ORDINANZA nr. 01 Data

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COMUNE DI SAN CIPRIANO D AVERSA PROVINCIA DI CASERTA ORDINANZA nr. 01 Data 14.01.2016 OGGETTO: Disciplina della combustione sul luogo di produzione dei soli residui vegetali derivanti da sfalci, potature o ripuliture provenienti da attività agricole e forestali nel territorio del Comune di San Cipriano D Aversa. (ai sensi dell'art. 256 bis comma 6-bis del D. Lgs. 152/2006). Premesso: IL SINDACO - Che, ai sensi dell'art. 15 della legge 24 febbraio 1992 n. 225, il Sindaco è autorità comunale di protezione civile; - Che, con delibera di giunta n. 169 del 3.6.2014, la Regione Campania approvava l'elenco dei criteri di gestione obbligatoria, delle norme e degli standard per il mantenimento dei terreni in buone condizioni agronomiche ed ambientali ai sensi del reg. (CE) n.73/09, così come modificato dal Reg. U.E. n.1310/2013, revocando la precedente delibera n. 100 del 2012; - Che, ai sensi dell'art. 179 e seguenti del D.Lgs. n 152/2006 e ss.mm.ii., la gestione dei rifiuti avviene nel rispetto della seguente gerarchia: a) prevenzione; b) riduzione della produzione; c) riduzione dello smaltimento finale attraverso il recupero mediante riciclo, reimpiego, riutilizzo; d) smaltimento; - Che, l'art. 184, comma 3, lettera a), del D.Lgs. n 152/2006 e ss.mm.ii classifica come rifiuti speciali i rifiuti da attività agricole e agro-industriali, ai sensi e per gli effetti dell'art. 2135 del codice civile ; -Che la direttiva europea n. 2008/98/CE stabilisce che la combustione sul campo dei residui vegetali derivanti da lavorazione agricola e forestale si configura come illecito smaltimento di rifiuti, sanzionabile penalmente e che detta normativa è stata recepita dal Decreto Legislativo n. 205 del 3 dicembre 2010 il cui art. 13, che ha modificato l art. 185 del D.Lgs. 152/2006; - Che, l'art. 185, comma 1, lettera f), del D.Lgs. n 152/2006 stabilisce poi che non rientrano nell'applicazione della parte quarta del suddetto decreto n 152/2006 e ss.mm.ii le materie fecali, se non 1

contemplate dal comma 2, lettera b), paglia, sfalci e potature, nonché altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso utilizzati in agricoltura, nella selvicoltura o per la produzione di energia da tale biomassa mediante processi o metodi che non danneggiano l'ambiente ne' mettono in pericolo la salute umana ; - Che, tuttavia, la suddetta norma è stata interpretata dalla giurisprudenza in senso restrittivo e, pertanto, si è ritenuto che la combustione dei residui vegetali agricoli e la conseguente distribuzione delle ceneri sul terreno non rientri nella deroga prevista dall art. 185, comma 1, lettera f), del D.Lgs. n 152/2006, la quale quindi dovesse considerarsi illecito smaltimento di rifiuti, sanzionabile penalmente ai sensi degli articoli 256 e 256-bis del D.Lgs. n 152/2006; - Che la disciplina normativa dell attività in argomento è mutata in seguito all entrata in vigore del decreto legge 24 giugno 2014, n. 91, recante Disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l'efficientamento energetico dell'edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonché per la 2 definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea, pubblicato sulla G.U.R.I., Serie generale, n. 144 del 24-6- 2014; - Che, in particolare, l art. 14, comma 8, lett. b), del decreto legge n. 91/2014 ha modificato le previsioni dell art. 256-bis del decreto legislativo n. 152 del 2006, aggiungendo il comma 6-bis, ai sensi del quale: «Le disposizioni del presente articolo e dell'articolo 256 non si applicano al materiale agricolo e forestale derivante da sfalci, potature o ripuliture in loco nel caso di combustione in loco delle stesse. Di tale materiale è consentita la combustione in piccoli cumuli e in quantità giornaliere non superiori a tre metri steri per ettaro nelle aree, periodi e orari individuati con apposita ordinanza del Sindaco competente per territorio. Nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, dichiarati