Scuola, cittadinanza, sostenibilità Le pietre e i cittadini Progetto nazionale per l Educazione al Patrimonio SCHEDA STORICO-DESCRITTIVA DEL CENTRO STORICO Docente Laura Romano E mail lauraromano52@libero.it Scuola / Istituto: Scuola Secondaria di I grado G. A. Borgese XXVII Maggio Piazza Contardo Ferrini,11 Città Palermo CAP 90146 Prov. PA Tel. 091/6713244 Fax 091/6713352 e-mail pamm138006@istruzione.it Denominazione e localizzazione del centro storico Chiesa di San Cataldo, Piazza Bellini 1, Palermo. Le motivazioni della scelta La chiesa dal 2015 fa parte del sito Unesco Itinerario Palermo arabo normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale. Uno degli esempi più eccellenti di sincretismo tra l arte islamica e quella cristiana, S. Cataldo ancora oggi si può considerare un simbolo del dialogo tra culture che ha caratterizzato Palermo nella sua storia. Le tre piccole cupole rosse sono diventate nell identità collettiva e nelle rappresentazioni iconografiche degli ultimi anni l emblema di una città che da sempre ha mirato all integrazione e all inclusione. Breve descrizione Risalente al XII secolo la cappella di S. Cataldo si erge con il suo nitido blocco stereometrico in posizione sopraelevata rispetto alla piazza. E situata sullo stesso basamento che accoglie la chiesa di Santa Maria Dell Ammiraglio, meglio conosciuta come La Martorana. Il parametro murario esterno, in nitidi conci di arenaria, è evidenziato da alte arcate cieche con ghiere e rincassi graficamente rilevanti che accentuano il verticalismo dell edificio, chiuso e bloccato. Solo l abside centrale è pronunziata all esterno mentre le minori sono ricavate nello spessore del muro. Corona l edificio una scritta, ormai lacunosa, in caratteri latini e un fregio a traforo. Le tre alte cupolette rosse a sesto rialzato insistono sulle tra campate della navata centrale, più alta delle navate laterali. All interno la sensibilità geometrica tipica della cultura fatimita si concretizza nell iterazione dell elemento cubico cupolato nella navata centrale. Nicchiette tripartite poste agli angoli del tamburo quadrato mediano il passaggio al cerchio di base delle cupolette costruite con piccoli conci di tufo. Le due navate laterali, divise da colonne con capitelli di spoglio, hanno campate rettangolari, coperte da volte a crociera. Le finestre ogivali nelle cupolette, nel tamburo rettangolare e nelle pareti laterali della cappella, dovevano essere schermate da transenne di gesso. C.F. 80078410588 P.IVA 02121101006 - educazioneformazione@italianostra.org - www.italianostra.org
Colonnine annicchiate negli spigoli arricchiscono il santuario, sopraelevato da due gradini. La nudità delle pareti dell interno è in contrasto con il ricchissimo pavimento con motivi aniconici in marmo e porfido. Contesto territoriale Risalente al XII secolo la cappella di S. Cataldo si erge con il suo nitido blocco stereometrico in posizione sopraelevata rispetto alla piazza. E situata sullo stesso basamento che accoglie la chiesa di Santa Maria Dell Ammiraglio, meglio conosciuta come La Martorana. Il parametro murario esterno, in nitidi conci di arenaria, è evidenziato da alte arcate cieche con ghiere e rincassi graficamente rilevanti che accentuano il verticalismo dell edificio, chiuso e bloccato. Solo l abside centrale è pronunziata all esterno mentre le minori sono ricavate nello spessore del muro. Corona l edificio una scritta, ormai lacunosa, in caratteri latini e un fregio a traforo. Le tre alte cupolette rosse a sesto rialzato insistono sulle tra campate della navata centrale, più alta delle navate laterali. All interno la sensibilità geometrica tipica della cultura fatimita si concretizza nell iterazione dell elemento cubico cupolato nella navata centrale. Nicchiette tripartite poste agli angoli del tamburo quadrato mediano il passaggio al cerchio di base delle cupolette costruite con piccoli conci di tufo. Le due navate laterali, divise da colonne con capitelli di spoglio, hanno campate rettangolari, coperte da volte a crociera. Le finestre ogivali nelle cupolette, nel tamburo rettangolare e nelle pareti laterali della cappella, dovevano essere schermate da transenne di gesso. Colonnine annicchiate negli spigoli arricchiscono il santuario, sopraelevato da due gradini. La nudità delle pareti dell interno è in contrasto con il ricchissimo pavimento con motivi aniconici in marmo e porfido. Notizie storiche La chiesa fu edificata da Majone di Bari Grande Ammiraglio e Cancelliere di Guglielmo I fra il 1154 e il 1160 come cappella privata del suo palazzo, oggi scomparso. Nel 1182 fu concessa all Arcivescovo di Monreale e affidata ai