Pidocchi?... non perdiamo la testa



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Transcript:

Pidocchi?... non perdiamo la testa INFORMAZIONI SULLA PEDICULOSI DEL CAPO Ripartizione Sanità

Indice Prefazione... 01 01 INTRODUZIONE... 03 02 COME AVVIENE IL CONTAGIO?... 07 03 PREVENZIONE... 09 04 TRATTAMENTO: COSA FARE IN CASO DI PIDOCCHI?... 11 05 SUGGERIMENTI PER COLLETTIVITÀ SCOLASTICHE... 15 E SCUOLE MATERNE Informazioni... 17

Pidocchi?... non perdiamo la testa 01 Prefazione In Alto Adige la pediculosi compare pressoché regolarmente ogni due, tre anni, principalmente nelle scuole e nelle scuole per l'infanzia. Molti genitori sottovalutano questo fastidioso problema o non ne sono sufficientemente informati. I pidocchi sono ostinati. Rimuoverli correttamente e completamente infatti non è così semplice. I pidocchi si propagano perché inizialmente è difficile notarli. È perciò tanto più importante poter accertare e contrastare con prontezza l'infestazione. Nel presente opuscolo trovate informazioni sulle vie di contagio e regole per una prevenzione ed un trattamento efficaci, perché possiate liberarvi rapidamente da questi fastidiosi parassiti. Dr. Richard Theiner L Assessore alla sanità e politiche sociali

01

Pidocchi?... non perdiamo la testa 03 INTRODUZIONE PIDOCCHI?... NON PERDIAMO LA TESTA La pediculosi del capo è un'infestazione diffusa in tutto il mondo. Si manifesta spesso con focolai epidemici fra i bambini delle scuole materne ed elementari e particolarmente durante i mesi freddi (autunno-inverno) ma anche in estate (ad es. durante i soggiorni in colonia). I pidocchi del cuoio capelluto sono piccoli parassiti che pungono per succhiare il sangue, infestando il capo dell'uomo. Si trovano prevalentemente nella zona della nuca, delle tempie e dietro le orecchie; raramente si trovano sulla barba e sulle sopracciglia. I pidocchi adulti hanno una dimensione del corpo di circa 2,5 mm. Possono adattare il colore del loro corpo a quello dei capelli della persona che li ospita, perciò spesso sono difficili da scoprire. Il ciclo vitale di un pidocchio è di 6-7 settimane, di cui 3-4 allo stato adulto. In questo periodo di tempo la femmina deposita da 100 a 300 uova (chiamate lendini), cioè 8-10 lendini al giorno, le quali vengono deposte prevalentemente durante la notte. Esse si possono confondere facilmente con la forfora, ma a differenza della forfora, che cade facilmente muovendo i capelli, esse rimangono attaccate al capello. Dopo alcuni giorni nascono le larve, che dopo circa 10 giorni raggiungono lo stato

adulto. Lo sviluppo da uovo a larva, fino alla deposizione da parte del pidocchio adulto delle uova, varia a seconda della temperatura e dell'umidità dell'aria dell'ambiente. Normalmente il ciclo completo ha una durata di 3 settimane ma si può concludere anche in soli 14 giorni. La femmina "fissa" alla base del capello, con un secreto additivo molto resistente, le lendini che hanno una dimensione di 0,3 x 0,8 mm e brillano di colore bianco, diventando in seguito di colore marrone giallo. I capelli crescono circa 1 cm al mese, per cui se si trovano delle lendini a circa 3-4 cm dalla radice del capello si presume che l'infestazione sia avvenuta da circa 3-4 mesi. Subito dopo lo schiudersi delle uova la larva si nutre penetrando con il suo rostro pungente nel cuoio capelluto e succhia sangue. In ogni fase i pidocchi devono succhiare spesso sangue; nel corso della sua vita un pidocchio punge circa 5-6 volte al giorno. Questo irrita il cuoio capelluto e provoca prurito, che può manifestarsi anche soltanto in un secondo momento (dopo alcune settimane). Il prurito non è quindi il primo segno di infestazione, perché è causato da ripetute punture di pidocchi. Il prurito è continuo solo alcune settimane dopo il contagio. In questo periodo i pidocchi si possono trasmettere ai familiari o ai compagni di scuola senza che se ne accorgano. Nel caso di reinfestazione il prurito è avvertito immediatamente, ciò dipende da una "reazione allergica" che il corpo percepisce subito. Gli effetti dell'infestazione da pidocchi sono fastidiosi.

Pidocchi?... non perdiamo la testa 05 Se il trattamento non è effettuato, o se la disinfestazione è insufficiente, il prurito può permanere e il continuo grattare può causare arrossamenti e danni alla pelle come infezioni batteriche secondarie del cuoio capelluto o eczemi.

