Club Alpino Italiano Sezione di Cagliari Programma Annuale Escursioni 2016 10a ESCURSIONE SOCIALE Domenica 10 Aprile Monte Albo Ritrovo Ore 6,30 parcheggio Media World Sestu Tragitto in pullman (quota pullman 18,00) Cartografia Foglio IGMI 195 sez. III scala 1:25000 Comune interessato Lula Lunghezza 12 km circa Dislivello in salita m 630 circa Tempo di percorrenza 6 ore circa, esclusa la pausa pranzo Difficoltà EE tratti esposti Tipo di terreno Mulattiera, roccette, pietraia, sentiero Segnaletica segnavia bianco rossi, omini di pietra Interesse Naturalistico, paesaggistico Rifornimento idrico assente portare buona scorta d acqua Attrezzatura Scarponi da Trekking, abbigliamento adatto alla stagione Pranzo al sacco a cura dei partecipanti Rientro ore 21,30 circa Direttori di escursione P. Mascia (ASE), E. Sechi (ASE) C. Erriu, G. Moi Contributo organizzativo Prenotazioni Soci G.Esc. nessun contributo, soci Cai 3,00 al n 333 2067802 dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 17.30 ESCURSIONE RISERVATA AI SOCI
Descrizione generale una grande montagna calcarea, che il suo candore fa chiamare Montalbo o Monte Albo (Mons Albus); forma una massa allungata, un po rialzata verso nordovest e inclinata a sudovest, che corre in linea diritta per oltre 16 chilometri fin sopra il villaggio di Lula..il Montealbo, direi che appartiene al Cretaceo, come la montagna di Oliena. E una grande massa calcarea di un bianco un po giallastro, appoggiata sugli scisti di transizione divenuti cristallini per l azione del granito che affiora in qualche punto (C.A.Lamarmora) Il Monte Albo è situato nella regione delle Baronie, nella Sardegna nord orientale. Dal punto di vista amministrativo, esso appartiene, per massima parte, ai comuni di Lula e Siniscola e, in proporzione decrescente, a Lodè, Loculi, Irgoli e Galtellì. Esso appare come una piccola cordigliera candida e imponente che separa le valli del Rio Posada da quella del Rio di Siniscola. La montagna è visibile dal Supramonte come dal Limbara, dalle porte di Nuoro e dal litorale di Orosei. Le sue vette sono difese da spettacolari pareti calcaree verticali, alte diverse centinaia di metri, specialmente verso nord ovest in direzione di Lula. Da questo versante svettano la Punta Catirina e la Punta Turuddò, che hanno la stessa quota di 1127 m slm. Il crinale prosegue verso nord est con Mesu e Puntas (1081 m), Punta Sae Mussinu (1031 m), Punta Romasinu (1055 m), Punta Ferulargiu (1050 m), Punta Su Mutrucone (1050 m) e Punta Gurturgius (1050 m). Infine, l estremo bastione nord-orientale della catena, Punta Cupetti, con i suoi 1029 m, mostra le sue alte scarpate calcaree sul versante di Siniscola. In questo complesso calcareo-dolomitico i fenomeni carsici hanno modellato il paesaggio. L erosione della roccia ha creato falesie, forre, burroni e strapiombi, campi, doline, grotte e voragini. Nelle aree di vetta il suolo è molto sottile e affiora la nuda roccia. I detriti formatisi per l erosione delle rocce a monte sono precipitati alla base dei pendii e hanno occupato le aree disboscate. Il substrato di scisti paleozoici dove poggia la grande massa calcarea presenta, invece, una morfologia più dolce. La flora del Monte Albo è tipica dei calcari mesozoici della Sardegna centro orientale. E costituita da circa 660 specie, che rappresentano circa un terzo della flora sarda, con una componente endemica di 50 entità diverse, il 25% di quella totale dell Isola. Per la ricchezza della flora presente, il Monte Albo si contraddistingue come area di notevole importanza botanica. Sono presenti antiche foreste di lecci ma, là dove il suolo è stato eroso ed affiora la roccia calcarea, il leccio vegeta più stentatamente, lasciando spazio alla fillirea, al corbezzolo, al lentisco, al ginepro e all olivastro. Vaste zone sono coperte da macchie e garighe fino ad arrivare alla roccia nuda. Nelle pareti calcaree e nelle vette è presente una flora ricca di specie rare e di endemismi. La montagna ospita una importante varietà faunistica e soprattutto una notevole avifauna. Per la presenza di numerosi biotipi viene classificato come biotipo di importanza internazionale. La partenza da Cagliari è prevista dal parcheggio di Media World Sestu alle ore 6,30. Raggiungeremo Lula e poi la chiesa del Miracolo. Da qui proseguiremo in discesa per poco meno di un chilometro fino ad arrivare ad uno slargo posto esattamente sotto la sella di Janna e Nurai dove avrà inizio l escursione.
