TEST - Isaac Proton. Una scelta geometrica decisa. La troverete in bianco o in nero, la scelta tra i due colori è quasi un marchio di fabbrica di casa Isaac, nome ispirato a Newton, rivoluzionario per la scienza del suo tempo come oggi si prefiggono di essere queste biciclette nel ciclismo. Aspirazione importante ma va dato atto a Isaac di lavorare bene. A ingannare, forse, è proprio la misura del telaio che ci è stato consegnato dal distributore italiano di Isaac. I tubi sono molto abbondanti e, nella taglia 56, riescono a dare alla bicicletta un carattere notevole. Per dare un idea basti vedere come il logo con la i si sia potuto applicare in tutta la sua dimensione sulla parte laterale del tubo di sterzo. Proprio questo, vedremo, è uno dei punti fondamentali del telaio. Il telaio La bicicletta che vedete nelle fotografie è realizzata con un telaio in fibra di carbonio 3k costruito con tecnologia monoscocca (di questo telaio esiste anche una versione in 1K, identica per geometrie e forme, ma più leggera). Come anticipato nell introduzione le tubazioni sono abbondanti. In particolar modo i progettisti Isaac si sono concentrati su tubo obliquo e sterzo. Il tubo frontale è abbondante nelle dimensioni, a diametro differenziato (1 1/8 nella parte superiore, 1,2 nella parte inferiore). Prosegue, in parte anche nella zona posteriore accompagnando tubo superiore e obliquo. Il primo va restringendosi verso il nodo di sella per accogliere direttamente i pendenti posteriori che, visivamente, passano all esterno del piantone. Il tubo inferiore man- Pagina 1 di 12
tiene una dimensione molto importante fino alla scatola del movimento centrale che diventa parte integrante della giunzione delle sezioni che convergono su di essa. Delimitarla visivamente è impossibile. Nella logica della tecnologia monoscocca gli spazi vengono sfruttati il più possibile per dare l appoggio maggiore possibile alle forze che innescano le torsioni. Anche il movimento centrale viene fatto scomparire interamente all interno del telaio (è di tipo pressfit). Il contributo del tubo di sterzo, per quanto riguarda la rigidità, diventa molto importante. Le torsioni si innescano sul movimento centrale, ma fanno perno proprio sullo sterzo. Se questo è rigido, ne guadagna tutto il telaio. Anche la forcella è realizzata in monoscocca e con fibra di carbonio 3K. La curvatura disegna un rake di 43 millimetri che, ovviamente, si inserisce perfettamente nella funzionalità del telaio. La geometria Se si vuole un telaio confortevole e con tanta rigidità l unica è agire sulla geometria. E allora o si disegnano tubazioni in grado di assorbire le vibrazioni, oppure si pensano angoli e misure che possano dissiparle su tutta la struttura. L importante, insomma, è farle arrivare il meno possibile al ciclista. Per il progetto Proton è stata adottata soprattutto la seconda soluzione. Il telaio ha sezioni decise. Le tubazioni, nelle loro forme importanti, non sono curvilinee, però la geometria è formidabile. Se misurate il carro è sopra i quaranta centimetri (40,6 per l esattezza). L avantreno supera i 60 e l interasse sfiora il metro. Il riferimento è alla misura 56 che ci è stata fornita, ma se si guarda la tabellina degli sviluppi geometrici si noterà come questa impostazione sia mantenuta su tutti i telai. Il carro posteriore, addirittura, ha identica lunghezza per tutte le taglie. Una cosa che si apprezza sicuramente è anche che con questa impostazione il piede non rischia di toccare la ruota anteriore così come avviene, invece, nella stragrande maggioranza dei telai se si pedala su curve particolarmente strette. Non è un difetto assoluto (e infatti viene spesso trascurato) ma trovare telai con questa impostazione è sempre una piacevole sorpresa. Il tubo di sterzo è anche piuttosto alto. «Quante biciclette vediamo con tanti spessori tra serie sterzo e attacco manubrio? - spiega, provocatoriamente Armando Cresti, titolare di Arc En Ciel, che distribuisce i Pagina 2 di 12
telai Isaac in Italia chi va in bicicletta normalmente non utilizza posizioni estreme e deve poter raggiungere comodamente anche la presa bassa del manubrio». Nell esperienza fatta su questa bicicletta, comunque, di spazio per andare giù col manubrio ce n è abbastanza da poter pedalare senza problemi con la schiena parallela al terreno, che poi sarebbe la posizione idealmente aerodinamica. Trasmissione elettronica Solitamente nei test che pubblichiamo su Cyclinside ci soffermiamo poco sulla componentistica, se non per descriverla in quanto parte della bicicletta alla cui base resta comunque il telaio. Qui vale la pena un eccezione. La scelta di Isaac di dotare questo modello della versione elettronica del gruppo Ultegra caratterizza pesantemente la bicicletta pur non influendo, ovviamente, nella ciclistica. L Ultegra Di2 è un gruppo ben fatto, come la versione meccanica d altra parte. Nascendo dall esperienza del già conosciuto Dura Ace Di2 ne prende le caratteristiche salienti pur con qualche semplificazione dovuta al livello di mercato e di prezzo. Tuttavia in fase di montaggio si apprezza sicuramente il minor numero di fili da far scomparire dentro al telaio e la manutenzione è pure semplificata dalla facilità di controllo delle eventuali anomalie. Una semplice interfaccia, da collegare alla centralina, permette la connessione via porta usb ad un qualsiasi personal computer. Il software di gestione fornito consente