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Pidocchi?... non perdiamo la testa 07 COME AVVIENE IL CONTAGIO? È un pregiudizio credere che i pidocchi si insedino solo su persone sporche. Ogni individuo può essere infestato, indipendentemente dall'igiene dei suoi capelli. Per questo la persona colpita non si deve vergognare, né farsi prendere dal panico. La trasmissione può essere diretta o indiretta: a) diretta Nonostante molti lo credano, il pidocchio del capo non vola (è privo di ali) e non è in grado di saltare. Il pidocchio passa da una testa all'altra quando queste sono molto vicine. La fonte dell'infestazione è costituita soltanto dall'uomo, poiché questi parassiti non infestano animali. b) indiretta attraverso l'abbigliamento (cappelli, berretti, fasce paraorecchie, scialli, sciarpe, giacche ecc.) attraverso l'uso comune di spazzole per capelli, pettini, ecc. attraverso la biancheria da letto, le spalliere imbottite delle sedie, poltrone, le coperte, i peluche, l'uso comune di guardaroba e simili. Il rischio di infestare altre persone e/o di mantenere l'infestazione sul proprio capo esiste finché sul capo persistono i pidocchi, le larve e le lendini. Vanno quindi uccisi e sfilati, poiché gli insetti adulti sopravvivono, in assenza di nutrimento, per 48 ore e le lendini per circa 10 giorni dopo l'allontanamento dalla testa dell'ospite.

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Pidocchi?... non perdiamo la testa! 09 PREVENZIONE É BUONA NORMA: evitare l'uso comune di pettini, spazzole per capelli, berretti, sciarpe, scialli, ecc.; mantenere un'accurata e regolare cura dei capelli, controllando periodicamente la capigliatura, soprattutto le zone prossime alla nuca, alle tempie e alle orecchie, per bloccare tempestivamente la diffusione dei pidocchi in caso di infestazione. Il controllo dovrebbe essere effettuato sui capelli appena lavati, sotto una luce forte (meglio se è la luce del giorno); intrecciare i capelli lunghi o legarli insieme, per ridurre il contatto da testa a testa. I prodotti antiparassitari vanno usati solo se sul cuoio capelluto sono presenti pidocchi e/o lendini in quanto si favorirebbe altrimenti la resistenza a prodotti specifici.

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Pidocchi?... non perdiamo la testa 11 TRATTAMENTO: COSA FARE IN CASO DI PIDOCCHI? Alla presenza di un'infestazione con pidocchi e/o lendini è importante avvisare subito la direzione della collettività frequentata (ad es. scuola, scuola materna) ed un medico, che può essere il pediatra o il medico di base o il medico igienista distrettuale o il servizio igiene e sanità pubblica competente. Il Suo medico di medicina generale, il medico igienista distrettuale oppure il pediatra Le prescriverà il prodotto specifico per il trattamento antiparassitario (shampoo, gel, lozione) e Le illustrerà le corrette modalità di impiego. Segua attentamente le istruzioni per evitare un uso non corretto di questi prodotti. In ogni caso vanno eliminate tutte le lendini presenti, altrimenti nel giro di pochi giorni nascono nuovi pidocchi: contrariamente a quanto spesso riportato sul foglio illustrativo dei prodotti comunemente utilizzati, in base alla nostra esperienza, l'attuazione di tale procedura non garantisce la definitiva bonifica dal parassita (sono possibili resistenze a prodotti). È importante far seguire sempre al trattamento con prodotti antiparassitari l'asportazione manuale delle uova, che è facilitata dall'uso di un pettine a denti stretti. È consigliato fare questo intervento alla luce del giorno preferibilmente vicino ad una finestra. Nei giorni successivi è bene continuare a sfilare le eventuali lendini rimaste. Capelli corti e il lavaggio con aceto diluito in acqua (1/4 aceto, 3/4 acqua) facilitano lo sfilamento, che richiede comunque molta pazienza e molto tempo.

Dopo il trattamento antiparassitario dovrebbe essere effettuato un cambio completo degli abiti. Bisogna anche evitare di grattarsi, per evitare il rischio di ulteriori infezioni. I familiari conviventi e le persone con cui il soggetto infestato è venuto a contatto devono essere controllati e, se infestati, dovranno essere trattati allo stesso modo. Nei bambini inferiori ai due anni, nelle donne in gravidanza o allattamento, gli antiparassitari vanno usati con cautela e sotto prescrizione medica. Pettini, spazzole per capelli, ecc. dovranno essere igienizzati immergendoli per almeno 20 minuti in acqua molto calda e utilizzando uno shampoo antiparassitario. Vestiti, lenzuola, coperte, sciarpe, berretti, giocattoli di tessuto o peluche dovranno essere lavati almeno ad una temperatura di 60 C od oltre per almeno 20 minuti (questa temperatura uccide in breve tempo sia l'insetto vivo sia le sue uova). Le imbottiture dei mobili vanno lavate possibilmente a secco, oppure pulite con l'aspirapolvere o con vapore. Coperte, peluche o altri oggetti di materiale non lavabile dovranno essere lasciati per 14 giorni in un sacco di plastica chiuso per affamare i pidocchi, o per 2-3 giorni nel freezer a -10 C fino a -15 C. Gli animali domestici che vivono nella stessa casa non devono essere trattati perché il pidocchio del cuoio capelluto umano non si trasmette agli animali domestici. Dopo 8 giorni il trattamento antiparassitario deve essere ripetuto ed è consigliato effettuare un attento controllo del cuoio capelluto, in particolar modo nelle prime settimane dopo l'infestazione. Può accadere che alcune lendini non siano state distrutte: esse possono poi svilupparsi e dar luogo ad una nuova infestazione. Il trattamento è considerato efficace quando non si trovano più pidocchi o lendini.

