sono costituiti dall incidenza delle singole fonti di finanziamento sull capitale totale investito nell impresa, cioè dal rapporto di indebitamento (gearing ratio) e dall incidenza del 6 Mercati nn. 2 e 3 della Raccomandazione della Commissione (2007/879/CE) e mercato n. 10 della Raccomandazione della Commissione (2003/311/CE). Allegato G alla Delibera n. 238/13/CONS 283
capitale proprioo sul capitale totale. 7 La struttura finanziaria dell impresa incide dunque significativamente sul calcolo del costoo del capitale. 9. Il rapportoo di indebitamento e l incidenza dei mezzi propri p sul totale del capitale investito possono essere calcolati in vari modi che sortiscono un diverso effetto sul valore del costo del capitale. Tra questi, il metodo di più p immediata applicazione consiste nel calcolare il rapporto r dii indebitamento sulla base dei valori contabili, desumibili dai bilanci d esercizio. Sii tratta di un metodo trasparente e di immediata applicazione anche se, essendo basatoo su valori storici, non è necessariamente in grado di riflettere il valore effettivo dell impresa; inoltre, si tratta di d un metodo poco adeguato per un analisi di tipo prospettico. 10. Un metodo alternativo, in gradoo di riflettere correttamente la struttura finanziaria effettiva dell impresa, consiste nell utilizzare i valori di mercato m del capitale e del debito. Tuttavia, dal momento che elementi quali la volatilità, le aspettative degli investitori e le speculazioni finanziariee possono pregiudicare e la significatività dei valori di mercato, questo metodoo presenta difficoltà interpretativee e operative, in particolare per quanto riguarda il valore del debito. Infatti, mentre per le imprese quotate il calcolo del valore di mercato del capitale proprio non presenta particolari difficoltà, in quanto si utilizza il valore della capitalizzazionee di borsa (prezzo di mercato m per numero di azioni in circolazione) ), il calcoloo del valoree di mercato del debito risulta più complesso, in quanto, oltre ai prestiti obbligaziona ari (il cui valore puòò essere determinato senza particolari difficoltà), il debito complessivo di un impresa comprende c anche debiti non negoziati in mercati finanziari, come ad esempio i debiti bancari. 8 11. Un terzo metodo, spesso utilizzato dalle autorità di regolamentazione, consiste nel definire un gearing ratio ipotetico (cosiddetto gearing nozionale), corrispondente a una struttura finanziaria di un operatore efficiente, e nel considerare tale rapporto ai fini del calcolo del WACC. In questo modo,, la specifica strutturaa finanziariaa (determinata a valori contabili o di mercato) dell impresa non influenza in maniera m diretta il calcolo del WACC. Tale metodo è quello utilizzato dall Autorità per la stima s del gearing ratio (Cfr. par. 1.2.5). 1.1.2. Il costoo del capitale proprio 12. Il primo elemento necessario per il calcolo del WACC è il costo del capitale proprio (C e ) comunemente stimato utilizzando la metodologia del Capital Asset Pricing Model (CAPM) che ipotizza l esistenza di una relazione lineare tra il rendimento atteso di un titolo ed il premio per il rischio di mercato (Equity Risk Premium, ERP). Quest ultimo non è altro che la differenza tra il rendimento atteso del mercato e il 7 In questo documento i termini rapporto di indebitamento e gearing ratio sono utilizzatii come sinonimi. 8 Il valore contabile del debito potrebbe essere convertitoo a valori di mercato ipotizzando che l intero valore contabile corrisponda ad un unico prestito obbligazionario (one-coupon bond). Cfr. par. 3.2 documento ERG PIBs on WACC (07) 05. Allegato G alla Delibera n. 238/13/CONS 284
rendimento di un attività priva di rischio. In altri termini, il CAPMM quantifica la maggiore o minore rischiosità dell investimento in una società quotata, rispetto alla rischiosità del mercato azionario nel suo complesso. 13. In termini formali il CAPM è espresso dallaa seguente relazione: r i r f i ERP [2] dove: r i = rendimento atteso dell attività i (nel caso in esame il rendimento atteso delle azioni di TI); r f = rendimento di un attività priva di rischio; β i = sensitività del rendimento atteso del titolo (inn questo caso il titolo di TI rispetto alla variazione del rendimento generale di mercato); ERP = r m - r f premio per il rischio, ossia la differenza tra il rendimento atteso del mercato e il rendimento di un attività priva di rischio. 14. In base alla relazionee [2], per stimare il costo del capitale proprio o con il CAPM, è necessario stimare il tasso di un attività priva di rischio (r f ), il beta (β i ) ed il premio per il rischio (ERP). 1.1.3.Il tasso risk-free 15. Un attività priva di rischio è un attività caratterizzata da un rendimento certo con variabilità nulla (assenza di volatilitàà nei rendimenti). Nonn essendo possibile di fatto trovare un attività che sia realmente scevra da qualsiasi tipo t di rischio, gli analisti finanziari utilizzano come proxy del risk-free rate il rendimento dei titoli di stato emessi dai governi di paesi economicamente stabili. L Autorità osserva tuttavia che le tensioni sui mercati finanziari e la crisi del debito pubblico di diversi Paesi hanno causato dei forti rialzi dei rendimenti dei titoli di Stato, cosicché anche i rendimenti dei titoli di Stato italiani includono, attualmente, una componente di rischio r Paese (countryy risk premium). Ciononostante, l Autorità ha ritenuto opportuno utilizzare i rendimenti dei BTP decennali sia in una logica di continuità rispetto alla delibera n. 578/10/CONS sia perché l utilizzo dei titoli di Statoo italiani con scadenza decennale risulta una metodologia consolidata per la regolamentazione di altri settori caratterizzati dalla presenza significativa di infrastrutture.. 9 1.1.4.Il beta 16. Il beta (più precisamente, il cosiddetto equity beta) rappresenta il rischio 9 Cfr. provvedimenti dell Autorità per l Energia Elettrica e il Gas (AEEG) e dell Ente Nazionale perr l'aviazione Civile (ENAC). Allegato G alla Delibera n. 238/13/CONS 285
sistematico di un determinato titolo azionario, cioè indica quanto varia il rendimento del titolo (in questo caso il titolo TI S.p.A.) rispetto alla variazione del rendimento generale di mercato. 17. In base al CAPM il coefficiente di rischio sistematico beta si ottiene come stima del coefficiente di una regressione in cui la variabile indipendente è il rendimento medio del mercato e la variabile dipendente è il rendimento del titolo esaminato (il titolo di TI S.p.A.). 10 18. L Autorità, coerentemente alla scelta di utilizzare un gearing ratio nozionale, corrispondente a una struttura finanziaria di un operatore efficiente e nell ottica di effettuare una stima forward looking che sia maggiormente stabile ed adeguata all approccio di pricing dei servizi all ingrosso dei mercati dell accesso e dell interconnessione, per la stima del beta ha inteso procedere attraverso un analisi dei beta dei principali operatori di telecomunicazione europei (comparable). 11 Più precisamente, l Autorità ha dapprima stimato gli equity beta di ciascun comparable utilizzando una regressione lineare OLS (Ordinary Least Squares) in cui la variabile indipendente è il rendimento medio del mercato e la variabile dipendente è il rendimento del titolo azionario di ciascun comparable. I valori così stimati per ciascun operatore (raw equity beta) sono stati poi opportunamente corretti con la formula di Blume, ottenendo i cosiddetti adjusted equity beta. 19. Poiché gli equity beta così stimati tengono conto del livello effettivo di debito e del rischio di default di ciascuna impresa comparable, l Autorità ha proceduto a depurare i singoli equity beta in modo tale da ottenere, per ciascun operatore, una misura del rischio sistematico e non diversificabile che prescinde dal livello di indebitamento della singola impresa (il cosiddetto asset beta). Per il calcolo dell asset beta di ciascun comparable è stata utilizzata la formula di Miller: 12 j a j *(1 g e j ) [3] dove: j a è l asset beta dell impresa j ed esprime il rischio sistematico e non diversificabile che prescinde dal livello di indebitamento dell impresa j; è l equity beta dell impresa j, ossia il beta stimato con lo stimatore OLS; j e j g è il gearing ratio dell impresa j, calcolato sulla base delle capitalizzazioni di borsa sia per la componente di debito sia per l equity. 10 In altri termini, il beta è il rapporto tra la covarianza tra il rendimento del titolo ed il rendimento di mercato e la varianza del rendimento di mercato. 11 Tale approccio è definito bottom-up beta dal documento ERG PIBs on WACC (07) 05, pag.21, par. 4.4.3. 12 In questa formula è stato assunto che il beta del debito sia pari a zero. Allegato G alla Delibera n. 238/13/CONS 286
20. Una volta calcolati gli asset beta (betaa unlevered) di ciascun comparable, l Autorità ha proceduto a calcolarne laa media aritmetica. Tale media, indice del rischio sistematico e non diversificabile dell intero settore, è stata utilizzata come proxy dell asset beta dell operatore efficiente di rete fissa che offre servizi di accesso e interconnessionee sul territorio italiano.. 21. Infine, l Autorità ha determinato o l equity beta dell operatore efficiente di retee fissa tenendo conto di un rapporto d indebitamento ottimale (corrispondente a quello di un operatore efficiente) mediante la seguente formula: = [4] dove: β i è l equity beta dell operatore efficientee di rete fissa, correttoo per il rapporto d indebitamento ottimale, da utilizzarsi ai fini del calcolo del costo del capitale proprio secondo la formula f [2] di cui al paragrafo 1.1.2; è l asset beta dell operato ore efficiente di rete fissa (calcolato come media aritmetica degli asset beta dei comparables); è il rapporto d indebitamento ottimale (gearing ratio nozionale calcolatoo come media aritmetica dei gearing ratio deii comparables). 1.1.5.Il premio per il rischio 22. Il premio per il rischio (ERP) rappresentaa il rendimento addizionale, rispetto al rendimento di un attività priva di rischio, richiesto dagli investitori come compenso per il rischio derivante dall investimento nel mercato azionario. 23. L ERP si può otteneree come differenza tra il rendimento atteso di un portafoglio di mercato diversificato e il rendimento di un attività finanziaria priva di rischio (risk-free rate) ). Si tratta di un dato non direttamente osservabile, la cui stima può avvenire attraverso l analisi di dati storici, s 13 l uso di indagini qualitative (survey), 14 il ricorso ad un confronto internazionale oppure attraverso metodologie e che fanno ricorso a dati previsionali, come ad esempio il dividend growth model. 15 13 Elroy Dimson, Paul Marsh, & Mike Staunton (2001), Triumph of the Optimists: 101 Years of Global Investment Returns, stimano l ERP per sedici paesi tra cui l Italia, utilizzando una serie storica di 100 anni (dal 1900 al 2001). Successivamente, Dimson et al. (2007) hanno stimato l ERP di diversii paesi utilizzando una serie storica di 108 anni. 14 P. Fernandez (2012), Market Risk Premium Used in 82 countriess in 2012: a survey with 7.192 Answers -Workingg Paper - University of Navarra - IESE Business School. 15 Cfr. par. 3.4 del documento ERG PIBs on WACC (07) 05. Allegato G alla Delibera n. 238/13/CONS 287
1.1.6.Il costo del capitale di debito 24. Il costo del debito è il costo che un impresa sostiene per finanziare le proprie attività ricorrendo al capitale di terzi (prestiti obbligazionari, debiti bancari, etc.). 25. Il costo del capitale di debito (CC d ) può essere stimato sia utilizzando i rendimenti dellee obbligazioni societarie sia come somma delle due variabili che loo compongono: il risk-free rate e il premio per il debito (premio per il rischio di d default). 1.2. Stima del costo del capitale di Telecom Italia 26. L Autorità, con la delibera n. 578/10/CONS, ha determinato d il costo medio ponderato del capitale (pre-tax WACC) di TI nella misura del 9,36%. Inn considerazione del periodo di tempo trascorso da talee decisione e degli eventi congiunturali che hanno caratterizzato gli ultimi anni, nei paragrafi che seguono l Autorità provvede ad una revisione del valore del costo del capitale, a seguito di possibili variazioni subite da uno o più dei parametri necessari per il suoo calcolo. 27. Alla crisi finanziaria del 2008 ha fatto seguito una crisi economica generalizzata che nel 2009 ha coinvolto quasi tutti i paesi del mondo ed in particolare quelli occidentali e, a partire dal 2010 fino ad oggi, si è allargata alla a crisi deii debiti sovrani e dellee finanze pubbliche di molti Paesii dell eurozona. Le tensioni nei mercati finanziari dell area dell Euro hanno assunto natura sistemica dall estate del 2011 ed hanno investito anche i titoli dii Stato italiani. Nel nostro Paese tale fenomeno è stato accentuato, peraltro, dalla preoccupazione degli investitori per p l alto debito pubblico e per il perdurantee basso tasso di crescita. 28. Gli effetti di tali situazioni possono avere determinato o una modifica del costo del capitale. A tal riguardo l Autorità osserva che molte Autorità di regolamentazione europee, peraltro, hanno proceduto a rivedere il costo del capitale c a seguito della crisi finanziaria. 16 29. In ogni caso, l Autorità deve garantire che il nuovoo valore del WACC sia s un valore commisurato alle condizioni di mercato correnti e prospettiche. 30. Ciò premesso, nei paragrafi che seguono si analizzanoo i parametri necessari per il calcolo del WACC e si valuta se sia necessario modificarne i valori utilizzati dall Autorità per la stima effettuata nell anno 2010, anche tenendo conto delle indicazioni del consulente. 1.2.1.Stima del tasso risk-free 31. L Autorità, in linea con la prassii regolamentare e con la delibera n. 578/10/CONS, ai fini dell individuazione del risk-free rate, considera opportuno utilizzare il rendimento dei titoli di Stato italianii con scadenza decennale, dal momento che gli investimenti in una rete dii telecomunicazioni sono in lineaa di massima investimenti a 16 Fonte: Cullen International (dicembre 2012) ). Allegato G alla Delibera n. 238/13/CONS 288