monaci benedettini dai quali fu tenuta fino al 1787, quando venne interrotta la funzione parrocchiale e trasformata in edificio postale. Restaurata nel 1882 da Giuseppe Patricolo, dal 1937 è sede dell ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro. Dati geo-morfologici e geografici (orografia, clima, estensione, densità abitativa) La chiesa si colloca nell area del centro storico, il cui territorio è contraddistinto da un falsopiano leggermente degradante verso il mare. La zona circostante anticamente era attraversata dal fiume Kemonia (oggi interrato) che ha conferito una caratteristica conformazione geo-morfologica al sottosuolo principalmente composto da materiali accumulatisi nei secoli presso la foce del fiume. Il clima è temperato con estate asciutta e calda e inverno fresco e piovoso. Le stagioni intermedie hanno temperature miti. La densità abitativa attorno alla chiesa, trattandosi di una zona monumentale, è minore rispetto ad altre zone della città. Sistema viario, piazze La piazza in cui sorge la chiesa si trova in prossimità dei Quattro Canti, incrocio dei due principali assi della città (Corso Vittorio Emanuele e Via Maqueda). Piazza Bellini e la zona circostante sono pedonalizzate, escluso la limitrofa via Roma, altro asse importante della città, raggiungibile tramite mezzi pubblici o auto. Dalla piazza si dirama un intricato reticolo viario risalente all epoca medievale. La toponomastica di queste vie è ancora oggi connessa alle attività che si svolgevano nelle tradizionali botteghe, alcune della quali sono ancora presenti e in attività. Sistema edilizio La chiesa è circondata in larga parte da edifici storici, sedi di istituzioni e palazzi nobiliari, alcuni dei quali di recente sono stati restaurati. Tuttavia sono ancora molti gli edifici, soprattutto le abitazioni private, che necessitano di interventi di riqualificazione e restauro.
Sistema difensivo e recinti Per la posizione più elevata rispetto al piano stradale, la chiesa oggi è protetta lungo il perimetro esterno da una ringhiera. Le funzioni insediate: quelle storiche e le attuali (le permanenze e le modificazioni) Si ritiene che San Cataldo abbia mantenuto la propria configurazione fino alla fine del XVII secolo, quando fu portato avanti il primo intervento di restauro per volere dell'arcivescovo di Monreale Giovanni Roano (1679). Successive modifiche furono apportate nel corso dell Ottocento. Nel 1867 la direzione della Posta, ormai proprietaria della chiesa da diversi anni la trasformo in un ufficio per la distribuzione della corrispondenza. Tale situazione perdurò almeno fino al 1882, finché non ebbero inizio i lavori di restauri diretti da Giuseppe Patricolo. Il progetto che doveva consistere in un'azione di totale ripristino stilistico dell'opera, portò la chiesa di San Cataldo ad acquisire una configurazione forse mai avuta nella sua storia: l'edificio era stato, infatti, completamente liberato su tutti i fronti dalle costruzioni annesse, mentre risulta evidente che anche in origine la cappella fosse congiunta ad altri corpi di fabbrica. Oltre a ciò il problema del rivestimento delle cupole era stato risolto apponendo una rifinitura in intonaco di colore rosso scuro. Questo colore, che caratterizza altri monumenti normanni palermitani, è, dunque, un'invenzione ottocentesca. Ancora oggi l'edificio è sostanzialmente la fabbrica architettonica restituita dall'opera del Patricolo, anche se non sono mancate ulteriori trasformazioni operate sia all'interno della chiesa sia nell'immediato intorno durante il XX secolo. Il primo di tali interventi è riconducibile all'acquisizione della chiesa da parte dei cavalieri del Santo Sepolcro, che nel 1937 restaurarono e riconsegnarono al culto la cappella. Le opere intraprese in tale circostanza riguardarono la collocazione negli alveoli di spigolo delle absidi di colonnine marmoree, che infatti ancora oggi presentano nel capitello il simbolo crociato dei cavalieri, e la chiusura con infissi a transenna delle finestre. Il secondo intervento riguarda la demolizione dell'edificio seicentesco prospiciente la via Maqueda, danneggiato dai bombardamenti del 1943 e rimosso, infine, nel 1948. In seguito a tale demolizione, ai piedi del basamento su cui spicca oggi la chiesa, è stato ricavato uno slargo, in cui è stato messo in luce un frammento delle antiche mura urbane di età punica. Oggi la Chiesa non è più utilizzata come luogo sacro ma è la sede dell Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme..L'andamento socio-demografico (spopolamento, cambiamento di tipologie di insediati,...) Lo sviluppo socio-demografico del mandamento Tribunali-Kalsa, in