di individuare rapidamente eventuali componenti difettosi e di programmare il funzionamento del sistema (ad esempio si può decidere di invertire il comando del cambio). Facili anche le regolazioni che si possono fare direttamente mentre si pedala. Il piccolo connettore posizionato sotto l attacco manubrio consente, oltre che di visualizzare lo stato di carica della batteria, di effettuare regolazioni di fino sulla precisione di cambiata. Poi dimenticatevi il trimming del deragliatore, ossia quelle microregolazioni da farsi solitamente con i sistemi meccanici man mano che si sposta la catena sul pacco pignoni. Qui ci pensa direttamente la centralina elettronica. Quando è necessario il deragliatore viene spostato quanto serve perché la catena non vi strusci sopra. La sensazione di cambiare, sia sul deragliatore che sul cambio posteriore, senza agire Pagina 3 di 12
su un cavo meccanico è di efficienza totale. Soprattutto per quanto riguarda il deragliatore anteriore. Non ci sono tentennamenti nella cambiata, basta un clic e via, si avverte solo il rumore del dente che aggancia la catena, senza possibilità di errore. Anche se non è consigliabile, si può fare senza problemi pure con la catena in trazione. Davvero un risultato notevole. Il cambio posteriore abbiamo provato ad insultarlo con qualche azione estrema e pure quello non ha tradito la minima indecisione. La risposta per chi chiede a cosa serva davvero un sistema elettronico è tutta qui: una volta provato, tornare di nuovo al meccanico, è una sensazione netta di passo indietro. I componenti Dopo il gruppo a caratterizzare (forse anche di più) la Proton, sono le ruote. Sono un modello di FFWD ma personalizzate per Isaac. Corrispondono, comunque, al modello F6R montate con mozzi Dt Swiss. La rigidità è buona e il cerchio da 58 millimetri è aerodinamico. Ovviamente risente del vento laterale, soprattutto la ruota anteriore dove il peso caricato è minore. Manubrio e attacco Ritchey fanno il loro lavoro egregiamente, così come il reggisella a doppia vite che permette di regolare rapidamente l inclinazione della sella. Conclusioni Ha senso una bicicletta di media gamma con gruppo elettronico? Non sarà indispensabile ma pensare di avere, a questo prezzo, una bicicletta con queste caratteristiche era impensabile fino a qualche tempo fa. Perché no allora? Il lavoro fatto da Shimano è notevole e, soprattutto, alla portata del grande pubblico, sia come prezzo che come praticità di uso. E in questo caso si tratta comunque di una bicicletta da considerare di alta gamma. Sia chiaro: il gruppo elettronico non è più difficile da utilizzare, né da mantenere, né da montare. Basta solo seguire le istruzioni (che Shimano ha fatto a prova di equivoco). Su strada la Proton si è rivelata notevole. La scelta geometrica precisa, è apprezzabile in tante situazioni e guidarla è un piacere, sia in salita che in discesa. L importante è trovare la misura giusta. L unico limite, se vogliamo, è qui: due centimetri di differenza tra una taglia e l altra non sono pochi. Ma ci sono margini di adattamento per mettere in sella praticamente chiunque. Se avete nel mirino un regalo speciale è da pensarci. Pagina 4 di 12
Oltre che nella versione che abbiamo testato il telaio Proton è disponibile anche montato con gruppo Dura Ace (Euro 5.460,00), oppure come kit telaio (Euro 2.680,00 con forcella, serie sterzo e predisposizione per il montaggio del sistema elettronico). Scheda tecnica Modello: Isaac Proton Materiale del telaio: Fibra di carbonio monoscocca 3K Congiunzioni: - Forcella: Isaac 3k monoscocca Gruppo: Shimano Ultegra Di2 Pedali: non inclusi Guarnitura: Shimano Ultegra 39-53 Pacco pignoni: 12-25 Catena: Shimano Hg Deragliatore: Shimano Ultegra Di2 Cambio: Shimano Ultegra Di2 Freni: Shimano Ultegra Leve cambio: Shimano Ultegra Di2 Manubrio: Ritchey Logic II Wcs Attacco Manubrio: Ritchey Wcs 4Axis Reggisella: Isaac Carbon Sella: Selle Italia Slr XP Ruote: FFWD F6R per Isaac Coperture: Schwalbe Ultremo ZX Colori: bianco o nero Misure: da 52 a 62 ogni due centimetri Peso*: 7,700 chilogrammi Prezzo indicativo: Euro 5.480,00 (la bicicletta così come la presentiamo in questo articolo) Costruttore: Isaac (www.isaac-cycle.com) distribuito in Italia da Arc En Ciel (www.arcenciel.it). Pagina 5 di 12
* Il peso si intende per la bicicletta così come ci è stata fornita dal produttore e come la vedete fotografata (senza pedali né portaborraccia). Impugnatura prefetta e due pulsanti per cambiare. Dimensioni importanti anche per il tubo superiore. Pagina 6 di 12
Ritchey Logic II Wcs: la curva ha una presa molto confortevole e sicura. Il reggisella Isaac è dotato di due viti di regolazione facili da raggiungere senza chiavi speciali. Pagina 7 di 12
La forcella è a steli dritti Il tubo di sterzo è più largo nella parte inferiore. Pagina 8 di 12
La trasmissione elettronica. Il tubo sella fuoriesce di qualche centimetro dal tubo superiore. Pagina 9 di 12
I pendenti posteriori proseguono la linea del tubo superiore. Pagina 10 di 12
Decisamente abbondante la scatola del movimento centrale. Profilo da 58 millimetri in carbonio, ma pista frenante in alluminio. Le ruote sono montate con mozzi Dt Swiss. Per l'anteriore i raggi sono a disposizione radiale. Pagina 11 di 12
Da sotto la scatola del movimento centrale si accede alle giunzioni dei cavi elettrici. Sparisce tutto dentro al telaio e la linea rimane pulita. Pagina 12 di 12