lungo termine. 17 Tuttavia, consideratoo che le turbolenze finanziarie succedutesi dalla metà del 2011 riguardano i rendimentii dei titoli di Stato italiani e dato l elevato grado di volatilità della percezione del rischioo da parte degli investitori, l Autorità ha ritenuto prudente non utilizzare lo spot s rate dell indice benchmark, come in precedenza, bensì la media aritmeticaa dei rendimenti lordi giornalieri dei titoli dii Stato italiani con scadenza decennale, calcolata su 12 mesi (1 gennaio 2012-31 dicembree 2012), pari al 5,51%.. 32. L Autorità, peraltro, ritiene r che tale rendimento sia in linea l con la a curva dei tassi t a termine (curva forward) dei titoli di Stato italiani con scadenza decennale e con le previsioni di medio termine, che includono il periodo fino al 2016. 33. Il grafico seguente (Figura 1) illustra l andamento dei rendimenti r dei titoli dii stato italiani con scadenza decennale e l andamento della curva forward per gli anni successivi. Figura 1 Italian 10Y Government Bond and Forward Rate R (%) Fonte: elaborazionii Nera Economic Consulting su dati Bloomberg 1.2.2.Stima del beta 34. Per effettuare la stima dei beta dei principali operatori di telecomunicazioni europei, attraverso la regressione di seguito illustrata, è necessario scegliere: i) l orizzonte temporale di riferimento dei dati; ii) ) l intervallo temporale (frequenza) di rilevazione dei dati (dati giornalieri, settimanali o mensili); iii) i lo stimatore ritenuto più 17 Ne ella delibera n. 578/10/CONS, l Autorità à aveva stimato il risk-free rate r prendendo in considerazione lo spot rate a gennaio 2010 del cosiddetto c indice benchmark, pari a 3,9% %. Allegato G alla Delibera n. 238/13/CONS 289
appropriato. 35. La scelta dell orizzonte di valutazione è strettamente connessa a quella dell intervallo di rilevazione dei dati. Infatti, se è vero che un numero elevato di osservazioni fornisce stime più robuste, caratterizzate da deviazioni standard molto basse, è anche vero che utilizzando un orizzonte temporale di osservazione lungo (serie storiche con molte osservazioni) si corre il rischio che il valore del beta stimato si discosti sensibilmente dal beta corrente. Per queste ragioni, generalmente si procede alla stima del beta utilizzando serie storiche di dati giornalieri non eccessivamente lunghe, 18 con un numero di osservazioni che va da un minimo di 250 a un massimo di 500 (corrispondenti a un orizzonte temporale che varia da uno a due anni). 19 36. Tuttavia, in considerazione che le forti tensioni sui mercati finanziari dell area Euro hanno assunto in Italia natura sistemica dall estate del 2011, l Autorità ritiene opportuno utilizzare osservazioni giornaliere su un orizzonte temporale di un anno (1 gennaio 2012-31 dicembre 2012), coerentemente con l approccio utilizzato per la stima degli altri parametri del WACC. 37. Sulla base di tali considerazioni, l Autorità ha proceduto ad effettuare la stima dei beta dei principali operatori europei di telecomunicazioni utilizzando un modello di regressione lineare OLS in cui la variabile dipendente è il rendimento del titolo azionario di ciascun operatore e la variabile indipendente è la variazione percentuale dell indice Dow Jones Euro Stoxx 600. 20 Quest ultimo è stato scelto in quanto rappresentativo della media delle quotazioni di un nutrito numero di aziende quotate appartenenti al settore delle telecomunicazioni (in 18 paesi dell eurozona), le quali tendono in qualche misura a muoversi nella stessa direzione del settore di riferimento. 21, 38. Gli equity beta stimati sono dei beta levered, ossia dei beta che tengono conto anche del rischio di default legato all indebitamento effettivo delle aziende. L Autorità dunque, dopo aver individuato i rapporti di indebitamento di ciascun comparable, ha determinato per ciascuno dei principali operatori europei di telecomunicazioni i relativi asset beta, applicando la formula di Miller, come illustrato al paragrafo 1.1.4 (formula [3]). Ha quindi calcolato la media aritmetica dei valori, ottenendo un valore dell asset beta da utilizzare ai fini del calcolo del WACC per TI di 0,44. Infine, considerando un rapporto di indebitamento ottimale del 49% (Cfr. par. 1.2.5) ed un valore medio 18 Wright, Mason and Miles Study into Certain Aspects of the Cost of Capital for Regulated Utilities in the UK Imperial College and CEPR (2003). 19 Secondo quanto riportato nel lavoro già citato di Wright et al. (2003), utilizzando un numero di osservazioni giornaliere che va da un minimo di 250 a un massimo di 500 la deviazione standard si riduce del 40% circa, mentre un aumento della lunghezza della serie storica da due a tre anni ridurrebbe la deviazione standard solo del 22%. 20 Fonte: www.stoxx.com. 21 L utilizzo della metodologia dei minimi quadrati (denominata OLS) è stata ritenuta di più semplice applicazione rispetto a quella di Newey e West in considerazione del beneficio che se ne può ricavare. Infatti l utilizzo della metodologia di Newey e West non riguarda la stima del valore del beta in se, ma solo dell errore standard dello stimatore beta. Allegato G alla Delibera n. 238/13/CONS 290
dell asset beta di 0,44, l Autorità ha individuato, applicandoo la formulaa [4] illustrata al paragrafo 1.1.4, un valore dell equity beta da utilizzare ai fini del calcolo del WACC per TI pari a 0,85. La Tabella 1 seguente mostra la stima dei beta e dei gearing ratio per i principali operatori di telecomunicazioni. Tabella 1 Stima dei beta degli operatori incumbent di tlcc europei Comparator Country Equityy Beta Gearingg Asset Beta France Telecom FRA 1.07 57% 0.46 Telecom Italia ITA 1.19 74% 0.31 BT Group GBR 0.88 39% 0.53 KPN Telecom NED 0.71 69% 0.22 Deutsche Tl Telefonica GER ESP 0.84 1.17 55% 56% 0.38 0.51 Telia Sonera SWE 0.94 30% 0.66 Belgacom BEL 0.73 21% 0.58 Swisscom SWI 0.60 32% 0.41 Telekom Austria AUT 0.75 54% 0.34 Average 49% 0.44 Fonte: elaborazioni Nera Economic Consulting su dati Bloomberg 1.2.3.Stima del premio per il rischio 39. Nell ambito del precedente provvedimento (delibera n. n 578/10/CONS), l Autorità aveva stimato un ERP pari al 4,5%. 40. Tenuto conto dell attuale contesto macroeconomico con particolare riferimento alla attuali aspettative del mercato e l elevato livello del tasso risk freee e considerato che negli ambienti accademici e finanziari si registra la tendenza al ricorso a stime dell ERP di tipo forward looking, l Autorità ha ritenuto opportunoo stimare l ERP l utilizzando il Dividend Growth Model (DGM), in particolare il cosiddetto H-model. 41. Generalmente l ERP viene stimato utilizzando medie storiche, calcolate su intervalli di lungo periodo, della differenza tra il rendimento atteso del mercato e il rendimento dell attività priva di rischio. Tale approccio si basa b sull assunzione che ciò che si è verificato in passato possa essere una buona proxyy delle aspettative future, in quanto si assume che le condizioni economichee generali restino normali durante il periodo regolatorio successivo. Allegato G alla Delibera n. 238/13/CONS 291
42. Tuttavia, le attuali condizioni economiche italianee rendono tale assunzione discutibile. Il grafico del rendimento dei titoli di Stato italiani e dei tassi forward fino al 2016 (Figura 1 precedente) evidenziaa come nel prossimo periodo p regolatorio il tasso risk-free sarà significativamente più elevato rispetto ai valori v registrati in passato. Pertanto, poiché il tasso risk-free r e l ERP tendono a muoversi in direzioni opposte, l Autorità ritiene non opportuno assumere che quest ultimo resti su valori normali durante il prossimo periodoo regolatorio. 43. Il DGM viene utilizzato per stimare il costo del capitale c proprio qualora si abbiano, o si vogliano utilizzare, soltanto dati relativi al breve periodo. Il DGM calcola il prezzo delle azioni scontando il flusso futuro dei dividendi attesi. Basandosi sulle previsioni di crescita dei dividendi, è possibile conoscere quali siano le aspettative degli operatori e di stimare l ERP per il prossimo periodo regolatorio. 44. Il DGM viene ampiamente utilizzato negli Stati Uniti e inizia a guadagnare consensi tra i vari regolatori europei nei casi in cui i parametri da stimare (tasso risk-free ed ERP) si discostano notevolmente dal valore di lungo periodo. Di recente, i regolatori del settore energetico inglese (Ofgem)) e olandese (NMa), hanno h utilizzato il DGM per fare dei controlli incrociatii sui metodii tradizionalmente utilizzati per laa stima di questi parametri. 45. I rendimenti richiestii per un investimento nel mercatoo italiano erano, a settembre del 2008, ad un livello molto elevato subito dopo la bancarotta di Lehman Brothers, a causaa della elevata avversione al rischio degli investitori. Dopo D una brusca discesa di questi valori, a partire dalla metà dell 2009 i rendimenti richiesti sul mercato italiano hanno ripreso a salire. Tuttavia l aumento del country risk premium implicito nei tassi di rendimento dei titoli Stato italiani i ha comportato una riduzione dell equity risk premium poiché si è ridotta la differenza tra il tasso di rendimento dei titoli di stato e quello dei titolii azionari. 46. In base a queste considerazioni ed in linea con l approccio forward looking che comporta l utilizzo di dati medi inerenti all ultimo anno, l Autorità valuta che il valore stimato per l ERP del 3,76% sia appropriato ai fini del calcolo del costo del capitale proprio di TI. 47. L Autorità ritiene che sebbene tale valore si attesti sotto la soglia minima deii tassi di lungo periodo, esso debba essere valutato nell ambito di in un contesto congiunturale in cui vi è un incremento del tasso di rendimento dei titoli dii Stato e, piùù in generale, un aumento del tasso di rendimento di tutti i titoli quotati. 1.2.4.Stima del costo del capitale di debito 48. L Autorità ritiene opportuno stimare il costo del capitale di debito di TI considerando direttamente il valore facciale dellee obbligazioni emesse da TI ancora in circolazione, nel corso dell ultimo anno (1 gennaio 2012-31 dicembre 2012). 49. In questo modo, l Autorità ritiene di stimare il costo del capitale di debito di TI Allegato G alla Delibera n. 238/13/CONS 292
nella maniera più rappresentativa possibile del reale valore del debito, rispetto alla metodologia utilizzata nella delibera n. 578/10/CONS, che lo determinava come somma del risk free rate e del premio per il rischio di default. 50. A tal fine si è ritenuto opportuno prendere in considerazione tutte le obbligazioni a tasso fisso emesse da TI e non ancora scadute nel corso dell ultimo anno (1 gennaio 2012-31 dicembre 2012) e si è provveduto a calcolare una media aritmetica delle cedole delle emissioni obbligazionarie ancora non estinte, ponderate per l ammontare di obbligazioni ancora in circolazione (outstanding debt). In tale ponderazione, si è tenuto inoltre in considerazione il numero di giorni in cui le obbligazioni sono state in circolazione nel corso del periodo di riferimento 1 gennaio 2012-31 dicembre 2012. A tal fine l ammontare di outstanding è stato moltiplicato per un valore pari a 1 se l obbligazione è stata emessa prima del 1 gennaio 2012 e non è scaduta nel corso del periodo di riferimento ovvero per un valore inferiore a 1 (e pari al rapporto tra il numero di giorni in cui è stata in circolazione nel corso del periodo di riferimento e 366) se l obbligazione è stata emessa dopo il 1 gennaio 2012. 51. L Autorità ha calcolato che il costo del portafoglio obbligazionario ancora in circolazione di TI con una maturity media di 11 anni è pari al 5,95%. 52. La Tabella 2 seguente mostra la struttura del debito ed il relativo costo di TI. Allegato G alla Delibera n. 238/13/CONS 293
Tabella 2 Costo del debito di TI inerente ai titoli obbligazionari a tasso fisso in i circolazione nel periodo 1/01/2012-31/12/ 2012 Data emissione Scadenza Tasso di interesse Valore di emissione (Milioni di Euro) Maturity 21/ 12/2012 20/09/2017 4% 1.000 5 20/09/2012 20/09/2017 4,5% 1.000 5 15/06/2012 14/12/2018 6,125% 750 7 15/06/2012 15/06/2015 4,625% 750 3 20/ 10/2011 20/01/2017 7% 1.000 5 25/05/2011 25/05/2018 4,75% 750 7 25/01/2011 25/01/2016 5,125% 1.000 5 10/02/2010 10/02/2022 5,25% 1.250 12 26/05/2009 15/12/2017 7,375% 922 9 19/03/2009 21/03/2016 8,25% 850 7 19/03/2009 21/03/2013 6,75% 437 4 22/01/2009 22/01/2014 7,875% 284 5 19/05/2006 19/05/2014 4,75% 557 8 19/05/2006 19/05/2023 5,875% 492 17 29/06/2005 29/12/2015 5,625% 615 11 17/03/2005 17/03/2055 5,25% 670 50 24/06/2004 24/06/2019 6,375% 1.045 15 29/01/2004 29/01/2019 5,375% 1.250 15 Media 5,95% 11 Fonte: elaborazioni Nera Economic Consulting su dati Bloomberg 1.2.5.La struttura finanziaria nozionale di Telecom Italia 53. L analisi dell evoluzione del gearing e del valore delle azioni di Telecom Italia a partire dal 2003 evidenzia che l aumento del gearing è dovuto principalmentee alla riduzione del prezzo delle azioni e non all aumento dell indebitamentoo complessivo di Telecom Italia (Figura 2). Allegato G alla Delibera n. 238/13/CONS 294