Pidocchi?... non perdiamo la testa 13 Se al controllo del capo non si rilevano parassiti vivi (pidocchi) questo non significa che non sia in atto un'infestazione: anche la sola presenza di lendini attesta l'avvenuta infestazione. Per evitare reinfestazioni tutti i componenti del nucleo familiare dovranno controllarsi frequentemente fra loro. Non vanno usati insetticidi, spray o fumiganti che possono essere tossici se inalati.

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Pidocchi?... non perdiamo la testa 15 SUGGERIMENTI PER COLLETTIVITÀ SCOLASTICHE E SCUOLE MATERNE PER COLLETTIVITÀ SCOLASTICHE E SCUOLE MATERNE VENGONO INOLTRE SPECIFICAMENTE SUGGERITE LE SEGUENTI NORME COMPORTAMENTALI: Cappotti e giacche devono essere appesi in modo tale da evitare il contatto diretto fra loro. Berretti, fasce per orecchie, sciarpe, ecc. devono essere riposti nelle tasche dei cappotti o delle giacche (eventualmente possono essere infilati anche nelle maniche). Peluche, bambole di stoffa e simili dislocati negli spazi per il gioco devono essere lavati ad una temperatura minima di 60 C per 20 minuti prima del loro utilizzo da parte dei bambini (questa procedura uccide lendini e pidocchi). La stessa procedura vale per coperte e federe. Cuscini e coperte di materiale non lavabile possono essere riposti per almeno 14 giorni in un sacco di plastica ben chiuso. I cuscini utilizzati durante il relax vanno cambiati (vedi punto precedente) e comunque non vanno accumulati uno sopra l'altro. Il riposo pomeridiano dovrebbe possibilmente essere sospeso durante tutto il periodo dell'infestazione nella collettività, in caso contrario dev'essere garantito il cambio giornaliero di tutte le federe, delle coperte e delle lenzuola.

I tappeti devono essere puliti con l'aspirapolvere ed allontanati temporaneamente. Se vengono usati oggetti per la cura dei capelli, ogni bambino dovrà portarsi da casa il proprio pettine o la propria spazzola; questi, nel tempo di permanenza presso la struttura, dovranno rigorosamente essere tenuti separati da quelli di altri bambini. QUANDO RIPORTARE IL BAMBINO A SCUOLA? Il bambino può tornare a scuola o alla scuola materna dopo che è stato correttamente trattato e tutti i pidocchi e le lendini sono stati eliminati. In caso contrario il bambino riporterebbe la pediculosi nella comunità scolastica. Per questo motivo, per essere riammesso, al bambino occorre il relativo certificato di riammissione che attesti l'efficace e completa rimozione di pidocchi e lendini, rilasciato dal medico di fiducia, oppure una relativa attestazione da parte del Servizio igiene e sanità pubblica competente per il territorio, qualora questo controllo venga offerto dal rispettivo servizio.

Pidocchi?... non perdiamo la testa 17 INFORMAZIONI Per eventuali domande o chiarimenti ci si può rivolgere a: Comprensorio sanitario di Bolzano: Servizio igiene e sanità pubblica, via Amba Alagi 33-39100 Bolzano, tel. 0471 909 222 Comprensorio sanitario di Merano: Servizio igiene e sanità pubblica, via Goethe 7-39012 Merano, tel. 0473 222 535 Comprensorio sanitario di Bressanone: Servizio igiene e sanità pubblica, via Dante 51-39042 Bressanone, tel. 0472 812 460/812 461 Comprensorio sanitario di Brunico: Servizio igiene e sanità pubblica, vicolo dei Frati 3-39031 Brunico, tel. 0474 586 530 È possibile anche consultare il pediatra oppure il medico igienista di distretto.

Impressum Editore: Provincia Autonoma di Bolzano - Alto Adige, Ripartizione sanità Ufficio Igiene e salute pubblica Corso Libertà 23, Bolzano Tel.: 0471 41 17 40, Fax: 0471 41 17 59 e-mail: igiene@provincia.bz.it Testi a cura di: Servizio igiene e sanità pubblica del Comprensorio sanitario di Bolzano e Merano Ringraziamenti per la revisione del testo: Servizio igiene e sanità pubblica del Comprensorio sanitario di Bressanone e Brunico Grafica: Online, Merano Stampa: Druckstudio Leo, Frangarto, 2007