dalle Regioni, la combustione di residui vegetali agricoli e forestali è sempre vietata»; - Che, pertanto, si rende necessario dare attuazione alle nuove disposizioni introdotte dal legislatore in materia di combustione controllata di materiali vegetali di origine agricola; Considerato: - Che il Comune di San Cipriano D Aversa ha una vocazione agricola, con presenza di coltivazioni tipiche quali il pomodoro, pescheti e frutteti, tutti fruttiferi; - Che le suddette colture praticate sul territorio comunale, periodicamente subiscono la pratica agronomica della potatura, con produzione di significative quantità di residui colturali quali ramaglie o porzioni di rami in genere; - Che la pratica della bruciatura dei residui colturali sul luogo di produzione rappresenta un'usanza consolidata che consente inoltre di controllare le fonti di inoculo e propagazione di fitopatie e che, vista la meccanizzazione della varie culture, consente di non avere intralci durante le operazioni di raccolta; - Che la bruciatura dei residui vegetali è efficace nel prevenire la diffusione delle fitopatie; - Che, al momento, non è stato ancora stabilito se le misure di profilassi abbiano la prevalenza sulla norma che prevede il divieto di bruciatura in loco dei residui vegetali; - Che da sempre in agricoltura si è fatto ricorso alla pratica della combustione controllata dei residui vegetali sui campi, considerata dagli agricoltori una metodica non solo valida ma, a volte, insostituibile, capace di assicurare la giusta pulizia e messa in sicurezza dei fondi dai pericoli di incendi nonché di 2

rappresentare un valido apporto di nutrienti minerali per le piante e un fattore di arricchimento della flora microbica; - Che non è tecnicamente né economicamente sostenibile, dai conduttori dei terreni agricoli, la raccolta, la diminuzione volumetrica, il trasporto con mezzi idonei fino agli impianti di smaltimento e/o riciclo dei rifiuti; Accertato: -Che lasciare al suolo importanti quantità di residui agricoli, anche in forma di c.d. "cippato", potrebbe provocare situazioni di pericolo sia in caso di incendio sia in caso di forti piogge, mediante il 3 trascinamento degli stessi nelle scoline e, successivamente, nei corsi d'acqua, provocando ostruzioni e diminuzione delle capacità di deflusso delle acque, con possibili conseguenze sull'assetto idrogeologico del territorio; - Che risulta pertanto necessario ed improcrastinabile garantire un sistema di smaltimento delle potature e dei residui agricoli, al fine di evitare rischi per l'ambiente; Ritenuto necessario: - Garantire un sistema di gestione delle potature e dei residui vegetali agricoli al fine di evitare rischi per l ambiente, per l innesco e la propagazione di incendi, per la diffusione di fitopatologie e anche per favorire la diminuzione dei trattamenti chimici, fermo restando il rispetto della disciplina comunitaria e nazionale vigente in materia ambientale e di prevenzione degli incendi; - Uniformare sul territorio l attività di combustione controllata dei residui vegetali sul luogo di produzione, definendone modalità e limiti; - Assicurare la massima tutela nell intera cittadinanza, mediante la prevenzione dal rischio di incendi e di inquinamento derivante dai fumi generati dalla combustione delle stoppie; -Assicurare che, nel periodo di massimo rischio per gli incendi boschivi dichiarato dalla Regione Campania, si applichino le disposizioni regionali disposte in materia; Rimane vietata la combustione di materiali o sostanze diverse dagli scarti vegetali indicati nella presente ordinanza; Il Comune, anche su segnalazione del Corpo forestale dello Stato, ha facoltà di sospendere o di vietare la combustione dei residui agricoli all'aperto in tutti i casi in cui sussistono condizioni meteorologiche o ambientali non favorevoli e di disporre il differimento di operazioni di bruciatura allorché sia necessaria l'effettuazione di una programmazione delle medesime, in considerazione di condizioni