Figura 2 TI Gearing (%) e share price Fonte: Elaborazioni Nera su dati Bloomberg. 54. Per questo motivo, invece di utilizzare il gearing effettivo e di Telecom Italia, I l Autorità, come indicato al paragrafo 1.1.1, in linea con la prassi regolamentare europea e con quanto stabilito nella delibera n. 578/10/CONS, ritiene opportuno determinare il rapporto di indebitamento utilizzando unn gearing ratio nozionale, ottenuto come media aritmetica dei gearing ratio dei principali operatori europei, desunti dai valori di mercato. 55. A fine 2012 il gearingg ratio nozionale per il calcolo del WACC di TI è pari all 49% (Tabella 1). 1.2.6. L incidenza fiscale 56. L Autorità, in linea con la delibera n. 578/10/CONS e con l orientamento seguito dalle principali Autorità di regolamentazione europee, ritiene opportuno calcolare il costoo del capitale pre-tax, ossia un costo del capitale che consenta a TI non solo di remunerare gli investitori, ma anche dii far fronte agli obblighi tributari. 57. Generalmente il pre-tax WACC si ottiene modificando la formula [1] del paragrafo 1.1 come segue: Ce pre-tax WACCC (1 g) gc (1 t) dove t esprime il valore dell incidenzaa fiscale (corporate tax) ) sul redditoo d impresa. 58. Tuttavia la legge 24 dicembree 2007, n. 244 (leggee finanziaria 2008) che ha modificato la normativa in materia di reddito di impresa,, sia in termini di aliquote d [5] Allegato G alla Delibera n. 238/13/CONS 295
nominali di imposta, sia di determinazione della base imponibile ha previsto principalmente due imposte l imposta sul reddito delle società (IRES, con aliquota del 27,5%) e l imposta regionale sulle attività produttive (IRAP, con aliquota del 3,9%) i cui regimi fiscali differiscono sostanzialmente. Le due imposte, infatti, hanno una diversa base imponibile (l IRAP, inter alia, non consente la deducibilità degli oneri finanziari dalla base imponibile); pertanto, al fine di determinare la corporate tax (T) da utilizzare nella formula del WACC è necessario utilizzare una formula che tenga conto dei due diversi regimi fiscali. 59. Per tali ragioni, l Autorità, in linea con l approccio già adottato con la delibera n. 578/10/CONS, ritiene opportuno utilizzare la seguente formula per il calcolo del pre-tax WACC di TI: Ce Cd (1 td ) pre-tax WACC (1 g) g [6] (1 T) (1 T) dove: t d rappresenta l aliquota dell imposta che prevede la deducibilità degli oneri finanziari dal reddito imponibile; T rappresenta l aliquota teorica complessiva che esprime l incidenza di entrambe le imposte (sia quelle che prevedono la deducibilità degli oneri finanziari che quelle che non prevedono tale deducibilità) sul risultato d esercizio ante imposte; 60. A tal fine, l Autorità utilizza l aliquota nominale dell IRES attualmente in vigore (27,5%) come aliquota fiscale t d in quanto, ai fini della determinazione dell imponibile IRES, gli oneri finanziari sono, entro certi limiti, deducibili. Tale aliquota modifica il costo del debito post-tax per tenere conto degli effetti della deducibilità degli oneri finanziari. C d (1 - t d ) rappresenta, quindi, il costo del debito dopo l imposizione fiscale (post-tax cost of debt). 61. L Autorità ritiene, infine, opportuno utilizzare la medesima stima dell aliquota teorica complessiva T della delibera n. 578/10/CONS come rapporto tra il valore effettivo delle imposte contabilizzate in bilancio negli esercizi 2006, 2007 e 2008 e il risultato d esercizio ante imposte di TI per lo stesso periodo pari a circa il 37%. 62. L Autorità, sostituendo i valori ottenuti nei paragrafi precedenti per i diversi parametri necessari al calcolo del WACC nella formula [6], ha ottenuto un valore del costo del capitale di TI, a valori nominali, pari a 10,40%. 63. Per ottenere il valore reale del WACC, l Autorità ha utilizzato la seguente equazione di Fisher, considerando, tenuto conto anche delle indicazioni del consulente, un tasso di inflazione prospettico pari a 2,1%: 22 22 Stima del tasso di inflazione long-run per l Italia da Consensus Economics, cfr. http://www.consensuseconomics.com. Allegato G alla Delibera n. 238/13/CONS 296
(1 + tasso di inflazione) (1 + WACC reale) = (1 + WACC nominale) [7] 64. La seguente Tabella 3 mette a confronto i parametri utilizzati per il calcolo del WACC in questa sede con quelli della delibera n. 578/10/CONS. Tabella 3 Il costo medio ponderato del capitale Delibera n. 578/10/CONS WACC aggiornato Risk free rate 3,9% 5,51% Debt premium 1,71% n/a Costo del debito 5,61% 5,95% t d (aliquota IRES) 27,5% 27,5% T (aliquota complessiva) 37% 37% Costo del debito pre-tax 6,5% 6,9% ERP 4,5% 3,76% Gearing ratio 50% 49% Asset Beta 0,43 0,44 Equity Beta 0,85 0,85 Costo del capitale 7,73% 8,71% Pre tax WACC 9,36% 10,40% Fonte: Elaborazione AGCOM Allegato G alla Delibera n. 238/13/CONS 297
Allegato H alla Delibera n. 238/13/CONS Il calcolo del Risk Premium per gli investimenti in reti NGA, FTTH e FTTC 1. Introduzione 1. L Autorità, sulla base di quanto indicato al punto 25 della Raccomandazione NGA, nel determinare i prezzi dei servizi di accesso alla rete in fibra per le imprese che detengono un significativo potere di mercato (SMP), deve tenere in debito conto il rischio addizionale (Risk Premium) dell investimento in reti NGA, riconoscendo all operatore SMP un premio di rischio aggiuntivo che deve essere incorporato nel costo del capitale. 2. Nello stimare il rischio di investimento, l Autorità dovrebbe tener conto di alcuni fattori di incertezza quali quelli inerenti: i) al livello della domanda retail e wholesale; ii) ai costi di realizzazione delle opere di ingegneria civile; iii) ai progressi tecnologici; iv) alle dinamiche del mercato e all evoluzione della situazione concorrenziale, come il grado di concorrenza infrastrutturale e/o presenza di reti cavo, v) alle dinamiche macroeconomiche. 3. Questi fattori possono variare nel tempo, in particolare a seguito dell aumento progressivo della domanda soddisfatta sia al dettaglio che all ingrosso e, pertanto, appare ragionevole ipotizzare che il livello di rischio riconosciuto all operatore SMP nel premio aggiunto al costo ordinario del capitale sia soggetto a una progressiva diminuzione. 4. L Autorità, peraltro, nella delibera n. 1/12/CONS ha stabilito, agli artt. 9 e 33, che nella determinazione dei prezzi dei servizi di accesso dei mercati nn. 4 e 5 forniti su reti NGA, avrebbe riconosciuto un opportuno premio di rischio così come indicato nell Allegato I della Raccomandazione NGA ed in ogni caso avrebbe tenuto conto delle migliori pratiche europee in materia. 5. L approccio utilizzato per il calcolo del Risk Premium per gli investimenti in reti NGA di tipo FTTH ed FTTC riconosciuto dal mondo accademico quale migliore metodologia per definirne la misura e già utilizzato, tra gli altri, da Ofcom per la valutazione del rischio associato alla fornitura di nuovi servizi 1 è quello che si avvale della teoria delle opzioni reali e della option pricing methodology, opportunamente adattata alla necessità di definire un premio per il rischio dell investimento in reti NGA. 6. Prima di procedere alla determinazione del Risk Premium, nei paragrafi che seguono si descrivono sinteticamente i fondamenti teorici di riferimento e si illustrano la metodologia adottata e le informazioni necessarie per il suo calcolo. A tal riguardo si 1 Cfr. Ofcom (2005) Ofcom s approach to risk in the assessment of the cost of the capital - Financial Statement. Allegato H alla Delibera n. 238/13/CONS 298
rammenta che la stima del Risk Premium è basata su una serie di assunzioni, dal momento che la maggior parte dei parametri utilizzati per il suo calcolo non è direttamente osservabile. Per la determinazione di tale stima, l Autorità si è avvalsa della società di consulenza Nera Economic Consulting. 7. Da ultimo si sottolinea che l Autorità ritiene che il valore determinato in questa sede si applica ai prezzi dei servizi regolamentati offerti su rete di nuova generazione, così come indicato nella delibera n. 1/12/CONS e confermato nella presente analisi di mercato. 1.1. La teoria delle opzioni reali e l option pricing methodology 8. Gli investimenti in attività reali (nella fattispecie in reti NGA, FTTH o FTTC) sono caratterizzati da irreversibilità, incertezza e ritardabilità in maniera del tutto analoga a quanto avviene per gli investimenti finanziari. L irreversibilità è dovuta al fatto che le spese necessarie per realizzare un investimento, una volta sostenute, non sono più recuperabili (sunk costs) o, quanto meno, lo sono solo in minima parte. L irreversibilità rende l investimento sensibile non solo all incertezza sui valori futuri delle variabili decisionali (prezzi di mercato dei beni prodotti, tassi di interesse, costi operativi e tempi di investimento), ma anche alle condizioni macroeconomiche del Paese in cui si investe. L incertezza riguarda i ritorni futuri dell investimento e le probabilità che si possano generare maggiori o minori profitti (o addirittura perdite). La ritardabilità dell investimento, invece, intesa come la possibilità di procrastinare una decisione di investimento anche se non è sempre realizzabile rappresenta in buona sostanza un costo-opportunità, in quanto ritardare una decisione potrebbe permettere di acquisire nuove informazioni su alcune variabili aleatorie chiave. In tal senso, l irreversibilità, l incertezza e la ritardabilità rendono un opportunità di investimento molto simile ad una call option finanziaria che garantisce il diritto a procrastinare la decisione di acquisto in attesa dell evoluzione del mercato. 9. Mutuando la definizione dalla teoria finanziaria, le opzioni sono contratti finanziari che danno al compratore il diritto, ma non il dovere di comprare nel caso di opzioni call, o di vendere nel caso di opzioni put, una quantità determinata di un attività finanziaria o reale sottostante 2 ad un prezzo determinato (definito strike price), ad una data specifica (opzioni di tipo europeo) oppure entro una data specifica (opzioni di tipo americano). 3 10. L Autorità sottolinea che il rischio remunerato dal premium in oggetto non rappresenta il rischio sistematico (rischio di mercato o rischio non diversificabile) già considerato nella determinazione del coefficiente beta per calcolo del WACC. 2 Titoli azionari e obbligazionari, indici azionari, tassi d interesse, futures, valute, crediti, materie prime, energia, metalli preziosi, merci, prodotti agricoli. Nella fattispecie, il diritto di acquisto riguarda la facoltà per l investitore di investire subito in un attività reale, quale un progetto di investimento, oppure rinviare l investimento. 3 Cfr. http://www.borsaitaliana.it/optionpricer/guida/pagineintroduttive/cosasonoleopzioni.htm. Allegato H alla Delibera n. 238/13/CONS 299
11. In particolare, le caratteristiche dell investimento NGA, FTTH o FTTC, danno origine a due differenti tipologie di option premium : uno inerente all opzione wait and see ed un altro all opzione flexibility. 12. L opzione wait and see scaturisce dal fatto che, essendo gli investimenti in NGA in larga parte irreversibili, l investitore, anziché investire oggi in condizioni di incertezza, potrebbe decidere di aspettare in modo da acquisire nuove informazioni. In questo modo si può rinviare ad un periodo successivo la decisione di effettuare o meno l investimento a seconda delle condizioni più o meno favorevoli che si osserveranno nel futuro. In tal caso, il premium riconosciuto a chi investe oggi è volto a remunerare l investitore per il fatto che, investendo oggi anziché rimandare la decisione di investire in un periodo successivo, questi rinuncia alla possibilità di aspettare ed acquisire nuove informazioni. 4 13. La opzione flexibility, invece, deriva dalla natura regolamentare degli obblighi di accesso alle nuove infrastrutture NGA imposti in capo all operatore che decide di investire. In particolare, un operatore alternativo richiederà servizi di accesso all ingrosso FTTH o FTTC solamente quando verificasse l esistenza di una domanda al dettaglio di servizi in fibra da soddisfare, mentre, nel caso in cui tale domanda dovesse essere insufficiente, non entrerà nel mercato, lasciando al solo investitore iniziale l onere degli investimenti in reti NGA (che per lo natura sono dei sunk cost). In tal modo si genera un asimmetria tra l incumbent e gli operatori alternativi per l allocazione sia del rischio sia del rendimento. In tal caso il premium riconosciuto per l esercizio della opzione flexibility è volto a remunerare l incumbent per la flessibilità che consente agli operatori alternativi di accedere alla rete in virtù dell obbligo regolamentare solo in presenza di una convenienza economica. Il valore di questa opzione sarà inoltre condizionato dagli accordi che potranno essere stipulati tra l operatore incumbent e gli operatori alternativi (accordi di condivisione dei rischi, contratti a lungo termine, sconti sui volumi, pagamento anticipato dei canoni di accesso, ecc.) che tendono a ripartire, in tutto o in parte, il rischio dell investimento e, di conseguenza, comportano una diminuzione del valore dell opzione stessa. 14. I premi calcolati per le due tipologie di opzioni sopra descritte non sono additivi, vale a dire che il premio complessivo è inferiore alla somma dei due. Questo si manifesta in quanto un investitore decide di realizzare l investimento solo quando le prospettive di profittabilità dell investimento sono sufficientemente favorevoli. Tuttavia, all aumentare delle prospettive di profittabilità, il valore della opzione flexibility diminuisce perché diventa sempre più probabile che un nuovo entrante acquisti i servizi di accesso all ingrosso. 15. Al fine di individuare il valore delle opzioni in questione l Autorità, in considerazione delle valutazioni effettuate dal consulente, ha dapprima definito un modello finanziario teorico (decisionale) per lo sviluppo di una rete FTTH in Italia e poi 4 Cfr. A.K. Dixit e R.S. Pindyck (1994), Investment under Uncertainty, Princeton University Press. Allegato H alla Delibera n. 238/13/CONS 300
