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di Franco Zampicinini D EPOCA I portattrezzi: instancabili tuttofare Il portattrezzi è un telaio motorizzato semovente, atto a montare il maggior numero possibile di attrezzi e macchine operatrici collocate in varie posizioni. Fu ideato per sostituite il trattore in tutti quei lavori in cui non era richiesto un elevato sforzo di trazione. Nella sua forma più comune è costituito da un retrotreno a due ruote motrici che comprende, in un unico blocco motore, trasmissione, organi di comando e sedile del conducente. Il retrotreno è collegato a una coppia di ruote direttrici da un telaio metallico a trave centrale, con due longheroni diritti o ad arco, a portale (con notevole luce libera per operare nelle colture alte). Il veicolo consente il facile montaggio delle attrezzature portate fra gli assi stessi, oltre che anteriormente e posteriormente. Tra le attrezzature più comuni da agganciare troviamo: aratri per lavorazione superfi ciale del terreno, I primi a costruirli furono gli americani. Si diffusero anche in Europa nel secondo Dopoguerra. In Italia ebbero poco successo erpici, zappatrici, sarchiatrici, falciatrici, voltafi eno, irroratrici, seminatrici, cassoni di trasporto. La potenza del motore dai pochi cavalli dei primi modelli è progressivamente cresciuta fi no a superare i 100 CV nei systems tractors degli anni Novanta. I pionieri I primi portattrezzi apparvero negli Stati Uniti all epoca della Prima guerra mondiale. Erano sostanzialmente degli aratri a motore, che grazie al loro costo più contenuto, rispetto ai trattori tradizionali, permisero a molti piccoli coltivatori di sostituire la forza animale. Il modello di maggior successo fu l Universal, inizialmente prodotto dalla Universal Tractor Manufacturing di Columbus (Ohio), che nel 1915 cedette il brevetto alla Moline Plow Co. con sede a Moline (Illinois). Quest ultima ne proseguì la produzione, inizialmente con un motore bicilindrico da 10-12 CV, poi con un più potente quattro cilindri di 18 CV. Oltre all aratro, poteva montare la barra falciante e la grossa mietilegatrice Adriance. Venne importato anche in Europa: 100 esemplari furono acquistati dal Governo italiano per l aratura di Stato, fra il 1917 e il 1918. L Allis-Chalmers produsse dal 1915 al 1922 un motoaratro leggero, il modello 6-12, cui si potevano applicare, nell ampio spazio tra le ruote motrici anteriori e quelle direttrici posteriori, vari attrezzi. Moline Universal 10-12 CV, con aratro bivomere, 1916. Macchina versatile e maneggevole, venne importata anche in Europa 63
Moline 10-18 CV modello D, con mietilegatrice Advance, 1918 Dotato di motore Le Roi a 4 cilindri di 12 CV, ottenne uno scarso successo a causa del prezzo elevato (nel 1919 costava 850 dollari, 100 in più del prestante trattore Fordson F). Nel secondo Dopoguerra, ancora la Allis-Chalmers progettò un trattore non convenzionale, il Model G, in grado di portare gli attrezzi tra i due assi e anche posteriormente. Grazie al motore posteriore, un 4 cilindri di soli 8 CV, la visibilità era ottima e la carreggiata regolabile per lavorare tra i fi lari. Concettualmente simile all Allis- Chalmers era il David Brown 2D, presentato allo Smithfi eld Show di Londra nel 1955. 64 L Allis-Chalmers 6-12, con motore anteriore Le Roi 4 cilindri da 12 CV, oltre che l aratro posteriore, poteva montare vari attrezzi tra i due assi. Prodotto dal 1915 al 1923, in circa 700 esemplari, non ebbe un gran successo, anche a causa del prezzo elevato L Allis-Chalmers G, 1949. Potenza, leggerezza e ottima visibilità determinarono il successo di questo modello americano Il fenomeno tedesco Nella Germania, sia federale che democratica (Ddr - ex Germania dell Est), i portattrezzi ebbero il maggiore successo, a partire dagli anni Cinquanta. Numerosi costruttori credettero in questa macchine e nel corso degli anni svilupparono mezzi altamente tecnologici ma la loro diffusione fu ostacolata dal costo degli attrezzi, che erano specifi - ci per questi mezzi. Nel 1951 Lanz progettò l Alldog con struttura tubolare rettangolare in acciaio, adatta a montare sopra e sotto gli attrezzi e il cassone. La prima versione, A 1205, era equipaggiata con un motore a benzina di appena 12 CV, raffreddato ad aria. Nel 1956 la casa di Mannheim mise in commercio la nuova versione, la A 1806, con motore diesel Mwm da 18 CV, raffreddato ad acqua, la cui produzione proseguì fino al 1960,
