PROGRAMMA 15/16 SETTEMBRE 2016



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PROGRAMMA 15/16 SETTEMBRE 2016 I GIORNO Giovedì 15 Settembre 2016 Ordine dei Medici Genova- Piazza della Vittoria 12/4, 16121 Genova (Parte teorico frontale) 08:30 Registrazione 09:00 Saluto delle autorità e presentazione del corso - C. Mereu 1 SESSIONE L errore medico LA METODOLOGIA DEL CONTROLLO G. Orengo, D. Pelucco 09: 30 La macrosimulazione in medicina C. Launo 10: 15 Un modello per la promozione della resilienza Organizzativa e la gestione dell errore F. Bracco 11.00 Coffee break LE PROBLEMATICHE GIURIDICO-SOCIALI U. Carassale 11: 15 Il sistema a doppio binario: responsabilità della struttura e colpa medica R. De Matteis 12: 00 La comunicazione dell errore medico F. Mereta 12: 45 Discussione 13.00 LUNCH 14:00 Lettura Nuovi trattamenti farmacologici dell asma bronchiale M.Milanese Con il supporto incondizionato di Menarini 2 SESSIONE - Modelli di corretto approccio alla diagnosi e alla terapia P. Greco, P. Noceti 14:30 BPCO - S. Centanni 14:55 Le infezioni broncopolmonari: prevenzione, diagnosi e trattamento F. Blasi 15: 20 IPF (Interstitial Pulmonary Fibrosis) C. Albera

15: 45 Malattie restrittive neuromuscolari e di parete toracica C. De Michelis 16: 10 Tumori del polmone G. Stella 16: 35 OSAS (Obstructive Sleep Apnea Syndrome) M. Bellotti 17:00 Coffee Break 3 SESSIONE - La clinical governance in pneumologia A. Corsico (spostare intervento alla mattina del 22?), C. Simonassi 17: 15 Le procedure interventistiche M. Patelli 17: 40 La diagnostica funzionale V. Brusasco 18: 05 La ventilazione meccanica F. Di Marco 18: 30 Accreditamento e formazione nelle procedure pneumologiche L. Corbetta 19:00 Chiusura Lavori

II GIORNO Venerdì 16 Settembre 2016 Ospedale S. Martino G.P. Ivaldi GRUPPO A 09: 00 Caso clinico 1 S. Maniscalco 09: 45 Caso clinico 2 M. Colmo 10: 30 Caso clinico 3 P. Carlucci 11: 15 COFFEE BREAK 11: 30 Caso clinico 4 A.L. Brianti 12:15 Caso clinico 5 P. Franceschi EMAC Genova Nervi A. Nicolini E. Guffanti GRUPPO B 09: 00 Caso clinico 6 M. Bellotti 09: 45 Caso clinico 7 E. Perretta 10: 30 Caso clinico 8 G.L. Ferraioli 11: 15 COFFE BREAK 11: 30 Caso clinico 9 L. Ferrera 12: 15 Caso clinico 10 D. Bagnasco 13: 00 LUNCH 14: 00 TRASFERIMENTO 13: 00 LUNCH 14: 00 TRASFERIMENTO Ospedale S. Martino EMAC Genova Nervi