ha utilizzato un modello di determinazione del rischio per la quantificazione del premium inerente alle opzioni reali sopra descritte. 1.1.1. Il modello finanziario teorico (decisionale) per lo sviluppo di una rete FTTH in Italia. 16. L Autorità ha utilizzato il modello di Black and Scholes e il modello binomiale di Cox quali standard di riferimento per il pricing dell opzione reale ad investire. 17. L Autorità, al fine di determinare il valore dell opzione, data la natura dell investimento e considerato che l evoluzione del valore dell attività sottostante all opzione reale (gli investimenti in NGA) non può tuttavia essere approssimato da un processo stocastico in tempo continuo, ha ritenuto appropriato utilizzare il modello di Cox et al. (1979), il quale a partire da considerazioni analoghe a quelle di Black and Scholes 5 assume che l evoluzione del valore della attività sottostante all opzione sia approssimata da un processo stocastico a tempo discreto. 18. Sia il modello di Black and Scholes che quello di Cox et al. richiedono l utilizzo di valori di mercato per valutare l opzione reale. Poiché, nel caso di investimenti in NGA il titolo sottostante è un progetto di investimento che non è stato ancora realizzato e non è oggetto di scambio sul mercato dei capitali, l Autorità ha ritenuto opportuno utilizzare l approccio Market Asset Disclaimer (MAD). 1.1.2. Il modello di determinazione del rischio per la quantificazione del premium inerente alle opzioni reali. 19. L approccio MAD consente di simulare l evoluzione del valore del progetto sottostante all opzione come se fosse scambiato sul mercato. In assenza di arbitraggio, il valore dell opzione coincide con quello del replicating portfolio costruito utilizzando il valore simulato del progetto sottostante all opzione e l attività risk free. Pertanto, l unica differenza rispetto all option pricing methodology standard è dovuta all utilizzo di valori simulati, anziché di mercato. 20. Al fine di simulare l evoluzione del valore del progetto sottostante all opzione, l Autorità ha individuato i principali fattori di rischio che determinano il grado di rischiosità dell investimento in reti NGA: il tasso di penetrazione (take-up), il ricavo medio per cliente (ARPU) e le spese in conto capitale (Capital Expenditure CAPEX). 21. Per ciascuno dei fattori di rischio è stata definita una distribuzione di probabilità triangolare che riflette i loro possibili sviluppi futuri. A partire da queste distribuzioni di 5 Black and Scholes (1973) dimostrano che è possibile costruire un portafoglio (replicating portfolio) che genera gli stessi payoff di una opzione, utilizzando il titolo sottostante all opzione e l attività risk free. In assenza di arbitraggio, il valore dell opzione coincide con quello del replicating portfolio, il cui valore è facilmente calcolabile. Secondo la formula di Black and Scholes, il valore dell opzione dipende principalmente dalla volatilità attesa del titolo sottostante all opzione. Tuttavia tale formula assume che l evoluzione del prezzo del titolo sottostante all opzione sia approssimata da un processo stocastico in tempo continuo. Allegato H alla Delibera n. 238/13/CONS 301
probabilità, l Autorità ha proceduto a definire, applicando il metodo Monte Carlo, la distribuzione di probabilità dei payoff attesi del progetto sottostante all opzione (ad esempio, un tipico investimento in reti NGA FTTH in Italia e la rispettiva volatilità). 22. La volatilità dei rendimenti così stimati funge poi da input nel modello binomiale di Cox et al. al fine di quantificare il premium dell opzione reale. 1.2. La stima del rischio di un investimento FTTH in Italia 1.2.1. Premessa 23. L Autorità, tenuto anche conto delle indicazioni del consulente, al fine di definire il modello di determinazione del rischio per la quantificazione del premium, ha ritenuto appropriato fare riferimento ai dati di input desunti da un modello sviluppato da WIK - Consult (descritto nel report Architecture and competitive models in fibre networks di dicembre 2010), piuttosto che al modello di costo sviluppato per la determinazione dei prezzi dei servizi NGA, considerato che gli investitori basano le proprie decisioni di investimento sull utilizzo di dati pubblici. 24. Il modello per la determinazione dei prezzi dei servizi di accesso, peraltro, è volto a calcolare i costi efficienti per lo sviluppo di una rete NGA, ed utilizza dati di input strettamente correlati alle ipotesi di costruzione della rete. 25. Si rileva, comunque, che le informazioni del modello di WIK utilizzate hanno un impatto poco significativo sulla quantificazione del valore dell opzione reale che determina il premium, tenuto conto che dal modello viene desunta principalmente la stima dei CAPEX irreversibili, che non rappresentano di per sé la rischiosità dell investimento. 1.2.2. Le assunzioni generali e gli input del processo di stima della rischiosità dell investimento 26. Il modello adottato ipotizza lo sviluppo di un progetto di investimento in reti FTTH lungo un arco temporale di quattro anni. Inoltre, si è assunto che l investitore sostenga anche i costi di cablaggio verticale dell edificio, che rappresentano una parte significativa dei costi complessivi. 27. Lo sviluppo della rete FTTH è basato su una soluzione di tipo GPON, che è meno onerosa e più diffusamente adoperata a livello europeo. La vita media degli assets considerati è pari a 25 anni. Per quanto riguarda le assunzioni circa le aree geografiche interessate dallo sviluppo delle reti NGA (identificate nel modello di WIK in premessa in otto geotipi caratterizzati da differenti densità di clientela), il modello ha presupposto che lo sviluppo delle reti NGA FTTH avvenisse soprattutto nel geotipo 1, vale a dire nell area con la più alta densità di clientela. Si è supposto, inoltre, che nelle altre aree fosse più conveniente lo sviluppo di reti FTTC. 28. Inoltre, è stato ipotizzato che la clientela retail interessata alla rete in fibra fosse Allegato H alla Delibera n. 238/13/CONS 302
quella che mostra una willingness to pay relativamente alta per il passaggio a servizi con l ampiezza di banda addizionale garantita dalle reti FTTH. 29. Infine, si è considerato l investimento in reti NGA su base stand-alone. Ciò implica che eventuali processi di cannibalizzazione dei ricavi tra servizi forniti su rete in rame ed in fibra non siano rilevanti ai fini della quantificazione del premio per un investimento in reti FTTH. 30. L Autorità, come sopra indicato, ha individuato tre fattori chiave che determinano il grado di rischiosità di un investimento in reti NGA: il tasso di penetrazione (take-up), l ARPU e i CAPEX. 31. Per quanto riguarda il tasso di take-up, per gli anni dal 2013 al 2016 l Autorità ha utilizzato le previsioni di crescita del tasso di take-up fornite dal consulente, come indicato al punto 6. Dal 2017 in poi si suppone invece che il tasso di take-up aumenti in linea con il tasso di crescita del Prodotto interno lordo reale. 32. Al fine di modellizzare l incertezza inerente all ARPU, per le medesime motivazioni suddette, l Autorità ha fatto riferimento al modello sviluppato da WIK Consult, considerando una distribuzione di probabilità di futuri ARPU che riflette i possibili sviluppi e le rispettive probabilità di realizzazione. 33. Per la determinazione delle spese in conto capitale, l Autorità ha distinto tra costi per la costruzione della rete e spese di cablaggio degli edifici. Come per gli altri fattori chiave, per la prima tipologia di costo (lunghezze degli scavi, ecc.) si fa riferimento alle stime prodotte nel modello di WIK Consult; per le spese di cablaggio degli edifici, invece, si suppone che queste siano sostenute dall investitore e non dal cliente, e che i costi siano soggetti ad incertezza regolamentare, tecnica ed operativa. Sulla base di questi presupposti viene costruita una distribuzione di probabilità delle spese di cablaggio. 34. Gli altri input del modello di rischio considerati dall Autorità riguardano le spese operative ed includono i costi variabili per cliente connesso, i costi di manutenzione come percentuale delle spese in conto capitale già impegnate per il progetto di investimento, le spese generali ed amministrative come percentuale dei ricavi totali, definiti nella misura del 15%. 1.3. La stima del Risk Premium per un investimento FTTH 35. Come precedentemente indicato, il risk premium per un investimento in reti FTTH in Italia si compone di due parti: una relativa all esercizio della opzione wait and see e l altra inerente alla opzione flexibility. 36. L Autorità, con l ausilio del consulente, ha individuato il valore del premio per la prima opzione ( wait and see ) nella misura del 2,8% (in termini reali pre-tax) da aggiungere al valore del WACC reale pre-tax definito sulla base dei dati dell Allegato G. Allegato H alla Delibera n. 238/13/CONS 303
37. L Autorità osserva peraltro che investire prima degli altri conferisce a un impresa un vantaggio competitivo nel mercato dei servizi. I potenziali benefici che deriverebbero in questo modo all incumbent (vale a dire, il vantaggio della prima mossa) possono comportare una significativa riduzione del premio associato alla opzione wait and see. Pertanto, il valore indicato nel paragrafo precedente rappresenta una soglia massima da riconoscere all investitore. Nel caso estremo, infatti, in cui i benefici che l investitore avrebbe se investisse per primo risultino superiori a quelli derivanti dalla possibilità di rinviare l investimento, il valore del premium in questione potrebbe completamente azzerarsi. 38. Per quanto riguarda il premio inerente alla seconda tipologia di opzione ( flexibility ), invece, l Autorità ne ha calcolato la misura considerando che meccanismi di condivisione del rischio (quali contratti di lungo termine e modalità di pagamento anticipato dei canoni di accesso) possono ridurre il rischio dell investimento in capo all incumbent. 39. La Tabella 1 mostra i valori del premio in questione per differenti combinazioni di lunghezza contrattuale e modalità di pagamento dei prezzi dei servizi di accesso alla rete in fibra. Tabella 1 Flexibility option premium per FTTH (valori reali espressi in %, pretax) Length of Contract (Years) Fraction of total charge prepaid (%) 1 5 10 15 0 2.4 2.1 1.8 1.4 25 2.4 1.9 1.5 1.1 50 2.3 1.7 1.3 0.9 100 2.2 1.4 0.9 0.5 Fonte: elaborazioni Nera Economic Consulting. 40. Tenuto conto di quanto precedentemente indicato e del fatto che, come già indicato al punto 14, i premi associati ad entrambi i tipi di opzione non sono additivi, nella tabella seguente (Tabella 2) si riportano i valori del risk premium complessivo da corrispondere all incumbent per gli investimenti in NGA FTTH. Allegato H alla Delibera n. 238/13/CONS 304
Tabella 2 Total risk premium per reti NGA FTTH (valori reali espressi in %, pretax) Length of Contract (Years) Fraction of total charge prepaid (%) 1 5 10 15 0 3.2 3.1 3.0 3.0 25 3.1 3.1 3.0 3.0 50 3.1 3.0 3.0 2.9 100 3.1 3.0 2.9 2.9 Fonte: elaborazioni Nera Economic Consulting. 41. Nella Tabella 3 si riporta un benchmark dei valori del Risk Premium per investimenti in reti di nuova generazione di tipo FTTH stabilito da diversi regolatori europei. Allegato H alla Delibera n. 238/13/CONS 305
Tabella 3 Benchmark europeo del Risk Premium per reti NGA FTTH Regolatore Premium Commento Ofcom (UK) N/A Ofcom considera il mercato competitivo e non ha di conseguenza regolato i prezzi dei servizi di accesso alle reti FTTx. Arcep (France) 5.0% Il premium si reduce nel tempo in quanto l investimento in reti FTTH diventa sempre meno rischioso. Il valore del premio è minore nelle aree densamente popolate (minore rischio di stranded cost). BNetzA (Germany) 2.8% Nessuna decisione formale circa il risk premium poiché i servizi in fibra sono sottoposti solo ad una regolamentazione ex-post. Opta (Netherlands) 3.5% Il price-cap imposto per i servizi di accesso FTTH viene adeguato se i tassi effettivi di rendimento risultano essere notevolmente superiori a quanto inizialmente previsto. Bipt (Belgium) 1.5% Il premium è riconosciuto soltanto sulle infrastrutture passive FTTC, poiché i servizi attivi sono soggetti a minore rischio di stranded cost. CMT (Spain) 2.38%-5.23% Il range proposto da CMT a novembre 2012 è in consultazione pubblica. Fonte: elaborazioni Nera Economic Consulting. 1.4. La stima del Risk Premium per un investimento FTTC 42. Come noto, gli investimenti in reti NGA di tipo FTTC manifestano un profilo di rischio più basso rispetto alle reti NGA FTTH, poiché le prime possono essere considerate in genere come un parziale ammodernamento della rete esistente in rame. 43. Tenuto conto che la disponibilità di dati inerenti ad investimenti in reti FTTC è limitata, l Autorità ha stimato il premium in questione sulla base dei prezzi dei servizi a banda larga praticati dai principali operatori europei e confrontando il valore del premium calcolato con i prezzi regolamentati di altri paesi europei. 44. L Autorità ritiene che l incertezza relativa ad una potenziale domanda di servizi in fibra e di conseguenza inerente anche ad una rete FTTC è ascrivibile all incertezza relativa alla willingness to pay dei clienti per ricevere i nuovi servizi, la cui misura più appropriata si ritiene essere rappresentata dal premium incluso nell ARPU dei nuovi servizi rispetto ai servizi DSL già esistenti. 45. L Autorità ha quindi confrontato i prezzi di servizi a banda larga su reti FTTC rispetto ai prezzi dei servizi su reti FTTH e DSL e, sulla base di tale confronto, ha Allegato H alla Delibera n. 238/13/CONS 306