ed esigenze locali; Viste: - la necessità di far fronte all'emergenza di smaltimento dei residui agricoli da parte degli agricoltori locali; -la legge 21.11.2000, n.353 recante Legge-quadro in materia di incendi boschivi ed, in particolare, l art. 3, comma 3, lett. c), d) ed e), che prevedono l individuazione delle aree e dei periodi a rischio di incendio boschivo e degli indici di pericolosità, all interno del Piano regionale; -la legge regionale 7.5.1996, n. 11, recante Modifiche ed integrazioni alla Legge Regionale 28 febbraio 1987, n. 13, concernente la delega in materia di economia, bonifica montana e difesa del suolo ed, in particolare, l allegato C concernente le prescrizioni di massima e di Polizia forestale secondo cui: 3

1. E' vietato a chiunque accendere fuoco all' aperto nei boschi od a distanza minore di mt. 50 dai medesimi. Dal 15 luglio al 30 settembre e vietato accendere fuoco a distanza minore di mt. 100. 2. OMISSIS... 3. L' abbruciamento delle ristoppie e di altri residui vegetali è permesso quando la distanza dai boschi è superiore a quella indicata nel comma 1, purchè il terreno, su cui l'abbruciamento si effettua, venga preventivamente circoscritto ed isolato con una striscia arata della larghezza minima di metri cinque. Comunque non si deve procedere all'abbruciamento quando spira il vento. 4. Dal 15 luglio al 15 ottobre è vietato fumare nei boschi e nelle strade e sentieri che li attraversano, salvo le eccezioni di cui al comma 2. 5. Nei castagneti da frutto è consentita la ripulitura del terreno dai ricci, dal fogliame, dalle felci, mediante la loro raccolta e concentramento ed abbruciamento. L' abbruciamento e consentito dal 1 settembre al 30 marzo e dovrà essere effettuato dall'alba alle ore 9. II materiale raccolto in piccoli mucchi è bruciato con le opportune cautele su apposite radure predisposte nell'ambito del castagneti. - la Deliberazione regionale n. 1935 del 23 maggio 2003 con la quale sono state approvate modificazioni agli artt. 6 e 8 del Regolamento Prescrizioni di Massima e di Polizia Forestale, PMPF, allegato c) alla predetta legge regionale; -che se tali residui fossero utilizzati nella produzione di energia in impianti a biomassa non sarebbero considerati rifiuti ma potrebbero essere ivi utilizzati, non rientrando nel campo di applicazione della parte quarta del d.lgs. n 152/2006; diversamente, tali residui, considerati rifiuti secondo quanto in precedenza espresso, andrebbero gestiti, nel rispetto dei principi della normativa, in impianti di recupero rifiuti; Riscontrato che, alla data odierna, non è stato adottato il Decreto del Presidente della Giunta regionale Campania con il quale si rende noto lo stato di pericolosità per gli incendi boschivi sul territorio della Regione Campania e, pertanto, non è indicato, per l anno 2016, il periodo di divieto di bruciatura di vegetali, loro residui o altri materiali connessi all esercizio delle attività agricole nei terreni agricoli, anche se incolti e negli orti, giardini, parchi pubblici e privati; Visti: il D.Lgs. n 267/2000 e la legge n 225/1992; la Legge n. 11 del 07-05-1996 della Regione Campania, la direttiva europea n 2008/98/CE; la direttiva europea n 2000/29/CE; il D.Lgs. n 152/2006 ed, in particolare, gli artt. 256 e 256-bis; l art. 14, comma 8, lett. b), del D.L. n 91/2014; il Piano Regionale Triennale 2014-2016 per la Programmazione Delle Attività Di Previsione, Prevenzione e Lotta Attiva Contro Gli Incendi Boschivi; ORDINA per le ragioni sopra precisate e qui integralmente richiamate, nel rispetto delle norme comunitarie, nazionali e regionali, che, su tutto il territorio del Comune di San Cipriano D Aversa. 4

