RASSEGNA STAMPA 03_08_2006
LA MARGHERITA TOSCANA Casa dolce casa Per il problema abitazione va diversificata l offerta Lunedì 31 luglio 2006 Giovanni Pecchioli Presidente Casa Spa - Firenze Il tema della casa ha dominato, come non succedeva da parecchio tempo, l ultima campagna elettorale. Il dibattito ha assunto anche toni molto accesi, pur rimanendo il più delle volte ad un livello di approfondimento non eccezionale. In particolare la proposta Brunetta sulla vendita, o meglio, sulla svendita del patrimonio di edilizia residenziale pubblica appartenente allo Stato, aldilà della sua valenza chiaramente elettoralistica, ha posto da un lato la questione in primo piano, e dall altro ha dato anche l idea dell approssimazione con cui alcuni la trattano. Tanto per dare un idea in moltissime regioni il patrimonio residenziale pubblico appartiene non allo stato bensì alle regioni o addirittura, come nel caso della Toscana, ai comuni. Ma aldilà di dispute più o meno formali è chiaro che il tema del diritto alla casa è drammaticamente di attualità: in un paese dove, se per fortuna, il numero dei proprietari del loro alloggio è molto alto, oltre l 80%, inevitabilmente si ha un offerta di locazioni assolutamente insufficiente e soggetta in maniera pesante alla speculazione. I dati sul livello degli affitti, soprattutto in città come le nostre, interessata da fenomeni come quello degli immigrati o degli studenti fuori sede sono sempre più allarmanti. E come succede sempre, a problemi complessi bisogna rispondere in maniera articolata, cercando di individuare tutti i possibili fattori critici. In un recente studio realizzato insieme alle più importanti centrali cooperative a livello nazionale, Federcasa ha individuato in circa 700.000 il numero degli alloggi in affitto da immettere sul mercato per calmierare lo stesso e per rispondere in maniera adeguata alla nuova e vecchia domanda. Chiunque capisce che si tratta di numeri molto significativi. Per quanto mi riguarda sono convinto che l offerta debba essere diversificata: molto importanti sono gli interventi e i finanziamenti statali e regionali in materia di affitti agevolati, mirati in particolare a quella fascia di popolazione indicata ormai abitualmente come grigia fatta di coloro che non sono così poveri da poter ambire ad un alloggio popolare, ma che nello stesso tempo non sono neanche così ricchi da stare sul mercato. Fondamentale è anche che a questo compito si dedichino tutti i soggetti che possono fare in modo che l offerta sia adeguata: privati, mondo della cooperazione, soggetti gestori pubblici variamente denominati. Altrettanto fondamentale e inderogabile è la realizzazione di nuova edilizia residenziale pubblica, le case popolari per intendersi. Forse non tutti sanno che il patrimonio residenziale pubblico esistente in Italia è uno dei più bassi fra tutti i paesi della Comunità
Europea. Il dato è già di per sé significativo ma lo diventa ancora di più in una situazione come quella odierna in cui i fenomeni di disagio di cui si parlava prima, sono sempre più presenti e chiedono un intervento pubblico capace di dare risposte convincenti, anche a coloro che sfortunatamente sono fuori da qualsiasi fascia e da qualsiasi colore. C è un problema di risorse, inutile nasconderlo, ma il compito della politica è anche quello di individuare le priorità e di conseguenza agire su di esse. Da questo punto di vista il nostro impegno è stato e sarà quello di sollecitare il governo a mantenere quello che in campagna elettorale era stato indicato e che è riportato, seppur in maniera non del tutto soddisfacente, all interno del Dpef. Bisogna che certi indirizzi siano meglio specificati e soprattutto bisognerà poi che i provvedimenti della Finanziaria siano proporzionati alla gravità e all urgenza del problema. Un ultimo accenno in particolare sulla Toscana: la riforma attuata per ora solo nella nostra regione ha sicuramente molti pregi ed è di riferimento anche per le altre regioni che stanno valutando come ripensare i propri soggetti gestori. Da parte nostra c è una sola esigenza, quella di essere sempre di più attori al servizio dei comuni per le politiche abitative. Parecchio è stato fatto, qualcosa resta sicuramente da fare, in particolare il compimento della riforma stessa che altrimenti rischia di non produrre tutti gli effetti positivi che in essa sono contenuti e favoriti.