CONCERTO Sabato 5 Maggio 2012 TRA SOGNO E VISIONE Ore 17 Chiesa di San Fedele Musiche di Henry Purcell, Ludwig van Beethoven, Max Reger Pietro Bernardin, violino Francesca Monego, viola Marco Bernardin, violoncello Con il patrocinio di
PROGRAMMA TRA SOGNO E VISIONE HENRI PURCELL (1659-1695) - Fantasia a 3 n. 1 in Re minore Z. 732 (ca. 1680) - Fantasia a 3 n. 2 in Fa maggiore Z. 733 - Fantasia a 3 n. 3 in Sol minore Z. 734 LUDWIG VAN BEETHOVEN (1770-1827) Trio in Do minore op. 9 n. 3 (1797) I. Allegro con spirito II. Adagio con espressione III. Scherzo. Allegro molto e vivace IV. Finale. Presto MAX REGER (1873-1916) Trio in re minore op. 141b (1915) I. Allegro II. Andante sostenuto III. Vivace
TRA SOGNO E VISIONE Proposta di un viaggio musicale che abbraccia un arco temporale di oltre tre secoli ma seguendo la tematica comune del sogno e della visione. All inizio, i velati spunti contrappuntistici delle Fantasie di Purcell a tre voci evocano le immagini di un sogno che procede lentamente attraverso dei simboli arcaicizzanti. Le 14 Fantasie sono l opera di Purcell ventenne, ma di fattura e immaginazione compositiva sorprendenti, fortunatamente conservate in un unico manoscritto al British Museum di Londra. Purcell scrive per ensemble di viole proprio quando da più decenni l interesse per questi strumenti sembrava tramontato in Inghilterra a beneficio della musica di importazione soprattutto dall Italia e dalla Francia con l arrivo dei violini e delle Suite di danza. Nelle Fantasie di Purcell prevalgono le sonorità oscure, gli spunti con dissonanze, l audacia armonica, l elaborazione contrappuntistica, tutto al servizio di un evidente emozione. Il compositore non riprenderà più, nel corso della sua carriera compositiva, questo genere musicale. L opera giovanile sembra quasi un congedo dalle sonorità e dagli stilemi rinascimentali, oramai dappertutto passati di moda. Il Trio in Do minore op.9 n. 3 è un capolavoro del primo Beethoven. In esso si alternano situazioni di sogno e realtà, talvolta il confine tra i due ambiti si attenua. Due elementi drammatici caratterizzano il Trio. Il primo è il vivace contrasto di tonalità maggiore e minore, con un evidente richiamo della simbolica luce/tenebra. Il secondo elemento del dramma musicale è il contrasto dei movimenti ascendenti e discendenti, come due modi diversi di vedere la stessa immagine. Le ultime note del Finale, un ironico e leggerissimo arpeggio in Do maggiore, rompono l incantesimo del sogno. Il momento onirico ritorna un ultima volta con il sorprendente Trio in re minore op. 141/b di Max Reger, del 1915, considerato tra le più riuscite composizioni da camera del musicista tedesco, opera scritta un anno prima della sua morte.
BIOGRAFIE Pietro Bernardin Nato da una famiglia di musicisti. Nel 2004 si diploma in violino con il massimo dei voti sotto la guida del A. Vio e nel 2005 in pianoforte a pieni voti con O. Scevkenova e D. Ghigino presso il Conservatorio di Milano. Nel 2010 ha conseguito il Diploma di perfezionamento con Massimo Quarta presso il Conservatorio di Lugano, dove ha inoltre frequentato i corsi di musica da camera con Bruno Giuranna e Robert Cohen. In qualità di violino di spalla dell Orchestra Giovanile del Conservatorio diretta dal M G. Bizzarro, partecipa nel 2002 ad una tournée in Argentina. Collabora con diversi ensemble orchestrali fra cui i Solisti di Pavia, la Verdi, l Orchestra della Svizzera Italiana, i Cameristi della Scala, il SIXE (Suono Italiano per l Europa) con cui ha suonato sotto la direzione di J. L. Koenig e P. M. Davies, e l Orchestra dell Università degli Studi di Milano. Nel 2008 è stato scelto da R. Cohen per partecipare al Charleston Manor Festival. È membro effettivo dell EUYO (European Union Youth Orchestra). Ha debuttato come solista nel 2006 con concerti di Mozart e Bach. Frequenta il corso di Scienze Storiche presso l Università degli Studi di Milano. Francesca Monego Si diploma a pieni voti nel Conservatorio G. Verdi di Milano. Vincitrice di diversi concorsi nazionali e internazionali. Ha seguito corsi di perfezionamento con Stefan Gheorghiu, Vladimir Spivakov, Dora Schwarzberg. È membro dell'orchestra giovanile Europea ECYO e dell'orchestra dello Schleswig Holstein Musik Festival. Dal 1992 al 1994 è membro della Kammer Philarmonie Schleswig Holstein. Nel 1994 prende parte alla fondazione della European Camerata. Dal 1996 fa parte del Gaudeamus Ensemble, quintetto d'archi con il quale è impegnata anche come violista. Attualmente collabora con importanti orchestre italiane, quali l Orchestra Filarmonica della Scala e con diversi ensemble di musica contemporanea quali Nuove Sincronie, Divertimento ensemble, Sentieri selvaggi, Milan Revolution Orchestra. Dal 2005 è docente di violino presso il Conservatorio di Musica di Novara. Marco Bernardin Ha studiato violoncello con Libero Rossi e musica da camera con Bruno Mezzena a Trento, diplomandosi poi al Conservatorio G. Nicolini di Piacenza nel 1973 nella classe
dello stesso M. Rossi. Ha frequentato la facoltà di Fisica dell Università di Milano laureandosi nel 1977. È stato secondo violoncello, dell Orchestra dell Angelicum di Milano. Ha collaborato con le orchestre della RAI di Milano, Haydn di Trento e Bolzano e Pomeriggi Musicali. Impegnato in numerosi concerti in formazione di duo, trio, quartetto e ottetto d archi e in varie formazioni da camera. Ha insegnato Musica da Camera al Conservatorio di Venezia e Violoncello al Conservatorio di Parma. Dal 1982 è titolare di una cattedra di violoncello presso il Conservatorio G. Verdi di Milano.