David Brown 2D, 1955. Dotato di un diesel bicilindrico da 12 CV, era provvisto di serie di sollevatore idraulico per portare gli attrezzi al centro, più come optional di una barra posteriore Catalogo del Lanz Alldog Un Lanz Alldog impegnato nella raccolta delle barbabietole da zucchero, 1955 quando la John Deere, che quattro anni prima aveva acquistato la Lanz, rinnovò completamente la gamma. La Lanz forniva una gamma di oltre 50 attrezzi, in grado di svolgere quasi tutti i lavori: fra i più singolari, la raccoglitrice monofi la per barbabietole da zucchero e la mungitrice portatile. Sulla scia del Lanz diversi costruttori tedeschi misero sul mercato portrattezzi con potenze fra i 10 e i 25 CV: fra i modelli più signifi cativi il Ruhrstahl B 07 (uno dei più evoluti e di successo, con motore da 20-22 CV), il Claas D 15, lo Schmotzer Kombi Record, il Fahr GT 130, il Wesseler W 17, il Ritscher Multitrac, l Eicher G 25 Kombi. Dal 1953 la Fendt propose un Geräteträger con motore da 12 CV, capostipite di una fortunata serie di modelli, in produzione ancora negli anni Novanta. Anche nella Ddr i portrattrezzi conobbero un largo impiego. Il primo esemplare, con telaio a trave centrale e motore anteriore, fu il Maulwurf prodotto negli stabilimenti Schönebeck nel 1949. 65
Il Multitrac della tedesca Ritscher con erpice a denti posteriore e cassone, 1954 Il prototipo del Maulwurf, il primo portrattezzi prodotto nell ex Germania Est: progettato dall ing. Egon Scheuch e costruito negli stabilimenti Scönebeck nel 1949; montava un motore anteriore da 8,75 CV a 3.000 giri/min La Ruhrstahl di Witten-Annen (Germania) nel 1951 presenta un portattrezzi con motore bicilindrico da 20 CV, che otterrà un notevole successo Telaio motorizzato Barbieri Falco, 1957. Sul telaio tubolare sono fulcrati quattro assali oscillanti indipendenti, portanti alle estremità le quattro ruote motrici; il posto guida è reversibile Uno dei primi portattrezzi della Fendt, il modello F 12 GT con motore monocilindrico da 12 CV, 1955. Al centro monta un erpice a dischi 66 Montava un motore Dkw da 8,75 CV. Da questo esemplare derivarono i successivi modelli, che mantennero la stessa tipologia di telaio, ma montavano il motore posteriormente, sotto il posto guida. Dal 1952 venne commercializzato l RS 08/15, con motore da 15 CV, seguito nel 1957 dall RS 09/15 e infi ne nel 1964 dal RD 09/124 da 25 CV. La produzione russa In Russia, alla fi ne degli anni Cinquanta vennero sperimentati i telai motorizzati SSCH per zone declive, a tre o quattro ruote, aventi struttura a portale e dotati di un dispositivo idraulico o meccanico che assicurava la verticalità della macchina in ogni condizione e in particolare quanto operava secondo le linee di livello anche su pendii fi no al 47%. Telaio motorizzato russo SSCH 24G a quattro ruote motrici, 1958. Ideato per le lavorazioni su terreni declivi, ha il telaio costituito da due parti, articolate su un telaio trasversale, in modo da mantenere automaticamente la verticalità della macchina In Italia Nel nostro Paese, il portattrezzi destò un modesto interesse in quanto recepito come macchina per le piccole aziende. Nel 1951 la Feraboli di Cremona introdusse sul mercato il portattrezzi La Celere, con motore da 8-9 CV o diesel da 10-11 CV, del peso di soli 530 kg, idoneo esclusivamente per lavori leggeri e impiegato soprat-