stimato un valore del risk premium per le reti NGA FTTC corrispondente al 38% del risk premium relativo ai servizi offerti all ingrosso in modalità FTTH. 46. Nella Tabella 4 si riporta il premium totale per investimenti in una rete FTTC, in termini reali e antecedente all imposizione fiscale, calcolato tenendo conto della percentuale sopra indicata. Tabella 4 Total risk premium per reti NGA FTTC (valori reali espressi in %, pre tax) Length of Contract (Years) Fraction of total charge prepaid (%) 1 5 10 15 0 1.2 1.2 1.1 1.1 25 1.2 1.2 1.1 1.1 50 1.2 1.1 1.1 1.1 100 1.2 1.1 1.1 1.1 Fonte: elaborazioni Nera Economic Consulting. 47. L Autorità ha inoltre confrontato i valori del risk premium per reti NGA FTTC fissati da alcuni regolatori europei (Arcep, Opta e Bipt) ed ha riscontrato che tali valori oscillano in un intervallo che va dal 30% al 43% del valore del premium per investimenti in reti NGA FTTH, intervallo all interno del quale ricade la percentuale del 38% stimata. Allegato H alla Delibera n. 238/13/CONS 307
Allegato I alla Delibera n. 238/13/CONS Profili tecnici dei servizi bitstream Tabella 1 - Profili fisici di accesso asimmetrico su tecnologia ADSL 1 Descrizione profilo Profilo commerciale PCR down PCR up Tipologia Profilo tecnico line rate (Kbit/s) down up 640 Kbit/s / 256 Kbit/s 640 kbit/s 256 kbit/s fixed 1,2 Mbit/s / 256 Kbit/s 1,2 Mbit/s 256 kbit/s rate adaptive 640 1280 200 256 1,2 Mbit/s / 512 Kbit/s 1,2 Mbit/s 512 kbit/s 2 Mbit/s / 512 Kbit/s 2 Mbit/s 512 kbit/s fixed rate adaptive 1090 1280 256 512 fixed rate adaptive 2000 2048 384 512 2 Mbit/s / 1 Mbit/s 2 Mbit/s 900 kbit/s rate adaptive 2000 2048 384 1024 4 Mbit/s / 256 Kbit/s 4 Mbit/s 256 kbit/s 4 Mbit/s / 512 Kbit/s 4 Mbit/s 512 kbit/s fixed rate adaptive 2000 4096 225 256 fixed rate adaptive 2000 4096 384 512 7 Mbit/s / 256 Kbit/s 7 Mbit/s 256 kbit/s rate adaptive 2000 7000 200 256 7 Mbit/s / 384 Kbit/s 7 Mbit/s 384 kbit/s rate adaptive 3000 7000 300 384 7 Mbit/s / 512 Kbit/s 7 Mbit/s 512 kbit/s rate adaptive (e fixed) 4000 7000 400 512 7 Mbit/s / 900 Kbit/s 7 Mbit/s 900 kbit/s rate adaptive 4000 7000 512 1024 Allegato I alla Delibera n. 238/13/CONS 308
Tabella 2 - Profili fisici di accesso asimmetrico su tecnologia ADSL 2+ Descrizione profilo Profilo commerciale PCR down PCR up Tipologia Profilo tecnico line rate (kbit/s) down up 10 Mbit/s / 384 Kbit/s 10 Mbit/s 384 kbit/s rate adaptive 4000 10000 256 384 10 Mbit/s / 1 Mbit/s 10 Mbit/s 1 Mbit/s rate adaptive 4832 11120 608 1216 20 Mbit/s / 384 Kbit/s 20 Mbit/s 384 kbit/s rate adaptive 2000 22240 320 480 20 Mbit/s / 512 Kbit/s 20 Mbit/s 512 kbit/s rate adaptive 4000 22240 384 512 20 Mbit/s / 768 Kbit/s 20 Mbit/s 768 kbit/s rate adaptive 4000 22240 512 768 20 Mbit/s / 1 Mbit/s 20 Mbit/s 1 Mbit/s rate adaptive 6000 22240 768 1216 Tabella 3 - Tagli di VP speciali PCR (Kbit/s) MCR (Kbit/s) 7.168 128 7.168 256 7.168 512 7.168 768 7.168 1.024 20.480 512 20.480 1.024 20.480 1.536 20.480 2.048 20.480 3.072 20.480 4.096 Allegato I alla Delibera n. 238/13/CONS 309
Tabella 4 - Tagli di VP MCR = 90% PCR MCR = 75% PCR MCR = 50% PCR MCR = 33% PCR MCR = 25% PCR MCR = 10% PCR PCR (Kbit/s) MCR (Kbit/s) PCR (Kbit/s) MCR (Kbit/s) PCR (Kbit/s) MCR (Kbit/s) PCR (Kbit/s) MCR (Kbit/s) PCR (Kbit/s) MCR (Kbit/s) PCR (Kbit/s) MCR (Kbit/s) 1.536 1.382 1.536 1.152 1.536 768 1.536 507 1.536 384 1.536 154 2.048 1.843 2.048 1.536 2.048 1.024 2.048 676 2.048 512 2.048 205 2.560 2.304 2.560 1.920 2.560 1.280 2.560 845 2.560 640 2.560 256 3.072 2.765 3.072 2.304 3.072 1.536 3.072 1.014 3.072 768 3.072 307 4.096 3.686 4.096 3.072 4.096 2.048 4.096 1.352 4.096 1.024 4.096 410 5.120 4.608 5.120 3.840 5.120 2.560 5.120 1.690 5.120 1.280 5.120 512 6.144 5.530 6.144 4.608 6.144 3.072 6.144 2.028 6.144 1.536 6.144 614 7.168 6.451 7.168 5.376 7.168 3.584 7.168 2.365 7.168 1.792 7.168 717 8.192 7.373 8.192 6.144 8.192 4.096 8.192 2.703 8.192 2.048 8.192 819 10.240 9.216 10.240 7.680 10.240 5.120 10.240 3.379 10.240 2.560 10.240 1.024 12.800 11.520 12.800 9.600 12.800 6.400 12.800 4.224 12.800 3.200 12.800 1.280 15.360 13.824 15.360 11.520 15.360 7.680 15.360 5.069 15.360 3.840 15.360 1.536 17.920 16.128 17.920 13.440 17.920 8.960 17.920 5.914 17.920 4.480 17.920 1.792 20.480 18.432 20.480 15.360 20.480 10.240 20.480 6.758 20.480 5.120 20.480 2.048 23.040 20.736 23.040 17.280 23.040 11.520 23.040 7.603 23.040 5.760 23.040 2.304 25.600 23.040 25.600 19.200 25.600 12.800 25.600 8.448 25.600 6.400 25.600 2.560 30.720 27.648 30.720 23.040 30.720 15.360 30.720 10.138 30.720 7.680 30.720 3.072 34.000 25.500 34.000 17.000 34.000 11.220 34.000 8.500 40.960 30.720 40.960 20.480 40.960 13.517 40.960 10.240 51200 25600 51200 16896 61440 30720 61440 20275 Allegato I alla Delibera n. 238/13/CONS 310
Allegato L alla Delibera n. 238/13/CONS SLA e penali Tabella 1 - SLA per il provisioning dei servizi accesso fisico all ingrosso SLA per il provisioning dei servizi accesso fisico all ingrosso Servizio Servizi di accesso disaggregato 1 alla rete su coppia attiva Servizi di accesso disaggregato 1 alla rete su coppia non attiva Prolungamento dell accesso in fibra ottica Tempo 95% dei casi 100% dei casi 6 gg solari 11 gg solari 6 gg solari 11 gg solari 15 gg solari 19 gg solari Segmento di terminazione 15 gg solari 19 gg solari 1 ULL, VULL, SA, Sub-loop unbundling Allegato L alla Delibera n. 238/13/CONS 311
Tabella 2 - SLA per il provisioning dei servizi di co-locazione SLA per il provisioning dei servizi di co-locazione Offerta per servizi di co-locazione e per raccordi interni tra Operatori Valutazione del rischio per la sicurezza e salute dei lavoratori Analisi della documentazione tecnica fornita dall Operatore Verifiche delle ditte degli Operatori Processo di Qualificazione comprensivo delle valutazioni di Base, Economico/finanziaria e Tecnico organizzativa. Processo di verifica del subappalto comprensivo di analisi documentale verifiche tecniche Provisioning per il servizio di co-locazione in sala interna Servizio di co-locazione con strutture da realizzare e materiali da approvvigionare per sito specifico Ampliamento di raccordi e/o incremento di moduli con opere infrastrutturali da realizzare e materiali da approvvigionare su sito già adeguato (comprende eventuale predisposizione pots/splitter) Realizzazione di raccordi interni tra Operatori in sale diverse. Ampliamento di raccordi e/o incremento di moduli senza realizzazione di opere infrastrutturali e senza approvvigionamento di materiali. Provisioning per il servizio di co-locazione in shelter Servizio di co-locazione in shelter con strutture da realizzare e materiali da approvvigionare per sito specifico Ampliamento di raccordi e/o incremento di moduli con opere infrastrutturali da realizzare e materiali da approvvigionare (comprende eventuale predisposizione pots/splitter). Realizzazione di raccordi interni tra Operatori in sale diverse. Ampliamento senza opere infrastrutturali con materiale di consumo per cui non è necessario approvvigionamento specifico. Provisioning per il servizio di co-locazione virtuale Co-locazione con acquisto ed installazione dell apparato a cura dell Operatore. Co-locazione con acquisto ed installazione dell apparato a cura di Telecom Italia. Ampliamento nella stessa sala con opere infrastrutturali su raccordo esistente con materiali da approvvigionare per sito specifico (comprende eventuale predisposizione pots/splitter). Entro 15 giorni lavorativi nell 100% dei casi Entro 15 gg lavorativi nel 80% dei casi Esiti delle verifiche comunicati all Operatore entro 21 giorni lavorativi dalla ricezione delle richieste per almeno l 80% dei casi, condizionatamente a: - Ricezione da parte di Telecom Italia di tutte le informazioni necessarie all identificazione delle ditte nell ambito della fase negoziale precedente la formalizzazione delle offerte per la predisposizione dei siti da parte di Telecom Italia - n totale di richieste di qualificazione/verifiche di subappalto mensili (da parte di tutti gli operatori) < 10 Entro 90 giorni lavorativi nel 100% dei casi Entro 45 giorni lavorativi nel 100% dei casi Entro 15 giorni lavorativi nel 100% dei casi. Entro 90 giorni lavorativi nel 100% dei casi. Entro 45 giorni lavorativi nel 100% dei casi. Entro 15 giorni lavorativi nel 100% dei casi. Entro 60 giorni lavorativi nell 80% dei casi. Entro 90 giorni lavorativi nell 80% dei casi. Entro 30 giorni lavorativi nell 80% dei casi. Allegato L alla Delibera n. 238/13/CONS 312
SLA per il provisioning dei servizi di co-locazione Realizzazione di raccordi interni tra Operatori entrambi co-locati nella medesima sala in modalità virtuale o co-mingling. Ampliamento nella stessa sala senza opere infrastrutturali con materiale di consumo per cui non è necessario approvvigionamento specifico. Provisioning per servizio di co-mingling Servizio di co-locazione con strutture da realizzare e materiali da approvvigionare per sito specifico. Ampliamento nella stessa sala con opere infrastrutturali su raccordo esistente con materiali da approvvigionare per sito specifico (comprende eventuale predisposizione pots/splitter). Realizzazione di raccordi interni tra Operatori se entrambi sono colocati nella medesima sala in modalità virtuale o co-mingling. Ampliamento nella stessa sala senza opere infrastrutturali con materiale di consumo per cui non è necessario approvvigionamento specifico. Entro 30 giorni lavorativi nell 100% dei casi. Entro 15 giorni lavorativi nell 80% dei casi. Entro 60 giorni lavorativi nell 80% dei casi. Entro 30 giorni lavorativi nell 80% dei casi. Entro 30 giorni lavorativi nell 100% dei casi. Entro 15 giorni lavorativi nell 80% dei casi. Provisioning per il servizio di co-locazione in sito adiacente o nelle immediate vicinanze Realizzazione con materiale da approvvigionare per sito specifico. Ampliamento senza opere infrastrutturali e con materiali da approvvigionare per sito specifico (comprende eventuale predisposizione pots/splitter) Ampliamento con materiali di consumo per cui non è necessario approvvigionamento specifico Provisioning per il servizio di co-locazione nelle immediate vicinanze dell armadio di distribuzione di Telecom Italia per servizi di accesso disaggregato alla sottorete locale metallica Realizzazione con materiale da approvvigionare per sito specifico. Ampliamento con materiali di consumo per cui non è necessario approvvigionamento specifico. Entro 90 giorni lavorative nell 80% dei casi. Entro 30 giorni lavorativi nell 80% dei casi. Entro 20 giorni lavorativi nell 80% dei casi. Entro 40 giorni lavorative nell 80% dei casi. Entro 30 giorni lavorativi nell 80% dei casi. Allegato L alla Delibera n. 238/13/CONS 313
Tabella 3 - Penali per i ritardi nel provisioning dei servizi di co-locazione e dei servizi di accesso alle infrastrutture di posa e fibra spenta Penali per i ritardi nel provisioning dei servizi di co-locazione e dei servizi di accesso alle infrastrutture di posa e fibra spenta Ritardo nei tempi di consegna Penale giornaliera espressa rispetto al totale dell importo contrattuale Al di sotto di 18 giorni 1,67% tra il 19 e 63 giorni 0,44% tra 64 e 135 giorni 0,69% oltre 135 giorni 0,74% Allegato L alla Delibera n. 238/13/CONS 314
Tabella 4 - SLA assurance SLA assurance per accesso disaggregato alla rete locale 1 Key Performance Indicator % guasti riparati SLA Entro lo stesso giorno della segnalazione Lun-ven 70% Entro il secondo giorno lavorativo successivo alla segnalazione Lun-ven 95% 1 ULL, VULL, SA SLA Plus Assurance Prestazioni garantite Orario lavorativo Orario richiesta interventi 8 h lavorative per il 95% delle richieste 8-20 lun-ven 8-16 sab 8-18,30 lun-ven 8-14 sab 12 ore lavorative nel 100% dei casi SLA assurance per accesso disaggregato alla sottorete locale e al segmento di terminazione Key Performance Indicator % guasti riparati SLA Entro lo stesso giorno della segnalazione Lun-ven 70% Entro il secondo giorno lavorativo successivo alla segnalazione Lun-ven 95% Entro il terzo giorno lavorativo successivo alla segnalazione Lun-ven 100% SLA assurance per accesso disaggregato condiviso alla rete locale (Shared Access) Key Performance Indicator % guasti riparati SLA Entro lo stesso giorno della segnalazione Lun-ven 70% Entro il secondo giorno lavorativo successivo alla segnalazione Lun-ven 95% Entro il terzo giorno lavorativo successivo alla segnalazione Lun-ven 100% SLA assurance per il servizio di prolungamento dell accesso in fibra e per il servizio di accesso alle infrastrutture di posa ed alla fibra spenta Key Performance Indicator % guasti riparati Segnalazione guasto Entro 12 ore 8-16 lun-ven 90% Entro 16 ore 16-8 lun-ven, 0-24 sab-dom- FI 90% Entro 24 ore 8-16 lun-ven 100% Allegato L alla Delibera n. 238/13/CONS 315
Tabella 5 - Penali per assurance Tabella 5a Penali per assurance per i servizi di prolungamento dell accesso mediante portante trasmissivo Ritardo Penale in valore % del canone mensile 4 ore 10% 5-8 ore 25% 9-10 ore 50% 11-15 ore 100% Ogni ora oltre la quindicesima 100% del canone mensile + 100% del canone giornaliero per ogni ora di ritardo Tabella 5b Penali nel caso di SLA plus Assurance Livello di servizio raggiunto (a consuntivazione o trimestrale) Fino a 5% Da 5% a 10% Da 10% a 15% Oltre 15% Penale 1% dell importo pattuito per ogni pp di scostamento 2% dell importo pattuito per ogni pp di scostamento 3% dell importo pattuito per ogni pp di scostamento 4% dell importo pattuito per ogni pp di scostamento Allegato L alla Delibera n. 238/13/CONS 316