Vista di Monte Turuddò dal parcheggio Itinerario a piedi L itinerario si sviluppa per 12 chilometri circa, supera un dislivello totale di 865 m ed è classificata EE. Il sentiero ha inizio sotto la sella di Janna e Nurai dove un vecchio cartello in legno, ormai illeggibile, un tempo indicava la salita a Punta Catirina. W1 q 547 m slm. Risaliremo la mulattiera dal fondo roccioso che si snoda in salita all interno di un bosco e ci condurrà, attraverso un passaggio di roccette, (W2 q 740 m slm) alla sella di Janna e Nurai,. Durante la risalita potremo ammirare le bianche pareti strapiombanti di Punta Turuddò sul paese di Lula e la grande sella di Janna e Nurai che separa le due cime di Turuddò e Catirina. Questa mulattiera era una antica via che collegava la zona di Lula a Siniscola, usata fino al secolo scorso dai boscaioli e dai pastori.
Da questo valico,dopo aver superato un dislivello di 200 m in soli 0,800 Km, proseguiremo in piano fino a raggiungere la radura boscosa di Sas Patatas, (W3 q 748 m slm) in direzione SE. La percorreremo fino ad un crocevia dove è posto un cartello segnavia in legno (W4). Esso indica, in direzione Sud ( alla nostra destra) la località Sa Mandra Brujata e Uselia. Noi, invece, seguiremo le indicazione, in direzione Est (alla nostra sinistra) per Sa Kostera Artudè. Continueremo a camminare in piano seguendo i segni bianco-rossi, sbiaditi ma ancora evidenti, lungo il sentiero che ben presto svolta decisamente in direzione Nord. In breve tempo (W5 q 749 m slm), troveremo l incrocio col sentiero che conduce a Sa Kostera e ad Artudè. Lo ignoreremo e seguiremo, alla nostra sinistra, il sentiero per Usurtia. Usurtia è una fonte posta poco distante dal punto di arrivo della nostra escursione, sarà bene tenere a mente questa direzione per le indicazioni che troveremo successivamente. Da questo punto inizieremo la lunga risalita che taglia le curve di livello in linea diritta, dopo aver attraversato Pratza e Masiule. Il percorso si sviluppa dapprima su una mulattiera dal fondo di pietre instabili per poi inerpicarsi su roccia nuda. La segnaletica coi segnali bianco rossi sparisce del tutto, solo gli omini di pietra ci guideranno fino alla base della cima. La salita diventerà più faticosa per l incedere su lastronate di calcare. Un cartello posto a q 1080 m slm (W6) indica la Punta Catirina che raggiungeremo risalendo l ultimo tratto di roccia. Punta Catirina 1127 m slm, la nostra meta. Dislivello dalla partenza 630 m. Ci fermeremo qualche minuto per le foto di rito e per ammirare il vasto panorama che spazia a 360 e riconosceremo l isola di Tavolara, le spiagge di Posada, le campagne coltivate di Lula, Bitti, Orune.