cui si trova la chiesa di San Cataldo, segue in linea generale lo stesso andamento di altre aree del centro storico. A partire dal secondo dopo guerra tutta l area del centro storico è stata interessata da un massiccio esodo degli abitanti verso le zone periferiche della città. Ciò ha determinato oltre ad una progressiva rarefazione delle attività produttive, un disfacimento del tessuto sociale che ha portato a uno stato di degrado e abbandono di tutta l area. A partire dalla seconda metà degli anni 90, a seguito di alcuni interventi di recupero portati avanti dall amministrazione comunale, si è assistito al ripopolamento del centro storico. Tale fenomeno ha però interessato esclusivamente gli strati sociali più abbienti della popolazione. Parallelamente i prezzi ancora bassi del mercato immobiliare hanno attirato numerose comunità di stranieri provenienti in larga parte dall Africa subsahariana. Si deve soprattutto a questi ultimi la riattivazione del tessuto produttivo dell area, grazie alle numerose attività commerciali che si sono diffuse sul territorio. Ma la mancanza di politiche di integrazione e di percorsi partecipativi da parte delle istituzioni ha determinato una cesura tra le diverse realtà sociali, colmata in qualche caso grazie ad alcune iniziative partite dal basso. Negli ultimi anni l apertura di nuovi esercizi e attività quali pub, ristoranti, enoteche, gallerie d arte ecc. ha portato la fetta più giovane della popolazione a trasferirsi nel centro storico. L articolato tessuto sociale che si è venuto a creare rende oggi il centro storico una delle zone culturalmente più vive della città. Resta ancora molto da fare sia sul piano del recupero storico-artistico, sia sul piano del dialogo interculturale non del tutto radicato. I valori espressi (architettonico, ambientale urbano e ambientale paesistico).
Eccellente esempio di ibridazione tra arte islamica e cristiana, San Cataldo è uno dei luoghi più significativi della Palermo arabo-normanna. L alto profilo artistico della chiesa è testimoniato non solo dall interesse da parte degli storici dell arte, che vi hanno dedicato numerosi studi, ma dal fatto di essere ormai diventata una delle mete turistiche più importanti della città. I rischi di alterazione Tra i fattori che pongono a rischio la tutela del monumento vi sono oltre a quelli climatici e microclimatici, gli inquinanti dell aria che a Palermo rappresentano una criticità incombente. Anche il fattore antropico e socioeconomico è da tenere sotto controllo. Lo spopolamento dei residenti, da un lato, e la proliferazione di esercizi impropri dall altro porterebbero determinare una perdita d identità culturale per l intero quartiere. Fonti e documentazione di riferimento VINCENZO CAPITANO, Un esempio di lettura spaziale. San Cataldo a Palermo, Palermo, Palma, 1967. ADRIANA CHIRCO, Tremila anni tra storia e arte, Palermo, Flaccovio, 1992. ALESSANDRA MANIACI, Palermo capitale normanna. Il restauro tra memoria e nostalgia dall Ottocento al piano particolareggiato, Palermo, Flaccovio, 1994. AA.VV., Palermo città d arte. Guida ai monumenti di Palermo e Monreale, Palermo, Ariete, 1998 2. AZIONI SVOLTE A TUTELA: Condizione vincolistica; Strumenti urbanistici - 1993: Piano Particolareggiato Esecutivo per il recupero del centro storico. - 1997: Intervento di conservazione e manutenzione su incarico della Luogotenenza per la Sicilia dell Ordine dei Cavalieri del S. Sepolcro. - 2015: La chiesa di San Cataldo entra a far parte del sito UNESCO Itinerario Palermo arabo normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale. AZIONI PROPOSTE PER CONTRASTARE I RISCHI per la tutela e conservazione - Adeguare il manufatto storico alle nuove esigenze, investendolo di funzioni didattico-culturali, e migliorare l offerta di turismo culturale, tenuto conto dell ubicazione strategica del manufatto, in pieno Centro Storico, in contiguità con i maggiori punti di attrazione. - Salvaguardia dell area circostante attraverso il mantenimento delle caratteristiche morfologiche degli insediamenti e il rispetto dei vincoli relativi alla tutela del patrimonio artistico ed ambientale RISULTATI RAGGIUNTI DALLE AZIONI PRECEDENTI: 1. NUMERO DI PERSONE COINVOLTE... 2. RASSEGNA STAMPA (n. articoli pubblicati).........
3. AZIONI FATTE PER CONTINUARE A SENSIBILIZZARE LA COMUNITÀ - 1994-2016 : Palermo apre le porte 4. ALTRO...... SI ALLEGANO: N. IMMAGINI, N. GRAFICI IN FORMATO DIGITALE (300 dpi e dimensione 1-4 Mb) Luogo e data Palermo 22/02/2016 Da restituire all indirizzo di posta elettronica educazioneformazione@italianostra.org ed a quello della sezione che organizza il corso di aggiornamento