Tabella 6 Assurance per servizio di co-locazione fisica e virtuale e per i raccordi interni fra Operatori Tabella 6a Assurance per servizio di co-locazione fisica e virtuale Key Performance Indicator SLA 12 ore 100% dei casi Tempo di inizio intervento presso la sala 8 ore 90% dei casi Tabella 6b Assurance per i raccordi interni fra Operatori Key Performance Indicator SLA 8-16 lun-ven 10 ore 100% Tempo di ripristino dei raccordi 16-8 lun-ven; 0-24 sab-dom-fi 14 ore 100% Tabella 7 - Penali di assurance per il servizio di co-locazione fisica e virtuale e per i raccordi interni fra Operatori Tabella 7 a Penali di assurance per il servizio di co-locazione fisica e virtuale Ritardo di espletamento % prezzo intervento Fino a 4 ore lavorative 50% Oltre 4 ore lavorative 80% Oltre 8 ore lavorative 100% Tabella 7 b Penali di assurance per i raccordi interni fra Operatori Ritardo di espletamento % canone annuo Per ogni ora 2% Allegato L alla Delibera n. 238/13/CONS 317
Tabella 8 - Tempi di provisioning degli accessi bitstream Tempi di provisioning degli accessi bitstream Tipologia di accesso Accessi asimmetrici senza intervento presso il cliente finale (linea esistente, no modem) Accessi asimmetrici con intervento presso il cliente finale Tempi massimi di fornitura per la totalità dei casi (in giorni solari) Tempi massimi di fornitura per il 95% dei casi (in giorni solari) 21 giorni 10 giorni 31 giorni 14 giorni Accessi xdsl simmetrici 40 giorni 14 giorni Accessi SDH (a valle dell esito positivo della richiesta di fattibilità) 100 giorni 70 giorni Accessi bitstream su fibra 40 giorni 14 giorni Tabella 9 - Tempi di provisioning dei Kit ATM e Gigabit Ethernet Velocità Tempi di provisioning dei Kit ATM e Gigabit Ethernet Tempi massimi di fornitura per il 100% dei casi (in giorni solari) Tempi massimi di fornitura per il 95% dei casi (in giorni solari) ATM a 2,4,6,8 Mbit/s 40 giorni 20 giorni ATM a 34 e 155 Mbit/s 70 giorni 35 giorni GbE 60 giorni 35 giorni Allegato L alla Delibera n. 238/13/CONS 318
Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS Formati contabili Tabella 1 Rendiconto di Capitale Rete di Accesso in Rame RENDICONTO DI CAPITALE Rete di Accesso in Rame Valore di acquisto Ammortamento al valore di acquisto Capitale impiegato al netto degli ammortamenti Vita utile media (anni) Cespiti ammortizzati Consistenze di rete (quantità in esercizio medie nell'anno) Consistenze di rete (quantità in esercizio medie nell'anno non integralmente ammortizzate) Rete di distribuzione secondaria opere civili di posa cavi in rame palificazione armadi di distribuzione distributori manutenzione ordinaria Manutenzione correttiva POTS rete sec. Manutenzione correttiva xdsl rete sec. Manutenzione correttiva Altro rete sec. Rete di distribuzione primaria opere civili di posa cavi in rame manutenzione ordinaria manutenzione correttiva POTS rete prim. manutenzione correttiva xdsl rete prim. manutenzione correttiva Altro rete prim. Attività di provisioning/cessazione linea singola Attività di provisioning/cessazione linea doppia Attività di provisioning/cessazione SA Spazi SL Locazione Attività Facility management Attività Security Condizionamento SL impianti di climatizzazione energia per climatizzazione Alimentazione SL gruppi elettrogeni stazioni energia C.C. Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 319
RENDICONTO DI CAPITALE Rete di Accesso in Rame Valore di acquisto Ammortamento al valore di acquisto Capitale impiegato al netto degli ammortamenti Vita utile media (anni) Cespiti ammortizzati Consistenze di rete (quantità in esercizio medie nell'anno) Consistenze di rete (quantità in esercizio medie nell'anno non integralmente ammortizzate) Distribuzione collegamenti C.C. Distribuzione collegamenti C.A. Energia per alimentazione Costi di commercializzazione accessi in rame di commercializzazione dell'utilizzo spazi gestione contratti wholesale gestione flussi informativi gestione fatturazione wholesale gestione DB rete accesso e co-locazione Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 320
Tabella 2 - Calcolo dei costi unitari Rete di Accesso in Rame per fornitura interna ed esterna Calcolo dei costi unitari Rete di Accesso in Rame per fornitura interna ed esterna A B C D=A+B+C E F G=E*F H=D+G I L=H/I Costi servizi di utilizzo della rete di accesso in rame Rete di distribuzione secondaria Personale Costi esterni Ammortamenti Tot. Opex Capitale impiegato al netto degli ammortamenti opere civili di posa Colleg. cavi in rame Colleg. palificazione Colleg. armadi di distribuzione Colleg. distributori Colleg. manutenzione ordinaria Colleg. Manutenzione correttiva POTS rete sec. Colleg. Manutenzione correttiva xdsl rete sec. Colleg. Manutenzione correttiva Altro rete sec. Colleg. Rete di distribuzione primaria opere civili di posa Colleg. cavi in rame Colleg. manutenzione ordinaria Colleg. Manutenzione correttiva POTS rete prim. Colleg. Manutenzione correttiva xdsl rete prim. Colleg. Manutenzione correttiva Altro rete prim. Colleg. Attività di provisioning/cessazione linea singola Attivaz. WACC Costo del capitale Costi Tot. Volumi Tot. Costi unitari Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 321
Calcolo dei costi unitari Rete di Accesso in Rame per fornitura interna ed esterna A B C D=A+B+C E F G=E*F H=D+G I L=H/I Personale Costi esterni Ammortamenti Tot. Opex Capitale impiegato al netto degli ammortamenti WACC Costo del capitale Costi Tot. Volumi Tot. Costi unitari Attività di provisioning/cessazione linea doppia Attivaz. Attività di provisioning/cessazione SA Attivaz. Costi servizi di utilizzo degli spazi in centrale Spazi SL Locazione Attività Facility Management Attività Security Condizionamento SL impianti di climatizzazione KWh energia per climatizzazione KWh Alimentazione SL energia per alimentazione KWh gruppi elettrogeni KWh stazioni energia C.C KWh m 2 m 2 m 2 Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 322
Calcolo dei costi unitari Rete di Accesso in Rame per fornitura interna ed esterna A B C D=A+B+C E F G=E*F H=D+G I L=H/I Personale Costi esterni Ammortamenti Tot. Opex Capitale impiegato al netto degli ammortamenti Imposta sull'energia KWh Distribuzione collegamenti C.C. Colleg. Distribuzione collegamenti C.A. Colleg. WACC Costo del capitale Costi Tot. Volumi Tot. Costi unitari Attività del personale adibito alla gestione dei servizi accessori all'utilizzo degli spazi in centrale (opere civili e elementi passivi) Attività del personale adibito alla gestione degli apparati DSLAM in SL Costi che contribuiscono al mark-up unico per gestione operatori e gestione interna Costi di commercializzazione accessi in rame di commercializzazione dell'utilizzo spazi gestione contratti wholesale gestione flussi informativi gestione fatturazione wholesale gestione DB rete accesso e co-locazione nota1: il totale di tali costi, unitamente ai costi di analoga natura sostenuti per la gestione interna degli altri servizi ceduti internamente ed esternamente contribuiscono al cd. mark up unico. ore ore Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 323
Tabella 3 - Costi unitari Rete di distribuzione secondaria. Rete di distribuzione primaria. Attività provisioning/cessazione. Spazi SL.. Condizionamento SL. Alimentazione SL. Attività personale gestione servizi accessori. mark up gestione olo e gestione interna costo totale del servizio Servizi su rete in rame Servizi - OLO rete accesso in rame Costi unitari Contributi fornitura coppia metallica per sistemi ISDN BRA, POTS, ADSL, SHDSL, VDSL per servizio ULL coppia attiva con contestuale portabilità del numero. Contributi fornitura coppia metallica per sistemi ISDN BRA, POTS, ADSL, SHDSL, VDSL per servizio ULL coppia attiva con contestuale portabilità del numero senza contestuale portabilità del numero. Contributi fornitura coppia metallica per sistemi ISDN BRA, POTS, ADSL, SHDSL, VDSL per servizio ULL coppia non attiva. Contributi fornitura 2 coppie metallica per sistemi HDSL, ISDN PRA per servizio ULL Coppia attiva con contestuale portabilità del numero. Contributi fornitura 2 coppie metallica per sistemi HDSL, ISDN PRA per servizio ULL Coppia attiva senza con contestuale portabilità del numero. Contributi fornitura 2 coppie metallica per sistemi HDSL, ISDN PRA per servizio ULL Coppia non attiva. Contributo disattivazione singola coppia metallica per servizio ULL anche a livello di sotto rete locale Contributo di disattivazione 2 coppie metalliche per servizio ULL anche con prestazione GNR e PBX anche a livello di sotto rete locale Contributo identificazione coppia in presenza di interferenza per servizio ULL anche a livello di sotto rete locale Contributo rimozione della coppia metallica per servizio ULL anche a livello di sotto rete locale Contributo per intervento di assurance in SLA PLUS Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 324
Contributo in caso di permute nell attivazione di una singola coppia non attiva per servizio ULL anche a livello di sottorete locale Rete di distribuzione secondaria. Rete di distribuzione primaria. Attività provisioning/cessazione. Spazi SL.. Condizionamento SL. Alimentazione SL. Attività personale gestione servizi accessori. mark up gestione olo e gestione interna costo totale del servizio Contributo in caso di permute nell attivazione di due coppie non attive per servizio ULL Contributo per fornitura a vuoto per servizio ULL anche a livello di sotto rete locale Canone mensile per coppia ISDN BRA, POTS, ADSL, SHDSL, VDSL per servizio ULL Contributi fornitura coppia singola a livello di sotto rete locale coppia attiva con contestuale portabilità del numero Contributi fornitura coppia singola a livello di sotto rete locale coppia attiva senza contestuale portabilità del numero Contributi fornitura coppia singola a livello di sotto rete locale coppia non attiva Contributi fornitura 2 coppie a livello di sotto rete locale coppia attiva con contestuale portabilità del numero Contributi fornitura 2 coppie a livello di sotto rete locale coppia attiva senza contestuale portabilità del numero Contributi fornitura 2 coppie a livello di sotto rete locale coppia non attiva Contributo in caso di permute nell attivazione di due coppie non attive per servizio ULL a livello di sottorete locale Canone mensile per coppia singola a livello di sottorete locale Canone mensile per due coppie metalliche a livello di sottorete locale Contributo fornitura accesso condiviso coppia metallica con splitter in centrale fornito da Telecom Italia Contributo di trasformazione da accesso condiviso a full unbundling Contributo per intervento cambio coppia al permutatore Contributo di disattivazione del servizio di accesso condiviso Canone mensile accesso condiviso Contributo attivazione prolungamento accesso con portante in fibra Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 325
Rete di distribuzione secondaria. Rete di distribuzione primaria. Attività provisioning/cessazione. Spazi SL.. Condizionamento SL. Alimentazione SL. Attività personale gestione servizi accessori. mark up gestione olo e gestione interna costo totale del servizio Contributo di disattivazione prolungamento accesso con portante in fibra Canone mensile prolungamento dell accesso con portante in fibra Contributo di fornitura singola coppia metallica per servizio ULL virtuale su linea di cliente già di Telecom Italia Contributo di trasformazione da unbundling virtuale ad unbundling fisico di cliente già in Telecom Italia Canone mensile per singola coppia per servizio ULL virtuale Contributo attivazione canale numerico presso SL/SGU Canone mensile canale numerico presso SL/SGU Spazi SL - locazione OLO/TI Condizionamento SL energia per condizionamento impianti di condizionamento Servizi di gestione Facility SL Attività gestione Security SL Alimentazione SL energia per alimentazione stazioni energia C.C. - impianti Telecom Italia stazioni energia C.C. - gestione impianti OLO Distribuzione collegamenti C.C. Distribuzione collegamenti C.A. Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 326
Quantità collegamenti xdsl attivi (con o senza POTS attivo) collegamenti POTS attivi (con o senza xdsl attivo) collegamenti POTS e xdsl (congiuntamente attivi) collegamenti attivi con altre tecnologie Quantità fornite internamente Quantità vendute esternamente Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 327
Tabella 4 Rendiconto di Capitale Banda Larga RENDICONTO DI CAPITALE Banda Larga Valore di acquisto Ammortamento al valore di acquisto Capitale impiegato al netto degli ammortamenti Vita utile media (anni) Cespiti ammortizzati Consistenze di rete (quantità in esercizio medie nell'anno) Consistenze di rete (quantità in esercizio medie nell'anno non integralmente ammortizzate) COMPONENTI ED ATTIVITA' PER LINEA (accesso e traffico nodo parent) Rete di backhaul Modem SHDSL/HDSL 2Mbps sede cliente Modem cliente accesso simmetrico SDH 34Mbps Modem cliente accesso simmetrico SDH 155Mbps Flussi di accesso SDH 34Mbps al nodo ATM apparati Flussi di accesso SDH 34Mbps al nodo ATM portanti Flussi di accesso SDH 155Mbps al nodo ATM apparati Flussi di accesso SDH 155Mbps al nodo ATM portanti Flussi di accesso modem HDSL al nodo ATM apparati Flussi di accesso modem HDSL al nodo ATM portanti Flussi SHDSL fino al DSLAM - portanti Flussi SHDSL fino al DSLAM apparati DSLAM ATM - subtelaio e parti comuni (porte,cablaggi etc) DSLAM ATM - schede ADSL DSLAM ATM - schede SHDSL MODEM HDSL in centrale DSLAM Ethernet - subtelaio e parti comuni (porte,cablaggi etc) DSLAM Ethernet - schede ADSL DSLAM Ethernet VC4 Feeder Ethernet di primo livello Feeder Ethernet di secondo livello Backhaul GBE (portanti) OADM CWDM (2,5Gbps) OADM DWDM (2,5-10 Gbps) ADM 1-4-16-64 Apparati RAF Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 328