Fendt F 250 GT trainante una mietitrebbia Claas, 1970. Il motore diesel a tre cilindri, a sogliola, da 50 CV è posizionato sotto il posto guida Prodotto negli stabilimenti Scönebeck dal 1964 al 1972, il portatrezzi GT 124, era azionato da un bicilindrico diesel di 25 CV. Su strada raggiungeva i 18 km/ora L Obert Trebo è un piccolo portattrezzi, impiegato soprattutto nella fienagione, 1958 Eicher Gerätegräter 200 con motore bicilindrico da 20 CV, 1959 tutto nella Pianura Padana per la falciatura. La Ruralmacchine, marchio della ditta Mazzoni di Piacenza, presentò nel 1955 una singolare mietitrebbia avente una netta distinzione fra gli organi trebbianti e la struttura semovente: in questo modo, smontato il complesso trebbiante, si disponeva di un telaio portattrezzi dotato di un motore Fordson Major diesel con una potenza di 41 CV. Alla Fiera di Verona del 1957 la Barbieri presentò il portattrezzi Falco, costituito da un telaio tubolare sulla parte centrale sul quale erano montati il gruppo motore-cambio e fulcrati quattro assi oscillanti indipendenti, portanti alle estremità le quattro ruote motrici. Particolarità della macchina era il posto guida posteriore reversibile. La torinese Obert propose il piccolo Trebo, con motore Foklmotor da 7 CV o Baltea da 18 CV, dotato di varie attrezzature, soprattutto per le operazioni di fi enagione. La Bodini di Casalbuttano (Cremona), invece, costruì il piccolo Grillo, dotato di motore diesel da 10-12 CV, con attacchi rapidi per il montaggio di attrezzi anteriori, centrali e posteriori. 67
La mietitrebbia Ruralmacchine, prodotta dalla Mazzoni di Piacenza nel 1955, poteva essere trasformata in telaio motorizzato smontando il complesso trebbiante. Il motore è un Fordson Major da 41 CV 68 Deutz Intrac, 1972. Rappresenta un tentativo da parte dell industria tedesca di introdurre nuove concezioni nella progettazione dei trattori I systems tractors Anticipatore di quelli che saranno i systems tractors dei giorni nostri, fu il Samecar, presentato dalla Same alla Fiera di Verona del 1961, nelle versioni 250 da 45 CV e Puledro da 35 CV, entrambi a 2 o 4 ruote motrici. Nato da un intuizione di Francesco Cassani, era un mezzo polivalente per la lavorazione dei campi e i trasporti su strada, dove raggiungeva i 29 km/ora nella versione più potente; dotato di cabina, poteva montare gli attrezzi più disparati, Il portattrezzi La Celere costruito dalla Feraboli, 1951. Il motore Guidetti Condor a petrolio da 8-9 CV o diesel da 10-11 è montato su un lato del ponte posteriore, a fianco del conducente anteriormente, posteriormente, lateralmente e sul pianale, ma era troppo innovativo per quei tempi e non riuscì a sfondare sul mercato. All inizio degli anni Settanta la necessità di macchine sempre più potenti e polivalenti portò a una evoluzione dei portattrezzi, con la progettazione di mezzi semoventi in grado di compiere più operazioni in un solo passaggio. Uno dei primi systems tractors fu il Deutz Intrac, presentato nel 1972, dotato di attacco a tre punti e prese di potenza anteriore e posteriore, Il Samecar agricolo, presentato nel 1961 è un veicolo polivalente ideato per lavorare la terra e trasportare i prodotti. Costruito nelle versioni a due e quattro ruote motrici, con due differenti motorizzazioni da 45 e 35 CV, per il quale la casa di Treviglio offriva un ampia serie di attrezzi specifici, non riuscì a sfondare sul mercato cabina di guida avanzata e ampiamente vetrata, con dietro uno spazio suffi ciente per montare altre attrezzature. La versione più evoluta, la 2005, con motore da 90 CV aveva 4 ruote motrici isodiametriche. Collezionismo In Germania, dove i portattrezzi sono stati molto diffusi, godono di non pochi estimatori e non è raro ai raduni vedere esemplari perfettamente restaurati. Tra i più ricercati, per il marchio che rappresenta, il Lanz Alldog, che raggiunge quotazioni di tutto rispetto (4.000-5.000 euro). In Italia i portattrezzi da collezione sono piuttosto rari. Con un po di fortuna si può ancora trovare un Obert Trebo, a prezzi abbordabili, o un Samecar, molti dei quali ebbero una seconda vita in settori extraagricoli. Franco Zampicinini f.zampicinini@macchineagricoledomani.it