1. Paglia, sfalci, potature e materiale agricolo vegetale e forestale naturale, non pericoloso, provenienti dalla manutenzione di orti, giardini privati, oliveti, nonché dalle attività svolte dalle imprese agricole di cui all articolo 2135 debbono essere gestiti mediante processi o metodi che non danneggiano l ambiente né mettano in pericolo la salute pubblica. 2. In alternativa all impiego dei residui indicati innanzi al punto 1, ai sensi dell art. 185 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n 152, o all accumulo ordinato nei fondi agricoli al fine di una loro naturale trasformazione in compost, o alla triturazione in loco mediante apposite macchine operatrici, è consentita la combustione controllata degli stessi sui terreni agricoli ai sensi dell art. 182, comma 6 bis del citato D.Lgs., nel rispetto delle disposizioni e della cautele di seguito indicate: a) le attività devono essere effettuate sul luogo di produzione; b) durante tutte le fasi dell attività e fino all avvenuto spegnimento del fuoco deve essere assicurata costante presenza e vigilanza da parte del produttore o del conduttore del fondo, o di persona di sua fiducia ed è vietato abbandonare la zona fino alla completa estinzione di focolai e braci; c) la combustione deve essere effettuata in cumuli di dimensione limitata avendo cura di isolare l intera zona da bruciare tramite una fascia libera da residui vegetali e di limitare l altezza ed il fonte dell abbruciamento; d) possono essere destinati alla combustione all aperto al massimo tre metri steri (tre metri cubi) per ettaro al giorno di scarti agricoli provenienti dai fondi in cui sono stati prodotti; e) l operazione deve svolgersi nelle giornate in assenza di forte vento e in assenza di forte umidità; f) se all accensione dei fuochi sopravvenga vento o altre condizione di pericolosità che possano facilitare la propagazione delle fiamme o l accumulo di fumo, il fuoco dovrà essere immediatamente spento; g) comunque è vietato l abbruciamento nei giorni in cui le condizioni meteorologiche favoriscono il ristagno della fumosità prodotta e l accumulo verso il basso e impediscono la facile dispersione del contenuto particellare in atmosfera; h) la combustione deve essere distante almeno 50 metri da edifici di terzi ed è vietata lungo le vie pubbliche; i) nelle aree agricole adiacenti ai boschi ad una distanza inferiore a 200 metri dagli stessi; gli interessati devono realizzare una fascia parafuoco di almeno 5 metri che circoscriva il sito dell abbruciamento; j) nelle fasce adiacenti a strade di notevole percorrenza, ad una distanza minima di 50 metri; k) le ceneri derivanti dalla combustione del materiale vegetale di cui alla presente ordinanza sono recuperate per la distribuzione sul terreno a fini nutritivi o ammendanti; l) La combustione di materiali o sostanze diversi dagli scarti vegetali indicati nella presente ordinanza è sempre vietata; m) Le operazioni di accensione e spegnimento dei fuochi, ferme le condizioni prescritte, devono svolgersi entro e non oltre la seguente fascia oraria: dalle ore 07:00 alle ore 16:00 dalla data odierna e fino all adozione del Decreto del Presidente della Giunta regionale Campania con il quale si rende noto lo stato di pericolosità per gli incendi boschivi sul territorio della Regione Campania; 3. Nel periodo di massimo rischio per gli incendi boschivi, dichiarati dalla Regione Campania, la combustione di residui vegetali agricoli e forestali è sempre vietata; 4. Il Comune, anche su segnalazione del Corpo Forestale dello Stato, ha facoltà di sospendere o di vietare la combustione dei residui agricoli all aperto in tutti i casi in cui sussistono condizioni meteorologiche o ambientali non favorevoli e di disporre il differimento di operazioni di bruciatura allorché sia necessaria l effettuazione di una programmazione delle medesime, in considerazione delle condizioni ed esigenze locali. 5. E' consentito l'accumulo per una naturale trasformazione in compost o la triturazione in loco per la stessa finalità. 6. L inosservanza delle disposizioni previste da ogni punto della presente Ordinanza, fatte salve le responsabilità di ordine penale e civile derivanti dalle eventuali conseguente causate dal mancato rispetto del presente atto, qualora non sanzionate dalla vigente normativa o da specifiche norme regolamentari è soggetta alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 25,00 ad 5