Modem per SHDSL con RAF Manutenzione Ordinaria Assurance - interventi a vuoto Attivazione/disattivazione accessi simmetrici Attivazione/disattivazione accessi asimmetrici Attività configurazione VC/VP Attività configurazione VLAN Attività configurazione Multicast Kit di consegna (porte e apparati di terminazione) a 2/4/6/8 Mbit/sec a 34 Mbit/sec a 155 Mbit/sec GBE Costi di commercializzazione -gestione contratti -gestione flussi informativi -gestione fatturazione - gestione DB rete bitstream Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 329
Tabella 5 Costi complessivi di produzione interna ed esterna COSTI COMPLESSIVI DI PRODUZIONE INTERNA ED ESTERNA A B C D E F=A+ B+C+ D+E G H I J=(G +H)* I K=J +F Componenti ed attività di rete Personale Costi esterni Ammortamenti Adjustment CCA Tranfer Charge uso spazi in centrale Tot. Opex Capitale impiegato al netto degli ammortamenti Adjustment CCA sul costo del capitalea l netto degli ammortamenti WACC Costo del capitale Costo Totale COMPONENTI ED ATTIVITA' PER LINEA (accesso parent) Rete di backhaul Modem SHDSL/HDSL 2Mbps sede cliente Modem cliente accesso simmetrico SDH 34Mbps Modem cliente accesso simmetrico SDH 155Mbps Flussi di accesso SDH 34Mbps al nodo ATM apparati Flussi di accesso SDH 34Mbps al nodo ATM portanti Flussi di accesso SDH 155Mbps al nodo ATM apparati Flussi di accesso SDH 155Mbps al nodo ATM portanti Flussi di accesso modem HDSL al nodo ATM apparati Flussi di accesso modem HDSL al nodo ATM portanti Flussi SHDSL fino al DSLAM - portanti Flussi SHDSL fino al DSLAM apparati DSLAM ATM - subtelaio e parti comuni (porte,cablaggi etc) DSLAM ATM - schede ADSL DSLAM ATM - schede SHDSL MODEM HDSL in centrale DSLAM Ethernet - subtelaio e parti comuni (porte,cablaggi etc) DSLAM Ethernet - schede ADSL DSLAM Ethernet VC4 Feeder Ethernet di primo livello Feeder Ethernet di secondo livello Backhaul GBE (portanti) Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 330
OADM CWDM (2,5Gbps) OADM DWDM (2,5-10 Gbps) ADM 1-4-16-64 Apparati RAF Modem per SHDSL con RAF Manutenzione Ordinaria Assurance - interventi a vuoto Attivazione/disattivazione accessi simmetrici Attivazione/disattivazione accessi asimmetrici Attività configurazione VC/VP Attività configurazione VLAN Attività configurazione Multicast Kit di consegna (porte e apparati di terminazione) a 2/4/6/8 Mbit/sec a 34 Mbit/sec a 155 Mbit/sec GBE Costi di commercializzazione -gestione contratti -gestione flussi informativi -gestione fatturazione - gestione DB rete bitstream Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 331
Quantità Q1 Q2 Q3 Q4 Cu1= K/Q1 Cu2= K/Q2 Cu3=K/Q3 Cu4=K/Q 4 Componenti ed attività di rete Quantità1 Quantità2 Quantità3 Quantità4 Costo unitario 1 Costo unitario 2 Costo unitario 3 Costo unitario 4 COMPONENTI ED ATTIVITA' PER LINEA (accesso) Rete di backhaul Modem SHDSL/HDSL 2Mbps sede cliente Modem cliente accesso simmetrico SDH 34Mbps Modem cliente accesso simmetrico SDH 155Mbps Flussi di accesso SDH 34Mbps al nodo ATM apparati Flussi di accesso SDH 34Mbps al nodo ATM portanti Flussi di accesso SDH 155Mbps al nodo ATM apparati Flussi di accesso SDH 155Mbps al nodo ATM portanti Flussi di accesso modem HDSL al nodo ATM apparati Flussi di accesso modem HDSL al nodo ATM portanti Flussi SHDSL fino al DSLAM - portanti Flussi SHDSL fino al DSLAM apparati DSLAM ATM - subtelaio e parti comuni (porte,cablaggi etc) DSLAM ATM - schede ADSL DSLAM ATM - schede SHDSL MODEM HDSL in centrale DSLAM Ethernet - subtelaio e parti comuni (porte,cablaggi etc) DSLAM Ethernet - schede ADSL DSLAM Ethernet VC4 Feeder Ethernet di primo livello Feeder Ethernet di secondo livello Accessi Accessi Accessi Accessi Accessi Accessi Accessi Accessi Accessi Accessi Accessi Accessi tot. ATM Accessi ADSL Accessi SHDSL Accessi Accessi tot. Ethernet Accessi tot. Ethernet Accessi Accessi Ethernet Accessi Ethernet nro. schede nro. schede nro. schede Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 332
Backhaul GBE (portanti) OADM CWDM (2,5Gbps) OADM DWDM (2,5-10 Gbps) ADM 1-4-16-64 Apparati RAF Modem per SHDSL con RAF Manutenzione Ordinaria Assurance - interventi a vuoto Attivazione/disattivazione accessi simmetrici Attivazione/disattivazione accessi asimmetrici Attività configurazione VC/VP Attività configurazione VLAN Attività configurazione Multicast Kit di consegna (porte e apparati di terminazione) a 2/4/6/8 Mbit/sec a 34 Mbit/sec a 155 Mbit/sec GBE Costi di commercializzazione -gestione contratti -gestione flussi informativi -gestione fatturazione - gestione DB rete bitstream Accessi Ethernet Accessi Ethernet Accessi Ethernet Accessi Accessi Accessi Accessi Accessi Attivazioni Attivazioni Attivazioni Attivazioni Attivazioni nro. porte nro. porte nro. porte nro. porte Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 333
Quantità Q1 Q2 Q3 Q4 Cu1=K/Q1 Cu2=K/Q2 Cu3=K/Q3 Cu4=K/Q 4 Componenti ed attività di rete Quantità 1 Quantità 2 Quantità 3 Quantità 4 Costo unitario 1 Costo unitario 2 Costo unitario 3 Costo unitario 4 Rete di backhaul (traffico: banda di backhaul) Modem SHDSL/HDSL 2Mbps sede cliente Modem cliente accesso simmetrico SDH 34Mbps Modem cliente accesso simmetrico SDH 155Mbps Flussi di accesso SDH 34Mbps al nodo ATM apparati Flussi di accesso SDH 34Mbps al nodo ATM portanti Flussi di accesso SDH 155Mbps al nodo ATM apparati Flussi di accesso SDH 155Mbps al nodo ATM portanti Flussi di accesso modem HDSL al nodo ATM apparati Mbyte TX/RX - totale su tutte le classi di servizio Mbyte TX/RX - totale su tutte le classi di servizio Mbyte TX/RX - totale su tutte le classi di servizio Mbyte TX/RX - totale su tutte le classi di servizio Mbyte TX/RX - totale su tutte le classi di servizio Mbyte TX/RX - totale su tutte le classi di servizio Mbyte TX/RX - totale su tutte le classi di servizio Mbyte TX/RX - totale su tutte le classi di servizio banda MCR banda MCR banda MCR banda MCR banda MCR banda MCR banda MCR banda MCR banda PCR banda PCR banda PCR banda PCR banda PCR banda PCR banda PCR banda PCR banda SCR banda SCR banda SCR banda SCR banda SCR banda SCR banda SCR banda SCR Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 334
Flussi di accesso modem HDSL al nodo ATM portanti Flussi SHDSL fino al DSLAM - portanti Flussi SHDSL fino al DSLAM apparati DSLAM ATM - apparati DSLAM ATM - portanti DSLAM Ethernet (apparati) DSLAM Ethernet (portanti) Feeder Ethernet di primo livello (apparati) Feeder Ethernet di secondo livello (apparati) Backhaul GBE (portanti) OADM CWDM (2,5Gbps) apparati OADM DWDM (2,5-10 Gbps) Apparati ADM 1-4-16-64 Apparati Mbyte TX/RX - totale su tutte le classi di servizio Mbyte TX/RX - totale su tutte le classi di servizio Mbyte TX/RX - totale su tutte le classi di servizio Mbyte TX/RX - totale su tutte le classi di servizio Mbyte TX/RX - totale su tutte le classi di servizio Mbyte TX/RX Cos=0 Mbyte TX/RX Cos=0 Mbyte TX/RX Cos=0 Mbyte TX/RX Cos=0 Mbyte TX/RX Cos=0 Mbyte TX/RX Cos=0 Mbyte TX/RX Cos=0 Mbyte TX/RX - totale su tutte le classi di servizio banda MCR banda MCR banda MCR banda MCR banda MCR Mbyte TX/RX Cos=1 Mbyte TX/RX Cos=1 Mbyte TX/RX Cos=1 Mbyte TX/RX Cos=1 Mbyte TX/RX Cos=1 Mbyte TX/RX Cos=1 Mbyte TX/RX Cos=1 banda MCR banda PCR banda PCR banda PCR banda PCR banda PCR Banda Mb/sec Cos=0 Banda Mb/sec Cos=0 Banda Mb/sec Cos=0 Banda Mb/sec Cos=0 Banda Mb/sec Cos=0 Banda Mb/sec Cos=0 Banda Mb/sec Cos=0 banda PCR banda SCR banda SCR banda SCR banda SCR banda SCR Banda Mb/sec Cos=1 Banda Mb/sec Cos=1 Banda Mb/sec Cos=1 Banda Mb/sec Cos=1 Banda Mb/sec Cos=1 Banda Mb/sec Cos=1 Banda Mb/sec Cos=1 banda SCR Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 335
INFORMAZIONI PER LA COMPILAZIONE UNITA' DI MISURA COMPONENTI PER BANDA E TRAFFICO ATM a. Mbyte trasmessi/ricevuti con classe ABR b. Mbit/sec medi in banda MCR c. Mbit/sec medi in banda PCR d. Mbit/sec medi per la banda SCR e. Mbit/sec medi in eccedenza alla banda MCR (PCR-MCR) UNITA' DI MISURA COMPONENTI PER BANDA E TRAFFICO IP/GBE f. Mbyte trasmessi/ricevuti con CoS = 1 g. Mbyte trasmessi/ricevuti con CoS = 0 h. Mbyte/sec medi trasmessi/ricevuti con CoS = 1 i. Mbyte/sec medi trasmessi/ricevuti con CoS = 0 UNITA' DI MISURA COMPONENTI PER LINEA j. Numero di accessi in ADSL k. Numero Accessi SHDSL l. Numero Attivazioni per ciascuna tipologia; m. Numero Configurazioni per ciascuna tipologia; n. Numero porte per ciascuna tipologia; o. Etc. etc. Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 336
Tabella 6 - Accessi e contributi per servizi al parent (al netto del costo del rame) Accessi e contributi per servizi al parent (al netto del costo del rame) costi unitari servizi Contributo di attivazione accesso condiviso asimmetrico con formula flat e lite ATM ed Ethernet Contributo di variazione di configurazione di accesso per accessi asimmetrici condivisi e dedicati (flat e lite), cambio profilo tariffario ATM ed Ethernet Rete di backhaul componente accesso.. Kit di consegna.. Costi di commercializzazione Contributo cessazione accessi asimmetrici condivisi flat e lite ATM ed Ethernet Contributo per cambio operatore di accesso asimmetrico, condiviso e dedicato Canone mensile per accesso condiviso flat ADSL ATM ed Ethernet Contributo attivazione accesso asimmetrico dedicato ATM ed Ethernet Contributo per cambio operatore di accesso asimmetrico dedicato con portabilità del numero ATM ed Ethernet Contributo di cessazione per accesso asimmetrico dedicato ATM ed Ethernet Canone mensile per accesso deidicato flat ADSL ATM ed Ethernet Accesso lite ATM a consumo: canone mensile comprensivo dei primi 270 Mbyte/mese trasmessi o ricevuti dal singolo accesso su linea dedicata e linea condivisa Accesso simmetrico SHDSL 8Mbps Canone mensile Modem accesso asimmetrico e simmetrico 2Mbit/s Contributi di attivazione/disattivazione accessi simmetrici 1-1,6-2 Mbit/s formule flat ed High level Contributi di attivazione/disattivazione accessi a 4Mbit/s bonding o IMA formule flat ed High level Contributi di attivazione/disattivazione accessi 8 Mbit/s IMA formula flat ed High level Canone mensile accessi flat Accessi 1-1,6-2 Mbit/s Canone mensile accessi 4Mbit/s bonding o IMA, formule flat ed high level Canone mensile accessi 8 Mbit/s IMA Canone mensile accesso asimmetrico high level a consume 2Mbit/s, 4Mbit/s, 8 Mbit/s Contributi attivazione/disattivazione di VP/VLAN Contributi modifica dei parametri PCR, MCR, variazione VLAN Contributi spostamento VP ad altro kit di consegna Attivazione/cessazione di uno o più VC su accesso simmetrico Kit di consegna ATM canone mensile per porta (2-34-155 Mbit/s) Kit di consegna GBE contributo attivazione Kit di consegna GBE canone mensile per porta Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 337
Tabella 7 - Ribaltamento dei costi sui prezzi (componente banda di backhaul ATM) Ribaltamento dei costi sui prezzi (componente banda di backhaul ATM) Valorizzazione costi della componente di Backhaul Rete di backhaul (traffico: banda di backhaul) ATM.. costi unitari per Mbyte TXRX servizi prezzo per Mbyte TX/RX ABR Servizi costi unitari per banda MCR banda MCR per Mbps costi unitari per banda PCR-MCR Servizi banda PCR-MCR per Kbps servizi costi unitari per banda SCR banda SCR per Kbps Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 338
Ribaltamento dei costi sui prezzi (componente banda Ethernet) costi unitari Mbyte TX/RX Cos=0 costi unitari Mbyte TX/RX Cos=1 servizi Mbyte TX/RX Cos=0 Mbyte TX/RX Cos=1 Banda Mb/sec Cos=0 Banda Mb/sec Cos=1 Rete di backhaul (traffico: banda di backhaul) Ethernet Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 339
Tabella 8 Rendiconto di Capitale WLR RENDICONTO DI CAPITALE WLR Valore di acquisto Ammortamento al valore di acquisto Capitale impiegato al netto degli ammortamenti Vita utile media (anni) Cespiti ammortizzati Consistenze di rete (quantità in esercizio medie nell'anno) Consistenze di rete (quantità in esercizio medie nell'anno non integralmente ammortizzate) Attività e componenti di rete attivazione linea non attiva (Accesso) (linee residenziali) attivazione linea non attiva (Accesso) (linee non residenziali) attivazione linea da installare (linee residenziali) attivazione linea da installare (linee non residenziali) attivazione WLR (linee residenziali) attivazione WLR (linee non residenziali) attivazione linea aggiuntiva (Accesso) (linee residenziali) attivazione linea aggiuntiva (Accesso) (linee non residenziali) disattivazione linea attiva (linee residenziali) disattivazione linea attiva (linee non residenziali) cambio tipologia di accesso (linee residenziali) cambio tipologia di accesso (linee non residenziali) disattivazione WLR e contestuale cessazione Linea trasloco con conservazione del numero/cambio numero nelle varie modalità altre prestazioni accessorie consistenti nel cambio di configurazione della rete ISDN/POTS apparati in centrale SL (e relativa gestione) necessari alla fornitura del servizio WLR diversi da quelli remunerati attraverso transfer charge per ciascuna tecnologia (POTS, ISDN BRA, ISDN PRA e GNR) Costi di commercializzazione -gestione contratti -gestione flussi informativi OLO -gestione fatturazione Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 340