G.P. Ivaldi G. Trucco A. Nicolini E. Guffanti GRUPPO B 14: 30 Caso clinico 1 S. Maniscalco 15: 15 Caso clinico 2 M. Colmo 16: 00 Caso clinico 3 P. Carlucci 16: 45 COFFE BREAK 17: 00 Caso clinico 4 A.L. Brianti 17: 45 Caso clinico 5 P. Franceschi 18: 30 Conclusioni 18: 45 Verifica dell apprendimento 19: 00 Chiusura Lavori GRUPPO A 14: 30 Caso clinico 6 M. Bellotti 15: 15 Caso clinico 7 E. Perretta 16: 00 Caso clinico 8 G.L. Ferraioli 16: 45 COFFE BREAK 17: 00 Caso clinico 9 L. Ferrera 17: 45 Caso clinico 10 D. Bagnasco 18: 30 Conclusioni 18: 45 Verifica dell apprendimento 19: 00 Chiusura Lavori RAZIONALE Il sistema sanitario è un sistema complesso in cui interagiscono molteplici fattori, eterogenei e dinamici, tra cui si citano la pluralità delle prestazioni sanitarie, delle competenze specialistiche e dei ruoli professionali, tecnico-sanitari ed economicoamministrativi e l eterogeneità dei processi e dei risultati da conseguire. Tutti gli elementi del sistema devono integrarsi e coordinarsi, per rispondere ai bisogni assistenziali del paziente ed assicurargli la miglior cura possibile. Come in altri sistemi complessi, quali l aviazione, le centrali nucleari o i sistemi di difesa militare, anche in ambito sanitario possono verificarsi incidenti ed errori. Per molti anni si è tentato di trasferire in sanità le

procedure di sicurezza progettate per gli altri settori, ma al contrario di essi, caratterizzati da una impronta prevalentemente meccanicistica, in quello sanitario prevale il fattore umano, nel contempo risorsa e criticità. Infatti, se da una parte l adattabilità dei comportamenti, la dinamicità e la complessità delle relazioni interpersonali sono prerogative fondamentali delle risorse umane all interno del sistema, esse costituiscono, nello stesso tempo, un fattore critico, perché le dinamiche di lavoro sono complesse, la performance individuale variabile e, soprattutto, i risultati dei processi non sempre sono prevedibili e riproducibili. Vanno pertanto progettati specifici modelli di controllo del rischio clinico, con l obiettivo di prevenire il verificarsi di un errore e, qualora questo accada, contenerne le conseguenze. Spesso la possibilità che si verifichi un evento avverso dipende dalla presenza, nel sistema, di insufficienze latenti, ovvero insufficienze o errori di progettazione, organizzazione e controllo, che restano silenti nel sistema, finché un fattore scatenante non li rende manifesti in tutta la loro potenzialità, causando danni più o meno gravi. Infatti, è per lo più individuabile, come causa diretta e immediata di un evento avverso, una insufficienza attiva, un errore umano, una procedura non rispettata, una distrazione o un incidente di percorso che ha direttamente consentito il verificarsi dell evento stesso. Tuttavia l individuazione dell errore attivo non esonera dalla ricerca degli errori latenti, perché sono le insufficienze del sistema che devono essere rimosse se si vuole raggiungere un efficace controllo del rischio, ovvero ridurre la probabilità che si verifichi un errore (attività di prevenzione) e contenere le conseguenze dannose degli errori comunque verificatisi (attività di protezione). La pneumologia presenta un campo applicativo che necessita di specifici modelli di controllo del rischio clinico, sia relativamente ai settori correlati (interventistica, intensivologia, fisiopatologia respiratoria) sia alle patologie che ad essa fanno riferimento (insufficienza respiratoria, BPCO, asma, pneumopatie interstiziali diffuse, neoplasie, etc..); la formazione e l'addestramento pratico sono spesso trascurati e si passa direttamente dalla teoria al fare sul campo. Ad esempio, al fine di evitare l errore in campo diagnostico/terapeutico e conseguentemente l errore farmacologico in patologie quali la BPCO, l asma, etc risulta chiara l esigenza di dover sviluppare percorsi gestionali volti alla diagnosi differenziale, mediante l attuazione di modelli clinico/strumentali tali definire il trattamento più adeguato, presentando le due malattie, in alcuni casi, un quadro funzionale spirometrico sovrapponibile, ma differenziandosi per numerose altre caratteristiche fisiopatologiche e cliniche, tali da richiedere una specifica appropriatezza terapeutica. Oggi è necessario acquisire una metodologia moderna dove la simulazione è lo strumento principale e l'errore serve per imparare. Per gli operatori sanitari una nuova metodologia di formazione per migliorare la proprie competenze sopratutto se le prestazioni vengono eseguite in Team. Il Responsabile Scientifico Prof. Carlo Mereu