Riprenderemo la discesa fino al cartello in legno e ci accingeremo ad attraversare un solco naturale, un corridoio carsico che ben presto lascia spazio ad un terreno roccioso ricoperto da macchia arbustiva di lecci, ginepri e agrifogli.
Proseguiremo su traccia di sentiero che attraversa Campu e Susu, altopiano sommitale di origine carsica, in direzione NNE fino ad un bivio, W7, dove faremo la sosta pranzo. Riprenderemo il cammino abbandonando il sentiero che condurrebbe ad Artudè per imboccare quello per Usurtia indicato dalla segnaletica alla nostra sinistra. Una brevissima e dolce risalia ci porterà al margine dell altopiano con vista su Lodè e S. Anna, esattamente sulla verticale del punto di arrivo della nostra escursione. Scenderemo repentinamente di quota, con passaggi su roccia in un sentiero poco agevole da percorrere con piede fermo e sicuro. Le pareti nude lasceranno ben presto spazio alla vegetazione boschiva ed il sentiero diverrà più comodo soprattutto nell ultimo tratto fino all arrivo (W8 q 596 slm). Siamo sulla SP n. 3 al Km 20,700, qui troveremo il pullman ad attenderci per il rientro a casa. Su Campu e Susu Raccomandazioni L escursione presenta un dislivello di medio impegno. Si raccomanda di fare particolare attenzione e di seguire scrupolosamente il direttore di escursione. In prossimità dei bivi, è necessario fermarsi in caso di dubbio e aspettare l arrivo del direttore di escursione che chiude la fila. Si richiede a buona preparazione fisica e un appropriato equipaggiamento e l utilizzo di scarponi dal fondo scolpito, saranno utili i bastoncini. Consigli alimentari L alimentazione dovrà essere adeguata alle nostre esigenze fisiche e a quelle climatiche. Si raccomanda di fare una buona colazione e, durante l escursione, piccole integrazioni di pane, fette biscottate e/o barrette energetiche. Si eviti di appesantire lo stomaco con cibi di lenta digestione e di assumere bevande alcoliche. Indispensabile una scorta d acqua e/o integratori energetico-salini.
Norme di comportamento da tenersi durante le escursioni: Ogni componente del gruppo durante l escursione starà sempre dietro il Direttore di Escursione e ne dovrà seguire scrupolosamente le indicazioni; il non attenersi vale come rinuncia implicita al nostro accompagnamento e alla assicurazione del CAI. Chi dovesse fermarsi per necessità fisiologiche lasci il sacco lungo il sentiero e chi chiude la fila saprà che deve attenderlo. Non si fuma durante l'escursione. Non si lasciano rifiuti di alcun tipo; i rifiuti si riportano a casa. Ogni infrazione può essere motivo per l'esclusione da successive partecipazioni. Dichiarazione di esonero di responsabilità Il Club Alpino Italiano promuove la cultura della sicurezza in montagna in tutti i suoi aspetti. Pur tuttavia la frequentazione della montagna comporta dei rischi comunque ineliminabili e pertanto con la richiesta di partecipazione all escursione il partecipante esplicitamente attesta e dichiara: di non aver alcun impedimento fisico e psichico alla pratica dell escursionismo, di essere idoneo dal punto di vista medico e di avere una preparazione fisica adeguata alla difficoltà dell escursione; di aver preso visione e di accettare incondizionatamente il Regolamento Escursioni predisposto dal CAI Sezione di Cagliari; di ben conoscere le caratteristiche e le difficoltà dell escursione; di assumersi in proprio in maniera consapevole ogni rischio conseguente o connesso alla partecipazione all escursione e pertanto di esonerare fin da ora il CAI Sezione di Cagliari e i Direttori di Escursione da qualunque responsabilità. Direttori di Escursione: Emilia Sechi (ASE) - Pietro Mascia (ASE) Carmela Erriu Gigi Moi