Tabella 9 - Calcolo dei costi unitari WLR Calcolo dei costi unitari WLR COSTI COMPLESSIVI DI PRODUZIONE INTERNA ED ESTERNA A B C D E F=A+B+C+ D+E G H I J=(G+ H)*I K=J+F Q1 Cu1=K/Q1 Componenti ed attività di rete Personale Costi esterni Ammortamenti Adjustment CCA Tranfer Charge uso spazi in centrale Tot. Opex Capitale impiegato al netto degli ammortamenti Adjustment CCA sul costo del capitalea l netto degli ammortamenti WACC Costo del capitale Costo Totale Quantità1 Costo unitario 1 Attività e componenti di rete attivazione linea non attiva (Accesso) (linee residenziali) attivazione linea non attiva (Accesso) (linee non residenziali) attivazione linea da installare (linee residenziali) attivazione linea da installare (linee non residenziali) attivazione WLR (linee residenziali) attivazione WLR (linee non residenziali) attivazione linea aggiuntiva (Accesso) (linee residenziali) attivazione linea aggiuntiva (Accesso) (linee non residenziali) disattivazione linea attiva (linee residenziali) disattivazione linea attiva (linee non residenziali) cambio tipologia di accesso (linee residenziali) cambio tipologia di accesso (linee non residenziali) disattivazione WLR e contestuale cessazione Linea trasloco con conservazione del numero/cambio numero nelle varie modalità Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 341
COSTI COMPLESSIVI DI PRODUZIONE INTERNA ED ESTERNA A B C D E F=A+B+C+ D+E G H I J=(G+ H)*I K=J+F Q1 Cu1=K/Q 1 Componenti ed attività di rete Personale Costi esterni Ammortamenti Adjustment CCA Tranfer Charge uso spazi in centrale Tot. Opex Capitale impiegato al netto degli ammortamenti Adjustment CCA sul costo del capitalea l netto degli ammortamenti WACC Costo del capitale Costo Totale Quantità1 Costo unitario 1 altre prestazioni accessorie consistenti nel cambio di configurazione della rete ISDN/POTS apparati in centrale SL (e relativa gestione) necessari alla fornitura del servizio WLR diversi da quelli remunerati attraverso transfer charge per ciascuna tecnologia (POTS, ISDN BRA, ISDN PRA e GNR) Costi di commercializzazione -gestione contratti wholesale -gestione flussi informativi -gestione fatturazione wholesale Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 342
Tabella 10 Costi per componenti ed attività di rete Componenti ed attività di rete Attività e componenti di rete.. Costi di commercializzazione costo totale del servizio per accesso o attività svolta costi unitari Canoni linee residenziali Linea POTS (incluse solo entrante) Accesso ISDN BRA Cambio numero Avviso di nuovo numero; Trasferimento di chiamata; Call Conference (CC) Conversazione a tre; Identificazione chiamante Chi è; Chiamata in attesa con possibilità di conversazione intermedia; Multiple Subscriber Number per ISDN. contributi linee residenziali Cambio numero; Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 343
Cambio tipologia di accesso; Attivazione linea aggiuntiva (Accesso); Disattivazione linea attiva; Override della riservatezza; Trasloco con conservazione del numero/cambio numero nelle varie modalità; Multiple Subscriber Number per ISDN; Attivazione Linea non attiva (Accesso); Attivazione linea da installare; Attivazione WLR (linee residenziali); Disattivazione WLR e contestuale cessazione Linea (linee residenziali). Canoni linee non residenziali Linea POTS (incluse solo entrante); Accessi ISDN BRA in ciascuna configurazione; Accessi ISDN PRA in ciascuna configurazione; Accessi GNR in ciascuna configurazione; ISDN Segnalazione da utente a utente; Cambio numero Avviso di nuovo numero; Trasferimento di chiamata; Call Conference (CC) Conversazione a tre; Identificazione chiamante Chi è; Chiamata in attesa con possibilità di conversazione intermedia; Call Deflection; Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 344
Closed User Group (CUG); Multiple Subscriber Number per ISDN. Contributi linee non residenziali Cambio numero; Cambio tipologia di accesso; Attivazione linea aggiuntiva (Accesso) Attivazione linea aggiuntiva (Accesso) GNR per POTS Attivazione linea aggiuntiva (Accesso) GNR per ISDN Disattivazione linea attiva; Override della riservatezza; Trasloco con conservazione del numero/cambio numero (varie modalità); Closed User Group (CUG) Multiple Subscriber Number per ISDN Attivazione Linea non attiva (Accesso) nelle varie modalità; Attivazione linea da installare nelle varie modalità; Attivazione WLR (linee non residenziali); Disattivazione WLR e contestuale cessazione Linea (linee non residenziali). Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 345
Tabella 11 Fomati contabili per mercati e servizi MERCATI SERVIZI Conto economicodi sintesiconto patrimoniale di sintesipubblicazione 1 Accesso alla rete telefonica pubblica fissa (al dettaglio) - Residenziale X X X - Non Residenziale X X X Accesso alla rete telefonica pubblica fissa (WLR) - Residenziale X X X - Non Residenziale X X X Elementi di dettaglio verso wholesale e retail X 4 Accesso Disaggregato all ingrosso X X X Elementi di dettaglio verso wholesale e retail X 5 Accesso a banda larga all ingrosso X X X Elementi di dettaglio verso wholesale e retail X 6 Circuiti terminating per il X X X Elementi di dettaglio verso wholesale e retail X Servizi residuali ed altre attività X X X Riconciliazione con il Bilancio X Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 346
Tabella 12 Rendiconto di Capitale Rete di Accesso in Fibra RENDICONTO DI CAPITALE Rete di Accesso in Fibra Valore di acquisto Ammortamento al valore di acquisto Capitale impiegato al netto degli ammortamenti Vita utile media (anni) Cespiti ammortizzati Consistenze di rete (quantità in esercizio medie nell anno) Consistenze di rete (quantità in esercizio medie nell anno non integralmente ammortizzate) Rete di accesso secondaria Opere civili di posa di nuova costruzione per la realizzazione di reti FTTH/B (impiegate esclusivamente per reti NGA) Cavi in fibra Manutenzione ordinaria Manutenzione correttiva servizi FTTH/B Attività di desaturazione ordinaria Attività di desaturazione straordinaria Splitter, Muffole Rete di accesso primaria Opere civili di posa di nuova costruzione per la realizzazione di reti FTTx (impiegate esclusivamente per reti NGA) Cavi in fibra Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 347
Manutenzione ordinaria Manutenzione correttiva fibra servizi FTTx Attività di desaturazione ordinaria Attività di desaturazione straordinaria Splitter, Muffole Tratta di adduzione Opere civili di posa di nuova costruzione per la realizzazione di reti FTTH/B Manutenzione ordinaria Manutenzione correttiva Attività di desaturazione ordinaria Attività di desaturazione straordinaria Tratta terminale Cavi in fibra Cavi in rame (nel caso di architetture FTTB) PTE Manutenzione ordinaria Manutenzione correttiva per servizi FTTH/FTTB Attività di desaturazione ordinaria Attività di desaturazione straordinaria Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 348
Tratta di accesso alla centrale Opere civili di posa di nuova costruzione per reti FTTx Opere civili di posa di nuova costruzione per la realizzazione della sola rete FTTx Manutenzione ordinaria Manutenzione correttiva Attività di desaturazione ordinaria Attività di desaturazione straordinaria Costi commerciali accesso alle infrastrutture e fibra spenta Gestione contratti wholesale Gestione flussi informativi Gestione fatturazione wholesale Gestione DB infrastrutture Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 349
Tabella 13 - Calcolo dei costi unitari di rete di Accesso in Fibra per fornitura interna ed esterna Calcolo dei costi unitari di rete di Accesso in Fibra per fornitura interna ed esterna A B C D=A+B+C E F G=E*F H=D+G I L=H/I Personale Costi esterni ed altri Ammortamen ti Tot. Opex Capitale impiegato al WACC Costo del capitale Costi Tot Costi Tot. Volumi Tot. Costi unitari Rete di accesso primaria km Opere civili di posa di nuova costruzione per la realizzazione di reti FTTH/B (impiegate esclusivamente per reti NGA) Cavi in fibra Manutenzione ordinaria Manutenzione correttiva servizi FTTH/B Attività desaturazione ordinaria Attività desaturazione straordinaria Splitter, Muffole km km Collegamenti ore ore Collegamenti Rete di accesso secondaria Opere civili di posa di nuova costruzione per la realizzazione di reti FTTx (impiegate esclusivamente per reti NGA) Cavi in fibra Manutenzione ordinaria Manutenzione correttiva fibra servizi FTTx Attività di desaturazione ordinaria Attività di desaturazione straordinaria Splitter, Muffole km km km Collegamenti ore ore Collegamenti Tratta di adduzione Opere civili di posa di nuova costruzione per la realizzazione di reti FTTH/B (impiegate esclusivamente per reti NGA) Manutenzione ordinaria km km Manutenzione primaria correttiva per servizi FTTH/FTTB Attività di desaturazione ordinaria Collegamenti Ore Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 350
Attività di desaturazione straordinaria Tratta terminale Cavi in fibra Tratta di rame (nel caso di architetture FTTB) PTE Manutenzione ordinaria Manutenzione correttiva per servizi FTTH/FTTB Ore Collegamenti Collegamenti Collegamenti Collegamenti Collegamenti Tratta di accesso alla centrale Opere civili di posa di nuova costruzione per la realizzazione di reti FTTx Manutenzione ordinaria Manutenzione correttiva Attività di desaturazione ordinaria Attività di desaturazione straordinaria Km Km Collegamenti Ore Ore Costi commerciali accesso alle infrastrutture e fibra spenta Gestione contratti wholesale Gestione flussi informativi Gestione fatturazione wholesale Gestione DB infrastrutture Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 351
Tabella 14 Costi unitari Rete di accesso primaria.. Rete di accesso secondaria. Tratta di adduzione. Tratta di terminale. Tratta di accesso alla centrale.. Costi commerciali Costi Unitari Canone di cessione di un minitubo su infrastruttura esistente o nuova con scavi inferiori a 2.500 m consecutivi Canone di cessione di un minitubo su infrastruttura esistente o nuova con scavi superiori a 2.500 m consecutivi Canone di cessione di un minitubo con diametro interno 10 mm in adduzione Canone di cessione fibra ottica spenta in rete primaria Canone di cessione fibra ottica spenta in rete secondaria Canone di accesso al segmento di terminazione in fibra ottica Canone di accesso al segmento di terminazione in rame Canone del servizio end to end su risorsa disponibile Canone del servizio end to end su risorsa non disponibile Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 352
Tabella 15 - Rendiconto di Capitale Banda Larga su reti NGA RENDICONTO DI CAPITALE Banda Larga su reti NGA Valore di acquisto Ammortamento al valore di acquisto Capitale impiegato al netto degli ammortamenti Vita utile media (anni) Cespiti ammortizzati Consistenze di rete (quantità in esercizio medie nell anno) Consistenze di rete (quantità in esercizio medie nell anno non integralmente ammortizzate) Costi di rete ed attività Modem WAN Ethernet sede cliente ONT GPON/P2P Borchia ottica sede cliente Apparati DSLAM in Building - subtelaio e parti comuni (porte, cablaggi etc.) Apparati DSLAM in Building - schede Apparati DSLAM Cabinet- subtelaio e parti comuni (porte, cablaggi etc.) Apparati OLT- subtelaio e parti comuni accesso Apparati OLT - schede Switch Ethernet presso la centrale locale sub telaio e parti comuni (porte, cablaggi etc.) Switch Ethernet presso la centrale locale schede Kit di consegna GBE presso la centrale Attivazione/disattivazione accessi Attività configurazione VLAN accesso Costi Commerciali Gestione contratti wholesale Gestione flussi informativi Gestione fatturazione wholesale Gestione DB bitstream VULA Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 353
Tabella 16 - Calcolo dei costi unitari per fornitura interna ed esterna di servizi a larga banda all ingrosso Calcolo dei costi unitari per fornitura interna ed esterna di servizi a larga banda all ingrosso A B C D E F=A+ B+C+ D+E G H I J=(G+ H)*I K=J +F I L=K /I Personale Costi esterni ed altri Ammortamenti Adjustment CCA Transfer Charge al da mercato 4 Tot. Opex Capitale impiegato al netto degli ammortamenti Adjustment CCA sul costo del capitale netto degli ammortamentii WACC Costo del capitale Costi Tot. Costi Tot. Volumi totali Prezzo unitario Componente Accesso Modem WAN Ethernet sede cliente ONT GPON/P2P Borchia ottica sede cliente Apparati DSLAM in Building - subtelaio e parti comuni (porte, cablaggi etc.) Apparati DSLAM in Building - schede Apparati DSLAM Cabinet- subtelaio e parti comuni (porte, cablaggi etc.) Apparati OLTsubtelaio e parti comuni accesso Apparati OLT - schede Switch Ethernet presso la centrale locale sub telaio e parti comuni (porte, cablaggi etc.) Switch Ethernet presso la centrale locale schede Kit di consegna GBE presso la centrale Attivazione/disattivazi one accessi Attività configurazione VLAN accesso Accessi Accessi Accessi Accesssi Accesssi Accesssi Accesssi Accesssi Accesssi Accesssi Accesssi Accesssi Accesssi Costi Commerciali Gestione contratti wholesale Gestione flussi informativi Gestione fatturazione wholesale Gestione DB bitstream VULA Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 354
Tabella 17 Costi unitari Componente accesso... Costi commerciali... Costi Unitari Servizi Canone di accesso FTTcab su linea dedicate Canone di accesso FTTcab su linea condivisa Canone accesso FTTH di Contributi di attivazione e cessazione Allegato M alla Delibera n. 238/13/CONS 355