500,00, ai sensi dell art. 7-bis, comma 1-bis del D.Lgs. 18/08/2000, n 267, fermo restando l eventuale applicazione di quanto previsto da specifiche disposizioni penali e civili. 7. La combustione di materiali o sostanze diversi dagli scarti vegetali indicati nella presente ordinanza è sempre vietata e sarà considerata gestione illecita di rifiuti e/o combustione illecita e, come tale, sottoposta alle sanzioni penali previste dagli artt. 256 e 256-bis del D.Lgs. n 152/2006. 8. Il giorno prima dell accensione del fuoco, colui che effettuerà il lavoro, è obbligato a comunicarlo agli uffici comunali Comando di P.M. a mezzo fax al n.081/8165575, e U.T.C. settore Ambiente fax 081-86161643. indicando nome, cognome, residenza, numero telefonico, località dove effettuerà l accensione, tempi previsti, quantità stimata e tipo di materiale da bruciare, numero di persone partecipanti all operazione. Qualora non fosse possibile comunicare con i suddetti Enti, è assolutamente vietata l accensione. SANZIONI Salvo i casi previsti dal Codice penale o da diversa disposizione di legge, le infrazioni alla presente ordinanza saranno punite, secondo i casi e comunque in base ai principi della legge n 689/81, ai sensi della legge n. 353/2000, da un minimo 1.032,91 ad un massimo di 10.329,14 e, sulla scorta della Legge regionale n. 11/1996, da un minimo 51,65 ad un massimo di 516,46 ovvero 103,30 (D.P.G.R.Campania Nr. 184 del 27.06.2012). Le infrazioni alla presente ordinanza non specificamente previste dalle disposizioni generali saranno soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da. 25,00 ad 500,00, ai sensi dell'art. 7-bis del D.Lgs. 18/08/2000 n. 267. che la presente ordinanza: SI DISPONE sia pubblicata all Albo pretorio e sul sito internet del Comune di San Cipriano D Aversa e sia trasmessa agli organi di stampa e di comunicazione presenti sul territorio, affinché abbia la più ampia diffusione; sia comunicata, per il tramite del servizio messi comunali, alla Prefettura e alla Questura di Caserta, Arpa sede regionale, dipartimento ASL CE, nonché ai competenti comandi locali della Polizia municipale, Polizia provinciale, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato e VV.FF. SI AVVERTE Che avverso la presente ordinanza, chiunque vi abbia interesse, potrà presentare ricorso ai sensi del D.Lgs. n 104/2010 al T.A.R. Campania, entro 60 (sessanta) giorni dallo scadere del termine di pubblicazione all Albo pretorio del Comune, ovvero ricorso straordinario al Capo dello Stato entro 120 (centoventi) giorni, ai sensi del D.P.R. n 1199/1971. A norma della legge 7 agosto 1990, n. 241 e ss.mm.ii., si informa che responsabile del presente procedimento è il geom. Cristofaro Della Gatta, dipendente UTC. Il presente atto sostituisce, a tutti gli effetti, le Ordinanze sindacali precedentemente emanate sullo stesso argomento o comunque incompatibili. È fatto obbligo, a chiunque spetti, di osservare e far osservare la presente Ordinanza. La Polizia municipale, il Corpo forestale dello Stato e tutte le Forze di Polizia sono incaricate del controllo circa l osservanza della presente ordinanza. 6

INFORMA E DISPONE, ALTRESÌ Di riservarsi la facoltà di richiedere, laddove necessario, apposita indagine tecnica presso i competenti uffici di : ARPA e ASL perché vengano analizzati ed accertati elementi, caratteristiche e qualità dei fumi da combustione da fogliame rinveniente nei campi olivetani; salvo ogni ulteriore provvedimento. La presente ordinanza verrà pubblicata all Albo Pretorio online del Comune, e trasmessa: - Al Comandante P.M.; - Al competente Dipartimento ASL CE 20 ; - Al Comando di Polizia Provinciale di Caserta; -Al Corpo Forestale dello Stato di Caserta; -Al Comando Stazione dei Carabinieri di San Cipriano d Aversa. Dalla Residenza Municipale, lì 02.09.2014 IL SINDACO F.to Dr.Vincenzo Caterino Firma autografa omessa ai sensi dell art.3 del D.Lgs. n.39/1993 7